lunedì 22 settembre 2014

Léon Bertoletti. I nuovi comandamenti

Dello stesso autore, abbiamo pubblicato [qui].

Un archeologo noto a me soltanto ha scoperto dentro una giara d'argilla, in una grotta non lontano da Qumran, il rotolo con il testo originale di Esodo 20,2-17. (In realtà, mi corregge l'amico esperto, mancando lo scritto di parti rilevanti potrebbe trattarsi anche di Deuteronomio 5,6-21). Pubblico l'eccezionale ritrovamento in esclusiva, con le varianti e le aggiunte della nuova versione tra parentesi quadre. Sembra, infatti, che le molteplici perizie a conforto dell'autenticità stiano per provocare l'immediata ristampa della Bibbia, con la correzione dell'obsoleto e scorretto passo finora tramandato, e l'indizione di un Concilio Vaticano III, non dogmatico né pastorale ma biblistico, per il rinnovamento di tutta l'esegesi biblica e una nuova Primavera della Chiesa.

"Io sono il Signore tuo Dio che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile. [Però potrei sbagliarmi o ricordarmi male. Potrebbe essere stato qualcun altro. Sulla montagna sacra dei dubbi, certezze non ci sono. Interroga la storia e la scienza]."

"Non avrai altri dèi di fronte a me. [Qualcuno puoi, non troppi. Tutte le religioni sono uguali, conta soltanto la pace, il volersi bene e la moderazione. L'importante è non esagerare. Non mettermi proprio in fondo alla lista. A metà non mi dispiace]."

"Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo Dio. [Ma quando ci vuole ci vuole. Anche una bestemmia può servire. In fondo, è sempre un'invocazione]."

"Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. [Sei giustificato per dedicarti al commercio, pascolare al mare o in montagna il tuo gregge, dedicarti ad attività ludiche e sportive]."

"Onora tuo padre e tua madre [se proprio non ti inaspriscono e ti fanno perdere la pazienza]."

"Non uccidere. [Comunque, tranquillo, io perdono]."

"Non commettere adulterio [né atti impuri Ma chi sono io per giudicare? Sappi che otterrai misericordia anche senza pentirti e cambiare vita].

"Non rubare. [Però ruba pure se ti trovi nella condizione di profugo in terra straniera. Tanti fratelli ti daranno una mano]."

"Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo [a meno che non ti serva per qualche scopo, per guadagnare o per fare carriera]."

"Non desiderare la moglie del tuo prossimo [se è brutta e stagionata. Ma se è giovane e carina... che dirti, figlio mio? Ugualmente, desidera l'uomo della tua amica se è bello e ricco]."

"Non desiderare alcuna della cose che appartengono al tuo prossimo [a meno che non ti piacciano o ti servano]".

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Cos'è il compendio delle lectiones di S.Marta? OT news, bad news, worse and worse, PM al culto divino, a ore l'annuncio, 2° il vescovo di Salerno insultato pesantemente ed insulti anche a NSGC nella processione a S.Michele Arcangelo.....mala tempora currunt.Anonymous.

Anonimo ha detto...

Spassoso, ma tragicamente vero sentendo taluni

Anonimo ha detto...

Vorrei segnalare delle osservazioni interessanti, riprese da MiL, ed espresse da don Nicola Bux sulla questione liturgica contenute nella prefazione ad un libro intitolato "Le forme del sacro" di un giovane autore, Luigi Martinelli:

