mercoledì 17 luglio 2013

don Mauro Tranquillo. Papa Francesco a Lampedusa

Nell'articolo di don Mauro Tranquillo sono espresse diverse implicazioni, da noi già colte. Le riproponiamo, perché inquadrate in un discorso globale e sistematizzate in un contesto di rigore logico storico sociologico e, soprattutto, cattolico senza se e senza ma.
Pubblico subito, perché proprio ora leggo su Vatican Insider la solita strumentalizzazione anti-Tradizione e pro Papa-mediatico, superosannato qualunque cosa faccia:
Redazione Roma - Sul sito della fraternità sacerdotale San Pio X un duro attacco dopo la visita di Bergoglio a Lampedusa.
Riportando, ovviamente i passi più severi, che sarebbe più corretto riferire rendendo disponibile ai lettori anche l'intero contesto, del quale molto scorrettamente non viene fornita la fonte.

Non è facile seguire l’evolversi del Pontificato di Francesco, benché le principali linee del medesimo appaiano ben chiare. Un evento maggiore è sicuramente stato il recente viaggio a Lampedusa, una delle “periferie esistenziali” a lui tanto care.

Il problema dell’immigrazione è sempre di difficile approccio, perché al dramma reale di tante singole persone in miseria si sovrappone il più inquietante scenario globale, con la dissoluzione dell’identità cristiana dell’Europa in un calderone liberale di diverse culture, tra le quali trovi posto una forte comunità musulmana, quasi un grimaldello per scardinare la posizione preminente del cristianesimo a livello religioso. La presenza di comunità forti di altre fedi serve senz’altro a giustificare la concessione di pari diritti e dignità a tutte i culti, e a promuovere l’indifferentismo.

A questo va aggiunto il timore, nel caso tale forte presenza islamica non fosse digerita dal materialismo liberale dell’Occidente, di una vera e propria presa del potere di tali gruppi sulle nostre società, come annunciato e vagheggiato da tanti imam e personalità musulmane, o almeno il reale e già attuale pericolo di gravi disordini.

Si aggiungano i problemi di ordine politico ed economico: una società non può assorbire indiscriminatamente un’immigrazione di massa; e il fatto che si fa leva, per rendere appetibile un tale movimento di popoli, sul desiderio di persone senza scrupoli di sfruttare i poveri dell’altra parte del Mediterraneo come manodopera a basso costo.

Qualunque europeo, di qualsiasi opinione politica, ha in mente tutti o alcuni di questi problemi, al di là del modo in cui pensi di affrontarli. Dal IX secolo i Papi, tra i quali diversi santi, hanno armato flotte per frenare l’ingresso (armato, certo) dei musulmani in Italia, desiderando preservare il cattolicesimo lì dove non era ancora stato annientato dall’invasione maomettana. Papa Bergoglio invece con il suo viaggio a Lampedusa ha voluto semplificare la questione: ci sono dei miserabili che vogliono venire da dei ricchi egoisti che li lasciano morire in mare, e questi ricchi colpevoli siamo noi tutti. Seppur questo messaggio possa contenere una piccola verità, non può esaurire un problema dalle complicazioni così gravi. Se è vero che il primo soccorso, nel pericolo di vita, non può essere negato a nessuno (qualora lo si possa dare), è chiaro anche che non si può sottovalutare il piano massonico di creazione di una società multiculturale, specialmente quando si è Papa e quindi si ha la responsabilità della difesa della fede.

Gesti e parole di Papa Francesco sono stati quindi all’insegna del più bieco becerismo progressista, fino alla celebrazione della Messa sulla barchetta e con oggetti sacri fatti di rottami. Gesti di popolarità immediata presso un certo pubblico e soprattutto presso i media.

Il Papa non si è però limitato a lanciare un SOS globale per dei poveri naufraghi, cosa che con molto sforzo potrebbe ancora giustificarsi: egli non ha dimenticato di trovarsi di fronte a immigranti prevalentemente musulmani (portati ovviamente a seguire la Messa, nonostante il decantato rispetto della coscienza altrui). E quale messaggio ha rivolto a loro, e tramite loro all’Europa? L’augurio di abbondanti frutti spirituali per il Ramadam. L’espressione frutti spirituali evidentemente mette il Ramadam non su un piano di pura ricorrenza sociologica, per cui si augura di trascorrere una buona festività della loro cultura, ma inequivocabilmente lo si qualifica di pratica religiosa che può portare frutti per l’anima. Si deve ricordare che tali auguri, nelle forme più ufficiali e alle più svariate religioni, sono prassi del Vaticano e degli episcopati da decenni, ovviamente anche durante il Pontificato di Benedetto XVI. In questo caso essi costituiscono l’unico accenno alla problematica dell’appartenenza religiosa degli immigrati. Nessun invito alla conversione, ovviamente, ma a rimanere fedeli alle loro pratiche religiose, considerate efficaci sulla scorta di Nostra Aetate e del solito modernismo. L’islamismo degli immigrati non deve quindi essere considerato dall’Europa un problema. Il cattolicesimo che ha a cuore la preservazione dell’identità cristiana del Vecchio Continente è così screditato in due mosse, come ha capito il comunista Michele Serra dalle colonne di Repubblica, inquieto che i reazionari possano attaccare il Papa come ecumenista e mondialista.

