martedì 12 marzo 2013

Con una mano invisibile... La Tiara o Triregno


Appena Benedetto XVI ha lasciato il balcone, si è alzata una folata di vento. Ha sollevato e spostato l'arazzo con lo stemma papale, scoprendo ciò che esso copriva : la tiara (1), la corona dei papi con le chiavi incrociate di San Pietro, lo stemma di Alessandro VII (1665-1667) che appartiene al portale del Palazzo Apostolico. Finito un pontificato, rimane inciso nella pietra per tutta l'eternità il ministero petrino, il papato, di cui Gesù ha detto: le porte dell'inferno non prevarranno (Matteo 16:18). Poi di nuovo tutto tranquillo, ha spostato l'orlo del tappeto fin quando l'addetto non è venuto a rimuoverlo. È stato un caso che proprio nel momento in cui Benedetto XVI chiude una fase secolare, come da una mano invisibile il suo stemma sia stato messo da parte e sia venuto alla luce il simbolo del papato eterno ? Da non crederci ... (Foto: © Michael Hesemann)
By Paparatzinger blog, che pubblica quest'altra foto. La prima in alto, piccola ma eloquente nel dettaglio che fissa, ha il pregio di mostrare simultaneamente la Mitria dello stemma di Benedetto XVI e la Tiara  dell'altro.
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Per chi ama i 'segni'; ma anche per sottolineare, se non un vero e proprio segno, qualcosa che colpisce e viene 'letto' in un certo modo da un osservatore non indifferente a ciò che accade.


(1) La Tiara o Triregno, indossata dai Papi al momento dell'incoronazione fin quando non fu deposta da Paolo VI, reca tre corone a significare le tre potestà: coelestium, terrestrium, et infernorum. Veniva imposta dal proto-diacono, proferendo a voce alta e vibrata le famose parole: Accipe Tiaram tribus coronis ornatam,et scias Te esse Patrem Principum et Regum, Rectorem Orbis, in terra Vicarium Salvatoris N. J. C. cui est honor et gloria in saecula saeculorum (Ricevi la Tiara ornata di tre corone, e sappi che Tu sei Padre dei Principi e dei Re, Reggitore del mondo, Vicario in terra del Salvator Nostro Gesù Cristo, cui è onore e gloria nei secoli dei secoli). Detta alle origini semplicemente Regno, risulta consegnata da Costantino a Papa Silvestro, a significare la signoria della Chiesa alla fine delle persecuzioni cui erano stati fino allora sottoposti i cristiani. La seconda corona fu aggiunta da Bonifacio VIII e la terza da Benedetto XII.
La deposizione della Tiara da parte di Paolo VI, fu attuata solo nella prassi e mai codificata se non con un cambiamento, sempre di prassi, sancito da Giovanni Paolo II.
Paolo VI, 1975, Romano Pontifici Eligendo: n. 92. Infine il Pontefice sarà incoronato dal Cardinale Protodiacono e, entro un tempo conveniente, prenderà possesso della Patriarcale Arcibasilica Lateranense, secondo il rito prescritto.
Giovanni Paolo II, 1996, Universi Dominici gregis, n. 92. Il Pontefice, dopo la solenne cerimonia di inaugurazione del pontificato ed entro un tempo conveniente, prenderà possesso della Patriarcale Arcibasilica Lateranense, secondo il rito prescritto.
Il gesto di Paolo VI, tuttavia, sancisce una rottura col passato, e ad esso - altrettanto inedito per le cause addotte e simbolicamente dirompente - si affianca, oggi, la rinuncia di Benedetto XVI.
Sono a conoscenza di un dato storico proveniente da una testimonianza dell'allora protodiacono, card. Di Jorio. Quando Paolo VI manifestò l'intenzione di deporre la Tiara, non gli fu possibile farlo con una cerimonia come avrebbe voluto perché i cardinali-diaconi gli dissero: « Noi gliel'abbiamo imposta, noi non gliela leveremo ». E dunque egli entrò in Basilica portandola in mano e andò a deporla sotto l'Altare della Confessione... Ma oggi, di fatto la Tiara non c'è più, se non nei simboli custoditi dalle pietre e dalle vestigia storiche che ci tramandano il respiro di una fede millenaria.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo con la riflessione sulla scena simbolica, allusiva forse alla fine di un'era caotica; movimenti di oggetti, che SIGNIFICANO qualcosa di importante; piccolo evento forse permesso da Dio stesso.
Esso fa il paio con quello che colpì gli spettatori di tutto il mondo quando, al funerale di papa GPII, sulla sua bara, il Vangelo si mosse, le pagine si sfogliarono tutte al vento.....e si richiusero.
Davvero occorre meditare su questi piccoli "accadimenti".
Che cosa poi sia dietro l'angolo, e venga incontro a noi, dopo questi eloquenti "girar le pagine" della storia, non sappiamo:

può esser castigo, può esser misericordia....
o tutt'e due, se castigo= PURIFICAZIONE della Chiesa, come promesso dalle Scritture.
In ogni caso vale:
ESTOTE PARATI.

niobe

Anonimo ha detto...

aut aut
aut...Scola, Dolan, O'Malley (col bastone), Ouellet (più timido)...IN CONTINUITA'

aut...Scherer, Ravasi...o chissà chi obbediente e docile...IN ROTTURA
Mi si perdoni il toto papa ma ho capito questo dall'omelia di Sodano: un papa pastore di misericordia e unità, a servizio dell'ordine mondiale (citato esplicite) e non un papa scerifo...etc...

Acta est fabula, plaudite! ha detto...

Grazie mic!
I cambiamenti che nessuno sottolinea e che i fedeli subiscono!

Da "il Pontefice sarà incoronato, alla "inaugurazione del pontificato". Non è solo un cambiamento di "prassi". C'è la concezione stessa del Pontificato ad essere mutata. Tanto che oggi ne viene sottolineato l'aspetto di "funzione"...

Paolo VI, 1975, Romano Pontifici Eligendo: n. 92. Infine il Pontefice sarà incoronato dal Cardinale Protodiacono e, entro un tempo conveniente, prenderà possesso della Patriarcale Arcibasilica Lateranense, secondo il rito prescritto.
Giovanni Paolo II, 1996, Universi Dominici gregis, n. 92. Il Pontefice, dopo la solenne cerimonia di inaugurazione del pontificato ed entro un tempo conveniente, prenderà possesso della Patriarcale Arcibasilica Lateranense, secondo il rito prescritto.

Anonimo ha detto...

Sarò forse un cristiano che non capisce niente, ma buttare la Tiara fra le anticaglie fu un avvenimento che mi ha messo una certa angoscia.
E, riguardo ai "segni" temo che non siano da porre in non cale come avviene. Va bene che si possono anche interpretare come "messaggi" del Satan, ma ,e se invece fossero altro?! Il Satan non avrebbe molto interesse a sottolinearli perché qualificano avvenimenti che sminuiscono l'onore e il prestigio della suprema Gerarchia della Chiesa di Cristo. Per me non erano orpelli vani, ma "simboli" di realtà spirituali che si tende oggi a qualificare come "realtà virtuali" secondo una filosofia sospetta e molto rischiosa.

Mannes Berti ha detto...

Che errore pensare che la Tiara sia contraria ai poveri e al Vangelo!