Nella nostra traduzione da Italia Perennis, su Substack.com. Per molti creativi, l'Italia non è stata solo un luogo da visitare, ma una vera e propria fonte di ispirazione. Interessante qui la presentazione dei frutti dei loro viaggi e delle loro creazioni indimenticabili.
Scrittori e viaggiatori sul Lago Maggiore:
Byron, Newman e Dickens
Lord Byron, il navigatore perduto
Come per gli scrittori francesi e tedeschi, l'Italia ha sempre esercitato un'attrazione potente, inevitabile e quasi irresistibile anche sugli autori inglesi. Era come se il loro destino letterario non potesse compiersi senza visitare il mondo di Dante e ricevere la sua impercettibile benedizione. Ed essi hanno compiuto con entusiasmo questo rituale. I ricordi conservati nelle loro lettere e nei loro diari – anche quando brevi e scritti in fretta – sono le tracce visibili lasciate nelle loro anime da un incontro che non può essere dimenticato.
Durante il suo ultimo viaggio fuori dall'Inghilterra, da cui non sarebbe mai più tornato vivo, Lord Byron trovò il tempo di scrivere alla sorellastra, Augusta Leigh. Le inviò una lettera da Milano, datata 13 ottobre 1816, in cui descriveva il suo viaggio in barca lungo il Lago Maggiore:









