domenica 10 marzo 2019

Soluzione dell’insolubile - don Elia

Amate il Signore, voi tutti, suoi fedeli, poiché il Signore ricercherà la verità e retribuirà abbondantemente quanti operano con superbia. Agite virilmente e sia confortato il vostro cuore, o voi tutti che sperate nel Signore (Sal 30, 24-25 Vulg.).

A scanso di equivoci, non è un invito a una desistenza supina o a un’infingarda acquiescenza. La salvaguardia di un reale primato della carità nella nostra vita di credenti esige da noi un attento discernimento che ci aiuti a distinguere le battaglie utili e necessarie da quelle superflue o addirittura dannose. Il primo fronte su cui lottare, in questa Quaresima, è quello interiore dell’io, il quale – come abbiamo visto – è sempre tentato di mettersi al posto di Dio, anche con le migliori intenzioni. Tutti abbiamo il diritto e il dovere di giudicare sul piano dell’oggettività, con una coscienza retta e illuminata, errori dottrinali e inadempienze pastorali di una parte della gerarchia, anche ai livelli più alti, ma non abbiamo l’autorità di emettere sentenze valevoli in foro esterno. La nostra principale aspirazione deve essere quella di amare il Signore in ciò che dobbiamo sopportare, nella certezza di fede che Egli esamina ogni atto e parola in modo veritiero e, al momento stabilito, punirà i superbi in maniera adeguata. La disposizione di pazienza e sopportazione che nasce dalla speranza teologale non è una comoda scusa alla codardia, ma, sul piano soprannaturale, diventa una forma di azione veramente virile e feconda di grazie.

Lo spettacolo che abbiamo davanti agli occhi è sicuramente sempre più squallido e desolante. Per legittimare l’eresia, bisogna necessariamente rinunciare alla logica; per ammettere il vizio, si perde il pudore. Sommate i due fattori e otterrete il risultato del recente vertice vaticano sugli abusi. Ma possiamo permettere che queste ignobili farse ci avvelenino la vita? Veritatem requiret Dominus, et retribuet abundanter facientibus superbiam (Sal 30, 24). Lasciamo fare a Lui ciò che spetta a Lui e conserviamo la pace del cuore, per quanto possibile. Tremo al pensiero di quel che sta per accadere ai chierici corrotti; pregate che non comporti troppe profanazioni di cose e luoghi sacri. A questo proposito, non dimenticate che anche i salmi imprecatori sono stati composti per ispirazione dello Spirito Santo; essi hanno perciò uno scopo preciso e devono essere utilizzati come tutti gli altri. La Parola di Dio è sempre viva ed efficace, più tagliente di una spada a doppio taglio (cf. Eb 4, 12): serviamocene, dunque, per le necessità di questo nostro tempo così travagliato, purché ci lasciamo muovere da quella carità che invoca il castigo degli empi per la salvezza delle anime loro e di quanti li seguono. In particolare, trovo quanto mai appropriato il Salmo 82, che non a caso è stato espunto dal nuovo breviario: «O Dio, chi è simile a te? Non tacere e non trattenerti, o Dio […]. Mio Dio, rendili come un turbine e come la paglia di fronte al vento» (Sal 82, 2.14).

È indubbio che la Chiesa sia da decenni afflitta da una profonda crisi (probabilmente la più grave della sua storia), ma essa non può venire meno. È altrettanto evidente che una parte dei suoi membri abbia apostatato in quanto ha di fatto rinnegato la verità rivelata, ma non è possibile che il Corpo di Cristo perda la fede o modifichi la propria essenza. Per questo bisogna parlare di crisi nella Chiesa, anziché di crisi della Chiesa; di apostasia nella Chiesa, piuttosto che di apostasia della Chiesa. Chi invece pone a soggetto della crisi o dell’apostasia la Chiesa stessa – definendo quella odierna, di conseguenza, falsa – è manifestamente eretico, perché la Chiesa in quanto tale non può né apostatare né cadere in errore. Se poi ci si separa dalla compagine ecclesiale con la pretesa che la vera Chiesa sussista soltanto in un determinato gruppo di eletti, ci si pone anche in stato di scisma. Rimanere nell’unica Chiesa non significa affatto essere in comunione con gli eretici e gli apostati, dato che questi ultimi (sebbene, in assenza di una dichiarazione formale del loro stato, conservino l’ufficio) non sono più membri del Corpo Mistico. In altre parole, è impossibile essere uniti a chi in realtà è fuori, anche se in apparenza è dentro.

Nessuna soluzione umana può permettere di superare la crisi e l’apostasia che sono in corso. Come opportunamente ricorda un lettore d’oltreoceano, «risolvere la situazione attuale della Chiesa non è in nostro potere, ma in potere del Signore. Quello che è in nostro potere è lavorare per la nostra salvezza e per la salvezza del nostro prossimo». L’impegno principale, per tutti, è quindi quello di conservare la fede e di viverla nella carità, evitando questioni inutili o nocive. A tal fine è necessario comprendere la volontà di Dio nelle presenti circostanze: «In questo caso, la preghiera è più importante dell’azione, specialmente per i semplici fedeli». Nell’eccesso di informazioni e di stimoli che i mezzi di comunicazione ci riversano nella mente, dobbiamo allora imparare un metodo: anzitutto scegliere consapevolmente cosa leggere; poi leggere attentamente, applicando il raziocinio e il senso critico; infine meditare quanto letto di buono per trarne il maggior frutto. Per disciplinare la curiosità morbosa e la gola intellettuale, occorre altresì imporsi regolarmente un salutare digiuno dalla lettura che lasci tempo per l’orazione.

Ugo di San Vittore (1096-1141), grande maestro di sapienza all’epoca della fioritura universitaria d’Europa, insegna a selezionare le conoscenze in modo tale che ci tornino realmente giovevoli: «Rifletti quant’è dannosa tale abitudine: quanto più si accumulano nozioni superflue, tanto meno è possibile capire e fissare nella memoria le cose vantaggiose» (Didascalicon, III, 5). Bisogna altresì sviluppare, con la riflessione personale, le nozioni acquisite: «L’inizio del sapere si trova dunque nella lettura, ma il suo compimento perfetto si realizza nella meditazione: coloro che sanno amarla con familiare consuetudine e vi si applicano a lungo, rendono la loro vita assai lieta e trovano grandissimo conforto nelle avversità. La meditazione riesce efficacemente ad allontanare lo spirito dal frastuono delle cose terrene e permette di pregustare in qualche modo, già in questa vita, la dolcezza della pace eterna» (ibid., III, 10). Se questo vale per il modo cristiano di trattare le scienze, in cui si rispecchia la sapienza divina, tanto più si verifica nella considerazione delle verità di fede, nella quale il Creatore si manifesta all’anima come suo Redentore e mistico Sposo.

Per agire virilmente, amando effettivamente il Signore e il prossimo per amore Suo, preparando il terreno al Suo intervento e cooperando all’attuazione dei Suoi piani di salvezza per il mondo, una condizione indispensabile è il silenzio interiore e, nella misura del possibile, anche esteriore. Il raggiungimento di tale condizione dipende da una sana disciplina dei pensieri, delle letture e delle parole. Senza questo impegno ascetico si cade facilmente vittime, sul fronte esterno, degli inganni diversivi e dei trucchi della propaganda; sul fronte interno, della presunzione e del libero esame, che pongono il giudizio privato al di sopra di tutto. Il fatto che il clero, negli ultimi decenni, si sia tanto squalificato ha condotto molti fedeli a farsi maestri di sé stessi e a non riconoscere più alcuna autorità dottrinale. È vero che l’attuale è l’era dei laici, visto che il Signore deve spesso servirsi di loro per riprendere e illuminare i Suoi ministri confusi o infedeli, ma questa situazione eccezionale non può risultare in un capovolgimento – non molto dissimile, nella sostanza, da quello operato dai modernisti – della struttura ecclesiale.

