giovedì 25 luglio 2013

La legge sull’omofobia: una minaccia alla libertà di espressione

Il problema è globale e ineludibile. E ora vediamo cosa sta succedendo da noi.

Nei paesi dove è stato imposto, lo pseudo-matrimonio omosessuale è generalmente preceduto da due leggi che lo accompagnano: il riconoscimento dei diritti delle coppie gay e l’introduzione del reato di “omofobia”. Non manca, anche tra i cattolici, chi si illude che, concedendo queste leggi, sia possibile placare le rivendicazioni estreme ed evitare che si giunga al “male maggiore” del cosiddetto “matrimonio gay”. In realtà, quando si è concesso il male minore si è già concesso tutto, anche perché, nel caso della legge sull’omofobia, tra questa e lo pseudo-matrimonio gay non è facile stabilire quale sia il male peggiore.

La legge contro l’omofobia, presentata per la prima volta nel 1999 dal presidente del Consiglio D’Alema, e poi riemersa senza successo sotto i governi Prodi e Berlusconi, sarà associata al nome di Enrico Letta e del suo governo delle “larghe intese”? Quel che è certo è che il disegno di legge contro l’omofobia e la transfobia, approvato dalla Commissione Giustizia della Camera e ora in discussione al Parlamento, rappresenta una grave minaccia all’ordine naturale cristiano e alla libertà di espressione, non solo dei cristiani, ma di tutti i cittadini italiani.

L’idea di fondo è quella di punire chiunque si renda colpevole di “discriminazione” in base all’“orientamento sessuale”. I concetti di “discriminazione” e di “orientamento sessuale” sono privi però di valore giuridico e, soprattutto, di senso logico. Discriminare significa trattare una persona in modo meno favorevole di altra. Ma il principio di discriminazione regola i rapporti sociali. La discriminazione in sé infatti può essere una scelta buona o cattiva, a seconda delle categorie di riferimento: nella partecipazione a concorsi pubblici o privati, nella selezione per i corpi militari o per le competizioni sportive, come nella ammissione in un seminario cattolico, cambiano i criteri di scelta, ma una discriminazione è sempre presente. Perché non dovrebbe essere lecito, fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali della persona?

Altrettanto equivoco è il concetto di “orientamento sessuale”, definito dalla legge come «l’attrazione nei confronti di una persona dello stesso sesso, di sesso opposto, o di entrambi i sessi». Questa definizione è talmente ampia e generica da giustificare qualsiasi scelta che nasca dal desiderio del singolo individuo. Lo stesso dicasi dell’ “identità di genere”, definita a sua volta dal testo di legge, come «la percezione che una persona ha di sé come appartenente al genere femminile o maschile, anche se opposto al proprio sesso biologico». Ma ciò che è più grave è che il legislatore pretende attribuire a questa libertà di orientamento sessuale la qualifica di “status” cioè di una situazione soggettiva portatrice di diritti in quanto tale, prescindendo da qualsiasi riferimento ad un quadro oggettivo di valori.

Se si afferma il valore illimitato della libertà di scelta, negando una legge naturale e morale che ne costituisca il limite, cade con ciò il concetto di devianza e di trasgressione. Una volta negata la legge naturale e ammesso il principio della assoluta libertà di orientamento sessuale, la via alla pedofilia, all’incesto e a ogni altra manifestazione di vita sessuale, oggi considerata come devianza, è aperta. Ciò che oggi è anormale, sarà la normalità del domani. E viceversa, ciò che oggi appare normale, domani sarà condannato come anormalità. Tutto è permesso perché tutto nasce dalla libera scelta dell’uomo, che non può essere limitata da norme assolute esterne alla sua volontà. Le norme esterne alla volontà dell’uomo sono quelle che chiamiamo leggi morali. Il fondamento della morale è la distinzione tra l’idea di bene e di male da cui scaturiscono le norme che indicano il bene da seguire e il male da evitare. Se non esiste un ordine morale, non esistono crimini assolutamente parlando, perché la nozione di crimine ha una dimensione morale che viene dissolta dal relativismo assoluto fondato sul primato della assoluta libertà dell’uomo di esprimere e realizzare i propri desideri.

