domenica 8 maggio 2016

don Elia. La grande impostura

Ora il gioco si fa duro. Siamo di fronte a scelte importanti che implicano un impegno pastorale, che intendiamo svolgere, con i nostri sacerdoti di riferimento, secondo quanto già sapientemente tracciato da mons. Athanasius Schneider, al quale abbiamo espresso tutta la nostra gratitudine e il nostro appoggio a partire dalla preghiera. Con la fiducia che il Signore ci guida per mezzo della Sua santissima Madre.

Tempus est, ut incipiat iudicium a domo Dei (1 Pt 4, 17).

«La fede cattolica va bene, purché sia riveduta e corretta secondo i nostri gusti; ci piace nella misura in cui corrisponde alle nostre idee». È su questa ingannevole premessa che si sono formate le ultime generazioni di chierici e, per mezzo di loro, di fedeli. L’uomo si è messo al di sopra di Dio e della Sua Parola, giudicandola dall’alto delle proprie pretese conquiste intellettuali e dei propri imperativi categorici. Perfino la preghiera ispirata dei Salmi è stata spurgata, nel nuovo breviario, di tutte le frasi che urtavano la nuova concezione del cristianesimo, irenistica e inclusiva (cioè svuotata del proprio nucleo per potervi integrare anche ciò che le è incompatibile, come in una manipolazione genetica). Lutero e Marcione, per difendere le proprie eresie, ebbero un atteggiamento del tutto simile nei confronti della Sacra Scrittura. Il risultato è che gran parte dei cattolici, oggi, hanno perso gli anticorpi che li immunizzavano dagli errori manifesti che la propaganda massonica ha insinuato nella predicazione e nella prassi ecclesiale; è per questo che, ormai, essi ingoiano avidamente – e gioiosamente – qualsiasi veleno, specie se spacciato per amore e misericordia.

La coscienza di un ministro di Dio, tuttavia, può avere ancora un salutare sussulto, qualora un laico lo rimproveri. È pur sempre un essere ragionevole, illuminato dall’unzione battesimale e assistito dalla grazia di stato. Se reagisce in modo aspro o addirittura violento, è perché le vostre parole di riprensione sono andate a scuotere il precario equilibrio di compromesso risultante dal tentativo di addomesticare la voce della coscienza e – se mai possibile – quella dello Spirito Santo. Per questo, prima di affrontarlo, è indispensabile porsi sotto il manto dell’Immacolata per evitare di essere da lui spiritualmente aggrediti. La nostra formazione intellettuale, infatti, ci ha forniti di una dialettica da sofisti con la quale noi chierici siamo capaci (cosa che adesso mi fa orrore) di trionfare su qualsiasi obiezione anche quando abbiamo evidente torto, demolendo interiormente l’interlocutore come se fosse pazzo o colpevole dei peggiori misfatti. Per questo raccomando a tutti di dotarsi di adeguate protezioni spirituali. Soprattutto non lasciatevi catturare dai ragionamenti capziosi dei preti, se non avete armi logiche sufficienti per smontarli; nel caso, lanciate il messaggio e fuggite.

Chi è ancora abbastanza intellettualmente onesto e interiormente libero, fra i vostri sacerdoti, un giorno vi ringrazierà perché sarete stati strumento della sua resipiscenza e della sua conversione. Fu una parrocchiana con cui non avevo mai parlato prima, un pomeriggio di giugno di quasi vent’anni fa, a ingiungermi con tono perentorio di acquistare il Trattato della vera devozione alla Vergine Maria del Montfort e di mettermi subito a leggerlo. Poiché, poco prima, si era riferita alla mia situazione personale, che non poteva conoscere per via umana, obbedii alla voce divina che mi era pervenuta per mezzo di lei e, con quella lettura, ebbe inizio per me una radicale trasformazione spirituale. Se le vostre parole non bastano, quindi, regalate il Trattato e pregate perché la cura ottenga il suo effetto. I vostri poveri preti sono infetti di Cantalutero, lectio bosiana, cortili dei pagani e cattedre degli atei… Abbattute così tutte le difese immunitarie, il virus B. ha fatto strage. La diagnosi è catastrofica e la prognosi riservata, ma Dio fa ancora miracoli.

Questa perversa contraffazione della fede cristiana, d’altronde, è stata persino colta e annunciata nel Catechismo della Chiesa Cattolica: «Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il “mistero di iniquità” sotto la forma di un’impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne» (§ 675; il corsivo è mio). Inutile dire che ci siamo dentro in pieno: nei nostri giorni sta avvenendo la deflagrazione di tale terribile prova, che passa al vaglio i membri della Chiesa. Alla falsificazione della fede si accoppia infatti, inseparabilmente, l’edificazione di un corpo ecclesiale epurato da ogni elemento non conforme che possa arrecare disturbo: è puro stalinismo – o, per chi preferisce le analogie scientifiche, ingegneria genetica spirituale. Se però cambia il culto, la pratica e la dottrina… è un’altra religione. Costi quel che costi, noi vogliamo rimanere cattolici.

