Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 6 ottobre 2026

Mons. Schneider si appella ancora a Papa Leone: «Si restituisca la libertà al rito antico»

Il vescovo ausiliare di Astana chiede ancora una volta al Pontefice di tutelare i fedeli laici, definiti «perseguitati» dalle restrizioni imposte alla Messa tridentina. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

Mons. Schneider si appella ancora a Papa Leone: «Si restituisca la libertà al rito antico».

Monsignor Athanasius Schneider torna a criticare duramente le restrizioni imposte alla Messa in latino in diverse diocesi del mondo, definendole una vera e propria «ingiustizia» e rivolgendo un appello accorato a Papa Leone XIV affinché svincoli la celebrazione del rito antico da ogni divieto. Nel corso di un’intervista rilasciata a Christopher Wendt, della Confraternita di Nostra Signora di Fatima, il presule si è soffermato sulla stretta contro la Messa tradizionale innescata dal documento Traditionis Custodes di Papa Francesco; un provvedimento che ha provocato la chiusura di numerose comunità e i cui effetti continuano a farsi sentire anche sotto l'attuale pontificato.

Cracovia occupata: il silenzio di Leone XIV complice del "sinodo arcobaleno" in Polonia

Il "Sinodo arcobaleno". La caduta di Cracovia: l'asse Leone XIV-Ryś il golpe nella diocesi che fu di Wojtyła

Cracovia occupata: il silenzio di Leone XIV complice del "sinodo arcobaleno" in Polonia

La notizia è ormai ufficiale e possiede il sapore amaro di un tradimento storico. Il cardinale Grzegorz Ryś, nominato nuovo arcivescovo metropolita di Cracovia da Papa Leone XIV alla fine di novembre del 2025, ha preso formale possesso della cattedra di San Stanislao. La sua linea pastorale rappresenta una netta e violenta discontinuità rispetto a quella del suo predecessore, monsignor Marek Jędraszewski. Parlare di semplice discontinuità, tuttavia, è un eufemismo ingannevole: siamo di fronte a un'operazione di demolizione controllata della Fede cattolica in terra polacca.

Preparazione sacerdotale prima della Messa e ringraziamento dopo la Messa.

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sulla sezione che nel Messale Romano e nella tradizione cattolica prende il nome di Preparatio ad Missam. Qui l'indice degli altri articoli sulle formule del Latino liturgico. Qui trovate i testi delle preghiere.

Preparazione sacerdotale prima della Messa
e ringraziamento dopo la Messa

Per grazia di Dio sono cattolico da tutta la vita e, nel corso di questi decenni, ho conosciuto e osservato molti sacerdoti nello svolgimento del loro ministero. Una delle differenze più affascinanti tra loro riguarda il modo in cui si comportano prima e dopo la Messa. Mi ci è voluto molto tempo per comprendere quanto grande possa essere l'impatto, positivo o negativo, di questo atteggiamento.

Prendiamo come punto di partenza una meravigliosa frase del Codice di Diritto Canonico. Il canone 909 recita: «Il sacerdote non deve omettere di prepararsi con la preghiera prima della celebrazione dell'Eucaristia, né dopo omettere di rendere grazie a Dio».

Quasi a commentare questo canone, il vescovo Marc Aillet scrive:
Strappandoci al mondo secolare e quindi alla tentazione dell'immanentismo, [i riti liturgici] hanno il potere di immergerci improvvisamente nel Mistero e di aprirci al Trascendente. In questo senso, non si può mai sottolineare abbastanza l'importanza del silenzio che precede la celebrazione liturgica, un nartece interiore, dove siamo liberati dalle preoccupazioni, anche legittime, del mondo secolare, per entrare nello spazio e nel tempo sacri in cui Dio rivelerà il suo Mistero; non si può mai sottolineare abbastanza l'importanza del silenzio nella liturgia per aprirsi più facilmente all'azione di Dio; e non si può mai sottolineare abbastanza l'opportunità di un momento di ringraziamento, integrato o meno nella celebrazione, per cogliere la portata interiore della missione che ci attende una volta tornati nel mondo.

lunedì 5 ottobre 2026

Il vigneto maturo

Il vigneto maturo

Ottobre, per me, è sempre stato un mese che dice la verità. Le foglie cambiano colore e cadono senza scuse; la luce si fa più tenue e obliqua; e in campagna le viti, se sono state curate, sono già state spogliate dei loro frutti o attendono che vengano raccolti gli ultimi. C'è una quieta urgenza. Ciò che è cresciuto in segreto per tutta l'estate ora è maturo o non lo è. Non c'è più spazio per le trattative con il calendario.