Nelle leggi sull’omofobia, come quella in discussione in Italia, l’assoluto libertinismo viene inevitabilmente a coincidere con il massimo totalitarismo. In assenza di una morale e di un diritto oggettivo, la società si riduce infatti ad un luogo di conflitti, in cui i diritti del più debole vengono sacrificati all’egoismo del più forte. Non è necessariamente la forza di un individuo rispetto a un altro, come è il caso della madre e del bambino nell’aborto. Può essere la forza di gruppi organizzati, di poteri mediatici, di interessi finanziari. Gli omosessuali non sono cittadini inermi e indifesi di fronte alla legge come i bambini vittima dell’aborto, ma costituiscono un gruppo di potere: una lobby.

Questa lobby oggi impone il delitto di omofobia, domani potrà imporre di eliminare il reato di pedofilia in nome del libero orientamento sessuale dell’individuo che voglia scegliere di appagare il proprio desiderio sessuale con un bambino.Dall’articolo 1 della legge contro l’omofobia si evince che il bene giuridico inventato e tutelato non è solo l’omosessualità, ma la libertà di scelta di sesso illimitato, quanto a forme e compartecipi. Perché escluderne i minori come possibile oggetto? Se il bambino non-nato può essere soppresso in nome delle esigenze di realizzazione psicologica della madre, perché il bambino vivente non potrebbe essere fatto oggetto del desiderio di appagamento sessuale di un adulto, o di un gruppo di adulti, che democraticamente lo stabiliscano a maggioranza? Il nucleo del totalitarismo non sta nell’idea di limite e neppure nell’uso della forza, ma in quell’uso disordinato della forza che diventa cieca violenza, perché svincolata da riferimenti morali. In una parola, la radice del totalitarismo è il disordine, la confusione tra il bene e il male, tra ciò che può o non può essere fatto. L’idea dell’esistenza di un ordine assoluto di valori costituisce, al contrario, un oggettivo limite all’ arbitrio e alla violenza totalitaria.

Introducendo il reato di omofobia si sottrae alla famiglia la protezione di cui essa ha sempre goduto nel corso dei secoli e si trasferisce questa tutela giuridica agli omosessuali, riconosciuti come portatori di diritti in quanto tali. Per ottenere questo obiettivo è necessario un salto logico: il passaggio dai diritti umani ai diritti degli omosessuali. Gli omosessuali, come gli eterosessuali, essendo uomini, godono dei diritti di tutti gli uomini, ma non esistono, propriamente parlando, diritti degli omosessuali, come non esistono astratti diritti legati al sesso o all’età delle donne o degli uomini. Non esistono infatti diritti dove non esistono doveri. Esistono diritti delle madri, perché esistono innanzitutto i doveri delle madri (e dei padri), ma non esistono diritti delle donne, perché non esistono, né in astratto, né in concreto, doveri legati allo status femminile, e meno che mai a quello omosessuale. Gli unici diritti possibili si radicano sulla legge naturale e su istituzioni naturali come la famiglia.

Un tempo vigeva un ordine familiare cristiano, in cui l’omosessualità era messa al bando come immorale. La nuova legislazione vuole capovolgere la situazione di un tempo, ponendo ciò che un tempo era considerato devianza, come nuovo modello sociale e isolando come crimine, e quindi come devianza e anormalità, l’affermazione dei principi cristiani. La possibilità di definire anormale o deviante l’omosessualità, è soppressa per legge, perché  qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attività e del loro stile di vita, sarebbe considerata una forma di ingiusta discriminazione. Pochi se ne rendono conto ma, nel XXI secolo, è iniziata anche in Europa l’età delle persecuzioni contro i difensori dell’ordine naturale e cristiano.
Roberto De Mattei
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[Fonte: Corrispondenza Romana]

43 commenti:

Zagor ha detto...

De Mattei è patetico e i fanatici come voi ci sbatteranno il muso anche questa volta.

Anonimo ha detto...

Cos'è, un pensiero da cattolico adulto?

Zagor ha detto...

E' un pensier da ateo che on vuole leggi dettate da superstizioni religiose.

Anonimo ha detto...

Mi risulta che ci spno diversi atei e anche degli omosessuali che applicano l'uso di ragione e riconoscono che una legge del genere non è dettata da "superstizione", ma è l'anticamera del sovvertimento della "legge naturale" , inscritta nell'ordine mirabile della natura che non appartiene al caso né all'arbitrio delle mode o dei potenti di turno.