Papa Francesco non sta facendo gesti qualitativamente diversi dalle dottrine conciliari ormai note: libertà religiosa per tutti, valore salvifico delle false religioni, liturgia che deve incarnarsi nel vissuto immediato della comunità, sono da decenni il pane quotidiano ammannito dai Pontefici ai cattolici e al mondo. Tuttavia lo fa con particolare abilità nel mettersi al servizio dei media (dicite nobis placentia*) e dei grandi architetti del nuovo ordine. Grazie a lui, si realizza il voto di Enzo Bianchi nell’articolo sulla Fraternità San Pio X apparso su Repubblica dell’8 luglio: «Quello che invece è urgente è che nella chiesa cattolica non ci siano incertezze sul concilio e sulla riforma liturgica [...] Noi speriamo che papa Francesco riesca in quest’opera di compaginare nell’unità i cattolici, anche attraverso il rito eucaristico voluto dal Vaticano II e recepito da tutta la chiesa. Ci sia pluralismo, si permetta la celebrazione del rito precedente al concilio, ma cessi l’incertezza sul concilio e sulla riforma liturgica».
[Fonte: FSSPX - Distretto Italia]
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(*) - ndR: dei Giudei che domandavano ai falsi profeti: dicite nobis placentia (diteci cose piacevoli, profetateci illusioni!) [Is 30,10]

42 commenti:

johannes climacus ha detto...

Amici carissimi. Abbiate un poco di pazienza con me. Sareste così gentili da spendere due parole di commento a quanto di seguito riportato. Fareste nei miei confronti un vero gesto di carità.

1) «La vera riconciliazione è che Dio in Cristo ha preso i nostri peccati e si è fatto peccato per noi. E quando noi andiamo a confessarci, per esempio, non è che diciamo il peccato e Dio ci perdona. Noi troviamo Gesù Cristo e gli diciamo: questo è tuo e io ti faccio peccato un’altra volta. E a lui piace, perché è stata la sua missione: farsi peccato per noi, per liberarci»

2) «lo zelo apostolico non è andare avanti per fare proseliti e fare statistiche: quest’anno sono cresciuti i cristiani in tal Paese, i movimenti. Le statistiche sono buone, aiutano, ma fare proseliti non è quello che Dio più vuole da noi».

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/cotidie/2013/it/papa-francesco-cotidie_20130615_fretta-cristiana_it.html

Marco P. ha detto...

Invece Vatican Insider non ha nulla da dire sul voto del priore del "monastero" ecumenico biellese: ".... anche attraverso il rito eucaristico voluto dal Vaticano II e recepito da tutta la chiesa. Ci sia pluralismo, si permetta la celebrazione del rito precedente al concilio, ma cessi l’incertezza sul concilio e sulla riforma liturgica»." ??

Ad esempio sul fatto che il rito eucaristico così come è stato confezionato non è stato voluto dal Vaticano II ?
O sul fatto che una legge della Chiesa non deve essere recepita da tutta la Chiesa (maiuscolo) poiché in quanto legge la si applica e basta, punto. Il fatto di sottolineare implicitamente che il N.O.M. in quanto recepito da tutti è per questo motivo giusto (non entro nella querelle validità, liceità etc) significa riconoscerne la debolezza che dovrebbe essere puntellata da questo suffragio.

O sul fatto che amabilmente si voglia permettere ciò che già la legge in perpetuo sancisce, in ciò ad essa sostituendosi, ed al riguardo riporto quanto si legge nella bolla Quo Primum:
al n. V - Invece, mentre con la presente nostra Costituzione, da valere in perpetuo, priviamo (tutte le summenzionate Chiese dell'uso dei loro Messali. che ripudiamo in modo totale e assoluto. stabiliamo e comandiamo, sotto pena della nostra indignazione che a questo Nostro Messale, recentemente pubblicato nulla mai possa venire aggiunto, detratto, cambiato
al n. VI - Anzi, in virtù dell'autorità Apostolica noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l'lndulto Perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo alcuno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente, cosi che Prelati, Amministratori, Canonici, Cappellani e tutti gli altri Sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i Regolari, a qualunque Ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la Messa in maniera differente da quella che Noi abbiamo prescritta ne d'altra parte. possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo Messale.
al n. VII - Similmente, decretiamo e dichiariamo che le presenti Lettere in nessun tempo potranno venir revocate o diminuite, ma stabili sempre e valide dovranno persevera re nel loro vigore.
al n. XI - Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto dichiarazione, volontari, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.

O sul fatto che con toni accorati si miagoli verso la più alta cattedra affinché cessi l'incertezza sul Vaticano II: ma non è lo stesso Concilio che dice che "la verità non si impone che per la forza della verità stessa" (DH, 1)?
Ma se così è che bisogno c'è di far cessare l'incertezza sul concilio con - immagino - un atto o più atti di imperio ? L'incertezza da sé stessa dovrebbe dissolversi come la nebbia allo spuntar del sole. Se così invece non è e la verità necessità anche del nostro impegno affinché sia conosciuta da tutti, allora quella affermazione è, per lo meno incompleta, e quindi incerta, da cui l'incertezza che quindi non si può far cessare d'amblè.

Luisa ha detto...

Non ho ancora letto Vatican Insider e non so se lo farò, leggendolo si rischia l`overdose di melassa, ma posso dire che la visita di Bergoglio a Lampedusa ha suscitato reazioni che, fuori Italia, son tutto salvo lodi enfatiche, sono cattolici che parlano, giornalisti e no, interessante leggere i commenti, chi parla dell`angelismo del Papa, chi insorge contro l`accusa di indifferenza, e questo lo posso testimoniare qui in Svizzera dove quelle persone che arrivano in modo illegale ( e subito domandano l`asilo), sono accolte, molto è fatto per loro, molte le persone che se ne occupano, strutture particolari sono create per i giovani,compresa la scuola, e se tutti non sono attivi nell`accompagnamento tutti noi contribuiamo a finanziare quelle spese non indifferenti.
Indifferenza?
L`insicurezza, l`aumento della violenza, dei furti, degli stupri, del traffico della droga , è legato a quel flusso migratorio, non è politicamente corretto dirlo? Eppure è la semplice e dura realtà.
Le nostre prigioni sono sovraoccupate, un recente studio ha descritto l`origine dei carcerati, in una delle prigioni più importanti della Svizzera Romanda la stragrande maggioranza dei carecerati è di religione musulmana, ebbene hanno un imam che viene per la preghiera tutti i venerdì sera, ma non contenti c`è chi ha protestato perchè nelle celle non hanno abbastanza spazio individuale a disposizione!
Indifferenza?
E i cristiani che si fanno massacrare in Medio-Oriente e in Africa non meritano la stessa attenzione?
Per loro sì c`è una vera e drammatica INDIFFERENZA!

rosa ha detto...

circa due mesi fa a Milano tre persone, semplici, umili, sono state massacrate da un immigrato. non mi ricordo parole in diretta tV, ne' dalla Curia, ne' tantomeno da Roma
Rosa

Marco P ha detto...

