Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 28 maggio 2026

Giovedì della Pentecoste. Lo Spirito Santo e l'insegnamento della verità

Siamo ancora nell'Ottava di Pentecoste. Acquistiamo sempre più consapevolezza delle profondità spirituali inesorabilmente perdute con la sua abolizione nel Novus riformatore. È un testo lungo e importante; val la pena spendevi il tempo per meditarlo.

Giovedì della Pentecoste.
Lo Spirito Santo e l'insegnamento della verità


Lo Spirito Santo che tiene uniti in un «tutto» unico i membri della Santa Chiesa, perché unico è egli stesso, non è stato inviato solamente per assicurare l’unità inviolabile della Sposa di Cristo. Questa Sposa di un Dio che si è chiamato da se medesimo la Verità (Gv. 14, 6), ha bisogno di essere nella verità, e non può essere accessibile all’errore. Gesù le ha affidato la sua dottrina, e l’ha istruita nella persona dei suoi Apostoli. « Vi ho manifestato tutto quello che ho sentito dal Padre» (ibid. 15, 15). Ma come potrà questa Chiesa, lasciata all’umana debolezza, conservare attraverso i secoli senza miscugli e senza alterazioni, quella parola che Gesù non ha scritto, quella verità che da sì in alto è venuto a portare sulla terra? L’esperienza prova che tutto si altera quaggiù, che i testi scritti sono soggetti a false interpretazioni, e che le tradizioni, che non sono scritte, diventano irriconoscibili nel corso degli anni.

Humanitas?

Una visione di massima di Martino Mora della prima enciclica di Leone XIV. Occorre leggerla con attenzione prima di un'analisi più accurata. Vedi snche un pensiero di seguito. Qui l'indice di quanto osservato finora.

Humanitas?

Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Francis Prevost, critica giustamente alcune attuali derive tecno-capitaliste anticristiane a antiumane. Ma nonostante tutto offre un’analisi spuntata e scarsamente incisiva. Ci sono ovviamente i riferimenti d’obbligo a Dio e a suo Figlio, ma l’impostazione di Prevost é chiaramente antropocentrica.

Essa contrappone, per semplificare al massimo, l’umanesimo (buono) al transumanesimo (cattivo).
Quindi la modernità (buona )alla postmodernità e alle sue derive (potenzialmente cattive).

Exitus et Reditus: il fondamento di tutta la letteratura?

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge

Exitus et Reditus: il fondamento di tutta la letteratura?
«Rimase solo un uomo, / che ancora desiderava la sua casa, sua moglie, il suo riposo.»

Martedì abbiamo approfondito la storia della scala di Giacobbe [qui] e il suo significato nell'esegesi medievale. Il saggio includeva la seguente immagine:

Un lettore attento ha osservato che la narrazione scritturale del sogno di Giacobbe sembra richiamare il concetto di exitus et reditus, espressione latina che significa "partenza (o processione, un'uscita) e ritorno". Tale concetto è enfatizzato nell'immagine con le due scale, poiché possiamo facilmente immaginare gli angeli partire dal cielo attraverso la scala discendente, compiere sulla terra la missione per cui sono stati inviati, per poi tornare in cielo attraverso la scala ascendente. È interessante notare che la narrazione non esclude questa interpretazione ciclica dei movimenti angelici.
E [Giacobbe] sognò: ecco una scala appoggiata sulla terra, la cui cima giungeva fino al cielo; ed ecco gli angeli di Dio che salivano e scendevano per essa. Ed ecco, il Signore stava sopra di essa.

Sette fortunati: le 'Opere di misericordia' di Caravaggio

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing una vibrante sottolineatura di un'opera di Caravaggio (noto come il maestro della luce) "tenebrosa". In effetti, questo aspetto è molto presente. Ma i particolari, analizzati uno per uno, appaiono in tutta la loro drammaticità, proprio irrorati dalla luce, utilizzata sapientemente come elemento narrativo capace di squarciare l'oscurità e rendere visibile tutta la crudezza della realtà rappresentata. Precedenti su Caravaggio qui - qui.

