domenica 2 settembre 2012

Chi è contro la liturgia del Concilio è fuori dalla Chiesa, lo dice L'Osservatore Romano

Aggiornamento: spuntano come funghi gli articoli de L'Osservatore Romano del 1° settembre che -scopro ora- ha pubblicato stralci di tre relazioni presentate alla quarantesima settimana di studio dell'associazione professori e cultori di liturgia svoltasi a Rocca di Papa dal 27 al 31 agosto, presso il centro di spiritualità Mondo migliore. Tema di quest'anno «Il concilio Vaticano II e la liturgia: memoria e futuro». Qui c'è quello di Agostino Marchetto. E qui quello di Gilles Routhier. Occorrerà farne un dossier e riprendere i vari punti. Varrà la pena perché ci appare la Summa della vulgata conciliarista. Avremo occasione di riparlarne presto. Nel frattempo si impone una riflessione: manca completamente il confronto. Le due parti in causa, tradizionali e conciliari - che poi essere tradizionali non significa rinnegare tutto il Vaticano II - non si incontrano mai allo stesso tavolo, ma procedono su binari e convegni paralleli... Manca totalmente il confronto. L'esperienza mi fa dire che confronto non può esserci. Non resta che lo scontro... Staremo a vedere che aspetti prenderà nei giorni e nei mesi che verranno.

Un assaggio indigesto ripreso in rete dall'Agenzia Asca:
(ASCA) - Città del Vaticano, 31 agosto - La riforma liturgica del Concilio Vaticano II, "come tutto il grande movimento di rinnovamento del concilio, è un dato di fatto, un criterio acquisito, fa parte della storia della Chiesa, è Tradizione allo stato puro. Tutto ciò che vi si oppone è semplicemente fuori dall'orizzonte che la Chiesa si è data, non può quindi nutrirsi ad alcuna fonte certa": è quanto si legge oggi sull'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, in un articolo di Pierangelo Chiaramello, dello Studio teologico di Fossano, dal titolo "Quella riforma pienamente montiniana", che ricostruisce il pensiero di papa Paolo VI sulla riforma liturgica. L'articolo esce mentre in Vaticano si attende ancora una risposta da parte dei tradizionalisti lefebvriani, legati alla liturgia tridentina in latino. 

[...] Il periodo tralasciato è nell'articolo successivo
Infatti c'è un ulteriore affondo de L'Osservatore Romano del 1° settembre, dal titolo Il Vaticano II e la liturgia. Lo pubblico integralmente, turandomi il naso, perché è l'esatta puntuale e completa espressione della vulgata dei nuovi "conservatori conciliari", che ha lo scopo evidente di  mettere a tacere nuovamente qualunque voce Tradizionista osi levarsi nei confronti delle derive della Riforma montiniana, che si discosta dalla Costituzione conciliare sulla Liturgia, anche se in essa se ne trovano i prodromi e le fessure divenute voragini...

L'articolo usa il linguaggio fluido conciliare: molte enfatiche parole che apoditticamente affermano, ma non dimostrano nulla e dietro le quali c'è il vuoto spinto, che purtroppo viene riempito da false e arbitrarie applicazioni pastorali... Cosa presagisce e cosa ci stanno preparando, in vista dell'Anno della Fede e dei peana monocordi celebrativi degli anniversari del Vaticano II?

È un grande inganno dal quale noi non resteremo sopraffatti; ma la nostra voce è flebile, mentre la grancassa mediatica e pastorale nonché i poteri lobbystici penetrati nella Curia sono più forti che mai...

Settimana di studio a Rocca di Papa
Il concilio Vaticano II e la liturgia

Mai come nel concilio Vaticano II  una riforma liturgica ha beneficiato della grande autorità di un concilio ecumenico. Tutto il movimento di riforma della Chiesa trovò il suo inizio con la liturgia, e, fatto non marginale, a promulgare la Costituzione conciliare Sacrosanctum concilium, insieme ai vescovi, fu Giovanni Battista Montini. Montini si trovò così ad attuare come Papa, ciò che desiderava come arcivescovo.