Off topic, da brividi....

http://vaticaninsider.lastampa.it/recensioni/dettaglio-articolo/articolo/curia-curia-curia-26500/

RIC ha detto...

A proposito di tolleranza e rispetto:



Il nunzio apostolico vaticano in Malaysia ha dovuto chiedere scusa per aver definito «logico» l'uso del termine Allah anche per i non musulmani. Convocato dal ministro degli Esteri sull'onda della rabbia dei gruppi estremisti musulmani, l'arcivescovo Jospeh Marino ha diffuso una dichiarazione al termine dell'incontro sottolineando di non aver mai voluto «intromettersi negli affari interni» del Paese.
Marino, primo nunzio apostolico del Vaticano in Malaysia e a Kuala Lampur da appena sei mesi, aveva commentato una battaglia giudiziaria che va avanti da tre anni in Malaysia. In particolare il prelato aveva sostenuto la tesi della Chiesa cattolica sul diritto di tradurre «Dio» come «Allah» nelle bibbie in lingua malai, definendola come «logica e accettabile». Furenti, i gruppi estremistici musulmani avevano chiesto che fosse rispedito a Roma, mentre diverse ministri lo avevano accusato di «ingerenza». In Malaysia ci sono 2,5 milioni di cristiani su una popolazione di 28 circa, di cui il 60% sono musulmani.

RIC ha detto...

MESSAGGIO DI FRANCESCO INOCCASIONE DELLA GIORNATA PER LA VITA
(sarebbe interessante avere il testo completo e non la sintesi di cui al link)


http://www.news.va/it/news/papa-francesco-tutelare-la-vita-dal-concepimento-f

Anonimo ha detto...

Ti prego MIC, pubblica e denuncia questo scempio liturgico:
http://www.youtube.com/watch?v=KAVXn2SypbY

Anonimo ha detto...

Lo stesso comportamento scorretto di non citare la fonte è stato a suo tempo avuto da Tornielli nei confronti di Mattia Rossi del quale, in termini pretestuosi e con pregiudizio, ha stroncato una frase, senza citare la fonte e quindi non ha messo i suoi lettori in condizione di leggere il testo per intero.

Anonimo ha detto...

Le fonti dissenzienti vengono silenziate o disprezzate senza appello e senza discussioni serie.

Anonimo ha detto...

Caro Johannes, quel testo è terribile. Ne abbiamo già parlato (più tardi metto il link). Ma è così grave che gioverà ripetere.

Anonimo ha detto...

Dov'eri finito, Johannes? Bentornato.
Ci sei mancato.

minstrel ha detto...

Domanda: io leggo su quanto citato da marco
"in virtù dell'autorità Apostolica noi concediamo in modo perpetuo"

questo significa che si può sempre fare, anche quando questa è vietata, senza fare peccato. Ma significa anche che è un diritto totale del Magistero quello della liturgia.
Infatti non c'è scritto ad esempio "Dio vuole che si faccia così" o "proclamiamo infallibilmente che questo è l'unico modo" o "chi fa in altro modo si per sempre scomunicato!"

O no?!

Anonimo ha detto...

Leggi qui, Johannes

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/06/mi-scrive-una-lettrice.html

L'interesse maggiore è nella discussione.

Angelo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=KAVXn2SypbY


Ho l'impressione che il pastore in questione sia un invertito, oltre che un idiota.

lonewolfe ha detto...

E dunque un papa non può permettersi di avere o suscitare compassione per queste persone, perché sono musulmani, perché disturbano i già fragili equilibri nazionali e internazionali, perché sono strumenti di un piano massonico. Perché al dramma reale di tante singole persone in miseria si sovrappone il più inquietante scenario globale, con la dissoluzione dell’identità cristiana dell’Europa: frase questa per me incredibile che andrebbe rovesciata sostenendo al contrario che allo scenario globale si sovrappone il dramma in carne e ossa di tanta gente che non ne sa nulla di tali questioni. E comunque come andrebbe preservata l’identità cristiana? Armando flotte per frenare l’ingresso (armato, certo) dei musulmani in Italia come s’è fatto a suo tempo? Alzando barricate? E alla fine, mi chiedo senza più alcun affanno, in cosa consiste questa identità cristiana, o ancor peggio l’identità cattolica senza se e senza ma? Se quello del papa è bieco becerismo progressista, fino alla celebrazione della Messa sulla barchetta, dov’è la chiesa, cos’è essere cattolici per questo sacerdote e per tutti voi che l’approvate? E’ altrove, è stare altrove, non c’è più alcun dubbio. Don Mauro è stato utile per far cadere le residue illusioni.

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=KAVXn2SypbY


La parrocchia è quella di Limbiate.

Silente ha detto...

