lunedì 22 giugno 2015

Comunicato della Superiora delle FI alle sue Suore

Del nuovo increscioso episodio abbiamo parlato qui. È una comunicazione toccante ed esemplare. Richiamo la vostra attenzione sulla conclusione, di cui far tesoro, tutti...
Qui l'elenco degli articoli pubblicati sul blog, che ha seguito passo dopo passo l'inquietante vicenda dell'Ordine.

Comunicato inviato dalla Superiora generale
delle Suore Francescane dell’Immacolata
a tutte le religiose dell’Istituto
in data 17 giugno 2015

Ave Maria!
Carissime sorelle,

da ieri sono state messe in circolazione dal giornale Il Mattino, in un articolo a firma di Loredana Zarrella, e rapidamente divulgate gravissime e raccapriccianti accuse contro i nostri Padri Fondatori e contro noi suore che feriscono violentemente la loro e la nostra dignità umana e religiosa, accuse che già erano circolate su alcuni siti internet.

Alle soglie della nomina del nuovo Commissario Apostolico dei Frati Francescani dell’Immacolata e alla luce della campagna denigratoria che da tempo ci sta colpendo e che già è stata denunciata nelle opportune sedi canoniche, non si può non pensare ad una manovra di strumentalizzazione diffamatoria, volta a gettare ulteriore discredito sui nostri Istituti di frati e suore.

Tutte, all’unanimità con me, riconoscete l’abnorme falsità di queste accuse e la volgare manipolazione di fatti e dettagli, i cui principali responsabili sono già stati individuati.

Vi ho incontrate spesso, anche recentemente e in gran numero, e nei frequenti contatti avuti con centinaia di voi mi avete mostrato il vostro entusiasmo e la vostra gioia di Francescane consacrate all’Immacolata, e insieme mi avete offerto tutta la vostra solidarietà e il vostro incoraggiamento per tenere duro nell’aspra battaglia ingaggiata contro di noi.

Confidiamo che la scienza di Dio e la scienza giuridica facciano trionfare la verità e rimettiamo la gestione legale di questa disgustosa vicenda a persone esperte e competenti.

Da parte nostra, continuiamo fiduciose, in comunione con la Santa Chiesa, il cammino intrapreso nella vocazione che il Signore ci ha donato, sempre liete nella pratica della povertà francescana e della semplicità evangelica, con lo sguardo fisso sul Crocifisso, unite alla Madre Immacolata e Addolorata, nella certezza che chi confida nel Signore non sarà da Lui abbandonato perché Egli difende la causa del giusto e dell’innocente che a Lui si affidano.

Ci sia di incoraggiamento l’esempio di san Massimiliano M. Kolbe, il quale, arrestato dai tedeschi il 19 settembre 1939 insieme a più di 30 frati, di passaggio a Czestochova, udì un gruppo di donne sollevare questo lamento: «Non poteva, la Madre Immacolata, salvare almeno voi?». Profondamente ferito da queste parole, san Massimiliano, con il tono deciso della voce, così disse ai frati: «Vedete, quanto grande è l’incomprensione della vera devozione alla Madonna. In cambio di quel poco di venerazione e di amore che le si danno, si vuole che Essa ci difenda da ogni sofferenza e contrarietà. Ma Lei stessa ha sofferto. Lei, come Madre Dolorosissima, ha seguito Gesù sulla via della croce, e i suoi devoti vorrebbero vivere senza fastidi nella vita. Invece, proprio Lei, in quanto Madre amorosa, permette ai suoi figli di partecipare attivamente all’opera della salvezza, affinché essi, insieme a Lei, camminino sulla via della croce nella vita presente e l’aiutino a salvare le anime dalla schiavitù del peccato».
Suor Maria Michela Pia Cozzolino
Superiora generale

10 commenti:

Josh ha detto...

"...quanto grande è l’incomprensione della vera devozione alla Madonna. In cambio di quel poco di venerazione e di amore che le si danno, si vuole che Essa ci difenda da ogni sofferenza e contrarietà. Ma Lei stessa ha sofferto. Lei, come Madre Dolorosissima, ha seguito Gesù sulla via della croce, e i suoi devoti vorrebbero vivere senza fastidi nella vita. Invece, proprio Lei, in quanto Madre amorosa, permette ai suoi figli di partecipare attivamente all’opera della salvezza, affinché essi, insieme a Lei, camminino sulla via della croce nella vita presente e l’aiutino a salvare le anime dalla schiavitù del peccato,"

Sì.

Ma guai nell'aldiqua e nell'aldilà a coloro per mezzo dei quali avviene l'ingiusta persecuzione contro il giusto.
E peggio quando il persecutore è una chiesa diffusamente infedele contro i pochi rimasti fedeli.

tralcio ha detto...