Il rinnovamento liturgico promosso dal Vaticano II ha certamente trovato in Paolo VI un autentico promotore e interprete. Egli ha voluto dare l’avvio alla riforma liturgica, precisarne i criteri, mantenerne l’impulso, farne studiare a fondo le questioni, definirne il progetto, spiegarla al popolo di Dio, difenderla da attacchi ingiustificati, cogliendone ogni volta i punti chiave, e soprattutto la rilevanza per la vita della Chiesa, sollecitando il popolo di Dio, in molteplici occasioni, ad accoglierne il principio fondamentale: la partecipazione attiva [Ritornello sviante di cui abbiamo parlato qui, ma ne parlo più diffusamente nel mio libro]. Per Giovanni Battista Montini il binomio liturgia-Chiesa è indissolubile, come luogo eminente di esperienza cristiana viva. Il rinnovamento liturgico configura un volto sempre più autentico della liturgia, per dare un volto sempre più autentico alla Chiesa.
[Che il binomio liturgia-Chiesa sia indissolubile non è vero solo per Giovanni Battista Montini, ma è un fatto incontrovertibile, perché si tratta della funzione primaria della Chiesa di garantire lo ius divinum al culto; il resto è conseguenza. Resta da stabilire se il cosiddetto e tanto arbitrariamente quanto apoditticamente dichiarato "volto sempre più autentico della liturgia" sia effettivamente quel che dice di essere e di conseguenza "volto sempre più autentico della Chiesa". Quanto esso sia purtroppo sfigurato, è sotto gli occhi di tutti.]

Oggi la letteratura sulla liturgia, tanto quella di natura scientifica quanto quella di natura militante e polemica, è sovrabbondante. Disponiamo però di ben pochi studi ermeneutici della Costituzione sulla liturgia. Tutta l’attenzione ha finito per concentrarsi sulla riforma liturgica, in particolare sul nuovo Ordo missae, e l’attenzione alla Costituzione sulla liturgia in sé, sulla scia di questo atteggiamento «negazionista», è stata eclissata dalla focalizzazione del dibattito sui libri liturgici.

La distinzione tra la Costituzione e la riforma in sé è legittima. È anche necessaria, perché non possiamo confonderle. Tuttavia, la loro distinzione non deve portare alla dissociazione e ancor meno a relegare nell’ombra la Costituzione, perché questo porta a un diniego del concilio o a farne una grandezza astratta, situata nella sua solitudine e maestà Olimpica, che non sarebbe consegnata alla storia.

Oggi il discorso della Chiesa cattolica in materia liturgica rischia di venire paralizzato dall’adozione dello stesso metodo del concilio di Trento, e la sua riflessione su questa materia rischia di lasciarsi intrappolare nella risposta che vuole dare ai contestatori, oggi gli integralisti, e agli abusi, adoperandosi per stabilirne una nuova lista. È giunto il tempo di far rivivere la singolarità e l'originalità del Vaticano II, che ha offerto una esposizione organica e serena sulla liturgia attuando un processo di discernimento, cercando di promuovere ciò che nella sua esperienza recente e illuminato dalla lunga tradizione può contribuire alla vita della Chiesa.
1 settembre 2012

26 commenti:

Anonimo ha detto...

Purtroppo è l'Osservatore Romano che va in tutto il mondo. Le nostre grida d'allarme chi le ascolta?

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Domenicano ha detto...

tranquilli, tutto ciò che scrive OR non viene mai seguito. A quest'ora in Italia non dovrebbe esserci né aborto né divorzio.
E' un giornale che raccoglie gli sfoghi isterici di qualche eminentissimo, un giornale che serve solo come terapia psicoanalitica.

Luisa ha detto...

