lunedì 18 settembre 2017

Perché mai San Francesco avrebbe dovuto camminare alla cieca?

Riprendo da Vita Nuova di Trieste.

Si è aperta ad Assisi l’edizione 2017 de “Il Cortile di Francesco”, una sorta di “Cattedra dei non credenti”, nato come «luogo di incontro – attraverso la scoperta dell’altro – non solo tra credenti e non, ma anche tra fedi e culture diverse». Così lo presenta padre Enzo Fortunato, Coordinatore dell’evento. Molti gli invitati, per discutere attorno al tema “Cammino. Dialogo tra credenti e non credenti”.
Non è il titolo a fare problema: il frate francescano è in fondo un itinerante, un peregrinus, che dalla città dell’uomo si dirige verso la città di Dio. Non sarebbe un problema, a certe condizioni, la scelta degli invitati, che in un dialogo tra credenti e non-credenti, tra anticonformisti e conformisti, ci possono pure stare: Oliviero Toscani, Gabriele Lavia, Romano Prodi, Carlo De Benedetti, Valeria Fedeli, Umberto Galimberti e altri. Si tratta dell’italica intellighenzia che conta nei media, allineati al mainstream ufficiale. E qua s’intravvede un’ombra.

Il problema però sta soprattutto nelle parole degli organizzatori. Il Cardinale Gianfranco Ravasi prospetta un “Cammino” fine a se stesso e fa parlare Montaigne: «A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, rispondo che so bene quello che sfuggo, ma non quello che cerco».
Dovrebbe, invece, essere ben chiaro cosa cerca il pellegrino cristiano. Il penitente, il seguace di Gesù, cerca appunto la città di Dio. Non dichiarare il fine della ricerca, potrebbe indurre a pensare che si vuole nascondere o negare la propria identità, la propria appartenenza. E che dialogo ci potrebbe essere – lo si è detto più volte qua su Vita Nuova – senza avere ben chiara e senza dichiarare apertamente la propria appartenenza?

Tanto più che il Card. Ravasi afferma che, in quanto «credenti e non credenti», siamo «insieme invitati a interrogarci sul senso del nostro cammino». Ma il senso del cammino cristiano è ben conosciuto: la gloria a Dio, la salvezza della propria anima, la verità, l’amore, l’itinerario bonaventuriano della mente in Dio. Non è facoltativo il dichiararlo.
Singolare è anche la conclusione: «I percorsi sono diversi […]. Importante è non sedersi ai bordi del sentiero, inerti e scoraggiati, ma continuare la ricerca di una meta perché, come già insegnava il Socrate di Platone, “una vita senza ricerca non merita di essere vissuta”». 
E, in effetti, l’ateo o l’agnostico cercano una meta che non hanno conosciuto. Non però il credente, che deve avere ben chiara la meta ed è tenuto a testimoniarla, poiché l’ha conosciuta. Non è tanto importante il camminare in sé, ma l’imbocco della via giusta e l’abbandono della via perduta.

Più conforme a San Francesco è la presentazione dell’evento che ne fa padre Mauro Gambetti, Custode del sacro Convento di Assisi. L’uomo – scrive – è «homo viator» (pellegrino), mosso e attratto dal Vangelo, che è «l’amore più grande di ogni altro amore». E aggiunge che l’«itinerare» costituisce «una provocazione alla ricerca della verità». Meno chiara è l’affermazione di padre Gambetti, secondo cui il “Cammino” si «struttura mediante l’apporto di differenti prospettive, attraverso la confluenza di esperienze dissimili e grazie all’accoglienza di visioni apparentemente in conflitto».
Eppure non ci possono essere, come pensa Gambetti, «visioni apparentemente in conflitto» tra credenti e non-credenti. Le visioni, al contrario, sono in evidente conflitto, non apparente, rispetto alla verità: il non dichiararlo preclude a priori il dialogo, che si trasforma in chiacchiera. Come un cammino di questo tipo possa contenere l’«apertura universale ispirata da Francesco» non è per nulla chiaro.

E ancora, padre Fortunato auspica che «tra noi e gli altri la contrapposizione dovrebbe scomparire», perché «i rischi sono gli scontri di piazza, i populismi che conducono a nuove crociate». Non è così per San Francesco, secondo cui l’unico vero rischio per l’uomo è perdere la vita eterna, abbandonare la verità del Cristo e la testimonianza.
Il Poverello – scrive San Bonaventura nella Legenda Maior – «ancora una terza volta tentò di partire verso i paesi infedeli, per diffondere, con l’effusione del proprio sangue, la fede nella Trinità». Non aborrì l’opera dei crociati e dei soldati cristiani ma, anzi, come «soldato di Cristo, animato dalla speranza di poter realizzare presto il suo sogno, decise di tentare l’impresa, non atterrito dalla paura della morte».
San Francesco, dunque, fu «homo viator» e pellegrino, ma viaggiò con un’identità, una meta precisa e non per vagare a zonzo e finire nel burrone assieme agli altri ciechi.

