martedì 23 giugno 2015

Opponiamoci a che le chiese vuote vengano destinate al culto musulmano. Esempio di Mons. Dominique Rey

Questa riflessione è stata innescata dal comunicato del vescovo di Tolone che pubblico di seguito a fronte del problema che si evidenzia in termini sempre più invasivi (e aggressivi) in Francia.
Purtroppo il fenomeno, senza destare scalpore è già diffuso anche in Italia (vedi immagine a lato, che riguarda Palermo e grida vendetta!). Ne parla un articolo: "Se i campanili diventano minareti" [qui]
Quest'altro articolo ci informa degli oratori concessi ai musulmani in Lombardia, da Scola definiti una ricchezza: parlare di incoscienza è esatto ma è anche qualcosa di peggio...
È ancora cocente la ferita della Moschea che era stata installata nella Chiesa della Misericordia a Venezia [ne abbiamo discusso qui - quiqui], ora finalmente chiusa, probabilmente a causa dell'unanime protesta dei fedeli nonché del clamore mediatico sollevato da noi ed altri anche sulla rete. Ma resta aperto il manifesto calabraghismo della curia veneziana, da noi evidenziato, che non promette bene per il futuro. Tenendo poi conto che esiste già una moschea a Mestre.
Non dimentichiamo (o non facciamo finta di non saperlo come le nostre autorità sia civili che ecclesiastiche, che mostrano di non difendere adeguatamente noi cittadini e la nostra identità storica, culturale e spirituale) che le Moschee non sono semplici luoghi di culto ma portano annessa la madrassa (scuola coranica), con relativi imam per lo più d'importazione, che sono una fucina di alterità e sovversione perché oltretutto quel suolo è da loro considerato Islam e rivendica l'extraterritorialità sottraendosi alle leggi del nostro territorio e della nostra casa che non è ancora una "casa comune" dalla quale saremmo ben preso estromessi o sottomessi o annientati in base alla loro legge. Vediamo cosa succede alle seconde e terze generazioni di immigrati in Francia, nel Regno Unito e altrove...
Senza ignorare le masse ormai quasi ingestibili di veri e propri invasori (la cronaca quotidiana purtroppo ce le propone drammaticamente), che stanno superano ogni limite di tolleranza, mentre i quartieri delle nostre città si trasformano ogni giorno di più sotto i nostri occhi. Su un telegiornale di ieri ho assistito con indignazione allo sbarco di centinaia di migranti da una nave britannica in Sicilia e altrettanti da una nave militare tedesca a Salerno. Li raccolgono e, in base a quale sopruso, li scaricano qui da noi, mentre li rifiutano nei loro paesi? Siamo forse diventati la pattumiera del mediterraneo senza neppure opporre alcuna resistenza? E l'Unione Europea funziona solo come organismo finanziario-tecnocratico, la cui legge segue categorie strumentali e prevaricatrici, fuori da ogni etica nel senso proprio del termine.  
Non permettiamo che si vada oltre, anche se purtroppo non abbiamo molti pastori come il vescovo di Tolone. E il problema è aggravato dagli atteggiamenti del Trono più alto.
Imbracciamo l'arma del Santo Rosario, ma non tralasciamo di intervenire con ogni possibile efficacia anche nelle sedi adeguate! (Maria Guarini)

Un patrimonio collettivo che testimonia le nostre radici cristiane.
« Se è legittimo che le comunità musulmane stabilite in Francia possano avere sale di preghiera per essere in grado di incontrarsi, condividere la propria fede e pregare in un contesto adeguato e nel rispetto delle regole democratiche, sarebbe offendere la nostra memoria collettiva e dimenticare l'attaccamento dei nostri cittadini a questi luoghi di culto che riflettono la nostra cultura e le nostre radici, e per la maggior parte di loro, la loro fede cristiana».
Comunicato di Mons. Dominique Rey, vescovo di Fréjus-Toulon.
Lunedì 15 giugno 2015, Dalil Boubakeur, presidente del Consiglio francese del culto musulmano e rettore della grande Moschea di Parigi, ai microfoni di Europe 1 ha proposto che le chiese vuote possano essere adibite al culto musulmano. Mons.Rey dà qui la sua analisi.

