martedì 5 marzo 2013

L'Islam divide i cardinali

Oggi su Vatican Insider. Un'ottima sintesi di quanto ampiamente riportato da blog canadesi e francesi. E forse possiamo ricavarne una possibile spiegazione riguardo ai "manifesti elettorali" visibili a Roma di cui all'articolo precedente...

Rapporti tesi fra il cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, e il suo collega Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Justitia et pax, e considerato da molti come uno dei possibili candidati africani al papato. Le frizioni rimontano a qualche mese fa, al Sinodo dei vescovi sull’Evangelizzazione, l’ultimo Sinodo presieduto da papa Ratzinger. Il cardinale Turkson aveva presentato ai padri sinodali un video sull’islamizzazione crescente dell’Europa. E a quanto sembra il cardinale di Parigi, evidentemente toccato nel vivo (in Francia si costruiscono più moschee che chiese) avrebbe criticato con asprezza il video. Ma parecchi vescovi africani presenti hanno confermato quanto il filmato asseriva aggiungendo dettagli sull’offensiva, di cui adesso vediamo l’evidenza cruenta, dell’islam nel continente africano. A quanto sembra il cardinale di Parigi giudicava troppo dura la denuncia dell’invasione strisciante dell’islam nel vecchio Continente. E’ probabile che le due posizioni tornino a confrontarsi nel momento in cui nelle Congregazioni generali si parlerà dell’islam, e dei modi per affrontare il problema.  

Aggiungo, da quel che ho letto in questi giorni, che il cardinale primate di Francia, oltre alla sua spiccata propensione per il dialogo senza rete con l'Islam e le diverse confessioni cristiane, è ben noto per la sua forte avversione nei confronti della FSSPX e per tutti gli Istituti tradizionali legati a Roma, nonché per aver assunto posizione "gallicane" di spiccata autonomia rispetto a Roma sia sulla Chiesa in Cina che nei rapporti col Patriarcato di Mosca da lui condotti al di fuori dei canali ufficiali romani. Fino al punto da affidare agli Ortodossi nell'agosto 2011 - cosa mai vista nei confronti di un Istituto cattolico, l'antico convento delle Suore ausiliatrici di Épinay-sous-Sénart (Essonne), la cui inaugurazione è avvenuta in presenza del vescovo Hilarion di Volokolamsk, responsabile delle relazioni estere del Patriarcato moscovita, col quale continua ad intrattenere trattative improntate alla più decisa "autocefalia".

7 commenti:

Anonimo ha detto...


Per Vingt-Trois si parla di "autocefalia", ma tutti gli altri vescovi non sono praticamente autocefali, tranne che nella loro dipendenza dalle rispettive conferenze episcopali?

Anonimo ha detto...

Gentile dice,

la controversia sul Islam al Sinodo centrava sul video clip dal internet

www.youtube.com/watch?v=6-3X5hIFXYU

anche se i fatti sono un po meno minaciante che il video demonstra, la realtà è la stessa: Europa sara stato islamico prima che chiude questo secolo....

i vescovi (non solo di Francia) che attivamente o passivamente promovono la riduzione di figli tra cristiani sono direttamente colpevoli...

Padre Pio diceve che ogni famiglia cattolica deve avere almeno 8 figli....i socialisti che impongono tassi alti sui cittadini cristiani e importano mussulmani anche sono colpevole...

dobbiamo capire che i massoni, i socialisti e i mussulmani sono in pratica alleati: perchè uniscono nel loro odio per Chrsto, Cristianità e la Chiesa Cattolica

Anonimo ha detto...

Il discorso sull'Islam è molto serio e delicato.
Da una parte è normale che un vescovo, in una società ormai pluralista e con una 'invasione' islamica di grande rilievo, si occupi e si preoccupi della civile e pacifica convivenza.

