giovedì 19 maggio 2016

Danilo Quinto. Il cambiamento d’epoca

Con una sola citazione, quella dell’arcivescovo rosso dom Hélder Câmara, punto di riferimento della Teologia della Liberazione - a lui tanto cara – di cui è in corso la causa di beatificazione, aperta proprio da questo pontificato, nel discorso di apertura alla 69ª Assemblea generale della Cei, il Papa sferra un attacco senza precedenti ai Vescovi, mentre ai Sacerdoti rivolge un appello alla comunione. Vedremo in che termini.

Il tema di cui si dibatte è il rinnovamento del clero. Piuttosto che occuparsi dei metodi di preparazione al sacerdozio, in particolare della formazione nei seminari, di omelie sociologiche, che si occupano di tutto tranne che della Parola di Dio, di tante Chiese trasformate in luoghi in cui il Padrone di Casa è debitamente nascosto, quasi si abbia ritegno o pudore a mostraLo per l’adorazione o si celebrano happening – com’è avvenuto a Napoli, nella Chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, dove il parroco, davanti all’altare, con il cero pasquale acceso, ha fatto montare un maxischermo con le immagini del 36mo gol di Higuain, sulle note dell'inno della squadra napoletana – il Papa sceglie di cavalcare l’onda di chi lo presenta come rivoluzionario e riformatore rispetto ad una Chiesa che impedisce il rinnovamento che lui vuole apportare.

Al fine di raggiungere quest’obiettivo – che è un obiettivo mondano, sempre lo stesso, quello di piacere al mondo – punta pesantemente il dito contro i Vescovi. Dice: «Nella vostra riflessione sul rinnovamento del clero rientra anche il capitolo che riguarda la gestione delle strutture e dei beni economici: in una visione evangelica, evitate di appesantirvi in una pastorale di conservazione, che ostacola l’apertura alla perenne novità dello Spirito. Mantenete soltanto ciò che può servire per l’esperienza di fede e di carità del popolo di Dio».

Altro che richiamo alla sobrietà, com’è stato detto. Dietro l’arcana espressione pastorale di conservazione – delle strutture e dei beni economici – il Papa fa credere, peraltro in maniera generalizzata, che i Vescovi vivano qualche difficoltà nel servire l’esperienza di fede e di carità del popolo di Dio. I Vescovi sono uomini – è vero - e come tutti gli uomini possono essere attratti dal potere e dai beni materiali piuttosto che da quelli del Cielo, ma fino a quando potranno accettare che la vulgata propinata nei libri che vanno tanto di moda, alla quale lo stesso Papa fa da cassa di risonanza, li presenti come servi di due padroni: Dio e Mammona?

Per il sacerdote è indicato una specie di decalogo, nel quale si parla di tutto: di un’agenda da non difendere, del lasciarsi incontrare dalla gente e farsi incontro, del non essere un burocrate o un anonimo funzionario dell’istituzione o consacrato a un ruolo impiegatizio o mosso dai criteri dell’efficienza, del sapere che l’Amore è tutto, del non cercare assicurazioni terrene o titoli onorifici, che portano a confidare nell’uomo, nel non domandare nulla che vada oltre il reale bisogno, del non preoccuparsi di legare a sé le persone che gli sono affidate.

La credibilità del sacerdote? E’ il suo stile di vita semplice ed essenziale, sempre disponibile, che lo avvicina agli umili, in una carità pastorale che fa liberi e solidali. Il sacerdote - servo della vita, noi pensavamo servo di Cristo - cammina con il cuore e il passo dei poveri ed è reso ricco dalla loro frequentazione. È un uomo di pace e di riconciliazione, un segno e uno strumento della tenerezza di Dio, attento a diffondere il bene con la stessa passione con cui altri curano i loro interessi.

Da chi è convertito e confermato il sacerdote? Dal popolo santo di Dio – naturalmente - dalla sua fede semplice. Il suo tratto distintivo è la comunione. Non l’eucaristia - e neanche la comunione con Dio, con i defunti, con i Santi, il dogma cattolico secondo il quale tutti i fedeli che fanno parte della Chiesa militante, purgante e trionfante, profittano di tutto il bene che è e si fa nella Chiesa universale come corpo mistico di Cristo – ma la comunione vissuta con i laici in rapporti che sanno valorizzare la partecipazione di ciascuno. In questo tempo povero di amicizia sociale – precisa il Papa - il nostro primo compito è quello di costruire comunità. E’, quindi, l’attitudine alla relazione – con gli altri, con la comunità - un criterio decisivo di discernimento vocazionale.

Noi pensavamo che la fonte della santità sacerdotale non fossero né gli incontri con le persone, né lo stile di vita, né l’attenzione ai poveri. Pensavamo – e nonostante quello che afferma questo Papa, continueremo a pensarlo – che l’unica fonte della santità sacerdotale sia costituita dalla Santa Messa. Scriveva a questo proposito il Santo Curato d'Ars: «Se conoscessimo il valore della Messa, moriremmo. Per celebrarla degnamente, il sacerdote dovrebbe essere santo. Quando saremo in Cielo, allora vedremo che cos'è la Messa, e come tante volte la celebriamo senza la debita reverenza, adorazione, raccoglimento».

