giovedì 28 settembre 2017

Perché ho firmato la Correctio filialis - Mons. Bernard Fellay

Dopo la pubblicazione, Domenica 24 settembre 2017, della Correctio filialis redatta da 62 chierici e universitari laici che rilevano sette proposizioni eretiche nell’esortazione apostolica Amoris laetitia, il servizio FSSPX.Attualités ha chiesto a Mons. Bernard Fellay, Superiore generale della Fraternità San Pio X, per quale ragione ha firmato questo documento.

Perché ha dato il suo sostegno alla Correctio filialis ?
Mons. Fellay: Questa iniziativa filiale da parte di chierici e universitari laici, turbati dalle proposizioni eterodosse di Amoris laetitia, è importante. L’insegnamento di Cristo sul matrimonio non può essere surrettiziamente cambiato, col pretesto che i tempi cambiano e che la pastorale vi si deve adattare, fornendo i mezzi per aggirare la dottrina.
Io comprendo che gli autori della Correctio filialis possano essere sconvolti da tutte le divisioni causate da Amoris laetitia, dalle spiegazioni che il Papa ha fornito su questo documento in dichiarazioni recenti, dalle sue dichiarazioni sulla figura di Lutero… Ormai in certi paesi i vescovi accettano la comunione dei divorziati civilmente risposati, in altri la rifiutano. Forse che la morale cattolica è a geometria variabile? La si può sottomettere ad interpretazioni contraddittorie?
Nel settembre 2016, quattro cardinali hanno chiesto rispettosamente al Papa di «fare chiarezza»; quest’anno essi hanno sollecitato un’udienza. In risposta, essi hanno avuto diritto solo al silenzio, ma il silenzio non è una risposta. Su una questione così grave e a fronte delle divisioni presenti, è necessario che il Santo Padre risponda chiaramente sul merito.
In questa triste situazione di confusione, è molto importante che il dibattito su queste questioni maggiore si amplifichi, affinché la verità venga ristabilita e l’errore condannato.
Ecco perché ho dato il mio sostegno a questa iniziativa, ma quello che deve essere preso in considerazione non sono tanto i nomi dei firmatari della Correctio filialis, quanto l’oggettivo valore degli argomento esposti.

Questo rimette in ballo i rapporti della Fraternità San Pio X con Roma?
Mons. Fellay: Il nostro rispetto nei confronti del Papa è intatto, ed è proprio per rispetto alla sua funzione che noi chiediamo filialmente di «confermare i fratelli», rigettando pubblicamente quelle proposizioni apertamente eterodosse che causano tante divisioni nella Chiesa.
Io ho apprezzato la risposta di Ettore Gotti Tedeschi (1), anche lui cofirmatario della Correctio filialis. Egli afferma con ragione che noi non siamo i nemici del Papa. Al contrario, noi agiamo così perché amiamo la Chiesa.
Questa attitudine fu quella di Mons. Lefebvre e della Fraternità San Pio X fin dall’inizio. Nella sua dichiarazione del 21 novembre 1974, il nostro fondatore diceva: «Noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l'anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità. Noi rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante». E sono proprio questi neo-modernisti e questi neo-protestanti che gli autori della Correctio filialis denunciano a giusto titolo come le cause dei cambiamenti operati da Amoris laetitia nella dottrina e nella morale del matrimonio.
Con tutte le fibre del nostro essere noi siamo legati a Roma, Mater et Magistra. Noi non saremmo più romani se rinunciassimo alla sua dottrina millenaria; al contrario, con una morale di circostanza pericolosamente appoggiata su una dottrina ammorbidita, diventeremmo gli artefici della sua demolizione.
La nostra fedeltà alla Tradizione non è ripiegata sul passato, ma una garanzia di perennità per l’avvenire. E’ a questa sola condizione che noi possiamo servire utilmente la Chiesa.

