giovedì 20 luglio 2017

Card. Müller: Papa Benedetto "deluso" sul suo congedo dalla Dottrina della Fede

Nella nostra traduzione da OnePeterFive.

Oggi, 19 luglio, è apparsa una nuova intervista al cardinale Gerhard Müller, ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. È un'intervista rilasciata all'inizio di luglio alla nota agenzia di stampa laica tedesca DPA; ciò significa che la stessa intervista viene ora ripresa da un nutrito numero di canali di comunicazione. Ne citiamo alcuni estratti dal quotidiano tedesco Die Welt e dal commento apparso sullo stesso giornale.

Anche se molte delle cronache mediatiche hanno sottolineato quella parte della nuova intervista in cui il cardinale Müller si difende - in particolare per quanto riguarda le accuse di negligenza nel trattare i casi di abusi sessuali sia quando era vescovo di Ratisbona che successivamente in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) - metteremo in evidenza altri e rilevanti aspetti di questa intervista più completa.

In questa intervista - realizzata all'inizio di luglio nell'appartamento di Roma del card. Müller (vale a dire dopo il suo ritorno dalla visita in Germania nella sua città natale, Magonza, il 1-2 luglio) - il cardinale Müller parla del suo recente licenziamento dalla preminente posizione curiale di Prefetto della CDF. Di tutto interesse la rivelazione che lo stesso Pontefice Benedetto sia rimasto "deluso" per questo licenziamento. Come dice Die Welt :
È triste (secondo Müller) che ora non ci sia più nessun tedesco in un ufficio di curia. Così la vede anche Papa Benedetto: anche lui, dice Müller, è "deluso" che il suo mandato [quinquennale] non sia stato prorogato.
Nell'intervista, il cardinale Müller spiega anche che si trattava "un ruolo appropriato e che gli si confaceva". Alcune "cerchie interessate", tuttavia, insinuavano l'esistenza di "presunte tensioni", "ma il papa mi ha sempre assicurato di ritenere infondate queste voci e di avere piena fiducia in me", spiega il cardinale tedesco. Eppure, secondo Die Welt, egli ancora non conosce i "motivi esatti" di questo licenziamento.

Secondo Die Welt, tuttavia, il cardinale Müller si è servito di questa intervista per criticare il fenomeno del carrierismo e la cortigianeria all'interno del Vaticano e per ammonire quanti nutrono un "culto della personalità nei confronti del papa".

Per Müller alcune persone praticano una "devozione ipocrita nei confronti del papa" seguendo il principio: "il Santo Padre ha un'idea, e lo seguiamo incondizionatamente. E sono tutti pieni di ammirazione"... "Il papa è solo un essere umano. Dunque, non tutto quello che fa e dice è incondizionatamente perfetto e insuperabile".

Lo stesso Müller non si considera un "oppositore" del papa, né un "agitatore". Egli dice testualmente, secondo quanto riferisce Die Welt :
Credo di non essere mai stato un conservatore, né una persona rigida. Classificare la vita spirituale e religiosa in termini di conservatori e progressisti è un segno di immaturità ["Armutszeugnis "]; tradisce solo l'aggressività di coloro che preferiscono discriminare gli altri, piuttosto che affrontare i loro argomenti.
Secondo Die Welt, nel riflettere sul proprio ruolo a Roma - al quale era stato chiamato da Papa Benedetto nel 2012 - Müller afferma:
All'inizio si diceva: "È il tipico professore tedesco che non capisce che, se necessario, 2+2 può anche fare cinque". "Non sono cresciuto a Roma; non sono un prelato di curia. Insisto su questo. Sono un vescovo proveniente dall'esterno. Forse, come uomo del nord, rimarrei sempre un corpo estraneo [" Fremdkörper "]."
Sempre secondo Die Welt, Müller non dice alcuna "parola negativa sul papa argentino" e afferma di "aver avuto con il papa un rapporto buono fin dall'inizio".

Tuttavia, continua Die Welt, Müller indica nell'intervista "cosa pensa di alcune delle decisioni personali del papa": Müller è convinto che "Ogni lavoro può essere efficace solo quando si usano dipendenti qualificati". E continua: "in passato si è sempre affermato che un buon leader è caratterizzato dal fatto di scegliere al suo fianco i migliori consiglieri, a volte anche scomodi, e non gente opportunista e mediocre come coloro che in ogni tempo si avvicinano a chi è al potere". Secondo Die Welt, Müller ritiene di far parte "dei consiglieri scomodi". Egli stesso non ha alta stima del "comportamento dei cortigiani" in Vaticano, né nel comportamento dei "carrieristi che cercano, con l'aiuto di lusinghe, di ottenere posizioni esclusive" [" Pöstchen "]. "È meglio assumere il rischio di rimetterci che piegare la propria coscienza", ha detto Müller.