Il Papa dice: «Anche in Italia tante tradizioni, abitudini e visioni della vita sono state intaccate da un profondo cambiamento d’epoca. Noi, che spesso ci ritroviamo a deplorare questo tempo con tono amaro e accusatorio, dobbiamo avvertirne anche la durezza: nel nostro ministero, quante persone incontriamo che sono nell’affanno per la mancanza di riferimenti a cui guardare! Quante relazioni ferite! In un mondo in cui ciascuno si pensa come la misura di tutto, non c’è più posto per il fratello».

Il cambiamento d’epoca lo determina un Papa che in un discorso rivolto ai Vescovi, in cui tratta il tema del rinnovamento del clero – vai mai a sapere, poi, che cosa s’intenda con questo – oltre a non dire una parola sulla legge immonda sul matrimonio sodomitico votata qualche giorno fa, non ricorda che «se tutta la Chiesa vive dell'Eucaristia, l'esistenza sacerdotale deve a titolo speciale assumere ‘forma eucaristica'» (Giovanni Paolo II, Lettera ai Sacerdoti, n.1, 13/05/2005).

Questa è l’esistenza sacerdotale. E’ sempre il Santo Curato d'Ars a dire:
 «Senza il sacramento dell'Ordine, non avremmo il Signore. Chi Lo ha collocato lì in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la tua anima nel primo momento dell'ingresso nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di realizzare il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi ha da prepararla a comparire davanti a Dio, lavandola per l'ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest'anima arriva a morire [col peccato], chi la resusciterà, chi le restituirà la serenità e la pace? Ancora il sacerdote. [...] Dopo Dio, il sacerdote è tutto! [...] Lui stesso non si comprenderà bene da se stesso, se non in Cielo».
Danilo Quinto - http://daniloquinto.tumblr.com/

54 commenti:

Anonimo ha detto...

Camara verrà fatto patrono degli estremisti politici? E/o dei voltagabbana? Prima SEGRETARIO nazionale di un movimento filo-nazista brasileiro e poi rosso.

Luisa ha detto...


Ringrazio Danilo Quinto per aver ripreso il discorso di Bergoglio ai vescovi nel quale ha tracciato l`identikit del "buon" sacerdote, secondo lui.
Leggendolo son tornata con la memoria al giorno in cui Benedetto XVI ha indetto l`ANNO SACERDOTALE offrendo come modello per tutti i sacerdoti il Santo Curato d`Ars, e non dimentico che all`ultimissimo momento , quando tutto era già pronto e annunciato dalla Congregazione per il Clero, Jean Marie Vianney non è stato proclamato protettore dei sacerdoti.
Danilo Quinto ha già ripreso alcune frasi del Santo Curato d`Ars presenti nella Lettera di Indizione di Benedetto XVI, aggiungo anche queste:

"Parlava del sacerdozio come se non riuscisse a capacitarsi della grandezza del dono e del compito affidati ad una creatura umana:
“Oh come il prete è grande!...
Se egli si comprendesse, morirebbe...
Dio gli obbedisce: egli pronuncia due parole e Nostro Signore scende dal cielo alla sua voce e si rinchiude in una piccola ostia...”.[4]

“Tutte le buone opere riunite non equivalgono al sacrificio della Messa, perché quelle sono opere di uomini, mentre la Santa Messa è opera di Dio»,[17]

Jena Marie Vianney era convinto che dalla Messa dipendesse tutto il fervore della vita di un prete:

«La causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa! Mio Dio, come è da compiangere un prete che celebra come se facesse una cosa ordinaria!”.[18] Ed aveva preso l’abitudine di offrire sempre, celebrando, anche il sacrificio della propria vita:

“Come fa bene un prete ad offrirsi a Dio in sacrificio tutte le mattine!”.[19]


http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090616_anno-sacerdotale.html



irina ha detto...

Il messaggio di questo pontificato è sociologico. De sinistra. In tutte le sue sfumature. Ricchezza e povertà non significano nulla se non si capisce che è l'anima che può e deve trovare il suo essere cristiana in entrambe; in entrambe trovare la propria dignità ed essere in grado di ben governarsi nella buona e cattiva sorte. Cattiva sorte che per molte anime è nascere nella ricchezza e nell'agio che non si è capaci di governare.Il buon governo, nei periodi migliori sia della Chiesa sia degli Stati, ha reso possibile elevare materialmente tanti perchè ha saputo conservare.
In modo particolare in campo spirituale è doveroso conservare tempo e spazio per i Signore, altrimenti in un batter d'occhio la propria parola sarà quella del mondo e non quella di Dio Uno e Trino e da ricchi che si era uno si ritrova indigente. E l'indigenza finisce col predicare.

