sabato 7 luglio 2012

Oggi ricorre il 5° anniversario dalla liberalizzazione della Messa di sempre


Oggi, 7 luglio 2012, ricorrono cinque anni dall'emanazione del Motu proprio Summorum Pontificum, con il quale Papa Benedetto XVI ha dissotterrato un tesoro inalienabile che « non poteva essere abrogato » e, pur nella grande difficoltà e povertà del momento presente, ringraziamo il Signore per questa che sarà un pietra miliare nella storia della Chiesa, un ritorno dovuto, bellissimo, impareggiabile. Siamo molto grati al Signore e al nostro Papa Benedetto. Ad multos Annos! E tuttavia ancora oggi, trascorsi cinque anni dall'emanazione del Motu proprio, la sua applicazione è purtroppo decisamente difficoltosa, dato il prevalere brutale della corrente di pensiero post-conciliare egemone che l'Istruzione Universae Ecclesiae [che in parte abbiamo analizzato qui], sulla quale tanto speravamo, non ha scalfito per nulla. Fino a quando, Signore?

E resta tuttora inascoltato quanto a suo tempo denunciato con questo documento presentato a Don Nuara e rimasto lettera morta: Pastorale straordinaria per un Rito straordinario, che andrebbe tuttavia attualizzato e riproposto in termini ancor più aggiornati e generalizzati.

42 commenti:

don Camillo ha detto...

Senza il via libera alla Tradizione perenne, il MP, sarà sempre in pugno a cardinali e vescovi bulletti e mafiosi.

Icabod ha detto...

Io non conoscevo la messa antica e ne sono rimasto conquistato, spero diventi possibile almeno in ogni diocesi!

Anonimo ha detto...

il card. Burke su youtube in inglese

http://www.youtube.com/watch?v=7c62iZ4ufOY

Anonimo ha detto...

Conosco almeno due casi, in cui, dopo il MT, la situazione è cambiata in peggio. Un vecchio prete diocesano che HA SEMPRE & SOLO celebrato così, dopo il MP, è stato chiamato dal vescovo e si è sentito dire:"Visto che tu, un gruppo stabile che ti segue (hai solo qualcuno ogni tanto, e nemmeno tanto "stabile", neppure dal punto di vista emotivo- la realtà supera spesso la più sfrenata fantasia. So anche di altri casi, in cui la "stabilità" del gruppo è stata intesa, come relativa alla fama dell'equilibrio emotivo dei componenti-) non lo hai, DEVI CELEBRARE, MAGARI IN LATINO, MA LA Messa dI bUGNini, anche dentro le mura di casa tua. Il prete, è inutile che vi dica, che ha continuato a fare ciò che ha sempre fatto. Poche settimane fa, è morto un novantenne, fedele della Tradizione della primissa ora. La famiglia aveva chiesto il funerale con il rito Tridentino. Non hanno voluto farlo, poiché, è stato risposto, che, in quella parrocchia non c'è un gruppo stabile che la chiede. Morale? Il funerale è stato fatto da un prete che HA SEMPRE & SOLO celebrato così, direttamente nel cimitero, in chiesa non ci sono proprio andati.

dal web ha detto...

Parliamoci chiaro e una volta per tutte. I frutti sperati non si sono visti. La velenosa ostilità dei presuli e dei parroci, il dilagare della mentalità modernista anche tra i fedeli, il venir meno del senso del Bello come signum del Vero, l'assoluta inutilità dell'Ecclesia Dei, la divisione tra tradizionalisti, privi di rappresentanza unitaria ecclesiale, sociale e politica, la strumentalizzazione del famigerato e canonicamente mostruoso articolo 19 dell'Universae Ecclesiae e altre cause hanno relegato l'applicazione in chiesette di periferia e a ore impossibili. Quando c'è stata.
I rifiuti dei sacerdoti - illeciti, tra l'altro - sono all'ordine del giorno, e ben documentati anche in questo sito. [MiL]. In sostanza, una totale ininfluenza pastorale (diverso è ovviamente il discorso metafisico e spirituale).
E' ovvio, a questo punto, che i tradizionalisti (tutti) debbano riflettere sulla strategia da tenere, anche alla luce delle recenti, deplorevoli nomine vaticane, che potrebbero cambiare drammaticamente il quadro generale.
E qui credo che il "ruolo guida" della FSSPX non possa che rafforzarsi, a prescindere da possibili "accordi" che, comunque, non mi sembra siano vicini.

Tutto ciò anche alla luce dei segnali di arrendevolezza dei "tradizionalisti di dentro", di cui le disdicevoli "arrampicature sui vetri" di Monsignor Bux sulla scandalosa nomina di Mueller sono un eclatante esempio.

(blogger Silente)

dal web ha detto...

