venerdì 26 settembre 2014

Ciudad del Este. Lettera del Vescovo, mons. Rogelio Livieres

Pubblichiamo la lettera di mons. Rogelio Livieres, vescovo di Ciudad del Este, al Cardinal Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, di seguito allo stringato ma esaustivo resoconto della vicenda di Marco Tosatti [qui].
Ciò che risulta ormai evidente è che assistiamo alla desistenza nel condannare gli errori. Per contro, paradossalmente e drammaticamente, si realizza un decisionismo basato sull'autorità e non sulla certezza del diritto ch'è garanzia di verità e di giustizia. E questo si chiama arbitrio, non buon governo e neppure lontanamente servizio.
Aggiornamento: Del resto lo stesso modus operandi, da "golpe", non è molto cattolico! Mons. Livieres è ancora a Roma e l'annuncio della sua destituzione è avvenuto in sua assenza. Ieri mattina non meglio identificati "inviati" della Santa Sede accompagnati da Forze di Polizia (!!!) hanno preso possesso dell'arcivescovado che sarebbe ora custodito da uomini della sicurezza, armati. L'anziana madre del vescovo, di 89 anni, è stata allontanata e l'edificio è stato chiuso con lucchetti.[qui]
Aggiornamento/2: [da interventi e ricerche di Esistenzialmente periferico]
Questa lettera di mons. Livieres andrebbe incorniciata e considerata come lettera pastorale, perché usa le vicende personali per spiegare questioni di fede e per ricordare l'autorità nella Chiesa. Più che una lettera di autodifesa, è di appassionato insegnamento della verità. In particolare ha avuto il fegato di dire che Francesco dovrà rendere conto a Dio dell'ingiustizia compiuta. Per fare un'affermazione così forte evidentemente doveva avere a cuore il seminario e tutti gli altri buoni frutti ormai in gravissimo pericolo. Contro le panzane del giornalista televisivo Javier Miranda, nel 2010 Mons. Livieres aveva già chiarito bene tutte le questioni, compreso il caso Urrutigoity (ordinato sacerdote nel 1991 e che quando fu accolto lì in diocesi non aveva ancora nessuna accusa formale di abusi, e ciò fu verificato dopo attenta indagine). A sostegno della permanenza del sacerdote e a sostegno del vescovo Livieres, furono addirittura raccolte quasi 2000 firme in diocesi.
Il citato "padre-vescovo" Fernando Lugo, vescovo dal 1994, sospeso a divinis dal 2007, ridotto allo stato laicale nel 2008, fu presidente della repubblica del Paraguay dal 2008 al 2012, carica conclusa per impeachment decretato dal Congreso paraguayano [equivalente del Senato].
Proprio un "segno dei tempi", come ironicamente ha affermato mons. Rogelio Livieres nella lettera, che a suo tempo si oppose alla candidatura presidenziale di Lugo per la "confusione tra religione e politica" e ancor più per la "irresponsabilità morale e amministrativa del candidato".
Grazie al Vatileaks sappiamo che mons. Rogelio suggerì per iscritto a Benedetto XVI che venissero eletti vescovi solo i migliori candidati dal punto di vista della vita di fede, della sensibilità liturgica, intelligenti e capaci di governare, infischiandosene del mantenimento dello status quo.
Mons. Livieres aveva anche proibito ai religiosi di sfruttare la "pastorale sociale" a scopi politici.
La Comunità sacerdotale di san Giovanni, alla quale apparteneva il citato Urrutigoity, era stata accettata in diocesi nel 2005 grazie alla presentazione favorevole di alcuni cardinali della santa Sede. Quando in seguito cominciarono a circolare le prime accuse, la CDF negò che ci fossero gli estremi per aprire un processo canonico penale a carico del sacerdote.
Mons. Livieres teneva personalmente a casa sua incontri settimanali di orientamento vocazionale al sacerdozio, con una partecipazione media di 130 giovani, dei quali 30-40 annualmente venivano accettati in seminario. Sul suo blog, inoltre, fino a qualche mese fa teneva traccia dei suoi interventi pubblici (come ad esempio: Parlare dell'inferno è un atto di carità).
Benvenuti nel postconcilio, signore e signori: ecco dunque il tipo di vescovo che bisogna spazzar via a tutti i costi.
Aggiornamento/3: [segnalazione del lettore RIC]
Due lettere esemplari inviate dall'ex Vescovo di Ciudad del Este. La prima ai fedeli della diocesi chiedendo ubbidienza [qui].  La seconda ai seminaristi chiedendo di rimanere fedeli al Magistero e alla Tradizione [qui].

Il Papa ha esercitato il suo diritto dimettendo d’autorità il vescovo di Ciudad del Este, in Paraguay, a due passi dalla nativa argentina; soprattutto perché il vescovo era stato tanto ingenuo e testardo da difendere uno strano personaggio, chiamato Carlos Urrutigoity, argentino, cacciato molti anni fa dai lefebvriani per “tendenze omosessuali”, poi incardinato a Scranton, negli Stati Uniti, dove combinò abbastanza guai da un punto di vista efebofilo da causare danni alla diocesi, da cui fu allontanato, per andare a finire Vicario generale a Ciudad del Este, sempre sostenendo che contro di lui era in vigore una campagna di diffamazione.
Non conosciamo Carlos Urrutigoity, ma deve certamente disporre di un grande potere di convincimento. Il vescovo, conservatore ma non tradizionalista, membro dell’Opus Dei, ha commesso un pesante errore di valutazione, e l’ha pagato.
E’ un peccato per la diocesi; Ciudad del Este aveva, al momento dell’intervento pontificio, circa 240 seminaristi, più di tutte le altre diocesi del Paraguay messe insieme; ne arrivavano anche da Buenos Aires... Il vescovo – anche nel caso dell’ex vescovo poi divenuto presidente – difendeva le posizioni di Roma, anche contro gli altri colleghi, e lasciava che il rito antico sopravvivesse a fianco del Novus Ordo.
Papa Francesco e i suoi aiutanti hanno scelto il momento in cui tutti applaudono la decisione di “arrestare” un ex nunzio accusato di pedofilia per cogliere in fallo un vescovo e punirlo.
Che però, strano a dirsi, ancora una volta rientra nel campo di quelli che a papa Bergoglio proprio non piacciono: i “conservatori”. Perché, se questo vuole essere un messaggio per i vescovi a non tollerare neanche il sospetto di connivenza con possibili abusatori di minori, non si spiega l’invito del Papa a partecipare al Sinodo sulla Famiglia al cardinale belga Danneels, accusato di coperture, e certamente protagonista degli anni in cui la Chiesa belga viveva il suo peggiore momento da sempre. Vedi, fra l’altro questo link . E allora, qual è il messaggio?
Ma Danneels, che al momento del Conclave molti giornali, proprio per le polemiche sulle coperture, volevano fosse escluso dal voto, è amico del Papa , e soprattutto, è “progressista”.

Cardinal Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi
Palazzo della Congregazioni, Piazza Pio XII, 10,
00193 Roma, Italia

