martedì 24 maggio 2016

Cardinale Kurt Koch: convertire i musulmani è un dovere. Per gli ebrei non c'è bisogno

L'imperativo di cercare la conversione si applica a tutti, forse specialmente ai musulmani militanti. Ma non agli ebrei.
Apprendo da La Stampa che il presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei cristiani, il cardinale Kurt Koch, durante una conferenza nel corso di un meeting inter-religioso presso l'Università di Cambridge, ha detto che i cristiani sono chiamati a convertire i musulmani. 
Pur non avendo a disposizione il testo integrale della relazione, il succo che ricaviamo dagli elementi messi in risalto da Marco Tosatti ci mette di fronte a un'affermazione che dovrebbe essere scontata e che andava sottolineata da tempo. Affermazione tuttavia  che, dopo il 'mantra' di Bergoglio che questo e quello per me pari sono (tra Vangelo Corano e religioni in genere) insieme al fatto che il proselitismo sarebbe una sciocchezza, appare come nuova e peraltro con la discriminante degli ebrei. Questa, però, non più nuova dalla Dichiarazione conciliare Nostra Aetate in poi.
Il cardinale ha detto, infatti, che :
Il dovere di evangelizzare si applica a tutti i non cristiani, ad eccezione dei seguaci del giudaismo. Egli ha riconosciuto che i cristiani condividono con ebrei e musulmani la venerazione per la tradizione di fede che risale ad Abramo: "Ma non possiamo negare che il modo in cui la tradizione ebraica e cristiana vedono Abramo è diverso dal modo in cui lo vedono gli islamici".
Mentre i cristiani riconoscono il patto stipulato da Dio con il popolo ebraico, lo stesso non può essere detto della fede islamica. "Così abbiamo solo con il popolo ebraico questa relazione unica, che non abbiamo con l'islam". I cristiani dovrebbero vedere l'ebraismo come "una madre", e non devono cercare di convertire gli ebrei. 
Delle suddette dichiarazioni occorre discernere il grano dal loglio e fare alcune precisazioni, peraltro da noi più volte ribadite, ma che sembrano cadere nel nulla a causa del fatto che la neo-chiesa dialoga con tutti tranne che con la sua Tradizione.

1. Da "fratelli maggiori" (Giovanni Paolo II) a "padri nella Fede" (Benedetto XVI) e adesso "una madre"?

Per prima cosa non posso non replicare all'affermazione: ... i cristiani dovrebbero vedere l'ebraismo come "una madre".
I cristiani, oltre alla Chiesa Mater et Magistra, hanno una sola Madre, quella del Signore Gesù Cristo e loro, alla quale sono stati affidati dalla Croce e ne diventano figli nel momento in cui, come Giovanni, La accolgono in sua, cioè in quanto hanno di più propriamente intimo e appartenente: nella propria casa, nella propria anima, nella propria vita. Il che rappresenta un unicum non barattabile con alcuna acrobazia dialettica o fumoseria modernista. 

Sull'intero fraseggio e relative implicazioni riprendo di seguito alcune puntualizzazioni già espresse, che giova ribadire perché  tuttora di scottante attualità.

2. Su Abramo. Che significa?

«Il modo in cui la tradizione ebraica e cristiana vedono Abramo non è diverso solo dal modo in cui lo vedono gli islamici, ma anche da quello in cui lo vedono gli ebrei».
Innanzitutto non esiste un'unica tradizione ebraica e cristiana
Il cristianesimo si innesta sulle stesse radici dell'ebraismo; ma si sviluppa in un diverso orizzonte escatologico. Quando si parla di giudaismo su cui è innestato il cristianesimo, bisogna intendere il giudaismo puro, con esclusione di quello spurio, che condanna e maledice i notzrì (cioè i cristiani). Questo ha inizio con l'esilio in Babilonia e sfocia, a partire dall’Assemblea di Yavne dopo la distruzione di Gerusalemme, nel giudaismo talmudico o rabbinico, che si è sviluppato contemporaneamente al cristianesimo in una netta differenziazione reciproca.

2.1. Improprie «convergenze parallele»

Peraltro Giovanni Paolo II in Marocco, Casablanca 1985, già aveva preconizzato una impropria convergenza:
“Abramo è per noi lo stesso modello di fede in Dio, modello di sottomissione [islam] alla Sua volontà e di fiducia nella Sua generosità. Crediamo nello stesso Dio, l’unico Dio, il Dio vivente, il Dio che crea il mondo e porta a perfezione le sue creature”
A. Abramo nell'Islam.