Le critiche dei cattolici al discorso "immigrazionista" del Papa si sono polarizzate su due temi:
1)la critica rivolta in nome del "realismo politico": "un conto sono gli ideali dei cattolici, un conto le dure leggi del governare, che impediscono di accogliere tutti";
2)la critica "religiosa", in nome dell'antiecumenismo e della lotta alla decristianizzazione dell'Europa.
Entrambi questi filoni critici sono legittimi, validi e ben fondati. (Il primo un po' meno per il rischio di machiavellismo)
Tuttavia, a mio avviso, insufficienti. L' "immigrazionismo" di matrice "cattolica" si appella alla virtù della Carità: parrebbe di tutta evidenza che accogliere questi "disperati" (ammesso che lo siano veramente) sia un atto di carità verso il prossimo. Ma è veramente così? Consideriamo il fatto, ovvio, che il concetto di "prossimo", al di là di malevole strumentalizzazioni della parabola del Buon Samaritano, va prioritariamente inteso in senso letterale (coloro che mi sono prossimi). Ora, l' "accoglienza" incondizionata degli immigrati è un atto di carità?. Nei confronti degli stessi forse sì (e ci sarebbe da discutere). Ma costoro sono solo una parte, minoritaria e "meno prossima" del mio prossimo. E ciò anche a prescindere dal "merito" e dal "diritto" soggettivo di costoro ad essere aiutati, magari a scapito del prossimo "più prossimo".
E' ben noto come l'immigrazione selvaggia abbia costi sociali, economici, di ordine pubblico dirompenti, pagati dall'intera comunità.
E' atto di carità accogliere chi peggiorerà la vita di coloro che, legittimamente, vogliono vivere serenamente, in sicurezza e secondo i costumi dei padri? E' atto di carità accogliere coloro che (anche se solo - forse - in minima parte, ma statisticamente in misura superiore alle medie "locali") uccideranno, ruberanno, violenteranno?.
Le vittime dell'immigrazione non sono forse degne della nostra carità? I passanti uccisi a picconate, le donne violentate, le persone rapinate, non sono stati forse vittime anche di una malintesa "carità" nei confronti dei loro carnefici? Siamo stati "caritatevoli" nei loro confronti?
E infine, e forse questo è l'argomento più importante, se religione, storia, cultura, etnia, radici, identità, comunità sono dei valori (e per un cattolico lo sono obbligatoriamente), è "caritatevole" metterle in pericolo con un'immigrazione selvaggia, incontrollata, inutile e dannosa rispetto ai nostri bisogni? Oltretutto composta, in buona parte,da individui spesso violenti e portatori di una religione totalitaria e aggressiva come l'Islam?
L'ideologia immigrazionista non è carità, ma strumentalizzazione di una banalizzazione dell'idea di carità, spesso in mala fede e per fini inconfessabili.
La sua adozione da parte della Chiesa è l'ennesimo segnale della sua crisi profonda, ben illustrata e ben nota qui.

Marco P ha detto...

Mi accorgo ora che nel precedente intervento ho riportato i numeri della Bolla Quo Primum in modo errato, i numeri vanno aumentati di un'unità, quindi quello che ho scritto essere il V è il VI e così via.

Cerco di rispondere a Ministrel, sempre usando della Quo Primum,
traggo da questa (i numeri adesso sono quelli corretti):
- dal n. I ormai era assolutamente necessario che pensassimo quanto prima a ciò che restava ancora da fare in questa materia, cioè pubblicare il Messale, e in tal modo che rispondesse al Breviario: cosa opportuna e conveniente, poiché come nella Chiesa di Dio uno solo è il modo di salmodiare, cosí sommamente conviene che uno solo sia il rito per celebrare la Messa.
quindi conviene sommamente che uno sia il rito. Oggidì ci si spiega che il rito è uno e le forme sono due, occorrerebbe approfondire questo concetto.

- dal n. III
...perché i sacerdoti comprendano di quali preghiere, di qui innanzi, dovranno servirsi nella celebrazione della Messa, quali riti e cerimonie osservare... .

anche in questo caso mi sembra traspaia l'imposizione (dovranno servirsi) dei riti prescritti nel Messale detto di S. Pio V.

- Tutto il n. IV
Perciò, affinché tutti e dovunque adottino e osservino le tradizioni della santa Chiesa Romana, Madre e Maestra delle altre Chiese, ordiniamo che nelle chiese di tutte le Provincie dell'orbe Cristiano: - nelle Patriarcali, Cattedrali, Collegiate e Parrocchiali del clero secolare, come in quelle dei Regolari di qualsiasi Ordine e Monastero, maschile e femminile, nonché in quelle degli Ordini militari, nelle private o cappelle - dove a norma di diritto o per consuetudine si celebra secondo il rito della Chiesa Romana, in avvenire e senza limiti di tempo, la Messa, sia quella Conventuale cantata presente il coro, sia quella semplicemente letta a bassa voce, non potrà essere cantata o recitata in altro modo da quello prescritto dall'ordinamento del Messale da Noi pubblicato; e ciò, anche se le summenzionate Chiese, comunque esenti, usufruissero di uno speciale indulto della Sede Apostolica, di una legittima consuetudine, di un privilegio fondato su dichiarazione giurata e confermato dall'Autorità Apostolica, e di qualsivoglia altra facoltà.

Quindi "ordiniamo" ed "in avvenire e senza limiti di tempo" e "non in altro modo da quello dell'ordinamento del Messale da Noi pubblicato".

dal n. VI
... Dunque, ordiniamo a tutti e singoli i Patriarchi e Amministratori delle suddette Chiese, e a tutti gli ecclesiastici, rivestiti di qualsiasi dignità, grado e preminenza, non esclusi i Cardinali di Santa Romana Chiesa, facendone loro severo obbligo in virtú di santa obbedienza, che, in avvenire abbandonino del tutto e completamente rigettino tutti gli altri ordinamenti e riti, senza alcuna eccezione, contenuti negli altri Messali, per quanto antichi essi siano e finora soliti ad essere usati, e cantino e leggano la Messa secondo il rito, la forma e la norma, che Noi abbiamo prescritto nel presente Messale; e, pertanto, non abbiano l'audacia di aggiungere altre cerimonie o recitare altre preghiere che quelle contenute in questo Messale.

