venerdì 29 marzo 2013

Uno sguardo all'orizzonte mediatico ed ecclesiale

Prima di immergerci nel silenzio e nella contemplazione dell'ora nona, mi soffermo con voi su una riflessione che coincide col 'sentire' di molti, che riprendo da Infinito quotidiano. È ancor più significativa perché è la voce di un giovane credente che non si lascia massificare ed esprime e condivide ciò che il suo cuore gli detta.

Sono passati pochi giorni dall’elezione al Soglio di Pietro di Papa Francesco nonostante, nel mondo cattolico, sembri trascorso un secolo.

Complice il ruolo dei media, assistiamo quotidianamente all’esaltazione, probabilmente anche non voluta, da parte del nuovo Papa. Qualsiasi cosa egli faccia, dalla più semplice alla più solenne (se si può parlare di solennità) egli è osannato da tutti, credenti e non credenti, con una commozione ed esaltazione tale che lascia sgomenti e perplessi. Non che un tale attaccamento nei confronti del Papa sia sbagliato, l’ho avuto in maniera anche maggiore fino all’11 febbraio scorso anche io. Sorprende, ferisce e lascia l’amaro e il disgusto in bocca tutto questo atteggiamento, non per fare un torto a Papa Francesco (che pur sembra voler far di tutto per distaccarsi dal Predecessore), quanto perché in questa isterica esaltazione si dimostra come per otto anni, cattolici e non cattolici, abbiano vissuto male, malissimo, il glorioso pontificato di Papa Benedetto XVI.

Siate onesti e ammettetelo, tutta questa ipocrita frenesia, dimostra solo e soltanto questo: disprezzate Benedetto XVI, l’avete mal sopportato e ora che ve ne siete liberati, strumentalizzate il nuovo arrivato. Che, va riconosciuto, per alcune cose sembra essere concorde con il vostro atteggiamento. Ma non è delle scelte di Papa Francesco che voglio occuparmi ora. Quanto, piuttosto, del vomitevole atteggiamento di certo mondo cattolico.

Dei media, pronti e proni a salire sul carro dei vincitori, era abbastanza scontato fosse così. Basta guardare il modo in cui hanno trattato Benedetto XVI per capire quanto poco lo stimassero e quanto attendessero il momento di poter esternare la gioia di esserselo tolto di torno. Mai una volta che lo avessero difeso. Non per partito preso, ci mancherebbe, ma per onestà, perché quello sarebbe dovuto essere il loro lavoro, la loro missione: informare. Sul pontificato di Benedetto XVI, invece, si è fatta solo che disinformazione. Ma da parte di certo mondo non ci stupiamo più di tanto. Dispiace che tanto tesoro sia andato disperso per colpa di molti incapaci, ma tant’è. Nel mondo vigono leggi diverse da quelle della verità e forse tanto disprezzo, confermato da Gesù stesso, è sintomo di un ottimo operato, di alta fedeltà al Signore.

Da parte del mondo cattolico, clero e laici, l’atteggiamento entusiasta nei confronti di Papa Francesco è, lo dicevo, vomitevole. Da circa una settimana tutti gli istinti repressi da quasi otto anni di santità, sono venuti fuori. Tutti, dal 13 marzo scorso, si sono accorti dell’importanza dei gesti e dei segni compiuti dal nuovo Papa. Fino al 28 febbraio, invece, chi faceva notare l’importanza di gesti e segni, di come essi fossero mezzi efficaci per indicare e trasmettere cose più grandi, veniva, come il sottoscritto, tacciato di formalismo, di bigotteria, di estetismo, di fariseismo, eccetera.

La riscoperta dei segni tradizionali compiuta da Benedetto XVI (Dio non voglia che venga cestinata!) è stata da parte del clero irrisa, disprezzata e disubbidita, specie per quel che concerne l’ambito liturgico. Il mondo dei fedeli, che si dice cattolico (sul quale mantengo delle riserve), si è felicemente accodato, facendo della liturgia un porcile misto di spontaneismo e invenzioni, della dottrina l’esito infelice di chiacchiere da bar, della persona e del ministero del Papa, di un accessorio della propria vita spirituale.

Si esalta Francesco per disprezzare Benedetto. Il gioco è riuscito per tutti gli anni di pontificato, che senso ha continuare? Che forse non si trovano motivi per esaltare Francesco? Diamogli tempo, e preghiamo, che Egli ce ne dia a sufficienza. Nel frattempo evitiamo, almeno, di essere ipocriti. Tutti i vescovi, cardinali, monsignori e preti che hanno sofferto Benedetto XVI, che si sono nascosti dietro la sua santità votata al martirio delle loro porcate, ci risparmino, oggi, la loro difesa di ogni starnuto di Papa Francesco.

Dov’erano, monsignori, vescovi, preti, vaticanisti e compagnia cantante, quando Benedetto XVI era attaccato (ingiustamente!!!) per la pedofilia, per l’antisemitismo, per essere contro la ragione, la scienza, eccetera? Perché hanno taciuto? Non sarà che forse erano conniventi, o almeno avevano i loro interessi a lasciar crocifiggere il Santo Padre Benedetto XVI? Siete alquanto disgustosi oggi, a gloriarvi di difendere il Papa. Meschini eravate e meschini rimanete.

Esaltate la povertà di Francesco ignorando che lo stesso (se non anche di più) ha fatto Benedetto. Come Benedetto e come Joseph. Solo che, appunto, sapeva distinguere. Quando si trattava della sua persona ha rinunciato a tutto (anche all’agognata vita privata), ma nessuno l’ha mai esaltato, forse perché anche lui non ha mai voluto, benedetta umiltà!, che si sapesse. Quando, invece, si trattava dell’essere Benedetto, sapeva, da buon cattolico, che tutta la (presunta) ricchezza che lo ricopriva non era per sé, ma in quanto Vicario di Cristo.

Sembrate Giuda, ladri e traditori, dell’episodio del Vangelo di Giovanni (cfr. Gv 12, 1-11), dove sotto la scusa della preoccupazione dei poveri, si preoccupava solo di riempire le sue tasche. Leggetevi quel che dice Gesù e poi ne riparliamo. Nel frattempo più di qualcuno abbia il coraggio di porsi certe domande e, magari, di fornirmi le risposte adeguate.

