Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 3 maggio 2026

Non si fermano le demolizioni in Libano

Anche il Libano, terra martoriata. Qui l'indice degli articoli sulla questione mediorientale. 
Non si fermano le demolizioni in Libano

Non bastano le oltre 2.509 persone uccise dal 2 marzo in Libano, ora, in pieno “cessate il fuoco”, l’esercito israeliano distrugge case civili, siti patrimonio Unesco e santuari religiosi.
Dopo aver fatto esplodere lo storico castello di Shamaa e il santuario di Shamoun al-Safa, quest’ultimo ritenuto il luogo di sepoltura di San Pietro, venerato sia dai cristiani che dai musulmani, l’IDF ha demolito un monastero e una scuola gestiti dalle Suore del Santo Salvatore nella città di Yaroun.
La scuola era considerata una delle istituzioni educative più importanti della regione, avendo formato nel corso degli anni migliaia di studenti provenienti da diverse città del distretto di Bint Jbeil.
Sono almeno 9 i siti patrimonio UNESCO tra chiese, moschee e strutture romane distrutte dalle operazioni militari israeliane. (Da InsideOver)

Quarta Domenica dopo Pasqua

Meditiamo i tesori della nostra fede seguendo l'anno liturgico. Sovrano padrone della grazia, il Signore è libero di determinare le sorgenti dalle quali la farà discendere in noi; a noi spetta di conformarci alla sua volontà. Un calce trovate l'inno Salve festa Dies (qui per approfondire anche con l'ascolto). Qui il proprio e qui l'Ordinario della Santa Messa di oggi.

Quarta Domenica dopo Pasqua 

L'istituzione dei Sacramenti.
Salve festa dies (1)
Abbiamo veduto Gesù costituire la sua Chiesa, affidare nelle mani degli Apostoli il deposito delle verità che formeranno l'oggetto della nostra fede. Ma vi è un'altra opera, non meno importante per il mondo, alla quale egli dedicherà le sue cure durante quest'ultimo periodo di soggiorno sulla terra. È l'istituzione dei Sacramenti. Non è sufficiente il credere: bisogna anche che noi diveniamo giusti, ossia conformi alla santità di Dio: bisogna che la grazia, frutto della redenzione, discenda in noi, si incorpori a noi, onde, divenuti membra viventi del nostro divin Capo, possiamo anche essere coeredi del suo Regno. Ora, è per mezzo dei Sacramenti che Gesù deve operare in noi questa meraviglia della giustificazione, applicandoci i meriti della sua Incarnazione e del suo Sacrificio, mediante i mezzi decretati dalla sua potenza e dalla sua sapienza.

Sorgenti e canali della grazia.
Sovrano padrone della grazia, egli è libero di determinare le sorgenti dalle quali la farà discendere in noi; a noi spetta di conformarci alla sua volontà.

sabato 2 maggio 2026

Programma ufficiale della 15ª Peregrinatio ad Petri Sedem 2026 (23-24-25 ottobre)

Precedenti più recenti qui - qui. Gli altri, in fondo, nella colonna destra del blog (Visione web). Vedi in calce aggiornamento sul programma di Pax Liturgica il 27 ottobre.

Deo gratias!
Il prossimo ottobre, nella Basilica di San Pietro, in occasione del 15° Pellegrinaggio a Roma Summorum Pontificum, sarà nuovamente celebrata - come lo scorso anno - la Messa tradizionale proibita sotto il precedente pontificato [vedi].
Gli organizzatori della Peregrinatio ad Petri Sedem – già Pellegrinaggio internazionale Populus Summorum Pontificum – hanno reso noto il programma ufficiale, riportato di seguito.
A breve sarà reso noto anche il programma ufficiale dell’11º Incontro Pax Liturgica che, al solito, precede l’inizio del Pellegrinaggio nella giornata di venerdì [aggiornamento: vedi in calce]. 