Un sacerdote deve essere sempre disponibile e sinceramente grato delle giuste osservazioni, purché, per l’onore di Cristo, si rispetti la grazia di stato conferita in modo permanente ai Suoi ministri. Un prete le può indubbiamente frapporre ostacolo per ignoranza, peccato o cattiva volontà, ma essa, congiunta a sana dottrina e retta coscienza, opera in modo certo e soprannaturale per la sicurezza e la pace dei fedeli, la cui preghiera per i sacerdoti è nondimeno sempre necessaria. La pratica del silenzio non mira dunque a inibire un’utile correzione, ma ad aprire la mente e a disporre il cuore alla sapienza di Dio, la quale rifugge sempre dagli estremi, sia dagli accomodanti compromessi con la menzogna e l’errore (che, a lungo andare, rendono indifferenti alla verità), sia dalle conclusioni trancianti su questioni delicatissime (che, prima o poi, sfociano nel sedevacantismo o in atteggiamenti e condotte settarie). Dobbiamo accettare che certe domande, almeno per il momento, rimangano senza una risposta definitiva, soprattutto riguardo al ministero petrino. Anche questo è un esercizio di fede: anziché cercare a tutti i costi una soluzione, rompendoci il capo con problemi che non ci competono, affidiamoci a Dio, che tutto sa e sempre provvede.

Sì, c’è un frutto per il giusto; sì, c’è un Dio che li giudica sulla terra (Sal 57, 12 Vulg.).

58 commenti:

Anonimo ha detto...

OT
https://informarexresistere.fr/trapianto-di-midollo-alex-tresor/

Alex Tresor: è salvo il bimbo che in Inghilterra non seppero curare

Catholicus.2 ha detto...

Domenica 10 Marzo 2019, Dominica prima in Quadragesima. 


"Deus qui, Ecclésiam tuam ánnua quadragesimáli observatióne puríficas: praesta famíliae tuae; ut, quod a te obtinére abstinéndo nítitur, hoc bonis opéribus exsequátur".

Anonimo ha detto...

Che cosa ne pensa don Elia del sacerdote levita per l'idolo di Mica?

Anonimo ha detto...

https://www.veritatemincaritate.com/2019/03/gola-presunzione-e-orgoglio-le-tre-tentazioni-di-gesu-nel-deserto/

Omelia tutta da assaporare ascoltandola.

Il diavolo non ha potere sull'anima, ma solo sulla materia.
Il diavolo si impossessa psichicamente dell'anima attraverso i sensi e le emozioni.
Allora le nostre fantasie (deliri, ambizioni, presunzione e orgoglio) possono deformare la realtà. Quando per il cuore umano lo spirito è morto, allora contano solo le cose materiali e le fantasie più o meno irragionevoli ad esso correlate. E una certa scienza riesce materialisticamente ad assorbire la capacità di metterci mano. La sapienza è altro.

Chi asseconda satana in certe tentazioni (fame/presunzione/orgoglio) non è che non sia intelligente (lo può essere al massimo livello, proprio come lo è il diavolo), ma perverte tutto il proprio sapere in astuzia (la più astuta di tutte le bestie) a danno di chi tenta per imbrogliarlo: falso e omicida fin dal principio promette libertà per fare schiavi.

La Quaresima sappia vederci mortificare il corpo perché l'anima possa tornare ad essere abitata da uno spirito vivo e il cuore puro torni a vedere Dio e non qualche deformazione (persino religiosa) della realtà che ci sprona ad andare in tutt'altra direzione.

@per il caro Don Elia ha detto...

Reverendo,
le pongo una sola domanda: pur considerando le sue proposte sagge, io non me la sentirei di disapprovare chi reputasse di darsi una gerarchia diversa di priorità. Non ne ho (ovviamente) l'Autorità, e neppure l'intenzione. E lei? Lei invece disapprova chi valuta risposte diverse?

Anonimo ha detto...

https://youtu.be/MZjthFubb6M

Catholicus ha detto...

“non abbiamo l’autorità di emettere sentenze valevoli in foro esterno” : e allora, dovremmo lasciare che i nostri cari divengano prede di questi predatori seriali di anime ? di questi spudorati mentitori, pervertitori, sporcaccioni senza pudore, eretici orgogliosi e superbi ? chi ci difende da loro, se non li sbugiardiamo apertamente? Chi metterà sull’avviso i nostri cari, se non lo facciamo noi? Forse il cardinale Burke? forse mons. Schneider? aspetta e spera, e intanto le anime sono sempre più confuse e depistate.
“Per legittimare l’eresia, bisogna necessariamente rinunciare alla logica; per ammettere il vizio, si perde il pudore” : se provi a spiegarlo ad amici, familiari, parroci (anche amici da lunga data) ti mettono subito a tacere, segno che sono già rane bollite o astuti collaboratori del Male, e noi dovremmo tacere e rifugiarci nella cameretta a pregare in silenzio? C’è altro da fare, ci sono altre urgenze, la resistenza cattolica antimodedrnista (=antisatanica) deve uscire allo scoperto, e i primi a farlo devono essere i consacrati, magari Lei, don Elia, sì proprio lei, come ha fatto coraggiosamente don Minutella. Uno, cento, mille consacrati in campo aperto, e poi la Provvidenza entrerà in campo aperto anche Lui. Prenda esempio da Mons. Léfèbvre, un eroe antimodernista.
“Chi invece pone a soggetto della crisi o dell’apostasia la Chiesa stessa – definendo quella odierna, di conseguenza, falsa – è manifestamente eretico, perché la Chiesa in quanto tale non può né apostatare né cadere in errore” : quindi secondo lei, caro don Elia, la Madonna a La Salette non diceva la verità, quando affermava che Roma avrebbe perso la fede, diventando la sede dell’Anticristo? Non pensa che il clero che oggi occupa tute le sedi (cfr S. Atanasio) sia un falso clero, formato da usurpatori (massoni, comunisti, omosex) mascherati da religiosi con il solo intento di distruggere la Chiesa di Cristo, da collaborazionisti opportunisti (per comodità, carriera, soldi, ecc.) o da semplici pavidi, complici così del Nemico? No, caro don Elia, gli eretici non siamo noi che consideriamo falsa questa “chiesa” (cito per ex. il prof.Francesco Lamendola, molto più dotto e colto di me), sono loro, gli occupanti. La vera Chiesa è nella diaspora, è un piccolo resto, un seme che stanno salvando i coraggiosi combattenti degli ultimi tempi (http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2853_Catholicus_Combattenti_degli_ultimi_tempi.html , mi scuso per l’autocitazione), da quel piccolo seme il Signore farà rinascere la Sua Chiesa, più bella e gloriosa che mai. Chi vuole, si tenga pure questa contraffazione diabolica, se gli fa piacere. Pace e bene.

Elia ha detto...

Per il caro fratello delle 13,32

Se "darsi una gerarchia diversa di priorità" o "valutare risposte diverse" significa porsi in una situazione irregolare o addirittura fuori della Chiesa, non posso incoraggiarlo, perché dovrei risponderne a Dio.

Anonimo ha detto...

Una delle proprietà della materia note alla scienza è che "similia similibus solvuntur".
Nella materia è così, ma il nostro problema non riguarda la materia, bensì lo spirito.
L'anima da salvare non si redime sciogliendo il peccato, ma cambiando il cuore.
Un peccato perdonato dice la misericordia di Dio, ma non toglie la deformazione provocata.
Scogliere l'insolubile descritto da padre Elia è impossibile agli uomini, ma non a Dio.
L'insolubile in azione è il peccato degli uomini e l'unico solvente è il preziosissimo sangue di Cristo che con il suo sacrificio salva le anime disposte a purificarsi.
Noi non ci salviamo/puliamo da soli, ma siamo salvati vivendo la fede nel Nostro Redentore.
Il vivere di fede non è teorico o semplicemente detto/pensato, ma chiede conversione.
Mettere l'io al posto di Dio è la radice di ogni peccato e della sfiducia a Dio.
In fondo riteniamo più conveniente/efficace quel che possiamo agire/proporre noi...
Non funziona, perché dopo il peccato originale, siamo simili allo sporco, non al pulito.
Noi non sciogliamo lo sporco, ma al più lo aggiungiamo. Toglierlo chiede un cuore nuovo.
E avere un cuore nuovo richiede uno spirito nuovo. Vivo e non morto.
Tutte cose che sono "simili" e perciò solubili, solo e soltanto con Dio al posto dell'io.
C'è un altro modo di sciogliere i simili con i simili e va molto di moda.
I peccatori si danno man forte, decidendo insieme che il peccato non è più tale.
E siccome credono e sono religiosi, stabiliscono che a dirlo è Dio in persona.
Bel sistema: mettere al centro Dio perché l'io possa agire indisturbato, anzi vantandosene.
A chi è simile? Forse a chi dice "sarete come Dio" facendo l'opposto di quel che chiede.

mic ha detto...

