sabato 13 luglio 2013

A proposito di continuità: la lingua latina e i nuovi sacerdoti

Trascrivo le parole di Francesco a conclusione dell'incontro con i seminaristi nell'Aula Paolo VI il 6 luglio scorso, a raffronto con l'Esortazione postsinodale Sacramentum Caritatis e la Sacrosanctum Concilium. Riprese  anche da Rorate caeli, a sua volta richiamato da Le Forum Catholique.
Cari amici, credo sia inutile farsi illusioni sul futuro del latino e, con esso, della Tradizione. Non è neppure più "spirito del Concilio": è "conciliarismo" nel vero senso della parola, applicato dall'ala più progressista e dunque di 'rottura'. Vorrei poter ancora dire : "Vedremo....". Abbiamo ottobre e il Pellegrinaggio Summorum. E poi, chissà? Speriamo e preghiamo.
[Vedi le ragioni, tutt'altro che nostalgiche, dell' amore per il Latino]

[...] Grazie tante e ci rivedremo domani [vedi testimonianza]. E avanti, con gioia, con coerenza, sempre con quel coraggio di dire la verità, quel coraggio di uscire da se stessi per incontrare Gesù nella preghiera e di uscire da se stessi per incontrare gli altri e dare loro il Vangelo. Con la fecondità pastorale! Per favore non siate “zitelle” e “zitelli”. Avanti!
Adesso, diceva mons. Fisichella, che ieri avete recitato il Credo, ognuno nella propria lingua. Ma siamo tutti fratelli, abbiamo uno stesso Padre. Adesso, ciascuno nella propria lingua, reciti il Padre Nostro. Recitiamo il Padre Nostro.
[Recita del Padre Nostro]
E abbiamo anche una Madre. Nella propria lingua diciamo l’Ave Maria.
[Recita dell’Ave Maria]
Esortazione apostolica postsinodale Sacramentum Caritatis (22 febbraio 2007), n.62
La lingua latina

Nella Liturgia
Quanto affermato non deve, tuttavia, mettere in ombra il valore di queste grandi liturgie. Penso in questo momento, in particolare, alle celebrazioni che avvengono durante incontri internazionali, oggi sempre più frequenti. Esse devono essere giustamente valorizzate. Per meglio esprimere l'unità e l'universalità della Chiesa, vorrei raccomandare quanto suggerito dal Sinodo dei Vescovi, in sintonia con le direttive del Concilio Vaticano II: (Sacrosanctum Concilium, nn.36, 54) eccettuate le letture, l'omelia e la preghiera dei fedeli, è bene che tali celebrazioni siano in lingua latina; così pure siano recitate in latino le preghiere più note (Sacrosanctum Concilium, n.36) della tradizione della Chiesa ed eventualmente eseguiti brani in canto gregoriano.
Più in generale:
Più in generale, chiedo che i futuri sacerdoti, fin dal tempo del seminario, siano preparati a comprendere e a celebrare la santa Messa in latino, nonché a utilizzare testi latini e a eseguire il canto gregoriano; non si trascuri la possibilità che gli stessi fedeli siano educati a conoscere le più comuni preghiere in latino, come anche a cantare in gregoriano certe parti della liturgia. (Sacrosanctum Concilium, n.36)

26 commenti:

Anonimo ha detto...

Se non si comincia dai seminari e dai noviziati, nessuna restaurazione, non solo del latino, sarà mai possibile.

Anonimo ha detto...

Restaurazione? Una pia illusione

Anonimo ha detto...

Ne convengo, soprattutto se non è il Papa a promuovere e a dare l'esempio!

Anonimo ha detto...

Si è visto che fine ha fatto l'esempio di Benedetto...

Anonimo ha detto...

E' vero. L'esempio non ha fatto presa e non sapremo mai (la storia chissà?) le vere ragioni dell'abdicazione.

Anonimo ha detto...

Anche Fisichella, col suo Credo in lingua, è in perfetta sintonia.

Angelo ha detto...

quel coraggio di uscire da se stessi per incontrare Gesù nella preghiera e di uscire da se stessi per incontrare gli altri e dare loro il Vangelo. Con la fecondità pastorale! Per favore non siate “zitelle” e “zitelli”. Avanti!
Ma dai!

Anonimo ha detto...

