Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 28 luglio 2026

Luoghi liturgici interessanti durante un recente viaggio in Europa: Venezia

Nella nostra traduzione di uno dei più recenti articoli di New Liturgical Movement. Una delle tante cose del nostro Paese che su questo blog abbiamo l'opportunità di condividere e ammirare, che diversamente ci passerebbero inosservate.  In questo caso a parlare: di arte, di storia, di spiritualità sono le immagini, tutte da godere!

Luoghi liturgici interessanti durante
un recente viaggio in Europa: Venezia

Peter Kwasniewski

In maggio, mia figlia ed io abbiamo visitato alcuni luoghi in Austria e in Italia e, anche se non sono un gran fotografo (sto cercando in questi giorni di lasciare la mia macchina fotografica quasi inutilizzata), devo ammettere che l'ho tirata fuori ogni volta che vedevo qualcosa che pensavo potesse piacere ai lettori di NLM. Come al solito, cliccate sulle immagini per ingrandjrle.

Nella chiesa francescana di Santa Maria Gloriosa “dei Frari”, sono rimasto piacevolmente sorpreso nel constatare che l'altare della cappella del Santissimo Sacramento era stato adornato con una nuova e piuttosto bella icona di San Massimiliano Kolbe.

In una cappella laterale, una Preparatio ad Missam accanto a un inginocchiatoio; una collocazione piuttosto insolita, ho pensato, e mi sono chiesto se fosse la sua posizione originaria.

Sempre all'interno della chiesa dei Frari: la cappella dove è sepolto Claudio Monteverdi, in una tomba di notevole umiltà rispetto a tutte le altre presenti nella stessa chiesa.

Erano passati circa 27 anni dalla mia ultima visita alla Basilica di San Marco, e avevo dimenticato quanto fossero squisiti i mosaici. Assolutamente stupendi! Qui sono raffigurati i sei giorni della creazione e la caduta.

Il museo annesso alla basilica custodisce numerosi e pregevoli manoscritti di canto gregoriano. Mi piace sempre canticchiare le melodie e vedere se le riconosco. Di solito ci riesco, dato che le liturgie latine europee sono rimaste sostanzialmente invariate per lungo tempo.




Nella piccola chiesa di San Zaccaria, molto vicina alla Basilica di San Marco, riposano le reliquie di Sant'Atanasio di Alessandria (in alto) e di San Zaccaria, padre di San Giovanni Battista (in basso).

Non ho avuto tutto il tempo che avrei voluto nella Galleria dell'Accademia, ma abbastanza per ammirare il Polittico di Santa Chiara di Paolo Veneziano. (Qui sotto due particolari)



Una piccola cappella in un eremo sulle colline vicino a Torre Pellice, affrescata dal sacerdote, padre Johannes Schwarz, che vi ha celebrato la Messa per noi. È un vecchio amico di famiglia che abbiamo avuto il grande piacere di visitare. Potete vedere il suo lavoro di catechesi ed evangelizzazione sul suo canale YouTube.
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28 Luglio. Il Sangue del Re coronato di dolore

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
28 Luglio. Il Sangue del Re coronato di dolore

Quarta effusione: la coronazione di spine
La quarta effusione ci pone davanti a Cristo coronato di spine. I soldati intrecciano una corona, la pongono sul suo capo, lo rivestono di un mantello, gli mettono una canna tra le mani e lo salutano per scherno come re. È una scena di derisione, e proprio dentro questa derisione risplende una verità che gli uomini non comprendono: Gesù è davvero Re.

Il suo Sangue scende dal capo ferito. Le spine penetrano nella carne. Il volto del Signore viene deformato dalla violenza e dall’umiliazione. Eppure la sua regalità non viene distrutta. Anzi, proprio qui si manifesta nel modo più paradossale. Cristo regna non perché schiaccia i suoi nemici, ma perché non permette all’odio dei nemici di spegnere il suo amore. Regna perché resta Figlio. Regna perché offre. Regna perché la sua mitezza è più forte della derisione.

Usus Antiquior – Consacrazione

Nella nostra traduzione da Substack
Qui l'indice degli articoli dedicati alle formule del latino liturgico. 

Usus Antiquior – Consacrazione
Cristo rientra nel tempo sequenziale sull'altare proprio davanti a noi: corpo, anima e divinità.

La Messa tradizionale ha una struttura circolare, a differenza del Novus Ordo lineare. Spesso accadono diverse cose contemporaneamente, soprattutto dopo la Messa dei Catecumeni e l'inizio dell'offertorio. Quando il sacerdote è pronto a iniziare la consacrazione del pane e del vino, i suoni del coro che canta il Sanctus si sono già spenti. Il clero e gli accoliti nel presbiterio sono ai loro posti davanti all'altare. I peccati del popolo sono stati posti sul Sacrificio all'Hanc Igitur e accettati. Tutti gli occhi e i cuori sono rivolti a una sola cosa. Tutto è silenziosa attesa in cielo e in terra, in attesa del grande mistero della rimanifestazione della Presenza Reale alle Parole della Consacrazione, seguita dalla ripresentazione del Sacrificio sulla Croce con la Consacrazione. Il sacerdote in persona Christi è davanti al tabernacolo, il Santo dei Santi, e sta per entrarvi con l'offerta sacrificale dell'Agnello.

lunedì 27 luglio 2026

Perché a Covadonga?

