Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 24 maggio 2026

Il santo giorno della Pentecoste

Da queste meditazioni domenicali cogliamo l'occasione per approfondire o anche per conoscere i tesori della nostra Fede. L'Ordinario della Messa è consultabile o scaricabile qui. Il Proprio della Messa qui. Precedente qui.

Il Santo giorno della Pentecoste

Intróitus
Sap. 1, 7 - Spíritus Dómini replévit orbem terrárum, allelúia: et hoc quod cóntinet ómnia, sciéntiam habet vocis, allelúia, allelúia, allelúia. Ps. 67, 2 - Exsúrgat Deus, et dissipéntur inimíci eius: et fúgiant, qui odérunt eum, a fácie eius. Glória Patri… Sap. 1, 7 - Spíritus Dómini…
Introito
Sap. 1, 7 - Lo Spirito del Signore riempie l’universo, allelúia: e abbraccia tutto, e ha conoscenza di ogni voce, allelúia, allelúia, allelúia. Sal. 67, 2 - Sorga il Signore, e siano dispersi i suoi nemici: e coloro che lo òdiano fuggano dal suo cospetto. Gloria al Padre… Sap. 1, 7 - Lo Spirito del Signore…

La venuta dello Spirito Santo
La grande giornata che compie l'opera divina sull'umanità, riluce finalmente sul mondo. "I giorni della Pentecoste, ci dice san Luca, sono compiuti" (At 2,1). Dopo la Pasqua noi abbiamo visto trascorrere sette settimane; ed ecco il giorno che ne segue e porta il numero misterioso di cinquanta. Oggi è la domenica consacrata dai ricordi della creazione della luce e della Risurrezione di Cristo; ora le dovrà essere imposto il suo ultimo carattere e riceverne "la pienezza di Dio".

La Pentecoste ebraica.
Già durante il regno delle figure il Signore marcò la gloria futura del cinquantesimo giorno. Israele aveva compiuto, sotto gli auspici dell'Agnello Pasquale, il suo passaggio attraverso le acque del mar Rosso. Sette settimane erano trascorse nel deserto che doveva condurre nella terra promessa, ed il giorno che le seguì, fu quello in cui si suggellò l'alleanza tra Dio e il suo popolo. La Pentecoste (il cinquantesimo giorno) fu segnata dalla promulgazione dei dieci comandamenti della Legge divina, e questo grande ricordo restò in Israele, insieme alla commemorazione annuale di tale avvenimento. Ma, come la Pasqua, la Pentecoste era profetica: vi doveva essere una seconda Pentecoste, per tutti i popoli, come vi fu una seconda Pasqua per il riscatto del genere umano. Al Figlio di Dio, vincitore della morte, la Pasqua con tutti i suoi trionfi; allo Spirito Santo la Pentecoste, che lo vede entrare come legislatore nel mondo, posto ormai sotto la sua legge.

sabato 23 maggio 2026

Pellegrinaggio Parigi-Chartres 2026/Inizio

Pellegrinaggio in rito romano antiquior. Questa mattina, la Messa di apertura del pellegrinaggio di Chartres è stata celebrata a Saint-Sulpice, la seconda chiesa più grande di Parigi. Circa 20.000 pellegrini hanno intrapreso il cammino di 110 km verso la Cattedrale di Chartres, dove il pellegrinaggio si concluderà con la Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke. All'inizio, i pellegrini hanno ricevuto una benedizione inviata dall'Arcivescovo di Parigi. Qui un video della Messa di apertura.

Gli sputi sui sacerdoti e le aggressioni: nella Città Santa i cristiani vivono da perseguitati

Il Rossing center ha registrato 155 incidenti in Israele e a Gerusalemme Est nel 2025. Ieri oltraggiata la statua della Madonna nel convento della Custodia. Precedenti qui.
Gli sputi sui sacerdoti e le aggressioni:
nella Città Santa i cristiani vivono da perseguitati


Folla nazionalista davanti al Muro Occidentale per la "marcia delle bandiere" che ricorda l'annessione di Gerusalemme Est nel 1967/ Reuters

Nei giorni in cui gli arabi sbarrano gli antichi portoni e la Città Vecchia si veste solo del bianco e azzurro della Stella di David, l’anziano religioso che non rinuncia al saio sa già che cosa lo aspetta nelle ore dell’orgoglio nazionalista. «Se le toppe venissero analizzate al microscopio, troverebbero il Dna di tre generazioni di israeliani», dice il frate. Da sistematica ostilità il clima si sta facendo di reiterata e impunita violenza. Al Rossing center for education and dialogue hanno fatto i conti anche per il 2025: 155 incidenti contro cristiani, chiese o simboli religiosi in Israele e Gerusalemme Est di cui 61 attacchi fisici, 52 contro proprietà ecclesiastiche, 28 molestie e 14 deturpamenti. La Cisgiordania è esclusa. Lì i coloni hanno insediato il loro far west dove la notizia, semmai, sono le giornate senza aggressioni. Le pietre bianche e lisce della Via Dolorosa salgono verso il Santo Sepolcro, tra botteghe chiuse, archi bassi incombenti, pattuglie ferme agli angoli. Vengono allontanati gli attivisti non violenti, non la marmaglia violenta che gridando «morte agli arabi», dichiara che in Israele non c’è spazio per chiunque non sia ebreo, musulmano o cristiano che sia.

San Tommaso d’Aquino e la vera nozione di “bene comune”

Nella nostra traduzione da OnePeterFive
San Tommaso d’Aquino e la vera nozione di “bene comune”
Robert Lazu Kmita, PhD – 18 maggio 2026

Quando ho scoperto che Michael Novak ha cercato di trasformare il Dottore Angelico in un precursore del progressismo, [1] sono rimasto profondamente stupito. Fortunatamente, un simile tentativo fuorviante ha ricevuto (almeno) due risposte solide: una dal dott. Kenneth R. Craycraft Jr., [2] e un’altra dallo storico francese Pierre Manent. [3] Sebbene entrambe siano perfettamente chiare, la seconda è stata radicale, affermando in modo categorico che è impossibile trasformare san Tommaso in un “proto-progressista”.

D’altra parte, ricordando che anche tomisti moderni come Jacques Maritain e Yves R. Simon si sono allontanati dalla retta via dei testi, mi sono calmato in parte. Sebbene simili idee esotiche (per dirla in modo delicato) possano scandalizzare qualsiasi conoscitore dei testi, esse provano comunque la natura dannosa del modernismo: anche le menti dei più brillanti teorici sono severamente messe alla prova dalla legione di errori ed eresie del nostro tempo.

Il significato medievale della scala di Giacobbe

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge
Il significato medievale della scala di Giacobbe
Robert Keim

Una delle principali sfide che gli studenti di Letteratura inglese si trovano ad affrontare oggi è la pratica analitica nota come "analisi approfondita" (close reading). È difficile in qualsiasi circostanza, ma per chi è cresciuto tra le continue distrazioni e la superficialità pervasiva dell'era dei social media e degli smartphone, potrebbe sembrare un po' come imparare a nuotare con pinne di cemento.