58 commenti:

RIC ha detto...

Sabato scorso, in una trasmissione dedicata agli ultimi avvenimenti in Vaticano, Gianluigi Nuzzi ha esordito segnalando che nel caso di Benedetto XVI il papato è stato un autentico calvario.
A prescindere da ogni valutazione su Nuzzi e sul suo operato, credo che si tratti da un'affermazione particolarmente calzante.

Anonimo ha detto...

Grande. Semplicemente grande. Felice

Anonimo ha detto...

ma a dir la verità, è l'intero Corpo Mistico che sta vivendo il suo Calvario, anche per colpa dei papi conciliari.
Ed oggi al punto in cui siamo, non si tratta più di Getsemani, ma ci troviamo quanto meno alla Stazione dove Santa Madre Chiesa è coronata di spine.....

Antonio ha detto...

Bravo! Complimenti all'Autore di queste riflessioni, e a Mic, che le ha pubblicate. Buona Pasqua

Sam ha detto...

Catechismo della Chiesa Cattolica

1124 La fede della Chiesa precede la fede del credente, che è invitato ad aderirvi. Quando la Chiesa celebra i sacramenti, confessa la fede ricevuta dagli Apostoli. Da qui l'antico adagio: “ Lex orandi, lex credendi ” [Oppure: “Legem credendi lex statuat supplicandi”, secondo Prospero di Aquitania, Epistulae, 217 (V secolo): PL 45, 1031]. La legge della preghiera è la legge della fede, la Chiesa crede come prega. La Liturgia è un elemento costitutivo della santa e vivente Tradizione [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8].

1125 Per questo motivo nessun rito sacramentale può essere modificato o manipolato dal ministro o dalla comunità a loro piacimento. Neppure l'autorità suprema nella Chiesa può cambiare la Liturgia a sua discrezione, ma unicamente nell'obbedienza della fede e nel religioso rispetto del mistero della Liturgia.

1126 Inoltre, poiché i sacramenti esprimono e sviluppano la comunione di fede nella Chiesa, la lex orandi è uno dei criteri essenziali del dialogo che cerca di ricomporre l'unità dei cristiani [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio, 2 e 15].

_____________________________

1206 “La diversità liturgica può essere fonte di arricchimento, ma può anche provocare tensioni, reciproche incomprensioni e persino scismi. In questo campo è chiaro che la diversità non deve nuocere all'unità. Essa non può esprimersi che nella fedeltà alla fede comune, ai segni sacramentali, che la Chiesa ha ricevuto da Cristo, e alla comunione gerarchica. L'adattamento alle culture esige anche una conversione del cuore e, se è necessario, anche rotture con abitudini ancestrali incompatibili con la fede cattolica” [Giovanni Paolo II, Lett. ap. Vicesimus quintus annus, 16; cf Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 21].

c'è un inizio e una ragione ha detto...

1965-2013

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=9bJfOU7pPxg

la differenza è notevole. W papa Benedetto!

sam ha detto...

Mi fa piacere che c'è un Sam che ricopia a mio nome i miei commenti postati su un altro blog (quello di Raffaella). Non mi dispiace, perchè condivido l'analisi di Mic e qui quel commento ci sta bene. Gentile anche il fatto di citare la "fonte". Però, giusto per fare chiarezza, quel o quella Sam lì non sono io. :-)

Anonimo ha detto...

Bergoglio era uno dei papabili secondo la mappa interattiva di Repubblica ed stato amato da cardinali sia nel conclave 2005 e quello del 2013, grazie anche a Carlo Maria Martini. E' stato eletto con 100 voti.

Anonimo ha detto...

Mi fa piacere che c'è un Sam che ricopia a mio nome i miei commenti

Beh, allora devo ringraziare due Sam :)

Anonimo ha detto...

E' stato eletto con 100 voti.

Significa che ha molti sostenitori in Curia e fuori?
Effettivamente ce ne siamo accorti.
Peccato che non si sia potuto dire lo stesso per Benedetto XVI. Ma quel che lascia dei suoi insegnamenti e della parte di Tradizione che ha tentato di salvaguardare resterà indelebile perché non manca chi lo raccoglie.
Ora sembra il momento del modernismo-spinto. Vedremo se e fino a che punto....

Anonimo ha detto...

Dopo tutto, Benedetto ha nominato circa la metà dei 115 elettori nei suoi otto anni.

Anonimo ha detto...

Dopotutto sappiamo anche quanto in quelle nomine non abbia influito solo la sua volontà.
Per comodità, anziché mettere il link riporto qui l'elenco dei suoi atti biecamente e scorrettamente vanificati (e non sono tutti e nemmeno sono tutti noti)

Copio e incollo:

Mi pare giunto il momento di esaminare, anche da semplici fedeli, il nutrito elenco delle imposizioni subite da Benedetto XVI, di cui abbiamo avuto chiara e documentata percezione. E sono quelle che ci risultano evidenti. Non possiamo conoscere le sotterranee...Gli elementi da esse estraibili sono tanti. Anche se non fossero entrati in gioco i poteri che ci sono dietro, il clima e l'ingovernabilità da essi determinata, ha certamente giocato a favore della rinuncia. Basti ricordare (non mi sembrano pochi né di poco conto):

