mercoledì 26 settembre 2012

La teologia dell'Arcivescovo Di Noia O.P.

Riprendo da The Catholic world Report by Le Forum Catholique. Oltre a qualche piccola chiosa che ho inserito, di interessante e da approfondire, insieme alla esatta valenza del discorso sul Tomismo, è l'accento sul concilio come ressourcement piuttosto che come aggiornamento. Chissà se gli scritti proposti dalla rivista tradizionalista possono inquadrarsi in un tentativo di ristabilire il dialogo con la FSSPX, calpestato in Curia lo scorso 13 giugno?

Mons. Joseph Augustine Di Noia, OP, è un fine teologo che ha insegnato teologia per decenni e ha scritto molto. Probabilmente i cattolici tradizionalisti si stanno facendo molte domande circa i suoi insegnamenti dal momento della sua recente nomina a vice-presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Poche ore nella biblioteca di un seminario sono state sufficienti a rispondere ad alcune di esse.

1) Che cosa significa per il nuovo vice-presidente della Commissione Ecclesia Dei insegnare sull'Eucaristia?

Padre Di Noia ha contribuito ad un capitolo su un libro di letture sull'Eucaristia pubblicato nel 2006 dalla Commissione Episcopale per la Liturgia della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti. Anche se il saggio, dal titolo “Eucaristia e Trinità”, è focalizzato sulla « teologia di comunione », l'autore si riferisce alla Messa come ad un « banchetto sacrificale ».

A seguire alcuni stralci:
La Chiesa è una creazione del Dio uno e trino: dal Padre, che manda il suo Figlio e il suo Spirito per trasformare persone creaturali in modo che giungano a condividere, con le Persone increate della Trinità e l'uno con l'altro, una comunione di vita divina. (pag. 41)

Siamo stati invitati dalle strade principali e secondarie ad essere ospiti di un banchetto di nozze che non era stato previsto e in cui la nostra partecipazione è confermata solo dal nostro essere opportunamente rivestiti di Cristo, in abiti « lavati ... nel sangue dell'Agnello »(Ap 7,14; cfr. Mt 22,1-14). (pag. 41)

La preghiera di consacrazione comporta una solenne invocazione dello Spirito Santo, per la cui opera la morte e risurrezione di Cristo si fanno presenti, e il pane e il vino si trasformano nel suo Corpo e Sangue. Poi, consumando degnamente il Corpo e il Sangue di Cristo, i fedeli sono divinizzati e introdotti nell'unione con il Padre e tra di noi, per mezzo di Cristo e nella potenza dello Spirito Santo. (pag. 44)

[Non vi pare che in questo affascinante discorso - che mette l'accento sull'epiclesi, piuttosto che sulle parole della Consacrazione pronunciate dal Verbo di Dio - manchi la restaurazione della giustizia lesa, la giustificazione dell’uomo colpevole mediante la misericordia creatrice e il ritorno alla vita della creatura morta a causa del peccato? Non basta dire che siamo « lavati ... nel sangue dell'Agnello ». La Grazia, infatti, è giustizia attiva, resa possibile dal cuore trafitto di Cristo Signore, che restaura l'uomo e lo giustifica. È questa la svolta portata dal cristianesimo nella storia ed è questo che la Liturgia celebra, altrimenti viene messa l'enfasi sulla conseguenza piuttosto che sulla causa del «banchetto sacrificale»; il che non mostra altro che la Redenzione monca e falsata tutta post-conciliare. Il Nuovo Testamento ci dice infatti che « Dio in Cristo ha riconciliato con sé il mondo » (2 Cor. 5, 19). È questa l'assoluta novità, che fonda l’esistenza cristiana e ha il suo centro focale nella teologia della Croce (Stat Crux dum volvitur orbis). È Dio che si fa incontro all'uomo riabilitandolo ed è in quest'azione-evento inaudita il vero indirizzo orientativo dell’Incarnazione, della Croce, che poi introduce nella Creazione Nuova...]
2) Che cosa pensa l' Arcivescovo Di Noia sull'ecumenismo e il dialogo interreligioso?

Da giovane Padre di Noia conseguì il dottorato nell'Università di Yale nel 1980 con una dissertazione su “La Teologia Cattolica delle Religioni e il Dialogo Interreligioso”; uno dei relatori era il Prof. George Lindbeck, che era stato un osservatore Luterano al Concilio Vaticano Secondo. Il Padre Domenicano ha successivamente rivisto le sue opinioni su questo soggetto e ha scritto un libro “La diversità delle religioni: una prospettiva cristiana” pubblicato dalla Catholic University of America Press nel 1992.

