venerdì 15 settembre 2017

Terrorismo, responsabilità e sensi di colpa - Agostino Nobile

Troppe volte abbiamo sentito dire, perfino a papa Bergoglio, che il terrorismo contro l'occidente è la diretta conseguenza dell'aggressione dei paesi occidentali in Medio Oriente. Quel “noi occidentali abbiamo bombardato” è corale, da destra a sinistra, intellettuali, personaggi mediatici fino al bar dello sport. Ma certi “mea culpa” si scontrano con i fatti. Gli attacchi terroristici e le conversioni forzate dilagano anche nei paesi africani e asiatici che non hanno mai attaccato le terre dell'islam. La guerra in Iraq, Sira e Libia sono state volute e pianificate dalle monarchie arabe, in primis quella saudita, sostenute dal governo israeliano e dai paesi filo massoni anglosassoni. In Vaticano sono contro la guerra, così i popoli occidentali, ma i primi ad essere minacciati e colpiti dal terrorismo islamico sono proprio i cristiani, credenti o meno. Perché vengono colpiti gli innocenti e non i personaggi appartenenti a quelle lobbies che programmano le guerre, e che i terroristi conoscono molto bene? Se a questi attacchi indiscriminati sommiamo l'apertura delle frontiere a centinaia di migliaia di giovani maschi musulmani, i continui stupri di cui si macchiano, a spese delle donne occidentali, e l'appoggio che danno loro i partiti progressisti, abbiamo il quadro completo del suicidio europeo. Quando pure Bergoglio sostiene la politica delle porte aperte e migliaia di chiese vengono chiuse o adibite a luoghi ludici, ristoranti, librerie o convertite a moschee, significa che il cattolicesimo si trova a un passo delle catacombe. [vedi]

Un altro luogo comune, largamente diffuso tra i cristiani praticanti, è l'idea che i musulmani ci attaccano perché l'Europa ha perso le proprie radici cristiane. Se in questo c'è un po' di verità, non la dice tutta sull'islam, a meno che non si provi attraverso una documentazione attendibile che dal VII secolo alla caduta di Costantinopoli e fino all'inizio del '900, i musulmani invadevano l'Europa perché le donne giravano in minigonna, i gay si sposavano, e i giovani sniffavano allegramente nelle discoteche. In realtà, per mandato divino l'islam deve assoggettare le terre non musulmane. Nel Corano troviamo oltre cento versetti che incitano a combattere per la causa islamica, e dato che è stato scritto direttamente da Allah, “dettato dall’Arcangelo Gabriele”, non può essere interpretato come la Bibbia, ma accolto letteralmente. Sura 2:193 «Combatteteli fino a che non vi sia più ribellione, e che la religione sia quella di Allah». Sura 9:39 «Se non vi lanciate in campo di battaglia vi castigherà con doloroso castigo». Sura 9:41 «Armati di armi leggere [i camion, le auto e i coltelli utilizzati oggi sono considerati armi leggere ndt] armati di armi pesanti, partite per la battaglia, lottate coi beni e col corpo nel sentiero di Allah. Meglio sarà per voi. Oh se voi lo sapeste!» Il versetto che segue dovrebbe essere meditato soprattutto dai servitori della Chiesa: Sura 5:17: «Sono infedeli coloro che affermano con sicumera che il Dio è il Cristo di Maria! Contrattacca: “E chi avrebbe il coraggio di lottare col Dio qualora egli volesse annientare il Cristo figlio di Maria, sua madre, e quanti si trovano sulla faccia della terra?”» (Il Corano - trad. Federico Peirone). Come possiamo vedere nella cronologia della storia espansionistica islamica, che ho già segnalato in un precedente articolo [qui], dal 649 ad oggi l'islam ha attaccato medodicamente e ininterrottamente l'Europa. Qualcuno dirà che anche nella Bibbia sono presenti passi che incitano alla violenza. Ma se questi passi sono stati spazzati via dai Profeti, nei Vangeli non troviamo una sola parola che possa far pensare al diritto di sopraffazione. E comunque, in Israele non sgozzano né lapidano chi crea scandalo, mentre in non pochi paesi musulmani ancora oggi osservano le legge coranica. Maometto stesso ha guidato circa diciannove guerre, come descrive, tra gli altri, il testo sacro di Tabari  “Vita di Maometto” e il Corano  nell’ottava Sura “Il Bottino di Guerra”. 

Se ai cristiani è permessa la guerra per legittima difesa, la dottrina musulmana e quella laicista giustificano quelle espansionistiche. Anche qui le massonerie e l'islam viaggiano a braccetto: i primi vogliono diffondere la “democrazia” nel mondo, i secondi il credo in Allah. 