FSSPX.Actualités: Che si aspetta da questa Correctio filialis?
Mons. Fellay: bisogna augurarsi che essa permetta ai chierici e ai fedeli una presa di coscienza più netta della gravità della situazione della Chiesa. Sì, come l’ha riconosciuto Benedetto XVI: «la Barca di Pietro fa acqua da tutte le parti». Questa non era un’immagine poetica, ma una tragica realtà. Nella presente battaglia, sono la fede e la morale che bisogna difendere!
Si può anche sperare che si manifestino altri sostegni da parte di quelli che hanno la cura delle anime. I firmatari della Correctio filialis, esponendo quelle proposizioni oggettivamente eterodosse, non hanno fatto altro che dire a voce alta quello che molti in fondo sanno. Non è tempo per questi pastori di dirlo alto e forte? Ma anche qui, ciò che importa non è tanto il numero dei firmatari, quanto il valore oggettivo degli argomenti. La verità rivelata da Cristo non è quantificabile, essa è prima di tutto immutabile.
Bisogna implorare Dio perché il Vicario di Cristo ristabilisca tutta la chiarezza in un dominio così essenziale: non si può modificare la legge divina del matrimonio senza provocare dei gravi dissidi. Se non si farà niente, la divisione che si delinea nella Chiesa diventerà irreparabile. Ecco perché noi preghiamo affinché, veramente, la parola di Nostro Signore a San Pietro possa applicarsi a Papa Francesco: «E tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc. 22, 32).
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1 – Ettore Gotti Tedeschi, economista che è stato Presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR) dal 2009 al 2012, ha concesso un’intervista al sino ispanofono infovaticana (24 settembre 2017), ripresa sul suo blog dal vaticanista Marco Tosatti [Stilum Curiae]. NDR. 

23 commenti:

Anonimo ha detto...

Sull’ultimo numero di Civiltà Cattolica il colloquio di Francesco con i Gesuiti in Colombia: la sua teologia è tomista

«Approfitto di questa domanda per dire una cosa che credo vada detta per giustizia, e anche per carità...». Papa Francesco ha affrontato le critiche alla sua esortazione apostolica sulla famiglia, «Amoris laetitia», nel corso di un colloquio riservato avvenuto nel corso del suo recente viaggio in Colombia (6 - 11 settembre) e pubblicato sul prossimo numero della Civiltà Cattolica. Francesco, come in ogni viaggio internazionale, ha incontrato i gesuiti locali e, a conclusione di una risposta a una domanda su che cosa egli si aspetta dalla riflessione filosofica, Jorge Mario Bergoglio, si legge nel testo del colloquio pubblicato integralmente online dal Quindicinale dei Gesuiti, ha parlato della «Amoris laetitita», un documento che ha tra l’altro sollevato i dubbi (dubia, in latino) di quattro cardinali, divenuti due nel frattempo per la morte degli altri due, in particolare sul tema della comunione ai divorziati risposati.
«Sento molti commenti – rispettabili, perché detti da figli di Dio, ma sbagliati – sull`Esortazione apostolica post-sinodale. Per capire l`Amoris laetitia bisogna leggerla da cima a fondo. A cominciare dal primo capitolo, per continuare col secondo e così via, e riflettere. E leggere che cosa si è detto nel Sinodo. Una seconda cosa: alcuni sostengono che sotto l`Amoris laetitia non c`è una morale cattolica o, quantomeno, non è una morale sicura. Su questo voglio ribadire con chiarezza che la morale dell`Amoris laetitia è tomista, quella del grande Tommaso. Potete parlarne con un grande teologo, tra i migliori di oggi e tra i più maturi, il cardinal Schoenborn. Questo voglio dirlo perché aiutiate le persone che credono che la morale sia pura casistica. Aiutatele a rendersi conto che il grande Tommaso possiede una grandissima ricchezza, capace ancora oggi di ispirarci. Ma in ginocchio, sempre in ginocchio...».

http://www.lastampa.it/2017/09/28/vaticaninsider/ita/vaticano/il-papa-su-amoris-laetitia-commenti-rispettabili-ma-sbagliati-fyyBLf8eIkiF7RE5ptABBI/pagina.html

Anonimo ha detto...

Teologia tontista altro che tomista.... se basta citare nomi a caso per diventare
ortodossi .... se poi il biancovestito in ginocchio ci si mette solo
davanti ai luterani e mai davanti al SS.mo il quadro è ben completo no?

Anonimo ha detto...

È una balla che gira sin dall'inizio, ed è una lettura parziale e forzata di San Tommaso; molti l'hanno già denunciata. Per esempio:

http://lanuovabq.it/it/valorizzare-ladulterio-citando-male-san-tommaso

Peraltro le balle le sparano grosse: recentemente Paglia ha ripetuto che già Giovanni Paolo II aveva aperto alla comunione per i risposati. Recentemente Francesco, su argomento minore, ha persino detto che lo spagnolo ha il 40% di vocaboli di radice araba (è facile verificare: sono l'8%) per giustificare le "radici culturali arabe" dell'Europa... Insomma, qualsiasi argomento affrontino, le sparano senza ritegno.

