venerdì 22 settembre 2017

Ci lascia anche Mons. Brunero Gherardini.

22 settembre - "Ecce Sacerdos Magnus qui in diebus suis placuit Deo" - "Euge, serve bone et fidelis. Intra in gaudium Domini tui".
Cari amici, mi raggiunge una notizia molto triste. Vibrante la mia commozione nel vergare le scarne essenziali notizie che inquadrano la figura di mons. Brunero Gherardini, gloria della città di Prato e maestro insigne di generazioni e generazioni di sacerdoti, poi divenuti vescovi e cardinali, morto la notte scorsa.
Noto per essere l'ultimo illustre esponente della Scuola Romana, già docente alla Università Gregoriana e successivamente ordinario di Ecclesiologia ed Ecumenismo alla Lateranense, dove ha guidato il periodo della delicata fase del post concilio e il passaggio al nuovo ordinamento accademico. È stato uno dei massimi esperti di Lutero e del rapporto tra cattolici e protestanti. 
Come canonico di San Pietro, fino a poco tempo fa, era ancora possibile incontrarlo in Basilica, ai Vespri. Ero felice di andarlo a trovare ogni tanto - mi aspettava sempre a braccia aperte - nel suo appartamento all'ombra del 'Cupolone', e rimpiango le nostre conversazioni nel suo studio accogliente e letteralmente sommerso di sudate carte, dove mi soffermavo con gioia non senza aver sostato nella Cappella in cui ogni mattina celebrava il Rito Antico. Aveva 92 anni; ma non aveva perso neppure un'oncia della sua lucidità, del suo entusiasmo, del suo generoso impegno del quale, negli ultimi tempi, avevano risentito soltanto gli impegni esterni. 
Durante la sua lunga docenza ha avuto contatti e scambi con i più importanti teologi del Novecento. Ha diretto varie riviste scientifiche, tra cui la prestigiosa Divinitas, ed è stato il postulatore, come successore di mons. Antonio Piolanti, della causa di beatificazione di Pio IX. 
La sua bibliografia conta oltre 80 e spesso ponderosi libri e varie centinaia di articoli, molti dei quali arricchiscono queste pagine.
I suoi funerali saranno celebrati lunedì 25 settembre alle ore 11 nella basilica di San Pietro a Roma. Sono troppo addolorata per dire di più se non che la schiettezza del suo sguardo acuto e sereno e il suo frequente sorriso dicevano tutto della persona. Ci lascia un Maestro, un sacerdote, un grande innamorato della Chiesa. Ci lascia qui, ma abbiamo un intercessore di più in Cielo.

19 commenti:

Massimo Soccolini ha detto...

Grandissimo teologo... aveva fatto capire bene da che parte stava...da quella della Verità... l'unica parte dove si può stare se si ama Gesù. Grande rispetto per questo grande teologo che ha studiato il protestantesimo ed i suoi autori più illustri Carl Barth in testa... ma è stato sempre un modello di cattolicità. IL Signore lo accolga tra le Sue braccia con amore per la dedizione ed il servizio svolto a Sua lode ed onore. Il suo fulgido esempio di chiarezza di idee ed il suo insegnamento di apertura verso la conoscenza delle altre fedi religiose, senza mai cadere nel sincretismo religioso o nella intercoffesione liturgica... ci indichino la strada da percorrere nel dialogo interreligioso che deve essere di tolleranza, rispetto e reciproca comprensione ma mai di pericolosa "commistione".

Anonimo ha detto...

Mons. Gherardini, grazie di cuore per la sua testimonianza di fede e di autentica carità cristiana!! Ora che è in Cielo interceda per noi e per la nostra amata Chiesa, perché la Verità del Vangelo possa splendere nuovamente in mezzo alle tenebre del mondo! Sia lodato Gesù Cristo!

bedwere ha detto...

Alcuni video per ricordarlo.