Ma quel che non è normale e preoccupa con sano realismo cristiano - senza per questo suscitare sentimenti anti-nessuno che non sono di sicuro cristiani - è l'insostenibile "calamento di braghe" nei confronti sia dell'Islam che dei cosiddetti "fratelli maggiori".

Infatti il "dialogo senza rete", in cui sono impegnati la maggior parte dei vescovi di tutta Europa, non tiene conto che le fedi non possono dialogare e che possono farlo solo le culture. E, dunque, è estremamente rischioso oltre che deleterio come testimonianza, assistere a indegni spettacoli di "communicatio in sacris", come nel caso (uno dei tanti) del vescovo di Lione Barbarin recentemente recatosi a pregare in Moschea per la sorte di cittadini francesi rapiti in Algeria...

Oppure si viene tacciati da anti-semiti, se solo si ricordano le differenze teologiche che fanno del Cristianesimo un Novum, per effetto dell'Azione teandrica di Cristo Signore, rispetto all'ebraismo.

La nostra Fede e dunque il Signore meritano maggior rispetto: una Santa Messa in cattedrale sarebbe stata molto più opportuna oltre che efficacemente impetrante!
Ma prevale la politica, così come prevale la morale, mentre le verità di fede, da cui la morale scaturisce (la nostra non è una morale basata sulla legge, ma sul cuore Redento da Cristo Signore), passano purtroppo in seconda linea...
E come risultato, mentre da parte nostra raccogliamo lassismo e perdita d'identità, dall'altro lato non possiamo che raccogliere disprezzo!

Si può rispettare chiunque, com'è giusto che sia, senza fare confusione e non senza esigere reciprocità.

Qui una riflessione sulla incauta e impropria dichiarazione che "adoriamo lo stesso Dio"

Signore, fino a quando?

lister ha detto...

Chi semina vento (bacio del Corano),raccoglie tempesta...

Anonimo ha detto...

L'Osservatore Romano di Oggi:

....
«Risvegliare la verità» è ora «la parola-chiave» secondo il cardinale Georges Marie Martin Cottier, intervistato da Giuseppe Rusconi per il «Corriere del Ticino» del 5 marzo. Si tratta, ha detto, di «risvegliare in tutti il senso della verità, con parole profonde, forti, meditate, semplici da capire. Che siano ascoltate e che convincano». Per il cardinale Cottier «siamo nel tempo della nuova evangelizzazione, che prevede una missione nel mondo occidentale, che ha dimenticato Cristo e la cui crisi si esprime con il dilagare del relativismo».

viandante ha detto...

Per il cardinal Cottier, secondo cui il mondo occidentale, che ha dimenticato Cristo e la cui crisi si esprime con il dilagare del relativismo e che quindi necessita di una nuova evangelizzazione, sarebbe importante prima di agire (rievangelizzare) cercare di andare a capire quali sono le cause di questo disastro. Chissà che forse i responsabili di qualche istituzione non abbiano magari favorito certe dimenticanze...

Anonimo ha detto...


I rappresentanti dell’islam dovrebbero iniziare a fare autocritica e ammettere, come hanno fatto d’altronde alcuni teologi riformisti islamici, che l’interpretazione letterale e conservatrice del Corano può portare al ricorso alla violenza e alla persecuzione nei confronti dei cristiani che, in nome della Trinità, vengono considerati alla stregua dei politeisti. Ora l’auspicio è che il nuovo Pontefice guardi all’islam e ai musulmani con rispetto, ma al contempo nell’amore per la Verità e senza paura, ricordando che sulla sponda sud del Mediterraneo oggi governano, nella maggior parte dei paesi, i Fratelli musulmani il cui logo è rappresentato da un Corano, due spade incrociate (sic!) e dalla parola «Preparatevi» che è l’incipit del versetto 60 della sura VIII «E preparate contro di loro forze e cavalli quanto potete, per terrorizzare il nemico di Dio e vostro».

http://www.corrispondenzaromana.it/che-cosa-si-aspetta-lislam-dal-conclave/