Josh ha detto...

vero...e invece ora cos'è che distingue il sacerdote? quale sarà il criterio per intendere se sarà un buon sacerdote, se ha una vera vocazione? se è un mistico, un asceta, o un innamorato della Trinità, un sentito celebrante della S. Messa che sa di presentare il Santo Sacrificio?
invece ora a distinguere il sacerdote, sarebbe questo:

" il nostro primo compito è quello di costruire comunità. E’, quindi, l’attitudine alla relazione – con gli altri, con la comunità - un criterio decisivo di discernimento vocazionale."

una specie di capo scout, che "costruisca comunità". Il buon sacerdote ora, per il papa, lo si vede nell'attitudine tutta ORIZZONTALE alle buone relazioni, all'essere compagnone con tutti, anzi con tutt* (si sa mai chi s'incontra, eh). Anzi il criterio decisivo di discernimento della vocazione, se c'è o meno, è proprio l'attitudine alla relazione con gli altri.
Ogni buon p.r., ne discende, è un buon prete.

E la chiamata del Signore? la prossima volta...L'importante è "costruire comunità."

Anonimo ha detto...

Dopo aver messo sugli altari Camara, forse il Papa cerchera' di farvi mettere anche
Che Guevara, che tra l'altro era argentino, come lui. A. P.

Anonimo ha detto...

In effetti, anche ai nostri giorni, molti sono pronti a “stracciarsi le vesti” di fronte a scandali e ingiustizie – naturalmente commessi da altri –, ma pochi sembrano disponibili ad agire sul proprio “cuore”, sulla propria coscienza e sulle proprie intenzioni, lasciando che il Signore trasformi, rinnovi e converta.
BXVI - 13 FEBBRAIO 2013, OMELIA

Luisa ha detto...

Leggere quel che diceva e viveva il Santo Curato d`Ars, ripeto dato in esempio ai sacerdoti da Benedetto XVI e per questo sbeffeggiato, e poi leggere quel che Jorge Bergoglio considera un buon sacerdote indica la trasformazione, lo svuotamento, il ribaltamento della sacralità, del cuore stesso della nostra fede, oggi i sacerdoti e noi tutti dobbiamo inginocchiarci davanti ai poveri, non davanti a Cristo, il compito del sacerdote è tutto all`orizzontale, il suo tratto distintivo e compito è quello di ...costruire comunità!

Durante l`anno sacerdotale Benedetto XVI ha consacrato diverse catechesi alla missione del sacerdote, riporto qui quella dedicata al MUNUS SANCTIFICANDI al compito che ha il sacerdote di "santificare gli uomini, soprattutto mediante i Sacramenti e il culto della Chiesa."
Faceva notare Benedetto XVI che :

"Negli ultimi decenni, vi sono state tendenze orientate a far prevalere, nell’identità e nella missione del sacerdote, la dimensione dell’annuncio, staccandola da quella della santificazione; spesso si è affermato che sarebbe necessario superare una pastorale meramente sacramentale. Ma è possibile esercitare autenticamente il Ministero sacerdotale “superando” la pastorale sacramentale?

E aggiungeva:

"...vorrei anche invitare ogni sacerdote a celebrare e vivere con intensità l’Eucaristia, che è nel cuore del compito di santificare; è Gesù che vuole stare con noi, vivere in noi, donarci se stesso, mostrarci l’infinita misericordia e tenerezza di Dio; è l’unico Sacrificio di amore di Cristo che si rende presente, si realizza tra di noi e giunge fino al trono della Grazia, alla presenza di Dio, abbraccia l’umanità e ci unisce a Lui (cfr Discorso al Clero di Roma, 18 febbraio 2010). E il sacerdote è chiamato ad essere ministro di questo grande Mistero, nel Sacramento e nella vita"

http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2010/documents/hf_ben-xvi_aud_20100505.html

Anonimo ha detto...

Se i sacerdoti anziché dover amministrare i Sacramenti in Persona Christi, sono retrocessi a costruttori di comunità, e se la Chiesa non è più la Società Perfetta, ma una comunità qualunque, allora a che servono i sacerdoti e a che serve il papa, a che serve la chiesa stessa?

Iscriviamoci tutti al VVF e rottamiamo le conferenze episcopali, a San Pietro ci facciamo un bel museo di arte moderna e i sudamericani oriundi li rimandiamo nella pampas a fumare droga e bere infusi di coca.

Josh ha detto...

allora eccolo qui:

dirigente comunità, diploma in un anno!
Più veloce anche delle fandonie del postconcilio....

http://www.diplomainunanno.com/dirigente-di-comunita/

Annarè ha detto...

Vado fuori tema: avete letto l'articolo della Siccardi sul sito Corrispondenzaromana, dove parla del terzo segreto di Fatima rivelato da Benedetto XVI ad un amico sacerdote?

Anonimo ha detto...

Segnalo.

http://www.riscossacristiana.it/ricostruire-la-citta-cattolica-di-mons-marcel-lefebvre/

Luisa ha detto...

Questo è parlar chiaro, leggo dette da Mons. Livi delle osservazioni che molti anche su questo blog hanno fatto ma che sia un teologo del calibro di Mons. Livi ad aver il coraggio di esporsi in quel modo senza temere di qualificare come lo meritano e un documento papale e certi personaggi molto in voga, mi fa sentire meno "sola":

"Papa Francesco certamente non lo fa con la sua condotta personale, ma la dottrina teologica che egli favorisce, questa sì che scandalizza, nel senso biblico del temine, nel senso che è una “pietra di inciampo” per la fede dei semplici e disorienta le coscienze di tanti”.