La [lettura attenta] analisi approfondita è il processo di esame, riflessione e interconnessione intensiva del linguaggio al fine di scoprire – sia nel senso di "trovare" che di "rivelare" del termine – il maggior numero possibile di significati. Nonostante la sua stretta e quasi esclusiva associazione con gli studi letterari, è un atto contemplativo che arricchisce la vita umana affinando la mente, sensibilizzando l'anima e approfondendo il rapporto con il linguaggio; dovrebbe essere presente, in qualche misura, in qualsiasi percorso di studi, sia secondario che universitario.

venerdì 22 maggio 2026

Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres 23-24-25 Maggio 2026

Precedenti qui - qui. Potete trovarne diversi altri utilizzando il motore interno.

Pellegrinaggio di Pentecoste
Capitolo italiano "Immaculata Coredemptrix"
del Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres (23-24-25 Maggio 2026)
La Missione: "Mi sarete testimoni fino ai confini della terra"

Da Parigi a Chartres

Si parte dalla cattedrale di Notre-Dame, Parigi alla cattedrale di Notre-Dame, Chartres, percorrendo circa 100 km in 3 giorni.
Ogni giorno sarà celebrata la Santa Messa e meditato il santo rosario.
Saranno inoltre disponibili sacerdoti per confessioni e direzione spirituale.
In preparazione organizziamo incontri e catechesi lungo tutto l'anno.
I dettagli di questi incontri sono disponibili nella pagina dedicata qui.
Il tema per l'anno 2026. "La Missione: Mi sarete testimoni fino ai confini della terra".

Il mistero della Santa Croce /Una meditazione guidata dai santi Agostino, Tommaso d'Aquino e Alfonso

Nella nostra traduzione da Substack.com
Il mistero della Santa Croce Una meditazione guidata dai santi Agostino, Tommaso d'Aquino e Alfonso
Robert Lazu Kmita, 19 maggio

Nell'immagine: Crocifissione di Cristo sulla pala d'altare alata della chiesa dell'Ordine Teutonico a Vienna, Austria. Intagli di maestro ignoto; dipinto da Jan van Wavere, Mechelen, firmato 1520.

L'assioma assoluto dell'interpretazione dei quattro Vangeli, da sempre seguito dai Santi Padri e Dottori della Chiesa, è che nulla di ciò che il Salvatore Cristo ha fatto su questa terra è stato privo di significato, né è stato fatto a caso. Sia le sue parole che i suoi silenzi, sia le sue azioni che i dettagli che le accompagnavano, persino le più piccole scelte (come il giardino del Getsemani per la terribile notte del suo arresto), in una parola, tutto è stato scelto da Dio per trasmetterci significati profondi e per insegnarci cose nascoste. Per questo motivo, le meditazioni sui vari aspetti della vita del Salvatore Gesù Cristo hanno sempre rappresentato il "cuore" della vita di monaci e monache di ogni epoca.

Amleto, Macbeth e l'arte perduta del sognare

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge. Precedenti qui -  qui.
Amleto, Macbeth e l'arte perduta del sognare
Robert Keim
Se tra voi c'è un profeta, io, il Signore, mi manifesterò a lui in visione, gli parlerò in sogno. —Numeri 12:6
«In quel sonno di morte», dice Amleto nel soliloquio più famoso del mondo, «quali sogni possono venire». I lessicografi sono indecisi se la parola "sogno" derivi dall'antico inglese drēam, che significava «gioia, piacere, giubilo», ma anche «suono musicale o canto», e inoltre, nel termine composto wod drēam, «frenesia, delirio, possessione demoniaca». Drēam non era una parola da prendere alla leggera: qualcosa che ci porta dalla gioia e dall'esultanza alla follia demoniaca.

Ma anche i sogni, a prescindere dalla loro etimologia, sono cose da non prendere alla leggera: fu in sogno che l'angelo di Dio parlò al grande patriarca Giacobbe, e anche suo figlio Giuseppe «fece un sogno e lo raccontò ai suoi fratelli... Ecco, il sole, la luna e undici stelle mi si inchinarono». E quando Gedeone, quel coraggioso giudice degli Ebrei, udì il racconto e l'interpretazione di un sogno, adorò il Signore e poi condusse il suo popolo alla vittoria in guerra. Questo stesso Signore «apparve a Salomone in sogno di notte; e Dio gli disse: Chiedimi ciò che vuoi che io ti dia». Salomone chiese saggezza: «un cuore saggio per giudicare il tuo popolo, affinché io possa discernere tra il bene e il male», e al Signore piacque che tale fosse la richiesta di Salomone. Il pio giovane Daniele interpretò il sogno del re Nabucodonosor: «il sogno è certo, e la sua interpretazione sicura». Per questo il re si prostrò con la faccia a terra, rese omaggio a Daniele e disse: «In verità il vostro Dio è il Dio degli dèi, il Signore dei re e colui che rivela i segreti».

È strano liquidare i sogni come artefatti di un cervello biochimico, come semplici incidenti della fisiologia umana, quando fu proprio attraverso i sogni che il Padre celeste diede istruzioni al padre terreno: «Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati e prendi con te il bambino e sua madre... Perché Erode cercherà il bambino per ucciderlo"». E quando quel Bambino crebbe, dopo essersi speso nell'insegnamento, nella guarigione e nell'amore non corrisposto, si trovò di fronte a un altro Erode; questo Erode non lo uccise, ma lo derise, il che sembra quasi peggio, poi lo rimandò a un uomo indeciso che non lo uccise, ma lo lasciò morire, e la cui moglie disse: «Non avere nulla a che fare con quell'uomo giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a causa sua».
Morire, dormire...
Dormire, forse sognare. Ah, ecco il problema,
perché in quel sonno di morte quali sogni possono venire,
quando ci saremo liberati di questa spoglia mortale,
deve farci riflettere.
Assurdo, se il corpo non è altro che carne, suggerire che si possa sognare nella morte. Non temere, Amleto: sei una macchina complessa, come un robot ma più morbido e meno prevedibile, e quando morirai, nulla potrà essere detto, nulla visto, nulla rivelato. Il tuo corpo, scollegato da qualunque cosa possa essere l'equivalente umano di una presa elettrica, sarà completamente e per sempre privo di sogni. E affinché tu sia ben preparato alla morte mentre sei ancora in vita, creeremo per te un mondo senza sogni fatto di case brutte, lavori noiosi, vestiti banali, cibo insipido, liturgie carine , poesie prosaiche, musica prodotta in serie, opere d'arte generate da software e schermi bidimensionali sui quali si può desiderare ogni cosa, ma se ne possono ottenere solo i simulacri. In questo mondo, i sogni veri non significano nulla, o peggio di nulla, e al loro posto abbiamo i fantasmi stupefacenti dei social media.

