giovedì 18 giugno 2015

Dal Family Day al Family Gay: gli zelanti cercatori di compromessi

«Ma dai, bisogna essere realisti, non si può mica aver da ridire su tutto!» Così mi diceva anni fa un importante ciellino a proposito di un problema politico, chiamando "realismo" il compromesso tra verità e menzogna e il metodo dello scegliere il male minore.

Citiamo qui sotto Elisabetta Frezza, che nell'articolo Dal Family Day al Family Gay, ovvero: tutti contro nessuno, scrive:
Se all’epoca si trattava di fermare i DICO, oggi si tratta, sulla carta, di bloccare il ddl Cirinnà, l’omologo aggiornato dell’aborto prodiano/bindiano. Peccato però che per ottenere tale scopo – in omaggio alla imperitura teoria del male minore, che per sua natura comporta un inesorabile slittamento in peius – la più parte dei nuovi difensori della famiglia (nel frattempo deformata nella mentalità diffusa) ritengano ora doveroso concedere alle coppie omosessuali il riconoscimento giuridico dello status di conviventi, con tutto il corredo di diritti connessi, tranne quei tre che – in attesa di sollecito intervento giurisprudenziale, poiché si sa bene di poter contare sull’alleato potente e sicuro della magistratura di ogni ordine e grado – rimarrebbero in un primissimo momento appannaggio dei rapporti famigliari fondati sul matrimonio tra un uomo e una donna: cioè adozione, pensione di reversibilità, riserva di legittima.

Si è già diffusamente parlato su queste colonne del progetto truffaldino partorito dagli illustri ideologi del Sì alla Famiglia (Introvigne, Mantovano), sotto forma di testo unico, volto a garantire una felice sistemazione alle coppie omosessuali. Ora i suoi cattolicissimi autori tentano di renderlo la base giuridica a schizofrenico sostegno dell’iniziativa di piazza, presentandolo come lo «strumento più adeguato» «per raggiungere l’obiettivo condiviso di una società rispettosa e aperta nei confronti delle persone omosessuali».

La patacca, già rifilata agli «incolpevoli» Pagano e Sacconi, per essere da loro presentata in ambedue i rami del Parlamento quale nuovo cattolicissimo disegno di legge idoneo a dare veste giuridica alle convivenze omosessuali, è infatti poi resa oggetto di una lettera indirizzata a tutti i deputati e i senatori e fatta sottoscrivere da 58 cattolicissimi «intellettuali» di chiara fama in qualità di sostenitori della manifestazione del 20 giugno (tra di essi lo stesso suo portavoce Massimo Gandolfini). Come si vede, la preoccupazione dominante nell’Italia del 2015, per gli intellettuali e i politici di qualunque colore, cultura e fede religiosa, è quella di serenamente accasare le coppie omosessuali.
"Una proposta che va ben oltre gli stessi DICO": i nuovi DICO, "DIritti delle persone stabilmente COnviventi":
Se nel primo Family Day l’obiettivo era l’affossamento dei DICO, smascherati come la via maestra per l’introduzione delle unioni tra persone dello stesso sesso, bisogna ammettere che se ne è fatta di strada, se nel secondo Family Day una proposta che va ben oltre gli stessi DICO – quanto a portata rivoluzionaria del paradigma famigliare – è caldeggiata dai suoi stessi promotori. Infatti, la proposta di regolarizzazione delle convivenze, che aveva preso forma con i c.d. DICO, mirava proprio a quella delle unioni tra persone dello stesso sesso (visto che è evidente a chiunque che, se i conviventi eterosessuali non si sposano, è perché ritengono più vantaggiosa la scelta di «libertà»).

Non per nulla l’affossamento dei DICO avvenne allora proprio perché a un certo punto fu chiaro a tutti dove in realtà si voleva andare a parare: evidentemente otto anni fa brillava ancora qualche lume di ragione, e l’anormalità non era ancora per tutti divenuta normale.

Ora, viene spontaneo chiedersi come mai proprio il Family Day sia stato riproposto oggi per far passare quello stesso progetto contro cui otto anni fa era stato ideato: vale a dire i diritti delle persone stabilmente conviventi.
L'unica svista della Frezza è nel fatto che i 58 firmatari in realtà non sono tutti "cattolicissimi" - fermo restando che sono effettivamente firme di rilievo.

Chi fosse ancora perplesso, può convincersi leggendo i loro nomi e il testo di tale lettera sul sito web Sì alla famiglia, lettera che comincia così, lasciandoci sbigottiti:
Onorevoli Senatori e Deputati,
Sentiamo dire da molti di voi che un’Italia veramente accogliente deve esserlo anche nei confronti dei suoi cittadini omosessuali. Lo pensiamo anche noi. Facciamo nostro l’invito di Papa Francesco a non giudicare né discriminare le persone omosessuali in quanto persone. Sosteniamo le proposte di legge che consolidano sotto forma di testo unico i diritti e i doveri che derivano da ogni convivenza in materia di visita in ospedale o in carcere, diritto all’abitazione e così via.
Perbacco, questa sì che è la zelante applicazione del proverbio cattomodernista: "tra due mali, si scelga il minore". Eccovi servito il menù dei mali: quale scegliere? Quale dei seguenti mali volete sostenere con entusiasmo? Dopotutto «facciamo nostro l'invito di Papa Francesco» ["chi sono io per giudicare?"], i laicisti mica saranno così furbi da sfruttare l'autogoal che stiamo generosamente concedendo?

Ancora pochi anni fa, quegli stessi cattoliconi altolocati, di fronte agli stessi pericoli, avevano fatto ampiamente notare che le leggi esistenti già erano più che sufficienti a tutelare gli omosessuali. Oggi vorrebbero dunque insinuare che le "discriminazioni" sarebbero state legiferate nel frattempo? In questi anni, allo scopo di colpire i cattolici, sarebbero stati segretamente "discriminati" gli omosessuali per cui c'è da correre ai ripari?

Oltre ai non cattolicissimi, che tuttavia passano per cattolici, non possiamo tacere l'enfasi data alla presenza dei neocatecumenali, che sono soliti far numero - e anche molta scena peraltro autoreferenziale - per la capacità di convogliare presenze propria del loro contesto di forte dipendenza e settaria esaltazione.  E ricordiamo il persistere, oggi, delle stesse ragioni per cui a suo tempo non avrebbero avuto titolo a partecipare al primo Family day [vedi]. La Congregazione per la dottrina della Fede era al corrente di questa e di altre distorsioni dottrinali e pragmatiche; ma nulla ha potuto contro i potenti sponsor anche curiali. (Così com'è accaduto per le correzioni ignorate di Benedetto XVI sulla sincretistica liturgia). 

Inoltre, come ricorda icasticamente Danilo Quinto:
I referenti parlamentari del mondo cattolico – disseminati nei vari partiti e partitini, come ha indicato si dovesse fare il cardinale Camillo Ruini a metà dello scorso decennio – che conoscono molto bene questo “piano”, sono pronti, come hanno fatto i loro “antenati” democristiani con la legge 194, ad adoperarsi per ottenere un compromesso sul “disegno di legge Cirinnà”, che prevede le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Sarà solo la prima di una serie di leggi che nei prossimi mesi saranno approvate (la legge sull’eutanasia, innanzitutto), perché a Matteo Renzi “conviene” dedicarsi a questi temi, dopo aver fallito sul piano delle riforme, per conservare il consenso e quindi il potere.
sottolineando anche come nessuno dei convocatori né dei referenti parlamentari [o ecclesiastici] della Marcia del 20 giugno, che si svolgerà ad una settimana dal Gay Pride, ha inteso dire una sola parola nei confronti dell'indegna pagliacciata che questo realizza.

La truffa sta nel far credere che la libertà consista nello scegliere da un menù. Nel caso specifico i promotori di questa truffa, insieme ai loro utili idioti (ancorché dotati di cattolicissimo blasone), insinuano subdoli la strategia dello "scegliere il male minore", infischiandosene - o addirittura collaborando - col Nemico che ci ha preparato il menù e che infaticabilmente ci detta l'agenda. Così, per ingannare un cattolico sprovveduto, basta presentargli come "inevitabili" due mali, e lasciarlo liberamente scegliere tra quello grosso e quello piccino. A furia di metterlo davanti a simili "scelte", sceglierà ogni volta il "male minore", ingenuamente convinto che il menù sia intoccabile... A furia di lasciarsi indurre ogni volta ad un nuovo piccolo passetto all'indietro, finirà nel baratro: dopotutto anche la 194/'78 porta la firma di eminenti cattoliconi che volevano porre fine al presunto aborto selvaggio...