Abramo non può essere e non è per noi cristiani “lo stesso modello di fede in Dio” che hanno i mussulmani. Nella precisazione conclusiva viene indicata la differenza, netta, tra la visione ebraica e quella cristiana di Abramo. Su quella dell'Islam, cito Paolo Pasqualucci [qui]. 
...L’Abramo dei mussulmani (Ibrahim) non ha nulla a che vedere con quello autentico della Bibbia. Come ha ricordato più volte, e non è stato certamente il solo, l’insigne arabista ed islamista Padre Antoine Moussali, lazzarista libanese (1921-2003), perfetto conoscitore del Corano stesso, il vero Abramo, nell’Antico Testamento, è il protagonista dell’Alleanza con Dio, dal quale riceve la Promessa di salvezza per il genere umano. Abramo, nostro padre nella fede (Eb 11, 8) è dunque l’uomo dell’Alleanza con Dio Padre e della Promessa di salvezza da Lui ricevuta. Egli intercedette anche per i Sodomiti, già condannati alla distruzione per l’ostinato perdurare nel loro abominevole peccato e l’assenza di ogni bontà (Gn 18, 22 ss.; Ez 16, 49). La Promessa fatta ad Abramo è giunta a compimento con la Nuova Alleanza, firmata con il suo sangue innocente dall’Agnello di Dio, grazie alla quale l’uomo può esser considerato “figlio adottivo di Dio”. “Figlio”, aggiungo, che presta la dovuta obbedienza alla verità rivelata da Dio, ai suoi comandamenti, ma sempre come “ossequio razionale”, come diceva san Paolo, ossia esercitando nel modo giusto il suo libero arbitrio, nonostante gli impedimenti provocati a tale esercizio dalle conseguenze del peccato originale.
Nella sura 23 o dei credenti, ai vv. 12-16, si narra in questo modo la creazione dell’uomo. “ 12. In verità, noi creammo l’uomo di argilla fina. 13. Poi lo ponemmo come in una goccia di sperma in un ricettacolo sicuro [l’utero materno]. 14. Poi trasformammo la goccia di sperma in sangue coagulato, poi il sangue coagulato in un pezzo di carne, il pezzo di carne in ossa, e le ossa noi rivestimmo di carne, quindi portammo esso alla luce, come un’altra creazione; benedetto sia quindi Dio, il migliore dei creatori! 15. Poi, certamente, voi, dopo di ciò, morrete. 16. E in seguito, voi verrete risuscitati il giorno della risurrezione”. L’uomo appare qui come un semplice oggetto nelle mani di Allah che lo plasma dall’argilla, senza fornire spiegazioni e senza benedirlo, assieme alla donna, della cui creazione si accenna altrove. Gli annuncia morte e resurrezione, che restano inspiegabili. È il decreto di Allah, e tanto basta.
B. La questione posta dall'affermazione erronea che Cristiani ebrei e islamici "adorano lo stesso Dio"
Tutto nasce dalla visione ermeneutica conciliare e dalle sue implicazioni nelle relazioni con le altre religioni (Lumen Gentium 16):
«Infine, quanto a quelli che non hanno ancora ricevuto il Vangelo, anch'essi in vari modi sono ordinati al popolo di Dio…».
Questa visione ermeneutica, insieme alle specificazioni della Nostra Aetate, è ovviamente confluita nel magistero postconciliare. Basti ricordare: L’atteggiamento della Chiesa cattolica di fronte ai seguaci di altre religioni, riflessioni e orientamenti in Dialogo e Missione (1984) del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso; l’enciclica Redemptoris missio di Giovanni Paolo II (1991); Dialogo e annuncio del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso e della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli (1991); Cristianesimo e religioni della Commissione teologica internazionale (1997); Dominus Iesus, la dichiarazione della Congregazione per la dottrina della fede (2000); Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia Cristiana, Pontificia Commissione Biblica (2001). Ho sviluppato altrove la tematica generale della Libertà di religione.

Ma ora ci soffermiamo sull'affermazione del "Dio unico", molto presente nei Discorsi di Benedetto XVI, oggi vieppiù avvalorata sia dalle recenti recenti preghiere sincretistiche del suo successore (Pentecoste 2015) che dalle sue ricorrenti dichiarazioni analoghe.

Non può restare senza conseguenze una dichiarazione del genere da parte di un Papa, in sintonia col suo predecessore a Casablanca nel 1985 (v. supra):
«Cristiani ed Ebrei hanno una grande parte di patrimonio spirituale in comune, pregano lo stesso Signore...» (Benedetto XVI, Discorso in occasione della visita alla Sinagoga di Roma il 17 gennaio 2010)
È pur vero che siamo innestati sulla “radice santa” del giudaismo pre-rabbinico e che il Dio che si è rivelato e ha portato a compimento la Storia della Salvezza in Gesù Cristo è lo stesso dei Patriarchi e dei Profeti; ma se ci fermiamo a questo dato, ignoriamo che nella pienezza dei tempi Dio si è rivelato in Cristo Signore, che gli ebrei hanno rifiutato e continuano a rifiutare. Ed è Dio SS. Trinità, icona e fonte di tutte le nostre relazioni, che noi cristiani adoriamo, per averlo conosciuto attraverso la Rivelazione del Signore Gesù e degli Apostoli. E siamo testimoni e collaboratori della sua opera divino-umana di salvezza fino alla fine dei tempi.

Non si tratta solo di una religione, ma di una Persona, di un Dio vivente che, fatto unico nella storia, si è incarnato in Cristo, assumendo due nature, perfettamente uomo e perfettamente Dio. E questo rimane lo scandalo per gli atei, per gli ebrei e per i musulmani. Quel quid in più di un Dio Incarnato e Morto per riscattare il nostro peccato e Risorto per rigenerare la natura umana nella Creazione Nuova riconducendola al Padre, fa una differenza abissale. E dunque adorare e pregare l'Uno piuttosto che l'altro non è ininfluente. Infatti, i cristiani diventano conformi (la ‘configurazione’ a Cristo di San Paolo) a Colui cui aderiscono e che adorano, perché gli atteggiamenti interiori e i comportamenti vi si conformano in base ad una connaturalità donata nella fede e realizzano un'antropologia e, conseguentemente, una storia diverse.

È la stessa ragione per cui non possiamo affermare di adorare lo stesso Dio dell'Islam. Certamente, Dio Creatore dell'uomo e dell'universo è lo stesso; ma il rapporto che si instaura con Lui in base alla Rivelazione alla quale si aderisce forgia in un dato modo e rende diversi gli uomini e il loro essere-nel-mondo e quindi diversa è la storia che essi vi incarnano e scrivono. Inoltre se è vero quanto affermato da Giovanni Paolo II a Casablanca che adoriamo il Dio che crea il mondo e porta a perfezione le sue creature, non è vero che questo è lo stesso dio dell'Islam. Non dimentichiamo che il culmine, il perfezionamento della Creazione, è Cristo Signore e che è nei cristiani che si realizza la configurazione a Cristo Signore secondo il Progetto del Padre per ognuno, fondata sulla libertà. Mentre l'Islam non concepisce Dio come “Padre” di tutti gli uomini, che pur ha creato, mentre ad essi non viene riconosciuto nessun libero arbitrio, quasi le loro azioni fossero regolate da un determinismo assoluto. Oltretutto, se non è “padre”, come fa ad essere veramente “clemente” e “misericordioso”? presentando anche aspetti contraddittori, perché è giudice giusto e severissimo, ma in modo unilaterale, dal momento che condanna alla dannazione eterna solo coloro che non appartengono alla comunità musulmana, la quale coarta a sé con la violenza gli infedeli.