Solo sessant'anni fa il dottor King ebbe un sogno; oggi è "Ho un meme", qualcosa per intrattenere e stimolare e, nel migliore dei casi, "diventare virale", cioè comportarsi come un virus nel corpo politico, un virus nel vasto ecosistema del pensiero umano. Un tempo, un virus era un agente patogeno, un invasore, un nemico, da assalire con il sistema immunitario e da scacciare nell'oscurità dal sistema escretore. Siamo diventati così assuefatti? I nostri occhi sono invecchiati, come dice il salmista? Siamo diventati insensibili al bene e indifferenti al male? Un tempo, gli esseri umani provavano le cose profondamente, le donne custodivano i proverbi e li meditavano nel cuore, gli uomini, persino i robusti marinai e guerrieri dei poemi omerici, piangevano liberamente per onorare i significati profondi della vita umana.
C'è stato un tempo in cui i miei sensi si sarebbero raffreddati
all'udire un grido notturno, e la mia chioma
si sarebbe rizzata e agitata a un trattato lugubre
come se la vita fosse in essa. Ho cenato sazio di orrori.
La terribile realtà, familiare ai miei pensieri sanguinari,
non può nemmeno una volta spaventarmi.
Saziata di orrori – così dice Macbeth; così dice l'anima postmoderna, inquinata fino all'orlo della morte da TikTok, Hollywood e dal rumore mascherato da musica. "Non riesco a sentire", dice, "ma in qualche modo il dolore rimane. Non riesco a cantare, ma non ho smesso di urlare. Non riesco a ballare, ma scorrerò la mia vita sui social. Non riesco a sognare, ma vedo incubi tutto il giorno."
Dio parla una volta, anzi due, anche se l'uomo non se ne accorge. In sogno, in una visione notturna, quando un sonno profondo cade sugli uomini, mentre sonnecchiano sul letto, allora egli apre le orecchie degli uomini e suggella la loro istruzione. —Giobbe 33:14-16
In quel sonno di vita, quali sogni possono venire? Se i nostri sogni sono brutti, caotici, squilibrati, completamente incoerenti, beh, i sogni non nascono dal nulla. Fin troppo spesso il nostro mondo è brutto, caotico, squilibrato, incoerente. E non sempre prestiamo ascolto al consiglio delle Scritture, che ci esorta a sforzarci di rimanere puri dal mondo. Se i sensi sono avvelenati invece che nutriti, i nostri sogni saranno bizzarri, inquietanti, traumatici invece che simbolici, poetici, catartici. Lo stesso vale per il corpo, che sogna in modo scomposto quando è appesantito da cibi tossici, così come quando è appesantito dalle sostanze tossiche prodotte ed eliminate durante una febbre. Non dovremmo ridurre i sogni alla fisiologia; né dovremmo supporre che la fisiologia non abbia alcun effetto sui nostri sogni. La vita dell'uomo non ammette separazione tra corpo e anima, perché quando corpo e anima sono separati, la sua vita è finita.
Ma lasciamo che la struttura delle cose si disgreghi, che entrambi i mondi soffrano,
prima che possiamo mangiare il nostro pasto nella paura e dormire
nell'angoscia di questi terribili sogni…
Che afflizione, Macbeth. Tu mangi nella paura, ti sei saziato di orrori, e i tuoi sogni affliggono lo spirito, sono un terrore per la mente. Noi non abbiamo cospirato e ucciso come lui, non abbiamo ceduto, ingannato e tradito fino alla morte. Ma il nuovo mondo coraggioso che ci circonda, che ci sussurra continuamente parole di stoltezza, ha troppo di Macbeth in sé: troppo nulla, con i fantasmi di ciò che, prima del nulla, era.
La vita non è che un'ombra che cammina, un povero attore
che si pavoneggia e si agita per la sua ora sul palcoscenico
e poi non si sente più. È una storia
raccontata da un idiota, piena di rumore e furore,
che non significa nulla.
Tale era la disperazione del re intriso di sangue, che imparò troppo tardi a diffidare del "demone / che mente come se fosse verità". 
Esiste una stretta parentela tra profezia e poesia. Macbeth legge la profezia come se fosse prosa, e per lui diventa un verme divoratore di falsità veritiera. Avrebbe dovuto leggerla come poesia, che sta alla verità come l'oscurità sta alla preghiera.

Abbiamo forse perso l'arte di sognare bene? Dove troviamo una connessione nel linguaggio, aspettiamoci una connessione anche nella vita. Sognare significa "sperimentare pensieri, immagini e sensazioni durante il sonno". Significa anche "avere una nozione o un'idea visionaria; immaginare". Se cerchiamo di recuperare l'immaginazione, dovremmo prestare attenzione anche ai nostri sogni: forse sorgono e tramontano insieme.

giovedì 21 maggio 2026

Avviso per chi partecipa alle Sante Messe antiquior a Pavia

Carissimi,
domenica celebreremo la festa solenne di Pentecoste: la Santa Messa delle ore 10,00 sarà in forma cantata, con la presenza del Coro Gregoriano, che ringraziamo di cuore per il prezioso servizio che presta al Signore e al nostro "piccolo gregge".
Domenica, nelle prime ore del pomeriggio, la città sarà interessata dal passaggio del "Giro d'Italia": la tappa inizierà a Voghera, attraverserà il Po sul ponte di Spessa e poi si dirigerà verso Pavia sulla Ex-SS 234 (Pavia-Cremona); percorrerà poi viale Cremona, via San Pietro in Verzolo, viale Monte Grappa, viale Partigiani, viale della Resistenza e sul Lungoticino, per proseguire poi verso Milano.
Avvertiamo che lungo queste vie, e soprattutto quelle indicate in grassetto (vicine alla nostra chiesa), è previsto il divieto di sosta sin dalle ore 5,00 del mattino. La ricerca di un posto per parcheggiare l'automobile potrebbe richiedere un po' di tempo in più rispetto al consueto...

Ricordiamo infine la Santa Messa di domani, ore 18,15, in occasione della festa di Santa Rita.
Un cordiale saluto nel Signore!
don Fabio e don Marino

Egitto: 5 anni di carcere per aver parlato di Cristo

Mentre qui da noi si permette che si candidino alle elezioni in nome di Allah (qui), nei loro paesi i cristiani vengono uccisi o comunque perseguitati. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.

Egitto: 5 anni di carcere per aver parlato di Cristo

Mentre noi permettiamo che islamici che non condividono le nostre leggi e la nostra cultura si candidino alle elezioni, in Egitto un giovane cristiano rischia di perdere cinque anni della sua vita solo perché ha osato parlare pubblicamente della sua fede.

Si chiama Augustinos Samaan, è uno studioso cristiano copto egiziano e gestisce un canale YouTube seguito da oltre 100.000 persone. Nei suoi video spiegava il cristianesimo, rispondeva a domande, difendeva pacificamente la fede cristiana.

Per questo, in Egitto, è stato condannato a 5 anni di carcere e lavori forzati con accuse legate al “disprezzo della religione” e al “cattivo uso dei social media”.

Qualcosa nell’immigrazione moderna si è rotto profondamente e continuare a fingere che tutto vada bene non sta aiutando nessuno

Oltre al nichilismo purtroppo imperante, una grossa responsabilità è anche nei governi succedutisi negli ultimi decenni che non hanno preteso e continuano a non pretendere il rispetto delle nostre leggi. Di seguito il punto di vista di una immigrata integrata; ma è cristiana! Quanto alla Chiesa, nella seconda parte, si rivolge al vescovo Monsignor Erio Castellucci. Vedi aggiornamento sulla risposta dell'arcivescovo. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo e l'invasione indiscriminata.

