Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 30 ottobre 2026

Arcivescovo Viganò / Una cronologia che è una sentenza

Mons. Viganò su X. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

Arcivescovo Viganò / Una cronologia che è una sentenza

“Speculatores eius cæci omnes, nescierunt universi; canes muti non valentes latrare” (Is 56, 10). Le sue sentinelle sono tutte cieche, nessuna sa nulla; sono cani muti, incapaci di abbaiare.

I fatti sono ormai noti, li riassumo soltanto perché la cronologia è già una sentenza. Il 7 agosto la Segreteria di Stato negò la Messa “usus antiquior”. Il 30 settembre, con una lettera giunta a Parigi il 12 ottobre secondo quanto riferisce il National Catholic Register, la Segreteria di Stato negò perfino di entrare in processione nella Basilica Vaticana per pregare per il Papa e adorare il Santissimo Sacramento. Il 23 ottobre, a ventiquattr’ore dal pellegrinaggio, gli organizzatori ne diedero notizia. Il 24 ottobre i pellegrini, venuti da ogni parte del mondo, furono fermati al limite della giurisdizione italiana. Nulla fu detto prima: né la lettera di agosto, né quella di settembre, né quella arrivata undici giorni prima.

Distinguere fra Chiesa e uomini-di-Chiesa (a certi prelati fischieranno le orecchie)

L'EQUIVOCO

La Chiesa non può né deve confondersi con gli uomini di Chiesa, com'è certo che questi non sono la Chiesa.

Identificare papi, cardinali, vescovi, parroci e fedeli con la Chiesa, equivale a sopprimere questa, ossia negarne l'origine e la natura, l'autonomia dei suoi poteri, la trascendenza della sua storia e del suo destino. In breve: significa avvilire la Chiesa a livello di ogni società umana.

In effetti, chi pretende di confondere Chiesa e uomini di Chiesa offende la verità, perché induce ad attribuire all'una e agli altri bene e male, indifferentemente; mentre, come il bene spetta tutto e solo alla Chiesa, agli uomini di Chiesa - considerati in se stessi, o dal punto di vista della loro umanità con quanto ad essa è naturalmente possibile - si deve tutto il male.

Ne consegue la necessità di ricostruire la storia, per dare a ciascuno il suo, liberandosi da ogni pregiudizio tipicamente laico, avente la sua remota origine nella concezione immanentistica della realtà e dei valori, che soprattutto dal periodo illuministico ha tentato di eliminare il sacro.

Infatti, se l'Altro non c'è, l'umanità deve ritenersi assolutamente autonoma, nella condizione di poter vivere, organizzarsi e progredire indipendentemente da qualsiasi superiore Potenza creatrice e provvidente...; da ogni evento che trascenda il naturale sviluppo storico della specie umana, essendo questa - nell'ipotesi - esclusiva arbitra del suo destino.

Appunto il presupposto dell'umanesimo ateo che, come ha sempre respinto (e irriso) ogni positiva rivelazione divina, così ha rifiutato costantemente la Chiesa quale concreta e vissuta testimonianza di tale rivelazione.

Insomma, senza Dio, Cristo è soltanto un «Uomo», e la Chiesa resta responsabile di tutto il bene e il male di cui è capace ogni società umana. C'è di più: secondo l'umanesimo ateo, la Chiesa sarebbe la peggiore delle società umane perché, parlando in nome di Dio, avrebbe avuto la presunzione d'imporsi come Autorità suprema, indiscutibile, attribuendosi prerogative e rivendicando privilegi quali nessun potere civile ha mai preteso, senza scatenare tremende quanto legittime reazioni.

In sostanza: chi identifica la Chiesa con i suoi fedeli e i suoi capi, umanizza la Chiesa, attribuendole colpe non sue, ma dei suoi membri. È l'equivoco in cui cadono: non-credenti, che ignorano la vera storia della Chiesa; e credenti, che non ne hanno mai compreso la natura profonda.

[...]

Se la vera Chiesa è essenzialmente santa della santità attiva propria della Sposa di Cristo; e della santità passiva, partecipata in atto da alcuni, e in potenza da altri, è assurdo ed ingiusto attribuire delle colpe alla Madre dei Santi, mentre ad essa spetta tutto il bene che la sua storia ha potuto e potrà registrare.

I peccatori, che esse gesta nel proprio seno, le appartengono soltanto perché - per i soccorsi da lei offerti - si trovano nella privilegiata condizione di potersi ravvedere. Ma, finché si ostinano nel male, essi non riflettono il volto di Cristo, rifiutano il suo amore, si ribellano alle sue leggi, non fanno propria la vita del suo Corpo, rinnegano la Chiesa, la denigrano, provocando il disprezzo e le invettive dei suoi nemici, rendendosi complici della sua tentata demolizione.

