Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 15 agosto 2026

"La liturgia è la Tradizione nella sua forma più potente e solenne".

Nella nostra traduzione da Infovaticana, uno straordinario sermone del Vescovo Schneider a Limerick, Irlanda sulla questione liturgica. È importante che si facciano sentire più voci, nella speranza di ricevere ascolto e comprensione che finora difettano. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

La liturgia è la Tradizione nella sua forma più potente e solenne
Monsignor Schneider riscopre un celebre insegnamento di Dom Prosper Guéranger

Il vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), Athanasius Schneider, ha difeso la liturgia tradizionale come espressione privilegiata della trasmissione della fede durante un'omelia pronunciata il 2 agosto nella Chiesa del Sacro Cuore a Limerick (Irlanda), in occasione della sua visita all'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote.

Nel cuore del dibattito sulla messa tradizionale

Negli ultimi mesi, Schneider ha difeso pubblicamente l'opportunità di trovare una soluzione stabile per i fedeli legati alla Messa tradizionale. Dopo l'udienza privata con Leone XIV dello scorso dicembre, ha spiegato di aver proposto al Pontefice la pubblicazione di un documento che regolarizzi la situazione della liturgia precedente alla riforma post-conciliare, con l'obiettivo di promuovere "la giustizia e la pace nella Chiesa".

Di recente, il prefetto del Dicastero per il Culto Divino, il cardinale Arthur Roche, ha dichiarato che Leone XIV non avrebbe abrogato né modificato Traditionis Custodes [vedi]; tuttavia, la Santa Sede non ha annunciato alcuna modifica – tramite un comunicato ufficiale – al motu proprio promulgato da Francesco nel 2021.

Di seguito riprendiamo 
L'omelia pronunciata dal vescovo Athanasius Schneider nella chiesa del Sacro Cuore a Limerick.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Cari fratelli e sorelle:
Fin dalle sue origini, la Chiesa cattolica è rimasta fermamente impegnata a preservare e trasmettere, in tutta la sua vita, sia dottrinalmente che liturgicamente, la sua fedeltà alla Sacra Tradizione. È diventata celebre la frase di Papa Santo Stefano I, che governò la Chiesa tra il 254 e il 257: «Non si innovi nulla che non sia stato tramandato».

Il culto pubblico è, per sua stessa natura, tradizionale. Vale a dire, deve essere celebrato secondo le norme stabilite dall'autorità divina e tramandate dai nostri antenati. La Chiesa dei primi secoli considerava la sua liturgia come una continuazione della liturgia divinamente ordinata dell'Antico Testamento. Ne condivideva le caratteristiche essenziali: il profondo senso di riverenza, il silenzio, il velo che custodisce il mistero della realtà divina, la separazione del santuario e del Santo dei Santi dal popolo, una liturgia gerarchicamente ordinata e la valorizzazione del significato simbolico dei gesti e degli oggetti sacri.

San Vincenzo di Lérins, Padre della Chiesa del V secolo, formulò un principio che applicò a una controversia relativa al ribattesimo e che riguarda anche le leggi del culto divino. Egli disse:

«La vera pietà non ammette altra regola se non quella di trasmettere fedelmente ai nostri figli ciò che abbiamo fedelmente ricevuto dai nostri padri. Il nostro dovere non è quello di condurre la religione dove vogliamo, ma di seguirla dove ci conduce. La modestia cristiana non consiste nel trasmettere le nostre opinioni o pratiche a coloro che verranno dopo di noi, ma nel preservare e custodire ciò che abbiamo ricevuto da coloro che ci hanno preceduto.»

L'antichità è stata preservata; la novità è stata respinta. Questa è stata la regola di tutti i secoli. L'antichità è stata preservata; la novità è stata respinta. Questa è la regola apostolica.

Dom Prosper Guéranger affermò: "La liturgia è la Tradizione nella sua forma più potente e solenne".

Papa Pio XI ha lasciato questo memorabile insegnamento:

«I fedeli vengono istruiti nelle verità della fede e giungono ad apprezzare le gioie interiori della religione in modo molto più efficace attraverso la celebrazione annuale dei sacri misteri che non unicamente attraverso le dichiarazioni ufficiali del Magistero. Queste, di solito, raggiungono pochi e i più eruditi; le feste raggiungono tutti. Le prime parlano una sola volta; le seconde parlano ogni anno, anzi, per sempre. L'insegnamento della Chiesa agisce principalmente sull'intelletto; le feste agiscono sull'intelletto e sul cuore ed esercitano un'influenza salutare su tutta la persona. L'uomo è composto di corpo e anima e ha bisogno di queste celebrazioni esteriori affinché i sacri riti, con tutta la loro bellezza e varietà, lo spingano ad abbeverarsi più profondamente alla fonte della dottrina di Dio e a integrarla nella propria vita spirituale.»

