Quella che segue è l'apologia di Magnifica humanitas. Saranno gradite tutte le ulteriori osservazioni su questa trattazione. Qui l'indice degli articoli dedicati.
L'uomo non al posto di Dio, ma davanti a Dio. La "Magnifica humanitas" come antidoto alla nuova Babele tecnocratica
L’enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone XIV deve essere letta non come un documento di accomodamento alla modernità tecnologica, né come una generica apologia dell’umano consegnata al lessico fragile dell’umanitarismo contemporaneo, bensì come un atto di discernimento teologico sull’uomo nel tempo in cui la tecnica sembra voler oltrepassare la propria natura strumentale per diventare criterio, misura e quasi destino della vita associata.
La questione dell’intelligenza artificiale, infatti, non è affrontata semplicemente come problema operativo, economico o normativo, ma come luogo rivelativo di una crisi più profonda, nella quale l’uomo rischia di non sapere più chi egli sia proprio nel momento in cui dispone di mezzi sempre più potenti per trasformare il mondo, governare processi, produrre simulazioni dell’intelligenza e incidere sulle condizioni stesse della libertà. Per questa ragione sarebbe riduttivo, e in ultima analisi ingiusto, accusare l’enciclica di antropocentrismo.
La questione dell’intelligenza artificiale, infatti, non è affrontata semplicemente come problema operativo, economico o normativo, ma come luogo rivelativo di una crisi più profonda, nella quale l’uomo rischia di non sapere più chi egli sia proprio nel momento in cui dispone di mezzi sempre più potenti per trasformare il mondo, governare processi, produrre simulazioni dell’intelligenza e incidere sulle condizioni stesse della libertà. Per questa ragione sarebbe riduttivo, e in ultima analisi ingiusto, accusare l’enciclica di antropocentrismo.