Davvero?

“ Vuole un esempio? Il fatto che oggi si parla poco o niente del peccato, che di fatto è stato sdoganato nel nome di una misericordia senza limiti. E’ arrivato il momento che qualche voce si levi, i cattolici non possono stare più zitti, devono denunciare. Questa Chiesa parla sempre e solo di misericordia, ma la dissocia dal peccato. Certamente questo rende popolari, perchè il lassismo paga, nel senso che segue lo spirito del mondo, quello che la gente vuol sentirsi dire”.

http://www.lafedequotidiana.it/monsignor-antonio-livi-la-amoris-laetitia-mette-a-rischio-la-dottrina-sullindissolubilita-del-matrimonio/

Josh ha detto...

_a chi lo citava sopra, B XVI su Fatima e falso concilio e falsa Messa...sì l'ho letto, e per chi non l'avesse fatto è qui

http://www.corrispondenzaromana.it/fatima-la-clamorosa-conversazione-di-benedetto-xvi-con-padre-ingo-dollinger/

_sulla cit. di Mons. Lefebvre, vale davvero tutto il libro

http://www.edizioniamiciziacristiana.it/lohannodetronizzato.htm

Anonimo ha detto...

“Nel nostro ministero, quante persone incontriamo che sono nell’affanno per la mancanza di riferimenti a cui guardare!”

Non pensa il Santo Padre che molti sono ora nell’affanno, se non anche nell’angoscia, proprio a causa sua, del papa? Cioè precisamente perché, con tutta la buona volontà, non riescono – non riusciamo – a guardare a lui come a un riferimento?

Non sarebbe ora di finirla di fare i “mea culpa” sul petto degli altri?!

Maso

Anonimo ha detto...

Giusto Maso!

Josh ha detto...

sull'oscurissimo Camara, incredibilmente in via di beatificazione, da leggersi assolutamente questo:

http://www.radiospada.org/2015/04/quando-introvigne-attaccava-il-prossimo-beato-camara/

Anonimo ha detto...

E Marco Pannella non ha potuto godere delle umane vicende a favore della depravazione. Neanche delle aperture di Bergoglio. Magari i tanti infanti soppressi abortiti intercederanno presso il trono dell'Altissimo a favore di quest'anima prava! Che Iddio abbia pietà di lui.

Anonimo ha detto...

Anche per le monache diventa sempre più difficile continuare la vita nei conventi. Incombe l'incubo dello sfratto....
Nel convento di San Pietro a Majella in piazza Miraglia a Napoli si sono insediate una trentina di persone di un centro sociale. Questa occupazione, perché di questo si tratta ha costretto le monache a rintanarsi al 5° piano nelle loro stanze, quasi fossero segregate.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/16_maggio_19/suore-san-pietro-majella-segregate-convento-occupato-d8fcf338-1d8a-11e6-a3a5-04001714e78c.shtml

Rr ha detto...

Josh,
pensa la serietà e l'ampiezza di preparazione richieste per diventare " dirigente di comunità" , che il personale infermieristico dell'Unita' coronarica presso la quale lavoravo allora( anni Novanta) preparava le lezioni e l'esame di diploma durante i turni di notte, tra una misurazione di pressione el'altra, un pappagallo da wvuotare ed una flebo da cambiare. Ci sono centinaia, anzi probabilmente migliaia di dirigenti di comunità in Italia. Che poi il diploma lo usino per lavorare, no so. Mi dicevano che ottenevano il diploma, affinché, se si fossero stancati dell'infermieristica, avrebbero avuto chances di lavorare in asili, case di riposo, oratorii...

Obama è un tipico " community organizer", facciamolo prete.

Pensare che invece la gente vuole proprio un prete, non un assistente sociale, un PR, un psicolpgo, ecc.ecc. Per quello ci sono i professionisti specifici.
Del resto il VdR che esperienza personale ha del fare il prete ? Lo ha mai fatto? Lo è mai stato? Non risulta. Quindi di che può parlare?

Josh ha detto...

chi ricorda il papa che riceveva i centri asociali e i leonkavallini, dicendo di "continuare a occupare"?

beh l'han preso in parola. Cfr.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/i-centri-sociali-senza-pudore-occupano-convento-e-chiesa-1260921.html

Renzi il "cattolico" esalta l'opera di Pannella ha detto...

Morto Pannella.

Renzi: "E' stato un leone della libertà"

Piuttosto recitiamo per lui un Eterno riposo.

gianlub ha detto...

Intanto, l'amico di Bergoglio, Pannella è morto

CI LASCIA UN'EREDITA' UMANA E SPIRITUALE IMPORTANTE???? ha detto...

Vicinanza a Pannella in occasione del suo ultimo compleanno, lo scorso 2 maggio, oltre che dal presidente della Repubblica Mattarella e da esponenti delle varie forze politiche italiane, era stata espressa da Papa Francesco. Il Papa gli aveva inviato una copia del libro-intervista con Andrea Tornielli "Il nome di Dio è misericordia" e una medaglia con la Madonna e il Bambino Gesù. Nel 2014, il Papa lo aveva chiamato per informarsi delle sue condizioni di salute durante uno sciopero della sete.


