domenica 14 luglio 2019

Per un po' non riunitevi più

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 7 - Luglio 2019

La crisi è lunga, lunghissima, sembra non aver fine.
Ogni giorno è un bollettino di guerra: chiese chiuse, diocesi accorpate, istituti religiosi commissariati o estinti, cardinali contro cardinali, monsignori che rilasciano interviste accusatorie al Papa e al Vaticano, denunce processi incarcerazioni di ecclesiastici, riduzioni allo stato laicale. E poi, cosa peggiore in questi bollettini di guerra, le novità bisbigliate, smentite e riconfermate: abolizione del celibato sacerdotale per l’Amazzonia, diaconato femminile, donne cardinali, laici per para-messe, comunione ai divorziati e ai concubini... e l’elenco potrebbe continuare, ma ci si stanca la mano, e il cuore soprattutto, a scriverne. È il bollettino di guerra, di una guerra precisa per l’eliminazione della Chiesa cattolica stessa.
E cosa fanno quelli che hanno causato questa guerra senza fine? Si propongono come i guaritori, proprio loro che continuano ad assestare colpi mortali alla vita cattolica. L’inganno è proprio qui, tutto qui: non cambia niente. Si sono riuniti, hanno riformato la Chiesa, questa sta morendo, e loro si riuniscono ancora per incolpare, dei disastri causati, la cattiveria dei singoli uomini. È una furbizia demoniaca! Troppo facile incolpare i peccatori, ecclesiastici o laici che siano, troppo facile! Quale novità se gli uomini sbagliano, se tradiscono Cristo, se sono incostanti e vigliacchi, quale novità? Ma la Chiesa non c’è forse, voluta così da Dio, proprio per la conversione dei peccatori, per la loro guarigione?
Invece di accusare moralisticamente i singoli peccatori, occorre domandare perdono dentro un dolore immenso per la cura sbagliata di questi anni.

Si sono riuniti i Pastori, come fossero dei medici ad un congresso loro, e hanno propinato medicine che hanno intossicato tutto il corpo della Chiesa che ora illanguidisce. E l’errore è partito dall’aver negato la malattia. Hanno sottovalutato, se non taciuto, la potenza del male e del peccato. Di fatto si è negato il Peccato Originale e la concupiscenza che lascia nelle anime. Come hanno fatto le legislazioni civili di fronte ai mali della società: gli uomini tradiscono, allora concediamo il divorzio; la droga si diffonde, allora legalizziamola; c’è l’aborto clandestino, allora facciamo di questo crimine orrendo un diritto. Di fronte al male lo si nega per sanarlo. Così i Pastori riuniti han fatto con la modernità laicista, marxista-liberale o esistenzialista che fosse: per risolvere il problema hanno dichiarato che questa laicità non era contro la fede; hanno pensato che bastasse dire così per inaugurare una nuova era di rapporto con il mondo... e così il male è stato lasciato libero di invadere le anime dei fedeli.

Sono loro ad aver sbagliato, ad aver provocato l’epidemia di infedeltà dilagante, ad aver propagato il male; e continuano a proporsi come i medici della Chiesa malata, ed obbligano la loro nefasta cura.
E noi dovremmo accettare la cura che ci ha ammalato e poi, magari, ringraziare i medici che ci hanno sotterrato, come si fa spesso oggi nei manifesti funebri.
È l’inganno più diabolico che si possa immaginare.
Per favore, Pastori della Chiesa, per un po’ non riunitevi più.
Non riunitevi più fino al giorno in cui si riconoscerà che la cura era sbagliata, negando l’oggettività del male e confinandolo al solo individuo quando non si poteva negarlo.

E chi non ce la fa a riconoscere il fallimento di questa cura, abbia il coraggio di lasciare il posto ad altri Pastori che la medicina, quella della grazia di Cristo nella sana dottrina, la conoscono.
Chi non ce la fa a riconoscere il fallimento di questa cura abbia il coraggio di ritirarsi, di andare a pregare per sé e per quelli che sono stati intossicati; vada a far penitenza per i morti nella fede di questi anni, che non si possono più disintossicare, e così sarà ancora Pastore.

