mercoledì 9 marzo 2016

Una predicazione da paura, altro che “Chiesa della paura”...

È da tempo che la cronaca incalzante ci consegna gesti e parole di inusitata gravità e di invereconda falsità.
Ben lontani dall'assuefazione, non possiamo fare a meno di sottolineare che c'è una logica (perversa) in questa follia. Mi riferisco alla recente predicazione degli esercizi quaresimali al papa e alla Curia, da parte del padre Servita Ermes Ronchi.
Egli ha fatto sua una affermazione che purtroppo sta diventando ricorrente, che contrappone la “vecchia Chiesa”, piena di paure e pregiudizi, alla “nuova Chiesa dell’accoglienza”. Cito da Radio Vaticana:
“Per un lungo tempo la Chiesa ha trasmesso una fede impastata di paura. Che ruotava attorno al paradigma colpa/castigo, anziché su quello di fioritura e pienezza. La paura è nata in Adamo perché non ha saputo neppure immaginare la misericordia e il suo frutto che è la gioia (…) La paura invece produce un cristianesimo triste, un Dio senza gioia. Liberare dalla paura significa operare attivamente per sollevare questo sudario della paura posato sul cuore di tante persone: la paura dell’altro, la paura dello straniero. Passare dall’ostilità, che può essere anche istintiva, all’ospitalità, dalla xenofobia alla filoxenia (…) e liberare i credenti dalla paura di Dio, come hanno fatto lungo tutta la storia sacra i suoi angeli: essere angeli che liberano dalla paura”. 
Ma quando mai la Chiesa avrebbe trasmesso “una fede impastata di paura”? Che ne facciamo di 2000 anni di Magistero e santità testimoniata da figure luminose e imprescindibili che tuttora ci sostengono col loro esempio le loro parole e la loro intercessione nella Comunione dei Santi? Da dove sono spuntati, appunto, quei Santi che nella Chiesa pre-conciliare avrebbero ricevuto una fede impastata di “mancanza di fede”?

E come imputare la “paura dell'altro” alla Chiesa che ha fondato gli ostelli per accogliere gli stranieri e i pellegrini, gli ospedali, gli orfanotrofi, i ricoveri per anziani, le comunità di incontro? Con una miriade di Ordini e Congregazioni religiose che nel corso dei secoli hanno esercitato il loro carìsma nei confronti di ogni tipo di povertà non solo materiale ma anche spirituale?

Non è certo xenofobia, né ostilità preconcetta né tanto meno “paura dell'altro” la sana preoccupazione per l'inarrestabile invasione a valanga da parte di stranieri giovani forti e musulmani che hanno cominciato a far sentire di cosa son fatte le loro presenze niente affatto rassicuranti. Realismo e responsabilità muovono chi richiama - sulla tragedia epocale che si sta consumando dietro a questi belati inconsistenti e di una improntitudine unica -, l'attenzione di governanti e pastori che per ignavia, ignoranza o connivenza stanno contribuendo al suicidio della nostra civiltà.

E fino a quando continueranno a sfigurare il volto della nostra Madre, Una Santa Cattolica Apostolica Romana?
Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!  Adveniat Regnum tuum!

57 commenti:

Mah! ha detto...

Credo, finchè Dio lo permetterà, perchè l'uomo lasciato a se non più incalzato al Bene, non sa far altro che quello che vediamo.

mic ha detto...

Ma padre Ronchi, cosa diavolo sta dicendo?
di Francesco Lamendola

http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8198%3Ama-padre-ronchi-cosa-diavolo-sta-dicendo-&catid=70%3Achiesa-cattolica&Itemid=96

RAOUL DE GERRX ha detto...

Cet Ermes Ronchi est un farceur. Un triste farceur.

Notez que, depuis la révolution protestante, le procédé est toujours le même : on présente d'abord une caricature grossière de l'Église pour pouvoir mieux, ensuite, se déchaîner contre elle. Vieux truc. L'insolite est que, maintenant, la chose se passe à Rome même…

Esprit faux, ce Ronchi ? Pervers plutôt. Et pervertisseur. Et tous ces idiots masochistes qui l'écoutent sans broncher…

Anacleto ha detto...

In quanto a "fede impastata di paura" dal Medioevo in poi non mancano certo gli esempi.
Dio non "punisce", prende solo atto del fatto che gli uomini si allontanano da Lui. La morte non è una punizione, ma una conseguenza per chi si allontana dalla Vita. N.S.G.C. non ha "pagato" per le nostre colpe, ma ha preso su di sé tutti i peccati del mondo ed ha accettato di subirne le conseguenze. Con la Sua morte gli inferi hanno dovuto accoglierlo, ma non hanno potuto trattenere l'Autore della vita, la Vita stessa.
Le porte degli inferi non hanno prevalso e non possono più prevalere su nessuno che abbia la Fede nella divinità di N.S. e nella Sua Resurrezione. Questo concetto è rappresentato in modo splendido nelle icone ortodosse, dove Gesù che risoge calpesta gli strumenti della Passione.
L'errore di Papa Francesco non sta tanto nel predicare la misericordia, quanto nel farla apparire automatica. In questo riprende i concetti non cattolici di Giovanni Paolo II & C. della "redenzione universale".

Anonimo ha detto...

... Non le piace parlare di colpa e di castigo; anzi, nemmeno di peccato. Ma senza il peccato, non c’è la Redenzione: e Gesù Cristo, allora, il Dio-uomo, che cosa è venuto a fare sulla Terra? Forse un piccolo giro turistico? Se per annunciare il Vangelo è sufficiente parlare di “fioritura” e di “pienezza” (bello, questo linguaggio floreale: fa tanto New Age), allora essere cristiani diventa facile come bere un bicchier d’acqua. Sparisce il paradosso della fede, di cui parlava Kierkegaard; e la Croce, a cosa servirà mai, giunti a questo punto? E ci dica un’ultima cosa, padre: dove è andato a nascondersi il concetto del peccato, e quindi del bene e del male, nella sua teologia?
Una persona ingenua si potrebbe domandare perché mai vi siano così tanti preti e sedicenti teologi i quali si ostinano a rimanere nella Chiesa cattolica, pur dicendo e scrivendo cose che, di cattolico, hanno tutt’al più una frettolosa verniciatura; ma che, nella sostanza, sono tutto fuorché cattoliche: semmai panteiste, razionaliste, pelagiane, luterane. Perché non escono e non se ne vanno per la loro strada? Perché non portano avanti le loro tesi, lealmente e onestamente, mostrandosi per quello che sono: uomini che non credono alla Rivelazione, così come la insegna, e l’ha sempre insegnata, il magistero ecclesiastico? Ma sarebbero, appunto, domande ingenue. Se costoro rimangono dentro la Chiesa, a dire quel che dicono e a scrivere quel che scrivono, una ragione, evidentemente, c’è…

Rosalia ha detto...