“non abbiamo l’autorità di emettere sentenze valevoli in foro esterno” : e allora, dovremmo lasciare che i nostri cari divengano prede di questi predatori seriali di anime ? di questi spudorati mentitori, pervertitori, sporcaccioni senza pudore, eretici orgogliosi e superbi ? chi ci difende da loro, se non li sbugiardiamo apertamente? Chi metterà sull’avviso i nostri cari, se non lo facciamo noi? Forse il cardinale Burke? forse mons. Schneider? aspetta e spera, e intanto le anime sono sempre più confuse e depistate.

L'autorità di "Emettere sentenze valevoli in foro esterno" ce l'hanno solo i Pastori, che rappresentano la Chiesa docens regens sanctificans. Noi siamo la Chiesa discens e militans.
E dunque non facciamo altro che esprimere le nostre analisi, critiche motivate, denunce, riaffermazioni della verità, condivisioni e diffusione di contenuti cattolici; il che diventa testimonianza e forse anche supporto per molti...
Nell'articolo che commentiamo mons. Schneider. dopo aver condiviso la sua deludente esperienza (e lo ha fatto con toni e stile estremamente caritatevoli), non ha mancato di esprimere vigorosamente e chiaramente ciò che pensa dei principali aspetti della gravissima crisi e ha fornito anche suggerimenti. che speriamo altri vescovi e cardinali raccolgano...

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo... ha detto...

La vita dell’uomo è una milizia .

Questo passo dell’Apostolo ci mostra la vita cristiana sotto un aspetto ben differente da come suole vederla la nostra debolezza. Per trascurarne l’importanza, noi saremmo facilmente portati a pensare che tali consigli s’addicevano ai primi tempi della Chiesa, quando i fedeli, esposti a continue persecuzioni ed alla morte, avevano bisogno d’un grado eccezionale di rinuncia e d’eroismo. Ma sarebbe una grande illusione, credere che siano finite tutte le battaglie del cristiano. Esiste sempre la lotta contro i demoni e il mondo, contro il sangue e la carne; per questo la Chiesa ci manda nel deserto con Gesù Cristo, per ivi imparare a combattere. Lì comprenderemo che la vita dell’uomo sulla terra è una milizia (Gb 7,1), e se non lottiamo sempre e coraggiosamente, questa vita che vorremmo passare nel riposo finirà con la nostra disfatta. Appunto per farci evitare tale sventura, la Chiesa ci dice oggi per bocca dell’Apostolo: Ecco ora il tempo propizio, ecco ora il giorno della salute. Perciò, comportiamoci in ogni cosa come servi del Signore e resistiamo con fermezza fino alla fine di questo tempo. Dio veglia sopra di noi, come vegliò sul suo Figliolo nel deserto.

http://itresentieri.it/prima-domenica-di-quaresima-di-dom-prosper-gueranger/

EPISTOLA (2Cor 6, 1-10)
Fratelli: vi esortiamo a non ricevere invano la grazia di Dio.

viandante ha detto...

C'è una frase di don Elia (che parzialmente cita un'altra persona) che secondo me sintetizza bene la causa del disagio con cui molte persone affrontano l'attuale crisi:

Nessuna soluzione umana può permettere di superare la crisi e l’apostasia che sono in corso. Come opportunamente ricorda un lettore d’oltreoceano, «risolvere la situazione attuale della Chiesa non è in nostro potere, ma in potere del Signore. Quello che è in nostro potere è lavorare per la nostra salvezza e per la salvezza del nostro prossimo».

Ebbene, ho come l'impressione che troppo spesso non siamo consapevoli della profondità e della portata di queste parole.
Se nessuna soluzione umana ci può far uscire dalla crisi attuale, significa che la soluzione può essere solo di ordine soprannaturale.
Ciò implica che se noi vogliamo collaborare col Signore per la sua gloria e per la diffusione del Suo Regno sulla terra (meritandoci al contempo la vita eterna) dobbiamo esercitarci a combattere a livello soprannaturale.
Molto concretamente: la mia priorità principale e quella di ogni cristiano è la propria santificazione. È sempre stato così. Il fatto di aver capito quale sia la reale situazione della Chiesa è solo un aiuto per avere un miglior discernimento nella vita reale quotidiana. Certo, la nostra santificazione di questi tempi si accompagna quasi obbligatoriamente con la sofferenza e l'impotenza di fronte alla portata della crisi.
Eh sì, non è facile ammettere la propria impotenza umana di fronte alle attuali difficoltà. Ma è proprio il punto da cui siamo partiti: Nessuna soluzione umana può permettere di superare la crisi attuale.
Non c'è alternativa alla vita di grazia!

bedwere ha detto...

Quando Nestorio, arcivescovo di Constantinopoli, durante una predica nego` a Maria Santissima il titolo di Madre di Dio, il laico Eusebio si alzo` e lo corresse pubblicamente. In che foro emetteva sentenze Eusebio? Ossia, fece bene o fece male?

Alfonso ha detto...

Vivere felici sulla terra ed entrare poi nella gioia del Signore: questo è la nostra vocazione alla beatitudine, un innato desiderio di felicità, desiderio che Dio ha messo nel cuore dell'uomo per attirarlo a sé, perché egli solo lo può colmare. Gesù ha predicato le beatitudini, ordinandole non più al solo godimento di una terra, ma al regno dei cieli. Esse "illuminano le azioni e le disposizioni caratteristiche della vita cristiana; sono le promesse paradossali che, nelle tribolazioni, sorreggono la speranza; annunziano le benedizioni e le ricompense già oscuramente anticipate ai discepoli".
"Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli".
Quanto frequentemente si realizza questa beatitudine nell'era bergogliana?
Un dialogo tratto da fb:
- "soffro in modo terribile, per la tremenda persecuzione, che sto vivendo: Sacerdoti e Religiosi, che credevo Amici, fingono di non conoscermi, pur essendo Conservatori. Bergogliani, ultra-modernisti, e pseudo-vescovi eretici e comunisti, che si fanno miei inquisitori, minacciandomi di un Inferno, di cui sembra che solo io ne sia degno. Esorcisti della mia Diocesi, che mettono sullo stesso piano l'Anglicanesimo ed il Piccolo Resto Cattolico ! Sacerdoti Diocesani che mi invitano a ritrattare. ... Vivo tutto ciò, chiuso allettato, nella mia stanza, con mia madre, allettata. ... Mi agito nel dolore e sono tanto lontano dalla Vera Santità e dal Vero Coraggio di Don Alessandro Minutella, che vive tutto questo, ed anche di più, nella Gioia del Signore Nostro Gesù Cristo e della Sua Divina Madre."
"Se sapessi quanto ho sofferto i primi 4 anni di questo pontificato, sola, totalmente sola contro tutti. Io continuavo a dire che c'era qualcosa che non andava, ma nessuno mi credeva, anzi mi dicevano che ero totalmente pazza. Adesso ho il piccolo resto e sono molto più forte e non più sola. Continuano a non credermi, ma adesso io ho la Pace di Dio nel cuore perché ho parlato , ma soprattutto ho deciso di rimanere cattolica e uscire dalla falsa chiesa. AcM caro fratello, il Signore ci purifica come l'oro nel crogiuolo, arriveremo a brillare".
- "Erano misere e banali già da tempo, ma si potevano ancora chiamare Messe. Oggi sono incontri sociali ludici, non più definibili Messe. Assurdo sentire il bisogno di parteciparvi."
- "Per avere la Pace di Dio nel cuore è sufficiente condividere l’amore (agape) per il Nostro Signore Gesù Cristo con i fratelli nella fede, che siano essi pochi o molti, vicini o lontani. Se poi c’è un pastore che ci guida, il cammino sarà sicuro."

mic ha detto...

C'è anche il grave problema che, mancando la guida sicura di chi dovrebbe confermare nella fede e nella grave confusione dottrinale e pastorale indotta, vengono fuori anche tante possibilità di sviamento ulteriore. Tra queste c'è ad esempio il caso di don Minutella che dice tante verità ma ha preso posizioni non condivisibili. E sono tante e aumentano le persone che lo seguono ciecamente...

Anonimo ha detto...

GARABANDAL IN FIAMME (traduzione automatica)
https://gloria.tv/article/bXf4RRvAwKSW4R8sVutpTSYFS

Anonimo ha detto...