E per favore, non mandi a suo sostituto un timido conservatore, che pensa di risolvere tutto con un po’ di maquillage ecclesiastico: un po’ di incenso in più, qualche Kyrie cantato, qualche genuflessione e qualche talare in più. Troppo poco! Troppo niente!
Francesco, va' e ripara la mia chiesa che, come vedi, è tutta in rovina!

Occorre avere medici, Pastori, coscienti che l’avvelenamento si è propagato mutando la Messa di sempre, cambiamento che ha portato con sé l’amnistia per tutte le colpe moderne. Sì, la Messa di sempre con la dottrina di sempre, e smettiamola di dire che questa frase è semplicistica: la Messa immutata dai tempi apostolici è stata stravolta e il nuovo rito ha liberato tutti i germi dell’eresia e dell’immoralità. La nuova messa, i nuovi riti dei sacramenti, la nuova maniera di pregare ha privato il corpo della Chiesa e i corpi dei fedeli degli anticorpi di difesa, così il male, sempre latente nell’organismo, è dilagato libero ed è diventato metastasi.

Vi supplichiamo, per un po’ non riunitevi più e lasciate fare l’esperienza della tradizione integrale. Ridate alle parrocchie la Messa cattolica, quella vera. Ordinate uomini che vogliono essere sacerdoti come lo sono stati gli Apostoli, i Padri della Chiesa e i preti di duemila anni. E tra questi scegliete Vescovi che rifiutano ogni novità, perché la Chiesa di Cristo possa salvare ancora.

15 commenti:

irina ha detto...

Giusto. Giustissimo. Ma non si tireranno in disparte, troppo corrotti. Sarà qualche fatto inaspettato, qualche cosa che abbiamo sotto gli occhi e non vediamo, piccola piccolissima certamente, che fugherà questa corruttrice e corrotta complicazione blasfema, viziosa, idiota del nostro vivere.

Anonimo ha detto...

https://www.lifesitenews.com/news/2-priests-2-pro-life-activists-arrested-trying-to-save-babies-inside-new-jersey-abortion-center

tralcio ha detto...

Hanno frammentato il Tutto, specializzandosi: così anche nelle parrocchie il gruppo che si occupa della tal cosa si concentra sul suo proprio... giovani, famiglia, migranti, terza età, catechismo, sport, liturgia, comitato feste, affari economici, pellegrinaggi... viene meno il senso del Tutto e soprattutto viene meno la consapevolezza del proprio niente rispetto al Tutto che anche quando (e se) riunisce (la Santa Messa) si riduce a contenitore delle altre "realtà" e non è più il solo vero e necessario contenuto e ragione di quelle stesse attività.

Hanno frammentato e prodotto sinodalmente e pastoralmente documenti atti a dire se stessi (qualcuno ha chiosato: verbum carta factum est) e ad imporli con la sicumera di farne norma e vincolo, anche perché la Parola di Dio, immancabilmente utilizzata per accreditarsi, è stata puntualmente reinterpretata in modo funzionale alla bisogna.

Allora riuniamoci, riunifichiamoci, rifacciamo comunione con il Tutto di Dio: nulla anteporre a Cristo, preghiera e lavoro, lavoro e preghiera e quindi uno STARE con Gesù, visitandolo, adorandolo, rendendo grazie, domandandogli grazie e perdono, offrendo noi stessi con Lui in sacrificio e riparando per questo scempio che deturpa la Chiesa.
Non serve l'ennesimo gruppo, basta raggrupparci là dove c'è Lui.
Che ci veda Lui lì, con Lui. Ci vedremo noi, con chi c'è lì. Ci vedranno anche gli altri.
Ma sempre nella misura del nostro niente, disperso, che diventa Tutto nel Tutto.
Anche senza parole, in silenzio; senza sinodi-documentificio; senza il potere di sfasciare.

Anonimo ha detto...


La lunghezza infinita di questa crisi dà la misura dell'Ira di Dio nei
confronti della Gerarchia cattolica, vera responsabile della crisi.

