sabato 5 maggio 2012

2 maggio. Conferenza di Mons. Fellay ad Avignone. Nulla di nuovo: paziente attesa della risposta di Roma.

Aggiornamento: Oggi Andrea Tornielli, su Vatican Insider, titola: Entro maggio la conclusione del percorso che dovrebbe riportare la Fraternità San Pio X nella piena comunione con Roma. Peccato che non ha risparmiato pesanti commenti - corredati di un link ad una pagina interna di Messainlatino con la traduzione delle dichiarazioni di Padre Laguerie - sulle ripercussioni della Lettera dell'Ecclesia Dei al Buon Pastore. Una sola parola sul tono e sul contenuto di questo secondo articolo: esecrabile!

Riporto, da Fecit Forum, qualche stralcio dalla Conferenza tenuta da Mons. Fellay ad Avignone nella cappella dei Pénitents Noirs il 2 maggio scorso. C'era molta attesa, nell'intento di cogliere dalle sue parole qualche anticipazione sull'evento che stiamo tutti aspettando, chi con speranza chi con timore, altri ancora purtroppo con avversione. Non emerge nulla di nuovo. C'è la conferma dell'attesa della risposta da Roma in un clima di preghiera, nonostante la piena consapevolezza della delicatezza e della gravità del momento. Per questo ha invitato alla pazienza e alla serenità.

Contemporaneamente, su Rorate Caeli è apparso un lungo resoconto della Conferenza tenuta domenica scorsa ad Hattersheim da Padre Niklaus Pfluger, primo assistente di Mons. Fellay : « Roma e la tradizione cattolica - e poi? », che è possibile ascoltare per chi conosce il tedesco, essendo disponibile il file audio. Riporto il commento di un lettore:
Ascoltando, con la modesta conoscenza della lingua tedesca che ho, ho la netta impressione che il nostro Santo Padre ha letto l'ultima risposta di Mons. Fellay. Che si dice sia disposto ad accettare come sufficiente. Ma per ragioni di protocollo, deve passare anche l'esame dei funzionari della Curia. Questi non sono o non possono essere tutti favorevoli, ma il nostro Santo Padre può e, pregate Dio, voglia prevalere su di essi. Così abbiamo solo bisogno di continuare a pregare per il nostro Papa per il coraggio di cui ha bisogno per mantenere la rotta e fare ciò che è giusto per il bene della Santa Chiesa di Dio.

Avignone,
Cappella dei Pénitents Noirs 
Sì, Mons. Fellay ha tenuto la sua conferenza, senza scoop come ci si poteva attendere, ma con un'altezza di visuale che riscalda il cuore.

Innanzittutto ha delineato una prospettiva storica dal 1988, con gli elementi principali del dialogo tra la FSSPX e Roma, scandendo la sua evocazione con aneddoti. Ha accennato alla difficilissima posizione del Santo Padre, di fronte all'opposizione dei modernisti, all'interno stesso della Città del Vaticano, da parte di coloro che dovrebbero servire il Papa (opposizioni sorde come la modifica di testi, il blocco della posta : per esempio il caso del superiore di un convento benedettino che chiede al Papa il ritorno all'antica messa per la sua comunità. Dopo sei mesi senza risposta, rinvia una richiesta tramite un prelato romano che la consegna direttamente al Santo Padre: quest'ultimo si meraviglia perché aveva dato immediatamente una risposta positiva, invitando altre comunità a fare la stessa cosa...).

Mons. Fellay ha confermato che il periodo è cruciale e che la risposta al Preambolo è nelle mani del Vaticano per l'esame. Ha confermato lo scatenarsi delle forze del'inferno, come mai visto da 40 anni a questa parte, specialmente contro il Papa (ha ricordato la questione Williamson), le due tendenze opposte in seno alla Chiesa (progressisti e conservatori).

Ha anche rilevato segni evidenti di un cambiamento in corso nella Chiesa specialmente nel clero (compresi vescovi giovani) che si volge verso la liturgia tradizionale. Mons. Fellay, che si trova in una posizione difficilissima, cerca di vedere la volontà di Dio attraverso gli avvenimenti. È per questo che ci invita a pregare e ad aver fiducia che Dio non abbandonerà la sua Chiesa.