Mic ha detto...
"C'è anche il grave problema che, mancando la guida sicura di chi dovrebbe confermare nella fede e nella grave confusione dottrinale e pastorale indotta, vengono fuori anche tante possibilità di sviamento ulteriore. Tra queste c'è ad esempio il caso di don Minutella che dice tante verità ma ha preso posizioni non condivisibili. E sono tante e aumentano le persone che lo seguono ciecamente..."
10 marzo 2019 22:48
Ho seguito per qualche tempo don Minutella. Ho poi mutato avviso, credo lecitamente. Con violenza verbale inusitata, è ora "aperta la caccia" a quelli come me, i cosiddetti unacum, vale a dire coloro i quali ritengono di dover rimanere nella Chiesa, pur soffrendo della e nella situazione attuale e che, dopo aver fatto quanto il loro ruolo in verità assai piccolo consentiva, adesso subiscono ogni sorta di improperi, aggressioni, oso dire violenza spirituale, venendo accusati di essere peggio che utili idoti, reali fiancheggiatori del deprecabile corso della Chiesa. Tutto questo a me appare foriero di conseguenze ancora più gravi. Mi chiedo se i Pastori che avrebbero avuto la possibilità di intervenire in maniera più incisiva di quanto sia possibile alla nostra mobilitazione che, pure, nulla ha trascurato quanto a sofferenze e financo persecuzione NELLA Chiesa, siano davvero avvertiti anche riguardo a questa possibile deriva, giacché i semplici si sentono abbandonati e imboccano strade che possono rivelarsi pericolose. I Pastori paventano lo scisma dichiarato. Spero siano più lungimiranti di quanto appaiano (è chiaro che noi, cattolici in sofferenza, rappresentiamo un possibile seguito o bacino da cui pescare, con buone o cattive intenzioni, suscettibili di disparati esiti. Lodevole l'operato di don Elia e altri come lui. Ma non è sufficiente. Molti non hanno il reale polso della situazione)

Valeria Fusetti ha detto...

Questo di cui scrive mic è un gravissimo problema,ma i siti come questo,sono un grande aiuto. Buoni e santi sacerdoti anche. Magari non vicini ed occorre cercarli,non darsi per vinti, affidandosi all' aiuto di Maria Santissima e alla guida del nostro Angelo custode. Per quanto è possibile occorre mettere in primo piano il Signore e le Sue esigenze, sicuramente le nostre ne verranno trascinate. Ieri sera ho visto su you tube dogma.tv,con un' intervista di don Alfredo Maria Morselli, dal titolo " parliamo del Papa". Si affianca molto bene all' articolo di don Elia, e può aiutare ad affrontare i dubbi ed obiezioni dell' amico Catholicus. Per quel che riguarda la scelta dell' anonimato, da parte di consacrati e non mi sembra, francamente, che si debba rispettare la scelta che ognuno fa, davanti al Signore ed in piena coscienza. Il giudizio, mi sembra di poter dire serenamente, non spetta a noi. In cordibus Jesus et Mariae.

Anonimo ha detto...

bedwere, ebbe ragione Eusebio che era laico, contro Nestorio che era vescovo, anzi arcivescovo e patriarca. Mic, lo sviamento è responsabilità del silenzio del clero, anzi il clero è in massa apostata e i rari non apostati tacciono facendosi complici e causa degli sviamenti. Don Minutella ritiene Ratzinger Papa e questo è assurdo. Come assurdo ritenere Bergoglio tale: non se ne esce se non si affronta in pochi il toro x le corna.

viandante ha detto...

@Bedwere

Credo che dobbiamo fare attenzione nel dibattere questi problemi. Sa, il suo esempio, senza particolari riferimenti al contesto, alla situazione e alla natura stessa del problema, potrebbe portare al libero arbitrio e alla libera interpretazione di stampo protestante!
Non è con le eccezioni che facilmente si raggiungono grandi risultati. Se l'esempio da lei riportato dovesse far scuola senza alcuna premessa e condizione, solo in Italia quanti don Minutella diversi ci sarebbero? Faremmo la fine delle sette protestanti: ne esistono a migliaia!
La disciplina, all'interno di un gruppo e a maggior ragione nella Chiesa, è molto importante. Anzitutto perché ci impone di riflettere a sufficienza su chi realmente detiene l'autorità (e che non è il papa ma Cristo stesso!).
Secondariamente a volte, anche se abbiamo ragione, è meglio considerare se il nostro modo di agire sia conveniente. San Paolo ad esempio in alcune circostanze permette comportamenti non vincolanti per un cristiano per non scandalizzare gli altri.
Poi vi è anche la questione relativa al soggetto della nostra critica: su temi già chiaramente dibattuti da deecisioni magisteriali infallibili, anche io posso esprimere tali insegnamenti con la medesima infallibilità. Se invece si tratta di questioni che solo un'autorità può prendere, io non posso prevaricare tale autorità. Io non ho autorità per deporre vescovi o papi, anche se sapessi che ne hanno fatte di tutti i colori.
Il modernismo e il '68 hanno sicuramente contribuito a ecclissare l'importanza della disciplina. Anche in questo siamo spesso stati contagiati, nonostante ci consideriamo cattolici e tradizionalisti.

Catholicus ha detto...

" ho deciso di rimanere cattolica e uscire dalla falsa chiesa" : questo porta acqua al mio mulino e contraddice don Elia, quando egli afferma che considerare falsa questa "chiesa" è dire un'eresia.
"Erano misere e banali già da tempo, ma si potevano ancora chiamare Messe. Oggi sono incontri sociali ludici, non più definibili Messe. Assurdo sentire il bisogno di parteciparvi." : una conferma "ad abundantiam" (se mai ce ne fosse stato bisogno) del carattere astutamente diabolico dei riti di un clero oramai eretico ed apostata fino alla punta dei capelli !
Bravo Alfonso ! adesso confermi nella fede i suoi cari, ma in quella vera, cioè nella fede della Chiesa preconciliare, lei, che ora fa parte del "piccolo resto", amato e difeso dal Signore. L J C !

Catholicus ha detto...

@ Anonimo 8:02 : "il clero è in massa apostata e i rari non apostati tacciono facendosi complici e causa degli sviamenti" : riscalda il mio povero cuore leggere queste parole, amico caro; come dicevo nel mio primo commento a questo articolo, i pochi non apostati, pavidi e timorosi, si rendono complici del Nemico e causa di disorientamento e depistaggio delle pecorelle indifese. Un clero sempre più sbandato, indeciso, che ha rinunciato alla sua funzione, cioè difendere le anime e condurle a Cristo, in Paradiso. Altro che stare a far bizantinismi, arzigogolare con astruserie cervellotiche (volontà permissiva et similia...), coraggio ci vuole, cari sacerdoti, vescovi e cardinali. Sursum Corda ! Pace e bene.

Anonimo ha detto...

... scusate , riprendo dal post delle 04:56. Vorrei precisare che le pressioni e la violenza verbale di cui ho scritto non provengono da don Minutella bensì da molti di coloro che lo seguono. Insomma, tale è la temperie e non vedo come egli stesso possa ignorarla. Non in questo avevo sperato e faccio ritorno alla vita della mia parrocchia con un senso di profonda delusione. Non so dove altro andare. Confido che il Signore sempre si farà trovare da chi lo cerca con sincerità d'intenti

Anonimo ha detto...

Da quanto espresso da -11 marzo 2019 09:21- mi sembra di ravvisare che Il Sacerdote in oggetto (sicuramente animato da santo zelo per il Signore ) non si renda conto di essere sempre piu' "accerchiato" . In questi tempi non e' facile restare inchiodati su una croce, ma non lo era neanche prima (leggi Padre Pio) e il maligno (creatura angelica) lo sa talmente bene , lui , che lascia le piccolezze ai suoi sgherri ma lui , mira ai Sacerdoti in modo da irretire nella sua pesca quante piu' anime possibili. Poca fatica e tanta resa ! Noi, semplici " creature ", abbiamo paura della sofferenza (inutile negarlo) e la prima soluzione che ci si prospetta per non soffrire e' quella di schiodarci dalla croce . Poi come ben detto , l'eclisse del "padre" ha intaccato tutto , principalmente l'importanza della disciplina , ne e' intaccato il carattere , ne e' subentrata la ribellione . E' vero che Dio e' Ordine e tutto cio' che e' dis-ordine non proviene da Dio , ma non e' facile seguire il Maestro ogni giorno , la lotta e' continua , costante , sfibrante e l'errore che noi facciamo ( per la verita' che ho fatto io ) e' quello di non chiedere aiuto alla Madre di Dio ( non per fare la nostra ma la Volonta' del Padre che conosce Lui solo ) . L'errore piu' grande , secondo me , e' quello di pensare di potercela fare da soli a ri-stabilire ordine.... . L'umilta' e' difficile ,cerchiamo di avere compassione per noi stessi e per i Sacerdoti perche' la croce che si sono liberamente assunti e' sicuramente piu' pesante . Preghiamo per tutti loro e affidiamoli alla Madre di Dio !

mic ha detto...