Come lascia intendere il titolo della dissertazione, Di Noia distingue attentamente le considerazioni pragmatiche sul dialogo tra i rappresentanti delle diverse religioni mondiali (es buddisti, musulmani) dalle considerazioni dogmatiche sul modo in cui la Chiesa cattolica deve considerare e trattare le religioni non cristiane. Con grande rispetto e considerevole sottigliezza egli sviluppa ciò che è stata definita una filosofia del dialogo interreligioso che non riduce tutte le religioni a un certo qual comune denominatore antropologico né le definisce percorsi di salvezza ugualmente validi verso il cielo. L'approccio di Di Noia al dialogo interreligioso rispetta le differenze reali ed essenziali tra le maggiori religioni. Egli sottolinea anche il fatto che molte religioni mondiali non si preoccupano particolarmente della salvezza così come la intendono i cristiani, per cui raccomanda che questi ultimi cerchino altri soggetti sui quali iniziare il loro dialogo. Bisogna puntualizzare che Di Noia non sta dicendo che la salvezza è irrilevante o “negoziabile”, ma fa solamente un'osservazione pragmatica sulle realtà culturali.

Discutendo la “Teologia cattolica delle religioni”, di Noia riafferma tutti gli insegnamenti cattolici tradizionali su Gesù Cristo Salvatore del mondo e unico mediatore tra Dio e l'uomo. Su queste basi egli esamina successivamente i modi in cui la Chiesa può identificare e affermare verità parziali che possono essere trovate in altre religioni. [Ma possono esistere verità parziali? Semmai dal Concilio Vaticano II in poi (Lumen gentium, n.17; Redemptoris missio, n.56; Il cristianesimo e le religioni, Commissione Teologica Internazionale, 1996 n.43) si parla di semina Verbi; ma, secondo i Padri dei primi secoli compreso S. Agostino, i semina Verbi non fecondano le religioni pagane, alle quali essi riservano giudizi molto severi, quanto piuttosto la filosofia greca e la sapienza dei poeti e delle Sibille.]

Questo duplice approccio potrebbe essere riassunto nel motto: « radicati nella fede desiderosi di convertire ».

3) Cosa pensa l'Arcivescovo Di Noia del Vaticano II?

In un saggio spesso citato apparso nella rivista accademica The Thomist nel 1990, l'allora Padre Di Noia aveva analizzato “La teologia cattolica americana alla fine del secolo: post-conciliare post-moderna post-tomistica”. « Assimilando l'opera di diverse generazioni di vescovi e teologi il concilio [Vaticano II] ha fuso una riaffermazione dell'identità cattolica cristiana della Chiesa con un approccio positivo anche se critico alla modernità », vale a dire con l'eredità intellettuale post-illuminista del mondo occidentale. Alla fine del XX secolo tuttavia è arrivato « l'avvento della post-modernità ». « Le sorti dello studio di S. Tommaso d'Aquino si sono alternate in parallelo a queste fluttuazioni ».

Di Noia passa in rassegna due concetti importanti che hanno fornito un programma al concilio. Il primo è il Ressourcement, un termine francese che significa “ritorno a” e “riappropriazione creativa delle principali fonti formative” del cattolicesimo: “Scritture, liturgia e Padri della Chiesa”. Il secondo è il termine italiano aggiornamento [in italiano nel testo]. Se da un lato il Concilio ha cercato di bilanciare ressourcement e aggiornamento, Tradizione e rinnovamento, d'altro canto e presso il pubblico « la riforma e il rinnovamento sono stati visti generalmente come sinonimi di modernizzazione. [...] Il programma di aggiornamento è prevalso nella comprensione e nella ricezione del Concilio da parte dei cattolici americani sin dall'inizio ». Il linguaggio dell'autore è corretto ma chiaramente è palese che egli non approva questa “lettura" unilaterale del concilio.

Il neotomismo - la teologia tomistica arida sistematizzata dai manuali latini utilizzati per generazioni nei seminari - « forniva i mezzi per confutare gli errori della modernità piuttosto che affrontare le sue sfide ». [L'errore si confuta e si rifiuta, la sfida si raccoglie sostituendo all'errore la verità. Ma oggi sono raccolte le sfide o le suggestioni della modernità?] Questo sistema accademico sotto vuoto spinto non poteva accettare nemmeno il pluralismo del ressourcement del XX secolo: la ploriferazione di nuovi approcci teologici (es. il movimento liturgico, la teologia biblica, e altri studi approfonditi della patristica). « Molti teologi americani ne hanno tratto la conclusione che il neotomismo fosse incorregibilmente anti-moderno e oscurantista e che pertanto aveva mutilato la Chiesa nel suo incontro con [il mondo moderno] ».