Quanto alla conclusione del dialogo : accordo, non accordo ; ha precisato che in entrambi i casi sarà difficile per la FSSPX che lascerà un periodo di status quo (né scismatici né scomunicati, ma non in piena comunione: dunque una certa libertà di manovra). Il rifiuto d'un accordo provocherebbe forti tensioni, un accordo scatenerebbe i modernisti. Ciò che io ho personalmente dedotto è che la lotta non fa che continuare Ad majorem Dei gloriam.

Spero di non aver fatto troppa confusione e di esser stato fedele al discorso di Mons. Fellay, registrato da Don Beauvais. Ricordo soprattutto, senza sorpresa, lo straordinario e tranquillo atteggiamento di Mons. Fellay.

44 commenti:

don Camillo ha detto...

Statu quo? Mah!

Anonimo ha detto...

La sensazione che ricavo dalla lettura di quanto riportato da Rorate è che tutto porterebbe ad un accordo indifferibile ed ineludibile, sempre che - come sembrerebbe - il Papa voglia la soluzione canonica anche alle condizioni poste dalla Fraternità.

Sembrerebbe che in una situazione del genere il Superiore generale, Mons. Bernard Fellay, non ritenga possibile respingere la proposta del papa; il che -si dice- sarebbe equivalente a una caduta nel sedevacantismo se ci si isolasse dal desiderio del Papa, se questo desiderio non implica alcun riconoscimento di false dottrine.

Purtroppo il condizionale è d'obbligo e siamo tuttora in attesa, ma ogni giorno con qualche elemento in più, anche se le difficoltà sono le più disparate da entrambe le parti.

E tuttavia, si levano molte voci che fanno ben sperare.

Anonimo ha detto...

Statu quo? Mah!

Pare evidente che comunque vadano le cose, la posizione della Fraternità non potrà rimanere in sospeso.
E' questo il dilemma.

Areki ha detto...

Qualunque cosa avvenga, dal punto di vistra soprannaturale il Signore saprà trarre il meglio per la Chiesa.
Preghiamo per il Santo Padre, preghiamo secondo le intenzioni del Cuore Immacolato di Maria.
Certo che in ogni caso la lotta si farà più dura, benchè alla fine il moloch modernista si sbriciolerà.
E se ci sarà come speriamo col tempo la sconfitta del modernismo auguriamoci la conversione dei modernisti.
Oggi ho parlato con un giovanissimo sacerdote di una diocesi vicina (ordinato da pochi mesi), mi ha stupito favorevolmente la sua apertura alla dottrina tradizionale, alla Verità e la sua delusione circa la teologia modernista. Studia alla Santa Croce, ma non è un teocn....

Dante Pastorelli ha detto...

Una scelta s'impone. O dentro o fuori.

Areki ha detto...

La cosa bella è che la palla adesso è in mano al Santo Padre.... Sarà vero che in vaticano alcuni remano contro?
Ad ogni modo un motivo in più per pregare per Lui...

bernardino ha detto...

Dal commento di Rorate Caeli "ho la netta impressione etc.etc." Ma il Santo Padre e' il Capo Supremo della Chiesa di Cristo, oppure deve sottostare ai Suoi subordinati? Ma Gesu' disse o no a Pietro , su questa pietra edifichero' la mia Chiesa? A te do' le chiavi etc. - Dunque chi sono costoro che cercano di condizionare il Papa per non dire addirittura ricattare; e non dovrebbero essere immediatamente ridotti allo stato laicale e cacciati dalla Chiesa? Cosa deve accadere ancora alla Chiesa dopo quel conciliabolo e le sue stramaledette riforme, per fare una vera pulizia e lasciare dentro solo chi crede nella Dottrina e nella fede Cristiana ed alle leggi Divine lasciateci da Nostro Signore e tramandateci dagli Apostoli?

Anonimo ha detto...

sarebbe equivalente a una caduta nel sedevacantismo se ci si isolasse dal desiderio del Papa, se questo desiderio non implica alcun riconoscimento di false dottrine.


