Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 13 giugno 2026

Nuova Messa in rito antico a Napoli

Nuova Messa in rito antico a Napoli
Dal 21 giugno  celebrerà il Rev. don Antonio Luiso all'Arenella 

S. Em. l’ Arcivescovo di Napoli, Cardinale Domenico Battaglia, ha autorizzato la celebrazione della Messa in rito romano antico nella chiesa di S. Maria delle Grazie alle Due Porte, nel quartiere Arenella, a Napoli.

La Messa in rito antico sarà celebrata mensilmente la domenica alle 19 dal Rev. Don Antonio Luiso, che ha sollecitato la celebrazione dell’ Usus Antiquior.

La prima Messa in rito romano antico sarà celebrata DOMENICA 21 GIUGNO ALLE 19.
- (Chiesa di S. Maria delle Grazie alle Due Porte (piazzetta Due Porte all’ Arenella, 16).

Da Chartres all’Inghilterra: nasce un nuovo pellegrinaggio ispirato alla tradizione

Riprendiamo da Infovaticana. In Italia ricordiamo Subiaco qui - qui. Il risveglio dell'Europa cristiana?
Da Chartres all’Inghilterra:
nasce un nuovo pellegrinaggio ispirato alla tradizione


Più di 20.000 pellegrini hanno camminato questa Pentecoste da Parigi a Chartres in una delle manifestazioni pubbliche di fede più impressionanti dell’Europa contemporanea [qui]. Il fenomeno, associato alla crescita della liturgia tradizionale e al crescente protagonismo dei giovani cattolici, ha ora attraversato la Manica: l’Inghilterra celebrerà quest’estate il proprio pellegrinaggio ispirato al modello francese.

La nuova iniziativa, denominata Our Lady of Christendom Pilgrimage, percorrerà per tre giorni il cuore dell’Inghilterra, da Oxford alle rovine dell’antica abbazia di Evesham, uno dei luoghi mariani più emblematici del Paese.

La Festa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

La Festa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria cade oggi, sabato immediatamente successivo alla solennità del Sacro Cuore di Gesù.
La devozione celebra l'amore profondo, la purezza e la totale adesione di Maria al disegno di Dio. Già radicata nella tradizione cristiana, la festa fu estesa a tutta la Chiesa nel 1944 da Pio XII, in seguito all'atto di Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato. 
Vi rimando a questo precedente, che riporta anche testi della Consacrazione del Montfort, raccomandandovelo. Vedi anche qui.

Magnifica humanitas: le mille letture e il problema del linguaggio

Riprendiamo dall' Osservatorio card. Van Thuân. Qui l'indice degli articoli sul documento. 

Magnifica humanitas:
le mille letture e il problema del linguaggio

L’enciclica di Leone XIV Magnifica humanitas è stata accolta in modo diverso. Facciamo qualche esempio. Il vescovo Joseph Strickland ne ha dato una interpretazione molto negativa. Il commentatore Larry Chapp su Catholic World Report ha parlato invece di “un pugno nello stomaco, incisivo e profetico”. La posizione di The Catholic Thing è stata di moderata accoglienza. Leonardo Boff su Religion digital l’ha accolta positivamente per il suo “nuovo stile argomentativo contemporaneo”. Ci sono state accuse di eccessivo umanesimo e lodi per aver invece ripreso a parlare di Cristo. Qualcuno ha mosso critiche su singoli punti, come Gerald Murray e Michael Haynes sulla revisione della dottrina cattolica circa guerra giusta. Sulla Bussola Tommaso Scandroglio ha plaudito al ritorno della metafisica nella trattazione della dignità della persona; Roberto De Mattei ha invece lamentato la mancanza di una prospettiva metafisica proprio sulla persona, e il blog tradizionalista OnePeterFive ha addirittura sostenuto che nell’enciclica si deve salutare con piacere il ritorno dell’architettura tomista.

venerdì 12 giugno 2026

Magnifica Humanitas: un'occasione persa

Nella nostra traduzione da Substack.com
Magnifica Humanitas: un'occasione persa

Desideravo davvero apprezzare la nuova enciclica del Papa. Volevo leggere un insegnamento della Chiesa che illuminasse la mia comprensione e mi ricordasse perché non potrei mai essere altro che cattolico. Volevo un documento che avesse fiducia nella verità, nel suo insegnamento e nell'Istituzione fondata per proclamarli entrambi. Non è  il caso di quell'enciclica. O almeno, non in tutto.