1. la rimozione della tiara ricamata sull'arazzo che scende dalla sua finestra per l'Angelus (usato domenica 10 ottobre 2010), da Benedetto XVI accettata e presto rimossa non certo di sua iniziativa. 2. Così come la sostituzione della tiara con la mitra dalle vesti liturgiche regalategli nello stesso contesto e da lui in un primo momento indossate com'erano.
3. l'impossibilità di nominare Giovanni Maria Vianney patrono dei parroci a conclusione dell'Anno Sacerdotale (come aveva ricordato anche pochi giorni prima e durante l'intero anno). Ovviamente un vero santificatore, dedito all'adorazione e all'amministrazione dei sacramenti (penitenza ed Eucaristia) è considerato troppo superato: l'efficienza vince sulla concreta essenzialità del ministero.
4. la pressoché totale inapplicazione del Summorum Pontificum, purtroppo accompagnata anche dal disprezzo e dal pregiudizio di molti vescovi e sacerdoti;
5. le resistenze ad applicare le sue indicazioni sul pro multis nel rispetto del dettato evangelico recepito dalla tradizione liturgica;
le resistenze riguardanti il nuovo messale inglese;
6. il terribile scandalo fatto scoppiare a tempo, proprio in occasione della rimozione delle scomuniche ai 4 vescovi che probabilmente, se non fosse stata fatta con un suo blitz, sarebbe stata stoppata.
7. le dure opposizioni alla sua volontà di ricomposizione della questione lefebvriana, alle quali, sembra addirittura essersi dovuto piegare (inasprimento delle condizioni del preambolo operato il 13 giugno)
8. le note vicende della sua autorizzazione all'unica abbazia trappista in Germania di ritornare alla Messa tridentina e di poter riprendere la Regola e le Costituzioni anteriori al Vaticano II. Il Papa aveva dato l’autorizzazione ed esentato questa abbazia dalla giurisdizione della Congregazione dei Benedettini, che segue le regole moderne, così da permettere ai monaci di seguire l’uso antico di prima del Vaticano II. E dunque aveva posto questa abbazia direttamente sotto la sua autorità. Ma qualcuno aveva collocato la lettera del Sommo Pontefice in un cassetto della Segreteria di Stato. Il nuovo “concesso” del Papa è stato apposto direttamente sulla lettera di richiesta successiva aggirando la Segreteria di Stato.
9. la chiusura del Seminario di Takamatsu [il link è al documento più recente, ma vi si trovano i link ai precedenti] su indicazione della Conferenza Episcopale giapponese, vanificata alla vigilia da Bertone (!?), che ne sancisce il trasferimento a Roma e successivi bracci di ferro con i vescovi giapponesi convocati in Curia (!?). Non è bastata la primitiva decisione del Santo Padre; ma ha vinto il braccio di ferro con i neocat che non demordono mai. Come del resto l'atto finale incompiuto con la loro sincretistica liturgia. (card. Burke su fronda del card. Canizares e invio in extremis, di pugno di Benedetto XVI alla Feria IV

----> segue

Anonimo ha detto...

<--- segue

10. la "riforma della riforma" da lui voluta e presto insabbiata per essere sostituita dal "nuovo movimento liturgico dal basso (!?)" (Cañizares)
11. la sacralizzazione della S. Messa col Crocifisso sull'Altare e la comunione in ginocchio da nessuno seguita;
12. le bordate ricevute dalla lobby omosessuale così ben delineata da Ariel S. Levi di Gualdo ed altri;
13. gli intrighi e i sordidi intrecci di potere pressoché ingovernabili messi in luce da Vatileaks;
14. il tentativo di approvare, alle sue spalle, un'anomala liturgia tuttora in sospeso, (che rivela paurose storture sia di insegnamenti che di prassi) della setta neocatecumenale, che ancora può invocare l'Arcano: come può un comportamento settario e non solo per l'"arcano" esser previsto nella Chiesa cattolica, cioè universale!? È un fatto tuttora anomalo la rifiutata pubblicazione delle sue catechesi! Ci risulta che proprio nei giorni scorsi sarebbe dovuta intervenire la decisione della Feria IV e forse è stata scritta una lettera che richiede l'adeguamento ai libri liturgici subito secretata. E ci sono diversi papabili che sono loro potenti sponsor!
15. la visita alla moschea blu che secondo Magdi Allam fu né più né meno imposta al papa;
16. l'evento Assisi3 che a detta del papa "si sarebbe fatto comunque con o senza lui", quindi gli fu imposto;
17. l'inquietante dichiarazione del card. Romeo in Cina giusto un anno fa, che lo dava per "morto" nel giro di un anno;
18. l'invadenza dei "fratelli maggiori" che si sono insinuati come cuneo potente nella ricomposizione con i Lefebvriani (e non solo. Basta ricordare le preghiera del venerdì santo e l'imposizione della shoà - evento terribile ed esecrabilissimo ma fatto storico - come nuovo dogma di fede al quale bisogna aderire per considerarsi cattolici. Invadenza peraltro da nessuno arginata, pur essendo una evidente intromissione negli affari interni della Chiesa cui loro non appartengono ma pretendono dettar legge e c'è da chiedersi con quale autorità;
19. i venti di fronda e modernismo che non solo serpeggiano, ma si evidenziano con sempre maggiore intensità negli episcopati del nord Europa, in paesi già colpiti da una drammatica scristianizzazione;
20. il fatto che Benedetto XVI abbia esplicitamente riconosciuto il "per sempre" del mandato petrino, pur se spinto (ingravescentem aetatem?) alla drammatica decisione, esercitato ora nella preghiera e nel nascondimento;

Roba da far venire i brividi di raccapriccio!
Sancte Michael, defende nos in proelio!

RIC ha detto...

vi segnalo senza commenti

http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-23683/

Anonimo ha detto...

Dopo aver letto dal link.

Qui, nella conclusione, è incastonata la dichiarazione giustificativa di Padre Lombardi, dopo una tanto sgradevole quanto pretestuosa "menata" nei confronti del mondo tradizionale.

Fino allo strappo umile di papa Francesco. Per il portavoce vaticano Federico Lombardi, interpellato dall'Associated Press, ha spiegato che se in una “grandiosa celebrazione solenne” sarebbe logico lavare i piedi di soli uomini in commemorazioni dell'Ultima Cena di Gesù con gli apostoli, “in una comunità piccola e unica, composta anche di donne”, come quella di Casal del Marmo, sarebbe stato “inopportuno” escludere le donne “alla luce del semplice obiettivo di comunicare un messaggio di amore a tutti in un gruppo che certo non comprendeva raffinati esperti di regole liturgiche”.

Si parla di inopportunità in relazione all'obiettivo di comunicare un messaggio d'amore in una piccola comunità.

Ma in quella piccola comunità il papa c'è andato da solo non ce lo ha mica mandato qualcuno. E il problema non è da "raffinati esperti liturgici", ma è che un papa abbia banalizzato il mandatum divino del Signore ai "suoi" sacerdoti trasferendolo a persone di altre fedi... Che poi qualcosa di analogo (non proprio identico perché almeno era fatto nell'ambito diocesano e parrocchiale e non esteso a non cristiani) sia stata decisa da conferenze episcopali nell'ottica della deriva post-conciliare centrata sull'uomo e non sul Signore per arrivare all'uomo nel modo che Lui solo ci rende possibile, non sminuisce la gravità del gesto di un papa, in sintonia con la peggiore creatività non liturgica ma anti-liturgica.

