Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 9 maggio 2026

Un "gruppo di studio" vaticano sta disgregando la fede e la morale

Oggi ascolti, da Pompei, una omelia profonda e rassicurante. Poi leggi quanto segue. Parlare di "disintegrazione" è un termine fin troppo debole per descrivere la relazione finale del Gruppo di Studio n. 9 sui "criteri teologici e metodologie sinodali per un discernimento condiviso delle questioni dottrinali, pastorali ed etiche". In realtà, si dovrebbe parlare di annientamento: non rimane nulla né della teologia né della morale.

Un "gruppo di studio" vaticano sta disgregando la fede e la morale

Un "gruppo di studio" vaticano sta disgregando la fede e la morale. Parlare di "disintegrazione" è un termine fin troppo debole per descrivere la relazione finale del Gruppo di Studio n. 9 sui "criteri teologici e metodologie sinodali per un discernimento condiviso delle questioni dottrinali, pastorali ed etiche". In realtà, si dovrebbe parlare di annientamento: non rimane nulla né della teologia né della morale.

Ricordiamo che, tra le due sessioni del Sinodo sulla Sinodalità, Papa Francesco ha istituito dieci gruppi di studio che avrebbero dovuto presentare la loro relazione finale entro giugno 2025. Tuttavia, la morte di un pontefice e la sua elezione hanno ritardato i lavori, che ora sono in fase di completamento. Il Gruppo n. 9 ha presentato la sua relazione, che è davvero straordinaria.

La Fraternità San Pio X, i vescovi tedeschi e la parabola dei due figli

Nella nostra traduzione da Catholic Culture, un articolo sulle due grandi sfide del momento. Hanno in comune solo la forma ma non il contenuto e l'essere entrambe oggetto di disapprovazione... 

La Fraternità San Pio X, i vescovi tedeschi e la parabola dei due figli

La prossima estate Papa Leone dovrà affrontare due gravi sfide alla sua autorità: una proveniente dalla Fraternità San Pio X (SSPX), che ha annunciato l’intenzione di consacrare nuovi vescovi senza mandato papale; l’altra dalla Conferenza episcopale tedesca, che sta introducendo un rito per la benedizione delle unioni coniugali illecite. Sulla carta i due casi sono piuttosto diversi, poiché coinvolgono principi teologici e canonici distinti. Ma il trattamento riservato dal Vaticano ai due gruppi ribelli inviterà certamente a fare dei confronti, per due ragioni. In primo luogo perché le controversie raggiungeranno il culmine più o meno nello stesso momento. In secondo luogo (e cosa più importante, dal punto di vista della percezione pubblica) perché i due casi coinvolgono due forze centrifughe opposte all’interno della Chiesa: la gerarchia progressista tedesca e quella tradizionalista FSSPX.

Alla FSSPX è stato ingiunto di non procedere con le ordinazioni in programma. (L’ordine non è venuto direttamente dal Papa, ma dal cardinale Fernandez. Tuttavia, Papa Leone ha ovviamente il potere di revocarlo, e non l’ha fatto). Eppure la FSSPX, che professa una fedeltà incrollabile all’autorità papale, intende ignorare quell’ordine, sostenendo che uno “stato di necessità” giustifica la propria sfida.

Il politico come ambito morale e religioso

Grazie a Res Novae – Perspectives romaines per la segnalazione
Il politico come ambito morale e religioso
don Claude Barthe

L’ambito politico non è mai parso così scollegato da quello morale e da quello religioso. Cinismo e corruzione di coloro che governano e di coloro per i quali essi governano. Brutalità pura, diretta o indiretta, della politica internazionale. Demoralizzazione dei popoli, ridotti ad una sottomissione consenziente e peraltro in gran parte privati del quadro morale di una legge, che consenta loro di orientare la propria condotta.

Se è vero che la presenza del male nel governo degli uomini è vecchia quanto l’umanità peccatrice, il fatto che la legge degli uomini sia stata ancorata alla «trascendenza» della volontà generale dai principi del 1789 ha aperto una sequenza del tutto nuova nella storia delle nazioni. Ciò appare ad uno stato chimicamente puro, si potrebbe dire, nelle leggi dette oggi «sociali», che escludono qualsiasi riferimento alla morale naturale.

venerdì 8 maggio 2026

Che cosa può offrire Roma?

Nella nostra traduzione da Substack.com. Un articolo di Kevin Tierney su come Roma non avrà NULLA da offrire ai membri in fuga della SSPX se vorranno staccarsi prima delle consacrazioni del 1° luglio. Si può aggiungere che sarebbe quasi impossibile immaginare qualcuno che abbandoni l'ambito della SSPX per correre tra le braccia di (diciamo) Fernandez. A parte questo... il Vaticano può attenuare le conseguenze di una rottura nella Fraternità Sacerdotale San Pio X?