In che modo iniziative di questo tipo possono essere utili all’evangelizzazione? Non sarebbe un’occasione, il Cortile, per indicare che il Cammino non è un vagare alla cieca, ma un viaggio che, dalla civitas umana, si conclude nella Civitas Dei? E non sarebbe forse necessario informare i convenuti che, di questo Cammino, la Chiesa possiede la bussola?

22 commenti:

Anonimo ha detto...

Ravasiologia: Dio è una scusa per dialogare su di Lui, ma essendo tutti d'accordo che non bisogna crederGli troppo per poter andar d'accordo anche con chi non crede nemmeno che ci sia.

irina ha detto...

Ho l'impressione che questo tipo di iniziative nascano solo in ambiente sazio. Non nascono da una necessità vera, non rispondono ad una necessità sentita. Sono l'equivalente di una serata da ballo, di un pranzo country con musica, ognuno recita la sua parte, come la recitava il giorno prima e la reciterà il giorno dopo, con fare oratorio sofferto, amletico o superiore distaccato. Vecchi gigioni e vecchie gigione,con soldi in avanzo e teste conformi al demone a cui si son votati.

Anonimo ha detto...

E alla fine quel tal padre Fortunato la butta sul socio-politico auspicando la "pax massonica": "tra noi e gli altri la contrapposizione dovrebbe scomparire", perché "i rischi sono gli scontri di piazza, i populismi che conducono a nuove crociate".
Ma non si accorgono di aver gettato all'ammasso testa e anima?

Così Parlò RAVASI ha detto...

http://www.unavox.it/Roma24-5/Ravasi.htm

Anonimo ha detto...

Non era questa la intenzione del seminatore .
Qual' e' il compito di un Apostolo ?
Creare occasioni volte ad evangelizzare ., a portare anime a Cristo .
E' la dimostrazione che se il seme non cade nella terra umida , buona , non da' frutto , si inaridisce e muore .
Percepisco così questo avvenimento : una occasione mancata di evangelizzazione , il piacere di ascoltarsi , un avvoltolarsi e riscaldarsi nelle proprie parole , un guardarsi allo specchio e piacersi ,
https://www.youtube.com/watch?v=Sgk965UneQE
Piu' semplicemente rivedo lo stesso fil rouge dell'aria comunista : un prendersi per mano per fare un bel girotondo intorno al mondo ....il Francesco ecologico che non e' mai esistito .
Purtroppo , anziche' introdurre un raggio di luce (la luce di Cristo) , vagolano nella nebbia .
Conclusione : un inutile sbrodolamento .

Anonimo ha detto...

In che modo iniziative di questo tipo possono essere utili all’evangelizzazione? Non sarebbe un’occasione, il Cortile, per indicare che il Cammino non è un vagare alla cieca, ma un viaggio che, dalla civitas umana, si conclude nella Civitas Dei? E non sarebbe forse necessario informare i convenuti che, di questo Cammino, la Chiesa possiede la bussola?

Cristallina conclusione !

Anonimo ha detto...

Anime consacrate a chi vi siete consacrate ?
Restate consacrate a Dio , a Dio solo !

Santa Maria Madre di Dio ,
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen

Anonimo ha detto...

Vedo dalla fotografia che al convegno è presente anche Cristo. Meno male!(ma cosa ci sarà andato a fare?)

AMORUOSO PASQUALE ha detto...

Prostituzione allo stato puro. L'idolatria non è stato un peccato solo del popolo ebraico, essa sotto altre forme e con altri idoli si ripresenta ancora oggi nella Chiesa. Il popolo ebraico affermava un Dio monoteista proprio per non cadere nell'idolatria. La Chiesa di oggi con il "mantra" del "dialogo" che non ha niente a che vedere con il comando di Cristo "Mc 16,15 E disse loro: "Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura" sta riproponendo una versione aggiornata del pantheon.

Luisa ha detto...

Segnalo un`intervista di mons. Schneider :

https://onepeterfive.com/bishop-schneider-prof-seifert-cardinal-caffarra-duty-resist/

Tradotta in francese qui:

http://dieuetmoilenul.blogspot.ch/2017/09/interview-de-mgr-schneider-sur-le.html

Anonimo ha detto...