Anonimo ha detto...

«Aiutatele a rendersi conto che il grande Tommaso possiede una grandissima ricchezza, capace ancora oggi di ispirarci. Ma in ginocchio, sempre in ginocchio...»

Ormai a questi discorsi non ci crede più nessuno, è un modo per far abbassare la guardia e le difese....tecniche aziendali praticate dalle società di consulenza, vale a dire le multinazionali....globalismo mondialista allo stato puro. Prego anche per loro, ma sapendo che sto pregando per i miei nemici. Un cristiano grazie alla Fede riconosce il bene dal male e discrimina i nemici dagli amici, altro che in ginocchio a bere qualsiasi cosa gli propinino!! Suvvia!

Che anche nella Chiesa si adoperino questi metodi è davvero un segno dei tempi, Cristo ci sta mettendo alla prova per vedere chi Gli rimane fedele!

Anonimo ha detto...

Si,karl Marx è evangelico,completamente aderente alla grande tradizione del Vangelo...e satana è il più grande cantore dell opzione fondamentale e della libertà di coscienza: non serviam!

cari ragazzi,di san tommaso non c'è un bel niente! Nella cosiddetta secunda secundae,la parte dedicata alla morale,san tommaso fa precedere il trattato sulla morale dal trattato della grazia,il quale ha il suo fulcro nella Verità e dunque poggiato sul principio di non contraddizione!

da insegnante,sono infastidito dalla mancanza di coerenza logica nell analisi del periodo del commento di cui sopra! Ricordatevi il vecchio proverbio:la carta prende tutto!

Matteo ha detto...

Ho letto il commento di un altro Matteo che cita una messa ecumenica (doverosa la minuscola...). Eh che sarebbe sta roba?
Spesso si ha come l'impressione di vivere sotto un tetto da cui gocciola acqua... una volta con una pentola da una parte, una volta con un secchio d'altra... svuota di qui svuota di là e riecco che piove in un altro punto. Poi ti fermi, guardi il tetto e dici "speriamo non venga giù tutto, comunque fradicio son già..."
Se poi provi a chiamare l'Amministratore del condominio e gli poni delle domande, quello manco ti risponde... (ma talvolta lo vedi di notte aggirarsi sul tetto con il trapano in mano, e allora pensi "ecco ecco, ora ho capito il perché...")

Anonimo ha detto...

Basta citare Tommaso a sproposito, facendogli dire quello che non dice, et voilà, Amoris Laetitia diventa Tomista.
Idem con Vangelo, Comandamenti, Concili.

Anonimo ha detto...

La discussione entra nei labirinti dell'interpretazione della metafisica tomista, da dove non uscirà mai. La distruzione della fede continua.
E adesso?
Carlo

Antonio Manzionna ha detto...

Penso che per ottenere risposte dal papa bisognera' smettere di dichiarare filiali le richieste, bisognera' cominciare a pretenderle, ne abbiamo pieno diritto! Che padre e' chi ha fatto morire di dolore il card.Caffarra, mancandogli di rispetto in modo cosi' abbietto, e neanche un pensiero dopo morto?

Epiphanio ha detto...

La teologia morale di STommaso è stata usata dal direttore dell'edizione Leonina per giustificare l'amore omosessuale. Un'argomentazione gnostica che parla addirittura dell'anima omosessuale che, all'unirsi al corpo, può creare dei problemi di accettazione, dunque, per la limitazione della materia.
Cinque domenicani si sono opposti e hanno rettificato la dottrina tomista in un articolo della rivista Angelicum, solo che alla fine del documento hanno ribadito la dignità della persona...

Anonimo ha detto...

Adesso scopriamo che è San Tommaso che ha ispirato (ma solo se in ginocchio) le eresie su amoris lordizie.

La blasfemia di queste facce di bronzo è imbarazzante.

Anonimo ha detto...

Aggiungo che l'adesione firmata di Mons. Fellay alla Correctio danneggia la buona causa, poiché offre un pretesto in più di rifiuto a coloro che esitano a prendere in seria considerazione le ambiguità e/o gli errori di Amoris Laetitia.
TEOFILATTO

mic ha detto...

