lunedì 23 maggio 2016

Fatima forever. Dollinger risponde a BXVI

Marco Tosatti su La Stampa.

Se pensavate che la saga del Terzo Segreto e dei suoi annessi e connessi fosse chiusa e sigillata dal comunicato della Sala Stampa vaticana con le dichiarazioni attribuite a papa Ratzinger, beh, vi siete sbagliati.  

Immediatamente dal sito statunitense OnePeterFive che aveva riacceso l’annosa questione – Terzo Segreto pubblicato tutto, non completamente, oppure qualche annesso non reso noto – ha risposto a stretto giro di posta.   

In breve, l’ultimo capitolo era questo: un professore di teologia tedesco, Ingo Dollinger, amico di lunga data di Joseph Ratzinger, aveva detto per telefono, e in tedesco a Maike Hickson che Ratzinger gli aveva confidato, tempo fa, che non tutto il Terzo Segreto era stato pubblicato [qui]. Sabato 21 maggio la Sala Stampa della Santa Sede pubblicava un comunicato in fra l’altro si diceva: “A tale proposito, il Papa emerito Benedetto XVI comunica «di non aver mai parlato col prof. Dollinger circa Fatima», afferma chiaramente che le esternazioni attribuite al professor Dollinger su questo tema «sono pure invenzioni, assolutamente non vere» e conferma decisamente: «la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa»”.  

Il comunicato è stato vivisezionato in tutte le sue sfumature da OnePeterFive (e probabilmente da una quantità di altri siti specializzati in Fatima). Ma il termine “invenzione” ha suscitato una reazioni indignata.  

“Maike Hickson, che ha chiamato personalmente padre Dollinger, attesta la verità di ciò che ha riportato dalla conversazione….Inoltre questa mattina la dott.ssa Hickson ha telefonato a padre Dollinger, con la notizia del comunicato vaticano, e in quell’occasione egli ha confermato enfaticamente e chiaramente le sue osservazioni precedenti. In altre parole, ha confermato la sua versione dei fatti”.  
(Dr. Maike Hickson, who personally called Fr. Dollinger, attests to the truth of what she recounted from that conversation. Inasmuch as the Vatican statement accuses her of “attributing” statements which are “inventions” to Fr. Dollinger, it is false. She did not imagine the conversation she had with Fr. Dollinger, she reported it, and I stand by her testimony with full confidence in her integrity, both as a journalist and as a faithful daughter of the Church. Further, this morning Dr. Hickson telephoned Father Dollinger with the news of the Vatican statement, and at that time he again confirmed to her emphatically and clearly his previous remarks. In other words, he stood by his story).  
Parola contro parola, e gli eventuali documenti “mancanti”, se non sono svaniti nel corso degli anni, si trovano nei Sacri Palazzi.  

Quindi, se anche ci fosse stato qualche gioco di mano nel corso dei decenni, non penso che lo sapremo mai. Tanto più se l’eventuale “rivelazione” riguardasse Chiesa, Concilio ecc. ecc. D’altronde il contenuto della stanza di suor Lucia è sotto chiave; e anche da lì mi pare che non ci siano da aspettarsi scoperte clamorose. Almeno nel nostro tempo. 

La saga potrà così continuare ad infinitum. Non dimentichiamoci comunque che a dispetto di quello che pensano gli anticlericali, la Chiesa non ama le rivelazioni private, anche se corredate di fenomeni straordinari come Fatima. Pio XI quando riceveva lettere che gli annunciavano rivelazioni ultraterrene, commentava, più o meno: “Mah! Dicono che sono il Suo Vicario. Se ha qualcosa da dire, potrebbe faro sapere a me…”. E il segretario di un Papa “fatimista” come San Giovanni Paolo II ci disse una volta, in relazione al Terzo Segreto: “Il problema è capire che cosa ha detto la Madonna, e che cosa ha detto suor Lucia”. Restiamo in attesa della prossima puntata…. 

37 commenti:

Anonimo ha detto...

Suor Lucia avrebbe fatto meglio a consegnare il tutto a uno studio notarile disponendo che venisse reso pubblico alla data indicata.
Che smettano di mentire o no, che rendano noto il documento o meno, è - a mio avviso - ininfluente. Ciò che avrebbe dovuto essere evitato è già avvenuto, l'attuale stato delle cose supera ogni immaginabile catastrofica profezia, le prospettive non potrebbero essere peggiori.
Sia fatta la volontà di Dio. Amen.
Cesare

gianlub ha detto...