La situazione è ingarbugliata e la confusione aumenta dismisura. Il problema è che abbiamo bisogno di una guida concreta e che il magistero bimillenario è tanto più fecondo quanto più lo riceviamo incarnato e quindi riusciamo a tradurlo in vita quotidiana.
Ed è proprio questo che induce molti a seguire qua e là i contesti più vari spinti più dal seguito alla persona che li guida che dalla fedeltà al Signore perdendo il contatto con la trascendenza...
È per questo che cerchiamo continuamente di richiamare e richiamarci all'essenziale.
Ed è semplicemente questo che ha fatto don Elia.

E non è vero che i sacerdoti sono TUTTI apostati o che in ogni messa NO ci sono abusi. Si tratta di discernere. Con sofferenza, certo, e a volte anche con grandi disagi. Ma è proprio questo che abbiamo anche da offtire.

Anonimo ha detto...

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/03/11/dopo-le-condanne-dei-cardinali-pell-e-barbarin-chiesa-sotto-assedio-smarrita/
Ma vedi quale altra grande sofferenza si prospetta ...
Prudenza prudenza prudenza .

Un lettore ha detto...

Qui tutti parlano per idolatrie umane.
Cose di uomini, non cose di Dio.
Nessuno parla di potenza di Dio nella propria vita, ma si sbuffa che non abbiamo sacerdoti abbastanza corretti o che la chiesa è messa male.
Sarà pure vero, ma il soggetto della confessione sono i nostri peccati in vista del ravvedimento, non i peccati del resto della chiesa, o della società dei non credenti.

Manca il trascendente anche in molti cosiddetti tradizionalisti, più attenti alla maniera, necessaria anche quella, che alla sostanza.

Dio alla fine è spirito. La forma è importante, ma Dio è spirito.

Pare che tutti si aspettino che una magica virtù si emani dal confessore giusto, dal lefebvriano giusto, da padre Serafino o padre Gabriele.
Come che ci diano qualcosa di loro. Una magica virtù dalla loro veste.

Si cerca in orizzontale, non in alto. Se non è antropocentrismo di fatto anche questo....

Si tratta in realtà di non conoscere Dio, allora, di non avere mai sperimentato l'incontro con Gesù Cristo.

Gesù dice di rivolgerci al Padre non a valenti uomini. Loro sono lì ad esempio, come dono, assistenza, ma si è ancora all'infanzia della fede con questi atteggiamenti.

Mettiamo, ad esempio, il card Caffarra. Non ha mai voluto lodi e sequele. Ci piaceva quel che "aveva" spiritualmente lui? non si trattava allora di idolatrare Caffarra o chicchessia, ma
di rivolgersi maggiormente a Dio domandando di plasmarci.

Troppi credenti notano e cercano solo l'umano. Anche nella cosiddetta tradizione. Magari è un altro stile, ma sempre di umano troppo spesso si tratta.

Anonimo ha detto...


Il fedele Eusebio e Nestorio l'eretico

Ma il fedele Eusebio si limitò a rimbeccare il vescovo Nestorio perché costui aveva detto una spaventosa eresia, non si pose il problema di dichiararlo decaduto e cose del genere, cose che non spettavano alla competenza del fedele.
Per Nestorio, la S.ma Vergine non era da considerarsi Madre di Dio, aveva partorito un uomo. In Cristo si dovevano considerare, oltre a due nature, due persone, una umana e una divina. Le persone godevano di un'unione morale e non fisica ed erano in relazione reciproca fondata sull'abitazione di una persona nell'altra, nell'amore reciproco, nell'attività e nella comune attività (unio habitationis, caritatis, operationis et dignitatis). Da questa falsa impostazione seguivano 4 errori fondamentali [Bartmann, I, par. 88].
Pertanto, oggi, il problema non è quello di essere indisciplinati. L'indisciplina regna sovrana nella Chiesa ma in un altro senso. Abbiamo pastori che professano errori nella fede gravissimi, a cominciare dai Papi, e certo non solo con il presente e regnante, però nessuno trova, tra il clero, il coraggio del fedele Eusebio, di alzarsi in piedi e rinfacciarglielo apertamente (s. Paolo ad Antiochia, vedi). Tale pubblico rimprovero non avrebbe nulla a che vedere con richieste di dimissioni, messe formali sotto accusa etc. Avrebbe innanzitutto lo scopo di obbligare il reprobo ad emendarsi pubblicamente, per il bene di tutti, a riconoscere il proprio errore. Se il Papa e i cardinali cominciassero a fare il mea culpa e a rimediare agli errori circolanti, tutto cambierebbe in meglio nella Chiesa e rapidamente!
Nel silenzio dei chierici, spetta pertanto ai laici, che se la sentano, far presenti ai prelati (nei modi dovuti) gli errori nei quali sono incorsi ed incorrono, anche se i laici sono privi dell'autorità dei chierici, nelle cose della fede. Anzi, è comunque dovere dei fedeli laici, milites Christi. E chi consiglia un atteggiamento contrario, incita in realtà alla passività, ad un quietismo del tutto sbagliato nella situazione attuale.

Questa è l'epoca nella quale si deve uscire allo scoperto per combattere in difesa della fede, tradita in tutti i modi dai pastori e assalita da tutte le forze delle tenebre. Sono convinto che questo voglia oggi il Signore da ciascuno di noi. Per l'esito della battaglia, ci penserà poi Lui. Certo, la pugna si presenta accanita e sanguinosa, non possiamo negarlo.

PP

viandante ha detto...

Non posso accettare caro Catholicus che lei dia del complice a coloro che svolgono il loro lavoro senza perdere tempo nel volersi distanziare da tutte le cavolate che parte della gerarchia dice o fa!
Non è per nulla corretto. Allora allo stesso modo potremmo dire che anche Gesù Cristo implicitamente ammise la sua colpa davanti a Pilato: non ribattè nulla!
Ripeto: un simile modo di argomentare non è corretto!

Allo stesso modo mi sa che gioca col fuoco quando si rallegra di persone che escono da questa Chiesa! La Chiesa è una, anche se attualmente presieduta da persone indegne. Non è in nostro potere crearne un'altra.

Posso intuire cosa esattamente intenda, ma la prego in tal caso di usare le parole corrette.

Anonimo ha detto...

Anni a ripetere le stesse cose fino allo sfinimento. Sarà (semplicemente) che chi doveva capire lo ha già fatto, e chi non doveva, continua a brancolare e a barcamenarsi tra falsità e menzogne?

Anonimo ha detto...

viandante, mi scusi se intervengo. Tacere quando si è accusati è una cosa, e tacere quando altri sono accusati è altro. Gesù stette zitto davanti a Erode che era un corrotto, non gliela diede vinta, parlò stando zitto.A Pilato parlò chiaro invece "tu l'hai detto".Se per strada vedo una rapina,penso di avere il dovere di fare il possibile per avvisare, sventare e chiamare i Cc. Quindi se anche nel mio cortile insegno rettamente e sento altri insegnare porcherie, devo similmente avvisare, richiamare come san Paolo richiamò lo stesso Papa Pietro. Quando poi gli errori sono macigni che affogano le anime, se taccio renderò conto a Dio, e non invidio costoro. Ho capito perché a Medyugorje Maria da tanti anni invita a pregare per loro in modo particolare. Nessuno esce dalla Chiesa che è una, si esce da quella delle indegne perché insegnano un vangelo diverso, ed obbedendo al vescovo san Paolo, so che sono anatema, scomunicati = non chiesa. L'anima della Chiesa resiste nelle varie sette odierne, cattoliche, secondo la sincerità di ognuno.

Catholicus ha detto...