"ai giorni nostri la liturgia della Chiesa attraversa una profonda crisi teologico-dottrinale e rituale, quindi si sono smarriti i contenuti e la forma. Nonostante le buone intenzioni del concilio per rilanciare il valore della liturgia al fine di collocarla al centro della vita della Chiesa, occorre prendere atto che solo in parte i grandi obiettivi della Sacrosanctum Concilium sono stati soddisfatti. Nel panorama liturgico contemporaneo si è perso il senso del sacro, quindi i fedeli non si accostano più alla liturgia con il timor di Dio. I segni, i gesti, le azioni sacre che elevano l’uomo alla contemplazione della profondità del mistero celebrato sono state ridotte, manipolate e in alcuni casi cassate o reinventate secondo idee dell’ultima ora, improvvise, creative e spontanee. Il risultato è quello di una liturgia banale, discontinua e multiforme, che non è più in grado di elevare le anime alla contemplazione dei tesori celesti. Tutto ciò è il prodotto della razionalizzazione della liturgia, in cui predominano i contenuti e di un umanesimo desacralizzante che rifiuta il confronto con il mistero divino. Si pensi anche al fatto paradossale che, pur avendo tradotto l’intera liturgia dal latino alle lingue nazionali per facilitare la comprensione del mistero che viene celebrato ai fedeli, molti ignorano il fine ultimo della Santa Messa o sono quantomeno confusi circa il significato della celebrazione eucaristica. Per invertire la rotta è necessario rimettere Dio al centro della liturgia, e contemplarla come azione sacrificale divina rivolta a Lui."
[...]
"Benedetto XVI, con l'esemplarità delle sue celebrazioni, ha inteso ricordare a tutti il grande valore della tradizione della Chiesa, in particolare l’efficacia dell’antica liturgia romana che, disponendo sapientemente i gesti, i simboli, i segni all’interno del rito, conduce l’uomo all’incontro con la Verità. La forma straordinaria del rito romano, celebrata con buone e sante disposizioni tese a glorificare Dio, per mezzo di molteplici fattori come la lingua latina, il silenzio, il canto gregoriano, i gesti intensi e ieratici, favorisce un’autentica partecipazione con il corpo, il cuore e la mente, permettendo ai fedeli di vivere un’esperienza contemplativa e rivelatrice. Essa, quindi, è un patrimonio prezioso che non deve essere relegato al passato, ma a cui si deve attingere nel presente e nel futuro. Così facendo, si realizza quella riforma della riforma, vale a dire l'applicazione alla liturgia di quella ermeneutica della riforma nella continuità dell'unico soggetto Chiesa"

Urban

Luisa ha detto...

Preferisco non commentare.

http://www.iltimone.org/32168,News.html

Se è vero, ed è deciso da tempo, che cosa aspetta? Nessun momento sarebbe quello giusto per far passare la pillola.

Anonimo ha detto...

KASPER: “IL SINODO NON SI INCAGLI SU UN DIVORZIO” – di GIUSEPPE RUSCONI – 20 sett.2014 (intervista a ‘La Croix')
http://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/413-kasper-il-sinodo-non-si-incagli-su-un-divorzio.html
Il card. dice: “nessuno afferra il linguaggio ufficiale della dottrina della Chiesa”. Dunque “bisogna scrivere in modo da aiutare ognuno a realizzare il proprio desiderio di felicità”. Questo è per me eudemonismo, ma non può essere il fine della vita per un cristiano, semmai la felicità è "il sovrappiù" per chi cerca il Suo regno (Mt 6,33).
Antonio

Anonimo ha detto...

“Il Diavolo prospetta la pace universale in cambio – per esempio – della resa sui valori non negoziabili, sostenendo che non serve continuare a discutere e far polemiche, quando basterebbe dar via libera a ogni ideologia a sostegno di aborto, divorzio, eutanasia, matrimoni omosessuali, etc per vedere realizzata finalmente la concordia tra gli uomini. In questo contesto, come reagire? Occorre essere intransigenti, non scendere a compromessi con la verità del Vangelo, essere luce del mondo e sale della terra, annunciando sempre e ovunque che solo Cristo è la nostra pace e che senza Dio non c’è via per la vera pace nel mondo”.
...
“Stiamo dunque attenti ogni volta che ci battono le mani o ci fanno i complimenti, perché potremmo forse aver imboccato la strada della falsa pace, fatta di falso ecumenismo, di compromesso, di silenzi e tradimenti della verità. In fondo, è Gesù stesso che ci offre nel Vangelo un criterio di verità, preannunciando: ‘Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi’ (Gv 15,20). Se saremo perseguitati, sapremo che staremo camminando sulle orme di Cristo, nella verità”.

http://www.antoniosocci.com/2014/09/la-pace-politically-correct-di-papa-bergoglio/

fg ha detto...

Kasper dice:
1-“nessuno afferra il linguaggio ufficiale della dottrina della Chiesa”.
--------------
questa assurda affermazione, che starebbe meglio in bocca a un ateo relativista e lassista piuttosto che ad un principe della Chiesa, richiama subito alla mente quei tizi che, avendo sentito la durezza esigente del Vangelo, dissero a Gesù :
"Questo linguaggio è duro: chi può comprenderlo"? e Gesù chiese loro: "Volete andarvene anche voi?" (senza tanti complimenti...)

non come oggi dicon i pastori ai fedeli già sedotti da una vita di peccato: "esprimete pure tutti i vostri desideri e noi li esaudiremo, li approveremo anche se sono contro la legge di Dio!"

