Condivido con voi la mia prima sorprendente esperienza con l'AI, che sono renitente ad usare. Ma è venuta da sé digitando su Google una domanda su Tamid, termine molto ricorrente negli ultimi post sul Rito antico. Cercavo approfondimenti. Vi indico di seguito le tre tranche di altrettante risposte, delle quali mi ha colpito l'articolazione, e mi viene in mente che basterebbe che Leone XIV — posta la sua formazione esclusivamente post conciliare — invece di parlarne, si servisse dell'AI per documentarsi sulla Messa antica che vede solo attraverso le deformazioni ideologiche conciliariste. Non abbiamo capito se condivida o meno le affermazioni di Roche [qui]. E credo anche che, con molta probabilità, darebbe ad essa maggior credito che ai tradizionalisti... Notate, dall'immagine, come la lampada perenne, nella sinagoga, sia alla Torah mentre, nella Chiesa, è al Santissimo.
Chiesa e post concilio
Dove sta andando la Chiesa cattolica? La Chiesa Una Santa è viva e immacolata nel Suo Sposo; ma una parte di quella visibile rischia di subire una 'mutazione genetica' o questa è già avvenuta nostro malgrado e ne stiamo vedendo gli effetti? Ci confrontiamo per "resistere", nella fedeltà.
Peregrinatio Summorum Pontificum 2022
martedì 4 agosto 2026
Usus antiquior -- Nobis quoque
Nella nostra traduzione da Substack un'altra interessante analisi delle formule del latino liturgico. Qui l'indice dei vari articoli.
Usus antiquior -- Nobis quoque
Il "Terzo Tempio" è il corpo mistico di Gesù: la Chiesa cattolica romana.
A questo punto della Messa, Nostro Signore è morto sulla croce. Questo è un momento opportuno per pregare per coloro che ci hanno preceduto, affinché quando Cristo “discenderà tra i morti” (come ci insegnano il Credo degli Apostoli e il Credo Niceno e Pietro nella sua prima lettera 1 ) li conduca alla Terra Promessa del cielo dopo la sua Risurrezione e Glorificazione.
La Chiesa non prega per i dannati e per coloro che si trovano all'inferno, poiché essi sono al di là di ogni preghiera. Anche i santi che sono in cielo, la Chiesa trionfante, non hanno bisogno delle nostre preghiere; piuttosto, siamo noi che dobbiamo pregare i santi affinché intercedano per permetterci di partecipare ai loro meriti. Tuttavia, la Chiesa prega frequentemente e ferventemente per le anime del purgatorio, poiché esse non possono pregare per se stesse. «A costoro, o Signore, e a tutti coloro che riposano in Cristo, concedi, ti preghiamo, un luogo di ristoro, di luce e di pace. Per Cristo nostro Signore. Amen». 2
lunedì 3 agosto 2026
Usus Antiquior -- Hanc Igitur
Nella nostra traduzione da Substack pubblichiamo di volta in volta un'altra versione delle parti della Messa antiquior, già presenti nell'indice delle formule del Latino liturgico adeguatamente aggiornato.
Usus Antiquior -- Hanc Igitur
Il Sommo Sacerdote fa ricadere i nostri peccati sull'"ostia" che sceglie di accettarli.
Tutto ciò che segue l'apertura del cielo durante l'Orate Fratres sono gli eventi reali che si verificano nel Santo dei Santi nel tempo eterno e che osserviamo dai nostri banchi. Per dimostrare che stiamo entrando in una dimensione soprannaturale, i cori degli angeli ci vengono mostrati nel Sanctus. Il tradimento di Gesù da parte di Giuda nel tempo sequenziale è ora un evento immutabile nel tempo eterno e funge da precondizione per i gloriosi eventi che seguiranno.
