Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Con l'avvicinarsi delle consacrazioni dei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, sembra opportuno, per la memoria storica, riproporre online un'intervista rilasciata da Dom Gérard Calvet, fondatore dell'abbazia di Sainte-Madeleine du Barroux (nota anche semplicemente come "Le Barroux"), vissuto dal 1927 al 2008. Calvet soffrì molto per rimanere fedele alla tradizione monastica durante e dopo le turbolenze del Concilio Vaticano II, e finì per entrare a far parte della cerchia dell'arcivescovo Lefebvre. Tuttavia, lui e la sua comunità si separarono da Lefebvre a causa della sua decisione di consacrare i vescovi senza l'approvazione della Santa Sede. L'intervista fu realizzata da Stefano Paci per il quotidiano 30 Giorni nel 1995. Ci risulta peraltro una situazione di grave degrado rispetto all'epoca di dom Calvet, per effetto di un pŕogressivo allineamento alle formule conciliari, tanto da meritare la definizione di "sezione 'tradizionalista' della Chiesa conciliare...
Attuale per la ripubblicazione:
un'intervista a Dom Gérard Calvet nel 1995
Come è avvenuta la vostra piena riconciliazione con la Santa Sede?
Dom Gérard Calvet: Nel 1984, mentre ero ancora in un "limbo" canonico e non riconosciuto dal nostro vescovo locale, il cardinale Joseph Ratzinger mi telefonò dicendo che voleva incontrarmi. Mi precipitai subito a Roma e il cardinale Ratzinger mi ricevette. Fu molto rispettoso e ascoltò tutto ciò che avevo da dire. Sentimmo subito un'affinità, sia intellettuale che spirituale. La mia stima per lui è cresciuta con gli anni, con ogni suo discorso che ho letto, in particolare con il suo commovente intervento all'incontro del movimento Comunione e Liberazione a Rimini, in Italia, nel 1990. Rimasi profondamente colpito dalla profondità e dalla chiarezza della sua analisi della Chiesa di oggi.
Tornando al mio incontro con lui quel giorno del 1984, dissi al Cardinale Ratzinger che la nostra situazione canonica a Le Barroux non era buona, che non eravamo stati accolti favorevolmente dall'ordine benedettino. All'epoca, l'Arcivescovo Lefebvre stava ordinando i nostri sacerdoti. Ratzinger mi consigliò di parlare con la Congregazione per i Religiosi. Ma la Congregazione pretendeva che smettessimo di celebrare la Santa Messa secondo il vecchio rito tradizionale - il rito di San Pio V - per essere pienamente integrati nella Chiesa e ricevere il loro aiuto. Quindi, le trattative fallirono.




