Sulla figura di Marco Pannella, ascoltiamo il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico LOMBARDI (c'è pure la radio-intervista audio):

"Marco Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui NON SI POTEVA NON APPREZZARE L'IMPEGNO TOTALE E DISINTERESSATO PER NOBILI CAUSE, ad esempio quella a cui si è molto dedicato negli anni recenti, in favore dei carcerati. A questo proposito l’on. Pannella diverse volte ha voluto incontrarmi proprio per testimoniare personalmente con molto entusiasmo la sua grandissima ammirazione per il Papa Francesco, per la sua attenzione ai carcerati e l’impegno per il rispetto della loro dignità, come pure più generalmente per tutte le persone i cui diritti sono violati o conculcati.

Lo ricordo quindi con STIMA E SIMPATIA, pensando che ci lascia una EREDITA' UMANA E SPIRITUALE IMPORTANTE, di rapporti franchi, di espressione libera e di impegno civile e politico generoso, per gli altri e in particolare per i deboli e i bisognosi di solidarietà".

http://it.radiovaticana.va/news/2016/05/19/e_morto_marco_pannella_/1230979

Josh ha detto...

inutile stupirsi..anzi Lombardi nota anche che talvolta la Chiesa e Pannella potrebbero essersi trovati mica proprio sullo stesso fronte, ma solo talvolta.

Eppure certe dichiarazioni sembrano intercambiabili, si veda questa, per es.

http://www.repubblica.it/vaticano/2015/12/15/news/l_appello_del_papa_per_la_pace_tutti_abbiano_un_lavoro_una_terra_un_tetto_-129518101/?refresh_ce

Anonimo ha detto...

Dichiarazioni penose.Con l'elezione diFrancesco la Chiesa è caduta in una confusione tale che ormai anche molti preti parlano non da preti ma da politici.Un papato veramente catastrofico.bobo

tralcio ha detto...

Caro Danilo Quinto,
ho sentito una tua conferenza e so quanto nobiltà d'animo ci sia persino nell'inevitabile amarezza di tante circostanze.
Oggi Marco Pannella ha incontrato l'eternità.
Sta vivendo il suo giudizio particolare.
Forse sta capendo che cosa sia e si troverà senza referendum da indire: si stupirà di preghiere per lui, senza doverle pietire.
Sono certo che il Signore avrà udito con particolare attenzione anche la tua preghiera di suffragio, caro Danilo.
La preghiera più nobile, che affranca il cristiano dai modi del mondo.
Non la preghiera che cerca il plauso del mondo, non denunciando l'errore.
Perchè è chiaro che Marco Pannella ha propalato il peccato.
E la Chiesa lo sa.
Forse non tutti gli uomini di Chiesa, ma questo è un altro discorso.
Il Signore in questo momento ascolta le preghiere per un'anima bisognosa.
E sono contento di poterla elevare anch'io, grazie al Signore che mi fa più forte del mio fastidio per un personaggio tanto detestato oggi, quanto seppe affascinarmi da ragazzo totalmente ripieno dell'ideologia che circola per le scuole pubbliche e i suoi professori. Allora Cristo non era il centro... Era un'idea...

Nicola L. ha detto...

Se uno fa ammazzare cinque milioni di persone dentro le camere a gas è un criminale. Se uno invece lotta per far ammazzare cinque milioni di bambini dentro la pancia della mamma.....è un "eroe dei diritti civili"

Anonimo ha detto...

E' morto uno dei maggiori nemici della Fede. Dedicò la vita a distruggere i valori morali del popolo italiano e molte volte ci riuscì.
Adesso è davanti all'Altissimo a cui dovrà rendere conto della sua vita.
A noi cristiani, contro i quali ha sempre combattuto, non resta che pregare per lui. Che l'Iddio pietoso abbia misericordia della sua anima (Rafael Bassoli).

Anonimo ha detto...

Fuori tema. Vi segnalo il titolo di una conferenza presso il Pontificio Istituto di studi arabi e islamistica: Insegnare teologia cristiana alla luce dell'Islam. D'altra parte il papa non aveva scritto "interpretare il vangelo alla luce della cultura contemporanea"?
http://www.pisai.it/il-pisai/news/2016/aprile/april-2016-lecture/
Antonio V.

Josh ha detto...

@Antonio V. davvero curioso che un Liber Tenebrarum ora venga fatto parere qualcosa che possa far luce, e addirittura una luce tale attraverso la quale rileggere il cristianesimo. Conferenza che interesserà specialmente le risorse e i fratelli del papa.

Alfonso ha detto...