Coraggio, cari cattolici, scegliete! Volete i matrimoni omosex, oppure volete dico-pacs-unioni civili, oppure sostenete i diritti dei conviventi? Su, su, scegliete! Quale dei tre è il male minore? Quale dei tre volete abbracciare con entusiasmo?

Concludiamo citando ancora l'articolo della Frezza:
Alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, l’8 giugno scorso, il portavoce unico ufficiale del comitato organizzatore – al quale ultimo pure, nel frattempo, viene cambiato il nome in corsa: era «Da mamma e papà» ed è ribattezzato «Difendiamo i nostri figli» – si esibisce con ammirevole disinvoltura in una virata acrobatica: espunge categoricamente dal programma l’opposizione alla Cirinnà (insieme a quella alla Scalfarotto e alla Fedeli, testi connessi per materia) e assicura che la mobilitazione a Piazza San Giovanni «non ha niente a che fare con il Family Day del 2007» e non è né contro il disegno di legge Cirinnà, né contro gli omosessuali, né «contro qualcuno».

Il messaggio ufficiale, lanciato in sede altrettanto ufficiale dal portavoce ufficiale, diviene dunque il seguente: manifestiamo contro niente e contro nessuno. Una vera e propria chiamata alle armi.

Del resto, quello di non essere «contro» è il pensiero fisso che ossessiona il nuovo esercito del cattolicesimo postconciliare.

66 commenti:

Arbiter ha detto...

Perchè i Neocatecumenali non potrebbero partecipare al Family Day:

1. Perchè la struttura di riferimento del Cammino non è la famiglia tradizionale, creata da Dio e basata sul matrimonio, ma la "comunità" creata da Kiko e basata spesso sulla rottura del matrimonio.

2.Perchè la famiglia tradizionale è formata da una coppia stabile di coniugi liberamente uniti dall'amore e sposati dalla Chiesa (o dallo Stato), mentre la comunità neocatecumenale è formata da una grande famiglia instabile di individui, sposati o no, artificiosamente uniti fra loro da una dottrina .

3. Perchè nella famiglia tradizionale l'autorità riconosciuta è il capofamiglia, normalmente rappresentato dal padre, mentre nella comunità neocatecumenale l'autorità è il catechista, il quale si sostituisce al padre, sminuendone il ruolo.

4. Perchè nella famiglia tradizionale l'autorevolezza del padre proviene da un ruolo riconosciuto quasi universalmente, mentre nel cammino neocatecumenale l'autorevolezza del catechista proviene dall'esercizio arbitrario di un potere riconosciuto solo dai fondatori e responsabili di tale movimento.

5. Perchè nella famiglia tradizionale la diversità tra i coniugi è condizione ricorrente e fattore vitale, mentre nella comunità neocatecumenale la diversità tra coniugi è fattore di rottura e separazione tra loro, sollecitate ed imposte dagli stessi responsabili.

6. Perchè nella famiglia tradizionale vi è libero confronto nel rispetto dei ruoli contemplati dal vincolo matrimoniale, mentre nella comunità neocatecumenale non vi è confronto ma solo l'obbedienza cieca ed assoluta dovuta al catechista.

7. Perchè la famiglia tradizionale vive del dialogo con gli altri e con il mondo nella sua complessità, mentre nella comunità noecatecumenale ci si chiude al mondo e si parla solo al proprio interno.

8. Perchè la famiglia tradizionale è un istituto dinamico che nella soluzione di eventuali problematiche si affida normalmente ad aiuti esterni, mentre la comunità neocatecumenale è un'istituzione totale che tende a risolvere tutti i problemi al suo interno, e non consentendo il libero sviluppo dell'individuo, si configura come sistema patologico.

9 Perchè dalla famiglia tradizionale, in caso di gravi e conclamate problematiche, si può anche uscire, mentre dalla comunità neocatecumenale, perfino in presenza di patologie, risulta difficile uscire, se non a prezzo di ulteriori sofferenze..

Luisa ha detto...

La chiesa svizzera, con rare eccezioni e oasi di ortodossia, è nei fatti in stato di scisma, quella belga non è da meno, le risposte al questionario sul Sinodo ne sono una delle prove.
Qui potete leggere la sintesi delle risposte dei "cattolici" belgi, non sono più cattolici ma pretendono dettare l`agenda alla Chiesa:

http://www.agensir.it/sir/documenti/2015/06/00315541_la_spallata_belga_chiesa_in_difesa_lontan.html


Per i Belgi :

-il questionario ha usato un "linguaggio “troppo difficile”, “superato”, “religioso” (!!), “lontano dalla realtà”, “non accessibile”,

-"si attendono una pedagogia che abbia più fiducia nell’amore “sotto tutte le sue forme e i suoi colori”

Alla domanda n. 19 in cui i padri sinodali chiedono: “come facciamo a far comprendere che il matrimonio cristiano corrisponde alla disposizione originaria di Dio”,

-rispondono che questa espressione rivela una “mancanza di umiltà della Chiesa”,

-si dicono “irritati”, chiedendo: “che sappiamo noi della disposizione originaria di Dio?”,

e aggiungono:

-"i cristiani non sono i soli detentori della pienezza” e “non è solo il matrimonio cristiano ad essere compatibile con il piano di Dio. Ogni forma di legame è un sacramento del Regno di Dio nel mondo”.

Riassumendo per quei sedicenti cattolici il linguaggio di Cristo è troppo moralizzatore.

Ah, dimenticavo, Bonny il vescovo che piace tanto alla lobby lgbt, sarà presente al Sinodo.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Tanti cattolici ingenui andranno alla manifestazione pieni di buone intenzioni, certo.

Non ci sono dubbi sulle loro buone intenzioni (che lastricano certe famose vie). Ce le avevano infatti anche Andreotti e gli altri cattolici che nel 1978 firmarono la legge 194 per legalizzare l'aborto e concederlo a spese dello Stato.

Ce le avevano anche i cattolici che nel '74 pensarono che il divorzio fosse il minore dei mali, dopotutto - come ci insegnavano in modo assillante il cinema e la stampa - quando la coppia scoppia, lo stato deve pur concedere a due sposi di rimangiarsi le promesse fatte...

L'ignoranza e l'ingenuità dei partecipanti, unite all'ambiguità degli organizzatori, ai calcoli micragnosi di certa gerarchia ecclesiale e addirittura alla lettera che promuove i famigerati "DiCo", preparano il terreno per le stangate dei prossimi anni. Di fronte alle quali sentirete risuonare le solite trite lamentele contro il laicismo, i soliti fervorini e le solite critiche a coloro a cui "non va bene mai niente".

ilfocohadaardere ha detto...

Personalmente sono a conoscenza di tutte le contraddizioni in cui è incorso il comitato organizzatore della manifestazione del 20 p.v.,con iniziale chiarezza contro il ddl Cirinnà,chiarezza poi sfumata e intorbidita con la "famosa" conferenza stampa dell'8/6 u.s.Disapprovo fortemente la proposta di Testo Unico di Introvigne,la sua profonda ambiguità e- a parer mio- non aderenza al Magistero della Chiesa.Perciò,inizialmente,ho condiviso le posizioni prese da Frezza su effedieffe, di forte critica dell'operazione dell'ambiguo Introvigne(colui che sottobanco attaccava il Cardinale Burke).Non condivido,invece,dopo la giusta critica,l'appello a "non andare alla manifestazione",fatto proprio da Riscossa Cristiana(e lì ho già manifestato il mio dissenso).Questo,secondo me,è esattamente abboccare all'amo lanciato da chi vuole il fallimento della manifestazione,tramite la divisione della base.Trovo molto più saggio e scaltro fare come han fatto ad esempio le Sentinelle in Piedi,la Manif, Pro Vita,SOS Ragazzi,ed altre associazioni,che hanno dichiarato con comunicati pubblici di rimanere FERMI alla originaria piattaforma(fermo contrasto alla Cirinnà e a qualsiasi ipotesi di unione civile o di diritti innaturali a persone con tendenza omosessuale derivante dalla loro "convivenza"),e di andare alla manifestazione contro la Cirinnà in primis ed anche contro il Gender.Si va,e si sconfessa COI FATTI (ad esempio, striscioni e cartelli...)l'annacquamento tentato ad arte da una congrega di burattinai che NON rappresentano affatto la maggioranza delle persone che sono interiormente mosse a scendere in piazza,e che capiscono che si deve farlo.Questa,a mio avviso, è la posizione più utile:fermi sui principi non negoziabili,e non un (secondo me) inutile "aventino".Molto meglio andare in piazza pieni di cartelli e striscioni e slogan contro la Cirinnà,se necessario fischiando chi parla dal palco se non ci soddisfa,che essere o sentirsi "puri",però rimanendo seduti in poltrona o andando a fare una passeggiata al mare.Spero di non offendere nessuno,ma la penso così,e sabato sarò a Roma col il nostro striscione contro la Cirinnà.Introvigne e gli altri affabulatori del compromesso storico non si sconfiggono disertando.Ma sconfessandoli.Lo stesso comunicato ufficiale del Vicariato di Roma parla di manifestazione contro la Cirinnà,questo è importantissimo.....