clicca per ingrandire
Programma ufficiale della 15ª
Peregrinatio ad Petri Sedem 2026
(23-24-25 ottobre)

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Venerdì 23 ottobre:
  • ore 9:00 – 17:00: Incontro Pax Liturgica presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum;
  • ore 18:30: Vespri pontificali nella Basilica di Santa Maria ad Martyres (Pantheon).
Sabato 24 ottobre:
  • ore 9:00: Rosario davanti alla Basilica dei Santi Celso e Giuliano in Banchi;
  • ore 10:00: processione verso la Basilica di San Pietro in Vaticano;
  • ore 12:00: Cerimonia pontificale all’Altare della Cattedra di San Pietro.
Domenica 25 ottobre:
  • ore 8:30: Messa di ringraziamento nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini;
  • ore 11:00: Messa solenne di chiusura nella Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini;
  • ore 16:30: Messa di ringraziamento nella Chiesa di Sant’Anna al Laterano
Aggiornamento. Venerdì 27 ottobre:
Ore 9 all’Istituto Patristico Augustinianum (Via Paolo VI, 25) VIII Incontro Pax Liturgica.
  • Rubén Peretó Rivas, direttore del Centro Internazionale di Studi Liturgici (CIEL) terrà la presentazione dell’incontro, seguiranno gli interventi:
  • mons. Athanasius Schneider, «Il principio della tradizione nella vita liturgica della Chiesa»,
  • Michela Di Mieri, «Storia di un ritorno a casa, Jean-Pierre Maugendre, «I nuovi media (radio, televisione e social network) al servizio della Tradizione»,
  • Joseph Shaw presenterà il suo libro sulla storia delle richieste presentate alla Santa Sede dal 1966 in poi per la difesa della Messa antica,
  • padre João Silveira, «Africa, terra benedetta per la Tradizione: relazione della missione»,
  • Christian Marquant, «Oggi, a 50 anni dal Concilio: è più che mai necessario che i figli della luce siano intelligenti quanto i figli delle tenebre».
I lavori termineranno alle ore 16. Registrazione

Contro la concelebrazione: il notevole intervento dell'arcivescovo Paul-Pierre Philippe OP al Concilio Vaticano II

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Uno dei Padri del Concilio Vaticano II, Paul-Pierre Philippe, OP, non era una figura minore; in seguito fu creato cardinale e nominato prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Durante il Concilio ha tenuto un intervento stimolante contro la concelebrazione, che il vescovo Schneider ha riscoperto, e che condivido oggi su NLM. Non si può dire che l'arcivescovo Philippe si sia sbagliato in alcun modo, né nella sua sinossi teologica né nella sua previsione degli effetti spirituali e liturgici della concelebrazione di routine. Leggete e vedete.

Contro la concelebrazione: il notevole intervento
dell'arcivescovo Paul-Pierre Philippe OP al Concilio Vaticano II


Immagine a lato. I vescovi Yves Ramousse e Paul Tep Im concelebrano nel monastero benedettino di Kep negli anni '70. 

Bisogna ringraziare il vescovo Athanasius Schneider per aver recuperato e reso pubblico, nel suo pregevole libro La Messa Cattolica: Passi per Ristabilire la Centralità di Dio nella Liturgia, un discorso particolarmente ben argomentato contro la concelebrazione, pronunciato dall'arcivescovo domenicano durante il dibattito sulla liturgia del Concilio Vaticano II.

È bene precisare che Paolo-Pierre Filippo non era certo una figura di secondo piano; in seguito fu creato cardinale e nominato prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

Esiste davvero una Liturgia senza problemi di dottrina e di ecclesiologia

Lettera 1363 del 27 Aprile 2026 di Paix Liturgique. Affronta le discussioni attuali. Precedente qui. Il vero problema è permettere ai fedeli di conoscere la Liturgia dei secoli. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

Esiste davvero una Liturgia senza problemi di dottrina e di ecclesiologia...

