Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 10 aprile 2026

Significato da attribuire alla lettera ai vescovi di Francia del card. Parolin

Lettera n. 1353 del 7 Aprile 2026 di Paix Liturgique.
Significato da attribuire alla lettera ai vescovi di Francia del card. Parolin 
 «Vescovi, liberate il Vetus Ordo dalla precarietà»

In occasione dell’assemblea plenaria primaverile della Conferenza Episcopale Francese, tenutasi di recente a Lourdes, il suo presidente, il cardinale Jean-Marc Aveline, aveva chiesto a Sua Santità Papa Leone XIV di inviare un messaggio. È stato il suo Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, ad adempiere a questo compito inviando una lettera a nome del Santo Padre a tutti i vescovi di Francia.

Un anno fa, nella nostra lettera n. 1168, ci siamo soffermati sulle convinzioni del cardinale Parolin. Falso moderato e vero progressista, il cardinale Parolin ha svolto un ruolo chiave nell’elaborazione di Traditionis Custodes. Voci Vaticane gli attribuiscono questa affermazione: «Dobbiamo porre fine a questa messa per sempre!», mentre il cardinale Segretario di Stato evocava il destino della messa di San Pio V, giocando sul suo appellativo di «messa di sempre» nel mondo tradizionale.

Il vescovo Barron, Giuda e il problema che non stiamo affrontando

Nella nostra traduzione da Substack.com. Quando la speranza si trasforma in presunzione, la missione della Chiesa comincia ad affievolirsi.
Il vescovo Barron, Giuda e il problema che non stiamo affrontando

Sono un grande ammiratore del Vescovo Barron. L'ho incontrato di persona due volte. Apprezzo molto il suo impegno nella cultura. Il suo metodo ha portato il Vangelo a moltissime persone e la sua prospettiva è quella di farlo attraverso i valori trascendentali della bontà, della bellezza e della verità, il che, a mio avviso, funziona davvero.

Al momento sta ricevendo molte critiche e, in un certo senso, suppongo che questo sia una conseguenza inevitabile del mettersi in gioco e portare la fede cattolica nel mondo in un modo che pochi hanno il coraggio di fare.

Il vescovo Barron non è una figura marginale le cui parole possano essere liquidate come eccentriche. È uno dei comunicatori cattolici più efficaci dell'era moderna, con un apostolato mediatico globale, milioni di seguaci, libri di successo e una comprovata capacità di portare la tradizione intellettuale della Chiesa nella sfera pubblica. Credo che ogni volta che parliamo di qualcosa che ha detto, dobbiamo tenere a mente questi fatti. Tuttavia, è proprio per questo motivo che le domande sull'enfasi e sul giudizio nel suo lavoro sono importanti. Non sto affatto affermando di avere la capacità intellettuale per confrontarmi con il vescovo Barron. So di non averla. Ma, in quanto persona che ama e ammira sinceramente il suo lavoro, credo di avere delle valide ragioni per porre alcune domande.

giovedì 9 aprile 2026

Non l’arma del mondo ma quella che riconduce ogni cosa al Cuore di Dio

Non l’arma del mondo ma quella
che riconduce ogni cosa al Cuore di Dio


Stavo parlando con mia madre al telefono, e nella sua voce si percepiva qualcosa che andava oltre le parole: una preoccupazione silenziosa, profonda, per la situazione che stanno vivendo i Paesi vicini alla guerra (come il Pakistan). Non era timore, ma quello sguardo vigile che solo una madre sa avere, capace di portare nel cuore il peso del mondo senza mai perdere la fede.

Prima di chiudere la chiamata, ha fatto ciò che ha sempre fatto: mi ha benedetta. Anche a distanza, quella benedizione è arrivata come un velo di pace, come una protezione posata sulla mia casa. Ha pregato per me e per la mia famiglia, affidandoci a Dio con quella semplicità che nasce da una fede vissuta e provata e io ho pregato per lei, perché l’amore vero non trattiene, ma restituisce sempre a Dio ciò che riceve.

Non c’era bisogno di aggiungere altro. Nel silenzio che è seguito, abbiamo compreso entrambe cosa dovevamo fare. Prima di dormire, avremmo pregato il Rosario.

Il vescovo Strickland critica duramente Trump per la minaccia di Pasqua contro l'Iran.

Nella nostra traduzione da Lifesitenews. In una dichiarazione apparsa sul suo account X, il vescovo Joseph Strickland ha scritto: "Non si tratta di condanna. Si tratta di invitare tutte le persone, specialmente quelle in posizioni di influenza, a uno standard più elevato, degno del nome di Cristo". Il messaggio di Pasqua a cui riferisce nel primo paragrafo è disponibile qui (Traduzione in nota). Qui l'indice dei precedenti interventi. 

Il vescovo Strickland critica duramente Trump per la minaccia di Pasqua contro l'Iran, che dice "Sia lodato Allah". 

Negli ultimi giorni, un messaggio pasquale del presidente Donald Trump ha attirato l'attenzione, non per la chiarezza con cui ha proclamato la Resurrezione di Gesù Cristo, ma per il linguaggio sconsiderato, irriverente e teologicamente confuso.

È un problema che va affrontato, non per ragioni politiche, ma per ragioni di verità.

I CORPI SOCIALI INTERMEDI. IX Convegno nazionale su San Tommaso e la DSC

Riprendo dall'Osservatorio card. van Thuân qui.
I CORPI SOCIALI INTERMEDI.
IX Convegno nazionale su San Tommaso e la DSC


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La Dottrina sociale della Chiesa ha, sin dalla propria origine, un legame fondamentale con la filosofia-teologia di san Tommaso d’Aquino. Non è cioè possibile pensare la DSC fuori dal realismo gnoseologico-metafisico di cui l’Aquinate è sommo maestro.