MA NOI ...NON LASCIAMOCI MUTARE

Anonimo ha detto...

elpais.com/elpais/2016/02/26/opinion/1456503103_530587.html un altro teologo pro domo sua chiede al vdr di cancellare il dogma dell'infallibilità, ecco che ci stanno a fare, a dare gli ultimi colpi di martello all'edificio. no comment.

Franco ha detto...

Secondo l'insegnamento tradizionale il "santo timor di Dio" è addirittura uno dei "doni dello Spirito Santo" ; dono in quanto contribuisce a modellare la coscienza morale e il comportamento. C'è da aggiungere che non si tratta di una invenzione del "Cattolicesimo costantiniano", perché il tema del timore è massicciamente presente non solo nell'AnticoTestamento, ma anche nel Nuovo e lo si ritrova quasi in ogni pagina dei Vangeli: dunque insegnamento diretto di Gesù. Non capisco come i Modernisti e i paramodernisti possano espungerlo e insieme vantarsi di fare esegesi critica. Il discorso di padre Ronchi sul peccato di Adamo mi sembra uno stravolgimento incredibile.

Franco ha detto...

Secondo l'insegnamento tradizionale il "santo timor di Dio" è addirittura uno dei "doni dello Spirito Santo" ; dono in quanto contribuisce a modellare la coscienza morale e il comportamento. C'è da aggiungere che non si tratta di una invenzione del "Cattolicesimo costantiniano", perché il tema del timore è massicciamente presente non solo nell'AnticoTestamento, ma anche nel Nuovo e lo si ritrova quasi in ogni pagina dei Vangeli: dunque insegnamento diretto di Gesù. Non capisco come i Modernisti e i paramodernisti possano espungerlo e insieme vantarsi di fare esegesi critica. Il discorso di padre Ronchi sul peccato di Adamo mi sembra uno stravolgimento incredibile.

mic ha detto...

In quanto a "fede impastata di paura" dal Medioevo in poi non mancano certo gli esempi.

Qualche eventuale esempio non può esser spacciato per l'insegnamento della Chiesa

L'errore di Papa Francesco non sta tanto nel predicare la misericordia, quanto nel farla apparire automatica. In questo riprende i concetti non cattolici di Giovanni Paolo II & C. della "redenzione universale"

Questo ed altro errori del papa attuale sappiamo da dove vengono. E' esatto il riferimento alla "redenzione universale" di GS 22 (ne abbiamo parlato a lungo). Ma la predicazione dei papi precedenti (compreso Giovanni Paolo II con la macchia indelebile di Assisi) non arrivava a questi frutti avvelenati del modernismo, ormai divenuti purtroppo veleno quotidiano.

mic ha detto...

Secondo l'insegnamento tradizionale il "santo timor di Dio" è addirittura uno dei "doni dello Spirito Santo" ; dono in quanto contribuisce a modellare la coscienza morale e il comportamento.

Vorrei ricordare, insieme a Franco, che "il timor di Dio" è il primo dei doni ed è l'accesso a tutti gli altri. Ma stiamo attenti a non confonderlo con la "paura", perché il timore qui inteso è quel senso di "rispetto", di creaturalità povera e bisognosa di fronte al Creatore e dispensatore di ogni dono soprannaturale, che è condizione per poter rimanere alla Sua Presenza e crescere nella relazione vitale con Lui...

Giorgio ha detto...

E le grandi cattedrali europee....erano costruite da gente che aveva una fede di paura???? poveri noi

RAOUL DE GERRX ha detto...

Psaume 111 :

« Il a envoyé la délivrance à son peuple, Il a établi pour toujours son alliance. Son nom est saint et redoutable. La crainte de l'Eternel est le commencement de la sagesse ; tous ceux qui l'observent ont une raison saine… »

« La crainte de l'Eternel est le commencement de la sagesse ; tous ceux qui l'observent ont une raison saine… »

Et ceux qui ne l'observent pas ?

Franco ha detto...

Facciamo un piccolo esempio letterario: l'Innominato si converte non solo per "bisogno esistenziale" che lo spinge a cercare la pienezza della vita , ma anche per il timore di dover rendere conto delle sue malefatte; don Rodrigo tratta a male parole padre Cristoforo, ma è turbato dalla minaccia "Verrà un giorno". In realtà il tema dei Novissimi era dominante nella predicazione fino al Concilio: non solo l'Inferno, ma anche, simmmetricamente, il Paradiso. Questo, è il caso di ripeterlo, fin dall'era apostolica.

carme123able ha detto...

Ovviamente Ermes Ronchi non ha mai gustato la dolcezza della parola di Dio: «Il timore del Signore è gloria e vanto, GIOIA e corona di ESULTANZA. / Il timore del Signore ALLIETA il cuore e dà CONTENTEZZA, gioia e lunga vita. / Il timore del Signore è un dono del Signore che colloca sui sentieri dell’AMORE. / Per chi teme il Signore andrà bene alla fine, sarà benedetto nel giorno della sua morte. / Principio della Sapienza è il timore del Signore, egli la dona ai credenti sin dal seno materno... / Pienezza della Sapienza è temere il Signore, essa lo sazia con i suoi frutti» (Siracide 1,11-15)

Anonimo ha detto...

i cancellare il dogma dell'infallibilità.
Ingenui.
DEGli altri Dogmi, NESSUNO ESCLUSO, verrà fatto passare il messaggio che si tratta solo di argomenti di conversazione. Il dogma dell'infallibilità deve restare per far paura a chi vuole riflettere.

Gargano ha detto...