Si stanno orientando in modo giusto, ma hanno molti contro.

E' un momento cruciale. Preghiera...

bernardino ha detto...

Che MARIA SS. assista incessantemente il Papa e gli dia la forza di battersi come un leone contro tutti i demoni che lo circondano a tutti i livelli. Noi abbiamo una grande possibilita' quella della Corona del Santo Rosario USIAMOLA il Papa ne ha un bisogno enorme per se e per la sua Chiesa.

don Camillo ha detto...

Quanto alla conclusione del dialogo : accordo, non accordo ; ha precisato che in entrambi i casi sarà difficile per la FSSPX che lascerà un periodo di status quo (né scismatici né scomunicati, ma non in piena comunione: dunque una certa libertà di manovra)

Statu quo approvato? Temo che il Sommo legislatore tirerà fuori un ennesimo obbrobrio-giuridico: il terzo. Solo che questa volta si rischia che il prossimo Legislatore faccia cascare tutto il castello di carte e di timbri semplicemente con un soffio. Ritornando in un attimo al 6 luglio 2007(sic!).

Anonimo ha detto...

Don Camillo, non si parla di status quo approvato, ma dell'affermazione che, per come si sono evolute le cose, la Fraternità non può rimanere nello statu quo 'fluido' di non scismatici né scomunicati ma senza regolarizzazione canonica per due motivi:

1. il primo, essenziale, è che se è vero -ed è plausibile considerata l'attendibilità della fonte Pfluger- che il Papa li accoglie in termini per loro accettabili, non è possibile opporgli un rifiuto per i motivi chiaramente esposti, anche se questo potrebbe mettere in crisi alcuni elementi della Fraternità.

2. il secondo, pragmatico, perché è vero che lo status quo attuale consente maggiore libertà di parola e di critica; esso manca tuttavia della legittimazione della libertà e operatività pastorali.

Non capisco il tuo timore che un altro Papa possa rettificare tutto. Intanto è mancanza di fiducia nella Provvidenza. E, poi, è bene fare un passo alla volta e prendere le decisioni in base a ciò che è buono e giusto oggi... se del doman non v'è certezza, c'è tuttavia speranza che l'azione imbastita nel frattempo e la Grazia che ne fluisce possa avere i suoi effetti...

E, poi, scusa, non è plausibile che un nuovo Legislatore debba mettere di nuovo in discussione la FSSPX, perché allora dovrebbe farlo anche per ex-Anglicani ed altri!

hpoirot ha detto...

"Una scelta s'impone. O dentro o fuori." Per la Chiesa! L'ultima chance di riagganciare la sana dottrina!

Anonimo ha detto...

Se la Fraternità è sempre rimasta in una situazione borderline, ora si è al punto che o si risana o precipita...

E' un momento storico e delicatissimo. Preghiera...

Anonimo ha detto...

Se la Fraternità è sempre rimasta in una situazione borderline, ora si è al punto che questa si risana o precipita...

E' un momento storico e delicatissimo. Preghiera...

hpoirot ha detto...

La chiesa cattolica ha sempre insegnato che essa è l'unica e sola vera Chiesa di Gesù Cristo, in modo tale che ANCHE SE LA GRANDE MAGGIORANZA DEI CREDENTI LA ABBANDONASSE UN GIORNO (ciò che arriverà alla fine dei tempi, cf. Lc.XVIII-8) ESSA NON PERDEREBBE MAI LA SUA UNITA'. Per questo San Cipriano diceva che l'unità della Chiesa é una fondazione divina coesa di sacramenti celesti che non può essere lacerata in divisioni da forze di volontà contrarie."

Certo, le anime possono cadere nell'apostasia e separarsi da lei, ma la Chiesa che abbandonano RESTA UNA. Da questo punto di vista, l'unità della Chiesa non può significare altro che il ritorno delle anime una ad una nell'unica vera Chiesa."

[dall'ultimo editoriale di Mgr Williamson]


"Rientriamo" in una chiesa che vuole integrare tutti per fare a tutti i costi un'unità CHE ESISTE GIA' e che nessuno puo' né potrà mai scalfire qualunque cosa faccia! E la vogliono fare in un modo diverso da quello che la Chiesa ha sempre insegnato.