La stragrande maggioranza degli edifici religiosi specificamente assegnati alle varie religioni riconosciute in seguito alla legge del 1905, appartengono al patrimonio nazionale o comunale. La legge garantisce il rispetto per la loro assegnazione cultuale (chiesa, tempio o sinagoga). L'architettura, l'iconografia, l'organizzazione interna di ciascun edificio utilizza forme ed espressioni estetiche e artistiche legate al contenuto specifico di ciascuna religione. Non sono intercambiabili né omni-culto (termine di nuovo conio, che purtroppo è segno di una realtà che rischia di diffondersi a livello pratico oltre che teorico).

Nel corso dei secoli, chiese, cappelle, oratori ... sono state costruite dalle comunità cristiane. Essi testimoniano la loro fede e la sua espressione, che è parte della storia e della geografia dei nostri paesaggi. Le comunità cristiane si riuniscono qui per celebrare i sacramenti, soprattutto durante i grandi momenti rituali dell'esistenza umana: la presentazione del bambino a Dio (il battesimo), la celebrazione dell'amore (il matrimonio), le cerimonie funebri (lutto).
Nei luoghi di culto cattolico si trovano anche i non praticanti: sono spazi per la contemplazione, il silenzio, la preghiera . Sono attaccati l'un l'altro alla presenza visibile della Chiesa, come luogo simbolico, commemorativo, fraterno. Questi luoghi rientrano in un patrimonio collettivo che partecipa del vivere insieme, ma attesta anche le nostre radici cristiane.

Questa vasta rete di chiese fornisce una testimonianza storica da conservare, d'intesa con lo Stato, i comuni e le comunità che, per la maggior parte di essi, ne hanno proprietà e gestione. Questa responsabilità immobiliare richiama anche la mobilitazione dei cristiani affinché questi monumenti non diventino musei, ma spazi di accoglienza, di testimonianza e di preghiera.

La storia ci ha insegnato che il trasferimento o il recupero di luoghi di culto per un cambio di destinazione è stato spesso operato in un clima di violenza, era stato oggetto di profanazione e persecuzioni, perché si era trascurato non solo la vis affettiva e identitaria, ma anche il,carattere sacro che questi luoghi di culto rappresentano nella coscienza collettiva.

Se è legittimo che le comunità musulmane stabilite in Francia possano avere sale di preghiera per essere in grado di incontrarsi, condividere la propria fede e pregare in un contesto adeguato e nel rispetto delle regole democratiche, sarebbe offendere la nostra memoria collettiva e dimenticare l'impegno dei nostri cittadini in questi luoghi di culto che riflettono la nostra cultura e le nostre radici, e per la maggior parte di loro, la loro fede cristiana.
Mons. Dominique Rey, vescovo di Fréjus-Toulon
Giovedì 18 giugno 2015
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

13 commenti:

mic ha detto...

Uno degli strumenti che abbiamo, oltre alla preghiera, è quello di tener desta l'attenzione su questi drammatici fatti sia come feddli che come cittadini. Il resto lo mettiamo nelle mani della Regina delle Vittorie.

mic ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mic ha detto...

Il nostro impegno, a Dio piacendo, può far sì che qualcuno si faccia portavoce del problema nelle sedi adeguate. Non credo remoto il rischio di inconsulte reazioni da parte di cittadini esasperati... Che abbiano cinicamente messo anche questo nel conto? Alla fine sarebbero sempre i 'piccoli' a rimetterci, mentre chi cavalca la tigre, in tutti gli ambiti di responsabilità, fa i suoi sporchi giochi.

conoscere per capire ha detto...

Ringrazio per l'articolo e l'attenzione al devastante problema, perchè di questo si tratta.
Bisogna tener alta l'attenzione sia sull'invasione di clandestini maomettani in atto e sulle Chiese che questi vogliono trasformare in moschee.

Un sacrilegio spirituale, culturale, artistico e storico.

Mi meravigliano quei studiosi che non se ne occupano e che fanno finta di non sapere che il muro è un documento storico ancor più prezioso di quello cartaceo.

Non è un caso che i maomettani appena hanno la possibilità di entrare in un edificio lo stravolgono e/o lo distruggono. Leggere il muro significa portare a conoscenza della diacronia storica del luogo e la stratigrafia delle operazioni eseguite.

