Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 6 luglio 2026

Da Gerusalemme a Gerico e il "Non venite" mancato

Lo estraggo dai commenti perché è quanto mai significativo e condivisibile sotto molti aspetti che non trascura. Ricordo che il papa è criticabile perché, nella chiesa sinodale, non parla più ex cathedra. Qui l'indice degli articoli dedicati all'immigrazionismo.
Da Gerusalemme a Gerico e il "Non venite" mancato

"Non venite". Questo avrebbe potuto dire il Papa a Lampedusa, se avesse veramente voluto salvare vite e combattere il traffico di esseri umani.

Non per cinismo, ma per quella verità elementare che ogni operatore di frontiera conosce e nessun pulpito pronuncia.

Ogni messaggio di accoglienza senza deterrenza, senza rimpatri e senza un confine credibile diventa un volantino pubblicitario nelle mani dei trafficanti libici.

Invece Leone XIV ha scelto il copione opposto. Lo stesso copione di tredici anni fa. Stessa isola, stesse tombe, stesse lacrime, stesse parole. E lo stesso risultato: nessuno.

Oggi l'aereo papale è atterrato alle 8.54 su un'isola che conosce il copione a memoria.

Inginocchiamento al cimitero dei senza nome. Sosta alla Porta d'Europa. Stretta di mano ai migranti dell'hotspot. Giro in papamobile. Messa con quattromila fedeli. Omelia. Decollo alle 12.54. Quattro ore esatte. Il tempo di una compassione cronometrata.

6 luglio /Il Sangue del Re umiliato

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
6 luglio /Il Sangue del Re umiliato

Sangue di Cristo, effuso nella coronazione di spine
Cari amici, buongiorno e buon inizio di settimana. Dopo la flagellazione, i soldati intrecciano una corona di spine e la pongono sul capo di Gesù. Gli mettono addosso un mantello, gli danno una canna come scettro, si inginocchiano davanti a Lui per deriderlo. È una scena di crudele parodia regale. L’uomo prende il Re vero e lo trasforma in oggetto di scherno. Il potere umano, quando perde il timore di Dio, diventa spesso teatro di umiliazione. E gli uomini, quando si sentono forti in gruppo, riescono a diventare terribilmente piccoli. Mistero sociologico? No, vecchia miseria del peccato.

La corona di spine ferisce il capo di Cristo. Il Sangue scende dal volto del Re umiliato. Quel volto che aveva guardato Pietro, Zaccheo, la Maddalena, i malati, i peccatori, ora viene coperto di sangue e sputi. Eppure proprio lì si rivela la regalità di Gesù. Non una regalità fondata sulla forza, sul dominio, sulla capacità di schiacciare i nemici. La regalità di Cristo è la signoria dell’amore che resta fedele mentre viene disprezzato.

La crisi della FSSPX è una crisi epistemologica

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge una trattazione interessante sulla vicenda della FSSPX.
La crisi della FSSPX è una crisi epistemologica
Le consacrazioni episcopali rappresentano un'opportunità
per confrontarsi con un'incertezza irrimediabile.
Parole, parole, parole, sono così stufo delle parole!
Ricevo parole tutto il giorno, prima da lui, ora da te!
—Eliza Doolittle
Abbandonando la mia consueta indifferenza per l'attualità, oggi oso proporre alcune riflessioni sulle consacrazioni episcopali recentemente celebrate – o perpetrate, dal punto di vista di Roma – dalla Fraternità Sacerdotale di San Pio X. La mia analisi sarà atipica, in parte perché il suo scopo è quello di stimolare la riflessione piuttosto che persuadere.

domenica 5 luglio 2026

In Illo Tempore: Sesta Domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale precedente . Stavolta siamo riusciti a tradurre in contemporanea.

In Illo Tempore: Sesta Domenica dopo Pentecoste

Mentre scrivo, è proprio il giorno – il 2 luglio 2026 – in cui, dopo le consacrazioni episcopali di ieri da parte della Fraternità San Pio X, la Santa Sede ha dichiarato la stessa Fraternità scismatica, i suoi vescovi scomunicati, i loro matrimoni e le loro confessioni invalidi, e avverte il clero e i fedeli laici che l'adesione formale alla Fraternità San Pio X comporta la scomunica. Che tristezza.

Nel frattempo, leggiamo di vescovi statunitensi che reprimono coloro che desiderano i riti liturgici tradizionali, sopprimendone la celebrazione. In realtà, la questione riguarda le persone, non solo i riti. La celebre frase di Tertulliano ci colpisce: “ Plures efficimur, quotiens metimur a vobis: semen est sanguis Christianorum … Diventiamo più numerosi ogni volta che veniamo falciati da voi: il sangue dei cristiani è seme” ( Apologeticum 50.13). Queste brave persone non stanno subendo un sanguinoso martirio. La loro prova è una sorta di martirio bianco, reso più acuto dal fatto che proviene da coloro il cui ruolo dovrebbe essere paterno. Se uno sconosciuto ti ferisce, soffri. Se ti ferisce qualcuno a cui sei stato affidato, soffri di più.