Il primo articolo è firmato e il suo autore esce da Sant Anselmo...la sua ideologia progressista è palese, quando leggo:

''Il rinnovamento liturgico promosso dal Vaticano II - scrive Chiaramello - ha certamente trovato in Paolo VI un autentico promotore e interprete {vero, Bugnini lo ha scritto nel suo libro, purtroppo quell `interpretazione estensiva, allargata, passo dopo passo sempre più lontana da ciò che sta scritto nella Sacrosanctum Concilium, è un tradimento della stessa} . Egli ha voluto dare l'avvio alla riforma liturgica, precisarne i criteri, mantenerne l'impulso, farne studiare a fondo le questioni, definirne il progetto, spiegarla al popolo di Dio, difenderla da attacchi ingiustificati, cogliendone ogni volta i punti chiave, e soprattutto la rilevanza per la vita della Chiesa, sollecitando il popolo di Dio, in molteplici occasioni, ad accoglierne il principio fondamentale: la partecipazione attiva

!?!?!

La partecipazione attiva = principio fondamentale?
Beh, il popolo di Dio ha accolto l`invito di Paolo VI, lo ha accolto e capito molto bene, basta guardarsi attorno per vedere lo sfacelo dovuto a quella partcipatio actuosa, così actuosa d`aver messo il popolo di Dio al centro della Liturgia mettendo da parte il Signore e il Suo Sacrificio!

Anonimo ha detto...

Mic, io ci vedo, in queste parole pubblicate su OR, come in tante altre pubblicate in altri giornali o proferite da cattedre e amboni, la debolezza delle posizioni dei progressisti. Chi ha la certezza che ciò che possiede è durevole e solido, non ha bisogno di ripeterlo in continuazione..... Mentre chi ripete in continuazione tali concetti, mostra solo l'insicurezza di fondo (forse pure solo a livello di inconscio) delle sue opinioni. Più ripeteranno che la riforma liturgica è vincolante, ottima, superottima, taumaturgica e irreversibile e più si mostrerà la debolezza di tale riforma......... E pure la sua pochezza e la sua miseria.
A dire se una riforma liturgica è "Tradizione allo stato puro" non deve essere l'Osservatore Romano. Ma il tempo......
Noi che abbiamo l'intima certezza che il vetus ordo è una montagna di granito, piantata in mezzo al mare, non abbiamo bisogno di convincerci che è eterno o inaffondabile....perchè lo sappiamo bene. Chi invece si trova su una barchetta sgangherata inizia a tesser le lodi di quel legno su cui naviga.....Se il contadino vede il cielo terso e il sole che splende, non ha bisogno di ripetere in continuazione che il tempo è bello. E' già una cosa evidente. E quando invece tale contadino inizia a parlare del bel tempo che sta facendo e della pioggia che (ancora) non sta cadendo........significa che il tempo volge al brutto........ Federico

Anonimo ha detto...

E' un giornale che raccoglie gli sfoghi isterici di qualche eminentissimo, un giornale che serve solo come terapia psicoanalitica.

Di certo però raccoglie le voci del potere egemone, che non sono purtroppo irrilevanti né di poco peso nelle scelte pastorali e nella vita ecclesiale!

Anonimo ha detto...

In risposta ad Anonimo 12:48

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/angelus/1976/documents/hf_p-vi_ang_19760404_it.html

Il Papa stesso smentisce quelle calunnie.

Anonimo ha detto...

Caro Federico,
convengo con quel che dici.
Purtroppo, però il timone che segna la rotta della Nave Ammiraglia lo tiene l'equipaggio della barchetta!

Certo è una situazione estremamente anomala, umanamente di difficile soluzione; ma noi confidiamo nel Saprannaturale, che ha il Nome Cristo Signore...

E continuiamo a custodire e vivere il nostro tesoro. I risultati non sono nelle nostre mani, ma nelle Sue!

Luisa ha detto...

L`articolo dell`OR di oggi non è firmato ma, visto la ripresa degli stessi termini del precedente, presumo che l`autore sia lo stesso e cioè Don Pierangelo Chiaramello, presenta un linguaggio poco chiaro, leggo :



"Disponiamo però di ben pochi studi ermeneutici della Costituzione sulla liturgia. Tutta l’attenzione ha finito per concentrarsi sulla riforma liturgica, in particolare sul nuovo Ordo missae"



Ma come, gli ermeneuti della Sacrosanctum Concilium ci sono già stati! 
Che cos`altro dovevano fare i membri del Consilium se non interpretare e APPLICARE quel che ha voluto la Costituzione conciliare sulla Liturgia?

