Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 30 giugno 2026

“Beatissimo Padre”… / Don Pagliarani (FSSPX) risponde a Leone XIV

La risposta di don Pagliarani ala Lettera di Leone XIV.
“Beatissimo Padre”… /
Don Pagliarani (FSSPX) risponde a Leone XIV

Lettera del Superiore Generale in risposta a Sua Santità Papa Leone XIV

Il Superiore Generale
A Sua Santità
Santo Padre Leone XIV
Ecône, 30 giugno 2026
_____________________________
Beatissimo Padre,
La ringrazio moltissimo per la lettera che mi ha indirizzato.
Sono toccato dalla Sua sollecitudine paterna.
Da tempo avrei desiderato avere l’occasione di incontrarLa, per esprimerLe e manifestarLe personalmente il nostro desiderio sincero di servire la Chiesa. Purtroppo, non c’è stata l’occasione.

Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, che non è per nulla fittizia. Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico. Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, prima di prendere una decisione sulla Fraternità San Pio X. Non è troppo tardi.

Due liturgie... Due Ecclesiologie?

La Lettera di Paix liturgique n. 1389 del 29 giugno 2026. Cosa risaputa; ma repetita iuvant. Sulle due ecclesiologie vedi. 249ª Settimana: Le Sentinelle continuano la loro preghiera per la difesa della Messa tradizionale davanti all'Arcidiocesi di Parigi.

Due liturgie...
Due Ecclesiologie?


Questa lettera vi giunge pochi giorni prima delle consacrazioni episcopali a Écône. Da un lato, Roma sta gestendo il problema della Fraternità Sacerdotale San Pio X solo mediante la minaccia di sanzioni, anziché instaurare un dialogo diretto e paterno con la Fraternità; dall'altro, sembra voler limitare la celebrazione ufficiale di questa liturgia (da parte dei sacerdoti delle comunità di Ecclesia Dei e dei sacerdoti diocesani), in fondo costringendoli ad adottare un approccio birituale.

Ma i vescovi francesi, sul campo, sanno che la questione non è così semplice e che la liturgia tradizionale è lì, al centro del paesaggio, ed è per sua natura una sorta di santuario con cui devono fare i conti.

Lettera di Leone XIV al Superiore generale della FSSPX

Finalmente Leone XIV si è fatto vivo qui. Ma perché solo proprio all'ultimo secondo? È strano. Sembra una mossa beffarda dopo un lungo intransigente mutismo e connessa indisponibilità condita di minacce da parte del porno Tucho, suo evidente portavoce!
Lettera di Leone XIV al Superiore generale della FSSPX
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Al Reverendo
Don Davide Pagliarani
Superiore Generale
della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro.

La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato.

Il problema degli Scrovegni

Ciò che dobbiamo veramente alle fortune compromesse della storia
Il problema degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni, Padova: un esterno in mattoni dall'aspetto modesto cela un interno affrescato da Giotto.
Questa non è una storia insolita. È la storia dell'Europa.

Padova, nell'Italia settentrionale, ospita una delle più grandi conquiste della civiltà europea: gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni.

La cappella esiste grazie al finanziamento di Enrico Scrovegni, uno dei più ricchi finanzieri della sua epoca. Suo padre, Reginaldo, era così noto per l'usura che Dante lo incluse tra i dannati nell'Inferno. Resta oggetto di dibattito se la cappella fosse intesa come atto di penitenza, prestigio o devozione. Ciò che è indiscutibile è che uno dei tesori artistici della cristianità fu finanziato con denaro che molti contemporanei consideravano moralmente discutibile.

Tradidi Quod et Accepi: Recensione di “Close the Workshop” di Peter Kwasniewski / insieme ad una professione di amore eterno per la liturgia medievale

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge. Robert Keim recensisce con appassionata efficacia un libro di Peter Kwasniewski sulla Liturgia. Purtroppo non esiste, che io sappia, la traduzione italiana. Ma il contenuto che segue ci interessa e ci edifica comunque.

Tradidi Quod et Accepi:
Recensione di “Close the Workshop” di Peter Kwasniewski

insieme ad una professione di amore eterno per la liturgia medievale

Ultimamente ho riflettuto, come spesso mi capita, sulla sacra liturgia. Ho anche riflettuto, come spesso mi capita, sul senso della vita. Man mano che invecchio, e spero di diventare più saggio, mi convinco sempre di più che siano la stessa cosa: la migliore risposta in una sola parola alla domanda "Qual è il senso della vita?" è "liturgia". Dico questo non per ciò che la liturgia cristiana è in sé, ma per tutto ciò che comprende, tutto ciò che significa e tutto ciò che fa – o meglio, tutto ciò che dovrebbe fare – per il corpo, la mente, il cuore e l'anima dell'uomo.

