Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 14 agosto 2026

Quando le gerarchie cattoliche giungeranno alla resa dei conti al pari di Anthony Fauci?

Interessante segnalazione da Crisismagazine. Ci si chiede perché, all’interno della Chiesa cattolica, non si prefiguri una discussione simile a quella in corso con protagonista Fauci, in ordine alla discutibile gestione ecclesiastica durante la pandemia [qui]. Nei sei anni trascorsi dallo scoppio della pandemia di Covid, non è stata condotta alcuna analisi approfondita delle decisioni prese dai vescovi e da Papa Francesco in quel periodo. Ma diventa una discussione accademica per il fatto che il primo ad allinearsi è stato il papa e i vescovi con lui, mentre il suo successore sembra in perfetta consonanza con chi l'ha preceduto.

Quando le gerarchie cattoliche giungeranno alla resa dei conti al pari di Anthony Fauci?

Il Senato degli Stati Uniti voterà a breve se dichiarare il dottor Anthony Fauci colpevole di oltraggio al Congresso per essersi rifiutato di rispondere alle domande di una commissione del Senato. Lo scorso 29 luglio, la Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi ha tenuto un'audizione in cui Fauci, ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, si è ripetutamente avvalso del Quinto Emendamento, che vieta di autoincriminarsi, quando gli sono state poste domande sulle decisioni prese durante il suo mandato come "zar del Covid". I repubblicani hanno definito l'audizione un controllo sull'operato del governo durante la pandemia; i democratici l'hanno definita una perdita di tempo retrospettiva per "riaprire la questione" della storia del Covid.

Il Canone romano e lo stato di necessità

Nella nostra traduzione da PeriodicoLaEsperanza. Dice bene e lo dimostra: "Il modernismo non procede principalmente attraverso la negazione esplicita dei dogmi, ma attraverso la loro riconfigurazione a partire da un principio soggettivo in sostituzione della verità rivelata." È stato impegnativo come redazione, sia per i numerosi riferimenti che non ho voluto trascurare per una lettura davvero completa che per alcune glosse che ne integrano la bellissima esposizione. E soprattutto la nota, che diventa un articolo a sé; ma evita dispersioni, permettendo la continuità della consultazione. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico. Qui l'indice di quelli della Chiesa ai tempi di Leone.

Il Canone romano e lo stato di necessità

Ogni grazia ricevuta dall'anima scaturisce dalla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, causa meritoria della nostra salvezza, la cui potenza è significata nel Suo Preziosissimo Sangue versato per la nostra redenzione e che viene ordinariamente applicata attraverso i santi sacramenti. Ma questo stesso sacrificio della Passione si perpetua in modo incruento nel santo sacrificio della Messa, in cui la sua efficacia ci viene comunicata; e così, tutti i sacramenti e tutta la vita cristiana sono ordinati a questo augusto mistero e alla Santissima Eucaristia, culmine del culto divino, nella quale Nostro Signore Gesù Cristo è veramente, realmente e sostanzialmente presente.

Questo si dice nel mese della Solennità del Preziosissimo Sangue, che la pietà della Chiesa celebra il 1° luglio, e lo menziono qui non senza ragione: il Canone Romano non è altro che il rito stesso mediante il quale quel Sangue, versato una volta per tutte sul Calvario, si rende nuovamente presente sull'altare, segno vivente di quell'immolazione cruenta che in sé non può più essere ripetuta. Sia dunque chiaro fin da subito che ciò che si dirà del Canone non intende riferirsi ad esso come a un mero formulario antico, ma piuttosto al fatto che, per disposizione della Chiesa, è il canale stesso attraverso il quale questo Sangue viene effuso sulle anime.

giovedì 13 agosto 2026

Santa Messa solenne antiquior dell'Assunta a Tolentino

Nel quartiere “Cappuccini” di Tolentino la festa dell’Assunta di Sabato 15 agosto 2026 sarà particolarmente solenne grazie ai confratelli “sacconi” di Tolentino che hanno organizzato nella Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino il tradizionale Pellegrinaggio a cui prenderanno parte, come di consueto, anche dei turisti e dei fedeli stranieri.