Purtroppo i Pontefici dopo le dichiarazioni conciliari (già ardite) hanno desiderato promuovere, attraverso la battutissima via del “dialogo”, una pace tra i popoli (ma la si può ottenere davvero diminuendo la Verità? Ed eludendo la consapevolezza che la vera Pace è Cristo e da Lui solo promana?) e rispetto tra le genti con la formula "Unico Dio delle religioni monoteiste", guardando “più a ciò che unisce che non a ciò che divide”. Intendere il monoteismo in questi termini per assurdo, ha più a che vedere con la condizione della mente dei fedeli che si rivolgono a un "dio" di numero 1, che non è necessariamente la stessa entità.
Una categorizzazione del monoteismo la fece (fuori della Chiesa, però) per es. Joseph Campbell [qui]. La sua lettura, debitrice dell'ultimo Jung, tende a vedere le religioni come miti, e il "dio" comunque come lo stesso "dio" sempre e comunque, sotto maschere diverse solo etniche, che è un'idea massonica, ovvero l'idea di un'unica "tradizione" differenziatasi solo per ragioni etnico-storiche, ma che direbbe su per giù la stessa cosa.
Il che non è affatto vero, e non ce lo aspetteremmo di sentire né in Chiesa né in bocca ai papi. [vedi intero articolo nel blog]

È per questo che tutte le implicazioni pastorali di indebite communicationes in sacris scaturenti da quanto espresso dalla Dichiarazione conciliare Nostra Ætate [qui], circa i rapporti del cattolicesimo con le religioni non cristiane (e dunque anche con l'islam e l'ebraismo talmudico), sono fondamentalmente, metafisicamente, sopranaturalmente erronee.

2.2. Abramo nell'ebraismo
Questo tema è stato ampiamente trattato nel precedente articolo: La nuova alleanza ebraico-cristiana (!?). Che significato ha per gli ebrei e per i cristiani il nuovo documento del Vaticano? [qui] sulle “Riflessioni su questioni teologiche attinenti alle relazioni cattolico-ebraiche in occasione del 50° Anniversario di ’Nostra Aetate’ (n.4)”, riprendendo il sottotitolo del nuovo documento della Pontificia Commissione per le Relazioni Religiose con gli Ebrei, "PERCHÉ I DONI E LA CHIAMATA DI DIO SONO IRREVOCABILI" (Rm 11,29).
Anche di questo si riprendono e ribadiscono alcuni punti perché tuttora di scottante attualità. Vedi, in particolare: 4. Conclusione.

3. Gli ebrei non avrebbero alcuna necessità di convertirsi (a Cristo Signore)!

Il fatto che il documento risulti enfatizzato positivamente dalla componente ebraica è già sufficiente a mettere in guardia. Il 'focus' del problema, infatti, consiste nell'aver ufficializzato non solo la rinuncia alla 'missione' nei confronti degli ebrei, ma la convinzione che non abbiano necessità di convertirsi a Cristo e che a loro basti la Torah, avallando sostanzialmente la tesi delle "salvezze parallele". Troverete ampie riflessioni negli articoli sotto indicati, presenti nel blog, proposti di seguito come antidoto, in attesa di procedere ad uno studio più articolato e approfondito del nuovo 'parto' post-conciliare:
  1. M. Guarini, Modifica della “Dottrina della sostituzione” della Sinagoga con la Chiesa in “dottrina delle due salvezze parallele” [qui]
  2. Brunero Gherardini. Irrevocabili (le Alleanze)? Sì, ma... [qui]
  3. Brunero Gherardini. Sugli ebrei, così serenamente [qui]
  4. Curzio Nitoglia, Cristianesimo e Giudaismo. Interessanti sintonie con lo spirito post-conciliare [qui]
  5. Curzio Nitoglia, Seconda fase 'mondialista' della svolta giudeo-cristianizzante [qui]
4. Conclusione: una precisazione da ribadire

Per comodità di chi legge, riporto dal testo “Dottrina della sostituzione” della Sinagoga con la Chiesa in “dottrina delle due salvezze parallele” [qui
Si è addirittura voluto cavillare su questo termine Testamento, nel senso che il Patto o il Testamento stipulato da Dio con Mosè (1330 a. C.) sarebbe transitorio e non eterno, mentre l’Alleanza stipulata con Abramo (1900 a. C.) sarebbe permanente ed eterna. Adducendo che poiché berìt, reso con Alleanza in latino, significa solo volontà divina e non comporta la corrispondenza umana, Dio ha mantenuto l’Alleanza con Israele, anche se questo è stato infedele. Perciò l’Antica Alleanza con Abramo sussisterebbe ancora, non sarebbe mai cessata, e dunque gli ebrei, come discendenti di Abramo sarebbero ancora titolari di quell'Alleanza irrevocabile. In più, se San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi «pone in netta antitesi l’Alleanza instaurata da Cristo e quella di Mosè», le cose andrebbero diversamente tra Abramo e Cristo per il fatto che. «nel nono capitolo della lettera ai Romani» San Paolo utilizza non più il termine Patto o Testamento, ma Alleanza al plurale e «l’Antico Testamento conosce tre alleanze: il sabato (Mosè), l’arcobaleno (Noè), la circoncisione (Abramo)» [Ho sintetizzato nei suoi termini essenziali la sottile disquisizione fatta da Joseph Ratzinger: “Molte religioni un’unica Alleanza”, Ed. San Paolo, 2007].
E tuttavia, troviamo in Ebrei 8,13: «Dicendo, però, alleanza nuova, Dio ha dichiarato antiquata la prima. Ora, quel che diventa antico e invecchia è vicino a sparire». E sempre Ebrei 13,20-21: «Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti in virtù del sangue di un'alleanza eterna il Pastore grande delle pecore, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen» (I corsivi di Ebrei 8,13 non sono miei, sono nel testo della Bibbia di Gerusalemme 1971). Dunque l'Alleanza eterna è in Cristo. Inoltre l'appartenenza a Cristo non è più secondo la carne ma teologale (Gv Prologo, 12-14) e i Padri affermavano che Abramo «fu giustificato perché ha creduto nel Cristo venturo». Dunque dobbiamo dedurre che l'Alleanza non revocata ma portata a compimento e che con Abramo era nel Cristo venturo è ora, nuova ed eterna, nel Cristo venuto.
Del resto la spiegazione è data in maniera limpida nel brano del Vangelo, dove Gesù stesso dice espressamente: «Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò», (Gv, 8, 56) suggellando perfino il discorso con l'affermazione «Prima che Abramo fosse, Io sono". (Gv 8,58) ed è superfluo sottolineare la valenza dirompente di quell'«Io sono»! E come dimenticare che è stato proprio il suo professarsi Dio la ragione della condanna?
Pertanto, se l'Alleanza Nuova ed Eterna è in Cristo, che è Dio, a che pro tirar fuori sottigliezze di conio rabbinico?
In conclusione, se è vero che il Signore è fedele alle sue promesse, è altrettanto vero che sono i suoi destinatari che hanno respinto la Nuova ed Eterna Alleanza sancita nel Sangue Prezioso di Cristo, che ha portato a compimento la Salvezza che viene dai giudei; ma il compimento, per i credenti, non può operare oltrepassando il Signore. Per salvarsi agli ebrei non basta la Torah e i Profeti; essi devono riconoscere Gesù Signore come Cristo, cioè il Messia, colui che doveva venire. Come già detto, è proprio per la sua fede nel Cristo venturo che Abramo ha ricevuto la sua giustificazione.
Maria Guarini

