Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 31 luglio 2026

Inghilterra: la messa tradizionale ritorna tra le rovine dell'abbazia di Bayham, soppressa nel 1525.

Riprendiamo da Infovaticana. Un aspetto della rinascita della Tradizione.
Inghilterra: la messa tradizionale ritorna tra le rovine dell'abbazia di Bayham, soppressa nel 1525.

Per la seconda volta dalla Riforma protestante, l'11 luglio è stata celebrata nuovamente la Santa Messa tra le rovine dell'abbazia di Bayham, situata nella contea del Kent, nel sud-est dell'Inghilterra.

Padre Stephen Morrison, O.Praem., ha celebrato la Messa secondo il rito romano tradizionale, in conformità con le consuetudini dei canoni premonstratensi. La cerimonia ha concluso una giornata dedicata al recupero della memoria norbertina dell'antico monastero, fondato nel 1208 e soppresso dal cardinale Thomas Wolsey nel 1525.

31 Luglio. Il Sangue del costato aperto

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
31 Luglio. Il Sangue del costato aperto

Settima effusione: il colpo di lancia
Il mese del Preziosissimo Sangue si conclude davanti al costato aperto di Cristo. Dopo la morte del Signore, un soldato gli colpisce il fianco con la lancia, e subito ne escono sangue e acqua. La settima effusione ci porta al centro più profondo del mistero: il Cuore trafitto del Redentore, da cui sgorga la vita della Chiesa.

Gesù ha già consegnato lo spirito. Tutto sembra finito. La voce si è spenta, il corpo è immobile, il sacrificio è compiuto. E proprio allora il suo costato viene aperto. Dal corpo morto del Figlio scaturiscono sangue e acqua. La Chiesa ha sempre contemplato questo segno con stupore. Non è un dettaglio marginale. È una rivelazione. Dal Cristo addormentato nella morte nasce la Sposa. Dal nuovo Adamo nasce la Chiesa. Dal costato trafitto sgorgano i sacramenti che comunicano la vita nuova.

Il Sangue e l’acqua richiamano l’Eucaristia e il Battesimo, il sacrificio e la purificazione, la redenzione e la nascita. Il Sangue ci parla dell’amore versato fino all’estremo. L’acqua ci parla della vita nuova donata nello Spirito. In quel fianco aperto si manifesta che Cristo non ha trattenuto nulla. Anche dopo la morte, il suo corpo continua a donare. L’amore del Figlio resta aperto.

Un resoconto speculativo sull'origine della piegatura del corporale

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement un resoconto sull'uso di un panno di lino bianco (il corporale) – presente in tutte le principali tradizioni liturgiche – utilizzato sull'altare e a diretto contatto con le specie sacre. Esso viene spiegato all'inizio della liturgia eucaristica, all'Offertorio vi viene deposta l'Ostia dopo il Suscipe sancte Pater (qui) e viene ripiegato alla fine, dopo la Comunione e le abluzioni, prima dei riti di congedo. Ho inserito questo articolo nell'indice di quelli sulle formule del latino liturgico.

Un resoconto speculativo sull'origine della piegatura del corporale
Peter Kwasniewski
Il seguente articolo è stato scritto da Zsolt Orbán.

Nella liturgia romana, il corporale è il nome dato al panno quadrato posto sulla tovaglia dell'altare durante la Santa Messa, sotto il calice e l'ostia. Tuttavia, questo panno non è esclusivo della tradizione liturgica romana; si ritrova in molte antiche tradizioni, e il suo scopo è lo stesso ovunque: impedire che anche una sola briciola o goccia del Santo Corpo e Sangue cada in un luogo indegno.