Avendo insegnato teologia ai suoi confratelli come Padre domenicano per decenni, di Noia è consapevole del fatto che « c'è un Tommaso d'Aquino post-tomistico, un Tommaso liberato dal peso enorme dei commenti, del dibattito, della sistematizzazione che ha fatto sì che il suo pensiero sembrasse inaccessibile ai teologi moderni ed inutilizzabile per le loro opere teologiche, un Tommaso d'Aquino che parla con limpida chiarezza a una congerie di questioni teologiche urgentemente post-moderne ».

Elementi significativi della critica di Di Noia sulla fine del secolo: la teologia di S. Tommaso d'Aquino è un grande tesoro per la Chiesa. Non necessariamente lo erano anche gli aridi manuali di teologia latina nei seminari. I documenti del concilio Vaticano II hanno un valore duraturo perché sono stati emessi e approvati da un concilio ecumenico sotto la guida dello Spirito Santo. Non altrettanto si può dire delle interpretazioni di tali documenti da parte di entusiasti che hanno enfatizzato il “rinnovamento" e ignorato la “Tradizione".
Michael J. Miller 
[Traduzione a cura di Chiesa e postconcilio]

25 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2012/09/26/vento-copri-Santo-Padre_7533501.html?idPhoto=1

poveretto...non ha tutti i torti, non riesce a vedere.

Da Le Forum Catholique ha detto...

TOMISTA designa, il pensatore che si inserisce nella linea dottrinale di S. Tommaso

NEO-TOMISTA designa, storicamente, i pensatori che hanno ripreso il tomismo a partire dalla crisi modernista. Vi si possono situare Gilson, Maritain, etc...

TOMMASIANO designa : sia "il pensatore che ritorna a S. Tommaso stesso" ; sia lo storiografo, che in questo senso non è più filosofo o teologo, ma solamente storico.

TOMMASIANO è oggi usato correntemente, anche nell'universo filosofico. Questo termine mi imbarazza ; sembra suggerire che i TOMISTI hanno pervertito il pensiero di San Tommaso e l'hanno "sviluppato" a modo loro. Ora io penso che la dottrina di S. Tommaso è fatta perché i discepoli se ne riapproprino, fino ad oggi, senza fossilizzarsi nella "lettera" di San Tommaso.

Par Mgr Tissier de Mailleret ha detto...

...le 30 juin 2012 le Pape écrivait de sa blanche main une lettre à notre supérieur général, Mgr Fellay, signée de sa main : “Je vous confirme effectivement, pour être vraiment réintégrés dans l'Église (passons sur l’expression) il faut vraiment accepter le concile Vatican II et le magistère post-conciliaire.”

Anonimo ha detto...

Il catechismo di san Pio X insegna che la Transustanziazione avviene per le parole di Cristo pronunciate dal sacerdote. Non già per l'invocazione dello Spirito Santo (questo lo credono gli orientali scismatici e i progressisti neomodernisti). E questo d'altronde è proprio ciò che insegna infallibilmente il concilio di Trento: la Transustanziazione avviene "ex vi verborum". CANONICUS

mic ha detto...

Grazie Canonicus.
Esattamente quel che avevo colto da quelle parole.

Noto che la predicazione recente mette sempre più l'accento sul "mistero pasquale" di Cristo e sulla "mensa della Parola". Ed è cosa buona e giusta; ma risulta una delle tante sfumature attraverso le quali la grande e dirompente forza delle Croce, estremo atto di obbedienza oltre che di amore, nonché la Reale Presenza di vittima ora glorificata vengono attenuate. E così se ne sottovaluta la portata. Ma questo porta come conseguenza una diminuzione, fino a farlo scomparire del tutto del nostro coinvolgimento come "offerta-in-Cristo", che è parte integrante della nostra Redenzione, nostro "fiat" al Padre. Mentre la ricorrente enfasi sulla Parola, rende meno pregnante il rapporto vivo col Signore (e quanto ne consegue) che si ha durante la Consacrazione, che è il culmine dei tutta l'Actio liturgica.