Non vogliamo negare che i paesi cristiani durante i secoli si siano scannati vicendevolmente, ma una cosa è la guerra indetta da sovrani o governi, un'altra il diritto inalienabile di sottomettere il mondo per mandato divino. Le statue dei padri delle ideologie possono essere abbattute quando sono stati sconfitti dalla realtà. Per il fedele musulmano, invece, la  parola di Allah è eterna e se si scontra con la realtà tanto peggio per la realtà. Non è un caso se la Turchia, dopo novant'anni di prosperoso laicismo, è ritornata improvvisamente islamista. Sono bastati alcuni squilibri socio economici per ritornare alle origini della dottrina coranica. Nel 1995 un gruppo di giovani e simpatici giornalisti afgani incontrati a Dubai, mi dissero che a Kabul la vita notturna era molto meglio di quella che vivevano nella penisola araba. Nel 1996 sono arrivati i talebani e la vita notturna non si vede più nemmeno da dietro i burka. Come vediamo in pochi giorni i diritti acquisiti in occidente possono diventare un ricordo per far posto a un incubo. 

I paesi dove sono presenti comunità islamiche ortodosse sono soggetti a sconvolgimenti socio politici. Le Filippine e Myanmar ne sono un esempio. Nel paese buddista, dopo i continui massacri perpetrati dai musulmani Rohingya nei villaggi buddisti e gli attacchi contro la polizia e l'esercito, il governo ha deciso di espellere tutti musulmani. I governi e i media filo massoni hanno subito accusato il governo del Myanmar di attuare un genocidio, nascondendo volutamente gli atti violenti dei musulmani provenienti dal vicino Bangladesh. Non è difficile, a questo punto, capire che è in atto un accordo massonico-islamista che mira all'annichilamento dei paesi non musulmani. 

Se guardiamo la carta geografica, non troviamo un solo paese musulmano a guida laica che non venga martellato ai fianchi dall'islamismo. L'immigrazione di massa degli ultimi anni costituisce una spina nel fianco dei popoli occidentali, i quali in nome del dialogo e dell'accoglienza procedono verso un inesorabile suicidio. Il numero dei cristiani in Medio Oriente e nell'Africa settentrionale negli anni '50 del secolo scorso erano circa il 25% della popolazione, oggi sono meno del 3%. La causa principale di questa metodica erosione è dovuta essenzialmente alla legge del dhimmi, la condizione di inferiorità civile, che in molti paesi impedisce ai cristiani di accedere alle cariche pubbliche e di manifestare la propria fede, anche col crocefisso al collo. A questo si aggiunge che, sempre secondo la sharia, un cristiano non può sposare una donna musulmana se non si converte all’islam e, in caso di matrimonio, i figli  devono essere educati nell’islam. Le guerre in Siria e Iraq (gli unici paesi della penisola araba dove i cristiani erano rispettati) hanno dato il colpo di grazia alla loro presenza, decisione, come abbiamo detto, pianificata e finanziata dai paesi arabi con l’assenso e l’appoggio militare dei governi filo massoni occidentali. Nel 1990 i musulmani europei costituivano il 4% della popolazione, oggi circa il 10%, intorno ai 50milioni. Dunque, nel momento in cui diciamo quel “noi abbiamo bombardato”, le lobbies massoniche e islamiste prendono due piccioni con una fava. Diamo un movente in più ai terroristi e ingrossiamo quei sensi di colpa, infondati, che stanno destrutturando gli elementi costitutivi della nostra società. 

22 commenti:

Anonimo ha detto...


Non sono solo i "filomassoni" ad appoggiare l'invasione

Ridurre il contributo occidentale al suicidio dello stesso Occidente all'attività dei c.d. "filomassoni" mi sembra riduttivo. La massoneria, nei vari paesi, è ufficialmente a favore della "migrazione dei popoli" in nome del progresso e della democrazia, etc., dei suoi asfittici ideali; sta apertamente dalla parte degli invasori.
Ma Renzi, per esempio, pesantemente responsabile in questo senso, non è massone. Tempo fa si è inferocito perché qualcuno lo ha chiamato pubblicamente "massone", minacciando querele.
L'apertura indiscriminata al "diverso", l'abolizione dell'amor di Patria e di senso dello Stato, la dissoluzione della propria Nazione dell'Umanità come se essa costituisse un "villaggio globale" o lo dovesse costituire, la dissoluzione in forme sempre più perverse dell'etica, tutto ciò non viene approvato solo dall'attuale massoneria: risulta anche dalla decomposizione del Cattolicesimo e della filosofia laica dell'esistenza, inclusa quella marxista.
Ci sono poi i tradizionali calcoli della politica di potenza, che poi si rivelano spesso errati. Basta pensare all'iniziativa francese nella caduta di Gheddafi.
H.

Luisa ha detto...

