Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 20 maggio 2026

Il peccato prescinde dalla fede: su alcune uscite pretestuose del Sinodo

Ottima riflessione di Silvio Brachetta sull'Osservatorio Card. Van Thuân in ordine al recente controverso rapporto sinodale, di cui abbiamo già parlato qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sul Sinodo.

Il peccato prescinde dalla fede:
su alcune uscite pretestuose del Sinodo


Il Sinodo in corso, in uno degli ultimi documenti pubblicati [qui], ripete in modo ossessivo che si deve imporre una sorta di «nuovo paradigma» nella teologia morale. Al di là del fiume di parole astratte e introduttive – circa l’universalità della leg
ge che ostacolerebbe la particolarità dell’individuo – si vorrebbe imporre quello che in sostanza è un errore: il peccato è tale in proporzione alla fede del soggetto.

Ai lavori del Sinodo, cioè, viene sostenuta con forza la testimonianza di due «omosessuali credenti», che giustificano i loro atti omoerotici. E il Sinodo approva: «il racconto testimonia della “scoperta” che il peccato, in radice, non consiste nella relazione di coppia (omosessuale), ma nella “mancanza di fede” in un Dio che desidera il nostro “compimento”». Si vuole insinuare che il peccato di omoerotismo non sta nell’atto umano – «nella relazione di coppia (omosessuale)» – ma nella «mancanza di fede». Al contrario, il magistero e la tradizione apostolica insegnano che il peccato è consumato nell’atto umano, a prescindere dallo stato di fede del soggetto.

La via di Damasco di Caravaggio

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing l'ennesimo esempio di come la nostra arte e la nostra cultura riempiano la mente e il cuore di nostri amici d'oltreoceano e giungano fino a noi. Precedente qui.

La via di Damasco di Caravaggio

L'anno del Signore 34 e Saul è in viaggio verso Damasco per perseguitare "la Via", come dice Luca negli Atti 9. Poi, all'improvviso, BOOM! Nell'immagine: la versione Cerasi

«Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?»

Immagino una forza che accompagna il lampo di “luce dal cielo”: una sorta di esplosione silenziosa, come di un vuoto improvvisamente creato o svuotato. In ogni caso, fa cadere Saul da cavallo. Il cavallo è un dettaglio controverso, non presente esplicitamente nel testo e in parte un abbellimento artistico, sebbene Cristo dica a Saulo: “Alzati ed entra in città, e ti sarà detto ciò che devi fare”. Nota: Alzati.

Per me, questa è la più affascinante e epocale di tutte le storie bibliche dell'era apostolica: nessuna luce accecante, Paolo non è un Apostolo. È un momento dipinto da molti artisti, tra cui due volte da Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610): una volta nel 1600 ne La Conversione di San Paolo (ora in una villa privata romana, Palazzo Odescalchi Balbi); e un anno dopo ne La Conversione di San Paolo sulla via di Damasco (in situ nella Cappella Cerasi della chiesa di Santa Maria del Popolo, sempre a Roma).

Modena e gli italiani di carta bollata

Quanto segue è una valida riflessione che tuttavia prescinde dai rischi intrinseci all'islam come teocrazia impermeabile all'integrazione e semmai tendente ad imporsi, in un contesto di invasione indiscriminata, cui si aggiungono le carenze delle nostre istituzioni. Qui l'indice degli articoli dedicati al filo-islamismo.

Modena e gli italiani di carta bollata

Spesso domando ai miei studenti in cosa consista, per loro, l’italianità. Dopo qualche riflesso condizionato — la pasta, la pizza, il calcio — scende il silenzio. Un silenzio vero, greve, quasi imbarazzato. Eppure sono ragazzi italiani da generazioni, figli di famiglie che da secoli respirano quest’aria e calpestano questa terra. Ma non sanno più dire cosa li renda italiani. E non lo sanno perché nessuno glielo ha più insegnato. Dal Sessantotto in avanti, l’Italia ha smesso di raccontarsi a se stessa.
La Francia possedeva, già molto prima della Rivoluzione, una coscienza nazionale salda, feroce, centralizzata. Noi no. Noi non avevamo una lingua davvero parlata dal popolo intero; avevamo dialetti, campanili, municipalismi, diffidenze reciproche. Nel 1861, fra la Lombardia e la Sicilia, c’era ben poco in comune. Non la politica. Non l’economia. Non le classi dirigenti, che si guardavano come soci occasionali costretti a spartirsi un’eredità.

Paolo Pasqualucci. Vera e falsa Tradizione Cattolica / Seconda parte

Nella trattazione che segue il prof. Pasqualucci sviluppa nuovi spunti critici sulle derive conciliari, a partire dalla riforma liturgica, mettendo in luce con argomentazioni inedite, ma anche con pertinenti citazioni di mons. Lefevbre e di documenti magisteriali, i problemi connessi con l'obbedienza alla luce della Tradizione. Sulla 'falsa tradizione' vedi anche questo precedente [qui] utile, in particolare, per riconoscere improvvide deviazioni di pur validi esponenti del nostro mondo politico e culturale. Non meno utile riattingere qui. Trovate qui la Prima parte di questo nuovo lavoro.

