Nella nostra traduzione da Remnantnewspaper. Le stesse parole di Benedetto XVI smontano le argomentazioni del Vaticano contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Leggete le sue dichiarazioni alla luce dell'attuale posizione di Leone XIV sulla Tradizione, il Concilio Vaticano II e la Sinodalità, e noterete che le critiche di Benedetto si applicano più al Vaticano di oggi che all'arcivescovo Lefebvre.
Richiamo l'attenzione sulla mia nota riguardante la ratzingeriana ermeneutica della continuità.
Benedetto XVI e il Concilio Vaticano II
condannano la rivoluzione sinodale di Leone XIV
Come affermato da Leone XIV prima che la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) procedesse con le consacrazioni episcopali senza la sua approvazione, egli ritiene che il vero problema della FSSPX sia la sua mancata accettazione di alcuni insegnamenti del Concilio Vaticano II:
«Certamente, la divisione tra i cristiani è sempre una questione dolorosa. Ma essi si rifiutano di accettare alcuni elementi fondamentali della Chiesa, a cominciare da diversi punti del Concilio Vaticano II. E se fanno queste scelte, mi dispiace. Ma dobbiamo andare avanti.»
L'analisi che segue valuta tre autorevoli dichiarazioni di Benedetto XVI sul Concilio Vaticano II per dimostrare che la sua opposizione a coloro che promuovono l'“ermeneutica della rottura” si applica direttamente a Leone XIV e al Vaticano odierno. Prendendo in esame queste tre dichiarazioni in sequenza, possiamo anche constatare che la posizione della Fraternità Sacerdotale San Pio X è molto più coerente con l'approccio di Benedetto XVI che con quello dei suoi oppositori.