Qualcosa nell’immigrazione moderna si è rotto profondamente e continuare a fingere che tutto vada bene non sta aiutando nessuno

Quello che è successo a Modena non mi sconvolge più. E forse la cosa più triste è proprio questa. Dopo anni passati ad osservare certe tensioni, certe aggressività, certe forme di degrado e certe mancanze di rispetto verso il Paese che accoglie, dentro di me cresceva sempre di più la sensazione che tragedie del genere, prima o poi, sarebbero accadute ed è terribile arrivare ad un punto in cui la paura smette perfino di sorprenderti.

Lo scrivo da immigrata. Da donna pakistana che vive in Italia da anni. Da persona che conosce cosa significhi lasciare la propria terra, adattarsi ad una cultura diversa, imparare una nuova lingua e cercare di costruirsi una vita dignitosa lontano da casa. Proprio per questo sento di poter dire una cosa che forse molti non avranno il coraggio di ammettere: qualcosa nell’immigrazione moderna si è rotto profondamente e continuare a fingere che tutto vada bene non sta aiutando nessuno.

In Illo tempore/ Domenica dopo il giovedì dell'Ascensione

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta  circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui - qui, per continuare ad accoglierli. 

In Illo tempore/ Domenica dopo il giovedì dell'Ascensione

La domenica dopo l'Ascensione ci colloca in un intervallo sacro. Il Signore è asceso in gloria, ma lo Spirito promesso non è ancora disceso come fuoco. Gli Apostoli sono tornati dal Monte degli Ulivi a Gerusalemme. Sono riuniti nel Cenacolo con Maria, con i ricordi ancora vivi dell'Ultima Cena, del Calvario, del sepolcro vuoto, di Emmaus, delle porte chiuse improvvisamente varcate dal Signore Risorto, della nube che lo ha accolto mentre lo guardavano. Si trovano nella prima novena della Chiesa.

Imparare a sognare, con l'aiuto degli uccelli

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge
Imparare a sognare, con l'aiuto degli uccelli
E dal “Parlamento degli uccelli” di Chaucer
E Dio disse: «Le acque producano in abbondanza esseri viventi e gli uccelli volino sopra la terra, nel firmamento del cielo...». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
«Agli uomini del Medioevo piacevano gli uccelli». Così disse un brillante medievista che fu per me un importante mentore. La frase mi sembrò stranamente diretta e semplicistica per un uomo la cui mente, naturalmente agile e affinata da una lunga carriera accademica, è una forza da non sottovalutare. Ma ci sono momenti nella vita in cui tutto ciò che serve è affermare un semplice fatto, e il semplice fatto è che agli uomini del Medioevo piacevano gli uccelli.

Tordo
La parte tutt'altro che semplice è tutto ciò che questo fatto implica. Nel post inaugurale di Poetic Knowledge ho scritto che "le società medievali erano le più poetiche di tutta la storia occidentale", e un'affermazione del genere sarebbe quantomeno dubbia se le persone medievali non amassero gli uccelli, che devono essere la più perfetta incarnazione della poesia in tutto il regno animale: i loro movimenti aggraziati, le forme fisiche eleganti, le combinazioni di colori artistiche; la loro capacità di librarsi tra le nuvole, come dei, o di lavorare sulla terra, come uomini; la loro affascinante diversità unita a un dono predominante che li accomuna tutti; e naturalmente, il loro canto. Da dove cominciare quando si parla di qualcosa che ha lodato le corti celesti fin dal quinto giorno del mondo e che ha deliziato l'umanità da quando Adamo si è risvegliato nel suo Giardino? Perché parlarne, quando esistono già così tanti canti umani che testimoniano la bellezza del canto degli uccelli?

mercoledì 20 maggio 2026

Il peccato prescinde dalla fede: su alcune uscite pretestuose del Sinodo

Ottima riflessione di Silvio Brachetta sull'Osservatorio Card. Van Thuân in ordine al recente controverso rapporto sinodale, di cui abbiamo già parlato qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sul Sinodo.

Il peccato prescinde dalla fede:
su alcune uscite pretestuose del Sinodo


Il Sinodo in corso, in uno degli ultimi documenti pubblicati [qui], ripete in modo ossessivo che si deve imporre una sorta di «nuovo paradigma» nella teologia morale. Al di là del fiume di parole astratte e introduttive – circa l’universalità della leg
ge che ostacolerebbe la particolarità dell’individuo – si vorrebbe imporre quello che in sostanza è un errore: il peccato è tale in proporzione alla fede del soggetto.

Ai lavori del Sinodo, cioè, viene sostenuta con forza la testimonianza di due «omosessuali credenti», che giustificano i loro atti omoerotici. E il Sinodo approva: «il racconto testimonia della “scoperta” che il peccato, in radice, non consiste nella relazione di coppia (omosessuale), ma nella “mancanza di fede” in un Dio che desidera il nostro “compimento”». Si vuole insinuare che il peccato di omoerotismo non sta nell’atto umano – «nella relazione di coppia (omosessuale)» – ma nella «mancanza di fede». Al contrario, il magistero e la tradizione apostolica insegnano che il peccato è consumato nell’atto umano, a prescindere dallo stato di fede del soggetto.

La via di Damasco di Caravaggio

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing l'ennesimo esempio di come la nostra arte e la nostra cultura riempiano la mente e il cuore di nostri amici d'oltreoceano e giungano fino a noi. Precedente qui.

La via di Damasco di Caravaggio

L'anno del Signore 34 e Saul è in viaggio verso Damasco per perseguitare "la Via", come dice Luca negli Atti 9. Poi, all'improvviso, BOOM! Nell'immagine: la versione Cerasi

«Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?»

Immagino una forza che accompagna il lampo di “luce dal cielo”: una sorta di esplosione silenziosa, come di un vuoto improvvisamente creato o svuotato. In ogni caso, fa cadere Saul da cavallo. Il cavallo è un dettaglio controverso, non presente esplicitamente nel testo e in parte un abbellimento artistico, sebbene Cristo dica a Saulo: “Alzati ed entra in città, e ti sarà detto ciò che devi fare”. Nota: Alzati.

Per me, questa è la più affascinante e epocale di tutte le storie bibliche dell'era apostolica: nessuna luce accecante, Paolo non è un Apostolo. È un momento dipinto da molti artisti, tra cui due volte da Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610): una volta nel 1600 ne La Conversione di San Paolo (ora in una villa privata romana, Palazzo Odescalchi Balbi); e un anno dopo ne La Conversione di San Paolo sulla via di Damasco (in situ nella Cappella Cerasi della chiesa di Santa Maria del Popolo, sempre a Roma).

Modena e gli italiani di carta bollata

Quanto segue è una valida riflessione che tuttavia prescinde dai rischi intrinseci all'islam come teocrazia impermeabile all'integrazione e semmai tendente ad imporsi, in un contesto di invasione indiscriminata, cui si aggiungono le carenze delle nostre istituzioni. Qui l'indice degli articoli dedicati al filo-islamismo.

