Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 2 settembre 2026

Leone XIV convoca i vescovi di tutto il mondo per consolidare l'eretica Amoris Laetitia

Nella nostra traduzione da Sign of the Cross. Leone invita i vescovi del mondo a Roma per discutere sull'Amoris Laetitia del predecessore [vedi], che apre la porta alla Comunione per i divorzati risposati. Lo considera, nonostante sia altamente controverso, un testo guida per la Chiesa. Sebbene contenga degli elementi eretici, una volta ancora si conferma magna charta di una creatività che si adegua ai tempi. Qui l'indice dei precedenti. 

Leone XIV convoca i vescovi di tutto il mondo per consolidare l'eretica Amoris Laetitia

Papa Leone XIV ha invitato i presidenti della Conferenza Episcopale Mondiale a riunirsi a Roma in ottobre per “esaminare e discutere gli insegnamenti di Amoris Laetitia e come annunciare il Vangelo alle famiglie oggi”, secondo quanto riportato da Vatican News.

All'inizio di quest'anno, Papa Leone ha elogiato Amoris Laetitia come testo guida per la Chiesa e ha manifestato l'intenzione di onorare l'esortazione apostolica di Papa Francesco, molto controversa e i cui elementi sono considerati eretici da molti.

Conquistato anche il Vaticano

Il Vaticano di Leone ha permesso la collocazione di un tappeto da preghiera musulmano all'interno della Biblioteca Apostolica vaticana e l'ha chiamato ospitalità. Praticamente un segno di sincretismo teologico mascherato da concessione pratica nell’ambito accademico. La notizia è dello scorso anno; ma nulla risulta modificato da allora. Troppe concessioni su troppi fronti... si chiama dhimmitudine (sottomissione). A noi ripugna ma al Vaticano e a fin troppi politici sembra di no! Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo. 

Conquistato anche il Vaticano

Madre Miriam l'ha messo in piazza apertamente: «Il Papa ha concesso ai musulmani una sala per la preghiera nella biblioteca vaticana. Perché permettereste a SATANA di entrare nella biblioteca vaticana?! È FOLLE!»

Nell'ottobre 2025, il vice prefetto della biblioteca, padre Giacomo Cardinali, ha rivelato il retroscena a La Repubblica.

«Alcuni studiosi musulmani ci hanno chiesto una stanza con un tappeto per pregare e noi gliel'abbiamo concessa.» L'ha avvolto in discorsi di «biblioteca universale» perché gli scaffali contengono antiche copie del Corano.

martedì 1 settembre 2026

Il segreto di Stresa: una cartolina per la principessa Marthe Bibesco

Nella nostra traduzione da Italia Perennis, su Substack.com. Per molti creativi, l'Italia non è stata solo un luogo da visitare, ma una vera e propria fonte di ispirazione. Interessante qui la presentazione dei frutti dei loro viaggi e delle loro creazioni indimenticabili. Trovo bello e degno di rilievo questo amore per l'Italia, così offuscato qui da noi... Digitando Italia perennis dal motore di ricerca interno trovate molti precedenti.

Il segreto di Stresa:
una cartolina per la principessa Marthe Bibesco

Palme e pini

Dopo aver visitato Venezia innumerevoli volte, aver trascorso quattro mesi a San Donà di Piave, avvicinandosi sempre di più a quel mondo di acqua e lagune, e infine essere arrivato a vivere proprio all'interno dell'antico labirinto sul mare, comprendo lo stupore di Hippolyte Taine. In una nota scritta giovedì 21 aprile 1864, dopo mesi trascorsi a vagare per Roma, Napoli, Siena e Firenze, si chiedeva retoricamente perché avesse sprecato il suo tempo in tutti quei luoghi invece di vivere a Venezia:

Una giornata in gondola. Bisogna girovagare e vedere tutto.

Il Papa riceve i luterani dalla Norvegia e chiede di trovare "percorsi concreti per la riconciliazione".

Nella nostra traduzione da Infovaticana. Riesce sempre più difficile conciliare comportamenti come questo, già problematico di per sé viste le posizioni smaccatamente progressiste degli interlocutori, col trattamento riservato alla FSSPX e a tutta la Tradizione cattolica. Tra l'altro si insiste nel linguaggio conciliarista di chiamare "Chiesa", quella che non è altro che una Confessione di eretici separati e l'unico "percorso concreto" è il reditus. Ma non vale, perché non lo dice il concilio... Non potevano mancare alcune chiose. Qui l'indice degli articoli sul problema ecclesiologico del falso ecumenismo. 

Il Papa riceve i luterani dalla Norvegia e chiede
di trovare "percorsi concreti per la riconciliazione".


