domenica 3 marzo 2013

Oltre al "Concilio dei media" abbiamo anche il "Conclave dei media"...

Nell'articolo precedente abbiamo registrato la riflessione di Rorate Caeli sul ruolo dei "Vaticanisti" in questi momenti che precedono e accompagnano il conclave da cui uscirà il nuovo Pontefice. Dopo il trauma iniziale e la successiva fase laudatoria, ora si sono tutti riposizionati sui loro scranni mediatici e, dalla rispettiva sfera di influenza curiale e non, lanciano le loro previsioni che spesso sono anche indicazioni curiali.

Dall'Agorà mediatica, in fibrillazione e molto attiva nelle previsioni e nei cosiddetti «ticket» (vedi Tornielli che ne esibisce uno da paura), si delineano con sempre maggiore evidenza due indirizzi:
  1. la "linea ratzingeriana di trasparenza" che si accompagnerebbe ad una istanza di un rapporto più collegiale tra Pietro e gli altri vescovi con la richiesta al prossimo Papa di intercettare le tante trasformazioni in corso e 
  2. quella di coloro che si preoccupano soprattutto di salvaguardare l'Istituzione.
A questo riguardo diciamo subito che la Chiesa è di Cristo, non è del Papa, né tanto meno della Curia. E sappiamo bene che Nostro Signore, a chi scandalizzava i piccoli, consigliava ben altro che "preservare l'istituzione"... 
In ogni caso occorre intendersi su cosa significhi "preservare l'istituzione", dal momento che i due indirizzi vengono presentati come "ratzingeriani" da una parte e "curiali o collegiali" dall'altra. In questo caso si incorre nell'equivoco, perché nessuno più di Ratzinger ha voluto e promosso la collegialità (del resto approvata nel Codice di diritto canonico sotto il suo predecessore). 

Il vero e serio problema che si sta evidenziando ora è proprio il 'vulnus' del primato petrino e della sua integrità, comunque messa in discussione proprio da una interpretazione progressista e 'moderna' dell'atto di rinuncia dalla potestà primaziale... che poi è l'oggetto dei dubbi commentati in precedenti articoli. E la vera ragione di dar voce e soluzione a questi dubbi riguarda non tanto il "preservare l'Istituzione" in senso conservativo-strutturale di resistenza ai cambiamenti, quanto il non stravolgerne il fondamento metafisico. La stessa Tradizione va vista, come insegna Mons. Gherardini, secondo l'“ermeneutica teologica evolutiva”, perché Tradizione e fissità non stanno insieme. Tuttavia i cambiamenti possono riguardare soltanto le contingenze e non le essenze: “quod semper, quod ubique, quod ab omnibus creditum est”, (S. Vincenzo da Lerino, Commonitorium).

Riassumo qui le ultime stime di G.G. Vecchi su Il Corriere della Sera:
Lo schema "conservatori" contro "progressisti" già logoro è saltato. Ora il confronto è tra ratzingeriani non necessariamente conservatori (dobbiamo ripartire dall'intenzione di Benedetto XVI di portare il rinnovamento nella Chiesa spiegava un autorevole cardinale progressista) e chi ha fatto resistenza in questi anni e magari si prepara a orientare diversamente il conclave. Su tutto l'ombra dell'ultima inchiesta che contiene l'esito del "veleni" che ancora si ripercuotono anche sul conclave perché le voci che serpeggiano probabilmente derivano dal fronte degli indagati magari per innalzare una cortina fumogena o nella speranza che, per reazione, non se ne parli.
Calzante la riflessione di Luisa a questo riguardo:
Ratzingeriani, termine coniato e ripetuto dai giornalisti, ma chi sono questi ratzingeriani e, sopratutto, che cosa significa esserlo?
Vedo considerati tali anche alcuni che hanno contestato, o anche solo opposto una forte resistenza, alla volontà di Benedetto XVI, ad esempio per la Liturgia.
Che la linea di trasparenza assoluta diventi il metro unico e assoluto con cui misurare l'eligibilità di un cardinale mi sembra pericoloso, che sia un dossier segreto a incombere come una spada di Damocle pure; sarebbe a mio avviso preferibile che fosse a disposizione di tutti per evidenti ragioni.
Ciò che ha fatto Benedetto XVI a livello di tolleranza zero e di pulizia morale è stato non solo coraggioso ma un punto di non ritorno per chi verrà dopo di lui, almeno lo spero, ma non possono essere solo le questioni legate alla morale a dirigere e influenzare la scelta dei cardinali. Dove mettiamo l'ortodossia liturgica e dottrinale?
Dico questo perché fra coloro che sono definiti "ratzingeriani" ci sono nomi di cardinali che a quel livello suscitano molte apprensioni.
Mi pare giunto il momento di esaminare, anche da semplici fedeli, il nutrito elenco delle imposizioni subite da Benedetto XVI, di cui abbiamo avuto chiara e documentata percezione.  E sono quelle che ci risultano evidenti. Non possiamo conoscere le sotterranee...Gli elementi da esse estraibili sono tanti. Anche se non fossero entrati in gioco i poteri che ci sono dietro, il clima e l'ingovernabilità da essi determinata, ha certamente giocato a favore della rinuncia. Basti ricordare (non mi sembrano pochi né di poco conto), a cominciare dalla 'strana' circostanza che, alla vigilia delle dimissioni tutti i pagamenti del Vaticano erano bloccati  mentre, senza aspettare l’elezione del successore, il sistema Swift è stato sbloccato all’annuncio delle dimissioni...:
  1. la rimozione della tiara ricamata sull'arazzo che scende dalla sua finestra per l'Angelus (usato domenica 10 ottobre 2010), da Benedetto XVI accettata e presto rimossa non certo di sua iniziativa. Così come la sostituzione della tiara con la mitra dalle vesti liturgiche regalategli nello stesso contesto e da lui in un primo momento indossate com'erano (immagine a lato: cliccare per ingrandire)
  2. l'impossibilità di nominare Giovanni Maria Vianney patrono dei parroci a conclusione dell'Anno Sacerdotale (come aveva ricordato anche pochi giorni prima e durante l'intero anno). Ovviamente un vero santificatore, dedito all'adorazione e all'amministrazione dei sacramenti (penitenza ed Eucaristia) è considerato troppo superato: l'efficienza vince sulla concreta essenzialità del ministero.
  3. la pressoché totale inapplicazione del Summorum Pontificum, purtroppo accompagnata anche dal disprezzo e dal pregiudizio di molti vescovi e sacerdoti;
  4. le resistenze ad applicare le sue indicazioni sul pro multis (qui la sua Lettera ai vescovi tedeschi) nel rispetto del dettato evangelico recepito dalla tradizione liturgica;
  5. le resistenze riguardanti il nuovo messale inglese;
  6. il terribile scandalo fatto scoppiare a tempo, proprio in occasione della rimozione delle scomuniche ai 4 vescovi della FSSPX; rimozione che probabilmente, se non fosse stata fatta a sorpresa, sarebbe stata stoppata.
  7. le dure opposizioni alla sua volontà di ricomposizione della questione lefebvriana, alle quali, sembra addirittura essersi dovuto piegare (inasprimento delle condizioni del preambolo operato il 13 giugno)
  8. le note vicende della sua autorizzazione all'unica abbazia trappista in Germania di ritornare alla Messa tridentina e di poter riprendere la Regola e le Costituzioni anteriori al Vaticano II. Il Papa aveva dato l’autorizzazione ed esentato questa abbazia dalla giurisdizione della Congregazione dei Benedettini, che segue le regole moderne, così da permettere ai monaci di seguire l’uso antico di prima del Vaticano II. E dunque aveva posto questa abbazia direttamente sotto la sua autorità. Ma qualcuno aveva collocato la lettera del Sommo Pontefice in un cassetto della Segreteria di Stato. Il nuovo “concesso” del Papa è stato apposto direttamente sulla lettera di richiesta successiva aggirando la Segreteria di Stato.
  9. la chiusura del Seminario di Takamatsu [il link è al documento più recente, ma vi si trovano i link ai precedenti] su indicazione della Conferenza Episcopale giapponese, vanificata alla vigilia da Bertone (!?), che ne sancisce il trasferimento a Roma e successivi bracci di ferro con i vescovi giapponesi convocati in Curia (!?). Non è bastata la primitiva decisione del Santo Padre; ma ha vinto il braccio di ferro con i neocat che non demordono mai. Come del resto l'atto finale incompiuto con la loro sincretistica liturgia.
  10. la "riforma della riforma" da lui voluta e presto insabbiata per essere sostituita dal "nuovo movimento liturgico dal basso (!?)" (Cañizares)
  11. la sacralizzazione della S. Messa col Crocifisso sull'Altare e la comunione in ginocchio da nessuno seguita;
  12. le bordate ricevute dalla lobby omosessuale amplificate ed enfatizzate da ogni agorà mediatica;
  13. gli intrighi e i sordidi intrecci di potere pressoché ingovernabili messi in luce da Vatileaks;
  14. il tentativo di approvare, alle sue spalle, un'anomala liturgia tuttora in sospeso, (che rivela paurose storture sia di insegnamenti che di prassi) della setta neocatecumenale, che ancora può invocare l'Arcano: come può un comportamento settario e non solo per l'"arcano" esser previsto nella Chiesa cattolica, cioè universale!? È un fatto tuttora anomalo la rifiutata pubblicazione delle sue catechesi! Ci risulta che proprio nei giorni scorsi sarebbe dovuta intervenire la decisione della Feria IV e forse è stata scritta una lettera che richiede l'adeguamento ai libri liturgici subito secretata. 
  15. l'evento Assisi3 che a detta del papa "si sarebbe fatto comunque con o senza lui", quindi gli fu imposto;
  16. l'inquietante dichiarazione del card. Romeo in Cina giusto un anno prima, che lo dava per "morto" nel giro di un anno;
  17. l'invadenza dei "fratelli maggiori" che si sono insinuati come cuneo potente nella ricomposizione con i Lefebvriani (e non solo. Basta ricordare le preghiera del venerdì santo e l'imposizione della shoà - evento terribile ed esecrabilissimo ma fatto storico - come nuovo dogma di fede al quale bisogna aderire per considerarsi cattolici. Invadenza peraltro da nessuno arginata, pur essendo una evidente intromissione negli affari interni della Chiesa cui loro non appartengono ma pretendono dettar legge e c'è da chiedersi con quale autorità;
  18. i venti di fronda e modernismo che non solo serpeggiano, ma si evidenziano con sempre maggiore intensità negli episcopati del nord Europa, in paesi già colpiti da una drammatica scristianizzazione;
  19. il fatto che Benedetto XVI abbia esplicitamente riconosciuto il "per sempre" del mandato petrino, pur se spinto (ingravescentem aetatem?) alla drammatica decisione, esercitato ora nella preghiera e nel nascondimento;
  20. alla vigilia delle dimissioni tutti i pagamenti del Vaticano erano bloccati mentre subito dopo le transazioni vaticane risultano sbloccate, i bancomat riaperti [qui].
Di agghiacciante rilievo: sia Cañizares che Romeo, insieme a Schonborn, Sherer (che ha ripreso tale quale il progetto dell'eretico Arguello sulle parrocchie!), Erdo, Rouco Varela, O'Malley, DolanRylko, Filoni (era il secondo di Bertone all'epoca dello scandalo Williamson e di sicuro era a conoscenza dei fatti, dei quali il Papa non era stato informato, tramando dietro le quinte), insieme a molti altri, sono potenti sponsor di una realtà inquinante e destabilizzante come quella neocatecumenale!

