mercoledì 2 maggio 2018

Riconosco la tirannia quando la vedo! Lettera aperta ai vescovi di Inghilterra e Galles

Un articolo di sabato scorso, apparso su LifeSiteNews, riporta che Jean Pierre Casey, nipote del noto filosofo cattolico tedesco e forte oppositore di Hitler, Dietrich von Hildebrand (1889-1977), ha scritto una lettera aperta ai vescovi di Inghilterra e Galles nella quale denuncia la loro risposta ad Alfie Evans come un “fallimento”, affermando: “Il mio grande zio Dietrich von Hildebrand fu risoluto di fronte all’oppressione nazista. Dobbiamo essere risoluti di fronte all’oppressione secolare, quando i diritti dei genitori vengono sistematicamente indeboliti e la famiglia attaccata da tutte le parti. Il silenzio dei nostri vescovi è vergognoso”.

“Vostre Eccellenze,
Anche se posso comprendere il desiderio di assumere un tono conciliante quando la posta in gioco e le emozioni sono alte, è una minimizzazione grave chiamare sfortunata la formulazione del vostro comunicato sul caso di Alfie Evans, in particolare riguardo all’enfasi sull’apparente ‘integrità’ del personale medico e degli amministratori dell’ospedale Alder Hey.

Un ospedale che agisce come un carcere, imprigionando un bambino contro la volontà dei suoi genitori e un miglior giudizio non agisce con integrità.

Un ospedale che chiede l’ingiunzione del tribunale per impedire ai genitori di esercitare il loro legittimo dovere di agire nell’interesse superiore del loro bambino non agisce con integrità.

Un ospedale che rifiuta di mettere in discussione la propria diagnosi (che è possibile, se non probabile, che sia sbagliata) non agisce con integrità.

Un ospedale che espelle un cappellano che fornisce conforto spirituale a una famiglia bisognosa e amministra i sacramenti non agisce con integrità.

Un ospedale che si rifiuta di prendere in considerazione soluzioni alternative non agisce con integrità.
Un ospedale che richiede la presenza della polizia per impedire ai genitori di esercitare il loro diritto legittimo di allontanare il proprio bambino dalle cure dell’ospedale – minacciandoli con una condanna di aggressione se lo toccano – non agisce con integrità.

Un ospedale che rifiuta di agevolare l’incontro tra il proprio personale medico e il capo di un altro ospedale pronto ad accogliere il bambino non agisce con integrità.

Un ospedale che non collabora con altri ospedali che inviano personale medico, attrezzature e mezzi di trasporto per sostenere i desideri dei genitori per forme alternative di trattamento non agisce con integrità.

Un ospedale che si rifiuta di idratare o nutrire un bambino non agisce con integrità.

Ancora più importante – e peggiore della scelta sfortunata delle parole usate nel vostro comunicato – è l‘abbietta incapacità di affrontare il nocciolo della questione: il legame privilegiato tra i bambini e i loro genitori in quanto custodi dati da Dio.

Nel comunicato non si fa alcun riferimento alla santità e alla dignità della vita umana.
Non si fa alcun riferimento ai diritti dei genitori in quanto educatori primari e unici tutori legittimi del bambino.

Non viene fatto alcun riferimento ai diritti primari dei genitori – non dello Stato, o dei medici, o dei magistrati non eletti in conflitto – di determinare quello che reputano essere l’interesse superiore del loro bambino.

Poiché così il comunicato fallisce totalmente nel confermare l’insegnamento cattolico per quanto riguarda la vita e la famiglia, esso non dovrebbe essere considerato un comunicato cattolico. Etichettare come tale quel comunicato è estremamente fuorviante.

