Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 29 agosto 2026

Usus antiquior -- Il Gloria

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus antiquior -- Il Gloria

Il Gloria in excelsis Deo nella Messa tradizionale latina (TLM) è un antico inno di lode, cantato dopo le Preghiere ai piedi dell'altare [qui - qui] e il Kyrie [qui - qui]. Il Kyrie è un annuncio a tutto il mondo gentile che il loro Dio sconosciuto, in cui vivono, si muovono e sussistono inconsapevolmente, è il Dio ebraico Yahweh, e che Yahweh è il Cristo, il Messia e Redentore di tutta l'umanità, non solo degli ebrei.(1) Il Gloria non si rivolge a Yahweh in modo generico, ma si rivolge specificamente ed apertamente alla Trinità. Dice al mondo chi è Yahweh. Rivela la verità più fondamentale sulla sua natura. Questo Dio non si sta solo presentando a noi; la sua incarnazione non solo ci redimerà; ci deificherà e ci porterà in cielo a vivere con lui e con gli angeli. Questa conoscenza provoca una magnifica effusione di gioia! Il Kyrie e il Gloria sono indissolubilmente legati. Il Kyrie greco affronta in modo conciso un problema filosofico nel linguaggio classico dei filosofi, mentre il Gloria lo espande in un dialogo tra cielo e umanità nel linguaggio espressivo riservato alla liturgia. Il Gloria risulta tanto più esuberante e gioioso proprio in contrasto con il Kyrie, conciso e formale, che lo precede.

Guerre liturgiche: l'ultima offensiva: un "dunque" papale

Nella nostra traduzione dal Substack di Diane Montagna. Dom Alcuin Reid sostiene che secondo un eminente studioso di liturgia, coloro che hanno redatto la catechesi del mercoledì di Papa Leone XIV non gli hanno reso un buon servizio. In questo csso si tratta della catechesi  conclusiva in cui tira la somme. Trovo difficile pensare a Prevost che legga a scatola chiusa. E dunque ho inserito alcune glosse e una nota. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia al tempo di Leone. 

Guerre liturgiche: l'ultima offensiva: un "dunque" papale

CITTÀ DEL VATICANO, 26 agosto 2026 — Negli ultimi mesi, diverse personalità di spicco hanno cercato di ribadire la tesi secondo cui la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II è conforme ai desiderata del Concilio stesso ed è al di sopra di ogni critica, e che i riti liturgici più antichi hanno poco o nessun posto nella vita della Chiesa.

Basti ricordare tre esempi recenti: l'intervista del cardinale Arthur Roche a The Tablet del 29 luglio [qui]; il successivo articolo del quotidiano laico spagnolo La Razón, in cui si afferma che la relazione screditata del cardinale Roche sulla liturgia – distribuita ai cardinali durante il primo concistoro straordinario di Papa Leone XIV [qui] – esprime il pensiero del Papa sul rito romano tradizionale [quiqui]; e la recente affermazione di Andrea Grillo secondo cui "il vecchio rito non esiste più dall'approvazione del Novus Ordo" [qui].

venerdì 28 agosto 2026

Usus Antiquior -- Il Kyrie Eleison

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior -- Il Kyrie Eleison

Dopo aver recitato il Judica me [qui], il sacerdote sale i gradini dell'altare e prega davanti al tabernacolo,
Ti preghiamo, o Signore, di allontanare da noi le nostre iniquità, affinché con animo puro possiamo entrare degnamente nel Santo dei Santi. Per Cristo nostro Signore. Amen. (1)
Come abbiamo discusso qui, “Signore”, o “Kurios” in greco, sono nomi di Yahweh, la seconda persona della Trinità. È grazie alla sua perfetta espiazione per i nostri peccati nella Passione, che sta per essere ripresentata a breve nella Messa, che “possiamo entrare degnamente nel Santo dei Santi”. La liturgia è esplicita, aggiungendo specificamente la frase “per Cristo nostro Signore” alla fine della preghiera. La frase “per Cristo nostro Signore” è più di una semplice richiesta di intercessione. Indica che è Cristo la “porta stretta” e colui che apre la “via” al Padre che dimora nel “Santo dei Santi”. È Yahweh Figlio che ci conduce a Elohim Padre in cielo, come discusso qui.

Una biblista ebrea nominata presidente dell'Associazione Biblica Cattolica USA

Una biblista ebrea che mette in discussione la lettura integrale della Passione di San Giovanni presiederà l'Associazione Biblica Cattolica statunitense che collabora con quella Conferenza episcopale. Da quanto apprendiamo c'e da chiedersi: come può la dottrina biblica cattolica rimanere cattolica quando la fede nell'affermazione centrale della Scrittura è apparentemente facoltativa?

