Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 14 gennaio 2026

Una prima analisi del testo del card. Roche

Una prima valutazione del controverso documento presentato dal card. Roche nel recente Concistoro [vedi].
Una prima analisi del testo del card. Roche

Leggo su El Wanderer che la celebre giornalista Diane Montagna ha rivelato il testo sulla liturgia che il cardinale Arthur Roche ha distribuito ai cardinali presenti al Concistoro: possiamo leggere [qui] anche il testo italiano. Trattandosi di uno degli argomenti da discutere, secondo Roche dovrebbe essere il punto di partenza del dibattito e presumibilmente lo sarebbe diventato, se non lo diventerà, nel prossimo concistoro, previsto per giugno.

Innanzitutto, presenta un'argomentazione storica secondo la quale la liturgia ha sempre conosciuto interventi di riforma: "[…]La storia della liturgia è la storia del suo continuo 'riformarsi' in un processo di sviluppo organico".

Intanto noto l'uso dei termini di chi parla a vanvera: innanzitutto la riforma non è sviluppo organico, che è quello che si sedimenta nel tempo con aggiunte o modifiche apportate dalla fede viva di Papi o di pastori autorevoli. La prima vera "Riforma" è quella di Paolo VI.

Le orazioni di San Michele

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement un altro articolo di Michael P. Foley, da meditare. Qui l'indice dei precedenti. Mai come in questo momento abbiamo bisogno del nostro Arcangelo. 

Le orazioni di San Michele

La festa di San Michele ha una lunga e gloriosa storia nel Rito Romano. Nel Messale del 1962 è nota come festa [dell'anniversario della] Dedicazione di San Michele, una basilica dedicata all'Arcangelo sulla Via Salaria, a circa sette miglia da Roma, nel 530 d.C. da Papa Bonifacio II. Nel rito tradizionale, la festa mantiene questo titolo, sebbene la basilica che commemora sia scomparsa oltre mille anni fa. Nel nuovo Messale, la festa è quella dei "Santi Michele, Gabriele e Raffaele, Arcangeli", sebbene sia indirettamente estesa a tutti gli Angeli. Il vecchio rito prevede feste separate per Gabriele e Raffaele (rispettivamente il 24 marzo e il 24 ottobre), ma condivide anche una più ampia sensibilità per tutti gli spiriti celesti fedeli a Dio. Così recita la Colletta:

martedì 13 gennaio 2026

Ritiro per sacerdoti ad Ariccia

Cari amici sacerdoti,
nel rinnovarVi gli auguri per un sereno nuovo anno 2026, ricordo che fra un mese inizierà il nostro ritiro spirituale annuale ad Ariccia (cf. locandina in calce).
Vi invito pertanto a provvedere all'iscrizione, quanto prima, sempre via email.
Un fraterno saluto a tutti e un arrivederci.
Vostro in Domino,
p. Vincenzo op

NB. Per informazioni scrivi al seguente indirizzo di posta elettronica:
amiciziasacerdotale@gmail.com
visita: www.giovanietradizione.org
https://www.facebook.com/AmiciziaSacerdotaleSP

La Comunione del cieco

A Harankade, nelle Indie Inglesi, un povero cieco, racconta un missionario, aveva fatto cinque miglia di cammino per venire a comunicarsi nella domenica.

Assistendo alla Messa, non avvertì il momento in cui doveva accostarsi all'altare e quando si alzò per andarvi, uno dei vicini lo avvisò che era in ritardo.

Al domani, alle sei, il cieco ritornava in chiesa per fare la S. Comunione.

Concistoro 7-8 gennaio /Un intervento privato, un dibattito messo a tacere e perché la questione liturgica si rifiuta di scomparire

Concistoro 7-8 gennaio /Un intervento privato, un dibattito messo a tacere e perché la questione liturgica si rifiuta di scomparire

Leggo su Substack.com un dettaglio preoccupante sulla Liturgia, che era stata espunta dai temi in discussione durante il Concistoro del 7-8 gennaio [qui - quiquiqui]. Salta fuori un documento del Concistoro che a nessuno è permesso leggere.