Sette fortunati: le 'Opere di misericordia' di Caravaggio

Le sette Opere di misericordia Caravaggio, c. 1607 [Pio Monte della Misericordia, Napoli]
(ingrandire l'immagine per meglio studiarla nei dettagli)

Innanzitutto, esaminiamo le opere di misericordia corporali, che sono sette:
  1. Dare da mangiare agli affamati
  2. Dare da bere agli assetati 
  3. Vestire gli ignudi 
  4. Dare riparo ai senzatetto 
  5. Visitare i malati 
  6. Visitare i carcerati 
  7. Seppellire i morti
C'è una chiesa a Napoli, in Italia, dedicata a loro. E la sua fondazione è una storia bellissima.

Nel 1601, sette (quanto appropriato) giovani nobili napoletani, tutti tra i venti e i trent'anni, si unirono per fondare il Pio Monte della Misericordia. Ogni venerdì si riunivano presso l'Ospedale degli Incurabili per assistere i malati. Decisero poi di dare un significato più profondo al loro impegno fondando il Monte e, al suo interno, una chiesa. L'istituzione caritatevole e la chiesa esistono ancora oggi; l'ospedale, invece, non esiste più.

mercoledì 27 maggio 2026

Veni Creator Spiritus

Veni Creator Spiritus
, in italiano Vieni Spirito Creatore, è un inno liturgico dedicato allo Spirito Santo ed attribuito a Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza, vissuto nel IX secolo.
È stato musicato da numerosi autori di musica polifonica, classica e contemporanea.
Ma la versione più conosciuta è quella gregoriana (qui per l'ascolto).
Viene regolarmente cantato nell'ufficio delle Lodi e dei Vespri della festa di Pentecoste e viene spesso accostato alla sequenza Veni Sancte Spiritus.
Oltre che a Pentecoste, viene anche cantato in particolari avvenimenti solenni, quali la messa del primo giorno dell'anno, durante il rito di canonizzazione o di ordinazione episcopale, in occasione di concili e sinodi, e, in aggiunta, viene intonato nella Cappella Sistina dai cardinali immediatamente prima dell'inizio del conclave.
L'inno fu inoltre arrangiato e musicato da Gustav Mahler, che lo utilizzò per la prima parte della sua Sinfonia n. 8.

In Illo Tempore: Domenica di Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta  circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale precedente qui. Già il primo periodo ci ricorda molte cose e l'ottava di Pentecoste rende la meditazione più densa.

In Illo Tempore: Domenica di Pentecoste 
P. John Zuhlsdorf – 24 maggio 2026

Fra tutti i tesori della sacra liturgia della Santa Chiesa Cattolica Romana, la Pentecoste è certamente uno dei più ricchi, forse il più ricco, specialmente così come ci è giunta nel Vetus Ordo. La Pasqua ha la sua Veglia con la benedizione dell’acqua battesimale, la sua ottava, le sue aggiunte al Canone Romano. La Pentecoste, rispecchiando la Pasqua come una sorta di Pasqua dello Spirito Santo, ha una propria Veglia il sabato [qui] con la benedizione dell’acqua battesimale, poiché coloro che non avevano ricevuto il sacramento fondamentale a Pasqua potevano essere battezzati e cresimati. Ha un’Ottava durante la quale la Chiesa canta la straordinaria Sequenza Veni Sancte Spiritus [qui]. Ha inserzioni proprie nel Canone Romano, il Communicantes [qui] e l’Hanc igitur [qui]. Contiene, entro la sua ottava, le Quattro Tempora di primavera [qui] il mercoledì, il venerdì e il sabato. In altre parole, la Pentecoste possedeva un peso liturgico, uno spessore, una consistenza.