C`è anche un`altra forma di terrorismo quella che sta sfigurando il volto della Chiesa, una chiesa che a sentire i suoi corifei avrebbe scoperto la misericordia con Jorge Bergoglio, non passa settimana senza che si venga a sapere come viene esercitato quel terrorismo e chi ne sono le vittime, troppo lunga è la lista, i cattolici fedeli e di retta dottrina sono defenestrati, esautorati, commissariati, senza motivi, senza processi, senza giustizia, senza che possano difendersi, per loro il papa non trova il tempo per un`udienza e per rispondere alle loro lettere, non si teme di aver ricorso a minacce e pressioni ( vedi anche il sito tedesco Kath.net), la sentenza piomba dall`alto e solo la muta obbedienza è accettata, un volto sfigurato, un`autorità despotica, ben lontana dall`immagine che la vulgata del pensiero unico continua ad imporre ai beoti.

http://www.marcotosatti.com/2017/09/15/malta-brutta-storia-il-tribunale-da-torto-a-boeselager-sapeva-dei-contraccettivi-perche-decapitare-il-gran-maestro/

Anonimo ha detto...

23 minuti fa, attentato a metro Londra, 22 feriti al momento, SY dice Atto terroristico, secchio pieno di materiale esplosivo ed infiammabile fatto esplodere in una vecchia carrozza.no commment.

Anonimo ha detto...

Ma Renzi, per esempio, pesantemente responsabile in questo senso, non è massone. Tempo fa si è inferocito perché qualcuno lo ha chiamato pubblicamente "massone", minacciando querele.

Questo non vuol dire che non lo sia. Se lo dicesse, sarebbe estremamente imbarazzante per il PD e perderebbero un sacco di voti.

Comunque, Renzi a parte, sono d'accordo che non tutto si può ricondurre alla Massoneria e che ci sono grandi convergenze di interessi traversali.

marcus marcus ha detto...

Quello che il mondo sta vivendo oggi fa parte del programma stabilito dai massoni fin dal XIX secolo. Dove si parla, tra l'altro, anche della creazione di un papa massone. Non è necessario far parte di questa setta segreta per seguire il loro programma. Storici attendibili come Angela Pellicciari e Paolo Siano hanno scritto alcuni libri dove riportano i documenti della massoneria che provano quanto scrivo. Le lobbies finanziarie hanno in mano i maggiori mezzi di comunicazione del pianeta e, pur non facendo parte ufficialmente della massoneria, seguono lo stesso programma. Per quanto riguarda i politici, sono molto pochi coloro che arrivano a governare senza la benedizione massonica. Non dimentichiamo che l'Italia, come la maggior parte del paesi europei, è stata fondata dai massoni. Grazie.
Agostino Nobile

Anonimo ha detto...


Il mito dell'onnipotenza della massoneria, così non si parla di altre cause della decadenza, ugualmente importanti dell'azione della Setta, anzi più importanti

Per esempio l'involuzione della Gerarchia cattolica, il suo plurisecolare attaccamento ad una nozione sbagliata di potere temporale, che l'ha coinvolta pesantemente nella lotta politica, con conseguenze deleterie anche per la religione.
La massoneria (non si può che ripeterlo) è solo una componente del quadro. E' contro la verità storica affermare che l'Italia "è stata fondata dai massoni". Falso, nel senso che sembra che i massoni abbiano fatto tutto loro. Questa è l'immagine che loro stessi, per evidenti motivi, cercavano di dare subito dopo la fondazione del Regno d'Italia. Sono stati una componente del quadro, con Garibaldi soprattutto. Ma l'unità d'Italia non l'ha mica fatta Garibaldi da solo. Vittorio Em. II e Cavour non erano massoni e non lo era Mazzini. Si servivano a loro volta della massoneria nell'ambito di un disegno risorgimentale nel quale si mescolavano diverse componenti ed aspirazioni. Ciò che accomunava le varie componenti (c'era dentro anche parte del mondo cattolico) era il desiderio di liberare l'Italia dal secolare servaggio nei confronti dello straniero, che durava da tre secoli e mezzo. Per raggiungere questo fine la soluzione unitaria, sotto i Savoia, si presentò ad un certo momento come l'unica possibile, anche se non certo ideale, per il modo nel quale si effettuò.
Sulla "attendibilità" di storici come la prof. Angela Pellicciari avrei qualche dubbio, con tutto il rispetto. IL citato Paolo Spiano non l'ho letto. Qualche dubbio, dato che, in 'Risorgimento da riscrivere', essa attribuisce (p.e.) a Cavour patenti massoniche delle quali non offre nello stesso tempo alcuna prova. Inoltre, tende a dare una rappresentazione ampiamente mitizzata degli Stati italiani preunitari: "...la storia dell'Italia cattolica, profondamente segnata dalla presenza dello Stato della Chiesa che - all'osservatore attento non potrà sfuggire - per l'assenza di obiettivi di potere e di conquista e per il suo prestigio internazionale, ha garantito ai suoi abitanti più di mille anni di pace" (op. cit. ed. Ares, 1998, p. 107). Più di mille anni di pace? Magari fosse stato vero! Leggendo queste cose c'è da chiedersi di quale "storia dell'Italia cattolica" si stia parlando. H.

Anonimo ha detto...