Paolo Pasqualucci
Vera e falsa Tradizione Cattolica


Seconda parte

Sommario : 1. Il Vaticano II propugna un concetto di tradizione anomalo, cercando di legittimarlo con l’autorità suppostasolennedel Concilio. 2. Valga il vero: il Vaticano II non ha voluto impartire alcun insegnamento solenne”. 3. La nuova nozione di Tradizione proposta dal Concilio. 3.1 La nozione ditradizione viventedi Paolo VI appare ambigua e contraddittoria. 4. L’idea di tradizione in sintesi. 5. Il concetto cattolico di tradizione.
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1. Il Vaticano II propugna un concetto di Tradizione anomalo, cercando di legittimarlo con l’autorità supposta “solenne” del Concilio.

Anomalo il concetto di tradizione riscontrabile nel Vaticano II e propugnato dalla Gerarchia attuale, perché dominato dal principio del dinamismo continuo e dell’adattamento alle necessità dell’epoca mentre viene relegato in secondo piano (sin quasi a scomparire) il principio secondo il quale la Tradizione cattolica deve innanzitutto mantenere inalterato il Deposito della Fede.

martedì 19 maggio 2026

L'IA ci sta rendendo intellettualmente ottusi?

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
L'IA ci sta rendendo intellettualmente ottusi?

Un recente studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT) suggerisce una realtà piuttosto inquietante: i nostri strumenti di intelligenza artificiale (IA) generano pigrizia intellettuale. Affidando alle macchine compiti essenziali come la scrittura, la programmazione e il pensiero critico, stiamo causando il declino delle nostre capacità cognitive.

La comoda dipendenza dal sistema “tutto-pronto-devi-solo-accettare” sta sostituendo lo sforzo mentale, la capacità di memorizzazione e le abilità di risoluzione dei problemi. Di conseguenza, gli utenti evitano di affaticarsi, ma finiscono per avere un coinvolgimento cerebrale ridotto, ricordi che svaniscono e una tragica carenza di pensiero originale.

"Magnifica Humanitas": la prima Enciclica di Leone XIV, sull'intelligenza artificiale

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
"Magnifica Humanitas":
la prima Enciclica di Leone XIV, sull'intelligenza artificiale

Il Vaticano presenterà l'enciclica inaugurale di Papa Leone XIV il 25 maggio, un documento che probabilmente sarà studiato attentamente sia all'interno della Chiesa che nel resto del mondo.
La prima enciclica di un papa spesso fornisce l'indicazione più chiara delle priorità e dei temi che plasmeranno il suo pontificato, oltre a offrire qualche indizio sui suoi interessi personali.
Ne riparleremo testo alla mano.

La notizia è significativa sia sul piano ecclesiale sia su quello culturale: la prima enciclica di Papa Leone XIV sarà dedicata all’Intelligenza artificiale e alla dignità umana [ricordando Dignitas infinita, vedi], con un richiamo esplicito alla tradizione della dottrina sociale inaugurata da Papa Leone XIII.

Cosa sappiamo finora
L’enciclica si intitola “Magnifica humanitas” ed è sottotitolata: “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale”.

Insegnare la bellezza

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing un ulteriore esempio di come la nostra arte e la nostra cultura riempiano la mente e il cuore di nostri amici d'oltreoceano e giungano fino a noi.

Insegnare la bellezza

Sono molte le ragioni per cui le persone si avvicinano alla Chiesa cattolica, ma una delle più comuni è l'esperienza della sua bellezza: la bellezza dell'arte, dell'architettura, della musica e della liturgia. Troppo spesso, coloro che hanno come obiettivo l'"evangelizzazione" ignorano la bellezza espressa e incarnata nella tradizione artistica della Chiesa. Perché?

Pochi strumenti sono più efficaci per incoraggiare le persone a prendere sul serio la Chiesa che ascoltare il suono angelico dei Vespri della Beata Vergine di Monteverdi o la Missa Pange Lingua di Josquin des Prez ; apprezzare i superbi dipinti di Fra Angelico e Caravaggio; o contemplare la bellezza trascendente della Cattedrale di Chartres e del Duomo di Firenze. Vivere anche solo una di queste esperienze sarebbe un buon primo passo, ma c'è molto di più da fare, tanto che questo passo sarebbe come immergere un piede in un vasto oceano che si estende oltre l'orizzonte.