Battaglia ad Econe: grave discussione tra Monsignor Tissier e Monsignor Fellay?
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Nelle ordinazioni (il 29 giugno a Ecône), il Vescovo Fellay e il vescovo Tissier, sono stati coinvolti in un'accesa discussione.
Mons. Tissier ha detto a Mons. Fellay che se avesse insistito nelle sue azioni, egli sarebbe stato costretto a ordinare nuovi vescovi.
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http://radiocristiandad.wordpress.com/2012/07/06/batalla-de-econe-grave-discusion-entre-mons-tissier-y-mons-fellay/

hpoirot ha detto...

in realtà fu un nulla di fatto. Non si é potuta liberalizzare quella messa perché coem ricorda anche l'articolo secondo SPioV non avrebbe mai potuto essere vietata...

io non ricorderei questo anniversatio e soprattutto non lo enfatizzerei come un successo visto che quel documento sancisce innanzitutto la superiorità del NO sil VO, il che é un'affermazione molto prossima all'eresia...

guglielmo ha detto...

A me sembra che nonostante tutto, chi ama la Messa di sempre, deve sempre confrontarsi con pregiudizi che lo fanno diventare un'anomalia nella Chiesa, come un figlio di serie B.
Non parlo dei giudizi espressi a livello accademico ecc, ma di come la gente comune valuta la partecipazione a questa Messa. Io stesso, che ho 22 anni, quando due anni fa ho partecipato per la prima volta alla Mesa di sempre, ciò che ho pensato alla fine della celebrazione è stato "tutto qui": mi era stata dipinta come qualcosa di veccho, sorpassato e da evitare, ma alla fine invece avevo trovato un Rito che esprimeva straordinariamente e semplicemente nella forma ciò che ogni Messa è.
Sarò sincero, non possiedo la virtù cristiana della fortezza che mi permette di svelare, diciamo così, facilmente il fatto che partecipo alla Messa in rito antico, e me ne rammarico, ma almeno ho potuto sentire cosa pensano i miei coetanei su tutto ciò e devo dire che sono state usate parole ed espressioni che proprio non mi sarei mai immaginato (uno ci ha praticamente equiparati alla gramigna e si rammaricava che soltanto alla fine del mondo essa sarebbe stata tagliata..).
Detto questo penso proprio che tali pregiudizi stiano alla base della difficoltà ad instaurare una pastorale tradizionale: potranno esserci più Messe, ma se continuano ad esserci tali pregiudizi come si fa a fare una pastorale, immagino che siano necessarie molte persone per fare in modo che ci sia una certa incisività.
A questo punto però non saprei dire come fare, è difficile far cambiare idea "alla massa", soprattutto con le difficoltà poste dai Vescovi ecc, propabilemnte sarà una cosa che richiederà molti anni.

Intanto però, mentre scrivo penso che potrei cominciare io stesso a farmi meno problemi e a non lasciare che mi/ci si tratti da persone di serie B. aveva proprio ragione de Mattei ad esprimersi, come riportato in questo sito, così "la storia è sempre fatta da minoranze e ciò che prevale, nello scontro, non è il numero e neanche l’organizzazione, ma la determinazione e l’intensità con cui queste minoranze combattono le loro battaglie."

Silente ha detto...

Ringrazio Mic per aver rilanciato un mio messaggio pubblicato su MiL. Contando sulla sua tollerenza, mi permetto di riprorre un altro mio messaggio, egualmente pubblicato su MiL:
"A proposito di Novus e Vetus Ordo, non fa male richiamare ancora una volta ciò che scrissero i cardinali Ottaviani e Bacci al Papa nel 1969 nel loro Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae: "Il Novus Ordo Missae (...) rappresenta, nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella sessione XXII del Concilio Tridentino". Terribile quanto dichiarano sulla validità della consacrazione: "Le parole della Consacrazione, quali sono inserite nel contesto del Novus Ordo, possono essere valide in virtù dell'intenzione del ministro. Possono non esserlo perchè non lo sono più ex vi verborum o più precisamente in virtù del modus significandi che avevano finora nella Messa. I sacerdoti che, in un prossimo avvenire, non avranno ricevuto la formazione tradizionale e che si affideranno al Novus Ordo al fine di "fare ciò che fa la Chiesa", consacreranno validamente? E' lecito dubitarne".
Ricordo che il cardinal Ottaviani era Prefetto del S.Uffizio, mentre il cardinal Bacci era esperto in teologia presso la Segreteria di Stato fin dal 1921. Il Breve Esame Critico raccolse l'approvazione di molti altri cardinali e presuli. Paolo VI non si degnò mai di una risposta. Era lecita questa innovazione? Scrive il teologo Klaus Gamber: " Nessun documento della Chiesa , neppure il Codice di Diritto canonico dice espressamente che il Papa ha il diritto di abolire il rito tradizionale" (Klaus Gamber, La riforma della Liturgia Romana. Cenni storici - Problematica. 1979) Sono debitore di queste citazioni a Sì Sì No No, anno XXXVIII, n. 4, 29 Febbraio 2012 alla cui lettura rimando per un approfondito esame della nuova messa."

