Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 26 marzo 2026

La lotta infinita tra due manicheismi

Estraggo dai commenti e condivido.
La lotta infinita tra due manicheismi

Si denuncia giustamente la componente megalomane della dirigenza israeliana attuale, quella dei sionisti che aspirano a realizzare il c.d. Grande Israele, magari includendovi la ricostruzione del Tempio (sarebbe il Terzo Tempio).
Ma si denuncia la megalomania degli ayatollah? Contro le aspettative, hanno dimostrato di avere un armamento missilistico diversificato ed imponente; hanno appena tirato fuori due missili intercontinentali, lanciandoli contro l'atollo di Diego Garcia nell'Oceano Indiano, base angloamericana: uno dei due è arrivato ma è stato abbattuto.
La megalomania sta nell'essersi costruiti un arsenale così gigantesco, capace di portare carichi nucleari a grandi distanze, arsenale al servizio di una politica di totale aggressione verso Israele, chiamata sempre "l'entità sionista", che non deve esistere e deve esser distrutta. Con gli eserciti terroristi finanziati e armati da Teheran, con la pressione psicologica e propagandistica continua, con l'eventuale uso di missili, anche atomici.
Gli ammiratori dell'islam shiita dovrebbero riflettere su quest'aspetto della mentalità degli ayatollah, che sembra incapace di qualsiasi politica di compromesso: dietro le dottrine islamiche peculiari praticate dagli sciiti c'è l'eredità manichea. Mani era persiano, morì in carcere nel 277 d.C. La sua religione contiene molteplici spunti gnostici ma riflette nello stesso tempo il cd. "dualismo iranico", già presente nello Zoroastrismo. Il mondo è cosmicamente diviso in due forze, il bene e il male, che sono di uguale forza e potenza e si contrappongono come la luce alla tenebra ("due principi coeterni di ugual potenza in irreconciliabile, essenziale opposizione"- Jonas). Nessun compromesso è possibile tra di loro, il male deve esser distrutto, in modo radicale e totale.
C'è quest'eredità spirituale che pesa, nella forma mentis della teocrazia shiita. Abbiamo così un approccio tendenzialmente sempre manicheo, al quale fa da contraltare la componente estrema del sionismo, quella dei fanatici del Grande Israele e del Terzo Tempio.
Usando il termine in senso generale, possiamo parlare di due manicheismi che si stanno ferocemente combattendo.

Il vescovo Strickland annuncia il "Digiuno di Ninive" per espiare i "peccati gravi".

Nella nostra traduzione da Lifesitenews  Vescovo Strickland: "Il digiuno ci allontana da noi stessi e ci avvicina a Dio. Diventa un atto di riparazione". Questo impegno inizierà domani venerdì 27 marzo e proseguirà il quarto venerdì di ogni mese, per i successivi otto mesi, per un totale di nove giorni di digiuno. Qui l'indice dei precedenti interventi. 

Il vescovo Strickland annuncia il "Digiuno di Ninive"
per espiare i "peccati gravi".

Cari fratelli e sorelle in Cristo,
Nel Vangelo ci sono momenti in cui persino gli apostoli – i più vicini a Nostro Signore – si imbattono in un male che richiede qualcosa di più.

Erano stati inviati.
Avevano predicato.
Avevano scacciato i demoni nel Suo nome.

Eppure, in un istante, si sono trovati nell'impossibilità di liberare il figlio malato di un uomo.

Giurisdizione inseparabile?

Riprendiamo dal sito della FSSPX. Precedente recente qui (vedi anche commenti).
Giurisdizione inseparabile?

Tra le critiche teologiche rivolte alle prossime consacrazioni episcopali, alcune provengono da figure di spicco, ma non è sempre così. Qua e là, anche alcuni contributori meno noti offrono le proprie argomentazioni per entrare nel dibattito.

Ad esempio, Jean Bouër, editorialista di Politique Magazine, contesta la "delicata" argomentazione della Fraternità secondo cui i poteri dell'Ordine sacro e la giurisdizione sono separabili e che è quindi possibile consacrare i vescovi senza conferire loro la giurisdizione. Al contrario, per il giornalista è un dato di fatto che «quando un vescovo viene consacrato, gli viene sempre assegnata una giurisdizione» [1]. Ne è prova il fatto che quando viene consacrato un vescovo senza una vera e propria diocesi, come un nunzio o un vescovo ausiliare, gli viene sempre assegnata una diocesi «in partibus infidelium», cioè «nelle terre degli infedeli». Si tratta spesso di ex diocesi cadute in mani musulmane nel corso della storia. Un vescovo di questo tipo viene quindi definito vescovo «titolare».