Scusi Anacleto ma dove le ha viste le icone ortodosse in cui il Risorto addirittura calpesta gli strumenti della Passione? Ma conosce l'immensa venerazione degli orientali per la "Santa e Vivificante" Croce? Semmai nell'iconografia ortodossa il Risorto calpesta e spezza i sigilli dell'averno, un modo per raffigurare la Sua discesa agli inferi ma non gli strumenti della Passione..

Gederson Falcometa ha detto...

S. Paolo parlando dell'autorità, dice che fa il male ha ragione per avere paura, como se può leggere:

Ogni persona si sottometta alle autorità che le sono superiori. Non esiste infatti autorità se non proviene da Dio; ora le autorità attuali sono state stabilite e ordinate da Dio. Di modo che, chi si ribella all'autorità, si contrappone a un ordine stabilito da Dio. Coloro poi che si contrappongono, si attireranno da se stessi la condanna che avranno.I magistrati, infatti, non fanno paura a chi opera il bene, ma a chi opera il male. Vuoi allora non avere timore dell'autorità? Fa' il bene e riceverai lode da essa. E' infatti a servizio di Dio in tuo favore, perché tu compia il bene. Ma se fai il male, temi, poiché essa non porta invano la spada: infatti è a servizio di Dio, vindice dell'ira divina verso colui che compie il male. Rm 13, 1-4

É il problema che è trattato per Ratzinger nel suo "Elogio della coscienza", come se può leggere:

"Nell’attuale dibattito sulla natura propria della moralità e sulle modalità della sua conoscenza, la questione della coscienza è divenuta il punto nodale della discussione, soprattutto nell’ambito della teologia morale cattolica. Tale dibattito ruota intorno ai concetti di libertà e di norma, di autonomia e di eteronomia, di autodeterminazione e di determinazione dall’esterno mediante l’autorità. La coscienza vi è presentata come il baluardo della libertà di fronte alle limitazioni dell’esistenza imposte dall’autorità. In tale contesto vengono così contrapposte due concezioni del cattolicesimo: da un lato sta una comprensione rinnovata della sua essenza, che spiega la fede cristiana a partire dalla libertà e come principio della libertà e, dall’altro lato, un modello superato, "pre-conciliare", che assoggetta l’esistenza cristiana all’autorità, la quale attraverso norme regola la vita fin nei suoi aspetti più intimi e cerca in tal modo di mantenere un potere di controllo sugli uomini. Così "morale della coscienza" e "morale dell’autorità" sembrano contrapporsi tra di loro come due modelli incompatibili; la libertà dei cristiani sarebbe poi messa in salvo facendo appello al principio classico della tradizione morale, secondo cui la coscienza è la norma suprema, che dev’essere sempre seguita, anche in contrasto con l’autorità. E se l’autorità — in questo caso: il Magistero ecclesiastico — vuol parlare in materia di morale, può certamente farlo, ma solo proponendo elementi per la formazione di un autonomo giudizio alla coscienza, la quale tuttavia deve sempre mantenere l’ultima parola. Tale carattere di ultima istanza proprio della coscienza viene ricondotto da alcuni autori alla formula secondo cui la coscienza è infallibile".

Non me sembra che è stato risolto da lui. Anche Urs Von Balthasar, come se può leggere:

"ETICA MEDIANTE LA STATISTICA
Con la scomparsa della religione scompare naturalmente anche la forma dell’etica che si fonda sulla religione. Si tratta, da una parte, dell’etica che poggia completamente o prevalentemente sul pensiero di un’eterna giustizia e retribuzione: ma l’uomo o è morale in se stesso, o non lo è affatto; un agire per il premio o per il castigo è moralmente pericoloso, in ogni caso non puro. Si tratta, dall’altra parte, dell’etica superiore che fa il bene ad imitazione del sommo bene: poiché Dio ci dà l’esistenza, poiché Dio fa sorgere disinteressatamente il suo sole sui buoni e sui cattivi, anche noi vogliamo essere grati e disinteressati". Chi è il cristiano oggi? http://www.monasterovirtuale.it/search.html?ordering=newest&searchword=urs+von+balthasar



Gederson Falcometa ha detto...

Ancora Urs Von Balthasar in "Chi è il cristiano oggi?":

CHIESA UMILE
Ormai si può scorgere la vera portata della tendenza moderna. Il movimento della Chiesa al di là dei suoi confini verso i fratelli cristiani, giudei, non cristiani, potrebbe essere il movimento della autoespropriazione di Dio e di Cristo. Lo sarebbe se i cristiani non aspirassero a facilitazioni per sé, o ad approcci diplomatici come facilitazioni per gli altri, ma alla cosa più difficile: l’esposizione di sé indifesa, disinteressata. Questo è il compito fine a se stesso, mentre tutti gli altri compiti (ad esempio per la disciplina gerarchica della Chiesa) sono relativi in ordine ad esso: buoni, in quanto promuovono il compito principale, non buoni in quanto lo oscurano. Una Chiesa disinteressata cerca soltanto l’onore del suo Signore e non il proprio, perché anche il Signore non ha mai cercato il proprio onore, bensì quello del Padre. Essa cerca nella Bibbia le parole che le insegnano l’obbedienza più completa. Nella sua liturgia non cerca la soddisfazione della comunità, bensì l’adorazione del suo Signore e l’investitura della sua forza per il proprio compito. Nei rapporti con i cristiani separati cerca di osservare il comandamento pressante del suo maestro: unione come amore. Cerca nel mondo profano che le sta attorno la sua missione: essere lievito che agisce scomparendo.
 Nelle sue aperture moderne essa non cerca di giustificare se stessa, anzi proprio in questi movimenti si sentirà umiliata nel più profondo, perché tutte queste cose elementari le sono venute in mente incredibilmente tardi, perché è stata così sorda agli incitamenti ed ai suggerimenti non soltanto dello Spirito santo, ma anche di tutto un mondo di protestanti, di umanisti e di comunisti. E soprattutto si sente piccola nel suo primo dialogo, ancora balbettante, con i giudei. Come deve scegliere almeno le parole, dopo tutto ciò che è accaduto da quasi duemila anni? Forse può nutrire la speranza che i dissidi tra i cristiani possano essere accomodati in gran parte con una umiltà sufficientemente genuina. Ma come sta di fronte ai fratelli giudei? Forse può fare un’ampia confessione di colpa, partendo dalla inosservanza di molti enunciati della Scrittura: che Dio riserva a sé il giudizio, che la Chiesa è innestata sul santo tronco di Israele ed i cristiani devono star molto attenti, perché se Dio non ha avuto riguardo per i nobili rami naturali, la stessa cosa potrebbe capitare ancor più facilmente per i rami selvatici semplicemente innestati; infine che tutto Israele sarà salvato, perché le promesse di Dio sono senza pentimenti. Il raffronto Israele-Chiesa è fondato sulla stessa Scrittura e conseguentemente non è lasciato all’arbitrio della Chiesa.

