venerdì 12 ottobre 2012

Sul Concilio e le sue commemorazioni che si incrociano, Le Figaro parla di bilancio della Chiesa senza concessioni

Il testo che segue è tradotto da Le Figaro di ieri e contiene molte interessanti annotazioni e sottolineature su quanto di nuovo sembrerebbe delinearsi dalle prime battute del sinodo sulla «nuova evangelizzazione» appena apertosi con gli inevitabili riferimenti al concilio Vaticano II, del cui cinquantennale oggi iniziano le celebrazioni.

Ebbene, di nuovo io noto solo il fatto che «una diga di silenzio sembra aver ceduto»; ma per il resto il Papa lancia un messaggio forte e chiaro sul «fare la Chiesa», per poi tornare alla imprescindibile bussola costituita dal concilio e invita con vigore a riprenderne i documenti, sfrondati della successiva «massa di pubblicazioni» che li avrebbero oscurati. Peraltro non appare chiaro né quali  né di quali indirizzo posano essere pubblicazioni indicate così genericamente. Mentre, per contro, se qualche problema risulta evidente, esso parte proprio da alcuni punti controversi di quei documenti, sui quali tuttavia manca clamorosamente l'interpretazione autoritativa dell'unica guida di cui dovremmo fidarci, mentre continuano ad aver in mano la situazione quelle guide (penso a Müller e C.) che nel corso di questi 50 anni non hanno fatto altro che applicare e sviluppare proprio i punti controversi: uno per tutti l'ecumenismo 'inclusivista'...Infine, le dichiarazioni di Mons. Fisichella: vi sembrano realistiche? C'è da farne un discorso a parte.  Il grande peana ha avuto inizio insieme alla sagra delle parole. Avremo ben presto molte cose da sottolineare e su cui riflettere.

Vaticano II: il bilancio della Chiesa senza concessioni

Nel corso del sinodo, i vescovi si lanciano in una critica senza precedenti dell'evengelizzazione dopo cinquant'anni.

A Roma, l'anniversario del concilio Vaticano II non è stato contrassegnato dall'euforia. Le cerimonie romane, in questo 11 ottobre, si susseguiranno ma, a cinquantanni dall'apertura di questo concilio, non c'è alcun entusiasmo. Il bilancio è abbastanza buio: l'“aggiornamento” della Chiesa cattolica voluto da Giovanni XXIII pone oggi più problemi di quanti non se ne siano potuti risolvere. Finora relativamente tabu, o confiscato dai tradizionalisti, il discorso critico sui frutti del concilio ormai è fatto proprio pubblicamente dai vescovi moderati. Una diga di silenzio sembra aver ceduto secondo quanto dimostrano i primi tre giorni di dibattito nell'ambito del sinodo sulla « nuova evangelizzazione » in corso a Roma fino alla fine di ottobre.

Nella sala del sinodo, che riunisce 250 vescovi scelti e un centinaio di esperti e uditori giunti da ogni parte del pianeta, il Vaticano II certamente non è sulle labbra di tutti. Ma se Benedetto XVI li ha convocati per promuovere la «nuova evangelizzazione» - già lanciata da Giovanni Paolo II nel 1983 - è perché la Chiesa cattolica soffre di «tepidezza» come egli stesso ha denunciato lunedì aprendo i lavori: «Il cristiano non deve essere tiepido, ha insistito il Papa. È il danno più grande per un cristiano.»

«Fare la Chiesa»
Egli ha anche fustigato una grande idea, falsa ai suoi occhi, ma scaturita dallo spirito conciliare, secondo la quale i cristiani ormai potevano «fare la Chiesa », cioè inventare una nuova Chiesa cattolica. Nessuno può «fare la Chiesa», ha ribattuto improvvisando davanti ai membri del sinodo. Ognuno deve soltanto  «far conoscere ciò che Cristo ha fatto». «La Chiesa, ha aggiunto, non comincia con quel che noi facciamo, ma con ciò che noi diciamo di Dio.» E Benedetto XVI conclude: «Gli apostoli non hanno creato la Chiesa con una costituzione, ma hanno pregato e atteso, perché sapevano che solo Dio stesso può creare la sua Chiesa»