Roba da far venire i brividi di raccapriccio!
Sancte Michael, defende nos in proelio!

49 commenti:

RIC ha detto...

Qualcuno ha delle informazioni piu' precise sul cardinale Scherer di cui si parla tanto in questi giorni e al quale fa riferimento il citato articolo di Tornielli? Io non lo conosco affatto....

Anonimo ha detto...

...e cosa potrebbe succedere?
Un papa neocatecumenale che riformi la liturgia (e la Chiesa....nuova evangelizzazione) in direzione neocat...etc...?
Aiuto!

Anonimo ha detto...

Addirittura Dolan? Il fatto che l'amico Francesco Colafemmina l'abbia messo tra le sue preferenze me lo faceva piacere...
Di oggi la notizia (su La Nazione/Il Giorno/Resto del Carlino) che americani (latini e non) ed europei sono già d'accordo di votare Scherer. Notizia preoccupante, da un lato perché cardinale brasiliano è sinonimo di eretico (Lorscheider e Scheid insegnano), dall'altro perché il suddetto quotidiano proclamo per giorni, almeno dal 17 aprile 2005, che Ratzinger sarebbe stato eletto.
Rinnoviamo le preghiere...
Camminante

Luisa ha detto...

Diventa sempre più nauseante aprire i vari media e siti di informazione "vaticana", come vatican insider, ma non è il solo, qui un ticket, là una vendetta della diplomazia, qui il candidato missionario, là quello americano che si prepara, sono disgustata e anche, come già detto, molto inquieta su certi nomi, che sono poi queli che ritornano più spesso, sapere che sono così poco attenti all`ortodossia liturgica e dottrinale mi ispira le peggiori inquietudini.

Luisa ha detto...

Ls Chiesa è parcellizzata, divisa in tante casette, ognuna con il proprio orticello dove sono seminati, coltivati e colti gli ingredienti per la loro cucina interna, che questi ingredienti spesso non siano cattolici non sembra preoccupare chi di dovere. Il potere e l`influenza che hanno raggiunto i vari movimenti della Chiesa, anche in modo oscuro e sotterraneo, tessendo tele di amicizie e alleanze, è, a mio avviso, anomalo e foriero di profonda divisione e annacquamento delle verità di Fede.
Sapere che chi protegge e promuove falsi profeti, cattivi maestri e dissacratori della Liturgia ( non solo li protegge ma legittima le loro disobbedienze), è a rischio di succedere a Papa Benedetto mi ispira le peggiori inquietudini.

Anonimo ha detto...

pericoli in vista per l'elezione di un filo neocat?

Andrea Carradori ha detto...

Stupendo articolo ! Complimenti ! Brava Luisa !

Anonimo ha detto...

Spero veramente nell´azione dello Spirito Santo... tra i papabili non vedo sostenitori della Messa di Sempre... ergo la liturgia sará sicuramente sacrificata........


Vince-68

Luisa ha detto...

