lunedì 14 marzo 2016

A Pompei nessuno merita castighi

Foto scattata in un confessionale vuoto e buio
Ennesimo effettaccio della sbornia di misericordina: nei confessionali del santuario della B.V.M. di Pompei è affissa, lato penitente, una versione taroccata dell'Atto di Dolore:

L'espressione «perché peccando ho meritato i tuoi castighi» è stata cassata. Nella nuova teologia pompeiana i castighi sono sempre immeritati.

Il santuario dispone di una sala confessioni con una trentina di confessionali dotati di porte scorrevoli, aria condizionata, accorgimenti per la privacy e perfino il filtro contro l'alito cattivo sulla grata.

Come potete tutti immaginare, è molto raro vedere la lucina "sacerdote" accesa su più di un terzo di quei confessionali, nonostante l'economato del santuario paghi in moneta sonante i confessori (una mancia che dieci anni fa era circa sette euro l'ora - cosa che attirava sacerdoti dai paesi circostanti; non conosco le quotazioni attuali).

Uno dei confessionali - il numero 14 - è dedicato all'ascolto dei giovani in ricerca vocazionale (col sottinteso che se non sei giovane non puoi avere la vocazione). Durante l'orario prestabilito il Donsasor era clamorosamente assente dal suo posto (le foto sono state scattate fra le 17 e le 17:30 dello scorso venerdì 4 marzo): a quanto pare a Pompei non c'è tempo per le vocazioni nemmeno quando si tratta di "giovani ragazzi e ragazze" che per qualche motivo non intendono affidare la loro vocazione ai propri parroci.

Il confessionale 14 vuoto e buio,
ma tanto c'è il contatto e-mail...
Poco prima delle 17:30 uno dei sacerdoti confessori abbandona in fretta il suo confessionale dicendo che deve celebrare Messa, e pazienza se i penitenti hanno fatto inutilmente la fila. Solo che si trattava di una mezza verità: infatti, come si nota dalla foto della "cappella" qui sotto scattata pochi minuti dopo, il sacerdote doveva in realtà concelebrare una messa feriale. Cioè la sua presenza alla Messa non era necessaria, se non alla propria pigrizia. Anche questo è un frutto del postconcilio.

Una scena che prima del Concilio non avreste mai immaginato
La "cappella" qui sopra, che una volta doveva essere un refettorio o un negozietto di articoli religiosi, è un cupo stanzone in cui la parete in fondo è adornata da un orrido murales e da un tavolinetto-altare. Un garage disadorno, in cui spiccano solo le colonnette-altoparlanti per garantire che i fedeli subiscano per intero la farraginosa concelebrazione (le altre cappelle sono dedicate alle celebrazioni in lingua polacca ed ucraina; il latino è del tutto bandito).

Se questa è la triste realtà di un santuario mariano, come meravigliarsi dello sfacelo in cui versa la Chiesa Cattolica?

21 commenti:

Anonimo ha detto...

Confessioni " a cottimo " ?

RAOUL DE GERRX ha detto...

En lisant ce reportage sur Pompei, je croyais me retrouver à Fátima, devant et dans la nouvelle "Basílica da Santíssima Trindade", épouvantable camembert en béton, dont on ne sait trop s'il s'agit d'un abri antinucléaire ou d'un centre de loisirs multiculturels… Pour les confessions, même régime qu'à Pompei…

http://fratresinunum.com/2012/08/21/igreja-da-santissima-trindade-em-fatima-portugal-elevada-a-basilica-menor/

Franco ha detto...

Eppure nell'antica Pompei ( 79 d.C. ) è successo qualcosa di molto grave, tanto da dar da pensare pensieri abissali, nel versante religioso e anche in quello irreligioso ( "La ginestra"di Leopardi ).

Franco ha detto...

Da tempo mi sto interessando della "fenomenologia del prete modernista". Nei casi migliori una sensibilità notevole, una finezza d'animo da persona che vuole addolcire le punte e non gravare su nessuno ( all'estremo opposto, molto tempo fa, i preti che insistevano con zelo sul peccato mortale e sull'inferno ). I dogmi vengono per lo più smussati con l'uso di un linguaggio ambivalente e sfumato. Mi sembra che sia questo il caso del "Credo" di don Michele Do ( defunto nel 2005 ) nel quale la cristologia del "Credo" di Nicea viene ridotto e bypassato con la formula "figlio di Dio e figlio dell"uomo, immagine visibile e trasparente del l'invisibile volto di Dio...". Ovviamente la teoria "sacrificale" dell'Incarnazione viene rifiutata come pagana. Don Michele Do, piuttosto che alla Salvezza e Redenzione ( redimere vuol dire "ricomprare a caro prezzo" ) credeva, teilhardianamente, in una "fioritura e trasfigurazione" dell'umano.Dunque PROGRESSO, più che SALVEZZA.
Il punto debole di questi modernisti a mio parere consiste nel fatto che vorrebbero conservare i frutti dopo aver minato il tronco e la radice, l'edificio nel suo complesso dopo aver minato le strutture portanti, quelle conservate dalla "Chiesa gerarchica". Per cui rimangono dentro la Chiesa Cattolica e vi si appoggiano di fatto, pur mantenendo riserve e opposizione su parecchi punti.

