venerdì 14 settembre 2012

A cinque anni dall'entrata in vigore del Motu Proprio

Roma, Santa Maria Maggiore, 14 settembre 2007
Ricordiamo il giorno luminoso in cui è finita, speriamo per sempre, quella sorta di “cattività babilonese” che a livello liturgico tutti i cattolici hanno subito fin dall'entrata in vigore della Riforma Liturgica di Paolo VI. L'immagine non è perfetta; ma è originale: è quella di partenza del filmato che sono riuscita ad avere da Repubblica e che spero risulti visibile da qui (interessanti le interviste: laici con le idee chiare, mi sembra). La celebrazione è sotto l'immagine della Salus populi Romani, nella Cappella Borghese, di fronte a quella, dall'altra parte della navata, dove c'è la tomba di San Pio V. Non c'è stato un grande afflusso di persone (qualcuna si è ancora aggiunta); ma c'è da tener conto che l'evento non era stato pubblicizzato ed inoltre era stato fissato per le 3 del pomeriggio (ora di certo non praticabile per chi lavora). Io c'ero!
Da allora le Sante Messe usus antiquior si sono moltiplicate. Ma siamo ancora ben lontani da una liberalizzazione piena. Conosciamo tutti le difficoltà, soprattutto da parte dei vescovi, per la maggior parte renitenti e, incomprensibilmente per dei Pastori, con molti pregiudizi. Ci manca inoltre una nostra "pastorale" e un vescovo... ma la Grazia abbonda e confidiamo nel Signore e nelle Sue meraviglie.

Marzo 1945: nella cattedrale di Colonia (Köln) distrutta dai bombardamenti degli "Alleati", si continua a celebrare la Santa Messa. Di fronte al Santissimo Sacramento, i fedeli si inginocchiano anche se su detriti e calcinacci.


1° luglio 1951: don Joseph Ratzinger è stato ordinato sacerdote da appena due giorni, ma in occasione della Prima Messa del suo confratello don Rupert Berger, si presta come suddiacono. Il futuro Benedetto XVI è il secondo da sinistra.

Le foto sono tratte dal blog CATHOLICVS:
http://catholicvs.blogspot.com/search/label/Fotos antiguas de la Santa Misa

Ringrazio chi ha impostato la pagina!

17 commenti:

Anonimo ha detto...

DOMANDA: Che cosa dice a coloro che in Francia temono che il Motu proprio "Summorum pontificum" segni un ritorno indietro rispetto alle grandi intuizioni del Concilio Vaticano II? In che modo può rassicurarli?

BENEDETTO XVI: È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa.

Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia.

Ogni giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da ambedue le parti.

Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.... dall'altra, la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre... non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento, ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro tempo.

luigi ha detto...

Parole che fanno riflettere tutti i 'liberi traduttori' del motu proprio.

? ha detto...

?

Anonimo ha detto...

Che cosa dice a coloro che in Francia temono che il Motu proprio "Summorum pontificum" segni un ritorno indietro rispetto alle grandi intuizioni del Concilio Vaticano II? In che modo può rassicurarli?

E quale sarebbero le gradi intuizioni del Vaticano II?

1. La cosiddetta partecipazione attiva, di cui parlavano anche Pio X, Pio XI e Pio XII?

2. L'Assemblea che celebra che ha preso il posto del vero "celebrante", Cristo Signore?

3. Il sacerdote che "presiede" rivolto all'assemblea, invece di celebrare in persona Christi rivolto al Signore insieme a tutti i presenti?

4. L'offerta dei "frutti della terra e del lavoro dell'uomo", invece dell"Hostia pura santa e immacolata"?

5. L'Altare del Santo Sacrificio sostituito dalla 'mensa' del convivio fraterno?

6. I riferimenti alla Santa Vergine e alla Comunione dei Santi rigorosamente tagliati?

Benedetto XVI ha detto anche altre parole più centrate sulla realtà sacrale e misterica del Rito, oltre a quelle citate, che tuttavia per il discorso "tolleranza" sono state fin da subito piuttosto deludenti!