5 Luglio. Il Sangue della mitezza ferita

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
5 Luglio. Il Sangue della mitezza ferita

Sangue di Cristo, nella flagellazione versato
Cari amici, buon giorno e buona domenica. La preghiera delle Litanie ci conduce oggi davanti a una delle scene più dolorose della Passione: la flagellazione.

La flagellazione è un mistero duro da contemplare. Il corpo di Gesù, già consegnato all’ingiustizia, viene esposto alla violenza degli uomini. Non siamo davanti a una sofferenza generica, né a un dolore spiritualizzato fino a perdere concretezza. Qui il Verbo incarnato porta sulla sua carne il peso del peccato, della crudeltà, dell’umiliazione. Colui che ha guarito i malati viene ferito. Colui che ha toccato i lebbrosi viene colpito. Colui che ha usato le mani per benedire, rialzare, spezzare il pane, viene ridotto a corpo inerme davanti alla brutalità.

Domenica VI dopo Pentecoste (Dóminus fortitúdo)

Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa. Meditiamo sulla Liturgia del giorno con dom Prospero Guéranger, quasi come una lectio divina e assimilandone anche il valore pedagogico. Lo ripropongo perché dà l'opportunità di approfondire per chi già conosce o di conoscere per chi leggesse solo ora.

Dominica VI post Pentecosten
("Dóminus fortitúdo")

Intróitus
(Ps 27:8-9) - Dóminus fortitúdo plebis suæ, et protéctor salutárium Christi sui est. Salvum fac pópulum tuum, Dómine, et bénedic hereditáti tuæ, et rege eos usque in sæculum.
(Ps.27:1) - Ad te, Dómine, clamábo, Deus meus, ne síleas a me: nequándo táceas a me, et assimilábor descendéntibus in lacum. Glória Patri… V Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen.
Dóminus fortitúdo (usque ad Ps.).
Introito
(Sl 27:8-9) - Il Signore è la forza del suo popolo, e presidio salutare per il suo Unto: salva, o Signore, il tuo popolo, e benedici i tuoi figli, e govérnali fino alla fine dei secoli.
Sl 27:1 - O Signore, Te invoco, o mio Dio: non startene muto con me, perché col tuo silenzio io non assomigli a coloro che discendono nella tomba. V. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo. R. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
- Il Signore è la forza del suo popolo...

Il peccato di David.
L'Ufficio della sesta Domenica dopo la Pentecoste si apriva ieri sera con l'esclamazione vibrante d'un profondo pentimento. David, il re-profeta, il vincitore di Golia, vinto a sua volta dall'attrattiva dei sensi e da adultero divenuto omicida, esclamava sotto il peso del suo duplice delitto: "Ti prego, o mio Dio, perdona l'iniquità del tuo servo poiché ho agito come un insensato!" (Antifona dei Vespri).
Il peccato, quali che siano il colpevole e la colpa, è sempre debolezza e follia. L'orgoglio dell'angelo ribelle o dell'uomo decaduto non impedirà mai che la putredine di queste due parole si applichi, come una stigmata umiliante, alla ribellione contro Dio, all'oblio della sua legge, a quell'atto insensato della creatura che, chiamata ad elevarsi nelle serene sfere dove risiede il suo autore, si sottrae e fugge verso il nulla, per ricadere più in basso ancora di quel nulla da cui era uscita. Follia volontaria tuttavia, e debolezza inescusabile, poiché se l'essere creato non possiede nel suo intimo che tenebre e miseria, la somma bontà mette a sua disposizione, mediante la grazia che non manca mai, la forza e la luce di Dio.

sabato 4 luglio 2026

Anche Leone a Lampedusa/ Migrante santificato

Inquietante la ripetizione, oggi, dell'analogo gesto di Bergoglio [qui evento - qui commento] da parte di Leone XIV, che non tiene in alcun conto l'invasione di orde islamiche che stanno cambiando il volto dell'Europa e costituiscono una seria minaccia alla nostra identità, alla nostra fede, alla nostra cultura. Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.

Migrante santificato
Una teologia della santità che deve più alla politica che alle Scritture.

Una nuova figura ha cominciato a insinuarsi nel discorso cristiano occidentale, e non giunge portando tanto una dottrina quanto uno status. Attraversa un confine e, così facendo, viene trasfigurato. Agli occhi di una certa teologia progressista, diventa qualcosa di più di una persona a cui spetta giustizia e accoglienza: diventa un ricettacolo del sacro, un'icona vivente la cui stessa condizione di sradicamento gli conferisce una sorta di santità. Chiamiamola, in mancanza di un'espressione migliore, la santificazione del migrante. È un'idea seducente. È anche, a mio avviso, un errore teologico, con conseguenze che vanno ben oltre le aule di un seminario.