Gederson Falcometa ha detto...

La sua stessa esistenza è. in un senso misterioso, dialettica con Israele, il dissidio proviene dal centro del fatto salvifico e la sua eliminazione spetta al giudice del mondo. Ma ciò per la Chiesa significa che essa rimane, in un modo che le è imperscrutabile, relativa ad Israele, come Israele è relativo ad essa. Essa quindi, da sola, non è semplicemente il tutto, non è semplicemente il regno di Dio. «Non nutrire quindi sentimenti di alterigia, trepida piuttosto», le grida l’apostolo (Rom. 11,20).
In nessun punto la Chiesa è tanto indirizzata all’umiltà come qui. Viene spontaneo il termine vergogna, e non ci si deve sforzare di liberarsene. Ciò non farebbe che peggiorare le cose. Nel confessare, si è sempre vergognosi. E peccati così evidenti, commessi dinanzi a tutta la storia del mondo, non si possono neppure cancellare dalla memoria della storia con una confessione. Perciò sopportiamo; non per virtù, ma perché così stanno senz’altro le cose. E per il singolo cristiano non c’è la speranza, come abbiamo già detto all’inizio, di scindere le proprie responsabilità, perché si tratta della nostra Chiesa. Ai protestanti, che volentieri scagliano pietre e nondimeno vogliono chiamarsi cristiani, bisognerebbe qui ricordare che la storia della cristianità prima della separazione è storia loro altrettanto che nostra, di noi cattolici; perché la Chiesa non incomincia ad esistere soltanto nel sec. XVI. 
La Chiesa umiliata dovrebbe trovare più facilmente la via verso gli umiliati ed offesi; verso coloro che vengono trascurati, perché non mette conto, o ben poco, fare spese sproporzionate per miglioramenti meschini. L’inutilità, come fu il segno della esistenza terrena di Gesù Cristo, così dovrebbe anche essere il segno della Chiesa terrena. Quanto più la civiltà mondana si organizza ed intraprende le sue crociate contro la povertà, le epidemie, la fame, l’ignoranza, tanto più i cristiani dovrebbero partecipare a queste imprese e promuoverle come uomini tra uomini. Gli stati e le unioni di stati acquisteranno un vantaggio sempre più chiaro sulla Chiesa per quanto riguarda la disponibilità di mezzi; anche per questo la Chiesa viene rimandata agli spazi intermedi, che sempre rimangono, tra imprese ben organizzate, redditizie; occupando tra gli ultimi l’ ‘ultimo posto’ del vangelo (Lc. 14,10) e degli apostoli (1Cor. 4,9), essa si pone nel posto che le è assegnato, riservato e che le spetta. Ciò non significa che, per mezzo dei suoi membri in tutte le organizzazioni non cristiane, essa non cerchi di diffondere il più possibile, al di là dello spirito umanitario, il suo spirito particolare di dedizione umile, disinteressata, fin nei più alti uffici e responsabilità della umanità, che vengono amministrati imparzialmente anche e proprio quando una suprema dimenticanza di sé rende possibile tale imparzialità, anche in lotte di pot6nza di particolari gruppi, frazioni, nazioni, di cui c’è da sperare che il crescente orizzonte planetario promuoverà l’imparzialità dei loro punti di vista e argomenti.
Se in questi settori delle cose mondane si deve tener conto di una evidente evoluzione verso l’universale, per l’idea della Chiesa non c’è possibilità di evoluzione. La sua idea ed il fulcro della sua realtà le sono già stati dati pienamente con l’avvio, ed essa può sempre ritornare alla sua origine per costatare, in base ad essa, il suo colpevole declinare per mettere in luce altre cose che finora non è stata abbastanza diligente nello sviluppare.

Gederson Falcometa ha detto...

Ciò che in senso mondano apparirebbe progresso e sviluppo, in essa diverrebbe subito sospetto di essere fuga dalla essenza che leè propria. Grandi aumenti numerici, onori, ricchezze, posizioni di potenza culturale e politica provocherebbero necessariamente in essa disagio ed il timore di essere stata dimenticata da Dio. La sua posizione rimane paradossale, perché solo come piccolo gregge, essa può esercitare una grande azione, solo come lievito concentrato può ‘far lievitare tutta la farina’, e naturalmente soggiace di continuo alla tentazione di prendere questa ‘grande azione’ in ‘tutta la farina’ come pietra di paragone della genuinità del stia operare. È tentazione, in quanto l’azione della Chiesa in ultima analisi non può affatto essere misurata. Ciò che è più essenziale nelle sue forze: la preghiera, la sofferenza, l’obbedienza di fede, la disponibilità (forse non sfruttata), l’umiltà, sfuggono ad ogni statistica. Su ciò contano giustamente quelle comunità secolari (instituta saecularia), che rinunciano ad un apostolato diretto (statisticamente controllabile) a favore di una semplice presenza nel mondo scristianizzato (présence au monde). Altre comunità, che con tutti i mezzi aspirano a posizioni di forza mondana-culturale, con l’idea di aiutare in tal modo la Chiesa, semplicemente la danneggiano, e non senza ragione rendono odiosi se stessi e la Chiesa.
Se qui si parla continuamente di ‘Chiesa’, ogni cristiano deve sapere che con essa è inteso egli stesso. San passati i tempi in cui i laici potevano scaricare la loro responsabilità sul clero. Il clero diviene sempre più chiaramente l’organizzazione ausiliaria, che deve educare e conservare il popolo di Dio (laos Theou) nel giusto spirito cristiano. A tale scopo ha ricevuto le sue grazie particolari di ministero, di magistero e di governo. A nessun laico oggi è più possibile, accusando, iniziare una frase con la Chiesa dovrebbe…», senza domandare nello stesso tempo a se stesso se fa tutto ciò che dovrebbe. Ma, per esprimersi così, deve in ogni caso anche accertarsi se, così parlando, parla nello Spirito santo della Chiesa quale sposa di Cristo e comunità dei santi, o non piuttosto per un soggettivo, non caritatevole, e per ciò assolutamente non ecclesiale, puro spirito di critica. Non è possibile che il cristiano voglia esigere e stare a guardare come la Chiesa viene espropriata ed umiliata, senza veder compiersi questo salutare processo nella sua esistenza.
 Se, concludendo, ci si volesse chiedere quale gerarchia nelle forme di vita si debba stabilire affinché l’essenza della Chiesa appaia in piena luce per tutti, si dovrebbe porre al vertice lo ‘stato’ di coloro che nel popolo di Dio hanno ricevuto in dono ed hanno scelto l’obbedienza di fede, la povertà e la feconda ‘sterilità’ mariana come loro forma caratteristica, poi il popolo di Dio nella sua totalità, ed infine i suoi servi ufficiali (come servi servorum). Ma poiché quest’ordine, oggettivamente giusto, tra uomini peccatori corre continuamente il rischio di essere frainteso come un ordine di onore, (così si usa di solito incominciare con il clero e porre in ultimo la forma piena di realizzazione), lo si può benissimo invertire, a maggior ragione in quanto a coloro che stanno all’ultimo posto spetta realmente il primo posto.