Indice degli articoli sulla 'Magnifica humanitas'

Indice degli articoli sulla 'Magnifica humanitas'


La Casa Generalizia annuncia i nomi dei futuri vescovi

Resi noti i nomi dei sacerdoti della FSSPX che riceveranno la consacrazione episcopale.
La Casa Generalizia annuncia i nomi dei futuri vescovi
26 Maggio 2026

COMUNICATO DELLA CASA GENERALIZIA

In questa ottava di Pentecoste, don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha la gioia di annunciare i nomi dei sacerdoti della Fraternità scelti per ricevere la consacrazione episcopale il prossimo 1º luglio a Écône.

In uno spirito di rispetto verso l’autorità suprema della Chiesa universale, i dossier di questi sacerdoti sono stati presentati al Santo Padre, accompagnati da alcune spiegazioni necessarie per una corretta comprensione di questa iniziativa, nel contesto molto particolare ed eccezionale di queste consacrazioni episcopali.

I quattro sacerdoti sono:
  • Reverendo don Pascal Schreiber, di nazionalità svizzera;
  • Reverendo don Michael Goldade, di nazionalità statunitense;
  • Reverendo don Michel Poinsinet de Sivry, di nazionalità francese;
  • Reverendo don Marc Hanappier, di nazionalità francese.

martedì 26 maggio 2026

Card. Burke a Chartres: «Non cediamo allo scoraggiamento né alla disperazione»

Dopo una breve introduzione trovate il testo integrale dell'Omelia pronunciata nella messa pontificale di chiusura del pellegrinaggio di Pentecoste Parigi-Chartres 2026.

Card. Burke a Chartres:
«Non cediamo allo scoraggiamento né alla disperazione»


Il pellegrinaggio di Notre-Dame de Chrétienté si è concluso questo lunedì di Pentecoste a Chartres con una solenne messa pontificale celebrata dal cardinale Raymond Leo Burke secondo il rito romano tradizionale. Davanti a circa 20.000 pellegrini giunti da diversi Paesi, il porporato americano ha pronunciato un’omelia caratterizzata dall’appello alla fedeltà, alla perseveranza e alla difesa della tradizione cattolica in mezzo alla crisi spirituale contemporanea.

Il pellegrinaggio Parigi-Chartres, ormai diventato uno dei grandi simboli della rinascita del cattolicesimo tradizionale tra i giovani europei, ha battuto anche quest’anno nuovi record di partecipazione. In un contesto segnato dalle restrizioni al rito antico dopo Traditionis Custodes, il fenomeno continua a crescere e attira sempre più giovani lontani dalla Chiesa, famiglie numerose e convertiti.

Mistica del tempo dopo la Pentecoste

Ci riappropriamo dei tesori della nostra Chiesa attraverso i testi che illustrano le ricchezze inesauribili dell'Anno Liturgico, la cui ripetizione è salutare per l'interiorizzazione sempre ulteriore dei miseri salvifici della nostra Fede. Vedi anche  Storia del tempo dopo la Pentecoste qui ; Pratica del Tempo dopo la Pentecoste qui

Tempo dopo la Pentecoste

Capitolo II


Mistica del Tempo
dopo la Pentecoste


Scopo di questo periodo.
Per comprendere bene l'intento e l'importanza di questa stagione dell'Anno liturgico alla quale siamo giunti, è necessario rendersi conto di tutta la serie dei misteri che la santa Chiesa ha celebrati dinanzi a noi e con noi. La celebrazione di questi misteri non è stata un vano spettacolo posto sotto i nostri occhi. Essi hanno apportato con sé ciascuno una grazia speciale che produceva nelle anime nostre ciò che significavano i riti della Liturgia. A Natale, Cristo nasceva in noi; nel tempo della Passione, ci incorporava alle sue sofferenze e ai suoi meriti; nella Pasqua, ci comunicava la sua vita gloriosa; nell'Ascensione, ci trascinava al suo seguito fino al cielo; in una parola, per usare l'espressione dell'Apostolo, "Cristo si formava in noi" (Gal 4,19).