Una biblista ebrea nominata presidente dell'Associazione Biblica Cattolica USA

Leggo su Infovaticana che per la prima volta in 90 anni la Catholic Biblical Association of America (CBA) ha scelto, come presidente per l'anno 2026-27, una ebrea: Amy-Jill Levine, biblista, specialista del Nuovo Testamento e membro dell’associazione dal 1988. Una nomina che desta scalpore, poiché l’organizzazione, nei suoi statuti, prevede che il suo lavoro deve svolgersi conformemente al Magistero cattolico e inoltre presta la sua consulenza alla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti.

La nuova presidente ha difeso la convenienza di riconsiderare la proclamazione integrale della Passione secondo San Giovanni il Venerdì Santo e ha sostenuto posizioni in contrasto con la morale cattolica in ordine all'applicazione di alcuni testi biblici sull’omosessualità. Ora collaborerà con i vescovi statunitensi in orientamenti biblici per la predicazione e la catechesi, oltre che per le risorse destinate al clero e agli educatori religiosi.

giovedì 27 agosto 2026

Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

Prima missione della Segreteria di Stato vaticana in Russia dall'inizio della guerra: Gallagher a Mosca dal 24 al 28 agosto incontra Lavrov, Ushakov e il Patriarcato. Obiettivo: verificare le condizioni per un processo diplomatico. Nessuna mediazione formale, ma l'unico canale ancora aperto tra Occidente e Cremlino.

Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

Prima visita ufficiale della Segreteria di Stato in Russia dall'inizio della guerra. Cinque giorni, due binari: il Cremlino e il Patriarcato. Nessun piano di pace sul tavolo, ma una porta che resta aperta. Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

La missione di Gallagher in Russia è il fatto diplomatico della settimana, anche se le cancellerie ne parlano a mezza voce. Dal 24 al 28 agosto monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, è a Mosca: è la prima visita ufficiale di un rappresentante della Segreteria di Stato vaticana dall’inizio della guerra in Ucraina. Un viaggio preparato con cura, annunciato ufficialmente dalla Segreteria di Stato e definito da Vatican News «una missione di dialogo e di pace». Dietro la formula di rito c’è una realtà che merita di essere guardata da vicino: mentre il conflitto entra nel suo quinto anno, la Santa Sede è tra i pochissimi attori al mondo ancora in grado di sedersi ai tavoli di entrambe le parti.

Lourdes bandisce la Fraternità Sacerdotale San Pio X: troppo cattolica per un santuario dell'"inclusività"?

Nella nostra traduzione da Remnantnewspaper. Il vescovo di Lourdes ha vietato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti e organizzare preghiere pubbliche presso il famoso santuario mariano. Eppure il santuario ha accolto pellegrinaggi interreligiosi che hanno coinvolto cristiani e musulmani... Ora la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha risposto, affermando che continuerà comunque a recarsi a Lourdes. 

Lourdes bandisce la Fraternità Sacerdotale San Pio X:
troppo cattolica per un santuario dell'"inclusività"?


Il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, da tempo faro per i cattolici in cerca di guarigione e conversione, ha ora tracciato una linea di demarcazione, non contro il paganesimo o contro il modernismo che Papa San Pio X condannò con veemenza, bensì contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), una confraternita sacerdotale fondata dal defunto Arcivescovo Marcel Lefebvre, che da decenni, dopo il Concilio Vaticano II, chiede al Vaticano chiarezza dottrinale.

In una missiva datata 13 agosto 2026, il vescovo Jean-Marc Micas di Tarbes e Lourdes ha formalmente vietato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti o organizzare preghiere pubbliche all'interno del santuario di Lourdes. La giustificazione del prelato è tanto concisa quanto significativa: "La FSSPX non è più autorizzata a celebrare la Messa o altri sacramenti all'interno del Santuario di Lourdes, né a organizzarvi preghiere pubbliche. In seguito al decreto di scisma e scomunica emesso dalla Santa Sede, non posso autorizzare la celebrazione della Messa o di altri sacramenti, né tantomeno preghiere pubbliche, da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X all'interno del Santuario".

mercoledì 26 agosto 2026

Il mio appello a Papa Leone XIV: la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine la testimonianza personale di un fedele stimolata dalla recente intervista del card. Burke. C'è da dire che l'esortazione del cardinale lascia il tempo che trova. Lo dico per esperienza personale. Ma viene da sé: abbiamo a che fare con una gerarchia ideologizzata, se non totalmente, con rare eccezioni. Come possismo aspettarci risultati, finora non pervenuti, nonostante l'autorevolezza, forse non abbastanza decisa ma certo non di poco conto, di alcuni cardinali e vescovi che ci hanno provato? Come convincere chi, come Leone, ha sposato la sinodalità, ritenendo superato quello che per noi è intensa vita spirituale innestata nel Soprannaturale? E sì, parla del Signore; ma senza metterLo al posto che Gli spetta, specialmente quando "dialoga" con i musulmani? O, invece di pronunciarsi in base al Depositum fidei, parla in termini politici,  peraltro orientati a sinistra? Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