Poi, non si parla più di "soddisfazione vicaria", ad esempio e, così facendo, la si espunge dalla coscienza e della conoscenza dei fedeli, ai quali può sempre arrivare per grazia; ma il cui oblio ci rende sempre più neo-protestanti... E allora ridondano le parole amore e comunione nonché divinizzazione, ma sembra un discorso più sentimentale che ontologico perché se ne oltrepassa l'elemento "cruciale", concreto e ineludibile...

Anonimo ha detto...

documenti del concilio Vaticano II hanno un valore duraturo perché sono stati emessi e approvati da un concilio ecumenico sotto la guida dello Spirito Santo.
..........

io vorrei che, dopo 50 anni di domande senza risposta, mons. Di Noia
1) spiegasse al vastissimo popolo dei piccoli credenti cattolici (che sono svariati milioni nell'orbe) come sia possibile che lo Spirito Santo produca documenti AMBIGUI e indecifrabili, ovvero sibillini, atti a favorire una immane confusione, non solo nei piccoli, ma prima ancora negli stessi dotti teologi o pastori che li hanno redatti, che dopo 50 anni non sanno ancora spiegarceli e renderli CHIARI e/o ATTUABILI senza pericolo di errori, eresie e deviazioni, come nei fatti è accaduto;

2) che dicesse se lo Spirito Santo ha veramente ISPIRATO E voluto la riforma devastante della Liturgia come essa è stata iniziata e promossa dal papa Paolo VI con l'aiuto dI Bugnini & consultori protestanti, già DENTRO e durante il concilio;

3) che ci spiegasse COME lo Spirito Santo può gradire e approvare il colpo di mano (sopruso della fazione modernista) avvenuto fin dall'inizio dei lavori conciliari, ottobre 1962 !

Non si riesced a capire come questi illustri pastori non concepipscano che gli uomini di Chiesa, volendo, possono anche "resistere" allo Spirito Santo, rifiutando di seguire i suoi veri consigli (spesso di santa Prudenza) e attribuendo a Lui -Spirito di Verità, Spirito di Cristo- ciò che da Lui non viene affatto, essendo NELL'ALTERAZIONE falsificante di verità perenni, causa di confusione delle anime, con dottrine/prassi MENZOGNERE ( come dimostrano certi esaltati tipo il sig. Kiko et al., che si ritengono investiti-incaricati di una missione dallo Spirito Santo, senza poterlo dimostrare, ma mostrando il contrario coi FATTI) !

Ci dica mons. Di Noia quale sarebbe l'istruzione nuova, chiara e santa data dallo Spirito Santo -senza equivoci- attraverso i doc. conciliari, tuttora fumosi e non chiariti nè spiegati al Gregge da nessun papa.

adn

Mgr Tissier, 16-09-2012 ha detto...

ecco le ultime dichiarazioni forti e chiare -sì sì no no- di Mons Bernard Tissier de Mallerais in una recente conferenza:

"L’accordo del 1988 non è durato più di 10 ore. Ebbene, l’accordo immaginato nel 2011-2012 è durato sei mesi, non è stato benedetto dalla Santa Vergine. Abbiamo recitato rosari su rosari, e continuiamo, e facciamo bene, ma la Santissima Vergine evidentemente non ha appoggiato questa idea.
Non ha seguito questa strada, poiché il 30 giugno – è un segreto che vi rivelo, ma che sarà reso pubblico – il 30 giugno del 2012 il Papa ha scritto di suo pugno una lettera al nostro Superiore generale, Mons. Fellay:
“Le confermo effettivamente che per essere veramente reintegrati nella Chiesa – tralasciamo questa espressione – occorre veramente accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”.
Si tratta propriamente di un punto d’arresto, poiché per noi non è accettabile, e non possiamo firmare una cosa così. [...]
"Mai accetterò di dire:
“Il Concilio, se lo si interpreta bene, forse lo si potrebbe far corrispondere con la Tradizione, si potrebbe trovare un significato accettabile”. Non accetterò mai di dirlo.
Sarebbe una menzogna, e non è permesso dire menzogne, anche se si tratta di salvare la Chiesa".
------------------
leggere su
http://www.unavox.it/Documenti/Doc0443_Conferenza_Tissier_16.9.2012.html

ovvero:
il fine non giustifica i mezzi, per chi è un vero cristiano;
a nessuno è lecito FARE UN MALE certo per ottenere un bene (vero o presunto).

Jon Lord ha detto...

Mmhhh... Mistero Pasquale...


Catechismo Maggiore di San Pio X:
623. Perché Gesù Cristo ha istituito la santissima Eucaristia?

Gesù Cristo ha istituito la santissima Eucaristia per tre principali ragioni:

Perché sia sacrificio della nuova legge.