Anche Dom Prosper Guéranger ha detto:

«Ogni eretico o settario che desideri introdurre una nuova dottrina si trova inevitabilmente di fronte alla liturgia tradizionale, perché la liturgia è tradizione, e la tradizione più forte e migliore è quella tradizionale.»

Quanto sbaglia chi considera la bellezza della Chiesa e della liturgia come qualcosa che possa distrarci dal vero contenuto dei misteri liturgici e condurci verso la superficialità! Coloro che proclamano che la Chiesa non è un museo e che l'uomo veramente pio è indifferente a questi aspetti accidentali dimostrano solo la loro cecità di fronte al grande ruolo svolto da un'espressione bella e appropriata. Dimenticano che l'autentica bellezza racchiude un messaggio specifico di Dio che eleva le nostre anime. Come diceva Platone: «Davanti alla bellezza, le nostre anime mettono le ali».

La storia ha dimostrato mille volte che non c'è nulla di più pericoloso per una religione, nulla di più capace di provocare malcontento, incertezza, divisione e apostasia che interferire nella liturgia e, di conseguenza, nella sensibilità religiosa.

Preservare il prezioso tesoro della liturgia tradizionale fa parte della preservazione del Depositum fidei.

L'apostolo san Paolo esortò Timoteo:
«Custodisci il deposito che ti è stato affidato». San Vincenzo di Lérins interpretò questa esortazione anche in una dimensione liturgica, chiedendosi: «Chi è oggi questo Timoteo, se non tutta la Chiesa e, in modo particolare, coloro che la governano, chiamati a conservare intatta la conoscenza del culto di Dio e a trasmetterla agli altri?».

Sì, la liturgia è la Tradizione nella sua forma più potente e solenne.

Solo la Chiesa cattolica può dire: "Vi ho trasmesso ciò che io stessa ho ricevuto dal Signore".

Ogni vero cattolico dovrebbe essere in grado di dire:

«Amo la bellezza della casa del Signore. Amo la bellezza e l'integrità dell'immutabile fede cattolica. Amo la bellezza della santa Tradizione, la bellezza della tradizione liturgica della Chiesa. Amo la bellezza e la verità della fede, della Santa Messa e della vita santa di tutti i secoli e di tutti i santi».

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

15 Agosto/ Assunzione della Beata Vergine Maria

Ripercorrendo l'anno liturgico ci riappropriamo e approfondiamo i retaggi storici che testimoniano l'antichità e la grandezza delle memorie tramandate e che costituiscono i tesori della nostra fede, dalla Chiesa sempre custoditi e oggi così dimenticati. Oltre all'introito ho aggiunto la Secreta. Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa di oggi. Vedi Pio XII, la proclamazione del dogma qui. Vedi anche qui - qui.

Intróitus
Ap. 12, 1 - Signum mágnum appáruit in caelo: múlier amícta sole, et luna sub pédibus eius, et in cápite eius coróna stellárum duódecim. Ps. 97, 1 - Cantáte Dómino cánticum novum: quia mirabília fecit. Glória Patri… Ap. 12, 1 - Signum mágnum appáruit in caelo…

Secreta
Ascéndat ad Te, Dómine, nostrae devotiónis oblátio, et, beatíssima Vírgine María in coelum assúmpta intercedénte, corda nostra, caritátis igne succénsa, ad te iúgiter adspírent. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum. Amen
Introito
Apoc. 12, 1 - Un gran segno apparve nel cielo: una donna rivestita di sole, con la luna sotto i piedi, ed in capo una corona di dodici stelle. Sal. 97, 1 - Cantate al Signore un càntico nuovo: perché ha fatto meraviglie. Gloria al Padre… Ap. 12, 1 - Un gran segno apparve nel cielo…

Secreta
Salga fino a Te, o Signore, l’omaggio della nostra devozione, e, per intercessione della beatissima Vergine Maria assunta in cielo, i nostri cuori, accesi di carità, aspirino sempre verso di Te. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. Amen