Gederson Falcometa ha detto...
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Marco P. ha detto...

Se Fede e paura sono antitetiche,
come ha fatto la Chiesa a trasmettere fede impastata di paura (P. Ronchi docet) ?
significa che non ha trasmesso la Fede ?
e quindi non era la vera Chiesa ?
e allora quella vera che avrebbe riscoperto il vero messaggio evangelico, da dove è saltata fuori ?
e perché quella di oggi dovrebbe essere quella buona e quella di ieri invece no ?
e visto che senza la Fede non si può piacere a Dio, come la mettiamo con chi ci ha preceduti sulla terra, che non ha avuto la grazia di poter ascoltare finalmente la voce della vera Chiesa ?
non è ingiusto ?
ma Dio può essere ingiusto ?
Ma l'atto di Fede non dice che "credo fermamente a quanto la Chiesa mi propone a credere ed espressamente etc etc", e quindi chi ci ha preceduto era ingannato ?

Bah !

Lucio Matteo su Fb ha detto...

Un conto è affermare che il cristiano deve vivere senza avere mai paura, come fece la Madonna e San Giuseppe che mai furono scalfiti dalla paura, ma solo dalla fiducia in Dio. La paura è infatti un sentimento che viene dal maligno. UN altro conto invece, come fa Don Ronchi è affermare che la Chiesa per duemila anni ha trasmesso ai cristiani il sentimento della paura, quasi per tenere i fedeli attaccati al Signore. FALSO!! Mai la Chiesa nel Suo Magistero e nella Sua Tradizione hanno mai inculcato questo. E questo sarebbe il nuovo responsabile degli esercizi spirituali? Siamo messi bene....AVE MARIA

Paolo ha detto...

Mi permetto di evidenziare anche un'altra cosa non citata nell'articolo. Mi riferisco al fatto che con quelle parole si incita a non avere quel sacro e doveroso "TIMORE DI DIO", che significa anzitutto GRATITUDINE VERSO IL "CREATORE" e CONSAPEVOLEZZA CHE NOI, Sue creature, SENZA DI LUI SAREMMO PERFETTE NULLITA'!

Anonimo ha detto...

Ermes Trismegist-ronchi?

mic ha detto...

Bisogna replicare la strategia adottata durante il Vaticano II, sosteneva il cardinal Kasper nella sua allocuzione di apertura del Sinodo: “Il Concilio, senza violare la tradizione dogmatica vincolante ha aperto le porte” [alla rivoluzione antropocentrica che ha allontanato dalla Verità, tradendola].
È la strategia che ha nascosto dietro un insignificante permanere della lettera il mutamento della prassi.
E ora viene fuori anche il mutamento della dottrina...

Paolo Valenzi ha detto...

Il sano realismo cristiano è stato e sarà sempre quello di vivere con timore e tremore di fronte alla possibilità di peccare ed il compito dei pastori è quello di mantenere vivo questo realismo che, con l'aiuto della grazia, la preghiera e la carità, porta alla salvezza.

Cesare Baronio ha detto...

Questi predicatori - e coloro che li chiamano e li ascoltano - confermano che esiste un'altra chiesa, diversa dalla Chiesa Cattolica. Lo ammettono, lo dichiarano, lo predicano. Più chiaro di così: che si tengano la loro religione, coi loro santi, i loro riti, la loro morale. Ai modernisti, una conventicola di eretici; ai cattolici, la Sposa dell'Agnello. Unicuique suum.

bernardino ha detto...

Ma guarda un pò! qualche anno fà e per diversi anni, il sabato pomeriggio su RAI Uno
predicava il Signor Cantalamessa, che in seguito per anni ha fatto la predica del Venerdi Santo durante la liturgia della Passione e Morte di Gesù, in San Pietro. Oggi ne ha preso il posto il sabato pomeriggio in TV il Signor Ermes Ronchi che poi fà (gli esercizi spirituali - o meglio gli esercizi mentali) alla Curia Romana, Bergoglio compreso. - Di giorno in giorno, oppure di anno in anno si cambia sempre in peggio.
Certa è una cosa, questa gente non sà più cosa dice, o non lo capisce, oppure cosa sempre più certa non è e non è stata mai cattolica; lo ha solo e sempre fatto credere, - l'ipocrisia è una brutta cosa, ma è peggio quando dentro c'è il peggio del peggio. Certo, comunque, che le poltone importanti non fanno gola solo in politica.
Questa gente, davvero non ha mai gustato la dolcezza della Parola di Dio. Ma perchè stanno ancora lì e non cambiano strada? se non ci credono, non rimbecilliscano le persone perbene e semplici, che poi ci credono.
Adiutorium nostrun in Nomine Domini.
Franco ci ricorda alcuni esempi di uomini malvagi dei promessi sposi; guarda caso a quelli è venuto in mente che sopra di noi poteva esserci un Giudice intransigente; a questi il cervello probabilmente non và oltre il palmo della mano, e credono di non avere altro giudice di loro stessi.
La papolatria la sognano anche la notte.
Cari Cantalamessa ed Ronchi, anche per voi invece arriverà il dies irae; ma il dies irae arriverà anche per coloro i quali non credono in un dio cattolico (perchè credono negli dei pagani) per coloro che "chi sono io per giudicare?.
Dio invece giudica e sentenzia o Paradiso o inferno.