Ogni volta che si tocca il delicato tasto dell’ingerenza massonica – sul Risorgimento o sulla attualità politica –, sorge sempre un difensore a ribadire che non è tutto vero, che si esagera...
I motivi addotti per sminuire il ruolo determinante della setta (minuscolo) sono sempre gli stessi
• L’attaccamento della Gerarchia cattolica al potere temporale, giustificherebbe la brutale invasione dello Stato Pontificio. Non solo per motivi risorgimentali: tutti sanno che i Fratelli si dimostrano sempre premurosi nel mantenere la religione nella sfera puramente spirituale e privata, preoccupati delle “conseguenze deleterie” di una sua incidenza politico-sociale (si è visto poi cosa è costato al papato l’aver perso l’autonomia politica)
• Il grido di dolore dei popoli oppressi da governanti ottusi (i.e. refrattari al liberalismo)
• l’intollerabile stato di servaggio nei confronti di potenze straniere (occupazione dipinta a tinte estreme, con capetti che rubavano le spose; Manzoni docet)
• negare l’appartenenza alla setta di chiunque, persino di Mazzini. E lo scambio epistolare con Pike (Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese) ed i relativi programmi di avanzamento della loro ideologia da dove nasce? dalla loro comune fede nel Grande Architetto?
Vorrei ricordare che tale modo di controbattere ha fatto il suo tempo. Anche perché i Fratelli sono oggi espliciti. È sufficiente leggere i bollettini del Grande Oriente francese ed italiane per vederne il ruolo in tutte le battaglie laiche da loro combattute e vinte in questi anni.
Ottuso di turno

Silente ha detto...

A me risulta che Mazzini fosse massone, iniziato in un loggia di Londra, e forse anche prima. Non sono nella mia residenza abituale e quindi non posso controllare, ma mi ricordo che ne parlò Gilberto Oneto ne La strana unità, testo edito da Il Cerchio e anche in altri testi. Ma forse per l'anonimo delle 10:35 non solo la bravissima Pellicciari, ma anche Oneto non è affidabile. Come non lo sono Beggiato, Agnoli, Bracalini e decine di altri autori che hanno ben illuminato il ruolo della massoneria e dell'Inghilterra massonica nel cosiddetto risorgimento. Se si continua così, si negherà anche l'appartenenza massonica di Garibaldi.

Anonimo ha detto...

http://www.maurizioblondet.it/credo-bergoglio-un-referto-clinico/

Silente ha detto...

Vabbè, cambiamo discorso e consentitemi un fuori argomento. Mic sa che ogni tanto molesto i frequentatori del blog con qualche consiglio librario. Siccome è da un po' che non accade, eccone alcuni. Iniziamo con due testi, usciti quasi in contemporanea, del bravo Rino Cammilleri: Il Vangelo fa parte del paesaggio? - Il Kattolico 4 edito da Fede & Cultura (è la raccolta dei suoi interventi su il Il Timone) e poi Il cattolicesimo spiegato a mio nipote che fa il liceo per i tipi di Cantagalli. Come sempre, testi ben scritti, scorrevoli, documentati, sempre gradevoli, spesso ironici, perfettamente ortodossi. Un arsenale di argomenti teologici, storici, politici da utilizzare contro i progressisti-modernisti.
Poi un testo sulla "cultura del cibo". Sì, ma scritto da una prospettiva cattolica. Perché, come dice Camillo Langone, noi cattolici siamo dei gaudenti (nel senso giusto). Ecco allora Pane e Focolare di Susanna Manzin, D'Ettoris Editore. Un bel libro sulla tavola, sul cibo, sul loro valore familiare e sociale, sulla loro importanza nella nostra storia. In un periodo di vacua inflazione di guru gastronomici televisivi, di stucchevoli "masterchef" e di semianalfabeti cuochi (sorry, chef) da teleschermo, un simpatico ma non superficiale libro che ci riconcilia, cattolicamente senza complessi, con i riti della tavola. Un libro che sa di buono, come una bella riunione familiare intorno a una tavola riccamente imbandita. Sconsigliato a salutisti, animalisti, vegani, vegetariani e brutta gente del genere.
Infine, un testo solo apparentemente non in linea col nostro essere cattolici:La via dell'eternità di Shinsho Hanayama, edito dalla mai sufficientemente elogiata casa editrice Il Cerchio. E' un diario, una serie di memorie spirituali del processo ai "criminali di guerra" giapponesi dal 1946 al 1948. Pochi sanno che la feroce vendetta dei vincitori non si abbatté solo sui vinti europei con le innumerevoli Norimberghe, ma anche in Giappone, dove tutti i membri del Governo, i vertici delle Forze Armane e migliaia e migliaia di militari e civili giapponesi vennero sottoposti dai "civilissimi" americani a detenzioni, torture e processi farsa. L'autore del testo fu il loro "cappellano militare" buddista e ne raccontò l'epopea e l'odissea, anche spirituale. Un libro che, come pochi altri, permettere di comprendere l'anima giapponese. Un libro che mi ha commosso profondamente.

