Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 5 giugno 2026

Attuale per la ripubblicazione: un'intervista a Dom Gérard Calvet nel 1995

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Con l'avvicinarsi delle consacrazioni dei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, sembra opportuno, per la memoria storica, riproporre online un'intervista rilasciata da Dom Gérard Calvet, fondatore dell'abbazia di Sainte-Madeleine du Barroux (nota anche semplicemente come "Le Barroux"), vissuto dal 1927 al 2008. Calvet soffrì molto per rimanere fedele alla tradizione monastica durante e dopo le turbolenze del Concilio Vaticano II, e finì per entrare a far parte della cerchia dell'arcivescovo Lefebvre. Tuttavia, lui e la sua comunità si separarono da Lefebvre a causa della sua decisione di consacrare i vescovi senza l'approvazione della Santa Sede. L'intervista fu realizzata da Stefano Paci per il quotidiano 30 Giorni nel 1995. Ci risulta peraltro una situazione di grave degrado rispetto all'epoca di dom Calvet, per effetto di un pŕogressivo allineamento alle formule conciliari, tanto da meritare la definizione di "sezione 'tradizionalista' della Chiesa conciliare...

Attuale per la ripubblicazione:
un'intervista a Dom Gérard Calvet nel 1995 


Come è avvenuta la vostra piena riconciliazione con la Santa Sede?

Dom Gérard Calvet: Nel 1984, mentre ero ancora in un "limbo" canonico e non riconosciuto dal nostro vescovo locale, il cardinale Joseph Ratzinger mi telefonò dicendo che voleva incontrarmi. Mi precipitai subito a Roma e il cardinale Ratzinger mi ricevette. Fu molto rispettoso e ascoltò tutto ciò che avevo da dire. Sentimmo subito un'affinità, sia intellettuale che spirituale. La mia stima per lui è cresciuta con gli anni, con ogni suo discorso che ho letto, in particolare con il suo commovente intervento all'incontro del movimento Comunione e Liberazione a Rimini, in Italia, nel 1990. Rimasi profondamente colpito dalla profondità e dalla chiarezza della sua analisi della Chiesa di oggi.

Tornando al mio incontro con lui quel giorno del 1984, dissi al Cardinale Ratzinger che la nostra situazione canonica a Le Barroux non era buona, che non eravamo stati accolti favorevolmente dall'ordine benedettino. All'epoca, l'Arcivescovo Lefebvre stava ordinando i nostri sacerdoti. Ratzinger mi consigliò di parlare con la Congregazione per i Religiosi. Ma la Congregazione pretendeva che smettessimo di celebrare la Santa Messa secondo il vecchio rito tradizionale - il rito di San Pio V - per essere pienamente integrati nella Chiesa e ricevere il loro aiuto. Quindi, le trattative fallirono.

Processione del Corpus Domini 2026 dalla chiesa di S. Anna al Laterano

Giovedì 4 giugno. Roma: in Festo Corpus Domini 2026. Processione dalla chiesa di S. Anna al Laterano alla Parrocchia dei S. Marcellino e Pietro, via Merulana, come annunciato qui.
Grazie ai meravigliosi ragazzi del Pellegrinaggio Roma-Subiaco! 
Sacris solemniis juncta sint gaudia,
Et ex præcordiis sonent præconia;
Recedant vetera, nova sint omnia,
Corda, voces, et opera.

Sinodalità e Magnifica humanitas: la liturgia resta fuori dal prossimo concistoro di Leone XIV

Per lasciar spazio alla Magnifica humanitas e ad un aggiornamento sul processo sinodale, Leone rimuove la liturgia anche dal concistoro di giugno (Vatican.news). La liturgia era una delle quattro opzioni che i cardinali avrebbero dovuto discutere a gennaio [qui], e non essendo stata scelta in quell'occasione, si presumeva che sarebbe stata affrontata a giugno. Ora sembra che Leone non abbia alcun particolare desiderio di esaminarla con il collegio cardinalizio che intende convocare ogni anno: è stata completamente rimossa dal programma. La decisione fa molto discutere, poiché ancora mancano direttive chiare sul destino della Messa antiquior. Nonostante Leone continui nelle catechesi sulla Sacrosanctum Concilium nelle udienze generali e a invitare i fedeli a riscoprire la bellezza e il valore dei simboli liturgici, il papa - e dunque anche il vertice cardinalizio - ancora una volta accantonano i delicati temi del rito e della tradizione. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Sinodalità e Magnifica humanitas:
la liturgia resta fuori dal prossimo concistoro di Leone XIV

Il prossimo concistoro convocato da papa Leone XIV per i giorni 26, 27 e 29 giugno sarà caratterizzato dalla riflessione sulla situazione internazionale, dallo studio dell’enciclica Magnifica humanitas e da un aggiornamento sul processo sinodale. Lo si evince da una lettera inviata il 3 giugno dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, a tutti i cardinali partecipanti.