Unknown ha detto...

Mi sa che vi è sfuggito questo, durante i vostri festeggiamenti:

http://www.traditio.com/comment/com1207.htm
The "Modernized" 1962 Missal Is Now on Benedict-Ratzinger's Printing Presses
The "1962 Missal" Is out; Motarians Will Henceforth Be Required to Use the New "Hybrid Missal of 2012"

che parla dell'ultima novità in campo liturgico con l'abolizione del messale del "1962" con uno nuovo impregnato di Novus Ordo Missae dal 2 Dicembre 2012...

Mi pare ch qui non ci sia niente da festeggiare.
Dal "MoTu Proprio" ad oggi il messale di "Giovannone" è durato solo 5 anni.

don Camillo ha detto...

Silente, lasciamo da parte la questione liturgica, tirare fuori "Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae" è sempre un auto gol. Non fu fatto materialmente da Ottaviani e Bacci, riguarda un l'Ordinario del 1968-69, che non abbiamo mai visto. Alcune delle cose più gravi furono "aggiustate" nell'Ordinario del 1970 e infatti almeno nella forma Ottaviani ritirò le sue perplessità. Il Messale di "giovannone" 1962 è già un messale di "transizione, come quello del 1957, di Pio XII: il Sacerdote per la prima volta da le spalle al Tabernacolo.

L' "ex vi verborum" fa poi sbellicare dalle risate, è un postulato che non ha mai retto, inquantochè, possono anche non piacere, ma le parole della Consacrazione solo le PAROLE DI SAN PAOLO riportate nel Nuovo Testamento. E' nel NO NON NEGA che la Messa è Sacrificio, Calvario: redentivo, impetrativo e satisfatorio

Se hai poi la pazienza ti consiglierei di leggere questi studi un po' più ampi al riguardo.

L'ERESIA ANTILITURGICA
http://lepaginedidoncamillo.blogspot.it/p/leresia-antiliturgica-dai-giansenisti.html

don Camillo ha detto...

Gianluca, quel che è riportato è un falso.

Come è falso che gli Istituti SP, possano accettare abominio del genere. Tra di questi ci sono 1952isti di ferro, che mai accetterebbero tale imposizione.

Gh. L. ha detto...

Non è una questione di amare o meno un rito od un altro. Il rito Tridentino è la Messa Cattolica, cosa che non si può dire pienamente per il NOM.

Il sito segnalato da Gianluca Cruccas termina con una irriverente presa in giro di Fellay dimenticando che:

1 Fellay non ha firmato un bel niente.
2 che quei Vescovi della FSSPX che ora gridano, in piena crisi di panico, erano perfettamente d'accordo nell'andare a supplicare Ratzinger per la revoca della scomunica(come attesta un intervista a Tissier) e che quindi se c'è stato errore, io comunque non lo credo, c'è stato da parte di tutta la dirigenza della Fraternità.

Consiglio dunque di rimanere sereni fino a prova contraria, perchè malgrado tutta la valanga di odio che è stata recentemente riversata su Mons.Fellay e sulla Fraternità, nulla al momento è cambiato.

Unknown ha detto...

Non è assolutamente un falso , leggi qui:
http://www.fiuv.org/docs/ItalianText_of_LeoDarrochReflection.pdf

ora il percorso di revisione è giunto al termine quindi sarà obbligatorio per chiunque riconosca che il Vetus Ordo sia una forma straordinaria, io assolutamente no,. Per quanto riguarda chi è sceso a patti con la gerarchia modernista si verrà obbligato ad ubbidire se no l'accordo verrebbe meno...

Merope ha detto...

@ don CAMILLO

Sono una "pecora" di scarsa cultura, ma sto leggendo da un po' di tempo le notizie sul web, leggo molto, (vista la disinformazione di regime) per tenermi al corrente circa la disastrosa situazione della Chiesa, che si aggrava di ora in ora, in accelerazione rispetto agli anni '70.
Leggo la pagina linkata dal blogger Gianluca e mi assalenon un moto di raccapriccio.

Dal fondo del gregge, in una diocesi che dire "disastrata" è un eufemismo, io temevo questo momento atroce del Messale IBRIDO: tanti erano i segni premonitori, tra cui, il peggiore, quella frase del Papa:
"I DUE RITI DEVONO FECONDARSI A VICENDA"
e mi chiedevo spesso che razza di fecondità potesse venire dal Messale simil-protestante regalatoci da Paolo VI al Messale di S. Pio V.
Nessuno me l'ha saputo spiegare in modo convincente, perchè è chiaro che la Messa di sempre ci porta al Cielo, la Messa moderna (CON O SENZA chitarre) ci porta verso la terra, all'indifferentismo e spesso fino all'ateismo.