Da Tralcio: "Il Signore in questo momento ascolta le preghiere per un'anima bisognosa.
E sono contento di poterla elevare anch'io, grazie al Signore che mi fa più forte del mio fastidio per un personaggio tanto detestato oggi, quanto seppe affascinarmi da ragazzo totalmente ripieno dell'ideologia che circola per le scuole pubbliche e i suoi professori. Allora Cristo non era il centro... Era un'idea..."
Che strana evoluzione ha avuto il mio pensiero. Anche per me, nel periodo della baldanzosa gioventù , anni sessanta e settanta, il "personaggio" era uno dei riferimenti eroici. Mi sentivo chiamato a "rivoluzionare" tutta la realtà , giudicata ingiusta e discriminatoria. Non sopportavo più di fare discorsi teorici e di elaborare scolasticamente idee , ma desideravo agire per avere risultati immediati. Che ubriacature dello spirito. Quanti errori di valutazione e quali scelte scellerate ho compiuto. Sono anni che mi tormento per questi errori e per quelle scelte. Ogni qualvolta ne ricordo qualcuno, la coscienza del male fatto mi fa dubitare del perdono del Signore. Tornando al "personaggio" , mi convinsi che era in verità un'abile istrione ben dotato di mezzi finanziari, quando un amico mi chiese se ero disponibile a partecipare alla costituzione di una sezione del suo partito nella mia città natale, avendo a disposizione un ricco budget da spendere a tal fine. Il denaro non era un problema! Iniziò allora il riesame della mia vita. Ed ecco che l'amore per Cristo, mai del tutto soppresso dalla superbia di quegli anni, oggi riempie la mia esistenza ed è tanto grande da farmi associare senza remore alla vostra preghiera.

Anonimo ha detto...


OT Bagnasco ha detto (La Repubblica) che la CEI non si impegnera' nella raccolta di firme per far abrogare la legge sulle unioni civili

E' un lavoro da laici ha detto. Ha anche detto che i problemi veri del Paese sono altri;
la disoccupazione, la denatalita', il gioco d'azzardo. Il Papa intanto ha inveito contro
il lavoro nero.
(Ma leggi come quelle sulle "unioni civili" anche omosessuali non c'entrano niente con la denatalita'? che mentalita' e concezione della vita esprimono? Chi sperava qualcosa da Bagnasco, dopo la sua precedente presa di posizione, deve ricredersi, evidentemente). A. R.

Anonimo ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/germania-chi-dice-s-all-islam-deve-accettare-sharia-1260237.html

Merkel apre alla sharia (purché sia democratica)
Secondo l'editorialista di Die Welt Henryk M. Broder, la posizione del governo è quella di accettare le pratiche sociali connesse all'islam, purché non mettano in dubbio la democrazia

Luisa ha detto...

Qui la reazione di Socci all`elogio funebre di p. Lombardi a Pannella :

https://it-it.facebook.com/permalink.php?story_fbid=988367241284153&id=197268327060719

Angheran70 ha detto...

Adesso il presidente della CEI dovrebbe fare i banchetti per le firme?

Che poi questa del referendum è una freccia spuntata. Dai referendum i cattolici non hanno mai ottenuto niente di esaltante, da Barabba in poi. Se si vuole far pesare qualcosa a livello pubblico si devono sfruttare le occasioni che ci sono subito, non nel 2018 se tutto va bene.

E comunque è un lavoro che spetta ai laici.

mic ha detto...

http://www.maurizioblondet.it/4869-2/

mic ha detto...

Non è firse sofista tirar fuori il presidente della CEI coi banchetti per le firme?
Ovvio che questo spetta ai laici. Ma ai laici è mancato e manca l'incoraggiamento della CEI. È questo di cui hanno bisogno, così come avevano bisogno che la CEI parlasse forte e chiaro prima e non dopo la fine dei giochi...

Timoteo ha detto...

"Ovvio che questo spetta ai laici. Ma ai laici è mancato e manca l'incoraggiamento della CEI. È questo di cui hanno bisogno, così come avevano bisogno che la CEI parlasse forte e chiaro prima e non dopo la fine dei giochi..."

Stavolta ti quoto tutto Maria: lettere, virgole e puntini di sospensione.

Anonimo ha detto...

E' molto deludente che, non appena segnalato quanto di grave vi sia dietro l'approvazione della legge Cirinnà, subito si nasconda la mano che ha tirato il sasso. Bagnasco evidentemente non ha intenzione di tirarsi fuori dal gruppone Bergogliano, anche se, di fatto, Galantino ed il suo Capo, lo hanno già giubilato. Peggio di così potrà mai andare?

Anonimo ha detto...


@ E poi, a ben vedere, il "parlar forte e chiaro" della CEI "dopo la fine dei giochi", oltre a risultare inutile, appunto perche' "dopo", assomiglia in realta' al classico "ruggito del topo". E che si tratti di uno squittinio risulta appunto dal non aver nemmeno avuto il coraggio di avallare moralmente una eventuale campagna per un referendum abrogativo, a prescindere dai suoi risultati, nascondendosi dietro l'ovvieta' che tale campagna sarebbe un lavoro da laici. Dopotutto Bagnasco e' pur sempre colui che non ha avuto il coraggio di negare la S.Comunione al transessuale Luxuria, nelle ben note circostanze. A. R.

irina ha detto...

@ mic,9:38

Grazie.

Anonimo ha detto...