Modena e gli italiani di carta bollata

Spesso domando ai miei studenti in cosa consista, per loro, l’italianità. Dopo qualche riflesso condizionato — la pasta, la pizza, il calcio — scende il silenzio. Un silenzio vero, greve, quasi imbarazzato. Eppure sono ragazzi italiani da generazioni, figli di famiglie che da secoli respirano quest’aria e calpestano questa terra. Ma non sanno più dire cosa li renda italiani. E non lo sanno perché nessuno glielo ha più insegnato. Dal Sessantotto in avanti, l’Italia ha smesso di raccontarsi a se stessa.
La Francia possedeva, già molto prima della Rivoluzione, una coscienza nazionale salda, feroce, centralizzata. Noi no. Noi non avevamo una lingua davvero parlata dal popolo intero; avevamo dialetti, campanili, municipalismi, diffidenze reciproche. Nel 1861, fra la Lombardia e la Sicilia, c’era ben poco in comune. Non la politica. Non l’economia. Non le classi dirigenti, che si guardavano come soci occasionali costretti a spartirsi un’eredità.

Paolo Pasqualucci. Vera e falsa Tradizione Cattolica / Seconda parte

Nella trattazione che segue il prof. Pasqualucci sviluppa nuovi spunti critici sulle derive conciliari, a partire dalla riforma liturgica, mettendo in luce con argomentazioni inedite, ma anche con pertinenti citazioni di mons. Lefevbre e di documenti magisteriali, i problemi connessi con l'obbedienza alla luce della Tradizione. Sulla 'falsa tradizione' vedi anche questo precedente [qui] utile, in particolare, per riconoscere improvvide deviazioni di pur validi esponenti del nostro mondo politico e culturale. Non meno utile riattingere qui. Trovate qui la Prima parte di questo nuovo lavoro.

Paolo Pasqualucci
Vera e falsa Tradizione Cattolica


Seconda parte

Sommario : 1. Il Vaticano II propugna un concetto di tradizione anomalo, cercando di legittimarlo con l’autorità suppostasolennedel Concilio. 2. Valga il vero: il Vaticano II non ha voluto impartire alcun insegnamento solenne”. 3. La nuova nozione di Tradizione proposta dal Concilio. 3.1 La nozione ditradizione viventedi Paolo VI appare ambigua e contraddittoria. 4. L’idea di tradizione in sintesi. 5. Il concetto cattolico di tradizione.
* * *
1. Il Vaticano II propugna un concetto di Tradizione anomalo, cercando di legittimarlo con l’autorità supposta “solenne” del Concilio.

Anomalo il concetto di tradizione riscontrabile nel Vaticano II e propugnato dalla Gerarchia attuale, perché dominato dal principio del dinamismo continuo e dell’adattamento alle necessità dell’epoca mentre viene relegato in secondo piano (sin quasi a scomparire) il principio secondo il quale la Tradizione cattolica deve innanzitutto mantenere inalterato il Deposito della Fede.

martedì 19 maggio 2026

L'IA ci sta rendendo intellettualmente ottusi?

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
L'IA ci sta rendendo intellettualmente ottusi?

Un recente studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT) suggerisce una realtà piuttosto inquietante: i nostri strumenti di intelligenza artificiale (IA) generano pigrizia intellettuale. Affidando alle macchine compiti essenziali come la scrittura, la programmazione e il pensiero critico, stiamo causando il declino delle nostre capacità cognitive.

La comoda dipendenza dal sistema “tutto-pronto-devi-solo-accettare” sta sostituendo lo sforzo mentale, la capacità di memorizzazione e le abilità di risoluzione dei problemi. Di conseguenza, gli utenti evitano di affaticarsi, ma finiscono per avere un coinvolgimento cerebrale ridotto, ricordi che svaniscono e una tragica carenza di pensiero originale.

"Magnifica Humanitas": la prima Enciclica di Leone XIV, sull'intelligenza artificiale

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
"Magnifica Humanitas":
la prima Enciclica di Leone XIV, sull'intelligenza artificiale

Il Vaticano presenterà l'enciclica inaugurale di Papa Leone XIV il 25 maggio, un documento che probabilmente sarà studiato attentamente sia all'interno della Chiesa che nel resto del mondo.
La prima enciclica di un papa spesso fornisce l'indicazione più chiara delle priorità e dei temi che plasmeranno il suo pontificato, oltre a offrire qualche indizio sui suoi interessi personali.
Ne riparleremo testo alla mano.

La notizia è significativa sia sul piano ecclesiale sia su quello culturale: la prima enciclica di Papa Leone XIV sarà dedicata all’Intelligenza artificiale e alla dignità umana [ricordando Dignitas infinita, vedi], con un richiamo esplicito alla tradizione della dottrina sociale inaugurata da Papa Leone XIII.

Cosa sappiamo finora
L’enciclica si intitola “Magnifica humanitas” ed è sottotitolata: “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale”.

Insegnare la bellezza

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing un ulteriore esempio di come la nostra arte e la nostra cultura riempiano la mente e il cuore di nostri amici d'oltreoceano e giungano fino a noi.

Insegnare la bellezza

Sono molte le ragioni per cui le persone si avvicinano alla Chiesa cattolica, ma una delle più comuni è l'esperienza della sua bellezza: la bellezza dell'arte, dell'architettura, della musica e della liturgia. §Troppo spesso, coloro che hanno come obiettivo l'"evangelizzazione" ignorano la bellezza espressa e incarnata nella tradizione artistica della Chiesa. Perché?

Pochi strumenti sono più efficaci per incoraggiare le persone a prendere sul serio la Chiesa che ascoltare il suono angelico dei Vespri della Beata Vergine di Monteverdi o la Missa Pange Lingua di Josquin des Prez ; apprezzare i superbi dipinti di Fra Angelico e Caravaggio; o contemplare la bellezza trascendente della Cattedrale di Chartres e del Duomo di Firenze.Vivere anche solo una di queste esperienze sarebbe un buon primo passo, ma c'è molto di più da fare, tanto che questo passo sarebbe come immergere un piede in un vasto oceano che si estende oltre l'orizzonte.
Insegno teologia. Credo nell'importanza di aiutare i giovani a raggiungere una "comprensione della fede". Ma non posso fare ciò che la grande arte e la grande architettura possono fare per ispirare quel senso di meraviglia che si addice ai misteri trascendenti della nostra fede.

lunedì 18 maggio 2026

Card. Willem Eijk /Il rapporto sinodale sull'omosessualità va respinto con forza

Nella nostra traduzione da National Catholic Register Il cardinale Willem Eijk confuta contenuti e metodologia del documento del Gruppo di Studio 9. "L'insegnamento della Chiesa non è oscuro, né soggetto a revisioni tramite processi sinodali". Trovate diversi precedenti nell'indice degli articoli sul Sinodo.

Il rapporto sinodale sull'omosessualità va respinto con forza

Il recente rapporto del Gruppo di Studio 9 del Sinodo rappresenta una preoccupante deviazione dalla costante dottrina morale della Chiesa cattolica. Sebbene gli autori affermino di non possedere «la competenza e soprattutto la necessaria autorizzazione ecclesiale» per affrontare in modo definitivo le singole questioni morali, la metodologia e la struttura del rapporto minano sistematicamente la capacità della Chiesa di proclamare e applicare la propria dottrina morale. Non si tratta di una semplice carenza tecnica, bensì di una contraddizione fondamentale dell'insegnamento cattolico che esige una risposta decisa.