25 settembre 2014

Eminenza Reverendíssima:
La ringrazio per la cordialità con cui mi ha ricevuto lunedì 22 e martedì 23 del corrente mese nel Dicastero da lei presieduto. lo stesso per la comunicazione telefonica di poco fa sulla decisione del Papa di dichiarare sede vacante la diocesi di Ciudad del Este nominando Mons. Ricardo Valenzuela Amministratore Apostolico.
Ho appreso che il Nunzio, praticamente in simultanea con l'annuncio che Sua Eminenza si accingeva a darmi, ha tenuto in Paraguay una conferenza stampa e sta raggiungendo la Diocesi per prendere il controllo immediato della stessa. L'annuncio pubblico da parte del Nunzio prima della notificazione scritta del decreto è una irregolarità in più in questo processo anomalo.  Il fulmineo intervento sulla diocesi si può pensare dovuto al timore della reazione negativa della maggioranza dei fedeli, giacché essi hanno manifestato appoggio alla mia persona ed alla mia gestione durante la Visita Apostolica. In questo senso ricordo le parole di congedo del Cardinal Santos y Abril: «mi aspetto che accolgano le decisioni di Roma con la stessa apertura e docilità con cui hanno accolto me». Stava forse indicando che il corso dell'azione era già deciso prima dell'informativa conclusiva e dell'esame del Santo Padre? In ogni caso non c'è da temere alcuna ribellione. I fedeli sono stati formati nella disciplina della Chiesa e sanno obbedire alle legittime autorità.  
Le nostre conversazioni e, apparentemente giacché non lo si è visto, i documenti ufficiali, esprimono come giustificazione di una così grave decisione la tensione nella comunità ecclesiale tra i vescovi del Paraguay e la mia persona e Diocesi: «non siamo in comunione», avrebbe dichiarato il Nunzio nella sua conferenza.
Da parte mia, credo di aver dimostrato che gli attacchi e le manovre miranti alla destituzione di cui sono stato fatto oggetto sono iniziate già a partire dalla mia nomina a vescovo, prim'ancora che ponessi piede in Diocesi – come risulta dalla corrispondenza dell'epoca dei vescovi del Paraguay con il Dicastero che Sua Eminenza presiede come prova probante di ciò. Il mio caso non è stato l'unico in cui una Conferenza episcopale si è sistematicamente opposta ad una nomina fatta dal papa e contro il suo pensiero. Nel mio caso, ho avuto la grazia che i Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI mi appoggiassero perché io potessi proseguire. Devo dedurre che ora Papa Francesco abbia deciso di revocarmi questo appoggio.
Desidero solo sottolineare che mai ho ricevuto ragguagli scritti sulla Visita Apostolica e, conseguentemente, non ho potuto risponderle appropriatamente. A dispetto di tanti discorsi su dialogo, misericordia, apertura, decentralizzazione e rispetto per l'autorità delle Chiese locali, neppure ho avuto l'opportunità di parlare con papa Francesco, almeno per chiarirgli alcuni dubbi o preoccupazioni. Conseguentemente, non ho potuto ricevere alcuna paterna correzione – o fraterna come si preferisca  –  da parte sua. Senza intento di inutili lamentele, tuttavia un simile procedere informale, con modalità indefinite e subìte, non mi appare giusto né lascia posto ad una legittima difesa né alla correzione adeguata di possibili errori. Ho solo ricevuto pressioni a voce per indurmi alla rinuncia. 
Che i miei oppositori e la stampa locale siano stati recentemente informati attraverso i media, non di quello che era successo, ma di quello che accadrebbe, fin nei minimi dettagli, è senza dubbio un altro segnale che alcune alte autorità vaticane, il Nunzio Apostolico e alcuni vescovi del paese stavano manovrando in maniera orchestrata, dando soffiate irresponsabili per «orientare» il corso dell'azione e l'opinione pubblica. 
Come figlio obbediente della Chiesa, ciò nonostante accetto questa decisione benché la consideri infondata e arbitraria e della quale il Papa dovrà render conto a Dio più che a me. Al di là dei molti errori umani che io abbia commesso, e per i quali già chiedo perdono a Dio e a coloro che ne avessero sofferto, affermo una volta in più  a chi voglia ascoltarlo che la sostanza del caso è stata una opposizione e persecuzione ideologica. 
La vera unità ecclesiale la si edifica a partire dall'Eucaristía e dal rispetto, dall'osservanza e dall'obbedienza alla fede della Chiesa insegnata normativamente dal Magistero, articolata nella disciplina ecclesiale e vissuta nella liturgia. Ora, però, si cerca d'imporre una unità basata, non sulla legge divina, ma su accordi umani e il mantenimento dello statu quo. Nel Paraguay, concretamente, sulla scarsa formazione di un unico Seminario Nazionale – le mancanze sono state segnalate non da me, ma autoritativamente dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica nella lettera ai Vescovi del 2008. Per contro, e senza criticare ciò che fanno gli altri Vescovi, anche se c'è materiale a iosa, ho cercato di costituire un Seminario diocesano secondo le norme della Chiesa. L'ho fatto, anche, non solo perché ne ho il dovere e il diritto, riconosciuto dalle leggi generali della Chiesa, ma con la specifica approvazione della Santa Sede, inequivocabilmente ratificata durante l'ultima visita ad limina del 2008.
Il nostro Seminario diocesano ha dato eccellenti frutti riconosciuti da recenti comunicazioni laudatorie della Santa Sede in almeno tre circostanze durante il precedente pontificato, da parte dei Vescovi che ci hanno visitato e, ultimamente, dai Visitatori Apostolici.  Tutte le indicazioni date dalla Santa Sede circa miglioramenti sul modo di portare avanti il seminario, sono state fedelmente realizzate. 
L'altro criterio di unità ecclesiale è la convivenza acritica tra noi basata sull'uniformità di pensiero e azione, il che esclude il dissenso per la difesa della verità e la legittima varietà dei doni e dei carìsmi. 
Questa uniformità ideologica la si impone con l'eufemismo della  «collegialità».
Chi soffre le conseguenze di ciò che descrivo sono i fedeli, giacché le Chiese particolari sono mantenute in uno stato di letargo, con grande esodo verso altre denominazioni, quasi senza vocazioni sacerdotali o religiose, e con poche speranze di un dinamismo autentico e di una crescita durevole. 
Il vero problema della Chiesa in Paraguay è la crisi di fede e di vita morale che una cattiva formazione del clero è andata perpetuando, insieme alla negligenza dei Pastori. Lugo non è altro che un segno dei tempi di questa problematica riduzione della vita di fede alle ideologie di moda e al complice rilassamento della vita e della disciplina del clero. Come ho già detto, non mi è stato dato ricevere informazioni del Cardinal Santos y Abril sulla Visita Apostolica. Ma se egli pensasse che il problema della Chiesa in Paraguay fosse un problema di sacrestia che si risolve cambiando il sacrestano, si starebbe tragicamente e profondamente sbagliando.
L'opposizione ad ogni rinnovamento e cambiamento nella Chiesa in Paraguay ha avuto non solo la sua ragione nei vescovi, ma anche l'appoggio di gruppi politici e associazioni anti-cattoliche,  in più con l'appoggio di alcuni religiosi della Conferenza dei Religiosi del Paraguay – chi conosce la crisi della vita religiosa a livello mondiale non si sorprenderà di questo. Il portavoce pagato e reiteratamente menzognero di tali manovre è stato sempre un tale Javier Miranda. Tutto ciò è fatto con l'intento di mostrare «divisione» nella stessa Chiesa diocesana. Ma la verità dimostrata e provata è l'ampia accettazione da parte dei laici del lavoro che abbiamo portato avanti. 
Nello stesso modo che, prima di accettare la mia nomina vescovile,  mi sono sentito di esprimere il mio senso di incapacità davanti a così grande responsabilità, dopo aver accettato l'incarico, con tutto il peso dell'autorità divina e dei diritti e doveri che mi competono, ho mantenuto la grande responsabilità morale di obbedire a Dio prima che agli uomini. Per questo ho rifiutato di rinunciare di mia iniziativa, volendo testimoniare fino alla fine al verità e la libertà spirituale che un Pastore deve avere.  Lavoro che spero continuare ora dalla mia nuova situazione di servizio nella Chiesa.
Bisogna considerare che la Diocesi di Ciudad del Este è cresciuta ed ha moltiplicato i suoi frutti in tutti gli aspetti della vita ecclesiale, per la gioia del popolo fedele e devoto che cerca le fonti della fede e della vita spirituale, e non ideologie politicizzate e credenze diluite che si adeguano alle opinioni dominanti. Questo popolo ha espresso apertamente e pubblicamente il suo appoggio al lavoro apostolico che abbiamo portato avanti. Il popolo ed io siamo stati ignorati e disattesi.
Suo affezionatissimo in Cristo,
+ Rogelio Livieres
Ex vescovo di Ciudad del Este (Paraguay)
_______________________
[Fonte: La cigüeña de la torre - Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

91 commenti:

Turiferario ha detto...

Curioso che proprio a pochi giorni dall'apertura del sinodo dei vescovi che deve decidere su questioni controverse si bastonino pesantemente e con il massimo clamore proprio due vescovi. E per questioni che non sono scoppiate adesso, anzi nel caso del nunzio erano roba ormai vecchia. Avrò letto troppo Tacito, ma a me vengono in mente gli imperatori romani che prima accoppavano qualche senatore, poi andavano in senato e dicevano prego, decidete in tutta libertà, io mi adeguerò in tutto e per tutto alle vostre scelte...

Anonimo ha detto...

E' una lettera veramente senza ..peli sulla lingua! Ma è proprio vera? Coraggioso questo Vescovo! Una ignorante

Anonimo ha detto...

Il pretesto "Urrutigoity" per fare fuori il vescovo che esce dal coro della conferenza episcopale urugayana. - Mica male come trovata strategica per decapitare tutta una diocesi e il suo seminario zeppo di seminaristi un puo troppo con tendenze crypto-lefebvriane. Un segnale forte per altri vescovi ribelli all'aggiornamento pastorale sempre in Progress a modo Bergoglio (che non aveva anche lui seminaristi in sua diocesi di Buenos Aires) - Seguente !

Osservate quel articolo qui dove fanno fuori il vescovo Mgr. Livieres Plano sotto oscure accuse del quale non si capisce niente et dando tutto il merito al VdR nella lotta alla pedofilia. ASSURDO !

http://www.lastampa.it/2014/09/25/italia/cronache/papa-francesco-rimuove-un-vescovo-accusato-di-aver-coperto-abusi-sessuali-di-preti-in-paraguay-Z21GKYHhnXY1mgBCxJw1FN/pagina.html

Luís Luiz ha detto...

Burke, Scherer, i FI e adesso Livieres. Come i missili del Bene a Gaza, a Tripoli o a Damasco, quelli della chiesa bilderbergogliana hanno un puntamento preciso: tutto quello che ancora vive.

RIC ha detto...

In questi tempi nerissimi per la Chiesa, segnalo l'appello su Mil in vista del Pellegrinaggio PSP

http://blog.messainlatino.it/2014/09/lappello-del-cisp-ai-pellegrini-del.html?spref=fb

Anonimo ha detto...

Ma se ci sono state 5 votazioni il giorno proprio della apparente elezione di Bergoglio, e se la legge permette soltano 4 votazione ogni giorno, è certa che la sua elezione è invalida...

Se hanno fatto il 5° il prossimo giorno sarebbe stato tempo per i cardinali di conoscere che è Bergoglio

Romano

Anonimo ha detto...

E' proprio come dice Turiferrario. Questi qua hanno voluto spaventare gli altri vescovi perché arriva il sinodo! Però la Chiesa è alla frutta. Resta il grande riferimento della FSSPX. Però anche loro stanno trattando. Ma speriamo che non si lasciano fregare! Ci salverà solo la messa tradizionale.

Stefano78 ha detto...

...nel frattempo si lavora nella Curia per "riconciliare" la SPX... Si dice che la "prelatura" sia offerta su un bel piattino d'argento..

Però, ovviamente, i "cripto-lefebvriani" sono "cacciati" ovunque...Sempre senza sapere cosa mai vorrà dire questo epiteto...

I Vescovi fedeli vengono cacciati. Quei pochi che mantengono fedeltà alla Dottrina, pure. Però...Si vuole "riconciliare" la SPX.

E, ovviamente, minimizzatori e "moralizzatori" della 25 ora, così come le varie "corti", gli "ermeneuti", ecc, si prodigano ad esultare.

Certo, ci sarà da esultare. E Fellay ACCETTI.

Ma la prelatura personale, ORA, significa GUERRA a Lui e alla SPX. Infatti, forse il superiore non mangia la foglia. E chiede un "semplice" permesso di celebrazione dei Sacramenti.

Ma non credo che gli verrà dato. Forse ci sarà anche in questo caso un aut-aut.

Che confusione...

rr ha detto...

Tacito, caro Turiferario, non ha, fortunatamente per lui, conosciuto il Basso Impero, perché questi accadimenti, ed altro di cui ho appena avuto contezza, sono avvenimenti da Basso, anzi bassissimo Impero. A questo punto forse è bene arrivino i Barbari a far piazza pulita, e così, poi, si potrà ricominciare.
Oportet ut eveniant scandala, ma non questi.
RR
PS: ma se Urrigoity era già stato segnalato da Fellay e poi a Scruton, perché non è stato sospeso a divinis prima e poi, debitamente sottoposto a processo canonico e penale, ridotto allo stato laicale e consegnato alla Giustizia dei paesi interessati ? Perché lo si è lasciato libero di infestare diocesi "conservatrici" , cioè in realtà semplicemente cattoliche ? O è colpevole o è innocente. Ma perché si condanna il Vescovo alla gogna mediatica, e non si processa il prete, del quale NESSUNA TV, Radio o giornale ha fatto il nome ?
RR

rr ha detto...

Leggendo la lettera, non si può non rimarcare, oltre ai passi sottolineati (da te, Mic ?) come tutto il procedimento disciplinare ricordi quello degli FFI: nonostante i risultati in vocazioni, in conventi aperti, in fedeli soddisfatti, in anime salvate, sono stati condannati senz'appello, i fondatori NON ascoltati dalla Somma Autorità, tutto un si dice, sembrerebbe, ed in quest'altro caso, nonostante i risultati pastorali ("ah, la mitica Pastorale!), avrebbe protetto …chi ? un sacerdote condannato in via definitiva da un processo canonico e/o uno penale ? Non sembrerebbe….
Se cose simili fossero successe sotto BXVI, ma anche GPII, sarebbero stati accusati dalla stampa di sinistra di essere dei tiranni, di aver riportato in essere la Sant'Inquisizione (che personalmente ho ormai rivalutato)…
A me sembre sempre più un sistema staliniano, fatto di spie che denunciano, calunniandoti, e di Cheka e Politburo che ti fan fuori, senza neanche organizzare un "processo-farsa" (troppo pericoloso, rimane poi traccia del mal fatto)…
Spero solo che dai e dai, si scopran gli altarini,
come sta ormai succedendo per qualche amico potente del Nostro Capo all'Avana, pardon al Vaticano. Dobbiamo cominciare anche noi ad attuare una forma di BDS.
RR

viandante ha detto...