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Esatto: tutti insieme uniti solo allo scopo di fare numero... e naturalmente ogni gruppo manifesterà per ciò che gli pare.

Metti insieme minerale di qualità, whisky di qualità, aranciata di qualità, vino di qualità, e otterrai una gustosa bevanda di qualità...

ilfocohadaardere ha detto...

Tutti uniti allo scopo di fare numero lo dice lei scusi. Io ho appena cercato di argomentare che nella realtà una minoranza di persone che HANNO la comunicazione in mano, e la visibilità (questo oggi è il fondamento di ogni cosa, purtroppo) "bleffa" vistosamente, facendo credere che vi siano chissà quante e quali "posizioni". La realtà è che la gente che va a Roma è TUTTA contro la Cirinnà, la stepchild adoption, il gender ed altre porcherie: però è gente semplice, e non certo addentro ai sottili distinguo. Se molti di quelli che vanno, rendono VISIBILE la posizione in realtà MAGGIORITARIA, cioè quella che può FERMARE LA CIRINNA',allora così forse "freghiamo" i burattinai. Se si sta a casa a rimirarsi nella propria specchiata "durezza e purezza", si finisce per fare il gioco di chi vuole appropriarsi della base e della piazza.

mic ha detto...

Il foco,
Chi ha in mano la visibilità e la comunicazione potrebbe usarla meglio invece che in modo strumentale.
Di che cavolo di unità stiamo parlando, se il denominatore comune è il compromesso?
Personalmente penso che le manifestazioni di piazza servono solo a dare l'illusione di partecipazione perché, se anche è giusto manifestare il proprio dissenso, la vera battaglia va fatta nelle sedi adeguate.
Non è questione di essere "puri" ma realisti.
Stimo molte delle persone che parteciperanno (penso alla Miriano che se non sbaglio è tra gli organizzatori). Ma crede davvero che cartelloni e eventuali fischi possano servire a vincere l'ignoranza o la connivenza di molti?
Qui non si invita nessuno a non andare. Si esprimono le ragioni di un non senso.

mic ha detto...

E si sottolineano molte incongruenze. Alle quali si può sempre passar sopra perché nessuno di noi ne è totalmente immune se, però, si intravedono spiragli di possibilità che in questo caso non mi pare ci siano... Alla fine quel cocktail rischia di essere indigesto per chi, in buona fede, ci va perché ci crede e si dovrà sciroppare vari tipi di esibizionismo che servono solo a chi li mette in atto.

Anonimo ha detto...

NON è che è difficile eh?

Basta che la gente che andrà alla manifestazione fà uno stendardo od uno striscione libero, esplicitamente contro quel per cui c'è da essere contro, e gli organizzatori se la prendono inder secchio.

Non è difficile per niente, e se uno dice una stupidaggine, basta fischiare od ululare, ed alla peggio andarsene.

Chi rimane a casa , farebbe anche bene a smettere di pregare, giacché se queste cose accadono, se il mondo và in malora, bisognerebbe essere contenti che Dio ci ponga innanzi a così gravi situazioni per provarci.
Pregare per le anime altrui sì, ma pregare perché non accada quel che Dio farà accadere ( davverro credete che tra 30 anni non avremo questo tipo di legislazione in un paese dove un cattolico vero non è in politica? ) è quantomeno bislacco.
Chiediamoci invece perché Dio ci afflige con questi flagelli...

daouda

Giovanni ha detto...

Certo, mostriamoci divisi, inculchiamio nelle menti della gente che le motivazioni non sono chiare, così gli indecisi avranno un alibi per starsene a casa. E così la sinistra si sentirà autorizzata dalla scarsa partecipazione a dire che anche i cattolici sono d'accordo. Poi, per spiegare, potrete scrivere articoli che nella migliore delle ipotesi saranno letti da 8264 persone. Il nulla. E intanto le leggi andranno avanti.

mic ha detto...

E così la sinistra si sentirà autorizzata dalla scarsa partecipazione a dire che anche i cattolici sono d'accordo

Purtroppo la sinistra se ne strafrega se i cattolici sono o non sono d'accordo. Il problema sta in quei "cattoliconi" (!?) che sono d'accordo con la sinistra....

mic ha detto...

Inoltre chi non è d'accordo sulla verità che 'cattolico' è?

Silente ha detto...

Anche se vivo a Milano, avevo preso in considerazione di partecipare. Ma, dopo opportuni approfondimenti, ho deciso che me ne starò a casa. Non intendo avallare manifestazioni ambigue, generiche, dottrinalmente inconsistenti. Se devo impegnarmi, lo voglio fare sotto bandiere di chiarezza, intransigenza dottrinaria, fedeltà totale alla Dottrina e al diritto naturale. Nessun compromesso con il male.

Invece, come ben evidenziato nell'articolo di Mic, che riprende quello di Elisabetta Frezza, la manifestazione vuole "non essere contro". Non contro l'omosessualismo, non contro i tentativi di introdurre osceni reati "anti-omofobici", non contro l'imposizione, ope legis della miserabile "ideologia del gender", non contro qualsiasi soluzione legislativa che legittimi, anche solo surrettiziamente e indirettamente, le unioni sodomitiche. Invece, tra gli organizzatori, trovo dei presunti cattolici che in un documento ufficiale, indirizzato ai membri del Parlamento, osano dire, riguardo a una loro proposta legislativa che, di fatto, legittima il matrimonio omosessuale: «per raggiungere l’obiettivo condiviso di una società rispettosa e aperta nei confronti delle persone omosessuali».
E aggiungono: "un’Italia veramente accogliente deve esserlo anche nei confronti dei suoi cittadini omosessuali. Lo pensiamo anche noi. Facciamo nostro l’invito di Papa Francesco a non giudicare né discriminare le persone omosessuali in quanto persone. Sosteniamo le proposte di legge che consolidano sotto forma di testo unico i diritti e i doveri che derivano da ogni convivenza in materia di visita in ospedale o in carcere, diritto all’abitazione e così via." E ancora: «per raggiungere l’obiettivo condiviso di una società rispettosa e aperta nei confronti delle persone omosessuali».

Io con costoro non prenderei neppure un caffè. Figuriamoci farci una manifestazione assieme. Che si facciano il loro "Family gay". Ma non pretendano, date le loro dichiarazioni, di contrabbandarla come "a difesa della famiglia". C'è un limite al ridicolo.

ilfocohadaardere ha detto...