Un maestro veneziano contemporaneo: Davide Battistin

Nella nostra traduzione da Italia perennis. Mi chiedo chi di noi conosce il maestro veneziano contemporaneo presentato dall'autore statunitense affascinato dal nostro Paese e dalla nostra cultura. Precedenti qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui

Un maestro veneziano contemporaneo: Davide Battistin
Il pittore degli inizi archetipici

Davide Battistin, Crepuscolo (2024). Galleria d'arte Linea d'Aqua

Per una corretta comprensione di questo post, vi consiglio vivamente di dare un'occhiata alle opere di Davide Battistin sul sito web della Galleria d'Arte Linea d'Acqua. Vale anche la pena visitare il sito della libreria antiquaria Linea d'Acqua. E se vi trovate a Venezia, non esitate a far loro visita.

Pur essendo devoto all'arte della parola scritta, nutro una passione costante per le belle arti, così come per le armonie dei grandi maestri della musica, del passato e del presente. Per quanto mi riguarda, l'emozione della contemplazione estetica – l'unica esperienza laica paragonabile alla contemplazione religiosa e mistica – si manifesta con maggiore intensità quando contemplo un'icona medievale, un mosaico veneziano o un dipinto ispirato. È questa esperienza che mi spinge continuamente a individuare quei maestri delle arti visive le cui opere commuovono per il loro fascino.

Consacrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X del 2026: perché non è più il 1988

Nella nostra traduzione da Remnant. Non è una questione facile da liquidare e ne cogliamo tra le molte riflessioni, quelle più interessanti. Nel bene e nel male, la maggior parte dei cattolici giudicherà le consacrazioni della SSPX 2026 attraverso l'obiettivo del 1988. Ma dopo Pachamama, sinodalità, Fiducia Supplicans, e il crollo della chiarezza dottrinale a Roma, i cattolici seri possono ancora far finta che nulla sia cambiato? Il caso della SSPX oggi è molto più chiaro di quando l'arcivescovo Lefebvre consacrò i vescovi quasi quattro decenni fa. Ecco perché è illustrato di seguito; ma sembra vanificato dalla Dichiarazione di Fernández.

Consacrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X del 2026:
perché non è più il 1988


Non molto, se non nulla, è cambiato riguardo ai principi fondamentali della posizione della FSSPX da quando l'arcivescovo Marcel Lefebvre consacrò i vescovi senza l'approvazione di Roma nel 1988. Anzi, il sermone dell'arcivescovo Lefebvre in occasione delle consacrazioni del 1988 contiene molti passaggi che continuano a definire l'intera missione della FSSPX, come ad esempio i seguenti:
“Ecco perché celebriamo questa cerimonia. Lungi da me l'idea di autoproclamarmi papa! Sono semplicemente un vescovo della Chiesa cattolica che continua a trasmettere la dottrina cattolica. Credo, e non sarà certo lontano, che potrete incidere sulla mia lapide queste parole di San Paolo: ' Tradidi quod et accepi - Vi ho trasmesso ciò che ho ricevuto', nient'altro. Sono solo il postino che vi porta una lettera. Non ho scritto io la lettera, il messaggio, questa Parola di Dio. L'ha scritta Dio stesso; Nostro Signore Gesù Cristo stesso ce l'ha donata. Quanto a noi, l'abbiamo solo tramandata, attraverso questi cari sacerdoti qui presenti e attraverso tutti coloro che hanno scelto di resistere a quest'ondata di apostasia nella Chiesa, conservando la Fede Eterna e donandola ai fedeli. Siamo solo portatori di questa Buona Novella, di questo Vangelo che Nostro Signore Gesù Cristo ci ha donato, così come dei mezzi di santificazione: la Santa Messa, la vera Santa Messa, i veri Sacramenti che donano veramente la vita spirituale.”

domenica 17 maggio 2026

Particolarità della 'Dominica in Ascensione Domini'

Precedente qui sulle usanze dimenticate dell'Ascensione.
Particolarità della Dominica in Ascensione Domini

1. La Sacralità e la Maestà della Messa dell'Ascensione del Rito Romano antico. La Santa Messa dell'Ascensione di nostro Signore — celebrata secondo l'immutabile e venerabile Rito Romano antico — non è una mera commemorazione storica, ma la mistica attuazione del trionfo regale di Gesù Cristo. Sebbene l'evento dell'Ascensione si sia compiuto il quarantesimo giorno dopo la Risurrezione (il giovedì precedente), la Chiesa nella sua solenne liturgia domenicale convoca il popolo cristiano per fissare lo sguardo sul Verbo Incarnato che, rivestito della nostra umanità redenta e piagata, ascende al di sopra di tutti i cori angelici per sedere alla destra del Padre.

2. L'atmosfera che si respira nel tempio è satura d'incenso, ammantata di paramenti bianchi e d'oro, percorsa da una profonda e riverente compostezza. Tutto, dal sussurro sommesso delle preghiere ai piedi dell'altare sino ai canti gregoriani, esprime una sacralità gerarchica e ascendente. È il compimento drl disegno della Redenzione: la terra si unisce al cielo, e l'uomo, per mezzo del sacrificio Incruento dell'Altare, partecipa alla glorificazione del suo Re e Pontefice Eterno.

Lo svolgimento della Messa, il Canto del Vangelo e lo spegnimento del Cero Pasquale.

Domenica dopo l'Ascensione (Exáudi, Dómine)

Ripercorrendo l'anno liturgico con queste meditazioni domenicali cogliamo l'occasione chi per approfondire chi per apprendere i tesori della nostra Fede. Proprio della Messa consultabile o scaricabile da qui. Ordinario qui.

Domenica dopo l''Ascensione

Intróitus
s. 26, 7, 8 et 9 - Exáudi, Dómine, vocem meam, qua clamávi ad te, allelúia: tibi dixit cor meum, quaesívi vultum tuum,vultum tuum, Dómine, requíram: ne avértas fáciem tuam a me, allelúia, allelúia. Ps. 26, 1 - Dóminus illuminátio mea, et salus mea: quem timébo ? Glória Patri… Act. 1, 11 - Exáudi, Dómine… 
Introito
Sal. 26, 7, 8 et 9 - Ascolta, o Signore, la mia voce, con la quale Ti invoco, allelúia: a te parlò il mio cuore: ho cercato la Tua presenza, o Signore, e la cercherò ancora: non nascondermi il Tuo volto, allelúia, allelúia. Sal. 26, 1 - Il Signore è la mia luce e la mia salvezza: chi temerò? Gloria al Padre… Atti 1, 11 - Ascolta, o Signore…

