martedì 30 luglio 2013

Francesco spara a zero sulla Tradizione e glissa sui temi caldi di drammatica attualità

Durante una chiacchierata con i 70 giornalisti a bordo del suo aereo, di ritorno da Rio, il pontefice ha detto: “Tutte le lobbies sono qualcosa di sbagliato, ma se una persona è gay e cerca Dio, chi sono io per giudicarla?” 

Una frase assurda, perché sembra dimenticare di essere il papa e di dovere indicazioni ai credenti sui temi di morale oltre che di fede. Anche perché non condanna ma, al solito, omette. Solo la lobby è immorale, ma dell'atto contro natura non si parla? C'è un cambiamento d'accento che non può non avere ripercussioni nel 'sentire' comune. Egli sembra anche  molto attento a non pronunciarsi su certi temi, come la difesa della vita e le gender theories che si stanno imponendo. Eppure a Rio aveva tre milioni di giovani davanti a sé. E se - come ha dichiarato - voleva mandar loro messaggi positivi, di questi tempi quale messaggio più positivo poteva esserci, potendolo fare proprio davanti a loro, di quello della difesa della vita e della famiglia naturale rispetto alle innaturali unioni omosessuali, le derive conseguenti e le loro ripercussioni sull'intero genere umano, derive già introdotte in molti Paesi e incombenti sul nostro ? Ha dichiarato di voler lasciare le questioni politiche ai vescovi. Ma ad essi appartiene una giurisdizione locale. Quella Urbi et Orbi, universale, appartiene a lui e a lui solo! Inoltre non si tratta di questioni politiche anche se in questo momento esse, più che dibattute vengono imposte proprio nell'agone politico. Si tratta di questioni morali, che discendono da una fede retta che va proclamata e difesa per chi ancora è disposto ad accoglierla. Mentre, espresso da lui, un retto 'sentire' al quale non sono trasversalmente estranei molti uomini di buona volontà, non farebbe che incoraggiarne autorevolmente le posizioni, insieme a quelle dei credenti, divenute sempre più coraggiose e irte di difficoltà.

Inoltre sull'increscioso caso Ricca, così come sui gay e le loro lobbies vaticane, il papa glissa o rilascia dichiarazioni ambigue.

Viceversa, per giudicare i cattolici che non gli vanno a genio egli non sembra aver problemi e li qualifica a più riprese: inamidati, da salotto, da museo, musoni che guardano il pavimento, rigidi e superficiali, pelagiani e gnostici, zitelle e peperoncini all'aceto, non sono cristiani, si mascherano da cristiani, alcuni hanno una certa allegria superficiale, gli altri vivono in una continua veglia funebre, ma non sanno cosa sia la gioia cristiana, questi sono schiavi della superficialità, di questa vita diffusa, e questi sono schiavi della rigidità, non sono liberi. Nella loro vita, lo Spirito Santo non trova posto.

Che pensare di alcune di queste espressioni riferite in particolare alla Tradizione, che sembrano nascere da scarsa conoscenza della realtà che essa rappresenta nella e per la Chiesa nonché della spiritualità che la anima, forse giudicandola fin troppo sommariamente soltanto attraverso alcune derive recentemente rappresentategli e sulle quali non ha tardato a pronunciarsi, delle quali abbiamo parlato negli articoli precedenti? E che pensare del fatto che ripetutamente esprime la sua riprovazione attraverso pesanti e anche irriguardosi pregiudizi, che peraltro non riserva ai nemici della Chiesa? E il "sentire cum Ecclesia" significa forse vescovi ballerini e riti sacri trasformati in spettacoli sostituendo al sacro e solenne il sensazional-sentimentale ?

22 commenti:

Rafael ha detto...

Hai assolutamente ragione... Mi sento triste e perso... Confido nelle promesse di Dio, ma è troppo triste tutto ciò...

RIC ha detto...