Ci siamo dunque arrivati, all'obbrobrioso parto di un ibrido ? che sarebbe transizione verso la SPARIZIONE totale, nel tempo a venire, della Vera Messa di sempre ? si sta avvicinando giorno dopo giorno l'evento predetto da Daniele ?
vorrei che fosse solo un brutto sogno !

Prego allora vivamente il sac. don Camillo di spiegare e dimostrare,con ragioni convincenti, che quella pagina è un falso.

(altrimenti stanotte non ci dormirò, temo)

Unknown ha detto...

Anche Messa in Latino a suo tempo ne parlò:

http://blog.messainlatino.it/2010/02/finalmente-il-vaticano-ristampa-il.html

don Camillo ha detto...

Mi ricordo molto bene questa questione, infatti dal documento che hai postato di Una Voce internazionale, si legge chiaramente che se ci fossero "modifiche" al Messale del 1962 ci sarebbe una sollevazione generale, DI TUTTI. Senza considerare che Una voce "difende" il 1962 per tifare nella sezione italiana le rubriche del 1952.

Le uniche modifiche che sono "previste" da bisbigli romani sono:

1) l'inserimento delle preghiere di offertorio VO nel NO, facoltativamente (purtroppo!)
2) l'inserimento delle "lezioni" in italiano del VO nel NO, facoltativamente (purtroppo!) da aggiungersi alle ciclo A-B-C: delle letture del NO festive.
3) L'inserimento di qualche prefazio del NO nel VO.
4) L'inserimento dei nuovi Santi di cui ricorre obbligatoria la memoria: es. tra tutti S. Padre Pio, nel VO senza violare ovviamente il proprio Santorale-Calendario.

Tutto ciò che dice il contrario sono semplicemente "atti di terrorismo" bello e buono, costruiti ad hoc per avvelenare già un clima fin troppo amaro.

Anonimo ha detto...

Caro Gianluca, mi pare che i tuoi timori siano infondati, almeno per ora.
La notizia di Messa in Latino è la ristampa del Messale del 1962, quello attualmente in uso, senza nessuna riformulazione.

Trascrivo inoltre le conclusioni di Una Vox, che condivido e penso condividiamo tutti, circa ventilati aggiornamenti, tuttora da venire...
_________________
Addendum:
Il tanto atteso documento di chiarificazione, Universae Ecclesiae, è stato pubblicato dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei il 30 aprile 2011 ed è stato oggetto di molti commenti e approfondite analisi nei media. La Federazione Internazionale Una Voce lo ha accolto con favore.
Anche se secondo alcuni commenti Universae Ecclesiae lascia ancora questioni poco chiare, ciò che è perfettamente chiaro è che il Santo Padre ha completamente restaurato nella Chiesa universale il rito romano tradizionale come sancito nei libri liturgici del 1962, le rubriche in vigore nel 1962 devono essere rigorosamente rispettate, e il latino e l’usus antiquior deve essere insegnato nei seminari, dove ve ne è la necessità pastorale. E questa necessità pastorale deve essere determinata da coloro che desiderano beneficiare di Summorum Pontificum e Universae Ecclesiae, e non essere deciso da chi, costituito in autorità, ha il naturale desiderio di impedire la loro attuazione.
La Federazione Internazionale Una Voce ha lavorato pazientemente e instancabilmente per il ripristino della liturgia tradizionale da più di 45 anni ed è ora testimone della rivendicazione della sua fedeltà alla santa Madre Chiesa e alla Sede di Pietro. Tuttavia, i suoi membri, i fedeli laici della santa Madre Chiesa sono pienamente consapevoli che molti nelle file del clero hanno il forte desiderio di contrastare le loro legittime aspirazioni di beneficiare spiritualmente della sollecitudine pastorale di papa Benedetto XVI. A tal fine, noi, che siamo beneficiari di questi documenti, teniamo a dire inequivocabilmente che accettiamo la volontà dichiarata del nostro Santo Padre per l'inserimento di nuovi santi e alcuni nuovi prefazi nel Messale 1962, ma impugneremo rispettosamente ma con forza qualsiasi proposta che oltrepassi questi limiti chiaramente definiti, e cerchi di adulterare l'integrità del messale stesso.
Leo Darroch
Presidente - Foederatio Internationalis Una Voce
30 gennaio 2012

Jacobus ha detto...

Col rito antico finalmente sono a casa nella Chiesa militante!

Anonimo ha detto...

Per ora per e resta solo una bellissima speranza...

Anonimo ha detto...

Per ora per me resta solo una bellissima speranza...

Merope ha detto...

Bellissima speranza ? si vede che l'anonimo è giovane...di belle speranze appunto !