Una idea sulla quale il Papa torna ancora una volta nel testo inedito pubblicato mercoledì. Egli racconte i suoi personali ricordi del concilio Vaticano II che rimane une «bussola» per i cristiani. Mercoledì mattina egli ha ancora insistito, durante l'udienza generale «Bisogna tornare ai testi del concilio liberandoli da una massa di pubblicazioni che, spesso, invece di farli conoscere, li hanno nascosti»

Riscoprire dunque il vero concilio ma, nel frattempo, il quadro delineato dai relatori dei vari continenti sulla situazione della Chiesa cattolica è inquietante. Il cardinal Peter Erdö, arcivescovo di Budapest in Ungheria e presidente del Consiglio delle conferenze Episcopali d'Europa, l'ha crudamente constatato: «Nella maggior parte del continente, aumenta l'ignoranza sulla fede cristiana», con  «una perdita della memoria e dell'eredità cristiane».

Di fatto, sono «i vescovi europei» che appaiono «i più depressi e demoralizzati», riferiscono gli osservatori del Vaticano incaricati di riferire alla stampa sui dibattiti. Da qui la necessità di trovare un nuovo vigore, ciò che ha spinto Benedetto XVI a lanciare in questo 11 ottobre un «anno della fede» perché gli sembra capitale che mezzo secolo dopo il concilio, i cattolici possano riscoprire la loro fede che essi conoscono male.

Egli ne ha affidato l'animazione a Mons. Rino Fisichella, un brillante prelato italiano che martedì ne riassumo lo spirito: «Si è troppo burocratizzata la vita sacramentale», egli afferma. Conseguentemente: «noi appariamo stanchi, ripetiamo formule obsolete che non comunicano la gioia dell'incontro con Cristo e siamo incerti sul cammino da prendere. Ci siamo chiusi su noi stessi, mostrando un'autosufficienza che impedisce agli altri di avvicinarci come una comunità viva e feconda, generante vocazioni». E precisa: «abbiamo perduto la credibilità. Oppressi dal controllo del nostro linguaggio, siamo timorosi quando prendiamo la parola». Ha richiamato dunque il sinodo a non guardare «il passato con nostalgia», né il futuro con «utopia» ma a condurre una «analisi lucida».
Jean-Marie Guénois
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[Fonte: Le Figaro, 10 ottobre 2012]

24 commenti:

Gederson Falcometa ha detto...

"sfrondati della successiva «massa di pubblicazioni» che li avrebbero oscurati".

E 'una logica molto strana, perché la massa di pubblicazioni sono state fatte da persone che hanno letto i testi del Concilio. Anche sugli altri Consigli, vi sono una massa di pubblicazioni, ma le pubblicazioni fatte da autori cattolici, non gli hanno oscurato. Questo assomiglia l'applicazione del pensiero di Benedetto (ancora come cardinale Ratzinger), come espresso nel libro "Principles of Catholic Theology, p. 391", come se può leggere:

"Questo vuol dire che il Concilio in se debba essere confutato? Certamente no. Vuol dire solo che la vera accettazione del Concilio non è in realtà mai veramente cominciata. Quello che ha rovinato la Chiesa dopo il Concilio non è stato il Concilio stesso, ma il rifiuto di accettarlo ... l'obiettivo quindi è quello di scoprire il vero concilio e di approfondirne le sue vere intenzioni — alla luce dell'esperienza corrente, non di sopprimerlo."

Questa insistenza sulla lettura dei testi del Concilio, sembra anche avere qualcosa a che fare con la dottrina della "esegesi spirituale" di Henrici de Lubac. Secondo questa dottrina (secondo me Ricordo), ogni credente dovrebbe essere illuminati dallo Spirito Santo nella lettura dei testi sacri. Si tratta di una dottrina che si basa sulla possibilità di un consenso universale unanime (per analogia al consenso dei Padri della Chiesa). Faccio notare che questa illuminazione dello Spirito Santo è dato solo con i Padri della Chiesa, nel protestantesimo, è stato un fallimento.

Un altro punto di preoccupazione di questa insistenza sui testi è, se è noto che i testi sono ambigui e in alcuni punti equivoci, e il Papa stesso ha pubblicamente riconosciuto la necessità di una ermeneutica della rottura. In questo caso, insistere sui testi del Concilio è quello di fornire cibo per la propria ermeneutica della rottura che almeno se afferma (come la continuità ...) vogliere eliminare.