E oggi, 50 anni dopo, un perito ci viene a dire che ci mancano gli studi ermeneutici!


Visto lo stato catastrofico della Liturgia, visto come è stata manipolata e oggetto di tutti gli abusi, di tutte le invenzioni, che ci venga piuttosto detto, che si abbia il CORAGGIO di dire, che i membri del Consilium, i primi e più importanti ermeneuti della Sacrosanctum Concilium, con purtroppo l`avallo di Paolo VI, si sono allontanati dalla Sacrosanctum Concilium, che l`hanno interpretata in modo errato e troppo estensivo, che si abbia il coraggio di individuare la fonte da cui sono partiti tutti gli abusi, che si abbia il coraggio di nominarli e poi di prendere i provvedimenti che si impongono.
Che si dica ai cattolici che cosa ha voluto la Sacrosanctum Concilium e poi si metta il dito sulle piaghe della sua errata interpretazione e applicazione.


Leggo anche:

La distinzione tra la Costituzione e la riforma in sé è legittima. È anche necessaria, perché non possiamo confonderle."



E perchè sarebbe legittima?

La riforma doveva riflettere e applicare ciò che la Sacrosanctum Concilium ha voluto.

Basta leggere il libro di Bugnini, "La riforma liturgica", per vedere come e quanto i membri del Consilium abbiano preso delle libertà e introdotto novità non previste e non volute dal testo conciliare.

Azzurra ha detto...

È un grande inganno dal quale noi non resteremo sopraffatti; ma la nostra voce è flebile, mentre la grancassa mediatica e pastorale nonché i poteri lobbystici penetrati nella Curia sono più forti che mai...

Hai detto bene cara Mic, hai detto proprio bene.

E' in atto un attacco molto scaltro verso chi la Tradizione vera l'ha sempre difesa.

Come diceva Gesù, i figli delle tenebre sono molto più scaltri dei figli della luce. Ebbene, hanno pensato molto scaltramente,
- e prima del pastorale vaticano II- di infiltrare nei seminari i nemici della Chiesa, per scardinarla dal suo interno. Una volta saliti ai posti che potevano fare la differenza, tra inganni e altre azioni di cui possiamo solo supporre, - visto che le prove come sempre, miracolosamente svaniscono - anche se, per coloro che possiedono la grazia di una intelligenza pulita che vien da Dio, certe "coincidenze" o fatti o suoni di tromba mediatici, per questa o quella persona o per atti o parole, contrari all'ortodossia e alla Tradizione vera, NON sono sguggite,non sfuggono e non sfuggiranno mai!
Ho l'impressione e ditemi se sbaglio, che ora più che mai si stiano costruendo le basi per una pulizia "etnica" da ogni rimasuglio Tradizionalista e come in tutte le sette che si rispettino, accusano -come da chiara intenzione riportata dall'Osservatore Romano- di essere fuori dalla Chiesa Ufficiale, se non si rispetta il CVII o quello che ne è uscito fuori. NON COSI' per gli altri Concili Dogmatici che SONO la Tradizione.

Se conosciamo la Storia, della Chiesa, sappiamo che pure in Cina, i poteri forti legati ai nemici della Chiesa Cattolica, siano essi di origine politica che di altre credenze, hanno ufficializzato una Chiesa falsa.
Si sono impadroniti degli edifici e del culto, che prima era cattolico, hanno esplulso, hanno ricattato, obbligato a prendere o lasciare, quello che loro imponevano, infine hanno decretato essere una setta la Chiesa Vera e chi vuol essere fedele ad essa.

Certo il paragone non è esattamente lo stesso, in quanto la Chiesa di Roma non riconosce quella ufficiale di stato,bensì quella vera, ma c'è un ma.....
Il metodo è lo stesso.

