Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 21 luglio 2026

21 Luglio. Il Sangue che dona la pace ai cuori

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
21 Luglio. Il Sangue che dona la pace ai cuori

Sangue di Cristo, pace e dolcezza dei cuori
Cari amici, buongiorno. La pace e la dolcezza dei cuori è quanto di più desiderabile c’è per l’uomo. Infatti, pace e dolcezza sono due parole che rischiano facilmente di essere fraintese. La pace cristiana non è assenza di problemi, e la dolcezza non è debolezza di carattere. La pace che viene dal Sangue di Cristo nasce dalla riconciliazione con Dio. La dolcezza che viene da Cristo nasce da un cuore purificato dalla grazia. Non si tratta di temperamento tranquillo, né di educazione gentile. Si tratta di redenzione.

Il cuore umano è spesso inquieto. Sant’Agostino lo ha detto con una frase che attraversa i secoli: il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio. Questa inquietudine si manifesta in tanti modi: agitazione, ricerca continua di approvazione, bisogno di controllo, paura del futuro, rancori trattenuti, confronto con gli altri, insoddisfazione cronica. A volte sembriamo incapaci di abitare il presente senza trasformarlo in un campo di battaglia interiore. Notevole talento, va riconosciuto.

L'embolismo

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sull'Embolismo. Precedente qui. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico. 

L'embolismo

Dopo il Padre Nostro, il sacerdote dice:
Libera nos, quaesumus, Domine, ab omnibus malis, praeteritis, praesentibus et futuris: et intercedente beata et gloriosa semper Virgine Dei Genitrice María, cum beatis Apostolis tuis Petro et Paulo, atque Andrea, et omnibus Sanctis (signing himself with the paten), da propitius pacem in diebus nostris (kissing the paten): ut, ope misericordiæ tuæ adjuti, et a peccato simus semper liberi et ab omni perturbatione securi.
Che traduco come:
Liberaci, ti preghiamo, o Signore, da ogni male, passato, presente e futuro; e per intercessione della Beata e gloriosa sempre Vergine Maria, Madre di Dio, e dei tuoi beati Apostoli Pietro e Paolo, nonché di Andrea e di tutti i Santi (segnandosi con la patena), concedici benignamente la pace nei nostri giorni (baciando la patena), affinché, aiutati dalla tua misericordia, possiamo essere sempre liberi dal peccato e al sicuro da ogni turbamento.

lunedì 20 luglio 2026

Arcivescovo Lorefice e remigrazione

Segnalazioni dei lettori.
Arcivescovo Lorefice e remigrazione

Che tristezza vedere un vescovo che riduce la ricchezza e grandezza del Vangelo in uno scontro politico. Insegni ad avere il cuore pieno di fede, speranza e carità; insegni a lasciarsi infuocare dalla presenza dello Spirito Santo; insegni a vivere nella grazia e il resto verrà da sé, nella concretezza delle contingenze che gli uomini devono vivere quotidianamente. Ridurre il Vangelo a slogan è sempre un pericolo.
La carità consiste nell'aiutare il prossimo in ogni occasione, ma non nel far diventare lo straniero - che non è un ospite (l'ospitalità è temporanea) ma un invasore - a padrone di casa in casa propria. Altrimenti, è come quel padre che dà una serpe ai figli; che è quanto accade con il clero odierno vatican-secondista. Perfino Benedetto XVI sottolineava, al riguardo, che l'unico diritto è quello a non emigrare.

Perché il confiteor prima della comunione dovrebbe essere mantenuto (o reintrodotto)

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Perché il confiteor prima della comunione dovrebbe essere mantenuto (o reintrodotto)
Peter Kwasniewski

Il Confiteor all'inizio della Messa
In questo articolo difenderò l'opportunità della ripetizione del Confiteor da parte dei ministri immediatamente prima della comunione – cantata dal diacono e dal suddiacono nella Messa solenne, recitata dagli accoliti nella Messa Cantata e nella Messa bassa. Sosterrò che non solo merita di essere mantenuta, ma che dovrebbe essere utilizzata ovunque nell'usus antiquior, e non omessa.