Cara Mic, alla lettura di un articolo come quello qui postato,a soli due giorni dalla manifestazione,senza averne trattato prima(se non erro),quasi automaticamente consegue un giudizio talmente e così totalmente negativo,che "l'invito ad astenersi" dal prendervi parte pare quasi implicito (ma se lei mi dice che così non è,non sarò certo io a contestarlo e mi taccio volentieri sul punto). Lei Mic dice:
"Chi ha in mano la visibilità e la comunicazione potrebbe usarla meglio invece che in modo strumentale": e ha pienamente ragione,ma purtroppo oggi la situazione è questa,e ci sono quinte colonne e cavalli di troia ovunque,nella Chiesa in modo visibile e metastatizzato:dunque,ci ritiriamo sull'aventino?No, perché la parabola della zizzania vale anche epr chi zizzania non è,e sarebbe (come me,come noi) tentato dal gridare allo scandalo,perchè nel campo di notte il nemico ha seminato. Ma le indicazioni sono quelle di aspettare un campo privo di zizzania,oppure differenti?Guardi che la decisione(mia piccola decisione di piccolo uomo tra tanti) di andare è stata così meditata e sofferta,che più sofferta non si può!E'"rischioso" andare,lo so,ma per me è senz'altro errato limitarsi ad additare la zizzania,sdegnarsene,ed uscire dal campo da essa infestato.Non ci sarà mai (o quasi),specie in questi tempi oscuri e combattuti,un contesto perfetto,cioè monolitico per univocità e coerenza.Il fatto che TANTE delle sigle,delle PERSONE che fin dall'inizio hanno desiderato questa manifestazione (sentinelle,manif:gente che finora si è presa insulti e anche qualcos'altro,e che FIN QUI HA FERMATO la Scalfarotto,questa è realtà!!)sia rimasta ferma,al di là di quel che dicono gli auto-elettisi "capoccia" sovraesposti,sulla posizione iniziale e genuina,per me è un segno,è una speranza da non trascurare,da non gettare,da non ignorare(come fa invece Riscossa Cristiana,che non mi pubblica i commenti,sol perché dico-rispettosamente-queste cose).
Poi lei Mic dice:
"Di che cavolo di unità stiamo parlando, se il denominatore comune è il compromesso?
Personalmente penso che le manifestazioni di piazza servono solo a dare l'illusione di partecipazione perché, se anche è giusto manifestare il proprio dissenso, la vera battaglia va fatta nelle sedi adeguate"
No, qui si sbaglia. Oggi, la piazza, la manifestazione è fondamentale perché i politici tremino e incrinino le loro deliberazioni (prese sperando di far passare tutto alla chetichella-Scalfarotto docet!):il recente dietro front di MarionettaRenzi sulla riforma della scuola,dopo le pressioni di piazza degli insegnanti,lo dimostra.Senza le Sentinelle,oggi la Scalfarotto sarebbe già Legge.Questa è una realtà.Il minimo comun denominatore non c'è in realtà:c'è solo il tentativo di alcuni manovratori astuti di far apparire una cosa che- se tutti quelli che sono davvero CONTRO LA CIRINNA' SE NE STANNO A CASA, apparirà:"la piazza è d'accordo con un compromesso"! Qui l'unica soluzione è andare, e rompere loro le uova nel paniere.Come cattolici,non possiamo ragionare come "massa":io interrogo il mio cuore,e so PERCHE' COSA VADO.Questa operazione interiore,fatta da ognuno,e col Rosario in mano,come sempre,scompaginerà i disegni dei figli delle tenebre.Andiamo, e mettiamo ognuno la propria lampada sopra il tavolo.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Molto umoristico il commento di Giovanni.

Inizia con l'ironia "certo, mostriamoci divisi".

Chiedo venia: «mostriamoci divisi» a chi? Vorrebbe che si fingesse un'unità che non c'è?

«Inculchiamo nelle menti della gente che le motivazioni non sono chiare». Vorrebbe che si fingesse il contrario?

«Così gli indecisi avranno un alibi per starsene a casa». Dunque per Giovanni il problema è solo far numero, a tutti i costi, a costo di "usare" anche gli indecisi, a costo di fingere che le motivazioni sian chiare, a costo di fingere l'unità che non c'è.

«E così la sinistra si sentirà autorizzata dalla scarsa partecipazione a dire che anche i cattolici sono d'accordo». A parte il fatto che "la sinistra" non ha molta dimestichezza con la verità, si poteva evitare il problema della scarsa partecipazione in due modi: o essendo chiari e onesti e coerenti, oppure evitando la convocazione. Invece abbiamo il solito guazzabuglio in cui l'unica cosa che conta è la corsa a far numero.

«Poi, per spiegare, potrete scrivere articoli che nella migliore delle ipotesi saranno letti da 8264 persone. Il nulla». Quindi siccome Giovanni stima che questo blog racimola solo 8264 letture, è inutile parlarne: hanno dunque diritto di parola solo i giganti come Repubblica e Corriere, nevvero?

«E intanto le leggi andranno avanti». Nel 1981 il referendum contro l'aborto fu miseramente sconfitto. Trentaquattro anni fa i cattolici italiani erano già minoranza. Inutile farsi illusioni: dopo appena otto anni dalla piccola battaglia contro i DiCo, ci ritroviamo di nuovo i DiCo (diritti delle persone conviventi) e un nutrito drappello di "cattoliconi" ad incensare i poteri forti. Intanto, alla manifestazione, ognuno manifesterà per ciò che gli pare e piace...

ilfocohadaardere ha detto...

Lei Silente sta facendo esattamente confusione tra ciò che gli operatori di confusione (che io identifico sostanzialmente in Introvigne) hanno PARALLELAMENTE fatto con la iniziativa coi parlamentari e la proposta di T.U. "Siallafamiglia", e ciò che invece (pur con tutte le contraddizioni e le ambiguità frutto credo delle pressioni della parte oggi dominante della CEI=Galantino, che per me è il "capo zizzania") è stato detto e comunicato riguardo alla manifestazione, che non tratta minimamente della "proposta di legge Introvigne" né dell'appello ai "58 parlamentari". Questa confusione è esattamente- a mio modo di vedere- lo scopo di tutta l'operazione fumogena messa in piedi i cui effetti oggi sono tristemente visibili. Non è che non veda tutto questo schifo,al contrario!Dico solo che la sua reazione- legittima ed anche comprensibilissima:io stesso sono stato lì lì per fare proprio come lei!- è l'esatto obiettivo preventivato dai seminatori di confusione e di zizzania: DIVIDERE e distruggere.

Michela ha detto...

DAVVERO farisei e cultori dei gesti e dei riti, ma distruttori dell'umano.
QUI adesso si comprende chi siete voi di questo blog!
Vergognatevi!!!!

Vi sfido a pubblicare il commento!

Alessandro Mirabellì ha detto...

Mi meraviglio della firma apposta da Ambrogio Cassinasco, con cui ho avuto modo di confrontarmi più volte. Mi meraviglio dell'avv. Commodo di Torino e di Ettore Gotti Tedeschi, entrambi ddell'Opus Dei. Mi meraviglio di Maria Luisa Di Pietro, del centro di bioetica della UCSC di Roma.

Alessandro Mirabelli ha detto...

inopportuna poi la firma di Alfredo Mantovano che è anche il nuovo presidente della sezione italiana della Fondazione di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che soffre.

mic ha detto...

Alessandro,
c'è semplicemente una gran confusione!
Tant'è che possono arrivare insulti come quello delle 17:34, che evidentemente ha capito tutto solo lei anche dei gesti e dei riti, senza cogliere il 'succo' di quel che affermiamo e difendiamo e viviamo....
E arriva perfino molto di peggio!

Silente ha detto...

Caro ilfocohadaardere,
mi perdoni, ma, ovviamente limite mio, non ho capito il suo messaggio.
In sostanza: la manifestazione è fermamente contro ogni e qualsiasi forma di matrimonio omosessuale, comunque rivestito e mascherato? E' fermamente contro ogni forma di "giustificazionismo" civile, giuridico e dottrinale dell'omosessualità? E' fermamente contro ogni propaganda dell'omosessualismo e della "teoria del gender", sotto qualsiasi forma o strumento?. E' fermamente contro ogni intervento legislativo contro la cosiddetta "omofobia" che impedirebbe di dire la verità?

Da quello che ho letto, non è così. Dovrebbe essere una "ecumenica", generica manifestazione "a favore della famiglia", senza polemica nei confronti di chicchessia, senza richiami al diritto naturale, senza alcun rimando alla minaccia omosessualista.

Benissimo. Legittimo e forse persino opportuno. Ma non contino costoro su chi crede veramente di difendere la famiglia. Quando vedrò gli organizzatori prendere le distanze dalle posizioni di Introvigne e Mantovano e dalle loro oscene proposte di legge giustificazioniste della sodomia, forse, dico forse, cambierò idea.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Michela,
vuoi gentilmente spiegarci cosa significa «distruttori dell'umano»?

mic ha detto...

Il problema non è tanto la giustificazione della sodomia quanto il resto delle "variazioni" antropologiche e delle aberrazioni contro la vita che vi sono collegate e affiancate.

Josh ha detto...

Micaela afferma che noi siamo DAVVERO farisei e cultori dei gesti e dei riti, ma - distruttori dell'umano - in quanto non siamo d'accordo con l'approvazione legale della coppia omosessuale, con sovrappiù di "diritti", per questioni naturali, giuridiche e poi anche morali, religiose, bibliche.