Che dire? Non sono solo i francesi (sacerdoti e vescovi) a temere di "tornare indietro", non consapevoli che il rito attuale, nell'intento di esplicitare, banalizza e in ogni caso stravolge ciò che è sacro, augurandoci poi che chi celebra lo faccia secondo le intenzioni della Chiesa nel cuore della celebrazione che è la Consacrazione...

Il problema è chi si esprime in quei termini non conosce la vera dottrina e la spiritualità che sottende il rito e continua a ripetere tipo 'mantra' i soliti pregiudizi, che sarebbero presto eliminati da una adeguata e saporosa catechesi, qualora fossero disposti ad ascoltarla...

A proposito del "Credo in ogni caso che vi sia una possibilità di arricchimento da ambedue le parti, ciò è di certo valido per il NO. Quanto all'antico Rito, oltre all'aggiornamento del santorale e conseguente introduzione di alcuni nuovi prefazi, con le letture in lingua volgare (stessa cosa che a suo tempo introdusse con le letture nella Vulgata Papa Damaso), non vedo in che cosa il NO potrebbe portare arricchimenti...

Thibaud ha detto...

Sottoscrivo la signora Mic, in risposta data al commentatore anonimo delle 10:46.

Aggiungo, se vi fosse stata la vera intenzione di un "arricchimento", così volgarmente detto, non vi sarebbe stato il bisogno di cosstituire ed imporre un rito parallelo, come nel caso del NO.

L'arricchimento (lo dice la parola stessa ) è in funzione e in aggiunta DI un qualcosa, NON un istituire o fare qualcosa di nuovo ed imporlo, tralasciando ciò che si vorrebbe "arricchire".

I frutti dell'"arricchimento" si possono "gustare" nei numerosi abusi liturgici e quindi messe invalide di cui siamo testimoni inermi, ma consapevoli di ciò che si sta attuando sempre più palesemente.

I novatores modernisti, che un tempo venivano indicati come scismatici ed eretici e indice di una Chiesa sana e maestra, hanno sinora avuto la meglio, ma non è detta l'ultima parola.

Lo Spirito Santo assiste la sua Chiesa, affinchè il suo Capo visibile non proponga eresie, anche se a guidarla ci fosse un Papa peccatore.

Non così, se a guidarla ci fosse un Papa eretico, solo in quel caso lo Spirito Santo NON può agire in assistenza, perchè avrebbe smesso la funzione di maestro e Vicario di Cristo, non sarebbe più Pontefice anche se eletto legittimamente.

La differenza fra Papa peccatore e Papa eretico è notevole.

viandante ha detto...

Il Motu proprio "Summorum pontificum" rappresenta al momento l'unico ponte che possa aiutare a riscoprire la Tradizione per poi tornare ad amare dovutamente Cristo non solo nella liturgia.

Il merito maggiore di questo Motu proprio é quello di presentare il rito che la Chiesa aveva sempre officiato a coloro che mai l'avevano potuto vivere.

Questo il primo passo, ma a questo primo passo ne devono seguire altri.
Il fascino del rito, la solennità della cerimonia e tante altre cose sono importanti se ci aiutano ad andare oltre, altrimenti sono elementi effimeri che non portano a niente.
E anche il sacerdote se celebra il rito straordinario solo come "alternativa" formale all'altro, ma non sa cogliere l'immenso valore che esso rappresenta, non può aiutare i fedeli a riscoprire questo tesoro.

Anzi penso che furono proprio le celebrazioni vissute in modo così superficiale che decretarono la vittoria dei progressisti al Concilio Vaticano II.

E difatti la vera portata di questo Motu proprio é che attualmente é uno tra i pochi impulsi di cui possono fruire coloro che vogliono approfondire la questione relativa alla Tradizione.

Ma purtroppo é più che legittimo l'interrogativo che si fa strada in molti tradizionalisti: é questo un semplice modo per presentare un'offerta religiosa in più all'interno di questo gran calderone che sta diventando la Chiesa o rappresenta l'inizio di un ritorno sincero e genuino alla vera fede cattolica?


Anonimo ha detto...

Ringrazio Thibaud, e lo invito a chiamarmi semplicemente mic...

Quanto a questa affermazione:

Lo Spirito Santo assiste la sua Chiesa, affinchè il suo Capo visibile non proponga eresie, anche se a guidarla ci fosse un Papa peccatore.