Ecco due link, nel primo potrete vedere i card. Schönborn e Sherer, in soggiorno alla cittadella neocatecumenale in Galilea, prendere appunti dal maestro Kiko Arguello, immagino che non avranno avuto problemi a partecipare e probabilmente anche celebrare la liturgia sincretista, creatura di Kiko Arguello, che il Papa ha voluto, senza riuscirci, correggere.
Nel secondo vedrete come Scherer ha fatto suo il progetto di Arguello sulle parrocchie, quel progetto che divide e spacca le parrocchie.

http://clip.dj/vescovi-da-kiko-arg-ello-nella-domus-galilaeae-per-la-download-mp3-mp4--roFbt5_xB0#v/-roFbt5_xB0

http://segnideitempi.blogspot.ch/2011/03/card-scherer-le-parrocchie-adottino-un.html

Anonimo ha detto...

La tolleranza zero riguardo alle eresie circolanti da anni grazie a movimenti di punta, come il CNC in modo speciale, non c'è stata affatto, anzi lodi e APPROVAZIONI-PROMOZIONI alla nuova evangelizzazione in tutto ilmondo!
e diciamolo ancora che la INTRANSIGENZA sacrosanta in campo DOTTRINALE sarebbe molto più importante di quella in campo morale: essa è fondamentale;
per le eresie e abusi liturgici sempre ampia connivenza, vista la linea modernista conciliare da sempre seguita, come i predecessori; allora scusate, mi pare che la "pulizia morale" diventi un'operazione molto effimera e "di facciata".

K

Anonimo ha detto...

Qualcuno ha delle informazioni piu' precise sul cardinale Scherer di cui si parla tanto in questi giorni e al quale fa riferimento il citato articolo di Tornielli? Io non lo conosco affatto....

CARD. SCHERER: LE PARROCCHIE ADOTTINO UN NUOVO ATTEGGIAMENTO Serve una “conversione pastorale e missionaria”

Le stesse parole del Documento della conferenza episcopale italiana che ha fatto proprie le linee neocat.
Qualcuno di voi sa dirmi, cosa significa "conversione pastorale"? Cosa ci propineranno (o tenteranno di farlo, ancora) sotto il pretesto della 'pastorale'?
Vedi

Di lui si sa che appartiene a questa genìa di vescovi

http://clip.dj/vescovi-da-kiko-arg-ello-nella-domus-galilaeae-per-la-download-mp3-mp4--roFbt5_xB0#v/-roFbt5_xB0

Anonimo ha detto...

Dal momento che la "riforma della riforma liturgica" fu insabbiata, mi chiedo chi sarà il probabile candidato su cui possiamo veramente contare...

Vince-68

Anonimo ha detto...

La tolleranza zero riguardo alle eresie circolanti da anni grazie a movimenti di punta, come il CNC in modo speciale, non c'è stata affatto, anzi lodi e APPROVAZIONI-PROMOZIONI alla nuova evangelizzazione in tutto ilmondo!
e diciamolo ancora che la INTRANSIGENZA sacrosanta in campo DOTTRINALE sarebbe molto più importante di quella in campo morale: essa è fondamentale per la vera pulizia della Chiesa;
per le eresie e abusi liturgici c'è stata sempre ampia connivenza, anzi compiacimento (>quanti bei frutti ecc.) vista la linea modernista conciliare-pluralista da sempre seguita, come i predecessori; allora scusate, mi pare che la "pulizia morale" diventi un'operazione molto effimera e "di facciata".

K

RIC ha detto...

Ringrazio Luisa x i due link molto illuminanti (purtroppo..). Ho pero' l'impressione - correggetemi se sbaglio- che dall'altra parte dell'oceano vii sia maggior apertura verso la Messa di sempre.

Anonimo ha detto...

Sapere che chi protegge e promuove falsi profeti, cattivi maestri e dissacratori della Liturgia


ma scusi, per caso papa Benedetto li ha mai impediti quei signori NC di propagare le loro eresie e messe stravolte ?

non ha per caso promosso i neocat a pieni voti ?

non ha detto proprio il papa a Kiko&c in quel gennaio 2010:

"La Chiesa ha bisogno di voi" ?

K


Anonimo ha detto...

http://www.internetica.it/neocatecumenali/la-nuova-chiesa.htm

Di sicuro negli USA c'è una maggiore fioritura di centri-Messa usus antiquior; ma può dipendere anche dalla vastità del contesto... C'è comunque di che rallegrarsi.

Però, in generale, non bisogna abbassare la guardia perché in Francia, ad esempio, ci sono molti vescovi che io chiamo "double face" (tipo Rey, Aillet) che appaiono ottimi vescovi, ma danno spazio, a pari titolo a VO, NO, e neocatecumenali; il che, se da una parte può dimostrare apertura, dall'altra favorisce la confusione a permette ai neocat di 'mimetizzarsi' sempre più senza perder nulla della loro inquietante identità di messianismo giudeo luterano gnostico e settario. E chi ha un poco approfondito seriamente questa realtà senza fermarsi alle apparenze (accattivanti), ne conosce i perversi meccanismo e le storture dottrinali e pragmatiche, purtroppo avallati da pastori che, come questi sopra nominati, vanno il Galilea a farsi "evangelizzare" dall'Arguello

Guardate cosa c'è in Galilea!

E cosa vi stanno realizzando!

E i veri Pastori dove sono? Cosa fanno?

Anonimo ha detto...

Con questo non discuto sulla coesistenza di VO e NO, ma ribadisco: che dire di un vescovo che inserisce anche l'esotico e arbitrario rito neocat a pari titolo, senza pretendere cambiamenti e purificazioni (peraltro ripetutamente indicati da Benedetto XVI, e che stavano per essere ribaditi prima della sua rinuncia), mentre per di più va a farsi evangelizzare in Galilea senza riconoscere le eresie (segnalate e documentate) che vi vengono insegnate ?

Che dire di cardinali, come Canizares, che ne magnificano l'esemplarità, quando invece è un "abominio"? Tant'è che Benedetto XVI aveva richiesto l'intervento della Dottrina della Fede?

RIC ha detto...

Il parroco di Castelvittorio, nell'en-
troterra di Ventimiglia (Imperia), du-
rante l'omelia e davanti a decine di
fedeli ha bruciato la foto di Benedetto
XVI.

Il prete ha accusato il Papa "di non
essere un pastore, di aver abbandonato
le sue pecore". L'episodio è stato rac-
contato dal sindaco di Castelvittorio,
testimone dell'accaduto.

Alcuni cittadini dicono del paroco che
è depresso e con problemi psicologici.

Anonimo ha detto...

non ha detto proprio il papa a Kiko&c in quel gennaio 2010:
"La Chiesa ha bisogno di voi" ?


Nel dir questo credo abbia pensato ai tanti "piccoli" in buona fede. Del resto sulla liturgia e anche sulla ricerca di comunione ecclesiale (completamente in frantumi dove passano i NC perché o ti fagocitano o te ne vai), è intervenuto più volte. Ma non lo hanno obbedito costoro (i piccoli sono trascinati da una ferrea e acritica obbedienza al vertice=l'iniziatore che ha i suoi catechisti come suoi ripetitori) così come non lo ha obbedito la maggior parte dei vescovi per altre cose.
E la Chiesa è frammentata e lacerata e piena di eresie e ignoranza dei fondamenti della Fede oltre ogni dire!