Se può anche ricordare della colaborazione del spirito con il contro-spirito del Concilio, che il prof. Paolo Pasqualucci ha parlato in uno testo che commenta un libro di Mons. Gherardini (me essere sembra CVII. Il discorso Mancato).

Davvero solo un miracolo...

Un saluto dal Brasile

Anonimo ha detto...

"Quello che ha rovinato la Chiesa dopo il Concilio non è stato il Concilio stesso, ma il rifiuto di accettarlo ".....

ah ecco....bene,
adesso ho capito perchè insiste tuttora -e insisterà- a imporre l'accettazione alla FSSPX, senza discutere niente ! e così sarà imposta a tutti noi, che non dovremmo nè porre domande, nè creare questioni o motivi di opposizione: al concilio si obbedisce e basta, tutti in ginocchio. E' un'autorità da venerare, senza aprire bocca sulle sue falle.
Avevo detto vari giorni fa che le gerarchie della Chiesa attuale vogliono condurci tutti a questo inginocchiamento, venerazione cieca del cvii senza alcuna obiezione, ma il mio post non è stato pubblicato, senza addurre motivi.
(Poi tanti altri dicono le stesse cose e vengono pubblicati, non si capisce perchè).
Questo essere trascinati all'inginocchiamento conciliare è proprio ciò che lamentava mons. Tissier quando nella recente conferenza disse:
"Roma persisterà nelle sue imposizioni, ma non potremo accettare".
Loro resisteranno, noi forse no, perchè nelle parrocchie è iniziata la propaganda di regime, senza tregua: dovete rendere omaggio al concilio e ai suoi documenti che hanno iniziato una nuova era della Chiesa (in sostanza è questo il messaggio). In una chiesa nella mia città il sacerdote ha detto: "Il concilio VII è importante perchè ha chiamato tutti alla santità".
(una frase tra le mille celebrative, che fanno pensare che per 19 secoli la Chiesa chiamava POCHI alla santità...o non chiamava affatto, perchè era chiusa, severa e cattiva con la gran massa dei fedeli, minacciandoli solo dell'inferno, che oggi per fortuna sappiamo non è più un pericolo per nessuno, o è vuoto o è freddo, v. Ravasi, comunque siamo tutti salvi e santi, di default, grazie al concilio 21.mo; la Madonna ha preso ben bene in giro la gente in quel 1917, chiusa, antiquata e senza misericordia pure Lei....)

lt

Anonimo ha detto...

Riscoprire il vero concilio? Mi sa che se scoprissero il vero Concilio, cioè quello spirito libertino che ne è scaturito e ha distrutto gli altari e la dottrina, lo condannerebbero. Non c'è la volontà di riscoprire il vero concilio, ma di creare degli occhiali rosa per guardarlo positivamente, per illudersi ancora che non avevano sbagliato, per giustificare le loro malefatte. Vogliono rafforzare il mito, altrochè riscoprire il vero Concilio, come se i vescovi i cardinali, i Papi di allora non acvessero il discernimento per capire, per interpretare, lo spirito del Concilio. Se la Chiesa appare come la vediamo oggi, irriconoscibile, come Gesù sul Calvario, è perchè vollero seguire il nuovo spirito (non Santo) uscito appunto dasl Concilio, interpretato benissimo nel momento stesso, che prendevano a mazzate antichi altari e balaustre.
Vogliono darcela a bere, ci vogliono far credere che per 50 anni, nè vescovi, nè cardinali, e nemmeno i Papi fossero in grado di interpretare ciò che essi stessi vollero. Invece di chiedere perdono, continuano nell'inganno, più subdolo di prima.

Anonimo ha detto...

per la redazione: circa un mio commento passato a cui mi riferivo, mi correggo, era comparso, ma devo aver confuso con qualche altro, che ho inviato senza vederlo pubblicato, visto che capita di frequente. Mi pare che non solo io abbia parlato di inginocchiamento, e questo è ciò che conta, che il fenomeno preoccupante sia ben messo in evidenza; pazienza, se non tutti riescono ad esprimere e condividere pensieri simili a confronto come vorrebbero.
lt

viandante ha detto...

Vedo che molto coerentemente l'anno della fede é un punto centrale per promuovere la «nuova evangelizzazione» già lanciata da Giovanni Paolo II nel 1983.

