sabato 2 marzo 2019

Come azzerare l'eutanasia

Preoccupa che su tanti fronti si tenti di deformare il tessuto antropologico della nostra società modificandone alla radice i fondamenti, come ad esempio la vita (dal concepimento alla fine naturale), la genitorialità (l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso e l'utero in affitto) e la sessualità (la teoria del gender forzosamente inserita persino nelle scuole della prima infanzia). Il che avviene per mezzo del neo-linguaggio felpato falsificante che non chiama più le cose col loro nome e contrabbanda come diritti i peggiori impulsi, attraverso pronunciamenti che vengono fatti sparire dal dibattito pubblico per riaffiorare obliquamente per vie giudiziarie manipolatrici. Ho pescato l'articolo che segue, su cui tener desta l'attenzione, completato dai link di riferimento inseriti.

Come azzerare l'eutanasia

Il disegno di legge [qui - vedi anche] che punta a rendere possibile chiedere e ottenere di essere uccisi in tutti i casi di sofferenza (anche psicologica), di iniziativa popolare ma di fatto sostenuto da parte della maggioranza di governo (M5S) e dalle sinistre, è completamente irricevibile. Così irricevibile che è pleonastico qualunque tentativo di argomentazione in punto di diritto della assoluta contrarietà del Ddl alla Costituzione e all’intero ordinamento. Sia sufficiente solo dire, per confutare un falso in circolazione, che nell'ordinanza resa sul caso Cappato la Corte Costituzionale non ha chiesto affatto la c.d. eutanasia e ha negato che vi sia nella Costituzione italiana o nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo un diritto a “ottenere dallo stato o da terzi un aiuto a morire”. Tuttavia, il principio di autodeterminazione, di derivazione giurisprudenziale e non certo legislativa, elevato a totem sull’altare del quale sacrificare qualunque altro valore o situazione giuridica, al punto da trasformare i sanitari in sicari a pronta richiesta, sta determinando il rovesciamento della sostanza ontologica del nostro ordinamento e del suo finalismo intrinseco.

Dinanzi a proposte di legge incommensurabili in ragione della loro radicale antigiuridicità come questa, la reazione allora non può essere solo quella degli "addetti ai lavori” (medici, giuristi), della quale pure si avverte l’inconsistenza e la resa soffocata tra le urla del politicamente corretto: deve essere una reazione più ampia, di popolo, diffusa, trasversale. Una reazione che sovrasti quelle urla affermando la verità della questione: se i malati gravi, i disabili, i malati terminali (a proposito, c’è forse qualcuno che non si considera tale?) ricevessero dai medici, dalle istituzioni, dalle persone che li circondano, tutta l’attenzione umana e professionale e il sostegno materiale e affettivo che meritano, le richieste di eutanasia sarebbero prossime allo zero. Perché, in ultimo, ciò che i promotori della morte di Stato non comprendono è che una domanda di morte è una angosciata richiesta d’amore. La morte è sempre meno improvvisa e il tempo che la precede costringe a rinunciare ad abitudini e affetti rischiando di generare nonsenso e vuoto, complice anche l’affievolimento dei legami familiari e della coscienza religiosa.

Se non si può guarire si deve, però, curare, prendersi cura, venire incontro ai bisogni delle persone gravemente disabili o prossime alla morte, respingendo la “medicina economica” e la cultura dello scarto delle persone non più efficienti o produttive. Come? Ad esempio promuovendo e rendendo financo obbligatoria, quando è necessario, la medicina palliativa. Una legge sulle cure palliative c’è ma è priva di qualunque effettività perché mai sono state investite le risorse né formate le professionalità necessarie. Eppure, l’esperienza medica degli hospice e dei percorsi palliativi dimostra che se si sta vicini ai malati, si dosa con precisione i medicamenti anestetici e si seda il loro dolore fisico, mentre ci si prende cura e si abbraccia anche il loro dolore esistenziale, le domande di eutanasia non ci saranno più. Avviare da qui una grande battaglia civile e culturale che coinvolga il Paese, potrebbe evitare che la discussione parlamentare - che già si prefigura a tappe forzate, come sempre - si svolga in un clima di disinteresse e semplificazione che prelude a un futuro tetro per la nostra società. - Fonte

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Se questo non e' un angoscioso incubo....si spinge in ogni modo e maniera la creatura di Dio ad uccidersi , ad andare contro il Suo Creatore Principio e Fine Abisso di ogni Virtu'. Pater noster..

mic ha detto...