46 commenti:

Anonimo ha detto...

A questo proposito segnalo:

http://www.riscossacristiana.it/bergoglio-e-il-cardinale-koch-apparente-divergenza-di-opinioni-e-accordo-su-un-dato-indiscutibile-di-cristo-non-si-parla-di-paolo-deotto/

Anonimo ha detto...

Grazie.

Elio A. ha detto...

La Chiesa attuale dialoga con tutti meno con la sua tradizione. In queste poche parole vi è la tragedia che ha colpito la Chiesa con l' azione deleteria bergogliana.

Silvano M. ha detto...

La chiesa attuale è tutto meno che quella fondata da Cristo...., o almeno momentaneamente sospesa. Le trasmissioni (della fede) riprenderanno il più presto possibile...

Fiorenzo ha detto...

Gli ebrei vanno convertiti eccome, la nuova alleanza ha reciso la vecchia, prendessero esempio da ratisbonne e da eugenio zolli rabbino capo. Cmq il CCC dice che gli ebrei si convertiranno prima della parusia. Sono peggio dei musulmani...altro che vietare il proselitismo...Gesù disse andate e battezzate...Mc 15,16

Luisa ha detto...

OT sull`AL.

Riprendo da Mil un articolo di Enrico Roccagiachini che ha assistito ad una conferenza del card. CAFFARRA in cui ha abordato lo spinoso tema dell`AL.
Il card. Caffarra viene ad ingrossare il gruppo di chi ammette l`ambiguità dell`AL ma arriva alla conclusione, approfittando di quella ambiguità, che il testo nei suoi punti ambigui deve essere letto alla luce della Dottrina.
Caffarra giudica che quel testo nei suoi punti ambigui "non è idoneo ad introdurre alcun cambiamento né dottrinale né disciplinare; anzi, non può che essere interpretato in senso conforme alla dottrina già consolidata. Conclusione: sul piano della comunione ai divorziati risposati, Amoris Laetitia non cambia nulla."

Giustamente,a mio avviso, Enrico Roccagiachini ritiene che dire che quel testo è ambiguo, è indispendabile ma insufficiente, bisogna dire che è sbagliato.

È una strategia imperniata sul presupposto che l’ambiguità di Amoris Laetitia ne costituisca una debolezza, da sfruttare per neutralizzare gli effetti dell’Esortazione e trattarla, in definitiva, tamquam non esset, con conseguente confermata validità di dottrina e disciplina tradizionali.

Al contrario, bisogna dire con chiarezza che, in ogni caso, quantomeno il cap. VIII di Amoris Laetitia non è inquadrabile in una “griglia tradizionale”, come già è stato sostenuto; che non vi è spazio per nessuna “apertura”; che, dunque, il cap. VIII non è ambiguo, ma è chiaramente sbagliato; che gli si deve resistere, spiegando – è su questo piano che l’approccio dottrinale può risultare vincente – che tale resistenza non è contro la fede e non contraddice il vero rispetto dovuto all’autorità papale. Si deve dire apertis verbis che Amoris Laetitia – perlomeno nel cap. VIII – è un inequivoco tentativo di relativizzare la dottrina, e che l’accusa di usarla (la dottrina) per scagliare pietre sui fedeli “feriti” è falsa."



http://blog.messainlatino.it/2016/05/la-resistenza-ad-amoris-laetitia-e.html#more


Luisa ha detto...

E qui due segnalazioni che mostrano quanto e come il rullo compressore della "chiesa della misericordia" batte il ferro ancora caldo per imporre la volontà e gli intenti tutt`altro che ambigui di Jorge Bergoglio :

C`è stato il simposio della Cei su «Amoris laetitiacon interventi introdotti da mons. Galantino, la cui lettura dell`Al è già conosciuta, leggo:

"Pur comportando alcune difficoltà interpretative , questo linguaggio intende aprire un processo anziché proporre una normativa disciplinare, e perciò domanda la responsabilità di un’adeguata recezione da parte delle forme istituzionali della Chiesa, a diversi livelli. Si tratta perciò di assumere e oltrepassare alcune polarizzazioni, quali il rapporto tra dottrina e pastorale, fede e sacramento, discernimento pastorale e criteri oggettivi. L’area della teologia pratica ha sviluppato il tema del discernimento, collegato alla coscienza che cammina nella verità.

"Nella raccolta conclusiva dei contributi, si è convenuto sulla necessità di attingere i criteri applicativi della esortazione apostolica all’interno di essa, evitando di domandare ulteriori norme disciplinari, che tradirebbero la natura stessa del documento.
Le norme, infatti, maturano all’interno della vita della Chiesa, non cadono dal cielo, e sono al servizio della sequela di Cristo. In questa prospettiva, ha concluso il segretario generale della Cei, non si deve avere paura di parole come “processi”, “formazione”, “persone in relazione”.
I criteri di attuazione di Amoris laetitia domandano intelligenza pastorale e coraggio, mentre è la pigrizia mentale ad attendere norme che vengano dall’alto. Il simposio è stato il primo passo di un processo iniziato nella Chiesa in Italia: un suo effettivo frutto potrebbe concretizzarsi nella eventuale riscrittura di alcune pagine del Direttorio del 1993, nella prospettiva di continuità e novità che ci offre Amoris laetitia.

http://ilsismografo.blogspot.ch/2016/05/vati-cano-il-simposio-della-cei-su.html

Luisa ha detto...

