Nella nostra traduzione da Lifesitenews anche
Mons. Marian Eleganti, benedettino e vescovo ausiliare di Coira (Svizzera) dice la sua sul nuovo documento sinodale. Precedenti qui.
Il vescovo Eleganti: «Gli omosessuali nella gerarchia continuano a sbatterci in faccia i colori dell’arcobaleno»
Ciò che proviene da Roma – mi riferisco al laboratorio del cosiddetto «processo sinodale» proclamato dalla Chiesa universale – è saggezza puramente umana. Evidentemente, i protagonisti non hanno di meglio da fare che emanare ripetutamente direttive alle Chiese locali su come il processo sinodale – un’impresa nata morta fin dall’inizio – debba essere gestito e tenuto in essere. Credono di poter incanalare lo Spirito Santo e che Egli troverà la Sua strada verso i fedeli attraverso i canali creati da loro. Il risultato è la burocratizzazione di un rinnovamento e di una missione desiderati.
L'ampio e semplice popolo di Dio resta in disparte. Sono gli attori a tempo pieno di questa Chiesa disfunzionale, guidata da comitati, ad essere occupati, a caro prezzo, con i meccanismi di governo incaricati e i documenti sinodali. Ne derivano documenti da leggere a ripetizione, risultati di studi eterodossi e comitati di nuovo conio (da aggiungere ai molti già esistenti).
L'ampio e semplice popolo di Dio resta in disparte. Sono gli attori a tempo pieno di questa Chiesa disfunzionale, guidata da comitati, ad essere occupati, a caro prezzo, con i meccanismi di governo incaricati e i documenti sinodali. Ne derivano documenti da leggere a ripetizione, risultati di studi eterodossi e comitati di nuovo conio (da aggiungere ai molti già esistenti).









