Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 6 aprile 2026

20 aprile. Convegno sulla Condizione dei cristiani e libertà religiosa nella Cina di Xi Jimping

Volentieri condivido l'avviso che segue: un'ottima occasione per approfondire, ma soprattutto per partecipare. Può essere utile consultare qui l'indice dei precedenti sulla questione Sino/Vaticana

La S.V. è invitata a partecipare al Convegno che si terrà nel Senato della Repubblica -- presso la Sala Zuccari (Palazzo Giustiniani) in Via della Dogana Vecchia 29 – Roma

Lunedì 20 aprile 2026, dalle ore 16


sul seguente tema:
IL MARTIRIO DELLA PAZIENZA
Condizione dei cristiani e libertà religiosa nella Cina di Xi Jimping

Si prega la S.V. di confermare entro pochi giorni la gradita presenza, che dovrà essere registrata nella lista ufficiale degli invitati, inviando un messaggio whatsapp al seguente numero:
+39 371 15 63 127

oppure inviando una e-mail ad uno dei seguenti indirizzi:
luigitrisolino.roma3@hotmail.it
info@libreriadelsalento.it

È gradita la presenza di Vostri accompagnatori e amici, i cui nomi e cognomi potete comunicare ai suddetti recapiti per l’inserimento nella lista degli invitati.

Lunedì dell'Angelo / Feria secunda infra Octavam Paschae

Feria secunda infra Octavam Paschae

In questo fulgido giorno che la pietà dei secoli ha consacrato come il Lunedì dell'Angelo ma che la sacra Liturgia nomina con la solennità di Feria seconda entro l'Ottava, l'anima cristiana è chiamata a sostare in una adorazione profonda e silenziosa davanti al mistero della Risurrezione che non si esaurisce nel fulgore della domenica, ma si distende, come un raggio di luce purissima attraverso un prisma, per otto giorni di ininterrotta gloria.
La sacralità dell'ottavario di Pasqua costituisce, nel rito antico, un'unica, grande festa, un "tempus acceptabile" in cui il tempo umano sembra sospendersi per partecipare all'eternità del Risorto; ogni giorno dell'Ottava è un riflesso dell'unica Pasqua, una sosta necessaria affinché il fedele possa assimilare la grandezza del trionfo di Cristo sulla morte.

Mons. Strickland a sostegno di Carrie Prejean Boller

Il Messaggio che segue è apparso sul social network X del vescovo emerito di Tyler, Texas, monsignor Joseph Strickland a sostegno di Carrie Prejean Boller, espulsa dalla Commissione per la libertà religiosa dell’amministrazione Trump per essersi rifiutata di sottomettere la sua fede cattolica alla deriva sionista. Sul problema delle accuse di antisemitismo si era già pronunciato [vedi].  Qui l'indice dei precedenti interventi del vescovo che non tace.

Mons. Strickland a sostegno di Carrie Prejean Boller

Nei giorni scorsi sono venuto a conoscenza della rimozione della signora Carrie Prejean Boller dalla Commissione presidenziale per la libertà religiosa, insieme alle accuse pubbliche che ne sono seguite. Dopo aver esaminato la sua versione dei fatti e le circostanze che circondano questa vicenda, ritengo necessario esprimermi con chiarezza.

La signora Boller è stata trattata ingiustamente. Una donna cattolica, parlando in coscienza e in fedeltà agli insegnamenti della Chiesa, è stata pubblicamente criticata e rimossa dal suo incarico, senza che sia stata fornita alcuna motivazione chiara e fondata. Tale mancanza di trasparenza non rende giustizia. Danneggia la reputazione e mina la fiducia.

domenica 5 aprile 2026

Dalla Croce Gesù non poteva scendere e ha lasciato agli apostoli la Sacra Sindone

Dalla Croce Gesù non poteva scendere
e ha lasciato agli apostoli la Sacra Sindone


Il telo di lino più studiato del mondo distingue due tipi di studiosi: gli uni si accorgono ogni volta di più del mistero, i secondi asseriscono di aver capito che -come reliquia di Cristo- si tratta di un imbroglio, portando a sostegno delle fantasiose riproduzioni del telo sindonico, che però non riproducono mai del tutto l’originale.
A dispetto del recente progresso tecnologico la sindone rimane irriproducibile, pur offrendo numerosi appigli per i tentativi di simulare questo o quella sfumatura o di screditare questo o quel particolare.