Qui :

Il Vangelo della famiglia, gioia per il mondo

Annunciato il tema dell’Incontro Mondiale in programma a Dublino dal 22 al 26 agosto 2018

"Si tratterà, ha sottolineato monsignor Paglia, del primo Incontro Mondiale delle Famiglie convocato a seguito della Amoris Laetitia, che diventa quindi la “magna charta” dell’intero avvenimento. In tal senso, l’esortazione apostolica, lungi dall’essere soltanto un “semplice aggiornamento della pastorale familiare”, si pone come un “nuovo modo di vivere la Chiesa” ....
Anche stavolta l’Incontro Mondiale si prospetta aperto a famiglie di altre chiese e confessioni religiose e sarà favorita, ha detto il capodicastero, una “cultura dell’inclusività”, con un’accoglienza speciale riservata a famiglie in situazioni irregolari, ovvero dove manchi il vincolo sacramentale tra i coniugi.

https://it.zenit.org/articles/il-vangelo-della-famiglia-gioia-per-il-mondo/

Josh ha detto...

se "non c'è alcun bisogno che gli ebrei si convertano", nemmeno gli Apostoli allora dovevano convertirsi?

Nè S. Pietro, nè S. Giovanni, nè S. Paolo?
E' come dire che non doveva esserci nemmeno la Chiesa.

Josh ha detto...

concetti del genere osteggiano poi la stessa proclamazione e riconoscimento di NS Gesù Cristo,
di cui celebriamo la Nuova ed Eterna Alleanza (e si suppone che ogni sacerdote lo faccia....o no?);
sostenere che gli ebrei non devono convertirsi a Cristo, implica che l'Antica Alleanza non sarebbe mai stata revocata (e sappiamo che è stato tema gettonatissimo dagli ultimi papi)
quindi che la Nuova ed Eterna non sarebbe più così Nuova ed Eterna, con consueto sminuimento di Gesù Cristo.

Carlo ha detto...

Il Cardinale ha ragione!! poche chiacchere! i biblisti progressisti hanno trovato un manoscritto antichissimo del Nuovo Testamento. Quando in Matteo 28, 19-20 Gesù Cristo inviò i suoi discepoli e apostoli dicendo loro "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" c'era un asterisco con una nota a piè di pagina che diceva "a tutti i popoli, tranne gli Ebrei".
E tutti quei "cristiani che bevono il the parlando di teologia" devono farla finita di essere così indocili alle novità dello Spirito!

Motteggi a parte, io comprendo il rispetto per tutte quelle persone e quelle comunità religiose che professano la propria fede o manifestano il proprio disinteresse per ogni fede. Però voglio e devo accettare LA LIBERTA'DI OGNI UOMO a cercare la Verità e la Fede nel Signore Gesù, e se quella persona la trova...deve poter ricevere il Battesimo. Il Battesimo è l'autentico fine della Nuova Evangelizzazione e dell'Anno del Giubileo: LA PREDICAZIONE CHE CRISTO E' IL NOSTRO SALVATORE E REDENTORE. Il resto sono esternazioni, e alcune di queste esternaioni sono poco cristiane...anche se vestite di porpora.
Grazie

seraafino ha detto...

Un dubbio.
Affermazioni e persino documenti e dichiarazioni ufficiali di varie Conferenze episcopali, in primis la CEUSa e la CEI, una volta tanto per seconda, già da decenni proclamano, urbi et orbi che per gli Ebrei è esclusa ogni iniziativa volta alla conversione. Subito dopo, però, forse un po' ipocritamente, tali dichiarazioni aggiungevano che, la Chiesa accoglierà con gioia ogni Ebreo (come anche ogni non Ebreo) che, per soddisfare qualche suo bisogno spirituale, chiedesse il battesimo.

C'è o non c'è nulla di similare nelle dichiarazioni di Koch?

Anonimo ha detto...

Questa e' Fede ! Questo e' l'esempio a cui guardare !
http://www.tempi.it/vietnam-liberato-padre-ly-perseguitato-per-40-anni-dal-regime-comunista#.V0VO0pOLR3k

Anonimo ha detto...

http://eponymousflower.blogspot.it/2016/05/orthodox-give-pope-francis-tiara.html?m=1

mic ha detto...

Carlo, ancor prima e oltre a dover rispettare la libertà di ogni uomo, la Chiesa ha il compito di annunciare il Signore, senza eccezioni per nessuno, ebrei compresi, ai quali, senza Cristo che ne è il compimento, la Torah e i Profeti non bastano!
La prima e antica Alleanza, checché ne dicano le loro propore, è stata sostituita o per lo meno pienamente realizzata da quella nuova ed eterna in Cristo.

Veni, Sancte Spíritus!, ha detto...

Non devono i Giudei riconoscere la verità? (13) Non è questo che attende la Chiesa?
[17] Quando verrà questo diluvio di fuoco del puro amore, che dovete accendere su tutta la terra in modo così dolce e veemente da infiammare e convertire tutte le nazioni, perfino i Turchi, i pagani e i Giudei?

http://www.exsurgatdeus.org/2016/03/03/la-preghiera-infuocata/

Anonimo ha detto...

Dice Gesù:

Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è lasciata a voi deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più, fino a quando non direte:

Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».

Ma questi APOSTATI capiscono il significato di queste parole?

Luisa ha detto...

So che i miei due "commenti" attorno all`AL erano OT spero comunque che non siano passati inosservati:)
Vorrei non andare contro corrente, in effetti che io debba vedere l`ebraismo come una madre e nel contempo come un fratello maggiore va oltre la mia capacità di sopportazione, ma vorrei dire che Koch ha comunque avuto coraggio nel dire che i cristiani sono chiamati a convertire i musulmani, con i temopi che corrono quelle sue parole non sono affatto religiosamente e islamicamente corrette.
Ho visto stamattina le foto di Andrea Riccardi e del grande imam Al-Tayyeb che sono andati a "raccogliersi" davanti al Bataclan, l`imam ha recitato una preghiera...

Anonimo ha detto...

I mussulmani si devono convertire, dice il cardinale, gli ebrei no.