È sempre più evidente che oltre alle migliaia di aborti che procurano ogni anno, gli ospedali del NHS stanno diventando fucine di morte non solo per i non ancora nati, ma per i vivi. Ogni genitore nel Regno Unito, cattolico o meno, ora si chiederà giustamente se ammettendo il loro bambino a un ospedale del NHS, gli sarà mai più permesso di tornare a vedere la luce del giorno. Che i nostri vescovi continuino ad allearsi con l'NHS nel difendere l'indifendibile è al di là di ogni comprensione.
Anche se potreste essere tentati di caratterizzare me e altri che condividono le mie opinioni come “sempliciotti” le cui facoltà intellettuali sono inadeguate a comprendere appieno le sottigliezze etiche e mediche del caso, risponderò: Conosco la tirannia quando la vedo. Conosco l’oppressione quando la vedo. Conosco l’ingiustizia quando la vedo. E così fanno molte migliaia di altre persone in tutto il mondo. Se i nostri pastori, intendendo con ciò il collettivo da voi formato, tacciono di fronte a tanta tirannia, oppressione e ingiustizia, allora non solo falliscono nella loro missione di annunciare il Vangelo di Gesù Cristo, non solo non difendono pubblicamente la santità e la dignità di tutta la vita umana, non solo non difendono i diritti dei genitori come primi educatori e unici legittimi custodi dei loro figli – ciascuno dei quali è considerato individualmente un grave peccato di omissione – ma diventano anche complici e, anzi, partecipi attivi di atti gravemente malvagi.

Mi dispiace dire che con il tipo di leadership – o meglio con la totale assenza di leadership che i nostri vescovi stanno dimostrando – nei casi pubblici gravi in cui una potente testimonianza pubblica in difesa della vita, della famiglia e dei diritti dei genitori concessi da Dio non solo è necessaria, ma è anche un obbligo morale, non c’è da meravigliarsi che il gregge di cattolici praticanti stia rapidamente scomparendo. Perchè chi vorrebbe seguire questi pastori? Che questo accada subito dopo la saga di Charlie Gard e con un risultato sostanzialmente identico – cioè la totale mancanza di leadership, di convinzione e di coraggio che stiamo assistendo da parte dei nostri vescovi, ho paura di dire che mi vergogno di essere un cattolico inglese.

Come disse Edmund Burke: ‘L’unica cosa necessaria per il trionfo del male è che i buoni non facciano nulla’.

Con ogni speranza che lo Spirito Santo vi spinga a mettere in pratica le parole profetiche di San Giovanni Paolo II: ‘Se volete la pace, lavorate per la giustizia. Se volete giustizia, difendete la vita. Se vuoi la vita, abbraccia la verità, la verità rivelata da Dio’”.
NON ABBIATE PAURA! (in italiano nel testo)
Jean Pierre Casey - Londra, 27 aprile 2018
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

20 commenti:

Anonimo ha detto...


Si, la verità rivelata da Dio IN GESÙ CRISTO (non dimenticare IN GESÙ CRISTO).

irina ha detto...

LNBQ, Riccardo Cascioli,DOPO LA MORTE
Parola d'ordine: confondere le idee sul caso Alfie
EDITORIALI02-05-2018
Alfie non è stato ancora sepolto, ma la gara per confondere la memoria di quanto è successo è già in pieno svolgimento. Dietro la narrazione dei "poveri genitori strumentalizzati" c'è il disegno di allargare la sorte di Alfie a tutti i disabili gravi.

http://www.lanuovabq.it/it/parola-dordine-confondere-le-idee-sul-caso-alfie

Anonimo ha detto...

"La vicenda di Alfie è stata strumentalizzata?
No, semplicemente c’è un popolo che ha compreso la posta in gioco, e ci sono associazioni e professionisti parte di questo popolo che si sono messi a disposizione per aiutare la famiglia Evans; o hanno fatto una battaglia culturale per far conoscere la vicenda e far comprendere l’importanza di salvare quel bambino dalle grinfie di chi lo voleva morto subito. Ma il Potere non perdona chi ha tentato di mettersi di traverso, e allora ecco che ora, ucciso Alfie, pcominciano a colpire chi lo ha difeso."

irina ha detto...

Questo allargamento di cui parliamo in tanti non deve però essere il primo nostro intento. Il primo nostro intento deve essere:
1) capire come e perchè Alfie è stato ammazzato, esistendo ragionevoli dubbi che farlo fuori sia stato il modo per nascondere le loro malefatte.
2) non venire a capo di quanto sopra significa insultare Alfie ed il suo martirio, con lui insultare la morte ed il martirio di Charlie, di Isaiah e di chissà quanti altri.
3)Risolti i punti 1 e 2, alla radice ed in verità, si chiarisce dov'è il bene e dove il male, senza arzigogolo alcuno di presunzione demoniaca al passo dei tempi e ben educato.