Insegno teologia. Credo nell'importanza di aiutare i giovani a raggiungere una "comprensione della fede". Ma non posso fare ciò che la grande arte e la grande architettura possono fare per ispirare quel senso di meraviglia che si addice ai misteri trascendenti della nostra fede.

lunedì 18 maggio 2026

Card. Willem Eijk /Il rapporto sinodale sull'omosessualità va respinto con forza

Nella nostra traduzione da National Catholic Register Il cardinale Willem Eijk confuta contenuti e metodologia del documento del Gruppo di Studio 9. "L'insegnamento della Chiesa non è oscuro, né soggetto a revisioni tramite processi sinodali". Trovate diversi precedenti nell'indice degli articoli sul Sinodo.

Il rapporto sinodale sull'omosessualità va respinto con forza

Il recente rapporto del Gruppo di Studio 9 del Sinodo rappresenta una preoccupante deviazione dalla costante dottrina morale della Chiesa cattolica. Sebbene gli autori affermino di non possedere «la competenza e soprattutto la necessaria autorizzazione ecclesiale» per affrontare in modo definitivo le singole questioni morali, la metodologia e la struttura del rapporto minano sistematicamente la capacità della Chiesa di proclamare e applicare la propria dottrina morale. Non si tratta di una semplice carenza tecnica, bensì di una contraddizione fondamentale dell'insegnamento cattolico che esige una risposta decisa.

Un maestro veneziano contemporaneo: Davide Battistin

Nella nostra traduzione da Italia perennis. Mi chiedo chi di noi conosce il maestro veneziano contemporaneo presentato dall'autore statunitense affascinato dal nostro Paese e dalla nostra cultura. Precedenti qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui

Un maestro veneziano contemporaneo: Davide Battistin
Il pittore degli inizi archetipici

Davide Battistin, Crepuscolo (2024). Galleria d'arte Linea d'Aqua

Per una corretta comprensione di questo post, vi consiglio vivamente di dare un'occhiata alle opere di Davide Battistin sul sito web della Galleria d'Arte Linea d'Acqua. Vale anche la pena visitare il sito della libreria antiquaria Linea d'Acqua. E se vi trovate a Venezia, non esitate a far loro visita.

Pur essendo devoto all'arte della parola scritta, nutro una passione costante per le belle arti, così come per le armonie dei grandi maestri della musica, del passato e del presente. Per quanto mi riguarda, l'emozione della contemplazione estetica – l'unica esperienza laica paragonabile alla contemplazione religiosa e mistica – si manifesta con maggiore intensità quando contemplo un'icona medievale, un mosaico veneziano o un dipinto ispirato. È questa esperienza che mi spinge continuamente a individuare quei maestri delle arti visive le cui opere commuovono per il loro fascino.

Consacrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X del 2026: perché non è più il 1988

Nella nostra traduzione da Remnant. Non è una questione facile da liquidare e ne cogliamo tra le molte riflessioni, quelle più interessanti. Nel bene e nel male, la maggior parte dei cattolici giudicherà le consacrazioni della SSPX 2026 attraverso l'obiettivo del 1988. Ma dopo Pachamama, sinodalità, Fiducia Supplicans, e il crollo della chiarezza dottrinale a Roma, i cattolici seri possono ancora far finta che nulla sia cambiato? Il caso della SSPX oggi è molto più chiaro di quando l'arcivescovo Lefebvre consacrò i vescovi quasi quattro decenni fa. Ecco perché è illustrato di seguito; ma sembra vanificato dalla Dichiarazione di Fernández.

Consacrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X del 2026:
perché non è più il 1988


Non molto, se non nulla, è cambiato riguardo ai principi fondamentali della posizione della FSSPX da quando l'arcivescovo Marcel Lefebvre consacrò i vescovi senza l'approvazione di Roma nel 1988. Anzi, il sermone dell'arcivescovo Lefebvre in occasione delle consacrazioni del 1988 contiene molti passaggi che continuano a definire l'intera missione della FSSPX, come ad esempio i seguenti:
“Ecco perché celebriamo questa cerimonia. Lungi da me l'idea di autoproclamarmi papa! Sono semplicemente un vescovo della Chiesa cattolica che continua a trasmettere la dottrina cattolica. Credo, e non sarà certo lontano, che potrete incidere sulla mia lapide queste parole di San Paolo: ' Tradidi quod et accepi - Vi ho trasmesso ciò che ho ricevuto', nient'altro. Sono solo il postino che vi porta una lettera. Non ho scritto io la lettera, il messaggio, questa Parola di Dio. L'ha scritta Dio stesso; Nostro Signore Gesù Cristo stesso ce l'ha donata. Quanto a noi, l'abbiamo solo tramandata, attraverso questi cari sacerdoti qui presenti e attraverso tutti coloro che hanno scelto di resistere a quest'ondata di apostasia nella Chiesa, conservando la Fede Eterna e donandola ai fedeli. Siamo solo portatori di questa Buona Novella, di questo Vangelo che Nostro Signore Gesù Cristo ci ha donato, così come dei mezzi di santificazione: la Santa Messa, la vera Santa Messa, i veri Sacramenti che donano veramente la vita spirituale.”