lunedì 18 marzo 2019

Fiumi di odio e menzogne sul Congresso di Verona

Diceva la buonanima di Winston Churchill "se nessuno ti odia non ti sei mai battuto per nessuna causa". Da qui si deduce il secondo assioma: battiti per una causa solo se sei in grado di resistere all’odio, e battiti per una causa importante da cui dipendono la felicità e la vita di migliaia di persone solo se sei in grado di resistere a fiumi di odio. In questo momento fiumi di odio si stanno riversando sul Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona da venerdì 29 a domenica 31 marzo.

Non è vero che vogliamo inchiodare le donne alla maternità. Scusate, ma per curiosità, come sarebbe possibile? Vogliamo che le donne abbiano la possibilità di diventare madri, che possano avere un numero di mesi decente di astensione dal lavoro, almeno dodici, che possano avere un solido aiuto economico. Scusate, ma una giovane donna di venticinque anni disoccupata ha la libertà di abortire, garantita da tutti inclusi i sindacati, ma ha la libertà di diventare madre? Questa libertà non ha valore? Siamo certe che ogni donna possa essere chirurgo o amministratore delegato: vogliamo solo avvertirla che la potenza arcaica e totale della maternità è 1000 volte più grande dell’essere chirurgo o amministratore delegato, vogliamo dirglielo prima che sia troppo tardi.

Vogliamo che ogni bambino abbia un padre e una madre, e se possibile i suoi,  perché è la situazione che maggiormente gli garantisce equilibrio psicologico, fisico, spirituale ed emotivo. La sua mamma può allattarlo e questo moltiplica la sua salute, il suo papà con la sua presenza diminuirà la sua ansia. Vogliamo dire alle coppie che non hanno figli: non comprate un bambino mai, non comprate la malattia che si chiama sindrome di iperstimolazione ovarica di una donna povera che ha venduto gli ovuli, non comprate le vene varicose, il dolore del parto, nove mesi di gestazione di una donna povera che ha affittato l’utero, non create un bambino figlio di genitori che lo hanno venduto.

Il relatore più bersagliato sono io. Il mio nome è ovunque, fiumi di minacce e insulti stanno arrivando. Sto di nuovo evitando i luoghi affollati. Al congresso si parlerà di famiglia, non di altro ma sono le mie dichiarazioni precedenti che, a quanto pare, annullano per sempre la mia libertà di parola, Quindi cominciamo a chiarire che molte cose che mi vengono attribuite sono platealmente false. Fake news per usare un termine aggiornato.

Non ho mai né scritto né pronunciato la frase che mi viene attribuita dai contrari al congresso di Verona: «L’atto sessuale tra due persone dello stesso sesso è una forma di violenza fisica usata anche come pratica di iniziazione al satanismo», frase completamente senza senso. Sto prendendo in considerazione l’idea di querelare. Ho detto che la penetrazione dell’ultima parte del tubo digerente, essendo molto dolorosa, è usata in alcune iniziazioni sataniche, come raccontato in un video reperibile su YouTube dall’attrice Angelina Jolie. E come spiegato anche nel concetto di magia sessuale da Aleister Crowley, che possiamo considerare il fondatore del satanismo contemporaneo.

La mia affermazione è vera, motivo per cui è stata assolta al processo del 14 dicembre 2018.

Per quanto riguarda l’affermazione sul fatto che i cosiddetti omosessuali maschi, in particolare passivi, abbiano un quantitativo di malattie sessualmente trasmissibili molto più alto del resto della popolazione, questa affermazione è tragicamente vera, tragicamente dimostrata aldilà di ogni ragionevole dubbio, come è stato anche riconosciuto nel processo che ho subito a Torino. Ho sempre affermato che le malattie sessualmente trasmissibili in queste persone colpiscono circa 20 volte di più che nel resto della popolazione. Anche su queste affermazioni sono stata completamente assolta perché sono vere al di là di ogni ragionevole dubbio. Digitate su google gli acronimi STDs (malattie sessualmente trasmesse, in inglese) e MSM (uomini, men, che fanno sesso con altri uomini) e arriverete alle migliaia di file sull’argomento. Ci sono solo io che lo dico? Pare di sì. In realtà lo dice purtroppo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e le sue tragiche statistiche, io sono l’unica che questi dati li tira fuori dagli ambienti medici. Non sarò l’unica a cui queste persone premono sul serio? Ho l’impressione di sì.

Porto nel cuore i pazienti morti di AIDS, forse gli altri non hanno questo nella memoria. Ricordo a tutti le parole del mio amico ex gay Joseph Sciabra: «Tutti sono capaci di fare i liberal, ma tanto sono i gay che continuano a morire». Joseph Sciabra (seguite il suo imperdibile blog). Aggiunge Sciabra ripensando al suo periodo gay, lui era una pornostar, che era un periodo terribile, che è rinato. Anche Nausicaa Della Valle, cui è stato impedito di parlare a Biella qualche giorno fa, che è ex lesbica, ex bulimica e ex allergica parla di un equilibrio ritrovato.

Ripeto quello che ho sempre detto: amo profondamente le persone che si dichiarano omosessuali. Amo anche gli altri se è per questo. Amo le persone che si chiamano omosessuali, al punto tale da rischiare un linciaggio tutti giorni per affermare che il loro stile di vita è biologicamente perdente, e quello stile di vita è assolutamente reversibile: se cambia lo stile di vita vivranno infinitamente più sereni, come possono testimoniare tutti gli ex gay.

Non ho mai detto l’immane sciocchezza che la (cosiddetta) omosessualità sia una malattia. La tubercolosi è una malattia, il cancro è una malattia, la SLA è una malattia. Una malattia ha un quadro anatomopatologico, un'eziologia, una fisiopatologia, ma soprattutto un quadro anatomopatologico. La cosiddetta omosessualità è un comportamento, un comportamento che si apprende e che si può disapprendere, presente per periodi più o meno lunghi in molte vite, lo spiega benissimo l'ex gay psicoterapeuta Richard Cohen, nel suo libro "Riscoprirsi normali", titolo che scandalizzerà molti benpensanti, ma che il dottor Cohen rivendica.

Ho detto che è un comportamento biologicamente perdente, comportamento da cui si può uscire, da cui ci si può emancipare, oppure, se il termine non vi scandalizza troppo, si può guarire. Si guarisce anche da un comportamento.

Quello che ho detto e me ne assumo la responsabilità, e sono pure fiera di averlo detto. è la verità che la (cosiddetta) omosessualità non è né genetica né irreversibile, che non esistono studi scientifici che lo dimostrano e che gli ex gay sono un esercito e tutti dichiarano di vivere meglio da ex. Secondo voi invece è una forma di normalità? Io non sono d’accordo che si possa considerare normale qualcosa dove gli organi sono usati non secondo la loro fisiologia, quindi io mi tengo la mia idea e voi la vostra, ma in una nazione appena decente tutti devono avere libertà di parola, e siamo ancora una nazione decente.
Silvana De Mari

45 commenti:

fabrizio giudici ha detto...