Cos'è questo se non un chiaro segno che il Papa BXVI non è libero? ma che ogni sua frase e pronunciamento vengono attentamente analizzati in modo da non dare adito ai peggiori sospetti

berni-exodus ha detto...

Chi verrà dopo di noi conoscerà la fine che hanno fatto i seguaci del nuovo arianesimo. Dio ripareggia sempre la Verità.
Quante volte ha sofferto la Chiesa di Cristo la Sua stessa passione? e anche noi dovremo accettarla in nome di Cristo, anche perchè noi ci crediamo.
Comunque preghiamo sempre la Madonna, soprattutto in questo mese Mariano, per tutti i sacerdoti, Vescovi e per il Papa, afffinchè Dio voglia toccare loro le menti e convertirli davvero al Cattolicesimo; lo Spirito Santo è sceso da pochi giorni, speriamo che entri in loro.

Anonimo ha detto...

Anonimo delle 18:18, sono d'accordo con te.
Lucia avrebbe fatto meglio a tutelarsi e, soprattutto "tutelare" la Madonna.
Purtroppo,spesso, prevale un senso discutibile di obbedienza.
I figli delle tenebre sono sempre più scaltri di quelli della luce!

Anonimo ha detto...

Invece secondo me, il fatto di dover consegnare al papa il messaggio e aspettare e rimettersi alla sua decisione di rendere noto o meno ha un profondo significato teologico. Gesù ha affidato alla Chiesa il compito di sciogliere e legare. Tutto deve passare dalla Gerarchia. questo è perenne insegnamento della Chiesa. tutti i mistici hanno sottoposto alle autorità le loro visioni e rivelazioni.
E' comunque certo che se è vero che la parte non pubblicata del terzo segreto riguardava la profezia di un cattivo concilio e di una cattiva messa, la responsabilità dei papi dopo il '60 diventa grandissima, perché non poteva essere certamente una invenzione della veggente che non poteva minimamente immaginare, al tempo in cui consegnò il segreto, che ci sarebbe stato un concilio e che avrebbero cambiato il rito della messa.
la posta in gioco si fa allora davvero, davvero grande....
Lucis

Anonimo ha detto...

Veramente è già stato detto, ma forse dimenticato, che il messaggio coi segreti di Fatima non era destinato inizialmente al Papa, ma al vescovo di Leiria-Fatima. Rifiutatosi questi, il plico passò al Patriarca di Lisbona, che pure rifiutò di gestirne la pubblicazione (forse impaurito dal contenuto che accusava qualcosa o qualcuno del Vaticano?) e, consigliatosi col Cardinale Ottaviani, lo passò a Roma tramite il suo vescovo ausiliare, che prima di consegnarlo a destinazione ne esaminò la busta controluce annotandone le misure esatte, che risultano non coincidenti con quelle fornite più tardi dal card. Bertone.
Quanto alle esternazioni di Pio XI e prelati successivi sulle rivelazioni private, lasciamo perdere...
TEOFILATTO

Anonimo ha detto...

La verità inevitabilmente si farà strada e le cose nascoste saranno rese note a tutti. Purtroppo, e con molto rammarico, sono costretto a constatare che quanto attribuito al professor Dollinger si sta puntualmente verificando. Cosi come le profezie della Emmerich, che vedeva il clero impegnato, in prima fila, nella demolizione della Chiesa. Ma ambedue le profezie proseguono garantendo il trionfo di Dio e della Chiesa. Dobbiamo solo perseverare, pregare e attendere. Giorgio

Anonimo ha detto...

Il Signore mi chiama a "salire sul monte", a dedicarmi ancora di più alla preghiera... (Benedetto XVI, 24 febbraio 2013)

Luisa ha detto...

Desidero segnalarvi l`intervento della dottoressa Anca-Maria Cernea al “Rome Life Forum” , tradotto in francese:

"L'attaque contre la famille et la vie fait partie d'une tentative révolutionnaire en vue de redessiner la société"

http://lesalonbeige.blogs.com/my_weblog/2016/05/lattaque-contre-la-famille-et-la-vie-fait-partie-dune-tentative-r%C3%A9volutionnaire-en-vue-de-redessiner.html

Luisa ha detto...

Testo e video della conferenza:

http://leblogdejeannesmits.blogspot.ch/p/la-conference-danca-maria-cernea-sur-le.html

Luisa ha detto...