Nella lettera il porporato afferma che il Santo Padre desidera che l’incontro sia uno spazio di ascolto reciproco, discernimento e approfondimento comune sulle sfide che la Chiesa affronta attualmente. L’obiettivo è raccogliere l’esperienza dei cardinali sparsi in tutto il mondo e favorire uno scambio franco di opinioni su questioni rilevanti per la vita ecclesiale.

giovedì 4 giugno 2026

Giugno 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Bergamo

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di giugno celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.
In particolare segnalo le Sante Messe di mercoledì 24 giugno, alle ore 20:00 (Natività di San Giovanni Battista) e di lunedì 29 giugno, alle ore 20:00 (I Santi apostoli Pietro e Paolo).
Inoltre segnalo che dopo la Messa di venerdì 5 giugno (I venerdì del mese) sono previste l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù.
Ricordo che prima della Messa è possibile confessarsi ed è prevista la recita del Santo Rosario.
Ringrazio e vi invito a pregare per mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, mons. can. Michelangelo Finazzi, Vicario episcopale per i laici e per la pastorale, mons. can. Giovanni Carzaniga, Prevosto di Sant’Alessandro in Colonna, e per i sacerdoti.
È possibile scaricare e leggere l’Ordinario ed il Proprio delle Sante Messe ai seguenti link:

Magnifica Humanitas: l'enciclica di Leone XIV fa rivivere un'antica eresia?

Nella nostra traduzione da Catholic News Paper. La Magnifica Humanitas presenta gravi lacune teologiche, da una controversa ridefinizione della dignità umana al transumanesimo e alla dottrina sociale cattolica. La prima enciclica di Papa Leone XIV è davvero una difesa dell'antropologia cattolica o segna un ulteriore allontanamento dalla dottrina tradizionale? Qui l'indice degli articoli dedicati.

Magnifica Humanitas:
l'enciclica di Leone XIV fa rivivere un'antica eresia?


Il 25 maggio 2026, Papa Leone XIV ha pubblicato la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas [qui]. Il documento magisteriale di Leone è stato accolto con incredibile entusiasmo in diversi ambienti conservatori del mondo cattolico. Dico incredibile, perché una lettura dell'enciclica rivela diversi problemi, sia generali che particolari, che meritano attenzione e dovrebbero sollevare seri dubbi – mi dispiace dirlo – sull'idoneità di Leone XIV al ruolo che ricopre.

In una sintesi estrema, potremmo definire l'Enciclica Magnifica Humanitas come un'enciclica pelagiana. Pelagio era un monaco eretico vissuto tra il IV e il V secolo, secondo il quale il peccato originale non si trasmetteva di padre in figlio; di conseguenza, tutti gli uomini nascevano innocenti agli occhi di Dio e la salvezza eterna dipendeva dalla volontà e dalle opere dell'uomo, non dall'intervento della grazia di Dio, che avrebbe agito solo come aiuto esterno.

Il vescovo Eleganti: «Gli omosessuali nella gerarchia continuano a sbatterci in faccia i colori dell’arcobaleno»

Nella nostra traduzione da Lifesitenews anche Mons. Marian Eleganti, benedettino e vescovo ausiliare di Coira (Svizzera) dice la sua sul nuovo documento sinodale. Precedenti qui.

Il vescovo Eleganti: «Gli omosessuali nella gerarchia continuano a sbatterci in faccia i colori dell’arcobaleno»

Ciò che proviene da Roma – mi riferisco al laboratorio del cosiddetto «processo sinodale» proclamato dalla Chiesa universale – è saggezza puramente umana. Evidentemente, i protagonisti non hanno di meglio da fare che emanare ripetutamente direttive alle Chiese locali su come il processo sinodale – un’impresa nata morta fin dall’inizio – debba essere gestito e tenuto in essere. Credono di poter incanalare lo Spirito Santo e che Egli troverà la Sua strada verso i fedeli attraverso i canali creati da loro. Il risultato è la burocratizzazione di un rinnovamento e di una missione desiderati.

L'ampio e semplice popolo di Dio resta in disparte. Sono gli attori a tempo pieno di questa Chiesa disfunzionale, guidata da comitati, ad essere occupati, a caro prezzo, con i meccanismi di governo incaricati e i documenti sinodali. Ne derivano documenti da leggere a ripetizione, risultati di studi eterodossi e comitati di nuovo conio (da aggiungere ai molti già esistenti).

In Illo Tempore: Domenica della Santissima Trinità

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta  circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale precedente qui e continuare viverli con più efficacia.

In Illo Tempore:
Domenica della Santissima Trinità


Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che il mistero della Santissima Trinità è “il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in Se stesso” (CCC 234).

Quella frase dovrebbe far sì che qualsiasi predicatore, nella domenica della Trinità, respiri profondamente prima di dire qualunque cosa. Vogliamo fare le cose per bene stavolta. Gli altri misteri della nostra fede riguardano ciò che Dio ha fatto e continua a fare: la Creazione, la Redenzione, la Santificazione, l’Incarnazione, la Passione, i Sacramenti, la Chiesa, le realtà ultime. Oggi invece fissiamo lo sguardo, per quanto la grazia lo consenta, su Colui Che agisce: Dio nella Sua vita intima, Padre, Figlio e Spirito Santo, un solo Dio in tre Persone divine.