Dave Welf Masters ha detto...

È patetico il signor Zagor. Come? Si è offeso? Uh poveretto! Eppure lui non ha avuto remore ad offendere apoditticamente il prof. de Mattei e tutti noi

Latinista ha detto...

Sarò disfattista, ma credo che ormai, più che a confutare i fautori di queste ideologie infami, convenga metterci a pensare seriamente a come riuscire a non farsi danneggiare da questo mondo e soprattutto a crescerci i nostri figli senza che ne vengano rovinati.

Anonimo ha detto...

Latinista ha ragione. Occorre anche l'azione, oltre alla preghiera. Non si può giocare solo in difesa, anche se però le cose sono andate oltre ogni limite e il degrado è grande.
E l'educazione familiare non basta. È la scuola l'altro fronte da non abbandonare.
Per questo ammiro la FSSPX che insieme ai seminari e alle Chiese promuove e cura anche le scuole...

Anonimo ha detto...

Inutile dire che Zagor non merita risposta. Vorrei solo dire che de Mattei scrive le stesse cose da 40 anni. Non è un gran cervello, ma non è colpa sua. Ha varie manie, tra cui quella di non guardarti mai in faccia e le ascendenze nobiliari. Quel che dice sul matrimonio omosessuale è giusto, ma spinge sempre su quel tasto perchè non ne vuole toccare altri, ancor più scottanti. Sarò diplomatico, oggi: diciamo che non gli conviene parlare di cose che magari, in camera caritatis, ritiene. Fa un po' l'equilibrista....

Anonimo ha detto...

Caro Angelo,
ormai avrai capito che dò importanza a ciò che è detto rispetto a chi lo dice.
Per il resto mi soffermerei sul tema scottante in campo, sorvolando su altro.
Tra l'altro sono d'accordo con le tue di posizioni; ma non mi pare il caso di buttarla sulla politica. Non perché non sia importante o npn ci riguardi, ma perché non è né il luogo né il momento.

Comunque, ti anticipo che per domattina ho programmato una chicca, scoperta oggi, che sono sicura ti piacerà perché più vicina alle tue corde anche spirituali. E conto sul tuo contributo per approfondire. Oltretutto l'argomento mi intriga da senpre.

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa, ma il post che ho inserito alle 21:51, chiedendogli scusa per i tagli, è di Angelo...

Silente ha detto...

Grazie Mic e grazie, ovviamente, a de Mattei per questa testimonianza. Prima o poi questa legge liberticida e contro natura purtroppo passerà. Ma non dovrà passare la nostra capacità di resistenza contro il malvagio totalitarismo laicista e giacobino che ci impedirà di dire la verità (ma "loro" non erano i corifei della liberà di opinione?) Esiste il voto, esistono le piazze, esiste l'istituto del referendum, esiste il passaparola, esistono i samizdat, esiste l'obiezione di coscienza, esiste il coraggio di andrà in galera pur di non rinnegare la verità. Citare il Vangelo, nei suoi numerosi passi in cui viene condannata la sodomia, sarà reato. Avete capito bene: sarà reato citare il Vangelo.
C'è, nel merito, una incomprensione tragica della svolta epocale che questa legge rappresenta: per la prima volta, nella storia della nostra civiltà giuridica, sarà legalmente impedito di affermare una verità che, prima di essere di fede, attiene alla legge naturale.
Il tutto nel silenzio della Chiesa, dei cattolici, di tutti coloro a cui dovrebbe stare a cuore il diritto naturale. Qualche timido balbettio, qualche prudente opinione perplessa, tattica e imbarazzata. Pochi le voci decise determinate, tra cui, quella di de Mattei.
Invito tutti a seguire la questione, a non ignorarla, a individuare chi, in sede deliberante, alla Camera e al Senato, voterà contro e chi a favore. E a tenerne debito conto. E' una questione di civiltà.
Ripeto quanto ho già avuto modo di dire in un post precedente: se qualche "tradizionalista" dirà: "noi ci occupiamo di Messa in latino, lasciamo stare la politica", mandiamolo al diavolo. Se noi non ci occuperemo di politica, la politica si occuperà comunque di noi.

Angelo ha detto...