Anonimo ha detto...

http://www.marcotosatti.com/2018/05/01/alfie-le-dichiarazioni-vergognose-della-chiesa-di-inghilterra/
Il commento di Don Ezio mi sembra proprio centrato sull'oggi .
Ieri , in una Chiesa Cattolica , nell'omelìa incentrata sul lavoro :" si possono lavare i piatti e contemporaneamente pregare per la suocera , si puo' andare in autobus e pregare per i migranti.."

Piu' piatti di così ?.

Tradidi quod et accepi ha detto...

1° Maggio : Inizio del Mese Mariano

"Maria ci conserverà nella fede cattolica. Ella non è né liberale né modernista né ecumenista. È allergica a tutti gli errori e a maggior ragione alle eresie e all’apostasia".

(Mons. Marcel Lefebvre, Itinerario Spirituale, cap. IX)

Sacerdos quidam ha detto...

Segnalo l'articolo di p. Scalese sul martirio del piccolo Alfie:
http://querculanus.blogspot.it/2018/04/se-il-chicco-di-grano.html

marius ha detto...

OGGI S.ATANASIO

“Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portate il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo”. 
(S.Atanasio)

fabriziogiudici ha detto...

L'altro giorno qualcuno commentava su Kate Perry. Io so a malapena chi sia, ma so delle sue, diciamo così "frequentazioni". Ora, che incontri il Papa in Piazza San Pietro non è necessariamente un problema (ovviamente, lo è visti i precedenti di questo papato); il problema è che era invitata alla conferenza che si è tenuta in Vaticano. Per fare cosa? Ora lo sappiamo: parlare di "meditazione".

https://www.lifesitenews.com/news/vatican-invites-katy-perry-to-speak-on-meditation

E non era l'unica: c'era anche qualche altro guru new-age. Notate poi i gadget che sono stati regalati nella conferenza (ne aveva parlato già qualche giorno fa Pentin).

Anonimo ha detto...

Volendo fare un discorso semplicemente logico, escludendo ogni altra implicazione, trovo gravissima e degna di un' indagine metodica ed approfondita la cosa seguente, cioe' il perché la Conferenza episcopale inglese abbia difeso "professionalità" (quelle dei medici e degli infermieri dell'ospedale-lager in questione) che non potevano ne' conoscere ne' apologizzare, non essendo, mi risulta, i vescovi esperti di sanità pubblica. Quindi, dette parole sono state espresse con fraudolenta leggerezza; e di questa le persone coinvolte dovrebbero doverosamente rispondere, se le parole hanno ancora un peso e un senso.

Anonimo ha detto...

Strumentalizzati a che fine? Al fine di lasciare in vita chi è vivo? La strumentalizzazione ha come fine un interesse. L' interesse è tutto dei pro-death...

Aloisius ha detto...

Insisto sul fatto che, anche in questa scandalosa e gravissima presa di posizione dei vescovi inglesi e persino del card. Nichols, la responsabilità maggiore è e rimane del papa Bergoglio.

O meglio del papa Pilato, che dopo essersi riparato dietro l'affermazione tiepida di andare incontro alle esigenze dei genitori - si badi bene, non a tutela della vita di Alfie - e dopo aver consentito al Bambin Gesù di offrire la propria disponibilità, non smentisce i "vescovi" e il "cardinale".

Prima della morte di Alfie, ribadi' che la vita era di Dio - grande coraggio - ma nel caso specifico di Alfie non ha preso posizione ne' sull'orribile comportamento dell'intero Stato inglese nella cicenda, ne' sulla posizione - ancor più grave per quanto riguarda la Chiesa che lui rappresenta - di quei prelati che, in evidente mala fede, difendono quel delitto di Stato che rappresenta un precedente mondiale per giustificare l'esproprio della potestà genitoriale e della vita da parte di uno Stato senza Dio e senza nemmeno limiti laicamente etici

Bergoglio si è lavato pubblicamente le mani per morte di questo innocente con il solito suo modo ambiguo e viscido di chi vuole mantenere a tutti i costi il consenso dei potenti, tenendo i piedi in due staffe.