Ci son persone che in questo modo hanno portato alla luce periodi storici che non potevano essere ricostruiti perchè mancavano i documenti di archivio.

Dunque NESSUNO tanto meno ai culti non cattolici deve essere permesso di usare le NOSTRE Chiese.

Ma come ho già detto la colpa di tutto questo scempio (oltre a tanti altri) DEVE essere attribuita a woityla che ha firmato i patti lateranensi dove ha cancellato il Cattolicesimo come unica Religione di stato e ha consegnato le NOSTRE Chiese in loro mano. Il CVII dovrà essere ricordato come la porta spalancata alla distruzione delle radici Cristiane su cui è stata fondata l'Europa Cristiana voluta da Dio.

Infatti SOLO per Japheth primogenito Dio ha stabilito che avrebbe ABITATO i Tabernacoli di Sem e dunque la profezia di Noè si compì e sorse l'Europa Cristiana.

Marco P. ha detto...

Se i maomettani vogliono luoghi dove adorare il loro satanico idolo facciano come tutti: sborsino di tasca loro.
Concedere chiese ed oratori cattolici non sconsacrati per questo tipo di culto che offende Dio, andando contro anzitutto il primo comandamento (e se è il primo un motivio ci sarà), è da stolti, sprovveduti, irresponsabili, miopi, traditori della Fede, inetti, pusillanimi.
Detto questo, occorre aggiungere che purtroppo anche la riflessione di Mons. Rey non aiuta perché i presupposti da cui parte sono falsi;
dice: “Se è legittimo che le comunità musulmane stabilite in Francia possano avere sale di preghiera per essere in grado di incontrarsi, condividere la propria fede e pregare in un contesto adeguato e nel rispetto delle regole democratiche, sarebbe offendere la nostra memoria collettiva e dimenticare l'impegno dei nostri cittadini in questi luoghi di culto che riflettono la nostra cultura e le nostre radici, e per la maggior parte di loro, la loro fede cristiana”
La premessa è falsa “se è legittimo etc” , infatti bisogna chiedersi:“legittimo” in base a quale legge ? non quella di Dio che ha chiaramente detto e fatto capire di detestare il culto agli idoli (ed il maomettanesimo è un’idolatria, non essendo religione rivelata, ancorché pretendendo di esserlo), essendo Egli un Dio geloso. Perciò la legittimità va ricercata nella legge deli uomini, che però quando si distacca dalla legge di Dio, quando ne diverge, come insegna S. Tommaso, non è più una vera legge, ma perde la sua forza, quindi tale legittimità è falsa.
Il richiamo alle regole democratiche è la cornice entro cui si inserisce la premessa di Mons. Rey, ma tali regole democratiche in realtà sono il frutto degli ideali rivoluzionari (che permeano la legislazione sia francese che europea in genere, con i risultati sotto gli occhi di tutti) che a loro volta nascono in odium fidei, (alla vera Fede, evidentemente) quindi è sbagliato – falso – prendere per buone tali regole, come base comune cui riferirsi.
Posta la falsa premessa anche la conclusione non può essere altrimenti poiché il richiamo alla necessità del mantenimento integro ed incontaminato dei luoghi di culto cattolici non è riferito ad essi, in primis, come luoghi in cui si dà il vero culto all’unico Dio. Tale riferimento è messo alla fine e neppure come interessante la totalità delle persone che sarebbero offese dall’usurpazione. Ora se chiese ed oratori sono luoghi di culto, è evidente che un uso altro da questo offende il sensum fidei e solo quello (e ce n'è a sufficienza, visto che senza la Fede non si può piacere a Dio, dice S. Paolo).
Se invece si vuol caricare questi edifici prima che del senso fondante che li ha voluti (la Fede), di quello derivato di cui li ha rivestiti la storia e l’uomo (la cultura, l’arte, la tradizione solo umana), l’offesa per una loro usurpazione non tocca nel profondo ciò che c’è di vero nell’anima umana ossia l’anelito alla visione beatifica.
D’altra parte se non si perde occasione per augurare buon ramadan o per parlare di casa comune, o per ricordare Nostra Aetate ed il fatto che tutti i monoteismo adorerebbero lo stesso dio (minuscolo) è evidente che la difesa della Fede da parte di chi a tutto ciò si richiama non può che fare acqua da tutte le parti e capitolare, in modo più o meno veloce, pur magari apparendo accidentalmente, ma illusoriamente, come rinvigorita.
Visto che bisogna anche essere propositivi, perché gli Ordinari occupanti le varie cattedre Europee, se veramente vogliono che chiese ed oratori non vengano occupati dagli infedeli, non impongono che in tutti questi spazi sacri venga celebrata almeno una S. Messa al mese ?