I fedeli sono stati formati nella disciplina della Chiesa e sanno obbedire alle legittime autorità.

In generale e non mi riferisco in modo specifico al Paraguay, sarebbe forse necessario istruire i fedeli anche su come cacciare le autorità indegne che abusano della loro posizione.

Anonimo ha detto...

Guarda il sito del vaticano...


sono spariti i documenti dei papi precedenti...

adesso ci sono soltanto quelli di Bergoglio...

è come fosse una nuova religione che comincia con lui!


Romano

RIC ha detto...

Il sito argentino Pagina católica (che bem conosce Bergoglio ed il suo modus operandi) fornisce alcuni dettagli "operativi" su quanto sta succedendo in Paraguay. Mons. Livieres e' ancora a Roma e l'annuncio della sua destituzione e' avvenuto in sua assenza. Ieri mattina non meglio identificati "inviati" della Santa Sede accompagnati da Forze di Polizia (!!!) hanno preso possesso dell'arcivescovado che sarebbe ora custodito da uomini della sicurezza, armati. L'anziana madre del vescovo, di 89 anni, e' stata allontanata e l'edificio e' stato chiuso con lucchetti.


http://pagina-catolica.blogspot.it/2014/09/golpe-de-estado-en-ciudad-del-este.html#more

Anonimo ha detto...

Ho guardato la Constituzione Apostolica

UNIVERSI DOMINICI GREGIS

di Giovani Paolo II,

ed è vero, soltanto 4 votazione devono farsi ogni giorno...

se hanno fatto 5 per eleggere Bergoglio, la sua elezione è invalida...

secondo la norma di n. 76 di quella constituzione...


Romano

Anonimo ha detto...

Voglia Dio che i buoni vescovi e sacerdoti non dimentichino il discernimento degli spiriti di S. Ignazio.
12. regola: Il nemico si comporta come la donna che diventa debole davanti alla forza e forte davanti alla dolcezza.

Anonimo ha detto...

Qui di nuovo Tosatti:

l vescovo Rogello di Ciudad Del Este, vittima della singolarmente brutale, dura e improvvisa decapitazione, non ci sta, e scrive al cardinale prefetto della Congregazione per i Vescovi, il canadese Ouellet, una lettera pepata.

Nel frattempo sul sito della diocesi appare una risposta in cui si ribatte punto per punto alle accuse avanzate dalla rapida visita apostolica di Santos Abril Y Castello, uno dei personaggi di fiducia di papa Bergoglio a Roma.

Mette in rilievo le irregolarità – anche formali – di un’operazione che ha profumo ideologico. “Come figlio obbediente della Chiesa accetto senza dubbio questa decisione anche se la considero infondata e arbitraria, e di cui il Papa dovrà rendere conto a Dio, più che a me”, scrive il vescovo, ribadendo che “a parte i molti errori umani che posso avere commesso, e per i quali sin da ora chiedo perdono a Dio e quanti possano aver sofferto, affermo una volta di più a coloro che mi vogliono ascoltare che la sostanza del caso è stata un’opposizione e una persecuzione ideologica”. Rogello era l'unico vescovo "conservatore" del Paraguay, e la sua diocesi aveva più seminaristi di tutte le altre messe insieme.

E continua: “Il vero problema della Chiesa in Uruguay è la crisi della fede e di vita e morale che una cattiva formazione del clero ha continuato a perpetuare, insieme alla negligenza dei Pastori”. Al vescovo Rogello non è mai stato fatto vedere il testo nato dalla Visita apostolica; ma dice, se “si pensa che il problema della Chiesa in Paraguay è un problema di sacrestia che si risolva cambiando il sacrestano, ci si sbaglierebbe profondamente e tragicamente”.

La mancanza di una comunicazione sui risultati dellla Visita apostolica ha fatto sì che il vescovo non abbi potuto rispondere debitamente. “A dispetto di tanti discorsi sul dialogo, la misericordia, l’apertura, la decentralizzazione e rispetto per l’autorità delle Chiese locali, non ho avuto neanche l’opportunità di parlare con il Papa Francesco, né il modo di chiarirgli dubbi o preoccupazioni. Di conseguenza non ho potuto ricevere nessuna correzionepaterna – o fraterna, come si vuole – da parte sua”. E conclude: “Un tal modo di procedere senza formalità, in maniera indefinita e improvvisa, non sembra molto giusta, non da luogo a una legittima difesa né alla correzione adeguata di possibili errori. Ho solo ricevuto pressioni affinché rinunciassi”. Il vescovo Rogello è a Roma da vari giorni, chiedendo, inutilmente, di poter parlare con il Papa.

http://www.lastampa.it/2014/09/26/blogs/san-pietro-e-dintorni/un-vescovo-accusa-il-papa-BcZatNaUhKHbJMhLjB0kOL/pagina.html

Franco ha detto...

La risposta del vescovo paraguaiano e' un monumento di dignita' ferita, obbediente ma con la testa alta. Durissime nella loro brevita' le parole rivolte al papa sul dover render conto a Dio. Mi sembra molto improbabile, anche se non impossibile, che un tono cosi' elevato e fermo non corrisponda alla convinzione piena di aver subito un'ingiustizia. Altrimenti sarebbe ben difficile rivolgersi in questi termini al Sommo Pontefice, voglia o non voglia farsi chiamare con questo titolo.
Il problpema presentato in questo post, per esprimersi in termini sociologici, e' cosi'configurabile: non e' che il papato di Francesco tende a privilegiare la legittimazione "carismatica" rispetto a quella "tradizionale" e a quella "burocratica"? In parole povere, il capo viene seguito per le sue qualita' straordinarie, che lo rendono un "unicum", piuttosto che in quanto inserito come anello ( non necessariamente il piu'importante ) di una catena costituita da una serie di legittimati, come nelle dinastie ( Luigi XIII, Luigi XIV, Luigi XV, Luigi XVI - "Il re e'morto, viva il re!"), e posto al vertice di una burocrazia che "lavora" su regole rigide e di lunga data, sostituibili o aggirabili solo in casi specialissimi ("salus Rei Publicae" - o "Ecclesiae" "suprema lex esto.")? Il pericolo del potere carismatico e' costituito dalla necessita' per il capo di compiere continuamente atti spettacolari, tali da confermarne la straordinarieta', rischiando sempre piu' come accadde a Napoleone e a Mussolini. Devo dire siceramente che la comparsa nelle edicole della rivista "Il mio papa" mi ha dato un grande fastidio ( nel secondo numero c'era perfino una serie di foto a esprimere il significato della mimica facciale di Bergoglio nel suo vario configurarsi ). Per conto mio preferirei una ieraticita' nello stile pacelliano, che era solenne anche se interiormente accorato.

Anonimo ha detto...

Purtroppo il vescovo ha accettato la sua dimissione...

mi pare che ha buon diritto per opporrlo...

Neanche il Santo Padre può dimettere un vescovo senza causa giusta e necessaria perche secondo Vatican II il vescovo ha diritto divino per occuparsi la sua sede dopo il nominazione giusta...


Inveche, è proprio Bergoglio che ha ottenuto la sua sede con irregolarità! 5 votazioni quando soltanto 4 sono lecite

che ipocrisia!


Romano

rr ha detto...

Il Vescovo non ha accettato, è stato rimosso, destituito, "fired", ed addirittura cacciato di casa con la madre 89 !!
RR

rr ha detto...

Sig. Franco,
a proposito di Lider maximi, guardi anche lei l' Home page del sito ufficiale del Vaticano, e scriva cosa ne pensa.
RR

rr ha detto...

Sig. Franco,
a proposito di Lider maximi, guardi anche lei l' Home page del sito ufficiale del Vaticano, e scriva cosa ne pensa.
RR

mic ha detto...

Non pubblico i soliti "normalisti" che si ostinano a formulare al vescovo le accuse di protezione di un sacerdote omosessuale, intanto perché non sono in grado di verificare questa accusa, che tra l'altro non non risulta formulata e semmai avrebbe dovuto motivare il provvedimento.
Devo anche supporre che una persona colpevole non avrebbe scritto una lettera in questi termini, dalla quale si deduce che gli danno filo da torcere da molto tempo, a prescindere da quest'accusa tirata fuori non sappiamo se a torto o a ragione. E comunque con due pesi e due misure: anche il vdr protegge un omosessuale (Ricca) cui ha affidato importanti incarichi, et alii, e non risulta aver preso alcun provvedimento nei confronti della lobby gay di cui lui stesso ha dichiarato conoscere l'esistenza.

Che fine ha fatto il famoso dossier consegnatogli da Benedetto XVI e sul quale erano in tanti a tremare. Almeno così si diceva?

Rr ha detto...

Pedofilia, omosessualita' (un tempo le due cose erano quai sinonime, essendo che "pedofilia" ha sostituito il termine classico " pederastia": notoriamente gli omosessuali tendono fortemente ai rapporti con i giovanetti) era l' accusa che usavano i comunisti, KGB, ma non solo, per screditare uomini di Chiesa, e non solo...
Non vorrei che anche tutto ' sto parlare del prete " pedofilo protetto" rientri nella " stalinizzazione" a cui stiamo assistendo ormai da mesi.
Rr

Anonimo ha detto...

Se i Cardinali hanno scelto contra la legge uno per occupare la Santa Sede, mi pare tocca adesso il clero della diocesi di Roma per eleggere un papa...

Perche il diritto di eleggere il pontefici romano è diritto divino e naturale del clero di Roma, messo nelle mani dei cardinale solanto in tanto che seguano e osservino la Constituzione Apostolica...

se hanno tradito la legge, e non hanno il diritto per tradirlo, rimane che hanno perso il loro diritto positivo, e quindi il diritto per eleggere ritorna al soggetto naturale, cioè il clero della diocesi di Roma...

Tutto questo spiega il perchè Bergoglio non ha la grazia dell'ufficio...perche nel cospetto di Dio, non ha neanche l'uffico...

è nessun consenso dei fideli, o dei vecovi o dei cardinali può leggitimazare un eleczione invalida...

Romano

Anonimo ha detto...

E' servito per accendere il fuoco per un asado......si presume che un accusato abbia il diritto di difendersi e di subire un processo regolare e poi, se riconosciuto colpevole, condannato.....almeno nei regimi democratici.....non mi pare qui il caso.

Luís Luiz ha detto...

È un grosso sbaglio pensare che Bergoglio sia un autocrata à la Mussolini. É un uomo mediocre, portavoce dei gruppi che hanno deposto papa Benedetto XVI, e autore del testo più mediocre mai scritto da un pontefice, Evangelii Gaudium. La campagna di PR è solo un modo di radunare le masse intorno a un nome e dare un viso alla chiesa biderbergogliana. Salvo errori ed omissioni, naturalmente.

da Accattoli ha detto...

mentre veniva arrestato in vaticano il nunzio palacco, sul giornale della CEI , Avvenire , si parlava benevolmente di Pier Paolo Pasolini come del “figliol prodigo”, del figliolo che merita misericordia . Allora dove sta la logica? dove la giustizia?
allora uno si chiede se andare coi ragazzini minorenni è un peccato non è lo forse per tutti, per Pasolini come per il Nuzio polacco? ? Se coprire i preti pedofili è un errore non lo è forse per tutti, per il vescovo belga Dannels come per il vescovo del Paraguay?
dove sta la giustizia? dove sta il “discernimento”
molti stanno rendendosi conto che in in questo papato non c’è che ipocrisia a ricoprire un arbritio e un autoritarismo personale quasi mediovale.
Altro che umilità!

