mercoledì 5 luglio 2017

Prima della sua morte, il cardinal Meisner ha manifestato al Cardinal Müller il suo dispiacere per la sua destituzione

Nella nostra traduzione da OnePeterFive. Il card. Müller ribadisce la sua fedeltà al papa. Si afferma che rimarrà al di sopra di ogni correzione fraterna pubblica o resistenza alle parole e alle azioni del papa: un papa che inequivocabilmente ha provocato confusione nella Chiesa a tal punto da renderla quasi irriconoscibile. Strana considerazione dell'articolista. Non risulta che chi ha parlato di correzione fraterna sia stato e continui ad essere meno fedele e rispettoso, avendo agito, nei termini dovuti, nella propria responsabilità per il bene delle anime.
Ulteriore considerazione da non trascurare: il card. Müller afferma di voler restare fedele al Papa, per l'unità della Chiesa. Giusto in linea di principio e doveroso. Tuttavia, quando il Papa sta andando per una strada sbagliata, quella della confusione dottrinale e pastorale, sì che certi suoi documenti rendono possibili interpretazioni non solo ambigue ma anche erronee e perfino eretiche; quando tutto questo sta creando una situazione di scisma di fatto nella Chiesa, sull'interpretazione di certi ben noti passi della AL; dichiarare di volersi mantenere fedeli a questo Papa, nel senso di non volerne mai criticare gli errori, significa allora mantenersi fedeli all'uomo Bergoglio, pro tempore Papa, ma non al Papato, a ciò che il Papato, in quanto istituzione di origine divina, ha il dovere di essere e di fare per la missione attribuitagli da Cristo, la salvezza eterna delle anime. Sull'aperto elogio di Bergoglio all'eresia luterana del Sola Fide, ad esempio, il card. Müller non ha niente da dire, lui che è stato Prefetto dell'ex Sant-Uffizio?

Nel ricordare l'improvvisa e triste morte del cardinale Joachim Meisner, il cardinale Gerhard Müller, ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha appena rivelato in una nuova intervista del 5 luglio di aver parlato con il cardinale Meisner la sera prima della sua morte. Come riferisce Passauer Neue Presse:
Müller aveva parlato al telefono con l'ex arcivescovo di Colonia [il cardinale Meisner] la notte precedente [prima della sua morte avvenuta la mattina successiva]; e avevano anche parlato del mancato rinnovo della sua funzione. Secondo la descrizione del cardinale di Curia [Müller] della reazione di Meisner, questi era rimasto “profondamente addolorato” per la sua destituzione. “Ne era personalmente commosso e ferito - e la considerava una forma di danno per la Chiesa”.
Proprio come tutti noi siamo profondamente addolorati e sconfortati dai recenti scoraggianti sviluppi all'interno della nostra amata Chiesa, potrebbe darsi che il cardinale Meisner sia stato, infine, sopraffatto dagli stessi? Abbiamo appreso che egli è morto mentre era seduto e pregava il breviario, in preparazione per il Sacrificio della Santa Messa. Possa riposare in pace.

Il cardinale Müller nella stessa intervista ha commentato  e aspramente criticato la condotta di Papa Francesco circa il suo congedo dalla CDF. Secondo il Passauer Neue Presse :
Nel corso del colloquio con il PNP [Passauer Neue Presse], egli ha rivelato che Papa Francesco “ha comunicato la sua decisione” di non rinnovare il suo mandato alla scadenza “neppure di un minuto” l'ultimo giorno dei suoi cinque anni di mandato come Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, senza fornirgli alcuna motivazione. “Questo stile [sic] non è accettabile”, ha sottolineato Müller, prendendo chiaramente le distanze dalla procedura del papa. Nel trattare con i dipendenti, anche a Roma “dovrebbe essere applicata la dottrina sociale della Chiesa”.
Nonostante questa forte critica del comportamento del papa, il cardinale Müller, tuttavia, ha ribadito la sua fedeltà a Papa Francesco. Egli non risponderà alla decisione personale del papa “con alcuna azione”, ha detto, aggiungendo: “Alcuni pensano di potermi inserire tra coloro che sono critici nei confronti del papa”. Continuerà tuttavia, ad esercitare il ministero di cardinale consapevole della ‘responsabilità per l'unità della Chiesa e per evitare il più possibile contrapposizioni’. Müller spiega di essere “sempre stato fedele al papa”, e vuole continuare a rimanergli fedele, come dovuto,‘ come cattolico, vescovo e cardinale’.