La DSC vive delle categorie morali-politiche-giuridiche di san Tommaso e della Scolastica tomista, categorie e concetti che il Magistero ha riconosciuto come espressive di una verità perenne naturale-soprannaturale e ha fatto proprie elevandole a patrimonio della Dottrina cattolica.

Con questa consapevolezza papa Leone XIII, il Papa della Rerum novarum considerato l’iniziatore della DSC, indicò in san Tommaso d’Aquino il maestro del fare filosofia e teologia nella Chiesa dando così rinnovato impulso allo studio delle opere di san Tommaso. Da ciò venne quel grande fenomeno culturale che fu il neo-tomismo otto-novecentesco.

Negli ultimi sessant’anni si è assistito, invece, ad un sempre più marcato allontanamento della teologia e della cultura cattolica in genere dal pensiero del Dottore Comune e dalla filosofia-teologia tomista. Ciò ha avuto enormi ricadute, negative, anche sulla Dottrina sociale.

mercoledì 8 aprile 2026

C’è una pericolosa deriva religiosa tra i “Maga”: si credono in missione per conto di Dio

Stiamo assistendo alla apostasia (forse inconsapevole) di milioni di cristiani USA che, di fatto, divengono talmudisti. Il consigliere spirituale di Pete Hegseth, il reverendo Doug Wilson, raccomanda il Talmud come strumento per i cristiani per comprendere meglio la Bibbia. L’“evangelismo” protestante di stampo Wilson è talmudico. Hegseth, l’assassino di massa di civili iraniani, è un esempio lampante di come il Talmud — venga strumentalizzato dal sionismo – in azione. Lo dimostrano le notizie ANSA riprese di seguito.

C’è una pericolosa deriva religiosa tra i “Maga”:
si credono in missione per conto di Dio


(ANSA) Il pastore nazionalista Doug Wilson che include nelle sue prediche l’obbligo delle mogli a sottomettersi ai mariti, ha guidato una cerimonia religiosa al Pentagono su invito del ministro della guerra Pete Hegseth. Un’immagine di Hegseth che prega accanto a Wilson è stata diffusa sui social del ministero.

Il pastore, che si definisce un “paleo confederato”, insegna anche che le donne non dovrebbero andare a votare e che la Bibbia offre “solide fondamenta” per giustificare la schiavitù.

Pellegrinaggio dal 25 al 27 aprile al Sacro Speco di San Benedetto (Subiaco)

È importante perché diventa la versione italiana di eventi come Covadonga, Chartres et alia (link ai precedenti nel testo) che mobilitano sempre più fedeli cattolici in prevalenza giovani. Vedi in calce come sostenere l'organizzazione.

Pellegrinaggio dal 25 al 27 aprile
al Sacro Speco di San Benedetto (Subiaco)


"Oggi l’Europa è alla ricerca della propria identità. Per creare un’unità nuova e duratura, sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente, altrimenti non si può ricostruire l’Europa." Papa Benedetto XVI 
Ho appreso del pellegrinaggio frequentando la Messa antiquior in Sant'Anna al Laterano nel cui ambito è sorto il Capitolo italiano per Covadonga Salus Populi fidelis. L'iniziativa nasce nell'ambito del nostro gruppo giovani. 
I dettagli organizzativi,  oltre che dalle informazioni contenute nell'intervista riportata di seguito, potranno essere attinti dal sito NSC Italia che contiene tutte le informazioni utili per chi voglia partecipare.

Per iscriversi qui

Come è nata l'idea del primo pellegrinaggio del NSC in Italia? Chi sono gli organizzatori?
L’idea del pellegrinaggio è nata dopo che, insieme ad altri giovani, abbiamo partecipato all’omonimo pellegrinaggio di NSC-España, da Oviedo a Covadonga [qui e precedenti]. Dopo quel lungo cammino di tre giorni, vissuto insieme a tanti altri giovani cattolici tradizionali, sulle orme degli eroi della Reconquista e benedetti dalla Santa Messa antica, abbiamo deciso che quel bellissimo modo di evangelizzazione — il cammino di fede, che per millenni ha convertito i cattolici di tutta Europa — dovesse nascere anche in Italia, e in particolare a Roma. Gli organizzatori siamo io (Giacomo Mollo) e un altro ragazzo (Nicolò Toppi), entrambi laici che frequentano la Messa tradizionale, supportati però da un bel gruppo di giovani volontari.

Doppie vite nella "Piazza pubblica nuda"

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing. È Quaresima,  meditiamo.
Doppie vite nella "Piazza pubblica nuda"

Pesce e pane eucaristico (dettaglio di un affresco murale del III secolo), Catacombe di San Callisto, Cripta di Lucina, Roma [fonte: Wikipedia]

Prendo la metropolitana per andare al lavoro. Mi piace perché mi dà del tempo indisturbato per fare diverse cose. Leggere. Riesco a finire almeno due libri al mese. Scrivere. Alcune di quelle recensioni di libri le abbozzo sulla linea arancione. Pregare. Il tragitto per andare al lavoro può essere un'ottima occasione, anche di 20 minuti, per la preghiera silenziosa.
Di recente, guardandomi intorno e osservando gli altri passeggeri, mi sono chiesto quanti altri avrebbero potuto impiegare il proprio tempo in modo simile. E questo mi ha fatto pensare alla "piazza pubblica nuda" di Richard John Neuhaus.

martedì 7 aprile 2026

La Francia, la Messa antiquior e la strategia silenziosa di Papa Leone

Il messaggio ai vescovi francesi suggerisce che Roma stia sperimentando un nuovo approccio a un problema che non ha ancora risolto. Si intrecciano le visuali sul recente messaggio del papa [qui]. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

La Francia, la Messa antiquior e la strategia silenziosa di Papa Leone

Ci sono momenti in cui un breve messaggio vaticano rivela di più sulla direzione intrapresa rispetto a un documento di grande portata. L'intervento di Papa Leone XIV alla recente assemblea dei vescovi francesi (immagine a lato) è uno di questi momenti.
È stato interpretato, comprensibilmente, come un ammorbidimento dei toni nei confronti dei cattolici legati alle forme liturgiche più antiche. Pur non ritenendo questa interpretazione errata, credo che sia incompleta. Ciò che sta iniziando a delinearsi è qualcosa di più ponderato e, a suo modo, più significativo.