Quelli che oggi, nel ceto clericale, fanno carriera (e diventano quindi Pastori) sono quasi sempre i più convinti sostenitori e zelanti cooperatori del nuovo corso. Ciò che più ferisce un’anima fedele è la perfidia diabolica, per non dire la cattiveria disumana con cui spesso si accaniscono contro chiunque non si allinei al sistema, celandola magari dietro apparenze melliflue e premurose. La nostra strada, inevitabilmente, si biforca dalla loro, malgrado gli eventuali vincoli di amicizia e di stima che possono esserci stati in passato, quando ancora non si erano pienamente manifestati per quello che sono realmente. Per loro non resta che recitare i salmi imprecatori, che sono pur sempre preghiere miranti al ravvedimento di chi ne è oggetto: sono anche quelli Parola di Dio, ispirata dallo Spirito Santo, ripetuta da Gesù nella sua vita terrena e gridata al Cielo da schiere di Martiri e di Santi. Chi siamo noi per espungerli dal culto pubblico della Chiesa? Siamo forse più virtuosi e aggiornati di tutti loro, compreso il Verbo incarnato?

È ovvio che, con codesti personaggi, la prudenza è d’obbligo. Non giochiamo al massacro, perché non serve a nulla: finché il nostro Maestro ci vuole nello stadio, lottiamo con sapienza parando i colpi. Il martirio è una grazia che il Signore concede a chi vuole Lui e quando vuole Lui; non sta a noi candidarci né fissare i tempi, a meno che non ci giunga un’inequivocabile ispirazione celeste o ci venga espressamente richiesto di rinnegare la fede nei fatti o nelle parole. In ogni caso, dobbiamo essere pronti a riprodurre in noi la Passione: «La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione» (CCC, 677). Coraggio, è giunto il tempo in cui inizia il giudizio a partire dalla casa di Dio, cioè dalla Chiesa. Dato che siamo dalla parte giusta, non abbiamo nulla da temere, pur senza dimenticare l’indispensabile sforzo quotidiano di santificazione. Le nostre sofferenze, offerte unitamente alla preghiera come compimento della Croce nella nostra carne, contribuiranno a salvare chi è confuso o in bilico. Sì, il Cielo conta su ciascuno di voi per condurre il mondo al Regno di Dio mediante il trionfo del Cuore immacolato di Maria.
P.S.: riguardo all’iniziativa lanciata la settimana scorsa [la consacrazione all'Immacolata], l’appuntamento è per la mattina del 4 giugno a Roma. Onde evitare boicottaggi, il luogo preciso sarà indicato all’ultimo momento. 

12 commenti:

irina ha detto...

Perfino la preghiera ispirata dei Salmi è stata spurgata...

Per anni ho cercato di recitare fedelmente il breviario. Ad un certo punto poi non ho più cercato di restar fedele a questa preghiera giornaliera. Non mi fidavo più. La sfiducia si è poi sempre più allargata coinvolgendo fedeli e consacrati. Strano a dirsi, per forza di cose, mi sono sempre più poggiata sul Signore soltanto.La piena fiducia non è mai più tornata ma ho guardato gli altri e il breviario con sereno distacco senza patire più per quella fiducia scomparsa.Sono andata sostituendo e leggendo autori diversi da quelli messi in prima fila sui banchi delle librerie cattoliche. Una Confessione, fatta dall'ultimo sacerdote che avrei mai scelto se avessi potuto,mi ha ridato pace e Grazia bastante per ricordare che il Signore opera magnificamente anche con il più scalcinato dei suoi e nelle condizioni di deserto umano quasi assoluto.

Anonimo ha detto...

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius,+ et Spiritus Sanctus !
E tutto per mezzo dell'Immacolato e Trionfante e Petrino'Romano Cuore di Maria S.ssima Regina !!!
don +germoglio dell'Imm.Euc. C. di M. S.ssima Regina

Scusate , prepariamoci alla supplica alla Madonna del Rosario : ha detto...

SUPPLICA ALLA REGINA DEL SS. ROSARIO DI POMPEI - versione originale tratta dal libretto mariano del 1939
http://difenderelafede.freeforumzone.com/discussione.aspx?idd=8545099

oppure :
http://www.beatobartololongo.net/index.php?option=com_content&view=article&id=21&Itemid=74

Anonimo ha detto...

Le parole di Don Elia sono commoventi ed encomiabili. Però in termini umani l'esito della battaglia è disperante per l'enorme sproporzione delle forze in campo. La Chiesa di Bergoglio è la diretta emanazione del Potere Globale ormai unico e strabordante che ha al suo servizio media ed istituzioni di ogni ordine e grado. Un blocco univoco e compatto.
Chi resiste nella ormai esile Chiesa di sempre, quella dei millenni, invece è preda di distinguo e divisioni oltre a non poter contare nemmeno lontanamente sui mezzi di cui dispone quella di Bergoglio e dei suoi creatori.
Miles

Alfonso ha detto...