Parlando di uno degli argomenti dell'Esortazione Apostolica Amoris Laetitia - evidentemente l'ammissione indulgente ai Sacramenti dei divorziati "risposati" - Müller chiarisce di non essere d'accordo. "Dio è la misura della realtà e non semplicemente di ciò che è fattuale. Quello che esiste nell'attualità non è automaticamente buono". Allo stesso modo, il cardinale Müller respinge l'idea di un promiscuo "matrimonio per tutti ".

Il tema di non piegare la propria coscienza - discusso in questa nuova intervista del 19 luglio - è emerso anche durante un'altra recente intervista a Müller, svoltasi subito dopo il funerale del cardinale Joachim Meisner a Colonia il 15 luglio. Parlando della dignitosa cerimonia funebre del Cardinale Meisner, il Cardinale Müller ha poi affermato:
Noi crediamo che saremo ricompensati per i meriti che otteniamo qui sulla terra. Siamo, dopo tutto, collaboratori di Dio; collaboriamo a costruire il Suo Regno, anche contro le resistenze o le mancanze di comprensione. Ma questo è anche un segno che siamo sulla strada giusta con Cristo che ha fatto anche Lui questo cammino incontrando spesso l'incomprensione della gente. È un percorso che ha portato alla Croce, ma anche alla Resurrezione, al trionfo sul male, sulla morte e sull'alienazione dell'uomo da Dio.
Inoltre, il cardinale Müller ha sottolineato in questa intervista del 15 luglio che
Ognuno dei presenti (alla Messa funebre) è rimasto toccato in maniera particolare dalle parole di papa Benedetto; egli è veramente - come dimostrato in questo caso ancora una volta - un maestro della parola che parla da una fede profonda e che ci incoraggia a proseguire sul cammino della fede.
Il cardinale Müller ha poi concluso questa breve intervista del 15 luglio a Colonia con alcune parole sul cardinale Meisner stesso - uno dei quattro cardinali dei dubia : "È per me un grande testimone della nostra fede cristiana in  questo nostro mondo".

Queste parole riecheggiano quelle dell'arcivescovo Georg Gänswein che, nello stesso giorno, ha concesso anche lui alcune interviste e ha detto le seguenti parole sul cardinale Meisner:
Abbiamo dato il nostro addio ad un gigante; ora se n'è andato un gigante spirituale. Posso solo sperare che lui, dall'alto, in modo gigantesco interceda per noi.
Gänswein ha anche spiegato che il cardinale Meisner "ha vissuto immerso nella spiritualità e per la spiritualità" e che "già adesso può vedere frutti spirituali". Gänswein ha sottolineato che il messaggio ormai famoso scritto da Papa Benedetto - da lui letto pubblicamente - è stato "un incoraggiamento spirituale per tutti coloro che l'hanno ascoltato; e in questo nostro tempo gli incoraggiamenti spirituali sono molto buoni e necessari".

Tutte queste diverse dichiarazioni - che ci mostrano una stretta connessione tra il cardinale Müller, l'arcivescovo Gänswein, il cardinale Meisner ormai defunto e lo stesso papa Benedetto - potrebbero essere interpretate più chiaramente alla luce di alcune ripulse e licenziamenti recenti. Forse dovrebbero essere viste piuttosto nel contesto della più ampia crisi attuale all'interno della Chiesa cattolica sotto il papato di Papa Francesco.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

10 commenti:

Alessandro Mirabelli ha detto...

Chissà se il Papa riuscirà a domare l'incendio che egli stesso ha provocato con l'esonero del card. Muller.

Anonimo ha detto...

Sarà pure deluso secondo Muller, ma Ratzinger MAI ha preso in 4 anni delle evidenti sostanziali distanze da ciò che sta facendo Bergoglio. E di motivi pure gravi o molto gravi ne avrebbe avuti, mi pare, se fosse stato anche soltanto minimamente in disaccordo. Invece...

gianlub ha detto...

@Anonimo

si certo, non ha "preso le distanze" da Bergoglio apertamente, ma lo stà facendo in modo "criptico" e secondo lei perchè: è libero di dire e fare ciò che vuole il Papa BXVI?

Anonimo ha detto...

Farebbe la fine di Celestino a Fumone!

RR ha detto...

Credo che "Armutszeugnis" sia meglio traducibile in Italiano con "inettitudine": una persona giovane può esser immatura oggi, ma maturare domani, ma non può essere inetto oggi e divenire "atto" domani.

Aveva iniziato a levarsi i sassolini dalle scarpe, ed è arrivata "Ratisbona", per intenderci.

fabriziogiudici ha detto...