La vita di Cristo è la vita della Chiesa

La vita di Cristo è la vita della Chiesa
Peter Kwasniewski

Il grande scrittore inglese Monsignor Robert Hugh Benson credeva che, poiché la Chiesa è il Corpo di Cristo esteso nel tempo e nello spazio, la vita della Chiesa, così come si dispiega nel corso della storia, debba seguire il modello della vita terrena di Cristo. La sua vita divino-umana è il modello della sua stessa origine, crescita e destino, poiché Egli ha vissuto la sua vita in forma concentrata e tesse di nuovo l'arazzo dei suoi misteri con il passare di ogni secolo. Se la Chiesa è la sposa di Cristo, godrà di una perfetta unione non solo con il suo ingresso trionfale a Gerusalemme e la sua gloriosa risurrezione, ma anche con le sue sofferenze, la sua passione e morte in croce. Cristo è il microcosmo e la sua Chiesa, nel suo cammino attraverso la storia, è il macrocosmo che rispecchia la sua missione terrena.

Cristo nacque in un ambiente umile, figlio di una vergine, protetto da un tutore; la Sua Chiesa nasce dall'umile trono della Croce, opera del Sommo Sacerdote vergine, avvolta da un velo protettivo dalla Sua Madre.

In Illo tempore: la domenica di Pasqua

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente [qui].

In Illo tempore: la domenica di Pasqua

La Chiesa, nella sua antica saggezza, compie qualcosa di straordinario in questa grandissima festa. Dopo l'oscura austerità della Quaresima, dopo la lunga privazione di ornamenti e consolazioni liturgiche, dopo il silenzio, la quiete e l'oscurità del sepolcro, ci propone la mattina di Pasqua un'Epistola che risplende di teologia pasquale e al tempo stesso taglia come un bisturi. La Stazione Romana si svolge a Santa Maria Maggiore, la grande basilica della Madre di Dio, e lì, con la gioia della Risurrezione che risuona nelle nostre orecchie, la Santa Chiesa ci invita ad ascoltare Paolo che dice: "Togliete via il vecchio lievito".
“Buona Pasqua! Eliminate il lievito!”

lunedì 6 aprile 2026

“Non Voluta dal Signore”. L’Ordinario Militare USA Broglio Dichiara Ingiusta la Guerra contro l’Iran.

Provvidenzialmente c'è chi ha il coraggio di parlar chiaro nonostante molti nella gerarchia (in questo caso escluso il papa) tacciano o dicano il contrario. Negli USA l’arcivescovo militare ha detto alle truppe cattoliche di “fare il meno danno possibile” e ha rimproverato Pete Hegseth per aver invocato Gesù dalla sala stampa del Pentagono. L’intervista andrà in onda la mattina di Pasqua sulla CBS.

“Non voluta dal Signore” — L’arcivescovo militare Broglio
dichiara ingiusta la guerra contro l’Iran.

Christopher Hale

L’arcivescovo Timothy Broglio, a capo dell’arcidiocesi per i servizi militari e uno dei prelati cattolici più conservatori degli Stati Uniti, ha dichiarato ingiusta la guerra contro l’Iran durante un’intervista al programma “Face the Nation” della CBS, che andrà in onda la domenica di Pasqua.

Ha dichiarato a Ed O’Keefe che i militari cattolici non sono moralmente obbligati a obbedire a ogni ordine in un conflitto che non soddisfa i criteri di guerra giusta della Chiesa, e che l’invocazione di Gesù Cristo da parte del Segretario alla Difesa Pete Hegseth per giustificare la guerra è “problematica”.

20 aprile. Convegno sulla Condizione dei cristiani e libertà religiosa nella Cina di Xi Jimping

Volentieri condivido l'avviso che segue: un'ottima occasione per approfondire, ma soprattutto per partecipare. Può essere utile consultare qui l'indice dei precedenti sulla questione Sino/Vaticana

La S.V. è invitata a partecipare al Convegno che si terrà nel Senato della Repubblica -- presso la Sala Zuccari (Palazzo Giustiniani) in Via della Dogana Vecchia 29 – Roma

Lunedì 20 aprile 2026, dalle ore 16


sul seguente tema:
IL MARTIRIO DELLA PAZIENZA
Condizione dei cristiani e libertà religiosa nella Cina di Xi Jimping

Si prega la S.V. di confermare entro pochi giorni la gradita presenza, che dovrà essere registrata nella lista ufficiale degli invitati, inviando un messaggio whatsapp al seguente numero:
+39 371 15 63 127

oppure inviando una e-mail ad uno dei seguenti indirizzi:
luigitrisolino.roma3@hotmail.it
info@libreriadelsalento.it

È gradita la presenza di Vostri accompagnatori e amici, i cui nomi e cognomi potete comunicare ai suddetti recapiti per l’inserimento nella lista degli invitati.