Nicòla ha detto...

OT ,ma mi sembra grave:
Nicòla on 25 settembre 2014 at 11:06 pm said:
La dottoressa Fermiani ha scritto uno strano articolo si http://www.riscossacristiana.it, circa gli embrioni "Sovrannumerari". Ecco il mio commento:
Dottoressa Fermiani,
allora Lei cosa propone? Ho, più o meno, compreso ciò che (con moltissime ragioni) reputa male, ma non capisco cosa REPUTA bene. O meglio, il bene era NON fare ASSOLUTAMENTE nulla, in materia di fecondazione extra-corporea. NON PRODURRE EMBRIONI. Adesso che, però, PURTROPPO ci sono, Lei cosa ne vuol fare? Si legga con attenzione e meditando bene ogni parola che vi troverà il bel libro “Embrione, segno di contraddizione” (Ed. Ital. Minerva Medica) del Servo di DIO Prof. Jerome Lejeune e poi mi ris

Anonimo ha detto...

In Belgio difendere un vicario si può, senza conseguenze, in Paraguay no, aria diversa.

mic ha detto...

I conti non tornano perché, se davvero il vescovo è stato "rimosso" per aver difeso un non difendibile, perché non hanno motivato la rimozione con questo fatto, che è riprovevole? Forse perché non è unico? E dunque resta ancora la domanda che in molti si fanno: perché lui sì e altri no?

Aldo Palamara ha detto...

Non aveva detto proprio il Papa :chi sono io per giudicare?
Ah, giusto! Lo fa il Nunzio Apostolico, ci pensa lui a giudicare.

Anonimo ha detto...

Il Papa della "misericordia" e della "tenerezza" sta levando da mezzo tutti quelli che non gli vanno a genio, senza alcun diritto ma per mero abuso di autorità.
Sergio Bertoni
Interessanti anche i commenti

fra frustino ha detto...

Per capire ancora meglio la situazione della diocesi di Ciudad dell'Este e i vergognosi attacchi contro questo vero Pastore della Chiesa, questa la risposta sul sito della diocesi:
http://diocesiscde.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3861&Itemid=835

rr ha detto...

Il Vescovo deposto dal Papa è defendibile ma fino ad un certo punto : la messo a rischio il suo episcopato e il buon nome della Diocesi e del Seminario .
Avrebbe dovuto essere piu prudente non nominando il prete - sia pur assolto dal tribunale USA - come vicario generale.
Pare proprio che se le vadano a cercare le punizioni.
Per questo agli occhi della pubblica opinione non è defendibile appieno.

Così scrive su altro thread l'ennesimo Anonimo "normalista"Il Vescovo deposto dal Papa è defendibile ma fino ad un certo punto : la messo a rischio il suo episcopato e il buon nome della Diocesi e del Seminario .
Avrebbe dovuto essere piu prudente non nominando il prete - sia pur assolto dal tribunale USA - come vicario generale.
Pare proprio che se le vadano a cercare le punizioni.
Per questo agli occhi della pubblica opinione non è defendibile appieno.
Peccato

Così scrive su altro thread l'ennesimo Anonimo alle alle 16.46. Egli ammette che il prete famigerato, il cui accoglimento a Ciudad de l' Este sarebbe alla base della rimozione del Vescovo, sarebbe stato in realtà ASSOLTO da un tribunale USA, competente perchè i reati presunti sarebbero avvenuti colà. Se ciò fosse vero, non poteva quindi cpntinuare ad esercitare il suo ministero sacerdotale ???
Ma allora bene avrebbe fatto il Vescovo ad accoglierlo.
Delle due l' una: o era innocente, quindi i motivi per la rimozione del Vescovo sono altre, e si lascia credere quest "infamità" (per dirla alla meridionale) per gettar fumo negli occhi ai fedeli, come per i FFI si lasciava credere a problemi di mal gestione economica. Oppure il sacerdote è colpevole, ed allora, PERCHE' NON E' STATO SPRETATO a suo tempo dalle competenti autorità, non laiche USA, ma religiose ROMANE ???!!!
Sempre più di mal in peggio, sempre meno chiarezza, sempre più, in qualsiasi caso, "fumo di Satana".
A parte che aver usato come Visitatore apostolico Castillò y Abril. già puzza lontano un...Paraguay...
RR

RAOUL DE GERRX ha detto...

Allons au fond des choses :

Les Franciscains de l'Immaculée étaient, jusqu'à tout récemment, l'ordre religieux le plus florissant de l'Église (ou de ce qu'il en reste).
Bergoglio, acolyté par le sinistre Volpi, a ordonné de les exterminer.

Le grand séminaire de Punta del Este était le plus florissant d'Amérique du Sud.
Bergoglio a décidé de chasser l'évêque.

Pour qui travaillent Bergoglio et sa bande, au premier rang desquels Scalfari ?

La réponse me semble évidente : pour l'Enfer, où ils finiront d'ailleurs par tous se retrouver.

rr ha detto...

Mi scuso per il mio post ultimo, mal formattato. Ho evidentemente problemi con i miei mezzi informatici.
Ne approfitto per segnalare due OT:
uno su Mundabor sul Sinodo o meglio sulla desacralizzazione dei Sacramenti,
e l'altro sulla Bussola quotidiana sulla Chiesa e l'ambientalismo, là dove si scopre che li "loquacissimo" Parolin (ah, ma allora c'è un Segretario di Stato !!) ha partecipato alla conferenza ONU sul clima - sì quella con Di Caprio e la moglie di Beckam ! (siccome l'ONU non ha altro di cui occuparsi ultimamente) e l'ineffabile, ma ciarliero Maradiaga - che purtroppo mai nessuno dimissionerà - ad una conferenza sul clima organizzata dalle Religioni.
Vi lascio solo immaginare...
RR

RAOUL DE GERRX ha detto...

Au lieu de "Punta del Este", lire "Ciudad del Este".
R.G.

Anonimo ha detto...

Bergoglio echó a Mons. Livieres
http://pagina-catolica.blogspot.it/2014/09/golpe-de-estado-en-ciudad-del-este.html#more

"Madrina" Trans en Santiago del Estero
http://pagina-catolica.blogspot.it/2014/09/madrina-trans-en-santiago-del-estero.html

Anonimo ha detto...

Secondo Rorate Caeli

http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/09/ciudad-del-este-opus-dei-bishop.html#more


il rettore scandaloso era già dimesso dal Vescovo prima che la visita apostolica è stata iniziata...

Quindi, certamente non c'è ragione per dimettere il vescovo...

già ha fatto il suo dovere prima...


Romano

Turiferario ha detto...

Scrive Massimo Introvigne su La nuova bussola quotidiana:

"Bufala numero uno: arrestando Wesolowski la Santa Sede avrebbe accettato il principio per cui deve assumersi la responsabilità degli abusi compiuti da sacerdoti – o peggio vescovi – cattolici dovunque nel mondo. Un canonista di fama, l’avvocato Giancarlo Cerrelli, ha già spiegato ieri sul nostro giornale che non è così. Gli studi di carattere giuridico sono raramente una lettura leggera, ma chi fa la fatica di leggere Cerrelli capisce che le malefatte di un nunzio apostolico durante l’esercizio del suo mandato diplomatico, dovunque commesse, cadono sotto il codice penale della Santa Sede, mentre quelle di un normale prete o parroco no. Dunque no, la gendarmeria vaticana non verrà ad arrestare il vostro parroco se si comporta male – speriamo che sia un santo – ed è inutile stracciarsi le vesti perché il Papa non ha mandato i gendarmi ad arrestare altri preti pedofili che hanno occupato le cronache, i quali non erano però nunzi apostolici e neppure funzionari di qualche congregazione della Santa Sede".

Già, ma Introvigne si tira la zappa sui piedi con il caso (probabilmente emerso dopo che aveva scritto e inviato i concetti di cui sopra) del vescovo deposto - che non era nunzio o dipendente vaticano - per diretta iniziativa papale con l'accusa di aver dato appoggio ad un pedofilo. A questo punto siamo legittimati a ritenere che il Papa debba intervenire laddove ci sia un caso di pedofilia (o altro reato grave) da parte di ecclesiastici o di copertura a pedofili da parte di ecclesiastici. E se non lo fa si può dire che è colpa anche sua, che è lui a coprire i responsabili.

Miserere ha detto...

Nel link riportato da fra Faustino:

http://diocesiscde.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3861&Itemid=835

Il prete accusato di pedofilia sarebbe innocente!

Dobbiamo dire che questo caso è un regolamento di conti tra Bergoglio e Livieres! C'è un'ampia documentazione sul blog "Página Católica". Ricordo di aver letto dei seminaristi di Buenos Aires che scappavano dal seminario e approdavano a quello di Livieres, perché di formazione tradizionale ed altre storie che, a leggerle, viene il voltastomaco!

Ormai nessuno può negare che bergoglio sta facendo fuori i suoi vecchi nemici utilizzando il suo metodo di non dare spiegazioni, di non lasciar parlare la controparte.

Prego perché Dio possa liberarci al più presto da questa dittatura, da questa brutta pagina nella storia della Chiesa!

Anonimo ha detto...

Le accuse di aver protetto il sac. Urrutigoity è falsa, sopratutto perché come afferma il vescovo Livieres: "La Santa Sede terminó la investigación (su Urrutigoity) en 2001 y dijo que no había más y se acabó".
In praticà dopo essere stato assolto dalla giustizia americana la Santa Sede avvío un procedimento dal quale il sacerdote Urrutigoity ne uscí pulito. Quindi le accuse al Liveres sono del tutto false, frutto di un'accusa da parte di un vescovo con tendenze omo.
Vi lascio un link perché capiate come è iniziato tutto:
http://pagina-catolica.blogspot.com.es/2014/06/mons-cuquejo-arzobispo-homosexual.html

http://www.clarin.com/mundo/guerra-obispos-paraguay-homosexual_0_1157884537.html

Jaume

cattolico ha detto...

caro Raoul (19:06) come darti torto? ogni giorno Bergoglio distrugge un poco di quel che resta di veramente cattolico nella Chiesa di Cristo, e se ne vanta pure

RIC ha detto...

Mi e' tornato in mente che la scorsa estate, quando proprio su questo blog parlavamo di cio' che stava succedendo a Ciudad del Este, un paio di "normalizzatrici" (se non sbaglio tali Paola e Vera) ci accusavano di sollevare un inutile polverone poiche' cio' che stava avvenendo era un procedimento del tutto normale. Beh, avevano ragione. Perche' ormai e' chiato che la normalita' nella chiesa di Bergoglio e' proprio questa.

mic ha detto...