OT Segnalo una video-intervista dell'arcivescovo Sample, Portland (Oregon):

https://www.youtube.com/watch?v=YU3LwPGXVPY

"Tutti i preti dovrebbero imparare [a celebrare] in VO"

(io non ho ancora avuto modo di ascoltarla)

Diego ha detto...

Arriverà il giorno in cui tutta questa società cadrà e sarà un brutto giorno perché moriranno molti neonati, ammalati, persone che della società e della sua scienza hanno bisogno per sopravvivere. Moriranno anche i sani perché certi agi saranno scomparsi. Moriranno però anche le perversioni sia fisiche che spirituali e gli uomini torneranno a un tempo in cui separare non vuol dire solo segregare ma anche preservare il proprio gruppo, la propria famiglia dal male e delle insidie di uomini perversi. A chi propina una libertà che oramai è licenza sappia che quel mondo non accetterà il diverso, il sodomita e nemmeno l'apostata. Tra le tante cose perdute ritroverà l'amicizia con Dio

Affari italiani ha detto...

L'ong non rispetta gli ordini e 'sottrae' i migranti alla Libia
La nave di Mediterranea soccorre un gommone in avaria senza aspettare l'arrivo dei libici come intimato da Roma

Ong italiana soccorre gommone in avaria, tensioni con i libici
La nave 'Mare Jonio' di Mediterranea saving humans "ha incrociato un gommone in avaria che stava affondando con una cinquantina di persone". "Li stiamo già soccorrendo - scrive su Twitter - la cosiddetta Guardia costiera libica arrivata in un secondo momento, si sta dirigendo verso di noi".

Viminale, in arrivo direttiva contro azioni illegali Ong
Il Viminale sta lavorando a una direttiva per ribadire le procedure dopo eventuali salvataggi in mare. Lo rendono noto fonti del ministero dell'Interno, spiegando che la priorità rimane la tutela delle vite, ma subito dopo è necessario agire sotto il coordinamento dell'autorità nazionale territorialmente competente, secondo le regole internazionali della ricerca e del soccorso in mare. Qualsiasi comportamento difforme, sostiene il Viminale, può essere letto come un'azione premeditata per trasportare in Italia immigrati clandestini e favorire il traffico di esseri umani. Per questo, il ministro dell'Interno Matteo Salvini sta per firmare una direttiva che sarà inviata a tutte le autorità interessate.

Sara Fumagalli ha detto...

Pazzesco.
Viviamo sotto la dittatura del politicamente corretto che avalla la sharjia, tollerando pratiche illegali in nome della cultura coranica, reintroduce di fatto il "delitto d'onore", considerando lo stato emotivo dell'assassino, mette a rischio tutte le donne e offende due volte le vittime di stupro o di reati, rilasciando o condannando a pene risibili molestatori, stupratori e criminali di ogni genere...
Ma per Di Maio - come per la Gruber e compagnia cantante - oscurantista, retrogado e nemico delle donne sarebbe chi difende la famiglia naturale.
Va' taches al tram!

Anonimo ha detto...

Marcello Veneziani:
Negando il patrocinio del governo al congresso mondiale delle famiglie, concesso invece ai gay pride nelle città da loro guidate ( vedi a Torino con l'Appendino) e definendo “cattolici sfigati” i difensori della famiglia naturale, i grillini hanno completato il cerchio: hanno dimostrato di essere sia contro lo sviluppo che contro la tradizione, detestano le opere di modernizzazione ma disprezzano anche la civiltà cristiana e il diritto naturale.
Sono il peggio del peggio, il vomito della sinistra, la versione ignorante del politicamente corretto. Definendo sfigati i difensori della famiglia, aspirano ad essere i fighetti del mondo gaio. Sono il Nulla di lotta e di governo e il Nulla presto li risucchierà.

Pro-vita ha detto...

Roma, 18 marzo 2019

«Di Maio ha scelto la poltrona comoda della casta e di offendere le famiglie. Le sue affermazioni di oggi su Facebook sono da querela. Per lui a Verona “si arriva perfino a negare il tema della violenza contro le donne”? Ma come si permette di diffamare così il Congresso e noi organizzatori? MAI detto o pensato una cosa del genere. Noi crediamo nella libertà, nei valori e nel progresso, caro Di Maio, che infatti fanno rima con famiglia», hanno dichiarato Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo 2019 in risposta al post su Facebook del vice premier Luigi di Maio.

«Lo abbiamo già scritto e abbiamo già smentito», hanno poi aggiunto Brandi e Coghe, «annunciando anche azioni legali, che è solo fango quello che ci è stato e ci stanno buttando addosso. Noi NON vogliamo obbligare la donna a lavare e stirare, quella è la macchietta che dipingono certi giornali neanche più utili a incartare le uova e infatti in grande crisi. Noi siamo per l’art. 37 della Costituzione che parla di promozione di politiche che assicurino alla donna lavoratrice “gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”, e condizioni di lavoro che consentano “l’adempimento della sua essenziale funzione familiare”. Detto questo, ci chiediamo però se, a questo punto, per il M5s le migliaia di madri e nonne casalinghe che hanno dedicato la vita alle proprie famiglie non siano realizzate come donne».

«È una vergogna», hanno proseguito gli organizzatori, «che un vice premier si presti a questa denigrazione gratuita e illecita. A Di Maio un suggerimento: fermi una madre per strada e le chieda quanto è contenta di essere abbandonata dallo Stato alle oggettive difficoltà economiche, lavorative e di organizzazione. L’Italia è con noi, al Palazzo non resta che scegliere se allontanarsi ancora di più dalla gente». 

Comunicazioni e Relazioni esterne
Congresso Mondiale delle Famiglie

Anonimo ha detto...

Profetico. Ne sono convinto. Guai in quei tempi a chi ha riposto la propria esistenza nella ricerca del resort a cinque stelle o del miglior chirurgo estetico!

Messe in Liguria ha detto...

http://www.unavox.it/Novita2019/Novi1903_Genova.html ;

http://www.unavox.it/PDF/Opuscoli/SS_MesseItalia_18.10.09.pdf ;

Anonimo ha detto...


L'odio per la famiglia secondo natura, frutto della corruzione dei costumi

Nei libertini e libertine, nei depravati di ogni tipo è normale. L'anormalità consiste oggi nel fatto che costoro siano al governo degli Stati, in Occidente.
Ci sono poi le gravi colpe della Gerarchia cattolica, a partire dal Concilio. Gli schemi preparatori di alcune importanti costituzioni condannavano espressamente la corruzione dei costumi che già si cominciava a vedere, essendo iniziata la Rivoluzione Sessuale proprio in quegli anni, con la "pillola", negli USA. Ma gli schemi furono fatti saltare nella fase iniziale del Concilio grazie ai colpi di mano dei cardinali "progressisti", appoggiati da Giovanni XXIII, il quale aveva detto che non ç'era più bisogno di condannare gli errori avendo il progresso spirituale del Secolo già provveduto alla loro condanna!! (In che mondo viveva, c'è da chiedersi; oppure fingeva, mentiva sapendo di mentire).
Lo schema della Costituzione dogmatica "De ordine morali" condannava apertamente, tra altre cose, il divorzio, l'omosessualità, la mentalità edonistica già evidente nella società. Ma tutto questo non andava bene a Giovanni XXIII.