Permettetemi di essere estremamente scettico e pessimista per il futuro... non é mancanza di fiducia nella Provvidenza, é SANO REALISMO!

hpoirot ha detto...

Riassumiamo: chi non é mai uscito dovrebbe "rientrare" in una Chiesa in cui la prima e grande ossessione é di fare a tutti i costi un'unità che c'é già.

Mah! Puo' una cosa cosi' illogica e priva del minimo buon senso essere la sana via della Provvidenza?

Deciderà Mons Fellay (e lo seguiro') ma resto molto molto scettico.

Anonimo ha detto...

Non esiste solo la metafisica e la Chiesa-mistero, Hpoirot, che è e resta sempre Una... e tuttavia la soluzione canonica rientra nelle regole della visibilità e della conseguente operatività.

Anonimo ha detto...

"Rientriamo" in una chiesa che vuole integrare tutti per fare a tutti i costi un'unità CHE ESISTE GIA' e che nessuno puo' né potrà mai scalfire qualunque cosa faccia! E la vogliono fare in un modo diverso da quello che la Chiesa ha sempre insegnato.

Williamson afferma il vero, perché si riferisce all'unità metafisica. Ma penso di non sbagliare dicendo che sia ammissibile "rientrare" canonicamente continuando a credere e ad affermare questo principio, anche se la visione di alcuni è quella, erronea dell'"inclusivismo".

Se la Fraternità non "rientra", chi potrà portare avanti questi principi, anche contro corrente, che anche tutta l'ala tradizionista non Lefebvriana della Chiesa condivide?

Dante Pastorelli ha detto...

Proprio perché anche se una sola persona resta fedele alla Chiesa con a capo il legittimo Papa la Chiesa è viva, e la scelta è doverosa.
Non capisco, poi, Poirot: dentro per la Chiesa. La Chiesa ha oggi, dice, se "entra" la Fraternità, l'ultima chance di riappropriarsi della sana dottrina. Io non ho mai taciuto sui gravi sbandamenti della gerarchia. E se la Fraternità non entrasse? Cristo abbandonerebbe la Sua Chiesa?
Nello stesso Poirot "entra" per seguire mons. Fellay? Ma questo vescovo è lo Spirito Santo incarnato?

Dante Pastorelli ha detto...

Purtroppo, cara MIC, queste pubbliche e plateali resistenze fanno sorgere dubbi su cui fan leva
anche membri del'Ecclesia Dei. In caso contrario, credo proprio, che la notizia della conciliazione sarebbe già stata data alcuni giorni fa.

don Camillo ha detto...

Mi conforta molto quella luce di profezia accesa dalla Santissima Vergine a Fatima. Di un Papa "ravveduto" che confermando i suoi fedeli con loro si avvia alla suprema testimonianza di fede. Preghiamo e facciamoci condurre per mano dalla Regina delle Vittorie.

Anonimo ha detto...

Qualcosa accadrà entro il mese... Preghiera!

Areki ha detto...

Cari fratelli ammiro al vostra passione per la Chiesa e il vostro zelo per la Verità. Quando leggo i vostri commenti a volte mi commuovo nel constatare il vostro ardente desiderio del Regno di Dio.....
L'importante è mantenere la carità tra noi e anche pregare per il ravvedimento dei modernisti.
ADVENIAT REGNUM TUUM
ADVENIAT PER MARIAM.

Joseph ha detto...

Se "rientro" ci sarà, come propendo decisamente a credere, avverrà con precise garanzie scritte. Chi non "rientrerà" l'ha già deciso ancora prima di conoscere la risposta del Papa ed i termini dell'accordo.

Dante Pastorelli ha detto...

Preghiamo, sì per il ravvedimento dei modernisti, ma preghiamo anche per sciogliere il cuore indurito di certi tradizionalisti. Senza vero amore per la Chiesa, pur con tutti gli errori dei suoi rappresentanti, perché la Chiesa dei santi, com'ha scritto don Simoulin, esiste solo nel Giansenismo, non s'arriva da nessuna parte.
Quelli che davvero amano la Chiesa fra poco saranno fra le braccia del Padre e Maestro universale.