Lunedì dell'Angelo / Feria secunda infra Octavam Paschae

Feria secunda infra Octavam Paschae

In questo fulgido giorno che la pietà dei secoli ha consacrato come il Lunedì dell'Angelo ma che la sacra Liturgia nomina con la solennità di Feria seconda entro l'Ottava, l'anima cristiana è chiamata a sostare in una adorazione profonda e silenziosa davanti al mistero della Risurrezione che non si esaurisce nel fulgore della domenica, ma si distende, come un raggio di luce purissima attraverso un prisma, per otto giorni di ininterrotta gloria.
La sacralità dell'ottavario di Pasqua costituisce, nel rito antico, un'unica, grande festa, un "tempus acceptabile" in cui il tempo umano sembra sospendersi per partecipare all'eternità del Risorto; ogni giorno dell'Ottava è un riflesso dell'unica Pasqua, una sosta necessaria affinché il fedele possa assimilare la grandezza del trionfo di Cristo sulla morte.

Mons. Strickland a sostegno di Carrie Prejean Boller

Il Messaggio che segue è apparso sul social network X del vescovo emerito di Tyler, Texas, monsignor Joseph Strickland a sostegno di Carrie Prejean Boller, espulsa dalla Commissione per la libertà religiosa dell’amministrazione Trump per essersi rifiutata di sottomettere la sua fede cattolica alla deriva sionista. Sul problema delle accuse di antisemitismo si era già pronunciato [vedi].  Qui l'indice dei precedenti interventi del vescovo che non tace.

Mons. Strickland a sostegno di Carrie Prejean Boller

Nei giorni scorsi sono venuto a conoscenza della rimozione della signora Carrie Prejean Boller dalla Commissione presidenziale per la libertà religiosa, insieme alle accuse pubbliche che ne sono seguite. Dopo aver esaminato la sua versione dei fatti e le circostanze che circondano questa vicenda, ritengo necessario esprimermi con chiarezza.

La signora Boller è stata trattata ingiustamente. Una donna cattolica, parlando in coscienza e in fedeltà agli insegnamenti della Chiesa, è stata pubblicamente criticata e rimossa dal suo incarico, senza che sia stata fornita alcuna motivazione chiara e fondata. Tale mancanza di trasparenza non rende giustizia. Danneggia la reputazione e mina la fiducia.

domenica 5 aprile 2026

Dalla Croce Gesù non poteva scendere e ha lasciato agli apostoli la Sacra Sindone

Dalla Croce Gesù non poteva scendere
e ha lasciato agli apostoli la Sacra Sindone


Il telo di lino più studiato del mondo distingue due tipi di studiosi: gli uni si accorgono ogni volta di più del mistero, i secondi asseriscono di aver capito che -come reliquia di Cristo- si tratta di un imbroglio, portando a sostegno delle fantasiose riproduzioni del telo sindonico, che però non riproducono mai del tutto l’originale.
A dispetto del recente progresso tecnologico la sindone rimane irriproducibile, pur offrendo numerosi appigli per i tentativi di simulare questo o quella sfumatura o di screditare questo o quel particolare.

L’uomo della sindone risponde perfettamente a ogni dettaglio della morte e resurrezione di Gesù Cristo descritta dai vangeli e già questo dovrebbe far riflettere: c’è molto sangue del gruppo sanguigno AB di un uomo adulto con segni di flagellazione sul corpo, segni circolari di ferite acuminate sul capo, ferite profonde a mani e piedi, una grande al costato, più il segno di un peso che ha gravato, sfregandoli, sulla parte alta del dorso e le spalle.

L’origine del disastro liturgico-musicale. Settima parte: La Santa Pasqua

Tra gli scopi degli articoli dedicati al Gregoriano, vi è principalmente quello di mostrare quanto l’oblio del canto gregoriano abbia significato, in primis, un abbandono di teologia e dottrina cattoliche. Proseguo, quindi, in questo intento col testo che segue, stralciato da una serie di articoli di Mattia Rossi qui. Qui l'indice degli articoli sulla Musica sacra.

L’origine del disastro liturgico-musicale. Settima parte: La Santa Pasqua 

La Pasqua è, per antonomasia, il tempo dell’alleluia. Tale canto, che letteralmente significa “lodate Dio” (allelu, lodate + Yah, contrazione del tetragramma sacro), nei primi manoscritti compare come canto precedente il vangelo riservato solamente al giorno di Pasqua. Venne poi esteso a tutto il tempo pasquale e, ai tempi di Gregorio Magno, a tutte le domeniche dell’anno, fatta eccezione per la Quaresima.

Storicamente, il carattere dell’alleluia era di “preparazione” alla lettura evangelica seguente (come il graduale era di “meditazione” sulla lettura precedente). Da un punto di vista compositivo, invece, soprattutto nella struttura del versetto, esso si presenta come brano molto ornato e di natura virtuosistica, ben lontano dall’“acclamazione” come è (erroneamente e antistoricamente) inteso oggi.

Questo, per inciso, dimostra quanto del tutto illogica, oltre che nefasta, fu la riforma di Bugnini & Montini: ad oggi, infatti, all’interno della “messa” Novus Ordo, è del tutto naturale considerare l’alleluia un’acclamazione e non un vero e proprio canto tanto da esser stato praticamente ridotto ad un breve intervento o ritornellino il più delle volte privo del versetto. Il “messale” montiniano ha tolto, in sostanza, la funzione liturgica propria dell’alleluia di canto interlezionale prima del vangelo.