Ti preghiamo dunque umilmente e ti supplichiamo, o Padre misericordioso, per Gesù Cristo tuo Figlio, nostro Signore.(1)
L'inclusione delle parole "Nostro Signore" è qui importante. Gli autori ispirati del testo liturgico avrebbero potuto altrettanto facilmente pregare direttamente il Padre, o semplicemente il Padre e il Figlio, ma pregano invece "Gesù Cristo tuo Figlio, nostro Signore". Questo corregge e adempie le parole di Giuda durante l'Ultima Cena, dove tutti gli altri discepoli si riferiscono a Gesù come Kyrios —che significa sia Yahweh che "Signore" — mentre Giuda solo si riferisce a lui come "Rabbì" o "Maestro" (Matteo 26,22-25). Giuda non riesce a riconoscere la divina signoria di Gesù su di lui. Giuda lascia il banchetto per tradire Cristo, ma noi, tra i fedeli, riconosciamo Gesù come Yahweh e Signore. Rimarremo, non solo durante l'Ultima Cena, ma anche durante la rievocazione di tutto ciò che seguirà, inclusa la Passione, la Risurrezione e l'Ascensione.
Benedetto XVI e il Concilio Vaticano II condannano la rivoluzione sinodale di Leone XIV
Nella nostra traduzione da Remnantnewspaper. Le stesse parole di Benedetto XVI smontano le argomentazioni del Vaticano contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Leggete le sue dichiarazioni alla luce dell'attuale posizione di Leone XIV sulla Tradizione, il Concilio Vaticano II e la Sinodalità, e noterete che le critiche di Benedetto si applicano più al Vaticano di oggi che all'arcivescovo Lefebvre.
Richiamo l'attenzione sulla mia nota riguardante la ratzingeriana ermeneutica della continuità.
Benedetto XVI e il Concilio Vaticano II
condannano la rivoluzione sinodale di Leone XIV
Come affermato da Leone XIV prima che la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) procedesse con le consacrazioni episcopali senza la sua approvazione, egli ritiene che il vero problema della FSSPX sia la sua mancata accettazione di alcuni insegnamenti del Concilio Vaticano II:
«Certamente, la divisione tra i cristiani è sempre una questione dolorosa. Ma essi si rifiutano di accettare alcuni elementi fondamentali della Chiesa, a cominciare da diversi punti del Concilio Vaticano II. E se fanno queste scelte, mi dispiace. Ma dobbiamo andare avanti.»
L'analisi che segue valuta tre autorevoli dichiarazioni di Benedetto XVI sul Concilio Vaticano II per dimostrare che la sua opposizione a coloro che promuovono l'“ermeneutica della rottura” si applica direttamente a Leone XIV e al Vaticano odierno. Prendendo in esame queste tre dichiarazioni in sequenza, possiamo anche constatare che la posizione della Fraternità Sacerdotale San Pio X è molto più coerente con l'approccio di Benedetto XVI che con quello dei suoi oppositori.
domenica 2 agosto 2026
In Illo tempore/ X Domenica dopo Pentecoste
Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale
qui. Sono lieta che da qualche settimana riusciamo a tradurre in contemporanea.
In Illo tempore/ X Domenica dopo Pentecoste
Siamo giunti alla decima domenica dopo Pentecoste nell'Usus Antiquior, Vetus Ordo. Pio Parsch (+1954) vedeva nelle domeniche dopo Pentecoste una progressiva formazione alla vita cristiana. Le prime domeniche si soffermano spesso sulla guarigione, la parte centrale sul conflitto tra il regno di Dio e il dominio del peccato, e le ultime domeniche sul giudizio e sulla Parusia. La Messa odierna si colloca in questo contesto intermedio. Due regni si fronteggiano e il loro confine passa attraverso il cuore umano.
L'Epistola inizia con un avvertimento che viene facilmente trascurato nella fascinazione per ciò che segue. San Paolo ricorda ai Corinzi: «Quando eravate pagani, eravate trascinati verso idoli muti, secondo l'impulso del momento» (1 Cor 12,2). Prima di parlare di sapienza, conoscenza, fede, guarigione, miracoli, profezia, discernimento, lingue e interpretazione, egli rievoca la loro precedente schiavitù. Erano stati trascinati verso immagini mute, mossi da poteri che non potevano né rivelare Dio né dare la vita. L'idolatria è lo sfondo oscuro contro cui appaiono i doni dello Spirito Santo. «Nessuno che parli per lo Spirito di Dio dice: "Gesù sia maledetto!" e nessuno può dire: "Gesù è il Signore" se non per lo Spirito Santo» (1 Cor 12,3). La questione decisiva riguarda il culto. Quis sedet super thronum cordis mei? Chi siede sul trono del mio cuore?
