martedì 27 dicembre 2011

Come salvare l'Europa col realismo della scolastica

Il Foglio del 23/12/2011 pubblica un articolo di Roberto de Mattei dal titolo: Come salvare l’Europa (non l’euro) col realismo della scolastica. Mi sembra una riflessione di fine d'anno sulla situazione attuale da prendere in considerazione.
Dal Medioevo alla “Scuola Austriaca”, una critica in nome della Tradizione alla moneta nata contro l'etica. È anche il tema proposto dal video qui riportato.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

“Il Santo Natale suscita in noi, in modo ancora più forte, la preghiera a Dio affinché si fermino le mani dei violenti, che seminano morte e nel mondo possano regnare la giustizia e la pace. Ma la nostra terra continua ad essere intrisa di sangue innocente”. Con queste parole Benedetto XVI, alla recita dell’Angelus da piazza San Pietro, ha fatto riferimento agli attacchi avvenuti in alcune chiese in Nigeria, causando oltre cento vittime.

Icabod ha detto...

il nostro Paese, che ha portato la civiltà in tutto il mondo è in completo sfacelo, economico e morale.
Solo un vero miracolo potrebbe ribaltare la spirale negativa apparentemente inarrestabile. Difficile credere nei miracoli.

Felice 2012 a tutti.

Giampaolo ha detto...

Parafrasando Heidegger, in senso però diverso dal suo: ormai solo Dio ci può salvare. Il filosofo tedesco scriveva un dio, invero.

Ed è verissimo. Ad uno sguardo umano la traiettoria è più che evidente e punta dritta al fondo.
Noi cattolici però sappiamo bene come lo sguardo umano sia davvero miope e che Dio, non solo può, ma ci salva sempre, allorché Lo s'invochi. Certo forse la salvezza non avrà la forma che ci aspettiamo abbia, ma non ci mancherà se resteremo saldi nella fede.

Umanamente il mondo occidentale merita solo di scomparire, ora come ora. Come un figlio ingrato, che abbia dimenticato le proprie radici e la gratitudine verso Colui che gli ha garantito la propria ricchezza, merita di essere diseredato.
Chi lo sa se poi, una volta scosso e provato quanto è dura la vita fuori dalla casa del Padre, non rinsavisca e torni là dove da sempre lo si aspetta?

A me pare proprio che oggi noi si sia nelle condizioni del figliol prodigo, abbiamo dilapidato la vera ricchezza della nostra Tradizione, e stiamo cominciando a ruminare le ghiande.
Speriamo le asperità presenti e future ci portino a riconoscere l'errore, rectius i peccati, e a tornare a casa.

Ci vuole una conversione, dunque la mano di Dio, dunque un miracolo, ma non v'è niente di più credibile che i miracoli!

Redacción ha detto...

Un grande professore, chiaro e radicato nella tradizione.