Prima di affrontare questa questione, consideriamo per un momento perché dovrebbe esserci un doppio Confiteor all'inizio della Messa, nella sezione penitenziale ai piedi dell'altare [vedi], prima che i ministri salgano sul monte del Signore per offrire il duplice sacrificio: prima il sacrificio verbale delle letture, seguito dal sacrificio incruento dell'Agnello di Dio.

20 Luglio. Il Sangue che sorregge i morenti

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
20 Luglio. Il Sangue che sorregge i morenti

Sangue di Cristo, conforto dei morenti
Questa mattina la nostra riflessione ci porta davanti a una soglia che l’uomo tende a rimuovere e che la fede ci insegna a guardare con verità: è la soglia della morte. L’agonia, cioè il combattimento che ci aspetta al termine della nostra esistenza, nella sua drammaticità è supportato dal conforto. Per questo invochiamo: Sangue di Cristo, conforto dei morenti, salvaci.

La morte è la grande realtà che la cultura contemporanea cerca spesso di nascondere. La si sposta negli ospedali, la si avvolge di parole delicate, la si trasforma in evento privato da gestire con discrezione. Eppure resta lì, seria, inevitabile, capace di smascherare molte illusioni. L’uomo può distrarsi da tutto, perfino da se stesso, impresa nella quale si applica con zelo ammirevole. Non può cancellare la propria finitudine.

Cardinale Sarah: La generosità di Papa Leone nei confronti della Messa tradizionale "deve essere applicata da tutti i vescovi"

Nella nostra traduzione dal Substack di Diane Montagna. Un titolo molto ottimista! In una nuova videointervista, a cinque anni dalla pubblicazione di Traditionis Custodes, il Card. Sarah si esprime sul futuro del vetus ordo e avverte che la “sinodalità” e il paganesimo stanno erodendo la Chiesa dall'interno. Sulla liturgia ci chiediamo: è autentica la generosità di Leone XIV? Fa il paio con le analoghe dichiarazioni del card. Burke [qui]. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Cardinale Sarah: La generosità di Papa Leone nei confronti della Messa tradizionale "deve essere applicata da tutti i vescovi"

CITTÀ DEL VATICANO, 16 luglio 2026 — Il cardinale Robert Sarah ha un messaggio per i vescovi di tutto il mondo: emulate la generosità di Papa Leone XIV nei confronti della Messa tradizionale. In una nuova video intervista, il cardinale guineano, prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, sostiene che la recente lettera di Papa Leone [qui - qui - qui] , che esorta i vescovi francesi all'apertura verso i sacerdoti e le comunità legate al vetus ordo, dovrebbe vincolare ogni vescovo di rito romano, non solo quelli francesi. Queste le sue parole: "Ciò che è stato scritto ai vescovi francesi deve valere per tutti i vescovi".

domenica 19 luglio 2026

In Illo tempore /l'ottava domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale precedente qui. Sono lieta che anche questa settimana siamo riusciti a tradurre in contemporanea.

In Illo tempore /l'ottava domenica dopo Pentecoste

La Messa dell'ottava domenica dopo Pentecoste ci pone di fronte alla famiglia di Dio e alla famiglia di questo mondo, all'eredità promessa ai figli e al rendiconto richiesto agli amministratori, alla libertà di coloro che sono guidati dallo Spirito e alle ansiose preoccupazioni di coloro che vivono secondo la carne. Colletta, Epistola e Vangelo convergono su un'unica esigenza: dobbiamo diventare nella condotta ciò che la grazia ci ha resi nell'essere. Il Battesimo ci ha trasferiti dal dominio del peccato alla famiglia di Dio, eppure il figlio adottivo deve vivere secondo il Padre, e l'amministratore deve usare i beni del Signore tenendo sempre presente il giudizio eterno.

La Colletta esprime questa dipendenza con la tipica proprietà e equilibrio:

19 Luglio. Il Sangue che apre la speranza

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
19 Luglio. Il Sangue che apre la speranza

Sangue di Cristo, speranza dei penitenti
Oggi la litanica ci fa invocare il Preziosissimo Sangue come speranza dei penitenti.