Anonimo ha detto...


Qualche lettura per gli antiitaliani di turno

"L'ottuso di turno" crede che io voglia difendere la massoneria..Che ridere. Diciamo che mi dà fastidio il modo di (s)ragionare di certi cattolici o presunti tali che applicano ai fatti storici sempre la stessa etichetta, quella dell'onnipresente e formidabile complotto massonico. In questo modo, semplificano i fatti e non devono darsi la pena di approfondire.
Né di rispondere mai nel merito, p.e. a proposito delle affermazioni allucinanti della prof. Pellicciari sulla felice arcadia rappresentata per ben mille anni e più dall'"Italia cattolica' grazie alla presenza dello Stato della Chiesa e della sua politica (temporale) sempre improntata (in Italia) alla pace e alla giustizia. Poi, a guastare tutto, sono arrivati quei perfidi dei liberali e dei massoni, mannaggia!
Ma forse il sempiterno ricorso alla suddetta etichetta serve loro da alibi, per nascondere da un lato l'avversione per gli altri italiani, visto che non si vuole sentir parlare di Stato unitario, accentratore o federale che sia (infatti, non dicono mai che l'istanza della libertà dallo Straniero e dell'unità era in se stessa giusta, anche se realizzata malamente). O il fatto che addirittura si è indifferenti al passato Dominio straniero, che forse si preferisce a qualsiasi forma di Stato italiana libera e indipendente (ieri l'Asburgo, domani l'Unione Europea). In questo caso, forse non raro, più che di "ottusità" si tratterebbe di inclinazione al servilismo nei confronti degli stranieri, atavica malattia dello spirito che da secoli ci affligge.

LETTURE CONSIGLIATE
Fulvio Conti: 'Mazzini massone? Costruzione e fortuna di un mito'in F. Conti: 'Massoneria e religioni civili. Cultura laica e liturgie politiche fra XVIII e XX secolo, il Mulino, 2008, pp. 187-211. (In effetti, di Garibaldi si conoscono le Legge alle quali ha appartenuto, ma di Mazzini e Cavour? Se ci fossero state, i massoni italiani le avrebbero sicuramente tirate fuori, dopo l'unità, quando ebbero il loro periodo d'oro, al tempo del governo della sinistra storica, prima che iniziasse una reazione innanzitutto culturale contro di loro anche da parte della cultura laica).
F. Conti: 'La Massoneria e la costruzione della nazione italiana dal Risorgimento al fascismo', in: 'La Massoneria. La storia, gli uomini, le idee, a cura di Z. Ciufoletti e S. Moravia, Oscar Mondadori Storia, 2004, pp. 121-177.
H.

Rr ha detto...

Riguardo l'Inghilterra, un consiglio di lettura per chi conosce bene l'Inglese (non so se esiste una traduzione italiana):
" The Anglo-American Establishment" di Carrol Quigley. Io l'ho trovato facilmente e gratis, cercando sul web.
Altro consiglio: in generale, se si conosce bene una lingua, meglio leggere l'originale, soprattutto oggi, in tempi di very politically correct pubblicistica. Oppure affidarsi a vecchie traduzioni, se i testi originali predatano gli anni Novanta.

Leggendo quel libro, si capisce che non tutto è Massoneria, quella classica almeno. Ma che esistono altri circoli di potere, persino più potenti e seminascosti della stessa Massoneria

Anonimo ha detto...

Il "metodo storico" di Anonimo 17.37, che cerca lumi sulla massoneria leggendo le edizioni del Mulino, è del tipo: SE Mazzini e Cavour fossero stati massoni, i massoni italiani lo avrebbero SICURAMENTE detto.
Come sanno quasi tutti, la massoneria è una società segreta, e non sembra così propensa a spiattellare nomi e cognomi degli affiliati. Proprio per questo c'è sempre qualcuno che può ergersi a smentire qualcun altro sulla patente massonica di un altro ancora. E' comprensibilissimo.

Anonimo ha detto...

Vedo che insiste sull’estraneità della Massoneria rispetto alle varie rivoluzioni. Buon pro le faccia.
Non accetto assolutamente il modo serpentino di attribuirmi tesi da me mai sostenute, ad esempio quella di “preferire il Dominio straniero a qualsiasi forma di Stato italiana”. ho capito che lei approva il movimento liberale, ma si faccia una ragione: non tutti la pensano così. Se i liberali si sono aperti la strada demonizzando papato, impero e legittimi sovrani di cui volevano occupare le posizioni è un problema loro e dei loro accoliti. L’accusa infamante di inclinazione al servilismo si può rovesciare sui rivoluzionari foraggiati dall’Inghilterra ed anche ivi operanti.
Sono scandalizzato poi dal fatto che lei osa attribuire sentimenti interiori, quali “l'avversione per gli altri italiani”: ma si rende conto di quello che dice?
Quanto alle affermazioni della prof. Pellicciari perché si aspetta che sia io a difenderle?
Per me la questione finisce qui. Non risponderò ad ulteriori sue contorsioni.
un cattolico o presunto tale

Anonimo ha detto...