Bergoglio poco alla volta rivela il suo vero volto. Sa di essere forte: lo è perché è stato scelto dai cardinali con un conclave relativamente breve; lo è perché le condizioni drammatiche in cui si trova la Chiesa richiedono una guida decisa anche se ammantata di sorrisi; lo è perché la sua natura è stata sempre quella di ascoltare tutti e poi di decidere da solo; lo è perché sa come accattivarsi i media ed il popolo bue, con una maestria che neppure il miglior Woytjla poteva immaginare. E così accantona i temi scomodi, pronuncia le parole che la gente vuol sentirsi dire, attacca i tradizionalisti perché sa di riscuotere il consenso della gran parte delle gerarchie post conciliari
Bergoglio non ama la tradizione. Inutile farsi illusioni. Non è nelle sue corde perché primo papa totalmente post-conciliare, perché proviene da una chiesa come quella latino americana sempre più lontana ed estranea da Roma, perché manifesta una profonda ignoranza del bello e del sacro (qui, ad esempio, una “simpatica” cartolina natalizia pubblicata a suo tempo dall’arcidiocesi di Buenos Aires http://www.intereconomia.com/blog/cigueena-torre/bergoglio-o-fealdad ) oltre che delle tradizioni più comuni della chiesa cattolica (possibile che durante l’Angelus abbia ancora bisogno del supporto cartaceo per pronunciare poche, brevi preghiere in latino??)
L’arrivo sul trono di Pietro ha cambiato il suo stile: come era stato osservato in alcuni post precedenti l’espansività che manifesta da quando è stato eletto è ben lontana da ciò che era a Buenos Aires.
Inoltre credo che sia venuto il momento anche di ricordare un altro aspetto. Oggi è tutto un peana al grande papa venuto da lontano. Ma fino a pochi mesi fa non era proprio così. In vista del Sinodo dei Vescovi 2012 la Conferenza Episcopale argentina non elesse fra i propri rappresentanti l’allora arcivescovo di Buenos Aires, né fra i titolari né (ovviamente) fra gli eventuali sostituti. Successivamente Benedetto, che aveva il diritto di scegliere un certo numero di padri sinodali, scelse sua sponte tredici cardinali da unire ai rappresentanti delle chiese locali. E non solo si guardò bene dal recuperare Bergoglio ma addirittura scelse l’arcivescovo di La Plata Aguer considerato la controfigura del cardinale di Buenos Aires
Non credo ci si debba attendere molto di buono da Francesco. Sarà un pontificato che certamente lascerà il segno (e che segno purtroppo…..). Il mio timore però non è soltanto per quello che sarà capace di combinare, ma anche su quali saranno gli uomini che chiamerà alla porpora cardinalizia rischiando di mettere a serio repentaglio il futuro della chiesa anche per i decenni a venire. La preghiera, come sempre, è la nostra unica speranza..

Anonimo ha detto...

Sentendo i resoconti della conferenza stampa in aereo nel viaggio di ritorno sulle prime sono rimasto interdetto, poi approfondendo mi sono tranquillizzato e mi è venuto anche da riderci su. L'impressione è che papa Francesco sia estraneo al "circo mediatico", ma non ingenuo e quindi parli senza paura di essere frainteso, nel senso di lasciare andare tutti per la loro strada, Honi soit qui mal y pense (fr.: "Sia vituperato chi ne pensa male"), biblicamente: "Apocalisse 22,11 Il malvagio continui pure a essere malvagio e l’impuro a essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora".
Le sue priorità sono diverse: Esistono i gay? Pazienza; Vogliono scavalcarlo facendo lobby? Quello no! Per uno che ha visto il suo popolo patire la fame e con continue ricadute nella crisi tutto il chiasso sui gay può sembrare veramente una perdita di tempo.
Ho apprezzato anche le ultime parole sulla valigia nera: Che cosa c’era nella borsa nera che ha portato come bagaglio a mano?
(ride) «Non c’era la chiave della bomba atomica! La portavo perché sempre io ho fatto così, quando viaggio porto la mia borsa…e dentro cosa c’è? C’è il rasoio, c’è il breviario, c’è l’agenda, c’è un libro da leggere, ne ho portato uno di Santa Teresina e io sono devoto. Io sempre sono andato con la borsa nel viaggio,è normale, ma dobbiamo essere normali. E’ un po’ strano per me quello che tu mi dici, che la foto ha fatto il giro del mondo. Mah, dobbiamo abituarci ad essere normali, alla normalità della vita».
Notiamo, normalità... Se qualched'uno in attesa di chissà mai quali dichiarazioni che lo giustifichino si monta la testa, sono affari suoi... Così potrebbe ragionare papa Francesco. Un po' zotico il ragionamento, absit iniura verbi, ma parrebbe funzionare. Il giornalismo di cagnara è stato smontato e se a Rio sono state scelte altre letture, ieri nel resto delle Chiese latine del mondo tutti hanno potuto sentire il brano di Genesi 18 su Sodoma e Gomorra, che resta ancora valido. Il problema non è quanti sodomiti praticanti sono riscontrabili, ma se vi siano almeno 10 giusti nell'ambito della città... (anche in quella del Vaticano). Se papa Francesco vuole questo allora le sue parole sono meno strane di quanto sembri al principio.