La Liturgia tradizionale
Nella nostra lettera n. 1358 del 15 aprile 2026, avevamo sottolineato quanto riportato da *La Croix* in merito alle discussioni dei vescovi durante la loro ultima assemblea plenaria a Lourdes, tenutasi dal 24 al 27 marzo. Secondo il quotidiano ufficiale dell’episcopato francese, tutti concordavano nell’affermare che: «Dietro la liturgia, ci sono problemi di dottrina ed ecclesiologia».

È tuttavia necessario mettere in discussione questa constatazione degna del Maresciallo de La Palice. Se infatti i vescovi di Francia ritengono che dietro la liturgia emergano «problemi di dottrina ed ecclesiologia» (il che di per sé è già un’enormità, dato che la liturgia dovrebbe essere normalmente quel linguaggio chiaro e distinto che offre un culto a Dio senza difetti e avvicina i fedeli al Cielo con sicurezza e precisione), di quale liturgia parlano allora? Della liturgia riformata, composta in condizioni brutali e in un’ermeneutica di discontinuità? O della liturgia tradizionale, celebrata per secoli e che partecipa attivamente in tutta la Chiesa alla sua unità dottrinale, disciplinare e di preghiera?

venerdì 1 maggio 2026

Una nota su 'Roma Aeterna'

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing 

Una nota su 'Roma Aeterna'

Roma, se non proprio la "Città Eterna", ha quasi 2800 anni e continua a crescere. L'ho conosciuta per la prima volta negli anni '70, in visita allo zio di mia moglie, un sacerdote che prestava servizio nella Congregazione per la Dottrina della Fede (ora Dicastero). Ciò che ricordo più vividamente di quei giorni è una rappresentazione serale felliniana dell'opera Aida con elefanti veri alle Terme di Caracalla, seguita da un viaggio di ritorno a casa da brividi nel traffico romano. La città allora era un mix elettrizzante di sacro e profano: un cocktail di devozione religiosa, bellezza sbalorditiva, energia sgargiante e nostalgia oppioide; strana e inebriante allo stesso tempo. La adoravo.
Nel corso degli anni vi sono tornato molte volte, sempre con lo stesso misto di sentimenti. In tutte quelle visite, l'anima cattolica viva della città ha riscattato la sua volgarità e la pornografia dei graffiti – una venerabile tradizione romana – e ha offerto una gioia pura e fresca per lo spirito, in contrasto con l'odore narcotico del passato e delle sue rovine.

Il vescovo Strickland risponde alle dichiarazioni di Leone XIV sulle «benedizioni» omosessuali

Dichiarazione del vescovo Joseph Strickland pubblicata sul suo account X. Qui l'indice dei precedenti.
Il vescovo Strickland risponde alle dichiarazioni di Leone XIV
sulle «benedizioni» omosessuali

Chiedo ancora una volta: stiamo ragionando con la mente di Cristo… o con la mente del mondo?
In risposta alle recenti osservazioni riguardanti le priorità morali e la benedizione di coloro che vivono in unioni irregolari, offro questo chiarimento per il bene dei fedeli.
La Chiesa, alla quale è stata affidata la verità del Vangelo, non può benedire il peccato. È chiamata sempre a benedire le persone – a chiamare ogni anima al pentimento, alla guarigione e alla santità – ma non deve mai agire in modo tale da suggerire l’approvazione di azioni o relazioni contrarie alla legge di Dio.
La recente enfasi sulla distinzione tra benedizioni “formali” e “informali”, come menzionata nella “Fiducia Supplicans” [qui], ha portato a una diffusa confusione tra i fedeli.