Diversi resoconti includevano un dettaglio intrigante che da allora ha assunto vita propria: una nota scritta dal cardinale Arthur Roche, distribuita privatamente ai cardinali al termine dell'incontro e descritta da diversi partecipanti come negativa nei confronti della Messa latina tradizionale. Ciò che ha suscitato interesse per l'episodio non è solo il contenuto della nota, ma anche il fatto che nessun testo sia stato reso pubblico.

lunedì 12 gennaio 2026

Gennaio 2026/ Calendario Sante Messe a Pavia

Con qualche giorno di ritardo, inviamo il calendario delle celebrazioni secondo il Messale del 1962 nella chiesa di San Luca in Pavia.
Segnaliamo innanzitutto che domani, martedì 13 gennaio, alle ore 18,15 verrà celebrata la Santa Messa nella festa del Battesimo del Signore.
Ordinario della Santa Messa (testo latino-italiano).
Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino

Il Sacro Mistero di Dame Agatha

Nella nostra traduzione da Substack.com. La segreta devozione della regina del crimine a e il suo audace tentativo di salvare la messa latina!
Il Sacro Mistero di Dame Agatha
Rev. Leon, 12 gennaio

A cinquant'anni dalla morte di Agatha Christie, avvenuta il 12 gennaio 1976, l'eredità della Regina del Giallo continua ad affascinare i lettori di tutto il mondo. Ma al di là dei colpi di scena dei suoi ingegnosi gialli, Dame Agatha nutriva un profondo e discreto legame con il Cristianesimo, che ha plasmato sia la sua vita personale sia il tessuto morale dei suoi romanzi. Mentre celebriamo questa pietra miliare, è tempo di scoprire la fede che ha silenziosamente sostenuto la sua straordinaria carriera.

Nata nel 1890 in una famiglia benestante di Torquay, Agatha Mary Clarissa Miller fu battezzata e crebbe nella Chiesa d'Inghilterra. Sua madre, Clarissa, possedeva una naturale predisposizione mistica, sperimentando vari percorsi spirituali prima di stabilirsi in un anglicanesimo di alta chiesa che enfatizzava il rituale, la bellezza e la contemplazione. La giovane Agatha ereditò questa sensibilità: rimase un'anglicana silenziosamente devota per tutta la vita, frequentando regolarmente le funzioni religiose e tenendo una preziosa copia dell'Imitazione di Cristo accanto al suo letto – una pratica devozionale che continuò per tutta la vita.

Perché il concistoro di Leone XIV rischia di riaprire le ferite più profonde del Vaticano II

Il Concilio Vaticano II al crocevia del pontificato di Leone XIV
Perché il concistoro di Leone XIV rischia
di riaprire le ferite più profonde del Vaticano II


Ciò che si è svolto durante il primo concistoro straordinario di Papa Leone XIV ha già rivelato più di quanto qualsiasi comunicato formale potesse sperare di trasmettere. Come ho già accennato nel mio ultimo post su questo argomento, l'ordine del giorno è inquadrato nel familiare lessico post-Francesco di sinodalità, riforma e Concilio Vaticano II. La catechesi dell'udienza generale del Papa, che ha scelto il Concilio Vaticano II come argomento e ha evidenziato la riforma liturgica e la partecipazione attiva, è stata una delusione, devo ammetterlo. Si può supporre che, almeno sulla carta, questo miri a parlare di un'ermeneutica della continuità. Nella sostanza, tuttavia, rischia di riaprire proprio le linee di frattura che molti cattolici speravano che questo pontificato potesse finalmente iniziare a sanare.