E qui, quando Tornielli tira per la tonaca mons Negri pur dicendo di non volerlo in alcun modo fare, ma c`è da dire che non ha bisogno di sforzarsi molto, mons. Negri gli ha teso lui stesso un lembo della sua tonaca ammettendo, a proposito della nota 351 dell`AL, che con la dovuta discrezione e riservatezza(!) la Comunione può essere data in certe situazioni irregolari oramai solo tra virgolette.

http://www.andreatornielli.it/?p=8343

Anonimo ha detto...

Per chi preferisse leggere l'articolo della Dott.ssa Cernea in inglese ,e' sul sito
Catholic Family News - www.cfnews.org . E' il terzo articolo dall'alto sulla destra in pagina di apertura.
Marco Per

Anonimo ha detto...


@ Perche' criticare Suor Lucia?

La veggente di Fatima era una donna del popolo, semplice e umile di cuore e per di piu' una monaca di clausura, del tutto obbediente ai suoi superiori. Pensare che le venisse l'idea di "cautelarsi" andando a mettere "le sue cose" (i suoi scritti, se ci sono) sotto chiave da un notaio, significa non tener conto del suo effettivo modo di sentire e di quello dell'ambiente nel quale si trovava. A. P.

Anonimo ha detto...


ERRORE - CONTINUA

Non i suoi "scritti" avrebbe dovuto depositare dal notaio ma il messaggio di Fatima?
Ancora peggio, affermare che avrebbe dovuto pensare di fare una cosa del genere!
Non poteva far altro che quello che ha fatto: inoltrare il messaggio per via gerarchica e
rimettersi alla Provvidenza (che sicuramente l'ha indotta ad agire cosi'). A. P.

tralcio ha detto...

Quando si dice il soprannaturale... E le suore!

Suor Margherita Alacoque chiese a Luigi XIV di consacrare il regno al Sacratissimo Cuore di Gesù circa 330 anni fa. Fu inascoltata e cent'anni dopo ci fu la Révolution e Luigi XVI fu giustiziato.
Suor Caterina Emmerick vide la scena di due papi e di una strana Chiesa circa 200 anni fa.
Adesso ci sono sia i due papi, sia la strana Chiesa che celebra Pannella e commissaria i FFI, tace sui princìpi non negoziabili, negozia con i prìncipi e si occupa di raccolta differenziata...
Suor Lucia fu informata di un "segreto", che sarebbe stato chiaro dopo il 1960, circa 100 anni fa.
Quel segreto è sempre stato messo in un cassetto, fino a imporsi nuovamente all'attenzione dopo l'attentato a Giovanni Paolo II nel 1981 ed esserlo tutt'oggi, visti i mal di pancia ogni volta che si riparla di problemi interni alla dottrina, di eresie e di devianze ai più alti vertici della gerarchia. Il profeta non è mai un indovino, ma chi legge il presente con gli occhi di Dio, per cui bisogna cercare di cogliere i segni dei tempi non per essere profeti di sventura o idelogi dell'ottimismo, ma per leggere sempre la storia alla luce del vangelo e mai il vangelo alla luce della storia, che è un po' il cortocircuito evoluzionistico con il quale si vorrebbe imporre alla Chiesa una sorta di "verità in divenire", cioè il relativismo.

L'intervista di Mons. Gaenswein ha apportato al quadro una luce che non abbisogna del soprannaturale, ma che tuttavia impone qualche riflessione razionale: se un accorto monsignore usa la parola "mafia", pur attribuendola a divertite confidenze di un certo cardinale (noto per lo sfascio della Chiesa di cui fu lungamente vescovo), beh la famosa "sporcizia" nella Chiesa prende corpo. E se ci sono dei partiti e si fanno accordi e forse addirittura si ipoteca il futuro di un papato... Fatima resta incombente con il suo carico di misteri residui.

Il fulmine su San Pietro, il "messaggio cosmico" nelle ore delle dimissioni del papa ora "emerito", sicuramente antimassone, pare sia stato colto nella sua non casualità. Ora c'è una deriva filantropico-adogmatica, misericordioso-pastoralpastoralista, ma che sconfina nei metodi del soviet con chiunque eccepisca un distinguo... Si riconosce il gioco di squadra, poca stola e molto grembiule.