15 Agosto.
Assunzione della Beata Vergine in cielo

L'Assunzione della Madonna è una delle solennità liturgiche più ricche di gioia. Gaudent Angeli! Gaudete, quia cum Christo regnat! (Si rallegrano gli Angeli! Rallegratevi anche voi, perché regna con Cristo!). La Chiesa del cielo e quella della terra si uniscono alla felicità infinita di Dio, che incorona sua Madre e cantano con amore la gioia verginale di Colei, che si introduce per tutta l'eternità nella gioia del suo Figlio e Angeli e Santi si affrettano ad acclamarla Regina, mentre la terra gioisce, per aver dato al Cielo la sua gemma più bella.

Glorificazione dell'anima di Maria.
Questo è il giorno natalizio di Maria, quello in cui si celebrano ad un tempo il trionfo della sua anima e quello del suo corpo. Consideriamo prima la glorificazione dello spirito, meno notata, perché comune a tutti i Santi. Il raggiungimento della visione beatifica da parte dell'anima di Maria è cosa di tanto splendore e di tanta ricchezza che riverbera una luce inimitabile sulle nostre più alte speranze. Non ci è possibile immaginare la bellezza di questa suprema rivelazione in cui lo sguardo già così puro e penetrante, della creatura più perfetta, si aprì repentinamente davanti ad un abisso di infinita Bontà, ma, con l'aiuto della grazia divina, tentiamo di levare i nostri pensieri verso la cima, sulla quale si compie questa meraviglia che i nostri occhi non distinguono ancora.
Veramente si tratta di una cima: è il punto di arrivo di un'ascensione continua e perseverante, perché, piena di grazia nel momento della Concezione, l'Immacolata continuò quaggiù a crescere davanti a Dio.

venerdì 14 agosto 2026

Lettera di Leone al card. Roche sulla liturgia

Una notizia che colpisce e che pubblico con notazioni essenziali in attesa di rifletter meglio. Le premesse non mi sembrano incoraggianti. Io mi sto beando con le formule del Latino liturgico di cui sto preparando le prossime pubblicazioni; ma costoro ne ignorano l'incanto e la profondità che non possiamo lasciar vanificare dalle loro visuali ideologiche e distruttive. Ne riparleremo. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

Lettera di Leone al card. Roche sulla liturgia

La Santa Sede ha pubblicato una lettera di Leone XIV al cardinale Roche [qui], datata 29 giugno e scritta in occasione della conferenza sulla formazione liturgica tenuta nell’abbazia di Mount Angel, in Oregon.

Il testo (in inglese) parla di formazione liturgica, richiama Desiderio desideravi, insiste sull’ars celebrandi e afferma con chiarezza «l’esigenza di fedeltà ai testi e alle istruzioni approvati», chiedendo rispetto per i riti promulgati da Paolo VI e Giovanni Paolo II. Di fatto sembra rafforzare l’autorità di Roche e rendere sempre meno plausibile un semplice ritorno a Summorum Pontificum.

Risulta che le sue catechesi attuali sono sulla Sacrosanctum Concilium e molto ci sarà da attingere in itinere già qui sul suo programma. Anche se la sua visuale è già fin troppo chiara in chiave di lettura conciliarista e, sembrerebbe, senza eccezioni. Tuttavia, visto che insiste tanto sull'unità, vedremo come la concepisce.

Per questo pubblico in anticipo sulla programmazione un testo molto significativo di don Mario Proietti [qui]. 

Ne ricaviamo molti squarci di comprensione sulla mentalità della Chiesa attuale che sta mettendo sempre più all'angolo la Tradizione. (Maria Guarini)

Il Latino non è il problema. Il problema è quello che abbiamo smesso di voler insegnare

Finalmente se ne sono accorti (udite udite) perché lo ha detto perfino Enzo Bianchi [vedete chi è qui]! Ma il problema non è solo il latino è anche il Rito e ciò che esso davvero celebra e veicola, oltre al resto che lo stesso don Mario Proietti riconosce nell'articolo che segue... E hai visto mai che il latino diventasse esclusivo dei tradizionalisti! E non avrei finito i punti esclamativi! Il problema è che riconosce gli effetti, ma non le cause, delle quali è vietato discutere: il Concilio e le due ambiguità. Ha abolito i dogmi, ma ora è il nuovo superdogma indiscutibile... Qui l'indice degli articoli sul latino.