Per me invece resta una pia illusione, anzi velleità che sarà frustrata di sicuro per altri 20 anni.... poichè, dato il divieto assoluto e feroce vigente nella mia diocesi (sacerdoti terrorizzati dall'alto, o totalmente ignoranti circa la celebrazione nell'uso antico), prevedo di morire senza mai sentirne una.
Tra l'altro tenete a mente che le persone anziane nelle famiglie, pur desiderando fare sacrifici (spostamenti faticosi) per andar lontano, non ne hanno la minima possibilità, dipendenti come sono dalle auto altrui, già poco disponibili....
Dunque, beato chi può, come Icabod....io allora, data la mia situazione, non sarò mai "a casa mia" finchè vivrò.
Chi devo ringraziare, la Provvidenza di farmi morire praticamente protestante ?
(oggi nella mia Cattedrale hanno dato la Comunione a Messa 2 brave signore, mentre il sacerdote si era reso invisibile!....)
//////////
vedo che un mio commento di allarme circa lo strano Messale è stato cestinato. Ma non importa: avendo letto le precisazioni di dotti bloggers, sono rassicurata, e potrò ancora dormirci sopra (per ora...)

DANTE PASTORELLI ha detto...

Volevo rispondere a CRUCCAS, ma vedo che gli è stata concessa più che sufficiente attenzione.
Le notizie di quel blog isterico, irridente e velenoso, sono delle non notizie. Già prima del Summorum Pontificum sia dopo personaggi illustri tutt'altro che a noi ostili, come il card. Castrillon, ebbero a sostenere non tra bisbigli, ma in modo chiaro ed aperto, ad es. a Londra, che i seguaci del rito antico avrebbero dovuto accettare con apertura di cuore mutamenti non sostanziali: qualche prefazio in più, nuove messe motive (ed è ovvio, perché di santi ne sono stati proclamati diversi dopo il '62, fors'anche, a mio parere, troppi) e magari una lettura biblica in aggiunta. Quest'ultima non mi sembra che incontri molto favore, le altre due modifiche una è necessaria (i santi) l'altra andrà vagliata in modo che non s'immettano un numero infinito di prefazi, ma credo che ciò non avverrà perché le resistenze saran dure.
L'opportuno intervento di Darroch, che la solerte MIC ha pubblicato, è abbastanza esplicito.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Tissier minaccia di consacrare nuovi vescovi? Non mi meraviglia, dopo aver letto certe sue dichiarazioni. Le lancette del suo orologio sono indietro di decenni. In un momento come l'attuale, in una situazione in movimento che può anche concludersi con una maggior apertura da parte della S. Sede, un atto del genere sarebbe da veri scismatici. E, ove non senta ragioni, ove non sentan ragioni lui ed i suoi, è bene che chiarezza sia fatta. Una S. Pio X anche dimezzata ma con prospettive di rapido e cospicuo arricchimento di nuove vocazioni, è quel che serve alla Chiesa.
Tissier e compagni faran la fine dei sedevacantisti: resterann'ai margini impossibilitati ad influire sulla vita ecclesiale.

joseph ha detto...

E' difficile credere che mons. Fellay accetti un accordo capestro.
La conciliazione con Roma ormai è indifferibile. Nonostante le interviste dei prefetti e viceprefetti neonominati ed il loro passato e magari anche presente, il Papa vuole sanare la frattura. Certamente ora è tutto più complicato, anche per la situazione interna alla S. Pio X che non promette niente di buono.
Aspettare altri trent'anni ai margini della Chiesa, come ha detto se non erro mons. Tissier, non giova a nessuno. Mons. Lefebvre pensava, e lo disse in alcune interviste nell'88, che lo avrebbero lasciato due o tre preti e una decina di seminaristi e invece la scissione fu molto più consistente. Pensava anche che nel giro di due o tre anni la questione si sarebbe risolta, ed invece siamo sempre alle trattative.
Tissier parla di 30 anni: fra 30 anni la Chiesa dirà, come lui vuole, che ha tutto sbagliato e che la Fraternità ha avuto sempre ragione? Non si rende conto che la Chiesa in casi del genere vira coi fatti più che con le parole. E francamente non vedo all'orizzonte un successore che possa prendere decisioni migliori di quelli dell'attuale pontefice.
Le rotture più passano gli anni e più si approfondiscono e poi raramente si ricompongono.

Anonimo ha detto...

Caro Joseph,

Sono perfettamente d'accordo con la tua visuale e con quella di Dante.

Leggo adesso l'interpretazione che dà della situazione Una Vox, con cui di solito sono in piena sintonia.

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV298_Scippata_l-opera_di_Mons-Lefebvre.html

mi pare terribile e lascia sconcertati...

don Camillo ha detto...

Dante non credo che S.E. mons Tissier si mette a fare questi "numeri" in una sacrestia. Credo che queste voce siano inventate per avvelenare gli animi. Mons. Tissier, ha avuto la fortuna (o sfortuna) di studiare affondo il pensiero del Ratzinger amico di Rahner, il quale devo dire fa accapponare la pelle, ma ripeto e lo ripeterò, può un senso di RESPONSABILITÀ UNIVERSALE, far cambiare se non il pensiero le prospettive di azione che possono andare contro un proprio pensiero radicato e perverso, per il bene di tutta la Chiesa? Mi auguro di sì, credo anche Fellay l'abbia percepito e sono sicuro che anche S.E. mons Tissier lo comprenderà.