Mic, questa te la potevi risparmiare. In fondo è una non-notizia. E ha oscurato quella più seria di Maradiaga sulla collegialità.

Anonimo ha detto...

Forse non hai tutti i torti.
Ma penso che chi legge sa fare la cernita.

rosa ha detto...

ad anonimo 14.41: non e' una questione secondaria, ne' e' una non-notizia. si e' cominciato con il latino, e si e' andati avnti con iL resto. ed ora si arriva a maradiaga.
rosa
ps: per non aprlare del danno culturale ed intellettuale , a comincaire dalla scuola, enorme che e' scaturito per tutta la ns societa' dall' abbandono del latino

Andrea Martegani ha detto...

Ma Sant'Agostino non diceva "rientra in te stesso" per trovare la verità? Il Papa afferma di uscire da se stessi e di pregare
..

Sembra che nella Chiesa cattolica stia prevalendo l'esteriore sull' interiore e di conseguenza l'attivismo sulla contemplazione. Attivismo che senza contemplazione porta solo frutti marci! "Dio è spirito e va adorato in spirito e verità", Gesù dice a Marta che Maddalena "ha scelto la parte migliore" cioè la contemplazione.

Mic, cosa dici su questo punto? Non è una delle cause della crisi che c'è nella Chiesa?

Andrea Carradori ha detto...

Notizia deprimente ! Ma come pensare che un Uomo di Chiesa di 76 anni , certamente non umile, potesse cambiare le proprie opinioni sullo stile liturgico con cui è stato educato ? Chissà se a differenza di Papa Benedetto avrà il coraggio di scendere in San Pietro in occasione del nostro Pellegrinaggio ... Lui non ascolta ( almeno così pare ) i suggerimenti e tanto meno le pressioni curiali...

Anonimo ha detto...

Caro Andrea,
La tua domanda è fondamentale e merita una risposta (o meglio un'analisi più completa e approfondita), perché sostanzialmente la risposta te la sei già data.
In attesa di avere il tempo di soffermarmi più a lungo, ti lancio alcuni flash che mi vengono spontanei. Intanto hai nominato Agostino e il suo "in interiore homine...", poi mi viene in mente il vangelo: il figlio prodigo che riesce a ritrovare la casa paterna dopo essere "rientrato in sé stesso".
Inoltre è una nozione psicologica (il che non esclude lo spirituale) elementare che chi non si conosce a sufficienza non è in grado di agire responsabilmente.
Dunque le parole del papa, espressione tra l'altro di un pensiero approssimativo e non sviluppato, corrono il rischio di essere interpretare come un andare allo sbaraglio, fidandosi dello Spirito santo; il che se è valido come principio, può anche diventare un tentare Dio...
Inoltre, l'uscire da sé vale per i singoli e sostanzialmente coincide con l'uscire dal proprio egoismo e dal proprio peccato, penso ci sia bisogno della grazia antecedente (che vince male ed egoismo riconosciuti proprio entrando in sé) oltre che di quella conseguente che arriva strada facendo e di cui parla il papa.
M l'"uscire da sé", se vale per le singole persone, non può valere per la Chiesa che ha in sé la sua identità e la sua ragion d'essere e stiamo parlando del Signore...
Attenti agli slogan di facile presa e di nessuna sostanza!

Anonimo ha detto...

Ci tornerò per approfondire meglio.

Anonimo ha detto...

Dice bene Rosa. Non è una questione secondaria. È una forma mentis contraria a tutto ciò che è tradizione e in questo caso è anche un grosso deficit culturale, che potrebbe essere colmabile e far tornare a risplendere l'niversalità della Chiesa. Invece manca la volontà e il respiro alto di un Occidente fortemente in crisi.
Vanno di moda le periferie. Ma la Catholica non le ha mai trascurate. Anzi... Vengono oggi vengono fuori ideologizzate proprio perché si è persa l'universalità.

Anonimo ha detto...

Gentile dice,

Mic, dalla mia conoscenza con seminariste a Roma, tutti conoscono le preghiere Pater Noster, Ave Maria in Latino...quindi la colpa non è di loro...

Ma questa attenzione alla cosa, iniziata da Rorate Coeli blogspot, è degna di attenzione.