Perché sia cibo dell'anima nostra.

Perché sia un perpetuo memoriale di sua passione e morte, ed un pegno prezioso dell'amor suo verso di noi, e della vita eterna.


Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 del Beato Giovanni Paolo II:

1337 Il Signore, avendo amato i suoi, li amò sino alla fine. Sapendo che era giunta la sua Ora di passare da questo mondo al Padre, mentre cenavano, lavò loro i piedi e diede loro il comandamento dell'amore. Per lasciare loro un pegno di questo amore, per non allontanarsi mai dai suoi e renderli partecipi della sua pasqua, istituì l'Eucaristia come memoriale della sua morte e della sua risurrezione, e comandò ai suoi Apostoli di celebrarla fino al suo ritorno, costituendoli « in quel momento sacerdoti della Nuova Alleanza ».

Passione e morte da un lato, morte e resurrezione dall'altro... Onestamente fatico a capire.

Anonimo ha detto...

la meta ultima di tutte le manovre o "lavori in corso" :

Roma (=l'apparato Vaticano, il centro del potere : la Curia, col Papa in primis) non ha che un solo obiettivo: condurre tutti in ginocchio davanti al concilio, ripetendo che "tutto è in continuità" con il passato, e che il concilio non ha cambiato niente, e che esso è fondamentale per essere cattolici.

Negando o bypassando ogni evidenza della STORIA, e ritenendo che le pecore -tutte- cieche, ottuse e a-razionali, non abbiano occhi per vedere la REALTA', lampante come il sole.

Anonimo ha detto...

Io non me ne intendo granché, ma che un vescovo, teologo, affermi che a render presente Cristo nell'Eucaristia è lo Spirito Santo, e non invece unicamente le parole di Cristo, io lo trovo di una gravità inaudita. Siamo messi bene!

mic ha detto...

Passione e morte da un lato, morte e resurrezione dall'altro... Onestamente fatico a capire

Io non fatico a capire; perché Passione Morte e Resurrezione SONO il mistero Pasquale del Signore.

Però: si espunge la Passione, si sorvola sulla Morte, della quale non emerge l'obbedienza salvifica ma solo il grande Amore, che c'è tutto, e si enfatizza la Resurrezione.

Ma l'Opera di Redenzione e Restaurazione del Signore avviene col suo "fiat" (Passione e Morte) alla volontà del Padre, che proprio in virtù di questa obbedienza lo Risuscita (Fil 2, 8-11) ed Egli può ri-portare alla destra del Padre la natura umana redenta ed inviarci il suo Spirito di Risorto che continua a edificare e ad animare la Sua Chiesa, introducendoci nella Creazione nuova da Lui inaugurata e rendendoci sempre più a Lui 'configurati'.

'Configurati' a Lui, significa che se l'uomo-vecchio non è inchiodato alla Croce con Lui, l'uomo-nuovo non può, con Lui in Lui e per Lui, risorgere e portare nel mondo l'immagine del Figlio diletto...

mic ha detto...

a render presente Cristo nell'Eucaristia è lo Spirito Santo, e non invece unicamente le parole di Cristo, io lo trovo di una gravità inaudita. Siamo messi bene!

E' ovvio che lo Spirito Santo opera; ma sembra che si dimentichi che in Cristo c'è sia il Padre che il Figlio, che lo Spirito e le Parole pronunciate dal Verbo incarnato (che il sacerdote pronuncia in persona Christi non possono non provocare ciò che significano...

Jon Lord ha detto...

Grazie mic, ma il "problema" che Passione e Morte fanno parte del Mistero Pasquale, ma non lo sono per intero... Mi spiego?
Gira e rigira, la Resurezzione, a cui prima ci limitava a rimandare (insieme all'Ascensione), diventa elemeno costitutivo del Sacramento.

Ho già esposto questo dubbio a un frate FFI e ho ricevuto la stessa risposta (che è in sostanza la risposta "ufficiale").

Quella però è una non risposta... Io continuo a domandarmi perché prima l'Eucaristia fosse il memoriale delle SOLE Passione e Morte e ora invece include anche la Resurrezione (e come dici giustamente, se ne estromette la Morte)? Per tutti gli anni che hanno preceduto il Catechismo del 1992, il Sacramento era un cosa, poi la si modifica...