1939 - 2 marzo - 2019
Nell'ottantesimo anniversario dell'elezione di Pio XII

«Se mai un giorno (diciamo così per una mera ipotesi) la Roma materiale dovesse crollare, se mai questa stessa Basilica Vaticana, simbolo dell'una, invincibile e vittoriosa Chiesa cattolica, dovesse seppellire sotto le sue rovine i tesori storici, le sacre tombe che essa racchiude, anche allora la Chiesa non sarebbe né abbattuta né screpolata; rimarrebbe sempre vera la promessa di Cristo a Pietro, perdurerebbe sempre il Papato, l'una indistruttibile Chiesa fondata sul Papa in quel momento vivente. Così è. La Roma aeterna in senso cristiano soprannaturale è superiore alla Roma storica. La sua natura e la sua verità sono indipendenti da questa.»
(30 gennaio 1949)

Anonimo ha detto...

Pio XII dice: perdurrebbe sempre il Papato, l'UNA indistruttibile Chiesa fondata su Pietro. Così è, così crediamo malgrado le apparenze contrarie, Gesù Cristo ha detto che non avrebbero prevalso le eresie e quindi non stanno prevalendo perché c'è chi combatte in trincea.La nostra fede è quella di Maria con Cristo nel Sepolcro, noi crediamo senza vedere un Papa ma solo vicari eretici e quindi anticristici,come la Madre ha creduto con un Corpo morto. La Chiesa uscirà anch'essa dal proprio sepolcro, anche Maria Ss a La Salette l'aveva detto: la Chiesa sarà eclissata e l'anticristo arriverà a Roma che perderà la fede. Crediamo contro tutto.

irina ha detto...

Il padre di una conoscente era ispettore negli ospedali al tempo in cui il personale paramedico erano le suore ed ha sempre sostenuto la differenza enorme tra il 'gesto' delle suore con i malati, e il gesto dei detentori e le detentrici delle più avanzate professionalità mediche e paramediche. Un tempo uno si spegneva in casa tra i suoi familiari, che lo curavano senza sottoporlo a tutti gli esami ospedalieri a quali è sottoposta oggi anche la persona sana. Morire nel proprio letto era l'augurio che ognuno si faceva. Spesso queste vite, dal fisico malato, erano tenute in vita dalla vita dei loro cari che a turno stavano, parlavano, tacevano, vicino al malato, tenendolo in ordine, pulito, nella sua fragilità e dignità. Questo sguardo attento alle necessità dell'altro si è quasi completamente oscurato. Nessuno ha più la percezione che la vita è fatta di altro che non è misurabile. In questi ultimi giorni bambini si suicidano o vengono gettati dai balconi o abbandonati, dimenticati per strada. Questo significa, a mio parere, che le nostre anime sono diventate un deserto di pietra guidate unicamente dalla scariche elettriche che si possono ricevere dal prepuzio, dalla vulva, dall'ano. Ma non sono queste le vette a cui è chiamato l'essere umano. Sono altre,ad esempio le notti insonni accanto al letto di un bambino, o di un vecchio che stenta a respirare; solo loro il bambino ed il vecchio sono quelli più vicini al Cielo da cui sono da poco scesi ed al quale stanno risalendo ed è nella loro fragilità e nel loro abbandono fiducioso nelle nostre mani rispettose che a noi viene dato l'onore di avvicinarci al Signore. L'eutanasia, l'aborto, togliendoci il disturbo di occuparci di chi siamo responsabili, in realtà prima di tutto bruciano con la fiamma ossidrica la nostra mente ed il nostro cuore e tolgono all'altro la possibilità di entrare nel mondo dove il suo compito lo attende o di uscirne a suo tempo, ormai preparato nell'anima e nel corpo, per incontrare il Signore. La vita non è fatta di pezzi sostituibili, siano essi fisici e/o spirituali, non è fatta di strappi e rivoluzioni, la vita è un continuo complesso e semplicissimo , di cui il fisico è solo una parte e la meno vitale. Il nostro respiro è un soffio che tiene in piedi tutto il resto e solo quando quel soffio è regolare il resto funziona a dovere così nel neonato come in chi sta salpando perchè il suo tempo si è concluso, secondo quanto ha stabilito il Signore. E la sofferenza accompagna sia l'entrata che la permanenza, che l'uscita da questo mondo. La sofferenza è una richiesta a raccolta di tutte le nostre forze che non va nè completamente spenta nè completamente abbreviata, va solo alleviata, prchè anch'essa è maestra di Vita.