Glorificazione della Santa Umanità di Cristo
Gesù è salito al cielo. La sua divinità non ne era stata mai assente, ma oggi è l'umanità sua che vi viene intronizzata, e coronata di un diadema di splendore; ecco un altro aspetto del mistero dell'Ascensione.
A questa santa umanità il trionfo non bastava; il riposo le era preparato sul trono stesso del Verbo eterno, al quale è unita in una medesima personalità, ed è là che deve ricevere l'adorazione di ogni creatura. Nel nome di Gesù, Figlio dell'uomo e Figlio di Dio; di Gesù, assiso alla destra del Padre onnipotente, "ogni ginocchio si piegherà in cielo e sulla terra e negli inferni" (Fil 2,10).
Abitanti della terra, lassù sta quella natura umana che un tempo ci apparve nell'umiltà delle fasce; che percorse la Giudea e la Galilea, senza avere dove riposare la testa; che, da mani sacrileghe, fu stretta in catene, flagellata, coronata di spine, inchiodata sulla croce. Ma mentre gli uomini, che l'avevano disconosciuta, la calpestavano come un verme della terra, essa, con una completa sottomissione, accettava il calice di dolore e si univa alla volontà del Padre; divenuta vittima, acconsentiva a risarcire la gloria divina, dando tutto il suo sangue per il riscatto dei peccatori. Questa natura umana, generata da Adamo per mezzo di Maria Immacolata, è il capolavoro della potenza di Dio. Gesù, "il più bello dei figli degli uomini" (Sal 44,3), è l'oggetto dell'ammirazione degli Angeli; sopra di Lui si è posata la compiacenza della Santissima Trinità; i doni della grazia posti in Lui sorpassano ciò che è stato accordato a tutti gli uomini ed a tutti gli Spiriti celesti uniti insieme; ma Dio l'aveva destinato alla via della prova, e Gesù, che avrebbe potuto riscattare l'uomo con minore sacrificio, si è immerso volontariamente in un mare di umiliazioni e di dolore per pagare sovrabbondantemente il debito dei suoi fratelli. Quale ne sarà la ricompensa? L'Apostolo ce lo dice: "Si è fatto ubbidiente fino alla morte, e sino alla morte di croce. E perciò Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome, che è al di sopra di ogni altro nome" (Fil 2).

sabato 16 maggio 2026

Il cardinale si oppone al cardinale sulla Fraternità Sacerdotale San Pio X: "Non sono in scisma né in eresia"

Nella nostra traduzione da Remnant. Mentre Roma minaccia ancora una volta lo "scisma" in merito alle imminenti consacrazioni episcopali della Fraternità Sacerdotale San Pio X, una dichiarazione esplosiva di un cardinale di alto rango del Vaticano complica ulteriormente la situazione. In uno scambio di battute del 2008, il cardinale Darío Castrillón Hoyos, all'epoca referente vaticano per i rapporti con la Fraternità, ammise apertamente a Michael Matt che la Fraternità "non era realmente in scisma né in eresia". Questa contraddizione mette in luce le profonde divisioni interne al Vaticano stesso sulla questione della Fraternità.

Il cardinale si oppone al cardinale sulla FSSPX:
"Non sono in scisma né in eresia"


Il cardinale Tucho Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha appena pubblicato una nuova dichiarazione in cui avverte la Fraternità Sacerdotale San Pio X di non consacrare vescovi il 1° luglio 2026, poiché ciò “costituirebbe un atto scismatico” (Giovanni Paolo II, Ecclesia Dei, n. 3) e “l’adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica prevista dal diritto della Chiesa” (ibid., 5c; cfr. Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa, 24 agosto 1996).
Questa foto è stata scattata nel maggio del 2008. Ritrae Sua Eminenza il Cardinale Dario Hoyos, all'epoca a capo della Commissione Ecclesia Dei del Vaticano. Sua Eminenza era il prefetto responsabile di tutto ciò che riguardava l'Ecclesia Dei e gli sforzi del Vaticano per la riunificazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX).

Eravamo a una conferenza stampa organizzata dalla FSSP, quando ho posto a Sua Eminenza la seguente domanda, che è ancora disponibile su EWTN. Nell'estratto che segue, sono io il "giornalista" che pone la domanda al Cardinale Hoyos:

Il vescovo Strickland esorta i sostenitori del movimento pro-vita a "opporsi al male mascherato da bene"

Nella nostra traduzione da Sign of the Cross. Il vescovo Strickland: "Se i vescovi non si alzano, allora devono farlo i fedeli". Qui l'indice degli interventi precedenti.
Il vescovo Strickland esorta i sostenitori del movimento pro-vita
a "opporsi al male mascherato da bene"

Durante un pranzo tenutosi l'8 maggio presso The Club at Pelican Preserve a Fort Myers, in Florida, il vescovo Joseph Strickland ha riflettuto su Isaia 5:20: "Guai a coloro che chiamano il male bene e il bene male, che scambiano le tenebre per luce e la luce per tenebre, che scambiano l'amaro per dolce e il dolce per amaro". Il vescovo Strickland ha osservato che il profeta avverte cui lo ascolta di fare attenzione ai modi in cui il linguaggio viene distorto per cambiarne il significato. Troppo spesso, al giorno d'oggi, il linguaggio viene manipolato, "denigrando il bene ed esaltando il male", aggiungendo: «Il sacro viene deriso e definito malvagio o inutile, mentre il profano viene elevato a simbolo di libertà e opportunità».

La discrasia tra posizione politica e geopolitica dell'Italia

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
La discrasia tra posizione politica e geopolitica dell'Italia

L’Italia rappresenta dal punto di vista geopolitico uno snodo letteralmente centrale tra nord e sud del mondo, tra oriente ed occidente. Per note ragioni storiche, legate alla nascita della civiltà europea intorno al bacino del Mediterraneo, il mondo della politica internazionale ha articolato le sue categorie Nord-Sud, Est-Ovest in un modo peculiare, asimmetrico. In questo contesto storico-geografico l’Italia è il centro fisico del Mediterraneo, luogo di connessione intorno a cui si sono articolati i due principali monoteismi (Cristianesimo e Islam: insieme 4,3 miliardi di persone sul pianeta).

L’eredità latina è stata in effetti essa stessa un’eredità sintetica, capace di incarnare una fusione tra culture europee e mediterranee. Se uno guarda alla lista degli imperatori romani vede imperatori nati nell’odierna Spagna, Algeria, Libia, Siria, Serbia, Libano, Bulgaria, Turchia, Grecia oltre che naturalmente nella penisola italica. Dopo la caduta dell’Impero Romano l’Italia fu il centro del cristianesimo, poi la culla dell’Umanesimo e del Rinascimento, tutte forme di vita che avevano un’ambizione “universalistica”, ma non nel senso dell’universalismo apolide dell’Illuminismo, bensì come sintesi autonoma di diversità.

Cosa non può fare l'IA

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
Cosa non può fare l'IA

Per molto tempo ho riflettuto su come affrontare l'IA. Circolano alcune obiezioni molto valide su questo nuovo mezzo, specialmente per quanto riguarda i minori. Ma in qualche modo questa discussione non sembrava arrivare al nocciolo della questione che, secondo me, è come l'IA stessa, manca di profondità.