C'è da dire che nella desistenza dall'Autorità e dalle denuncia dell'errore inaugurata da Giovanni XXIII, i suoi successori non hanno mancato di emularlo col risultato che è sotto i nostri occhi, nel nostro cuore e nella nostra anima, da offrire ma da non subìre.

Anonimo ha detto...

Eppure c'è chi continua a dire che la Chiesa ha attraversato momenti peggiori e più bui...
si può essere più ciechi di così!
Un papa cede nella tempesta generale....90 vescovi su 100 professano - e ci credono!!! - eresie e dottrine dubbie....un conclave nella caligine fitta...la liturgia fatta a pezzi....i cattolici senza fede....eppure ci sono periodi peggiori?
Questa cecità e - Dio non voglia!!!! - un papa "cattivo" sono il peggio castigo di Dio, diritti diritti sulla strada della perdizione.


"Mi furono dimostrate le gravi afflizioni che dovrà patire la nostra Madre, la santa Chiesa, da quelli che sotto nome di bene e di vantaggio cercano di rovinarla, per esser questi lupi rapaci che, sotto il manto di agnelli, cercano la sua totale distruzione. Questi, sebbene non lo compariscono, sono acerrimi persecutori di Gesù crocifisso e della sua sposa, la santa Chiesa.

Mi pareva dunque di vedere tutto il mondo in scompiglio, particolarmente la città di Roma. Conoscevo la varietà delle false opinioni, che si nascondono sotto il manto della vera religione cattolica. Conoscevo la diversità dei partiti, i quali cospiravano gli uni contro gli altri; questi miseri si laceravano nella fama, si vituperavano nell’onore, si ammazzavano senza pietà.

Cosa dirò poi del sacro collegio? Questi per le varie opinioni erano chi dispersi, chi distrutti, chi spietatamente uccisi. In simile guisa e anche peggio era trattato il clero secolare e la nobiltà. Il clero regolare poi non soffriva la totale dispersione, ma era decimato di numero. Molti e senza numero erano gli uomini di ogni condizione che perivano in questa strage, ma non tutti erano riprovati. Molti erano uomini di buoni costumi, e molti altri di santa vita. Il mondo era in gravissima desolazione; il piccolo gregge di Gesù Cristo porgeva infuocate preghiere all’Altissimo, acciò si fosse degnato di sospendere tanta strage e tanta rovina. Ai voti di questo piccolo numero cessava la strage per parte degli uomini e incominciava quella per parte di Dio.

Il cielo si ammantò di nera caligine, scoppiando i fulmini più tremendi, dove incenerivano, dove bruciavano; la terra, non meno che il cielo, era sconvolta. I terremoti più orribili, le voragini più rovinose facevano le ultime stragi sopra la terra. In questa guisa furono separati i buoni cattolici dai falsi cristiani"

così la Beata Canori Mora

(http://www.lucisullest.it/news/2002/02/20020204.htm)

Luisa ha detto...

Benedetto XVI ha sempre fatto prova di una grande benevolenza nei confronti dei movimenti nati dopo il Vaticano II, il cnc non fa d eccezione, il Papa ha sempre voluto far fiducia, vedeva il bene che poteva esserci nella generosità, nell`entusiasmo, nello zelo di tanti membri di quei gruppi, ma pur nella sua benevolenza pochi mesi dopo la sua elezione al Soglio Pontificio è intervenuto con delle PRESCRIZIONI per rimettere la creazione liturgica di Arguello sui binari dell`ortodossia, obbligando i neocatecumenali ad obbedire ai libri liturgici, purtroppo la vergognosa battaglia contro la Liturgia e contro le norme del Papa, condotta da Arguello e dai suoi potenti protettori in Curia, è riuscita a vanificare quelle prescrizioni e i nc hanno continuato, e continuano, a disobbedire ai libri liturgici ogni sabato sera.
Nel gennaio 2012 il Papa ha sventato all`ultimo momento un colpo di forza ordito alle sue spalle( con anche la partecipazione del card. Canizares...) per strappargli l`approvazione di quella prassi liturgica e l`ha sottomessa all`esame di una Commissione, con che risultato? Zero! Tutto tace, Tutto continua come prima e peggio di prima.
È destabilizzante sapere che il Papa non riesce ad imporre la sua volontà che poi non è la sua volontà ma quella della Chiesa nel rispetto delle sue norme.
Ed oggi leggo i nomi di chi ha tradito la sua fiducia, di chi gli ha messo i bastoni nelle ruote, sostenendo disobbdienti e dissacratori, nel bouquet ricorrente dei papabili.


Luisa ha detto...

Andrea, non sono io l`autore dell`articolo ma mic!
Un caro saluto!

Anonimo ha detto...

I media danno tutti il card. Odilo Scherer come prossimo pontefice, già prima delle congregazioni generali.
C'è da temere. Probabilmente al dire dei vaticanisti sono già iniziate le cordate.
Che Dio ci protegga.

Osservatore ha detto...

@ Luisa

Anche io mi complimento con Luisa.

Passando ad altro.
Più passano i giorni e meno capisco il gesto di Benedetto.
Gli ho voluto sinceramente bene, ma non nego di sentirmi un po' tradito.
La sua ultima apparizione, a Castelgandolfo, mi ha sconcertato.
Era l'ultima volta che si mostrava ai suoi figli (da lui chiamati "amici"), ma il suo saluto sembrava quasi un atto dovuto: ha dato una benedizione frettolosa, ha augurato buona notte (erano le 17'30) e se nè andato, senza attardarsi un secondo in più a salutare per l'ultima volta i suoi figli.
Ecco perchè, cara Luisa, non capisco molto come mai lei non ha alcuna riserva verso quel blog dove una quindicina di blogger sembrano addirittura ipnotizzati (meglio: ipnotizzate) da Benedetto XVI.
Sono sicuro che lui sarebbe il primo ad essere infastidito da un atteggiamento simile

Anonimo ha detto...

Il papa era emozionato nell'ultimo saluto, anche a me ha dato impressione di frettolosità....ma provate ad immaginare questi suoi ultimi giorni e notti....

Anonimo ha detto...

... card. Odilo Scherer.. anche Pedro Farnès è Scherer, forse parenti?

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con quanto dice Anonimo 22:22.
Anch'io ho notato la stessa cosa e penso che non possiamo racchiudere tutto un uomo, un Papa e un Pontificato in questi ultimi attimi e parole. Soprattutto dopo aver ascoltato tante sue omelie e insegnamenti stupendi, da centellinare, nel corso dei lunghi e intensi 8 anni di Pontificato.

Alcune sue desistenze o alcuni atti possono aver deluso le nostre aspettative (naturalmente non personali, ma collegate alla Chiesa e al terribile momento che sta vivendo), ma non possiamo ignorare la gravità e la pesantezza della svolta che stava imprimendo alla sua vita e a quella della Chiesa. E dunque comprendere umanamente l'emozione e la difficoltà del momento.

Quanto alla chiusa del post, anche se non chiamata direttamente in causa, intanto dico la mia.