Il Latino non è il problema. Il problema è quello che abbiamo smesso di voler insegnare

Premessa su Facebook
Cari amici, ho letto l'articolo di Enzo Bianchi sul suo blog, pubblicato su Vita Pastorale agosto-settembre 2026, sullo scisma della Fraternità San Pio X. In un passaggio riconosce con molta franchezza la sciatteria di tante celebrazioni, critica certe Messe trasformate in spettacolo e arriva a scrivere: «allora decisamente meglio il gregoriano».

Quella frase mi ha fatto pensare. Perché il problema del latino non riguarda il Vetus Ordo. Il latino appartiene alla Chiesa latina e il Concilio Vaticano II non ne aveva previsto la scomparsa. Sacrosanctum Concilium chiedeva che fosse conservato e che i fedeli imparassero almeno le parti dell’Ordinario della Messa.

Papa Leone mantiene il cardinale eterodosso Marx a capo del consiglio economico vaticano

Inaudito, direi; evidentemente sono dello stesso stampo! Inutile ormai illudersi su possibili cambiamenti di rotta rispetto al predecessore. https://www.lifesitenews.com/news/pope-leo-keeps-heterodox-cardinal-marx-as-head-of-vatican-economic-council/ Nel contempo il Vescovo Eleganti avverte che le riunioni di Papa Leone con celebrità di sinistra degradano il papato.
Papa Leone mantiene il cardinale eterodosso Marx a capo del consiglio economico vaticano

Papa Leone XIV ha confermato il cardinale Reinhard Marx a capo del Consiglio per l'Economia del Vaticano, nominando al contempo otto nuovi membri, tra cui quattro laici.

Secondo quanto riportato dalla Sala Stampa della Santa Sede, martedì 11 agosto il Papa ha annunciato i nuovi membri del Consiglio e confermato quelli già in carica. Marx rimane coordinatore del Consiglio per l'Economia, mentre la sua vice è la giurista e laica tedesca Charlotte Kreuter-Kirchhof dell'Università Heinrich Heine di Düsseldorf.
Tra i nuovi membri del consiglio figurano i cardinali Grzegorz Ryś di Cracovia, Ladislav Nemet di Belgrado, Jean-Paul Vesco di Algeri e Roberto Repole di Torino. Inoltre, il Papa ha nominato quattro esperti del mondo imprenditoriale: Denis Duverne, Gisela Liechtenstein, Paolo Nusiner ed Elena Wettstein Principato.

Quando le gerarchie cattoliche giungeranno alla resa dei conti al pari di Anthony Fauci?

Interessante segnalazione da Crisismagazine. Ci si chiede perché, all’interno della Chiesa cattolica, non si prefiguri una discussione simile a quella in corso con protagonista Fauci, in ordine alla discutibile gestione ecclesiastica durante la pandemia [qui]. Nei sei anni trascorsi dallo scoppio della pandemia di Covid, non è stata condotta alcuna analisi approfondita delle decisioni prese dai vescovi e da Papa Francesco in quel periodo. Ma diventa una discussione accademica per il fatto che il primo ad allinearsi è stato il papa e i vescovi con lui, mentre il suo successore sembra in perfetta consonanza con chi l'ha preceduto.

Quando le gerarchie cattoliche giungeranno alla resa dei conti al pari di Anthony Fauci?

Il Senato degli Stati Uniti voterà a breve se dichiarare il dottor Anthony Fauci colpevole di oltraggio al Congresso per essersi rifiutato di rispondere alle domande di una commissione del Senato. Lo scorso 29 luglio, la Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi ha tenuto un'audizione in cui Fauci, ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, si è ripetutamente avvalso del Quinto Emendamento, che vieta di autoincriminarsi, quando gli sono state poste domande sulle decisioni prese durante il suo mandato come "zar del Covid". I repubblicani hanno definito l'audizione un controllo sull'operato del governo durante la pandemia; i democratici l'hanno definita una perdita di tempo retrospettiva per "riaprire la questione" della storia del Covid.