Vi risparmierò tutti i preamboli e le invettive che si sentono in queste situazioni. Sì, il documento contiene alcune idee davvero valide. Ho trovato molto utile anche il riassunto della dottrina sociale della Chiesa. Le restanti 35.000 parole sono un po' altalenanti.

Senza Dio non siamo niente. Facciamo di Lui il nostro tutto

Peter Kwasniewski in onore del Sacro Cuore di Gesù.
Senza Dio non siamo niente.
Facciamo di Lui il nostro tutto

Verità fondamentali
Non esisteremmo nemmeno se Dio non fosse presente in ogni istante e non ci rendesse ciò che siamo. Non saremmo in grado di agire senza la Sua azione in noi. Non possiamo raggiungere la virtù, la santità o la felicità senza di Lui. Gesù lo ha espresso al meglio: "Senza di me non potete fare nulla" (Gv 15,5). Abbiamo un profondo bisogno di pregare ogni giorno. La nostra vita interiore appassirà e alla fine si inaridirà se non ricorriamo alla preghiera quotidianamente. E quando perdiamo la nostra interiorità, diventiamo un guscio vuoto.

Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste /La festa del Sacro Cuore di Gesù

Ripubblico, per interiorizzarne i tesori di grazia ogni anno di più e per chi leggesse solo ora. Ricordo, per la devozione, le Litanie del Sacro Cuore di Gesù [qui]. 
Vedi anche: Intronizzazione del Sacro Cuore di Gesù: la Sacra Scrittura [qui]; Leone XIII il Sacro Cuore e la Regalità sociale di Cristo [qui]; Leone XIII - Atto di Consacrazione del genere umano a Cristo Re [qui]; In festo SS.mi Corporis Christi. L’Eucaristia: rapporto di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio [qui]. 
Ricordo poi la Santa Messa di oggi a Sant'Anna al Laterano qui.

Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste.
La festa del Sacro Cuore di Gesù

Oggi la Chiesa ci propone di onorare con un culto speciale il Cuore sacratissimo di Gesù di cui il sacramento ci ha già rivelato l'immensa tenerezza. E per stimolarci ad onorare quel Cuore divino con maggior rispetto e devozione, Pio XI ha elevato questa festa al rito di doppio di prima classe e messo la sua Ottava alla pari di quelle di Natale e dell'Ascensione [1]. Il culto del Sacro Cuore - scriveva egli ancora Cardinale - è la quintessenza stessa del cristianesimo, il compendio e il sommario di tutta la religione. Il cristianesimo, opera d'amore nel suo inizio, nei suoi progressi e nel suo compimento non potrebbe essere identificato assolutamente con nessuna altra devozione come con quella del Sacro Cuore [2].

Oggetto della devozione al Sacro Cuore.

L'oggetto della devozione al Sacro Cuore è lo stesso Cuore ardente d'amore per Dio e per gli uomini. Dall'Incarnazione infatti Nostro Signor Gesù Cristo è l'oggetto dell'adorazione e dell'amore di ogni creatura, non soltanto come Dio ma come Uomo-Dio. Essendo la divinità e l'umanità unite nell'unica persona del Verbo divino, Egli merita tanto come Uomo che come Dio tutti gli omaggi del nostro culto; e come in Dio tutte le perfezioni sono adorabili, così pure in Cristo tutto è adorabile: il suo corpo, il suo sangue, le sue piaghe, il suo cuore, e per questo la Chiesa ha voluto offrire alla nostra adorazione questi oggetti sacri.

giovedì 11 giugno 2026

12 giugno 2026 Festa del Sacro Cuore a Tolentino

Tradizionale Festa del Sacro Cuore 2026 Venerdì 12 giugno 2026

Tolentino, chiesa del Sacro Cuore di Gesù, devozione introdotta da San Vincenzo Maria Strambi, Vescovo di Macerata e Tolentino, nel 1805 ed affidata all’omonima confraternita detta dei “sacconi”.