Anonimo ha detto...

Avvenuta la conciliazione, speriamo al più presto secondo i disegni della Provvidenza (ma anch'io mi aspetto emtro questo mese), farò un pellegrinaggio personale di ringraziamento alla Basilica di San Pietro. Confessione, Santa Messa, Comunione e preghiera per le intenzioni del Papa. Così mi guadagnerò anche un'indulgenza.

Intanto, Rosario quotidiano e frequenza assidua ai Sacramenti.

Dante Pastorelli ha detto...

No, poirot, non è sano realismo.
Il sano realismo comporta sì preoccupazioni e timori, ma non è sano se dubita della promessa divina. La promessa divina nel modo più solenne fu fatta nei termini che ben conosci "Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa e le porte degl'inferi non prevarranno". Le potenze del male sempre nella storia si sono scagliatte contro la Chiesa fodndata da Cristo su Pietro, ma la Chiesa n'è uscita sempre vincitrice. La potenza infernale può afggredirla, pervaderla, penetrare nel sacro tempio; la Chiesa potrà esser perfini prostrato, Ma poi, non per virtù di uomini, ma di Cristo risorgerà, rifiorirà e riprenderà la sua missione nel mondo. Se non crediamo a questo per noi non c'è scampo.
Pietro è insostituibile, e se sbaglia quando in lui prevale Simone, dobbiamo fargli sentire la nostra voce. E se la nostra non l'ascolta lo Spirito Santo lo prenderà per gli orecchi e lo riporterà sulla retta via.

hpoirot ha detto...

Dante ammetto che ma mia espressione "ultima chance" fu infelice. Intendevo dire ultima a breve termine per i prossimi anni. Vedo la SPX come un'istituzione suscitata dalla Provvidenza per mantenere la vera dottrina, non l'unica ma di certo la più evidente. In questo senso Roma ha qui un'opportunica unica di tornare alla (SUA e non della SPX) Tradizione o di soffocare il lumicino perché non se ne parli più. Segnali che si preferisca la prima opzione umanamente non ne vedo molti. Se la Fraternità non entrasse Cristo NON abbandonerebbe la Sua Chiesa, infatti una possibilità valida - che qui tutti sembrano già vedere come una deludente sconfitta - é che Cristo lasci quello che si é avuto fin'ora: che si occupi (dell'unità della FEDE) della sua Chiesa con gente che é ufficiosamente "fuori". Quello che la SPX puo ' fare da 'fuori' l'ha già dimostrato, quello che puo' fare da 'dentro' mi sembra per ora solo speranzoso ottimismo.

Mons. Fellay NON è lo Spirito Santo incarnato ma rispetto a me é un gigante ... sicuramente tra la mia e la sua visione della situazione attuale c'é la distanza terra-luna. Ergo lo 'seguo' non perché lo adulo ma perché ho rispettosa fiducia in lui, diffido di me stesso e ne ho bisogno perché ricordo vige sempre un grave stato di necessità che fa si che NON POSSO seguire in tutto il papa ... o perderei la fede in poco tempo.

Per il resto tutta questa storia é una storia di uomini (e donne alla Mic) cioé di persone COERENTI coi propri principi, pronte a pagare sulla propria pelle per le proprie idee. Allora quando Dante dice "queste pubbliche e plateali resistenze fanno sorgere dubbi su cui fan leva anche membri del'Ecclesia Dei." mi blocco su queste due ultime parole ... perché gente che si riprende con la sinistra quello che dava con falsa generosita con la destra non credo stiano facendo la mia stessa battaglia.

hpoirot ha detto...

Dante io non dubito della promessa divina ma non capisco perché non sarebbe una scelta valida della Provvidenza anche quella di mantenere per qualche anno ancora lo staus quo attuale. Cio' che ha fatto per 40 anni la Provvidenza non potrebbe essere prolungato per altri quattro? E perché ? Perché solo l'accordo da 'rientro' sarebbe valido mentre una prudente attesa la bollate già del peggior sedevacantismo?

Anonimo ha detto...