Papa Leone XIV ha ricevuto mercoledì 26 agosto in Vaticano i vescovi della Chiesa di Norvegia, la denominazione luterana del paese. L'incontro è stato organizzato su iniziativa del Nunzio Apostolico nei Paesi Nordici, l'Arcivescovo Julio Murat. Nel suo breve discorso, il Papa ha fatto appello al "battesimo comune" e alla "missione condivisa" di cattolici e luterani, esprimendo la speranza che crescano insieme al servizio della pace e della giustizia.

L'incontro si inserisce nell'agenda ecumenica promossa da Leone XIV, il quale, appena un anno fa, durante la Settimana Ecumenica di Stoccolma, aveva affermato che la Chiesa cattolica aveva pienamente abbracciato il cammino ecumenico sin dal Concilio Vaticano II. L'udienza, tuttavia, si svolge tra comunità separate da sostanziali differenze dottrinali e morali. La Chiesa di Norvegia ordina le donne dal 1961 e celebra i matrimoni tra persone dello stesso sesso dal 2017.

La terza edizione del mio saggio sulla "Questione liturgica"

Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. Qui l'indice dei precedenti.
Già dal maggio scorso le Edizioni Solfanelli hanno ristampato la terza edizione del mio saggio sulla Questione Liturgica, aggiornato alla Traditionis Custodes e quanto ne consegue tuttora in itinere.

Il nuovo titolo «La Questione Liturgica. Il Rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae a partire dal Concilio Vaticano II con la sua innovativa “pastorale”»

La presentazione qui

Per ordinarlo: ordini@tabulafati.com
 
Per qualunque chiarimento sono qui.

lunedì 31 agosto 2026

Card. Sarah: “La messa antica per i sacerdoti è quella che aiuta a celebrare meglio”

L'atteggiamento nei confronti della Tradizione e del Rito antiquior desta scalpore;  tant'è che ne continuano a parlare gli organi di stampa. In una intervista a Il Giornale, dal titolo molto riduttivo (ma la scelta è dell'articolista), l'ex prefetto del Dicastero per il Culto Divino sostiene che l'opposizione alla liturgia tradizionale sia confinata a "circoli culturali autoreferenziali" radicati più nella psicologia che nella sostanza. Inoltre critica severamente le restrizioni imposte da Bergoglio con Traditionis Custodes, definite non sagge e anche non rispettose nei confronti di Benedetto XVI. L'accesso alle forme rituali "riconosciute e in uso da secoli", insiste il Cardinale, non può mai essere legittimamente limitato per decreto. E condanna senza mezzi termini l'ostilità verso i cattolici legati alla tradizione, definendola "miope", "puramente ideologica" e quindi "dannosa e distruttiva per la Chiesa". Tutto esatto, ma frammisto ad osservazioni da conservatore. Pone infatti l'accento sulla correzione degli abusi liturgici e insiste sulle Ratzingeriane "due forme". A questo riguardo vedi qui. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Card. Sarah: “La messa antica per i sacerdoti è quella che aiuta a celebrare meglio”

La denuncia dei troppi abusi liturgici è uno dei cavalli di battaglia del cardinale Robert Sarah, già prefetto del dicastero per il culto divino. Il porporato è tornato a scriverne nel suo ultimo libro Il Cantico dell’Agnello. Musica sacra e liturgia celeste scritto con Peter Cater ed edito da Cantagalli.

Eminenza, secondo lei esiste un’avversione per il latino e il canto gregoriano in alcuni settori della Chiesa?

«Mi pare una avversione di alcuni circoli culturali autoreferenziali più psicologica che realmente fondata e penso che sia unicamente un problema anagrafico: quando passerà la generazione dei sessantottini, passeranno anche questi infondati unilateralismi che mortificano la statura culturale stessa del cattolicesimo latino». [Ma come sarà possibile se, salve rare eccezioni, vengono nominati vescovi e cardinali i loro epigoni formati dalla loro 'pastorale' vaticansecondista e completamente digiuni, nonché refrattari, come appare anche l'attuale pontefice? - ndr]

Civiltà dell’amore e dialogo. Sul capitolo 5 di Magnifica humanitas

Interessante articolo di Enzo Brachetta. Nella "Magnifica Humanitas" di Leone XIV una visione della realtà troppo ingenua, specialmente al capitolo quinto, dove si vuole fondare la "civiltà dell'amore" su di un accordo spontaneo. Ma non si può edificare la città di Dio per contratto spontaneo tra persone. Pace e giustizia, secondo l'Enciclica, dovrebbero imporsi spontaneamente, con il dialogo. Fu Paolo VI, nel 1970, a proporre una civiltà di questo tipo, dove avrebbero dovuto regnare la fraternità universale e la fine della guerra. Dopo più di mezzo secolo da quel pronunciamento, c'è l'evidenza che i paradisi in terra sono solo un'utopia. Qui l'indice degli articoli in tema.

Civiltà dell’amore e dialogo.
Sul capitolo 5 di Magnifica humanitas


Il 17 maggio del 1970, nel Regina Caeli di Pentecoste [qui], Paolo VI dichiarava possibile l’edificazione della «civiltà dell’amore e della pace», una sorta di nuovo corso per la Chiesa e per il mondo, in cui l’umanità – in modo spontaneo – si sarebbe riunita in «una sola famiglia di figli di Dio, liberi e fratelli».