Vaticano II, un Concilio pastorale. https://www.youtube.com/watch?v=dA8_w_aAUys

Assunta al Cielo perché Corredentrice. https://www.youtube.com/watch?v=fFx1Z31UHos


Natura e grazia l'equivoco di Karl Rahner. https://www.youtube.com/watch?v=tNA95Y4giuE

L'inferno nel Magistero della Chiesa. https://www.youtube.com/watch?v=xtSVlk23FIc


MONS. BRUNERO GHERARDINI. UN SECOLO DI TEOLOGIA. https://www.youtube.com/watch?v=2SmXK_2Hp3M

Gianni B. ha detto...

In paradísum
dedúcant te ángeli:
in tuo advéntu
suscípiant te mártyres,
et perdúcant te
in civitátem sanctam Ierúsalem.

Anonimo ha detto...

Sicuramente ora può intercedere con più forza per la Chiesa che ha servito con amore e fedeltà.

Anonimo ha detto...

Cara Maria,
Sento con dolore la morte dell'ultimo, nel tempo, dei grandi Maestri della Gloriosa Scuola Romana; anch'io come te, avverto un'incolmabile vuoto e mi mancano le parole. Quando questi giganti, per pensiero filosofico e teologico cattolico ci lasciano, ci sentiamo orfani della loro ferma e dolce paternità, e ci si domanda chi raccoglierà il testimone. Quanti addii nella traversata in questo "deserto"... La certezza che il loro magistero deve animarci ad aumentare gli sforzi per difendere e diffondere la verità della Cattolica. Requiem.
Salvianus

Catacumbulus ha detto...

Posso solo dire che mi onorava della sua amicizia, nonostante la grande differenza d'età e di sapienza. La schiettezza del suo sguardo intelligente e sereno diceva tutto della persona.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Una prece per mons. Gherardini, «la volpe in Vaticano», come amavano etichettarlo i suoi carcerieri e detrattori.

Anonimo ha detto...

Signore , Ti stai riprendendo le anime piu' belle !
Grazie per tutto il tempo che gli e ce lo hai donato .
Ho letto che stava in una RsA di S. Marinella , e' vero ?
Non ci sono case di riposo e cura per Sacerdoti anziani o malati in ogni regione ?
A saperlo l'avrei ospitato e accudito io nella mia casa .

berni/exodus ha detto...

Un saluto ad un grande Sacerdote e una preghiera al Signore affinché lo accolga tra le Sue braccia: Requiem aeternam dona Ei Domine et lux perpetua luceat Ei, requiescat in pacem. Amen.La nostra speranza è che un domani lo possiamo ritrovare in cielo per tutto il bene che ha fatto alla Sua Chiesa.

Ale ha detto...


Lasciamo che sia la Chiesa a fare i Santi, noi nella speranza che i cari defunti abbiano ottenuto la Salvezza, limitiamoci a pregare per loro! Nessuno può sostinuirsi al Divin Giudice. Pensare che un nostro caro si sia certamente salvato significa arrogarsi diritti che non ci appartengono. I modernisti fanno le apologie del defunto. I cattolici, sperando che si sia salvato, pregano per lui e colgono l'occasione per meditare ancora più intensamente e seriamente sui Novissimi. Vedo su questo blog parecchi modernisti e mi dispiace!

mic ha detto...

Vedo su questo blog parecchi modernisti e mi dispiace!

Vede molto male.
Se si parla di intercessione è perché, nella Comunione dei Santi, se pure è in Purgatorio anziché in Paradiso (questo solo il Signore sa), l'anima non può più pregare né meritare per sé, ma tutte le sue opere compiute in grazia di Dio la seguono a beneficio di tutto il corpo mistico di Cristo, nel quale per grazia e buona volontà vogliamo e speriamo rimanere..

Anonimo ha detto...

DE PROFUNDIS CLAMAVI AD TE, DOMINE..

Anonimo ha detto...

«Quando [il lettore] riesce a scorgere la verità di fondo, allora, con la gioia nel cuore, può constatare che nulla nella nostra santa Fede, è campato in aria. E di ciò sicuro, egli pure, quasi esplodendo in un grido di liberazione, potrà dire il suo “Now I see”, ora ci vedo! Gliel’auguro fraternamente» (Brunero Gherardini, "Quaecumque dixero vobis. Parola di Dio e Tradizione a confronto con la storia e la teologia", Lindau, Torino 2011, p. 22).