Anonimo ha detto...

per Merope,

non è stato cestinato nulla.
Ho appena recuperato i suoi commenti dallo Spam.
Non so per quale motivo ogni tanto alcuni vanno a finire lì...

jn ha detto...

"....ci sono diversi semplici sacerdoti che, a rischio di farsi escludere dalla loro Congregazione, non hanno esitato a manifestare pubblicamente la loro opposizione ad una “regolarizzazione” canonica mentre ancora sussistono più grandi disaccordi dottrinali.

I chierici sono divisi e i fedeli sono inquieti. Mons. Fellay, che credeva di riunire dolcemente il suo piccolo mondo a Benedetto XVI, in realtà ha appiccato un incendio in casa sua. Egli appare isolato tra i suoi confratelli, anche se gran parte di essi non osano esprimersi per paura di essere allontanati.
Regna il terrore."
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E' strano che qui vi siate accorti solo adesso di quale "aria" tiri là dentro. Forse pensavate che fossero solo invenzioni di siti maligni e pettegoli ?
Io sono rimasta sconcertata e amareggiata quando ne ho preso visione, e non ho più creduto alle "ispirazioni dall'alto" della decisione di accordo, quando vi/mi chiedevo: chi ci assicura che questa sia la volontà di Dio ? a me sembrano tutti giochi di potere.
E tali sono. Si sono svelati, giorno per giorno, intrighi politici, come tanti che avvengono in questo mondo, dove c'è brama di potere.
Mi meraviglio del vostro stupore, se non vi aveva sfiorato alcun dubbio sulla natura presunta "soprannaturale" dell'ispirata e calcolata decisione di mons. Fellay., imperativa, come un diktat, contro ogni dissenso ragionevole.
Se questa è la realtà interna della FSSPX, perchè dovremmo ancora fare gli struzzi e credere alle rosee prospettive di un accordo, su cui i membri della FSSPX non sono affatto concordi tra loro ?
le motivazioni contrarie sono serissime, e si cominciano a svelare dei truci retroscena inaspettati, per chi credeva che la direzione presa da Fellay fosse da attribuire alla volontà di Dio.
Sono mesi che tante voci sensate del mondo tradizionalista continuano a ripetere le ragioni contrarie, ma c'è stato un "bavaglio di regime" anche dentro la FSSPX, abbastanza analogo a quello che è imposto dentro la Chiesa riguardo al MP e al ritorno della Tradizione in generale.
Tutta la situazione nel suo insieme fa pensare proprio ad un castigo di Dio, lo sgretolamento che diventa polverizzazione...
Ma in ogni divisione io credo che il Signore è presente nelle coscienze, ed interpella tutti "uno per uno", è la sua spada che divide madre da figlia, amico da amico, i famigliari dentro la loro casa....
La divisione è decisiva per capire chi segue veramente Gesù Cristo nella Via Crucis e chi segue gli interessi dei poteri (e del proprio potere).
"Regna il terrore":
ci rendiamo conto, se è vero che il Superiore ha instaurato quel clima, che cosa vuol dire questo ?
ha schiacciato le voci di dissenso, sia pur motivate da giuste ragioni....

Anonimo ha detto...

vorrei che fosse solo un brutto sogno !

A proposito del Messale, spero abbia letto e recepito quel che ho scritto successivamente e spero anche che si rassicuri con l'articolo pubblicato nel pomeriggio, che è estremamente chiaro.

Altro non possiamo.
Quel che è certo è che non moriremo protestanti. Il Signore ci aiuterà a custodire e a rimanere fedeli.

Anonimo ha detto...

La divisione è decisiva per capire chi segue veramente Gesù Cristo nella Via Crucis e chi segue gli interessi dei poteri (e del proprio potere).
"Regna il terrore":
ci rendiamo conto, se è vero che il Superiore ha instaurato quel clima, che cosa vuol dire questo ?
ha schiacciato le voci di dissenso, sia pur motivate da giuste ragioni....


Cara Ester,
è difficile discriminare le voci, le opinioni - di solito viziate dalla propria posizione - dalla realtà.

Inoltre non abbiamo nessun elemento per dar credito a questa visuale sconcertante e parecchio.

Dobbiamo solo continuare ad attendere pregando e giudicare dai fatti che verranno...

don Camillo ha detto...

Ester "Regna il terrore" perché molti di questi sacerdoti sono circondati da sedevacantisti che da fedeli di San Pio X, che sbraitano per sbraitare. Pure se, ho paura anche io, dobbiamo provare a dare FIDUCIA a Ratzinger sinceramente e prontamente perché è nostro dovere.

joseph ha detto...