Tenendo presente ciò, vorrei condividere con voi una versione adattata di una recensione di un libro che ho scritto qualche tempo fa. Mi rendo conto che questa newsletter ha un pubblico eterogeneo, non solo per quanto riguarda le convinzioni liturgiche, ma anche per quanto riguarda l'affiliazione religiosa o il credo religioso in generale. Spero che questo post possa fornire indicazioni sul perché questo argomento sia importante per tutti , non ultimo perché la liturgia occidentale tradizionale è forse il più grande Poema, in senso lato, mai composto.

lunedì 29 giugno 2026

Dichiarazione di Adesione alla Professione di Fede Cattolica della ‘Fraternità Sacerdotale San Pio X’

Il prof. Pasqualucci interviene in vista della imminente consacrazione di nuovi vescovi della FSSPX.
Dichiarazione
di
Adesione alla Professione di Fede Cattolica
della
‘Fraternità Sacerdotale San Pio X’

Ma quand’anche noi stessi o un Angelo disceso dal cielo,
Vi annunziasse un Vangelo diverso da quello che noi
Vi abbiamo predicato, sia scomunicato! (Gal 1, 8)
* * *

Aderisco, in ogni sua parte, alla Professione di Fede Cattolica della Fraternità Sacerdotale San Pio X per illuminare le anime di fronte agli errori moderni, pubblicata il 24 giugno 2026 a Menzingen, in Isvizzera.

Essa consta di ventotto pagine. È divisa in XVII sezioni e una Conclusione di quattro brevi articoli. È costituita da 154 articoli, in genere brevi, per un totale di venti pagine di testo e di sette pagine di note, seguite dall’indice. Le sezioni trattano praticamente di tutti gli aspetti fondamentali della dottrina cattolica, elencando e confutando partitamente i numerosi errori che attualmente la affliggono.

È un documento che offre un quadro dottrinalmente completo della vastità terrificante della crisi che, dal Concilio Ecumenico pastorale Vaticano II, sta sconvolgendo la Chiesa nel suo stesso essere, mettendone in forse la sua stessa ragion d’essere.

Per un dibattito serio e aperto nella confusione imperante

Per un dibattito serio e aperto nella confusione imperante

Nella Fraternità di San Pio X, come nel resto della Chiesa (sinodale e non) ci sono diverse anime. È il frutto della confusione mai sanata per effetto dell'assoluta impossibilità di mettere in discussione le derive di un concilio permeato dell'antropocentrismo storicista che, mentre ha messo in discussione i dogmi, è diventato paradossalmente un nuovo superdogma indiscutibile. 
Tutto questo — caduta la possibilità di raggiungere un accordo al quale aveva preparato la strada Benedetto XVI — col passare del tempo rischia di rendere la frattura sempre più insanabile. 
Di fatto, per effetto dell'imminente consacrazione dei vescovi e nonostante le Dichiarazioni ineccepibili della Fraternità (alle quali peraltro abbiamo aderito qui), nell'ambito della chiesa sinodale odierna è prevedibile che, nell'immediato, si impongano le spinte curiali e, in prospettiva, prendano sempre più piede le porno (et alia) derive alla Tucho. Per contro, nella FSSPX potrebbero rafforzarsi alcuni elementi di rottura di alcune ali più estreme (che non prevalgono ma ci sono) e che l'impossibilità di confronto rischia di rendere sempre più impermeabili. Tuttavia è un cane che si morde la coda perché non possiamo negare che oggi come oggi la Fraternità ce l'abbia messa tutta per cercare un dialogo e un confronto; ma ha trovato e trova un Tucho inamovibile con compagnia cantante curiale. compreso il Trono più alto, assolutamente coriacea. 
Gli amici di Disputationes Theologicae mi chiedono di pubblicare le loro Dieci domande ai sacerdoti della Fraternità San Pio X, delle quali per la verità abbiamo già parlato in recenti discussioni con alcune confutazioni pertinenti a da me condivise che riprenderemo. Aderisco alla richiesta inserendo il link al loro articolo, al fine di mettere in campo molti possibili elementi di discussione, aprendo un dibattito che può giovare alla Verità se animato dalle buone volontà di chi vi partecipa.

La nuova lingua di Papa Giovanni

Nella nostra traduzione da Substack.com. Con l'allocuzione di Giovanni XXIII in apertura del Vaticano II, "iniziò un processo per cui ogni singolo punto della dottrina, della liturgia e della morale cattolica, noto a tutti i cattolici prima del Concilio, fu sottoposto a una riformulazione". Vedi un precedente importante qui.

La nuova lingua di Papa Giovanni
A prescindere dalla posizione che si assume nello spettro teologico, queste parole, pronunciate quasi 70 anni fa, costituiscono un punto di svolta.