Che cosa può offrire Roma?

Un recente resoconto del noto vaticanista Nico Spuntoni, (citato in inglese su Substack di Diane Montagna) [da noi ripreso qui .ndT[, afferma che Roma:
“… è preoccupata per la cura pastorale delle persone (cioè del clero) legate alla Fraternità che non intendono rimanervi dopo un'ulteriore rottura con Roma.”
Ciò non dovrebbe sorprendere, dato che la Chiesa ha storicamente cercato di limitare le conseguenze delle scomuniche e degli scismi. Tuttavia, questo solleva un interrogativo interessante: cosa può offrire Roma in termini di cura "pastorale" ai sacerdoti affiliati alla Compagnia di Gesù?

Supplica originale alla Regina del Santissimo Rosario di Pompei

Supplica originale alla Regina del Santissimo Rosario di Pompei 
 (come fu scritta dal Beato Bartolo Longo
Da recitare, a mezzogiorno, l’8 di Maggio e la Prima Domenica di Ottobre

✠ In Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.

I. - O Augusta Regina delle Vittorie, o Vergine Sovrana del Paradiso, al cui Nome potente si rallegrano i Cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina Gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli Vostri, che la bontà Vostra ha prescelti in questo secolo a innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai Vostri piedi, in questo giorno solennissimo della Festa dei novelli Vostri trionfi sulla Terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore e, con la confidenza di figli, Vi esponiamo le nostre miserie.
Deh! Da quel Trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo Vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; Vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita.
Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono!
O Madre, trattenete il Braccio della Giustizia del Vostro Figliuolo sdegnato e vincete con la clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli Vostri, che costarono Sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al Vostro sensibilissimo Cuore.
Oggi mostratevi a tutti qual siete, Regina di Pace e di Perdono.

Alle radici della crisi liturgica: la perdita del senso di Dio

La Lettera di Paix liturgique n.1368 del 7 Maggio 2026. Problemi già noti esaminati e ripresi da punti di vista diversi: utile per i nuovi approcci ma anche per possibili approfondimenti. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

Alle radici della crisi liturgica: la perdita del senso di Dio

Il magistero della Chiesa [vedi], sotto la guida del Sommo Pontefice, offre ai vescovi, ai sacerdoti, ai consacrati e a tutti i fedeli diversi testi pensati per aiutarli ad acquisire una migliore comprensione di Dio, della fede e delle varie questioni legate alla condizione umana. Ogni uomo è infatti chiamato, quaggiù, a fare il bene ed evitare il male per poter raggiungere il Paradiso al termine della propria vita.

Se i papi Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno affrontato il tema dell’Eucaristia (Mysterium Fidei nel 1965 per il primo; Ecclesia de Eucharistia nel 2003, per il secondo), una sola lettera enciclica è stata invece dedicata specificamente alla santa liturgia. Si tratta della Mediator Dei, redatta da papa Pio XII nel 1947. Questo testo fondamentale rimane il documento più completo dedicato al culto divino nel suo insieme ed è naturale che vi si trovi una chiara definizione di cosa sia la liturgia in sé. Secondo la Santa Chiesa, «La sacra liturgia è quindi il culto pubblico che il nostro Redentore rende al Padre come Capo della Chiesa; è anche il culto reso dalla comunità dei fedeli al suo Capo e, attraverso di lui, al Padre eterno: è, in una parola, il culto integrale del Corpo mistico di Gesù Cristo, cioè del Capo e delle sue membra».

giovedì 7 maggio 2026

Spira un vento Nuovo: il Nunzio Apostolico in Polonia conferisce la Cresima secondo il rito tradizionale

Nella nostra traduzione da Rorate caeli. Quello di Filipazzi è un nome già noto, perché è lo stesso arcivescovo che, come Nunzio in Indonesia, ha fornito una bella prefazione al libro di Anna Elissa "Mantilla: velo della sposa di Cristo" [testo in inglese qui], ritenuto oltreoceano il miglior libro sull'usanza delle donne che si coprono la testa per la messa. Ovviamente, da qualche tempo è un amico della Tradizione.