Non ti devi scusare. Sono contento per domani: se riesci, entro la mattina, visto che nel primissimo pomeriggio partirò per qualche giorno di riposo. Grazie.

Anonimo ha detto...

Domattina presto.
Allora buone vacanze :)

sam ha detto...

"Il concetto di discriminazione viene sempre più allargato, e così il divieto di discriminazione può trasformarsi sempre di più in una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa. Ben presto non si potrà più affermare che l’omosessualità, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un obiettivo disordine nello strutturarsi dell’esistenza umana. Ed il fatto che la Chiesa è convinta di non avere il diritto di dare l’ordinazione sacerdotale alle donne viene considerato, da alcuni, fin d’ora inconciliabile con lo spirito della Costituzione europea. È evidente che questo canone della cultura illuminista, tutt’altro che definitivo, contiene valori importanti dei quali noi, proprio come cristiani, non vogliamo e non possiamo fare a meno; ma è altrettanto evidente che la concezione mal definita o non definita affatto di libertà, che sta alla base di questa cultura, inevitabilmente comporta contraddizioni; ed è evidente che proprio per via del suo uso (un uso che sembra radicale) comporta limitazioni della libertà che una generazione fa non riuscivamo neanche ad immaginarci. Una confusa ideologia della libertà conduce ad un dogmatismo che si sta rivelando sempre più ostile verso la libertà."

Da "L'Europa nella crisi delle culture"
Em.mo Card.Jospeh Ratzinger 01/04/2005 Subiaco

Anonimo ha detto...

Caro Silente,
dobbiamo dare atto a De Mattei di essersi speso molto (libri, conferenze in tutta Italia) su argomenti da molti glissati o affrontati in chiave modernista. Parlo del concilio (ci sono diverse pagine su questo blog) del papato (guarda tra le pagine fisse) nonché dei temi bioetici che non ci coinvolgono di meno.
Tra l'altro parla forte e chiaro e, da valente storico qual è, sempre ben documentato, ma non meno efficace quando parla da credente.
Questo è quel che penso dei suoi scritti ed è per questo che quando se ne dá occasione li propongo.

sam ha detto...

Pardon... da "L'Europa di Benedetto nella crisi delle culture"

Anonimo ha detto...

Sulla legge realisticamente non ci sono da farsi troppe illusioni. Persino molti che si dicono cattolici, trasversalmente collocati in ambito politico, sembrano aver perso le traveggole.
Ma ugualmente è giusto reagire e farsi sentire. Ho saputo tardi che oggi c'era una manifestazione a Roma, ma non mi pare che nessun blog o sito cattolico ne abbia parlato...

Anonimo ha detto...

http://www.radiosmith.it/2013/07/25/la-veglia/

rosa ha detto...

MIc,
ne parlava civilta'cattolica, riscossa cristiana, la bussola...
rosa

Gederson Falcometa ha detto...

"De Mattei è patetico e i fanatici come voi ci sbatteranno il muso anche questa volta."

In assenza di argomenti, si appella alla fallacia ad hominem. Dubito che Zagor è in grado di confutare De Mattei, perché il loro "pensiero" si basa solo su un sentimento di rabbia. La questione dell'omosessualità nella Chiesa Cattolica, prima di essere un problema teologico, è un problema filosofico. Ma Zagor diventa un problema filosofico in "superstizione religiose". È il problema di quasi tutti atei, loro negono Dio, per affermare a se stessi come dio. Così come dio dice "Fiat lux", lui dice "De Mattei è questo", "queste legge sono dettate da superstizioni religiose", ecc senza una ragione per basare quello che parla. Sembra l'attegiamento di un bambino, non di uno uomo...

Anonimo ha detto...

Il triste ripetersi della Storia.Sempre il totalitarismo più dispotico si accompagna al lassismo morale,incoraggiato.Mentre le età più fulgide della civiltà si accompagarono in ogni dove a rigidi codici etici.Il panem et circenses del basso impero,di contro i mores maiorum dell'età repubblicana.Il nuovo ordine mondiale,che avanza trionfante,si annuncia come il più feroce totalitarimo della storia,e la marmaglia sarà indotta a considerarsi tanto più "libera" quanto più verrà fatta regredire ai livelli più infimi di pura ferinità.Spacciata appunto per il massimo dell'emancipazione.
psig

Anonimo ha detto...