Oggi il vangelo dice di non giudicare. Pagliuzze e travi.
Sicuramente ci sarà chi usa l'argomento per dire che chi critica è in errore.
In effetti, in assenza di giudizio, ognuno potrebbe dire quel che vuole.
Avrebbero ragione a un tempo carnefici e vittime, tribunali e assassini...
In realtà l'errore non è nel giudizio, ma nel peccato.
Se c'è peccato non riconosciuto, a poco giova condannare quello altrui.
Il peccato è un disatro. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Ma questo è diverso dal negare il peccato e in più scagliare pietre.
Peggio ancora dal negare il proprio peccato e inventarsi peccati altrui...
Il discernimento è infatti un giudizio.
E lo Spirito santo permette di discernere il vero dal falso.
La bestemmia contro lo Spirito santo, unica tra tutte, non è perdonata da Dio.
Ci pensi chi vorrebbe tacitare ogni giudizio e ogni discernimento.
Ci pensi chi sta facendo diventare lecito il peccato e illecito il denunciarlo.
La parola di Dio è come la spada a doppio taglio.
E' un bisturi, preciso e sapiente, nelle mani del Medico delle anime.

Luisa ha detto...


"Confidiamo che la scienza di Dio e la scienza giuridica facciano trionfare la verità e rimettiamo la gestione legale di questa disgustosa vicenda a persone esperte e competenti.


Spero che in più di essere esperte e competenti quelle persone siano libere da ogni commistione e-o assoggettamento a gruppi di pressione, e non escludo, anzi, in primis quelli in seno alla Chiesa.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Magari sono io tarato male ma ho letto da qualche parte che il numero di chi (uomo) segue la via manelliana è secondo solo a quello dei membri FSSP. Credo che rinvigorendo il rito antico si rinvigorisca anche la dottrina e credo che rinvigorendo la dottrina si smaschererebbe con facilità chi storpia (più o meno) deliberatamente. L'apporto dottrinario (femminile) è quindi tanto determinante quanto l'aspetto ministeriale (maschile).Se poi aggiungiamo che Fellay è giudice di prima istanza ritengo plausibile che la libertà di movimento della SPX ora sia limitata, quindi o si fa in modo che i parroci riacquistino dimestichezza col vetus ordo oppure au revoir alla messa antica e quindi al cattolicesimo..

Anonimo ha detto...

Non capisco perché si ostinino a subire questa situazione. Che ognuno/a di loro si traferisca altrove, per esempio alla FSSPX (e anche lì... speriamo in bene) o torni a casa sua e si dedichi ad altra attività.
Sperare in un cambiamento di rotta di questa nuova Chiesa è da folli.

Cesare

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Si ostinano perché sono (giustamente) legati/e a livello "affettivo" a quel carisma. Forse il mondo va così anche perché tanti sono come Schettino che quando la barca cola a picco se la svignano. Per i preti potrebbe esser più facile gestire la transizione da regolari a secolari (la messa è la messa, in convento o in parrocchia) ma per chi sull'esempio di san francesco si sente indegno del sacerdozio o per le suore la cosa sarebbe probabilmente più impegnativa specie se da francescane votate specialmente all'immacolata dovessero diventare domenicane legate all'addolorata.Ci sarebbe una nuova forma mentis da acquisire.

Anonimo ha detto...

Tutte a casa loro perchè c'è un Papa che non le può soffrire? E quando questo Papa non ci sarà più anche le Francescane dell'Immacolata non ci saranno più? Non sarebbe giusto.Bobo

rr ha detto...

I papi passano, Nostra Signora resta.
Rr

Giusi ha detto...

Le calunnie continuano a rimbalzare su siti come Il fatto quotidiano e Huffington post. Gli anonimi accusatori tra i "ribelli" pubblicano il comunicato della superiora col titolo "Excusatio non petita accusatio manifesta". Qualcuno dovrebbe loro ricordare che L'EXCUSATIO NON PETITA SI HA QUANDO QUALCUNO, SENZA RICEVERE ALCUNA ACCUSA, SI GIUSTIFICA. QUANDO INVECE VIENE BUTTATO ADDOSSO UN MARE DI FANGO COSTRUITO AD ARTE SI CHIAMA LEGITTIMA DIFESA!

Anonimo ha detto...

Il problema non è "questo" Papa. Chi ha preceduto Bergoglio, dal 1958 in poi alla guida della Chiesa "visibile" l'ha smantellata per quanto gli è stato possibile (e pur se in queste cose bisogna procedere a piccoli passi hanno realizzato danni irreversibili) e gli ha preparato il terreno per proseguire su quella strada.
Chi lo sostituirà proseguirà, inutile illudersi, l'opera iniziata dai predecessori.
Essendo convinto di questo, ritengo che questi religiosi, se intendono rimanere all'interno di questa nuova Chiesa dovranno adattarsi alla nuova dottrina che tutto potrà essere meno che cattolica.
E' questo che preferiscono? Amen. Ma che allora, almeno, tacciano.

Cesare