(perciò nessuna altra cerimonia o altre preghiere che quelle di questo Messale)

Poi se è vero che non sta scritto che Dio vuole che si faccia così, però c'è scritto che se qualcuno trasgredisse a questa legge, ivi inclusi tutti gli "ordiniamo", "dovranno servirsi" etc, questi incorrerebbe nell'indignazione di Dio Onnipotente.

Anonimo ha detto...

Se non c'è scritto expressis verbis "Dio vuole così", ma la Tradizione ci dice quanto il nucleo del Rito romano antico sia di derivazione apostolica e, da questa, risalga al Signore stesso che ce lo ha consegnato nell'Ultima Cena (leggere tra le pagine fisse il lavoro di Suor F. Perillo), a maggior ragione non c'è scritto da nessuna parte (neppure nella Sacrosanctum Concilium) lo scempio della Riforma liturgica di Paolo VI.

minstrel ha detto...

Ma la liturgia può cambiare o no, al di là del fatto che la riforma sia migliorabile?
Scusate se taglio e cerco di venire al dunque (anche se in queste discussioni è come voler sbagliare di sicuro).

Anonimo ha detto...

E dunque un papa non può permettersi di avere o suscitare compassione per queste persone, perché sono musulmani, perché disturbano i già fragili equilibri nazionali e internazionali, perché sono strumenti di un piano massonico.

Un conto è la compassione, un conto è l'aver avallato un fenomeno di massa pilotato da chi strumentalizza la miseria di intere popolazioni (Benedetto XVI aveva richiamato più saggiamente la necessità di promuovere la soluzione dei problemi a monte, in loco). In ogni caso nessun governante illuminato (e il Papa fino a prova contraria dovrebbe esserlo) può 'sposare' soluzioni indiscriminate e unilaterali che tengono conto solo degli elementi più evidenti senza risalire alle cause (fermo restando il pronto-soccorso, che da parte nostra mi pare non manchi, come non è poi così generale l'indifferenza e la responsabilità che non è dei singoli, ma dei "manovratori").

I cristiani hanno la Soluzione per risolvere i problemi, da annunciare a tutte le nazioni, ma un Papa augura ai musulmani (da un pulpito cristiano, e che pulpito!) "buoni frutti" di una pratica della loro falsa religione! Non è neppure questione di identità, che significa appartenenza al Signore nella Sua Chiesa e non ad ideologie e filosofie più o meno umanitariste, ma questione di senso della misura e della consapevolezza di chi si è e da dove si sta parlando (se un Altare sia pure trasformato in barchetta, ha ancora un valore).

Anonimo ha detto...

... segue

Perché al dramma reale di tante singole persone in miseria si sovrappone il più inquietante scenario globale, con la dissoluzione dell’identità cristiana dell’Europa: frase questa per me incredibile che andrebbe rovesciata sostenendo al contrario che allo scenario globale si sovrappone il dramma in carne e ossa di tanta gente che non ne sa nulla di tali questioni. E comunque come andrebbe preservata l’identità cristiana?

Qualunquismo. la dissoluzione dell'identità cristiana in Europa discende ai Lumi e trova il suo culmine oggi attraverso lo storicismo e l'antropocentrismo veicolati nella Chiesa anche dallo "spirito del concilio" tuttora imperante. Dir questo non significa non avere il senso della storia o sminuire l'uomo; ma situarlo al suo posto, cioè orientato e ordinato al Creatore e non come centro di tutto.

Armando flotte per frenare l’ingresso (armato, certo) dei musulmani in Italia come s’è fatto a suo tempo? Alzando barricate?

Chi ha parlato di questo? Si è semplicemente accennato che è stato fatto in passato, quando le flotte musulmane erano armate. Ora non ci sono solo le "flotte musulmane", ma ce ne sono molte altre che di queste si stanno servendo, così come sono cambiate la "armi", non più materiali, ma sociologiche, economiche, tecniche-tecnologiche, con matrice spirituale deviata (le deviazioni purtroppo sono di vario genere, ma unica è l'origine).

Non si parla di "alzare barriere", ma di regolamentare saggiamente, cercando a adottando responsabilmente le soluzioni idonee e giuste, innanzitutto a monte, tamponando a valle quel che non è possibile ignorare.

Quanto all'identità cristiana non è che l'appartenenza a Cristo nella Sua Chiesa e la sua visibilità attraverso l'annuncio e la testimonianza non solo a parole (che pure servono per veicolare il pensiero) ma nella concretezza del vivere quotidiano. Con scelte e atti tanto più gravi e impegnativi e responsabili, quanto più alta è la carica rivestita e conseguente responsabilità. Il che non mi sembra coincidere con parole a atti di questo papa.

E alla fine, mi chiedo senza più alcun affanno, in cosa consiste questa identità cristiana, o ancor peggio l’identità cattolica senza se e senza ma? Se quello del papa è bieco becerismo progressista, fino alla celebrazione della Messa sulla barchetta, dov’è la chiesa, cos’è essere cattolici per questo sacerdote e per tutti voi che l’approvate? E’ altrove, è stare altrove, non c’è più alcun dubbio. Don Mauro è stato utile per far cadere le residue illusioni.

L'"altrove" sta solo nella sua testa e nel suo discorso ideologico. Le illusioni (o parole al vento travestite da "pillole di saggezza") ce le stanno propinando coloro che dovrebbero guidarci...

Angelo ha detto...