Non così, se a guidarla ci fosse un Papa eretico, solo in quel caso lo Spirito Santo NON può agire in assistenza, perchè avrebbe smesso la funzione di maestro e Vicario di Cristo, non sarebbe più Pontefice anche se eletto legittimamente.


Quanto all'azione dello Spirito Santo, in senso stretto mi pare un'affermazione esatta, perché l'eresia, di per sé "taglia" dalla comunione... e chi si "taglia fuori" per eresia, non riceve la linfa, la Grazia con la quale lo Spirito non cessa di animare la Chiesa...

Quanto all'affermazione che non sia più pontefice, non mi permetto di fare ipotesi del genere, perché non ne ho sufficienti competenze per argomentarle. E su questo andrei molto ma molto cauta... Per quanto mi riguarda è una di quelle cose che, al momento, accetto di non capire e spendo le mie risorse materiali e spirituali per approfondire quel che sento più urgente e importante ora...

Luisa ha detto...

Immagino che luigi, riferendosi alle parole di Benedetto XVI( anonimo ha dimenticato di citare la fonte...) voglia dirci che in realtà il SP è stato solo un atto di tolleranza per alcuni, pochi, nostalgici, dei vecchietti e delle vecchiette( quelle vecchiette che recitavano il Rosario, secondo una certa vulgata sprezzante e menzognera), che chi ne fa un diritto si sbaglia, che chi pensa che abbia la stessa dignità della Messa riformata si illude,
MA
è successo che, malgrado l`ostilità deprecabile di vescovi e sacerdoti, la Santa Messa Antica non interessa solo dei vecchi nostalgici ma sempre più i giovani, che le vocazioni che riempiono i seminari,ad esempio in Francia, sono di giovani che desiderano formarsi con e alla Liturgia tradizionale, che fioriscono sul web i siti e i blog dedicati alla Tradizione e alla Liturgia e sono i giovani a crearli,
ALLORA,
questo fatto innegabile ha dovuto sorprenderne più d`uno, vedere che la Tradizione si risveglia, che i cattolici legati alla Messa di sempre bussano alla porta e, oh sorpresa, non sono solo degli anziani-e pensionati-e ma anche giovani che cercano ad abbeverarsi ad una fonte viva che nutra la loro fede, che risponda alla loro ricerca intensa e esigente, ha dovuto e anche irritare i Pastori padroni nella loro Diocesi, tutto salvo che aperti e benevoli nei confronti di tutto ciò che ricorda loro che la Chiesa non è ri-nata con il Vaticano II, che tutto quel che c`era prima del "Concilio" non è da buttare alle ortiche,
che fare allora?
C`è chi continua, imperterrito e gelido, a chiudere porte, orecchie e cuore ai fedeli tradizionali, c`è chi lo fa in modo aperto, chi in modo più subdolo, c`è chi , sono pochi se non pochissimi, apre le porte e il cuore sinceramente con affetto e cura pastorale, e c`è chi capisce che è una realtà che non può negare e ignorare allora decide di prendere le cose in mano, concedendo( già il termine è incorretto)alcune briciole, decidendo quali sono i buoni e i cattivi cattolici tradizionali, consapevole che "il nemico" è meglio averlo dentro piuttosto che fuori, è così più facile controllarlo...
E se per caso ci sono cattolici che non si lasciano ingannare da una "generosità" di facciata, e osano dirlo, sono ipso facto marchiati con il ferro rosso e considerati disobbedienti e ingrati...
Dividere per regnare, può prendere diverse forme, anche le più subdole.

Anonimo ha detto...

In effetti, stando alle parole del Santo Padre e all'agire della Santa Sede c'è da dire che la diffusione della messa antica col motu proprio sia andata al di là delle reali intenzioni del legislatore che nell'intervista citata - in volo per la Francia, campo minato... - ha parlato di tolleranza...etc...
I cattolici legati all'antica messa restano un piccolo gruppo rispetto alla massa dei cattolici non praticanti e praticanti.
Ben venga che cresca...se avessimo avuto una sola parola in questo senso dal Papa ne avremmo gioito.
Allora ci si chiede:
lanciano la messa e poi frenano;
lanciano l'accordo FSSPX e poi frenano;
a che gioco giocano in Vaticano?