Ci sono versioni che mettono in dubbio l'innocenza del prete, visto, che più che essere assolto avrebbe accettato di pagare un indennizzo pecuniario.
Ho consultato diverse fonti in rete e, francamente, bisognerebbe fare un bel setaccio perché si trovano versioni completamente opposte.
I link qui su, se non sbaglio, hanno la versione "innocentista", che è anche quella del sito della diocesi di Ciudad del Este.

Tra l'altro effettivamente su Rorate risulta che : "Urrutigoity was only dismissed as Vicar General days before the arrival of the "Apostolic Visitation" in Paraguay."

Che dire? come stanno le cose per questo aspetto non lo sappiamo. Ma la questione lascia l'amaro in bocca sia per il metodo davvero staliniano che gli effettivi due pesi e due misure...

Anonimo ha detto...

OT
Ho trovato un libro del 1888 intitolato I VANGELI DELLE DOMENICHE E DELLE FESTE DI TUTTO L'ANNO, spiegazioni del testo sotto forma di omelie secondo l'esposizione dei santi padri e degli interpreti cattolici, per cura del padre F.S.Schouppe, della compagnia di Gesù. Prima versione italiana. Torino Tip e libre S.Giuseppe-collegio degli artigianelli.

Domando a voi teologi se lo conoscete e se si tratta di un testo conosciuto e importante.

Marius

Anonimo ha detto...

Perfettamente d'accordo con Mic circa le diverse versioni...
però il procedimento della Santa Sede come andò a finire? fu o no favorevole a Urrutigoity? Se fu favorevole che senso ha muovere adesso queste accuse o mandare alla gogna mons. Liviares?!

Dentro de esta iglesia me siento mas perdido que nunca.

Jaume

Anonimo ha detto...

Infiltraron los seminarios con homosexuales con la llegada del Vaticano II mientras expulsaban a todos aquellos que fueran conservadores/ tradicionales.

Ahora esos sacerdotes homosexuales que en su dia montaban orgias en los seminarios hoy son obispos.

mic ha detto...

Ringrazio Jaume per il messaggio personale e lo abbraccio nel Signore.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Livieres ha prestato il fianco nominando Urrutigoiti ... che poi la FSSPX l'avesse espulso già anni fa per omosessualità la dice lunga. Diciamo solo che mons. Bergoglio, forse aizzato dai vescovi del Paraguai, e' stato un grande campione nel cogliere la palla al balzo. Ma ricordiamoci anche per consolarci che la rimozione di Mindzenty nel 1974 dalla sede primaziale di Estergom fu una porcata elevata all'ennesima potenza rispetto alla vicenda di Livieres. E tra meno di un mese colui che rimosse il primate d'Ungheria e impedì a Korec di continuare nella diffusione della chiesa cattolica clandestina cecoslovacca sarà beatificato.

Alessandro Mirabelli ha detto...

La saggezza popolare afferma che il gobbo deve guardare la sua gobba e che il medico deve curare se stesso. Il vdr ne tragga le conseguenze esonerando il noto prete omosessuale attivissimo, Ricca, dall'ufficio di prelato dello IOR. Ricca costituisce la prova più evidente che il vdr fa pulizia solo dove gli fa comodo o per distruggere fiorenti realtà ecclesiali.

rocco ha detto...

C'era un pastore con migliaia di pecore. inizialmente le sue pecore erano un piccolo gregge, ma in poco tempo, grazie al buon cibo che il pastore dava, il numero delle pecore aumentò moltissimo.
Un giorno il pastore dovette partire, ma promise che sarebbe ritornato. non potendo portare le pecore con se, lascio il suo gregge a una dozzina di servi, con precise indicazioni su come dare il buon cibo alle pecore per farle prosperare. disse ai servi che il gregge così sarebbe certamente aumentato; per questo diede ai servi la facoltà di assumere nuovi servi ai quali avrebbero dovuto insegnare come dare il buon pasto alle pecore.

passò molto tempo prima che il pastore che dava il buon cibo tornò. i primi dodici servi erano morti da trmpo e avevano fatto bene ma non così tutti i loro successori, tanto che quando il pastore tornò trovò un piccolo gregge stanco e malnutrito e i servi malvagi, che avevano persino cacciato i servi fedeli, che si apprestavano a banchettare insieme ai pastori malvagi che confinavano con le terre del buon pastore, con alcune delle pecore rimaste. ma il buon pastore era tornato con una folta schiera di servi fedeli che i malvagi avevano mandato via, fece giustizia dei servi infedeli e dei cattivi pastori delle terre confinanti.

Rr ha detto...

Come si sostiene sopra, Bergoglio ha creato due precedenti: l' " arresto" del nunzio- ora tutti chiederanno, in caso di preti pederasti: perche' quello e' stato arrestato, e questo no? Nessuno ha spiegato le sottigliezze canoniche di cui parla Introvigne
La rimozione ex officio di un Vescovo: quando i fedeli non vorranno un Vescovo, o altri vescovi non lo vorranno, potranno montar su un casino, se la S.Sede non procedera' allo stesso modo.
Il " lavare i panni sporchi in famiglia" serviva anche anon creare aspettative dopo aver creato i precedenti, a non criminalizzare chi poi risultava innocente e a non gettar discredito sulla " famiglia". Ma per far cio', bisogna aver una famiglia, amarla e rispettarla, non usarla per i propri scopi, più o meno nobili, più o meno puliti, più o meno leciti.
Rr

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Questa lettera di mons. Livieres andrebbe incorniciata e considerata come lettera pastorale, perché usa le vicende personali per spiegare questioni di fede e per ricordare l'autorità nella Chiesa. Più che una lettera di autodifesa, è di appassionato insegnamento della verità

In particolare ha avuto il fegato di dire che Francesco dovrà rendere conto a Dio dell'ingiustizia compiuta. Per fare un'affermazione così forte evidentemente doveva avere a cuore il seminario e tutti gli altri buoni frutti ormai in gravissimo pericolo.

Contro le panzane del giornalista televisivo Javier Miranda, nel 2010 Mons. Livieres aveva già chiarito bene tutte le questioni, compreso il caso Urrutigoity (ordinato sacerdote nel 1991 e che quando fu accolto lì in diocesi non aveva ancora nessuna accusa formale di abusi, e ciò fu verificato dopo attenta indagine). A sostegno della permanenza del sacerdote e a sostegno del vescovo Livieres, furono addirittura raccolte quasi 2000 firme in diocesi.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Si, esistenziale mente periferico, qualcuno dovrà rendere conto a Dio. Eppure questo qualcuno sembra non essere mai sfiorato dal pensiero della morte e del giudizio. Io ho più di venti anni meno di lui e da almeno venti anni ci sto pensando. Sono uno psicopatico?

bernardino ha detto...

Vedete! Frà Cristoforo ha avuto il grande coraggio di andare nel castellaccio di don Rrodrigo e di affrontarlo, mettendo anche a rischio la vita (visto chi era don Rodrigo ed i suoi bravi) perchè sapeva che quel tipo sopraffaceva i poveracci e gli indifesi.
Possibile che tra i vescovi, non esiste un'altro Frà cristoforo che che affronti a testa alta, e contro tutti i giornali e televisioni, chi dà ordini dittatoriali? (e sapete a chi mi riferisco).
Mancano solo dieci giorni al sinodo- cosa dovrà ancora succedere per spegnere i cervelli dei fedeli Cattolici (o pseudo/cattolici) seguaci di un uomo così populista.
Ma la gente capirà quest'operazione di facciata per allontanarla da ciò che deve accadere di così disastroso?
Sono anni che Benedetto XVI gridava contro tutte queste mostruosità, e solo ora è arrivato il salvatore della patria? oppure è solo una cartina tornasole?
tanto il sinodo si fà e la gente è soddisfatta che si sono trovati i preti ed i vescovi che cerchiamo da anni e che erano dentro casa, ma vengono tirati fuori solo ora.
Visto? qui tornano ancora in ballo le dimissioni (mai capite) di B.XVI e l'elezione del nuovo vdR. poi vediamo il libro di socci dopo l'uscita; credo che Socci se non avesse in mano cose importanti e sicure non farebbe quello che stà facendo.
Cerchiamo di ricordare sempre Bugnini e compagni, quello che sono stati capaci di fare.
Finchè questi avranno in mano il potere possiamo aspettarci il tutto ed il contrario di tutto. Fatto è che la stampa in generale stà dalla loro parte e la gente si beve tutto.

(((†))) - Radio Vobiscum - [GERMANIA] ha detto...

Laudetur Iesus Christus ! Semper laudetur !

Carissimi Amici, carissimi Ascoltatori,

La Voix de la Russie mediante la voce di Dario Citati fa un analisi della hyper-mediatizazione del Papa Francesco, della normalizzazione dei Francescani dell'Immacolata, della futura nomina del card. Burke, ecc ...

A leggere (in francese) o ad ascoltare qui:

http://french.ruvr.ru/2014_09_25/La-mediatisation-du-pape-Francois-comme-signe-de-crise-de-l-eglise-catholique-7005/

Buon ascolto a tutti !

A mani giunte ! Preghiamo l’Immacolata.

(((†))) - Radio Vobiscum - [GERMANIA]

Una voce cattolica nella tua vita

radiovobiscum(chiocciola)gmx.de

(((†)))

Silente ha detto...

E' ovvio che la rimozione di Rogelio Livieres, vescovo di Ciudad del Este, non ha nulla a che vedere con la presunta copertura di un presunto pedofilo.
Mons. Livieres è semplicemente colpevole di tollerare, in alcune parrocchie, la S. Messa di sempre. E' semplicemente colpevole di aver denunciato la malvagità della teologia della liberazione. E' semplicemente colpevole di aver riempito i seminari della sua diocesi. Quindi andava rimosso. Ed è quello che avvenuto.

Poi, poiché certe cose vanno dette, oportune et importune, è ben noto che la pedofilia è collegata all'omosessualità.
Scrive giustamente Rosa: "Pedofilia, omosessualità (un tempo le due cose erano quasi sinonime, essendo che "pedofilia" ha sostituito il termine classico " pederastia": notoriamente gli omosessuali tendono fortemente ai rapporti con i giovanetti.

Però il "Regnante Pontefice" (?) è severissimo contro veri o presunti pedofili, o presunti protettori di essi, soprattutto quando ciò gli consente di eliminare Vescovi, quanto meno non ostili alla Tradizione, ma non lo trattiene dal "non giudicare" l'omosessualità.

Schizofrenia? Dissociazione mentale? Semplice malafede intellettuale?

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Il citato "padre-vescovo" Fernando Lugo, vescovo dal 1994, sospeso a divinis dal 2007, ridotto allo stato laicale nel 2008, fu presidente della repubblica del Paraguay dal 2008 al 2012, carica conclusa per impeachment decretato dal Congreso paraguayano [equivalente del Senato].

Proprio un "segno dei tempi", come ironicamente ha affermato mons. Rogelio Livieres nella lettera, che a suo tempo si oppose alla candidatura presidenziale di Lugo per la "confusione tra religione e politica" e ancor più per la "irresponsabilità morale e amministrativa del candidato".