Non mi piacciono le liturgie 'attraenti'

Nella nostra traduzione da Substack.com
Non mi piacciono le liturgie 'attraenti'
La filosofia della dolcezza, con l'aiuto della Dott.ssa Sianne Ngai
Robert Keim, 26 aprile

Ultimamente abbiamo esplorato argomenti legati direttamente o indirettamente al culto religioso pubblico: la vera natura di una festa, la storia delle festività cristiane qui i banchetti nella liturgia medievale qui e le campane come strumenti liturgici qui nell'Antica e nella Nuova Alleanza. Tutte queste discussioni indicano, in un modo o nell'altro, una qualità fondamentale della liturgia, così come è stata intesa e praticata per secoli nella Chiesa occidentale e orientale. Questa qualità si rifà a concetti come bellezza, solennità, formalità, trascendenza, sublimità, ma non è equivalente a nessuno di questi. Esiste una singola parola con cui possiamo esprimere la qualità che ho in mente? Credo di sì, anche se dobbiamo accettare che sia imperfetta per il suo scopo e dobbiamo anche tenere vivi nella nostra mente i suoi vari significati. La parola è "grande". Gli atti liturgici della Chiesa erano, nel senso migliore del termine, grandi.

giovedì 30 aprile 2026

Comunicato conclusivo sul pellegrinaggio italiano Roma-Subiaco

Precedenti: Annuncio qui; Partenza: da Santa Maria Maggiore qui; Primo giorno: Genazzano, Madonna del Buon Consiglio qui; Arrivo a Subiaco, Monastero di Santa Scolastica qui; Ultima tappa: la salita al Sacro Speco di S. Benedetto, culla dell’Europa qui. Di seguito trovate immagini nuove e le osservazioni dalla Lettera 1365 di Paix Liturgique.

Comunicato conclusivo sul pellegrinaggio italiano Roma-Subiaco

Subiaco - Sacro speco
Deo gratias!
Dopo aver portato felicemente a termine il I Pellegrinaggio Nostra Signora della Cristianità-Italia, Roma-Subiaco, “Dalla culla di Betlemme alla culla dell’Europa” (24-26 aprile 2026), insieme al Cappellano, desideriamo ringraziare la Trinità Santissima largitrice di ogni benedizione, la Madre di Dio venerata con i titoli di Salus Populi Romani e Mater boni Consilii, e il Patrono principale dell’Europa San Benedetto per la protezione accordata al nostro cammino.

Ringraziamo le Autorità religiose che hanno ospitato le tappe del nostro Pellegrinaggio:
l’Eminentissimo Cardinale Arciprete della Basilica papale di S. Maria Maggiore, l’Eccellentissimo Abate dei Monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto in Subiaco, il Reverendo Parroco-Rettore del Santuario della Madre del Buon Consiglio in Genazzano, i Reverendi Padri Mercedari di Nemi.

Grazie al Sindaco e Vice-Sindaco del Comune di Genazzano per la concessione del Patrocinio della Città e degli spazi pubblici del Castello Colonna e per l’apprezzata presenza. Grazie al Senatore On. Marco Silvestroni, al Prof. Riccardo Turrini Vita Presidente del Garante Nazionale dei Diritti delle Persone private della libertà personale e Giudice presso la Corte d’Appello della Città del Vaticano per la gradita visita.

Grazie a coloro che hanno reso nobile e bella la Sacra Liturgia, con la preparazione, il servizio e il canto.

Grazie ai Volontari che, a vario titolo, hanno contribuito alla sicurezza e al sostentamento del cammino: il servizio d’ordine e di cucina (Esselunga in primis) e di assistenza sanitaria. Grazie a tutti quelli che hanno contribuito visibilmente e invisibilmente, da vicino o da lontano, alla realizzazione dell’iniziativa con l’offerta di preghiere e donazioni.

Grazie a tutti i giovani, giovanissimi e differentemente giovani pellegrini, Sacerdoti, Seminaristi e laici italiani, francesi, spagnoli, portoghesi, inglesi, irlandesi, ungheresi, cechi, croati, argentini, messicani, brasiliani, peruviani per la loro edificante partecipazione e testimonianza di Fede.