C’è qui sottintesa, mi pare, un’equazione: il cristianesimo è identificato coll’ “Occidente”, cioè col nichilismo irrazionalista.

Siccome, a quanto pare, non c’è verso di far marciare anche i mussulmani (non tutti, almeno) verso codesto radioso orizzonte di libertà e di progresso, si capisce che sono infedeli, loro, e si devono convertire (a chi? a che?)

Gli ebrei invece, i quali da tanto tempo son perlopiù interni a questo processo, son già convertiti.

Il discorso non è teologico, se mal non m’appongo, ma politico o ideologico; o meglio pospolitico e postideologico, cioè di quella “politica” e di quell’ “ideologia” che sono possibili nel nostro mondo posmoderno, dopo la fine della politica e dell’ideologia (vere, senza virgolette).

Maso

Anonimo ha detto...

LA PREDICAZIONE CHE CRISTO E' l'unico e solo SALVATORE E REDENTORE di tutta l'umanità, come ricorda il Credo di Sant'Atanasio.

Anonimo ha detto...

Dunque, gli Ebrei non devono convertirsi a Cristo? Significherebbe che non è Cristo il centro del mondo e della storia, non è da Lui che passa la salvezza. Mi domando cosa ci sta a fare la Chiesa, allora. Non passa giorno che da una gerarchia ormai scristianizzata non provengano parole fortemente tossiche.

Luisa ha detto...

Continuo nel mio OT ma mi sembra sia importante:

"Amoris laetitia" ha un autore ombra. Si chiama Víctor Manuel Fernández

Scrive Magister:

"Impressionanti somiglianze tra i passaggi chiave dell'esortazione di papa Francesco e due testi di dieci anni fa del suo principale consigliere. Un doppio sinodo per una soluzione che era già scritta "

" Sono i paragrafi chiave dell'esortazione postsinodale "Amoris laetitia". E sono anche i più volutamente ambigui, come provano le molteplici e contrastanti interpretazioni e applicazioni pratiche che hanno immediatamente avuto.

Sono i paragrafi del capitolo ottavo che di fatto danno il via libera alla comunione ai divorziati risposati.

Che lì papa Francesco volesse arrivare, è ormai evidente a tutti. E del resto già lo faceva quando era arcivescovo di Buenos Aires.

Ma ora si scopre che anche alcune formulazioni chiave della "Amoris laetitia" hanno una preistoria argentina, ricalcate come sono su un paio di articoli del 2005 e del 2006 di Víctor Manuel Fernández, già allora e ancor più oggi pensatore di riferimento di papa Francesco e scrittore"

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351303

Rr ha detto...

Fernandez, il Tucho, del quale Rorate coeli pubblicò tre anni fa una suggestiva foto che, come dicono gli Americani, vale più di 1000 parole.

Signore, dacci preti santi, ma innanzitutto dacci preti uomini !

Caposco poi farsi influenzare da Kasper, che sempre un teologo tedesco è, ma da un Tucho!

Stefano78 ha detto...

@Mic

La prima e antica Alleanza, checché ne dicano le loro propore, è stata sostituita o per lo meno pienamente realizzata da quella nuova ed eterna in Cristo.

Fermo restando che, oltretutto, come già detto e ripetuto, la Antica Alleanza NON E' quella su cui si basano i "nuovi ebrei" post-cristiani. L'Antica Alleanza era PER I CRISTIANI. Li annunciava, li preconizzava, li descriveva. Annuncia GESU' CRISTO SIGNORE, lo prepara, ne parla, lo profetizza. Non è che è "utilizzabile" in altri modi.

Gloria Cristina ha detto...

Manipolazione del Vangelo a proprio piacimento... Dove sta scritto che non si devono evangelizzare i giudei????? :-(

Anonimo ha detto...

Infattii "nuovi "ebrei" dopo Cristo hanno riscritto... un talmud (tradotto in questi tempi a spese dei contribuenti anche italiani tra l'altro!) nel secondo quarto secolo, versione ebraica e babilonese, dove gli infedeli (noi..) siamo da eliminare con ogni mezzo.... e così fanno. Fa più proseliti il tocco gentile della persecuzione ...

Luisa ha detto...

Il card. Müller non sembra essere sulla stessa lunghezza d`onda di Jorge Bergoglio per quel che riguarda il ""rientro"" della FSSPX:

http://www.ncregister.com/blog/edward-pentin/cardinal-mller-expects-sspx-to-recognize-disputed-council-declarations

Anonimo ha detto...

… la politica ufficiale della C.E.I. verso le leggi ingiuste non si limita più a quella ignavia e omissione che favoriscono la resa, ma sconfina nella intesa e nella complicità col nemico per aiutarlo a isolare e asservire i cattolici fedeli e non ancora rassegnati.

Anonimo ha detto...

Il ritratto di molte parrocchie

http://www.riscossacristiana.it/sono-una-mamma-e-una-catechista-e-ho-abbandonato-il-catechismo-una-lettrice-ci-scrive/

Josh ha detto...

@anonimo 25 maggio 2016 17:17

sulla questione catechismo al link, riscontro le stesse cose, ma mi dilungo perchè non è OT nemmeno con questo post.

Mi è stato chiesto alla parrocchia NO sotto casa di tenere il catechismo, e la richiesta è stata ripetuta in varie annate. Non dissi di no subito, tutte le volte, così ho potuto conoscere dettagliatamente ciò che si voleva da me.

Avendo un rapporto franco (il parroco sa benissimo che frequento VO e Summorum Pontificum) in più occasioni la cosa del catechismo è morta sul nascere, a parte la mia indisponibilità appena si rendeva chiaro cosa avrei dovuto insegnare: "il Vangelo" diceva; sì ma quale? quello che la gente vuole sentirsi dire;
_5 anni fa mi si chiese in pratica di insegnare una forma di rahnerismo che sconfinava nel luteranesimo, ovvero in breve che tutti sono già salvati dal Sacrificio di Gesù, basta solo renderli consapevoli, e dopo che sanno quel che Gesù ha fatto per ciscuno di noi, possono vivere liberi e scanzonati;
_dottrine sociali-socialistiche senza alcun aspetto soprannaturale;
_ai tempi della Laudato si' avrei dovuto magnificare la fede come conoscenza non in opposizione alla scienza, nell'esaltazione della natura, dell'ambiente, del non inquinare la casa comune...;
_sempre era doveroso dire che siamo TUTTI indistintamente figli di Dio, anche a dispetto del Vangelo di S. Giovanni;
_che sia ebrei e musulmani, credendo nello stesso e unico "dio" sono già salvati a prescindere, grazie alle alleanze, poste tutte sullo stesso piano, in Abramo;
_Che la S. Eucarestia è un "fare comunione tra noi", un pranzo spirituale, e la S. Messa una festa dell'assemblea;
_quest'anno avrei dovto insegnare la comunione ai divorziati risposati, contro il preteso legalismo farisaico dei cristiani osservanti, che il matrimonio non è un vero e proprio Sacramento, che basta che ci sia l'amore, di ogni tipo; che quando c'è l'Amore, quello è "dio". Sempre e comunque.

