sabato 31 dicembre 2011

Te Deum Laudamus. E una piccola chiosa di fine anno.

Oltre a benedire e ringraziare il Signore per il percorso fatto fin qui, inserendo il Te Deum per una condivisione anche nella preghiera, trascrivo l'intervento di una lettrice che condensa i nostri sentimenti e le nostre speranze, augurando a tutti un felice 2012, nel Signore.




Gli scaltri e i prepotenti nel mondo come nella Chiesa avanzano indisturbati. Il CVII ha aperto le porte ai laici. Però c'è chi ha inventato un modo per radunarli e attivarli, un metodo fortissimo mutuato dalla chiesa e riempito di mille storpiature.

Se le forze tradizioniste sapessero farsi altrettanto attive! Se i gruppi legati nella difesa della Tradizione, già organizzati in ordine sparso attorno ad un altare, si unissero per promuovere una via pastorale analoga a quella dei movimenti, ma ortodossa quanto a dottrina e liturgia, non sarebbe più necessario gridare ‘al lupo al lupo’, perché movimentismi, cattivi maestri e falsi profeti mostrerebbero, nel confronto, le loro fragilità e le incoerenze dei loro contenuti. Perché Tradizione non è solo la Messa in latino, è conoscere amare e servire il Signore attraverso la sapienza millenaria della Chiesa di Cristo Signore. E’ esperienza di Dio quotidiana, consumata nella fatica di vivere, condivisa nella comunione spirituale con altri fratelli di fede. 

Questa è la mia speranza per l’anno che verrà. Che si esca dalle acque stagnanti dei teoremi su cosa è e dovrebbe essere la chiesa, e chi ne ha l'autorevolezza e le competenze necessarie, cominci finalmente a ricostruirla col cemento armato di Dio e della Sua volontà e della Sua forza e nel fuoco del dogma siano purificati tutti gli sviamenti e le ambiguità.

6 commenti:

mic ha detto...

Te Deum laudamus:
te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem,
omnis terra veneratur.

Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:

“Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra
majestatis gloriae tuae.”

Te gloriosus Apostolorum chorus,
te prophetarum laudabilis numerus,
te martyrum candidatus laudat exercitus.

Te per orbem terrarum
sancta confitetur Ecclesia,
Patrem immensae maiestatis;
venerandum tuum verum et unicum Filium;
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.

Tu rex gloriae, Christe.
Tu Patris sempiternus es Filius.
Tu, ad liberandum suscepturus hominem,
non horruisti Virginis uterum.

Tu, devicto mortis aculeo,
aperuisti credentibus regna caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes,
in gloria Patris.

Iudex crederis esse venturus.

Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,
quos pretioso sanguine redemisti.
Aeterna fac
cum sanctis tuis in gloria numerari.

Salvum fac populum tuum, Domine,
et benedic hereditati tuae.
Et rege eos,
et extolle illos usque in aeternum.

Per singulos dies benedicimus te;
et laudamus nomen tuum in saeculum,
et in saeculum saeculi.

Dignare, Domine, die isto
sine peccato nos custodire.
Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.

Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quem ad modum speravimus in te.
In te, Domine, speravi:
non confundar in aeternum.

Testo in Italiano

Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella lode;
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria,
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento col tuo Sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore,
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia:
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore,
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno.

mic ha detto...

Quando ho letto il messaggio della lettrice, ho pensato che in fondo la "via pastorale" tradizionale è proprio quella oggi ancora asfittica perché mancante di pastori che la promuovano e la supportino e, finora, siamo ancora alle discussioni sul piano accademico, tra mille difficoltà e incomprensioni che, tuttavia, non partono dalla base...
Del resto la 'promozione' e la diffusione della Tradizione non può essere affidata soltanto all'iniziativa personale di buone volontà sparse nei vari ambiti ecclesiali, che invece sono le uniche esortazioni date proprio dall'Ecclesia Dei. Non basta un'Altare in prestito o una Parrocchia personale a mo' di "riserva indiana". Occorrono la catechesi e la formazione corrispondenti al Santo Sacrificio "mai abrogato", anche se la Grazia che da esso fluisce può operare al di là di quanto riusciamo ad immaginare e sperare...
Non vado oltre in questa riflessione, perché voglio mantenermi e mantenere il clima di fiducia indefettibile che scaturisce dalla preghiera.
Sono convinta che al di là di queste difficoltà contingenti e apparentemente insuperabili, il Signore sta già salvando la Sua Chiesa secondo i suoi pensieri e le sue vie.
A noi il compito di continuare a sperare, pregare, custodire, diffondere con ogni mezzo a nostra disposizione.

don Camillo ha detto...

Nella Santa Messa di ieri e oggi sul Santo Calvario ho ricordato al Signore tutti coloro che han portato attraverso dotte riflessioni quell'impietosa ma necessaria Luce della Verità. Che Iddio e la sua Santissima Madre vi benedica tutti!

mic ha detto...

Grazie, don, che il Signore ti benedica e ti custodisca!

Anonimo ha detto...

"... la "via pastorale" tradizionale è proprio quella oggi ancora asfittica perché mancante di pastori che la promuovano e la supportino..."

Quis custodiet custodes?

DANTE PASTORELLI ha detto...

A tutti i miei più fervidi auguri.
Anche secondo l'auspicio di MIC, quell'unità nella Tradizione che, però, per il momento, cioè allo stato dei fatti ad oggi, mi sembra un'utopia. Salvo un immenso miracolo.