Anonimo ha detto...

Ottimo Ric. Coraggio Rafael chi guida deciso un'auto riverniciata dagli assali scassati è difficile che arrivi alla meta.

minstrel ha detto...

Non trovo nessuna novità: è la classica distinzione tra l'errore e l'errante. L'errante non va giudicato, perché ciò spetta a Dio che tutto conosce, mentre va condannato l'errore.

Anonimo ha detto...

Se papa Francesco vuole questo allora le sue parole sono meno strane di quanto sembri al principio.

Un'obiettivo di 10 giusti in Vaticano mi sembra un obiettivo ben misero e minimale e, soprattutto, incompatibile con la situazione invivibile cui hanno costretto Benedetto e che si chiedeva a gran voce di sanare...

Anonimo ha detto...

Il giornalismo di cagnara è stato smontato e se a Rio sono state scelte altre letture, ieri nel resto delle Chiese latine del mondo tutti hanno potuto sentire il brano di Genesi 18 su Sodoma e Gomorra, che resta ancora valido.

Invece è stato molto strano averle cambiate proprio a Rio. Tanto più che la liturgia domenicale cede il passo solo alle grandi solennità.

Anonimo ha detto...

"Non trovo nessuna novità: è la classica distinzione tra l'errore e l'errante. L'errante non va giudicato, perché ciò spetta a Dio che tutto conosce, mentre va condannato l'errore."

Dove e quando la chiesa condanna più l'errore?

Anonimo ha detto...

"Il mio timore però non è soltanto per quello che sarà capace di combinare, ma anche su quali saranno gli uomini che chiamerà alla porpora cardinalizia rischiando di mettere a serio repentaglio il futuro della chiesa anche per i decenni a venire."

Se pensiamo che questo è già successo con Benedetto XVI, figuriamoci con Francesco!

Anonimo ha detto...

Il problema ci fa sapere, non sono i gay nella chiesa, i problemi non sono neppure la deriva dottrinale e la protestantizzazione dilagante, che fa ballare i flash mob ai vescovi e fa fare l'elevazione agli scout, ma i Francescani dell'Immacolata ed il mondo dei tradizionalista aggrappato a Cristo attraverso il passato e non in linea con l'idea Bergogliana e vaticanosecondista di Chiesa.

Se poi i frati dell'Immacolata non si macchiano di nessuna nefandezza morale nè di alcuna disobbedienza ma dimostrano zelo e fanno proseliti in senso "tradizionalista", tanto basta ad infliggere una umiliazione senza precedenti.

edoardo malgarida ha detto...

http://www.corrispondenzaromana.it/francescani-dellimmacolata-e-la-crisi-della-chiesa-perche-non-si-puo-tacere/

Anonimo ha detto...