Le dimensioni, il colore e la forma dei panni usati nella liturgia – siano essi rettangolari o quadrati – variano notevolmente, ma condividono una caratteristica comune: vengono piegati sempre allo stesso modo, sempre verso l'interno da due direzioni in tre sezioni, per impedire che eventuali briciole dell'Eucaristia che vi si trovino sopra si disperdano. Questo è il modo in cui vengono piegati secondo la tradizione romana e allo stesso modo i Copti li piegano nello stesso modo (lo fanno con ogni panno usato sull'altare, poiché ne hanno diversi), ed è anche il modo in cui viene piegato l'antimension secondo la tradizione bizantina.

giovedì 30 luglio 2026

Il sinodo interminabile della sinodalità sinodale assembleare

Riprendiamo da Infovaticana un commento esaustivo a quanto annunciato qui. Si governa per processo ciò che non si potrebbe governare per decreto, perché un decreto andrebbe fondato sul diritto e firmato. Storicismo ormai consolidato senza appello: un organismo consultivo diventa ptopulsore e contesto di un dinamica permanente. E dov'è più l'universalità de La Catholica? Qui la eadice del problema. Corsivi miei anche nel testo che segue.

Il sinodo interminabile della sinodalità sinodale assembleare

Un sinodo è (era) per definizione un evento: veniva convocato, celebrato, chiuso. Così è stato per venti secoli. Il Sinodo sulla sinodalità si è concluso nell’ottobre 2024. Il suo Documento Finale è stato consegnato. Questione chiusa, si potrebbe pensare.

E invece no. Al Sinodo concluso è seguita una «fase di attuazione» (2025-2028). All’attuazione segue ora una «valutazione dell’attuazione»: assemblee diocesane nel primo semestre del 2027, assemblee delle Conferenze Episcopali nel secondo, assemblee continentali nel 2028 e un’«Assemblea ecclesiale» in Vaticano nell’ottobre 2028. E nel caso qualcuno sperasse che la cosa finisse lì, le Note lo avvertono: «il cammino non si conclude, ma si apre a una nuova fase». Tra i criteri per selezionare i partecipanti alle assemblee figura, nero su bianco, che «siano disponibili a sostenere il processo oltre il 2028».

30 Luglio. Il Sangue delle mani e dei piedi inchiodati

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
30 Luglio. Il Sangue delle mani e dei piedi inchiodati

Sesta effusione: la crocifissione
La sesta effusione ci pone davanti al momento in cui Gesù viene inchiodato alla croce. Le mani che hanno benedetto, guarito, spezzato il pane e rialzato i peccatori vengono aperte dai chiodi. I piedi che hanno percorso le strade della Galilea, cercando i poveri, i malati, i lontani, vengono fissati al legno. Il Sangue scorre dalle ferite del Crocifisso e la terra riceve il dono dell’Agnello.

La crocifissione è il compimento della consegna del corpo. Gesù non può più muoversi. Non può più andare incontro a nessuno con i piedi. Non può più stendere le mani per toccare e guarire. Eppure proprio in questa immobilità apparente Egli compie l’opera più grande. Inchiodato, abbraccia il mondo. Fissato al legno, apre a tutti la via del Padre. Privato di ogni libertà esteriore, manifesta la libertà suprema dell’amore che si dona.

Le mani inchiodate di Cristo redimono le opere dell’uomo. Le nostre mani possono servire o ferire, costruire o distruggere, benedire o trattenere, accogliere o respingere. Quante volte le mani diventano strumento dell’egoismo: prendono senza ringraziare, tengono senza condividere, lavorano senza offrire, si chiudono davanti al bisogno altrui. Il Sangue delle mani di Cristo purifica il nostro agire e ci restituisce la vocazione del servizio.

I piedi inchiodati redimono i nostri cammini. Anche i nostri passi hanno bisogno di salvezza. Andiamo verso ciò che ci fa bene e verso ciò che ci rovina, verso Dio e verso le nostre fughe, verso il fratello e verso l’isolamento, verso la fedeltà e verso i compromessi. Il peccato non è solo una macchia interiore. È anche direzione sbagliata, strada percorsa lontano dal Padre. Il Sangue dei piedi di Cristo ci richiama al cammino vero.

Nella crocifissione, il corpo di Gesù diventa preghiera totale. Non vi è più parte di Lui che non sia offerta. Le mani aperte, i piedi trafitti, il capo coronato, il cuore prossimo a essere aperto, tutto parla di dono. La croce è l’altare sul quale Cristo sacerdote offre se stesso al Padre per la salvezza del mondo. Non offre qualcosa. Offre sé stesso. E qui ogni nostra idea superficiale di amore viene messa seriamente in crisi, con grande dispiacere dei sentimentalismi comodi.