Luisa ha detto...

Sembra che Bergoglio laverà i piedi agli immigrati, sperando che siano prima passati nelle mani dei podologi assunti per occuparsi dei piedi di chi "squatta" il colonnato del Bernini, scusate ma si ride per non piangere,

"Pasqua, la mossa(!?!?) di Bergoglio: lavanda dei piedi agli immigrati"

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/pasqua-mossa-bergoglio-lavanda-dei-piedi-agli-immigrati-1235522.html

http://www.lastampa.it/2016/03/12/vaticaninsider/ita/vaticano/in-arrivo-i-podologi-per-assistere-i-poveri-del-papa-t8xRrVSOBe6Blig66YhoYO/pagina.html

La Chiesa è allo sbando, l`apostasia è palese, gli scismi di fatto pullulano, lo scempio e dottrinale e liturgico è sempre più rivendicato come norma, ma no problem occupiamoci dei lontani, usciamo, andiamo alle periferie, e che cosa portiamo a quei lontani? Doccie e podologi.

Riccardo Abbà ha detto...

Mi scusi. Il Do cui si riferisce è il defunto rettore di Saint Jacques?

Anonimo ha detto...

OT corre voce che il vdr laverà i piedi a 12 immigrati, uomini e donne tutti mussulmani......si attendono conferme.

Anonimo ha detto...

Mentre ai MIM, l'associazione di laici dei Francescani dell'Immacolata, fu proibito dal vescovo di Pompei, all'inizio della persecuzione nei confronti dell'Istituto di Padre Manelli, l'annuale pellegrinaggio al Santuario.

Anonimo ha detto...

Ho già visto l'atto di dolore "riformato" presso il Santuario di San Leopoldo a Padova un mesetto fa.

Franco ha detto...

@ Riccardo Abbà. Mi risulta che don Michele Do fosse legato a Saint Jacques in Val D'Aosta, ma non so molto altro. Dica lei se è informato. In ogni caso, dallo scritto del Credo e dalla registrazione della lettura fatta da lui personalmente, oltre che da altri segni, mi sembra di intravedere in lui un'anima sensibile ( il che non vuol dire ortodossa ). A mio parere non è giusto nè opportuno fare d'ogni erba modernista un fascio: ci sono modernisti supponenti, livorosi, perfino amanti del turpiloquio e altri più improntati a modalità e tonalità evangeliche. Ci sono modernisti coltissimi ( come il capofila Ernesto Buonaiuti, che era anche uno scrittore eccelso ) e modernisti tutto sommato ignoranti. Un caso tipico è quello dei mezza cultura, che non hanno più la fedeltà alla dottrina del genere don Camillo e credono di sapere chissà che; più o meno, il genere don Chichì

Cesare Baronio ha detto...

...provate a recitare l'atto di dolore in latino e vedete cosa vi dice il confessore! Deus meus, ex toto corde me poenitet ac doleo... Ci manca poco che non vi sbrani. Per non parlare dell'uso di confessarsi di fronte al sacerdote, in piedi, anziché in ginocchio, a lato. E se osate menzionare peccati non a norma CVII, vi prende pure in giro. Viceversa, per colpe gravissime, ho saputo da alcuni miei penitenti che altri confessori avevano addirittura negato che si trattasse di peccati.

Luisa ha detto...

Segnalo:

http://blog.messainlatino.it/2016/03/ffi-escono-i-nomi-dei-fautori-della.html

Luisa ha detto...

Una delle prime espressioni del fanatismo papolatrico fu quella di pretendere che i confessionali vuoti prima di Bergoglio si stavano ovunque riempiendo, non lo constato certo dalle mie parti, una delle tante letture di questo pontificato tutte volte a fare di Bergoglio colui che cambierà il volto della Chiesa in un modo così radicale che ogni ritorno sarà impossibile.

Segnalo:

https://bergoglionate.wordpress.com/2016/03/12/tre-anni-di-bergoglionate/

Anonimo ha detto...