.... Giusto per provocazione gratuita, per disturbare il coro ufficiale troppo monocorde con una nota stonata, mi limito a riportare qui una sentenza nemmeno mia, ma di Costanzo Preve, l’ultimo filosofo marxista:

“Quanto ai radicali, Pannella und Bonino, non li considero personalmente una forza politica, ma un elemento culturale di profonda corruzione civile e umana, avanguardia di un individualismo estremo e anomico. In parole semplici, ripugnanti”

http://www.maurizioblondet.it/4869-2/

mic ha detto...

Anche il gesuita-comunicatore, alter ego di Bergoglio fa il pesce in barile: lui non "pesa", indica un modello (!?). E, in più, banalizza la Fede in Cristo Signore riducendola a 'sensibilità cristiana'...

“Non voglio pesare quali battaglie erano compatibili e quali non lo erano con la sensibilità cristiana. La riflessione che in questo momento mi sento di fare è proprio sullo spessore di questo impegno personale in politica, un modello sul quale riflettere: una persona che è andata sempre fino in fondo per rispettare i suoi ideali” (p. Antonio Spadaro s.j.).

... l'aborto, l'eutanasia, la sodomia, sono forse "ideali"?

E' vero che il 'nostro' aveva una inusitata energia, una grande determinazione e un certo carisma personale che ha "dato spessore" al suo impegno insieme alle conseguenze nefaste di cui stiamo raccogliendo i frutti avvelenati; ma non possiamo dire che li abbia spesi per il Bene. Poi, parce sepulto, ma mettiamo ogni cosa al suo posto!

Anonimo ha detto...

Nella chiesa cattolica regna l’amore fraterno, ne abbiamo prova ogni giorno. Vogliono vedersi morti fra loro e poi fingono di predicare l’accoglienza dei migranti perché “Gesù ha detto di amare il prossimo, anche quello lontano”.
“Così va il mondo: invece del cardinale Bagnasco, muore Marco Pannella. A lui sì avrei affidato la guida dei Vescovi italiani”. A scrivere il post su Facebook è stato un sacerdote cattolico di Palermo, ossia don Fabrizio Fiorentino.
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Il pretonzolo della parrocchia del quartiere Addaura di Palermo, che ha già fatto parlare di sè per l’originale trovata dell’“aperimessa”, ha scritto il post sul social network rammaricandosi per il fatto che a passare a miglior vita non sia stato il presidente della Conferenza episcopale italiana ma Pannella, volto storico delle campagne, per la verità poco cattoliche, a favore di droga libera, eutanasia, divorzio, aborto, nozze gay ecc…

http://www.imolaoggi.it/2016/05/19/la-frase-shock-del-prete-muore-pannella-e-non-bagnasco/

irina ha detto...

Del Professor Costanzo Preve, del quale non conoscevo neanche il nome, sono andata a leggere il suo profilo su Wikipedia,alcuni suoi pensieri ed il ricordo di un suo allievo, ne ho ricavato un ritratto esemplare.

Luisa ha detto...

Vedere come certi personaggi in vista della nostra povera Chiesa stanno tessendo l`elogio di Pannella dice molto se non tutto della confusione, ma se voglio essere onesta direi piuttosto dello stato comatoso, della fede in chi della nostra fede dovrebbe essere esempio e guida.
Come si può complimentare un nemico della Chiesa, della fede cattolica, dei suoi valori, un uomo che li ha combattuti con virulenza, che ha portato in avanti battaglie per l`aborto e l`eutanasia, ma come si fa?
Come si fa a riconoscere un valore ai suoi ideali quando quegli ideali si sono opposti anche in modo violento alla nostra fede?
La chiesa è a tal punto diventata schiava del piacere al mondo?

Anonimo ha detto...


@ La definizione-stroncatura di Pannella del professore marxista

L'impietoso giudizio del prof. Preve, che definisce "corruzione civile e umana" la personalita' e la lotta politico-culturale di Pannella e Soci perche' espressione di un "individualismo estremo e anomico" ossia opposto ad ogni legge (nomos, in greco), rientra nella prospettiva dei marxisti di una volta, quando condannavano "l'individualismo borghese" con la sua mentalita' edonistica ed utilitaristica. Lo condannavano in nome di una supposta
morale proletaria o comunque di una visione morale concepita come servizio del collettivo, della societa' e dello Stato (comunista). La componente individualistica ed edonistica c'era per la verita' anche in Marx e Engels, p.e. nel loro modo di concepire il matrimonio, al quale volevano applicare assurdamente lo schema della lotta di classe e farlo convivere con l'emancipazione, anche sessuale, della donna.
A prescindere da quest'intima contraddizione del marxismo, una delle tante, resta il fatto che c'era in passato una critica marxista alla decadenza borghese ossia agli aspetti piu' deleteri della filosofia della vita della borghesia, di origine illuministica. Questa critica e' espressa nel modo forse piu' acuto da uno scrittore come George Sorel, originariamente marxista e poi teorico del sindacalismo rivoluzionario, un filone del quale conflui' nel fascismo. Mi riferisco allo un tempo famoso suo libro di critica della societa' borghese e del costume: "Le illusioni del progresso", in cui metteva spietatamente a nudo la componente decadente e dilettantistica della mentalita' e del pensiero borghese.
Pannella ne e' stato un tipico rappresentante, con componenti di nequizia ancora sconosciute ai tempi di Sorel, derivanti dall'imbarbarimento generale dei costumi che affligge il nostro mondo da ormai tanti anni. Lo e' stato anche sul piano del vissuto esistenziale: figlio di una ricca famiglia di proprietari terrieri del Teramano, e' vissuto sempre di rendita, spendendo il patrimonio avito e (credo) consumandolo, per sostenere le sue iniziative ma ancora di piu' per poter vivere da raffinato e corrotto gaudente qual era e si vantava di essere. Pannella non ha mai lavorato in vita sua. Il suo "lavoro" era la "trasgressione" come professione di un ricco borghese, altrimenti incapace di applicarsi ad un lavoro serio. Si potrebbe dire, ampliando: la "trasgressione" come tecnica perfezionata per distruggere una societa' e un popolo, grazie alla complicita' ed inettitudine di chi avrebbe dovuto stroncarlo per tempo, agli inizi.
Forse l'unica battaglia buona che ha fatto Pannella e' stata quella per la revisione del processo di Enzo Tortora, ingiustamente condannato. Un po' poco. PP