Oggi è il Corpus Domini

Oggi è il Corpus Domini, una delle feste più care alla tradizione della Chiesa. È il giorno in cui siamo invitati a contemplare il grande dono dell’Eucaristia: Gesù che rimane realmente presente in mezzo a noi, pane spezzato per la vita del mondo. 
Abbiamo visto qui e qui quanto purtroppo disprezzato nella secolarizzazione controfirmata dai vescovi che ha relegato la fede a fatto privato. 
Vi invito a ripescare questo vecchio articolo, per meditarlo e vivere il senso della Festa: In festo SS.mi Corporis Christi. L’Eucaristia: rapporto di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio.

Vi ricordo anche il Pange lingua, l'Inno di San Tommaso d'Aquino forse il brano più noto dell’ufficio del Corpus Domini. San Tommaso lo compose avendo presente l’inno alla Croce di san Venanzio Fortunato “Pange, lingua, gloriosi proelium certaminisqui e lo assegnò ai primi e ai secondi vespri della solennità. La Santa Chiesa ne prescrive il canto anche per le funzioni del Giovedì Santo nel trasporto che si fa dell’Ostia all’altare della riposizione, noto come sepolcro. Le due strofe finali – il Tantum ergo – si cantano durante l’esposizione del Santissimo Sacramento. E ricordo anche il Lauda Sion. E ricordo anche l'Adoro Te devote...

E, oggi alle 16, la Santa Messa e processione a Sant'Anna in Via Merulana qui.

Nella miniatura scelta come immagine, tutta la solennità di un'antica processione.
Laus tibi Christe, Dominus noster, hodie et semper!

Magnifica humanitas /L'umanesimo che propone non è integralmente cristiano

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Il verme che si nasconde dentro l'enciclica... Leone, contrariamente a Sant'Agostino  ha scelto la città degli uomini piuttosto che quella di Dio.  Qui l'indice degli articoli dedicati al tema.

Magnifica humanitas /L'umanesimo che propone
non è integralmente cristiano


L'8 maggio 2025, Leone XIV pronunciò queste parole dalla loggia di San Pietro:
Vogliamo essere una Chiesa sinodale.
Ora, il 25 maggio 2026, ha pubblicato un manifesto dettagliato per la sua costruzione.

Magnifica Humanitas è un progetto per la costruzione di una nuova società, che Leone chiama in vari modi "città", "Gerusalemme" e "civiltà dell'amore". Le parole "costruire" e "ricostruire" ricorrono 40 volte nel testo.

Questa “Gerusalemme” non è la Chiesa cattolica fondata da Gesù Cristo, né il termine è usato per riferirsi alla Gerusalemme celeste futura. Infatti, il termine “Chiesa cattolica” non compare nemmeno una volta nella Magnifica Humanitas. Leone XIV usa invece il termine “Chiesa sinodale”. [1]

mercoledì 3 giugno 2026

Giugno 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Pavia

Cari Amici,
il mese di giugno ci invita alla devozione al Sacro Cuore di Gesù. Scriveva il papa Pio XII nell'enciclica Haurietis Aquas (pubblicata proprio settantacinque anni or sono, il 15 maggio 1956): «Sproniamo dunque tutti i Nostri dilettissimi figli in Cristo a praticare con fervore questa devozione [al Sacro Cuore], sia coloro che già sono assuefatti ad attingere le acque salutari che sgorgano dal Cuore del Redentore, sia specialmente coloro che, a guisa di spettatori, stanno tuttora osservando con animo curioso ed esitante questo consolante spettacolo. Riflettano essi attentamente — che si tratta di un culto, come abbiamo sopra fatto osservare, che già da molto tempo si è diffuso nella Chiesa e che affonda profondamente le sue radici nelle pagine stesse del Vangelo; di un culto, che ben si accorda con l’insegnamento della Tradizione e della sacra Liturgia e che gli stessi Romani Pontefici hanno esaltato con molteplici ed altissime lodi. Né si contentarono essi di istituire la festa in onore del Cuore augustissimo del Redentore e di estenderla alla Chiesa universale, ma si fecero inoltre gli autori della solenne consacrazione di tutto il genere umano al Sacratissimo Cuore. Infine, giova riflettere che questo culto ha in suo favore una messe di copiosissimi e allietanti frutti spirituali che ne sono derivati alla Chiesa, cioè: innumerevoli ritorni di anime alla pratica della religione cristiana, rinvigorimento della fede in molti spiriti, più intima unione dei fedeli col nostro amabilissimo Redentore; tutti questi frutti, soprattutto in questi ultimi decenni, sono apparsi in una forma esuberante e commovente». Al Cuore di Gesù affidiamo con particolare intensità la pace e l'unità della Santa Chiesa e la santificazione dei sacerdoti.