Studente discriminato per la sua fede cattolica:
il caso in un liceo romano
La scuola pubblica italiana è laica per Costituzione. Ma la laicità non equivale a ostilità verso il credo religioso, né può trasformarsi in un criterio di penalizzazione per chi professa una fede. Al liceo classico Giulio Cesare di Roma, uno degli istituti storici "de sinistra" della Capitale, essere cattolici pare invece un handicap.
È quanto denuncia il padre di un ragazzo al penultimo anno di liceo in una lettera indirizzata alla dirigenza scolastica, ripresa l’altro giorno dal senatore di Forza Italia Claudio Fazzone in una interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione e del Merito. Lo studente, in particolare, subirebbe da tempo comportamenti discriminatori, culminati in un brusco e immotivato peggioramento delle valutazioni in storia e filosofia in un clima di costante delegittimazione davanti alla classe. La vicenda, quanto mai sgradevole, si inserisce in un contesto già segnato da forti tensioni interne all’istituto. Il Giulio Cesare è balzato più volte agli onori delle cronache negli ultimi mesi: dalle occupazioni studentesche al ritrovamento nei bagni di liste con nomi di presunti responsabili di violenze sessuali. Episodi che non possono destare interrogativi sul clima educativo e sul rispetto delle regole di convivenza civile all'interno di un liceo frequentato da figli di professionisti, magistrati, alti dirigenti pubblici.









