Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 21 febbraio 2026

Come abbiamo incontrato il colosso del Lago Maggiore

Nella nostra traduzione da Italia perennis. L'autore parte dalla considerazione che per molti creativi, l'Italia non è stata solo un luogo da visitare, ma una vera e propria fonte di ispirazione. Continua la serie che presenta i frutti dei loro viaggi e delle loro creazioni indimenticabili. Trovo bello e degno di rilievo questo amore per l'Italia, così offuscato qui da noi e il nuovo testo che segue. Precedenti qui - qui - qui - qui.

Come abbiamo incontrato il colosso del Lago Maggiore
Pellegrini nella terra di San Borromeo 
Robert Lazu Kmita, 11 febbraio

Immagine: JM Leitzmann, Isola Bella, Lago Maggiore

Dopo le giornate di sole trascorse a Venezia, ci siamo diretti verso il Lago Maggiore, immersi in un tempo grigio e nuvoloso che preannunciava possibili piogge, di quelle che invitano alla malinconia e alla riflessione. Non avrei mai sospettato, nemmeno per un attimo, che avremmo avuto la possibilità di incontrare un vero colosso.

Quando si sente una frase del genere, apparentemente ispirata a Bernardo di Chartres (XII secolo d.C.), chiunque penserebbe che si tratti di una metafora. Una visita alla cripta del celebre Duomo di Milano, dove riposano le spoglie mortali di San Carlo Borromeo, sembrerebbe dire tutto. Abbiamo trascorso un tempo straordinario a contemplare le meraviglie della Cattedrale. Il sonno eterno del santo ci ha spinto, in riverente silenzio, a uscire e a proseguire il nostro viaggio.

Il vescovo Strickland sulla situazione della FSSPX: "La salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Ancora il vescovo Strickland sulla FSSPX. Quando coloro che contraddicono apertamente l'insegnamento della Chiesa vengono tollerati, mentre coloro che cercano la continuità vengono trattati come sospetti, qualcosa si è invertito. Qui l'indice dei suoi interventi.
Il vescovo Strickland sulla situazione della FSSPX:
"La salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema"


L'attuale situazione che vede coinvolta la Fraternità San Pio X (FSSPX) ha rivelato ancora una volta, all'interno0 della Chiesa, una realtà seria e irrisolta, che non può essere ignorata, rinviata a tempo indeterminato o alla quale non si può rispondere con il silenzio.

Negli anni successivi al Concilio, l'arcivescovo Marcel Lefebvre ha agito nella convinzione che elementi essenziali della vita della Chiesa – la formazione sacerdotale tradizionale, la teologia sacramentale che l'aveva plasmata e la Messa che aveva nutrito innumerevoli santi – venissero abbandonati o attivamente soppressi. La Fraternità San Pio X è nata da quella crisi e, per decenni, ha preservato queste realtà quando pochi altri erano disposti o autorizzati a farlo.

venerdì 20 febbraio 2026

Mons, Viganò. Maledicta terra in opere tuo /Omelia nel Mercoledì delle Sacre Ceneri “in capite jejunii”

Qui l'indice degli interventu precedenti e correlati.
Maledicta terra in opere tuo
Omelia nel Mercoledì delle Sacre Ceneri
in capite jejunii

Maledicta terra in opere tuo:
in laboribus comedes ex ea cunctis diebus vitæ tuæ.
Spinas et tribulos germinabit tibi, et comedes herbam terræ.
In sudore vultus tui vesceris pane,
donec revertaris in terram de qua sumptus es:
quia pulvis es et in pulverem reverteris.