Quest'anno ho riflettuto molto sui vigneti. Non quelli romantici delle locandine turistiche o delle etichette del vino, ma quelli scomodi ed esigenti che compaiono così spesso nelle Scritture. Il cantico della vigna di Isaia mi sconvolge ancora ogni volta che lo rileggo: un proprietario attento che dissoda il terreno, rimuove le pietre, pianta le migliori viti, costruisce una torre di guardia e poi aspetta, solo per scoprire uva selvatica. La delusione è quasi tenera, e proprio per questo ancora più dolorosa. Gesù riprende l'immagine della vigna e la rende ancora più inquietante. Gli affittuari che si rifiutano di consegnare il frutto; i tralci che appassiscono perché non rimangono nella vite; gli operai assunti all'ultimo minuto che ricevono lo stesso salario di coloro che hanno sopportato il caldo della giornata. Nessuna di queste storie è confortante. Tutte pongono la stessa domanda, seppur con sfumature diverse: cosa sta crescendo davvero, in fin dei conti?

San Francesco d’Assisi secondo Chesterton / Il Poverello che il mondo non riesce a sopportare

Ringrazio Andrea Mondinelli per questo suo lavoro, col quale ricordiamo San Francesco d'Assisi.

San Francesco d’Assisi secondo Chesterton
Il Poverello che il mondo non riesce a sopportare

C’è una vendetta sottile che il mondo moderno compie sui santi che ammira: li addomestica. Li svuota di tutto ciò che li ha resi scomodi, pericolosi, scandalosi ai loro contemporanei, e ne restituisce una copia sbiadita, adatta ad arredare calendari e buoni sentimenti. Con nessuno questa operazione è riuscita meglio che con san Francesco. Il Poverello di Assisi è diventato il patrono degli animaletti, il cantore bucolico della natura, il precursore dell’ecologismo, il santo dei bambini e dei presepi. Tutto vero e tutto falso: vero nei dettagli, falso nell’essenziale. G.K. Chesterton, che di san Francesco scrisse nel 1923 uno dei libri più acuti del Novecento, aveva già visto chiaramente questa trappola e la smontava con la lucidità del convertito, ovvero di chi conosce il valore di ciò che ha trovato perché sa bene ciò da cui viene.

IL PROBLEMA DI SAN FRANCESCO
Chesterton apre il suo libro con una provocazione: ci sono tre modi di scrivere di san Francesco. Il primo è presentarlo come un precursore laico, un umanista ante litteram, un amico degli animali e dei poveri la cui fede fu un incidente biografico, un limite del suo tempo da cui si sarebbe liberato se fosse nato due secoli dopo. Il secondo è scriverne in modo puramente devoto, comprensibile solo a chi già condivide la sua vocazione. Il terzo, il più difficile, quello scelto da Chesterton è partire da ciò che l’uomo moderno già ammira in san Francesco per condurlo a capire ciò che non capisce ancora: ovvero che le cose che lo affascinano e le cose che lo scandalizzano sono inseparabili, perché nascono dalla stessa radice.

Cupich, McElroy, Tobin, Cobo, Hollerich, Fernández: Leone XIV sceglie i suoi per l'incontro su Amoris Laetitia

Si realizza quanto già preannunciato qui e qui. Ecco dove tira veramente il vento in Vaticano con Leone XIV, non più fidandoci dei suoi bei discorsi, ma giudicando solo dai fatti come quelli dell'articolo che segue da Infovaticana. La schiera di Bergoglio è quella che continua a comandare a Roma. Ma ora è la sua. L'elenco degli ospiti personali del Papa all'incontro dal 7 al 14 ottobre, pubblicato dalla Sala Stampa insieme al programma di lavoro, riunisce i nomi più illustri dell'ala progressista della Chiesa e esclude tutti i critici dell'esortazione di Francesco. A giorni, cardinali e vescovi di tutto il mondo si incontreranno con Leone XIV in Vaticano per parlare di famiglia alla luce della Amoris laetitia. La convocazione ufficiale parla di “discernimento sinodale” e di “ascolto reciproco”, ma l'elenco degli invitati che il Papa ha aggiunto di suo pugno ai partecipanti ex officio dice qualcosa di più preciso. Ci sono tutti i nomi che hanno segnato l'agenda del precedente pontificato sulla questione matrimonio. Nessuno di coloro che ne hanno discusso è stato chiamato...

Cupich, McElroy, Tobin, Cobo, Hollerich, Fernández: Leone XIV sceglie i suoi per l'incontro su Amoris Laetitia

L'elenco degli ospiti personali del Papa per l'incontro dal 7 al 14 ottobre, pubblicato questo venerdì dalla Sala Stampa insieme al programma dei lavori, riunisce i nomi più importanti dell'ala progressista della Chiesa ed esclude tutti i critici dell'esortazione di Francesco.

Tra quattro giorni, cardinali e vescovi di tutto il mondo si incontreranno con Leone XIV in Vaticano per discutere della famiglia alla luce di Amoris Laetitia [vedi]. L'invito ufficiale parla di "discernimento sinodale" e "ascolto reciproco", ma l'elenco degli invitati che il Papa ha personalmente aggiunto ai partecipanti ufficiali suggerisce qualcosa di più preciso. Cupich, McElroy, Tobin, Cobo, Hollerich, Fernández, Tagle, David: sono inclusi tutti i nomi che hanno plasmato l'agenda del precedente pontificato sul tema del matrimonio. Nessuno di coloro che ne hanno discusso è stato invitato.

domenica 4 ottobre 2026

In Illo tempore / XIX domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella corrispondente celebrazione domenicale. Noi abbiano inserito la Messa celebrata oggi per la ricorrenza di San Francesco, patrono d'Italia [qui]. La meditazione odierna invece segue il calendario liturgico con la XIX Domenica post Pentecosten che trovate [qui]. Ma è una grazia in più. Molto ci giova il forte richiamo a non aspettare domani...