Regna il terrore.
Ma se una parte dei preti della Fraternità vivono nel terrore, mi dite chi li tiene incatenati?
Escano, entrino in qualche istituto più a loro congeniale (sedevacantista o meno) o in gruppo più o meno consistente formino un'altra Fraternità. Francamente questo clima da Borgia nella Fraternità mi appare una creazione ad hoc per screditare Fellay e far fallire le trattative con Roma. La lotta interna è contro Fellay e l'ala favorevole alla riconciliazione. Abbiano, gli ostili, ad uscire tutti allo scoperto e prendano le deisioni del caso. In realtà stanno giocando a far fuori Fellay.
Queste considerazioni, naturalmente, son plausibili se il quadro che qualcuno traccia corrisponde alla verità.

don Camillo ha detto...

Solo adesso vedo il post di Merope dove mi chiede... ok, Buona notte allora!!

riposiamo nella Pace di Cristo, che nessuno ci potrà MAI togliere.

Amicus ha detto...

"La divisione è decisiva per capire chi segue veramente Gesù Cristo nella Via Crucis e chi segue gli interessi dei poteri (e del proprio potere).
'Regna il terrore': ci rendiamo conto, se è vero che il Superiore ha instaurato quel clima, che cosa vuol dire questo ? ha schiacciato le voci di dissenso, sia pur motivate da giuste ragioni...."

Nell'articolo di 'Rivarol', che avevo letto già diversi giorni fa su Tradinews, manca solo la descrizione dettagliata della camera delle torture nei sotterranei di Menzingen, con Fellay che sghignazzando beve avidamente il sangue delle vittime del "terrore" da lui instaurato nella FSSPX. Per favore, passiamo ad argomentazioni più serie.
La fronda interna della Fraternità ha comunque sempre la possibilità di evitare di essere imprigionata dal crudele Fellay nelle oscure segrete menzingeniane, fuggendo in amene residenze private fuori del raggio d'azione del tiranno, e venendo così premurosamente incontro ai desiderata dei giudei che, guarda caso, anch'essi non vogliono l'accordo.
Anzi, a questo proposito e già che ci siamo, i superintelligenti della suddetta Fronda abbiano la bontà di spiegarci, magari con un altro articolo su Rivarol, perché mai anche i famosi, carissimi 'fratelli maggiori nella fede di Abramo' non vogliono il rientro 'ufficiale' della FSSPX. Francamente, siamo davvero curiosi di saperlo.
Ma sicuramente sarà a motivo del loro noto, sviscerato amore per Gesù Cristo e per la sua Chiesa, per cui desiderano anch'essi impegnarsi con tutte le loro forze a difendere la FSSPX e la Tradizione dal Fellay-Fellone...

Anonimo ha detto...

Tissier e compagni faran la fine dei sedevacantisti: resterann'ai margini impossibilitati ad influire sulla vita ecclesiale.
Non pensate che possa essere volontà di DIo che resti sempre una minoranza "ELETTA" (Per usare le parole di BXVI, riguardo coloro si attengono al dettato, per altro anch'esso ambiguo, della HUMANAE VITAE) che stia a fare da "coscienza critica" e che incida sulla vita ecclesiale, con la preghiera e con l'approfondimento spirituale e culturale, in attesa di fare da "truppe fresche", per quando le traversie del post-VatII avranno esaurito anche la FSSPX?
Non dimentichiamo che le preghiere degli anacoreti, hanno fatto di più per la Chiesa, di tutti gli affanni degli isituti di vita attiva. Marta & Maria: vi dice nulla?

Anonimo ha detto...

Anzi, a questo proposito e già che ci siamo, i superintelligenti della suddetta Fronda abbiano la bontà di spiegarci, magari con un altro articolo su Rivarol, perché mai anche i famosi, carissimi 'fratelli maggiori nella fede di Abramo' non vogliono il rientro 'ufficiale' della FSSPX. Francamente, siamo davvero curiosi di saperlo.
Affaccio una modestissima ipotesi. Forse per lo stesso motivo, per il quale il Rabbino Capo di Parigi (consuocero dell'Avv.Agnelli, e, quindi, altro nonno di Lapo Elkann) bacchettò pubblicamente il Cardinale Lustiger, quando, quest'ultimo, affermò di essere Ebreo e Cattolico contemporaneamente e gli ricordò che o si è Ebrei, o si è Cattolici. Coloro che vogliono esser entrambi, in realtà NON sono nè l'uno, nè l'altro, quanto meno non i senso proprio. Ovvero: perchè, i Fratelli Maggiori, (quanto meno in pubblico) ai principi di identità, NON-Contraddizione, Terzo Escluso, distinzione tra Essenza e Accidente, e conservazione delle Essenze (non solo di quelle profumate) ci continuano a credere. Per loro, una Chiesa Cattolica che ha proclamato come documenti suoi D.H. e, soprattuto N.A., non può permettere che riconosca come sue parti, gruppi che, per il momento, ancora parlano PUBBLICAMENTE di non riconoscere valore cogente a tali documenti. Vogliono che, prima di tale riconoscimento, tali gruppi RINNEGHINO la loro opposizione ai citati D.H. e, soprattuto N.A.
Gli occupanti del Vaticano, forse, pensano, in prima battuta ci proviamo, far rinnegare tale opposizione. Se non ci riusciamo, una volta dentro, capiranno da soli che insistere su tali punti IN PUBBLICO, ci mette tutti in difficoltà e, quindi, se proprio vogliono ne dovrànno parlare in modo "esoterico". Riusciranno comunque a diffondere le loro idee? Tanto, coloro che vi daranno ascolto, sanno che, se ciò avrà la minima conseguenza pratica, saranno subito messi in condizione tale da impossibilitare ogni influsso sulla vita ecclesiale.