Anonimo ha detto...

C'è una tradizione e delle norme liturgiche che il papa può, semmai, cambiare ma legiferando (eodem sensu eademque sententia) e non facendo "strappi umili".

E non si tratta di giuridismo, ma di rispetto per il significato profondo e per il valore immenso di gesti che ci sono consegnati dalla Rivelazione Apostolica e che hanno anche un potere trasformante conferito loro dal Signore e non possono essere né oltrepassati né banalizzati, se questo senso profondo lo si conosce e lo si ri-conosce...

Amicus ha detto...

“Padre Lombardi ha poi sottolineato anche lo sforzo fisico del settantasettenne papa che si è piegato con entrambe le ginocchia a terra per sei volte nel corso del rito, lavando, asciugando e baciando i piedi dei dodici giovani detenuti, alcuni di religione musulmana. Tra loro anche due ragazze.”
http://lastampa.it/2013/03/28/esteri/vatican-insider/it/francesco-tra-i-carcerati-per-la-messa-in-coena-domini-MYp5OXn6odzJj0l1lApqCK/pagina.html

Dunque si è inginocchiato ben sei volte… Ma durante la Messa, davanti a Nostro Signore Gesù Cristo, neppure una.

Johannes Climacus ha detto...

Il plauso mediatico intorno a Papa Francesco testimonia una sola cosa: che è uomo di consenso, dunque uomo di potere.
Aspettiamo di vederlo contraddetto, criticato, attaccato etc..
Sarà quella la verifica: se reagirà esercitando il "potere democratico" della chiesa conciliare (quello, per intendersi, che in nome del "popolo di Dio" ha rovesciato gli altari) o restaurando l'autorità di Pietro, la potestas a Deo.

Anonimo ha detto...

Tornando al link a La Stampa,
Associated press presenta la questione centrata sulle dichiarazioni di Padre Lombardi e quindi sul pressappochismo demagogico che ne deriva. Ovviamente nessun accenno ai tesori della fede che sarebbe stata l'occasione opportuna per illustrare alla stampa, che in ogni caso appare ovviamente più interessata e 'rapita' dallo "strappo umile" del papa che ne ha fatto scempio.

A me così pare, nel mio povero sensus fidei. Ma non possiamo ignorare che nello stesso modo parlano padre Scalese e Cantuale Antonianum

http://querculanus.blogspot.it/2013/03/relativismo-nella-chiesa.html

http://www.cantualeantonianum.com/2013/03/un-vecchio-prete-ammalato-ma.html#ixzz2OutIOCMN

Anonimo ha detto...

Concordo con Johannes Climacus sulla necessità di verificare su gli altri atti e fatti che verranno.

Luisa ha detto...

Ed ecco il succo di padre Cantalamessa:

"Sappiamo quali sono gli impedimenti che possono trattenere il messaggero: i muri divisori, a partire da quelli che separano le varie chiese cristiane tra di loro, l’eccesso di burocrazia, residui di cerimoniali, leggi e controversie passate, divenuti ormai solo dei detriti... Succede come con certi edifici antichi. Nel corso dei secoli, per adattarsi alle esigenze del momento, si sono riempiti di tramezzi, di scalinate, di stanze e stanzette. Arriva il momento quando ci si accorge che tutti questi adattamenti non rispondono più alle esigenze attuali, anzi sono di ostacolo, e allora bisogna avere il coraggio di abbatterli e riportare l’edificio alla semplicità e linearità delle sue origini»."

Poveri noi, povera la mia Chiesa!


http://www.lastampa.it/2013/03/29/esteri/vatican-insider/it/celebrazione-della-passione-del-signore-EkkKGgzNASFyaz4KukH73L/pagina.html

Luisa ha detto...

È da 50 anni che si toglie, si distrugge, si semplifica, si modifica, si tolgono muri e balaustre, con quali risultati?
Il deserto della Fede!

Mi ricorda Bugnini quando diceva 
"Dobbiamo togliere dalle nostre preghiere cattoliche e dalla liturgia cattolica ogni cosa che possa essere l'ombra di una pietra d'inciampo per i nostri fratelli separati, i protestanti" e che "la preghiera della Chiesa non fosse motivo di malessere spirituale per nessuno"



Anonimo ha detto...

A me ricorda qualcuno che glielo ha permesso...

Anonimo ha detto...

Ovviamente nessun accenno ai tesori della fede che sarebbe stata l'occasione opportuna per illustrare alla stampa...,

Naturalmente ci sono cose così profonde che non è possibile divulgare né nelle poche battute richieste da una comunicazione così frammentaria e superficiale come quella dei media, ma sono per 'iniziati', cioè per credenti. Gesù le dice ai "suoi" e le opera su di loro, per poi operarle attraverso di loro.

Non si possono dunque divulgare ma almeno accennarvi in maniera seria e senza banalizzarle!
E, invece, costoro cosa ne stanno facendo?

Anonimo ha detto...


Stat Crux dum volvitur orbis

Dopo aver letto anche Tornielli e Cantalamessa, per ora mi impongo un doloroso orante silenzio

Johannes Climacus ha detto...

Alcuni versetti del salmo 95:

5 Tutti gli dèi delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli.
6 Maestà e bellezza sono davanti a lui,
potenza e splendore nel suo santuario.
7 Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
8 date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
9 prostratevi al Signore in sacri ornamenti.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
10 Dite tra i popoli: «Il Signore regna!».


Se solo prendessero seriamente ciò che recitano alla liturgia delle ore, senza scivolare in interpretazioni esistenzialistiche, prenderebbero altrettanto seriamente "santuario", "atri" e "ornamenti"!

Amicus ha detto...

Beh, il novello fra' Dolcino da strapazzo, alias Raniero Cantalamessa, stava insieme ai pastori pentecostali protestanti mentre 'benedicevano' il card. Bergoglio in ginocchiato sul palco, nel 2006 a Buenos Aires, no?

http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/NuoviPreti/CardBergoglioEcumenico.htm

E allora, 'tout se tient'...

Anonimo ha detto...