Perché solo l'accordo da 'rientro' sarebbe valido mentre una prudente attesa la bollate già del peggior sedevacantismo?

Credo che purtroppo per come si è evoluta la situazione sia difficile ipotizzare una possibile formula di 'attesa' (attesa di che, tra l'altro, col rischio che davvero venga un Papa meno disposto alla soluzione?).

La "bollatura" di sedevacantismo non viene da noi ma da una coerente riflessione di Pfluger, sempre che a rifiutare l'intesa (che così com'è sembrerebbe possibile tolti gli ostacoli di Curia) sia Fellay che pare sia di fronte a un bivio...

Questo è quello che ho capito da quel che ho letto finora. A meno che il Vaticano non tiri fuori un altro coniglio dal cilindro oppure non metta qualche altra trave per traverso, perché ho timore ci si possa attendere di tutto. Ed è per questo che dovremmo tacere e pregare.

Anonimo ha detto...

Se il Papa, come parrebbe da molti segnali univoci, considera sufficienti i chiarimenti dati dalla Fraternità per bocca del suo Superiore, c'é poco da attendere, la sistemazione canonica è alle porte. Tutto il lavoro (durato dodici anni, non dimentichiamolo!) è fatto e il mancato reinnesto non avrebbe nessuna giustificazione né dottrinale né disciplinare.

Semmai, solo a motivo delle contraddizioni interne alla compagine lefebriana, e quindi per dar tempo alla situazione di stabilizzarsi, neutralizzando le forze centrifughe, si può realisticamente prevedere che l'inquadramento canonico sia concesso ad experimentum per un tempo largo.

Ma questo non toglierebbe nulla alla piena ed efficace realizzazione della volontà concorde del Sommo Pontefice e dei fedeli della Fraternità Sacerdotale San Pio X (che non si chiamerà più "fraternità").

Anonimo ha detto...

(che non si chiamerà più "fraternità").

perchè?

Dante Pastorelli ha detto...

Rimanere nello statu quo attuale, con una Fraternità sostanzialmente divisa in due tronconi, uno che vuole operare all'interno della Chiesa visibile con precise garanzie, l'altro che si trincera in modo intransigente nella difesa d'una purezza della fede che viene negata dal rigetto dell'abbraccio del Papa, senza il quale non esiste vera Fede, sarebbe una rovina. Per la Fraternità che davvero assumerebbe l'essenza d'una setta e per la Chiesa che perderebbe tanti buoni sacerdoti che, uniti a Pietro, avrebbero campi più vasti per seminare e raccogliere.
La situazione storica nella Chiesa non è più quella degli anni 80.
Io ho sempre difeso la Fraternità da accuse assurde, non ho mai creduto ad una vera volontà scismatica in mons. Lefebvre e nei vari sacerdoti suoi primi collaboratori, ma di altri mi son sempre fidato poco, perché ne ho sentite di affermazioni inaccettabili. Ora, però, siamo al dunque: si deve realizzare concretamente il fine per cui fu fondata.
Lefebvre, in un'intervista a 30Giorni subito dopo le consacrazioni ebbe a dire che la frattura si sarebbe ricomposta in pochi anni, che solo qualche prete e seminarista si sarebbero allontanati. Le cose sono andate diversamente. Il tempo della conciliazione piena è arrivato, finalmente: il Papa lo vuole. Chi si oppone si assumerà le sue responsabilità davanti alla Chiesa e al mondo.

Dante Pastorelli ha detto...

Poirot, io non mi meraviglio che qualche membro dell'Ecclesia Dei sia poco entusiasta. Ma non capisco perché bloccarsi davanti a questa realtà ch'è normale nella situazione della Chiesa. A me interessa quel che fa il Papa.

Anonimo ha detto...

(che non si chiamerà più "fraternità").

perchè?