La smentita vaticana alle parole di Dollinger è sembrata tardiva e goffa.
Il problema di chi è molto abile a fabbricar pentole è sempre stata l'incapacità di metterci il coperchio... E' risaputo che per quanto cerchi di tenere tutto sotto controllo, sbuca sempre la coda, la punta del cornino o una puzzetta sulfurea... Che la verità sia più forte delle menzogne e che la verità renda liberi è un dogma di fede. Non è come dire che il tempo è superiore allo spazio...

Un conto sono le parole di Gesù nel vangelo, un conto le parole di filosofi/teologi/ecclesiastici che il vangelo lo girano e lo rigirano finchè riescono a indossarlo, pret a porter...
San Giovanni Evangelista davanti ad Erode disse "non ti è lecito"... E fu ucciso. Era un profeta.
L'ultimo dell'Antico Trstamento, e il primo del Nuovo Testamento.
A volte, per essere nella fine e nell'inizio di qualcosa basta parlare di famiglia in un certo modo...

E qui ritorna Suor Lucia, a Fatima: la Madonna disse che la battaglia alla fine sarebbe stata lì.
Ma così siamo tornati di nuovo al soprannaturale. Là dove si decide davvero la storia, malgrado i deliri di onnipotenza degli uomini tentati dalla ribellione di un'altra creatura, perdente.

Anonimo ha detto...

qualche notizia SUL BEN PONDERATO PAPATO emerito
http://www.antoniosocci.com/discorso-integrale-mons-gaenswein-ancora-piu-esplosivo-quanto-si-immaginava-vera-svolta-papato-diventa-un-organo-collegiale-invalida-la-rinuncia/

Nicola L. ha detto...

Mi pare che nel commento attribuito al segretario di papa Woitila ci sia la chiave di lettura di tutta la vicenda: "capire cosa ha detto la Madonna e cosa ha detto suor Lucia". Non credo che suor Lucia abbia scritto in maniera incomprensibile o anfibologica o comunque nebulosa il testo del segreto. Se anche lo avesse fatto c'era tutto il tempo per chiedergli di spiegarsi meglio.......Se già nel 1960 (a concilio appena convocato.....) si decise di secretarlo significa che in quel segreto vi era qualcosa che dava fastidio...... La vicenda comunque al di là di questo particolare specifico ha tuttora dei lati poco chiari. Se la ricostruzione fatta da Socci è vera, manca all'appello una busta.....

Valentina ha detto...

La frase su cosa fosse stato detto dalla Madona e cosa fosse invece di Suor Lucia, non è da riferirsi a GPII e suo segretario, ma a GXXIII ed al suo segretario. Il giornalista ricorda male.
Su entrambi, preferisco stendere un pietoso velo.

Anonimo ha detto...

Sull'attendibilità delle rivelazioni private la questione è che sono una cosa ben diversa dalla Rivelazione. Le Scritture sono scritte con il dito dello Spirito, mentre le rivelazioni private sono un messaggio recapitato ad una persona, che può avere difficoltà a comprendere e/o a ricordare (visto che non tira fuori un taccuino e prende nota nel momento della visione). Per non parlare del fatto che i testi poi subiscono manipolazioni che possono produrre errori più rilevanti dei consueti errori di traduzione dall'aramaico/greco al latino e poi alle lingue moderne. Basta pensare alla citata Emmerick, ai suoi molti "non ricordo bene" e ai dubbi sulle trascrizioni di Brentano; per cui, il senso complessivo rimane chiaro, ed i fatti lo stanno convalidando, ma non ha senso cercare di interpretare tutto oltre un certo livello di dettaglio. La consueta prudenza della Chiesa a proposito delle rivelazioni private trae origine da queste premesse.

Detto questo, personalmente credo che Lucia abbia capito benissimo... e sono con Lucis: per carità, ma come vi viene in mente una mistica che va dal notaio? Sarebbe solo l'ennesima mostruosità moderna.

OnePeterFive ha espresso alcuni dubbi (tutto sempre da prendere con le pinze):

It is not a full, unabridged statement from Pope Emeritus Benedict; nor does it bear his signature. We are presented instead with pull quotes attributed to Benedict, and lacking the full context in which they originally appeared. Neither is it given to us to know who conducted this apparent interview with him, or how the questions were phrased.

We are, in other words, asked to take it on faith that the statement contains the authentic, complete, and ratified sentiments of the Pope Emeritus on the matter.

Però, effettivamente: perché solo poche frasi virgolettate?

PS. Dan Brown è proprio uno straccione senza fantasia.


--
Fabrizio Giudici

RR ha detto...

Dal notaio...
ma nessuno ha capito che era una frase ironica, se non sarcastica ?