Maledetta sia la terra per causa tua!
Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.
Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre.
Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;
finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto:
polvere tu sei e in polvere tornerai!
Gen 3, 17-19
L’INIZIO del sacro tempo della Quaresima, che la Santa Chiesa inaugura con l’austerità delle cerimonie e dei paramenti in questo Mercoledì delle Ceneri, era anticamente segnato non solo dalla pratica del digiuno e della penitenza per tutti i fedeli, ma anche dal solenne rito dell’espulsione dei pubblici penitenti fino al Giovedì Santo. I peccatori colpevoli di delitti particolarmente gravi venivano convocati in Cattedrale al cospetto del Vescovo, rivestiti del cilicio e a piedi scalzi, prima dell’inizio della Messa Pontificale. Il Penitenziere, dinanzi a tutto il popolo, elencava le colpe di ciascun penitente e gli imponeva le Ceneri dicendo: Memento homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris: age pænitentiam, ut habeas vitam æternam. Un Canonico li aspergeva con l’acqua benedetta e il Vescovo benediceva le vesti penitenziali – il cilicio, appunto – e tutto il Clero recitava i sette Salmi penitenziali e le Litanie. Alla fine, dopo quattro orazioni, il Vescovo teneva un’omelia, ostendens qualiter Adam propter peccatum ejectus est de paradiso, et multa maledicta in eum congesta sunt; et qualiter ejus exemplo ipsi de Ecclesia ad tempus eijciendi sunt; mostrando in che modo Adamo, a causa del peccato, fu cacciato dal paradiso e su di lui furono riversate molte maledizioni; e in che modo, sul suo esempio, anch’essi [i penitenti] devono essere espulsi temporaneamente dalla Chiesa. A questo punto, il Vescovo prendeva per mano uno dei penitenti, formando una catena di tutti coloro che venivano espulsi dalla chiesa. E mostrando la propria commozione cum lacrymis diceva: Ecce eijcimini vos hodie a liminibus sanctæ matris Ecclesiæ propter peccata vestra, et scelera vestra, sicut Adam primus homo ejectus est de paradiso propter transgressionem suam. Ecco, oggi siete espulsi dai confini di santa madre Chiesa a causa dei vostri peccati e delle vostre scelleratezze, così come Adamo, il primo uomo, fu cacciato dal paradiso a causa della sua trasgressione. Il coro nel frattempo cantava un’antifona che rievocava le parole del libro della Genesi (Gn 3, 16-19). Ai penitenti rimasti in ginocchio e in lacrime davanti al portale della Cattedrale, il Vescovo diceva di non disperare della misericordia del Signore, dedicandosi al digiuno, pregando, compiendo pellegrinaggi, donando l’elemosina e facendo buone opere. Li invitava infine a ripresentarsi non prima della mattina del Giovedì Santo. Le porte della chiesa venivano quindi chiuse, prima che iniziasse la Messa.

Mons. Viganò/Dichiarazione a seguito del Comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede a proposito dell’incontro del Prefetto con il Superiore Generale della Fraternità San Pio X

Qui l'indice degli interventu precedenti e correlati.
Mons. Viganò /Dichiarazione 
a seguito del Comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede a proposito dell’incontro del Prefetto con il Superiore Generale della Fraternità San Pio X

Il comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede sull’incontro con la Fraternità San Pio X è un velenoso tranello intriso di ipocrisia modernista. Dietro un falso spirito di dialogo, esso mira esclusivamente a impedire le Consacrazioni episcopali.

1 – Si parla di “requisiti minimi per la piena comunione con la Chiesa cattolica”, come se vi fosse una sorta di minimo comun denominatore nella Fede integrale e immutabile. Non c’è nulla da discutere: la Fraternità è già in comunione con la Chiesa Cattolica di sempre. È piuttosto il Dicastero per la Dottrina della Fede, con il suo Prefetto Tucho Fernández, a dover essere messa in discussione e giudicata per aver calpestato quei requisiti, abbracciando errori conciliari e sinodali, sovversioni morali e idolatria.

Il Vaticano rifiuta l'invito a unirsi al Consiglio per la Pace di Trump

Leggo su Lifesitenews e traduco con qualche chiosa. Il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha affermato che la gestione delle crisi globali spetta "principalmente" alle Nazioni Unite; il che, secondo il cardinale, rappresenta una "questione critica" per il Consiglio per la pace di Trump. Qui l'indice dei precedenti sulla realtà distopica. 

