Nella nostra traduzione da Remnant News paper. Al cardinale Burke era stato concesso di celebrare la Messa antica nella Basilica di San Pietro per il pellegrinaggio Summorum Pontificum nel 2025. Per l'evento di quest'anno, invece, il vescovo Athanasius Schneider celebrerà la Messa tradizionale nella chiesa di Santa Maria Maggiore. La decisione di Roma di negargli l'Altare della Cattedra solleva interrogativi scomodi sul trattamento che la Chiesa riserva attualmente ai cattolici legati alla Tradizione. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.
Non permetteranno al vescovo Schneider di celebrare
la messa antica nella cattedrale di San Pietro.
La decisione del Vaticano di negare al vescovo Athanasius Schneider il permesso di celebrare la Messa tradizionale nella Basilica di San Pietro nel corso del pellegrinaggio Summorum Pontificum di quest'anno è ben più di un rifiuto procedurale. Si tratta piuttosto di una restrizione simbolica dell'orizzonte liturgico della Chiesa, che merita una seria riflessione. Pur rimanendo irrinunciabile il rispetto per il Papa in quanto Vicario di Cristo, le restrizioni passate e presenti all'antico rito – soprattutto se confrontate con la facilità con cui altri gruppi vengono accolti nella stessa basilica – sollevano seri interrogativi sulla coerenza, sulla capacità di risposta pastorale e sul vero significato di "unità" nella visione di Roma.
In base alle testimonianze degli organizzatori del pellegrinaggio annuale Ad Petri Sedem [qui], la Segreteria di Stato ha reso noto che il permesso di celebrare la Messa Pontificia nella Basilica di San Pietro (la basilica principale del Vaticano) è stato negato "almeno per quest'anno". Pertanto, il Vescovo Schneider celebrerà la Messa Tridentina presso l'altare maggiore della Basilica Pontificia di Santa Maria Maggiore, una chiesa ricca di eredità apostolica e, come gli organizzatori hanno ironicamente sottolineato, la stessa basilica che ospita la tomba di Papa Francesco (il cui pontificato ha portato alla promulgazione della "Traditionis Custodes", documento che ha conferito ai vescovi di tutto il mondo il potere di limitare la Messa Tridentina).