Grazie al Vatileaks sappiamo che mons. Rogelio suggerì per iscritto a Benedetto XVI che venissero eletti vescovi solo i migliori candidati dal punto di vista della vita di fede, della sensibilità liturgica, intelligenti e capaci di governare, infischiandosene del mantenimento dello status quo.

Mons. Livieres aveva anche proibito ai religiosi di sfruttare la "pastorale sociale" a scopi politici.

La Comunità sacerdotale di san Giovanni, alla quale apparteneva il citato Urrutigoity, era stata accettata in diocesi nel 2005 grazie alla presentazione favorevole di alcuni cardinali della santa Sede. Quando in seguito cominciarono a circolare le prime accuse, la CDF negò che ci fossero gli estremi per aprire un processo canonico penale a carico del sacerdote.

Mons. Livieres teneva personalmente a casa sua incontri settimanali di orientamento vocazionale al sacerdozio, con una partecipazione media di 130 giovani, dei quali 30-40 annualmente venivano accettati in seminario. Sul suo blog, inoltre, fino a qualche mese fa teneva traccia dei suoi interventi pubblici (come ad esempio: Parlare dell'inferno è un atto di carità).

Benvenuti nel postconcilio, signore e signori: ecco dunque il tipo di vescovo che bisogna spazzar via a tutti i costi.

Rr ha detto...

Spero che quanto state scrivendo, venga poi diffuso anche ad altri blogs, visto che di solito questo e' letto ed anche tradotto. Rorate coeli continua a sostenere la " colpevolezza" del Vescovo, nel senso che avrebbe dovuto essere piu' cauto e non accettare Urrigoity, visto quel che era gia' successo a Scranton. E' possible che Rorate abbia altre notizie, ed inoltre in USa sono sicuramente piu' " scottati" .
Purtroppo non posso fare ameno di pensate acerti poporati che, Dio mi perdoni, ma visti in foto o in TV sanno di " checchismo" lontano 100 miglia, eppure
sono ancora li. Sono troppo maligna? Ma chi e' l' uomo-uomo che a più di 70 anni indossa parrucche o si tinge i capelli, ameno che non sia un attore o un altro show man?
L' accusa di pedofilia e' talmente pesante che già in USa dei preti sono stati sospesi, e poi erano innocenti.
In un futuro potrebbe succedere che si accusa falsamente un prete, poi il suo vescovo di caperture, il vescovo viene rimosso, ed amen.
Infine: due anni fa, se non erro, un prete della diocesi di Genova e' stato arrestato, processato e poi condannato per pedofilia (efobofilia). Pare che la cosa fosse nota tra i parrocchiani,ma il suo Vescovo non ne sapeva niente? ?? Capite cos' intendo? Anche pochi mesi fa e' venuto fuori il caso di un sacerdote monzese, ma incardinato a Novara. Il suo Vescovo non sapeva nulla????
Una volta instaurata la " cultura del sospetto" ( vi ricordate il gesuita antimafia di Palermo, che conio' proprio quest' espressione?) tutti possono esserne vittima, TUTTI !
Rr
PS: Tutti, come il Cardinal Pell, cfr Repubblica ed Espresso

Anonimo ha detto...

Marius,

Schouppe è ottimo...


Romano

Rr ha detto...

Leggendo il sito della diocesi, ho avuto l' impressione, anzi un vero e proprio fastidio: beghe tra vescovi, vescovi iperpoliticizzati, vescovi moralmente compromessi, troppo ideologizzati, opinione pubblica influenzabile, gelosie, ripicche, vecchi preti che non sopportano nuovi vescovi, amati invece dai giovani sacerdoti...dopo la storia di Lugo, Roma avrebbe dovuto intervenire pesantemente, cercando di dismissionare quanti più vescovi possibili, o spostandoli in altro paese, e " movimentare" anche i preti.
La storia poi di Igarroity e' ancor più incasinata di quanto sembrasse prima, ed ovviamente in un ambiente ormai " avvelenato" e che di cristiano, tanto meno cattolico, aveva ormai ben poco, ha agito da miccia detonante.
L' America latina...che disastro religioso ! E molti han sostenuto che noi Europei dovremmo prender lezioni da loro !!!! Nulla di starno se i pentecostali crescono a vista d' occhio !
RR

viandante ha detto...

Il sito della diocesi in Paraguay termina con questa frase, pure emblematica, che richiama alla mente le riduzioni gesuitiche sudamericane:

El crecimiento y pujanza del Pueblo de Dios en el Paraguay fue cruelmente mutilado a raíz del injusto proceso y supresión de los misioneros jesuitas a fines del siglo XVIII. También ellos fueron acusados por eclesiásticos cuestionables en alianza con poderosos lobbies y políticos.
Los que apuestan a que la historia se repita ahora en nuestra Diócesis pueden llevarse la sorpresa de descubrir que, esta vez, el Obispo de Roma es un heredero de esos jesuitas calumniados y suprimidos, dispuesto a escribir la historia de un modo nuevo.

Ma ora vi sono molte riduzioni in tutto il mondo che si cerca di chiudere, iniziando dai seminari che prosperano di vocazioni per giungere ad ordini fiorenti come quello dei Francescani dell'Immacolata, senza dimenticare tutte quelle piccole realtà che vengono soffocate appena compiono i primi passi...
Preghiamo e come fedeli, ovunque ci troviamo, cerchiamo di aiutare questi pastori che la grazia del Signore ancora ci offre: dalla misura del nostro sostegno si misura anche la forza della nostra fede.
O preferiamo, obtorto collo, andare ad altre Messe e con altri pastori?

Anonimo ha detto...

situazione complessa.Livieres ha un seminario stracolmo perchè raccoglieva seminaristi respinti dagli altri vescovi. Tutti pii? tutti devoti? tutti seri? quando si raccoglie il rifiuto altrui si può trovar di tutto: dalla perla preziosa alla perla finta. Non so se mons. Livieres facesse una severa cernita di chi bussava alla sua porta ma che la facesse o meno è innegabile che questa sua accoglienza infastidiva moltissimo gli altri vescovi che se ne lamentavano in continuazione con Roma. Se a questo si aggiunge che,a torto o a ragione era in odore di "cripto-lefevrismo".......la vicenda, astraendosi dai dati specifici, è comunque facilmente inquadrabile. I fedeli tradizionalisti sono abbandonati a se stessi; gli è stata concessa la messa antica ma nel 99% dei casi chi la celebra non aggiunge pure una determinata e specifica cura pastorale. Si celebra la messa, spesso pure male; spesso nelle prediche traspare il pregiudizio del celebrante verso il rito antico e chi lo ama; spesso tale pregiudizio non è neppure celato. Insomma: ai tradizionalisti gli s'è data una messa come si dà un ninnolo ai bambini per farli chetare un po. E nella maggior parte dei casi sono i fedeli laici che devono pensare a tutto: dalla ricerca della chiesa a quella del prete. Insomma, per dirla in parole povere i tradizionalisti sono i paria del cattolicesimo, di cui nessuno sui occupa pastoralmente. Tutti i vescovi si lamentano che noi abbiamo tutti i difetti di questo mondo ma nessuno si occupa di correggere tali presunti difetti. Anzi, spesso i vescovi ai nostri "difetti" aggiungono pure le loro più o meno velate vessazioni. In questo clima di generale abbandono è evidente che ognuno s'arrangia come può. E se si trova un vescovo (e uno su mille lo si può trovare)compiacente come mons. Livieres si prende d'assalto la sua diocesi come fosse l'Eden. Ecco quindi che si accolgono i profughi. ma come tra tutti i profughi, anche tra quelli tradizionalisti, si può trovare di tutto. Si possono trovare, come ho già detto, seminaristi e preti di tendenze tradizionali ma anche seri e pii....e si può trovare chi ha tendenze tradizionali ma pure che ha contemporaneamente altre tendenze.... E un vescovo buono e accogliente come credo sia Livieres finisce per essere incastrato e "fregato" dalla sua stessa bontà. La colpa di tutta questa situazione è sia di Roma che ha concesso la messa antica come si concede uno zuccherino senza accompagnarla da una cura pastorale confacente; sia dei vescovi che fanno altrettanto: concedono una messa e se ne fregano di seguire pastoralmente chi la richiede. in aggiunta c'è la più o meno nascosta intenzione di voler "rieducare" i fedeli tradizionalisti per portarli, pian piano, ad apprezzare le meraviglie del Novus Ordo. Insomma, la messa antica è come una sorta di riserva indiana o di ghetto dove rinchiudere i tradizionalisti tenendoli calmi in attesa o che si estinguano o che si "convertano". Sacerdoti e fedeli degli Istituti Ecclesia Dei fanno eccezione....ma non troppo. Nel senso che anche loro sono in qualche misura ghettizzati e tollerati come si tollera un malanno. Gli Istituti Ecclesia Dei però per sopravvivere devono pagare il "pizzo" che consiste nel tacere (almeno pubblicamente....) sui problemi del concilio, della nuova pastorale e della nuova liturgia.La vera eccezione è la FSSPX che oltre alla messa offre tutto il corredo adeguato: catechesi, istruzione, pastorale, spiritualità etc. etc. La speranza è che se alla FSSPX venisse data una regolarizzazione canonica potrebbe mettere a disposizione di tutti la gamma dei "prodotti" che offre. Ma a parte chew ancora non si sa nulla su tale regolarizzazione, bisogna anche vedere se quando Roma la proporrà sarà una trappola come lo è stato anche un paio d'anni fa,....oppure no. Preghiamo perchè i nostri vescovi ritrovino la bussola. Ma la vedo difficile che un modernista voglia ritrovare la bussola cattolica....

Dal sacro ospizio di santa Marta

Alessandro Mirabelli ha detto...

La saggezza popolare afferma che chi semina vento raccoglie tempesta. Prima Socci ha assunto una posizione molto critica ma razionalmente fondata nei confronti del vdr ed ha scritto articoli su Libero e sul suo blog che credo che siamo stati in molti ad apprezzare. E Socci e' di Cl, per cui viene da pensare che una discreta parte di Cl sia d'accordo con lui. Ora e'il turno di Livieres il quale è prima ancora ridi essere vescovo, un prete dell'Opus Dei. I preti dell'Opus Dei hanno un buon o ottimo livello di preparazione. Il vdr, rimuovendo Livieres, forse non si è reso conto che verosimilmente l'Opus Dei non farà finta di niente come se nulla fosse accaduto. Caro vdr, se per la saggezza popolare afferma: " a buon intenditore poche parole".

Alessandro Mirabelli ha detto...

Leggete cosa ha scritto Tosatti stamattina. P. Lombardi ha ammesso al New York Times che il vero problema erano le relazione di Livieres con gli altri vescovi paraguaiani. O meglio l'eterodossia degli altri vescovi, eterodossia che Bergoglio ha avallato ed avalla. Comunque meglio così. Questo e' un punto di svolta. Da oggi sappiamo con certezza che mons. vdr si è fatto un altro nemico interno: l'Opus Dei. E mal gliene incolse.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Perché il vdr ha rimosso Livieres? Semplice: perché egli è d'accordo con gli altri vescovi del Paraguay. E a lui Livieres proprio non piace perché è' fedele, Livieres, alla retta dottrina. Con buona pace dei normalisti.