Il Vaticano rifiuta l'invito a unirsi
al Consiglio per la Pace di Trump


La Santa Sede ha declinato l'invito del presidente Donald Trump a entrare a far parte del Board of Peace, il cui obiettivo dichiarato è la governance delle aree globali colpite da conflitti.

Lo ha dichiarato il 17 febbraio, ai giornalisti: la Santa Sede “non parteciperà al Consiglio per la Pace a causa della sua natura particolare, che chiaramente non è quella di altri Stati”.

giovedì 19 febbraio 2026

Comunicato della Casa Generalizia: risposta della Fraternità a Roma

Oremus. Precedenti qui - qui - qui - qui (continuità apostolica) - qui (una diagnosi metafisica).
Comunicato sulla risposta del Consiglio generale della Fraternità San Pio X alla proposta del Dicastero per la Dottrina della Fede.

In occasione dell’incontro del 12 febbraio scorso tra don Davide Pagliarani, Superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, e Sua Eminenza il cardinal Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, organizzato a seguito dell’annuncio di future consacrazioni episcopali per la Fraternità, quest’ultimo aveva proposto «un percorso di dialogo specificamente teologico, con una metodologia ben precisa, […] per evidenziare i minimi necessari per la piena comunione con la Chiesa Cattolica», subordinando tale dialogo alla sospensione delle consacrazioni episcopali annunciate.
Su richiesta del Prefetto del Dicastero, il Superiore generale ha presentato questa proposta ai membri del suo Consiglio e ha preso il tempo necessario per valutarla.

La forma prima dell'approvazione e la crisi che rivela. Una diagnosi metafisica delle consacrazioni della FSSPX

Nella nostra traduzione da OnePeterFive. Una riflessione che ci offre diverse puntualizzazioni essenziali; non nuove, ma giova riproporle.

La forma prima dell'approvazione e la crisi che rivela

Una diagnosi metafisica delle consacrazioni della FSSPX

Lo scorso 1° luglio, OnePeterFive ha pubblicato un articolo qui sulla prossima consacrazione dei vescovi da parte della Fraternità della Fraternità San Pio X (FSSPX). Dato che la FSSPX è di per sé un argomento controverso – e che la consacrazione dei vescovi senza l'approvazione papale è ampiamente considerata l'atto più controverso della sua storia – la posta in gioco dell'attuale discussione è insolitamente alta.
Tuttavia, la questione centrale viene raramente affrontata: quasi tutti i gruppi che oggi rivendicano la continuità con la Tradizione cattolica sono scaturiti dalla FSSPX o esistono proprio perché l'arcivescovo Marcel Lefebvre e la Fraternità da lui fondata hanno aderito al Canone di Vincenzo da Lerino – quod semper, quod ubique, quod ab omnibus – ciò che l'arcivescovo chiamava il Magistero di sempre, e hanno perseverato in quella fedeltà nonostante la continua opposizione.

Il caso Epstein: mondialismo e satanismo

Riprendiamo dall'Osservatorio Cardinale Van Thuân. Precedente qui.
Il caso Epstein: mondialismo e satanismo

Da quanto emerge in questi giorni, dopo la pubblicazione dei cosiddetti Epstein files, diffusi il 30 gennaio scorso dal Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, sembrerebbe delinearsi un quadro molto inquietante. In realtà, all’appello mancano molti dei video che a detta del Procuratore generale Todd Blanche rappresentano la prova schiacciante delle depravazioni operate da personaggi chiave del potere americano. Pur restando ancora da chiarire le dinamiche che legano determinate élite globali, viene in luce un universo oscuro fatto di depravazioni e satanismo, un disegno più profondo e “occulto”.

Gli incontri di estrema perversità fa pensare a veri e propri riti iniziatici volti a vincolare profondamente i partecipanti, secondo modalità che ricordano da vicino quelle di alcuni circoli esoterici.