A maggior ragione, in una comunita' priva di solide, ancorche' semplici, basi teologiche, sarebbe opportuno evitare gesti fuorvianti, ma spiegare con semplicita' il perche' la liturgia cattolica usa certi gesti e non altri. Rimane l'antipatica sensazione di uno svuotamento di significato della liturgia, di una sua umanizzazione nel senso deteriore del termine, sino a renderla, per dirla con Ratzinger, una danza vuota attorno al vitello d'oro che siamo noi..... Felice

Silente ha detto...

Quel che è certo è che il nuovo regnante Pontefice sembra rappresentare, quasi alla perfezione, il mito ambiguo, fuorviante, confuso e confondente, rispetto alla Dottrina dogmatica e inerrabile di sempre, della "pastoralità", cifra del concilio e soprattutto del famigerato, e altrettanto confuso, "spirito del concilio".

Il noto storico progressista Alberto Melloni, rappresentante della famigerata "scuola di Bologna" (e che, in quanto progressista, è "autorevole" per definizione), ben ci descrive il punto di vista modernista in un illuminante "fondino" sul Corriere di oggi:
" 'Pastorale' viene dal linguaggio di papa Giovanni: era così che voleva il "suo" concilio, come un concilio 'pastorale' - e il Vaticano II è stato così. Sia il tradizionalismo scismatico sia quello incorporato alla grande chiesa, hanno spesso cercato di minimizzare fino all'evanescenza il Vaticano II dicendo che era un concilio minore, privo di definizioni ed anatemi come i concili "dogmatici": un concilio, appunto, pastorale. (...) perché per papa Giovanni 'pastorale' voleva dire più che dogmatico. Il dogma è un enunciato, mentre la verità cristiana è annuncio che porta all'incontro con Gesù, incontro 'pastorale' perchè in esso Gesù si rivela pastore e vescovo (...) Da giorni (Francesco)dissemina le sue omelie di riferimenti patristici e teologici senza che nessuno se ne accorgesse"

Tralasciamo lo stile sciatto, la sintassi discutibile,l'uso disinvolto, ma significativo, delle maiuscole e delle minuscole, la perfidia di espressioni quali "il tradizionalismo scismatico", l'iniziatico cenno a "riferimenti patristici e teologici sofisticati" nelle omelie di Francesco che faccio molta fatica a scorgere (e non credo di esser il solo).

L'entusiastico "endorsement" di un Melloni, punta di lancia del modernismo e ben introdotto nell'ambiente curiale e intellettuale della Chiesa, è estremamente significativo e, certo, non ben augurante.

La bella rivista "sì sì no no" dello scorso 15 febbraio, citando quasi profeticamente il testo di Padre Reginaldo Garrigou-Lagrange: "Santificazione sacerdotale nel nostro tempo", elencava tra i "Pericoli per la vita sacerdotale nel nostro tempo di crisi modernista" (questo il titolo dell'articolo), il sentimentalismo, l'angelismo, lo spiritualismo. Appunto.

Anonimo ha detto...

Secondo me, come tutti i preti di sensibilita' post CV2 restaurera' l'autorita' non di Pietro ma di J.M.Bergoglio: ho conosciuto poche persone tanto democratiche a parole e tanto poco capaci di lasciarsi mettere in discussione e di valutare seriamente l'opinione altrui come lo sono i preti di sensibilita' progressista.... Felice

Anonimo ha detto...

Calma Amicus. Papa Francesco ha voluto iniziare il suo pontificato in modo piuttosto orgoglioso, senza dare a vedere difficoltà motorie che invece si sono rivelate esistenti.
1) Ci manca poco che inciampa andando ad abbracciare il Card. Sodano.
2) Oggi anche per inginocchiarsi sull'inginocchiatoio ha avuto bisogno di Marini
3) Ci sono volute 2 persone per rialzarlo dopo che si è prostrato in cattedrale

Il Papa è un uomo, e quindi non ama evidentemente, durante la Liturgia, essere aiutato mentre celebra.
Ma vedrete che superata la fase dell'imprinting, in cui tutti noi siamo chiamati a riconoscerlo come Santo Padre, inizierà a mostrare anche la debolezza.
Sembra di vedere il pontificato di Giovanni Paolo II, ma all'acceleratore.

Anonimo ha detto...

Grande !!!

Angel

Johannes Climacus ha detto...

UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE
DEL SOMMO PONTEFICE
VIA CRUCIS
AL COLOSSEO
PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE
FRANCESCO
VENERDÌ SANTO
MEDITAZIONI

VII Stazione: Gesù cade per la seconda volta

" [...]Illumina le nostre coscienze affinché riconosciano, nonostante «le divergenze umane e
religiose», che «un raggio di verità illumina tutti gli uomini», chiamati a camminare
insieme - nel rispetto della libertà religiosa – verso la verità che è in Dio solo. Così, le
diverse religioni potranno «mettersi insieme per servire il bene comune e contribuire allo
sviluppo di ogni persona e alla edificazione della società» (Esort. ap. Ecclesia in Medio
Oriente, 27-28)[...] ".


Libertas optima maxima!

Anonimo ha detto...