La Messa Solenne cantata delle ore 17,00 sarà celebrata da don Giorgio Lenzi, Superiore Italiano dell’Istituto del Buon Pastore di Roma che porterà a Tolentino un Sacerdote novello ordinato, assieme ad altri suoi confratelli  del seminario internazionale San Vincenzo de Paoli, il 4 luglio scorso dal Cardinale Gerhard Ludwig Müller prefetto emerito del Dicastero per la Dottrina della Fede.

Degna di nota la partecipazione dei Solisti dell’Accademia dei Dissennati diretti dal Maestro Lorenzo Chiacchiera e dei Cantori gregoriani diretti dal Maestro Francesco Mazzeo che seguiranno questo programma di musica sacra polifonica:

Introduzione al Vangelo

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo su L'introduzione al Vangelo. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico.

Mentre per l'Epistola esistono diverse introduzioni, per il Vangelo ce n'è solo una: In illo tempore, ovvero "A quel tempo". Esiste un'altra introduzione per l'Epistola, In diebus illis, ovvero "In quei giorni", simile ma più vaga. "In quei giorni" può suggerire qualcosa come "Nei tempi antichi": gli eventi in questione sono accaduti molto tempo fa, ma non sappiamo con precisione quando, o forse non è così importante. Suggerisce, tuttavia, che gli eventi siano realmente accaduti, a differenza dell'onnipresente introduzione alle fiabe. "C'era una volta", naturalmente, è un modo per dire "Questo non è mai accaduto nel tempo".

Statistiche di lettura inconsuete. Interesse o monitoraggio?

Carissimi,
condivido con voi il mio stupore. Dopo tanto tempo sono andata a guardare le statistiche del blog e mi sono accorta che da qualche mese i lettori superano i 100.000 e, a volte, i 200.000 (sì avete visto bene) al giorno. 
Le punte più alte risultano dagli USA. 
La cosa strana è che vanno a spulciare tutto il blog, anche gli articoli più vecchi che non ricordavo. 
Ieri, ad esempio, il più letto è stato questo. Secondo voi è interesse o monitoraggio?

Due papi nel mirino: dichiarano guerra… ai cattolici tradizionalisti

Nella nostra traduzione da Remnant. Dalla Traditionis Custodes di Francesco alle scomuniche della Fraternità San Pio X di Leone XIV, due pontificati consecutivi hanno rivolto la campagna più aspra della Chiesa non contro i nemici secolari, ma contro gli stessi cattolici legati alla Tradizione. Si tratta di una correzione pastorale o di una guerra senza precedenti contro i fedeli? Quello che segue è uno sfogo, più che un'analisi argomentata; ma inquadra la realtà attuale. Qui l'indice della liturgia ai tempi di Leone e qui l'indice dei precedenti.

Due papi nel mirino: dichiarano guerra… ai cattolici tradizionalisti

I fedeli cattolici non possono certo ignorare due dichiarazioni di due papi diversi... o forse sì?

I cattolici di buona volontà lo capiscono. Le macchinazioni sono state ben documentate. Sia Papa Francesco che Papa Leone XIV hanno condotto la santa Barca di Pietro in posizione di guerra; una guerra in cui il Vaticano è l'aggressore.

Non è una guerra “contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti della malvagità che sono nei luoghi celesti (Efesini 6)”. Né è una guerra contro la brutalità empia del Partito Comunista Cinese o contro il massacro di cattolici innocenti da parte di musulmani radicali in Africa.
No. Questa orribile guerra vaticana è condotta contro i cattolici tradizionalisti all'altare, e ora anche contro quelli seduti tra i banchi. È una guerra contro i fedeli.

mercoledì 12 agosto 2026

12 agosto. Ricordiamo Santa Chiara

Quando, nel pericolo, si sapeva a Chi ricorrere e non si esitava a farlo. 
Oggi ricorre la festa di Santa Chiara nell'Anno liturgico tradizionale. La ricordiamo col prodigio raccontato da San Tommaso da Celano: le truppe arabe volevano espugnare Assisi, ma furono respinte dinanzi al Tabernacolo sollevato dalla giovane suora
Questo Miracolo Eucaristico è citato nella Leggenda di Santa Chiara Vergine, scritta da Tommaso da Celano. Si descrive il Miracolo operato da Santa Chiara d’Assisi che con il Santissimo Sacramento riesce a respingere le truppe saracene al soldo dell’imperatore Federico II di Svevia, nel 1240.