Il Canone romano e lo stato di necessità

Nella nostra traduzione da PeriodicoLaEsperanza. Dice bene e lo dimostra: "Il modernismo non procede principalmente attraverso la negazione esplicita dei dogmi, ma attraverso la loro riconfigurazione a partire da un principio soggettivo in sostituzione della verità rivelata." È stato impegnativo come redazione, sia per i numerosi riferimenti che non ho voluto trascurare per una lettura davvero completa che per alcune glosse che ne integrano la bellissima esposizione. E soprattutto la nota, che diventa un articolo a sé; ma evita dispersioni, permettendo la continuità della consultazione. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico. Qui l'indice di quelli della Chiesa ai tempi di Leone.

Il Canone romano e lo stato di necessità

Ogni grazia ricevuta dall'anima scaturisce dalla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, causa meritoria della nostra salvezza, la cui potenza è significata nel Suo Preziosissimo Sangue versato per la nostra redenzione e che viene ordinariamente applicata attraverso i santi sacramenti. Ma questo stesso sacrificio della Passione si perpetua in modo incruento nel santo sacrificio della Messa, in cui la sua efficacia ci viene comunicata; e così, tutti i sacramenti e tutta la vita cristiana sono ordinati a questo augusto mistero e alla Santissima Eucaristia, culmine del culto divino, nella quale Nostro Signore Gesù Cristo è veramente, realmente e sostanzialmente presente.

Questo si dice nel mese della Solennità del Preziosissimo Sangue, che la pietà della Chiesa celebra il 1° luglio, e lo menziono qui non senza ragione: il Canone Romano non è altro che il rito stesso mediante il quale quel Sangue, versato una volta per tutte sul Calvario, si rende nuovamente presente sull'altare, segno vivente di quell'immolazione cruenta che in sé non può più essere ripetuta. Sia dunque chiaro fin da subito che ciò che si dirà del Canone non intende riferirsi ad esso come a un mero formulario antico, ma piuttosto al fatto che, per disposizione della Chiesa, è il canale stesso attraverso il quale questo Sangue viene effuso sulle anime.

giovedì 13 agosto 2026

Santa Messa solenne antiquior dell'Assunta a Tolentino

Nel quartiere “Cappuccini” di Tolentino la festa dell’Assunta di Sabato 15 agosto 2026 sarà particolarmente solenne grazie ai confratelli “sacconi” di Tolentino che hanno organizzato nella Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino il tradizionale Pellegrinaggio a cui prenderanno parte, come di consueto, anche dei turisti e dei fedeli stranieri.

La Messa Solenne cantata delle ore 17,00 sarà celebrata da don Giorgio Lenzi, Superiore Italiano dell’Istituto del Buon Pastore di Roma che porterà a Tolentino un Sacerdote novello ordinato, assieme ad altri suoi confratelli  del seminario internazionale San Vincenzo de Paoli, il 4 luglio scorso dal Cardinale Gerhard Ludwig Müller prefetto emerito del Dicastero per la Dottrina della Fede.

Degna di nota la partecipazione dei Solisti dell’Accademia dei Dissennati diretti dal Maestro Lorenzo Chiacchiera e dei Cantori gregoriani diretti dal Maestro Francesco Mazzeo che seguiranno questo programma di musica sacra polifonica:

Introduzione al Vangelo

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo su L'introduzione al Vangelo. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico.

Mentre per l'Epistola esistono diverse introduzioni, per il Vangelo ce n'è solo una: In illo tempore, ovvero "A quel tempo". Esiste un'altra introduzione per l'Epistola, In diebus illis, ovvero "In quei giorni", simile ma più vaga. "In quei giorni" può suggerire qualcosa come "Nei tempi antichi": gli eventi in questione sono accaduti molto tempo fa, ma non sappiamo con precisione quando, o forse non è così importante. Suggerisce, tuttavia, che gli eventi siano realmente accaduti, a differenza dell'onnipresente introduzione alle fiabe. "C'era una volta", naturalmente, è un modo per dire "Questo non è mai accaduto nel tempo".

Statistiche di lettura inconsuete. Interesse o monitoraggio?

Carissimi,
condivido con voi il mio stupore. Dopo tanto tempo sono andata a guardare le statistiche del blog e mi sono accorta che da qualche mese i lettori superano i 100.000 e, a volte, i 200.000 (sì avete visto bene) al giorno. 
Le punte più alte risultano dagli USA. 
La cosa strana è che vanno a spulciare tutto il blog, anche gli articoli più vecchi che non ricordavo. 
Ieri, ad esempio, il più letto è stato questo. Secondo voi è interesse o monitoraggio?