Iteressanti riflessioni di R. De Mattei e A. Gnocchi e M. Palmaro sulla vicenda FI.
Da leggere su CR. Mic ce li posti?
Sembrano equilibrati e chiari sul problema reale.

don gianluigi ha detto...

Pregando le Lodi stamattina, mi ha colpito il salmo 32: «Il Signore annulla i disegni delle nazioni, *
rende vani i progetti dei popoli.
Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni
. Non dobbiamo perdere la speranza, il Signore ci lascia sempre un seme che può germogliare da un momento all'altro. La Chiesa necessita del Papa in quanto la confermi nella fede e a tale scopo non c'è bisogno se non di poche qualificate parole. Non vedo in discorsi improvvisati sull'aereo una lezione magisteriale. Anzi ho notato una presa di posizione a favore della tradizione liturgica ortodossa che, ha detto il Papa, ha conservato meglio di noi l'autentico spirito della liturgia. Sarà poca cosa, ma mi aggrappo a questi piccoli segni per non perdere la speranza.
Non siamo più negli anni 60, quando Paolo VI ha inibito la tradizione liturgica, forte dell'indiscussa autorità petrina. Se oggi si ripetesse una tale abolizione, si annullerebbe la forza del magistero pontificio, che è già mal ridotto, con conseguenze disastrose.

Actung! ha detto...

Avete trascurato questo:

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130728_gmg-conferenza-stampa_it.html

... I passi che ho fatto in questi quattro mesi e mezzo vengono da due versanti: il contenuto di quello che si doveva fare, tutto, viene dal versante delle Congregazioni Generali dei cardinali. Erano cose che noi cardinali abbiamo chiesto a colui che sarebbe diventato il nuovo Papa. Io mi ricordo che chiesi molte cose, pensando che sarebbe stato un altro… Chiedevamo di far questo, per esempio la Commissione di otto cardinali, sappiamo che è importante avere una Consulta outsider, non le Consulte che già vi sono, ma outsider. Questo va ogni volta nella linea - qui faccio come un’astrazione, pensando, però lo faccio per spiegarlo - nella linea della maturazione della relazione tra sinodalità e primato. Ossia, questi otto cardinali favoriscono la sinodalità, aiutano i diversi episcopati del mondo ad esprimersi nello stesso governo della Chiesa. Ci sono molte proposte che sono state fatte e che tuttavia non sono state ancora messe in pratica, come la riforma della Segreteria del Sinodo, nella metodologia; come la Commissione post-sinodale, che abbia carattere permanente di consulta; ...

L'accento sulla "sinodalità" dovrebbe essere particolarmente preoccupante. Preannuncia "sinodi" dei vescovi (se non di clero e laici) a livello nazionale e internazionale che potrebbero avere vera e propria autorità legislativa.

Francesco ha già elogiato gli scismatici ortodossi per questo, e più volte sottolineato l'importanza della "sinodalità" come una modalità di attuazione dell'insegnamento del Vaticano II sulla collegialità. Poi i modernisti possono davvero cominciare a divertirsi. Prima era prematuro, ma oggi sembra che il tempo sia venuto...

Anonimo ha detto...

Bergoglio parlava della tendenza omosessuale e non certo degli atti che da essa potrebbero derivare.

Quindi la frase non mi sembra così assurda.

Marco P. ha detto...

L'errante (o il peccatore) è colui che per propria volontà ed essendone informato, in un dato momento, preferisce il male al bene.
Quindi l'errante come colui che sceglie il peccato è giudicabile oggettivamente (tizio ha fatto/pensato/detto/omesso questo ed ha sbagliato), mentre soggettivamente non lo è (l'intenzione che sta dietro la scelta) perché solo Dio conosce il cuore dell'uomo.
Allora, dire che un ladro, mentre ruba commette un peccato grave non mi sembra scandaloso; il fatto che il furto sia il peccato è la base ma questo è già condannato/proibito dal Signore ("non rubare") . Lo stesso dovrebbe essere per ogni altro peccatore, a partire da coloro che abbracciano i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, e la base di ciò dovrebbe essere il riconoscere questi atti come contrari alla volontà del Signore.
E' da qui che poi si può partire ad amare, questo è da intendersi non in senso cronologico (in ciò ci si riporta a quanto discusso giorni orsono in merito alla dislocazione delle relazioni intratrinitarie).