Dominica X post Pentecosten ("Dum clamarem")
Come ogni anno riprendiamo le meditazioni domenicali per seguire l'anno liturgico e trarne le intuizioni e le grazie sempre nuove per nutrire la nostra spiritualità e mantenere la fedeltà.
Qui trovate l'ordinario e qui il proprio della Santa Messa di oggi.
Dominica X post Pentecosten
("Dum clamarem")
A proposito di antico e nuovo culto sviluppati nella meditazione di oggi richiamo uno degli effetti del concilio: La “Dottrina della sostituzione” della Sinagoga con la Chiesa è stata modificata con quella delle “due salvezze parallele” [qui]
| Introitus Ps 54:17-20; 54:23 Dum clamarem ad Dominum, exaudivit vocem meam, ab his, qui appropinquant mihi: et humiliavit eos, qui est ante sæcula et manet in æternum: jacta cogitatum tuum in Domino, et ipse te enutriet. Ps 54:2-3 Exaudi, Deus, orationem meam, et ne despexeris deprecationem meam: intende mihi, et exaudi me. V Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen. – Dum clamarem (usque ad Ps.). | Introito Sl 54:17-20; 54:23 Mentre gridavo al Signore, esaudì la mia voce contro coloro che stavano contro di me e li umiliò, Lui che è prima dei secoli e che rimane in eterno. Getta le tue angosce nel Signore ed egli ti sosterrà. Sl 54:2-3 Vs. Esaudisci o Signore la mia preghiera e non rifiutare la mia supplica: ascoltami ed esaudiscimi. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora, e sempre, e nei secoli dei secoli, Amen – Si riprende dall'antifona |
La rovina di Gerusalemme ha chiuso il ciclo profetico nella sua parte consacrata alle istituzioni e alla storia del tempo delle figure. L'altare del vero Dio, fissato da Salomone sul monte Moriah, era per il mondo antico il segno autentico della vera religione. Anche dopo la promulgazione del nuovo Testamento, la persistenza di quell'altare, riconosciuto una volta dall'Altissimo come il solo legittimo (Dt 12,13-14), poteva fino a un certo punto proteggere ancora i sostenitori dell'antico ordine di cose. Dopo la sua definitiva distruzione, non esiste più alcuna scusa; anche i ciechi sono costretti a riconoscere la completa abrogazione d'una religione ridotta dal Signore all'impossibilità di offrire ormai quei sacrifici che costituivano la sua essenza.
sabato 1 agosto 2026
Ceuta è l'Italia, solo che non ve ne siete accorti
Ceuta è l'Italia, solo che non ve ne siete accorti. In 60.000 hanno invaso l’enclave spagnola in ventiquattro ore.
Per capire quanti sono, bisogna sapere che rappresentano il 70% della popolazione locale. Come se in Italia arrivassero quaranta milioni di persone in un giorno.
Come se a Frascati, più estesa di Ceuta per 4 km², fosse arrivato d’improvviso il 20% dell’esercito di Attila. Un’invasione in scala, ma con gli stessi metodi.
Violenze, bus e auto in fiamme, accoltellamenti (le spade non vanno più di moda), saccheggi, razzie e occupazioni di case.
Come se a Frascati, più estesa di Ceuta per 4 km², fosse arrivato d’improvviso il 20% dell’esercito di Attila. Un’invasione in scala, ma con gli stessi metodi.
Violenze, bus e auto in fiamme, accoltellamenti (le spade non vanno più di moda), saccheggi, razzie e occupazioni di case.
Il prefetto vaticano del culto divino afferma che Papa Leone non revocherà le restrizioni sulla messa antiquior
Qui l'indice degli articoli dedicati alla Liturgia ai tempi di Leone.
Il prefetto vaticano del culto divino afferma che Papa Leone non revocherà le restrizioni sulla messa antiquior
Il prefetto vaticano del culto divino afferma che Papa Leone non revocherà le restrizioni sulla messa antiquior
Ha destato scalpore l'intervista — rilasciata dal cardinale Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti — alla rivista cattolica inglese The Tablet pubblicata il 29 luglio. L'argomento: le restrizioni imposte da Papa Francesco nel 2021 alla Messa pre-Concilio Vaticano. L'intervista integrale non è leggibile se non in abbonamento, come ormai quasi tutti i testi anglofoni. Le dichiarazioni che seguono le ho tratte da un mosaico di articoli presenti sulla rete.