Ma sa che mi ha stuzzicato ?
Non ho mai pensato a recitare l'Atto di dolore in latino perche' recito quello di sempre , con la terza persona plurale ( ..ho meritato i Vostri castighi /..ho offeso Voi /...col Vostro Santo aiuto di non offenderVi /..misericordia perdonatemi !) . Pero' ho avuto fra le mani un libretto in cui si declamavano tre nuove versioni dell'Atto di dolore , versioni della CEI ( voglia di novita' ?!?), l'ho buttato e non ne ricordo il titolo .
Mi e' capitato una volta ( dopo attenta preparazione e dolore dei peccati ) di entrare in un confessionale con tanto di tavolinetto che separava il confessore dal penitente , dopo l'invito a sedermi mi e' sparito immediatamente tutto il dolore dei peccati ! Ero in uno studiolo per una seduta psicanalitica ? Volevo andarmene , ho manifestato al Sacerdote il mio disagio e gli ho chiesto di voltarsi perche' volevo confessarmi con Dio in ginocchio .
Mai piu' !

Anonimo ha detto...

Sig.ra Luisa : Buon Onomastico !
Oggi si ricorda S.Luisa de Marillac .

Luisa ha detto...

Grazie Anonimo!

Catholicus ha detto...

Anch'io voglio formulare i miei più sinceri ed affettuosi saluti alla signora Luisa, anche se ormai non scrivo più su questo blog (per non affaticare i censori), che continuo però a seguire con interesse. Cara Luisa, spero mi perdonerà se talvolta le ho fatto perdere le staffe con i miei commenti poco generosi su Joseph Ratzinger-B XVI; con l'occasione desidero falre giungere anche i più sinceri e fervidi Auguri di Buona e Santa Pasqua.

Luisa ha detto...

Grazie Catholicus, su Benedetto XVI quel che mi sento di dire lo dico sul momento e poi passo ad altro :):) non posso certo pretendere che tutti condividino i miei stessi pensieri e sentimenti!

Riccardo Abbà ha detto...

Sì sì allora è lui, la mia è semplice curiosità nel senso che io l'ho sempre visto sin da bambino e pur essendo venuto a conoscenza di frequentazioni moderniste del Sacerdote (sapevo che fu un co-fondatore di Bose), non credevo che la sua fama avesse largamente superato i confini della Rettoria. Lo ricordo più che altro per piccole beghe paesane con mio nonno barista cui costui voleva impedire di tenere alcolici al bar, per lasciarli però vendere all'altro bar dove gli erano più simpatici, ma a parte ciò sinceramente mi pareva una discreta persona, ecco. Ricordi d'infanzia e un po' di nostalgia, tutto qui.

Franco ha detto...

@ Riccardo Abba. Su YouTube si trovano diverse registrazioni di don Do, che ho intenzione di sentire per capire che tipo fosse. Sulle frequentazioni moderniste ho pochi dubbi; l'impressione generale è di una persona fine, ma tendente all'uso di un linguaggio teologico soft con ambivalenze per evitare gli scogli del dogma. Ad esempio contrapponeva l'immagine di Dio punitiva e legalista del Vecchio Testamento a quella di moralità interiorizzata in Gesù; dimenticando o volendo dimenticare che Gesù parlava parecchio di giudizio, anche quello universale, e di Inferno.

Anonimo ha detto...


A proposito di Confessioni in punto di morte

Il Corriere della Sera riporta con grande evidenza il pellegrinaggio di politici di ogni partito e "militanti" vari a casa di Marco Pannella, che, a quanto e' dato capire, sarebbe afflitto da un tumore allo stadio ormai terminale. Pannella sembra mantenere un atteggiamento spavaldo, continua a fumare e bere caffe', a mantenersi ben dentro il personaggio che si e' costruito in tutti questi anni. Il giudizio sull'uomo e sul politico Pannella non puo' che essere quello impietoso piu' volte manifestato, per tutti, da Danilo Quinto. Pannella ha fatto molto male all'Italia, oltre che a tante persone, singolarmente prese.
Ora che il momento del redde rationem si sta avvicinando anche per lui, preghiamo per la conversione della sua anima, perche' la divina Misericordia si degni di fargli cadere dagli occhi il velo dell'orgoglio luciferino che lo ha ottenebrato per tutta la vita e lo spinga ad una inaspettata quanto autentica confessione dei suoi numerosi e gravi peccati.
Ma ci sono sacerdoti che vanno a trovarlo per ricordargli cosa aspetta tutti noi subito dopo la morte? Ci sono sacerdoti che vanno a parlargli della vera misericordia divina, che richiede il pentimento e la conversione? E anche se ci fossero, riuscirebbero a farsi largo tra la folla e i radicali che lo custodiscono? Preghiamo perche' il Signore abbia pieta' di lui e gli mandi un buon sacerdote, finche' c'e' tempo. A. R.