Circa l'odio sfrenato che note esponenti politiche femminili progressiste e femministe hanno in questi giorni manifestato nei confronti della vera famiglia, vale la pena ricordare cosa scrisse già nel 1947 l'intellettuale cattolico indipendente Giacomo Noventa: "Dove la donna è sottomessa all'uomo trionfano l'intelligenza e la forza; dove l'uomo alla donna, l'immaginazione e la violenza. Regno della donna: tirannia. Regno delle donne: anarchia. Nel regno della donna, gli omosessuali e le lesbiche invadono il campo" (citato in U. Spirito-Augusto Del Noce, "Tramonto o eclissi dei valori tradizionali?", Rusconi, Milano, 1971, p. 282).
Il Vaticano II aprì in modo sfumato ad alcune istanze del femminismo (cost. conc. Gaudium et spes, artt. 9, 29, 52, 60) dichiarando tra l'altro lecita, contro tutta la pastorale precedente (che la considerava cosa sordida e putrida), anche l'educazione sessuale nelle scuole, naturalmente "prudente"(Dichiar. conc., Gravissimum educationis, art. 1).
Z.

irina ha detto...

Adesso rivendico il piacere di lavar bene i piatti, di stirare con cura, di lustrare la mattonella con piacere, di rammendare lo strofinaccio di cucina o il golfino liso. Ho impiegato 50 anni per arrivare a tanto, impastata con l'ideologia della mia 'realizzazione'. Che poi guardando i significati 'realizzo' implicitamente significa 'svendo'. Queste visioni monotematiche della vita, finalmente basta! Primo obbligo per la realizzazione di sé, calarsi le braghe. Passpartout della vita. Quello che fai fai, quella è considerata la chiave di volta universale. Il resto accessorio. Solo per spirito di contraddizione nei confronti del mio tempo, per distinguermi dal 'così fan tutte', ho evitato questa strada affollata, la presunzione facendo da piedistallo. Cercando 'la realizzazione'. Cerca, cerca. Nel mentre osservavo le altre, che cercavano 'la realizzazione'. Anche quelle più ispirate, dedicate, qualche passeggiatina sulla strada affollata la facevano. Succedeva. Passata l'esaltazione del momento, non ho mai infine constatato che fossero felici. Era una sfida. Chissà perché? Poi viaggiavano, anzi hanno viaggiato tutti ma, malgrado le foto, le compere ricordo, tornavano a mani vuote senza neanche 'l'allegrezza della giovinezza' .
Anche loro cercavano e non trovavano e più cercavano e non trovavano e meno capivano. Così molte arrivavano a quaranta anni un po' mignotte ed un po' signorine.
Altre si erano sposate, piazzandosi socialmente, altre il marito lo avevano comprato con la dote profumata, altre avevano fatto carriera con qualche amnesia nella stanza del direttore. Altre avevano studiato, studiato, in silenzio, lavorato e frequentato la strada affollata. Di realizzazione nessuno più parlò, cercando di trovare il bandolo della propria vita buttata ai lupi. E tutte erano concordi nel dire che le loro erano state libere scelte. Era stata l'ideologia del nostro tempo che così le aveva formate e da cui si erano lasciate formare, per essere al passo dei tempi. Questo un breve scorcio di quello che ho visto delle donne del mio tempo. Ed io? Fuori tempo. Combattevo strane battaglie, autisticamente, la sera seduta di fronte al lavello pieno di piatti da lavare. Poi la carica e i piatti lavati. Non so quando sia subentrata con piacere la consapevolezza che quelle piccole azioni , ripetitive, sempre uguali, ordinate, fossero gradite al Signore, non lo so. Ma ogni giorno le ho ricomprese meglio. Infine ho capito che per noi ragazze della rivoluzione dei costumi, della realizzazione di sè, delle braghe calate, dell'ideologia, quella era la medicina giusta. Ci avevano tolto Dio, per gonfiarci, fino a farci scoppiare, l'Io. Presunzioni titaniche mascherate da consumata ipocrisia gentile.Decenni e decenni per liberarsi, con la Grazia, da tutto questo armamentario. Ora finalmente medievale,grata di aver un po'compreso sia la vita del mio tempo sia la vita perenne che mai strappa il filo.

Anonimo ha detto...

Il tempo del diluvio fu caratterizzato da una scia di fango.
Ovunque ci si poggiasse ci si infangava nella melma. Come non sporcarsi?
Dio aveva ispirato Noè suggerendogli di inviare una colomba per saggiare la situazione.
La colomba poteva non toccare il fango soltanto volando o trovando l’asciutto dove posarsi. Per un certo tempo poté solo tornare all’arca disposta da Dio per sopravvivere al diluvio.
Così è ancora oggi. Per il giusto (titolo che identifica San Giuseppe) il solo modo per non infangarsi è di restare in volo o di raggiungere l’arca.
Il giusto è come la colomba che attende il termine del diluvio e che torni l’asciutto.
Aspetta un ramoscello d’ulivo che germogli ancora e di portarlo nel becco per dire a tutti che è finito il tempo del fango. Il giusto sta nella giustizia di Dio e non nel fango: vi cade solo morto, altrimenti vola. Oggi l’arca è il Tabernacolo del Santo Sacramento dove Gesù sta in corpo, sangue, anima e divinità.

La giustizia di Dio non ha nulla a che spartire con il legalismo farisaico che vanta di se stesso un’apparenza di bene con al centro il proprio io e che glorifica il proprio ego ipertrofico, idolatrando la legge che si dà per la durezza del proprio cuore.
Giustizia è invece vivere di fede e “dare a ciascuno il suo”.
Tutt'altro da illusorie uguaglianze libertarie e fraterne, sancite dai nuovi farisei del mondo, tronfi nel dare a tutti lo stesso, mentre dispensano falsità a proprio beneficio.
Dare “a ciascuno il suo” significa dover a Dio molto di più!
A Dio si dà tutto: allora ci si appoggia sulla Sua carità e ci si affaccia sul Suo Oltre e non nei nostri meriti fatti di pratiche in cui Dio non è “l’amato”, ma al più “una scusa per…” Pratiche esteriori per accreditarci agli occhi del mondo, il cui giudizio è il solo ad interessare l’ipocrita. Questi sedicenti giusti hanno già ricevuto la loro ricompensa e non è quella del Padre Celeste che vede nel segreto del cuore.

San Giuseppe, istruito nel sonno dall’angelo proprio mentre la sua volitività e operosità era assopita, nella sua umiltà visse una straordinaria familiarità con Gesù e con la Sua Mamma, cioè con il Verbo Incarnato e con una creatura piena di grazia.
Essere come lui, con la sua fede, ci dice giusti davanti a Dio.