Un grazie particolare anche ai Blog Messainlatino e Chiesa e postconcilio per la copertura mediatica dell’evento in tempo reale.
Giacomo Mollo 
Nicolò Toppi

Qui un video del Capitolo francese.
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Dalla Lettera n. 1365 di Paix Liturgique

Seguendo l'esempio di quanto avviene in altri Paesi, in particolare in Francia, Spagna e Argentina, un gruppo di laici si è riunito a Roma per organizzare un grande pellegrinaggio al ritmo della liturgia tradizionale.
Sebbene questo primo pellegrinaggio internazionale italiano non sia stato il primo di tale portata, non bisogna dimenticare che nel 2024 un gruppo della parrocchia di Verona ha aperto la strada, con una camminata che ha riunito più di 40 pellegrini alla Madonna della Corona, addossata a una rupe.
L'idea di un grande pellegrinaggio italiano è nata dopo che gli organizzatori, insieme ad altri giovani, hanno partecipato al pellegrinaggio omonimo alla Madonna della Cristianità in Spagna, da Oviedo a Covadonga. Dopo questo lungo viaggio di tre giorni, vissuto con tanti altri giovani cattolici, sulle orme degli eroi della Reconquista e benedetto dalla Santa Messa, si è deciso che questo magnifico mezzo di evangelizzazione – il cammino di fede che da millenni converte i cattolici in tutta Europa – dovesse nascere anche in Italia, e in particolare a Roma.

I giovani organizzatori, Giacomo Mollo e Nicolò Toppi, entrambi laici legati all'Usus antiquior, beneficiano del sostegno di un gruppo di giovani volontari dinamici e di numerosi sacerdoti.

Le iscrizioni per questa prima edizione furono numerose: 160 partecipanti, tra laici, seminaristi e una ventina di sacerdoti. Molti pellegrini provenivano da Roma e dal Lazio. Ma si potevano incontrare anche sardi, lombardi, veneziani, napoletani e pellegrini piemontesi e umbri. Giacomo è abruzzese e attualmente studia a Roma; il suo capitolo locale è posto sotto il patrocinio di San Camillo de Lellis. Molti altri fedeli, impossibilitati ad affrontare i 91 chilometri di cammino, si sono uniti alle Sante Messe. A giudicare dai primi riscontri, l'esperienza è stata magnifica: "Oltre alla sua perfetta riuscita, senza alcun incidente, abbiamo attraversato luoghi di grande bellezza, sia per i loro paesaggi che per il loro profondo significato spirituale per i cattolici".

Un argentino che di solito si reca in pellegrinaggio a Luján e che attualmente si trova in Europa per un viaggio di studio, racconta con orgoglio che " in patria ci è stato proibito di celebrare la messa nel santuario, ma i nostri sacerdoti stanno assumendo lo stato di guerra liturgica e celebrano nei boschi ".

Un uomo di Tolone è arrivato con Flixbus: " Stiamo camminando per Nosto Fe in Provenza, possiamo certamente farlo per i nostri amici italiani! " Per Alberto, che ha già compiuto il pellegrinaggio a Chartres, " è motivo di orgoglio fare un pellegrinaggio in Italia, e per di più sotto i nostri colori, quelli del Veneto ". È arrivato con un piccolo gruppo e tre sacerdoti della diocesi, con le talari e le stole pastorali che svolazzavano al vento.

E poi c'erano anche spagnoli – è stata Covadonga a ispirare i giovani organizzatori – oltre ad almeno due inglesi, tra cui un londinese che ha già percorso " Walsingham, Lujan, Covadonga, Fatima, ma non ancora Chartres ". Rimedierà tra due mesi.






1° Sabato del mese a Sant'Anna al Laterano

"Carissimi
Sabato prossimo è il 2 maggio, I sabato del mese.
Alle ore 15.00 Confessioni, ore 16.00 S. Messa Votiva del Cuore Immacolato di Maria.

Al termine della Messa, come da programma, alle ore 16,45
Catechismo sulle Virtù Teologali: la Carità.
In Domino"