Gederson Falcometa ha detto...

Quando non ha il fatto, vale tutti gli argomenti: Fatima forever. Anche se il Vaticano ha cercato de unire i fatti del terzo segreto con quello dell'attentato a Giovanni Paolo II nella interpretazione più sbagliata di una rivelazione privata che la Chiesa ha fatto in tutta la storia. La prova che esiste più nel terzo segreto è questa interpretazione che voleva veramente nascondere al grande pubblico qualcosa in più del terzo segreto...

Anonimo ha detto...


@ Resta comunque la sensazione che qualcosa del Terzo Segreto sia stata occultata

E questo a prescindere dalla veridicita' o meno delle dichiarazioni attribuite di recente
a Ratzinger, se siano autentiche o meno (smentite e controsmentite in corso). L'ultima parte del Segreto era appunto quella che concerneva la grande crisi della fede nella Chiesa, l'apostasia di molti, a partire dai vertici. Questa era del resto la convinzione di coloro che avevano studiato accuratamente tutta la questione di Fatima e avuto contatti con Suor Lucia.
Riporto un passo della dichiarazione pubblica fatta a Vienna nel febbraio 1985 dal vescovo di Leiria-Fatima, mons. Alberto Cosme do Amaral.
"Il segreto di Fatima non parla ne' di bombe atomiche, ne' di testate nucleari...Il suo contenuto concerne unicamente la nostra fede. Identificare il Segreto con annunci catastrofici o con un olocausto nucleare, cio' significa deformarne il significato.
La perdita della fede di un continente e' peggiore dell'annientamento di una nazione ed e' vero che la fede diminuisce continuamente in Europa". [E adesso anche nelle Americhe, etc.]
Il prelato non aveva letto il segreto. Ma, come spiego' il suo segretario, questo era cio' che egli aveva dedotto "dallo studio del messaggio di Fatima". (Fr. Michel de la Sainte Trinite', "Toute la verite' sur Fatima. Le Troisieme Secret", vol. III, La Contre-reforme catholique ed., 1986, p. 453). Della stessa opinione era il Padre Alonso, per anni in contatto con Suor Lucia, incaricato di raccogliere tutta la documentazione su Fatima, cosa da lui fatta con encomiabile acribia, ma gli svariati volumi frutto della sua fatica non furono mai pubblicati, se ben mi ricordo (op. cit., p. 460 ss.). Opinione condivisa anche da altri. Non vorrei sbagliarmi (cito a memoria), tra i quali anche il cardinale Oddi.
Che esso concernesse la perdita della fede, per una crisi della Chiesa dall'interno, risulta del resto, oltre che (per deduzione logica) dalla famosa frase di Suor Lucia sul dogma che si sarebbe conservato in Portogallo (e nel resto della Cristianita'? perche' la frase si interrompeva?), dalle dichiarazioni fatte piu' volte dalla Veggente, quando ancora poteva parlare, tra le quali le famose al P. Fuentes, del 26 dic. 1957, pubblicate inizialmente senza problemi e sulle quali si volle poco dopo far nascere un pandemonio, da parte dei nemici (ecclesiastici) di Fatima (op. cit., p. 336 ss.).
Ella parlava sempre di un castigo tremendo, che avrebbe comportato la perdita di molte anime (la dannazione eterna) perche' il demonio avrebbe corrotto i sacerdoti e fatto perdere loro la fede (riassumo con parole mie il concetto). Stiamo vivendo tutto questo, chi si ostina a negarlo non vuol vedere la realta'. Ora, nel Segreto pubblicato dal VAticano di questo aspetto del messaggio di Fatima non c'e' in effetti traccia. La frase sul dogma della fede, che si manterra' in Portogallo etc., pubblicata in nota, resta incompiuta ed isolata dal contesto. PARVUS

Anonimo ha detto...