mercoledì 25 marzo 2026

Leone XIV ai vescovi francesi: liturgia, abusi, educazione cattolica

Messaggio di Leone XIV, a firma del segretario di Stato Parolin, per la plenaria della Conferenza Episcopale francese a Lourdes che, tra i temi in agenda, ha anche quello della Messa tradizionale. Il Papa chiede di cercare “soluzioni concrete per includere le persone legate al Vetus Ordo”. Sulla questione abusi, esorta a manifestare attenzione alle vittime e misericordia verso tutti, inclusi i sacerdoti colpevoli. E incoraggia a difendere "con determinazione" l'insegnamento cattolico. Leggiamo su ACIstampa quanto ripreso di seguito. Il tutto centrato sul mantra dell'inclusione e sulla cartina di tornasole del Vaticano II, sul quale basterebbe poter discutere... Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Leone XIV ai vescovi francesi: liturgia, abusi, educazione cattolica

Città del Vaticano, 25 Marzo 2026 -- Arriva un messaggio di papa Leone XIV, a firma di Parolin, segretario di Stato Vaticano, in occasione dell’assemblea plenaria di primavera della Conferenza Episcopale francese, in corso da ieri 24 marzo, a Lourdes, fino a domani giovedì 26.

Temi del messaggio, la Liturgia e il tema degli abusi, oltre all'educazione cattolica. Pe il pontefice è importante manifestare attenzione alle vittime e misericordia “verso tutti”, inclusi i sacerdoti colpevoli. Inoltre, sul tema della Messa tradizionale auspica “soluzioni concrete che permettano di includere generosamente le persone sinceramente legate al Vetus Ordo”. Questo senza nascondere la grave preoccupazione per il fatto che “continui ad aprirsi nella Chiesa una dolorosa ferita riguardante la celebrazione della Messa, il sacramento stesso dell’unità”. Ed è proprio sull’unità che il pontefice continua a scrivere: “È certamente necessario un nuovo sguardo di ciascuno verso l’altro, in una maggiore comprensione della sua sensibilità; uno sguardo che possa permettere a fratelli ricchi della loro diversità di accogliersi reciprocamente, nella carità e nell’unità della fede”, si legge nel messaggio.

Una vittoria di Pirro

C’è stata una vittoria delle forze globaliste in Italia, coalizzate attorno all’ANM e vs la Meloni. Pare che abbiano votato più di un milione di immigrati cui è stata data la cittadinanza. Da non sottovalutare. Hanno pesato anche le guerre, forse anche i pesanti finanziamenti all'Ucraina. Comunque è una vittoria del Deep State Italiano, ma è una vittoria di Pirro. Chi ha vinto oggi è già dimissionario dall’ANM per motivi familiari. C'è da farsi qualche domanda.

Una vittoria di Pirro

Non pensavo possibile che ci fosse un livello di superficialità così alto tra tra le élite intellettuali dei magistrati e della sinistra italiana, e ammetto che mi sono totalmente sbagliato. Ci sono vittorie che non si dovrebbero mai nemmeno cercare di ottenere, non solo perché sono sbagliate, ma perché sono l’anticamera di un inferno che si aprirà sotto i piedi di chi le ha ottenute. Questi non si rendono conto di cosa hanno fatto. Una vittoria elettorale, ottenuta con le mistificazioni e le opere mediatiche oscene, se non è protetta a livello internazionale si ritorcerà contro i vincitori.

Storicamente la gran parte dei magistrati italiani si è costituita in una forza sopra la politica, ed ha conquistato man mano, grazie ad una base giuridica creata nel 1941, un potere abusivo che ha accresciuto e attraverso cui, a partire dal 1992, ha letteralmente ucciso la DC e il PSI, e quindi la piena sovranità del Parlamento italiano. In una stagione di cessione di sovranità all’UE, questa cosa si poteva fare, ma ora la stagione è cambiata.

In Illo Tempore: I Domenica di Passione

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente [qui].

In Illo Tempore: I Domenica di Passione

Dalle domeniche che precedono la Quaresima in poi, la Santa Madre Chiesa ci ha condotti verso una morte liturgica. Prima ci fu il silenzio dell'Alleluia [vedi] e del Gloria. Il viola e apparso la domenica come araldo del digiuno imminente. Poi la Quaresima stessa ha intensificato la privazione giorno dopo giorno, fatta eccezione per le feste più importanti. Sono scomparsi i fiori scomparvero. La musica strumentale tacque. Persino la Domenica Laetare [qui], con i suoi paramenti rosacei e il temporaneo attenuarsi dell'austerità, è giunta come un breve raggio di calore nell'acqua gelida, uno scorcio di Pasqua da lontano prima che la Chiesa riprendesse fiato e si immergesse di nuovo negli abissi. Il Tempo di Passione segna ora l'inizio della discesa finale.