Il cristianesimo, per Micaela, cioè, va inteso come "amore", di ogni tipo, quindi per lei ci si comporta bene se ci si dà al laissez faire, laissez passer, che dovrebbe sospingerci anche a quello che Dio stesso comanda di non commettere.
Si veda Sodoma e Gomorra, e la moglie di Lot che al solo voltarsi indietro verso certo passato, è incenerita.
O S. Paolo, che chiama TUTTI i peccatori ugualmente a conversione, anche gli omosessuali, ma insegna a tutti, anche a loro, a deporre il loro peccato, e smettere, non gli dà il nulla osta a commetterlo. Questo è il cristianesimo, non un altro.
(cfr. 1 Corinzi 6, 9-13:
O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, 10 né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.
11 E tali eravate alcuni di voi;
ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!
12 «Tutto mi è lecito!». Ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!». Ma io non mi lascerò dominare da nulla. 13 «I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!». Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. 14 Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.)

Non si chiede che i non credenti ideologizzati lo capiscano in questi termini redentivi. Rimane che il diritto delle nazioni, finchè c'era e finchè c'erano, era fondato sul diritto naturale, per cui ogni famiglia è composta da un papà e da una mamma, non da 2 babbi e 2 mamme o da 3 trans. Altrimenti ci sono ..gli amici. Ma allora non è una famiglia, ma una libera associazione. Una volta questa unione diventata famiglia, ecco arrivare la pensione, la possibilità d'adozione (violando l'infanzia, privata delle 2 figure materna e paterna necessarie), la teoria del gender (già ossessivamente diffusa) con ogni tipo di propaganda dell'inversione fatta diventare legge, modello e poi diktat.

Dunque per questo non esser d'accordo col programmino, dovremmo vergognarci, perchè secondo lei saremmo fedeli ai riti esteriori ma non alla sostanza,
ma guardi che è lei che non ha capito qual è la sostanza,
che è anche tentare di seguire la santificazione del corpo come delle anime, e non volere comunque che attraverso leggi si imponga (perchè di fatto è un'imposizione) la teoria falsata del gender, e l'omosessualità come virtù, o come situazione da promuovere legalmente e istituzionalizzare. Come istituzionalizzare una trasformazione della legge di natura e dell'ordine divino.

Non solo è pubblicato il commento, Micaela, ma come vede c'è anche la parafrasi al sottinteso.

dr ha detto...

Se la Fede si trasforma in una "fede politica", ecco che già si è corrotta mutandosi in arte del compromesso, e non dà più la vera testimonianza al Vangelo a costo della propria vita. E' diventata sale scipito. Inservibile, da gettar via.

Anonimo ha detto...

# La condanna dell'omosessualita' da parte di s. Paolo, vizio dal quale ci si puo' tuttavia redimere con la conversione a Cristo.

Molto opportunamente Josh ha citato 1 Cr 9 ss. che enumera i vari tipi di peccato che ci condurranno in perdizione. A proposito della sodomia dice Paolo: "non possederanno il Regno di Dio [nemmeno] gli effeminati e i sodomiti". San Paolo, sempre divinamente ispirato, chiamava le cose con il loro nome. Cosi' il testo latino dice "neque molles neque masculorum concubitores", che traduce letteralmente il greco. Terminologia precisa dell'epoca: per i Romani il "mollis" era quello che faceva la parte della donna, il "masculorum concubitor", invece, l'attivo nel rapporto, il pederasta, colui che sodomizzava. Precisazione necessaria poiche' nella mentalita' comune si tendeva a considerare omo solo il mollis. Invece il peccato era il medesimo per tutti e due, fa capire con estrema chiarezza s. Paolo. Non ci poteva essere differenza, la "turpitudine" della cosa coinvolgeva perfettamente entrambi. Qui s. Paolo non parla delle lesbiche. Ne parla pero' nel celebre passo della Lettera ai Romani quando rileva che, venendo meno la fede in Dio, Dio abbandona gli uomini, che si credono sapienti, alla "stultitia", onde cadono nelle passioni piu' perverse, nell'"immondizia" di "passioni turpi". Infatti, "le loro donne hanno cambiato l'uso naturale, in quello che e' contro natura e gli uomini pure, etc." (Rm 1, 24 ss.).
Questo linguaggio oggi scandalizza, ma solo perche' si e' smarrito il senso retto e naturale delle cose. Michela, lei forse si trova in una situazione personale difficile, non sta ne' a me ne' ad altri giudicare. In che senso? Nel senso che non bisogna giudicare dell'eventuale peccatore ma solo del peccato, che va condannato senza mezzi termini. E solo dalla presa di coscienza esatta del peccato e di tutta la sua devastante ferocia (si' ferocia, innanzitutto contro chi lo commette, che si consegna a Satana), che possono scaturire il pentimento e la speranza della salvezza. Lo dice sempre Paolo nella Lettera ai Corinti citata. Non dice, infatti, che l'omosessualita' e' un peccato peggiore degli altri: lo mette nell'elenco di tutti gli altri, tutti capaci allo stesso modo di farci andare all'Inferno. "Ne' fornicatori, ne' idolatri, ne' adulteri, ne' effeminati, ne' sodomiti, ne' ladri, ne'avari, ne' ubriaconi, ne' maldicenti, ne'rapitori saranno eredi del Regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi, ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesu' Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio" (1 Cr 6, 10-11). Tutti costoro rientrano tra gli "ingiusti" (ivi, 9). Pero', convertendosi a Cristo, grazie a Paolo, sono stati "lavati" dal loro peccato, sono rinati nella Grazia ed ora sono "giustificati" di fronte a Dio. Questo e' la via, l'unica, della salvezza eterna. Forza e coraggio: bisogna ribellarsi contro se stessi, costi quel che costi, ed aprirsi al Signore poiche' "cio' che non e' possibile agli uomini e' possibile a Dio". A. R. (Anonimo Romano)

ilfocohadaardere ha detto...

Senza alcuna polemica fine a se stessa (non che sia contrario alla polemica se intesa in senso Ameriano di sana dialettica anche al fine di confutazione) Silente: effettivamente forse non mi sono spiegato benissimo: dico che la manifestazione: 1) all'inizio era chiarissima,nei suoi annunci e prodromi, prima della conferenza stampa dell'8/6; 2) nel frattempo, si sono (questo è evidentissimo) scatenate "forze opposte" e comunque dissonanti rispetto alla chiarezza armonica iniziale; 3) è stato scelta la via di una sorta di "compromesso" (senz'altro nella comunicazione), che si è rivelata una scelta ERRATA, non condivisibile, che ha creato CONFUSIONE; 4) DA QUEL MOMENTO, molte "forze" (associazioni, persone)hanno tenuto il punto,non opponendosi apertamente (in quel caso l'obiettivo di stroncare totalmente l'iniziativa sarebbe stato colto al 100%), ma chiarendo che la manifestazione rimaneva- per quanto loro riguardava almeno- ferma nei suoi obiettivi e finalità inizialmente dichiarati (NO a qualsiasi legge di riconoscimento di unioni civili; no al gender). Ricordo per il resto che la manifestazione è aperta (e secondo me giustamente) a tutte le persone di buona volontà (non necessariamente cattoliche) che riconoscano un diritto naturale, comprendente il matrimonio naturale,i diritti del bambino ad avere una mamma ed un papà,ed alla intangibilità della libertà di scelta educativa dei genitori (no gender a scuola): questi sono parte di quei principi non negoziabili su cui Ratzinger ha tanto insistito ed insegnato,additando peraltro- mi pare nel discorso al clero del dicembre 2012- la dottrina gender come la "più grande sfida della Chiesa" nei tempi attuali.Come cattolico andando alla manifestazione è chiaro che sono mosso da quanto mi insegna il Magistero della Chiesa,e che accolgo in toto. Leggendo peraltro le "Considerazioni" scritte nel 2003 dalla C. Dottrina della Fede (Ratzinger) sui progetti di unioni omosessuali, il documento presenta tutta una serie di ARGOMENTI RAZIONALI a dimostrazione della inammissibilità ontologica e giuridico-sociale di tali "progetti":argomenti che sapientemente sono diretti a tutti gli uomini, non solamente ai cattolici,perchè la contrarietà a ciò che è contro natura ha delle basi naturali e di ragione prima ancora che di fede: questo saper e poter parlare a tutti -pur senza neppure di uno iota dimenticare o peggio rinnegare od oscurare la propria legge morale cattolica- è secondo me la grandezza di J.Ratzinger-papa Benedetto. Poi per noi cattolici la verità è verità, per cui dopo aver detto all'amico che si dice omosessuale che è tenuto alla castità,e pregato epr lui, cos'altro posso fare?Fare manifestazioni in piazza "contro gli omosessuali"? No. Né contro gli omosessuali, né contro gli infedeli, gli adulteri, i fornicatori.