2- Dunque “bisogna scrivere in modo da aiutare ognuno a realizzare il proprio desiderio di felicità"
"proprio" ? ecco il relativismo morale, avallato da un prelato catto-permissivo; ovvio che Kasper intende felicità TERRENA: e alla salvezza eterna chi ci pensa ? il posteggiatore, forse (anzichè papi preti e prelati) come disse Luttwak ?

ricordo a Kasper che la Madonna disse a S. Bernadette:
"Non ti prometto di farti felice in QUESTA vita, ma nell'ALTRA".
E Nostro Signore dice, rivolto a ricchi e GAUDENTI:

"A che serve guadagnare il mondo intero se poi si perde l'ANIMA?"

Kasper deve rileggere quella risposta di quei discepoli che a quella domanda risposero:
"Dove andremo, Signore ? Solo Tu hai parole di vita ETERNA!"

Franco ha detto...

Colgo l'occasione per rispondere alla signora rr che ha deprecato l'abbandono della pratica religiosa da parte della figlia dopo la prima comunione. Io ho avuto il primo incontro col catechismo ( di Pio X ) nel lontano 1956, studiando praticamente da privatista. Successivamente ho attinto all'insegnamento nell'ora di religione, senza mai andare all'oratorio. Famiglia di praticanti, ma senza particolari slanci. Eppure ho avuto un imprintig religioso fortissimo.Come? Credo a partire dai sentimenti suscitati dall'atmosfera "mistica" della chiesa
( penombra, ceri... ) quando mia madre mi ci portava perche' doveva confessarsi; in seguito attraverso i libretti di pedagogia religiosa che erano molto ben fatti. Fortissimo l'impatto degli album dei Salesiani, magnificamente illustrati, che presentavano la biografia di don Bosco e quella di san Domenico Savio come esempio di collegamento fra slancio religioso e operosita' concreta e fattiva. Infine l'insegnamento nelle ore di religione a scuola, non tanto per gli insegnanti, fra i quali pero' uno spiccava particolarmente per la sua "autenticita'" umana, quanto per i libri di testo, davvero di gran livello. Il titolo di quello delle medie dice tutto:"Forti nella Fede".
Mentre nella fase infantile prevaleva la dolcezza ( avvertita soprattutto ne periodo prenatalizio ), in quella preadolescenziale dominava la forza. La Chiesa appariva come una ROCCA, con aspetti molteplici ma perfettamente strutturata, tanto che appartenerle dava un enorme senso di identita'. L'insegnamento dei comandamenti era puntato sulla precisazione dei "codici" di comportamento morale con distinzioni interessanti, per esempio quella fra bugia giocosa, ufficiosa e pietosa; cosi' pure fissando concetti come quelli di "mormorazione" e di "giudizio temerario" che mi sono rimasti impressi per sempre come "galateo dell'anima". Il tutto era accompagnato da esempi aneddotici assolutamente coinvolgenti, spesso base di discussioni di casistica in stile "Forum". Era una pedagogia ancora sostanzialmente controriformistica, ma credo molto efficace. Un argomento su cui non si glissava era quello del peccato mortale e dell'Inferno. Su questo ci sarebbe molto da discutere. Molti hanno lasciato la pratica religiosa proprio perche' rifiutavano questo "terrorismo"; tuttavia bisogna osservare che l'idea di essere sul filo del rasoio fra beatitudine e dannazione dava alla religione una serieta' straordinaria, come cosa che prendeva interamente e su cui c'era davvero poco da scherzare. Del resto gli sport estremi, dalla F.1 all'alpinismo, non affascinano proprio per questa alternativa fra trionfo e morte?
Io temo che la pedagogia religiosa attuale risulti poco stimolante per un che di melassa buonista: "valori" presentati come orientamenti in generale anziche' come codice di precetti ben precisi, a base di pizzate, cartelloni da colorare, un san Francesco ecologico-sognante, anziche' stigmatizzato per identificazione in Gesu' Cristo crocifisso. Non e' il caso di pensare che alcuni siano attirati dall'Islam per la forza identitaria che ha mantenuto?