L’uomo della sindone risponde perfettamente a ogni dettaglio della morte e resurrezione di Gesù Cristo descritta dai vangeli e già questo dovrebbe far riflettere: c’è molto sangue del gruppo sanguigno AB di un uomo adulto con segni di flagellazione sul corpo, segni circolari di ferite acuminate sul capo, ferite profonde a mani e piedi, una grande al costato, più il segno di un peso che ha gravato, sfregandoli, sulla parte alta del dorso e le spalle.

L’origine del disastro liturgico-musicale. Settima parte: La Santa Pasqua

Tra gli scopi degli articoli dedicati al Gregoriano, vi è principalmente quello di mostrare quanto l’oblio del canto gregoriano abbia significato, in primis, un abbandono di teologia e dottrina cattoliche. Proseguo, quindi, in questo intento col testo che segue, stralciato da una serie di articoli di Mattia Rossi qui. Qui l'indice degli articoli sulla Musica sacra.

L’origine del disastro liturgico-musicale. Settima parte: La Santa Pasqua 

La Pasqua è, per antonomasia, il tempo dell’alleluia. Tale canto, che letteralmente significa “lodate Dio” (allelu, lodate + Yah, contrazione del tetragramma sacro), nei primi manoscritti compare come canto precedente il vangelo riservato solamente al giorno di Pasqua. Venne poi esteso a tutto il tempo pasquale e, ai tempi di Gregorio Magno, a tutte le domeniche dell’anno, fatta eccezione per la Quaresima.

Storicamente, il carattere dell’alleluia era di “preparazione” alla lettura evangelica seguente (come il graduale era di “meditazione” sulla lettura precedente). Da un punto di vista compositivo, invece, soprattutto nella struttura del versetto, esso si presenta come brano molto ornato e di natura virtuosistica, ben lontano dall’“acclamazione” come è (erroneamente e antistoricamente) inteso oggi.

Questo, per inciso, dimostra quanto del tutto illogica, oltre che nefasta, fu la riforma di Bugnini & Montini: ad oggi, infatti, all’interno della “messa” Novus Ordo, è del tutto naturale considerare l’alleluia un’acclamazione e non un vero e proprio canto tanto da esser stato praticamente ridotto ad un breve intervento o ritornellino il più delle volte privo del versetto. Il “messale” montiniano ha tolto, in sostanza, la funzione liturgica propria dell’alleluia di canto interlezionale prima del vangelo.

Il Santo Giorno della Pasqua

Precedenti qui e, ricordando il gregoriano, qui - qui
Il Santo Giorno della Pasqua

Al mattino


La Risurrezione di Cristo.
Le lunghe ore della notte dal Sabato alla Domenica sono ormai trascorse ed il sorgere del giorno si avvicina. Maria, col cuore oppresso, attende con paziente coraggio il momento che le restituirà il Figlio. La Maddalena, con le sue compagne, ha vegliato tutta la notte e non tarderà molto ad incamminarsi verso il sepolcro. Dal fondo del Limbo, lo spirito del divin Redentore si appresta a dare il segnale della liberazione a quelle miriadi di anime giuste, prigioniere da sì lungo tempo, e che ora lo circondano di tutto il loro rispetto, di tutto il loro amore. La morte si libra silenziosa sul sepolcro ove ha racchiuso la sua vittima. Da quel giorno lontano, in cui essa divorò Abele, inghiottì innumerevoli generazioni: ma giammai aveva ghermito tra i suoi lacci una sì nobile preda. Mai come allora la sentenza del Paradiso Terrestre si era così spaventosamente adempiuta; e mai, pure, nessuna tomba aveva visto fallire le sue speranze con una smentita altrettanto crudele. Più di una volta la potenza divina le aveva involato le sue vittime: il figlio della vedova di Naim, la figlia del capo della Sinagoga, il fratello di Marta e di Maddalena, le sono stati rubati; ma essa li attende alla loro seconda morte. V'è un altro, però, di cui fu scritto: "Io sarò la tua morte, o morte; sarò la tua rovina, o sepolcro" (Osea 13, 14).

Buona e Santa Pasqua 2026

In questo travagliato momento storico, che ci vede segnati da dure prove, personali e collettive, su molti fronti, il nostro unico aiuto è nel Signore Risorto!

