Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 19 settembre 2026

La Salette con Leone XIV le donne e la Francia

Nella nostra traduzione da Fecondité.org. Precedente qui. Ricordiamo che nel lontano 1871 San Giovanni Bosco, uno dei più grandi Santi di Nostra Madre Chiesa, scrisse: “Apparizione della Beata Vergine sulla montagna di La Salette con altri fatti prodigiosi raccolti da pubblici documenti”. Alcuni altri precedenti sulla Francia a partire da qui

La Salette con Leone XIV le donne e la Francia

Centottant'anni fa, il 19 settembre, a La Salette, tra le nostre montagne, due bambini, Mélanie e Maximin, incontrarono una donna in lacrime. Una madre che invocava il ritorno al Figlio, la vita secondo i comandamenti di Dio, la scelta della castità per il bene della Chiesa.

Presto il nostro buon Papa Leone verrà in Francia. È da Giovanni Paolo II, che un papa non visita la Francia, onora Maria nelle nostre cattedrali e nel santuario di Lourdes. Viene come un pellegrino, ricordandoci di essere "solo di passaggio", per far amare Maria e la Chiesa.

29 settembre/ San Michele Arcangelo. Messa Antiquior in San Pietro

Festa di San Michele Arcangelo
Martedì 29 settembre 2026, ore 7,00
Santa Messa solenne
Basilica di S. Pietro in Vaticano
Cappella di S. Michele
“… supplíciter deprecántes: ut eásdem, angelico pro nobis intervéniente suffrágio…”
(Missale Romanum, Secreta in Dedicatione S. Michaelis Archangeli)

All’arcangelo San Michele, già dall’VIII secolo, era dedicato un piccolo oratorio posto tra la rotonda di S. Petronilla e l’antica Basilica. Oggi all’Arcangelo è dedicata la cappella più antica della nuova basilica. Tale cappella conserva anche la memoria del più antico culto di San Michele (V secolo) del santuario dell’Arcangelo sulla via Salaria

Le seconde possibilità divine: il segreto della ricapitolazione nel calendario tradizionale

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement ritroviamo il sapiente senso della ricapitolazione  propria dell'Anno liturgico tradizionale. L'ho inserito tra gli articoli correlati alle sublimi formule del latino liturgico in sequenza secondo i  vari momenti della Santa Messa. Qui l'indice.

Le seconde possibilità divine: il segreto della ricapitolazione nel calendario tradizionale

Chi segue il calendario liturgico del 1962 potrebbe aver notato uno schema particolare. Una lettura, un tema, un evento o un santo compaiono in un giorno specifico. Poi, più avanti nel corso dell'anno, la stessa lettura, lo stesso tema, lo stesso evento o lo stesso santo riemergono, ma non esattamente nello stesso modo. La ricorrenza può verificarsi con entrambe le occasioni nello stesso ciclo (Temporale o Santorale), oppure, ciascun evento può verificarsi in un ciclo diverso.

Ad esempio: la Domenica delle Palme, soprattutto con la benedizione e la processione delle palme, celebra la regalità di Cristo, ma c'è anche la festa di Cristo Re l'ultima domenica di ottobre. Il Giovedì Santo celebra il dono dell'Eucaristia in primavera, ma c'è anche la festa del Corpus Domini in estate. Il Venerdì Santo commemora il Sangue che nostro Signore ha versato per noi sulla Croce, così come il Suo Cuore trafitto, ma c'è anche la festa del Preziosissimo Sangue (1 luglio), la festa della Santa Croce (14 settembre)[1] e la festa del Sacro Cuore (venerdì prima della terza domenica dopo Pentecoste). Il 27 settembre è la festa dei Santi Cosma e Damiano, ma preghiamo questi santi anche il giovedì della terza settimana di Quaresima.[2] Il Mercoledì delle Quattro Tempora di Avvento è incentrato sull'Annunciazione, ma c'è anche una festa per essa il 25 marzo. Si potrebbe pensare che, dato che il Messale tradizionale prevede un ciclo annuale di letture (a differenza del ciclo triennale del lezionario del 1969), ci sarebbe una minima ripetizione al fine di offrire ai fedeli la maggiore varietà possibile. Invece, ci troviamo di fronte a una strategia sorprendentemente diversa. Di cosa si tratta?