Nel 1998, Padre Malachi Martin, ora purtroppo deceduto, affermò durante la trasmissione Art Bell Show che gli era stato fatto leggere il Terzo Segreto di Fatima all’inizio del 1960, mentre era segretario del Cardinale Bea. Padre Martin affermò che il testo era contenuto su di un unico foglio di carta, che le parole della Madonna erano assai asciutte e precise e riguardavano un prossimo "papa" - un impostore che avrebbe usurpato il soglio pontificio sotto il controllo del demonio. Per questo, il Terzo Segreto di Fatima rivelerebbe il "mistero dell’iniquità" (2 Tess. 2,7): la Chiesa Cattolica "contraffatta" - la contro-chiesa, l’anti-Chiesa - il mistero del drago, la cui coda avrebbe spazzato via un terzo delle stelle del cielo, ovvero un terzo della gerarchia Cattolica sotto la guida di un antipapa eretico.
Padre Malachi Martin riguardo all’antipapa eretico e dell’apostasia nel Terzo Segreto: "Fosse solo quello." L’antipapa e i suoi collaboratori apostati saranno (come li chiama Suor Lucia) i partigiani del diavolo (os partidarios do demonio) "i quali lavoreranno per il male e non avranno paura di niente".1 Sono questi "partigiani del demonio" che costituiscono il "terzo delle stelle del cielo" precipitate sulla terra dalla coda del drago. Questi uomini che si nascondono come clero "Cattolico" sono in realtà membri segreti della setta e sono consacrati al demonio. Essi otterranno il controllo dell’apparato Vaticano e creeranno il "ramo" cattolico di una nuova religione ecumenica mondiale. Il vero Cattolicesimo sarà considerato fuori legge, ed i fedeli Cattolici che rimarranno saldi nella loro vera fede, saranno soggetti alle più feroci "persecuzioni" che si siano mai viste nella storia. I Cattolici non saranno i benvenuti nella Civiltà dell’Amore: l’esclusivismo dei loro dogmi (quali extra ecclesiam nulla salus, ovvero "fuori dalla Chiesa non vi è salvezza") li renderanno sospetti e considerati alla stregua di "fanatici" e "terroristi" - una vera e propria minaccia all’unità ecumenica. Verrà offerta un alternativa ai Cattolici, per evitare le spiacevolezze della persecuzione e del martirio. La vasta maggioranza sarà stata conquistata dall’inganno e diverrà apostata. Così come accade oggi in Cina, gli verrà concesso il loro Latino, il loro incenso, la loro "Messa", etc. - ma solo a condizione che essi siano in comunione con la Chiesa ufficiale - ovvero con ciò che sarà diventata la Roma apostata. Gli verrà imposto di rimanere fedeli al papa impostore la cui chiesa contraffatta sarà in comunione con la Grande Chiesa Ecumenica che unirà tutte le religioni.

mic ha detto...

Tutto sembrerebbe portare in questa direzione. Ma, piuttosto che al futuro, degli sviluppi temuti sarebbe bene parlarne al condizionale, nella speranza di qualche evento provvidenziale suscitato dalle preghiere e dalle suppliche dei credenti.

Nicola L. ha detto...

diciamo la verità, che cosa ci sarebbe di così grave nel testo pubblicato nel 2000? Parla d'un vescovo vestito di bianco ucciso insieme ad altri vescovi. Suor Lucia specifica bene che l'identificazione di quel vescovo col papa era da lei stessa solo supposta. Perché tener nascosto un segreto che parla solo dell'uccisione d'un vescovo che non si sa neppure se era da identificarsi col papa? Sarebbe il primo vescovo ucciso? O il primo papa? E perché tener nascosto quel segreto solo fino al 1960? Suvvia! La mia impressione è questa: in quel segreto vi si parla di qualcosa che dà molto ma molto fastidio ai modernisti................ Che vi si parli di "cattivo concilio e cattiva messa"? Non lo so. Di certo vi si parla di qualcosa che sapremo solo quando i modernisti verranno sconfitti e abbandoneranno i sacri palazzi.

gianlub ha detto...

Padre Kramer a Radio Spada: "Il legittimo Pontefice è Benedetto XVI". Anche Padre Kramer grande esperto di Fatima.

mic ha detto...

Finché non ci sono prove dell'irregolarità del conclave o di altri vizi non ci si può fondare su affermazioni basate su un supposto testo di una rivelazione pur autorevole.

Marco P. ha detto...

Anonimo 13.38:
"... gli verrà concesso il loro Latino, il loro incenso, la loro "Messa", etc. - ma solo a condizione che essi siano in comunione con la Chiesa ufficiale ".

Molto, molto, molto attuale, direi.
Magari al posto che "siano in comunione" potrebbe essere "siano in piena comunione".

Anonimo ha detto...

Per Parvus: ricordo male, o anche Renato Laurentin è convinto che il terzo segreto riguardi errori e deviazioni dottrinali, anche al vertice della Chiesa?