Da notare l'assoluto silenzio della CEI su questo tema. Felice

edoardo malgarida ha detto...

La CEI è troppo impegnata nella GMG di Rio, nei campiscuola e nelle messe concelebrate con tutti.

sam ha detto...

Hai letto il contributo sopra Mic? Anche in questo Ratzinger Benedetto è stato conforme a NSGC... profeta non ascoltato in patria (in questo caso l'Europa)

Anonimo ha detto...

Benedetto ha parlato forte e chiaro e col suo stile 'sapiente' e profondo senza sconti per nessuno in molte occasioni. L'ultima, recentissima, la giornata della pace 2013 (citazione in un precedente articolo), cui abbiamo avuto la grazia che abbia fatto in tempo ad intervenire prima delle drammatiche dimissioni.
Ora siamo in tempo di vacche magre e le conseguenze purtroppo non mancheranno di farsi più evidenti e drammatiche.
Resistere e pregare è il nostro compito...

Anonimo ha detto...

Più tardi, Sam, tornerò sul contenuto del testo sopra.

sam ha detto...

Dire queste cose nel 2013, mentre accadono, dovrebbe essere scontato anche se, ahimè, Papa Francesco ha dimostrato che purtroppo non lo è.
Ma dirlo nel 2005 è stato profetico... molto di più il fatto che lo dicesse già negli anni '80!

Pesco dal Blog di Raffaella:

"Il pensiero critico e pessimistico del cardinale Prefetto del Sant' Uffizio verso il Concilio, anzi sembra verso tutti i Concili, è stato documentato dalla rivista bolognese "Il regno", nel numero uscito in questi giorni. Dice il direttore della rivista, Alfio Filippi: "Abbiamo ricostruito la figura di Ratzinger teologo in questi anni, e si vede che non è affatto quello studioso aperto di cui si era parlato. Adesso si è accentuato, col nuovo ruolo che ha a Roma, l' aspetto autoritario e conservatore delle sue prese di posizione in campo teologico. Basterebbe leggere l' intervento che ha avuto a Bogotà, alla fine del marzo scorso, in una riunione di vescovi latino-americani. Il testo è stato pubblicato integralmente ora dalla "Rivista ecclesiastica brasiliana". Ratzinger traccia un panorama mondiale dello stato attuale della teologia cattolica. E' una visione impressionante, tutta a tinte fosche: in ogni parte del mondo, in Europa, in America del nord, in America latina, in Africa, tutto va male, la teologia segue strade pericolose. Secondo lui, crolla tutto: la fede in Dio, il concetto di soprannaturale, i valori morali, la morale sessuale, perfino la distinzione fra uomo e donna, il mondo cerca la salvezza, ma solo in se stesso".
"Il regno" riporta alcuni giudizi catastrofici che, già dieci anni fa, il "profeta di sventura" Joseph Ratzinger dava sul Concilio Vaticano II e sull' avvenire della Chiesa. Ratzinger cominciava col porsi domande retoriche: "Il Concilio è stata una falsa strada, dalla quale occorre far marcia indietro per salvare la Chiesa? Le gioie e le speranze si sono rovesciate in tristezza e angoscia?". Ma poi terminava: "L' ingenuo ottimismo del Concilio e l' autoesaltazione di molti, che lo hanno fatto e propagandato, giustificano in modo inquietante le più fosche diagnosi dei primi uomini di Chiesa sul pericolo dei Concili. Non tutti i Concili validi si sono rivelati, alla prova dei fatti della storia, Concili utili; di taluni, alla fine, rimane solo un gran niente".

DOMENICO DEL RIO Repubblica
12 gennaio 1985


http://ilblogdiraffaella.blogspot.it/2013/06/le-radici-dellastio-nei-confronti-di_26.html

Anonimo ha detto...

Sapevamo cje ce lo saremmo rimpianto, cara Sam, ma non potevamo immaginare fino a questo punto.
Del resto ricorderai l'elenco di ben 21 importanti interventi restauratori sui quali è stato drammaticamente stoppato; il che, insieme credo a quel che non possiamo nemmeno immaginare, lo ha indotto a dimettersi.
Viceversa, ora, a quello che appare il "distruttore" di ciò che resta, grandi osanna e ogni collaborazione!

sam ha detto...