Jacobus ha detto...

mic, ti ho riconosciuta in quell'intervista!

hpoirot ha detto...

mic, la fonte della citazione di Anonimo delle 10:46 é la famosa intervista sull'aereo diurante il suo viaggio a Lourdes

http://www.fecit-forum.org/forum.php?id=20048

un cattolico attento....molto attento ha detto...

Alla ricerca di notizie sul Motu Proprio, mi sono imbattuto in MIL.
In particolare, mi sono soffermato su un trhead, dal titolo "Parole, parole soltanto parole, parole tra noi". Sterili polemiche. (tratto da Cordialiter)
In pratica con molto ironico sarcasmo, hanno proiettato un’immagine tutt’altro che veritiera del “popolino” tradizionalista, che a lor dire sarebbe una continua lamentela, anche dopo aver ricevuto il Motu Proprio. E par di leggere i lor pensieri:

“Che cosa vogliono ancora? Non gli basta l’atto di “tolleranza” e benevolenza del Santo Padre? Perché argomentare su Dogmi, Tradizione e Deposito? O loro non sanno che la Chiesa non può tornare indietro di 200 anni? E cribbio dove lo mettiamo il CVII? Questi lefvreviani,sedevacantisti, tradiprotestanti…
Per evolvere e piacere al mondo, ai movimenti, abbiamo bisogno di guardare al CVII. Basta non se ne può più! Stiamo tornando al Medioevo….”

In effetti le contro lamentele di chi ora con ironico sarcasmo descrive questa sorta di “tradizionalismo” sono le stesse che abbiam trovato in eredità dal mondo modernista dopo il CVII, e molto ben visibile in blog cripto modernisti di qualche vaticanista, oppure nei giornali di partito come Repubblica o Corsera tra i più famosi, poi i mille altri rivoli della risma.

Che dire se non: “ma facciamoci una sonora risata…..”

A parte i soliti troll disturbatori, chiaramente modernisti, mimetizzati da veri “cultori e conoscitori” della tradizione e del Papa, ( appartenenti alle sette movimenti post conciliari), personalmente, posso solo dire grazie a quei blogger “lamentosi, patetici, cripto protestanti, sedevacantisti” che hanno dato notizia di abusi di confusioni dottrinali, curando così molta della mia ignoranza in materia. Credo non sia poco!
Ho conosciuto persone che frequentano la San Pietro, un ramo staccatosi dalla FSSPX e fondato da GPII. Ecco a parte celebrar Messa con il rito tridentino, adorare la figura del GPII, 8beatificato a suon di lamentele) degli adepti dei movimenti, per il resto, se si chiede approfondimenti sul Deposito, sulla Tradizione non sanno molto dire, perché oggi vige solo ed esclusivamente il magistero uscito dal CVII che fu pastorale.
Ora, se per definirsi “tradizionalisti” o maestrini basterebbe assistere alla S. Messa, senza doverosamente informare e far conoscere ciò che è la Tradizione o Deposito, credo che abbiano sbagliato mira. Allo stesso modo, se per i redattori di MIL, il popolino dovrebbe accontentarsi d’aver notizia di dove e come si svolgeranno le S. Messe Tridentine, ringraziare sorridere applaudire festeggiare e su tutto il resto rimanere servi muti, non vi è dubbio che il loro “servizio” alla tradizione si possa considerare una patacca voluta e gestita da qualche mente modernista, abituata ad infiltrarsi ovunque proprio come il fumo di satana.

Ovviamente se davvero la situazione intellettiva dei fedeli cosidetti "tradizionalisti" corrispondesse, alla descrizione che ne ha fatto MIL e Cordialiter, ora non solo NON avremmo ottenuto il Motu Proprio, ma nemmeno avremmo conosciuto molti particolari e reconditi segreti delle azioni post conciliari, che hanno non solo devastato l’unità della Chiesa, ma le hanno completamente devastato la dottrina.

Anonimo ha detto...