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Perché si tratta di una denominazione tipica delle "associazioni", private o pubbliche, che fanno riferimento all'ambito diocesano, o dalla nascita (com'é accaduto per la FSSPX, che fu eretta nel 1970 nella diocesi di Friburgo), o in forza della disciplina canonica propria che la mette sempre in rapporto con l' "autorità ecclesiastica competente" e in concreto con l' "Ordinario del luogo" (Cann. 298 - 329):
http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P11.HTM

Sembra quindi inadatta a una realtà di ambito universale, destinata ad "attuare speciali opere pastorali o missionarie per le diverse regioni" attraverso il legame diretto con la Sede Apostolica. In questo caso la disciplina più adeguata sembra quella della Prelatura personale (cann. 294 - 297):
http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P10.HTM

Analogie ci sono con gli "Ordinariati personali", anche se - mera opinione - ritengo questo istituto meno adatto per quel che nasce in ambito cattolico (mi pare significativo che lo si sia applicato a coloro che rientrano dalle comunità separate).

Ovviamente preciso che queste sono pure illazioni soggettive e non ho informazioni sul caso; può anche darsi che ci sarà una prelatura personale chiamata "fraternità", solo mi pare molto improbabile.

hpoirot ha detto...

qualche membro dell'Ecclesia Dei é poco entusiasta ????? ma se é mons Pozzo in persona, il boss dell'ED, che si rimangia la parola data dopo la visita PERSONALE fatta al Buon Pastore?

Anche a me interessa quel che fa il Papa e a proposito del rigetto dell'abbraccio del Papa, senza il quale non esiste vera FEDE .. tu hai capito cos'é la FEDE per il papa ? io assolutamente no!

Amicus ha detto...

Comunque adesso la decisione è unicamente nelle mani del Papa, la Fraternità San Pio X non può far altro che attendere la sua risposta. In questo momento la responsabilità davanti a Dio è tutta di Benedetto XVI, non di Mons. Fellay.

Tede ha detto...

La casa è infestata di briganti. I veri padroni della casa in parte non riescono a gestire la situazione,in parte sono costretti in un angoluccio e quasi si vorrebbe buttarli fuori.
Ora colui che, bene o male, riesce ancora a gestisce la casa chiede a questi ultimi di avvicinarsi e di abbandonare il loro cantuccio per assumere un ruolo più attivo nella casa.
Una volta appurate le buone intenzioni di questo invito, questi segregati in casa loro, dovrebbero rinunciare ad assumere un ruolo più attivo nella faccenda solo perché la casa é infestata di briganti? O non sarebbe più opportuno che i veri padroni di casa si associno per buttar fuori i briganti? Non mi sembra ragionevole attendere ulteriormente per "rientrare" ufficialmente nel gioco, lo status quo non ha una garanzia di durata e non aiuta nessuno a medio-lungo termine.

Dante Pastorelli ha detto...

Ho già detto giorni fa che l'osso più duro mi sembrava Pozzo, che non voleva, non poteva volere, fosse toccato il "suo" preambolo.
Ora il preambolo è stato toccato e
pozzo è stato toccato. Il Buon
pastore ha rispedito al mittente l'invito inopportuno. Chi la dura la vince. Dentro.

Dante Pastorelli ha detto...

AMICUS, di tutti e due.

don Camillo ha detto...

Al di la del fatto contingente con i suoi annessi e connessi Benedetto XVI dovrà decidere se i Papi Piani sono degni di appartenere oggi in questa "nuova chiesa" a che prezzo e in che termini. La storia cambierà e noi ne saremo i testimoni. Tremo per la sua anima. Preghiamo per lui.

Dante Pastorelli ha detto...

Sarebbe bene che ognuno cominciasse a pensare alla propria, prima che a quella del papa.

joseph ha detto...

Ecco, se come ormai in ambienti alti si dice chiaramente, la conciliazione sarà ben presto annunciata, c'è da chiedersi quale forma canonica sia più idonea e fruttuosa, se la prelatura personale o l'ordinariato. Un amico che se ne intende preferirebbe la prelatura. Io non saprei, a occhio e croce mi sembra dia più indipendenza l'ordinariato.

Anonimo ha detto...

Dante accontentiamoci e guardiamo i miglioramenti!!!!! per lo meno ha scritto il nome del Papa per intero e non come il nome di una vitamina.... :)

p.s. non me ne voglia il reverendo... per me lei è sempre il numero uno :)