Ritengo il riferimento al blog di Raffaella di cattivo gusto e assolutamente non pertinente. E soprattutto mancante di comprensione per l'impegno e il trasporto anche affettivo che quelle persone, Raffaella in primis, hanno dedicato e ancora dedicano alla persona e all'opera di Papa Ratzinger. E penso proprio non siano affette da alcuna forma di culto della personalità, cui sembrerebbe alludere l'insinuazione di Osservatore. Semplicemente dimostrano un grande attaccamento ad una figura che ha accompagnato in modi diversi e significativi, per ognuna/o dei partecipanti a quel blog - da cui tutti abbiamo attinto ogni sorta di informazioni preziose - momenti cruciali della loro vita personale e, soprattutto, la loro maturazione nella fede. E, se a volte la loro strenua difesa può apparire unidirezionale, penso che in tutti questi anni e nelle complesse vicende che la Chiesa ha attraversato, hanno avuto molto ma molto materiale che la giustifica, sia nei confronti della stampa che della curia...

Peccato sciupare con allusioni stillanti punte di veleno gratuite cose così edificanti e positive sia sul piano umano che a livello spirituale.

Osservatore ha detto...

Io non ho fatto alcun nome, proprio per evitare un giudizio (o meglio, un'impressione) diretto/a.
Ho dato atto anche io che c'è del positivo nel lavoro/impegno di quella piattaforma.

Se c`è qualcosa di velenoso, cara Mic, quello è il suo atteggiamento nei miei confronti e nella sua risposta.
Lei ospita blogger che hanno sparato a zero su Benedetto XVI con veleni di ogni genere, come pure blogger con simpatie sedevacantiste e se la prende invece con me perchè ci sono rimasto male per il motivo menzionato prima.
Complimenti per la sua obbiettività.

Anonimo ha detto...

Oltre ad essere variopinto il prossimo conclave sarà lungo, per questo occorre pregare tanto e non perdere tempo.
Papa Benedetto ha alzato a 2/3 il quorum per essere eletti e questo, a meno che lo Spirito Santo entri potentemente in Sistina, allunga i tempi.
Per Pasuqa avremo il papa?

Anonimo ha detto...

Osservatore,
per favore non cominciamo ad andare oltre.
Su questo blog capita di tutto e lei non ha idea di cosa NON pubblico.
Ma non è detto che condivida al 100% quanto di vario e, soprattutto, appartenente a certi contesti passa di qua e che mi pare il caso di ospitare perché dà il polso della situazione e delle idee che circolano... e mi pare anche che in genere aggiusto il tiro ogni volta che qualcuno va oltre sia nei toni che nei contenuti.
Del resto ho detto più di una volta come un certo stile e certi giudizi aspri e 'tranchat' non mi vadano a genio nei confronti e del Papa e di chiunque.
Quanto all'uso del termine 'veleno', mi è venuto in mente perché ne ho assaporato tanto su MiL da parte sua e dunque lo so riconoscere.
Per essere precisi non mi pare che me la sono presa con lei perché c'è rimasto male. Io stessa avevo fatto identica considerazione in un altro thread, ma conclusa con la comprensione umana che ho espresso qui.
Viceversa me la sono presa e ho obiettato per la sua allusione finale che, conoscendola, francamente ho trovato provocatoria sgradevole e per nulla innocua.
So di non essere abile nelle fiorettate, ma non mi interessa nemmeno esserlo.
Spero che se scriverà ancora lo farà sui contenuti che stiamo esaminando ed eviti di buttarla sul personale.

Areki ha detto...

A proposito di "Conclave dei media" questa notte ho visto lo Speciale Tg1 a cura di Fabio Zavattaro. Il titolo era: "La Chiesa e la notte".
Attirato dal titolo mi sono fermato a vedere fino alla fine e sono rimasto molto deluso e anche urtato per il gioco sporco che stanno facendo certi vaticanisti di orientamento modernista.
Hanno intervistato ad es. un filosofo che parlava del Papa come un "primus inter pares", e appoggiava il tutto sugli Atti degli Apostoli dimenticando totalmente il "Tu es Petrus".
Hanno parlato con le suore statunitensi in rivolta contro i vescovi, hanno parlato di omosessualità e aids (quì c'è stata l'unica intervista passabile con un parroco del sud africa che ha sostenuto la dottrina cattolica).
Le persecuzioni religiose in Nigeria ridimensionate a fatto politico tribale....

Una cosa positiva che è emersa è stato l'impatto mondiale delle dimissioni di papa Ratzingher....

Citato a più riprese il Vaticano II, la Nostra Aetate, Congar, De Lubach, ecc
Ignorati totalmente i Cattolici della Tradizione, la questione dei rapporti con la San Pio X,....
La solita tiritera sui poveri e la Sant'Egidio.......
Nessun accenno a Dio, alla santità, alla salvezza dell'anima, alla grazia, all'aldilà, solo dialogo interreligioso in dimensione orizzontalistica.....
Insomma lo stesso gioco al massacro tentato al Concilio....

Tuttavia noi non dobbiamo demordere, l'uomo anela a Dio, va in cerca di risposte totali alla sua sete di infinito e di cielo... l'uomo come sempre ha bisogno di Dio perchè come dice Sant'Agostino siamo fatti solo per Lui ed inquieto è il nostro cuore fino a quando non riposa in Dio.....

don Bernardo
P.S: Preghiamo per la difesa del Papato

Cesare Baronio ha detto...

Condivido e apprezzo la lucidità dell'articolo, che rileva dei problemi gravissimi di governo e pare completare quanto, ormai tre anni or sono, scrivevo nel mio articolo "Biceps potestas"

(http://opportuneimportune.blogspot.gr/2010/10/biceps-potestas.html).

In quell'articolo, della cui lucidità stupisco io stesso a distanza di anni, scrivevo:

Verrebbe da osservare che la Chiesa non è per nulla ingovernabile: è piuttosto governata da un soggetto altro rispetto al Papa, dal momento che vi sono organismi vaticani e periferici che non si sentono assolutamente sottoposti all'autorità del Pontefice, ma si credono invece pienamente autorizzati a governare a prescindere dal Papa, se non addirittura contro di lui.

Ed è chiarissimo che le due parti sono su fronti talmente opposti, da non avere alcuna possibilità di coesistenza o di coabitazione: il Papa è una persona spirituale, erudita, mite e signorile; gli altri sono dei lanzichenecchi senza fede, senza cultura e senza rispetto. Da una parte Benedetto XVI non sconfessa chi, pur essendo al suo servizio, non gli obbedisce, anzi gli disobbedisce platealmente o gli attribuisce intenzioni e volontà ch'egli mai ha espresso; dall'altra non vi è alcuna remora ad esporre il Papa alla gogna mediatica, suscitando ad arte le proteste dei facinorosi, le lamentele dei Vescovi progressisti, le critiche dei personaggi di spicco, gli scandali morali o finanziari.


Nella lista di Luisa non compare:

La correzione dell'Oremus pro Judæis nella liturgia del Venerdì Santo secondo il rito straordinario, nel Febbraio 2008, ad opera della Segreteria di Stato e non della competente Congregazione per il Culto Divino.

La nomina – promoveatur ut amoveatur – di mons. Malcom Ranjit, allora Segretario della Congregazione del Culto Divino, ad Arcivescovo di Colombo, nel 2009, dopo ch'egli aveva chiesto al Papa, assieme a mons. Gherardini e a mons. Oliveri, di correggere in chiave tradizionale l'insegnamento del Vaticano II.


Cesare Baronio ha detto...