Non me ne voglia, caro Viandante; non intendevo riferirmi, come dice lei, a "coloro che svolgono il loro lavoro senza perdere tempo nel volersi distanziare da tutte le cavolate che parte della gerarchia dice o fa", bensì a quella parte del clero che, riconoscendo in foro interno l'errore, l'apostasia e la malizia dei confratelli passati dalla parte del Nemico, tacciono, si girano dall'altra parte, fanno finta di niente, perché denunciare e mettere sull'avviso i fedeli loro affidati costerebbe caro (comodità, amicizie, incarichi, ecc.). Mi sembra di aver letto, qui, un passo di San Girolamo in cui si dice che chi tace dopo aver riconosciuto l'eresia dei confratelli si rende complice delle loro malefatte. Tutto qui, niente di più e niente di meno; e sapesse quanti ce ne sono, così, di sacerdoti; lo si capisce mettendo a confronto ciò che dicevano 10 anni fa e ciò che dicono e fanno adesso. Proprio ieri sera un prete, su una TV locale "cattolica" parlava del suo prossimo viaggio in Terrasanta, con i giovani della diocesi. Ebbene, sa cosa diceva ? che lì finalmente i giovani avrebbero potuto conoscere il Cristo della storia (mettendo da parte "il Cristo della fantasia"), cioè quello che camminava, mangiava, beveva, conversava con tutti, insomma, come uno di noi (si ricorda di don Tonino Bello che parlava di Maria SS.ma come una di noi?).

Anonimo ha detto...

Mons. Lefebvre scriveva: «Il giorno del giudizio, Dio ci chiederà se siamo stati fedeli e se abbiamo obbedito a delle autorità infedeli. L’obbedienza è una virtù relativa alla Verità e al Bene. Ma se essa si sottomette all’errore e al male, non è più una virtù, ma un vizio.» (Mons. Lefebvre, lettera del 9 agosto 1986).

Anonimo ha detto...

Ho notato che gli interventi a favore di don Minutella vengono cestinati, allora pregherei il gestore del sito di eliminare, per correttezza, anche quelli contro.
Don Minutella non ha bisogno del vostro fango, tantomeno delle vostre lodi. Vi rivolgo
comunque la dichiarazione di Gamaliele per meditare:
« Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio! »

mic ha detto...

Come già detto e ripetuto non è questo il luogo delle dispute a favore o contro don Minutella (che diventerebbero solo sterili diatribe) tirato in ballo da un commento da cui si deducono alcuni strascichi del suo contesto e un fugace accenno successivo a mo' di esempio.
Et de hoc satis.

mic ha detto...

Quanto all'esempio di Gamaliele, attenzione a non far dire alla Parola ciò che porta acqua al nostro mulino. Spesso è indice di fanatismo....

viandante ha detto...

Caro Catholicus, so di sacerdoti di retta dottrina che attualmente ancora insegnano in posti di rilievo e che evitano di esporsi per poter continuare a fare del bene là dove sono. Se loro si espongono troppo in cose che oltretutto non riguardano direttamente ciò che insegnano, il loro posto andrà a un modernista duro e puro.
Sono da condannare?
Ovviamente concordo con lei: pochi anni fa quasi tutti parlavano di "valori non negoziabili", mentre adesso tanti non sanno nemmeno più cosa fossero! Ma non penso valga la pena perdere tempo a parlare di costoro.

Parimenti, come lascia intendere l'anonimo delle 14.09, io devo sempre intervenire a denunciare tutto quello che vedo? magari mettendo a repentaglio la mia stessa famiglia, il mio lavoro? Io credo che vi siano tanti modi per fare del bene e non per forza sono sempre i più appariscenti i migliori.
Non tutti i cristiani rinfacciavano le malefatte dei tanti imperatori, alcuni dei quali li perseguitavano. Anzi, spesso combattevano nel loro esercito.
Però, qui penso siamo tutti d'accordo, non si prestavano ad adorare l'imperatore; e questo a costo della vita.

Ecco, credo che ci sono delle priorità o meglio dei limiti invalicabili alle nostre azioni e questo anche a dipendenza delle nostre personali responsabilità. Ma non è tutto così semplice. Se lo fosse non parleremmo di grave crisi.
Un sacerdote tedesco ha paragonato la situazione attuale nella Chiesa al periodo nazista. Non so se avete in mente come si dovevano comportare i cittadini che non erano in sintonia con le autorità per poter sopravvivere? Potrebbe essere utile pensarci.

Marisa ha detto...

Intervista giornalistica di Dogma TV a don Alfredo Maria Morselli sul tema "Parliamo del Papa" :

https://www.youtube.com/watch?v=dUn7PmyPEEI

Anonimo ha detto...

Caro viandante il problema è che il clero, più del popolo, ha scelto le anime, e risponderà del proprio silenzio come degli errori. Purtroppo non è che si possa peccare perché costa, né in omissione né in eresia. Gesù e gli apostoli insegnano così. Salvarsi costa.

Anonimo ha detto...


"Non si prestavano ad adorare l'imperatore, a rischio della vita..."

Solo una minoranza aveva il coraggio di non prestare l'omaggio dovuto al divinizzato imperatore, affrontando una morte crudele. La maggioranza dei cristiani cedeva, cadendo in peccato. Erano i cosiddetti "lapsi" (coloro che sono scivolati). I "lapsi", passata la persecuzione, venivano perdonati dopo aver scontato dure penitenze, almeno in teoria. Nell'Africa del Nord, gli elementi più rigidi si opposero a quella che a loro sembrava manica troppo larga nei confronti dei "lapsi". Questi furono chiamati donatisti, dal nome (credo) di un vescovo che li appoggiava, e con altri nomi. Erano violenti e picchiavano forte. Diventarono poi eretici perché cominciarono a negare l'autorità del Papa, che invece usava misericordia ai lapsi. L'eresia, svincolata dalla sua origine, si trascinò sino ai tempi di sant'Agostino, che, viste inutili le prediche, di fronte alle violenze dei donatisti, invocò l'intervento dell'autorità imperiale, ora cristiana. Che sistemò a dovere i donatisti.
Nessuno invita nessuno a fare l'eroe, mettendo in gioco posto di lavoro, famiglia, etc. Combattono soprattutto quelli che non rischiano nulla o quasi nulla, sul piano personale almeno finora. Si vorrebbe solo che, da parte di chi ha capito la gravità straordinaria della crisi, non si dichiarasse inutile il combattere stesso, consistente nel criticare apertamente l'errore professato ahimé dagli stessi pastori, dicendoglielo in faccia.
Inutile, perché l'unica cosa da fare sarebbe attendere l'intervento di NOstro Signore, attenderlo nella preghiera, nel silenzio, nella meditazione, per paura di offendere, di mancare di rispetto... Ma intanto non si lascia che venga continuamente offeso il Signore dallo scempio della sua Vigna fatto dai pastori stessi?
Santo Stefano non vide il Signore in piedi alla destra del Padre, che lo incitava a resistere frontalmente ai suoi nemici, che stavano per ammazzarlo perché testimoniava la vera fede?
Alla nostra generazione è toccato in sorte guadagnarsi la vita eterna nella lotta aperta, pubblica, contro gli impostori che si sono insinuati nella Santa Chiesa e contro tutti i nemici di sempre della Chiesa, imbaldanziti più che mai, che credono di aver vinto, grazie ai tradimenti dei chierici senza fede.
PP

mic ha detto...

A tutti gli anonimi che pontificano insistendo su una lotta dura senza paura vorrei chiedere: chi sei? Che fai?

Anonimo ha detto...

Sono uno degli anonimi con la a. Mi chiamo Angela e ho già ricevuto una dose di insulti notevole e li ricevo. Ho cercato di capire, sbagliando….ho forse dato i numeri, ho rettificato omelie, ho dato al don dell'eretico pubblicamente, ho parlato con vescovi eretici, ho parlato con don fin dagli anni 1990, ho riso ed ho pianto ed ho usato la battuta secca, ho alzato la manina a dire "questo non va", ho provato le varie sette attuali, direi tutte, e non ho trovato la Chiesa una da alcuna parte… ho parlato al Signore dicendo di farmi capire se sbaglio…. non so più cosa fare…. ma so che Gesù s'è messo nelle nostre mani, sia per l'arresto che per la risurrezione… e nell'arresto è stato contento di vedere chi stava con LUI: serve la fede e l'attesa di Maria ma anche le inutili ma necessarie azioni dei credenti...se non ci fosse stato un san Atanasio, un san Tommaso Moro, un Eusebio, un san Pio X.....a questo punto saremmo giunti da tanto…...

Anonimo ha detto...


"non so più cosa fare.."