A me sembra che tutto questo rientri in quanto mettevano in luce A. Gnocchi & M. Palmaro ne "La bella addormentata" nelle pagg. 201-207, in particolare:

«Dall'affermazione che l'opera redentrice di Cristo ha come scopo la sola rivelazione dell'amore del Padre, conseguono due cambiamenti radicali nella teologia della Redenzione. Il primo consiste nell'attribuire quest'opera più a Dio Padre che a Cristo come uomo. Quest'ultimo diverrebbe solo il "luogo" nel quale Dio salva l'umanità manifestando il proprio amore. Il secondo cambiamento consiste nel trasferimento dell'atto principale della Redenzione dalla morte di Cristo alla sua Resurrezione e Ascensione. «Chi parla di Redenzione – dice Roguet nel suo saggio sul mistero pasquale – pensa anzi tutto alla Passione e poi alla Resurrezione come a un completamento. Chi parla di Pasqua pensa anzi tutto a Cristo resuscitato. La Resurrezione non appare più come un epilogo, ma come un termine e il fine nel quale si riassume il mistero della salvezza».
La sintesi mostra il capovolgimento di orizzonte. La teologia classica, secondo l'insegnamento di san Paolo, non eclissava il ruolo della Resurrezione, ma come spiega Roguet, la subordinava alla Passione e alla Croce
. [...]»

un cattolico attento....molto attento ha detto...

Convengo con Anonimo delle 10:19 e adn!

Data la gravità di fatti azioni e parole, iniziate e successivamente IMPOSTE ai Cattolici, con l'AGGRAVANTE di aver propagato una nuova religione che NON E' CATTOLICA, credo che sia stata veramente opera dello Spirito Santo, a NON FAR ACCETTARE alla FSSPX L' ACCORDO con Roma modernista.

Come se in materia di Fede ci si debba mettere d'accordo. .....accordo su che cosa?

Bene, ammesso e non concesso che questo sia vero, allora i Santi Martiri sono stati degli idioti a supplir ogni sorta di patimenti, infertogli dai nemici della Chiesa, per NON essersi messo d'accordo con i loro persecutori pagani e giudaici.

Spero che nessun uomo o donna cattolica sana di mente (almeno quello), accetti questa nuova "teologia" o direttive, senza porsi delle domande. Spero.... ma vedo che la solita scimmia modernista che imperversa nei suoi blog preferiti (Mil- il blog di Raffaella-Tornielli) quella brutta copia di pseudo tradizionalista che si spaccia per cattolico, tal SdC, il quale ancora una volta non perde tempo ed energie per gettare il liquame satanico di sua produzione, addosso all' ormai UNICA piccola porzione della VERA CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA, che è la FSSPX.

Di quel tizio mi son fatto un'opinione...credo che appartenga alla FSP, creata dal GPII, colui che ha messo in discussione il Dogma dell'Infallibilità papale, nota per essere un ramo staccato della FSSPX, concordisti e quindi collaboratori della menzogna.... auguro di sbagliarmi, ma ho conosciuto il pensiero di questi FSP e non credo di allontanarmi dalla verità. Nei suoi "commenti" riporta tal quale ciò che ho sentito da alcuni rappresentanti di questa FSP, ovvero dicono che la Messa Celebrata dalla FSSPX NON è valida.....

Quindi secondo questo nucleo di pseudo difensori della Tradizione, le Messe celebrate da quei "sacerdoti" modernisti ecumenisti che non credono alla Transustantazione e mettono corani o candelabri sopra l'Altare cattolico, sarebbero più valide perchè hanno accettato il cv2? e quindi sono in comunione con il papa?
Ma vi rendete conto come stanno ingannando il gregge di Dio?

La scimmia di Dio si serve di questi piccoli ometti, ma non si preoccupi che i veri cattolici, quelli a cui non è dato di essere accalappiati da questi lordissimi signori, SAPRANNO RICONOSCERE LA VOCE DEL VERO BUON PASTORE.

Dal mio punto di vista, credo fermamente che la FSSPX, non solo sia da ammirare per il coraggio indomito che ha avuto e continua ad avere nel DIFENDERE LA VERA FEDE, nel RIFIUTARE il diabolico seme del cv2, nel RIFIUTARE il DIABOLICO ECUMENISMO che mette Gesù al pari dei falsi dei, nel RIFIUTARE la satanica COLLEGIIALITA' che di fatto toglie a Pietro il suo mandato e il suo Ministero.