Già solo questo mi lascia perplesso.
Se infatti quest'anno si festeggia il cinquantesimo dell'apertura del concilio, e frutti non se ne vedono molti, dovremmo molto obiettivamente dire che anche la nuova evangelizzazione ha superato senza particolari risultati la sua maggiore età, anzi sono oramai quasi 30 anni che é stata lanciata.

Sarebbe più efficace, invece di rincorrere tutti questi anniversari, guardare sempre all'oggi e pensare che oggi stesso per me e per ognuno di noi potrebbe iniziare la nuova vita, la vita eterna.

Fa strano detto così, proprio perché il nostro spirito (ancora cattolico?) non ne é più abituato non essendoci più stato insegnato.

E come mai non ci é più stato insegnato? Lasciamo perdere, lasciamo che tanti dei nostri pastori festeggino i 50 anni...

Anonimo ha detto...

"...la loro fede che essi conoscono male."
? ?
ma questa frase che significa secondo l'autore ?

la fede è qualcosa che "si conosce" intellettualmente ( e con abili sofismi e valanghe di carta e infinite debordanti conferenze, che nascondono il Volto di Gesù ) oppure è un dono di Dio da chiedere con umiltà, e da alimentare con scrupolosa fedeltà, come le vergini prudenti, che alimentano le lampade con l'olio, e vegliando in attesa (casta) dello Sposo, anzichè tradendolo con tutte le sirene del mondo e asservendo il cuore a satana ?
tutti questi fini dicitori ed esegeti, quanto ci metteranno a capire che il concilio è stato quanto meno (ad essere clementi) un gas soporifero per la Vera Fede, un potente euforico miraggio di "rinnovamento nello spirito" che era in realtà spirito di menzogna e confusione, fin dall'inizio, (proclami d'apertura ott.1962) con la scusa dell'ecumenismo globale e mondiale e intergalattico ?

Anonimo ha detto...

Quella di rincorrere gli anniversari.... vede caro Viandante, quella non è una mania innocua come sembra, ma fa parte di un preciso programma che si chiama "PROPAGANDA di regime": serve a persuadere di continuo la gente che il mitico concilio fu cosa buona, ottima, e DEVE ancora dar fiori e frutti, domani, sempre domani, solo in un radioso futuro, che non si sa quando verrà, fiabesco, sempre più IN LA' DA VENIRE:
è l'essenza dell'UTOPIA che plagia e trascina le masse, proprio come l'utopia marxista, col suo mondo di eguali che verrà, su questa terra, in un domani che mai si avvera !

Quindi il regime modernista, continua a lavare il cervello alla gente, ai piccoli, persuadendoli che la vera Chiesa è quella tutta NUOVA e modernissima, che si svelerà, abbandonando via via il suo passato dottrinale, ormai logoro e ammuffito.
E ci riesce, visto che anche tanti fedeli maturi e anziani abboccano alla modernizzazione e al facilismo-perdonismo di massa con cui il senso del PECCATO è sparito e anche ogni pentimento e via di conversione.....tutti conciliarizzati e tutti buoni senza sacramenti, questa è la china discendente (in allegria e tanti osanna di ringraziamento al cv2 ovviamente!)

Annarita ha detto...

Hai ragione viandante, sprecano parole, sprecano gesti, non ci dicono le cose di cui abbiamo bisogno non ci danno le cose di cui abbiamo bisogno, perchè pensano solo ad imbiancare i loro sepolcri, ma a loro non interessa cosa accade ora, in questo istante a tante anime, che oggi stesso possono essere salvate o dannate. La smettano con il teatrino delle vanità e ci parlino ancora con parole ardenti di Nostro Signore, insegnino a tutti chi dobbiamo conoscere, amare e servire, per poi goderLo in Paradiso. Ci nutrano con i buoni sacramenti di cui, in questa valle di lacrime, abbiamo estremamente bisogno, specialmente oggi, in questo mondo corrotto ed assassino.

Amicus ha detto...

(http://www.grandeoriente.it/comunicati/2012/10/il-concilio-vaticano-ii,-un-patrimonio-comune-per-cattolici-e-laici.aspx)

Il Concilio Vaticano II, un patrimonio comune per cattolici e laici.

