venerdì 15 marzo 2013

Quanta cura in cordibus nostris

Marco Tosatti, su La Stampa, presenta l'ultimo libro di Ariel Stefano Levi di Gualdo Quanta cura in cordibus nostris. Enciclica in forma di Motu Proprio, Bonanno Editore, 2013. Anticipo qui la sua conclusione che è più utile in apertura per chi legge:
Iniziata nel dicembre 2011, la stesura del testo è ultimata nel novembre 2012 e agli inizi del 2013 messa in coda di stampa da Bonanno Editore. Inutile dire che nessuno, in quei giorni, incluso don Ariel che attraverso questa Enciclica si è fatto per gioco molto serio papa del futuro, avrebbe immaginato gli eventi che l’11 febbraio porteranno Benedetto XVI a rinunciare al ministero petrino.
Di Don Ariel Levi di Gualdo conosco altri due interessantissimi testi, dello stesso Editore: "Erbe amare" e "Satana si fece Trino", del quale trascrivo dalla quarta di copertina:
"Quando il fumo di Satana penetra all'interno della Chiesa non andrebbe temuta la sgradevole verità ma la gradevole menzogna, consapevoli che saremo chiamati a rendere conto a Dio non delle cose detta ma di quelle prudentemente taciute, La prudenza è una virtù, non uno scudo che copre le paure di chi rinuncia ad annunziare il Vangelo per non offendere nessuno, dopo avere mutata l'essenza della Rivelazione in cloro da diluire nella piscina del dialogo interreligioso. [...] Il prete [e, aggiungo, anche il laico] che parla dei gravi mali interni della Chiesa mosso da dolore e amore deve andare fino in fondo, anche in modo duro, perché finirà per produrre bene prezioso. Il prete [e il laico] che parla dei gravi mali interni della Chiesa senza dolore e senza amore farà bene a tacere, evitando di aggiungere inutile male al troppo male che già la devasta."

Col nome di Benedetto XVIII, Romano Pontefice eletto nel marzo del 2023 «all’apice della ingovernabilità ecclesiale» come recita il doloroso risvolto di copertina dell’opera, il sacerdote e teologo Ariel S. Levi di Gualdo firma un falso documento di magistero dai contenuti tanto autentici quanto seri, nel quale torna a manifestare il suo amore per la Chiesa, di cui analizza l’attuale stato di decadenza, e suggerisce risposte e soluzioni con questo immaginario fantastico atto di supremo magistero pontificio. 

L’Enciclica Quanta cura in cordibus nostris (Quanta premura nel nostro cuore) edita da Bonanno Editore (l’autore dirige la collana teologica “Fides quaerens intellectum” presso questa casa editrice), è strutturata in un preambolo e sei sezioni. Nella prima parte si delineano i criteri di una corretta formazione al sacerdozio che sia compatibile con la realtà storica, sociale ed ecclesiale contemporanea. Segue la parte dedicata al ministero dei vescovi e quella dedicata ai sacerdoti incentrata principalmente su Liturgia e Sacramenti. Nelle tre parti seguenti è fissata una rigida normativa per il riconoscimento delle nuove realtà di vita religiosa che mira a impedire la proliferazione di sedicenti congregazioni sempre più incontrollate e incontrollabili. Segue la parte dedicata a una prima riforma strutturale della curia romana e alcune norme integrative sul Conclave. A molti anni di distanza dalla sua caduta in disuso, questo Romano Pontefice torna a usare il Noi, dettando chiari e vigorosi i principi generali per una riforma a tratti radicale del sistema di governo della Chiesa universale, tutti di rigore sorretti sul fondamento di fede: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» … » (Mt. 7, 13-19). 

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Di Don Ariel Levi di Gualdo conosco altri due interessantissimi testi, dello stesso Editore: "Erbe amare" e "Satana si fece Trino", del quale trascrivo dalla quarta di copertina:

"Quando il fumo di Satana penetra all'interno della Chiesa non andrebbe temuta la sgradevole verità ma la gradevole menzogna, consapevoli che saremo chiamati a rendere conto a Dio non delle cose detta ma di quelle prudentemente taciute, La prudenza è una virtù, non uno scudo che copre le paure di chi rinuncia ad annunziare il Vangelo per non offendere nessuno, dopo avere mutata l'essenza della Rivelazione in cloro da diluire nella piscina del dialogo interreligioso. [...]

Anonimo ha detto...

Don Di Gualdo è allievo del teologo gesuita Peter Gumpel ed è consacrato sacerdote a Roma dove attualmente vive.

Antonio ha detto...

Ho come l'impressione che questo don Ariel sia un marrano.

Anonimo ha detto...

Non è un marrano.
Come deducibile anche dal nome è un ebreo convertito, ma non ha assolutamente nulla del marrano.
Posterò la sua critica alla Nostra Aetate, dal respiro sicuramente cattolico.

Daniele Di Geronimo ha detto...