Dapprima, fanno apparire dei mostri, dei retrogradi, dei sedevacantisti, coloro che non intransigono e che conoscono bene quale che sia la Vera Tradizione, poi esaltano cattivi maestri, poi ancora ricattano psicologicamente, chi non la pensa come loro.

Se conosciamo la storia sappiamo che queste sono tecniche raffinate delle più terribili dittature, che sanno benissimo perchè loro si conoscono la storia, tanto da manipolarla a loro piacimento come ad esempio la Storia della Chiesa, nevvero Vian direttore dell'Osservatore Romano?

Dicevo, quelli che conoscono molto bene tecnica e storia, sanno che lo scontro diretto, non porterà a nulla e quindi via con PALESI minaccie di "condanna" per chi ha scoperto e denunciato, quali che fossero i pericoli nascosti e da qui gli abusi contro Cristo, impliciti e non impliciti della liturgia uscita fuori dal pastorale vaticano II.

Attenzione quindi a non aver, paura e non sentirsi in colpa con devianti interpretazioni propinateci, a partire dalla famosa frase:

" Non giudicare e non sarai giudicato, oppure con lo stesso metro di misura con cui giudichi sarai giudicato"

Bene, premesso che il cristtiano, deve difendere la Fede, se costui, giudicherà severamente chi vuole indebolirla e quindi distruggerla, vien da se che colui che giudica con autorevolezza e severità, atti e parole empie, a sua volta non può che essere giudicato con somma e perfetta giustizia perchè il suo giudizio è stato un atto dovuto e ha fatto nient'altro che il suo dovere.

Beato l'uomo che alla fine dei suoi giorni si troverà a compiere il suo dovere. Di lui si compiaccerà Iddio.

Andrea Carradori ha detto...

Sono d'accordo con quanto h scritto Luisa " La riforma doveva riflettere e applicare ciò che la Sacrosanctum Concilium ha voluto".
Questo è stato "sempre" l'atteggiamento del cd mondo tradizionalista fin dalla mia infanzia : seguire la Sacrosantum Concilium : " che ci venga piuttosto detto, .., che i membri del Consilium, i primi e più importanti ermeneuti della Sacrosanctum Concilium, ..., si sono allontanati dalla Sacrosanctum Concilium, che l`hanno interpretata in modo errato.
L'articolo citato è inquietante per il modo e per il momento in cui è stato fatto. Di cosa e perchè hanno tanto paura ? Forse i novelli cospiartori della carta stampata sanno qualcosa più di noi ? Buona domenica.

Luisa ha detto...

Effettivamente, Andrea, c`è un non so cosa di inquietante in questa serie di articoli. I due dell`OR non sono i soli, ma essendo l`OR a pubblicare hanno ancor maggior rilievo, che cosa ci stanno preparando per il 50° del Vaticano II?
Che cosa vuol dire l`autore scrivendo:

"è giunto il tempo di far rivivere la singolarità e l'originalità del Vaticano II,{ rivivere? ma se tutti si son riferiti al Vaticano II per introdurre le loro creazioni singolari e originali, 50 anni non son bastati?} che ha offerto una esposizione organica e serena{ serena? non proprio se si legge Bugnini...} sulla liturgia attuando un processo di discernimento, cercando di promuovere ciò che nella sua esperienza recente{immagino che per esperienza recente l`autore intenda gli abusi e derive che hanno ferito il cuore della nostra Fede, la liturgia} e illuminato dalla lunga tradizione può contribuire alla vita della Chiesa.

Che cosa ci stanno preparando i nuovi ermeneuti della Sacrosantum Concilium?
Temo il peggio.

Azzurra ha detto...

@ Carradori

...che ci venga piuttosto detto, .., che i membri del Consilium, i primi e più importanti ermeneuti della Sacrosanctum Concilium, ..., si sono allontanati dalla Sacrosanctum Concilium, che l`hanno interpretata in modo errato.

Perchè, lei non lo ancora capito a che gioco taluni infiltrati stanno giocando?