:'(

Adesso sono più in auge altri "profeti"...
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19179

sam ha detto...

Ferrara: "Questo è un Papa gesuita, quindi innovatore lui più dei due Concili precedenti."

Anonimo ha detto...

Cara Sam,
un lettore mi farà avere il testo di Ferrara, non disponibile on line, che mi dice contenga spunti interessanti.
Cercheremo di capir meglio.
Ma purtroppo l'essenziale è fin troppo chiaro, mentre il consenso, forse interessato, dei vescovi appare pressocché immutabile, tranne qualche voce dissonante che comincia a farsi sentire: Chaput, Negri... Vedremo.

sam ha detto...

Scusami se questi post er5ano più adatti nell'altra discussione. Comunque il Link che ho postato prima si intitola:

"Così il mysterium magnum dei poveri si prese il Vaticano II"
e parla di lercaro e Dossetti come i profeti della Chiesa.

La frase di ferrara l'ho ripresa da quest'altro Link:

http://www.ilfoglio.it/soloqui/19177

Non essendo io abbonata, posso dartene solo l'introduzione:

"I dilemmi della chiesa tra povertà, riforma e profezia

Perché con Francesco non è più tempo per reduci del Concilio

Il nuovo Papa non è un Papa del Concilio né del dopo Concilio. E’ stato preso alla fine del mondo, in una terra, in una circostanza, in una situazione, in una koinè spirituale, lo si vede benissimo dal modo rivoluzionario anche formalmente con cui ha fatto i suoi primi passi, che non risponde più alla vecchia logica Concilio post Concilio, le divisioni che il Concilio introduce nella chiesa, il passaggio dalla chiesa dei pontefici Pii e della chiesa del Vaticano I, quindi da una chiesa ossuta dogmaticamente e infallibile a una chiesa del dialogo e della mescolanza con il mondo. Questo è un Papa gesuita, quindi innovatore lui più dei due Concili precedenti."

Anonimo ha detto...

Cara Sam,
interessantissimo il link al testo di Lercaro, che devo darmi il tempo di leggere con attenzione. Sai bene quanto la cosiddetta "scuola di Bologna" abbia influito su molte delle innovazioni conciliari foriere di rottura piú che di opportuno aggiornamento.
Non ho mai letture preconcette. Mi riprometto di guardar bene e ne riparliamo, insieme al testo completo di Ferrara.
Più che il fatto che sia gesuita, credo che sul papa attuale abbia influito il clima esclusivamente conciliare, che sembra si sia trasformato in "conciliarismo".
Grazie degli input. Richiedono riflessione ed elaborazione.

Anonimo ha detto...

Scrive Latinista: “Sarò disfattista, ma credo che ormai, più che a confutare i fautori di queste ideologie infami, convenga metterci a pensare seriamente a come riuscire a non farsi danneggiare da questo mondo e soprattutto a crescerci i nostri figli senza che ne vengano rovinati”.

Combattere contro i mulini a vento non ha mai avuto senso e poi a che pro? Non credo che l’argomento gay e tutto ciò che ruota intorno ad esso, come del resto accade per tante altre realtà peggiori – si convive da sempre con ben altro – possa cambiarci la vita ed è ormai chiaro che il percorso intrapreso andrà avanti e sempre più Paesi adotteranno le norme per equiparare le unioni omosessuali a quelle etero.
Pensare seriamente a come non farsi danneggiare da questo mondo? Le azioni che di solito ci danneggiano sono quelle che liberamente perseguiamo e che nessuno ci impone, quindi più che al "mondo" è bene fare molta attenzione a ciò che decidiamo di fare.
Crescere e proteggere i figli? I figli vanno educati in famiglia ma non vanno esclusi dal mondo, relegandoli in un ambiente asettico irreale. Non va loro nascosto nulla di ciò che è la vita e di ciò accade, spiegando bene di ogni azione i pro e i contro e far sì che i “no” restino tali e non evolvano al primo stormir di foglie in incoerenti e ingiustificati “si”. Avvalorare con l’esempio e la coerenza e non con gli slogan ciò che riteniamo giusto, altrimenti si ritroveranno adulti sprovveduti in balia dei demagoghi. Mario

Anonimo ha detto...