Ovviamente se davvero la situazione intellettiva dei fedeli cosidetti "tradizionalisti" corrispondesse, alla descrizione che ne ha fatto MIL e Cordialiter, ora non solo NON avremmo ottenuto il Motu Proprio, ma nemmeno avremmo conosciuto molti particolari e reconditi segreti delle azioni post conciliari, che hanno non solo devastato l’unità della Chiesa, ma le hanno completamente devastato la dottrina.

Quanto segnalato e l'intero argomento merita maggiore approfondimento e conto di farne un articolo quanto prima.
Grazie per l'input e la riflessione!

un cattolico attento....molto attento ha detto...

Gentile mic ringrazio dell'attenzione.
Mi sono stancato di quei molti "intellettuali" che credono di ammaestrare il mondo, le menti e di ottenerne ciò che vogliono.

Possono perchè ne hanno i mezzi, scuola pubblica, giornali, blog attori attrici, ma come sempre l'intellettuale che si crede superiore a Dio, alla fine non fa i conti proprio con Dio, che li castiga e li umilia già su questa terra, rendendoli ciechi e quindi ridicoli e ignoranti nel senso che ignorano.

Anonimo ha detto...

mic, la fonte della citazione di Anonimo delle 10:46 é la famosa intervista sull'aereo diurante il suo viaggio a Lourdes

Caro Poirot, ero rimasta di sale, quando l'ho sentita... Ricordo che poco dopo ci fu il primo Convengo Summorum Pontificum presenti il card. Hoyos e mons. Perl e feci una domanda mostrandomi sorpresa addolorata proprio per quel termine "tolleranza" e chiesi come potessero spiegarlo. Ovviamente non feci che metterli in imbarazzo, perché non risposero... Ricordo soltanto che mons. Bux tirò fuori la parolina chiave della situazione ripetuta poi moltissime volte: PAZIENZA!

Luisa ha detto...

Avete notato come è calato il silenzio sull`opposizione dei vescovi al SP?
All`inizio e durante un certo tempo si son fatti sentire anche prelati curiali come Mons. Perl, non temevano di dire che la grande maggioranza dei vescovi osteggiava l`applicazione del SP, poi è seguito il silenzio, sembra che oggi non sia ben visto dire la verità, bisogna ringraziare, lodare, applaudire ogni "concessione", si dimentica non solo che il SP è una legge universale per tutta la Chiesa dunque anche per i vescovi ma anche che la prima istanza non è più il vescovo ma il parroco, anche se un parroco difficilmente agirà senza l`accordo del superiore, se in faccia c`è il rifiuto bisogna essere pazienti e tacere, i cattolici che subiscono l`avversione dei loro Pastori su chi possono contare per testimoniare la loro esperienza?
Ci sono i blog, ad es. Mil da loro voce, alcuni redattori non temono di descrivere la situazione senza concessioni alla verità, altri preferiscono astenersi e esprimersi solo quando ci sono "concessioni" per dire tutta la loro riconoscenza...
Si tende ad amplificare i piccoli passi e a mettere in sordina e sminuire le difficoltà.
Si puntano i riflettori sulle riuscite e si lasciano deliberatamemte nell`ombra le difficoltà, le ostilità.
E quel che è triste da osservare è che i cattolici che cozzano contro quelle difficoltà, non trovano sostegno e comprensione presso chi condivide la stessa sensibilità e amore per la Sacra Liturgia Antica, o, meglio, li troveranno se accetteranno di comportarsi come è caldamente raccomandato da chi si erige in "professionista" della Tradizione, nel caso contrario sarà etichettato e accusato di essere un "pseudo tradizionalista"!
O con noi, o contro di noi, non bastavano le opposizioni dei vescovi, il disprezzo dei progressisti, adesso viene ad aggiungersi la condanna di un certo mondo tradizionalista, molto variegato da quel che si osserva su certi blog...dove veri cattolici tradizionalisti si uniscono a chi non lo è, a chi vorrebbe far credere di esserlo, alleanze particolari, molto paradossali e interessanti da osservare.

hpoirot ha detto...

Eh si Luisa, abbiamo notato si !

Aggiungo che quando il papa dice
"È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa.

mi chiedo : come ha fatto Bernadette Soubirous o i nostri nonni a assistere a tanti VO?? Il mio non sapeva neanche scrivere ...