Queste parole del cardinale Müller dimostrano chiaramente che, anche dopo la sua insolita destituzione, anche se ora è meno strettamente legato a Papa Francesco, egli continuerà a porre la fedeltà al papa e la salvaguardia dell'unità della Chiesa al di sopra di ogni correzione fraterna pubblica o resistenza alle parole e alle azioni del papa, un papa che inequivocabilmente ha provocato confusione nella Chiesa a tal punto da renderla quasi irriconoscibile.

Dopo il cardinale Müller, anche l'Arcivescovo Georg Gänswein ha incontrato il cardinale Meisner poco prima della sua morte. Secondo il Passauer Neue Presse, Gänswein ha visitato Bad Füssing (nei pressi di Passau) il 2 luglio, al fine di tenere un discorso al “Bad Füssinger Gespräche”. Anche il cardinale Meisner si trovava a Bad Füssing per  un periodo di riposo e di vacanza ed è così che i due si sono lì incontrati di persona, ma nessun dettaglio è stato rivelato sulla loro conversazione.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Salvaguardare l'unità della Chiesa?
Quale unità?
È proprio il Papa che la sta facendo a pezzi... rinnegando la Santità della Verità!

Luisa ha detto...

Aspetto la smentita del card. Müller circa le parole che gli avrebbe detto il card. Meissner.
Non sarebbe la prima volta che un chierico, attento a non suscitare l`ira papale, smentisce quel che secondo i media avrebbe detto o fatto, anor più in questo caso preciso perchè non credo che il card. Müller sia persona a far dire ad altri, ancor più un defunto che non può più smentire, quel che lui stesso pensa.

irina ha detto...

Bisognerà iniziare ad usare i termini appropriati: un mutamento indotto, senza tenere conto delle regole intrinseche di quello che andiamo a mutare, avviene all'insegna della violenza.
Proprio in questi giorni si è deciso alla Camera che la tortura è reato; tortura, cioè torcere qualcosa per farla piegare. Di solito si torce il corpo dell'uomo per piegarlo, costringerlo, a fare quello che non vorrebbe.La tortura non è solo corporale può essere anche psicologica, mentale, spirituale.Non so come sia stata strutturata questa legge.
E' strano che le leggi arrivino quando il limite precedente è stato superato e il processo degenerativo dilaga. Forse nella mente del legislatore erano presenti le torsioni fisiche a cui sono sottoposti, arbitrariamente, i sospetti mascalzoni e/o galantuomini per farli confessare.
Nei fatti, ogni giorno, tutti siamo sottoposti a torsioni delle nostre menti per dare una confessione falsa, meglio un assenso, che altrimenti non avremmo mai dato. Queste torsioni delle nostre menti avvengono per nostro assopimento da abuso di autorità, cioè autoritarismo. I media veicolano, con la lusinga, questa violenza, mettendo in atto la torsione delle nostre menti.
Lo stato che dispone della forza per reprimere il male, nei tempi attuali, usa la forza, la violenza, anche per torcere le nostre menti affinchè diano un assenso per azioni che lo stato stesso compie arbitrariamente, cioè azioni contrarie alla vita e alla convivenza delle persone, per difendere le quali lo stato ha la sua sola ragion d'essere. Anche lo stato è scivolato verso l'autoritarismo, cioè caricatura della autorità con uso, sottile e non, della violenza verso chi dovrebbe difendere.
La religione invece, in tutti i suoi componenti, dovrebbe portare l'autorità alla sua forma superiore,cioè l'autorevolezza. L'autorevolezza è un dominio di sè che si impone da sè solo, come esemplare, che risveglia nel prossimo il desiderio di imitazione, di essere così come la persona che è d'esempio.
Anche la religione si ammala, aveva detto BXVI, e deve essere riportata alla sua purezza. Anche il Cattolicesimo, in questi tempi, è molto ammalato. L'autorevolezza non c'è più e l'autorità è degenerata in autoritarismo. Si seguono piani umani, che devono essere portati a compimento velocemente, a dispetto di tutte le regole naturali della Vita che sono fragili,ferree e sempre quelle, immutabili. Di solito tutti quelli che si accingono ai mutamenti violenti, veloci,quasi istantanei, sono quelli che si sentono più forti della Vita che è molto fragile. Dimenticano però che la legge della Vita è immutabile, fragile, ferrea, sempre uguale a se stessa, rinnovantesi da sè sola e tanto ancora che non so dire, nè immaginare. E anche i rivoluzionari non ne hanno capito di più. Anzi. Finiscono sempre per usare la violenza per cambiare le leggi della Vita che sono immutabili. Portano quindi la morte. I figli rivoluzionari fanno spesso morire i loro stessi genitori di crepacuore. Cioè a causa del dolore di questi mutamenti violenti e repentini contro le leggi della Vita.