Coloro che criticano, odiano, perseguitano, dileggiano la FSSPX, LA QUALE altro non fa che DIFENDERE E CONSERVARE IL DEPOSITO DELLA FEDE COSI' COME CI E' STATO CONSEGNATO, questi e SOLO questi NON SONO CATTOLICI e con ciò BISOGNA prendere le distanze, ASPETTANDO CHE la Grazia Divina e il Suo Soccorso, ci invii un Sucessore di Pietro che METTERA' FINE a questa ERESIA MODERNISTA entrata in seno alla Chiesa, dal e con il cv2, CONDANNANDO ERESIE ED ERETICI.

La Storia del Papato ci insegna molte cose su questo argomento.

Ottime riflessioni che CONDIVIDO APPIENO, quelle di Mons Bernard Tissier lette sull'articolo di Una VOX.

Gederson Falcometa ha detto...

Le Forum Catholique,

Il neo-tomismo è nato con la enciclica Aeterni Patris di Leone XIII e con il gesuita tedesco Joseph Kleutgen. Don Curzio Nitoglia vede la storia del neo-tomismo de modo diverso, come se può leggere nell'articolo "Tomismo contro modernismo" (http://doncurzionitoglia.wordpress.com/2012/07/20/tomismo-contro-modernismo/).

Un saluto dal Brasile

mic ha detto...

La sintesi mostra il capovolgimento di orizzonte. La teologia classica, secondo l'insegnamento di san Paolo, non eclissava il ruolo della Resurrezione, ma come spiega Roguet, la subordinava alla Passione e alla Croce

Grazie per la segnalazione Jon Lord!

E' esattamente quello che ho esposto più su e che vado pensando, dicendo e soprattutto vivendo spiritualmente da anni, sulla base degli insegnamenti ricevuti dalla Chiesa!

Gederson Falcometa ha detto...

Mic,

Come possono continuare a dire che non c'è rottura? Ogni volta sta più difficile credere nella sincerità di chi fa questa affermazione di continuità. Questo per l'enormità di produzione intellettuale che dimostra la rottura, mentre la continuità si basa unicamente sulla parola.

In questo caso particolare, ritorna la questione della anafora di Addai e Mari, che è solo possibile proprio perché pensare che la transustanziazione è fatta nella epiclesi, e aggiungo: non hanno letto il De Defectibus?

Vedere:

V – I DIFETTI NELLA FORMA

I difetti da parte della forma possono verificarsi se manca qualcosa da ciò che è richiesto all’integrità delle parole nella stessa consacrazione. Infatti le parole della consacrazione, che sono la forma del Sacramento, sono queste: Hoc est enim Corpus meum. E: Hic est enim Calix Sanguinis mei, novi et æterni testamenti: mysterium fidei, qui pro vobis e pro multis effundetur in remissionem peccatorum. Ma se qualcuno diminuisse qualcosa, o mutasse qualcosa dalla forma della consacrazione del Corpo e del Sangue, e in questo cambiamento di parole le nuove parole non significassero la stessa cosa, il Sacramento non è valido. Se inoltre fosse aggiunto qualcosa, che non muti il significato, il Sacramento è certamente valido ma peccando in modo massimamente grave.

http://www.maranatha.it/MobileEdition/T15-MissaleRomanum1962/testi/ddefpage.htm

Allora, non c'e rottura...

mic ha detto...

Grazie mic, ma il "problema" che Passione e Morte fanno parte del Mistero Pasquale, ma non lo sono per intero... Mi spiego?
Gira e rigira, la Resurezzione, a cui prima ci limitava a rimandare (insieme all'Ascensione), diventa elemeno costitutivo del Sacramento.


Il problema è che hanno mistificato sul fatto che si metteva l'accento su Passione e Morte dimenticando la Risurrezione.

Prima non ci si limitava a "rimandare" alla Risurrezione, la si viveva direttamente assimilando la Grazia del Signore all'opera nel Sacramento. Se non è il suo Spirito di Risorto, cos'altro riceviamo dalla e nella Chiesa? Cos'altro ha trasmesso la Chiesa per 1960 anni? Ma non possiamo eludere la Passione e la Morte, che sono il 'passaggio', la vera 'Pasqua', verso la Resurrezione....

Gederson Falcometa ha detto...

Mic,

Tu hai letto questo testo "Germania: niente soldi, niente sacramenti" in Vatican Insider*?

Questo non è simonia?


*http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/germania-alemania-germany-cattolici-catholics-catolicos-18395/

Jon Lord ha detto...

Che errore... ResurreZZione... Ih, ih, ih...

mic ha detto...

Tu hai letto questo testo "Germania: niente soldi, niente sacramenti" in Vatican Insider*?
Questo non è simonia?