In questa nostra fangosissima epoca, dove il fango ha sommerso anche le strutture e le gerarchie ecclesiali, quando è infangato persino l’etere percorso da immagini e messaggi che vi si muovono propalati ad arte da chi ne ha il potere e ci si rendono sensibili tramite antenne e tecnologie varie, il giusto con il soccorso della grazia divina può essere perseverante ed esercitare la virtù in attesa che Dio provveda.

E’ una grazia immensa essere nella condizione della colomba, mandata in avanscoperta e di poter faticare e soffrire mentre tutto è ricoperto di fango, tranne l'arca, il Tabernacolo. Questo ci deve colmare l’anima di pace dolente e di afflizione serena, sopportando per amore con soprannaturale mitezza, come Gesù, per Gesù.

mic ha detto...

Chissà perché Irina dice sempre cose in cui mi specchio e mi riconosco....

fabrizio giudici ha detto...

(scusate se copincollo letterale un commento già scritto altrove, ma sono di fretta)

Pare che San Giuseppe abbia fatto mezzo miracolo:

https://www.corriere.it/politica/19_marzo_19/congresso-famiglia-segretario-stato-vaticano-parolin-d-accordo-sostanza-ba03312e-4a3f-11e9-a7a3-5683e4dbacbc.shtml
http://www.affaritaliani.it/politica/congresso-della-famiglia-parolin-vaticano-d-accordo-sulla-sostanza-ma-594492.html

Dico “mezzo” perché è d’accordo “nella sostanza, ma…”. E poi bisogna vedere cosa dirà domani.

irina ha detto...

La nostra epoca, mic, i pensieri girano e noi stiamo giudicando la nostra generazione. I giudizi nostri si stanno facendo parte della mentalità contemporanea verso il cinquantennio che abbiamo dovuto attraversare, cercando di non ustionarci troppo. Ringraziamo il Signore per come è andata, al di là dei nostri meriti. E' nostro dovere ora di gridare dai tetti-tastiera. Pregando il Signore ché porti il grido di ciascuno di noi ai giovani, affinché attraversino la loro vita ignorando il male e la sua banalità che mai danno tregua ad alcuno.

Anonimo ha detto...

Ormai è evidente che Gesù Cristo per l'uomo moderno conta sempre meno.Il nostro è un mondo ogni giorno più marginalizzato quando non apertamente irriso dai media o addirittura perseguitato nei tribunali .Invertire questa tendenza a me sembra che sia umanamente impossibile, almeno nel breve periodo.Bisogna continuare a fare la propria parte con fedeltà e senza farsi troppe illusioni ,perché se già questi sono tempi difficili purtroppo ne arriveranno di peggiori. Che il Signore ci aiuti.

mic ha detto...

Per Frabrizio Giudizi:
Questa la dichiarazione di Parolin:
"Io credo che siamo d'accordo sulla sostanza. Le differenze ci sono sulle modalita'".

Beh, è la stessa musica del Concilio: "non si cambia nulla nella dottrina ma nella prassi". "E' solo questione di linguaggio diverso".
Ma la prassi e il linguaggio operano cambiamenti e distorsioni, al di là delle assicuranti dichiarazioni in contrario.

Anonimo ha detto...


Che poi il Concilio non abbia cambiato nulla nella sostanza, non è vero, nonostante la ripetuta menzogna della dottrina che è rimasta sempre la stessa.

Ha cambiato la nozione della Chiesa (ora "popolo di Dio" invece che "Corpo Mistico di Cristo"); mutato il rapporto tra Chiesa di Cristo e Chiesa cattolica, che non è più l'unica e vera Chiesa di Cristo, visto che quest'ultima "sussiste in essa" così come sussiste in elementi, estranei alla Chiesa cattolica, rappesentati dalle altre "Chiese" o "comunità" cristiane; alterato la nozione di Incarnazione del Verbo estendendola ad una incomprensibile unione del Verbo con ogni uomo; creato il pasticcio della nuova nozione della collegialità che attribuisce al collegio dei vescovi con il Papa il potere di giurisdizione su tutta la Chiesa assieme a quello individuale del Papa, creando così la mostruosità di due titolari della suprema potestas nella Chiesa anche se uno solo di loro, il Papa, può esercitarla liberamente; ha introdotto la nozione laica di "libertà religiosa", frutto delle Guerre di Religione e del deismo, speculativo o meno...
T.

Anonimo ha detto...

La famiglia non è di destra
( di Costanza Miriano )

"Venerdì sera tornando a casa da una festa con l’unico marito di cui dispongo attualmente (e di cui abbia mai disposto), abbiamo scoperto di essere fascisti. Su un muro nel quartiere del Pigneto infatti mi sono imbattuta nella scritta Monogamy is the new fascism.

Ora, la gente scrive un sacco di stupidaggini sui muri (a volte, lo ammetto, anche qualcosa di divertente, tipo “dell’amore ho solo le maniglie”), e non è che si debba far l’esegesi di tutto, però è innegabile che il clima generale che si respira in certi ambienti – politica e comunicazione – ha un po’ quello stesso sentore, se addirittura una Senatrice della Repubblica si è fatta fotografare con l’ormai famigerato cartello (Dio patria famiglia che vita de m…, offendendo in un colpo solo un sacco di gente, a partire da chi le paga lo stipendio, la patria). Ma si può rischiare anche di essere incriminati per oltraggio allo Stato pur di dire che la famiglia è un luogo opprimente (a meno che a convivere non siano due persone dello stesso sesso, allora diventa un luogo allegrissimo, e magicamente diventa qualcosa per cui vale la pena combattere strenuamente), e che i suoi difensori sono appunto fascisti, omofobi e via dicendo.

È davvero insopportabile e offensivo per le famiglie questo modo di raccontare la realtà. E mentre si litiga e ci si azzanna e ci si accusa, si perde tempo prezioso: in Italia continuiamo a fare meno figli che in qualsiasi altro paese al mondo. Bisogna agire sulle misure concrete: in Ungheria c’è il baby boom, ed è evidente che il fenomeno non è estraneo al fatto che le donne con quattro figli non pagheranno più tasse per tutto il resto della loro vita. Misure simili in Polonia e Russia. Non è difficile, non ci vogliono chissà quali studi. Qui in Italia invece le famiglie continuano a essere salassate, nessuna differenza se il tuo reddito lo spendi in vacanze di lusso o per mantenere dei figli. Va un po’ meglio se sei solo convivente, mentre se sei sposato e sommi i redditi con quell’altro fascista che ha deciso di sposarti per tutta la vita, niente aiuti.

Come si fa a dire che aiutare la famiglia è di destra? La famiglia è di tutti.

Anonimo ha detto...