Questa effusione ci chiede di guardare il nostro modo di usare il corpo. Il corpo non è estraneo alla vita spirituale. Si prega con il corpo, si serve con il corpo, si pecca anche con il corpo, si ama attraverso il corpo. La fede cristiana non salva anime disincarnate. Cristo ha assunto un corpo e lo ha offerto. Anche noi siamo chiamati a fare del corpo uno strumento di carità, di purezza, di servizio, di adorazione.

La pratica spirituale può essere molto semplice. Guardiamo le nostre mani e chiediamoci: oggi, a chi posso fare del bene concretamente? Poi guardiamo i nostri passi e chiediamoci: verso dove sto andando? Non in astratto. Nella scelta di oggi, nella relazione di oggi, nell’abitudine di oggi. Possiamo pregare così: “Gesù crocifisso, lava le mie opere e orienta i miei passi nel tuo Sangue”.

La crocifissione ci insegna anche la fecondità dell’impotenza offerta. Ci sono momenti in cui non possiamo più fare ciò che vorremmo. Una malattia limita, l’età rallenta, una situazione impedisce, una responsabilità costringe, un fallimento blocca. L’uomo vive questi momenti come inutilità. Cristo inchiodato alla croce mostra che anche l’impotenza, se unita all’amore, può diventare feconda. Quando non possiamo più agire come prima, possiamo ancora offrirci. E questa, nel Vangelo, non è una cosa piccola.

Il Sangue delle mani e dei piedi inchiodati ci renda più liberi nel fare e più fedeli nel camminare. Ci liberi dall’attivismo senza offerta e dalla fuga senza direzione. Ci insegni a mettere ogni opera sotto la croce e ogni passo dentro la volontà del Padre. Davanti al Crocifisso, comprendiamo che la vera libertà non consiste nel poter fare tutto, ma nel potersi donare fino in fondo.

Alla scuola di san Gaspare
San Gaspare vedeva nella Croce la cattedra della verità. Le mani e i piedi inchiodati di Cristo insegnano che la vera libertà consiste nel potersi donare interamente al Padre. (cfr. S. Gaspare del Bufalo, Lettera 834, Epistolario III.)

Preghiera
Gesù crocifisso, il Sangue delle tue mani redima le mie opere e il Sangue dei tuoi piedi orienti i miei passi. Mostrami quale bene concreto posso compiere oggi e da quale strada devo allontanarmi. Fa’ che il mio corpo, il mio lavoro, le mie scelte e il mio cammino diventino offerta unita alla tua Croce.

Giaculatoria
Sanguis Christi, in Cruce effúsus, salva nos.
Sangue di Cristo, versato dalle mani e dai piedi inchiodati, guida le nostre opere e i nostri passi.
Don Mario Proietti 

Incredibile /Il Vaticano esorta le diocesi a invitare le altre religioni a partecipare al processo sinodale

Una Chiesa sempre più sfigurata, irriconoscibile dalle generazioni che hanno conosciuto la Tradizione! Apprendiamo da AdVaticanum (nella nostra traduzione) che il Vaticano ha pubblicato, per la prossima fase del Sinodo sulla Sinodalità, nuove linee guida che propongono alle diocesi di valutare la possibilità di invitare rappresentanti di altre comunità cristiane e di altre religioni a partecipare, sia pure in qualità di osservatori. Il documento definisce inoltre le modalità con cui ogni diocesi dovrà valutare l'attuazione del Sinodo in vista dell'Assemblea Ecclesiale del 2028. Qui trovate commenti interessanti. Qui l'indice degli articoli dedicati al Sinodo sulla sinodalità.

Incredibile /Il Vaticano esorta le diocesi a invitare
le altre religioni a partecipare al processo sinodale


Il Vaticano ha pubblicato nuove linee guida per le diocesi di tutto il mondo, in vista della prossima fase del Sinodo sulla Sinodalità, invitando le diocesi a valutare la possibilità di invitare rappresentanti di altre Chiese e comunità cristiane o di altre religioni in qualità di "osservatori".