So che l'intelligenza artificiale può essere dannosa per i minori, ma può essere terribile anche per gli adulti. C'è qualcosa di profondo e misterioso all'interno di queste applicazioni basate su algoritmi che nessuno comprende appieno. Per una indagine compiuta, l'intelligenza artificiale è inutile. Abbiamo bisogno di qualcosa di personale e umano per comprendere l'aggressività che percepiamo da questa innovazione in rapida evoluzione che sta invadendo ogni aspetto delle nostre vite.

venerdì 15 maggio 2026

Il cardinale Burke celebrerà la Messa solenne pontificale a conclusione del pellegrinaggio di Chartres

Nella nostra traduzione da Sign of the Cross. Il cardinale Burke: "Ringraziamo Dio che tutta la Chiesa stia arrivando ad una comprensione e amore sempre più grandi della Sacra Liturgia". Un numero record di oltre 20.000 pellegrini si è iscritto per partecipare al 44° pellegrinaggio di Chartres. Precedenti a partire da qui.
Il cardinale Burke celebrerà la Messa solenne pontificale
a conclusione del pellegrinaggio di Chartres


Il cardinale Raymond Leo Burke celebrerà quest'anno la Messa solenne pontificale durante il tradizionale pellegrinaggio di Chartres.

Secondo quanto riportato da Advaticanum, il cardinale americano è stato confermato come celebrante della messa conclusiva che si terrà nella cattedrale di Chartres lunedì di Pentecoste.

Quest'anno, per partecipare al 44° pellegrinaggio di Chartres, si è iscritto il numero record di oltre 20.000 pellegrini. Il tema: "Sarete miei testimoni fino ai confini della terra", si concentra sulla missione ed è ispirato dalla rinascita dell'interesse per il cristianesimo in Occidente, soprattutto tra i giovani.

Detective a Venezia: alla ricerca di una strada perduta

Nella nostra traduzione da Italia perennis. Un ulteriore testo dell'autore statunitense affascinato dall'Italia. Precedenti qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui.

Detective a Venezia: alla ricerca di una strada perduta
Un invito a un'indagine veneziana

Appartenente a una delle più celebri famiglie aristocratiche rumene, Elena Văcărescu (1864–1947) divenne, come la principessa Marthe Bibesco (1886–1973) e la contessa Anna de Noailles (1876–1933), una scrittrice di lingua francese molto apprezzata all'inizio del Novecento. Oltre alle sue raccolte di poesie e ai suoi pochi romanzi, le memorie che ci ha lasciato – irresistibilmente affascinanti – sono assolutamente avvincenti.
La galleria di grandi scrittori e artisti che ebbe l'opportunità di incontrare personalmente è davvero impressionante. Per tutti gli amanti della letteratura del XIX e XX secolo, i ritratti che realizzò ispirandosi ai suoi straordinari incontri con Friedrich Nietzsche, Paul Bourget, Henri Bergson, Paul Valéry, James Joyce, Thomas Mann, John Galsworthy e molti altri maestri della parola scritta rimangono indimenticabili. Eppure, tra tutti loro, un posto speciale spetta all'irrequieto e decadente principe Gabriele D'Annunzio (1863-1938).

Problemi con il rito di consacrazione del Novus Ordo

Uno degli elementi non secondari connessi con la controversa decisione della FSSPX. Approfitto per condividere un ricordo. Quando, anni fa, sottoposi i miei dubbi sui cambiamenti della formula dell'ordinazione sacerdotale all'allora superiore della FSSP, mi rispose laconicamente: "noi non siamo rubricisti"... Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

Problemi con il rito di consacrazione del Novus Ordo
Una lettera aperta

In questi tempi tormentati per la Chiesa, non si può tacere mentre le fondamenta del sacerdozio e del Santo Sacrificio sono scosse. Le riforme introdotte sotto Papa Paolo VI non erano piccoli aggiustamenti, ma una ricostruzione radicale dei riti sacri della Chiesa, realizzata, come è noto, con l'assistenza di sei osservatori protestanti, uomini che non condividevano la fede cattolica nella Messa come vero sacrificio né nel sacerdozio come realtà sacramentale.

Sin dall'inizio, sono state sollevate serie obiezioni. I cardinali Alfredo Ottaviani e Antonio Bacci hanno avvertito che il nuovo rito della Messa, il cosiddetto Novus Ordo Missae, era pieno di pericolose ambiguità - insinuazioni contro la fede stessa [vedi]. Hanno sottolineato che la dottrina della Presenza Reale non è più chiaramente espressa, che la natura sacrificale della Messa è oscurata, e che il ruolo del sacerdote si riduce a qualcosa che assomiglia a un ministro protestante. Questi avvertimenti non hanno ricevuto risposta. Sono stati ignorati.

giovedì 14 maggio 2026

Dichiarazione di Fede cattolica rivolta a Sua Santità il papa Leone XIV dalla FSSPX

Dichiarazione di Fede cattolica rivolta a Sua Santità il papa Leone XIV di don Davide Pagliarani Superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Beatissimo Padre,
da più di cinquant’anni la Fraternità San Pio X si sforza per manifestare alla Santa Sede il proprio caso di coscienza davanti ad errori che stanno distruggendo la fede e la morale cattoliche. Purtroppo, ogni discussione intrapresa è stata senza risultato, ogni perplessità espressa senza risposta effettiva. Da più di cinquant’anni, l’unica soluzione veramente presa in considerazione dalla Santa Sede sembra essere quella delle sanzioni canoniche. Con nostro grande rammarico, ci sembra che il diritto canonico sia dunque utilizzato non per confermare nella fede, ma per allontanare da essa.
Attraverso il testo che segue, la Fraternità San Pio X è lieta di esprimerLe filialmente e sinceramente, nelle circostanze attuali, il proprio attaccamento alla fede cattolica, senza nascondere nulla né a Sua Santità né alla Chiesa universale. La Fraternità rimette questa semplice Dichiarazione di Fede nelle Sue mani. Essa ci sembra corrispondere al minimo indispensabile per poter essere in comunione con la Chiesa, per professarci cattolici e dunque figli Suoi. Non abbiamo altro desiderio se non quello di vivere e di essere confermati nella fede cattolica romana.

Gruppo di studio n. 9. Spicca "Il silenzio intorno"

Perché la reazione tiepida dell'episcopato al rapporto più controverso del Sinodo potrebbe rivelare una crisi più profonda all'interno della sinodalità stessa. Qui l'indice degli articoli sul Sinodo

Gruppo di studio n. 9. Spicca "Il silenzio intorno"

Iniziano a vedersi le reazioni di vescovi e cardinali di alto profilo al controverso e profondamente preoccupante rapporto del Gruppo di studio sinodale n. 9. Eppure, forse l'aspetto più rivelatore di questa reazione non è la critica in sé, ma il silenzio.

Negli ultimi giorni, diversi vescovi e cardinali di spicco hanno espresso serie preoccupazioni in merito al rapporto elaborato dal Gruppo di studio del Sinodo sulle "questioni dottrinali, pastorali ed etiche controverse". Il cardinale Müller ha messo in guardia contro una resa implicita a correnti ideologiche fondamentalmente incompatibili con l'antropologia cattolica. Il vescovo Schneider ha descritto alcuni elementi del rapporto con termini che rasentano l'allarme teologico. Il vescovo Strickland lo ha denunciato apertamente come un'emergenza all'interno della Chiesa. Il vescovo Eleganti ha nuovamente sollevato preoccupazioni riguardo alle correnti ideologiche più profonde che circolano nella vita ecclesiale.