...segue

Quanto sarebbe intelligente Zingaretti se andasse a marciare a Verona, invece di dire cose false e assurde, tipo che la gente che sta lì vuole le donne a casa? Tutte le mie amiche multimamme come me, e anche più (sei, sette, otto figli), sono medici (qualcuna è anche primario), avvocati, magistrati, ingegneri, notai, docenti universitarie. Laureate alla Bocconi, al Politecnico, master a Londra e a Boston (mica come Zingaretti e la Fedeli). E poi commesse, segretarie e impiegate. Qualcuna di loro a dire la verità a casa a fare la mamma ci sta per scelta, dopo aver messo una o anche due lauree nel cassetto. Altre ci vorrebbero stare, ma non possono, perché nessuno aiuta loro e i mariti a mantenere i figli: perché la libertà per cui si battono le femministe è solo quella di stare dieci ore al giorno lontane dai figli. Non ne ho mai sentita una battersi per la vera libertà di scelta, che è la libertà dalla necessità economica: le madri che vogliono lavorare devono poterlo fare (io lo faccio), ma quelle che volessero fare le madri a tempo pieno dovrebbero essere libere di farlo, nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di dire quale sia il modo migliore di essere madre.

Mai ho sentito da qualche politico mettere a tema la vera questione che interessa alle donne che lavorano, e che magari per non perdere la posizione faticosamente conquistata in un ateneo, in un ambito di lavoro altamente qualificato devono vivere con enorme fatica e qualche mancanza a casa gli anni in cui i bambini sono piccoli. Perché in Italia non c’è mai stata, che io sappia, un uomo o magari una donna politica che abbia combattuto per il diritto delle donne di poter gestire la loro carriera con flessibilità, avendo la possibilità di allentare l’impegno al lavoro per degli anni, per poi restituire una presenza maggiore in altre fasi della vita dei figli senza pagare uno scotto altissimo?

Queste e molte altre sono le questioni vere che interessano alle donne vere che io conosco, alle famiglie che formano il tessuto bello del nostro meraviglioso paese.

Anonimo ha detto...

...segue/2
Quanto sarebbe bello se a Verona ci fosse anche la Cei, che in gran parte si oppose agli ultimi Family day, e tutte le forze politiche anche di sinistra: per dire al governo che sarà questo il banco di prova su cui verrà bocciato o riconfermato, magari con la promozione di chi si spenderà di più con misure concrete – non bastano i principi non negoziabili, anche se sono importantissimi. Sarebbe bello che tutti insieme prendessero solennemente un impegno per la famiglia, proclamando una tregua fra le parti, visto che siamo in emergenza, visto che la famiglia è agonizzante, e questo è un dramma per tutti, perché tutti siamo nati da un padre e da un madre. Tutti o siamo cresciuti o avremmo desiderato crescere in una famiglia contenta di stare insieme e senza problemi economici. Allora se c’è la bomba atomica – il calo demografico è da guerra mondiale – smettano di litigare e facciano qualcosa di concreto, invece che indire bandi all’ospedale solo per medici che non fanno obiezione di coscienza sull’aborto, come se fosse un’emergenza (l’aborto è un “servizio” sempre puntualmente erogato dai nostri ospedali, sempre, dal ’78 a oggi).

Qualche giorno fa vedevo il video di Luca Zingaretti e Luisa Ranieri con le figlie, in auto, che cantavano tutti insieme. Era un video allegro, normale direi. Bene, non c’è bisogno di essere cattivi e omofobi come i cattolici per capire che è bello stare insieme, che i bambini sono contenti se vedono i loro genitori cantare insieme in macchina. E’ naturale, è ovvio, è semplice, non c’entra niente col fascismo.

Come si fa a non capire che la famiglia è il progetto naturale per l’uomo, che il cuore umano desidera la monogamia, cioè stare con una persona sola? Poi ci si può sbagliare, gli amori finiscono, per farli durare ci vuole impegno, lo sappiamo, ma quando ci siamo dentro desideriamo essere gli unici per quella persona. Siamo possessivi, ci fa soffrire se la persona che amiamo non ci vuole più, non è questione di essere cattolici, è la natura umana: tutti vogliamo sentirci amati in esclusiva e per sempre. Quanto ai figli, crescono meglio in un legame stabile e sereno e non conflittuale. Se si ragiona su come aiutare le persone a rimanere insieme non significa che si è di destra, è solo che è meglio per tutti se le relazioni durano. Sono tali ovvietà che non dovrebbe neppure essere necessario dirle.

Come è successo invece che questa è diventata una battaglia di destra?

Come è successo che la sinistra si sia sempre più radicalizzata, arrivando a sostenere tesi offensive del senso comune? Se si vuole ripartire dalle periferie, come va di moda dire, bisogna ripartire da quello che la gente normale vive nelle periferie, appunto. Il bisogno di essere sostenuti nello stare insieme è il primo.

Per questo un governo che ha sbandierato le dat e le unioni civili come le sue due grandi conquiste di civiltà è stato così severamente punito alle urne. Non è che l’elettorato si sia improvvisamente spostato a destra, e che tutti siamo diventati cattivi e populisti. E’ solo il buon senso che è sparito da certe agende politiche e da gran parte della comunicazione".

Anonimo ha detto...

Verona, Congresso delle famiglie: Il rettore nega l'uso dell'Università

Niente spazi dell'Ateneo per l'evento. "Il Congresso - spiega il il prof. Nicola Sartor - ha natura prettamente politica"

Gli albergatori che ospitano i convegnisti, intanto, denunciano mail e messaggi intimidatori che invitano a non soggiornare nelle strutture ricettive nei giorni del forum

mic ha detto...

Che poi il Concilio non abbia cambiato nulla nella sostanza, non è vero, nonostante la ripetuta menzogna della dottrina che è rimasta sempre la stessa.

Beh, in effetti non intendevo dire che il concilio non ha cambiato nulla nella sostanza. Sono anni che ne evidenziamo i 'bachi'. Mi riferivo alla versione che ne danno i novatori...

Anonimo ha detto...


Perché la battaglia per la famiglia naturale è considerata di destra o fascista?

Non dovrebbe essere così. Ma che sia considerata, questa giusta battaglia, di destra, lo si può capire.
Sin dai tempi dell'Illuminismo, gli intellettuali che rappresentavano la modernità erano contro la famiglia in senso tradizionale. I vari Voltaire, Diderot, D'Alembert, etc non si sono mai sposati, hanno convissuto con amanti (donne) in unioni più o meno costanti . Rousseau convisse con una donna del popolo, che gli diede 5 figli tutti messi all'orfanatrofio (la storia fu svelata da Voltaire acerrimo nemico di Rousseau). Nella filosofia della storia rivoluzionaria inaugurata da Condorcet, poi suicida durante il Terrore, il famoso "Esquisse d'un tableau historique des progrès de l'esprit humain", per la famiglia tradizionale non c'è posto, si propugna l'uguaglianza dei sessi, il controllo delle nascite (in maniera indiretta), l'emancipazione femminile.
L'emancipazione femminile, nella lotta aperta contro la famiglia, interpretata come istituto della morale borghese e della forma di produzione capitalista, è stata anche il cavallo di battaglia di Marx ed Engels. Quest'ultimo ha scritto cose incredibili sul tema. I socialisti poi, anche non marxisti, non predicavano e anche praticavano il c.d. "libero amore", cioè le unioni di fatto, oggi diventate, pare, la norma o quasi?
Insomma, la tradizione culturale e politica della sinistra è contro la famiglia, per l'uguaglianza dei sessi, l'emancipazione femminile, il divorzio, il diritto ad abortire etc. Che per la mentalità di sinistra, ancora dominante, la battaglia per la vera famiglia sia "di destra e fascista" è pertanto normale, istintivo pensarlo e non senza motivo, visto che la sinistra ha in vari modi sempre cercato di annientare la famiglia o di "superarla".