E' ovvio che ho declinato tutte le volte. Ho poco tempo, e quel che ho non mi pare opportuno adoperarlo per far perdere le anime altrui; Specifico che mi conosce bene e sa benissimo che mai avrei potuto insegnare cose del genere, che sono eresie gravissime. Siamo dunque anche allo scherno.

Giovanni ha detto...

Il progetto di Dio è che tutta l'umanità si faccia discepola del suo Figlio Gesù per ottenere da Lui la salvezza ( compresi ovviamente anche gli ebrei che si sono fermati al Vecchio Testamento).

Anonimo ha detto...

sulla prima parte sono certamente d'accordo, sulla seconda, beh...magari una parola agli ebrei si potrebbe anche dire

Anonimo ha detto...

Si potrebbe dire ma non si può, il manualetto del catechismo prospettato da Josh è esattamente quello che viene insegnato in ogni parrocchia...

Luisa ha detto...

Segnalo un` intervista molto interessante del card. Sarah sulla Liturgia e come rimettere Dio al centro della Liturgia:

http://www.famillechretienne.fr/vie-chretienne/liturgie/cardinal-sarah-comment-remettre-dieu-au-caeur-de-la-liturgie-194987

Anonimo ha detto...


@ L'elenco di Josh, tutte eresie - Il silenzio del card. Sarah

L'elenco (parziale) di cio' che si insegna al catechismo oggi, del quale ringraziamo Josh, dimostra che si insegnano errori ed eresie, uno peggiore dell'altro. La concezione della Messa poi e' del tutto protestante, ricalca quella eretica condannata al Concilio di Trento: un semplice banchetto di lode, una far comunione insieme per celebrare la (gia' realizzata per tutti) salvezza, un far memoria, come si dice oggi, della Risurrezione. Certo, ha mantenuto, come sembra, una Consacrazione nonostante tutto valida, ma nell'ambito di una Messa che ha cambiato di significato. (Se e' per questo, anche nella c.d. Messe Nere la Consacrazione e' valida, deve esser fatta validamente da un prete secondo le intenzioni della Chiesa, altrimenti nella susseguente orgia non si puo' commettere il desiderato sacrilegio).
Il card. Sarah combatte da tempo una bella battaglia in difesa della Liturgia e di altri valori fondamentali del Cristianesimo. Sulla AL tuttavia non ha detto nulla, o mi sbaglio?
Nella sua richiesta al Papa di un opportuno chiarimento, mons. Schneider e' al momento del tutto isolato. E il tempo passa mentre l'abuso della Comunione data sacrilegamente viene di fatto sanzionato dalle ben note frasi del Papa, interpretate secondo la "via larga" della sua concezione della misericordia. A. P.

tralcio ha detto...

Mai stato il primo della classe...
Non sono un genio, ne' con la lampada, ne' con la lanterna.
Perciò abbiate, pazienza, capisco bene solo ciò che c'è scritto senza troppi giri di parole e perifrasi e subordinate nella mia lingua.

Noto per esempio che l'israelita Marco nel suo vangelo, che pende dall'esperienza del galileo Pietro, scrive all'inizio che Gesù, nativo di Betlemme (la città di Davide) diceva ai suoi connazionali:
"Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo".

Noto che il galileo Giovanni di Zebedeo nel prologo al suo vangelo scrive: Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, ne' da volere di carne, ne' da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. Sempre nel vangelo di Giovanni, al capitolo 3, in un dialogo bellissimo con un notabile del sinedrio, Nicodemo, Gesù dice: "Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? ... Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

Nel vangelo di Luca c'è il bellissimo racconto della presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme, con le parole di Simeone.


Negli Atti i primi capitoli sono costellati di discorsi molto coraggiosi di Stefano e Cefa-Pietro ai loro contemporanei e compatrioti. E Saulo, un fariseo zelante, non si stancò di predicare Cristo nelle sinagoghe...

Quello che capisco è che Dio ama in modo del tutto speciale il popolo che ha prescelto e in cui ha preso carne il Verbo. Capisco che Giuseppe e Maria hanno vissuto nell'osservanza della Legge.

Eppure Gesù è venuto per dare compimento a questo privilegio, e lo ha fatto storicamente inviando un manipolo di suoi connazionali a predicare ovunque e a chiunque il vangelo, battezzando nel segno della croce, cioè aprendo la porta (Cristo) che dà accesso alla casa del Padre!

Evidentemente tutto questo i geni, quelli veri, i più bravi e capaci, lo possono interpretare.
Gli sciocchi, che purtroppo non mancano mai, invece possono odiare: sia chi predica la conversione, sia chi pratica la propria religione.

Molto meglio affidarsi alla volontà di Dio. Che mi pare, nello specifico, non è affatto criptata.

Una cosa mi resta davvero incomprensibile: come possa una persona che ha studiato molti anni e vive la Chiesa dal di dentro al punto da esserne divenuto un Cardinale, cioè un candidato al martirio per la propria fede, dire cose così apertamente in contrasto con quello che anche un bambino o un uomo semplice può leggere dalla tanto raccomandata conoscenza e frequentazione della Parola di Dio...

Guai a odiare o forzare chicchessia. Ma non condividere con una persona, che diciamo di voler amare, il meglio di ciò che abbiamo ricevuto in dono e che non è nemmeno nostro, beh questo sì che è volergli del male!

Anonimo ha detto...

Nel frattempo i Vescovi vanno in bicicletta su e giu' per il presbiterio

Luisa ha detto...