Cattolico ha detto...

Caro franco, anch'io sono stato catechizzato con il catechismo di S. Pio X, e mi riconosco pienamente in quello che lei dice. Dirò di più: rimpiango tanto la comunione a digiuno, la domenica mattina, in ginocchio alla balaustra, col piattino, preceduta e seguita da un serio raccoglimento. Ho continuato a riceverla in bocca, facendo una genuflessione (veloce, però, se no il prete si innervosisce). Non mi ritengo un nostalgico, uno fuori del tempo, ma sono convinto che sia il clero ad aver sbagliato tutto, ad aggiornarsi al mondo, a rinunciare ad ammonire, a convertire, a predicare i Novissimi. Speriamo che la FSSPX resista, perché mi sa tanto che ben presto noi tradizionalisti dovremo traghettare di là, l'aria si farà irrespirabile per noi nelle chiese invase da preti modernisti, intolleranti ed arroganti. Pace e bene.

Franco ha detto...

@ Cattolico. Il fatto e' che per insegnare ai bambini un catechismo "all'antica" occorre essere veramente convinti di quello che la Chiesa ci propone a credere", Novissimi inclusi, con esistenza del Demonio e dell'Inferno. Tra l'altro e' da notare come certi pensatori e comunicatori religiosi all'avanguardia del
rinnovamento conciliare continuano a proporre la lettura della Bibbia, ma poi glissano sistematicamente sul discorso di Demonio, Inferno e Giudizio che sono presentissimi nella predicazione di Gesu' e in quella apostolica, per non parlare del tema dell'"ira di Dio" fondamentale nell'Antico Testamento.
Non credo che il card. Kasper sia una cattiva persona, un malintenzionato; piuttosto uno studioso che appunto per la vastita' del suo sapere e per il taglio critico imposto dalla filosofia moderna ha perso almeno in parte la fede semplice del popolo, sicuramente posseduta nell'infanzia, cadendo in un certo "circiterismo". Mi sembra di avere 0letto che Rahner non credeva realmente alla Verginita' di Maria. Personalmente, sapendo che le immagini passano attraverso il tubo catodico del televisore, non vedo perche'Dio, che e' l'autore delle leggi della fisica, non potesse far passare il Bambino attraverso La Madre senza infrangerne la verginita'. Credo che gli acculturati dovrebbero avvalersi delle testimonianze dei fenomeni mistici o preternaturali per ridursi al "Restate, umana gente al quia", ossia al mistero. Se sono vere le possessioni diaboliche narrate da padre Amorth possono essere veri gli esorcismi di Gesu' e l'esistenza del Demonio.

Rr ha detto...

Concordo appieno con Cattolico.
Nb: mia figlia ha lasciato l' Oratorio dopo la Cresima, ma continua a frequentare la S.Messa.
Rr

Annarè ha detto...

Siamo difronte ad una chiesa (la c minuscola è voluta per non offendere la vera Chiesa) che non è altro che lo specchio della mentalità odierna, una chiesa gender, dove non esiste più verità ed errore (come non esiste più maschio e femmina), ma esistono diversi tipi di verità (gli errori li hanno aboliti non piacciono). Anzi oserei dire che oggi esiste la mentalità gender, perchè siamo sotto l'influenza di uomini di chiesa deviati. Come sempre nella storia, prima si ha una crisi della Chiesa e poi segue quella sociale. Nel 1962 il CVII, nel 1968 la rivoluzione giovanile, la rivoluzione sessuale etc..etc..

Anonimo ha detto...

Credo che voi difendiate un cristianesimo fatto di molta esteriorita e poca sostanza. A mio avviso qui non si tratto di prendere la comunione con il piattino, in ginocchio ma di mostrare fuori delle mura i frutti di cotamto devozionismo.Grazie Luigi

mic ha detto...

Intanto qui non si parla di "devozionismo", ma semmai di fede e devozione.

Che ne può sapere lei, di ciò che testimoniamo nella nostra vita quotidiana, oltre che testimoniare e confrontarsi qui?

Cosa c'entra la "comunione col piattino o in ginocchio" se non nella sacralità del Santo Sacrificio? Almeno sa di che si tratta?