Giovanni C. ha detto...

quale sarebbe la paura della chiesa, quella di aver detto che i conviventi non possono accostarsi all'eucarestia, che i matrimoni gay sono contro natura...!?

tralcio ha detto...

Gesù non agisce "a caso", ma nella Divina Volontà, in perfetta obbedienza alla volontà del Padre.
Gesù guarisce e il fisico e l'anima, ma ingiungendo "non peccare più".
La misericordia di Dio non è "va beh... vi capisco...".
Quello sarebbe abuso della misericordia di Dio.
Gesù dona la vita dell'anima a chi non ce l'ha.
Il mondo è pieno di "morti dentro".
Non battezzati o battezzati che incappano in peccati mortali e non lo rinnega chiedendo perdono.
Gesù ha detto questo. Il vangelo dice semplicemente questo.
Non è "fomentare la paura di Dio".
Non è avere paura del papà, che mi vuol bene, sapere che mi punirà se faccio del male. Se mi sgrida o mi castiga è "normale". Mi vuole bene! Mi educa.
Non ho paura dell'amore che mi educa!
La "paura di Dio" è una scemenza se si finisce con il dire il "timor di Dio" è qualcosa di diverso da un DONO DELLO SPIRITO SANTO.
Non accogliere Gesù è rifiutare il Padre.
E noi siamo Sue creature.
Scribi e farisei giudicano la strada di Gesù. Hanno la loro idea di essere religiosi. E le loro idee sono meglio della verità di Gesù.
Giovanni 5: quale è il giudizio su di noi? Quello che ci daremo da soli.
Il Figlio non può fare nulla da se stesso...
Chi non onora il Figlio non onora il Padre.
Il giudizio è giusto, perché non c'è inganno.
Non cerca la propria volontà, ma quella di Dio.
C'è invece chi cerca la propria gloria, la gloria tra gli uomini...

Perciò certi sproloqui della chiesa modernista sono eresia: deformano e mistificano. Dicono di sperare in Mosè, ma è proprio Mosè ad accusarli.
Non credono più al vangelo. Lo usano!

Anonimo ha detto...

Il tema dei Novissimi nel 2015/2016 si puo' ascoltare soltanto nella TV Radiobuonconsiglio , catechesi profonda di Fra'Massimiliano Maria Daprile : Inferno /Purgatorio /Paradiso . E' in replica , poiche' mi e' capitato di "beccarla " , ho preso appunti .

Anonimo ha detto...


--Le affermazioni incredibili di questo Padre Ronchi denigrano tutta la Chiesa preConcilio. E' una tecnica consolidata, una critica malevola del Magistero precedente e' accennata anche nei testi del Concilio. Del resto, la frattura tra una Chiesa "che condannava solamente" e quindi teneva gli uomini nella paura, ed una nuova Chiesa dello Spirito, mossa invece dalla misericordia, che preferisce limitarsi a predicare la dottrina senza mai condannare nessuno, e' gia' presente nella infausta Allocuzine di apertura del Concilio, quella famosa di Roncalli. E che dottrina ha finito col predicare una Chiesa del genere, lo dimostrano tra l'altro anche i vari Padri Ronchi in circolazione.
--Il sano timor di Dio e del Giudizio e' sempre stato insegnato, a partire da NS ("se non fate penitenza, voi tutti perirete allo stesso modo" di quelli travolti dalla caduta della torre di Siloe, Lc 13, 2-3). Cos'era, un messaggio di gioia? E nella Lettera agli Ebrei:
"Perche', se poi cadiamo nel peccato [di apostasia] volontariamente, dopo aver ricevuto la iena conoscenza della verita'[P. Ronchi prenda nota], non rimane piu' alcun sacrificio per tali peccati, ma solo l'attesa angosciosa del giudizio e l'ardore in un fuoco che divorera' i ribelli. Colui che ha violato la legge di Mose', sulla deposizione di due o tre testimoni, e' messo a morte senza misericordia: di qual supplizio piu' atroce pensate voi non sara' degno colui che avra' calpestato il Figlio di Dio e reputa come immondo il sangue della sua Alleanza [...] E' cosa terribile cadere nelle mani del Dio vivente!" (Eb 10, 26 ss., 31).
S. Paolo ci presenta sempre la vita del cristiano come una milizia e quindi un combattimento e quindi come una lotta, contro se stessi e il mondo. La "gioia" e' per dopo, per la vita eterna, chi ci arriva. Si ammettono anche le gioie terrene, ma in modo modesto e limitato, realistico, p.e. nel matrimonio, nella famiglia etc. Il messaggo cristiano non e' di "gioia" ma di salvezza, cosa ben diversa. PARVUS

Alfonso ha detto...