Appena lo trovo, lo compro! Non ho ancora mai letto opere di don Ariel Levi di Gualdo, ma sono molto curioso.

Antonio ha detto...

Non è un marrano.

Era una battuta, cercavo di risollevarmi e di risollevarvi dopo l'elezione di Francesco.

Cesare Baronio ha detto...

Trovo poco serio, se non al limite dell'incoscienza, rifugiarsi in un delirio di fantapastorale quando a Roma siede un personaggio che ha intenzione di:

- sopprimere la Cappella Sistina
- nominare Filoni a Segretario di Stato
- abolire il Cardinalato
- affidare l'elezione del Papa ai Vescovi
- sopprimere molte Commissioni e Consigli di Curia

Leggete qui:

http://opportuneimportune.blogspot.gr/2013/03/prelati-su-un-orlo-di-una-crisi-di-nervi.html

Don Ariel scrive encicliche senza esser Papa e se ne bea, e intanto quello che siede sul Soglio di Pietro smantella la Curia...

Rafminimi@infinito.it ha detto...

http://opportuneimportune.blogspot.gr/2013/03/prelati-su-un-orlo-di-una-crisi-di-nervi.html


Se è vera la 44esima parte di ciò che sta scritto a questo link, RINGRAZIAMO IDDIO che la FSSPX è riamsta senaza firmare accordi.

Antonio ha detto...

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV438_A_proposito_della_rimozione.html

Sembra che Fellay avrebbe accettato anche il p. 25 di LG. Per Grazia di Dio, i modernisti hanno rilanciato. Qui Fellay è definito "politicante di periferia": secondo me se lo merita. I fedeli nella Fraternità sono trattati come idioti: quello stesso clericalismo che ha distrutto la liturgia e la Chiesa sta devastando la Fraternità. L'ultimo comunicato della SPX sull'elezione del nuovo "vescovo di Roma" è una pagliacciata. Rimpiangeremo Benedetto XVI, ma non per le questioni private di Luisa.

Anonimo ha detto...

Bene Antonio.
Spero che qualcuno cominci ad aprire gli occhi.
Ma è difficile, data la propensione di tanti accordisti-a-tutti-icosti a mettersi permanenti occhiali rosa, specie circa mons. Fellay e la sua grande voglia di "accordi" con la chiesa conciliare, -cv2 buono 95%!- abboccando a qualsiasi compromesso e svendendo la Tradizione (e quindi la fedeltà a Nostro Signore) per il bollino concesso dalla roma apostata.

bernardino ha detto...

Qualcuno ricorda come Padre Pio (San Padre Pio) si presentava all'altare, con quali paramenti? come era addobbato l'altare?
Padre Pio aveva voluto con forza, sempre nell'obbedienza, celebrare i Sacramenti della Chiesa Eterna e in special modo la S.Messa solo Tridentina.
Ma forse Padre Pio non era povero e frate cappuccino?
Qualche volta ha disdegnato di celebrare secondo i canoni eterni della S. Chiesa di sempre? con Calici d'oro con grandi Crocefissi sull'altare
Qualcuno crede forse che Padre Pio non amava i poveri? e da chi era circondato? e per chi soffriva Padre Pio a tal punto da pensare a quel grande ospedale della sofferenza e portarne a compimento l'edificazione per i piu' poveri? e per questo ha gettato i tanti Paramenti Sacri di grande valore e dignita?
Non dimentichiamo che Padre Pio e' stato il piu' grande battagliero contro satana che si presenta sotto mille volti, e questo mi impensierisce moltissimo, perche satana pur di distruggere la Chiesa di Cristo si presenta in mille modi, e c'e' chi si fa' convincere. Non dimentichiamo che ha tentato Gesu' ed ha provato a farsi adorare; cosa pensate puo' far credere all'uomo? all'uomo debole?
Cristo ha dato ai Suoi Apostoli le insegne e bisogna fare attenzione a trattarle con disdegno, pensando sempre che l'uomo povero va' oltre Dio; Dio e' sopra ogni cosa e nessuno si puo' permettere di metterlo in discussione, tanto meno chi dovrebbe rappresentarlo
ed invece nascondendosi dietro chissa' quali alchimia lo respinge, perche' chi respinge l'Autorita' data da Cristo e le Sue insegne di riconoscimento, respinge Cristo e la Dottrina di Cristo.
Attenzione dietro l'inganno c'e' di solito l'inferno e satana se la ride.
Se cadiamo in quest'errore, che le profezie ci hanno insegnato, non possiamo mai piu' riparare.
Certo ognuno di noi la pensa in modo diverso, ma alla fine il compenso sara' per tutti uguale - perderemo tutti la stessa cosa - la Chiesa di Cristo. E questo e' quello che conta di piu' ed e' per questo che dobbiamo combattere contro gli ingannatori amici di satana.
Ricordiamoci sempre che GESU' CRISTO E' IL RE DEI RE E GLI SI DEVE ONORE E GLORIA SOPRA OGNI COSA.