venerdì 18 settembre 2026

26 Settembre/ Pellegrinaggio alla Vergine di Montenero

Reverendi Padri, Carissimi Amici,
anche quest'anno vogliamo porre ai piedi della Santa Vergine, celeste Patrona della Toscana, la nostra gratitudine per i favori e la protezione che ci accorda sempre; porteremo le nostre preghiere per la Santa Chiesa, per il Papa, per le nostre personali intenzioni e per quelle delle nostre famiglie.
Il programma del pellegrinaggio è quello consueto: si svolgerà SABATO 26 SETTEMBRE con la salita in processione al Colle, partendo alle 10.30 da piazza delle Carrozze (Montenero Basso) con la recita del S. Rosario e i canti; chi non è in grado di fare la salita, potrà raggiungerci direttamente presso il Santuario, dove alle ore 11,30 verrà celebrata una Santa Messa solenne in rito antico da Mons. Schmitz, vicario generale dell'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote.
Per chi avrà poi possibilità di trattenersi, ci sarà modo di pranzare al sacco nel parco della Villa del S. Cuore, casa delle Suore Adoratrici del Cuore Regale (sempre a Montenero, via Numa Campi, 9) dove, nel pomeriggio, all'incirca alle 15-15.30 si terrà una Conferenza Spirituale aperta a chiunque. Vi attendiamo numerosi, chiediamo di diffondere la notizia a beneficio di chi ne avesse interesse e, a chi non potesse partecipare, chiediamo di unirsi spiritualmente ai Pellegrini.
In allegato locandina dell'evento Coordinamento Toscano "Benedetto XVI" coordinamentotoscano@hotmail.it

Leone XIV in Francia: quando il Vaticano ricorda all'Eliseo che un papa non è un capo di Stato come tutti gli altri

Leone XIV in Francia: quando il Vaticano ricorda all'Eliseo che un papa non è un capo di Stato come tutti gli altri

A pochi giorni dal viaggio di Leone in Francia, dal 25 al 28 settembre, apprendiamo – da La Croix e da Tribune Chretienne – che il papa ha rifiutato diverse proposte e desiderata dell'Eliseo che aveva prefigurato momenti più consoni ad una visita di stato connotata dallo splendore repubblicano che ad un viaggio apostolico.

La Santa Sede avrebbe declinato la Gran Croce della Legione d'Onore che la Francia desiderava conferire a Leone XIV e il dispiegamento della guardia repubblicana in suo onore. Inoltre niente pranzo o cena di Stato con Emmanuel Macron; ma soggiorno con quanto ne consegue presso la nunziatura apostolica.

La “Lex Orandi” tradizionale ha il potere di ristabilire una Chiesa che ha smarrito la sua bussola.

La “Lex Orandi” tradizionale ha il potere di ristabilire una Chiesa che ha smarrito la sua bussola.
Intervista con il sito web tedesco Certamen
Peter Kwasniewski, 14 settembre

Nell'immagine: don Albero Secci e il Sacro Rito a Vocogno

Di recente, il sito web tedesco Certamen mi ha inviato quattro domande, alle quali ho accettato di rispondere. (Le mie risposte erano scritte in inglese e loro ne hanno preparato una traduzione in tedesco). Il punto di partenza dell'intervista è stata una singola frase del mio precedente articolo " Sulla controversia della FSSPX ", in cui sostenevo che non può esserci pace nella Chiesa finché rimane in vigore la Traditionis Custodes e finché i vescovi sono liberi di distruggere le comunità del vecchio rito senza conseguenze. Ecco le quattro domande che Certamen mi ha posto, con le mie risposte.(P.K.)

Se la chiave risiede davvero nella gerarchia, e il Prefetto per il Culto Divino ha ormai escluso l'unica modifica legale che potrebbe ribaltare la situazione – ovvero l'abbandono della Traditionis Custodes – cosa resta? Il motu proprio rimane semplicemente in vigore mentre le eccezioni si moltiplicano silenziosamente, oppure esiste una strada che si può ancora considerare realistica?

giovedì 17 settembre 2026

La persecuzione anticristiana è già cominciata. Dalla Francia un libro che interpella tutta l’Europa

È di pochi giorni fa la notizia che in Francia è stata approvata la legge sul fine vita. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. Qui uno dei numerosi precedenti.

La persecuzione anticristiana è già cominciata.
Dalla Francia un libro che interpella tutta l’Europa

Per oltre quindici secoli la Francia è stata chiamata la Figlia primogenita della Chiesa. Culla di santi, di cattedrali, di università e di una straordinaria fioritura culturale cristiana, essa ha esercitato un’influenza decisiva sulla storia della civiltà occidentale.

Eppure, proprio in questo Paese, negli ultimi anni si moltiplicano episodi che inquietano molti osservatori: profanazioni di chiese, croci rimosse dagli spazi pubblici, statue della Vergine contestate davanti ai tribunali, prese di posizione ostili all’insegnamento della Chiesa e proposte legislative che incidono sulla libertà religiosa.

Si tratta soltanto di fatti isolati oppure siamo di fronte ai primi segnali di un fenomeno più profondo?