Quello Blog è gestito da operativi politici, siano Democratici (l'American PDL) siano Reppublicani (L'American faux nemici del American PDL)

Il loro scopo è mettere la gierarchia sempre sotto una luce cattiva per indebolire i votatori Cattolici negli Stati Uniti a reagire contro la communismo di Obama e il suo partito filo Communista, i Democratici.

Prova di criticare Obama a Rorate Coeli..impossibile, ed è sempre stato così.. butta fango alla gierarchia o fare montane da mucchi è sempre accettabile.

Capisco che il loro atteggiamento può sembrare spesso simile a veri Tradizionalisti, ma non è...

Adesso, in pieno conformità con i principi di conservatismo — (un tipo di filosofia americana politica che dice: per evitare lo sviluppo di vera opposizione al progressivismo, fa la parte di una oppositione finta conservatrice, che conserva l'esempi recenti di una indebolita moralità, per evitare che sorge un partito che veramente vuole di ristaurare la tradizione di moralità cristiana) — stanno provocando ogni sorte di critica contra Francesco ed esaltanto Benedetto XVI agli onori degli altari come vero tradizionalista.

Quindi, la prego di essere cauta con Rorate Coeli ....

Anonimo ha detto...

Ovviamente non xonosco le ragioni o le beghe politiche ch possono esserci dietro certi comportamenti.
Devo riconoscere, tuttavia che Rorate non spara a caso e la sua documentazione è seria.
Io non ho pregiudizi né verso il papa né verso la gerarchia: giudico da quel che vedo e da quel che vedo, a prescindere da ciò che può muovere Rorate, ci sono ragioni oggettive per parlarne e preoccuparsi.

Anonimo ha detto...

Tanto per fare un esempio, questo discorso sulle preghiere in latino era stato già stigmatizzato in alcune discussioni e lo avevo ripreso nell'articolo. Che poi mi sia accorta che ne avevano parlato sia Rorate che Le Forum Catholique, non ha fatto altro che confemare la mia valutazione accompagnata da quella di alcuni lettori anche sul blog di Raffaella.

Anonimo ha detto...

Pensavo, Gentile, che non mancano i contesti in cui il tradizionalismo, così come il progressismo, si accompagnano alla politica.
Credo che sia la purezza d'intenzione a salvaguardarci da possibili comportamenti strumentali.
Vigilate e pregate, resta sempre e comunque l'esortazione più valida, da non trascurare mai.

Luisa ha detto...

Chi accusa il blog Rorate Coeli dovrebbe argomentare meglio che con accuse che sembrano campate in aria, si motivi e si diano le prove invece di invocare la politica.
Potrebbe anche essere che chi accusa Rorate Coeli voglia intaccarne l`autorevolezza e l`influenza che esercita sul suo lettorato dando quelle informazioni, analisi e riflessioni alle quali attingiamo anche noi.
Interessante il blog e interessanti i commenti ai post.
Rorate Coeli è un blog di riferimento, serio nelle sue informazioni e analisi.

Anonimo ha detto...

La realtà è che i seminaristi tradizionali sono costretti a mimetizzarsi, finché il Signore lo permetterà.

neo-lingua ha detto...

Tutte le epressioni: "forma straordinaria", "ermeneutica della continuità", "arricchimento reciproco", "unità nella diversità" continuano a fornire combustibile per l'evoluzione linguistica orwelliana al centro della rivoluzione conciliare. Il crollo linguistico promosso da Papa Francesco non è un caso, ma è parte integrante della continuazione della rivoluzione.

Anonimo ha detto...

Talmente parte integrante che per la prossima GMG è stato completamente vanificato l'impegno di Benedetto XVI di mantenere il latino in alcune parti, facendo ritradurre il Messale esclusivamente in portoghese.

Angelo ha detto...

Rorate Coeli è un blog di riferimento, serio nelle sue informazioni e analisi.

Il problema è che in USA-- paese che conosco bene-- chi è nel limbo della "conservazione" spesso sposa tesi politicamente liberali.

Anonimo ha detto...

Ergo, la tradizione deve uscire dal limbo.

rosa ha detto...

io leggo rorate coeli tutti i giorni, e non trovo affatto traccia di posizioni"liberal". Anzi spesso mi semrano piu' " reazionari " dei blogs italiani, tra cui questo. cHi per es. ha mai letto qui del corretto vestiario di un cattolico tradizionale ?
Rosa