Se posso permettermi un consiglio, ripeto l'invito a fare gli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio, quelli del vecchio sistema, che durano 5 giorni, nella forma abbreviata.
Chi è che li fa? Forse la Frat. S. Pietro, se non si vuole andare dalla FSSPX? In ogni
caso, la FSSPX non è più scomunicata. Questi esercizi servono anche per il proprio
equilibrio spirituale, che dobbiamo cercare di mantenere, nonostante tutto, proprio
in un'epoca così diabolicamente squilibrata come questa.
Ognuno fa quello che può, secondo le sue capacità, che, rispetto ai problemi immensi, sono sempre piccole. Dobbiamo anche aver coscienza del carattere limitato delle nostre forze. Dico questo, per non demoralizzarci troppo di fronte al fatto che la situazione non sembra affatto migliorare. Noi facciamo il nostro dovere di milites Christi, cercando di mantenere per quanto possibile la pace interiore, derivante già dal fatto che fare il nostro dovere ("servare mandata") è proprio ciò che il Signore vuole da noi, a prescindere dai risultati

PP.

Gederson Falcometa ha detto...

"e allora, dovremmo lasciare che i nostri cari divengano prede di questi predatori seriali di anime ? di questi spudorati mentitori, pervertitori, sporcaccioni senza pudore, eretici orgogliosi e superbi ? chi ci difende da loro, se non li sbugiardiamo apertamente? Chi metterà sull’avviso i nostri cari, se non lo facciamo noi? Forse il cardinale Burke? forse mons. Schneider? aspetta e spera, e intanto le anime sono sempre più confuse e depistate".

I nostri cari, nel minimo, sono ignorante colpevole della propria ignoranza. La Madonna ha avvertito tutta la Chiesa a La Salette: Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'Anticristo. È evidente che ha perso la fede, se i nostri cari non capace di capire questo a loro serve ciò che ha detto Nostro Signore Gesù: “LASCIA CHE I MORTI SEPPELLISCANO I PROPRI MORTI”.

"“Per legittimare l’eresia, bisogna necessariamente rinunciare alla logica; per ammettere il vizio, si perde il pudore” : se provi a spiegarlo ad amici, familiari, parroci (anche amici da lunga data) ti mettono subito a tacere, segno che sono già rane bollite o astuti collaboratori del Male, e noi dovremmo tacere e rifugiarci nella cameretta a pregare in silenzio?"

Secondo lei, la Chiesa doveva uscire dalle catacombe e affrontare l'impero romano? O altri dovrebbero prendere le armi per difendere i loro cari dai flagelli... dal martírio...?

Lei è um cattolico che non conosce nemmeno il valore della preghiera.

"C’è altro da fare, ci sono altre urgenze, la resistenza cattolica antimodedrnista (=antisatanica) deve uscire allo scoperto, e i primi a farlo devono essere i consacrati, magari Lei, don Elia, sì proprio lei, come ha fatto coraggiosamente don Minutella. Uno, cento, mille consacrati in campo aperto, e poi la Provvidenza entrerà in campo aperto anche Lui. Prenda esempio da Mons. Léfèbvre, un eroe antimodernista".

D. Minutella combatte il modernismo com il modernista Urs Von Balthasar. Bravissimo, no? Von Balthasar sostiene uma falsa concepzione della Chiesa, come se può vedere:

Una definizione non cattolica di Chiesa
Con “Abbattere i bastioni” (1952) Balthasar critica la struttura della Chiesa medievale e contro-riformistica sino a Pacelli, poiché «il suo rapporto di fronte al mondo non cristiano – pagani, ebrei, eretici, scismatici – fu molto sommario, perfino all’epoca degli Ordini Mendicanti [fondati da San Francesco e San Domenico] di ispirazione missionaria»[5].
Egli definisce la Chiesa «la comunità dei cristiani che, come Maria, stanno sotto la croce, non sotto il peccato»[6]. Questa definizione non è esatta, perché misconosce il lato visibile della Chiesa, tenendo conto solo di quello pneumatico, e si avvicina addirittura alla concezione calvinistica di “società dei santi o predestinati”, dalla quale sarebbero esclusi i peccatori. Invece la dottrina cattolica insegna che i peccatori, se sono battezzati, hanno la fede e non hanno rotto scismaticamente i legami con la Chiesa, sono membra morte, ma pur sempre membri della Chiesa, la quale è la “società di tutti i battezzati, che hanno la stessa fede, gli stessi sacramenti e sono sottomessi ai legittimi pastori, specialmente al Romano Pontefice” (San Roberto Bellarmino). Dalla sua ecclesiologia consegue che per Balthasar «l’autorità e l’infallibilità della Chiesa trovano la loro ragione soltanto nella ripetizione di quel “sia fatta la tua volontà” che Maria pronunciò un giorno: perciò l’autorità può essere esercitata solo a partire dall’amore sofferente»[7]. E anche questo sapit haeresim, sa di eresia. VON BALTHASAR: LA “TERZA VIA”. Tra “ortodossia” e “ultra-progressismo”http://www.sisinono.org/anteprime-dei-numeri-in-abbonamento/38-anno-2009/107-anno-xxxv-n-12.html

Gederson Falcometa ha detto...

D. Minutella non è stato nemmeno capace di capire che la teologia de Von Balthasar è falsa. E ancora oggi sostiene che Benedetto XVI è Papa, che aveva delle ragione profonde per rinunciare. Questo non aiuta molto.

"C’è altro da fare, ci sono altre urgenze, la resistenza cattolica antimodedrnista (=antisatanica) deve uscire allo scoperto, e i primi a farlo devono essere i consacrati, magari Lei, don Elia, sì proprio lei, come ha fatto coraggiosamente don Minutella".

C'è altro da fare, e chi dice ciò che deve essere fatto è il "Catholicus", ma com quale autorità?

Secondo lei, ha trionfato al Concilio, il modernismo dal tempo di S. Pio X o la Nouvelle Théologie? I due sono le stesse cose?

Sono nel lavoro, non posso continuare.

Un caro saluto dal Brasile

viandante ha detto...

"Salvarsi costa"

Più che costare salvarsi richiede discernimento. La ricetta per salvarsi non è la stessa per tutti. La salvezza ognuno se la deve meritare personalmente. In questo gli esercizi spirituali suggeriti da PP sono sicuramente utili.
Tra l'altro ringrazio il prof. Pasqualucci per le precisazioni riguardo i "lapsi", precisando che la maggioranza di cristiani che cadeva nel peccato era perché superava dei limiti invalicabili come l'adorazione dell'imperatore; i valori non negoziabili di quel tempo.
Qui invece parrebbe che se non ci si mette a gridare nelle piazze, non si è degni di essere cristiani.
Suvvia cerchiamo di essere realisti, un esercito non è fatto di soli fanti in prima linea! Precisando che anche loro sono necessari.

Alfonso ha detto...

Esimio professore, grazie per i saggi insegnamenti. Lei fa notare che, presentandosi "la pugna accanita e sanguinosa", non tutti combattono coraggiosamente ed i pochi "milites Christi" che si cimentano faccia a faccia con lo strapotente "Nemico" sono "soprattutto quelli che non rischiano nulla o quasi nulla, sul piano personale almeno finora". Carissimo professore, io credo che non uno solo dei "confessori" dell'insegnamento di Cristo, non sia stato fin dal primo istante anche un Suo "martire"! E non le dico quanto io stesso ho rischiato e penato nel corso della mia vita di combattente per la Verità. Ma le dico anche che la gioia di aver incontrato altri milites Christi, su questo blog e in altri luoghi, supera il dolore per le ferite che continuamente subisco nella "pugna"! Parafrasando Aristotele, anzi, oserei dire che: senza fratelli nella fede, nessuno sceglierebbe di vivere, anche se potesse disporre di tutti gli altri beni!
Lei saggiamente sottolinea che "fare il nostro dovere", secondo le proprie capacità, è ciò che il Signore vuole da ognuno di noi. Giustissimo! Nel salutarla con affetto, a proposito della sua critica a chi afferma l'inutilità del combattere "l'errore professato ahimé dagli stessi pastori" , "inutile, perché l'unica cosa da fare sarebbe attendere l'intervento di Nostro Signore, attenderlo nella preghiera, nel silenzio, nella meditazione, per paura di offendere, di mancare di rispetto", mi permetta di ricordare la favola della volpe che tentava di raggiungere un grappolo d'uva posto sin alto sulla vite. Non potendo raggiungerla, esclamò: non è ancora matura; non voglio coglierla acerba!

Anonimo ha detto...

Supplica a Papa Benedetto XVI | Imola Oggi https://www.imolaoggi.it/2019/02/17/supplica-a-papa-benedetto-xvi/ … Fedele in Italia denuncia la rinuncia invalida di Papa Benedetto e Gli richiama a governo della Chiesa

Marisa ha detto...

