16 Luglio. Il Sangue che consola chi piange
Sangue di Cristo, sollievo degli afflitti
Una delle lodi più belle al Sangue di Gesù è l’appellativo di sollievo degli afflitti.
L’afflizione appartiene alla vita di tutti. Può avere il volto della malattia, del lutto, della solitudine, della fatica familiare, della preoccupazione per una persona amata, della prova spirituale, della stanchezza che si accumula senza clamore. Non tutte le afflizioni si vedono. Alcune persone sorridono, lavorano, rispondono con gentilezza, e dentro portano pesi che nessuno conosce. Il cuore umano è spesso un piccolo santuario di dolori nascosti, e naturalmente il mondo preferisce accorgersene quando ormai è tardi, perché la delicatezza preventiva costa troppo.
Il Sangue di Cristo è sollievo degli afflitti perché Gesù non consola da lontano. Ha conosciuto la sofferenza dall’interno. Ha pianto davanti alla tomba di Lazzaro. Ha provato tristezza e angoscia nel Getsemani. Ha sperimentato il tradimento, l’abbandono, la violenza, la sete, la morte. Il suo Sangue versato non è un discorso sul dolore. È Dio che entra nel dolore dell’uomo e lo apre alla speranza.
L’afflizione appartiene alla vita di tutti. Può avere il volto della malattia, del lutto, della solitudine, della fatica familiare, della preoccupazione per una persona amata, della prova spirituale, della stanchezza che si accumula senza clamore. Non tutte le afflizioni si vedono. Alcune persone sorridono, lavorano, rispondono con gentilezza, e dentro portano pesi che nessuno conosce. Il cuore umano è spesso un piccolo santuario di dolori nascosti, e naturalmente il mondo preferisce accorgersene quando ormai è tardi, perché la delicatezza preventiva costa troppo.
Il Sangue di Cristo è sollievo degli afflitti perché Gesù non consola da lontano. Ha conosciuto la sofferenza dall’interno. Ha pianto davanti alla tomba di Lazzaro. Ha provato tristezza e angoscia nel Getsemani. Ha sperimentato il tradimento, l’abbandono, la violenza, la sete, la morte. Il suo Sangue versato non è un discorso sul dolore. È Dio che entra nel dolore dell’uomo e lo apre alla speranza.