Il Santo Giorno della Pasqua

Trovate qui il proprio e qui l'Ordinario della Santa Messa. Alcuni precedenti qui e, ricordando il gregoriano, qui - qui

Il Santo Giorno della Pasqua

Al mattino


La Risurrezione di Cristo.
Le lunghe ore della notte dal Sabato alla Domenica sono ormai trascorse ed il sorgere del giorno si avvicina. Maria, col cuore oppresso, attende con paziente coraggio il momento che le restituirà il Figlio. La Maddalena, con le sue compagne, ha vegliato tutta la notte e non tarderà molto ad incamminarsi verso il sepolcro. Dal fondo del Limbo, lo spirito del divin Redentore si appresta a dare il segnale della liberazione a quelle miriadi di anime giuste, prigioniere da sì lungo tempo, e che ora lo circondano di tutto il loro rispetto, di tutto il loro amore. La morte si libra silenziosa sul sepolcro ove ha racchiuso la sua vittima. Da quel giorno lontano, in cui essa divorò Abele, inghiottì innumerevoli generazioni: ma giammai aveva ghermito tra i suoi lacci una sì nobile preda. Mai come allora la sentenza del Paradiso Terrestre si era così spaventosamente adempiuta; e mai, pure, nessuna tomba aveva visto fallire le sue speranze con una smentita altrettanto crudele. Più di una volta la potenza divina le aveva involato le sue vittime: il figlio della vedova di Naim, la figlia del capo della Sinagoga, il fratello di Marta e di Maddalena, le sono stati rubati; ma essa li attende alla loro seconda morte. V'è un altro, però, di cui fu scritto: "Io sarò la tua morte, o morte; sarò la tua rovina, o sepolcro" (Osea 13, 14).

Buona e Santa Pasqua 2026

In questo travagliato momento storico, che ci vede segnati da dure prove, personali e collettive, su molti fronti, il nostro unico aiuto è nel Signore Risorto!

Buona e Santa Pasqua
Haec dies, quam fecit Dominus. Alleluia 
 Exultemus et laetemur in ea. Alleluia



Exsultet iam Angelica turba caelorum:
exsultent divina mysteria:
et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris.
Gaudeat et tellus tantis irradiata fulgoribus:
et aeterni Regis splendore illustrata,
totius orbis se sentiat amisisse caliginem.
Laetetur et mater Ecclesia,
tanti luminis adornata fulgoribus:
et magnis populorum vocibus haec aula resultet.

sabato 4 aprile 2026

Mons. Viganò Ecce Rex tuus veniet / Omelia nella Domenica II di Passione, o delle Palme

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Ecce Rex tuus veniet
Omelia nella Domenica II di Passione, o delle Palme

Exsulta satis, filia Sion;
jubila, filia Jerusalem:
ecce rex tuus veniet tibi justus, et salvator:
ipse pauper, et ascendens super asinam
et super pullum filium asinæ.
Esulta grandemente, o figlia di Sion;
giubila, o figlia di Gerusalemme:
ecco, a te viene il tuo re, giusto e salvatore;
egli è povero, e cavalca sopra un’asina
e sopra un puledro figlio di asina.
Zc 9, 9
La Domenica delle Palme commemora l’ingresso trionfale del Re-Messia a Gerusalemme, ossia il mistero liturgico in cui la Santa Chiesa contempla il compimento delle profezie regali dell’Antico Testamento nella Persona di Cristo Signore.

Essa non è mera commemorazione storica, ma atto di fede nella Regalità di Gesù, Re umile e vittorioso, che entra nella Città Santa per consumare la Sua Passione e aprire a noi le porte del Regno eterno. Ma rimane pur sempre un fatto storico, testimoniato da quanti, quel giorno, assistettero alla cerimonia di incoronazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Secondo il rituale descritto nel Primo Libro dei Re (1Re 1, 32-40), Davide morente ordina che il figlio Salomone sia consacrato re, fatto montare sulla mula del re Davide (simbolo di pace e successione legittima, non di guerra), condotto alla fonte di Gihon (che si trova ai piedi del Monte degli Ulivi), unto con l’olio sacro dal sacerdote Sadoc e dal profeta Natan. Egli prescrive che si suoni la tromba e il popolo acclami Salomone come re. La processione del nuovo sovrano entra in Gerusalemme tra grida di giubilo, con il popolo che suona flauti e la città che «risuona di clamore» (ibid., 45). Questo rito doveva manifestare in figura il nuovo re come unto del Signore (Messia), legittimo successore davidico, portatore di pace.

Aprile 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Pavia

Cari Amici ed Amiche,
giunga innanzitutto a voi il cordiale augurio di una buona e santa Pasqua! Il Signore risorto doni pace ai nostri cuori e al mondo intero.
Ecco a voi il calendario delle celebrazioni del mese di aprile:
- domenica 5 aprile ore 10,00: DOMENICA DI PASQUA - RESURREZIONE DEL SIGNORE e BENEDIZIONE DELLE UOVA portate dai fedeli;
- lunedì 6 aprile ore 10,00: LUNEDÌ DI PASQUA;
- domenica 12 aprile ore 10,00: DOMENICA IN ALBIS;
- venerdì 17 aprile ore 18,15: Messa votiva del Sacro Cuore
- domenica 19 aprile ore 10,00: II DOMENICA DOPO PASQUA;
- domenica 26 aprile ore 10,00: III DOMENICA DOPO PASQUA.
È possibile scaricare e leggere l’Ordinario della Santa Messa al seguente link:
- ORDINARIO DELLA SANTA MESSA.
La Santa Messa si celebra nella chiesa di San Luca, corso Garibaldi 59, Pavia.

Salve festa dies

Salve festa dies è un inno nel quale si celebra la Pasqua cristiana (festa dies), con la Resurrezione di Gesù. La tradizione lo attribuisce al poeta latino Venanzio Fortunato, che l'avrebbe scritto prima dell'anno 609. In tal caso sarebbe uno dei più antichi canti tramandati. L'inno (in realtà si tratta di brani scelti dal poema più ampio), non è incluso nella liturgia obbligatoria ma viene cantato durante il rito processionale introduttivo della Messa nella giornata di Pasqua.
La poesia religiosa più famosa di Venanzio Fortunato si trova in tre inni in onore della Croce (Vexilla Regis qui, Pange lingua, gloriosi qui e Crux benedicta nitet) e nel poema da cui è tratto questo inno.