Mazzarino ha detto...

Una roba promossa come prima firma da Introvigne, va accuratamente evitata. Sono gli ultimi rantoli di quello che furono le gloriose battaglie per la vita degli anni ottanta. Battaglie di un popolo già marcio sul piano politico, ma ancora sano su quello dei valori dietro ad un Papa che, a differenza dell'attuale vdr, non era disposto a venderlo. Non a caso tutta sta masnada odia Burke ed ha tramato contro i FI, rei di non obbedire alla cupola destroconservatrice che per un piatto di lenticchie inciucia (come utile idiota)) col vdr. Sembra proprio di rivedere i tempi degli ultimi rantoli della Dc in agonia, quando i più accesi anticomunisti si mettevano nelle mani di Prodi. Alla larga. Molte delusioni, ma forse qualcuna in buona fede, nell'elenco dei firmatari.

irina ha detto...

Sabato 20 giugno, ore 15.30, sarò in piazza S.Giovanni.

Anonimo ha detto...

"l ddl Fedeli, il ddl Cirinnà, il ddl Scalfarotto sono altrettanti tentativi di rieducazione, stravolgimento per legge della natura umana e imposizione arrogante del pensiero unico”. Gandolfini oggi sul foglio.

Anonimo ha detto...

Gandolfini è firmatario della lettera inviata ai parlamentari...

Dunque o è ipocrita o soffre di disturbo bipolare...

Franco ha detto...

L'idea di "abbozzare" e mediare verso il male minore, presentando il tutto come atteggiamanto lodevolmente dialogante ha come sfondo la convinzione, più o meno consapevole, che la Chiesa ha perso l"egemonia culturale" e che quasi certamente non l'avrà mai più. Si ha l"egemonia culturale ( concetto "lanciato" in Italia da Gramsci, ma che tutto sommato rientra nei canoni del buon senso ) quando i filosofi, gli scrittori, i saggisti, i drammaturghi, i poeti, i registi cinematografici e teatrali, i musicisti, i cantanti, i pittori e gli artisti, perfino gli scienziati e i divulgatori scientifici che aderiscono alla nostra "parte" sono quantitativamente più numerosi e qualitativamente migliori rispetto agli altri, e in tal modo influenzano efficacemente la formazione dell'opinione pubblica e delle opinioni e convinzioni individuali nel breve e nel lungo periodo. Così è stato nel dopoguerra col PCI, che deteneva in larga misura l'egemonia culturale, mentre la DC occupava poltrone importanti del potere economico. Non che la distinzione fosse così netta; ad esempio l'"occupazione" della RAI allora monopolistica da parte dei democristiani operò per non pochi anni il miracolo di una grandissima televisione educativa di stato, per intenderci quella dei grandi e grandissimi sceneggiati di Anton Giulio Majano, Sandro Bolchi, Edmo Fenoglio e tanti altri che qui non è possibile citare: la TV che all'ora di cena serviva "I Giacobini" e "I grandi camaleonti" di Federico Zardi, "L'idiota", "I fratelli Karamazov" e "I demoni" di Dostoiewskij, "Anna Karenina" di Tolstoi... e via rimpiangendo ( anche se per fortuna questi tesori stanno uscendo dalle teche RAI ). La conquista e detenzione dell'egemonia culturale, nel senso più nobile del termine, dipende in larga misura dalla disponibilità di risorse economiche, ma anche e soprattutto dall'esistenza di uno strato di persone motivate, disposte a spendersi per quella causa. Il mondo cattolico ha perso ( e di fatto dopo il Concilio ha voluto perdere ) in larghissima misura questa partita e gli effetti si vedono negli atteggiamenti e comportamenti della gente.
Quel che più spiace è che sui blog tradizionalisti sembra che la cosa principale sia la battaglia fra "partiti ecclesiali", che in effetti risulta fondamentale nell'immediato, ma che nel lungo periodo ha il fiato corto. Esemplifico: tanti deprecano l'influenza di Teilhard De Chardin, che influenzò largamente l'atteggiamento mentale dei padri conciliari progressisti; ma quanti si sono impegnati e si impegnano realmente a "smontarlo" e a confutarlo punto per punto, con la necessaria acribia?

Anonimo ha detto...

MELLONI SUL CORRIERE DELLA SERA DI OGGI CITA 2 (DUE) VOLTE IN POCHE RIGHE MONS. GALANTINO.

LEGGETE COSA DICE SUL MATRIMONIO (?) OMOSESSUALE E SULLA TEORIA GENDER (a quale parrocchia appartiene costui?).

VOGLIAMO UN PAPA CATTOLICO.

Franco ha detto...

Scusate, dimenticavo. Particolarmente emblematico il caso di Umberto Eco, "signore della comunicazione" se mai ce ne sono stati nell'Italia del secondo Novecento.
Nato nel 1932, Eco fu uno dei massimi dirigenti della GIAC, l'Azione Cattolica Giovanile, e si laureò a Torino con Luigi Pareyson, sinceramente cattolico ma dalla fede tormentata e problematica ( studioso di Schelling, cavallo di battaglia di Walter Kasper ). Insieme ad altri si dimise in polemica con la linea rigorosamente conservatrice di Luigi Gedda ( che non era un "minus habens" ma uno studioso di genetica di altissimo livello ) l'uomo del muro contro muro che aveva condotto la DC al trionfo elettorale del 13 aprile 1948. Si era laureato con una tesi sul pensiero estetico di san Tommaso d'Aquino, quindi niente rifiuto della metafisica classica, come deprecato da Romano Amerio; però in lui si era ingenerata una crisi che lo portò più tardi ad affermare che l'Aquinate lo aveva "miracolosamente curato dalla fede".
Sono convinto che l'incendio della grande Biblioteca alla conclusione de "Il nome della rosa" rappresenti la fine dell'"enciclopedismo cattolico", parte essenziale della grande civiltà cristiana del glorioso Medioevo; infatti esso è seguito, come suggello finale e definitivo, da un richiamo al "fondo oscuro" e indecifrabile, una specie di "notte nella quale tutte le vacche sono nere", dal quale tutti gli enti emergono provvisoriamente per essere nuovamente inghiottiti dalla Notte. Tutto questo in ultima analisi è nichilismo, culto dell Nulla; ma perchè i cattolici che pensano si sono buttati sul "sociale", spesso in senso demagogico - qualunquistico, invece di lottare per il recupero della visione della Verità? "Professionisti del Logos", questa l'accusa; e allora? Con licenza parlando, chi se ne frega?

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Oppure di sdoppiamento della personalità.

mic ha detto...

http://www.siallafamiglia.it/unioni-civili-una-legge-impresentabile-58-intellettuali-scrivono-al-parlamento-un-comitato-di-parlamentari-risponde/

Anonimo ha detto...

Personalmente condivido in toto ciò che scrive ilfocohadaardere
Pur con tutte le perplessità su Introvigne, il pessimo Galantino, l'annacquamento ecc...non andare significa fare il gioco delle lobbies gay, solo una grande manifestazione di piazza può fermare quei demoniaci ddl e, per ottenerla, bisogna riunire chiunque sia contro a questa schifezza, cattolici e non, ortodossi e non, questa è davvero l'ultima occasione per fermare l'arrivo anche in Italia dell'abominio della desolazione, per le precisazioni e i distinguo (assolutamente giusti) c'è tempo dopo, sabato restiamo uniti, guardiamo alla Francia...
John

Anonimo ha detto...

anche in Italia dell'abominio della desolazione, per le precisazioni e i distinguo (assolutamente giusti) c'è tempo dopo, sabato restiamo uniti, guardiamo alla Francia...
John
Perché?
lO SAPETe cosa si è ottenuto in Francia? Non è poco, ma nemmeno è la soluzione. Si è ottenuto di far slittare di alcuni mesi l'aspetto adozioni. E lo si è ottenuto grazie alla discesa in campo anche degli islamici.

Anonimo ha detto...

Quoto totalmente ilfocohadaardere e John.
Alla fine se la manifestazione di domani sarà numerosa (1/2 milioni?) il Governo e tutta la banda pro gay prenderà un sonoro schiaffo: con i distinguo (che condivido nel merito), non si ferma certamente la valanga omosessualista.
Abbiamo a disposizione un calcio di rigore, che non era rigore: che facciamo, lo tiriamo fuori per principio o facciamo gol e ci portiamo a casa una piccola vittoria che serve a fare morale e classifica?
Saluti.
Andrea

Anonimo ha detto...