Il mio appello a Papa Leone XIV:
la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva


Ho ascoltato di recente l'intervista di Michael Knowles al Cardinale Raymond Burke. Verso la fine dell'intervista, si è parlato della Messa tradizionale. Sua Eminenza ha detto:
Penso che la cosa più importante sia che coloro che amano la Messa tradizionale facciano sapere ai loro vescovi, e soprattutto al Santo Padre, il loro desiderio di adorare secondo questa forma, e che non mettano in discussione la validità del Concilio Vaticano II. ( 32,57 )
Dopo aver sentito ciò, sono stato ispirato a inviare una lettera al Santo Padre secondo il mio diritto e obbligo canonico ( CIC , can. 212, §2 ). Tuttavia, quel canone dice che le nostre opinioni non devono essere rese note solo ai “sacri pastori” ma anche al “resto dei fedeli cristiani”. In questo spirito e come partecipazione al “dialogo sinodale”, desidero condividere più dettagliatamente ciò che ho inviato a Papa Leone XIV: desidero partecipare alla Messa con il Rito tradizionale perché lo trovo più facile da comprendere e a cui partecipare.

Piantedosi ferma la Sea Watch, multa e stop di 45 giorni

Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.
Piantedosi ferma la Sea Watch, multa e stop di 45 giorni

È il quinto fermo per la Sea-Watch 5, il quinto. Dopo quanto si diventa recidivi? Marzo 2024, settembre 2024, gennaio 2026, marzo 2026, agosto 2026.
Stessa nave, stessa bandiera, stessa contestazione: ha deciso da sola con chi parlare in mare e dove scaricare i clandestini. E stessa risposta, ogni volta: "Non collaboriamo con criminali e trafficanti".

I criminali sarebbero le autorità libiche.
Bisogna credergli? Decidetelo voi. In ogni caso è un'ammissione travestita da orgoglio
Le immagini dicono con chi tratta. Undici maggio, ventisette miglia dalla Libia, un aereo di Frontex riprende una lancia veloce partita da Sabratha.

La sinodalità ucciderà il cattolicesimo

Nella nostra traduzione da The Catholic thing un articolo di Brad Mine. L'ultima moda in fatto di governo della Chiesa — la ormai consolidata e insopprimibile sinodalità [vedi] — rappresenta una minaccia esistenziale. Il suo stesso meccanismo trasformerà il cattolicesimo in una semplice setta protestante. Qui l'indice degli articoli sull'argomento.

La sinodalità ucciderà il cattolicesimo

La Chiesa cattolica si è sempre distinta dalle altre istituzioni cristiane per la sua pretesa di possedere, e di essere vincolata da, un depositum  fidei tramandato dagli Apostoli. La Chiesa proviene da Cristo e non inventa, rivede o vota sul suo Magistero, sulla sua applicazione autorevole di quel depositum fidei. Essa riceve, custodisce e trasmette quella fede antica. La dottrina può svilupparsi nel senso descritto da San John Henry Newman, crescendo in chiarezza e applicazione, come una ghianda che diventa una quercia. Ma non può essere rinegoziata – o ribaltata! – dal sentimento della maggioranza o dall'entusiasmo contemporaneo.

La pretesa di aver ricevuto la Verità e di custodirla è la ragione stessa della ragion d'essere della Chiesa e la rende qualcosa di più di una semplice associazione religiosa volontaria. Ma la sinodalità, a prescindere da ciò che sostengono i suoi fautori, introduce un meccanismo capace di dissolvere tale pretesa: un processo permanente, indefinito e partecipativo per la generazione di infiniti consensi ecclesiali contemporanei che funzionano sempre più come fonti di autorità rivali, accanto e – dal punto di vista degli innovatori – persino prevalenti rispetto al deposito consolidato della fede e, quindi, del Magistero chiamato a custodirlo.

martedì 25 agosto 2026

Una lettura disgustosa ma al contempo altamente istruttiva

Stamattina al bar, dopo il caffè, sono rimasto estasiato dalla lettura del Corriere della Sera, compiuta e perfetta espressione della propaganda di regime. In prima pagina si trova un lungo articolo di Goffredo Buccini che ci spiega, per l’ennesima volta, quanto sia cattivo Putin (chiamato gentilmente il “tiranno del Cremlino”) e quanto pericolosa sia la Russia, da combattere fino all’ultimo ucraino.

Poi l’intervista (con rimando in prima) a un luminare della virologia, che afferma come non solo i 10 vaccini per i bambini siano necessari, ma ve ne vadano aggiunti altri facoltativi.
L’ennesimo piazzista del grande capitale del farmaco che smercia all’ingrosso i prodotti dei suoi finanziatori, gabellando il tutto per scienza.

Poi (sempre con rimando in prima) l’ennesima intervista a una giovane protagonista del calcio femminile, sport che in realtà non si fila nessuno e sembra interessare solo al giornalismo fucsia.