Anonimo ha detto...

Veglia sopra i tuoi figli
pellegrini nel mondo;
la morte non ci colga
prigionieri del male.
Amen

Anonimo ha detto...

È stato mio professore di Ecclesiologia alla Pontificia Università Lateranense. Lo ricordo con debito di riconoscenza e affetto filiale.
Luciano Rondinella

Pietro C. ha detto...

Il fiore già da diverso tempo lanciava segnali che sarebbe passato all'altra vita, mi riferisco all'aspetto esteriore del suo corpo che, come il fiore del campo, inevitabilmente avvizziva. Questa notizia dunque non mi meraviglia. Ricordo lo sguardo acceso e vivido di mons. Gherardini per averlo incontrato io stesso, diverso tempo fa. R.I.P.

Anonimo ha detto...

Libera me, Domine - Lorenzo Perosi

Libera me Domine, de morte aeterna,
in die illa tremenda.
Quando coeli movendi sunt et terra:
dum veneris judicare saeculum per ignem
Tremens factus sum ego et timeo,
dum discussio venerit, atque ventura ira.

Quando coeli movendi sunt et terra:
Dies illa, dies irae,
calamitatis et miseriae
dies magna et amara valde.

Liberami, Signore, dalla morte eterna,
in quel giorno tremendo.
Quando cieli e terra saranno sconvolti
e tu verrai a giudicare il mondo col fuoco.
Tutto tremante io sono, e atterrito,
al pensiero del giudizio e della collera imminente.

Quando cieli e terra saranno sconvolti:
Giorno d'ira quel giorno
di rovina e di miseria
giorno grande e pieno d'amarezza.

https://www.youtube.com/watch?v=B5Kn0tXYsmI

Anonimo ha detto...

....
La sua spiritualità era fondata su quella ignaziana, arricchita da quella di S. Alfonso Maria de’ Liguori e di S. Luigi Maria Grignion de Montfort. Era un grande appassionato di alta montagna e un buon conoscitore di musica classica, specialmente di Mozart.
Monsignor Gherardini è autore di oltre ottanta libri e di circa duecentocinquanta saggi. Sono attualissimi, in questi tristi tempi di apostasia generale, i suoi volumi: Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2009; ID., Tradidi quod et accepi. La Tradizione, vita e giovinezza della Chiesa, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2010; ID., Concilio Vaticano II. Il discorso mancato, Torino, Lindau, 2011; ID., Quaecumque dixero vobis. Parola di Dio e Tradizione a confronto con la storia e la teologia, Torino, Lindau, 2011.
La sua scomparsa ci priva di un faro, che era riuscito a mettere a fuoco e a dissipare, in maniera altamente dottrinale e scientifica, i problemi spinosi dell’attuale tormenta ecclesiale tramite i suoi ultimi libri sopra citati, i quali ci offrono una guida teologicamente preziosa per capire la questione della crisi neo-modernista, che si è introdotta nell’ambiente ecclesiale a partire dal 1960.
Raccomando lo studio attento di queste opere a tutti coloro che vogliono capire le cause teoretiche della crisi religiosa attuale e porvi rimedio senza sbandare né per eccesso né per difetto.
Lo incontrai per l’ultima volta presso la sua abitazione nel Palazzo dei Canonici assieme alle Suore Discepole del Cenacolo nel mese di maggio. Poiché le forze gli mancavano e non poteva restare più solo fu ospitato dalle Suore di Santa Marinella che si sono occupate caritatevolmente di lui sino alla fine.
I suoi funerali son stati celebrati il 25 settembre alle 11 presso la Basilica di San Pietro.
Ci raccomandiamo alle sue preghiere per perseverare nella buona dottrina in questo momento difficile della storia della Chiesa. Dio lo riceva nel suo seno!
don Curzio Nitoglia