Già Leone XIII, con l’Enciclica Humanum Genus, con la quale condannava la massoneria, metteva in guardia dal pericolo delle società segrete: “Da sì celere e tremenda propagazione ne sono seguiti a danno della Chiesa, della potestà civile, della pubblica salute, quei rovinosi effetti, che i Nostri Antecessori gran tempo innanzi avevano preveduti. Imperocché siamo ormai giunti a tale estremo da dover tremare pei le future sorti non già della Chiesa, edificata su fondamento non possibile ad abbattersi da forza umana, ma di quegli Stati, dove la setta di cui parliamo o le altre affini a quella e sue ministre e satelliti, possono tanto. Per queste ragioni, appena eletti a governare la Chiesa, vedemmo e sentimmo vivamente nell’animo la necessità di opporCi, quanto fosse possibile, con la Nostra autorità a male si grande”.

Leone XIII metteva in evidenza dinamiche interne ai rapporti massonici che risultano di sorprendente attualità, poiché riaffiorano anche nei resoconti odierni: “Or bene questo continuo infingersi, e voler rimanere nascosto: questo legar tenacemente gli uomini, come vili mancipii, all’altrui volontà per uno scopo da essi mal conosciuto: e abusarne come di ciechi strumenti ad ogni impresa, per malvagia che sia: armarne la destra micidiale, procacciando al delitto la impunità, sono eccessi che ripugnano altamente alla natura. La ragione adunque evidentemente condanna le sètte Massoniche e le convince nemiche della giustizia e della naturale onestà”.

Dietro il mondo di Epstein c’èrano certamente i ricatti, le coperture, gli scandali, volti a legare uomini di potere “all’altrui volontà”. Ma emerge anche una certa continuità con gli ideali e con le ritualità proprie della massoneria.

Tutto ciò costituisce più di un semplice indizio a sostegno della tesi secondo cui esisterebbero ancora oggi potenti e ramificate forze di orientamento massonico e mondialista, le quali — svincolate da ogni freno morale e da qualsiasi principio religioso — porterebbero avanti un progetto di destrutturazione della vecchia civiltà di matrice cristiana e della sovranità degli Stati, il tutto giustificato in nome di un presunto progresso tecnocratico e di un libertarismo senza limiti. Queste forze, in un certo senso, rappresentano “l’avanguardia” del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale.

Sul punto, il Cardinale Joseph Ratzinger nella prefazione del 1997 al libro Nuovo Disordine Mondiale di Mons. Michel Schooyans, rifletteva come “Questi tentativi stanno assumendo una configurazione sempre più definita, che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell’ONU e nelle sue Conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell’uomo nuovo e del mondo nuovo”.

Risulta difficile smentire che Joffrey Epstein fosse in qualche modo implicato in certi giri. Non stupisce, quindi, che nei suoi registri compaiano nomi di dinastie influenti come ad esempio i Rothschild, i Clinton e i Bush, figure che in più occasioni hanno evocato pubblicamente la nascita di un “Nuovo Ordine Mondiale”.

Dalle carte esce fuori anche l’immagine di Epstein come uomo chiave del Mossad e sostenitore del sionismo; lui stesso non esitava a chiamare goyim — un termine ebraico usato in modo dispregiativo con il significato di “bestiame” — tutti coloro che non facevano parte del circolo ashkenazita.

In sostanza, siamo di fronte alla stessa cerchia che da decenni promuove l’avvento di un nuovo ordine contrapposto a quello tradizionale: un progetto di natura rivoluzionaria che mira, come detto, a destrutturare l’antropologia umana e cristiana, anche attraverso la lenta ma costante diffusione di “tendenze sregolate”.

Al riguardo, il Professore Corrêa de Oliveira parlava di agenti che guidano il processo rivoluzionario, inteso come “lo sviluppo, per tappe, di alcune tendenze sregolate dell’uomo occidentale e cristiano, e degli errori nati da esse” (Cfr. Plinio Corrêa de Oliveira, Rivoluzione e Controrivoluzione, Ed. Sugarco).

Infine, dai documenti pubblicati emerge chiaramente quale fosse il tipo di potere ricercato da certi ambienti: non un potere qualunque, ma quello che si richiama al “padrone del mondo”, o, se si preferisce, al “padre della menzogna”.