Luisa ha detto...

Qui il multiculturalismo visto da Alfonso M. Bruno che immagino sia p Bruno dei neo FI:

http://www.zenit.org/it/articles/il-papa-e-gli-evangelici-il-cammino-comune-progredisce

Josh ha detto...

E infatti, Luisa, quello pubblicato su Zenit è un pezzo delirante...

Marco P. ha detto...

Confermo, Josh, trattasi di deliramenti (come li definiva Gregorio XVI e li riprendeva Pio X).
Elogiare lo statuto albertino e riprovare tra le righe quei cattolici (tra cui il Papa) che si opponevano all'unità nazionale sabauda di stampo massonico è veramente, da parte di un chierico, incomprensibile.
Il tutto lo spiega però egli stesso nell'incipit del suo pezzo: dal Vaticano II in poi ci sono una serie di novità storiche "assolute", ecco, la spiegazione è tutta lì.

Josh ha detto...

absolutae, del tutto sciolte da(dal vincolo della Tradizione e della Rivelazione)

(...)

rr ha detto...

Josh, assolute come il famoso Male Assoluto ?
Oratorio: ai tempi in cui lo frquentava mia figlia ( 6 anni fa) i bambini musulmani si limitavano ad usarlo come campo giochi e le loro mamme chiacchieravano tra di loro, incuranti del casino prodotto dai pargoli. Molti genitori erano contrari , ma non dicevano ufficialmente nulla.
Ora non so, ma certo con certi preti responsabili di oratorio, che più che preti sembrano animatori di centri vacanza, la situazione sara' peggiorata.
Gli ebrei si sono costruiti le loro sinagoghe e non sono mai stati in oratorio. Perche' i musulmani si?
rr

Anonimo ha detto...

Va segnalato che il Vescovo di Fréjus e', probabilmente , l'unico vescovo veramente cattolico in tutta la Francia . La sua diocesi e' quella che ha , e di gran lunga , piu' seminaristi in tutta la nazione ,soprattutto se si parla di quelli legati alla Tradizione . Non a caso suscita molta invidia in tutti gli altri vescovi . Vedremo quanto durera'sotto questo regime .

Anonimo ha detto...

È anche Kiko friendly...

Giovanni

Luisa ha detto...

Monsignor Rey è, come mons. Aillet un vescovo "multi-opzioni" nel senso che apre le porte ai cattolici tradizionali come ai neocatecumenali, va perfino in Galilea, nella cittadella neocat, dove regolaramente il maestro-predicatore Arguello invita-convoca vescovi e cardinali del mondo intero, perchè pretende che ...Dio gli avrebbe dato il carisma di dire una " una parola vera " ai vescovi, lo ha detto ad es. a Düsseldorf:

"
"Noi abbiamo predicato questa antropologia che il Signore ha dato al Cammino(!), il kerygma, questa sintesi teologico- kerigmatica che Dio ha voluto che dicessimo anche ai vescovi . Pensate che il Signore, negli ultimi anni, ha portato 1400 vescovi alla Domus Galilea.Quanti doni Dio ci sta dando(!) per portare presto una nuova evangelizzazione! È necessario portare una sintesi, una forma di predicazione, una parola vera, piena di vita eterna, di un contenuto profondo, vero."

Allora se riconosco l`apertura di Mons. Rey e la sua benevolenza verso i cattolici tradizionali mi permetto di avere una riserva su chi difende la sacralità e la dignità della Liturgia, in continuità con la Tradizione della Chiesa, e poi va a celebrare con i neocatecumenali, e lo faceva quando Benedetto XVI aveva dato delle NORME per modificare quel rituale inventato da Arguello per le sue comunità, norme poi bypassate dal gruppo di pressione dei protettori del cnc.

Chi è interessato può vedere questo video:


http://www.youtube.com/watch?v=sNdjDqSJvbw