Perché a Covadonga [qui], che successe  a Covadonga? Fu la prima vittoria cristiana contro i Mori invasori, nell'anno 718. Gli arabi musulmani avevano già occupato rapidamente parte consistente del paese e avanzavano verso nord. Nelle zone montagnose del nord principi locali stavano organizzando piccoli eserciti per difendersi e contrastarli. I mussulmani fecero una puntata offensiva in una valle delle Asturie orientali mentre le forze cristiane si occultavano nelle grotte di Covadonga, prospicienti la medesima valle. Esse poi assalirono di sorpresa i mussulmani accampati nel fondo valle attorno ad un fiume e li travolsero. Una parte degli invasori annegò nel fiume, gonfiato da un'improvvisa pioggia.
Questa in sintesi la battaglia, importante per il morale dei cristiani e perché dimostrò che gli arabi non erano capaci di occupare tutto il paese. Nel 719 essi però occuparono Narbonne, nella Francia meridionale, e cominciarono ad effettuare poderose puntate offensive verso il nord del paese. Ma nel 732 subirono una pesante sconfitta da parte di Carlo Martello, Re di Francia. La loro espansione si bloccò, anche se nel sud del paese per diverso tempo si consolidarono.

In quegli stessi anni, gli arabi mussulmani tentarono invano di prendere Costantinopoli. Vi subirono cocenti sconfitte da parte dei Bizantini, perdendovi eserciti e flotte a ripetizione, le flotte bruciate dal micidiale "fuoco greco" delle navi bizantine. La disfatta presso Costantinopoli fu quella che salvò effettivamente l'Europa. 

Celebrando col pellegrinaggio la prima vittoria cristiana contro l'anticristo mussulmano, ci auguriamo che la Beata Vergine ci assista affinché possiamo di nuovo riportate la vittoria sui nemici della fede che ci incalzano da ogni lato, anche dall'interno della Chiesa.
Historicus

PS. Questa in poche parole la storia da non dimenticare. Le immagini inserite risalgono al 2022 e mostrano la Santa Messa ancora nella Cattedrale. Oggi, purtroppo, per via delle note restrizioni, vedremo le immagini di celebrazioni all'aperto. Le aggiornerò appena disponibili (M.G.).

A tavola sulla tomba di Pietro. Un ristorante per turisti sulla terrazza monumentale di San Pietro

Già se ne parlava qui.
A tavola sulla tomba di Pietro.
Un ristorante per turisti sulla terrazza monumentale di San Pietro

Lavori finiti, cucina operativa, degustazione già fatta. A settembre si aprirà salvo che Leone XIV dica l'unica parola che finora nessuno ha pronunciato: no.

Una location straordinaria alla base della Cupola, affacciata sulla piazza, a ridosso delle statue degli Apostoli, sopra la tomba del primo Papa della cristianità.
Il Vaticano lo chiama "ampliamento del punto ristoro." Come chiamare un incendio doloso "riscaldamento autonomo."

27 Luglio. Il Sangue del corpo consegnato

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
27 Luglio. Il Sangue del corpo consegnato

Terza effusione: la flagellazione
La terza effusione ci riporta davanti a Cristo flagellato. Il corpo del Signore viene consegnato alla violenza, colpito, lacerato, umiliato. La carne santissima del Verbo incarnato porta i segni della brutalità umana e del peccato del mondo.

La flagellazione è una delle scene più difficili da contemplare, perché ci obbliga a guardare la concretezza della redenzione. Il Figlio di Dio non ci salva con un gesto simbolico. Non resta protetto nella distanza della sua divinità. Il suo corpo viene ferito. La sua pelle è aperta dai colpi. Il suo Sangue scorre. L’amore entra nella carne fino a lasciarsi spezzare dalla violenza.

Qui appare la serietà del peccato. Ogni volta che l’uomo tratta l’altro come oggetto, ogni volta che la forza diventa prepotenza, ogni volta che la dignità viene calpestata, ogni volta che il corpo è umiliato, il mistero della flagellazione si rende terribilmente vicino. Il corpo ferito di Cristo raccoglie tutte le violenze della storia, quelle visibili e quelle nascoste, quelle gridate e quelle taciute.

Ora che il polverone si è fatto più denso

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine un articolo interessante che ci offre una riflessione onesta intellettualmente da parte di un credente di ultima generazione che quindi conosce solo il post-concilio, ma riesce a fare adeguati distinguo. Rispetto alle nostre articolate trattazioni appare di certo naïf; ma è proprio questo che lo rende interessante, perché – pur senza identificarne le cause specifiche – riconosce le contraddizioni, che risultano enfatizzate dalla vicenda della FSSPX.