«Invano dunque ho conservato puro il mio cuore [...]poiché sono colpito tutto il giorno, e la mia pena si rinnova ogni mattina.» (Sal 73,13s).
Questa citazione è la premessa alle domande: cosa resta al giusto, se dopo avere subito privazioni ed ingiustizie nel mondo, lo si priva anche della consolazione di potere avere giustizia almeno nell'aldilà e di vedere punito il peccatore impenitente? Cosa frenerà l'ingiusto dal commettere delitti, se manca la paura del castigo? Alla fine dei tempi, la vittima si troverà a fianco del suo carnefice per cantare inni di gloria al Dio misericordioso?
Assolutamente no! Ricordiamoci della parabola del ricco Epulone: "Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti".Lc 16,19-31
"È un discorso duro, ma viene dalle labbra di Gesù. Non possiamo edulcorare la legge di Cristo, affidarci a una “misericordia” che non trovi corrispettivo nella nostra carità."
Ma sulla paura, di cui la natura ci ha dotato in questa vita mondana, e ovviamente per Volontà del Creatore di tutte le cose, qualcosa bisogna che la dica.
La fisiologia ci dice che la paura è un' emozione naturale, primaria, derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto. La nostra vita, fin a quando sussiste, non può che essere piena di paure. Come quindi giudicare l'affermazione che la Chiesa abbia trasmesso "una fede impastata di paura" , imponendo ai credenti il "paradigma colpa / castigo, e quindi rendendoli tristi?
Io mi chiedo: ma i credenti che vivono giustamente, perchè dovrebbero avere paura di Dio? Non crediamo forse che "l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. 8 Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore" .
Non si è forse posta sempre una gioiosa fiducia nella bellezza e nella ricchezza dell’amicizia con Gesù Cristo? Non ci siamo finora sforzati di camminare "sulla via indicata dal Vangelo, osservando i comandamenti e conformando la (nostra) vita in modo sempre più vicino" alla Sua persona, ben sapendo che la gioia ci viene "se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti,[3]perché in questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. [4]Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo".
Quanto banale ed ipocrita è poi la menzione della "misericordia"! Forse che il vero credente in Cristo non ha fatto intimamente suo il comandamento dell'amore per il prossimo, ovvero di avere un cuore pietoso (misericordia)?
Per rispondere infine alla domanda : "E fino a quando continueranno a sfigurare il volto della nostra Madre, Una Santa Cattolica Apostolica Romana?" , cito Papa Benedetto XVI: "In questo tempo di sofferenza, voglio darvi atto della dedizione della vostra vita di sacerdoti e religiosi e dei vostri apostolati, e vi invito a riaffermare la vostra fede in Cristo, il vostro amore verso la sua Chiesa e la vostra fiducia nella promessa di redenzione, di perdono e di rinnovamento interiore del Vangelo. In questo modo, dimostrerete a tutti che dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia (cfr Rm 5, 20)."
Sarà così?

Anonimo ha detto...

"La sua misericordia s'estende d'età in età su coloro che lo temono" (Santissima Vergine Maria dixit). Detto questo nel Magnificat, non c'è più nulla da aggiungere.

Anonimo ha detto...

....
La realtà dei fatti è un’altra, ma difficile da ammettere, perché bisognerebbe ammettere il totale fallimento di una società che da troppo tempo ha pensato di poter mettere il Padreterno nel dimenticatoio e di costruire un uomo nuovo, felice e libero. Non è certo una novità di oggi, perché questa idea folle da secoli fermenta; ma ormai siamo giunti quasi in fondo al cammino e, complice la sciagurata latitanza della Chiesa, che è – o meglio, dovrebbe essere – custode dell’ordine morale, tutto è possibile.

http://www.riscossacristiana.it/quattro-passi-nellorrore-ma-non-stupiamoci-e-tutto-normale-di-paolo-deotto/

Anonimo ha detto...

...
Se tutto è rimesso alla libertà individuale, se non esiste alcuna “coscienza infinita e perfetta per determinare Bene e Male”, chi, secondo voi, può imporre confini all’agire? E quali confini? Non può farlo il Dio che avete rinnegato… potrebbe un uomo? E con quale autorità? Avvertiva l’ateo, ma lucidissimo Sartre che “un Bene a priori” non può esserci se non vi è “nessuna coscienza infinita e perfetta” per idearlo!
“Ma essere liberi non significa mica essere senza scrupoli!”, ribadiscono gli italiani moderati, stretti tra Vendola e Lo Giudice.
Capisco che la scomodità della posizione impedisca il corretto ragionamento, ma chi lo dice che gli scrupoli debbano essere banditi? La vostra coscienza? Quella di Vendola dice ben altro! E chi può affermare che, tra voi e Vendola, siate voi ad aver ragione? Chi può stabilirlo? Invocando quale principio?
Scrive Forlenza nel suo bel testo su Dostoevskij: ”Ciò che è giusto è giusto perché Dio esiste”… ma quando Dio non c’è perché defenestrato, negato, estromesso?
Chi conosce Dostoevskij ha imparato che l’uomo senza Dio pone se stesso sul trono dell’Altissimo e che quel trono diventa il seggiolone di un bambino egoista e capriccioso, il cui metro morale, la cui misura etica è unicamente il desiderio.
Ora, per un intuito prodigiosamente preservato, milioni italiani sembrano incamminati sulla strada del Bene o almeno del buon senso e sentono e riconoscono che è matto o delinquente chi pretende che il padre non esista e che la madre sia un concetto antropologico.
Spero che non lascino cadere nel nulla la Grazia immeritata e miracolosa di una simile ispirazione! Spero che l’indignazione li apra alla pietà, anche per i bambini uccisi, non solo per gli orfani programmati! Spero che la smettano presto di ripetere il mantra della libertà senza Dio e se davvero ci tengono a tenere la bocca aperta, che dicano un’Ave Maria! Conquisteranno il mondo!

http://www.riscossacristiana.it/fino-ad-un-certo-punto-quale-di-irma-trombetta-marzuoli/

Rr ha detto...

Inizio a pensare che figuri come Padre Rocchi, e prima di lui altri "più insigni" , non siano altro che " agents provocateurs", infiltrati del Nemico e dei nemici, nella Chiesa per tentare di portarla alla rovina, Chiesa sia gerarchica, sia intesa come "Popolo di Dio". Ecco perché non se ne escono, preferendo una qualsiasi confessione protestante: perché il loro ruolo, il loro compito, la loro "missione" è di seminare l'errore, il dubbio, l incredulità, lo scetticismo...Non so se sono stati reclutati fin dall'inizio, fatti entrare in seminario, ecc., o se siano stati avvicinati e convinti poi. Ma che siano sostanzialmente "spie" comincia ad essermi chiaro.
E non sarebbe la prima volta, succedeva nell'Inghilterra di Enrico VIII ed Elisabetta I...
Rr

Anonimo ha detto...

Già Pascendi Dominici Gregis sottolinea l'impudenza dei modernisti di professarsi coerenti cattolici

E' pazzia ha detto...

Colonia, 12enne aggredita da un gruppo di immigrati
I colpevoli hanno bloccato una 12enne su uno scivolo della piscina e poi l'hanno palpata. Dopo essere stati arrestati sono stati rimessi in libertà

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/colonia-12enne-aggredita-gruppo-immigrati-1233873.html

Anonimo ha detto...