Luisa ha detto...

E prima di partire il card. Müller ha fatto anche questo:

"Muller lascia con lo stop ai lefevbriani"

di Lorenzo Bertocchi


http://www.lanuovabq.it/it/articoli-muller-lasciacon-lo-stopai-lefevbriani-20377.htm

Anonimo ha detto...

Lo "stop" ai lefebvriani, forse, è stato necessario per preservare l'unità dottrinale della Chiesa. Bergoglio vorrebbe una sorta di carrozzone dove ciascuno pensa e crede quel che gli pare. Dentro i lefebvriani come i luterani, i buddisti ecc...
Se passava l'idea che si può stare nella Chiesa mantenendo proprie opinioni si fa il gioco di Bergoglio.
Però è anche vero che non si può imporre una adesione dottrinale a un cancilio che ha voluto essere pastorale
Questi sono i cortocircuiti logici dell'ultimo mezzo secolo.
Lucis

Anonimo ha detto...


Il card. Mueller si conferma per quello che è sempre stato

Un neomodernista, un rahneriano, anche se "moderato" per certi aspetti, tanto da difendere la dottrina tradizionale della Chiesa sul matrimonio, sia pure nella versione predicata dal Vaticano II, che non coincide perfettamente con quella tradizionale, lo sanno tutti, per ciò che riguarda la definizone del fine del matrimonio.

Se verrà confermata la sua lettera ostile a mons. Fellay, anche in questo il cardinale si sarà confermato: è sempre stato un nemico implacabile della FSSPX. Del resto, nell'ultima intervista aerea di Papa Francesco trasparivano improvvisi anche se non dichiarati ostacoli all'attuazione della famosa prelatura personale per mons. Fellay (a precisa domanda sui rapporti con la Fraternità, il Papa restò nel vago). Che ostacoli provenissero dall'entourage vaticano, era cosa comunque percepita nell'ambito della stessa FSSPX. Ieri come oggi, la storia si ripete, mai uguale e tuttavia simile per molti aspetti.

Il card. Mueller afferma di voler restare fedele al Papa, per l'unità della Chiesa. Giusto in linea di principio e doveroso. Tuttavia, quando il Papa sta andando per una strada sbagliata, quella della confusione dottrinale e pastorale, sì che certi suoi documenti rendono possibili interpretazioni non solo ambigue ma anche erronee e perfino eretiche; quando tutto questo sta creando una situazione di scisma di fatto nella Chiesa, sull'interpretazione di certi ben noti passi della AL; dichiarare di volersi mantenere fedeli a questo Papa, nel senso di non volerne mai criticare gli errori, significa allora mantenersi fedeli all'uomo Bergoglio, pro tempore Papa, ma non al Papato, a ciò che il Papato, in quanto istituzione di origine divina, ha il dovere di essere e di fare per la missione attribuitagli da Cristo, la salvezza eterna delle anime.
Sull'aperto elogio di Bergoglio all'eresia luterana del Sola Fide, il card. Mueller non ha niente da dire, lui che è stato Prefetto dell'ex Sant-Uffizio? PP

marius ha detto...

ma nessuno spiega la differenza tra la professio fidei del 62 e dell'88

Rr ha detto...

Sec.la rivista dei gesuiti americani, "America", un certo numero di cardinali avrebbe chiesto al VdR di mandar via Mueller, non sufficientemente obbediente a lui e troppo legato ad un'interpretazione ortodossa della pastorale.
Qualcuno su FB si è rallegrato della cacciata di Mueller, ricevendo un"like" da Spadaro.