(segue)

All'epoca - essendo impensabile l'eventualità sciagurata dell'abdicazione - scrivevo:

Il parlamentarismo è certamente una piaga della Chiesa, così come lo è delle nazioni; ma a nostro avviso dietro l'alibi democratico ed assemblearista si cela un gruppo di potere che si guarda bene dal rinunziare al ruolo di manovratore delle varie assemblee, secondo la prassi marxista. Non si accontentano di gridare Non serviam, vogliono mettersi al posto del sovrano.

Ci sia consentito di dire a chiara voce che ormai è evidente che in seno alla Chiesa di Roma è in atto una vera e propria lotta di potere, mossa da chi si sente minacciato dal pur pacificus Benedetto XVI. [...] A questo punto ci si chiederà: «Come possiamo contribuire, noi?» Per assestare un colpo magistrale agli usurpatori, basta parlare di loro: la loro forza sta nel poter agire nell'ombra, nel sapersi invisibili e nel poter così operare indisturbati, specialmente di fronte all'opinione pubblica. Sono talmente pieni di sé, da credersi intoccabili e potentissimi: forse sanno esserlo con i singoli, a tradimento, o con la maldicenza, ma appena si accendono su di loro i riflettori, si ritirano inorriditi. Smascherarli, indicare i loro maneggi, scoprire le loro mosse e interpretare le finalità di quanto progettano è il modo migliore per disarmali, perché questo attira su di essi l'attenzione non solo dei Superiori e dei confratelli, ma anche dei media, che non sempre sono allineati, specialmente su internet, dove i blog sono letti assiduamente anche Oltretevere.

E dove la semplice allusione o l'indicazione della carica ricoperta non sia sufficiente – qui legit intelligat – si facciano anche i nomi, perché non c'è nulla di male a chieder conto alle Loro Eccellenze di quel che fanno. E sarà un bel banco di prova: allora la libertà dei figli di Dio, la comunità dei credenti, il governo democratico della Chiesa e tutto il ciarpame ideologico di cui ci hanno rintronato in questi ultimi quarant'anni si dimostreranno flatus vocis, ed essi si ergeranno – guarda un po' – a difensori di quell'autorità che per primi hanno contribuito a demolire. E andranno a pestare i piedini dal Cardinal Prefetto, o a piagnucolare al Sacro Tavolo, perché non li si vuole lasciar tranquilli a distruggere la Chiesa lontano da occhi indiscreti. Piangete, cari: adesso tocca a voi.


Speriamo e preghiamo che il prossimo Papa riprenda il timone della barca di Pietro, altrimenti quanto paventavo anni fa e quanto Luisa prospetta oggi potrebbe trovare realizzazione in una nuova chiesa ecumenica e irenista governata dalla Segreteria di Stato.

RIC ha detto...

Vorrei sottoporvi il testo del messaggio inviato a Papa Benedetto dal Patriarca della Chiesa Ortodossa Russa Kyrill. Un testo che vale più di qualsiasi commento:

Santita’! In questi giorni cosi’ speciali per Lei vorrei esprimerLe i sentimenti di fraterno amore in Cristo e di rispetto. Ci e’ sempre stata vicina la Sua posizione di coerenza che non dava spazio ai compromessi in questioni di fede e seguiva rigorosamente la tradizione viva della Chiesa. All’epoca in cui l’ideologia di permissivismo e di relativismo morale cerca di espellere dalla vita dell’uomo i valori tradizionali, Lei, coraggiosamente, alzava la Sua voce in difesa degli ideali evangelici, dell’alta dignita’ dell’uomo e della sua vocazione: quella di essere libero dal peccato

Luisa ha detto...

Questo è un momento in cui siamo immersi in sentimenti, emozioni e pensieri complessi e forti, sommersi dal circo mediatico che sta diventando una cloaca immonda diretta dalle varie fazioni imperanti, evidentemente anonime, questo è un tempo di tristezza e quasi angoscia nell`attesa di quel nome che sarà proclamato sul balcone della Basilica, purtroppo stento a nutrire la speranza, perchè so che alla Grazia si può anche resistere.
Dopo aver detto questo, molto semplicemente dico ad Osservatore che ho il massimo rispetto, e molto affetto, per Raffaella, so che Osservatore ha letto la testimonianza toccante di Raffella in cui spiegava come e perchè è nato il suo blog, quelle parole avrebbero dovuto bastargli e mettere a tacere le sue riserve o per lo meno la loro espressione nei termini che abbiamo letto qui.

Benedetto XVI ha avuto un ruolo fondamentale nella vita di molte persone, io sono una di loro, è stato un padre spirituale, una guida, un maestro, un punto di riferimento sicuro e fidato, molti-e sono approdati-e o ritornati-e alla fede, o alla pratica della fede, con lui e grazie a lui, lo strappo violento che hanno subito, quella sorta di lutto bianco che si trovano, impreparati, a vivere, si esprime anche nel modo che solo un affetto, un amore, profondo e sincero può ispirare.

Anonimo ha detto...

Fatemi capire, praticamente tutti i papabili sarebbero filo nc?!

Possibile?


Su Ouellet che dite? E Scola? A Venezia aveva una parrocchia affidata alla SPX giusto?

Luisa ha detto...

Vedo che anche Baronio pensa che sia io l`autore dell`articolo, ripeto dunque che è mic ad aver scritto il post attorno al quale stiamo discutendo!

Anonimo ha detto...

Caro Baronio,
Impeccabile il suo discorso sull'assemblearismo che trasforma la Chiesa da monarchia (governo di uno solo) a democrazia, oltrepassandone la fondazione divina.

Ne ho già scritto (nel mio libro) in questi termini:

Il problema nasce dalla contraddizione tra la democratizzazione che scaturisce da questa nuova visione di Chiesa e la sua costituzione divina. Come sostiene Romano Amerio viene inadeguatamente applicato alla Chiesa il principio che regola le comunità civili, ignorando la differenza tra esse e Chiesa di Cristo: le comunità civili prima si pongono in essere e poi si danno e formano il proprio governo. In ciò esercitano la loro libertà, mentre in esse stesse si fonda originariamente e fontalmente ogni giurisdizione comunicata alle autorità sociali. Al contrario, la Chiesa non si è data da se stessa né ha formato da sé stessa il suo governo, ma è stata fondata in toto da Cristo il cui disegno preesiste all’esistenza stessa dei fedeli. La Chiesa è dunque una società sui generis in cui il capo è anteriore alle membra e l’autorità viene prima della comunità.

Quindi una dottrina che ponga la sua base nel popolo di Dio democraticamente concepito e nel sentimento e nell’opinione del popolo di Dio, è antitetica a quella della Chiesa dove l’autorità non è chiamata ma chiama, e dove tutti i membri sono servi del Cristo, obbligati al precetto divino.

Sui poteri del Pontefice e sul suo rapportarsi alla collegialità dunque molto influisce l’ambiguità della Lumen Gentium alla quale Paolo VI, messo sull'avviso dai Padri del Coetus Internationalis Patrum, cercò di rimediare con la Nota Praevia stesa sotto la supervisione del Cardinal Ottaviani. E tuttavia tale nota, con molta coerenza progressista posta in calce alla Costituzione, viene sistematicamente "saltata" essendo, appunto, "praevia"...