Nel suo discorso di apertura al Concilio Vaticano II, Papa Giovanni XXIII formulò questo principio: «È necessario che questa dottrina certa e immutabile, alla quale i fedeli devono obbedienza, venga studiata di nuovo e riformulata in termini contemporanei. Infatti, una cosa è questo deposito di fede, o le verità contenute nel nostro insegnamento consolidato nel tempo; un'altra è il modo in cui queste verità vengono esposte (con il loro significato preservato intatto) ».(1)

Con queste parole apparentemente innocue, si aprì una porta e iniziò un processo per cui ogni singolo punto della dottrina, della liturgia e della morale cattolica, noto a tutti i cattolici prima del Concilio, fu sottoposto a una riformulazione. Praticamente tutto ciò che grandi menti avevano faticato tanto ad articolare con grande precisione nel corso dei secoli fu in qualche modo affidato a un linguaggio contemporaneo incerto, nella speranza che la stessa cosa venisse detta, ma in un modo tale da attrarre e non respingere gli uomini del nostro tempo. Da qualunque lato dello spettro teologico ci si collochi, queste parole, pronunciate quasi 70 anni fa, costituiscono un punto di svolta. Sono il momento da cui tutto sembra essere cambiato, e ci siamo ritrovati tutti in quello che, senza esagerare, si può definire un pantano ecclesiologico da cui sembra non esserci via d'uscita.

domenica 28 giugno 2026

Mons. Viganò / Il cardinale Müller e quel conservatorismo pseudocattolico che fa il gioco della chiesa sinodale

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Viganò / Il cardinale Müller e quel conservatorismo pseudocattolico che fa il gioco della chiesa sinodale

Il cardinale Müller, invece di prendere atto della situazione di crisi devastante in cui versa la Chiesa cattolica a causa della rivoluzione conciliare e sinodale, con sprezzo del ridicolo sostiene che la Gerarchia postconciliare non si è mai discostata dalla Tradizione, e che la Fraternità San Pio X si sbagli nell’affermare il contrario.

Müller propone una versione rinnovata del motu proprio “Ecclesia Dei adflicta”, con il quale replicare la frode del 1988, spacciando per scisma la fedeltà al Magistero immutabile e per ortodossia l’accettazione degli errori del Concilio.

Siamo al “credo quia absurdum”.

La chiesa conciliare e sinodale pretende di poter rimodellare la realtà addomesticandola alla propria narrazione. Essa esige dai fedeli un assenso acritico e contraddittorio, sotto pena di scomunica.

Sua Eminenza crede che i chierici e i laici legati alla Fraternità possano essere accontentati offrendo loro un surrogato di ciò che già hanno, come si getta un osso a un cane da tenere alla catena.

Müller scoprirà presto – e i membri degli istituti ex-Ecclesia Dei con lui – che ridurre la denuncia del golpe conciliare a una questione cerimoniale è scelta miope e ideologica, specialmente quando la Gerarchia non ha alcuna intenzione di cedere minimamente sui principi ereticali di cui si fa promotrice.

Chieda a Fernández: si può mercanteggiare sulla dottrina della Grazia con i luterani e tributare onori prelatizi a un’eretica anglicana, ma non è consentito esprimere la minima perplessità per il feticcio del Vaticano II.

Eppure Müller sostiene che la chiesa postconciliare non si sia allontanata dal solco della Tradizione…

Il conservatorismo pseudocattolico di questi gatekeeper è strumentale all’implementazione della sinodalità e va sdegnosamente respinto.
Mons.Carlo Maria Viganò su x.com  

Vescovo Strickland: L'amore, non la sfida, è stata la forza trainante dell'arcivescovo Lefebvre e della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Nella nostra traduzione da  Pillars of Faith. Sebbene la disciplina ecclesiastica "esista per la guarigione" e "per il bene delle anime", scrive il vescovo Strickland, "non dovrebbe mai essere usata per oscurare il sincero amore che molti nutrono per Cristo e la Sua Chiesa".  Qui l'indice dei precedenti interventi del vescovo che non tace.

Vescovo Strickland: L'amore, non la sfida, è stata la forza trainante dell'arcivescovo Lefebvre e della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Se avessi tutta la fede, al punto da trasportare le montagne, ma non avessi l'amore, non sarei nulla . — (1 Corinzi 13:2)
Nei momenti di grande tensione all'interno della Chiesa, dobbiamo ricordare che ogni giudizio emesso deve in ultima analisi servire alla salvezza delle anime. La verità non può mai essere separata dalla carità, né la carità dalla verità.

Mentre proseguono le discussioni sulla Fraternità Sacerdotale San Pio X, credo sia necessario porsi una domanda che vada oltre le argomentazioni canoniche o le controversie storiche. Cosa ha mosso questi sacerdoti e fedeli nel corso degli ultimi 50 anni?