Per Miles: Da parte di chi vuole essere consolato e che invece prova a consolare: certo che occorre avere proprio un coraggio da leoni ed una fede granitica per continuare una battaglia vivendo in un clima da stato d'assedio, ormai privi di vettovaglie e con poche armi a disposizioni, avendo di fronte un esercito i cui ranghi si confondono con l'orizzonte. Uno sguardo alla storia può dare conforto, per cui a scopo di consolazione inter nos riporto queste considerazioni, precisando che allora l'attacco veniva dall'esterno, oggi ci si deve difendere anche e soprattutto dalle quinte colonne infiltrate nel Corpo della Chiesa: "Il XIX secolo scosse e turbò la vita della Chiesa. A partire dalla Rivoluzione francese del 1789, e particolarmente a causa delle conseguenze della Rivoluzione industriale e ai cambiamenti culturali, si ebbe l'impressione che tutte le forze si fossero coalizzate contro di essa: si separò la Chiesa dallo Stato; si procedette alla drastica secolarizzazione della società; si nazionalizzarono i beni della Chiesa, lasciandola in totale miseria; vennero espulsi gli ordini religiosi; lo Stato assunse la gestione dell'insegnamento e delle attività assistenziali; si moltiplicarono gli attacchi alla figura di Gesù e ad alcuni tra i princìpi e le dottrine fondanti del Cristianesimo." (La storia dei papi di Juan Marìa Laboa).

Anonimo ha detto...

>Alfonso: grazie. Purtroppo la differenza sostanziale tra quei tempi e i nostri è che l'insidia prima era esterna ora è interna. Comunque qualsiasi siano i mezzi e l'esito, la buona battaglia merita essere combattuta.
Miles

Che giornata !... ha detto...

Oggi , 8 Maggio , ricorre anche l'apparizione di S.Michele Arcangelo sul Gargano .
http://www.montesantangelo.com/le-apparizioni/

Sarebbe cosa buona e giusta recitare la Corona Angelica, o Rosario di san Michele Arcangelo
http://www.padreguglielmo.it/new/wp-content/uploads/2014/09/coroncinasanmichele.pdf

Luigi Rmv ha detto...

È proprio così, quelli di cui parlate sono due attacchi micidiali, ma quello interno è sempre il peggiore e stavolta proviene addirittura da quelli, papa in testa, che dovrebbero sorreggerci e guidarci.
La massoneria ecclesiastica fa venire i brividi, un'associazione di Giuda Escariota lavora da vari anni nell'ombra e ora ha preso il potere.
E perché Gesù intervenga deve uscire allo scoperto e fare ancora più danni.

Come ricorda don Elia è il fempo quello delle profezie, c'è poco da fare.
'Satana sta marciando tra le loro fila', dobbiamo prenderne atto, esserne coscenti.
Siamo all'inizio della grande tribolazione e dobbiamo combattere come possiamo.
Siamo i piccoli, potranno adottare varie forme di emarginazione, ma noi le conseguenti forme di lotta, sempre evangelica, a seconda delle situazioni personali e capacità.
Prima fra tutte la preghiera, la recita giornaliera del Rosario cambia la vita e le situazioni più di quanto si possa immaginare.
Non riesco a credere ai cambiamenti che ha portato e sta portando nella mia vita.
Poi coraggio e prudenza, che non sono affatto incompatibili, anzi.

Dice bene don Elia, come sempre:
"È ovvio che, con codesti personaggi, la prudenza è d’obbligo. Non giochiamo al massacro, perché non serve a nulla: finché il nostro Maestro ci vuole nello stadio, lottiamo con sapienza parando i colpi."

Condivido in pieno, ringrazio don Elia, valida e solida guida.
Rammento anche la parabola di Gesù sulla costruzione della torre e il re che deve affrontare una guerra, un punto di riferimento in questo tempo.

Anonimo ha detto...

@ngi
http://difenderelafede.freeforumzone.com/discussione.aspx?idd=8545099

Anonimo ha detto...


"Meglio aver combattuto e perso che non avere neanche combattuto" - PP

Anonimo ha detto...

Intanto a Livorno oltre mille senegalesi musulmani in preghiera al PalaModi'.

"Livorno si trasforma per 24 ore nella TOUBA TOSCANA, cioè la città santa del Senegal. Pullman da tutta Italia. La sezione soci COOP ha contribuito a pagare l'affitto"

Tratto da un articolo de iltirreno.gelocal.it del 5 maggio

Valentina ha detto...

Anonimo 10.q18:
la COOP sei tu, chi può darti, chi può darti di più.

Chiuderei le donne in casa...