PASSIONE DI CRISTI PASSIONE DELLA CHIESA

In questi tempi di «apostasia silenziosa» emerge chiaro per così dire,ciò che stiamo vivendo,
ossia il Venerdì Santo della Chiesa,che essendo il Corpo mistico di Gesù Cristo nostro
Redentore ne ripercorre tutte le tappe fino al Trionfo finale.
In nostro aiuto in questa riflessione ci vengono le parole del racconto della passione di Gesù
fatto dalla Beata Anna K. Emmerick, mistica e veggente tedesca vissuta nel 19° secolo tra
visioni,preghiera e mortificazioni.
Nel capitolo 3 si racconta nelle prime pagine che Gesù fu condotto dalla casa di Caifa al
pretorio(Gv 18,28) e la mistica che non solo vedeva quegli avvenimenti ma li viveva, così
descrive la scena e da queste parole prendiamo spunto per provare (senza nessuna garanzia di
riuscirvi) a spiegare la situazione della Chiesa attuale : « Egli apparve sfigurato dalle percosse e dagli oltraggi della morte,indossava soltanto la tunica inconsuntile insudiciata di sputi e macchiata di sangue.»
Come non riconoscere in queste parole la situazione,lo stato attuale della Chiesa di Dio,
sfigurata ed insudiciata dai peccati del popolo e dei suoi stessi ministri.
« La plebaglia affluiva da ogni parte e seguiva il corteo lanciando grida e invettive contro il
Galileo»
Anche qui è evidente che tutto ciò sta succedendo anche alla Chiesa, oltraggiata ed accusata
dalla plebaglia che da ogni parte affluisce per attaccarla seguendo lo spirito del mondo e la
sua propaganda diffusa dai partigiani di satana ,molto attivi con le loro sètte.
«Nel vederlo in quelle condizioni sanguinante e pieno di lividi,molti amici esclusero Gesù dal
loro cuore,la loro fede si affievolì e si ritirarono scoraggiati,mentre i più superficiali si
unirono alla marmaglia.Essi non riuscivano a persuadersi che il Signore così barcollante e
malandato,potesse essere il Re,il Profeta,il promesso Messia,il Figlio di Dio.»
Accade anche oggi che nel vedere la crisi della Chiesa, il tradimento di molti suoi ministri, lo
scoraggiamento di alcuni dei suoi più importanti «rappresentanti» , molte persone perdono la
fede ed abbandonano l’unica Arca di salvezza e questi come allora sono i più superficiali che
molto spesso vanno ad unirsi alla già folta marmaglia che accecata dai vizi e dalla continua
propaganda anticristiana forma l’infame corteo che portò alla crocifissione di Gesù allora ed
alla persecuzione della Chiesa oggi.
Per capire cosa fare,occorre imitare la Madre di Dio che in questo passo del racconto della
Emmerick ci indica la via : « La Vergine mise il velo e il manto,mentre diceva a Maria Maddalena e Giovanni: «Seguiamo mio figlio fino al palazzo di Pilato,lo voglio rivedere!»

Alla vista del suo diletto Figlio,così orribilmente sfigurato, ella esclamò tra le lacrime:

« Questo è mio Figlio! Come hanno ridotto il mio Gesù!»

Anche a noi quindi non resta che seguire la Verità,il Magistero infallibile della Chiesa e
riconoscerla come nostra Madre nonostante le debolezze dei suoi uomini,pregare per il suo
Trionfo e pregare la Vergine Adolorata che non ci faccia seguire il corteo della marmaglia ma
ci aiuti ad imitarLa a seguire Gesù,fino ai piedi della Croce,unica via di salvezza !

Alessandro Pini

Anonimo ha detto...

tutta l'omelia di p. Cantalamessa ha strani echi, molto strani che infastidiscono l'orecchi cattolico. Si fiuta un'aria nuova, cosa se qualcosa di grosso stesse per giocarsi o sperimentarsi...tutto nella stessa direzione dello svecchiamento della chiesa cattolica e dell'apertura al nuovo e alla somma con le differenza. E' un ritornelli che tra un rigo e l'altro nei vari interventi del papa, oggi Cantalamessa e anche nella via crucis....ritorna.

Anonimo ha detto...

per la voce dal web delle 23.34

ci sono dei messaggi/locuzioni che dicono la stessa cosa.
Se possono interessare:
http://messaggidagesucristo.wordpress.com/2013/03/29/28-marzo-2013-il-pericolo-per-lesistenza-della-santa-eucaristia-verra-mostrato-a-voi/

ma andiamo in un campo minato...cautela e prudenza, ma è bene leggere tutto (questi messaggi lo dicono da mesi...)

RIC ha detto...

Un altro link. Scusate per queste continue segnalazioni e sopattutto in questo caso x un articolo in francese che per mancanza di tempo non posso tradurre


http://www.riposte-catholique.fr/perepiscopus/le-pape-francois-va-t-il-briser-lideologie-des-annees-70?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+Riposte-catholique+%28Riposte-catholique%29#.UVZrisu9KSN

Anonimo ha detto...


http://messaggidagesucristo.wordpress.com/2013/03/16/14-marzo-2013-questo-gesto-nefando-durante-la-settimana-santa-sara-visto-da-coloro-che-tengono-gli-occhi-aperti/

Anonimo ha detto...

Ha raffigurato l’insieme del suo sommo sacerdozio nel gesto della lavanda dei piedi. Con il gesto dell’amore sino alla fine Egli lava i nostri piedi sporchi, con l’umiltà del suo servire ci purifica dalla malattia della nostra superbia. Così ci rende capaci di diventare commensali di Dio. Egli è disceso, e la vera ascesa dell’uomo si realizza ora nel nostro scendere con Lui e verso di Lui. La sua elevazione è la Croce. È la discesa più profonda e, come amore spinto sino alla fine, è al contempo il culmine dell’ascesa, la vera “elevazione” dell’uomo.... Chiediamo al Signore, in questo giorno, il dono di poter dire in tal senso nuovamente il nostro “sì” alla sua chiamata: “Eccomi. Manda me, Signore” (Is 6, 8). Amen.

(Dall'omelia di Benedetto XVI, Messa Crismale Giovedì Santo 2008)

Anonimo ha detto...

faccio notare all'anonimo 6:40 che il "gesto nefando" annunciato in quel messaggio potrebbe essere quello accaduto il Giovedì Santo, con la falsificazione del senso e fine soprannaturale della Messa dell'Ultima Cena. Finora non ce ne sono stati più gravi (chissà poi in avanti...)

Anonimo ha detto...

faccio notare all'anonimo 6:40 che il "gesto nefando" annunciato in quel messaggio potrebbe essere quello accaduto il Giovedì Santo, con la falsificazione del senso e fine soprannaturale della Messa dell'Ultima Cena. Finora non ce ne sono stati più gravi (chissà poi in avanti...)

Sono disorientata ma sono sempre molto cauta nell'accogliere le rivelazioni private.
Penso che il Signore, se custodiamo la Fede ricevuta e preghiamo, non ci fa comunque mancare il suo aiuto anche attraverso sacerdoti secondo il suo cuore.

Luisa ha detto...

L`omelia di padre Cantalamessa assomigliava ad un annuncio, o ad un auspicio che molti della sua stessa sensibilità condividono, di una futura operazione-campagna "terra bruciata", che sia Cantalamessa a pronunciare quelle parole non mi stupisce, mi stupisce invece il luogo e il momento in cui sono state pronunciate.
Ma forse è giunto il momento di non più stupirmi di nulla, il che non vuol dire spegnere il cervello.