Se mi appare ovvia, visto che parliamo da credenti e non da teorici, la necessità di avvalorare con l'esempio e la presenza e non con gli slogan (o con discorsi moralisti) ciò in cui crediamo, non sottovalutetei l'influenza sui figli dell'ambiente, dei contesti e del 'gruppo' di riferimento.
Poter controllare almeno uno di questi inevitabili ed efficaci 'luoghi' e momenti formativi e di influenza, com'è senza ombra di dubbio la scuola, mi pare realisticamente da considerare. Tenendo conto dei programmi concreti di "catechizzazione" inversa, che conosciamo e purtroppo abbiamo documentato anche sul blog.
Il problema è che anche le scuole cosiddette cattoliche ormai sono inquinate, mentre la tradizione è frammentata e dunque disorganizzata, ad eccezione della FSSPX.

Anonimo ha detto...

Invito tutti a firmare la petizione contro la legge cosiddetta sull' omofobia, presso il sito della nuova bussola quotidiana oppure su quello dei giuristi per la vita.
Camminante

Anonimo ha detto...

Penso che molti di noi lo abbiano già fatto.
Comunque geazie di averlo ricordato: è un atto dovuto.

Latinista ha detto...

Mi sembra troppo ottimista, Mario. Risponderle come vorrei sarebbe molto lungo, cercherò di selezionare le cose da dire.
Lei dice che a poterci danneggiare non è tanto l'ambiente in cui viviamo quanto le nostre scelte. È che è ben difficile essere indifferenti all'ambiente in cui si vive, e anche se si sta attenti - e non è certo sempre il caso - si rischia di assimilare cose sbagliate o di avere reazioni di rigetto verso cose giuste. Tutti siamo esposti a questo rischio, se qualcuno pensa di esserne indenne si illude; ma naturalmente lo corre più alto chi non è ancora formato – i bambini, i ragazzi. Le porto una mia esperienza personale: in un'università dove ho studiato (un ambiente piccolo, poche centinaia di studenti) ho visto matricole entrare con un aspetto normale e dopo pochi mesi mettersi a sculettare con magliette aderenti. Erano già tutti pervertiti? Non credo, ma quell'ambiente esercitava una forte pressione in quel senso. È stata colpa delle loro scelte? Sicuro: io per esempio ne ho fatto altre (e però ero già più grande); ma senza quell'ambiente sarebbero finiti così?

E parliamo di giovani universitarii, e non c'era la lezione di sessualità selvaggia con tanto di voto. Domani ci sarà, e i nostri figli saranno obbligati – sì, obbligati – a seguirla, e spronati a impararla bene. (La legge sulla "omofobia" non la prevede, ma la prevede la strategia che c'è dietro. Verrà.) Sarà una nostra libera scelta mandare i nostri figli a scuola di perversione?

E qui mic suggerisce le scuole della FSSPX. Proprio in questi giorni su Rorate Cæli stanno presentando una piccola rassegna di esperienze di famiglie numerose, incentrate soprattutto sull'educazione dei figli. Quanto alla scuola, tra le soluzioni proposte ci sono proprio gli istituti della S. Pio X; e l'istruzione domestica, soprattutto, che loro considerano la cosa migliore (ma dipende per lo meno dalla famiglia).
Ora, a parte che potrebbero sembrare entrambe soluzioni troppo forti ed estreme, e i figli vanno anche educati in due, in ogni caso non sempre sono possibili – dove vivo io per esempio non lo è nessuna delle due.

(continua: alla fine molto lungo lo sono stato lo stesso)

Latinista ha detto...

Quindi mandare i figli a scuola (di perversione) non è una libera scelta, ma un'imposizione a cui non ci si può sottrarre. Che si fa, si smonta a casa tutto ciò che hanno imparato a scuola? Ammesso di riuscire a venirlo a sapere; ed è una bella lezione contro il principio di autorità, che non mancherà di rivolgersi contro quella dei genitori!
E poi: una volta un'amichetta di mia figlia venne a giocare da noi. "Queste bambole sono sorelle o solo amiche?" "Sono sposate." "Ma no, non è possibile, sono due femmine." "Ma femmina con femmina si possono sposare!" Aveva cinque anni. Ora, hai voglia ad aver avuto l'abilità e la fortuna di dare ai tuoi figli un'impronta: se troveranno tutti gli altri fatti in un altro modo, se per questo si troveranno isolati, magari anche ripresi espressamente dagli insegnanti, che cosa dobbiamo aspettarci che facciano?