Alla fine se la manifestazione di domani sarà numerosa (1/2 milioni?)
dAVVERO SI ATTENDe di questi numeri?
Sbaglio o il Family Day giunse a 700mila?

Anonimo ha detto...

-- FRANCO -- "Andare o non andare a Roma"?

* Se i "cattolici che pensano" si sono buttati sul sociale vuol dire che non avevano
tutto questo "pensiero" da spendere. L'input e' comunque venuto dalla Gerarchia, che ha messo da parte la metafisica e la vera teologia per darsi al sociologismo, alla psicoanalisi, alla psicologia, all'esistenzialismo. S. Pio X respinse e moralmente condanno' il romanzo "Il Santo" di Fogazzaro, scritto all'insegna del 'Vorrei ma non posso' sevire due padroni, stroncato anche da G. Gentile; un romanzo che sarebbe certamente piaciuto a un Paolo VI (che forse l'ha anche lodato, dovrei controllare).

* "Il nome della rosa" e' un feuilleton anticattolico, un intreccio di stereotipi frateschi buoni per il palato grossolano e prevenuto del pubblico anglosassone.

* Nessuno ha fatto una confutazione argomentata delle fumisterie di Teilhard de Chardin? E' possibile. Bisognerebbe comunque documentarsi. Un lavoro che potrebbe fare qualche giovane. Nel 1971 l'editore Volpe tradusse il breve saggio polemico contro di lui di un francese: R. Valneve, "Teilhard l'Apostata". Ho poi l'indicazione di uno studio critico approfondito di un autore austriaco, pero' in inglese: Wolfgang Smith: "Teilhardism and the Religion. A Thorough Analysis of the Teachings of Pierre Teilhard de Chardin", TAN Books and Publishers, Inc., Rockford, Illinois 61105, 1988, pp. 248 (e' una nota casa editrice cattolica americana, di impostazione "conservatrice").

* Manifestazione a Roma per LA FAMIGLIA SECONDO NATURA. Il problema esiste. Forse sarebbe meglio prender parte alla manifestazione (chi e' ancora in buona salute), pero' (come e' stato suggerito) con cartelli o striscioni inequivocabili nella loro chiarezza, che facciano vedere a tutti la contestazione dell'indirizzo di compromesso che gli organizzatori vorrebbero imporre alla manifestazione.
PP

Lorenza ha detto...

Ci sarà Amato,che senza se e senza ma è da tempo in prima linea sul gender, c'è l'appoggio di Crepaldi e di Negri, c'è la bussola, c'è la Miriano.
Voi continuate pure a stare dietro una tastiera, senza volto e senza nome, noi saremo con loro a piazza san Giovanni.
16 ore di viaggio fra andata e ritorno, con le nostre famiglie, alla faccia della stanchezza che sarà vinta dell'entusiasmo, a dire no al DDL Cirinnà, al Fedeli e a Scalfarotto, come sempre abbiamo fatto nelle piazze delle nostre città da più di un anno a questa parte.
Sarà una manifestazione contro questi disegni di legge luciferini, ma anche per la bellezza della famiglia e per dare forza a coloro, laici e sacerdoti, che hanno investito tempo,energie e risorse percorrendo in lungo e in largo l'Italia, parlando nei circoli, nelle parrocchie,nei centri culturali per spiegare il frangente terribile in cui ci troviamo e per raccogliere un popolo che riaffermi che il matrimonio fra uomo e donna è anzitutto un fatto di ragione eche la ribbellione a queto dato di natura porta all'inferno già qui ed ora, con il suo seguto di lacrime di bambini comprati e di donne affittate. Ci conteremo e ci incoraggeremo a vicenda perchè la battaglia sarà lunga e dura.Altri vedranno e seguiranno.
Ed anche se dovessimo perdere, perchè Dio solo sà quando rimetterà le catene a Satana,perderemo con l'onere delle armi.

mic ha detto...

Voi continuate pure a stare dietro una tastiera, senza volto e senza nome, noi saremo con loro a piazza san Giovanni.
16 ore di viaggio fra andata e ritorno, con le nostre famiglie, alla faccia della stanchezza che sarà vinta dell'entusiasmo, a dire no al DDL Cirinnà, al Fedeli e a Scalfarotto, come sempre abbiamo fatto nelle piazze delle nostre città da più di un anno a questa parte.


Il fatto che abbiamo espresso perplessità motivate sulle dinamiche di quest'evento non significa che siamo soliti rimanere dietro alla tastiera né tanto meno senza nome né tanto meno senza entusiasmo o senza partecipazione. Non mi piace né mettere né ricevere etichette quindi la chiudo qui.

Luisa ha detto...

Come ho già detto non sono Italiana ma non ci sono frontiere per quelle leggi abominevoli che colpiscono la famiglia, la vita stessa dai suoi inizi sino alla fine, e l`identità , ho letto tutte le riserve di chi sceglierà di non esserci ma se potessi io ci sarei, lascerei da parte le dissonananze interne, per importanti possano essere, e sarei in piazza a manifestare il mio dissenso e testimoniare la mia Fede.
E poi, come ho già detto, chi può impedirmi di innalzare cartelli anche se non saranno graditi agli organizzatori?

Angheran70 ha detto...

@ Franco

"tanti deprecano l'influenza di Teilhard De Chardin, che influenzò largamente l'atteggiamento mentale dei padri conciliari progressisti; ma quanti si sono impegnati e si impegnano realmente a "smontarlo" e a confutarlo punto per punto, con la necessaria acribia?

Le confutazioni ci sono basta cercarle , l'idea che una cultura cattolica a 360 gradi non sia diffusa perchè intrinsecamente debole è una boutade degli ambienti anticristiani , quel poco di scienza che allontana da Dio , perchè molta lo avvicina.
Il problema è che all'immenso patrimonio di una visuale cristiana è impedito di fluire nei canali della comunicazione di massa . Se oggi anche a livello ecclesiale si scimmiottano le balle degli ecologisti è perchè un sano realismo cristiano è bloccato dall'occupazione sistematica di tutti gli spazi, compresi quelli che dovrebbero diffondere un'idea coerente del creato, per finire nel politicamente corretto.

Anonimo ha detto...

signora mic, non le piace mettere etichette, ma l'articolo si intitola " Gli zelanti cercatori di compromessi" E'un'etichetta, mi pare, ed anche offensiva nella sostanza se non nel linguaggio. A fronte della quale mi sono sentita legittimata a etichettarvi anch'io, chè comunque un commento non è il titolo di un post.
Lei è un personaggio curioso: lancia il sasso e ritrae la mano, anche se le dò atto che ha più stile dei vari Deotto, Frezza Ariel di Gualdo,Radio Spada accumunati se non dalle idee, da un perpetuo vociare, insultare, denigrare, delegittimare, possibilmente gli altri cattolici, sempre pavidi, inclini ai compromessi, se non venduti scorretti, in mala fede.

Lorenza ha detto...

Scusi il commento è di Lorenza

Mazzarino ha detto...

Cari Lorenza, Andrea, Foco etc. il problema è che vi faranno sfilare dietro alle teste "malpensanti" di Las Vegas Adinolfi, Carlo Casini, Introvigne e dei suoi sottomessi bussolari da lui venduti a bergoglio, della parte dei tanti (sedicenti cattolici) segreti sostenitori del governo. Ed il tuo volto, ripreso da telecamere adeguatamente posizionate, porterà l'acqua al mulino dei soliti furboni, che presenteranno il tuo scalpo a lobotomizzatori cattolico sociali alla Galantino in cambio di quattro denari. O forse anche senza contraccambio. Edificare un'opera sbagliata è molto peggio che lasciare il suolo intatto. Quando sarà possibile,prima di poter costruire bene, dovremo pagare altissimi costi d demolizione e bonifica. Amato non è Palmaro e Crepaldi non è Negri. Nei primi anni 80 a Bologna un pollo morto farcito con un sampietrino mi è passato a mezzo metro dalla testa perché manifestavo dietro a Formigoni e all'innominabile di cui sopra contro la 194. Ora costoro mi insegnano che la 194 è una buona legge che va applicata bene. Ma vadano a dar via..... visto che oggi nella Chiesa 2.0 è diventata un'opera di misericordia corporale. Il bonus della "buona fede" si spende una volta sola.

Lorenza ha detto...

Anche FamilY Gay non è proprio soft: anzi direi che è pesantemente offensivo. Spero se ne renda conto

Luisa ha detto...