L’arcivescovo Zuppi: “Si alla moschea e alle feste islamiche nelle scuole”. Intanto tolgono quelle cristiane

http://www.riscattonazionale.it/2016/03/05/larcivescovo-zuppi-si-alle-feste-islamiche-nelle-scuole-inanto-tolgono-quelle-cristiane/#sthash.wqAx0OqQ.dpuf

Anonimo ha detto...

Penso che lei abbia ragione, infatti i Testimoni di Geova sono in crisi perché stanno gettando alle ortiche i libri dei loro maestri del passato, dicendo che la rivelazione è progressiva... Ma se fossi un tdg mi chiederei perché dovrei obbedire fiducioso al corpo direttivo se domani Geova potrebbe rivelare altri particolari dottrine, più adatte alla salvezza di quelle rivelate finora?Mi farei un Vangelo secondo me... Come lavora il demonio cercando di anestetizzare quelle parti del corpo che intende tagliare

Anonimo ha detto...

Ricordo ancora Cantalamessa che faceva catechesi trasmesse da Radio Maria, sul demonio che mi lasciarono stravolto per illogicità e ignoranza teologica oltre che pratica, non avendo, egli mai fatto esorcismi o preghiere di liberazione... Le sciocchezze non erano molte ma inserite nei punti giusti per creare confusione

Cesare Baronio ha detto...

Η αρχή σοφίας φόβος Κυρίου. Initium sapientiae timor Domini.

Nella sua ὕβρις, il reprobo crede di elevarsi al di sopra di Dio stesso - eritis sicur dii - e non si accorge che, oltre alla νέμεσις ch'essa inesorabilmente comporta, chi vi incorre cade anche nell'accecamento, nell'ebbrezza sconsiderata propria del peccatore ostinato. Ed è proprio questa follia che accompagna l'ὕβρις a negare orgogliosamente il φόβος Κυρίου, e con esso la necessità e la giustizia del castigo.

Beati i tempi in cui il santo timor di Dio era principio della saggezza: quante anime si sono salvate grazie ad esso! Credere di non dover temere Iddio e il Suo giudizio non è solo sconsiderato e folle, ma è peccato gravissimo contro lo Spirito Santo. E questa accolita di eretici - perso il lume della ragione che solo le virtù teologali orientano verso Dio - dimostra di aver come padre il grande ingannatore, che per orgoglio rifiutò l'Incarnazione di Dio e meritò d'esser precipitato nell'abisso.

Anonimo ha detto...

>Rr 9 marzo 2016 21:20: non è che stanno solo tentando. Ci stanno proprio riuscendo benissimo su tutti i versanti, inarrestabili, onnipresenti e a colpi di martello pneumatico. La Nuova Chiesa Riformata di Rito Argentino è molto efficiente in questo come si è visto in patria, dopo il suo passaggio non resta più niente. Purtroppo tolti gli entusiasti e zelanti sostenitori consapevoli o inconsapevoli di questa Nuova Chiesa della Chiesa di sempre sembra rimanere molto poco. Pochissimo e in ordine sparso. D'altra parte El Papa non è spuntato dal nulla ma è stato prodotto ed eletto proprio dalla (ex) Chiesa Cattolica.
Miles

L'accusa ce la stiamo scrivendo da soli , giorno dopo giorno... ha detto...


http://www.lanuovabq.it/it/articoli-donne-cardinale-svezia-e-germania-ci-riprovano-15512.htm

Tango -Messa-Lund
https://gloria.tv/video/KgKVQqdPgmx

" Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete;
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa.."
Giovanni (5,31-47)

mic ha detto...

L'accusa se la scrive chi tradisce...

Annarè ha detto...

Nella" Chiesa della non paura" tutti fuggono da essa, come mai? Perchè non fioriscono le vocazioni? Perchè non si riempiono le chiese durante la Messa? Perchè non ci si sposa più in Chiesa e i battesimi sono calati? Dai frutti si riconosceranno gli alberi. Questa di Papa Francesco è una Chiesa che non fa paura, fa ridere, o piangere a seconda di chi la guarda.

Anonimo ha detto...

Leggo che Ronchi è un fedele discepolo di Turoldo, leggendaria prima penna de Il manifesto d'antan, e allora......tout se tient, ce ne sarebbero altri che s-predicano, ma meglio passare oltre. Inquietante il silenzio della compagnia del vdr sulle suore ammazzate in Yemen, Asia Bibi che presto verrà giustiziata e sul suicidio della suora italiana 70enne che, al III tentativo, finalmente ce l'ha fatta. Niente da dichiarare? Penso a cosa non avrebbero lorsignori scritto solo pochi anni fa, ah, ma questa è la primavera, non so se di Praga, di Tunisi o che altro, perplesso e sconsolato. Anonymous.

Japhet ha detto...

'similis cum similibus'. Se vale per le amicizie, vale anche per chi segue vie traverse....

Rr ha detto...

Ma sec. voi Bergoglio avrebbe chiamato per la predicazione un Francescano dell'Immacolata, Monsignor Gherardini o Monsignor Schneider o Burke o Sarah?
E' ovvio che abbia scelto uno che per preparazione teologica e culturale in genere, e che per profondità intellettuale sia di un livello tale da essere compreso da lui ( e che parli in uno Italiano comprensibile ad un portegno).
Comunque, rispetto al primo anno, di questi Esercizi non se n'è parlato in TV, e quindi, grazie a Dio, noi comuni mortali non siamo stati investiti da simili riflessioni.
Rr

Anonimo ha detto...

Bergoglio ha il pregio,se di pregio si può parlare, di far venir fuori il lato peggiore di tanti uomini di chiesa.Che lo facciano per cortigianeria ,incapacità o paura il risultato è quasi sempre disastroso.bobo

Figlio caro , e quietati.. ! ha detto...

" ne parla dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso… "
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-infallibilita-del-papa-kung-ci-ricasca-15526.htm

Adriano ha detto...

Dovrebbe rispondere un S. Filippo Neri, un romano pieno di umorismo

Anonimo ha detto...

Coraggio, anche Bergoglio è infallibile,quando si esprime in maniera autorevole in merito a fede o morale.

RR ha detto...

...anche Bergoglio è infallibile,quando si esprime in maniera autorevole in merito a fede o morale.

Cioè, MAI, Deo gratias !
RR