Amicus ha detto...

La realtà è che i 'fratelli maggiori' vogliono salvare il loro superconcilio, quello che ha loro permesso di far entrare in contraddizione la Chiesa con il suo precedente e costante insegnamento, ed avviarne così la dissoluzione. Se la FSSPX firmasse un accordo accettabile come quello del 1988, per i giudei sarebbe l'inizio della fine, e lo sanno bene. Per questo han chiesto che si alzasse la posta, facendo riproporre dal card. Levada a Mons. Fellay l'inaccettabile documento del settembre 2011. La spiegazione di questo fatto da parte dell'articolista su Rivarol è ridicola; altro che "conchiglia vuota" (sarebbe stato meglio tradurre "guscio vuoto") di scarso interesse per la Curia: secondo i sondaggi almeno i due terzi della FSSPX e dei fedeli resterebbero con Mons. Fellay (un numero davvero elevato, vista la situazione).
Il fatto è che i frondisti, con poca avvedutezza, non vogliono alcun accordo e di nessun tipo.

Anonimo delle ore 15 ha detto...

Se la FSSPX firmasse un accordo accettabile come quello del 1988, per i giudei sarebbe l'inizio della fine, e lo sanno bene.
perché? Da cosa lo arguisce?
A me sembra il contrario. Rileggete con attenzione il commento di cui sopra.

DANTE PASTORELLI ha detto...

La miornza eletta dev'esser dentro la Chiesa non fuori, anche in modo visibile.

Abbondio Menti Corderdo ha detto...

DANTE PASTORELLI ha detto...
La minoranza eletta dev'esser dentro la Chiesa non fuori, anche in modo visibile.
Non crede che ciò che dico dopo sia plausibile?
O, per Lei, DH e NA, sono documenti che debbono ispirare la vita ecclesiastica? Dio è contento che D.H. e, soprattuto N.A.siano conosciuti per atti del magistero? Gli occupanti del Vaticano, forse, pensano, in prima battuta ci proviamo, far rinnegare tale opposizione. Se non ci riusciamo, una volta dentro, capiranno da soli che insistere su tali punti IN PUBBLICO, ci mette tutti in difficoltà e, quindi, se proprio vogliono ne dovrànno parlare in modo "esoterico". Riusciranno comunque a diffondere le loro idee? Tanto, coloro che vi daranno ascolto, sanno che, se ciò avrà la minima conseguenza pratica, saranno subito messi in condizione tale da impossibilitare ogni influsso sulla vita ecclesiale.

09 luglio 2012 15:09

Amicus ha detto...

Gli ebrei, che ci terrebbero tanto alla distinzione delle essenze e al principio di non-contraddizione anche nella Chiesa Cattolica, non sembrano però altrettanto preoccupati della contraddizione venuta a crearsi tra diversi documenti del Vaticano II (a cominciare da Nostra aetate e da Dignitatis humanae) ed il precedente e costante Magistero ecclesiale. Chissà, forse soffrono di schizofrenia...
Quanto al fatto che, una volta 'regolarizzata', la FSSPX ed i suoi simpatizzanti non potrebbero far nulla senza essere immediatamente bloccati, vanno precisate due cose:
1) la cosa non sarebbe così facile nè immediata: la FSSPX è combattiva, e se pure alla fine i neomodernisti dovessero ricorrere a nuove sanzioni come la scomunica, la cosa sarebbe ancor più manifestamente ingiusta che nel 1988: a quel punto, il degrado d'immagine per la Gerarchia 'conciliare' sarebbe notevole di fronte a tutti gli ambienti intellettuali filo-tradizionali, oggi assai più numerosi ed attenti che nell''88;
2) nel frattempo avremo provveduto a moltiplicare all'interno del sistema i granelli di sabbia capaci in futuro di far 'grippare' il motore neomodernista (sempre Deo adiuvante, ovviamente): le incursioni e le azioni di 'commando', in ambito strategico, sono comunque sempre utilissime nel lungo periodo.