Lettera a un Parroco
A sua Eccellenza reverendissima monsignor Carlo Maria Viganò arcivescovo.
Sono un sacerdote di 70 anni della diocesi di... Ho ascoltato il suo accorato sofferto appello al Papa. Non ho difficoltà a immaginare le sue sofferenze, che in parte condivido – si "licet magna componere parvis". Condivido le Sue preoccupazioni per questa Chiesa postconciliare nella quale tuttavia fioriscono continui esempi di santità.
Mi permetta di dirle con filiale rispetto e franchezza che il punto debole della Sua posizione, che Le è costato una sanzione gravissima da Lei ritenuta illegittima, è il rifiuto dell’ultimo Concilio – un Concilio che ha per protagonisti Papi santi e il più numeroso episcopato nella storia dei concili – e la confusione tra Concilio e post-concilio. Lei, mi pare, dalle derive postconciliari deduce il Suo rifiuto o la Sua non accettazione del Concilio stesso in quanto tale, in quanto cioè evento ecclesiale guidato e certificato dallo Spirito Santo nella sua essenza dottrinale. In nome della Tradizione, non soltanto critica ma rifiuta la autorità magisteriale del Concilio e quella del Papa «in carne e ossa».