La Chiesa è per sua natura gerarchica. E il potere del Papa (CIC, can.331), in virtù della sua funzione di Vicario di Cristo, ha nella Chiesa un potere ordinario supremo, pieno, immediato e universale, che può sempre esercitare liberamente. Il potere gli deriva dalla sua funzione e non da una sorta di presidenza del collegio episcopale. Del resto, il can. 1404 recita: Prima Sedes a nemine iudicatur.
[...]

Anonimo ha detto...

--segue

Lumen Gentium, al n.19 dichiara: « Il Signore Gesù, dopo aver pregato il Padre, chiamò a sé quelli che egli volle, e ne costituì dodici perché stessero con lui e per mandarli a predicare il regno di Dio (cfr. Mc 3,13-19; Mt 10,1-42); ne fece i suoi apostoli (cfr. Lc 6,13) dando loro la forma di collegio…»

Non mancano perplessità, nelle posizioni più tradizioniste, se si pensa che il termine “collegio” per designare l'episcopato non ricorre né nella Sacra Scrittura né nella Tradizione della Chiesa antica. Apostoli vuol dire ‘mandati’: il Signore li manda due a due non in "collegio"... C’è anche da osservare che il “collegio” si fonda su una potestà giuridica e morale, mentre si diviene vescovi per via sacramentale, ovvero mediante un quid che è nel contempo fisico e mistico come l'unità della Chiesa.

La collegialità, per effetto della creazione di strutture sovra diocesane come le Conferenze Episcopali, rischia di diminuire non solo l'autorità del pontefice ma anche quella dei singoli vescovi nelle loro diocesi. Inoltre non è peregrina l'osservazione che se i vescovi, per diritto divino, costituiscono un vero e permanente collegio in senso stretto, con a capo il romano pontefice, ne deriva come prima e non unica conseguenza che la chiesa in modo abituale dovrebbe essere governata dal Papa con il collegio episcopale. In altre parole, il governo della Chiesa, per diritto divino, non sarebbe monarchico e personale, ma collegiale.

In effetti si manifesta una duplice inconciliabilità nel principio del rapporto tra primazialità e collegialità basti pensare alla tesi dell’unico soggetto (collegio dei vescovi o romano pontefice) e i dati del magistero che, pur senza posizioni dichiarative parlano di due distinti soggetti (LG 22). All’interno stesso di questa suddivisione, la stessa inconciliabilità si coglie tra le esigenze metafisiche dell’autorità nella vita sociale e la realtà ecclesiale compresa alla luce della rivelazione cristiana.


Sviluppo anche le insidie della cosiddetta Chiesa-comunione (da cui nasce insidiosamente la collegialità) versus Chiesa-gerarchica, che passa come scoperta del concilio senza considerare che la Chiesa da sempre, se non è comunione-in-Cristo non è Chiesa...

Anonimo ha detto...

"Su Ouellet che dite? E Scola? A Venezia aveva una parrocchia affidata alla SPX giusto?"

Ouellet apri' nella sua diocesi un seminario kikiano, credo l'unico del canada o cmq uno dei pochi, mentre Scola forse non sara'pro-nc......ma e' pro tutto il resto!

Anonimo ha detto...

Il caos dilaga....e questo rientra nella permissione di Dio, affichè si avverino tutte le Scritture, comprese quelle che parlano dell'anticristo.
Lo spirito anticristico è esploso grazie al cv2 e al suo LASSISMO DOTTRINALE, liturgico e pastorale, e prepara, con l'anarchia, con l'abbattimento dell'Autorità di Pietro, l'occupazione da parte del rivale di Cristo, preceduta da tutte quest ribellioni egregiamente descritte dall'ottimo Baronio, preveggente non certo per presunzione profetica, ma quantomeno per quella Sapienza perenne che fa ricordare che "historia magistra vitae": proprio ciò che i cattolici in gran massa di oggi ripudiano, la saggezza derivante da errori passati, svalutando TUTTA la lezione del passato, cecità e AMNESIA, che li fa incapaci di ricostruire la storia e guardare lucidamente i PERCHE' E PERCOME degli eventi e dei loro nessi inevitabili !
Incapacità collettiva di un esame di coscienza, assenza di consapevolezza storica (escludo i presenti, fin quando si tenta onestamente proprio di far luce sui fatti, sperando che non prevalgano i pregiudizi e sentimenti personali, debolezze che inficiano i giudizi, rendendoli di parte....)
Sottoscrivo tutti gli eccellenti commenti di Baronio, e quello di Areki, oggi uno dei "rari nantes" sacerdoti con occhi aperti alla vita soprannaturale e alla salus animarum, oggetto sempre più emarginato dagli interessi della Chiesa conciliare.

dn

Icabod ha detto...

Riciclo un mio precedente commento:

Ci sono dei momenti e delle circostanze nelle quali la voce di chi governa, per il bene di una struttura complessa come la Chiesa, deve uscire forte e chiara.

I se i ma, non possono entrarci: basta ricordare i se e i ma di montiniana (e ora anche di Benedettiana) memoria che tanto male hanno portato alla Chiesa.

I "lupi" hanno permesso a Benedetto XVI la pubblicazione di libri, di encicliche, di Mp; ma attenzione a toccare alcune "riforme" fatte da uomini che MIRAVANO AD ALTRO piuttosto che al bene della Chiesa!

A noi toccherà l'arduo compito di pregare. Il "resto" che rimarrà fedele avrà due colonne: l'Eucaristia e l'Immacolata (il sogno di don Bosco).

Luisa ha detto...



"Fatemi capire, praticamente tutti i papabili sarebbero filo nc?!

I nomi che, tali dei ripetitori dischi rotti, fanno i vaticanisti...sì.
Schönborn, Sherer, Erdo, Dolan, O`Malley, Ouellet.
C`è chi va regolarmente in Galilea a lezione da Kiko Arguello, celebrando en passant la sua liturgia dissacratoria, chi adotta il progetto neocat sulle parrocchie, dunque sulla Chiesa. Ascoltano Arguello dire loro che tutto quello che la Chiesa ha fatto, dunque loro hanno fatto, è fuffa e muffa, ha fallito, è da abolire, che la pastorale sacramentale deve essere abbandonata per passare ad una pastorale di evangelizzazione, e applaudono, prendono appunti e applaudono, è un pittore laico spagnolo che dice loro che Dio gli ha dato una parola per loro e loro ascoltano beati e applaudono...e tornati a casa mandano in Galilea i loro sacerdoti per essere a loro volta ammaestrati da chi vuole demolire i fondamenti stessi della nostra fede, da chi pretende, e dice dal 1987, che solo la sua "nueva estetica" salverà la Chiesa del terzo millenio.

Ai nomi dei papabili legati al cnc, bisogna aggiungere i nomi di coloro che sono sponsor e protettori del cnc il cui potere di influenza è notevole: Filoni, Romeo, Rylko, Vallini, Sepe, Rouco Varela, e tutti quelli che dimentico.

Anonimo ha detto...