Buona e Santa Pasqua
Haec dies, quam fecit Dominus. Alleluia 
 Exultemus et laetemur in ea. Alleluia



Exsultet iam Angelica turba caelorum:
exsultent divina mysteria:
et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris.
Gaudeat et tellus tantis irradiata fulgoribus:
et aeterni Regis splendore illustrata,
totius orbis se sentiat amisisse caliginem.
Laetetur et mater Ecclesia,
tanti luminis adornata fulgoribus:
et magnis populorum vocibus haec aula resultet.

sabato 4 aprile 2026

Mons. Viganò Ecce Rex tuus veniet / Omelia nella Domenica II di Passione, o delle Palme

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Ecce Rex tuus veniet
Omelia nella Domenica II di Passione, o delle Palme

Exsulta satis, filia Sion;
jubila, filia Jerusalem:
ecce rex tuus veniet tibi justus, et salvator:
ipse pauper, et ascendens super asinam
et super pullum filium asinæ.
Esulta grandemente, o figlia di Sion;
giubila, o figlia di Gerusalemme:
ecco, a te viene il tuo re, giusto e salvatore;
egli è povero, e cavalca sopra un’asina
e sopra un puledro figlio di asina.
Zc 9, 9
La Domenica delle Palme commemora l’ingresso trionfale del Re-Messia a Gerusalemme, ossia il mistero liturgico in cui la Santa Chiesa contempla il compimento delle profezie regali dell’Antico Testamento nella Persona di Cristo Signore.

Essa non è mera commemorazione storica, ma atto di fede nella Regalità di Gesù, Re umile e vittorioso, che entra nella Città Santa per consumare la Sua Passione e aprire a noi le porte del Regno eterno. Ma rimane pur sempre un fatto storico, testimoniato da quanti, quel giorno, assistettero alla cerimonia di incoronazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Secondo il rituale descritto nel Primo Libro dei Re (1Re 1, 32-40), Davide morente ordina che il figlio Salomone sia consacrato re, fatto montare sulla mula del re Davide (simbolo di pace e successione legittima, non di guerra), condotto alla fonte di Gihon (che si trova ai piedi del Monte degli Ulivi), unto con l’olio sacro dal sacerdote Sadoc e dal profeta Natan. Egli prescrive che si suoni la tromba e il popolo acclami Salomone come re. La processione del nuovo sovrano entra in Gerusalemme tra grida di giubilo, con il popolo che suona flauti e la città che «risuona di clamore» (ibid., 45). Questo rito doveva manifestare in figura il nuovo re come unto del Signore (Messia), legittimo successore davidico, portatore di pace.

Aprile 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Pavia

Cari Amici ed Amiche,
giunga innanzitutto a voi il cordiale augurio di una buona e santa Pasqua! Il Signore risorto doni pace ai nostri cuori e al mondo intero.
Ecco a voi il calendario delle celebrazioni del mese di aprile:
- domenica 5 aprile ore 10,00: DOMENICA DI PASQUA - RESURREZIONE DEL SIGNORE e BENEDIZIONE DELLE UOVA portate dai fedeli;
- lunedì 6 aprile ore 10,00: LUNEDÌ DI PASQUA;
- domenica 12 aprile ore 10,00: DOMENICA IN ALBIS;
- venerdì 17 aprile ore 18,15: Messa votiva del Sacro Cuore
- domenica 19 aprile ore 10,00: II DOMENICA DOPO PASQUA;
- domenica 26 aprile ore 10,00: III DOMENICA DOPO PASQUA.
È possibile scaricare e leggere l’Ordinario della Santa Messa al seguente link:
- ORDINARIO DELLA SANTA MESSA.
La Santa Messa si celebra nella chiesa di San Luca, corso Garibaldi 59, Pavia.

Salve festa dies

Salve festa dies è un inno nel quale si celebra la Pasqua cristiana (festa dies), con la Resurrezione di Gesù. La tradizione lo attribuisce al poeta latino Venanzio Fortunato, che l'avrebbe scritto prima dell'anno 609. In tal caso sarebbe uno dei più antichi canti tramandati. L'inno (in realtà si tratta di brani scelti dal poema più ampio), non è incluso nella liturgia obbligatoria ma viene cantato durante il rito processionale introduttivo della Messa nella giornata di Pasqua.
La poesia religiosa più famosa di Venanzio Fortunato si trova in tre inni in onore della Croce (Vexilla Regis qui, Pange lingua, gloriosi qui e Crux benedicta nitet) e nel poema da cui è tratto questo inno.