Anonimo ha detto...

Alessandro mirabelli
i preti dell'Opus Dei e in primis il card. Cipriani non hanno speso una sola parola in questi ultimi anni per difendere Livieres e questo dovrebbe far riflettere chi si ostina a difenderlo.
Mauro

Alessandro Mirabelli ha detto...

Mi sembra quasi impossibile che la testa del serpente, cioè la corrente marxista della teologia della liberazione, abbia di nuovo fatto capolino. E stavolta il vdr riesce nell'operazione di sdoganare la quinta essenza dell'errore, cioè la lettura marxista della storia, che neppure Putin si sognerebbe di fare.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Nunzio in Paraguay dal 1995 al 1999 fu il card. Baldisseri che l'estate scorsa fu nominato segretario generale del sinodo e creato e pubblicato cardinale nel concistoro di sette mesi fa. Cioè Baldisseri era uno che conosce bene la situazione di quella conferenza episcopale.

mic ha detto...

Quel che dice Mauro mi fa solo pensare a quanto in tutti i contesti ci sia la tendenza, poco virile, a prendere le distanze dalle persone 'scomode' perché ducono la verità...

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ Mauro: Cipriani e' a Lima, Livieres in Paraguay. Cosa ne sappiamo noi che o Cipriani o il prelato dell'Opus Dei abbiano difeso Livieres? Ma sai che una presa di posizione pubblica di Cipriani avrebbe causato, come minimo, un incidente diplomatico fra Perù e Paraguay? Ma sai che quando Romero era nell'occhio del ciclone Lorscheider e Pironio lo difesero davanti al Papa ma lo fecero con stile e cioè riservatamente per non gettare altra benzina sul fuoco? Ma credi che per difendere un altro vescovo bisogna sempre e comunque rilasciare interviste a destra, al centro e a sinistra? Ma sai che esiste anche un metodo molto meno appariscente e più efficace? Come fai ad essere così sicuro di ciò che ha fatto o non ha fatto Cipriani? E poi questa storia di vedere sempre e comunque la pagliuzza nell'occhio di chi non appartiene al mondo tradizionale ... solo magari perché è dell'Opus Dei o di Cl ......

Anonimo ha detto...

Ecco Tosatti:

Se è vera – come sarà certamente vera – la dichiarazione di padre Federico Lombardi al New York Times sulla “decapitazione” di mons. Rogelio Livieres vescovo di Ciudad Del Este in Paraguay non è possibile non sottolineare alcune perplessità.

Nei giorni e nei mesi scorsi era stato fatto capire all’informazione che il problema centrale era dato dall’incardinamento nella diocesi di un sacerdote che negli Stati Uniti, nei decenni precedenti, avrebbe avuto problemi di comportamento omosessuale troppo “espansivo” verso allievi del seminario. Per cui anche se a Ciudad Del Este niente del genere era accaduto, il vescovo avrebbe dovuto esercitare maggiore prudenza (e davvero, lo pensiamo, avrebbe dovuto, visti gli agnelli da cui era circondato…).

Invece padre Federico Lombardi dice al New York Times: “Il problema importante erano le relazioni all’interno dell’episcopato e nella Chiesa locale, che erano difficili”. Per cui del problema del prete sospettato di ciò di cui sopra “se ne è parlato, ma non era centrale”.

Stupisce il timing, e senza essere complottisti, questa correzione tardiva di un’ondata mediatica già partita non toglie niente al fatto che l’annuncio della rimozione sia stato quasi coincidente con il caso Wesolowski, a sfruttare la scia di traino della notizia, e a far trascurare altre questioni.

Se si legge con attenzione quello che pubblica la diocesi di Ciudad Del Este si vede che Livieres, portatore di una linea di Chiesa e di pensiero diversa da quella degli altri vescovi, è stato nominato da San Giovanni Paolo II, confermato e difeso da Benedetto (che come sappiamo, avendone cacciati una novantina, non era tenero con i vescovi trovati mancanti…leggi QUI ), e finalmente rimosso rapidamente da Francesco.

E’, ancora una volta, un segno di profonda discontinuità del Papa attuale con i suoi predecessori.

Ma ci si può chiedere perché, se c’erano problemi, il Papa, così disposto a dialogare con tutti, non gliene abbia parlato. (Vedi correzione fraterna…). Oppure perché – come credo sia accaduto altre volte – non siano stati convocati i vescovi a Roma, per lavare i panni sporchi e quelli religiosi, e forse in Paraguay ce ne sono non pochi, davanti a Pietro.

Ma forse c’era la paura che alla fine, sentito tutto, varebbero dovuto non dare troppo torto a Livieres. Un rischio che i Grandi Consiglieri latino-americani del Papa evidentemente temevano di correre. Un segno di questo imbarazzo si può forse intuire nel fatto che il Papa – fino ad oggi – non ha trovato il tempo per riceverlo.

Era più facile rimuovere mons. Rogelio, e applicare in buona sostanza, in mancanza di accuse concrete, il reato di opinione nella Chiesa. (Ortodossa)

http://www.lastampa.it/2014/09/27/blogs/san-pietro-e-dintorni/chiesa-e-reato-di-opinione-ortodossa-o7vXmS1L1wAQRzaiBnu2wL/pagina.html

Anonimo ha detto...

"Era più facile rimuovere mons. Rogelio, e applicare in buona sostanza, in mancanza di accuse concrete, il reato di opinione nella Chiesa. (Ortodossa)"

Non ricorda il caso FFI?

Urgentissimo! ha detto...

Lo ricorda fin troppo.
La Chiesa postconciliare ama la sterilità. Se hai un seminario pieno ti dicono che raccatti vocazioni mandate via da altri seminari...se accetti fraternità sacerdotali in diocesi dicono che lo fai senza criterio...se fai pastorale vocazionale si lamentano che non hai parlato esclusivamente della bontà e della pace...

Il monsignore silurato aveva detto in un'intervista (youtube qui) chiaro e tondo che l'arcivescovo di Asunción è omosessuale.

Urgentissimo! ha detto...

Segnalo altra pagina sull'omosessualità del vescovo di Asunciòn.

Anonimo ha detto...

...è ben noto che la pedofilia è collegata all'omosessualità...

Mai sentito parlare di pedofili eterosessuali? Basta un'occhiata alla cronaca, dove troviamo anche padri di famiglia che vanno a caccia di bimbe e ragazzine. La pedofilia è un crimine, drammatico, perpetrato sia da omosessuali che da eterosessuali.

Il papa, inoltre, non ha mai asserito di non volere giudicare l'omosessualità, ma di non poter giudicare (sul piano morale) una persona omosessuale che, con buona volontà, sia in cerca di Dio. Se non si capisce la differenza, bisogna ripartire dall'abbecedario della logica.

mic ha detto...

Il papa, inoltre, non ha mai asserito di non volere giudicare l'omosessualità, ma di non poter giudicare (sul piano morale) una persona omosessuale che, con buona volontà, sia in cerca di Dio. Se non si capisce la differenza, bisogna ripartire dall'abbecedario della logica.

Nemmeno noi siamo nessuno per giudicare un "omosessuale", tanto più col "se" della buona volontà davanti.
Non facciamo finta di non capire che il discorso, da parte di una guida spirituale e morale, non riguarda tanto il giudizio sul singolo quanto sul peccato, cioè sul volontario e pertinace esercizio di una tendenza, la vogliamo chiamare "anomala" o dobbiamo diventare "normalisti" anche in questo?

Poi, tutto il rispetto e la comprensione e l'affiancamento per la persona: Non cancellano un principio che non abbiamo stabilito noi.

Sul fatto che la pedofilia non sia esclusiva degli omosessuali, purtroppo è vero, anche se è noto, quel che diceva Rosa sull'efebofilia...

Alessandro Mirabelli ha detto...

L'omosessualità tendenza anomala?
No. Devianza.
Punto e a capo.

Anonimo ha detto...

Guardi, Maria, personalmente ritengo che l'omosessualità sia un grave stato di disordine della persona, una condizione patologica che andrebbe curata. Ma quando leggo grossolane sortite ironiche di sedicenti cattolici che al "Pontefice Regnante (?)" attribuiscono l'avallamento dell'omosessualità, là dove le affermazioni del "Pontefice Regnante (?)" in merito sono di tutt'altro tenore e contengono un esplicito riferimento al catechismo della Chiesa cattolica, ho chiaro di trovarmi di fronte a parole malvage dettate dalla malafede.

Non minimizzerei, inoltre, il cancro della pedofilia (che certamente include quello dell'omosessualità pedofiliaca) all'interno della Chiesa. Non è, evidentemente, un problema esclusivo della Chiesa cattolica, la quale ha semmai, in tempi recenti, il merito di averlo portato alla luce e di adoperarsi per estirparlo. Chi grida al complotto, è in errore.

Rr ha detto...

Certo che ci sono eteosessuali pedofili, ma attenzione: e' un dato statistico, che se prendiamo 100 eterosessuali, ne troveremo 1 che abusa di una bambina sotto i 13 anni, e ancor meno che abusa di bambina sotto i10. Poi avremo 2-3 che vanno a ragazzine di 13-16 anni, e 3- 4 con quelle fino ai18 anni. R ricordo che fino a 20-25 anni fa l' eta' " del consenso" per il nostro Stato e molti altri, erano i 16 anni e, se non ricordo male, laChiesa ammetteva fino ai 14 anni. Mia bisnonna si sposo' a 16 anni, e nessuno considero' mio bisnonno un pedofilo ( ovviamente si sposarono con il consenso dei genitori e con l benedizione di S.Madre Chiesa).
Tornando ai dati di cui sopra ( non certi, ma molto probabili) abbiamo 5-8 % IN TOTALE.
Veniamo ora agli omosessuali maschi: se ne prendiamo 100, abbiamo le stesse percentuali degli

eterosessuali fino ai 4-5 anni, poi pero' le percentuali raddoppiano almeno, finche' arrivando ai14-16 anni si arriva ad un 30% , se non piu'. Non c'e' scrittore omosessuale o comunque omosex dichiarato che non ammetta, quando e' sicuro di non essere denunciato,
di aver avuto o tentato di avere rapporti coi ragazzini.
Infatti molti di loro iniziano proprio così: ragazzini che ivengono avvicinati da maschi adulti che " li seducono". Sulle omosessuali femmine ho meno dati, quindi forse le percentuali sono inferiori.
Ricordo che anche in Grecia e Roma, dove
' era vista in modo diverso, non si poteva ' avere un ragzzo" libero, cioe' non schiavo, senza ail consenso della Famiglia( Grecia) , mentre a Roam se un uomo adulto si faceva un ragazzino che fosse libero e cittadino romano, veniva semplicemente messo amorte. Anche se il ragzzino era uno schiavo, ma non
' uomo in questione, c' erano pene severissime.
Nella lingua latina e greca non c'e' distinzione tra" omosessualita", " pederastia"( che viene dal greco) e sodomia( parola invece che,come sappiamo, viene dalla Bibbia. Gli abianti di Sodoma e Gomorra volevano i " giovanetti" che erano ospiti di Lot- in
' angeli- proprio perché erano " carne fresca" .
Rr
PS: mi scuso per il linguaggio un po' crudo. Sono sempre più convinto che l' omosessualita' sia una devianza, un disturbo della personalita' che si accompagna ad altri disturbi, nevrosi, psicosi, malattie organiche.
Bisogna condannare la devianza, fare studi per conoscerla meglio e prevenirla, ma anche, amio modesto parere, non mostrare eccessiva simpatia e condiscendenza verso i deviati, in particolare gli attivisti LGBT che vanno trattati con la massima
fermezza, SENZA ALCUNA CONCESSIONE alle loro interminabili richieste ( prima il riconoscimento generico, poi i PACS, poi il matrimonio, ora l' adozione, e poi cosa ancora ? Che diventiamo tutti come loro?

mic ha detto...

là dove le affermazioni del "Pontefice Regnante (?)"