"Chi dunque paventi? Di chi hai paura
per rinnegarmi così?
Per non ricordarti di me,
per non dartene piú pensiero?
Non me ne sono Io rimasto in silenzio e da gran tempo?
Per questo tu non mi temi piú.
Io proclamerò la tua rettitudine
e le tue opere...che non ti gioveranno a nulla.
Quando tu griderai, venga a salvarti la folla de' tuoi ideoli !
Il vento li porterà via tutti,
un soffio li torrà via;
ma chi si rifiugia in me possederà il paese
ed erediterà il mio monte santo".
(ISAIA, 57, 11-13)
[O.]

Anonimo ha detto...

Per stare con Gesù occorre chiudere la porta della propria stanza, soli. Pio XII disse che i cattolici guardando la fiammella rossa del tabernacolo si sarebbero chiesti "ci sei o no?". Ecco la stanza come rifugio ultimo, le nostre catacombe ove ritirarci per offrirci poi vittime sacrificali sugli altari del mondo, in pasto alle belve feroci. Non lo faranno (il non riunirsi) in quanto è pre-meditato,voluto e perseguito con tenacia, pertinacia, costanza e fedeltà, le stesse caratteristiche di chi insegue la virtù,essi le usano per demolire consciamente. Come ben rilevava Valeria Fusetti in altri post si tratta piuttosto di 2 schieramenti contraposti, conciliari contro pagani gnostici. Meglio i conciliari nell'errore di entrambi. Si sbraneranno a vicenda? I primi in buona fede deviati nell'errore conciliare possono ancora risorgere, gli altri non risorgeranno. Intanto la Chiesa è eclissata perché mancano Pastori, La Salette docet.

Anonimo ha detto...

"I beni di un Vescovo sono solo le anime: se egli ne dissipa i beni, le anime grideranno vendetta contro di lui". (S. Brigida)

fabrizio giudici ha detto...

https://video.corriere.it/cronaca/a-imola-arriva-vescovo-rock-grande-festa-l-ordinazione-giovanni-mosciatti/182a832a-a67e-11e9-b098-89143c9d3f92

Marisa ha detto...

Visto il video. Povero disgraziato (pure un po' bevuto e/o diversamente alterato?).
Del resto, se oggi non ti dimostri un prete fuori binario, ma chi ti fila più?

carlo d.r. ha detto...

Tutto, perché si è persa la dimensione del sacro e la sacralità delle realtà ,sia quelle terrene che ultraterrene.

Unknown ha detto...

GRAZIE Dio ti Benedica e protegga se tutti noi la pensassimo cosi

Unknown ha detto...

Manca la passione per la Parola e l'evangelizzazione Si mette al primo posto l'uomo e le sue passioni relegando Dio e il Suo figlio Gesu' al ruolo che ci e' piu' congeniale
Ognuno a un Cristo a proprio uso e consumo
Ma
Guai ai Pastori che non si curano del gregge

maria rita ha detto...

Belle parole... io sono del parere che... bisogna ricreare quelle piccole chiese, dove chi parla di Dio, lo faccia con il cuore, dove ognuno possa esprimere ciò che angustia.la sua vita, dove esiste fratellanza Unione, dove chiunque possa beneficiare dell'eucaristia.. divorziati, accompagnati e altro, la COMUNIONE Non è solo l'atto di prendere l'Ostia... - ho notato che nessun è, o quasi, la bagna nel vino, è un privilegio loro...- cmq volevo dire, che c'è anche un altra condivisione, AMORE, DOVE OGNUNO DA LA MANO AL SUO VICINOZ SIMBOLO DI PACE E DI FRATERNITÀ...

Unknown ha detto...

Tutto ciò che si fa, si dice e si pensa nella Chiesa, se non è Amore o dono di Dio, è frutto di malattia e rifiuto. Di sicuro ingiustificato, ma l Chiesa esige purezza d'intenti e di Spirito
Senza nascondimento e paura di peccato.

Anonimo ha detto...

Che Dio ci salvi

Apostolo degli ultimi tempi ha detto...

E' come dire ai ladri per favore ridateci la roba e I nostri soldi. Ormai solo l'intervento diretto.del Cielo ci puo' fare giustizia.