"Il Concilio Vaticano II ha insegnato ai credenti il valore del dialogo come metodo che rende possibile l'incontro tra gli uomini, al di là di ogni credo o appartenenza; a sentirsi parte di una comunità in movimento. A noi laici, ha insegnato a riconoscere l'umanità della Chiesa. Dopo cinquanta anni, questo messaggio di pace, di concordia e di affratellamento tra tutti gli uomini è più che mai vivo e necessario per reagire alla crisi di valori che minaccia il nostro mondo moderno". Lo ha detto Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, ricordando l'anniversario dell'apertura dei lavori del Concilio ecumenico Vaticano II.
"Il Concilio - ha proseguito Raffi - obbligò gli uomini di Chiesa al confronto con la società nel momento in cui questa andava aprendosi alla modernità. Tra i risultati, una nuova concezione di una istituzione che rischiava di restare chiusa nella torre d'avorio della dottrina e che invece decise di aprire le porte agli uomini. Spiace dover constatare oggi che questa grande spinta verso una visione più umana della Chiesa sia stata poi sostituita da un arroccamento dogmatico, da un atteggiamento di chiusura aprioristica", ha sottolineato il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani.
"La Massoneria, ormai da secoli, insegna a guardare oltre gli orizzonti dei dogmi e delle differenze - ha fatto notare Raffi- aprendo il cuore all'incontro con l'altro, con una nuova disposizione di conoscenza e rispetto. Auguriamo alla Chiesa di tornare ad aprirsi al mondo, ispirandosi proprio a quella breve e coraggiosa primavera rappresentata dal Concilio Vaticano e dall'esempio troppo spesso dimenticato di Papa Montini, e che accetti di dialogare, senza pregiudizi, con tutti gli uomini di buona volontà".

Roma, Villa Il Vascello 11 ottobre 2012

N.B.: come volevasi dimostrare...

Anonimo ha detto...

Caro Amicus,

purtroppo gli indizi sono tali e tanti che non c'era bisogno di questa conferma. Ma è arrivata perfino questa...

Anonimo ha detto...

per la redazione: circa un mio commento passato a cui mi riferivo, mi correggo, era comparso, ma devo aver confuso con qualche altro

Ho ripescato diversi commenti dallo SPAM.
Ora dovrebbero esserci tutti.

Dante Pastorelli ha detto...

L'apertura al mondo della Chiesa nel pensiero dell'ora gran maestro Raffi? La Chiesa chiusa in sacristia. Fidatevi, sentito con le mie orecchie, non, ovviamente in una loggia, ma in incontro su problemi di natura istituzionale di oltre vent'anni fa, problema che riguarda cattolici e laici, indifferentemente, perché le istituzioni di per sé non son cattoliche e laiche, ma solo un quadro che permette a tutti di imprimere il loro spirito nelle decisioni politiche.

Areki ha detto...

Cari amici
è consolante in mezzo al coro dissennato di gente che loda il magnifico e grandioso Concilio, leggere le vostre considerazioni che mi fanno coraggio a rifiutare ogni lode sperticata e servile.

E' inutile a fare: il Concilio è da rottamere punto e basta.

Padre Santo sarebbe molto più cristiano e umano dire semplicemente che dobbiamo ripartire daccapo in quest'anno della FEDE, dalla FEDE di sempre..... "vi ho trasmesso quello che a mia volta ho ricevuto..... il deposito immutabile ed indefettibile e per tutti vincolante: altro che aggiornamento, altro che dialogo con la modernità, altro che Massoneria satanica......

Padre Santo dica una sola parola verso Gesù oltraggiato e arrestato, non faccia come Simon Pietro che lo rinnegò tre volte davanti a una servetta..... non dobbiamo aver paura della Verità...

Sono certo che Pietro una volta ravveduto confermerà i suoi fratelli nella fede......
preghiamo che questo ravvedimento avvenga al più presto.....

don Bernardo

don Camillo ha detto...

La massoneria mondiale da 50 anni a questa parte vede nel Papa Romano il suo leder indiscusso, l'uomo dell'apertura, l'uomo che di fatto respinge e "scomunica" la Chiesa dogmatica (quella chiusa in sacrestia).