I segnali di Papa Leone riguardanti la Messa Tradizionale

Nella nostra traduzione da El Wanderer l'ennesima riflessione sugli ultimi messaggi riguardanti la Messa antiquior, che acquista rilevanza in virtù dell'autore, Joseph Shaw, presidente della Federazione Internazionale Una Voce. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. 

I segnali di Papa Leone riguardanti la Messa Tradizionale
Joseph Shaw, presidente della Federazione Internazionale Una Voce

Il 18 marzo, il cardinale Parolin si è rivolto a una riunione plenaria dei vescovi francesi con una lettera contenente un messaggio – o una serie di messaggi – di Papa Leone. La lettera esortava i vescovi a difendere le scuole cattoliche e a non trascurare l'attenzione da dedicare ai sacerdoti colpevoli di abusi, e affrontava anche la questione della Messa tradizionale in latino.
«Cari fratelli, intendete affrontare il delicato tema della liturgia, al quale il Santo Padre dedica particolare attenzione, nel contesto della crescita delle comunità legate al Vetus Ordo. È preoccupante che nella Chiesa persista una ferita dolorosa riguardo alla celebrazione della Messa, sacramento stesso dell'unità. La sua guarigione richiede una rinnovata apertura reciproca, con una più profonda comprensione delle sensibilità altrui: una prospettiva che permetta ai fratelli, arricchiti dalla loro diversità, di accogliersi a vicenda nella carità e nell'unità della fede. Che lo Spirito Santo vi ispiri soluzioni concrete che includano generosamente coloro che sono sinceramente legati al Vetus Ordo, in armonia con le linee guida del Concilio Vaticano II sulla liturgia».

venerdì 3 aprile 2026

Aprile 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Bergamo

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di aprile celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.

In particolare segnalo celebrazioni di giovedì 2 aprile, alle ore 20:00 (Messa vespertina In Cena Domini),
venerdì 3 aprile, alle ore 20:00 (Solenne azione liturgica della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo),
sabato 4 aprile, alle ore 21:00 (Messa solenne della veglia pasquale)
lunedì 6 aprile, alle ore 9:30 (Lunedì di Pasqua);
(Vedi infra calendario con ordinario e propri da scaricare)

Venerdì Santo/ “Pange Lingua gloriosi”, conosciuto anche come “Crux fidelis”

Un inno composto da Venanzio Fortunato (530-609) dal titolo “Pange Lingua gloriosi”, conosciuto anche come “Crux fidelis” (da non confondere con il “Pange Lingua” eucaristico qui di San Tommaso d'Aquino) cantato durante il Tempo di Passione e il Venerdì santo, mette in rilievo lo splendore della Croce, unico albero nobile, di cui nessuna selva è in grado di produrne uno simile.
In un passaggio di grande spessore teologico, l’Inno sottolinea che «il Creatore stesso destinò un legno, per porre rimedio ai danni venuti dal legno».
Il confronto è tra l’albero della conoscenza del bene e del male posto nel paradiso terrestre e la Croce, vero albero che dà vita.
Colui che fece tutte le cose, addolorato per il peccato del primo genitore, che mangiando il frutto proibito cadde nella rovina della morte, ordinò che con un nuovo albero e con l’obbedienza fino alla morte di Croce, il nuovo Adamo, Cristo, vanificasse l’astuzia di satana e ci donasse la vita.

Note sulla "Preghiera per gli ebrei" del Venerdì Santo

Oggi, Venerdì Santo, rispolvero un testo, sepolto tra i tanti, sia per i nuovi lettori che per ripescare temi che giova a tutti noi riportare alla memoria e approfondire. Sul Venerdì Santo, trovate da meditare qui - qui. Sulla questione di fondo ricordo il mio piccolo saggio: La Dottrina della sostituzione della Sinagoga con la Chiesa è stata modificata con quella delle due salvezze parallele” [qui]
Note sulla "Preghiera per gli ebrei" del Venerdì Santo

Secondo il messale tridentino di San Pio V la preghiera universale del Venerdì santo consisteva di nove orazioni: si pregava per la Chiesa, per il papa, il clero, i governanti, i catecumeni, gli eretici, gli ebrei, i pagani e tutti coloro che si trovano in pericolo o povertà. Mentre in tutte le altre preghiere l'orazione terminava con la genuflessione (flectamus genua) e con una preghiera, questa formula non era prevista nell'orazione per gli ebrei: "Non si risponde Amen, non si dice Oremus né Flectamus genua (nota 2), né Levate".
Le grandi intercessioni con il loro linguaggio crudo (così diverse dagli omogeneizzati del messale di Paolo VI) hanno affermato con forza la fede della Chiesa primitiva nell’unico Redentore dell’umanità — non nel paese delle favole, ad Abu Dhabi (vedi), nel mondo dell’interreligiosità e dell’ecumenismo postconciliare (qui):

Avvicinatevi al banchetto nuziale del cielo.

Breve riflessione quaresimale di Peter Kwasniewski su Pelican+.
Avvicinatevi al banchetto nuziale del cielo.
Lo scopo della vita cristiana non è la sofferenza, ma la gioia nella presenza di Dio.

Una delle peggiori distorsioni perpetrate sui santi, sia da autori "pii" che da nemici della Chiesa, è che i santi fossero un gruppo cupo, curvi sotto il peso di austere penitenze, che bandivano la luce del sole dalle loro stanze, chiusi alla gioia, alle risate e alla spensieratezza.

Chiunque conosca i santi, o chiunque abbia incontrato una persona santa, non li riconoscerebbe mai in una simile descrizione. Anzi, uno dei segni necessari per la canonizzazione è proprio la gioia di vivere!

giovedì 2 aprile 2026

Li amò sino alla fine

«Ante diem autem festum Paschae, sciens Iesus quia venit eius hora, ut transeat ex hoc mundo ad Patrem, cum dilexisset suos, qui erant in mundo, in finem dilexit eos».

«Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta l'ora sua di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine». (Gv 13, 1)

L'Ufficio delle Tenebre non è un semplice rito

Col Mattutino di oggi, Giovedì Santo, la Chiesa si appresta a vivere i misteri più alti e profondi della nostra Fede. Per questa ragione essa, nella sua saggezza millenaria, rappresenta plasticamente l'intima compenetrazione a tali misteri recitando le Ore canoniche con una solenne austerità. Tale rito è riassunto nel cosiddetto Ufficio delle Tenebrae. Precedente Le ore liturgiche del Giovedì Santo qui.

L'Ufficio delle Tenebre non è un semplice rito

Nella sacra e austera penombra che avvolge la navata, mentre il sole del Mercoledì Santo declina e le ombre si allungano come dita silenziose tra le colonne, la Chiesa si dispone a celebrare uno dei riti più densi di mistico tremore: l’Ufficio delle Tenebre.
Non è una semplice recita di Salmi, ma un dramma liturgico che rapisce l’anima e la conduce fin dentro il Getsemani, ai piedi di quel Redentore che si avvia, solo e tradito, verso il sacrificio estremo. L’Ufficio che nel Messale e nel Breviario del rito antico comprende i Mattutini e le Lodi degli ultimi tre giorni della Settimana Maggiore, affonda le sue radici nei secoli più remoti della pietà cristiana. Storicamente esso nacque come l’ufficiatura notturna dei monaci e del clero, celebrata nelle ore piccole prima dell’alba; tuttavia, per permettere al popolo dei fedeli di unirsi a questo pianto liturgico, si diffuse l’uso di anticiparlo alla sera precedente. Ecco perché il Mercoledì sera, mentre il tradimento di Giuda si consuma nell’oscurità dei cuori, la Chiesa inizia a cantare le lamentazioni del profeta Geremia, le cui note gravi sembrano sgorgare dalle viscere stesse della terra.
Al centro di questo rito sta la saetta o tenebrario, l’austero candeliere triangolare che regge quindici candele di cera gialla, opaca e grezza, simbolo dei profeti e dei discepoli. Una dopo l’altra, al termine di ogni salmo, una mano invisibile spegne una luce, finché l’oscurità non avanza implacabile.
Questo spegnimento progressivo non è un mero esercizio estetico, ma la narrazione visiva del deserto che si fece attorno a Cristo: l’abbbandono degli apostoli, il rinnegamento di Pietro, il trionfo apparente delle tenebre sul mondo. Solo l’ultima candela, quella sommitale, rimane accesa: essa rappresenta la Divinità di Cristo che, pur morendo nell’umanità, rimane eterna e sfolgorante.
* * *
Di seguito il commento di Gianni Morcellini:
L'Ufficio delle Tenebre non è un semplice rito, ma un vero "thriller liturgico" che bypassa la razionalità per colpire direttamente l'inconscio.
In un mondo saturo di stimoli visivi e acustici, questo antico rito opera per sottrazione: toglie la luce, la compagnia, fino a lasciarti solo nell'oscurità totale della chiesa.
È una performance sacra dove il tempo si dilata e il mistero diventa tangibile, quasi fisico, attraverso il contrasto brutale tra la dolcezza malinconica del canto gregoriano e il fragore violento e improvviso dello strepitus finale (ultimi 3 minuti del video del link qui).
Chi è abituato ad una partecipazione attiva fatta di parole e gesti trova qui una sfida radicale: restare fermi e silenti, mentre il mondo intorno sembra spegnersi candela dopo candela.
Non è un reperto archeologico, ma una precisa tecnica spirituale progettata per far vibrare le corde più profonde dell'animo umano, trasformando la Settimana Santa in un'esperienza multisensoriale ineguagliabile.
È il fascino dell'ombra che, paradossalmente, permette di vedere molto più chiaramente ciò che conta davvero. (G.Morcellini)

Dopo 14 anni Leone XIV ripristina la tradizione del Giovedì Santo della lavanda dei piedi ai sacerdoti

Era ora! Leone XIV ripristinerà il tradizionale "Mandatum" nella Basilica di San Giovanni in Laterano, lavando i piedi a dodici sacerdoti, annullando così – sia pure solo con la prassi – le modifiche apportate sotto il pontificato di Francesco che prevedevano la partecipazione anche dei laici persino di altre fedi, comprese le donne. Alcuni precedenti qui - qui - qui.

Dopo 14 anni Leone XIV ripristina la tradizione del Giovedì Santo
della lavanda dei piedi ai sacerdoti


Il 15 gennaio, la Prefettura della Casa Pontificia annunciava l'intenzione di Papa Leone di celebrare la Messa della Cena del Signore nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Anche questa tradizione era stata interrotta da Papa Francesco, che aveva scelto di celebrare la Messa del Giovedì Santo in luoghi alternativi come carceri e centri di accoglienza per migranti.
Il 1° aprile ll Vicariato di Roma ha pubblicato i nomi dei dodici sacerdoti i cui piedi saranno lavati dal Papa durante la liturgia del Giovedì Santo nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Si tratta di undici sacerdoti ordinati dallo stesso Leone XIV lo scorso anno, oltre al rettore del Seminario Maggiore di Roma, padre Renzo Chiesa.