Effettivamente mi era sfuggito quel punto interrogativo. Non lo condivido.

Rr ha detto...

Se, dopo che TUTTI i principali media del mondo avevano ripreso l famigerata frase intendendola nel senso che han voluto attribuirle, il VdR avesse spiegato chiaro e tondo, magari ad un Angelus gremito, che cosa intendeva, ed avesse ribadito a voce alta e chiara urbi et orbi che cosa intendeva dire, NON si sarebbe creato tutto il casino mediatico intorno a lui come Rivoluzionario della cHiesa. Certo, cosi facendo, non avrebbe avuto la copertina della principale rivista prr omosessuali al mondo, ne' si sarebbero vendute migliai di magliette con la scritta :" Who am I to judge" in tutti i Gay Pride del mondo, ma lameno ci saremmo risparmiati i " normalisti" .
Inoltre Mondignor Ricca non e' amico ne' diMic, ne' mio. Manco il Cardinale Daneels o Wuerth o Nichols.
Rr

Rr

Anonimo ha detto...

Conoscendo il soggettone, potrebbe spiegarci che il punto interrogativo si riferisce solo all'aggettivo participiale. Venialità. Ma foriere di caos.

Silente ha detto...

Il famigerato punto interrogativo non voleva per nulla mettere in dubbio il fatto, che ritengo oggettivo da un punto canonico, che Francesco è il Regnate Pontefice (pur con tutti i dubbi e le riserve sui fatti che hanno portato alla sua elezione e di cui si è ampliamente discusso qui). Semplicemente, quel punto interrogativo era una implicita domanda su quanto Lui si consideri tale, alla luce delle sue dichiarazioni, delle sue omissioni e della simbologia utilizzata. Così difficile capirlo, Anonimo, pronto a pervertire il pensiero altrui per difendere ciò che è indifendibile, cioè la rimozione, giustificata da motivi meramente politici, del Vescovo di Ciudad Del Este? Per difendere la vergognosa opera di persecuzione di chi ancora difende la Dottrina
di sempre? Per difendere chi sta preparando, con il Sinodo, il ribaltamento, nella prassi, di ciò che è stato dogmaticamente stabilito?
Riguardo all'altrettanto indifendibile "chi sono io per giudicare?" non ciurli nel manico, Anonimo. Il Papa (contenti?) sapeva benissimo cosa stava dicendo e come sarebbe stato percepito "il messaggio". Ciò che è stato recepito è esattamente il suo pensiero. Tanto è vero che da parte dall'ineffabile Padre Lombardi (difficile lavoro, il suo) non è seguita nessuna delle contorte, patetiche precisazioni usuali in altri casi di dichiarazioni sorprendenti del Regnate Pontefice (senza punto interrogativo).
Riguardo all'altro tema, lo ribadisco: c'è un legame tra l'omosessualità e la pedofilia. Lo si è sempre saputo, come ha ben richiamato Rosa qui sopra. Che poi il tema sia complicato, da un punto di vista della patologia, della psicologia e della casistica, nulla quaestio.
In generale, trovo insopportabili questi normalisti che, invece di rispondere, perché incapaci, nel merito del tema dello scandaloso fatto della rimozione, attaccano e insultano strumentalmente su altri fronti, addirittura usando frasi quali: "bisogna ripartire dall'abbecedario della logica." oppure: "parole malvage dettate dalla malafede".
Et de hoc satis, perché a simili individui non riconosco il diritto di essere miei interlocutori. Come diceva Leon Bloy: Devo economizzare il mio disprezzo, dato il grande numero di indigenti.

Anonimo ha detto...

...non voleva per nulla mettere in dubbio il fatto, che ritengo oggettivo da un punto canonico, che Francesco è il Regnate Pontefice (pur con tutti i dubbi e le riserve...

Forse c'è nei paraggi qualche anima pia e caritatevole che vorrà darsi pena di commentare questa bella pagina di funambolismo argomentativo, con i suoi rinterzi di maldestre invettive da ego orticato. E com'è surreale la pretesa di negare l'interlocuzione a chi non solo non sta affatto interloquendo con noi, ma non ne ha la minima intenzione. Chi realmente intendesse pervertire una linea di pensiero così contorta, approderebbe al risultato certo di raddrizzarla.

E il normalismo? Qui c'entra come il cacio sulla Sachertorte. Si tratta casomai solo di leggere le parole e i fatti del papa per quello che sono, senza travisarne il dettato e il contesto né in senso migliorativo né in senso peggiorativo, secondo la prassi denominata valutazione equanime, premessa indispensabile di ogni giudizio pronunciato in buona fede.

Come qualcuno ha già ricordato in altra occasione, poi, in questa sede sancire il de hoc satis spetta soltanto a mic. Alla cui pazienza ci rimettiamo un po' tutti.

Anonimo ha detto...

In tutta questa brutta storia l'omosessualità e la pedofilia sono le foglie di fico che dovrebbero coprire il solito regolamento di conti alla Bergoglio.La gravità di questo comportamento è sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vederla .Cominciarono i nemici della Chiesa ad usare singoli episodi di pedofilia per attaccare il clero in generale ed adesso siamo arrivati al punto che il Papa usa gli stessi argomenti per motivi per nulla chiari ma ugualmente dannosi. Benissimo ha fatto il VESCOVO ad urlare la sua innocenza ed il suo sdegno sui giornali di tutto il mondo.Bobo

RIC ha detto...

Due lettere esemplari inviate dall'ex Vescovo di Ciudad del Este. La prima ai fedeli della diocesi chiedendo ubbidienza

http://diocesiscde.info/index.php?option=com_content&view=article&id=4084:mons-rogelio-livieres-llama-a-la-paz-a-la-obediencia-y-a-la-conciliacion&catid=25:noticias-de-la-diocesis&Itemid=81


La seconda ai seminaristi chiedendo di rimanere fedeli al Magistero e alla Tradizione.

http://diocesiscde.info/index.php?option=com_content&view=article&id=4083:esten-siempre-muy-cerca-del-obispo&catid=25:noticias-de-la-diocesis&Itemid=81

Anonimo ha detto...

Proviamo ad immaginare.
Un vescovo diocesano accoglie e ordina un seminarista proveniente da un altra diocesi.
Quel vescovo non prudente si sarà attirato le ire degli altri vescovi umiliati .
Proviamo ad immaginare.
Un ordine religioso nuovo di carisma francescano accoglie sempre più frati anche coloro che provengopno da altre famiglie.
Legittimamente i giovani si rifugiano nel nuovo ordine perchè sono disgustati dal modernismo imperante nel loro primiero conventi.
la nuova comunità è spacciata e sarà prima o poi cancellata anche se, grazie alla provvidenza, aveva ricevuto l'approvazione pontificia grazie a un santo papa.
Proviamo ad immaginare.
Un santo vescovo missionario, emerito, fonda cvon tutti i carismi legali un seminario.
Vi accorrono giovani provenienti dalle diocesi ormai in preda a deliri marxisti/loggisti post conciliari.
La sorte di quel Seminario, anche s elegittimamente costituito, è decretata.
Per fortuna in 3 i casi non c'è nuilla contra sexto, perchè la Madonna ha protetto quelle comunità, ma la malasorte si è eugualmente abbattuta contro i 3 istituti.

Arcangelo ha detto...

Questa caccia alle streghe è palesemente di parte: si usano presunte colpe degli uni per eliminarli, mentre altri, pur con le medesime colpe, progrediscono nella carriera ecclesiastica. Non ultimo, un prelato romano in predicato di diventare Prefetto del Culto Divino... la cui condotta è notoria, ma che non gli è evidentemente di impedimento per una nomina ad un posto di prestigio.

Alcuni anzi, proprio in virtù di certe colpe, abbiano acquisito una corte di famuli e tessuto una rete di complicità che sinora li ha messi al riparo anche dalla sola menzione delle loro tresche.

Poi ovviamente si colpisce sempre e comunque chi non è amicus Caesaris, guarda caso. E l'accusa, generica ed inconsistente, non verte sui comportamenti moralmente riprovevoli del singolo, ma su imprecisate omissioni di controllo, sempre e comunque difficili da dimostrare, e spesso usate solo a pretesto con l'appoggio dei media.

Anche in questo caso, nessun procedimento regolare: solo abusi, pressioni e - com'è tipico dei disonesti - atti di autorità a senso unico.

Beati voi quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni cosa di male sul vostro conto per causa mia...

ilfocohadaardere ha detto...

"Il papa, inoltre, non ha mai asserito di non volere giudicare l'omosessualità, ma di non poter giudicare (sul piano morale) una persona omosessuale che, con buona volontà, sia in cerca di Dio. Se non si capisce la differenza, bisogna ripartire dall'abbecedario della logica.": molto, troppo facile, così. No. Due punti. Si parla del Papa, e non di un catechista all'oratorio, o di un capo scout.Il papa quando parla,DEVE "dirle bene", le cose, soprattutto se si parla ditemi inseriti ad arte, e proprio per "mettere alla prova"; temi, inoltre,di estrema attualità,vista l'ondata culturale omosessualista,l'invasione "gender", e il tentativo globale di corruzione dei minorenni, e dei costumi in genere.Lui,il papa,in quella risposta,ha risposto molto male.Perchè,COME MINIMO,ha dato (del tutto ingiustificatamente,e come se non conoscesse nulla delle regole della comunicazione;chiedo:ciò è credibile,o seriamente ipotizzabile?)per presupposti "glia ltri" contenuti del CCC da lui citato genericamente."Se ha buona volontà", cosa vuol dire (per Bergoglio; e poi per il resto del mondo che ascolta):vuol dire senza dubbio che "si astiene dall'avere rapporti sessuali contro natura"?Se si può affermare che sì,è così,allora ha ragione lui,e torto noi!Ma,purtroppo,così non è.Anche solo vedere l'USO che della SUA FRASE il resto del mondo(anche cattolici!) ha fato,non dovrebbe farlo dormire la notte...chissà se è così...