Eppure.... è un assiduo frequentatore, di blog che trattano più o meno seriamente di simili tematiche.....

Ah! dimenticavo buona domenica anche a lei.

Perplesso ha detto...


"Questo è stato "sempre" l'atteggiamento del cd mondo tradizionalista fin dalla mia infanzia : seguire la Sacrosantum Concilium : "

Ma il mondo tradizionlista non ha piuttosto combattuto, in trincea, per salvaguardare la Messa Tridentina?

viandante ha detto...

Nell'orizzonte cattolico, da alcuni anni, complice anche il Motu Proprio, ha iniziato a soffiare una lievissima brezza legata alla Tradizione. E seppur lieve sta apportando una freschezza a lungo attesa nella Chiesa. Sempre più persone, seppur sempre minoritarie, se ne stanno accorgendo.
Sarebbe ingenuo pensare che i modernisti non se ne siano accorti e che rimangano con le mani in mano.
Certamente La Tradizione rinascerà, di questo ne sono convinto. È solo una questione di tempo.
Però, sono anche convinto che tutte quelle forze malvage che con molti sotterfugi cercarono di sovvertire la dottrina cattolica faranno di tutto per impedire questa rinascita. I colpi di coda non saranno né pochi né indolori, specialmente quelli provenienti dall'interno della Chiesa.
A questo punto é importante tornare a combattere con gli strumenti propri della Tradizione cattolica: lo studio della dottrina e un accostarsi costante ai sacramenti. Se anche in ambito tradizionalista cerchiamo di combattere per la nostra posizione contro questo tipo di nemici solo con strumenti umani, abbiamo già fallito.
Lasciando la gestione dei sacramenti ai sacerdoti, sicuramente noi laici possiamo fare molto di più a livello di dottrina.
Ad esempio ho l'impressione che i siti dedicati alla presentazione della dottrina Tradizionale siano ancora troppo pochi e forse anche troppo "difficili" per una persona che vi si accosta per la prima volta dopo anni di pastorale conciliare.
I blog come questo certamente aiutano, ma non sono il luogo più idoneo a formarsi dottrinalmente, almeno per un principiante.
Speriamo quindi che presto anche sulle strade virtuali di internet, si possano incontrare luoghi di apprendimento della dottrina cattolica.

Luisa ha detto...

Quell`associazione di professori e cultori di liturgia svoltasi a Rocca di Papa dal 27 al 31 agosto, comporta solo liturgisti postconciliari?
Per liturgia si intende unicamente quella riformata?
C`è spazio per i cultori di una delle due forme del Rito Romano, la forma straordinaria?
Se non vado errata il SP è legge universale per la Chiesa, è corretto continuare non solo a ignorarlo, ma a combatterlo, in modo aperto o subdolo?

Messale del 1965 ha detto...

Una domanda:
Ma perché nessuno di questi liturgisti parla mai del messale del 1965? Non fu quel messale il vero esito dell'applicazione della Sacrosanctum Concilium? Perché ebbe una vita così breve? È vero che inizialmente fu utilizzato persino da mons. Lefebvre? Pur avendo molti limiti era certamente migliore del messale del 1969, anche se con le modifiche del 1967 venne reso praticamente molto simile ad esso.

Anonimo ha detto...

Non mi pare che esista un'edizione tipica del Messale del 1965 (cioè l'originale in latino). Invito a darci notizie diverse chi le ha.

Che io sappia, ci sono le edizioni bilingue delle varie nazioni, con l'imprimatur del presidente della rispettiva conferenza episcopale, che non costituiscono l' "editiones iuxta typicam".

Evidente inizio di frammentazione e perdita di universalità...

La sua vita breve evidentemente dipende dalla furia riformista che non tardò ad andare oltre...

Caterina63 ha detto...

L'articolo parte con una MENZOGNA per la quale dovrebbe reagire Benedetto XVI.... dice:

Mai come nel concilio Vaticano II una riforma liturgica ha beneficiato della grande autorità di un concilio ecumenico.