Rr ha detto...

PP,
e l'unica iniziativa legislativa giusta il referendum sulla responsabilità dei magistrati. A differenza di tutto il resto, messo in soffitta, perché appunto disturbante parte della " casta" al potere. Ed infatti, mentre ha continuato a battere il chiodo su altre immonde questioni (anche per "Cicero pro domo sua"), su questo non è mai più ritornato.

Sull'aver dilapidato il patrimonio avito: non mi interessa, se non perché dimostra il disprezzo verso il lavoro e la tradizione, ma vorre ricordare che da anni riceveva il vitalizio degli ex deputati e senatori (e meno male non l'hanno fatto senatore a vita!), pagato coi nostri soldi.
Quindi un vero "mangiapane a tradimento".

Anonimo ha detto...

Oggi Francesco ha ricevuto le due squadre di calcio che domani si giocheranno la coppa Italia.Senza scandalizzarsi troppo per le tamarrate di alcuni suoi ospiti c'è da notare che ha avuto il tempo di ricevere una squadra di calcio di Milano e non il cardinale di quella città.bobo

Silente ha detto...

Il commento su Pannella qui sopra di PP è esemplare e totalmente condivisibile. Sappiamo che tra il libertinismo radicale e la "morale socialista" il contrasto è solo apparente. Non per nulla il vecchio PCI si è trasformato senza traumi in un "partito radicale di massa". Augusto Del Noce, Emanuele Samek Lodovici l'avevano ben capito: sia il comunismo che il libertinismo radicale hanno progenitori comuni: lo gnosticismo, l'illuminismo radicale, Rousseau, il sadismo come proposizione socio-politica. Entrambi convergono verso un mondo in cui un massimo apparente di libertà coincide con un massimo reale di tirannia: si possono impunemente distruggere famiglie, assassinare milioni di bambini, praticare l'eutanasia su inermi e vecchi, consentire "matrimoni" sodomitici, creare mostri in provetta. Tutto deve essere accettato. Obbligatoriamente e senza diritto di protestare.

Un esempio concreto che è cronaca di ieri: capita che un sanguigno condomino della periferia torinese protesti troppo vivacemente contro una coppia di pederasti che abusano degli spazi condominiali per le loro pubbliche effusioni, ovviamente poco gradite a persone con orientamenti sessuali (e direi anche estetici, oltre che, ovviamente, morali) normali e preoccupate per i loro figli. Ebbene costui, denunciato dalla coppia di pederasti, viene condannato a un anno di reclusione. Non solo: poiché la quasi totalità dei condomini era schierato contro gli esibizionisti sodomiti, il giudice, pur non avendo modo di condannarli, si permette di esprimere pesanti giudizi contro di loro.

Ecco il trionfo del "pannellismo": massima libertà per la perversione, massima repressione per la morale di sempre.

P.S. Se passasse la famigerata legge Scalfarotto "contro l'omofobia", questo mio post rappresenterebbe un reato. Io verrei condannato e anche questo sito. Questa è la libertà dei "difensori dei diritti civili".

Rr ha detto...

Silente,
il pendolo è tirato sempre di più da una parte. Non appena sarà rilasciato, ne vedremo delle belle - o delle brutte. E molto marcio sarà spazzato via. Io sono già sul fiume ad aspettare.

e' vero ? ha detto...

Depenalizzazione dell’incesto: i radicali di Pannella hanno depositato il disegno di legge S.1155 in Commissione giustizia del Senato .
giod'arco

Anonimo ha detto...

http://ilsismografo.blogspot.it/2016/05/italia-pannella-padre-lombardi-spesso-e.html


GENUFLESSI AL MONDO E ALLO SPIRITO DEI TEMPI. «PANNELLA CI LASCIA UNA BELLA EREDITÀ UMANA E SPIRITUALE»
http://www.iltimone.org/34718,News.html

mic ha detto...

La FSSPX pubblica tre interessanti riflessioni di Corrado Gnerre

http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1802%3Ain-morte-di-marco-pannella-tre-riflessioni&catid=53&Itemid=50