Un capo-spirituale mondiale, senza NESSUNO che lo possa contrastare (neanche il Patriarcato Ecumenico Ortodosso), che ha riscritto la storia della religione cattolica con queste sorprendente dichiarazione:


"Ritengo che la cosa più importante, specialmente in una ricorrenza significativa come l'attuale, sia ravvivare in tutta la Chiesa quella positiva tensione, quell'anelito a riannunciare Cristo all'uomo contemporaneo... Ma affinché questa spinta interiore alla nuova evangelizzazione non rimanga soltanto ideale e non pecchi di confusione, occorre che essa si appoggi ad una base concreta e precisa, e questa base sono i documenti del Concilio Vaticano II, nei quali essa ha trovato espressione. Per questo ho più volte insistito sulla necessità di ritornare, per così dire, alla 'lettera' del Concilio - cioè ai suoi testi - per trovarne anche l'autentico spirito, e ho ripetuto che la vera eredità del Vaticano II si trova in essi. Il riferimento ai documenti mette al riparo dagli estremi di nostalgie anacronistiche e di corse in avanti, e consente di cogliere la novità nella continuità. Il Concilio non ha escogitato nulla di nuovo come materia di fede, né ha voluto sostituire quanto è antico. Piuttosto - ha detto il Papa - si è preoccupato di far sì che la medesima fede continui ad essere vissuta nell'oggi, continui ad essere una fede viva in un mondo in cambiamento".

Anonimo ha detto...

C'é qualcosa di buono nella Massoneria? Dato che la massoneria ha modellato e continua a modellare la "modernità" matura nelle sue realizzazioni, questa domanda in qualche modo (ma davvero?) equivale a quest'altra: c'é qualcosa di buono nella modernità realizzata? Ed è quest'ultima la domanda che molti, Papa compreso, si fanno all'atto di celebrare i cinquant'anni dall'apertura del Concilio. Ammette, peraltro, esplicitamente (pochissimi l'hanno rilevato, ma per me è una cosa letteralmente CLAMOROSA), che il Concilio non è riuscito a dare una risposta (GS), NON ha saputo dare una risposta precisa.

Torniamo alla prima domanda. Per un cattolico, la risposta non può che essere: no. E questa, infatti, è stata la risposta che la Chiesa ha sempre dato, nonostante che, secondo l'insegnamento di Benedetto XVI sul Concilio, abbia fatto propri alcuni elementi essenziali della modernità, non incompatibili, e addirittura meglio congeniali al Depositum fidei.

Allora la nuova domanda è: esiste una modernità sostanzialmente "altra" dall'ideologia massonica? Se non esistesse, cioè se le due cose coincidessero, occorerebbe affermare che satana l'ha avuto vinta e il mondo è caduto interamente nelle sue mani, per cui l'unica cosa da fare è estraniarsene completamente. Ma questo è impossibile, non sarebbe una visione né cristiana, né cattolica. Anzi, paradossalmente, coiciderebbe con un modo "massonico" di guardare alla realtà. E peraltro contraddirebbe l'esperienza, basta pensare a tutti i santi che hanno vissuto e operato felicemente nella modernità fino ai nostri giorni.

Per cui penso che occorre davvero operare questo chiarimento e il Papa ha perfettamente ragione.

Nostro Signore non si è abbandonato al sonno per abbandonarci, come hanno pensato gli apostoli sulla barca. Solo ci chiede di non smarrire la fiducia, di non indossare il salvagente, e di operare piuttosto coerentemente, senza lasciarci sopraffare dai dubbi. Così saremo di nuovo capaci di cambiare il mondo, a partire dal cambiare noi stessi e salvarci l'anima.

Anonimo ha detto...

Piuttosto - ha detto il Papa - si è preoccupato di far sì che la medesima fede continui ad essere vissuta nell'oggi, continui ad essere una fede viva in un mondo in cambiamento".

Leggete l'articolo appena postato su Mons. Dagens, la Dottrina della Fede, i vescovi francesi e la FSSPX...

Dante Pastorelli ha detto...