OT
L'esercito schierato durante il vertice vaticano sugli abusi sessuali.
Omosessualità, un termine dimenticato??

http://flermailcos.acemlna.com/lt.php?s=5b41a63fcf88ecb44308631013dd2a4c&i=1036A1134A4A75098

Catholicus ha detto...

Caro signor Falcometa : anzitutto mi permetta di ringraziarla per la pazienza che ha di leggere e commentare le mie esternazioni, spesso un poco irruente ed immediate (cioè non riflettute a lungo); da quel servo inutile che mi ritengo, evangelicamente parlando, so bene di rischiare di dire cose poco condivisibili, o poco difendibili, ma cerco di smuovere le acque, di far aprire gli occhi e le orecchie a chi è a rischio di depistaggio dalla marea di oscenità provenienti dal cd clero ufficiale e regolare di questa strana Chiesa, più simile ad un circo Barnum che ad un sacro consesso. Poi, veda, le consiglierei di abbeverarsi ad un coraggioso "defewnsor fidei", il professor Francesco Lamendola, sul suo sito cattolico. Le propongo l'ultimo suo articolo: http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/7365-l-altra-faccia-dell-impurita.
Un caro saluto "boreale", in cortdibus Jesu et Martiae

Ave Maria ! ha detto...

«E TU COME MI AMI?» scritto dal servo di Dio: Ildebrando A. Santangelo
https://gloria.tv/article/fambUEVnEEQ31A4JrhtnqTW3y

irina ha detto...

In questi giorni, facendo una lettura non stop del libro sulla storia moderna, mi è stato palese che questioni teologiche, manifeste o mascherate, eretiche o cattoliche, sono sempre esistite. Non stupisce; altrimenti come si sarebbe mantenuta e rinsaldata la Fede con tanti in malafede o addormentati o incapaci? La grande diversità oggi è esplosa con J.M.Bergoglio che, poverino, è stato pur eletto da un conclave, narcotizzato(?), di cui mai si parla. Ora non entrerò in nessuna questione, delle mille e più, che abbiamo tra le mani. Mi soffermo sul nostro personale, che fare?
Confesso che io stessa spesso me lo sono chiesto e ho deciso diverse volte, di tacere. Perché, tutto è inutile sempre! Questa però è la fase depressiva. L'altra, quella più in sè, quella dell'equilibrio, mi dice di non venir meno ai doveri del mio stato e di pregare e di continuare con questi commenti. Perchè qui è l'unica cosa che tutti possiamo contribuire ad attuare, con i nostri pensieri, esperienze,un CAMBIO cioè di MENTALITA'. L'elezione di Bergoglio non è che il risultato dell'imbastardimento della Fede Cattolica. Quindi questo oggi è il nostro campo di battaglia. Battaglia che ieri si combatteva con gli eserciti e con i foglietti della propaganda, con ambasciatori e lestofanti, con le prigioni ed i roghi. Oggi tutto questo è finito. Non è finita la battaglia, e con lei la possibilità di confronto, di sostegno reciproco, di adempimento del compito che ognuno di noi ha di difendere la FEDE. Ringraziamo il Buon Dio, che ci permette di confrontarci immediatamente da un capo all'altro del mondo e di confermarci nella Fede gli uni con gli altri, in questo momento di buio pesto. Se solo pensiamo 'all'ostinazione' con cui il male, il peccato, tormenta i fedeli, adesso facendo loro mancare anche guide sicure, se pensiamo a questo, con animo sereno, capiamo che la nostra COSTANZA nel difendere la FEDE deve diventare granito imbragato da acciaio. Abbiamo l'onore di non ricevere alcun soldo da nessuno, siamo quindi incorruttibili, nostra guida è solo l'amore di ognuno per il 'Santo Vero'.

Modesta Proposta ha detto...

Mi soffermo sul nostro personale, che fare?
Niente otto per mille.

Diego ha detto...

Niente otto per mille è una bella proposta. Certo però va ricordato che quei soldi vanno allo Stato che, per come è strutturato, è nemico. Certo signori, lo Stato italiano è nostro nemico in quanto nemico di Cristo. Basterebbe parlare di: aborto, uguaglianza tra le religioni e laicismo, supporto dei paesi musulmani e luterani, pro sodomiti e se avete voglia aggiungete voi. La nostra costituzione impedisce lo sviluppo di una nazione cattolica. L'Italia del dopoguerra è nemica di Cristo ab inicio. Dura la scelta davvero....

Anonimo ha detto...

Certo però va ricordato che quei soldi vanno allo Stato.
NO! Non è proprio esattamente così. Per certi versi è anche peggio. In concreto, una parte va comunque alla CEI. Moralmente, però, c'è una profonda differenza tra il dare volontariamente ed il non poter impedire che latri prendano.

marius ha detto...
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marius ha detto...

"La pratica del silenzio non mira dunque a inibire un’utile correzione, ma ad aprire la mente e a disporre il cuore alla sapienza di Dio, la quale rifugge sempre dagli estremi, sia dagli accomodanti compromessi con la menzogna e l’errore (che, a lungo andare, rendono indifferenti alla verità), sia dalle conclusioni trancianti su questioni delicatissime (che, prima o poi, sfociano nel sedevacantismo o in atteggiamenti e condotte settarie). Dobbiamo accettare che certe domande, almeno per il momento, rimangano senza una risposta definitiva, soprattutto riguardo al ministero petrino.” (Don Elia)
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SEDES APOSTOLICA VACANS?
(…) "Ma ciò, carissimi fratelli, significa una e una sola cosa: egli è decaduto dall’ufficio di Romano Pontefice: si è scomunicato da solo. E la condizione di scomunicato in quanto eretico-scismatico, (perché tale è chi si dichiara fratello nella fede di eretici e scismatici e ne assolve, abbraccia e benedice gli errori), ebbene tale condizione è ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILE con la dignità di Successore del Beato Apostolo Pietro, pena il venire meno della continuità visibile della Chiesa di Cristo.
(…)
Perciò, cari fratelli, spiace dirlo – qualcuno bisogna pure che lo dica – non crediate di poter più salvare capra e cavoli: essere cattolici ortodossi tradizionali e seguire “papa Francesco”; non si può più essere in comunione con lui, pregare per lui nel Canone, chiedere che il Signore lo benedica, lo salvi, ce lo conservi a lungo, senza essere suoi complici nell’errore e aver fatto naufragio nella fede: LEX ORANDI LEX CREDENDI, non si scappa. Se pregate con lui e per lui, allora avete scelto di credere anche come lui. E ne condividerete il giudizio.

E voi, padri e principi della Chiesa, membri del Sacro Collegio, Patriarchi, Vescovi tutti, Abati e Superiori Generali, chiunque abbia ancora un briciolo di fede cattolica: fate come vi pare, buttate la conta e tiratela a sorte per decidere a chi tocca, se volete, ma QUALCUNO VADA A SANTA MARTA, COMUNICHI ALL’ARCIVESCOVO BERGOGLIO CHE È DECADUTO DA ROMANO PONTEFICE, gli faccia fare le valigie (e non dovrebbe esser difficile perché grazie a Dio viaggia leggero, lui), dopodiché riunitevi a San Pietro in conclave, perché la Chiesa non può più stare senza un pastore.”

(Tratto da http://lascuredielia.blogspot.com/p/columbanus-peregrinus.html)


Dal confronto tra i due brani estratti emerge chiaramente che per trovare il sedevacantismo su cui don Elia mette in guardia non occorre andar molto lontano: basta guardare sulla “Scure di Elia"

marius ha detto...

AGGIORNAMENTO

Dopo ben due anni di attesa, don Elia si è finalmente deciso a compiere il passo di espungere dal suo blog "La scure" il problematico articolo da me qui sopra menzionato (19 marzo 2019 23:05) che era situato nelle pagine in evidenza, a tutto vantaggio dei suoi affezionati followers che lo seguono nei meandri di questi suoi diari spirituali, articolo che mostrava palesi contraddizioni rispetto alle posizioni più recenti espresse nel presente articolo “Soluzione dell’insolubile”.
Meglio tardi che mai.
Deo gratias.

Tuttavia attendiamo ancora che egli chiarisca in modo esplicito anche l'aspetto della celebrazione UNA CUM.
Come si può infatti da una parte affermare perentoriamente che occorre rimanere nell'Ovile (la Chiesa) e d'altra parte celebrar Messa misconoscendo il pontefice regnante, quindi di fatto estraniandosi da Essa?