Per Nicola L.:

“Perché tener nascosto un segreto che parla solo dell’uccisione d’un vescovo che non si sa neppure se era da identificarsi col papa? [...] E perché tener nascosto quel segreto solo fino al 1960? Suvvia!”

In generale, cerco di non ceder troppo facilmente al sensazionalismo e alle teorie della congiura. Ma devo ammettere che il Suo ragionamento potrebbe filare. Soprattutto mi sembra importante la data del 1960: perché?

Personalmente invece non mi fido troppo del Martin.

Maso

Anonimo ha detto...


@ Chi ha fatto leggere a P. M. Martin il testo del III segreto?

Era segretario del cardinale Bea, si suppone che sia stato il cardinale Bea. Ma il cardinale Bea conosceva il testo del III segreto? E, se lo conosceva (a quale titolo?), lo faceva leggere come niente fosse al suo segretario? Confesso che la cosa mi sembra singolare. Nel 1960 il pontefice era Giovanni XXIII, colui che seppelli' immediatamente il testo del Segreto negli Archivi Vaticani. Invece era noto anche ai segretari dei cardinali che contavano?
Sembra anche insolito che la Madonna fosse entrata in tanti particolari circa una futura persecuzione, come descritti dal P. Martin. Non che non possa aver profetizzato una futura persecuzione, che del resto risulta gia' dalle parti note del segreto. Ma per il fatto che le profezie autentiche sono in genere abbastanza concise. Che l'involuzione attuale della Chiesa stia andando nella direzione indicata da P. Martin, non e' un argomento decisivo. Nel '98 erano gia' in diversi a parlare da tempo di eresie professate dalla Prima Sedes e di una neochiesa in costruzione che avrebbe perseguitato quella autentica.
E da dove sarebbe saltato fuori un papa eretico, un impostore? Dal nulla? Nessun cenno al Concilio VAticano II? Parvus

Anonimo ha detto...


@ Perche' il 1960?

Forse per questo motivo: perche' nel 1960 era in preparazione il Concilio Ecumenico Vaticano II. Il lavoro preparatorio, durato tre anni, sarebbe poi stato buttato a mare dai colpi di mano dei neomodernisti nelle fasi iniziali del Concilio. Se durante il 1960 fosse stato reso pubblico il testo di un Segreto che ammoniva contro un Concilio che avrebbe condotto la Chiesa fuori strada, i piani dei modernisti sarebbero stati sventati, si suppone. La data del 1960 deve, secondo me, riferirsi al sopravveniente Concilio, annunciato da Giovanni XXIII ai primi del 1959.
Ma all'epoca della pubblicazione vaticana del Segreto, non disse Suor Lucia ormai anziana (o non le fu fatto dire) che la data del 1960 l'aveva indicata lei di sua iniziativa? Che era stata un'idea sua? Ma perche' avrebbe dovuto indicare il 1960 tanti anni prima del 1960, anno collegabile al Concilio, quando di un Concilio ecumenico in programma nessuno poteva avere la piu' pallida idea? Allora, perche' quella data? L'avrebbe indicata tanto per dire qualcosa? Non puo' essere.
{P.S. Adesso che Suor Lucia e' scomparsa, che tutto e' stato pubblicato, perche' non vengono pubblicati i ponderosi volumi della documentazione su FAtima raccolti da P. Aparicio? Di cosa ha paura il Vaticano?} parvus

that's all ha detto...

La missione di Suor Lucia :
“È per questo, Padre, che la mia missione non è quella di indicare al mondo il castigo materiale che certamente lo attende, se non si converte per tempo alla preghiera e alla penitenza. No! la mia missione è di ricordare a ciascuno di noi il pericolo di perdere le nostre anime immortali, se ci ostineremo nel peccato.”

Gli ultimi rimedi :
“La seconda ragione è che Ella ha detto a me ed ai miei cugini, che il Signore aveva deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male, che sono il Santo Rosario e la Devozione al Cuore Immacolato di Maria. Questi sono gli ultimi due rimedi possibili, il che significa che non ce ne saranno altri.”

http://www.papaboys.org/intervista-con-suor-lucia-di-fatima-mi-creda-padre-la-punizione-del-cielo-e-imminente/

Anonimo ha detto...

La secretazione Terzo Segreto vi pare congrua, spiegabile col testo poi ufficializzato? Che motivo (logico) avrebbero potuto avere per tener nascosto un contenuto del genere che è tutto fuorchè dirompente e/o destabilizzante?
Se effettivamente il vero testo è un altro che è stato ed è tuttora nascosto, con che razza di "Chiesa" abbiamo a che fare?
Miles

sacerdos quidam ha detto...