La c.d. "emancipazione della donna" si è rivelata incompatibile con il mantenimento della famiglia, ed anzi ha portato alla perversione dell'istituto familiare in quanto tale.
Miriano dice cose sensate. E'grave che non si trovi il modo di aiutare le madri di famiglia che vogliono mantenere famiglia, figli e nello stesso tempo lavorare.
Temo però che la soluzione anche parziale del problema sia quasi impossibile. Ormai si è creata la mentalità per cui uomo e donna sono uguali, per cui la donna deve lavorare, come l'uomo, competere con lui nel campo del lavoro etc. La famiglia passa fatalmente in secondo piano.
Le donne oggi pensano innanzitutto ad essere indipendenti economicamente, col lavoro, e ad esser felici già in questa dimensione, del tutto atomistica, edonistica, aiutate in ciò anche dalla diffusione degli anticoncezionali. La famiglia cioè un matrimonio, spesso senza figli, è un optional, nemmeno affrontato seriamente, grazie al divorzio (come in America). I bonus bebè possono portare a temporanei aumenti delle nascite ma non risolvono il problema di fondo. Che consiste nel predominio di un concetto sbagliato di libertà individuale e di uguaglianza. Oltre che nel venir meno degli autentici valori religiosi.
Z.

mic ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/politica/arriva-benedizione-vescovo-bene-che-governo-partecipi-1662786.html

Arriva la benedizione del vescovo: "È bene che il governo partecipi"
Il prelato di Carpi: «È la Costituzione stessa a parlare di matrimonio»

Il Congresso parla di un «vento di cambiamento» a favore della famiglia: lo coglie anche lei?

«Credo che la famiglia stia attraversando una crisi profonda e un vento del cambiamento possa venire solo dal cuore dell'uomo che si riconosce creatura. Ma apprezzo l'impegno laico degli uomini di buona volontà che si impegnano per sostenere quella che san Giovanni Paolo II ha definito in più occasioni la cellula fondamentale della società. Affermare la differenza complementare tra uomo e donna, alzarsi in piedi contro ogni attacco alla vita, dal suo concepimento fino alla sua fine naturale, non sono questioni confessionali, ma disponibili al dibattito di chiunque riconosca che esiste una natura umana».

Anonimo ha detto...

Messo da parte l'evangelico SI SI, NO NO, restano solo i "giochi di Parolin"

Japhet ha detto...

"Esiste nel nostro Paese un vasto movimento pro-family che si è dato un importante appuntamento al Congresso mondiale delle famiglie di Verona. È una galassia di realtà piccole e grandi - ormai “altro” rispetto al cosiddetto “popolo del Family Day” - che non demorde e continua a combattere sul fronte della famiglia che, ormai, vuol dire anche fronte della vita e della società intera".

Stefano Fontana

Anonimo ha detto...

https://www.nicolaporro.it/sfigati-di-maio-insulta-i-cattolici/
Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha liquidato la manifestazione di Verona pro famiglia con queste parole: «È una destra degli sfigati se trattano così le donne». In realtà nessuno vuole limitare i diritti delle donne. Il Congresso mondiale delle famiglie, in programma dal 29 al 31 marzo, affronterà i seguenti temi: la bellezza del matrimonio; i diritti dei bambini; ecologia umana integrale; la donna nella storia; crescita e crisi demografica; salute e dignità della donna; tutela giuridica della Vita e della Famiglia; politiche aziendali per la famiglia e la natalità. Larghissima la partecipazione dei partiti conservatori, dalla Lega a Forza Italia passando per Fratelli d’Italia. Tutti «sfigati», secondo Di Maio.

A Verona si difenderà la famiglia naturale, si ribadirà la dignità delle donne che scelgono (sottolineo: scelgono) di dedicarsi ai figli, si denunceranno pratiche come l’utero in affitto, si invocheranno sostegni economici per le coppie sposate con prole, si sentiranno parole pro life e contro l’aborto come metodo di contraccezione (perché, purtroppo, anche questo è diventato). C’è modo e modo di sostenere queste tesi. Ed è possibile condividerne alcune e rifiutarne altre. Ma nella loro essenza rispecchiano il pensiero di molti cattolici e anche di qualche non credente. Una deleteria idea di progresso che non è (ancora) obbligatorio condividere spinge a bollare i conservatori, cattolici e no, come barbari e trogloditi. La nostra società predica la tolleranza ma smette di praticarla verso chi espone concetti non allineati al politicamente corretto. Finché gli insulti arrivano dagli intellettuali italiani, che non conoscono il mondo della destra, si può liquidare il tutto con l’alzata di spalle riservata agli ignoranti.

Anonimo ha detto...

Mauro Faverzani:
Squadrismo a Verona con il boicottaggio degli alberghi. Pd, Cinque Stelle e media vogliono impedire il Congresso Mondiale delle Famiglie perché con le ideologie non c'è posto per lo spazio di libertà della famiglia naturale. Chiesa ossessionata da Salvini, tradisce la famiglia per accodarsi alla lobby omosessualista. Parolin si distanzia dal metodo? Ma l'unico metodo qui è quello fascista di chi vuole tappare la bocca a chi difende la famiglia.

Sara Fumagalli ha detto...

"Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro."
Isaia 5, 20

Buonisti impostori e criminali.
Brutti figli di Soros...

mic ha detto...

.... «Noi come i neri ai tempi della segregazione. Non solo non si doveva organizzare un Congresso sulle Famiglie ma i papà, le mamme e i bambini non devono avere ospitalità negli alberghi di Verona secondo la dittatura del pensiero unico, ragion per cui è iniziato il boicottaggio dei partner dell'iniziativa. Siamo arrivati alla denuncia alle autorità degli albergatori di Verona di telefonate e mail di minaccia e intimidazione». Lo affermano, in una nota, Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo 2019, in risposta a quello che considerano il «clima di odio innescato dalle polemiche».

«Ci dovremo sedere sui posti infondo negli autobus - proseguono gli organizzatori - o dovremo girare con segni di riconoscimento? La responsabilità di questo gioco al massacro è della politica, del M5s e del Pd che hanno deciso non solo di non partecipare ma di innescare questa moderna caccia alle streghe pro-family, avvelenando il clima e alimentando un odio folle. L'ultima novità è che 130 tra professori e ricercatori dell'Università di Verona hanno firmato contro il Congresso Mondiale delle Famiglie in nome del pluralismo, sì ma quale? La libertà di opinione ed espressione in Italia è gravemente sotto attacco». «Come al tempo delle dittature - concludono - oggi chi ci vuole impedire di parlare vorrebbe che non avessimo alcun diritto. Subiamo una nuova ghettizzazione e i media ci bullizzano ridicolizzando i nostri temi. Siamo stati inondati di menzogne, fake news anche istituzionali, ma noi andiamo avanti per il bene delle famiglie».

https://www.ilmessaggero.it/italia/congresso_famiglie_verona_minacce_albergatori-4372309.html

Amici della Tradizione Cattolica - Forlì ha detto...