Il mondo è un nemico. Isolarsi non è possibile, ma bisogna studiare bene delle strategie per non far contaminare troppo sé stessi e soprattutto chi meno se ne sa difendere. Le scuole della FSSPX e l'istruzione domestica sono risposte di nicchia e quindi deboli. Servono soluzioni proponibili su larga scala, possibilmente non troppo caratterizzate da una qualche bandiera, perché il veleno non ha ancora infestato tutta la società e c'è ancora una buona parte che si può salvare, ma certe bandiere la società le ripugna e non le seguirebbe neanche buona parte della parte "buona". Contribuire a fare in modo che questa parte possa rimanere indenne è nell'interesse di tutti. Servono quindi soluzioni che chiunque sia interessato possa voler applicare, a prescindere dalla sua eventuale affiliazione. Bisogna trovarle e diffonderle.

Un accorgimento che ho potuto adottare, con un po' di fortuna, è stato eliminare il televisore. Di gran lunga troppo poco, e va nel senso dell'isolamento, ma forse è un inizio. Poi selezionare i regali altrui: sarà banale, ma a volte ti entrano in casa cose che tu non ti sogneresti mai di dare ai tuoi figli, e magari ti senti costretto a subirle. No, via, si fanno sparire cercando di dare nell'occhio quanto meno è possibile. Finora non mi è mai capitato, ma sarebbe anche opportuno, avendo la confidenza necessaria, spiegare al donatore che quel regalo non va bene, e il perché. Magari non ci aveva fatto caso, magari convinciamo anche lui.

Chi ha altre idee?

Anonimo ha detto...

Latinista, condivido la tua giusta apprensione e l'approccio non rassegnato al problema che, al punto in cui siamo arrivati mi sembra difficilmente arginabile con mezzi di nicchia come effettivamente sono quelli che abbiamo nominato.
Il fatto di proporre buone idee dovrebbe trovare un supporto condiviso anche a livello politico il che sembrerebbe impensabile.
Anche perché non è facile mettere insieme realtà disomogenee che pur abbiano un fine comune così importante. Basta un fine, per quanto importante se non c'è un fondamento più solido?
Tuttavia chi applica l'uso di ragione si rende conto che la posta in gioco è enorme, ma al momento l'unica strategia messa in campo è la protesta e la resistenza, che non portano da nessuna parte e davvero l'idea vincente potrebbe e dovrebbe essere un'azione consapevole uguale e contraria. Bene cominciare a interrogarsi sulle idee... Ma poi come e con chi realizzarle se non c'è chi fa da catalizzatore e nemmeno il papa sembra voler farsi carico del problema e delle sue conseguenze?
Ma non disperiamo. Intanto che io sappia anche in Francia non si è andati al di là della protesta. O c'è chi ne sa di più?
Il problema è, ripeto, che non vedo referenti autorevoli né in politica né nella Chiesa. I movimenti dal basso hanno il loro valore ma o hanno la vis della rivoluzione o non vanno molto avanti, temo.
Ma spero di sbagliare.

rosa ha detto...

Cara MIC, se visiti il sito francese le salon beige, avrai piu' ' informazioni su cio' che succede in francia e su cosa sta succedendo in italia
Rosa

Anonimo ha detto...

Grazie cara Rosa della segnalazione.
Vi ho preso le immagini eloquenti che ho pubblicato.
Ma mi sembra non si vada ancora al di là della protesta che è importante per far acquisire consapevolezza o almeno suscitare interrogativi in chi non se li pone... ma non offre soluzioni alternative...

rosa ha detto...

cara mic,
se cominciamo a riunirci e vegliare, magari non solo a roma, ma anche in altre citta" come stan facendo in francia, forse, spero, i nostri vescovi e parroci ed i nostri politici - ed in italia c' e' un governo di larghe intese, e non un radicalsocialista come in francia, ciranno e si muoveranno di conserva. certo se a roma qualcuno parlasse dalbalcone in s.pietro aal' angelus con parole tranchant, le cose andrebbero molto meglio. ma lui le cose importanti le dice a rio, e nessuno le riporta, perche' sono tutti conecntrati sul samba!
Rosa