Anonimo ha detto...

molto in tema con questo articolo

http://www.chantcafe.com/2013/03/the-pope-media-and-endless-nonsense.html

Amicus ha detto...

"Anonimo ha detto...
Calma Amicus. Papa Francesco ha voluto iniziare il suo pontificato in modo piuttosto orgoglioso, senza dare a vedere difficoltà motorie che invece si sono rivelate esistenti..."

Sto pensando seriamente di aprire una rivendita all'ingrosso di occhiali, rigorosamente con lenti di color rosa: un affarone, di questi tempi!
Scherzi a parte: se il 'Vescovo (Papa) di Roma' Bergoglio non si è vergognato di farsi aiutare ieri sera in San Pietro ad inginocchiarsi e a prostrarsi, non vedo perché debba vergognarsi di essere aiutato a farlo durante la S. Messa, quando, davanti a Nostro Signore Gesù Cristo realmente presente sotto le sacre Specie, dovrebbe farlo a maggior ragione.
Mi sembra che, a livello di logica, non ci siamo.

Amicus ha detto...


"Sappiamo quali sono gli impedimenti che possono trattenere il messaggero: i muri divisori, a partire da quelli che separano le varie chiese cristiane tra di loro, l’eccesso di burocrazia, residui di cerimoniali, leggi e controversie passate, divenuti ormai solo dei detriti... Succede come con certi edifici antichi. Nel corso dei secoli, per adattarsi alle esigenze del momento, si sono riempiti di tramezzi, di scalinate, di stanze e stanzette. Arriva il momento quando ci si accorge che tutti questi adattamenti non rispondono più alle esigenze attuali, anzi sono di ostacolo, e allora bisogna avere il coraggio di abbatterli e riportare l’edificio alla semplicità e linearità delle sue origini»."

OK, fra' Dolcino Cantalamessa. Abbiamo capito. State progettando di eliminare tutto ciò che ancora impedisce ai cattolici di diventare completamente protestanti (anche se a dir il vero non c'è rimasto molto da distruggere). Eretici protestanti come i suoi amici pentecostali con i quali fra' Dolcino Cantalamessa ha l'abitudine di pregare; e che ha già detto che se alcuni vogliono costruire l’unità a partire della verità di fede, “noi vogliamo farlo partendo dal cuore”, proponendo ai poveri fedeli ignari la classica paccottiglia neomodernista 'spiritualista' d'accatto.

D'altra parte, penso che in fondo sia un bene che il bubbone conciliare ora esploda. E' da cinquant'anni che appesta il Corpo Mistico di Cristo, ed è ora che tutto il marciume neomodernista esca fuori definitivamente allo scoperto, di modo che tutti i veri cattolici possano accorgersene e prenderne le distanze.
Il Signore è insieme giusto e misericordioso: la crisi attuale l'abbiamo meritata, ma permettendo che ora il neomodernismo getti completamente la maschera, Egli dà nello stesso tempo l'occasione di renderlo evidente agli occhi di
tanti, che finora erano stati ingannati.


Anonimo ha detto...

Cara Raffaella,
è strano, non ci conosciamo di persona eppure sento con te una affinità e una straordinaria vicinanza e affetto come forse non ho con molti miei conoscenti o colleghi che frequento quotidianamente.
In effetti il “tuo” prezioso servizio di questi anni a fianco di Papa Benedetto è stato prezioso e un ineguagliabile servizio alla diffusione, non solo dei grandi avvenimenti che hanno avuto come protagonista Papa Benedetto, ma della quotidianità dello Stesso, fatto di catechesi, anche minime, ma di un valore assoluto, senz’altro da non sciupare.
Pertanto, non l’ho fatto mai prima, e me ne scuso, ma ti devo un grazie enorme.
Ti confesso che all’annuncio del11 febbraio ho pianto, subito non capivo, ma con il passare dei giorni l’ho accettato, ho compreso la portata del grande gesto di amore e di sacrificio che ha saputo donare alla Chiesa.
È pertanto, con sincerità di cuore e un sentimento di infinita riconoscenza per quello che hai fatto in questi anni, dalla povertà del mio cuore e dalla miseria del mio peccato, ti supplico di non far sì che quanto di meraviglioso hai raccolto nel tuo cuore delle gemme di Papa Benedetto, venga ofuscato dalla zizzania, dal rancore e dalle perfide insinuazioni di alcuni blogger che animati di falsa riconoscenza verso il Papa Benedetto XXVI, spargono veleni all’interno della Chiesa. Sarebbe sufficiente domandare loro: ami la Chiesa? E l’attuale Papa? Quotidianamente, quanto preghi per loro?
Mi scuso ancora per il disturbo, di cuore Ti auguro una serena e Santa Pasqua a te e ai tuoi cari.

Franco Pomerano - Savona

Anonimo ha detto...

Franco Pomerano,
forse ci ha raggiunti dal blog di Raffaella, ma ha scritto sul nostro.
Se torna a leggerci Buona Pasqua da parte nostra.
Informerò comunque Raffaella del suo messaggio.

Anonimo ha detto...

D'altra parte, penso che in fondo sia un bene che il bubbone conciliare ora esploda.

Praticamente mi sembra già esploso, caro Amicus.
Temo però che non ci sia un medico autorevole in grado di proporre e far assumere la medicina giusta, che peraltro c'è ed è nota a molti.
E' che non lo conosciamo o indugia a farsi avanti o proprio non c'è?

E, poi, un medico -da solo- non basta. Occorrono anche i paramedici e la truppa degli infermieri...

Anonimo ha detto...

Manca un medico e ahimè gli stessi malati (i cattolici) non si rendono conto di esserlo. Ciò rende la situazione ancora più grave.
Siamo nel castigo più grande, quella terza guerra mondiale spirituale (Pio XII), gli uomini privati degli occhi per vedere la realtà, dei medici per curarli...e muoiono nei loro mali. E' terribile!

Anonimo ha detto...

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV476_Rivarol_Elezione_Francesco.html

ottimo

Anonimo ha detto...