La Chiesa col Concilio non ha mutato niente della Fede né ha voluto sostituire niente d'antico ch'essa possiede. Bene. Si voleva presentare la fede di sempre in modo più comprensibile. Bene. Non c'è riuscita, perché? Per colpa dei gruppi cosiddetti tradizionalisti? Ma han davvero una tale forza? Per colpa di coloro che han corso troppo avanti (e quindi han modificato la fede? Chi non li ha fermati? Non ci sono state, allora culpae in vigilando, desistenze in campo dottrinale, liturgico, morale e disciplinare? Non disse Giov. P. II che il suo limite era di non aver saputo comandare e guidare la Chiesa?
Se il problema è il non esser riusciti a realizzzare i propositi conciliari, chiarisca il Papa il nuovo approccio, le caratteristiche e le linee guida della nuova evangelizzazione.
In realtà mi sembra ch'egli ripeta semplicemente il solito concetto: novità nella continuità. Ma cos'è questa novità? E' solo di modo di porre la fede antica o qualcos'altro?
Come fa la fede ad esser viva nel mondo che cambia se non restando ferma, integra nella sua totalità comer faro luminoso a chi nei meandri del mondo moderno si perde?
Nessuno di noi pensa che la ricchezza della Rivelazione non possa esser approfondita e rivelare nuovi tesori. Questo sarebbe sterile fissismo. Ma il progresso non è nell'oggetto della Rivelazione, ma nel soggetto. La verità antica resta immutata, siamo noi che ne cogliamo ulteriore bellezza.

Anonimo ha detto...

Dice il massone Raffi:

Spiace dover constatare oggi che questa grande spinta verso una visione più umana della Chiesa sia stata poi sostituita da un arroccamento dogmatico, da un atteggiamento di chiusura aprioristica

???!!!

Anonimo ha detto...

Vatican Insider

" [...] Un’analisi ancora più ricca e strutturata viene dal Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fabio Venzi, che in forma sobria e riservata sta estendendo un fronte di dialogo con esponenti del Vaticano. «Volendo fare un rapido excursus tra i documenti della Chiesa Cattolica sulla libera muratoria, ci si accorge di trovarsi di fronte a delle contraddizioni», esordisce Venzi. «Il primo documento della Chiesa Cattolica contro la Massoneria, la Bolla di scomunica del 1738 “In eminenti apostulato specula” di Papa Clemente XII, accusava la libera muratoria di “eresia”. Vi leggiamo testualmente: “Vogliamo inoltre e comandiamo che tanto i Vescovi, i Prelati Superiori e gli altri Ordinari dei luoghi, quanto gl’Inquisitori dell’eretica malvagità deputati in qualsiasi luogo, procedano e facciano inquisizione contro i trasgressori di qualunque stato, grado, condizione, ordine dignità e preminenza, e che reprimano e puniscano i medesimi con le stesse pene con le quali colpiscono i sospetti di eresia”. La Lettera apostolica “Quaesitum est”, del Cardinale Ratzinger, accusa invece la libera muratoria di “relativismo”. Tra i due documenti ce ne sono altri apparentemente di minore importanza, ma fondamentali per riscontrare l’evoluzione di opinioni e posizioni della Chiesa Cattolica nei confronti della libera moratoria», prosegue Venzi, secondo il quale «non essendoci un unico organismo di riferimento che rappresenti il vasto e multiforme movimento libero-muratorio internazionale, è di fondamentale importanza conoscere quali siano le fonti sulle quali la Chiesa Cattolica si è basata per la pubblicazione dei documenti più recenti»."

E' un discorso pretestuoso, perché documenti ufficiali massonici notoriamente non esistono. Il discernimento di Clemente XII sicuramente era basato su elementi seri.
E' un potere occulto (oggi nemmeno più tanto) che non possiamo minimizzare.
La "recente evoluzione" di opinioni e posizioni nella Chiesa, dovrebbe piuttosto allarmarci.


Gederson Falcometa ha detto...

Sembra che il Vaticano II porta ad una sorta di ignoranza invincibile.

Dante Pastorelli ha detto...

Relativismo, indifferentismo, sincretismo, vago deismo nei casi migliori, e quindi negazione delle religioni positive, ateismo illuministico in altri, naturalismo.
La condanna resta, sia pure espressa nel modo in cui sappiamo, senza la chiarezza del CIC del
1917. Quasi una toppa ad un enorme buco del nuovo CIC che nel Canone 1374 condanna a giusta pena chi s'iscrive a società che tramano contro la chiesa, e punisce con l'interdetto chi promuove e guida tali associazioni. A questo canone s'appellano i massoni che non si reputano più scomunicati perché, pii come sono, non tramano contro la Chiesa.
Fornisca il sig. Venzi il programma ufficiale, la base ideologica della sua gran loggia e giudicheremo. Ma fornisca anche l'elenco, veritiero degli iscritti.