Il 27 luglio, la Segreteria Generale del Sinodo ha pubblicato il documento "Raccogliere: Accompagnare la preparazione dell'Assemblea di valutazione della Chiesa locale". Il testo, destinato principalmente a vescovi, eparchi e gruppi sinodali diocesani, offre una guida pratica e spirituale per la prima metà del 2027, periodo in cui ogni Chiesa locale è chiamata a tenere un'assemblea di valutazione per verificare le modalità  del consolidamento del processo sinodale, dal suo inizio nel 2021.

mercoledì 29 luglio 2026

Pellegrinaggio Oviedo-Covadonga 2026 /Foto del Capitolo italiano 'Salus populi romani'

Ecco le foto del Pellegrinaggio Oviedo-Covadonga (annunciato qui - qui) del Capitolo italiano, che ha camminato sotto la protezione della Beata Vergine Maria venerata col titolo Salus Populi Romani (cui è dedicato il nome del Capitolo). Quest'anno i pellegrini erano circa 20.000.

In 20 anni, hanno chiuso i battenti 91 monasteri, nessuno dei quali tra quelli il cui ufficio è esclusivamente in latino

Nella nostra traduzione da Rorate caeli un aspetto della crisi, che riguarda anche la vita consacrata. Precedenti: Perché il Vaticano se la prende con la vita contemplativa qui e qui.

In 20 anni, hanno chiuso i battenti 91 monasteri, nessuno dei quali tra quelli il cui ufficio è esclusivamente in latino.

Solo nel 2026 – un anno non ancora finito – hanno chiuso la Grande-Trappe de Soligny (Orne), il Carmelo di Compiègne (Oise) e Notre-Dame du Port du Salut (Mayenne).

La sociologa Isabelle Jonveaux ha esaminato i monasteri contemplativi cattolici e ha pubblicato i risultati delle sue ricerche su La Vie.

Negli ultimi vent'anni, quasi un terzo dei monasteri (circa il 30%) ha chiuso i battenti. I monasteri femminili sono stati colpiti in modo proporzionalmente più duro: ha chiuso il 32% di essi, rispetto al 21% dei monasteri maschili. E il ritmo sta accelerando: fino al 2015, si registravano in media meno di quattro chiusure all'anno. Ora questa cifra si aggira intorno alle dieci all'anno.

29 Luglio. Il Sangue del cammino verso il Calvario

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
29 Luglio. Il Sangue del cammino verso il Calvario

Quinta effusione: Gesù porta la croce
La quinta effusione ci fa contemplare Gesù lungo la via del Calvario. Dopo la condanna, la flagellazione e la coronazione di spine, il Signore viene caricato della croce e condotto fuori dalla città. Il corpo è già ferito, il volto segnato, le forze diminuite. Eppure il cammino continua.

La via della croce non è soltanto uno spostamento da un luogo a un altro. È il cammino dell’Agnello che porta su di sé il peccato del mondo. Ogni passo di Gesù è offerta. Ogni caduta, ogni fatica, ogni respiro spezzato parla di un amore che non torna indietro. Il Sangue che scende lungo quella strada consacra il peso della croce e apre una via nuova per tutti coloro che, nella vita, devono portare un peso che non hanno scelto.

Usus Antiquior--Pater Noster

Nella nostra traduzione da Substack. Qui l'indice degli articoli dedicati alle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior--Pater Noster

È vergognoso che ANCORA non preghiamo correttamente l'unica preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato. Perché non iniziare? È ciò che Gesù intendeva e confonderebbe i protestanti.

Il rito della comunione inizia ufficialmente con il Padre Nostro. A differenza di altre parti della Messa che non vengono recitate ad alta voce, la preghiera viene pronunciata chiaramente dal sacerdote affinché tutti possano udirla, perché Gesù la insegnò ai discepoli su loro richiesta. Il Padre Nostro non è mai stato concepito come una preghiera privata del sacerdote, come le parole della Consacrazione insegnate da Gesù agli apostoli e ai loro successori [qui]. Era una preghiera veramente destinata a tutti. I pronomi usati nella preghiera sono plurali, non singolari, perché il sacerdote si rivolge a una folla. Purtroppo, a causa di una grave errata traduzione di San Girolamo, per generazioni si è persa di vista la verità che il Padre Nostro non è una semplice preghiera di supplica generica, bensì una preghiera di supplica eucaristica esplicita.