Ora che il polverone si è fatto più denso
Quanto tempo deve durare una situazione definita "crisi" prima di diventare semplicemente la normalità?

Con la scomunica della Fraternità Sacerdotale San Pio X da parte di Roma, una cosa è chiara: la situazione è tutt'altro che chiara. Se da un lato la scomunica ha definito lo status di alcuni membri della Fraternità, dall'altro non risolve i problemi di fondo. È probabile che questi problemi rimarranno irrisolti per generazioni.

Per chi desidera approfondire la questione, suggerisco di guardare un podcast di Conor Gallagher con padre Gerard Murray e padre Jonathan Loops della Fraternità Sacerdotale San Pio X. È piuttosto lungo (circa quattro ore), ma entrambe le parti si esprimono con carità e chiarezza. Vorrei semplificare le presentazioni (per come le ho comprese) e poi aggiungere altre considerazioni per mostrare perché l'atto di scomunica, seppur a breve termine (ma forse necessario), non apporta grandi benefici al cattolico medio.

domenica 26 luglio 2026

In Illo Tempore / IX Domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui. Sono lieta che anche questa settimana siamo riusciti a tradurre in contemporanea.

In Illo Tempore / IX Domenica dopo Pentecoste

Pio Parsch ha osservato che le domeniche dopo Pentecoste possono essere suddivise in tre movimenti. Il primo pone l'accento sulle guarigioni operate da Cristo e, attraverso di esse, sulla salvezza delle anime. Il secondo, dalla settima alla quattordicesima domenica, contrappone il regno di Dio al mondo. L'ultimo gruppo si volge verso la Parusia. La nona domenica appartiene al secondo movimento, pur recando gli accenti del terzo. Cristo giunge come Re nella sua città, giudica nel suo Tempio e preannuncia una distruzione che prefigura il giudizio che attende ogni anima. Allo stesso tempo, piange. Il Re che fa i conti è il Salvatore che desidera che il peccatore riconosca l'ora della grazia e si converta liberamente finché c'è tempo.

La Colletta offre una chiave per comprendere l'Epistola (1 Cor 10,6-13) e il Vangelo (Lc 19,41-47):

26 Luglio/ Il Sangue dell'obbedienza nella notte

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
26 Luglio /Il Sangue dell'obbedienza nella notte

Seconda effusione: l’agonia nell’orto
La seconda effusione ci conduce nel Getsemani, nella notte in cui Gesù entra nell’agonia e il suo sudore diventa come gocce di sangue che cadono a terra.

Il Getsemani non è soltanto una tappa della Passione. È il luogo in cui il Figlio consegna la propria volontà al Padre nel momento più oscuro. Gesù ha appena celebrato la Cena, ha donato il suo Corpo e il suo Sangue sotto i segni del pane e del vino, ha parlato ai discepoli con parole di amore e di addio. Poi si ritira a pregare. La notte si stringe attorno a Lui. I discepoli dormono. Giuda si avvicina. L’ora è venuta.

Nel Getsemani Gesù non appare distante dalla nostra paura. Non attraversa l’angoscia come un attore che recita una parte già saputa. La vive realmente. La sua anima è triste fino alla morte. Egli conosce il peso dell’abbandono, della violenza imminente, del peccato del mondo che sta per essere caricato sulle sue spalle innocenti. Il Sangue che scende a terra nell’agonia rivela la profondità di questa lotta interiore.

Domenica IX dopo Pentecoste Messa “Ecce, Deus”

Ed ecco la nostra fedeltà alla Liturgia settimanale. Ripetere è interiorizzare sempre più, approfondire...

Domenica IX dopo Pentecoste

Messa “Ecce, Deus
 
Ho un vecchio Messalino del 1958, intitolato "Sacrificium nostrum".  Prima di ogni Messa - e di ogni momento topico della celebrazione - reca scritte che aiutano a viverla con maggiore partecipazione. Riprendo qui, prima di completare con i testi successivi, la scritta che precede la Santa Messa di oggi, Domenica IX dopo Pentecoste. Giudicatene voi la pertinenza con la temperie che stiamo vivendo e sulla condizione umana di ogni tempo. Meditiamo e preghiamo,

Il castigo della colpa
I castighi e le calamità pubbliche sono causati dalla inosservanza della legge divina: questo l'insegnamento della liturgia odierna. Quando gli Ebrei rinnegarono il loro Dio, preoccupati solo di «mangiare bere e... divertirsi», furono colpiti dal castigo; pestilenza, fame, guerra, distruzione (Epistola - Vangelo). Raccogliamo la lezione. Anche in fondo al male dei nostri tempi c'è il peccato come ultima causa, sebbene non ci si pensi. Purifichiamoci, e viviamo secondo i precetti del Signore (Offertorio): allora ci sarà amico e protettore (Introito, Graduale) ed avremo portato il miglior contributo alla pace sociale. Guardate con particolare attenzione il Vangelo e il commento: Le lacrime di Gesù sulla città che s'era scelta... Ma è la fine che attende tutti i nemici della Chiesa di tutti i tempi.