Di recente avevamo pubblicato un articolo su un possibile trasferimento del cardinale, verso l'Ordine di Malta. Pur essendo forse solo una speculazione, la voce si era diffusa rapidamente, e non senza motivo. Roche è giunto a incarnare, per molti ecclesiastici e teologi, gli aspetti più controversi dell'approccio alla liturgia del pontificato di Francesco, soprattutto dopo la Traditionis Custodes e i successivi chiarimenti ulteriormente restrittivi [Rescritto Roche: qui - qui - qui - qui indice generale], ampiamente giudicati come un'accentuazione, anziché una soluzione, delle tensioni teologiche in atto. Se il suo mandato davvero stesse per concludersi, alla naturale scadenza e in un'età in cui un rinnovo sarebbe insolito, un suo possibile trasferimento sarebbe inevitabilmente interpretato come qualcosa di più di una semplice formalità amministrativa.
Usus Antiquior -- La Fractio
Qualche giorno fa avevamo ripreso da New Liturgical Movement l'articolo su questo stesso momento della Santa Messa antiquior [vedi]. Ora lo ritroviamo in quest'altra interessante trattazione da Substack. Ed eccola nella nostra traduzione.
Usus Antiquior -- La Fractio
La fisica dell'anima, il ripristino della frattura temporale operata da Adamo e la manifestazione liturgica della Risurrezione.
La risurrezione è un tema predominante nelle Scritture. Nell'Antico Testamento, sia Elia che Eliseo risuscitarono, prefigurando Cristo (1 Re 17:17-24, 2 Re 4:18-37). Giona discese nello Sheol nel ventre della balena, ma fu risuscitato quando venne vomitato sulla riva per comando della parola divina (Logos ) (Giona 2:1-10 ).
Gesù, naturalmente, compie diverse risurrezioni, ma lo fanno anche Pietro (Atti 9:36-42 ) e Paolo (Atti 20:9-12). Dopo ciascuna di queste risurrezioni, la persona ritorna al suo precedente stato di vita con lo stesso corpo. Non solo Gesù stesso è risorto la mattina di Pasqua, ma “le tombe si aprirono e molti corpi di santi che erano morti risuscitarono e, usciti dai sepolcri dopo la sua risurrezione, andarono nella città santa e apparvero a molti” (Matteo 27:52-53).
venerdì 31 luglio 2026
Germania: 26 sacerdoti sfidano il cardinale Marx sulle benedizioni alle coppie omosessuali
Germania: 26 sacerdoti sfidano il cardinale Marx
sulle benedizioni alle coppie omosessuali
sulle benedizioni alle coppie omosessuali
Arriva dalla Germania una presa di posizione forte e coraggiosa a difesa del Magistero e della Verità della Chiesa cattolica.
26 sacerdoti dell'Arcidiocesi di Monaco e Frisinga hanno inviato una lettera formale di aperta contestazione al Cardinale Reinhard Marx, criticando duramente le linee guida diocesane che incoraggiano e promuovono la benedizione liturgica delle coppie dello stesso sesso e delle unioni irregolari.
I sacerdoti hanno espresso profonda preoccupazione per la deriva dottrinale e pastorale che queste direttive stanno generando, sottolineando punti fondamentali:
- Fedeltà alla Scrittura e al Magistero: Le benedizioni alle coppie dello stesso sesso contrastano con l'insegnamento perenne della Chiesa sul matrimonio e sulla morale sessuale.
- Confusione tra i fedeli: Presentare la benedizione di unioni contrarie al disegno divino rischia di generare enorme sbandamento e smarrimento tra il popolo di Dio.
- Il dovere della verità pastorale: La vera carità e l'autentica cura pastorale non consistono nel conformarsi allo spirito del tempo o nel benedire il peccato, ma nell'accompagnare le persone verso la conversione, la grazia e la verità del Vangelo.
Di fronte alla spinta eversiva del "Cammino Sinodale" tedesco e ai tentativi di annacquare i dogmi cattolici, la voce di questi 26 sacerdoti rappresenta un segno di speranza, fermezza e resistenza per tantissimi fedeli in Europa e nel mondo.
La Verità non si vota a maggioranza e non si adegua alle mode del momento!
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