Certo ci vorrebbero paginate di blog per approfondire i 20 punti esposti, che essendo molto discutibili (nel senso vario possibile di : condivisione totale, parziale o nulla, nell'ambito di un civile dibattito), richiederebbero una certa attenzione dai lettori-dialoganti, e un impegno notevole da parte di chi gestisce il blog; in questo senso si può comprendere che il gestore sbagli anche a giudicare e censurare commenti, anche innocui: credo che accada per limiti umani di forze, tempo e anche (perchè no) di eccesso di difesa, o prudenza nel dare risonanza pubblica a tanti umori, la cui vena pessimista ed apocalittica oggi è ampiamente comprensibile e confortata da profezie sempre più convergenti tra loro, come rileva anche Baronio (consiglierei di dare uno sguardo a qualche frammento del libro "Fatima e la Passione della Chiesa" di Cristina Siccardi, che affronta il mistero d'iniquità in atto da mezzo secolo, fermandosi con delicatezza sulla soglia dei rischiosi giudizi umani, inevitabilmente PARZIALI, come sta accennando Mic).
Capisco che è sempre più difficile oggi, per un blog e il suo gestore, tener d'occhio:
-da una parte gli eventi, sempre più gravi e drammatici, tenebrosi e non rassicuranti, oggettivamente da definire MALA TEMPORA, anche dal più ottimista dei credenti
-dall'altra i commenti che riflettono il turbamento generale del Gregge sbandato (privo di un pastore SALDO E INTEGRO nell'ortodossia, scevro da lassismi o connivenze all'eresia (e questa qualità non è marginale, ma essenziale), turbamento più che motivato e condivisibile
-infine dover fare, da persona equilibrata, che tiene "le redini" del dialogo, la parte di quello che gestisce il tutto mantenendo un equilibrio che salvi sia il rispetto per gli uomini (dal più alto in grado fino al più piccolo) sia però -e questo è il punto dolente in cui siamo tutti fragili e fallaci-
senza tralasciare il rispetto PER LA VERITA', cioè per Colui che essendo Verità eterna, e Giusto Giudice, è ben al di sopra di tutte le vicende umane e passioni che davanti e in mezzo ad esse ci travolgono, impedendoci il giusto giudizio.
Voglio dire:
AMICUS PLATO SED MAGIS AMICA VERITAS: il detto vale oggi più che mai, ed è difficile seguirlo.
Si ha paura di dispiacere agli uomini, più che a Dio: e questa è stata la molla di tante approvazioni, senza SANZIONI, e la molla ahimè dei 3 Assisi.
................
importante:
AGGIUNGERE i due punti richiamati da Baronio.
................
Quanto all'auspicio:
Speriamo e preghiamo che il prossimo Papa riprenda il timone della barca di Pietro, altrimenti quanto paventavo anni fa ... potrebbe trovare realizzazione in una nuova chiesa ecumenica e irenista governata dalla Segreteria di Stato
come preghiera la condivido, ma sicuramente la speranza sarà disattesa, per ora, perchè i tempi sono maturi per la chiesa ecumenica mondialista e anticristica: da quella Dio non ci scamperà, in quanto la purificazione della Sposa di Cristo è oltremodo urgente e necessaria, e con il NWO e la religione mondialista Essa deve passare attraverso una vera ECLISSI.
E' ciò che la Madonna disse a La Salette e Fatima:
la Chiesa sarà eclissata.

dn

Anonimo ha detto...

Eclissata....vale a dire ridottissima la vera Chiesa mentre quella falsa si gonfierà di ogni specie di presenze.
Vedremo.
Utile rileggere in questi giorni il citato libro della Siccardi. Tante profezie si danno appuntamento sotto i nostri occhi.

Osservatore ha detto...

@ Luisa

Cara Luisa
grazie del suo pensiero in merito al mio post diretto a lei.
Non condivido al 100% ciò che mi scrive, ma sono sicuro che lei è sincera. E questo è sufficiente.
Mi sembra di percepire una svolta molto spirituale in lei e ne sono contento.
L'importante è riuscire a comunicare in modo sereno e costruttivo, senza riserve mentali che avvelenano il contatto.
Credevo che ciò fosse più semplice con la sua amica MIc. Invece mi sbagliavo: è forse più facile con lei.
Cordialità.

Amicus ha detto...

"Il vero e serio problema che si sta evidenziando ora è proprio il 'vulnus' del primato petrino e della sua integrità, comunque messa in discussione proprio da una interpretazione progressista e 'moderna' dell'atto di rinuncia dalla potestà primaziale...".

Esatto: ma il problema è che il vulnus l'hanno causato deliberatamente loro, i nouveaux théologiens, e tra di essi anche il teologo Joseph Ratzinger.
A questo proposito, mi permetto di consigliare la lettura di alcuni articoli apparsi sulla rivista 'Sì sì no no' esattamente vent'anni fa, sotto il titolo "Quelli che pensano di aver vinto": http://www.sisinono.org/anni-dal-xvid-al-xxd/category/25-anno-1993

In particolare il 7°, dal significativo titolo: "Ratzinger: un Prefetto senza fede alla Congregazione per la Fede": http://www.sisinono.org/anni-dal-xvid-al-xxd/file/377-anno-xix-nd6

e poi, qualche numero dopo nello stesso anno 1993, anche l'allucinante, ma importantissimo: "Ratzinger, Prefetto ecumenico; del Papato può farsi benissimo a meno":
http://www.sisinono.org/anni-dal-xvid-al-xxd/file/398-anno-xix-nd17

Quest'ultimo è particolarmente inquietante, ed è il commento ad una trascrizione, pubblicata sine glossa su '30 Giorni' del 2 febbraio dello stesso anno, di un dibattito dello stesso Card. Ratzinger col pastore valdese Ricca alla facoltà teologica valdese di Roma - lo ricordo bene - e al termine del quale il Ricca si disse d'accordo con Ratzinger "al 99 per cento"...

Direi che alla luce di quanto accaduto l'11 febbraio scorso, tutto l'articolo è davvero illuminante!
Di conseguenza: sicuramente le pressioni ed i ricatti, in quest'ultimo Pontificato,ci sono stati: ma mi sembrano del tutto secondari rispetto al piano dei 'nuovi teologi', e dunque anche dell'ultimo Pontefice, diretto al 'ridimensionamento' del Papato per fini ecumenici.
Qui siamo ad una tipica situazione da ALLARME ROSSO.

Marco Marchesini ha detto...

A parte il Card. Burke o Ranjith non so davvero chi potrà essere un buon Papa: non un Papa buono, ma un buon Papa.

Spero di sbagliarmi.

Anonimo ha detto...

pag. 8 de «L’Osservatore Romano» del 9 giugno: «San Giovanni Maria Vianney è stato al centro dell’Anno sacerdotale e in questa occasione sarà proclamato da Benedetto XVI patrono di tutti i presbiteri».
Secondo I.Media, che ne dà notizia il giorno precedente la chiusura dell'Anno sacerdotale, la decisione in extremis sarebbe stata presa perché il curato d’Ars non è «abbastanza rappresentantivo del sacerdozio del XXI secolo, né abbastanza universale».
Inoltre non riflette «completamente la figura del prete di oggi, all’epoca della comunicazione». Interpellato dall’agenzia Asca, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha detto: «Anche se nei giorni scorsi si è parlato del fatto che venerdì 11 il Papa avrebbe potuto proclamare il Curato d’Ars patrono dei preti di tutto il mondo, egli è già “patrono dei parroci”».
E così viene liquidato un esempio di sacerdote davvero "santificatore" (Adorazione - Eucaristia - Riconciliazione, come ricorda Mic, cos'altro serve?).

Molto in linea col papa-efficiente e vigoroso... nella difesa della Verità, oseremmo sperare!