A silente delle 15:47: complimenti, un discorso (quasi) perfetto. Rigoroso, logico, ben argomentato. La dimostrazione della sua inattacabilità sta nel fatto che sarebbe tacciato dalle masse di "mancanza di carità" e dal papa, l'umile, santo, perifericamente esistenziale Francesco I, come pelagiano.
Mi permetto solo due piccole, amichevoli critiche:
1) lei è sicuro che quei valori cattolici che giustamente difende siano ancora in voga presso le popolazioni italiote? A parte Bergoglio, non ci avevano pensato forse l'ultimo Concilio e gli ultimi 5 papi (3 1/2, in realtà, visto che Ratzinger era per metà il vero papa buono, e il terzo l'hanno fatto fuori) a spazzare via questa venerabile tradizione?

2) non ridurrei l'Islam ad una religione oppressiva e totalitaria, anche se in parte ciò è vero. E comunque, anche se lo fosse, sarebbe sempre meglio del liberalismo imperante In Occidente (che ormai ha manifestato il suo carattere radicale: il caos).

Anonimo ha detto...

...ma non l'ha più fatto. ;-)
Grazie.
MR

Anonimo ha detto...

Ma la liturgia può cambiare o no, al di là del fatto che la riforma sia migliorabile?
Scusate se taglio e cerco di venire al dunque (anche se in queste discussioni è come voler sbagliare di sicuro).


Minstrel, in risposta a questa tua domanda ti trascrivo nel post di seguito, per rapidità, quel che ne ho già scritto.


Anonimo ha detto...

La riforma liturgica tra sperimentazioni e abusi

Se si è consapevoli che la Santa e Divina Liturgia, è il Sacrificio di Cristo ri-presentato al Padre, si conosce il ‘crescendo’ e la drammatica e solenne e sacra e infinita grandezza di ciò che vi accade – fatto e non narrazione - e che il Signore continua a operare per noi fino alla fine dei tempi. Questo “fatto”, unico e indicibile, non può conoscere ‘sperimentazioni’... non esiste un confine: ogni sperimentazione è già un ‘abuso’, perché sperimentare significa considerare non perfetto o per lo meno incompleto quel che c’è e si ha la pretesa di sostituirlo o modificarlo.

Quel che accade, è scandito da momenti parole e gesti precisi e densi di consapevolezza e devozione: di vera e propria ars celebrandi fecondata dall'Unico Eterno Celebrante, Actio del Signore nelle mani del suo Ministro per l'intera Assemblea dei communicantes, cioè dei presenti, ma mai limitata ad essa, perché lì c'è ogni volta tutta la Chiesa: Trionfante (che comprende gli Angeli e i Santi), Purgante (le anime del Purgatorio) e Militante ( cioè noi), di ogni luogo e di ogni tempo.

Chi crede in questo e chi vive questo, può accontentarsi di altro, neppure paragonabile, al confronto?
Questo non significa che la Liturgia sia immodificabile: nel corso dei secoli ha subito una evoluzione; ma arricchendosi delle ‘forme’ e preghiere introdotte e cesellate dalla fede di Santi credenti (anche Papi: a partire da Papa Gelasio e Papa Damaso, per arrivare a S. Gregorio e S. Pio V) intorno al Canone Romano, che si fa risalire a Pietro.

La Liturgia può essere dunque modificata (non nella sostanza) anche oggi, che l'abbiamo vista e vediamo tuttora profanata e de-formata dalle innovazioni di avventurosi sperimentatori, per non qualificarli diversamente. Non metto in dubbio la buona fede di molti, ma hanno attinto a sorgenti inquinate e sono stati formati da ‘cattivi maestri’. E non si pensi solo al Cammino neocatecumenale, che tuttavia costituisce un esempio particolare.

In una sintetica diagnosi in termini essenziali, il Novus Ordo Missae appare intellettuale e intellettualistico, creato da eruditi tra loro in dotta competizione nell'inutile e fallace sforzo di palesare un Mistero che la mente ed il linguaggio umano non possono possedere, supponente sforzo che termina nel non far capire niente al Popolo di Dio confondendolo. Il messale NOM è vittima di interpolazioni a causa delle sue deficienze, è vittima di fuorvianti sviluppi a causa delle sue omissioni, con parole care ai novatores, è pastoralmente inopportuno perché indifeso nella sua esile struttura teologica sotto gli attacchi dell'errore che può anche sfociare nell’eresia. E la realtà dei fatti prima lo mostra e poi lo dimostra.

Il Rito Romano della Tradizione parla invece con quella “cura pastorale” ben definita dall'unico Buon Pastore che è il Divin Maestro: nei gesti, nei segni si indica la Sostanza proprio come nelle parabole
evangeliche si mostra l'Insegnamento.

È missione altissima dei Sacerdoti, come fedeli dispensatori dei misteri divini, guidare le persone alla piena consapevolezza ed attiva partecipazione interiore ed esteriore, perché nella liturgia Dio parla al suo popolo e Cristo annunzia e realizza ancora il Vangelo. Ed è compito di ogni generazione e di ogni fedele accoglierne e viverne il senso profondo e unico.

Non prevaricare su ciò che la Chiesa ha tramandato nei secoli, ma custodirlo e viverlo, ci instilla anche l'amore per la bellezza, per il mondo come Dio lo ha pensato. Ed è Lui che irrompe nel tempo e nello spazio in un culto autentico che ha una sua valenza non solo cosmica ma anche soprannaturale perché, oltre a raggiungere gli estremi confini della terra, comprende anche i cori degli angeli del cielo e lo stuolo innumerevole dei santi di ogni tempo, anche a venire.

Anonimo ha detto...