25 marzo. La Supplica alla Madonna di Loreto

25 marzo. La Supplica alla Madonna di Loreto
Da recitarsi alle ore 12

O Maria Lauretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te: accogli oggi la nostra umile preghiera. L’umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola.

Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio.

O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza.

Un altro giorno nella Chiesa conciliare

Nella nostra traduzione da Pelican-brief la riflessione che segue: "Un altro giorno nella Chiesa conciliare". 
Un giorno come tanti al quale ormai siamo assuefatti, una sorta di apatia frutto dell'impotenza tutta umana... Ma "tutto possiamo in Colui che ci dà forza!" anche quando sembra non servire a nulla. 
Solo il Signore sa e prepara frutti secondo la Sua volontà. Per quanto mi riguarda, dopo vent'anni di lotta assidua e di impegno quotidiano nello sforzo instancabile di disseppellire e condividere i tesori della nostra fede, non posso far altro che continuare a pregare e a offrire, persistendo nella fedeltà e andare avanti come e quanto il Signore vorrà, certa che tutto è nelle Sue mani

Un altro giorno nella Chiesa conciliare
Una riflessione sugli ultimi tumulti della gerarchia
«Oggi ho avuto il piacere di vedere Gavrila Ardalionovich a un appuntamento con Aglaya Ivanovna, alla panchina verde. Mi sono meravigliato di quanto un uomo possa avere un aspetto stupido.» (Dostoevskij, L'idiota)
Il punto di partenza migliore è, in fin dei conti, l'inizio.

Proprio l'altro giorno, mentre scorrevo X - cosa che non è mai una buona idea - mi sono imbattuto in un nuovo articolo del Catholic Herald che diceva: "L'arcivescovo di Vienna suggerisce che la Chiesa dovrebbe rimanere aperta a cambiamenti nei comandamenti e nelle leggi".

Ho visto il titolo, non ho nemmeno sentito il bisogno di cliccarci sopra e ho continuato a scorrere. Circa 5 minuti dopo, ho capito cosa mi era appena successo e cosa significasse per me quel tipo di reazione, o meglio, la sua assenza.

martedì 24 marzo 2026

Se voglio sentire parlare di Gesù Cristo, a chi devo rivolgermi?

Cronaca attuale che rispecchia la realtà di crisi della Chiesa e, conseguentemente, della nostra civiltà.
Qui l'indice degli  articoli sulla realtà distopica.

Se voglio sentire parlare di Gesù Cristo,
a chi devo rivolgermi?


Sicuramente molti di voi avranno visto questa immagine che sta circolando sui social. L’ho letta anch’io, e devo confessare che mi ha lasciato una grande tristezza nel cuore.

In quella breve lettera c’è una domanda che, se ci fermiamo davvero a pensarci, è profondamente inquietante: “Se voglio sentire parlare di Gesù Cristo, a chi devo rivolgermi?”

Questa domanda mi ha colpita perché significa che, tra di noi, ci sono ancora persone che cercano Gesù. Persone che desiderano sentir parlare di Lui, che hanno sete di Lui… ma che non riescono più a trovarLo.

Ed è una realtà che fa male riconoscere.

Non perché Gesù non sia più presente, ma perché noi, lentamente, Lo abbiamo tolto dal centro della nostra vita. Abbiamo riempito gli spazi con tante altre cose: opinioni, ideologie, dibattiti, posizioni politiche, discussioni infinite… mentre Cristo, che dovrebbe essere il cuore di tutto, spesso rimane sullo sfondo.

Vescovo Strickland: I cattolici vengono ingiustamente accusati di antisemitismo per aver difeso gli insegnamenti della Chiesa.

Nella nostra traduzione da Lifesitenews: «La coscienza cattolica non deve mai essere messa a tacere dalle pressioni politiche o dalla paura di essere accusati», scrive il vescovo Strickland. Qui l'indice degli interventi precedenti. 

I cattolici vengono ingiustamente accusati di antisemitismo
per difendere gli insegnamenti della Chiesa


Il testo che segue, del vescovo Joseph Strickland, è stato originariamente pubblicato sul suo account X.

In questi giorni di grande confusione, molti cattolici fedeli si sentono turbati – alcuni persino scossi – dall'intensità della pressione politica, dalle accuse pubbliche e dalla crescente ostilità verso coloro che semplicemente si attengono all'insegnamento perenne della Chiesa cattolica.

Permettetemi di parlare con chiarezza, come un pastore di anime:
Se senti che la terra sotto i tuoi piedi trema, non è perché la verità è cambiata, ma perché molti, senza saperlo, si sono ancorati a cose che non possono reggere.