In questa cornice paradisiaca, l’uomo – teso «verso i veri e più alti destini» – avrebbe superato le «divisioni ed i conflitti» che impediscono la pace delle armi. Con quali mezzi? Con la ricezione del Concilio Vaticano II, che «faremo bene a studiare e a tradurre nella nostra vita spirituale». Ma nessuno studio ne è venuto, nessuna traduzione che abbia invertito la tendenza al rilassamento religioso e morale: nel mezzo secolo abbondante e successivo a quel pronunciamento, il Concilio Vaticano II è stato solo citato di frequente, ma mai assimilato nei suoi contenuti. Il cristianesimo è entrato in crisi (nei numeri e nella fede) e il mondo è precipitato nella logica della guerra a oltranza.

Un vescovo cinese assicura che almeno dieci prelati sono stati consacrati in segreto a causa della pressione di Pechino

Da InfoVaticana del 26 agosto. Qui l'indice dei precedenti sulla situazione Sino/Vaticana.

Un vescovo cinese assicura che almeno dieci prelati sono stati consacrati in segreto a causa della pressione di Pechino


Un vescovo cattolico cinese che rimane fuori dall’Associazione Patriottica Cattolica Cinese, l’organismo controllato dallo Stato, assicura che almeno dieci nuovi vescovi sarebbero stati consacrati segretamente nella provincia del Fujian, nel sud-est della Cina, nel timore che sia compromessa  la continuità delle comunità clandestine a causa del crescente controllo governativo sulla Chiesa. La testimonianza fa parte di un ampio rapporto pubblicato da Catholic World Report sulla situazione attuale dei cattolici sotto il regime di Xi Jinping.

domenica 30 agosto 2026

Mestre, i musulmani presentano il conto.

È mai possibile che siamo stranieri in casa nostra? Ricordate la Fallaci ne Le radici dell'odio? "Ci stiamo suicidando, cari miei. Ci stiamo uccidendo col cancro morale, con la mancanza di moralità, con l’assenza di spiritualità. E questa faccenda del mondo da rifare con la truffaldina eugenetica, con la bugiarda biotecnologia, non è che la tappa defi nitiva del nostro masochismo. Ecco perché ci invadono così facilmente e così disinvoltamente fanno i padroni in casa nostra. Ecco perché a casa nostra vengono accolti con tanto servilismo o tanta inerzia. Tanta paura. Ecco perché l’Europa è diventata Eurabia e l’America rischia di diventarlo." Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo. 

Mestre, i musulmani presentano il conto.
Pretendono la moschea altrimenti sono guai.

Un conto, non una richiesta. Fermiamo Fincantieri, fermiamo il turismo.
Fermiamoci noi sulla frase, perché è questa il fatto. Non "chiediamo", non "abbiamo diritto", non "vediamoci". Ma "se scioperiamo noi si ferma tutto, volete vedere?".

È il linguaggio del padrone di casa. Solo che a pronunciarlo è chi parla a nome di chi in casa è stato accolto.

Il portavoce della comunità bengalese, Prince Howlader, ha scelto i bersagli con cura. Fincantieri, che con la moschea non ha nulla a che fare. Gli alberghi e i ristoranti, che non hanno voce in capitolo sulla moschea.

In Illo tempore /XIV Domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale odierna qui.

In Illo tempore /XIV Domenica dopo Pentecoste
«Ogni albero buono produce frutti buoni, ma l'albero cattivo produce frutti cattivi... Così li riconoscerete dai loro frutti» (Matteo 7:17, 20).
La lucerna scritturale di Nostro Signore illumina l'Epistola della Quattordicesima Domenica dopo Pentecoste, Galati 5,16-24, dove San Paolo contrappone le opere della carne al frutto dello Spirito. L'immagine dell'albero ci invita all'interiorità. Che tipo di frutto pende dai rami della mia vita? Quale raccolto sta maturando nelle mie parole, abitudini, piaceri, risentimenti, uso dei miei beni, trattamento del prossimo, reazione alla tentazione?

Paolo scrisse la sua alquanto irata Lettera ai Galati perché falsi maestri stavano persuadendo i cristiani dell'Asia Minore che per la salvezza fosse necessaria l'osservanza della Legge mosaica, in particolare la circoncisione. Inizia il quinto capitolo con uno squillo di tromba: "Cristo ci ha liberati per la libertà; state dunque saldi e non lasciatevi di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù" (v. 1). Il giogo simboleggiava lavoro, sottomissione e sconfitta. I buoi venivano aggiogati per arare. Gli schiavi portavano il giogo. I nemici sconfitti di Roma erano costretti a passare sotto un giogo come riconoscimento della sottomissione.