La prova ulteriore, la prova del nove, e' data dalla mancata reazione contro i vescovi e il cardinale Nichols, che è una sostanziale approvazione.

Quel bambino ora e' un angelo che vede direttamente il Padre, mentre questi signori, che hanno approvato il suo spregevole omicidio di Stato, si comportano da politicanti da strapazzo, servi di un potere temporale sempre più manifestamente diabolico.

Costoro non servono nemmeno due padroni, ma uno solo, Satana.

Un bell'esempio per noi piccoli fedeli peccatori.

Anonimo ha detto...

Come però riportato dal Daily Mail questo è solo uno dei moltissimi casi, sebbene in maggioranza non siano pubblici, che finiscono con la morte per autorizzazione giudiziaria tramite un protoccolo processuale identico, ripetuto, quindi già stabilito. Il problema non è quindi appena di Alfie, il piccolo martire scelto dal Signore per scoperchiare il vaso di Pandora della cultura della morte, ma di tutte le vittime di un sistema giudiziario democraticamente eugenetico.

Silente ha detto...

Avevo accennato al tema qualche giorno fa. Alfie aveva ricevuto la cittadinanza italiana ed è stato chiaramente assassinato da medici e giudici. Ora, come mai la magistratura italiana, sempre pronta a impicciarsi di tutto, a far smantellare costruzioni per i terremotati, a perseguitare politici perché non di sinistra, a proteggere immigrati criminali, antifascisti violenti, picchiatori dei centri sociali, non interviene?
Un ingenuo(?)giovanotto italiano dalle discutibili idee politiche, tale Regeni, è stato coinvolto in basse azioni di spionaggio in Egitto su indicazioni/istruzioni/ordini di centrali di intelligence (probabilmente di ambienti liberal vicini alle lobbies ben note e ai Fratelli Musulmani) dell'Università di Cambridge e per questo è morto. Abbiamo visto la gigantesca, grottesca mobilitazione mediatica, diplomatica e politica, con striscioni sui municipi (anche di centro-destra, purtroppo). Abbiamo visto la magistratura pagarsi (rectius, farsi pagare) trasferte sul Nilo e le autorità italiane accusare di ogni nefandezza le istituzioni egiziane. Ovviamente, nulla è stato dimostrato e, salvo prova contraria, tutte le accuse italiane sul caso Regeni sono false.

Ora, un bambino innocente di nazionalità italiana è stato eutanasizzato, cioè assassinato e ucciso da medici e giudici in Gran Bretagna.
Perché la magistratura italiana non interviene? Perché non apre fascicoli?, Perché non emette avvisi di garanzia contro medici e giudici? Perché non chiede rogatorie internazionali, così come avvenne con il caso Regeni?

Lo so, sono domande ingenue. Però facciamole comunque, queste domande. Scriviamo ai giornali, ai nostri politici, alle nostre associazioni, ai nostri amici.

Perché la magistratura italiana non interviene di fronte all'assassinio di un cittadino italiano, un bambino innocente?

irina ha detto...

Grazie, Silente!

mic ha detto...

https://www.breviarium.eu/2018/05/03/clare-short-vincent-nichols-alfie-evans/
Una mamma cattolica inglese scrive al vescovo Nichols

Anonimo ha detto...

RIP Alfie Evans. Everybody at the Club is deeply saddened by the loss of the brave young Evertonian. Our thoughts and prayers are with his family.
— Everton (@Everton) 28 aprile 2018