Aggiungo che l'adesione firmata di Mons. Fellay alla Correctio danneggia la buona causa, poiché offre un pretesto in più di rifiuto a coloro che esitano a prendere in seria considerazione le ambiguità e/o gli errori di Amoris Laetitia.

Non ho inserito la parte precedente per non alimentare le interminabili discussioni sulla FSSPX.
Quanto a questa affermazione dico che, quando si è nella verità, non contano le strategie, ma ciò che è buono e giusto.

Anonimo ha detto...

Sono state superate le 11.000 firme e lo strappo si allarga.

I teologi, gli esperti e i pastori che hanno sottoscritto sono ormai saliti a 146 e il dissenso sale di ora in ora, come pure la pressione mediatica contro le eresie sudamericane.

Segnalo questo articolo sbattuto in prima pagina con titolo di apertura su 4 colonne sul giornale con la foto di Bergoglio con l'occhio nero e incerottato:

http://www.ilgiornale.it/news/politica/papa-faccia-mea-culpa-noi-ribelli-siamo-gi-10mila-1447255.html

Si mette male per la gerarchia rivoluzionaria e trapelano indiscrezioni secondo cui
anche la correzione sui dubia sia stata già consegnata e presto sarà resa pubblica; pare che porti altre firme oltre a Burke e Brandmuller.

Anonimo ha detto...

Non contano le strategie? Allora si può fare il bene usando il male? E' veramente intelligente poi, darsi la zappa nei piedi usando la firma di Fellay che porta soltanto l'acqua al proprio mulino, anziché al vostro? Fossi in lei, cara Signora Guarini, sarei un po' più cauto. Grazie.
TEOFILATTO

Anonimo ha detto...


Dire che l'adesione di mons. Fellay alla Correctio filialis "danneggia la buona causa" perché favorirebbe la mancata firma di qualcun altro, è del tutto assurdo.
PP

mic ha detto...

Teofilatto,
che io sappia il mulino di Fellay è lo stesso nostro, che poi non è il nostro, ma quello della Roma perenne.
Le strategie contano. Ma ci sono momenti in cui si va dritti allo scopo...

E che c'entra "fare il bene usando il male"?

Anonimo ha detto...

Quanto a questa affermazione dico che, quando si è nella verità, non contano le strategie, ma ciò che è buono e giusto.

Mic, vorrei approfondire questo tuo commento, che condivido.

Primo, è già stato detto, l'attacco ad hominem è facilissimo da portare, e se dovessimo ragionare per evitarlo a tutti i costi non solo ci sottometteremmo al ricatto morale degli avversari, ma probabilmente avremmo pochissime persone da schierare. Faccio presente che già all'epoca della prima supplica filiale, quella da 900.000 firme, qualcuno si attaccò al fatto che tra i firmatari c'erano un po' di esponenti della nobiltà.

Secondo: se ci mettiamo ad escludere gli "ecclesialmente scorretti" (così per dire), come facciamo a lamentarci se la società ci esclude come "politicamente scorretti"? Non fare agli altri quello che non vorresti fare a te.

Terzo: le divisioni con la FSSPX vanno assolutamente ricomposte, e escludere mons. Fellay andrebbe nella direzione opposta.

Mi lascio il quarto argomento in fondo, come più importante. Non dobbiamo cadere nel tatticismo. Si può dire che tutta la crisi d'evangelizzazione degli ultimi decenni, infiltrazioni di miscredenti a parte, è dovuta al tatticismo. Anziché prendere la Verità e presentarla così com'è (non dico che non bisogna usare accorgimenti, ma il tatticismo è farli prevalere fino a schiacciare i contenuti), Verità che da sola attrae (è Cristo innalzato in Croce che attrae a sé il mondo intero, mica noi), si è iniziato a ragionare nannimorettianamente "mi si nota di più se..." così o cosà?. Invece di puntare tutto sul Sacramento, per la Messa si sono inventati nacchere e tip tap. Invece di presentare la Legge come attributo divino, al pari della Misericordia, hanno iniziato a contrapporle perché la seconda, travisata, è più "vendibile". E così via, una lista lunghissima di errori, che sfociano nel pastoralismo.

Basta.
Basta.
BASTA.