Aggiungo che non a caso lo stesso Benedetto XVI parlava della necessità di uno "sviluppo organico" della liturgia, così come è avvenuto nel corso dei secoli, rifuggendo da possibili ulteriori "fabbricazioni" a tavolino come quella avvenuta nell'ultimo quarantennio.

minstrel ha detto...

Altra domanda sempre di fretta poi devo darmi il tempo di assimilare e studiare come si deve: come mai ci sono grandi liturgisti che comunque difendono il Novus ordo come Augé? Leggo sempre il suo blog (di Augé) e i suoi posts mi appaiono sempre perfettamente retti nonché logici e chiari.
Non è che allora tutto quello che mi hai gentilmente scritto sul finale (cioè i difetti del NO) siano ascrivibili ad una diversa sensibilità e non ad una mancanza di certe caratteristiche DI SOSTANZA del rito?
grazie ancora

bernardino ha detto...

Ogni giorno in piu' che passa, mi chiedo, e non riesco a darmi risposta, MA L'ULTIMO VERO PONTEFICE SUCCESSORE DI PIETRO, NON E' STATO PER CASO, IL GRANDE PIO XII, GRANDE DIFENSORE DELLA DOTTRINA CATTOLICA?
Ma Pio XII avrebbe mai messo in pericolo la Chiesa Cattolica e la Dottrina secolare.?
Dunque, sorge spontanea la domanda:
ma la gerarchia post Pio XII chi e', e cosa vuole?
Mic., ma veramente possiamo dire che la gerarchia attuale con la sua ipocrisia, non predica una dottrina nuova ?
Tutto cio' che vediamo da questi e' solo materialismo.
Detronizzato Dio per mettere al centro l'uomo.
Bergoglio parla in continuazione prevalentemente di cose materiali, pero' invece di parlare ai cattolici, parla e chiama chi ci vuole distruggere con ogni mezzo.
Ancora una domanda:
a chi dobbiamo ubbidire a questo punto?
a chi vuole la nostra distruzione oppure a quei pochi sacerdoti che mettono (forse) anche in pericolo la loro vita per aiutarci a non perdere Dio?
Ma dal conciliabolo in poi chi e' stata la gerarchia di Roma (e nel mondo)?
Diceva Gesu': Non passera' molto che vedrete il Figlio dell'uomo alla destra del Padre.......
l'attuale gerarchia e' una cosa, il Vangelo e' l'opposto contrario.
La Chiesa di Roma ha sempre cercato di convertire, e noi continueremo a farlo.
Noi non siamo ipocriti.
Per noi i Cattolici sono Cattolici e gli altri vogliamo se possibile convertirli. Non vogliamo essere noi ad essere convertiti a qualcosa che non esiste.
Chi ha orecchi per intendere, intenda.

Anonimo ha detto...

Non è che allora tutto quello che mi hai gentilmente scritto sul finale (cioè i difetti del NO) siano ascrivibili ad una diversa sensibilità e non ad una mancanza di certe caratteristiche DI SOSTANZA del rito?
grazie ancora


Caro Minstrel, ti rispondo volentieri, con una mia confutazione ad Augé.
Si può essere molto affascinanti e convincenti con le parole; ma chi conosce la verità riesce a "rompere l'incantesimo"...
Se hai pazienza di aspettare la ripesco e la pubblico. Sarà rivelativa e sintomatica proprio della diversa mentalità creata da una diversa ecclesiologia. E, in fondo, è vero: è di diversa sensibilità che si tratta; ma, attenzione, quando si sta parlando di "sensibilità spirituale" è in ballo il 'sensus fidei" autentico!

RIC ha detto...

Ecco il testo in inglese del messaggio che Francesco ha inviato ai cattolici inglesi in occasione della Giornata per la Vita.


http://ilsismografo.blogspot.it/2013/07/francis-pro-life.html


Angelo ha detto...

A me pare che qui non si tratti neanche più di eresia. L'eresia ha una sua consistenza teoretica: qui ci sono solo buffonate. Cosa avreste pensato, cari amici, se vi avessero detto solo qualche mese or sono che il papa avrebbe affermato "la mozzetta se la mette lei", che non è più tempo di conversioni, che Cristo si è fatto peccato, che i preti non devono pettinare le pecore, suggellando queste castronerie con la famosa pagliacciata della "messa" con la barchetta al posto dell'altare? Io avrei pensato, nonostante il mio pessimismo di fondo: "non è possibile". E invece è tutto vero.

lonewolfe ha detto...

L'"altrove" sta solo nella sua testa e nel suo discorso ideologico.

Accetto che, come ovvio, non siamo d’accordo ed è difficile confrontarsi, e tanto più capirsi, ma respingo quanto sopra e l’accusa di ideologia che proprio non m‘appartiene neppure alla lontana. Mi sembra d’aver letto anche qui di ecclesiologie diverse, di mutazioni et similia: a questo mi riferivo col sintetico ‘altrove’, e quest’articolo dà ampia conferma della profonda divisione che c’è oggi nella chiesa.

Anonimo ha detto...

Dice mic: "Altare trasformato in barchetta" e poi la rimanente simbologia "pauperista".

La spettacolarizzazione ha la meglio sulla sostanza.

Anonimo ha detto...

Ho letto diversi intervemti interessanti e pieni di spunti, che purtroppo non ho il tempo in questo momento di sviluppare. Tra l'altro ho ancora diverse risposte in sospeso.
Spero riuscire presto a recuperare.

Anonimo ha detto...

La conclusione di lonewolfe ha la sua logica e mi fa apparire non più ipotetica ma reale, grave e anche irreversibilile con mezzi umani la "mutazione" che, dunque, apparirebbe confermata...