Il cardinale Koch ritiene che sia ancora possibile riconciliare la FSSPX con Roma

Notizia di oggi su Infovaticana. Intanto prendiamo atto, Ci sono molte cose da puntualizzare sulle sue affermazioni, tra cui quella dell'Extra ecclesia nulla salus secondo la FSSPX.

Il cardinale Koch ritiene che sia ancora possibile riconciliare la FSSPX con Roma

Le recenti consacrazioni episcopali effettuate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) senza mandato pontificio non chiudono definitivamente la porta a una futura riconciliazione con Roma. Lo ritiene il cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che si è detto convinto che sarà ancora possibile riaprire il dialogo con la Fraternità fondata da monsignor Marcel Lefebvre.

Nell’ultima puntata del podcast della rivista tedesca Communio, il porporato svizzero ha affermato che una scomunica ha come finalità invitare al pentimento e favorire il ritorno alla piena comunione ecclesiale. Per questo ha espresso la speranza che in futuro si possano riprendere le conversazioni «affinché ritrovino nuovamente la via verso la Chiesa cattolica».

Vescovo Schneider su X: “La Fraternità San Pio X appartiene alla nostra famiglia. Non è scismatica!”

Il Vescovo Schneider su X: “La Fraternità San Pio X appartiene alla nostra famiglia. Non è scismatica!” Uno dei pochi ragionevoli. Sua chiara presa di posizione precedente qui. Di seguito la trascrizione del suo messaggio registrato:

“La FSSPX non è affatto scismatica. E dobbiamo correggere il significato stesso di “scismatico”.
Negli ultimi secoli abbiamo avuto una visione molto riduttiva di ciò che è scismatico, una visione completamente legalistica. E abbiamo avuto una visione riduttiva anche di ciò che è l’obbedienza. Abbiamo persino assolutizzato l’obbedienza al papa, che è una creatura, non è Dio. Il Papa non è Dio. E in realtà, di fatto, devo affermare che nella psicologia di tante persone, tradizionali o conservatrici, persino vescovi e cardinali dei nostri giorni, c’è un’implicita divinizzazione del Papa. Dico implicita. Non formale, non esplicita, implicita. Pertanto, qualsiasi disobbedienza viene immediatamente etichettata: sei scismatico, perché sei disobbediente.
Ciò era estraneo alla grande tradizione della Chiesa. Era del tutto estraneo ai Padri della Chiesa. Sono uno studioso di patristica e, pertanto, quando sant’Atanasio disobbedì al papa, questi lo scomunicò. E così fece papa Liberio. Ritengo che quella scomunica fosse di natura formale. Naturalmente, secondo la legge si trattava di una scomunica. Ma ritengo che questa scomunica fosse, agli occhi di Dio, invalida. Come ha potuto papa Liberio, che ha collaborato in qualche modo con gli ariani, con tanta ambiguità, come ha potuto scomunicare il più grande difensore dell’ortodossia? Agli occhi della storia, questa scomunica di papa Liberio nei confronti di sant’Atanasio fu ingiusta e, credo, agli occhi di Dio invalida.
Penso che ora la questione della consacrazione della Fraternità San Pio X sia in qualche modo provvidenziale. Dio la permette perché siamo una grande famiglia e la Fraternità San Pio X appartiene alla nostra famiglia. Non è al di fuori della Chiesa.”
+Athanasius Schneider (vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana)
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4 Luglio. Il Sangue di Cristo dell'agonia

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
4 Luglio. Il Sangue di Cristo dell'agonia

Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia
Cari amici, buongiorno e buon fine settimana. Le Litanie ci conducono nel Getsemani. Dopo aver contemplato il Sangue di Cristo come Sangue dell’Unigenito del Padre, del Verbo incarnato e della nuova alleanza, entriamo nella notte dell’agonia.

Il Getsemani è uno dei luoghi più sacri e più tremendi del Vangelo. Gesù vi entra dopo l’Ultima Cena, quando ormai la Passione è vicina. Ha consegnato ai suoi il pane e il calice. Ha parlato di amore, di servizio, di fedeltà. Ora si ritira a pregare. La notte si fa pesante, i discepoli cedono al sonno, Giuda si avvicina con il tradimento, e il Figlio si dispone a bere il calice che il Padre gli affida.

Qui il Sangue di Cristo comincia a manifestarsi in modo misterioso. Non siamo ancora alla flagellazione, non siamo ancora alla corona di spine, non siamo ancora ai chiodi della croce. Eppure il suo corpo già partecipa interiormente al peso della Passione. L’evangelista Luca dice che il suo sudore divenne come gocce di sangue che cadevano a terra. La Chiesa ha contemplato in questa scena l’intensità dell’agonia del Signore, il suo combattimento interiore, la sua obbedienza filiale portata fino al dono totale.