Spira un vento Nuovo: il Nunzio Apostolico in Polonia
conferisce la Cresima secondo il rito tradizionale

Spira un vento nuovo: a Varsavia, lo scorso sabato 2 maggio 2026, l'arcivescovo Antonio Guido Filipazzi, nunzio apostolico in Polonia, ha conferito il sacramento della Cresima secondo il rito latino tradizionale.
Cinquanta fedeli hanno ricevuto il sacramento della Confermazione nella Chiesa camaldolese.
Anche il Nunzio era presente alla celebrazione della Messa tradizionale (la missione è gestita dall'Istituto del Buon Pastore - IBP).

[Rara avis; ma ben vengano! -ndT]

L'Abate primate dei benedettini: «La Messa in rito antico non può più essere eliminata»

Dom Jeremias Schröder interviene sul dibattito che riguarda presente e futuro del "Vetus Ordo" nella Chiesa. Non è mai abbastanza parlarne. Interessante il fatto che anche quelli di una prospettiva piuttosto progressista stanno semplicemente ammettendo che il vecchio rito è qui per restare. (Bontà loro! Ma la resistenza si fa sempre più determinata). Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

L'Abate primate dei benedettini:
«La Messa in rito antico non può più essere eliminata»


Il segnale Leone XIV l’ha mandato lo scorso marzo, con la lettera ai vescovi di Francia riuniti a Lourdes per la loro assemblea plenaria [qui]. In quel messaggio il Pontefice, per la penna del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, interpellava i pastori d’Oltralpe sulla «crescita delle comunità legate al Vetus Ordo», cioè legate alla Messa celebrata secondo il rito anteriore alla riforma liturgica approvata da Paolo VI. E dava un’indicazione di massima su come procedere, che evidentemente non riguardava solo la Francia: no all’ostracismo, sì a percorsi di comunione. «È preoccupante che nella Chiesa continui ad aprirsi una ferita dolorosa riguardante la celebrazione della Messa, sacramento stesso dell'unità» si leggeva nella missiva, «per sanarla, è certamente necessaria una nuova prospettiva reciproca, con una maggiore comprensione delle sensibilità altrui; una prospettiva che permetta ai fratelli, arricchiti dalla loro diversità, di accogliersi a vicenda nella carità e nell'unità della fede». Leone XIV invocava quindi lo Spirito Santo perché suggerisse ai vescovi francesi «soluzioni concrete che consentano la generosa inclusione di coloro che aderiscono sinceramente al Vetus Ordo, secondo le linee guida stabilite dal Concilio Vaticano II in materia di liturgia». [quiqui come interpretare].

In Illo Tempore: IV Domenica dopo Pasqua

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui

In Illo Tempore: IV Domenica dopo Pasqua

Il contesto dell’anno liturgico per la IV Domenica dopo Pasqua è la preparazione all’Ascensione del Signore. Ci troviamo nella seconda fase del Tempo Pasquale. La prima fase guardava indietro al sepolcro vuoto e ci introduceva ai sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia. Ora i formulari della Messa orientano lo sguardo verso l’alto e in avanti, verso l’Ascensione del Signore, la discesa dello Spirito Santo, la nascita della Chiesa nella forza apostolica e il sacramento della Confermazione. La Santa Madre Chiesa ci pone ancora una volta nel cenacolo, in quella intimità carica dell’Ultima Cena, dove il Signore prepara i Suoi Apostoli a misteri che non possono ancora comprendere senza la venuta del Paraclito.

mercoledì 6 maggio 2026

I Figli del Santissimo Redentore denunciano le riforme del Vaticano II

Nella nostra  traduzione da Lifesitenews. I Figli del Santissimo Redentore hanno denunciato le riforme del Concilio Vaticano II e chiesto una soluzione. Precedenti qui - qui
I Figli del Santissimo Redentore
denunciano le riforme del Vaticano II

I Figli del Santissimo Redentore, una congregazione cattolica tradizionalista con sede a Papa Stronsay, in Scozia, hanno rilasciato una dichiarazione in cui denunciano Paolo VI e Leone XIV come "usurpatori del papato" e condannano le riforme del Concilio Vaticano II, affermando che hanno "provocato un grave scisma dal Corpo Mistico".

La comunità – spesso chiamata “Redentoristi Transalpini” – è stata fondata da padre Michael Mary Sim nel 1987 sotto gli auspici dell'arcivescovo Marcel Lefebvre e della Fraternità Sacerdotale San Pio X, su incoraggiamento del cardinale Édouard Gagnon. Si è riconciliata con il Vaticano nel 2012 e opera negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda.
La lettera allegata alla dichiarazione spiega la posizione della comunità riguardo allo stato della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II, illustrando nel dettaglio l'insegnamento precedente della Chiesa e sostenendo che vi è stato un significativo allontanamento da esso.