Comunicato del vescovo di Verona, Giuseppe Zenti sul convegno famiglia: la Curia non partecipa ai "conflitti politici".

Sì, avete capito bene!! Secondo Zenti parlare di famiglia è un atto politico!!

Peccato che abbia autorizzato la Teologa veronese Simonelli a partecipare ad un convegno contro la famiglia tradizionale!!! Vergognati!!!

https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/famiglia-congresso-mondiale-verona-parolin

Amici della Tradizione Cattolica - Forlì ha detto...

Pure il sito dei sodomiti italiani, apprezza la presa di posizione di Zenti!!!

http://gaynews.it/primo-piano/item/2012-wcf-diocesi-verona-condanna-il-linguaggio-violento-ideologico-politici-anche-il-cif-attacco-verona-lgbt.html

Anonimo ha detto...

La più grande trasmutazione antropologica e preternaturale della storia

Il Meeting di Verona, al di là ovviamente delle intenzioni degli organizzatori, sta diventando, non in sé ma per sé, un evento epocale. Io non so quanti riescano a cogliere il senso profondo di quanto sta accadendo... Con una velocità vorticosa. Temo quasi nessuno. E chi coglie... è considerato un matto estremista... Da evitare.

Se una persona riuscisse a percepire - più ancora che a vedere - nel fondo della propria anima, anche solo per un istante fulmineo, il quadro generale e completo di tutto quanto sta accadendo in questi anni, in questi giorni (ma in realtà da secoli), in Italia e nel mondo, coglierebbe il significato dell'immensa guerra sovversiva in atto e capirebbe che resta una sola cosa da fare per chi vuole salvarsi e salvare la società umana:
la realizzazione immediata di una grande unione di persone e forze al servizio del bene, a costo anche di radicali, radicalissimi, cambiamenti di vita personale. A costo di un ritorno a stili di vita del passato, legati alla terra e alla difesa collettiva, uniche fonti di sopravvivenza, come fecero i nostri antenati in situazioni simili, sebbene mai paragonabili all'attuale.
Ma questo è esattamente ciò che quasi nessuno riesce a capire, e, qualora anche qualcuno lo capisse, non avrebbe il coraggio di attuare.
E così... i cambiamenti radicali, radicalissimi, di vita, ci verranno imposti da coloro che conducono questa guerra dissolutoria.
Lo vediamo ogni giorno, ormai. Ogni giorno di più la follia prende il posto non solo della ragione e della verità, ma della stessa natura.
Si impossesseranno dei nostri beni e dei nostri ridottissimi soldi per impossessarsi della nostra anima. Ci imporranno cosa mangiare, cosa conoscere e cosa no, con chi e come unirci sessualmente, come vestirsi, come parlare (la neolingua), dove andare e dove no, che lavoro fare. Fino all'eliminazione programmata.
Questi cambiamenti imposti saranno immensamente più devastanti di quelli che dovremmo imporci noi per la nostra stessa salvezza.
Dal cambiamento non ci salva nessuno: se non lo facciamo noi per nostra stessa difesa, lo faranno loro per noi per la nostra stessa schiavitù e distruzione.
Questa è l'epoca del cambiamento. Anzi, della trasmutazione.
Sta già avvenendo, ma facciamo tutti finta di non vedere, per divertirci ancora un poco, per vivere ancora un poco come nel passato, per il tempo che resta. Facciamo finta di non vedere l'abissale profondità del male presente nelle anime di coloro che si sono venduti alla dissoluzione, in ogni settore della società, nessuno escluso.
La nostra indifferenza è e sarà ogni giorno di più la nostra condanna alla più devastante trasmutazione antropologica e preternaturale della storia. Che si sta avvicinando con una velocità impressionante. Se ne possono cogliere i segni anche in questi stessi giorni, se non si è ciechi.
Ma l'abitudine sarà la loro arma vincente.
Il tutto, mentre si ride infastiditi di chi inizia ad avvisare di non abituarsi.
La speranza e il rimedio esistono. Ma occorre avere un grande coraggio e uno spirito di sacrificio che solo Dio può dare ai suoi eletti. Io consiglio di affrettarsi a trovare questo coraggio e a chiedere questo spirito di sacrificio. E di affrettarsi a unirsi. (MV)

Anonimo ha detto...

Se questo tema li fa starnazzare tanto che vuol dire ?
"Vor di' che je coce..".

Anonimo ha detto...

Francesco Agnoli:
Al convegno c'è una donna ministro; è laureata in economia e in diritto; parla fluentemente più lingue...
Secondo Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio ecc. sarà al Congresso mondiale delle Famiglie, insieme a donne docenti, donne-medico, donne che lavorano in vari parlamenti del mondo, per dire cosa?
Che le donne devono stare chiuse in casa, precisamente in cucina.
Zingaretti, Di Maio e tutti i giornalisti che cercano di raccontare questa storiella dei "medievali" (parola utilizzata dagli ignoranti quando non hanno argomenti) radunati nella città di Romeo e Giulietta è grottesca e ridicola... Come coloro che la raccontano.

mic ha detto...

Arriva la benedizione del Vescovo (di Carpi)

https://nostreradici.blogspot.com/2019/03/arriva-la-benedizione-del-vescovo-e.html

irina ha detto...

Rivendico il diritto delle donne, che vogliono stare in casa a governarla, ad allevare ed educare i figli, ad occuparsi del marito in tutto quello che lui non può fare, essendo occupato fuori casa per lavoro, di restare in casa pur se hanno una laurea o dieci. Rivendico la possibilità per la moglie di scegliere il da farsi, liberamente, insieme al marito. Come libere erano nel Medioevo sia che fossero barbare, sia che fossero romano-latine. Un esempio fuori dagli schemi son le donne Tuareg, la loro libertà, modernamente intesa, era immensa, 'libere' vanno accoppiandosi con questo e quello, se gravide partoriscono in una buca di sabbia che poi ricoprono, e vanno e vanno. Tra tutte queste donne spesso quella che si differenzia è quella che rimane nella tenda e sta, osserva, fa, giudica, impara. E'ad una di queste donne, ultime citate, stanziali che, per la sua ponderatezza, per la sua forza interiore, un intero clan si sottomette per essere guidato, per essere consigliato. ( ricordi dalla vita di Charles Eugène de Foucauld).
Evitiamo di cadere da un estremo, all'altro. La scelta è ampia per mille ragioni si può decidere di uscire di casa e per mille altre si può decidere di restare, importante che la scelta sia condivisa da entrambi, moglie e marito, uomo e donna.
Non è questione ideologica, è problema umano; non è problema di fornicazione;non è problema di mi piaci, non mi piaci più; è problema della famiglia luogo imprescindibile dove i bambini nascono e sono allevati e sono educati. Mi dispiace per quelli che non lo intendono, bendati da tanti pregiudizi,luoghi comuni, senza esperienza alcuna di bambini da crescere sani nell'anima e nel corpo. Mi dispiace.
Chiedo per la donna la libertà di poter stare a casa per curare la sua famiglia. E chiedo che questa sua scelta sia rispettata ed onorata.Il dileggio è solo la firma di chi non comprende più l'ovvio.