The Howitzer again in action

1. Non si capisce perché sarebbe un "metodo storico" errato leggere ricerche serie di storici preparati pubblicate dal Mulino. Il Mulino sappiamo che è laico e di tendenza liberale. E con questo? Meno male che il settarismo sarebbe solo dalla parte dei laicisti, mondialisti etc... Uno non è poi obbligato ad esser d'accordo col Conti, sul mito di Mazzini massone e la sua ricostruzione dell'apporto della massoneria all'Unità d'Italia. Si tratterebbe di adempiere ad un'esigenza minima di informazione, non lasciando quest'ultima (sempre) alle pubblicazioni di chi la pensa come noi.
Dire che poi la massoneria avrebbe comunque tenuta segreta l'affiliazione dei suddetti famosi personaggi, data la sua natura di società segreta, significa non tener conto del clima che c'era in Italia subito dopo l'Unità, quando la massoneria, riemersa come organizzazione nel 1861, cercava di trarre tutti i vantaggi possibili dalla situazione di conflitto tra Stato e Chiesa. Culturalmente, era anche il periodo in cui prevalevano positivismo e scientismo, socialismo, mito del progresso. Crispi, p.e., aderì alla massoneria nel 1861, ma non era certo un segreto.

2. Ma uno in che lingua deve scrivere per farsi capire? Non ho certo detto che la massoneria sia stata estranea alle varie rivoluzioni; trovo semplicemente avvilente spiegare complessi fatti storici con l'etichetta del 'complotto massonico', che tutto avrebbe predisposto e diretto. Ci sono poi massoni e massoni. Anche Edmund Burke, uno dei teorici del pensiero conservatore, era massone. E lo era anche Montesquieu.
Questo va detto per onestà critica, non per difendere qualcuno o qualcosa. (A questo proposito, bisognerebbe forse indagare la componente di origine massonica nel pensiero "tradizionalista" cattolico; forse questo potrebbe spiegarne certa sua tendenza a civettare con i vari Guenon ed Evola, con la paccottiglia di origine esoterista).
3. Dall'accenno al Manzoni si capiva che per "l'ottuso" la Dominazione straniera non era poi così male.
4. L'accusa di servilismo ai liberali che ricevevano aiuti dagli Inglesi (quali, con precisione, forse le collette fatte a favore di Garibaldi all'epoca dei Mille?) non ha senso, dal momento che i liberali volevano costruire un'Italia unita, libera, forte, non certo infeudarsi allo straniero. Bisognerebbe capire che, se non fosse nato uno Stato unitario italiano (che oggi si vuole demenzialmente distruggere dall'interno) la Sicilia sarebbe diventata un protettorato inglese e il Trentino sarebbe diventato tedesco, mentre gli slavi, protetti dall'Austria, sarebbero arrivati sin quasi a Udine.
5. La frase della prof. Pellicciari sul millennio di (supposta) felicità garantito dalla Chiesa all'Italia cattolica, lasciamo perdere chi l'ha detta. Non facciamo qui polemiche personali, nessuno vuole offendere la valorosa Prof. La si può accettare o no, la frase?
SEcondo me, no. E ce la studiamo la storia d'Italia, neh? H.

irina ha detto...

LNBQ, Peppino Zola, Quei cristiani stanchi che si convertono all'islam
17/9/2017

Anonimo ha detto...

"E lo era anche Montesquieu. [...] bisognerebbe forse indagare la componente di origine massonica nel pensiero "tradizionalista" cattolico"

Anche De Maistre era iscritto ad una loggia, se non erro. Visto che a volte bisogna ripetere l'ovvio, non lo dico certo per "difendere" la Massoneria: solo per dire che le cose non sono bianche e nere, ma molto più complesse.

Però sulle appartenenze provate o no di certi personaggi alla Massoneria, non posso che citare quel famoso modo di dire inglese: "se sembra una papera, nuota come una papera e fa quack come una papera, allora è probabilmente una papera". Si può anche interpretare, nel contesto di questa discussione, all'opposto: non mi interessa tanto se è una papera, quanto che si comporta come tale. L'atteggiamento violentemente anticattolico dei primi governi italiani unitari è palese, poco mi cale se erano guidati direttamente o no dalla Massoneria...

Silente ha detto...