Dopotutto Gesù ci ha detto:

10'È necessario anzitutto che il messaggio del Vangelo sia annunziato a tutti i popoli. 11E quando vi arresteranno per portarvi in tribunale, non preoccupatevi di quel che dovrete dire: dite ciò che in quel momento Dio vi suggerirà, perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.

PS Sul conteggio di firme, ricordate che esiste pure una petizione di Lifesitenews (circa 5.000).

Anonimo ha detto...

Il Papa invita a leggere AL da cima a fondo, ma al paragrafo 7 di AL si riteneva lecita e fruttuosa anche una lettura disarticolata, a seconda dei bisogni di ciascuno, e solo per il capitolo VIII si diceva che avrebbe interpellato tutti.

7. A causa della ricchezza dei due anni di riflessioni che ha apportato il cammino sinodale, la presente Esortazione affronta, con stili diversi, molti e svariati temi. Questo spiega la sua inevitabile estensione. Perciò non consiglio una lettura generale affrettata. Potrà essere meglio valorizzata, sia dalle famiglie sia dagli operatori di pastorale familiare, se la approfondiranno pazientemente una parte dopo l’altra, o se vi cercheranno quello di cui avranno bisogno in ogni circostanza concreta. E’ probabile, ad esempio, che i coniugi si riconoscano di più nei capitoli quarto e quinto, che gli operatori pastorali abbiano particolare interesse per il capitolo sesto, e che tutti si vedano molto interpellati dal capitolo ottavo. Spero che ognuno, attraverso la lettura, si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie, perché esse «non sono un problema, sono principalmente un’opportunità».[4]

Mah! ha detto...

Riguardo all'attuale vicario di Cristo non nutro speranze, perchè non è che dice eresie per ignoranza, ma propio perchè è ciò che vuole trasmettere: l'errore. E' come cercare di correggere uno che delinque perchè vuole delinquere. Credo che la correzione a Bergoglio gli farà un baffo. La correzione forse servirà a risvegliare qualche buon cattolico a farne riflettere alcuni. L'unica correzione efficace verrà dal cielo. Però, magari a qualche dubbioso il vedere persone eminenti dire tali cose al Papa può servire a risvegliare dal sonno profondo. Sinceramente tutto questo rispetto e questa figliolanza verso l'Attila che siede a S.Marta mi pare fuori luogo, visto che è nemico di Cristo e della sua Chiesa.

Anonimo ha detto...

NOI NON VOGLIAMO
NON VOGLIAMO NESSUNA RELIGIONE UNIVERSALE,
NESSUNA RELIGIONE SINCRETISTA,
NESSUNA RELIGIONE MEZZO MASSONICA
E MEZZO NON LO SO COSA,
SENTIMENTALE - VERO?-
CHE PORTEREBBE ALL'UNIONE
DI TUTTI GLI UOMINI DI TUTTE LE RELIGIONI .
NON LO VOGLIAMO A
NESSUN PREZZO A NESSUN PREZZO !
MONSIGNOR LEFEBVRE

mic ha detto...

Sinceramente tutto questo rispetto e questa figliolanza verso l'Attila che siede a S.Marta mi pare fuori luogo, visto che è nemico di Cristo e della sua Chiesa.

Tocca sempre ribadire che il rispetto è la prerogativa del cristiano e la figliolanza è a Pietro non a Simone....
La distinzione dei due 'corpi' del Papa non l'ho inventata io ma, come ricorda il card. Burke, risale ai Padri della Chiesa.
Riprendo le sue parole: "Secondo l’insegnamento tradizionale, il Papa ha due “corpi”, un corpo in quanto membro individuale dei fedeli e questo è soggetto a mortalità, un corpo in qualità di Vicario di Cristo sulla Terra che, secondo la promessa di Nostro Signore, perdura fino al suo ritorno nella gloria. Il primo corpo è il suo corpo mortale; il secondo è l’istituzione divina dell’Ufficio di Pietro e dei suoi successori. I riti liturgici e gli abiti che rivestono il Papa sottolineano tale distinzione, cosicché una riflessione personale del Papa, mentre è ricevuta con il rispetto dovuto alla sua persona, non viene confusa con la fede vincolante dovuta all’esercizio del Magistero".

Anonimo ha detto...

http://tradinews.blogspot.it/2017/08/20-decembre-1966-mgr-lefebvre-reponse.html