La Missa in Coena Domini commemora l'Ultima Cena di Cristo Signore con i suoi apostoli – nel corso della quale Egli istituì il sacerdozio ordinato – e include il Mandatum, il rito della lavanda dei piedi, che richiama il gesto di Nostro Signore descritto nel Vangelo di Giovanni.
Nel corso dei secoli si è sviluppata la consuetudine per cui i vescovi nelle loro diocesi compivano questo gesto esclusivamente per il clero della propria diocesi – suddiaconi, diaconi e sacerdoti – e non per i laici. Questo gesto intende simboleggiare l'amore di Cristo per la Sua Chiesa, un amore che il vescovo è chiamato a esercitare verso il popolo attraverso il ministero dei sacerdoti, proprio come Cristo ha amato e servito la Chiesa attraverso gli apostoli, i primi vescovi.

Si approssima un cambiamento di incarico per il cardinale Roche?

Nella nostra traduzione da Substack.com. Le voci sul cardinale Roche potrebbero non essere confermate, ma, considerate insieme alla rimozione di Peña Parra, all'ascesa di Rudelli e ad una serie di nomine strategiche, indicano un cambiamento decisivo di metodo oltre che di stile da parte di Roma. Precedente qui. Vedi l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. 

Si approssima un cambiamento di incarico per il cardinale Roche?

Da Roma si moltiplicano le voci su un possibile trasferimento del cardinale Arthur Roche, forse verso l'Ordine di Malta. L'ipotesi, diffusa dal veterano vaticanista Damian Thompson, rimane non confermata. Ma, pur essendo solo una speculazione, si è diffusa rapidamente, e non senza motivo. Roche è giunto a incarnare, per molti ecclesiastici e teologi, gli aspetti più controversi dell'approccio alla liturgia del pontificato di Francesco, soprattutto dopo la Traditionis Custodes e i successivi chiarimenti [Rescritto Roche: quiqui - qui - qui indice generale -ndT], ampiamente giudicati come un'accentuazione, anziché una soluzione, delle tensioni teologiche in gioco. Se il suo mandato sta per concludersi, alla naturale scadenza del suo incarico e in un'età in cui un rinnovo sarebbe insolito, allora un suo possibile trasferimento sarà inevitabilmente interpretato come qualcosa di più di una semplice formalità amministrativa.

mercoledì 1 aprile 2026

Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

La Pastorale Migranti dovrebbe essere prima di tutto un luogo dove chi arriva incontri una testimonianza viva della fede cristiana.

Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

Ieri mi è capitato di vedere che la Pastorale Migranti aveva partecipato a un evento organizzato in occasione della “Giornata contro l’islamofobia”. Guardando quella notizia mi è nata spontaneamente una domanda. Non una polemica, ma una domanda sincera, di quelle che nascono quando si osservano certe cose e si cerca di capire quale direzione stiamo prendendo.
Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

La Chiesa non è nata per inserirsi nel linguaggio politico o culturale del momento. Non è nata per rincorrere le categorie con cui il mondo interpreta i problemi della società. La Chiesa esiste per una ragione molto più semplice e molto più grande: annunciare Gesù Cristo e condurre ogni uomo all’incontro con Lui. Tutto ciò che la Chiesa fa, anche l’accoglienza dei migranti, l’impegno sociale e il dialogo tra comunità diverse, trova senso solo se rimane ancorato a questa missione.

Mons. Gherardini sulla FSSPX

Nella nostra traduzione da OnePeterFive. Il corretto rapporto tra Tradizione e Magistero che Mons. Brunero Gherardini investigò con tanta sagacia negli ultimi suoi studi teologici è il punto centrale della comprensione della crisi dottrinale all'interno della Chiesa.

Mons. Gherardini sulla FSSPX

Leggendo la sua biografia, è difficile capire perché un professore di teologia e filosofia come Monsignor Brunero Gherardini sia stato attaccato con tanta veemenza. [1] Nato nel 1925 a Prato (Toscana), è morto alla veneranda età di 92 anni, nel 2017, a Santa Marinella (Roma). Per tutta la sua vita dedicata al servizio della Chiesa, Gherardini ha seguito un percorso intellettuale e spirituale coerente che lo ha portato a ricoprire posizioni chiave nella famosa Pontificia Universitas Lateranensis e nella Pontificia Academia Sancti Thomae Aquinatis. Lì ha insegnato corsi di ecclesiologia, ecumenismo e altre discipline teologiche fondamentali, dopo essersi fatto conoscere negli anni '60 grazie ai suoi libri dedicati al protestantesimo e, in particolare, a Karl Barth: La parola di Dio nella teologia di Karl Barth (1955); La seconda Riforma. Uomini e scuole del protestantesimo moderno (1964-1966); Protestantesimo oggi (1965); La Madonna in Lutero (1967), ecc.

In Illo tempore /Domenica delle Palme

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente [qui].

In Illo tempore /Domenica delle Palme

Da quando abbiamo intrapreso questo cammino spirituale nelle domeniche della Gesima, passo dopo passo ci siamo avvicinati alla Settimana Santa. Ora ci troviamo sulla soglia dei giorni rimanenti della Settimana Santa e del Sacro Triduo, quei tre giorni che rappresentano al contempo la discesa più profonda e la più alta elevazione della Chiesa. La stanchezza può ormai assalirci, eppure i nostri cuori si elevano, perché la meta è vicina: la gloria della Pasqua.

Questa domenica, storicamente, ebbero inizio gli ultimi giorni di Cristo. Questa domenica, essi ricominciano liturgicamente. Attraverso il sacro culto e in virtù del nostro carattere battesimale, questi misteri ci vengono resi presenti e noi li rendiamo presenti nella loro devota celebrazione. Pertanto, il contesto è importante. Per mesi gli scribi e i farisei si erano mostrati ostili al Signore, che commuoveva il popolo con miracoli e insegnamenti di vera autorità. Poco prima del pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua, Egli compì il Suo più grande segno pubblico prima della Passione, la risurrezione di Lazzaro a Betania. Dopo di che, come riporta Giovanni, «da quel giorno dunque si consultarono per metterlo a morte» (Giovanni 11,53).