Anonimo ha detto...

Accettata l’eutanasia ne consegue che il problema si sposta solo al quando. In Olanda si sono inventati l’eutanasia preventiva. A volte accade anche dopo una diagnosi di una malattia degenerativa, ancor prima dell'insorgenza piena.

mic ha detto...

« [...] gl'imperi non fondati sulla Giustizia non sono benedetti da Dio. La politica emancipata dalla morale tradisce quelli stessi che così la vogliono.»

Pio XII, Radiomessaggio del 24 agosto 1939.

"Sine dominico non possumus" ha detto...

Carissimi , vengo or ora dalla S.Messa (per riparare alle offese arrecate all'Immacolato Cuore di Maria) ed in questa Chiesa ,tra gli avvisi , ho preso visione di un volantino raffigurante la Vergine Maria di Ghiaie di Bonate che riporta scritto che domani Domenica 3 Marzo 2019 alle ore 9,30/9,50 davanti alla Basilica di S.Maria Maggiore in Roma si reciteranno camminando, le 4 Corone del Santo Rosario per invocare il Trionfo di quel Cuore Immacolato . Non perdiamo le occasioni che ci si presentano per celebrare ancor meglio il giorno del Signore , se possiamo, uniamoci da ogni dove in comunione di preghiera .

Anonimo ha detto...

Grazie Irina delle tue parole che devono essere lette spesse volte come una preghiera.

"..le nostre anime sono diventate un deserto di pietra guidate unicamente dalla scariche elettriche che si possono ricevere dal prepuzio, dalla vulva, dall'ano. Ma non sono queste le vette a cui è chiamato l'essere umano. Sono altre, ad esempio le notti insonni accanto al letto di un bambino, o di un vecchio che stenta a respirare; solo loro il bambino ed il vecchio sono quelli più vicini al Cielo da cui sono da poco scesi ed al quale stanno risalendo ed è nella loro fragilità e nel loro abbandono fiducioso nelle nostre mani rispettose che a noi viene dato l'onore di avvicinarci al Signore".

Parole terribili e nello stesso tempo bellissime.

Grazie

Marisa ha detto...

OT:

Giuliano Ferrara vs papa Bergoglio:

https://youtu.be/tTJUXfQqhUo

Anonimo ha detto...

Anche il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Paglia conquistato dal corteo Antirazzista di Milano, dove si sono dati appuntamento tutti i cliché della Sinistra italiana. E meno male che la Chiesa non fa politica. E' il corso della nuova bioetica, che punta alla giustizia sociale dimenticando quella naturale. E sacrifica aborto e eutanasia per l'ideologia immigrazionista e pauperista.

Anonimo ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/la-grillo-ha-messo-dei-radicali-pro-eutanasia-a-dirigere-la-sanita/