Che dire? Poichê la verità è una e sta da una sola parte, non può essere frammentata o subire mutazioni, è pensabile che la Chiesa abbia sbagliato per duemila anni?
Ma la verità si fa anche riconoscere a chi la cerca con cuore sincero. Se ho parlato di ideologia è perché credo di aver preso parte per la verità che non ho in tasca, ma cerco di mostrare per quel po' che ne conosco.

Silente ha detto...

Ad Angelo delle 16:44. Grazie degli apprezzamenti, e grazie anche delle "amichevoli critiche", che accolgo totalmente, scusandomi se non sono stato esaustivo (ma il mio post era già lungo). In particolare lei osserva:

"1) lei è sicuro che quei valori cattolici che giustamente difende siano ancora in voga presso le popolazioni italiote? A parte Bergoglio, non ci avevano pensato forse l'ultimo Concilio e gli ultimi 5 papi (3 1/2, in realtà, visto che Ratzinger era per metà il vero papa buono, e il terzo l'hanno fatto fuori) a spazzare via questa venerabile tradizione?"

Sono d'accordo con lei sulla prima parte della sua osservazione e sul Concilio. Trovo discutibile (ma nel senso letterale: "che può essere discussa") la seconda parte.

Ancora, lei aggiunge:

"2) non ridurrei l'Islam ad una religione oppressiva e totalitaria, anche se in parte ciò è vero. E comunque, anche se lo fosse, sarebbe sempre meglio del liberalismo imperante In Occidente (che ormai ha manifestato il suo carattere radicale: il caos)".

Sono d'accordo. Sono entrambi nostri avversari, ma il liberalismo è un nemico ben più insidioso, perverso e pericoloso dell'Islam. E moralmente più miserabile. Oltretutto, sono spesso oggettivamente alleati.

Grazie, caro Angelo, per avermi dato modo di puntualizzare il mio pensiero.

Angelo ha detto...

Grazie a Lei, caro Silente, per le belle puntualizzazioni.

Anonimo ha detto...

Romano dice,

Silente, non posso essere meno d'accordo con te: l'islam regnante in Europa significerà il martirio di millioni e millioni cattolici...l'liberalismo non è neanche paragonabile nella sua malvagità...

Silente ha detto...

Caro Romano, tralascio il suo italiano sgrammaticato e incerto: nonostante il suo pseudonimo, è forse un immigrato?. Veniamo al merito: quanti milioni di bambini sono morti per le leggi "liberali" sull'aborto? E ancora: in Europa la dittatura laicista sta rendendo impossibile l'espressione pubblica dell'essere cristiani: la legge sull' "omofobia", che sta per essere promulgata anche in Italia, ne è una dimostrazione: sarà illegale citare il Vangelo.
L'Islam colpisce con la spada, il liberalismo con la finanza, il dominio dei media, la subdola propaganda indifferentista ed edonista, le leggi contro il diritto naturale e la difesa della famiglia, delle culture, delle etnie e delle tradizioni. L'Islam ci vuole sottomessi, il liberalismo ci vuole inesistenti, perché siamo il suo avversario ultimo. Non sono stati gli islamici a provocare le due ultime guerre mondiali, l'occupazione dell'Europa e la sua distruzione politica, ma i liberali continentali e "liberal" d'oltreoceano, assieme ai loro sodali comunisti.
Non sono stati gli islamici a inventarsi il '68, le leggi sul divorzio e sull'aborto, il femminismo, le perverse ideologie dei "diritti civili", i "diritti dei gay". Non sono gli islamici ad arrestare centinaia e centinaia di persone tra i milioni (si scrive così, caro Romano, rilegga il suo messaggio) che in Francia manifestano, pacificamente, contro i "matrimoni" e le adozioni dei sodomiti. Non sono gli islamici a mettere sotto accusa e sotto attacco l'Ungheria perché si è, democraticamente, data una Costituzione cristiana. Sono i liberali dell'Unione Europea. Non sono gli islamici ad affamare la Grecia, culla della nostra civiltà, nei cui confronti il nostro debito di cultura è enorme, ma sono i liberali e gli euro-massoni di Bruxelles.
Devo continuare? Mettiamola in questi termini, semplificando un po' rozzamente (ma talvolta il rasoio di Occam è utile): se dovessi fare il gioco della torre tra un mussulmano che, a casa sua (e sottolineo: a casa sua), pratica piamente la sua religione e un "liberal" europeo, ateo e anticristiano, può indovinare chi butterei giù?. Entrambi sono nostri avversari, ma c'è sempre un "nemico principale".
Spero che lei capisca il mio italiano: al caso me lo faccia sapere, che vedrò di semplificare il mio messaggio.

Angelo ha detto...

Non sono stati gli islamici a provocare le due ultime guerre mondiali, l'occupazione dell'Europa e la sua distruzione politica, ma i liberali continentali e "liberal" d'oltreoceano, assieme ai loro sodali comunisti.
Non sono stati gli islamici a inventarsi il '68, le leggi sul divorzio e sull'aborto, il femminismo, le perverse ideologie dei "diritti civili", i "diritti dei gay". Non sono gli islamici ad arrestare centinaia e centinaia di persone tra i milioni (si scrive così, caro Romano, rilegga il suo messaggio) che in Francia manifestano, pacificamente, contro i "matrimoni" e le adozioni dei sodomiti. Non sono gli islamici a mettere sotto accusa e sotto attacco l'Ungheria perché si è, democraticamente, data una Costituzione cristiana. Sono i liberali dell'Unione Europea. Non sono gli islamici ad affamare la Grecia, culla della nostra civiltà, nei cui confronti il nostro debito di cultura è enorme, ma sono i liberali e gli euro-massoni di Bruxelles.

La pura verità, perfettamente e giustamente equidistante dalla malafede di chi identifica Cristianesimo con Occidente (quod absit) e dal sentimentalismo hippie di chi celebra sopra barchette multicolore. Tanto di cappello, Silente.