In breve: le colpe attribuite alla Chiesa sono esclusivamente proprie degli uomini di Chiesa, laici e chierici, in basso e in alto. Uomini detti «di Chiesa» solo perché appartengono ad essa come tralci secchi e sterili, ancora inseriti nella vite, ma prossimi ad essere recisi e gettati al fuoco.

In realtà, pur non essendo scismatici né eretici, la loro fede è in via di estinzione, sopraffatta dall'impeto di concupiscenze ereditate da una natura corrotta, alimentate nel terreno di coltura di un mondo dominato dal Maligno e per il quale Gesù non ha pregato (Gv 17, 9).

Soprusi, violenze, turpitudini, sacrilegi di cattolici empi e di sacerdoti rinnegati, non sono della Chiesa ma del mondo, che, sotto mentite spoglie, vi si è intruso per eclissare - più o meno coscientemente ed efficacemente - la luce dei suoi dogmi, offuscare la purezza della sua morale, profanare i suoi riti, sopprimere le sue tradizioni, secolarizzarla fino ad eliminare ogni residuo del «sacro».

A loro volta filosofi, storici e letterati, ecc. più si accaniscono a biasimare la Chiesa, più condannano duramente se stessi, perché quel che le rimproverano è precisamente quanto ha la sua esclusiva origine nella società di cui fanno parte, nella cultura da essi creata...

Le accuse mosse alla Chiesa sono la più rivoltante e vergognosa espressione dell'ipocrisia umana.

***

Riepilogando: attribuire alla Chiesa delle colpe è lo stesso che attribuirle a Cristo, perché ogni azione del Corpo spetta al Capo che lo dirige. L'unità soprannaturale che vincola il Corpo al Capo fa della Chiesa una Persona mistica, ossia quel Super-Soggetto che, nel Cristo, risponde di ogni opera meritoria dei fedeli, ossia di tutto il bene da essi compiuto in virtù della luce della sua sapienza, del fervore della sua grazia. Non ha detto forse che non possiamo nulla senza di Lui, come appunto «il tralcio» senza «la vite»? (Gv 15,5).

E le colpe dei fedeli, le carenze, i disordini, i tradimenti, gli scandali del Clero? Se tutto il bene viene solo da Cristo, tutto il male è imputabile soltanto ad essi. Ciò si deve al fatto che, pur essendo membri - più o meno qualificati e responsabili - della Chiesa, non traggono però dalla sua vitalità tutte le energie necessarie per salvare la propria identità di «cristiani».

Costituendo il suo elemento materiale-passivo, non si lasciano guidare interamente dal Cristo, animare e modellare dal suo Spirito, conseguendone perciò una loro appartenenza al suo Corpo soltanto esteriore, imperfetta, menzognera.

Se il «santo» non può affermare di essere la Chiesa, dovendo limitarsi a credere di esserne un elemento materiale-passivo; il peccatore ostinato e impenitente - onestamente - non può ritenersi neppure tale, perché materia ribelle all'azione della Grazia, almeno finché non si converte. Egli è «l'anti-Chiesa».

(p.Enrico Zoffoli,
Chiesa e uomini di Chiesa. Apologetica a rovescio,
ed. Segno, 1994, pp.7-8,25-27) 

Novembre 2026 /Calendario Messe antiquior di Pavia

Carissimi,
nel mese che sta per iniziare la Santa Chiesa ci invita a contemplare la gloria di Dio che si riflette nei suoi santi e a invocare la Sua misericordia non solo per i nostri cari defunti, ma per tutti i fratelli e le sorelle «che ci hanno preceduto con il segno della fede e dormono il sonno della pace», il Signore conceda loro «un luogo di refrigerio, di luce e di pace».

Vi invito a prestare attenzione al cambio di orario delle Sante Messe feriali, che saranno d'ora in poi alle ore 18,00 (precedute come sempre dalla recita del S. Rosario).
Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino
  • Domenica 1, Tutti i Santi: ore 10,00 S. Messa
  • Lunedì 2, Commemorazione di tutti i fedeli defunti: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa "da requiem"
  • Venerdì 6, primo del mese, B. Contardo Ferrini: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa
  • Domenica 8, V post Epiphaniam: ore 10,00 S. Messa
  • Domenica 15, VI post Epiphaniam: ore 10,00 S. Messa
  • Domenica 22, XXIV et ultima post Pentecosten: ore 10,00 S. Messa
  • Mercoledì 25, S. Caterina d'Alessandria: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa
  • Domenica 29, I di Avvento: ore 10,00 S. Messa
    • Ricordo ancora due cose:
      • 1. Venerdì 30 ottobre, ore 17,45 S. Rosario; ore 18,15 S. Messa per i defunti
      • 2. Nel tempo di Avvento manterremo la bella consuetudine delle S. Messe "Rorate": nei sabati 5, 12 e 19 dicembre alle ore 7,00 (antimeridiane). Segnate le date sulle vostre agende!