Il cardinal Sarah non tace, ho messo qui sopra la sua intervista a Famille chrétienne, egli dice fra l`altro che la Sacrosanctum Concilium non ha affatto voluto ad esempio che si girasse l`altare verso il popolo, deplora che molte liturgie si siano trasformate in spettacolo, che spesso il prete non celebra più l`amore di Cristo attraverso il Suo Sacrificio ma un incontro fra amici, un pasto conviviale , un momento fraterno, e invita preti e fedeli a girarsi verso l`Oriente, verso Cristo.

http://www.famillechretienne.fr/vie-chretienne/liturgie/cardinal-sarah-comment-remettre-dieu-au-caeur-de-la-liturgie-194987

Carlo ha detto...

mic ha detto...
"Carlo, ancor prima e oltre a dover rispettare la libertà di ogni uomo, la Chiesa ha il compito di annunciare il Signore, senza eccezioni per nessuno, ebrei compresi, ai quali, senza Cristo che ne è il compimento, la Torah e i Profeti non bastano!
La prima e antica Alleanza, checché ne dicano le loro porpore, è stata sostituita o per lo meno pienamente realizzata da quella nuova ed eterna in Cristo."

Probabilmente mi sono espresso male o ambiguamente, me ne dispiace. Lei ha espresso il mio pensiero e la ringrazio. La salvezza viene solo da Cristo, per tutti, anche per gli Ebrei e la Chiesa può solo annunciare che Lui è l'unico mediatore tra Dio e l'uomo. Non ha altri doveri nè altre facoltà. Non ci sono altre vie, se non solo ed unicamente Lui: Lui ha pienamente realizzato quella Legge che ai Profeti fu data come aiuto, ma solo Lui l'ha realizzata senza difetti nè mancanze. Ecco il mandato a battezzare che avevo citato:la vita cristiana può solo essere vita in Cristo e questo solo mediante il Battesimo.
Nel mio intervento volevo dire che altri insegnamenti, sebbene proferiti da persone che rivestono incarichi d'autorità nella Chiesa, non sono automaticamente cristiani: dire che l'annuncio cristiano non è rivolto a tutti...non è un insegnamento cristiano!

Per quanto riguarda la libertà. Ogni uomo la possiede. Indendevo dire che la Chiesa deve rispettarla nella misura in cui non può imporre la Fede ma deve invece annunciarla, e in questo il magistero di BXVI è stato luminoso, a partire dal grande discorso di Regensburg: la violenza non è un'opzione nell'annuncio della Fede cristiana. Questo era il senso della frase sulla libertà! Può essere considerato una forma di relativismo modernista, ma non lo è. Pensiamo alla coercizione e alla violenza nell' "annuncio" di altri credi e fedi. Il Cristianesimo è stato il primo nella Storia a dare un valore alla libertà dell' uomo. Solo con essa si accoglie la Fede, cioè Dio. E poi è la Fede, cioè Dio, a dare senso e ad indirizzare la libertà dell'uomo. In nessun'altra fede avviene questo. E forse in questo nesso, la libertà che l'uomo ha di amare Dio e la libertà di Dio ad amarci, si può contemplare la dimensione più divina della nostra Fede.
Rispettosamente, ringrazio.

mic ha detto...

Probabilmente mi sono espresso male o ambiguamente

Non è per questo Carlo. Quel che ha detto era giusto. Ma mi è venuta spontanea la sottolineatura, visto che è proprio l'annuncio che oggi sembra dimenticato.

Luigi Rmv ha detto...

La precisazione di Carlo sulla libertà, che condivido in pieno, era anche necessaria perché ho notato che negli interessantissimi interventi, talvolta si fa confusione sulla missione della Chiesa stabilità da Gesù.

"Invitare" alla conversione, "ammaestrare", "insegnare" e " battezzare" non implicano nessuna imposizione ma presuppongono la piena libertà.
Chi accetta e crede è salvo, chi no è condannato. Semplice.

Chi non ascolta e non vuole ascoltare merita il gesto di rimprovero indicato da Gesù, lo spolverare la terra dai sandali, ossia l'occasione ti e'stata data, hai fatto la tua scelta in piena liberta', io e te non abbiamo più niente da dirci.

Se ci ripensi e ti penti, riconoscendo i tuoi peccati, il Padre è pronto a riprenderti in casa, a metterti l'anello e le vesti pulite e a uccidere il vitello grasso per festeggiare il figlio ritrovato.

Invece la frase "convertire i mussulmani è un dovere", oppure la questione su chi "DEVE essere convertito" e chi no, i mussulmani si e gli ebrei no, implica un'imposizione che non ha nulla a che vedere con il Vangelo e che Gesù non ha mai insegnato.

C'è una certa violenza nascosta in questa terminologia sbagliata che non è affatto evangelica.
E non c'entra nulla con le eresie moderniste.

Anonimo ha detto...

Veramente a questo esimio cardinale forse Bergoglio tirerà le orecchie: convertire? Eh, no, i cristiani non devono mica fare proselitismo!!!! Sarenbbe una colonizzazione! No, ognuno resti della sua religione, tanto sono tutte uguali e tutti si salvano, imam guerrafondai in testa.

mic ha detto...

Luigi Rmv,
Questo discorso della libertà è stato più volte da noi sottolineato. Ma è sempre bene ribadire ogni volta per chi leggesse per la prima volta.
Del resto è proprio ciò che smentisce la recente equivalenza tra Corano e Vangelo del vdr.

RR ha detto...

OT in parte:
l'ultimo bell'articolo di Blondet (non sempre mi piacciono, ma questo merita veramente).

Josh ha detto...

Rosa, è molto centrato anche il titolo di Blondet:
"fatelo smettere di insultare Gesù".

Era ora. Finalmente qualcuno che è anche un personaggio pubblico, seppur di nicchia, che l'abbia detto a viso aperto.

Rr ha detto...

Si, Josh, insulta Gesù.
Blondet però è proprio di nicchia ormai.
Ritorno alla mia idea di conferenza stampa.
Anche se a leggere i commenti agli articoli che riprendevano l'intervista, almeno sul Giornale e FB, molti usavano parole anche più forti di quello di Blondet. C'è gente che ancora i Vangeli se li ricorda.