Anonimo ha detto...

"Nel frattempo, è evidente che il popolo del WCF non piace neppure alle gerarchie della Chiesa. Le stesse gerarchie che non più tardi di una settimana fa si erano spellate le mani e la lingua per lodare Greta, i “gretini” e i giovani che scendevano in piazza. Per le ideologie climato-bio-mondialiste c’è sempre una Chiesa che incoraggia, accompagna e apre processi".

Andrea Zambrano

Anonimo ha detto...

Sul tema della famiglia naturale la convergenza tra il PD di Zingaretti e i pentastellati è piena. C’è da tremare al sol pensiero che un giorno possa solidificarsi un’intesa di governo tra quelle due forze politiche, molto ostili alla FAMIGLIA NATURALE e radicalmente avverse al sentire dei CATTOLICI

di Ruben Razzante
http://www.lanuovabq.it/it/cinque-stelle-e-pd-alleati-contro-la-famiglia

#cisivedeaverona ha detto...

“Il congresso della Famiglia di Verona è una vergogna!”
Don Ciotti

“Questo dice l'insopportabilità che si parli della famiglia che viene definita tradizionale e invece è semplicemente la famiglia. Respingo l'utilizzo di termini ingiuriosi nei confronti di quanti hanno il sacrosanto diritto di proporre un'immagine di famiglia che essi ritengono adeguata a sé e alla quale non si è trovata nessuna alternativa, se non la confusione delle lingue e la disintegrazione della società».
S.E mons. Luigi Negri

Due posizioni della Chiesa opposte. Noi sappiamo bene con chi stare, grazie Don Luigi!

Anonimo ha detto...


Donne-ministro, donne accademiche, titolate, poliglotte, bravissime nel loro lavoro...

Da esibire in queste giornate mondiali della famiglia per non esser accusati di esser
retrogadi, medievali, o peggio, "fascisti"?
Non è questo il punto. Il punto è che il nostro paese, come molti altri in Europa, è in via di estinzione (proprio così: estinzione) a causa della spaventosa denatalità. La quale ha annessi e connessi che è inutile ripetere, per l'ennesima volta (almeno su questo blog certe verità si possono dire). Ora, come le donne, col femminismo, sono state la causa principale della decadenza, sono loro che devono essere la causa principale della rinascita. E come,
con il buono-bebè? Palliativi, anche se utili.
Se non ritorniamo ad avere la brava madre di famiglia di una volta, cui poco importava della cultura, di "realizzarsi" come personalità ect, donna che si sacrificava per il marito e i figli, educando ed essendo di esempio; se non ritorna questo tipo di donna, è inutile sperare di rinascere.
Ciò non significa che la Giornata della FAmiglia di Verona sia una manifestazione inutile, tutt'altro. E'molto positiva, è bene che avvenga, nella speranza che fruttifichi.
Qui si tenta di definire il concetto, il tipo, la direzione nella quale ci si dovrebbe avviare. Occorre un cambiamento radicale, rivoluzionario di mentalità, per poter "tornare alla natura", non nel senso dei libertini di un tempo, ma nel senso della restaurazione della vera natura dell'uomo e della donna, razionale e socievole, tra loro complementari proprio a causa della differenza dei sessi.
O.

irina ha detto...

"...Se non ritorniamo ad avere la brava madre di famiglia di una volta,..."

Non nasce questa donna dal cilindro del mago Zurlì, quando intono si parla un'altra lingua, quando i mariti sono il figlio cresciuto da prendere per mano, quando il marito spesso vuole che la moglie lavori fuori, perché non si sa mai. Qui tutti devono cambiare non solo la donna. E' una catena d cambiamenti che deve avvenire, perchè dietro la moglie moderna o la madre non si è potuta 'realizzare' e ne ha risentito a vita, o la madre si è 'realizzata' e la figlia vuol 'realizzarsi' meglio. Socialmente la donna che sta a casa non è compresa da nessuno, neanche dal marito che non capisce e non apprezza. E finisce con l'apprezzare un'altra. E' una vita che predico, invano.
Tenendo conto inoltre che un tempo esisteva la CHIESA che su questo punto sosteneva ed incoronava la madre di famiglia, si dava da fare con i pomeriggi per le signore, con oratori dove non stai sempre e solo con la palla al piede...
Esisteva intorno alla giovane madre tutto un tessuto CATTOLICO di sostegno. Ora le giovani donne non hanno neanche la forza di affrontare il dopo parto, spesso non riescono ad allattare, il latte sparisce. I discorso è lungo, vi era tutta una filiera di buoni esempi che insegnava e sosteneva i giovani genitori. Adesso quei pochi che si sposano sono figli unici, i primi tempi di matrimonio sono terribili per l'ottica nuova del 'fare per l'altro'; è qualcosa di incomprensibile per ciascuno di loro passare da un mondo dove gli adulti si prostravano davanti
all'erede, passare al mondo dove nessuno si prostra più davanti a nessuno. E non parlo solo di giovani, parlo di professionisti maturi.Anziani. E' come un cavallo a cui mai è stato messo il morso o la sella e al quale si è sempre parlato delle grandi praterie che percorrerà, se sella, morso e carretto poi gli vengono imposti quando è adulto e solo in mezzo a cavalli allo stato brado, rischia di impazzire.
Giusto ieri mi son trovata a parlare con un padre novello, non è stato facile. Il bambino è piccolo, la moglie scalpita, la madre è ammalata, il padre anche, lui lavora, il fratello è all'estero. Cristiani, stiracchiati. O il Signore ti mette in bocca quella parola giusta che fa la differenza o sarebbe stato meglio tacere. Sinceramente non so, anche i nonni oggi sono scriteriati come i nipoti. Persone di ottanta anni inchiodati all'adolescenza. Qui esistono vite che ricominciano sempre daccapo. Si reinventano la vita in vedovanza senile. I figli fanno buon viso e gli amiconi ma, non perdonano l'onta al genitore defunto. Non capiscono come possa essere possibile dimenticare così presto.

Se ne erano resi conto ha detto...

I Patres dell'antica Roma. Il lavoro femminile svuota le culle. Oggi l'unico che ricorda questa ovvietà, anche nel mondo della Tradizione, è solo il vituperato (ANCHE per questo) Mons. Willamson .

Anonimo ha detto...

Conte conferma (stando a TeleVideo) il ritiro del patrocinio. Ci si deve "accontentare" di quello del solo dicastero della Famiglia.

Anonimo ha detto...

Conte conferma anche altro che, uno si augurava, lui non confermasse.