Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.
Usus antiquior -- Il Gloria
Il Gloria in excelsis Deo nella Messa tradizionale latina (TLM) è un antico inno di lode, cantato dopo le Preghiere ai piedi dell'altare [qui - qui] e il Kyrie [qui - qui]. Il Kyrie è un annuncio a tutto il mondo gentile che il loro Dio sconosciuto, in cui vivono, si muovono e sussistono inconsapevolmente, è il Dio ebraico Yahweh, e che Yahweh è il Cristo, il Messia e Redentore di tutta l'umanità, non solo degli ebrei.(1) Il Gloria non si rivolge a Yahweh in modo generico, ma si rivolge specificamente ed apertamente alla Trinità. Dice al mondo chi è Yahweh. Rivela la verità più fondamentale sulla sua natura. Questo Dio non si sta solo presentando a noi; la sua incarnazione non solo ci redimerà; ci deificherà e ci porterà in cielo a vivere con lui e con gli angeli. Questa conoscenza provoca una magnifica effusione di gioia! Il Kyrie e il Gloria sono indissolubilmente legati. Il Kyrie greco affronta in modo conciso un problema filosofico nel linguaggio classico dei filosofi, mentre il Gloria lo espande in un dialogo tra cielo e umanità nel linguaggio espressivo riservato alla liturgia. Il Gloria risulta tanto più esuberante e gioioso proprio in contrasto con il Kyrie, conciso e formale, che lo precede.