Il penitente non è semplicemente una persona che si sente in colpa. È qualcuno che ha riconosciuto il proprio peccato e ha cominciato a volgere il cuore verso Dio. La penitenza cristiana nasce da una grazia: vedere la propria miseria senza disperare. Questo è già un miracolo, perché l’uomo di solito oscilla tra due estremi poco geniali. O si giustifica fino a non vedere più nulla, o si schiaccia sotto il peso della colpa come se Dio non fosse più grande del suo peccato.

Il Sangue di Cristo è speranza dei penitenti perché il peccatore non torna a Dio contando sulla propria capacità di rimettersi in ordine. Torna perché Cristo ha versato il suo Sangue. La speranza del penitente non nasce dal dire: “d’ora in poi sarò impeccabile”. Nasce dal dire: “Signore, tu sei più fedele della mia infedeltà”. La conversione vera non è superbia travestita da buona volontà. È fiducia umile nella misericordia del Redentore.

Domenica ottava dopo la Pentecoste (Suscépimus, Deus, misericórdiam tuam)

Come ogni settimana percorriamo l'Anno liturgico soffermandoci sulla Liturgia domenicale e i misteri divini che ci trasmette per mantenere e aumentare il nostro fervore spirituale. Qui trovate l'Ordinario e qui il Proprio della Santa Messa di oggi.

Domenica ottava dopo la Pentecoste

Intróitus
Ps.47,10-11 - Suscépimus, Deus, misericórdiam tuam in médio templi tui: secúndum nomen tuum, Deus, ita et laus tua in fines terrae: iustítia plena est déxtera tua.
Ps. 47, 2 - Magnus Dóminus, et laudábilis nimis: in civitáte Dei nostri, in monte sancto eius. Glória Patri... Ps.47,10-11 - Suscépimus, Deus,...
Introito
Sal. 47, 10-11 - Abbiamo ricevuto, o Dio, la tua misericordia nel tuo tempio; la tua lode, come si conviene al tuo nome, si stende fino alle estremità della terra: la tua destra è piena di giustizia. Sal. 47, 2 - Grande è il Signore, e degnissimo di lode nella sua città e nel suo santo monte. Gloria al Padre… Sal. 47, 10-11 - Abbiamo ricevuto, o Dio...

All'ufficio.
Questa Domenica veniva chiamata, nel medioevo, sesta e ultima Domenica dopo la Natività degli Apostoli o festa di san Pietro, negli anni in cui la Pasqua toccava il suo punto estremo in aprile. Essa non era invece che la prima della serie domenicale cosi denominata quando la Pasqua seguiva immediatamente all'equinozio di primavera.
Abbiamo visto che a motivo dello stesso moto così variabile impresso a tutta l'ultima parte del ciclo liturgico dalla data di Pasqua, questa settimana poteva essere già la seconda della lettura dei libri Sapienziali, benché il più delle volte vi si debba continuare ancora quella dei libri dei Re. In quest'ultimo caso, è l'antico tempio innalzato da Salomone alla gloria di Dio che attira oggi l'attenzione della santa Chiesa; e i canti della Messa sono allora in perfetta armonia con le lezioni dell'Ufficio della notte.

sabato 18 luglio 2026

Il card. Burke chiede di fermare la sinodalità e rivedere Traditionis Custodes

Il card. Burke chiede di fermare la sinodalità e rivedere Traditionis Custodes

È evidente da tempo la posizione conservatrice del Card. Raymond Leo Burke e finalmente abbiamo aggiornate dichiarazioni precise su aspetti problematici nella chiesa odierna. Purtroppo, finché queste ed altre dichiarazioni restano confinate alle interviste, ci confermano, ma nella realtà ecclesiale lasciano il tempo che trovano. Emerge un dato, credo, nuovo; e cioè che sono in diversi a pensarla come lui. Ma finché si limitano a pensare...

Leggo da diverse fonti (Infovaticana et alia) dichiarazioni del card. Burke che hanno fatto scalpore perché chiede di fermare la sinodalità, rivedere Traditionis Custodes e creare un dicastero per la Messa tradizionale.