Schede sull'Islam... un autogoal incomprensibile!

Interessante la seguente Lettera aperta all’attenzione di S. E. Cardinale Matteo Zuppi, Presidente CEI (già inviata).

Schede sull'Islam... un autogoal incomprensibile!

Egr. Cardinale 
mi accingo a un esercizio di scrittura che rischia di divenire rituale; e mio malgrado. Non perché abbia particolarmente in dispregio la corrispondenza epistolare; anzi da me coltivata come occasione privilegiata di espressione del pensiero e di condivisione dei moti dell’animo. Ma per le ragioni che mi inducono a tediarla, oggi più che mai, ne avrei fatto volentieri a meno. 
Rieccomi così a perorare una sua riflessione, auspicando una sua retrocessione, non nel senso sportivo del termine, da cui sarei pure tentato; e se non una revisione, almeno una rivalutazione.
.
Alludo alla presentazione del suo progetto “Schede per conoscere l’Islam”, realizzato dalla CEI in sinergia al Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica e destinato agli studenti delle scuole. Non a caso presentato in un contesto istituzionale, l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, involge al contempo connotazioni religiose e implicazioni giuridiche connesse e caratterizzanti l’iniziativa; inusitata e improvvida; e a ben vedere, inusitata proprio perché improvvida. Mi segua.

giovedì 29 ottobre 2026

Mons. Schneider: il Vaticano complice dell'invasione dei migranti e della scristianizzazione .

Mons. Athanasius Schneider: Vaticano complice dell'”Invasione” migratoria e della scristianizzazione europea. Il vescovo Schneider ha avvertito che il Vaticano sta dando credibilità spirituale all’invasione islamista in Europa. Qui l'indice degli articoli su immigrazionismo e filo-islamismo.

Mons. Schneider: il Vaticano complice dell'”invasione” dei migranti e della “scristianizzazione”.

Durante un’intervista pubblicata sabato dopo il pellegrinaggio Summorum Pontificum del 2026, il vescovo Athanasius Schneider ha ribadito che la migrazione di massa dei musulmani in Europa è un’“invasione” e ha denunciato il sostegno del Vaticano alla “scristianizzazione” del continente.

Durante l’ intervista con Michael Matt di The Remnant, andata in onda il 24 ottobre, il vescovo Schneider ha parlato delle continue rivolte in Francia, Italia e in tutta Europa, che sarebbero il risultato di un’“invasione” islamista del continente e avrebbero lo scopo di spaventare e intimidire la popolazione cristiana.

Il vescovo ha sottolineato che non solo le “élite” europee sono complici nel permettere questa “invasione” e in definitiva la “scristianizzazione” dell’Europa, ma lo è anche il Vaticano, che conferisce credibilità spirituale a tale invasione.

«Venite ad me»: un kerigma a cui manca il peccato

Riprendo da Infovaticana un commento all'ultimo documento Vaticano del fatidico Fernández, in attesa di esaminarlo a fondo. Il problema non è l'analisi sociologica, ma quella teologica. Come si fa a non dire che è un'altra Chiesa? E le nuove generazioni come possono rendersene conto?

«Venite ad me»: un kerigma a cui manca il peccato

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato Venite ad me, alcune considerazioni sulla trasmissione della fede in ciò che, per eredità di Francesco, si è ormai soliti chiamare il cambio d’epoca. Il testo si apre con una curiosa confessione. Avverte il lettore che non avrà la precisione di linguaggio che di solito caratterizza il dicastero, e nelle sue pagine finali riconosce che la materia spetta, a rigore, al Dicastero per l’Evangelizzazione. La Dottrina della Fede si avventura così in un terreno estraneo dopo aver lasciato sulla soglia l’esattezza, che è precisamente il suo compito.

mercoledì 28 ottobre 2026

CEI e Pisai presentano le Schede per conoscere l'islam

Notizia già ampiamente diffusa; ma diciamo anche la nostra. Empia iniziativa conseguenza di Abu Dhabi [qui] e Fratelli tutti [qui] a partire da Nostra Aetate [qui]. Vedi anche qui e nota in calce. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.