Chi accusa Julius Evola di massoneria o non ha mai letto Evola o è in malafede. La sua condanna della massoneria fu chiarissima, netta e inequivocabile. Basta leggersi la sua autobiografia intellettuale Il cammino del cinabro (Edizioni Mediterranee, 2014) dove, a pag. 262 descrive la massoneria come: "una delle principali forze segrete della sovversione mondiale, già prima della rivoluzione francese e poi, in generale, solidalmente con la rivoluzione del Terzo Stato". Ma si potrebbero portare decine e decine di altre citazioni antimassoniche.
Quanto a Guénon, il suo interesse per la massoneria fu dovuto ai suoi aspetti esoterici e simbolici. Guénon non era certo interessato alle sue attività segrete, sovversive, "moderniste", liberali di feroce ostilità al Trono e all'Altare. Anzi Guénon disprezzava il mondo moderno e le malvagie ideologie da questo prodotte. Basta leggersi suo il testo: La crisi del mondo moderno, che non per nulla porta un'introduzione di Julius Evola.
Eh, già, gran brutta cosa "civettare" con Evola e Guénon: si rischia di capire meglio anche "la storia patria". E - ci si creda oppure no, ma potrei portare decine di testimonianze - anche di rafforzare il nostro essere cattolici "tradizionali" (cioè cattolici tout court, perché un cattolico o è un cattolico "tradizionale" o non è cattolico).

Anonimo ha detto...


Ma chi ha detto che Guénon ed Evola erano massoni?

Su Guénon non ci metterei la mano sul fuoco, dato che ha frequentato esoterismi di tutti i tipi.
Qui li ho citati in quanto appunto appartenenti alle correnti esoteriche, profeti di un concetto di tradizione basato sulla c.d. "sapienza primordiale", di origine asiatica, della quale, nella migliore delle ipotesi, il cristianesimo sarebbe (per loro) un'espressione. Sapienza primordiale mantenutasi in modo segreto e da cogliersi attraverso un pensiero che si concentra sul significato nascosto, esoterico di eventi, scritti, simboli. Una "filosofia delle forme simboliche" ossia una forma di gnosi.
Un concetto di "tradizione" di questo tipo lo troviamo certamente nei massoni, anche se con varie gradazioni. Da quell'idea "sapienziale" di tradizione (inapplicabile al cristianesimo) viene, credo, il dogma secondo il quale la storia la fanno esclusivamente forze occulte. In tal modo la storia viene ad esser interpretata in modo del tutto superficiale, con le ben note etichette, tipo quella che spiega i fatti attuali come realizzazione di un piano massonico già predisposto (da personaggi intelligentissimi rimasti occulti - vedi dr. Plinio) da almeno due secoli, e che non avrebbe sbagliato un colpo.

Allora, nell'Ottocento il "piano" mirava alla costituzione di Stati nazionali, per distruggere non solo la Chiesa ma la civiltà europea mediante la secolarizzazione dei suoi valori. Oggi, questo stesso piano mira a distruggere quelle nazioni, pur secolarizzate, mediante la sostituzione etnica, la migrazione dei popoli, la dissoluzione della morale naturale, insomma mediante il "mondialismo" più spinto. Ma come fa ad esser lo stesso "piano", se prima fa perno sulla costruzione delle nazioni (nazionalismo) e poi all'opposto sulla loro distruzione (globalismo, mondialismo)?

E'chiaro poi che non si tratta tanto della appartenenza fisica dei noti personaggi storici a una Loggia massonica. Ma quando si dice in continuazione: il massone Mazzini, il massone Cavour, Cavour capo della massoneria italiana etc., o si precisa che si intende la cosa in senso figurato, dal momento che entrambi si sono serviti dei massoni e, nel caso di Mazzini, professavano una teoria politica vicina, per certi aspetti, ai loro principi (l'idea dell'Umanità, del progresso delle nazioni verso l'Umanità nuova etc.) oppure si fornisce una prova effettiva della loro appartenenza alla Setta. Questo, se si vuol procedere secondo il giusto metodo, a mio modesto avviso.
H.

Anonimo ha detto...

Il suo ragionamento sulla contraddizione tra la cacciata dello straniero e l’apertura agli stranieri è bacato dal punto di vista logico. Perché molto diversi sono gli stranieri nei due casi.
Lo straniero del passato era l’impero asburgico. Un élite decise di cacciarlo per impiantare uno stato fondato su principi a estranei al modo di essere degli italiani (liberalismo di matrice anglosassone, anticattolicesimo di stampo giansenista).
Superata la parentesi fascista, gli stranieri sono stati accolti come liberatori, hanno installato centinaia di basi militari e centri di controllo e monitoraggio e in vari modi hanno annichilito la nostra cultura formata sul cattolicesimo. Nessuno ha cercato di fermare l’americanismo. Le manifestazioni anti-USA della sinistra erano fondate su un astratto pacifismo proprio di tutte le sette eretiche e non sulla difesa dell’identità.
L’americanismo ha travolto l’assetto religioso e culturale dell’Italia trasformandola in modo che sembra irreversibile.
L’invasione in corso di centinaia di migliaia di stranieri, per lo più mussulmani, tutelata al solito dalle forze antiidentitarie della sinistra sta recidendo i residui legami sociali e religiosi.
Curiosamente la setta che un tempo era scesa in campo per cacciare lo straniero cattolico ora opera palesemente in tutta Europa per favorire l’assalto islamico.
Se lei vede in questi comportamenti reali qualcosa di impossibile deve prendersela con la realtà, che è più dura delle teorie che tentano di asservirla.
È del tutto evidente il motivo per cui un tipo di straniero era un ostacolo e un’altro invece un mezzo per proseguire nella distruzione di quel che resta il modo di sentire, vivere e relazionare degli italiani, naturaliter fedeli alle proprie tradizioni religiose e culturali.
Su Cavour: mai affermato niente su di lui.
Su Mazzini: ci sono migliaia di pubblicazioni che dimostrano come non solo la sua fede ma anche le sue opere siano strettamente collegate con la setta. E comunque non è questo il punto, come ben affermato da “fabriziogiudici”.
il presunto cattolico