L’amicizia, “il più grande dei beni esteriori”

Nella nostra traduzione da Substack.com
L’amicizia, “il più grande dei beni esteriori”
La saggezza premoderna sulla gioia e la bellezza dell'amicizia
Non vi chiamo più servi… Vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
—Giovanni 15:15
Un recente articolo d'opinione sul New York Times riportava l'intrigante titolo: " Studio l'amicizia. Ecco come creare amicizie durature ". Apprezzo l'interesse dell'autore per un argomento che considero di gran lunga più importante delle interminabili discussioni sulla crisi sociale o politica del momento; in effetti, il mondo sarebbe un posto diverso se tutti riuscissimo a interiorizzare il fatto che i media dipendono per la loro sopravvivenza finanziaria da una continua successione di crisi. "Vi lascio la pace; vi do la mia pace", ha detto l'eterna Sapienza. "Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore".
Ciononostante, l'articolo sull'amicizia è stato una delusione. Persino i consigli pratici mi sono sembrati, nella migliore delle ipotesi, mediocri, ma a un livello più metafisico, sono rimasto sorpreso dalla nozione di amicizia impoverita e poco stimolante che l'articolo trasmetteva. Non so se questo sia davvero rappresentativo delle idee dell'autore; forse un curatore ha potato alcuni rami ritenuti meramente decorativi. Né so se sia rappresentativo delle idee della modernità – spero di no, ma considerando la spaventosa degenerazione della vera amicizia nell'era degli schermi e dei social media, dobbiamo chiederci se la cultura moderna abbia in gran parte dimenticato ciò che i nostri antenati sapevano sul "sommo dei beni esteriori". Questa frase è di Aristotele, nell' Etica Nicomachea :

domenica 11 gennaio 2026

Mons. Viganò. Invenerunt in Templo/ Omelia nella Domenica tra l'Ottava dell’Epifania

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Invenerunt in Templo
Omelia nella Domenica tra l'Ottava dell’Epifania
Sacra Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria
Et erat subditus illis.
Lc 2,51
Dopo la manifestazione ai pastori nella Notte Santa e la pubblica manifestazione ai Re Magi nel giorno dell’Epifania, la liturgia di questa Domenica ci porta nell’intimità della Sacra Famiglia. L’istituzione di questa festa è relativamente recente: fu Leone XIII nel 1893 a istituirla per la terza Domenica dopo l’Epifania, e Benedetto XV, nel 1921, a fissarla alla Domenica tra l’Ottava. Non dimentichiamo che in quegli anni la Chiesa Cattolica e la società erano reduci dalle persecuzioni dei governi liberali e massonici dell’Ottocento e dagli orrori della Grande Guerra. L’attacco alla società cristiana si stava concretizzando anzitutto contro la famiglia, e in particolare contro la famiglia cattolica. D’altra parte, questo piano dissolutore era stato da tempo teorizzato nelle Logge, trovando realizzazione col passare del tempo. A nostri giorni, l’ideologia woke di matrice satanica, considera la famiglia tradizionale e patriarcale come un ostacolo alla instaurazione del Nuovo Ordine globalista, e per questo impone la cancellazione dell’intera civiltà greca, romana e cristiana. La festa che celebriamo oggi costituisce dunque la provvidenziale risposta con la quale la Santa Chiesa difende senza timore la famiglia naturale, elevata all’ordine soprannaturale con il Sacramento del Matrimonio istituito da Nostro Signore. A questa cellula indispensabile della società – cui nessuna autorità terrena potrà mai sostituire alcun surrogato senza meritare i più severi castighi di Dio – la saggezza dei Romani Pontefici ha additato come modello la Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe: una famiglia che è santa in quanto composta non solo da Santi, ma dal Verbo di Dio fatto carne, dalla Semprevergine Madre di Dio e dal di Lei castissimo Sposo Giuseppe, della stirpe del Re Davide e Padre putativo di Nostro Signore. Una famiglia specialissima ma normale: speciale per i suoi membri, normale perché anche per essi vediamo valere quella gerarchia che il mondo moderno tanto aborrisce: una gerarchia che è ontologicamente patriarcale proprio perché fondata sulla divina Paternità dell’Eterno Padre, del Quale ci ha costituiti eredi Nostro Signore Gesù Cristo. Come figli di Dio nell’ordine della Grazia, diventiamo anche figli della Regina Crucis, di Colei che sul Calvario il Signore morente ci ha dato quale Madre di ciascuno di noi e dell’intero corpo ecclesiale, onde La invochiamo Mater Ecclesiæ.