Premessa su alcune conseguenze della notizia pubblicata di seguito

Striscione a Zola In occasione della visita del card. Zuppi: "L’Islam non deve entrare nelle scuole"

Circa le schede sull’Islam distribuite dalla Curia agli insegnanti di religione nelle scuole. "Conoscere una religione non significa introdurne l’insegnamento nelle aule scolastiche. 
È necessario preservare le tradizioni e le radici cristiane del nostro Paese, senza confondere il dialogo tra religioni con il ruolo educativo della scuola pubblica", scrivono in un comunicato gli ex consiglieri comunali di Zola Lucio Vignoli (Forza Italia) e Domenico Nobile che, si sospetta, siano gli autori del lenzuolo di protesta. 
"La scuola – proseguono Vignoli e Nobile – deve garantire una formazione basata sulla storia, sulla cultura e sui principi costituzionali italiani, nel rispetto della libertà religiosa di ogni cittadino". 
Dall’insegnamento della religione all’integrazione e la composizione delle classi nelle scuole il passo è breve.

In aumento i sacerdoti che si avvicinano alla FSSPX

Una notizia che dimostra la crescente marginalizzazione della Tradizione, che resite, ma viene tagliata fuori. Qui l'indice della Liturgia ai tempi di Leone.

In aumento i sacerdoti che si avvicinano alla FSSPX

Un sorprendente e positivo effetto boomerang che Roma certamente non si aspettava: l’afflusso di sacerdoti diocesani che entrano a far parte, direttamente o come sacerdoti associati, della Fraternità sacerdotale San Pio X.

Le minacce e le cosiddette scomuniche per le consacrazioni compiute per preservare la Fede sembrano aver prodotto l’effetto contrario a quello auspicato dalla Chiesa conciliare.

Negli Stati Uniti la diocesi di Knoxville ha annunciato il 2 ottobre la revoca di “tutte le facoltà, i permessi e le autorizzazioni” a padre David Mary Engo a causa del suo lavoro pastorale “associato e a sostegno della Fraternità sacerdotale San Pio X”. Ordinato sacerdote nel 1997, ex francescano e fondatore dei Fratelli Minori Francescani, fino a poco tempo fa aveva prestato servizio come cappellano di una comunità di monache contemplative.

martedì 27 ottobre 2026

Quei cardinali che hanno perso il latino

Ai vertici della Chiesa, una generazione di prelati rischia di non essere più in grado di leggere direttamente i testi che ne fondano la dottrina, il diritto e la liturgia. Qui l'indice degli articoli sulla latina lingua.

Quei cardinali che hanno perso il latino

Lo si sospettava, oggi è una certezza in cifre: più del 65% degli attuali cardinali ha "perso il proprio latino", o più esattamente non l'ha mai imparato. La rivelazione è stata fatta dal vaticanista del quotidiano Il Tempo, Francesco Capozza, sulla sua pagina Facebook il 4 agosto 2026: «Le mie ricerche sono durate diversi mesi, ho consultato seminari, università, congregazioni, e quant’altro. Il risultato è imbarazzante: oltre il 65% dell’attuale Collegio Cardinalizio non conosce mezza parola di latino, non lo ha mai studiato, non lo ha mai compreso. È la gravissima eredità di Bergoglio, che ha dato alla Chiesa prìncipi in porpora ignoranti, senza arte né parte, ignari che il latino è la lingua ufficiale della Chiesa».

lunedì 26 ottobre 2026

Mons. Viganò/ QUOD SCRIPSI, SCRIPSI

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati
Mons. Viganò/ QUOD SCRIPSI, SCRIPSI
Omelia nella Festa di Cristo Re

Dicit ei Pilatus: Ergo rex es tu?
Respondit Jesus: Tu dicis quia rex sum ego.
Jo 18, 37
Dilettissimi Fratelli e Sorelle,
Due sono gli uomini che, nel Vangelo di questa solennità, parlano di regalità: uno è il Re, incatenato e silenzioso; l’altro è il giudice, che siede in tribunale e ignora di essere giudicato. Pilato interroga, e crede di condurre l’interrogatorio; ma chi lo ascolti con orecchio attento si avvede che la domanda Ergo rex es tu? è posta dal Prigioniero al pretorio, e dal pretorio all’intero universo. È la domanda alla quale ogni uomo, ogni famiglia, ogni Stato dovrà rispondere, e dalla cui risposta dipende la sorte eterna delle anime e il destino temporale delle nazioni.