'L'incredulità di San Tommaso' di Caravaggio

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing 

'L'incredulità di San Tommaso di Caravaggio

Un tempo a Roma sorgeva un monumento chiamato Milliarium Aureum : la Pietra Miliare d'Oro. L'imperatore Augusto lo fece erigere nel Foro intorno al 20 a.C. 
Immagine: Il Milliarium Aureum. Il dottor Royal mi dice che i romani moderni lo chiamano "l'ombelico".
Si diceva che tutte le distanze nell'antica Roma fossero misurate a partire da (o verso) quel punto. Ne rimane ancora un frammento circolare nel Foro Romano. Da qui nacque l'espressione "Tutte le strade portano a Roma", per un'ottima ragione. Il poeta e teologo del XII secolo Alain de Lille fu il primo a usare la frase, come Mille viae ducunt homines per saecula Romam: Qui dominum toto quaerere corde volunt ("Mille strade conducono per sempre a Roma, coloro che desiderano cercare il Signore con tutto il cuore"). Chaucer (nel Trattato sull'astrolabio del 1391) fu il primo a rielaborare il proverbio di de Lille in inglese come "Right as diverse pathes leden diverse folk the righte way to Rome" (Proprio come diverse strade conducono diverse persone alla retta via per Roma).

Paolo Pasqualucci. L’applicazione del principio di identità e non contraddizione dimostra la realtà del tempo

Un intermezzo filosofico di Paolo Pasqualucci. Le questioni metafisiche sono comunque sempre importanti, per non dire essenziali. E noi non ce le facciamo mancare visto che, a guardare il nostro presente, sono così poco seguite.

Logos in itinere - 1
L’applicazione del principio di identità e non contraddizione dimostra la realtà del tempo
di Paolo Pasqualucci

1. Il principio di identità e non contraddizione (A = A; B = B; A non è B; B non è A; A non può essere nello stesso tempo B e viceversa) dimostra l’esistenza del tempo come realtà indipendente da ogni misurazione. Infatti, tale principio, per esser credibile, ha bisogno di un riferimento temporale, che sempre troviamo nella sua formulazione.

Non posso pensare che A nello stesso tempo sia e non sia: che una determinata realtà esista nello stesso tempo come il contrario di se stessa.

L’essere e il non-essere non esistono contemporaneamente, se riferiti al medesimo ente. Quando sarò morto, il mio corpo sarà entrato nel non-essere rispetto a ciò che era, corpo di un individuo esistito in carne e ossa. Mentre ero vivo, tuttavia, il mio corpo apparteneva esclusivamente all’essere poiché non poteva nello stesso tempo non essere. Mentre sono vivo non posso simultaneamente esser morto, e viceversa.

mercoledì 16 settembre 2026

Le quattro tempora di Pentecoste (mercoledì, venerdì, sabato)

Ripubblico, per rispolverare e per chi leggesse solo ora. Per meglio conoscere l'Anno Liturgico e le sue gemme spirituali. Pratiche abbandonate con il Novus Ordo; ma tuttora vive in chi custodisce la Tradizione. Qui le Quattro tempora di Quaresima. Qui le Quattro Tempora di Avvento. Trovate, alla nota 2, un mio vecchio lavoro sul parallelo tra shavuot (che vedete richiamata nella Liturgia del sabato) e pentecoste.

Le quattro tempora di Pentecoste
(mercoledì, venerdì, sabato)


Le Quattro Tempora sono, giusta il rito romano, quattro periodi durante le quattro diverse stagioni (la I settimana di Quaresima per la primavera, l'Ottava di Pentecoste per l'estate, la settimana dopo l'Esaltazione della Croce per l'autunno e la III settimana d'Avvento per l'inverno), durante i quali tre giorni (mercoledì, venerdì e sabato) vengono dedicati a particolari digiuni e preghiere per consacrare a Dio i diversi tempi dell'anno, e specialmente per invocare la protezione sui campi e i raccolti. Queste "solennità rurali", che anticamente erano considerate di origine apostolica, si formano a Roma attorno al III secolo (la tradizione basata sul Liber Pontificalis ne attribuisce l'introduzione a Papa Callisto I; altri, addirittura a Papa Silicio, alla fine del secolo seguente, nell'ambito delle controversie coll'eretico Gioviniano circa l'utilità dei digiuni): in tale epoca esistevano solo tre tempora, e la quarta fu aggiunta in seguito per amor di simmetria: nel pieno V secolo Papa S. Leone Magno riferisce in un sermone l'esistenza di quattro periodi stagionali di digiuno, jejunum I, IV, VII et X mensis (che facendo partire l'anno a marzo, siccome era nell'antico calendario romano, combaciano perfettamente coi periodi attualmente osservati).
D'origine romana quindi, le quattro tempora si sono diffuse nei secoli successivi nel resto dell'Occidente (a Napoli nel VII secolo; in Inghilterra tra VII-VIII; in ambito gallicano nell'VIII; in quello ispanico e mozarabico nel XI; a Milano invece, nel rito ambrosiano, comparvero, con carattere esclusivamente penitenziale e non liturgico, solo attorno al XII secolo).
Attorno al 490 Papa Gelasio prescrisse di conferire le ordinazioni diaconali e sacerdotali nelle veglie notturne dei sabati delle Tempora, pratica spesso ancor oggi osservata.