In effetti, noi viviamo il tempo della Grande Apostasia predetto nelle Scritture. In questo periodo apocalittico è necessario, innanzi tutto e prima di ogni cosa, essere lucidi e non farsi illusioni, poiché, come insegnava Bousset, «non c’è peggiore turbamento dello spirito che vedere la realtà non com’essa è, ma come si vorrebbe che fosse.»

Johannes Climacus ha detto...

Carissimi,
non facciamoci prendere dall'apocalittica, anticamera della gnosi.
Lo dico con tutta l'amicizia, convinto come sono che i fedeli alla Tradizione devono stare uniti.
Tutti conosciamo il capitolo 2 della seconda Lettera ai Tessalonicesi, ma i tempi li conosce Dio solo.
Ai nostri fini pratici, conta solo vivere in grazia di Dio: sia che Egli ci giudichi nel giudizio particolare, sia che Egli ci giudichi nell'avvento delle cose ultime.
D'altra parte, la stessa epistola paolina contiene una sola esortazione pratica: "Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera".
Non chiamiamo male il bene, ma neppure usurpiamo a Dio la Sua signoria sulla storia.

Pax in Maria

Anonimo ha detto...

Lo dico con tutta l'amicizia, convinto come sono che i fedeli alla Tradizione devono stare uniti.
Tutti conosciamo il capitolo 2 della seconda Lettera ai Tessalonicesi, ma i tempi li conosce Dio solo.


Ti ringrazio, ne sono convinta e l'ho detto e ripetuto tantissime volte.
Le decine di messaggi ancor più allarmisti e apocalittici non li pubblico. Ogni tanto ne passo qualcuno perché penso di dar voce a quello che è lo stato d'animo di molti; ma è necessario aggiustare il tiro in termini di equilibrio e sereno impegno a partire da ognuno di noi.

Bene hai detto qua su.

Anonimo ha detto...

Faccio notare a coloro che continuano a tempestare di messaggi tacciandoci di "assuefazione", che equilibrio non significa acquiescenza né tenere gli occhi aperti significa lanciare anatemi a destra e a manca, che non è il nostro ruolo.

Continuiamo a vivere nella Chiesa la Passio Ecclesiae in base ai fatti concreti, che continueremo a leggere con cuore ed elementi cattolici, nella convinzione che un sano realismo su una realtà difficile ingarbugliata e per certi versi destabilizzante non scalfisce la nostra fiducia e non riduce il nostro impegno, che è innanzitutto diretto, prima che in questo o in altri ambiti, a fare i conti con i nostri personali rischi di infedeltà e di obnubilamento a partire dalle realtà più personali, passando dalle più prossime...

Johannes Climacus ha detto...

Quanto alle profezie apocalittiche, nessuno intende sminuire la portata di certe cose.
Ribadisco: non chiamiamo male il bene e bene il male.
Ma la grande apostasia di cui parla san Paolo preannuncia l'eschaton e la Parusia. Non è veggenza di un semplice fatto storico, ma annuncio della venuta di Cristo Giudice.
E a proposito di tale tempo ultimo, il Signore è stato chiarissimo: "Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre." (Matteo, 24-38). E ci raccomanda una sola cosa: "Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. " (Matteo, 24-13).
Dunque perseveriamo nella fedeltà al Signore e lasciamo a Lui la signoria sul tempo e sulla storia.

Pax in Maria

Amicus ha detto...

Credo di aver fatto un errore nell'invio del commento, e quindi lo riposto.

Avendo più tempo, per onestà di giudizio, stasera mi son andato a vedere la Liturgia del Venerdì Santo di ieri. Non sono riuscito a capire fino a che punto Papa Francesco I abbia delle difficoltà davvero serie a genuflettere.
In ogni caso, se io fossi al suo posto, non esiterei a farmi sostenere dai cerimonieri nel genuflettere davanti al Corpo e Sangue di Cristo durante la Messa. Non vedo cosa ci sia da vergognarsi: per una persona di 77 anni di età, è più che normale avere difficoltà di questo tipo.

Anonimo ha detto...

mi chiamo rocco,
ciao luisa, riprendo la tua citazione

"Dobbiamo togliere dalle nostre preghiere cattoliche e dalla liturgia cattolica ogni cosa che possa essere l'ombra di una pietra d'inciampo per i nostri fratelli separati, i protestanti" e che "la preghiera della Chiesa non fosse motivo di malessere spirituale per nessuno"


ma la pietra di inciampo non e' Cristo? "Ecco, io pongo in Sion una pietra d'inciampo e una roccia di scandalo, ma chiunque crede in Lui non sarà svergognato" (Romani 9:33),"Egli sarà laccio e pietra d'inciampo
e scoglio che fa cadere" (isaisa (8, 14), (Gesù Cristo: pietra angolare eletta e preziosa per i credenti, ma pietra d'inciampo per gli increduli) mediatiamo bene sulle parole che gli arci-preti (preti con tessera arci )usano poiche non sono mai casuali ma intendono mandare messaggi ben precisi a consci e subconsci e infatti e' Cristo che stanno togliendo di mezzo dalla Chiesa.... croci pagane senza il crocifisso o con un corpo sopra che tutto ricorda meno che la bellezza del Cristo, e banchetto commemorativo al posto del Vero Corpo di Cristo. Il falso pietismo del mondo e' entrato nella Chiesa, ed in essa ora si "ragiona" secondo il pensiero del mondo. per non urtare i protestanti ci si dimentica dei cattolici. che disse Gesu a quella donna? "Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. Ed egli le disse: “Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. Ma essa replicò: “Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli”. Allora le disse: “Per questa tua parola va’, il demonio è uscito da tua figlia” matteo (7, 24). perche' dimostro' ragionevolezza e fede. cosi' nel mondo oggi contano prima i problemi delle coppie di fatto e degli omosessuali rispetto a quelli della famiglia tradizionale. cosi il papa non ha benedetto come si deve, i cattolici presenti per non urtare i pagani...e' come se io non comprassi le scarpe nuove a mia figlia perche' potrei urtare la sensibilita' del figlio del vicino povero che non puo' permettersele... a me un tale ragionamento sembra l'esatto contrario della ragionevolezza di Cristo. la Chiesa ha smarrito il semplice buon senso che altro non e' che la ragione o la ragionevolezza che va di pari passo con la fede, la quale, senza ragionevolezza, sarebbe fanatismo. fides et ratio.