****

disse Ratzinger cardinale:
Il Concilio tridentino sancì definitivamente l'approvazione di una liturgia che fosse punto di riferimento per tutta la Chiesa latina come non era mai accaduto in passato, pur mantenendo quei riti che avessero avuto alle spalle almeno 200 anni di tradizione....

è consolatorio che gli abbonamenti all'OR sono crollati.... un motivo ci sarà ^__^

Andrea Carradori ha detto...

Penso che Mic ha ragione : Non mi pare che esista un'edizione tipica del Messale del 1965 (cioè l'originale in latino).
@ Perplesso : l'allora neonato movimento pro missa tridentina nel nome della Sacrosantum Concilium ha gridato al mondo che la messa del Concilio era quella di ... sempre.
Non posso essere smentito amche perchè posseggo i primi numeri dei bollettini di Una Voce ( oltre i miei, ancora, lucidi ricordi ...)
Anche io penso che il Messale del '65, come disse e scrisse il Card.Antonelli, fu il risultato pratico e tangibile della Sacrosantum Concilium.

Observer ha detto...

Vi informo che su MiL viene ripresa, con sottolineature allusive ai lettori curiali dei blog tradizionalisti, la notizia data con questo articolo.

Segnalo a mic la mia meraviglia di termini così elogiativi da parte di chi rimaneva indifferente agli insulti più biechi di altri blogger, in quel contesto molto liberi di esprimersi anche con volgarità, che hanno perfino osato dire che questo blog non era cattolico ma tradiprotestante e sedevacantista...

Anonimo ha detto...

Caro Observer,
grazie per la segnalazione.
Mi fa piacere e trovo che non è altro che la sinergia e l'osmosi che dovrebbero esserci costantemente tra persone che hanno preso parte per la stessa causa, cioè per il Signore e la Sua Chiesa, così profondamente oscurati.

Anonimo ha detto...

Conclude Carradori:
...Chissà se proprio dagli inquilini di Piazza Pio XII, attenti lettori di MiL, avremo qualche spiegazione, quando potrà essere ripristinata la possibilità di postare i commenti.

Chissà perché gli attenti lettori di MiL non allargano lo sguardo anche ad altre Agorà e magari non danno anche a noi qualche spiegazione, sempre se ne hanno o siano in vena di darla e ammesso e non concesso che non siano "allineati" con la vulgata che va per la maggiore e che nutre visioni come quella da noi stigmatizzata che in buona sostanza, come giustamente Carradori sottolinea nel titolo, cerca di chiudere la porta alla Tradizione Liturgica più volte esaltata e invocata dal regnante Pontefice Benedetto XVI

Marco Marchesini ha detto...

L'Osservatore Romano dovrebbe osservare meglio i documenti della stessa Santa Sede.
ORa è possibile affermare che il NO è legittimo, ma che dispiace a Dio, dall'altra escono articoli come questo.
Almeno Roma facesse pace con sé stessa, si capirebbe qualcosa. Il dubbio è lecito. Nel dubbio meglio rimanere a quanto di certo è stato sempre insegnato.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Leggo molti interventi interessanti. I pericoli evidenziaiti sono reali, ma la nostra Fede, come sottolinean Federico ed altri, non si piega a questi diktat.
Sì, le due opzioni più probabili sono: 1) ambienti curiali sentono il fuoco alla coda e reagiscono scompostamente. 2) Si vuol mettere la Fraternità S. Pio X con le spalle al muro, ma così sortiran l'effetto contrario.

Chi si aspetta aiuto dal Papa credo che nutra troppa fiducia. I miracoli son sempre possibili, intendiamoci, ma a giudizio umano oggi come oggi reputo ch'egli non voglia proprio prender una decisione chiara ed inequivocabile.
Ma noi dobbiamo continuar a combattere, senz'alcuna esitazione.
Finché esisteranno giovani come quelli che qui m'è stato concesso di trovare, anche una sconfitta sarà apparente o temporanea. La vita della Chiesa si misura nel tempo.

Anonimo ha detto...

La vita della Chiesa si misura nel tempo.

Così è!