Luisa ha detto...

Papa Bergoglio è un comunicatore fuori classe, sa che ha i media ai suoi piedi, "sornione" dice loro all`andata del viaggio per la GMG che non sono poi così feroci ( come se non sapesse che sono tutto salvo che feroci), aggiungendo che non ama dare interviste perchè si stanca, ma ne dà due a Rio e al ritorno passa un`ora e mezza in piedi con loro, evitando solo in modo brusco la domanda sull`aborto e i matrimoni gay, sa come manipolarli e metterseli in tasca e ne approffitta, forza la sua immagine di papa semplice e normale che ha bisogno di vivere in mezzo alla gente, solo che normale non lo è, non lo è più, ( mi fa pensare al presidente francese Hollande che si era profilato come un presidente normale, ha rapidamente capito che non può esserlo), dice le parole che i media e le gente vogliono sentire, su quelle scomode glissa, sembra molto naturale ma non sono certa che lo sia, il suo cambiamento sorprende chi lo conosce, come la sua umiltà che si è rivelata non esserlo.
Sui gay dice parole che oggi sono riportate come se avesse dato il via libero ai sacerdoti gay, dopo tutto chi è lui per giudicarli se cercano Dio e se hanno commesso errori, tanto Dio perdona tutti e sempre, mi son domandata se dicendo quelle parole pensava a mons. Ricca il cui passato( se è passato) omosessuale è noto.
Come Papa non si sente in diritto di dire una parola sugli omossessuali, chi sono io per giudicare....( sei il Papa mi vien da dire ) ma da quattro mesi giudica in modo spietato quei cattolici che non gli piacciono. Insomma può giudicare, e severamente, non i comportamenti ma le persone cattoliche che non corrispondono ai suoi schemi ma, accompagnando le sue parole con un`espressione e uno sguardo "complici" e studiati da attore sperimentato, dice di non poter giudicare i "gay".

Ma quello, mi vien da dire, "c`est du cirque", rientra nel circo mediatico e in quel genere papa Bergoglio sembra eccellere, quel che mi sembra molto più importante è leggere e discutere i suoi due discorsi ai vescovi sudamericani.
In quello alla CELAM possiamo vedere un passaggio che ci può anche "illuminare" su quel che sta succedendo ai FI.

rosa ha detto...

OT: MIc puoi postare e commentare i discorsi al CELAM ?
Rosa

Luisa ha detto...

Ringrazio chi ha segnalato l`eccellente articolo di Gnocchi e Palmaro che fanno alcune sottolineature che ancora non avevamo fatto e che disegnano in modo ancor più preciso i contorni di una ben triste realtà.

Anonimo ha detto...

Domani mi soffermerò su quei discorsi, Rosa.

Cara Luisa, ho pubblicato l'articolo di Gnocchi e Palmaro con una premessa.
Vi ringrazio tutti e andiamo avanti.

Marco Marchesini ha detto...

La sparata peggiore è stata quella contro il miracolo narrato nel Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Lì è stato adottato in pieno l'errore razionalista che nega il soprannaturale dal Vangelo e che quindi nega la storicità di esso.
Bisogna pregare molto per il Papa.
Però davvero con l'annuncio della "canonizzazione" di Papa Roncalli senza miracolo mi ha davvero tolto ogni dubbio sulle acute osservazioni di Don Gleize!

Epiphanio ha detto...

"Bergoglio non è morto!", diceva il titolo di un blog cattolico di Buenos Aires. Di fatto, il Santo Padre Francesco è ancora Bergoglio de Bs. As. Chi lo ha conosciuto e ha sofferto il suo governo può dire veramente cosa può combinare una persona del genere.