Scopro che
Infovaticana pubblica
qui, riattualizzandolo, il testo di un articolo di Mons. Fernando Ocáriz apparso su
L'Osservatore Romano del 2011 (ancor più apprezzabile posto che il vecchio link non è più funzionante), al quale questo blog, all'epoca, pubblicò [
vedi] la risposta che riprendo di seguito. Abbiamo così una interessante ulteriore analisi e valutazione della
querelle
che è sotto la nostra attenzione in questo tempo di attesa dell'esito della vicenda che riguarda la FSSPX ma anche la custodia e la diffusione dell'autentica
Tradizione bimillenaria - e non soltanto "
conciliare" o forse anche "
conciliarista" - che con Mons. Gherardini riconosciamo come
evolutiva
in senso veritativo, non
vivente in senso storicistico. L'articolo si affianca ai precedenti
qui -
qui).

Il sito de L’Osservatore Romano pubblica, nelle lingue principali, un articolo di Mons. Fernando Ocáriz, Sull’adesione al concilio Vaticano II, datato 2 Dicembre. L’autore – teologo, Vicario Generale dell’Opus Dei, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede – si può considerare uno dei maggiori esperti “romani” del mondo tradizionalista e, quel che più importa, delle sue posizioni propriamente teologiche: ha partecipato, infatti, già ai colloqui con Mons. Léfebvre, nel 1988; è stato “Esperto Permanente” della Pontificia Commissione “ Ecclesia Dei ”; da ultimo e soprattutto, ha fatto parte della commissione bilaterale che ha condotto le discussioni dottrinali tra la Santa Sede e la Fraternità S. Pio X. Questo suo articolo, benché porti un titolo assai generico, sembra indirizzato soprattutto ai tradizionalisti, nell’intento di chiarire l’esito di tali discussioni: il Preambolo Dottrinale presentato alla S. Pio X e, in particolare, l’ambito di “ libera discussione ” che verrebbe ammesso sui documenti conciliari. Naturalmente, Mons. Ocáriz scrive a titolo personale (le prese di posizione ufficiali della Santa Sede, su L’Osservatore, compaiono sempre in forma anonima, sottoscritte con tre asterischi); tuttavia, sia per le sue qualifiche personali sia per il rilievo che viene ora accordato all’articolo in parola, è ragionevole presumere che Mons. Fellay, che sembra intenzionato a chiedere chiarimenti, tra l’altro, proprio su questa “libera discussione”, si veda rispondere in termini molto simili a quelli dell’illustre teologo.