Per chi non lo sapesse la Gran Loggia Regolare d'Italia nacque da una scissione guidata dall'ex Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Giuliano Di Bernardo.
Esiste un volumetto pubblicato dall'Unità - fonte non clericale! -nell'ottobre 1993, La Toscana delle logge, in cui son riportati logia per loggia i nomi degli affiliati. Della loggia del Venzi ci son solo 57 bominaitivi. Quale sia oggi la consistenza in Toscana e in Italia non so.
Ecco come il cambiamento del linguaggio porti confusione e distorca la verità.

Gederson Falcometa ha detto...

Cerca la colaborazione del spirito con il contro-spirito, vede questo:

“Volendo sintetizzare, descriverei così il nodo del contrasto che grava sulla Chiesa cattolica da decenni: per Wojtyla e Ratzinger il Vaticano II va visto alla luce del concilio di Trento e del Vaticano I; per noi, invece, quei due Concili vanno letti, e relativizzati, alla luce del Vaticano II. Dunque, data questa divergente angolazione, i contrasti sono ineliminabili. E a cascata, ogni giorno, noi vediamo giungere dalla cattedra romana norme, decisioni, interpretazioni che, secondo noi, confliggono radicalmente con il Vaticano II”. Interrogativi sul Concilio Ecumenico Vaticano II - Roberto de Mattei - http://www.corrispondenzaromana.it/interrogativi-sul-concilio-ecumenico-vaticano-ii/

Oltre ad una collaborazione tra lo spirito e lo contro-spirito, è anche un contemplazione della soluzione di mons. Ocariz, che diceva in quello testo di L'Osservatore Romano: ". Il consiglio deve essere interpretato alla luce della tradizione e della tradizione alla luce del Concilio". Anche un commentatore nel blog "Fides et Forma", ha parlato di questa "soluzione" che trova origine in Ratzinger, vedere:

"“Esistono due criteri per riconoscere il progresso dottrinale promosso dal Magistero: un criterio che muove dal passato per giudicare il presente e un criterio che muove dal presente per giudicare il passato. Il primo criterio è quello delle fonti della Rivelazione: il deposito rivelato già fissato nella Scrittura e nella Tradizione e che si riassume nel Simbolo della Fede: confrontando la nuova dottrina con queste fonti e dati essenziali della Parola di Dio, possiamo considerare la fondatezza e l’attendibilità della nuova dottrina, la sua continuità con l’immutabile Verità del Vangelo. Qui il Magistero antico ha un carattere fondante e giudica il Magistero moderno. Per esempio il Concilio di Trento o il Vaticano I sono criteri per discernere il valore delle novità del Vaticano II.

Ma esiste anche il criterio inverso: il Magistero moderno, per esempio il Vaticano II, giudica quello antico. E qui non si tratta di utilizzare il Magistero fondante, ma quello confermante o progredente, così come per esempio apprezziamo il valore maggiore di una conoscenza moderna in campo scientifico o filosofico rispetto a quanto sullo stesso argomento si sapeva già nel passato. In questo senso la nozione della liturgia, della Rivelazione, della Chiesa, del laicato, della vita religiosa, del sacerdozio, dell’uomo, del rapporto Chiesa-mondo, del rapporto fra le religioni o della mariologia ed altri temi nel Vaticano II, è più “progredita” della conoscenza che ci viene offerta dal Magistero preconciliare".
IL CORTILE DI RAVASI E L'UMANITARISMO DEL FUTURO SEGRETARIO DI STATO - http://fidesetforma.blogspot.com.br/2012/09/il-cortile-di-ravasi-e-lumanitarismo.html

Ho fatto questa osservazione ieri, non sono giunti a una conclusione. Ma perché trovo interessante, ho deciso di trasmettere a voi.

Un saluto dal Brasile




Anonimo ha detto...

"vi ho trasmesso quello che a mia volta ho ricevuto....."

Queste Parole che erano sante un tempo, sono oggi cambiate e diventate 'pericolose' quando penso ai giovani sacerdoti che nei seminari in questi anni hanno ricevuto tutt'altro, se non vengono CORRETTI in tempo anche tutt'altro tramanderanno.
Certo che il Signore si può servire benissimo di quest'anno della fede per seminare tanti cuori sacerdotali, che nel ri-vedere l'ultimo concilio, lo porti allo stesso tempo ad approfondire anche quelli precedenti.

Dante Pastorelli ha detto...

Purtroppo nei seminari si trasmette ciò che preti, vescovi e professori han ricevuto nel dopo concilio, per lo più ispirato a pericolose teologie.