sabato 8 settembre 2012

8 settembre. Natività della Vergine.

Voglio sottolineare questa ricorrenza, che sentiamo affettivamente e spiritualmente, per rendere un semplice e sentito omaggio alla nostra Madre Santa e Benedetta.

Con il III Concilio di Efeso del 431 che sancì la legittimità del titolo “Madre di Dio” per Maria, si ebbe una fioritura di feste mariane nel calendario liturgico, tra le quali: la Natività, la Presentazione al Tempio (nel calendario liturgico usus antiquior la Purificazione), l’Annunciazione e la Dormizione, oggi divenuta Assunzione, dopo la proclamazione del relativo dogma.

Interessante conoscere che la scelta della data, antichissima è in relazione all’antico anno liturgico che iniziava con il mese di settembre, dando una cornice “mariana” allo stesso. 

AVE MARIA, Madre nostra e Avvocata nostra!

Si legge nell’ufficio delle letture che oggi è il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il suo tempio, oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore. La natività di Maria preannuncia in festa l’Incarnazione del Figlio … una meraviglia ai nostri occhi. Una inaudita meraviglia che fa parlare i muti e camminare gli storpi, che annienta incredulità e tiepidezze. 

E intanto che la Chiesa freme fra mille venti di dottrina, e intanto che il mondo affoga nel suo brodo di superbia, resta fedele Chi non può rinnegare se stesso. Sta. A raccogliere speranza e attesa. Forse è questo il ‘frutto’ del concilio, riflettevo. Forse era necessario che si spalancasse questa crisi epocale nella chiesa, forse era necessario che esplodessero tutte le contraddizioni covate nei secoli, era necessario toccare il fondo, come accade talvolta nella vita, per poter risalire. E riconoscere quel che conta, quel che davvero è buono e giusto agli occhi del Signore. Questo è il nostro oggi, ed è su questo tappeto di parole perse, di verità a metà, che a noi tocca vivere e testimoniare la nostra parte in quel ‘progetto stupendo’. 
giovanna

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Si legge nell’ufficio delle letture che oggi è il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il suo tempio, oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore. La natività di Maria preannuncia in festa l’Incarnazione del Figlio … una meraviglia ai nostri occhi. Una inaudita meraviglia che fa parlare i muti e camminare gli storpi, che annienta incredulità e tiepidezze.

E intanto che la Chiesa freme fra mille venti di dottrina, e intanto che il mondo affoga nel suo brodo di superbia, resta fedele Chi non può rinnegare se stesso. Sta. A raccogliere speranza e attesa.

Forse è questo il ‘frutto’ del concilio, riflettevo. Forse era necessario che si spalancasse questa crisi epocale nella chiesa, forse era necessario che esplodessero tutte le contraddizioni covate nei secoli, era necessario toccare il fondo, come accade talvolta nella vita, per poter risalire. E riconoscere quel che conta, quel che davvero è buono e giusto agli occhi del Signore. Questo è il nostro oggi, ed è su questo tappeto di parole perse, di verità a metà, che a noi tocca vivere e testimoniare la nostra parte in quel ‘progetto stupendo’ .
giovanna

Anonimo ha detto...

Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Giovanna, con la sua sensibilità profonda e la sua fede ferma ci sa sempre dar lezioni di amore e speranza.