La leggenda così racconta: “Erano stanziate lì, per ordine imperiale, schiere di soldati e nugoli di arcieri saraceni, fitti come api, per devastare gli accampamenti e per espugnare le città. E una volta, durante un assalto nemico contro Assisi, città particolare del Signore, e mentre ormai l’esercito si avvicinava alle sue porte, i feroci Saraceni irruppero nelle adiacenze di San Damiano, entro i confini del monastero, anzi fin dentro al chiostro stesso delle vergini. Si smarriscono per il terrore i cuori delle Donne, le voci si fanno tremanti per la paura e recano alla Madre (Santa Chiara) i loro pianti.

Il contesto dell'Epistola

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo su Il contesto dell'Epistola. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico.

Il contesto dell'Epistola

Una caratteristica standard di tutte le liturgie apostoliche è l'uso di letture scritturali per illuminare l'occasione liturgica, piuttosto che per approfondire la conoscenza biblica in sé. Le letture dell'Antico e del Nuovo Testamento venivano generalmente scelte per la loro rilevanza tematica al tempo o al giorno. Occasionalmente, le letture erano composte da versetti specifici selezionati da un passo biblico per la loro pertinenza al giorno liturgico, con l'omissione di altri versetti meno appropriati, al fine di affinare ulteriormente il messaggio. Esistono anche letture di un tipo chiamato "cento", da una parola latina che significa "mosaico", che sono assemblate da versetti di diversi libri della Bibbia. (Queste sono estremamente rare nei riti romano e ambrosiano, ma comuni in quello bizantino). Per parafrasare padre Joseph Jungmann, la Chiesa non esitava a spezzare il pane della parola di Dio per preparare i fedeli a una particolare frazione eucaristica del pane. [1]

Una humanitas magnifica senza humanitas

Sulla situazione attuale del latino in ambito curiale, ed ecclesiale in genere, abbiamo appena visto qui. È evidente che la sua scomparsa va di pari passo con quella del latino liturgico e vediamo cos'altro implica... Qui l'indice degli articoli sulla Latina lingua. Qui l'indice di quelli sulla Magnifica humanitas.

Una humanitas magnifica senza humanitas

Sono trascorsi ormai quasi tre mesi dalla pubblicazione di Magnifica Humanitas e sul sito ufficiale del Vaticano non ne è ancora comparsa la traduzione in latino. Poco male, è dalla Laudato si’ [qui - qui] di papa Francesco che abbiamo iniziato a fare i conti con il venir meno del latino come lingua dell’ufficialità per la Chiesa cattolica.

Giusta la prassi di titolare le encicliche a partire dalle prime due parole del testo, tanto Laudato si’ quanto Fratelli tutti [qui], con quel loro titolo in italiano, avevano esplicitato con chiarezza la scelta di elaborare il contenuto della riflessione direttamente in italiano (o forse in spagnolo?), per passare al latino solo in un secondo momento. È solo una questione di tempo, mi si dirà, e poi arriverà la traduzione in latino anche per Magnifica Humanitas [vedi].

martedì 11 agosto 2026

Il vescovo di Oslo sul Sinodo diocesano

C'è ancora vescovo e vescovo. Il vescovo di Oslo ha annunciato il primo sinodo diocesano; ma con la seguente specificazione:

"Un sinodo diocesano non è un'assemblea democratica. Come vescovo, sono anche obbligato a escludere dal sinodo qualsiasi cosa contraddica la dottrina della Chiesa o la metta in discussione. Non spetta a noi decidere su questioni di fede e moralità"

Fonte: Niwa Limbu su X