In Illo tempore / XIX domenica dopo Pentecoste

Come diceva la cantante Peggy Lee…
La finestra è rotta e la pioggia sta entrando.
Se qualcuno non la ripara, sarò fradicio fino alle ossa.
Ma se aspettiamo un giorno o due, la pioggia potrebbe cessare.
E non abbiamo bisogno di una finestra in una giornata così soleggiata.
Domani, domani, domani è abbastanza presto per me.
"Domani" può funzionare quando si tratta di faccende domestiche, ma è pericoloso quando si tratta delle tue faccende spirituali.
La Santa Chiesa pone subito una domanda a questa domenica: cosa ti impedisce di fare ciò che appartiene a Dio?

Prima Domenica di ottobre/ Supplica alla Regina del Santissimo Rosario di Pompei

Supplica originale alla Regina del Santissimo Rosario di Pompei 

(come fu scritta dal Beato Bartolo Longo) 
Da recitare, a mezzogiorno, l’8 di Maggio e la Prima Domenica di Ottobre

✠ In Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.

I. - O Augusta Regina delle Vittorie, o Vergine Sovrana del Paradiso, al cui Nome potente si rallegrano i Cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina Gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli Vostri, che la bontà Vostra ha prescelti in questo secolo a innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai Vostri piedi, in questo giorno solennissimo della Festa dei novelli Vostri trionfi sulla Terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore e, con la confidenza di figli, Vi esponiamo le nostre miserie.
Deh! Da quel Trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo Vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; Vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita.
Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono!
O Madre, trattenete il Braccio della Giustizia del Vostro Figliuolo sdegnato e vincete con la clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli Vostri, che costarono Sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al Vostro sensibilissimo Cuore.
Oggi mostratevi a tutti qual siete, Regina di Pace e di Perdono.

Domenica 4 Ottobre / San Francesco d'Assisi Confessore

Precedenti: San Francesco patrono d'Italia qui ; San Francesco non incontrò il sultano per dialogare, ma per convertirlo qui. Trovate l'Ordinario qui e il Proprio della Santa Messa qui.

Domenica 4 Ottobre / San Francesco d'Assisi Confessore
Intróitus
Gal. 6, 14 - Mihi autem absit gloriári, nisi in Cruce Dómini nostri Jesu Christi: per quem mihi mundus crucifíxus est, et ego mundo.
Ps. 141, 2 - Voce mea ad Dóminum clamávi: voce mea ad Dóminum deprecátus sum. Glória Patri…
Gal. 6, 14 - Mihi autem absit gloriári…

Orátio
Deus, qui Ecclésiam tuam, beáti Francisci méritis foetu novæ prolis amplíficas:tríbue nobis; ex ejus imitatióne,terréna despícere et coeléstium donórum semper participatióne gaudére. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.  M. - Amen.
Introito
Gal. 6, 14 - Quanto a me, ch’io mi guardi dal gloriarmi se non della croce di nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo è per me crocifisso ed io per il mondo. Sal. 141, 2 - Ad alta voce ho gridato al Signore: ad alta voce l’ho supplicato. Gloria al Padre… Gal. 6, 14 - Quanto a me, ch’io mi guardi dal gloriarmi …

Colletta
O Dio, che mercé il beato Francesco arricchisci la tua Chiesa di nuova famiglia religiosa, concedici di sprezzare, a sua imitazione, i beni terreni, e godere per sempre della partecipazione dei doni celesti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. - Amen.

La conformazione a Cristo.

sabato 3 ottobre 2026

Il fallimento che non si vuole raccontare

Segnalazioni dei lettori. Di seguito trovate due diverse riflessioni sullo stesso problema, che purtropo riguarda anche noi. Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo

Il fallimento che non si vuole raccontare

Basta guardare le immagini che arrivano dalla Francia per capire che ridurre tutto alla formula rassicurante: “studenti in protesta” è insufficiente oltre che fazioso.

Dietro le barricate, le molotov, gli incendi, le devastazioni e gli scontri con la polizia c’è una realtà sociale ormai raccapricciante.

Il problema è un’integrazione che non ha prodotto il risultato sperato dalla gauche caviar e dai movimenti color fucsia. Quando non c’è appartenenza, non ci sono radici comuni, storia comune, identità con il territorio, identità di religione, responsabilità e rispetto delle regole condivise, la fine è segnata. La Nouvelle Vague meticcia cresciuta nelle banlieau francesi appare intrappolata tra marginalità, conflitto identitario, rabbia sociale, nessuna volontà di volersi integrare e una crescente distanza dalle istituzioni.