Bah, dai nomi io vedo solo non credenti....malignità, c'entra poco o centra il problema, vi copio quanto segue
Da La domenica 17/09/17

Sessualità dono di Dio AL spiegazione numero 6
"Nella AL la sessualità assume un rilievo centrale. Amare con l'anima e con il corpo è modalità propria e irrinunciabile dello scambio coniugale.La visione positiva della sessualità matrimoniale è trattata da F.al termine del IV capitolo e costituisce quasi la logica premessa del capitolo successivo dedicato alla fecondità, non bisogna però cadere nel tranello di certa manualistica vecchio stile secondo cui le relazioni intime degli sposi venivano inquadrate solo in un'ottica procreativa o, addirittura, come remedium concupiscentiae. Anzi F. fa notare come la sessualità sia linguaggio interpersonale 'dove l'altro è preso sul serio, con il suo sacro e inviolabile valore'.In questa visione anche l'erotismo va inteso come prassi di più intensa comunione, di gioiosa tenerezza. Certo, avverte F.,se non si avvicinano i cuori, lo scambio dei corpi rischia di diventare disarmonico e disumanizzante, il riferimento va allora al CdC, in cui l'appartenenza reciproca è 'al servizio dell'amicizia coniugale in modo che l'altro viva in pienezza'.Solo in questa logica equilibrata e rispettosa, l'amore consacrato da Dio sarà sempre al centro della relazione, superando le fragilità del decadimento fisico e i limiti determinati dal trascorrere del tempo". Luciano Moia. Chiedo lumi a chi avrà la bontà di spiegare cosa cavolo vuole dire tutta questa serie di se, si, ma, forse, tutto bene, anzi no, e non si capisce una beneamata mazza. Questo è il livello dei commenti che dovrebbero rafforzare la fede, fortunatamente nessuno lo legge se non rari casi in cui viene discussa in CP la spiegazione dell'AL a catechisti e impegnati vari nella mistagogia pastorale. Questo è l'andazzo, un piccolo parere personale, concordo con PP sui tradi, ma non penso proprio che si possa imporre sic et simpliciter la messa tridentina ad un ormai esiguo popolo di fedeli che non vede l'ora di uscire dalla chiesa e tossicchia se l'omelia passa i 5 minuti. Lupus et Agnus.

Anonimo ha detto...


Non si tratta di imporre la Messa Tridentina

Se i sacerdoti, in generale, si convincessero che l'unica cosa da fare, per la salvezza dellá anima e della Chiesa, è tornare alla Messa di rito antico, in latino, facendo sparire finalmente l'altra, formalmente o meno non importa, i fedeli avrebbero poco da scegliere, dovrebbero adattarsi e farsene una ragione.
PP

Anonimo ha detto...

Anche le formiche nel loro piccolo si.....inalberano !
James Martin disconosciuto. Il gesuita James Martin, propugnatore di varie eresie a proposito dell'omosessualità, di cui abbiamo parlato diffusamente e al quale daremo la medaglia di personaggio dell'an(n)o, è stato escluso da una conferenza in un'università cattolica, dove sarebbe andato probabilmente a dire idiozie. La rivolta dei fedeli ha indotto gli organizzatori ad escluderlo. Per tutta risposta il simpaticone ha detto che i suoi detrattori sono isterici e pieni d'odio. Lui invece è pieno di amore.
http://www.campariedemaistre.com/2017/09/il-riassunto-del-lunedi-testa-alta.html

mic ha detto...

facendo sparire finalmente l'altra, formalmente o meno non importa, i fedeli avrebbero poco da scegliere, dovrebbero adattarsi e farsene una ragione.

Più che adattarsi e farsene una ragione (il che oltretutto non mi pare così scontato di fronte ad una imposizione), penso che imparerebbero a conoscerla e quindi ad amarla, soprattutto se fosse accompagnata da adeguata formazione. Piuttosto è giusta l'idea che dai sacerdoti possa e debba partire l'iniziativa e la 'promozione' dell'unica cosa necessaria.

Gianpiero ha detto...

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2000184246932930&id=100008241215549&refid=17&ref=bookmarks&_ft_=top_level_post_id.2000184246932930%3Atl_objid.2000184246932930%3Athrowback_story_fbid.2000184246932930%3Athid.100008241215549%3A306061129499414%3A2%3A0%3A1506841199%3A3879182109943824874&__tn__=%2As%2As-R

Anonimo ha detto...