Questo aspetto sfugge evidentemente alla maggior parte dei cronisti, che spesso non dispongono nemmeno degli strumenti concettuali necessari per comprendere la natura di questo potere.

Al contrario, chi negli ultimi anni ha alzato la voce contro il relativismo e la deriva morale dell’Occidente, schierandosi in difesa dei principi non negoziabili, non si meraviglia affatto di cosa siano capaci di fare i promotori dell’agenda mondialista.

È pertanto nostro dovere denunciare questo male, ricordando che solo “la Verità rende liberi” (Gv 8,32) e che “Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona” (Mt 6,24).

Perché, come ci ricorda un ammonimento profetico di Fulton J. Sheen, “Il più grande disastro che può accadere all’uomo o a una nazione non è fare il male; è negare che il male esista chiamandolo con il nome di progresso“.
Vittorio Leo - Fonte

Vescovo Strickland / “Essere sé stessi”, la grande menzogna

Da Pillarsoffeith l'ennesima riflessione di mons. Strickland sul dogma laicista dell’autodeterminazione. Qui l'indice dei suoi numerosi e significativi interventi.

Vescovo Strickland / “Essere sé stessi”, la grande menzogna

C'è una frase che pone fine alle discussioni. Non alle conversazioni, alle discussioni. Non chiede il permesso. Non invita al dialogo. Non aspetta che tu ti senta pronto. Semplicemente afferma un fatto:
"Non sei te stesso."
Non spiritualmente. Non moralmente. Non fisicamente. Non privatamente.
E tutto nella nostra epoca si ribella a questa sentenza.

Viviamo in un mondo in cui l’autodeterminazione è considerata sacra. Ci viene insegnato, costantemente, che realizzazione significa decidere da soli chi siamo, cosa facciamo e fino a che punto chiunque – Dio incluso – può spingersi. Una visione che non è rimasta fuori dalla porta della chiesa, ma vi è entrata ormai pienamente. E così oggi la menzogna più pericolosa non viene gridata dalle strade. Viene sussurrata nel cuore del credente.

Mons. Gherardini spiega cos'è la FSSPX

Mons. Gherardini spiega cos'è la FSSPX

[...] La Fraternità [san Pio X] continua l'opera formativa dei suoi candidati al sacerdozio richiedendone effettivamente l'adesione a tutta la dottrina e alla prassi liturgica in vigore prima del Vaticano II. Una tale adesione, se per un verso comporta una costante ed esclusiva dipendenza della Fraternità san Pio X dalla secolare Tradizione della Chiesa, per un altro è un no deciso ed irrevocabile alle innovazioni introdotte dal Vaticano II, o in nome di esso, e giustificate dal loro inquadramento nella tradizione cosiddetta vivente. Pertanto, quando papa Giovanni Paolo II contrappone alla tradizione vivente "la nozione incompleta e contraddittoria di tradizione" della Fraternità san Pio X, non condanna come anticonciliare soltanto la Fraternità, ma anche la Tradizione cui essa s'ispira. Il che è già grave. Non meno dello "scisma" lamentato e condannato. Ma più grave ancora è la voragine scavata all'interno della Chiesa dalla pretesa d'imporre a tutti un Concilio che non fu e non volle esser magisteriale e che di fatto, in forma non magisteriale, pose le premesse d'alcuni sganciamenti dal magistero tradizionale - la cosa solleva non poca meraviglia, perché in più d'un contesto il Vaticano II dichiara di collegarsi con la Tradizione di sempre nell'atto stesso di proclamar innovazioni inconciliabili con tale Tradizione. Per quanto mi riguarda, son certo che se si fosse evitata una tale radicalizzazione e si fosse promossa non la superficiale ed irriflessiva celebrazione del Vaticano II, ma un'approfondita analisi storica, esegetica, teologica, liturgica, canonica dei suoi documenti, non ci sarebbero state le divisioni che ci sono state e forse una pattuglia così compatta com'è la Fraternità san Pio X avrebbe potuto esser un coefficiente di crescita ecclesiale nella verità e nella comunione. Invece!