Il testo riportato dall'anonimo delle 13.38 è del p. Kramer, non del p.Malachi Martin, al quale si accenna, riportandone però non esattamente le espressioni.

Ecco lo scambio esatto di battute tra il conduttore ed il p. Martin:
"- Art Bell:
Ok, eccoci di nuovo qui. Voglio leggere velocemente ancora alcune cose, Padre, una di un amico australiano, che dice: “Alcuni anni fa, a Perth, un prete gesuita mi ha detto qualcosa di più sul Terzo Segreto di Fatima. Ha detto, fra le altre cose, che l’ultimo papa sarebbe stato sotto il controllo di satana. Papa Giovanni svenne, pensando che avrebbe potuto essere lui. Siamo stati interrotti prima che avessi potuto ascoltare il resto.” Ha qualche commento?

- Malachi Martin:
Sì. Sembra che stesse leggendo o che gli fosse stato rivelato il testo del Terzo Segreto.

- Art Bell:
Oh, mio Dio!"

Come si vede, si parla di un Papa sotto il controllo di Satana, non di un antipapa.

Una trascrizione delle parti più significative della trasmissione 'Art Bell show' in cui il p. Martin fece quell'ammissione, si può leggere qui (in traduzione italiana, con a seguire l'originale inglese): http://due1000dodici.altervista.org/blog/malachi-martin-il-terzo-segreto-di-fatima/

Ho trovato anche il file audio originale della trasmissione,qui:
https://archive.org/details/ArtBellAndMalachiMartin

Per ascoltare l'ammissione del p. Martin bisogna cliccare sul file audio del 13 luglio 1998, ed andare alle ore 2, 4 minuti e 10 secondi (circa).
Si sente bene come il p. Martin pesi accuratamente le parole, quasi esitando nella rivelarle.

Anonimo ha detto...

@Parvus. Padre Martin era presente col card. Bea alla prima lettura del Segreto di Fatima. Per questo poche settimane prima di morire nella famosa intervista radiofonica citata potè dire che Giovanni XXIII dopo quella lettura svenne addirittura. L'intervista è rintracciabile su Internet alla voce Malachi Martin, ma forse non basta, perché la dottoressa Guarini vuole che siano citate le fonti con nomi, cognomi,date e luoghi su fogli protocollati, come è l'uso dimostrato da tutti i commenti dei lettori, escluse le elucubrazioni personali della medesima, sempre fornite con sicurezza apodittica: il padrone di casa è lei e può fare ciò che vuole. E' lei la garante ufficiale dell'ortodossia cattolica, investita divino iure.
TEOFILATTO

Anonimo ha detto...


@ Ancora su Padre Martin e le superflue ironie

--Dall'intervento accurato di Sacerdos quidam risulta che il P. Martin avrebbe riferito per sentito dire. "Sembra che" etc. Inoltre, nei riferimenti al rapporto tra Giovanni XXIII e il segreto di Fatima, non ho mai letto finora che quel Papa addirittura svenisse, al sentire che "l'ultimo Papa" sarebbe stato sotto il dominio di Satana. La testimonianza del P. Martin sembra piuttosto vaga, di terza mano. Secondo me, poco attendibile.
--La "dottoressa Guarini" fa molto bene a pretendere un minimo di rigore nelle discussioni che si svolgono su questo blog, soprattutto se coinvolgono citazioni di fonti concernenti visioni, profezie, et similia, campo nel quale e' abbastanza facile cadere nel fantasioso, anche con le migliori intenzioni, si capisce. Cosi' come fa bene a censurare tutti quegli interventi che includano espressioni ingiuriose, alle quali certi abituali frequentatori sembra incapaci di sottrarsi, e non solo perche' di fronte alla legge la responsabilita' di quanto viene qui riprodotto e' sua in primo luogo. E' una questione di serieta' e di stile.
Naturalmente, nei limiti del possibile, trattandosi di un blog e non di un dibattito accademico. Parvus

Normanno Malaguti ha detto...

Ha tutta l'aria dell'attendibilità, sopratutto guardando gli atti e i discorsi di Francesco, ma, la prudenza non é mai troppa- fa benissimo al dott.ssa Guarini ad essere scrupolosa. L responsabilitàdinnanzi a Dio e allae animer è enorme.
editiamo, meditiamo, soppesando ogni cosa non trascurando nulla. Normanno Malaguti