Nessuno invece si chiede come mai la "testa" di Coccopalmerio sia ancora attaccata, visto quanto combinava il suo segretario "particolare". Della cui vicenda non sembra ci sia stata ampia eco sulla stampa. Ah, fosse successo sotto BXVI !

E pare che anche la gestione dell' Obolo di S. Pietro susciti dubbi più che legittimi. Ma chi li solleva, viene "dimissionato" (Milone). Ingravescente aetate ?

Suggerisco lettura ultimi articoli di Blondet.

Anonimo ha detto...

MODERNISMO: L'ERESIA MULTIFORME

https://www.youtube.com/watch?v=hsBcuGfXs5I

Chissà chi saranno mai i "poliziotti cattivi" usati strumentalmente dal commissario per opporsi a quelli "buoni"... difficile aver dubia!

mic ha detto...

ma nessuno spiega la differenza tra la professio fidei del 62 e dell'88

Più che altro io ho colto in questo passaggio
... 2) Il nuovo testo della Dichiarazione dottrinale deve contenere un paragrafo nel quale i firmatari dichiarano, in maniera esplicita, la loro accettazione degli insegnamenti del Concilio Vaticano II e del periodo post conciliare, accordando alle dette affermazioni dottrinali il grado di adesione loro dovuto.
il riferimento al "grado di adesione" che, preso alla lettera, sembra riconoscere la differenza di livello tra i vari testi, come ben distingue mons. Gherardini.
Ma mi sono stufata di elucubrare, tanto non serve a nulla. E c'è molta altra 'carne a cuocere'...

Andrea P. ha detto...

Bergoglio vuoke una Chiesa dove ognuno è libero di pensarla come lui.

Altrimenti pensando, la Chiesa di Bergoglio sprizza misericordia da tutti gli artigli.

C'era una volta ...molto interessante . ha detto...

Questa analisi si puo' tranquillamente concludere con un :
Non e' poi così importante !
Il nuovo ordine e' : Abbattere i muri ( e smussare la pietra angolare ?).

La Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) è stata tradizionalmente considerata come “La Suprema”. C'era una volta, tutto ciò che è emerso dal Vaticano doveva essere approvato prima dal CDF. Respingendo il capo del dipartimento più importante del Vaticano, il Papa ricorda a tutti chi è veramente supremo.
La retrocessione non riguarda solo il cardinale Müller ma l'intera CDF, l'intero reparto è stato riorganizzato a misura. Infatti, come è evidente in questo pontificato finora, la CDF non è piu'quello che era, ma è stato ripetutamente messa da parte.
Ed e' un monito per tutti gli altri .
http://catholicherald.co.uk/commentandblogs/2017/07/03/in-removing-cardinal-muller-pope-francis-is-sending-a-powerful-message/

Felice ha detto...

Muller, come ultima atto di governo, ha chiuso la porta in faccia alla FSSPX. Non capisco proprio come si possa rimpiangerlo!

Anonimo ha detto...

Muller è una persona assai ambigua. A lui si applica quanto afferma Dante: persona a Dio spiacente ed ai nemici suoi. Ha pensato di conservare il posto col silenzio ed anzi cercando di far quadrare l'eretodossia di AL con il depositum fidei. Eppure Bergoglio ha pensato bene di non volerlo tenere neppure un minuto in più. Almeno fosse stato allontanato con onore, perchè aveva testimoniato la Verità. Invece, è stato allontanato con disonore ed ha per giunta ribadito la sua incondizionata sottomissione a Bergoglio .... . Più spiacente a Dio di così! E nonostante ciò Bergoglio l'ha fatto fuori.
(Francesco Patruno)

marius ha detto...

quoto Francesco Patruno

Mia70 ha detto...

Muller ha usato l'unica carta che aveva a disposizione per tentare di salvare il Motu Proprio Summorum Pontificum. É abbastanza evidente, basta unire i puntini.

Anonimo ha detto...

Tutto si appiana .
https://ilsismografo.blogspot.it/2017/07/vaticano-francesco-riflette-sul-futuro.html

mic ha detto...

Di Muller all'angolo si parlava già qui
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/04/il-grande-assedio-al-cardinale-muller.html

Anonimo ha detto...

http://www.marcotosatti.com/2017/07/11/cosi-e-stato-cacciato-muller-rivelazioni-di-1p5-sullultimo-colloquio-cinque-domande-e-poi-via/