Credo che la questione della Germania sia complessa e dipende da un sistema che si è sviluppato nel tempo. Mi par di capire che non è la Chiesa che rifiuta i sacramenti a chi non paga, ma le persone che rinnegano la Chiesa per non pagare le tasse.
Siamo a livelli di decadenza estrema...


Gederson Falcometa ha detto...

"Credo che la questione della Germania sia complessa e dipende da un sistema che si è sviluppato nel tempo. Mi par di capire che non è la Chiesa che rifiuta i sacramenti a chi non paga, ma le persone che rinnegano la Chiesa per non pagare le tasse.
Siamo a livelli di decadenza estrema..."


Mic,

Quello che sembra strano, è la decima essere raccolte dallo Stato come una tassa. Questo sembra svuotare il significato della decima sacro e una tassa per entrare nella Chiesa, come fa notare il vescovo Huonder, che che ha affrontato una situazione simile in Svizzera:

“Many still do not know that the Catholic Church as such does not demand any tax for her membership, and that in almost every Country she does not know a tax system comparable with the Swiss one” Bispo Huonder – Kirchensteuer: Three Cheers For Bishop Huonder – http://mundabor.wordpress.com/2012/08/21/kirchensteuer-three-cheers-for-bishop-huonder/
Free Contributions instead of a Forced Tax
The judgement confirmed for Bishop Vitus Huonder the “Chur Model” introduced in 2009 — explained Gracia.
It offers the possibility to offer free contributions instead of Church-tax as an endowment of solidarity to the Diocese.
If a person decides to leave the State Church, it is not expected of him that he is distancing himself either from his Catholic Faith or the Church:
“Also in these circumstances he will not be threatened with refusal of the Sacraments.” Kirchensteuer: The Diocese of Chur Breaks Away! – http://eponymousflower.blogspot.com.br/2012/08/kirchensteuer-diocese-of-chur-breaks.html

Gederson Falcometa ha detto...

"Siamo a livelli di decadenza estrema..."

Sono d'accordo con te.

La continuità che parlare è puramente un nome che se dà alle rotture conciliareche. Se pensiamo bene, la continuità di che parlano, non ce un essere che la definisce, è una continuità nominalista. Sembra che il nominalismo sta in grado di spiegare gran parte di questa cadenza (e anche la rottura). Cattolico ha diventato solo un nome, che nomina persone o gruppi, solo attraverso il nominalismo, che il Cammino Neocatecumenale (e tantissimi altri movimenti) possono essere chiamati cattolici.

Un saluto dal Brasile

P.S.: Tutto bene con Dante?

mic ha detto...

è un segreto che vi rivelo, ma che sarà reso pubblico – il 30 giugno del 2012 il Papa ha scritto di suo pugno una lettera al nostro Superiore generale, Mons. Fellay:
“Le confermo effettivamente che per essere veramente reintegrati nella Chiesa – tralasciamo questa espressione – occorre veramente accettare il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”.
Si tratta propriamente di un punto d’arresto, poiché per noi non è accettabile, e non possiamo firmare una cosa così. [...]


Ci sono voluti tre anni per arrivare a questo? Sono decenni che il Papa conosce la posizione FSSPX, che non rifiuta tutto il concilio e che riconosce l'autorità e il primato petrino.

Una condizione così tranchant, non è spiegabile, se non con la volontà di 'piegare' gli interlocutori, nello stesso modo in cui è allineata e completamente ingessata la FSP e come evidentemente sarà il cosiddetto popolo Summorum (davvero alternativo alla FSPX?) che qualcuno ha avuto la bella idea di costituire.

Il problema è che il dialogo si svolge tra interlocutori che parlano delle stesse cose usando parametri diversi, perché effettivamente checché se ne dica, il Concilio ha cambiato non solo il linguaggio, ma anche la dottrina. E, non si intendono perché hanno un diverso concetto di tradizione e anche una diversa ecclesiologia. Strano che l'ecclesiologia 'inclusivista', ammetta gli eretici riformati e non i cattolici fedeli alla tradizione perenne. L'equazione che ne vien fuori è inesorabile e inquietante!

Che poi nella Fraternità si vadano polarizzando posizioni estreme è un fenomeno doloroso e non sarebbe reso inevitabile se la Santa Sede fosse stata o fosse con essa morbida com'è con tutti i protestanti di turno, Anglicani compresi...

Anonimo ha detto...

DE TE FABULA NARRATUR

http://www.youtube.com/watch?v=tLFXWw6g7VE&feature=player_embedded&list=PLF16F1BC52F946C59