Ratzinger MAI ha preso in 4 anni delle evidenti sostanziali distanze da ciò che sta facendo Bergoglio.

Indubbiamente molte cose vanno spiegate e non le capiamo. Ma la frase riportata non è corretta: Benedetto non ha preso le distanze in modo esplicito; ma le ha prese chiaramente in modo implicito più volte: tra i Sinodi, appoggiando i "grandi cardinali", appoggiando Sarah sulla liturgia, attraverso certe dichiarazioni del segretario (p.es. sullo "stato di eccezionalità"), con l'"eukaristomen" di qualche tempo fa e con un paio di frasi recenti. Tant'è vero che Oltretevere si sono incazzati parecchio, vedasi le incredibili ritorsioni di questi giorni.

La domanda reale è: perché le dice in modo codificato? La spiegazione immediata è probabilmente quella dell'anonimo delle 23:13. Probabilmente ce n'è un'altra: perché la chiave di questi tempi è che ognuno di noi è chiamato a fare una scelta di campo personale. Pertanto ogni "messaggio" richiede un'adesione personale.

Marisa ha detto...

Domare l'incendio???

Attendiamoci pure altra benzina gettata sul fuoco!

Anonimo ha detto...

La battaglia e' sull'Eucaristia , che per noi non potra' mai e poi mai essere una cena . Se non si va in Chiesa per la S.Messa , per ricevere l'Agnello immolato , il Pane che da' la vera Vita , cosa andremo a fare in Chiesa , a riempire la pancia con la cena ?
La battaglia e' su " la transustanziazione " . La S.Messa e' la sintesi di tutti i benefici elargiteci .
Gesu' , Dio , non ha bisogno di noi , siamo noi che abbiamo bisogno di Lui . Per seguire NSGC bisogna rinnegare se' stessi , non rinnegare GC . Da come si riconoscono i seguaci di Gesu' ? " Le mie pecore ascoltano la mia voce " , non altre voci ... . Il Signore ha bisogno di Apostoli che insegnino la Verita' tutta intera . Chi Lo segue e' benvenuto , chi non Lo segue e' libero di farlo , di sbattere la porta , di rifiutare l'offerta . Dio si è manifestato come liberatore e vuole che il nostro slancio verso di Lui sia obbedienza di figli liberi, obbedienti perché liberi, capaci di considerare le situazioni, di giudicare, di decidere per il bene.

Dal libro dell’Èsodo
Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”.
In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto.
Parola di Dio

Oggi il Signore ci mette a disposizione un altro "segno del Suo Amore Infinito" : il Suo Capolavoro , la Sua SS.Madre .
Ce la dona come " sicuro rifugio ". Quell'aggettivo " sicuro" ci fa capire che e' "inviolabile " perche' la battaglia sara' cruenta .

Senza la Santa Messa tutto perirebbe quaggiu' , perche' soltanto Essa riesce a trattenere il braccio della Giustizia di Dio .
Il mondo potrebbe stare anche senza sole ma non puo' stare senza la Santa Messa . Padre Pio

I "segnati" saranno quelli che si saranno rifugiati in quel Cuore Immacolato che e' tutt'uno con il Cuore di Gesu' .

Anonimo ha detto...

Concordo con Fabrizio Giudici, sta facendo quello che gli è consentito fare, ha chiesto di partecipare a due sinodi, poi l'hanno segato e si è scelta la formula della scusa dell'indisposizione, ha benedetto in massa i vescovi polacchi, croati, incontra sacerdoti , cardinali, insomma tenta di salvare il salvabile, nelle poche frasi che ha detto ha sempre insistito sull'Eucarestia, perché è lì che si vuole arrivare, oltre alle poco rassicuranti notizie sulle cerimonie ecumeniche comuni, giungono dall' Argentina cattive nuove, su indicazioni del jefe, si aprirà un corso di laurea sulla Dottrina sociale della chiesa capite bene in che salsa, corso aperto a religiosi e non, poi le scholae occurrentes a cui si fa pubblicità sfacciata, oltre alla massiccia gesuitizzazione della curia e della junta al poder, annessi e connessi, VIETATO LAMENTARSI è più che un cartello una minaccia e un monito sull'aria che tira, altro che 'zefiro torna e'l bel tempo rimena', Beria e Stalin erano, diciamo, più aperti......RR la frase è attribuita da molti a Churchill, poi, vero che il registratore c'era all'epoca, ma non c'ero io di persona, però.....la vedo brutta e a ottobre si aprirà un altro inquietante scenario. Lupus et Agnus.

mic ha detto...

https://anticattocomunismo.wordpress.com/2017/07/21/il-foglio-intervista-il-card-muller-la-chiesa-non-puo-essere-sostenuta-dagli-applausi-del-mondo/