Scusate se mi permetto di giudicare. Ma mi sembra un raduno di intellettuali favorevoli alle ideologie di sempre, che cercano di usare la religione per tutti i loro adattamenti e le loro salse, facendo apparire Gesù Cristo ancora una volta un "perdente", mentre i veri perdenti sono coloro che perdono tempo in questo modo. Non hanno capito che vera forma per credere è credere, affidarsi e che la forza migliore per affidarsi è la preghiera che ci fa uniti a Dio. Tutti questi dialoghi di intellettuali che sanno dove vanno a parare: trasformare la Chiesa come un luogo dove convivono varie credenze, atee, gnostiche ecc... Se fossimo in un'altra epoca ci sarebbero delle belle scomuniche, come atti di misericordia verso politici e stessi prelati, perchè capiscano finalmente lo scandalo che danno al popolo con il loro cattivo esempio, e che hanno tanto tempo da perdere in queste iniziative, che più di ricerca hanno il gusto di andare fuori dal "recinto" del Cuore di Gesù e trovarci gusto per giunta. Ma sappiamo che quest'epoca è l'epoca dell'apostasia predetta dalla Madonna. Non ci resta che aspettare il 1335° giorno predetto dal profeta Daniele, dal giorno in cui è iniziato l'abominio della desolazione, ossia l'abolizione della S. Messa, il sacrificio quotidiano, infatti, vi sono sacerdoti, che "faticano" assai a fare una S. Messa ogni giorno. Preghiamo per tutti, anche per loro, perchè la purificazione o tribolazione in atto non sia più dura del previsto.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=rb3tvqr3lfc

Anonimo ha detto...

Quoto in toto il commento di Mic 22.26, non si può imporre forzatamente o forzosamente, forse si otterrebbe l'effetto contrario, al limite ogni tanto si può celebrarne una dopo aver spiegato e illustrato il tutto e vedere l'impatto che fa sugli astanti, non a tutti di primo acchito colpisce, ad alcuni non piace proprio ed altri non ci capiscono niente, fate conto dell'ignoranza crassa in cui nuotano i pochi fedeli partecipanti per lo più anziani, dalle parti mie è così, pochi e vecchi, giovani e famiglie missing. Lupus et Agnus.

RR ha detto...

Lupus,
in realtà una Messa tridentina non cantata, con il sacerdote che si attiene strettamente al Messale, e commenta nell'omelia le letture, è spesso più beve e meno noiosa della Messa NO, soprattutto se questa è accompagnata da orribili canti e lunghe prediche sociologiche + interminabili annunci.

Anonimo ha detto...

@RR

Condivido totalmente. Per non parlare delle spesso propagandistiche preghiere dei fedeli... Domenica mi è toccato sentire la preghiera per lo "ius soli" (come se non bastasse il bombardamento mediatico da Avvenire, dai foglietti liturgici, eccetera). Oltretutto fatta leggere ad una bambina, come d'uso del peggiore dei Minculpop.

Anonimo ha detto...

@RR,
è quella messa che ricordo io da bambino, niente canti, organi e messali, liscia, molto raccolta e silenziosa, l'unico canto che ricordo con nostalgia era il Tantum Ergo, che spesso veniva cantato con l'ostensione che adesso è quasi tabù, neanche si vergognassero ad esporLo e pensare che le rare volte che lo fanno c'è sempre gente che si sofferma e si inginocchia.....

@Fabrizio Giudici

lei ha ragione fra Avvenire/svenire che sembra ormai la Pravda e le ossessive preghiere per i governanti che siano illuminati nello svolgere le loro mansioni per i poveri e migranti, come non lo fossero abbastanza illuminati....Lupus et Agnus

Anonimo ha detto...

La Passione della Santa Chiesa Cattolica divisa fra tradizionalisti , modernisti , S.Pio X , ed altri/o
http://www.catholicherald.co.uk/news/2017/09/20/sspx-prevented-from-celebrating-mass-at-knock-shrine/

Non abbiate paura! Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me. E inginocchiandosi per terra, piegò la testa fino a toccare il suolo, e ci fece ripetere tre volte queste parole: – Mio Dio! Io credo, adoro, spero e Vi amo! Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, e non Vi amano. Poi, alzandosi, disse: – Pregate così. I cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alla voce delle vostre suppliche. Le sue parole restarono talmente impresse nella nostra mente che mai più le dimenticammo. E da quel giorno passavamo lungo tempo, così prostrati, ripetendole, certe volte, fino a cader di stanchezza.”
Suor Lucia, II Memoria, 1937