Tom Evans, il giovane papà di Alfie, è tifoso dell'Everton, la squadra meno blasonata di Liverpool, ma non per questo meno grande. Nei giorni in cui lui e la moglie chiedevano alle Corti inglesi di poter mettere il proprio figlio nelle mani di qualcuno meno cinico del personale dell'Alder Hey Hospital, i tifosi dei Toffees avevano raccolto 10.000 sterline per pagare le spese legali della famiglia Evans. Il contributo decisivo a raggiungere la cifra necessaria per continuare a far sentire le proprie ragioni in tribunale lo aveva dato Bill Kenwright, il presidente del club. Kenwright non si è limitato a questo, però: mentre i tuttologi dei social network paragonavano i genitori di Alfie agli antivaccinisti e i medici del Bambino Gesù a Vannoni di Stamina – e i tanti liberali e liberisti italiani tifavano improvvisamente per la superiorità dello stato sulla libertà dell'individuo – l'Everton ha deciso di invitare Thomas Evans alla cena di fine anno di squadra e società, assegnandogli il premio “Blueblood”, riconoscimento che tutti gli anni il presidente dà a chi secondo lui “incarna lo spirito evertoniano”.

Tom è salito sul palco commosso – era la prima uscita pubblica dopo la morte di Alfie – ha ringraziato il presidente (“È il nonno che non ho mai avuto”, ha detto), e in un discorso emozionato ha raccontato il suo sogno di tifoso bambino, diventare un eroe di Goodison Park come Wayne Rooney. “Guardavo i suoi gol in camera da letto con mio fratello e sognavo di diventare come lui. Quando ho capito che non ce l'avrei fatta ed è nato Alfie, ho sperato che potesse farlo lui”. Tom ha raccontato che tante volte aveva immaginato di portare suo figlio allo stadio, urlare con lui tifando per i Toffees fino a perdere la voce, “e tornare a casa con il mal di gola”. Il presidente. Kenwright ha quindi detto di avere conosciuto Tom diversi mesi fa dopo una partita, e di come sia rimasto colpito dalla sua storia e dalla sua dignità.

“Fammi sapere come posso aiutarti”, ha detto più volte a Tom il presidente. Tom ha chiesto soltanto che il suo nome e quello del figlio fossero legati in qualche modo per sempre ai colori della loro squadra del cuore. “Prima della partita contro l'Huddersfield abbiamo saputo della morte di Alfie”, ha detto Kenwright, “e i nostri cuori si sono spezzati”. Davanti all'ospedale sono stati fatti volare palloncini dei colori dell'Everton, e in centinaia hanno cantato “You'll never walk alone”, l'inno storico dei rivali del Liverpool Fc, uniti nel dolore ai cugini evertoniani. Nelle stesse ore editorialisti ed esperti si affrettavano a spiegare che quella di Alfie non era una vita, che lo stato aveva fatto bene a staccargli i supporti vitali; per non parlare delle pelose distinzioni che opinionisti cattolici e sacerdoti pubblicavano su blog e quotidiani straparlando di accanimento terapeutico, morte dignitosa, chiedendo rispetto per medici e tribunali che avevano sentenziato la fine della “futile” vita di quel bambino. Dottori, teorici del liberalismo, filosofi, teologi e giuristi hanno avuto difficoltà a guardare Alfie per quello che era. Sono dovuti arrivare quei buzzurri degli ultrà a dire come stavano le cose: Alfie è un bambino che ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lui. Lunga vita ai tifosi di calcio. E alle squadre come l'Everton.

(Piero Vietti, da Il Foglio, 2-5-2018)

https://www.ilfoglio.it/bioetica-e-diritti/2018/05/02/news/su-alfie-evans-gli-ultra-sono-stati-piu-umani-dei-cosiddetti-liberali-192477/

https://www.tempi.it/alfie-evans-meglio-ultra-del-sofista

mic ha detto...

http://lanuovabq.it/it/parola-dordine-confondere-le-idee-sul-caso-alfie

Marina Belometti ha detto...

GRAZIE!NON POSSO CHE INCHINARMI ED ESSERE RICONOSCENTE ALLA VOCE CHE GRIDA NEL DESERTO DELLA DESOLAZIONE. LA VITA UMANA NON VALE PIU'NULLA ANCHE SE GESU'HA DATO LA SUA VITA PER OGNUNO DI NOI. PERCIO'..... ALTRO CHE NON VALERE NULLA!!!!!

Anonimo ha detto...

http://www.sabinopaciolla.com/vigano-fake-news-spinta-trasparenza-web-assolutamente-urgente/