La Confraternita ha come fini principali la santificazione dei confratelli, l’esercizio del culto pubblico e la promozione di opere di carità fraterna.

“Dovendo i nostri fratelli essere figlioli della vera luce, per risplendere con le loro opere buone e glorificare il Padre Celeste, sarà bene dover usare tutta la diligenza a non ricevere i figlioli delle tenebre, che con i loro pravi costumi potessero oscurare lo splendore cristiano.” (dalla Regola della Confraternita dettata San Vincenzo Maria Strambi)

Ore 19,45 Santa Messa Cantata nel venerabilissimo Rito Romano antico; Coro della Confraternita diretto dal M° Francesco Mazzeo. Simone Settimi, Eufonio.

Parteciperanno alcune Confraternite dei paesi limitrofi, a seguire la processione e la Benedizione Eucaristica.

Leone XIV in Spagna. Commenti del vescovo Strickland.

Nella nostra traduzione da Pillars of Faith, i commenti del vescovo Joseph Strickland sul discorso di Leone XIV in occasione del viaggio apostolico in Spagna e dell’incontro con i membri del Parlamento spagnolo. Qui l'indice dei numerosi precedenti.

Leone XIV in Spagna. Commenti del vescovo Strickland.

Sono grato per le importanti verità che il Santo Padre ha riaffermato nel suo discorso al Parlamento spagnolo.

In un’epoca in cui la dignità umana viene spesso ridotta a utilità, produttività o preferenza personale, è incoraggiante ascoltare una chiara difesa della dignità intrinseca di ogni persona umana, creata da Dio e dotata di diritti che non derivano dallo Stato.

Particolarmente degna di nota è l’affermazione del Santo Padre secondo cui ogni vita umana deve essere protetta dal concepimento fino alla morte naturale, e il suo monito che la grandezza morale di una nazione si misura da come tratta i più vulnerabili tra noi.

Sono inoltre grato per la sua difesa della famiglia quale fondamento naturale della società, per la sua affermazione dei diritti primari dei genitori nell’educazione dei figli, per il suo sostegno alla libertà religiosa e per la sua insistenza sull’inviolabilità del sigillo sacramentale della confessione.

A tanti anni di distanza la chiave interpretativa di Amerio è ancor più significativa

Ottimo commento alla trattazione di Romano Amerio pubblicata qui dove è possibile trovare link a riferimenti significativi. Qui presentazione edizioni del 2012.

A tanti anni di distanza
la chiave interpretativa di Amerio è ancor più significativa

A distanza di trent'anni, la riflessione di Amerio conserva una sorprendente attualità e offre una chiave interpretativa particolarmente significativa per comprendere alcune delle principali dinamiche ecclesiali sviluppatesi nel periodo successivo al Concilio e, in modo speciale, negli ultimi pontificati.

La lettura del saggio di Romano Amerio, pubblicato nel 1996, suscita oggi un'impressione singolare. A quasi trent'anni di distanza, molte delle sue osservazioni sembrano aver acquisito una rilevanza ancora maggiore alla luce degli sviluppi più recenti della vita della Chiesa.

Amerio sosteneva che la crisi ecclesiale non consistesse principalmente nella negazione esplicita dei dogmi, bensì nel trasferimento pratico dell'autorità dottrinale dal Magistero all'opinione teologica dominante. La verità rivelata avrebbe progressivamente cessato di essere presentata come un deposito ricevuto e trasmesso, per diventare materia di continua rielaborazione secondo le esigenze pastorali, culturali e storiche di ogni epoca.