Anonimo ha detto...

"devo constatare che chiedere che anche i migranti rispettino le stesse regole che valgono per gli altri cittadini italiani, secondo qualcuno significa essere 'razzista' se non addirittura 'terrorista'. Chi parla così vive in un mondo capovolto"

http://www.imolaoggi.it/2017/09/17/sindaco-lampedusa-mi-chiamano-razzista-perche-chiedo-ai-migranti-rispetto-delle-regole/

Anonimo ha detto...


Il "mito asburgico" e l'immarcescibile nostro complesso di inferiorità

Il "mito asburgico" è duro a morire, a quanto pare, vi appare quella cotal sudditanza (psicologica) nei confronti dello Straniero, vero complesso di inferiorità, una delle tabe del nostro carattere nazionale.
Si accusa oggi giustamente l'americanismo per la dissoluzione dei costumi imperante. Giustamente perché l'imitazione della decadenza americana è il fenomeno che a un certo punto è prevalso, oggi. Ma si dimenticano altri fattori non meno importanti in questo senso. Due almeno: l'azione dissolvente sui costumi e la mentalità svolta dal comunismo, dal 1943 in poi, in Italia e non solo. La lotta contro "l'etica borghese" rappresentata dal matrimonio e dalla famiglia, condotta anche attraverso l'industria della cultura controllata dal Partito Comunista, e la lotta di principio contro lo Stato e le sue leggi perché Stato borghese da abbattere. L'altro fattore è rappresentato dalla decadenza della Chiesa cattolica o meglio della sua Gerarchia, a causa del diffondersi al suo interno della cattiva teologia che conosciamo, decadenza che esplose drammaticamente dal Concilio Vaticano II in poi.

Ma cosa ha fatto di buono la monarchia asburgica per l'Italia, si vorrebbe sapere? Ci ha sempre sfruttato e tenuto divisi, oltre a disprezzarci apertamente in tutti i modi. E l'Austria di F. Giuseppe non introdusse il matrimonio civile, non tolse il monopolio dell'istruzione alla Chiesa, non rifiutò il dogma dell'infallibilità pontificia? "Una elite decise di cacciarli" dice lei, gli austriaci dall'Italia. E la rivolta popolare dei veneziani nel 1848, contro il dominio austriaco, con i ben noti assedi e duri combattimenti, anche quella fu solo l'opera di una "elite"? Quella rivolta era per restaurare la Repubblica di S. Marco non per unificare l'Italia. All'unificazione sotto la monarchia costituzionale dei Savoia Daniele Manin e gli altri patrioti veneziani e veneti aderirono in un secondo tempo, quale unica soluzione possibile del problema italiano.

Gli Asburgo, spagnoli e austriaci, entrarono in lotta con i Francesi alla fine del Quattrocento, per impadronirsi dell'Italia, divisa in 6 o 7 Stati ma non sottoposta agli stranieri. E da lì che cominciarono i nostri guai. Gli Asburgo, come i Francesi, mirarono sempre ostinatamente alla distruzione della Repubblica di Venezia, oltre che alla conquista del Ducato di Milano. Il Lombardo-Veneto è appunto una posizione centrale, che, se dominato, rende il mondo austro-tedesco inattaccabile da Sud. Di rimbalzo, se dominato dalla Francia, le permette di aggirare la tedescheria (il fronte del Reno) da sud, di gravitare sugli Appennini e di espandersi nei Balcani e nell'Adriatico. Come disse poi Richelieu: 'Chi tiene Milano tiene l'Europa'.
Ha mai sentito parlare della Guerre d'Italia? Del Sacco di Roma, perpetrato dagli eserciti dell'Asburgo spagnolo, dell'Assedio di Firenze? Di una restaurazione della "libertà d'Italia" contro i dominatori stranieri (in prevalenza asburgici) si cominciò a parlare dalla metà del Cinquecento in poi, quando l'Italia era quasi tutta sotto il tallone asburgico-spagnolo. Nacque una vasta pubblicistica, la crescita di un principio di "sentimento nazionale" sia pure solo nell'ambito dei letterati, degli eruditi. La volontà di liberarsi dal dominio straniero veniva dunque da lontano, era il sentire della parte più colta e sensibile del Paese.
H.