OT:

un altro cardinale in odore di disgrazia:

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/15_giugno_19/cardinale-dirotta-30-milioni-all-idi-ma-non-diciamo-niente-papa-b0e45e68-1660-11e5-9279-12c840671154.shtml?refresh_ce-cp

mic ha detto...

In giro, Lorenza, di soft, c'è solo la fede di molti pastori...

Lorenza ha detto...

Mia cara é lei che ad ogni piè sospinto sostiene che non etichetta e non vuole essere etichettata. Io personalmente me ne frego. Le ho solo fatto notare che il suo commento era fuori luogo, avendo per prima etichettato e anche insultato i partecipanti, anche in pectore, del family gay di domani, per dirla con il suo titolo, fra cui i pochi pastori con un po' di coraggio, ad esempio il Cafarra citato anche nel post precedente, ma il cui invito alla manifestazione vi guardate bene dal diramare. Pazienza, ognuno è libero di venire o meno ci mancherebbe, ma l'indulto programmato, stile FermaniFrezza, lo eviterei. Nella fede c'è anche uno stile , che non é forma ma sostanza. Taccio perché ho superato la soglia del tempo da perdere sui blog e comunque non si va da nessuna parte

Catholicus ha detto...

Caro Mazzarino, anch'io ho avuto più o meno la stessa sua esperienza, ma ben prima, a cavallo tra gli anni '60 e '70, all'epoca della cd "contestazione generale". E' veramente triste vedere certi voltafaccia, certi tradimenti, per puro interesse personale, arrivismo, ambizione. Ma vede, la coerenza è virtù di pochi, mentre viene disprezzata dai più (questo anche tra il clero, purtroppo). Teniamoci uniti al Signore, caro Mazzarino, chi vuol andarsene non lo si può trattenere (almeno, però, scuotiamoci la polvere dai sandali e togliamo loro il saluto). Pace e bene.

(((†))) Radio Vobiscum [Podcast] ha detto...

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Laudetur Iesus Christus ! Semper laudetur !

Carissimi Ascoltatori, carissimi Amici,

E'ora in onda:

PUNTO DI VISTA di Danilo Quinto - Manifestazione del 20 giugno 2015 (San Giovanni in Laterano/Roma) - La logica del male minore e del compromesso è contraria ai principi della legge divina - A cura di don Etienne - 19 06 2015.

Diceva Mario Palmaro: “E’ una deriva inevitabile, se nessuno difende più l'esistenza di una misura oggettiva, la insegna, la predica, si batte per essa. Se manca un ideale dichiarato e immutabile, tutte le partite saranno giocate inesorabilmente al ribasso”.

http://radio-vobiscum.tumblr.com/post/121925134711/podcast

(((†))) - Radio Vobiscum - [Podcast] || Scaricare Mp3 - 00:13:19 - 12.30 MB || Buon ascolto a tutti ! || « Una voce cattolica nella tua vita » || RadioVobiscum.Org || « A mani giunte ! Preghiamo l’Immacolata » || @RadioVobiscum || radiovobiscum(chiocciola)bluewin.ch || « Tradidi quod et accepi »

(((†)))

ilfocohadaardere ha detto...

Caro Mazzarino, credo che tutti i timori siano non peregrini affatto. Qualcosa, però, in fondo al cuore, dopo aver cercato di fare discernimento, mi convince e mi ha convinto che è bene andare, con fiducia, fede e speranza. Spero di non dovermi ricredere: ma siccome non sposo una tesi in via ideologica, sarò pronto ad ammettere (Dio non voglia) di essermi sbagliato e che "era meglio se stavo a casa". Speriamo di no. L'intenzione del cuore comunque sarà nota a Chi di dovere, nelle cui mani siamo tutti.
Piuttosto interessante- DA LEGGERE- è l'articolo di ieri del portavoce prof. Gandolfini su Il Foglio: leggendolo, ho avuto ulteriori conferme del fatto che sono state (e sono- ma adesso credo che qualcosa sia cambiato...almeno un po') in gioco grandissime PRESSIONI negative, che i componenti in buona fede hanno tentato di "gestire" senza grossi strappi, per salvare la manifestazione: ho l'impressione che sia andata così: voglio crederlo almeno! Datemi dell'ingenuo, ma preferisco ingenuo a disilluso e sfiduciato. Vedremo. In ogni caso, le molte "uscite" pubbliche negli ultimi giorni, da più parti, nel senso del ribadire la FERMA CONTRARIETA', SENZA SE E SENZA MA, ALLA CIRINNA', vanno esattamente nella direzione di rassicurarci che, all'indomani della manifestazione, sarà adesso parecchio più difficile- se non impossibile- strumentalizzarla per altre "mire"! Qui ha parlato addirittura IL PORTAVOCE! Dai, c'è speranza! Un caro saluto a tutti, e chi non viene, mi raccomando, PREGHI perché sia tutto Ad Maiorem Gloriam Dei!

Luisa ha detto...



"L’avvenimento sarà animato dalla testimonianza di famiglie «che hanno vissuto sulla loro pelle i tentativi di indottrinamento gender nelle loro scuole». Interverranno, tra gli altri, Costanza Miriano e Mario Adinolfi, oltre a Gianfranco Amato, Simone Pillon, Alfredo Mantovano e Kiko Arguello; chiuderà l’incontro lo stesso Gandolfini. Il programma prevede anche saluti da parte di rappresentati dei diversi gruppi etnici presenti in Italia e di varie organizzazioni laiche, confessionali, cristiane e di altre fedi, dal mondo islamico ed ebraico, fino alla comunità indiana dei sikh; ci saranno anche i responsabili delle confessioni protestanti. «Tutte realtà che hanno aderito alla manifestazione e garantito viva partecipazione, a testimonianza della trasversalità dei temi al centro dell’iniziativa, questioni che stanno a cuore al grande popolo delle famiglie».


Da quel che leggo quella di domani sarà una manifestazione transversale, laica, a-confessionale, o pluri-confessionale, dunque non specificamente cattolica, un pò come quelle francesi.
Sorvolo sulla presenza di Arguello che non mi sembra il più adatto per parlare di famiglia, anche se ne fa un vessillo del suo movimento e anche se ha senza dubbio mobilitato le sue comunità.
 

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/gandolfini-gender-genero-41854/

ilfocohadaardere ha detto...

l'Articolo a cui facevo riferimento (assolutamente da leggere: mi ha rincuorato perché sarebbe ben curioso che, dopo di esso, Gandolfini dicesse "altre cose" domani sul palco) è questo:
http://www.ilfoglio.it/cronache/2015/06/18/20-giugno-siamo-in-piazza-per-difendere-la-famiglia-e-la-ragione___1-v-129972-rubriche_c190.htm

Luisa non dimentichiamoci però che noi cattolici dobbiamo essere anche il LIEVITO (portatori di Luce, che non è nostra propria, ma donata da Dio) che fa lievitare la pasta....e non come se fossimo quasi un circolo chiuso ed esclusivista e arroccato in se stesso:e questo naturalmente non vuol dire affatto annacquarsi o rinunciare alla verità tutta intera...

Anonimo ha detto...

Anonimo 10.43. Su Teilhard De Chardin. Ai tempi, oltre al Monitum del Sant'Uffizio, non mancarono critiche, come quella di Philippe De la Trinitè; tuttavia il clima era tale da far passare il pensiero teilhardiano come il non plus ultra dell'"aggiornamento" in quanto sembrava colmare una frattura effettivamente grave: la "faglia" fra la Storia Sacra e la Storia Naturale, che per gli acculturati erano difficili da ingranare ( "Maestra, è venuto prima Adamo o l'Uomo di Neanderthal?" ). Inoltre forniva una passerella per attuare il riversamento delle energie religiose in energie politiche, fornendo al progressismo un "supplemento d'anima".
La critica più dura a Teilhard che ho incontrato si trovano in due volumi di Malachi Martin, ex gesuita, ex segretario del card. Bea che uscì dall'Ordine in quanto contrario alla svolta mondanizzante del generale Pedro Arrupe: "Hostage to the Devil" 1976, narrazione di sette casi di esorcismo, uno dei quali su un sacerdote affascinato dalle idee di Teilhard, e "The Jesuits" 1987, durissima critica a quella svolta, a suo parere operata con infedeltà e slealtà verso l'autorità pontificia.
"...questo Teilhard era la risposta fatta su misura, il campione fatto e finito per i falliti intellettuali cattolici del suo
secolo e anche per migliaia di protestanti rimasti indietro nella caccia alla verità perchè trattenuti dalle contorte
strettoie di quello spietato razionalismo che avevano presentato come una gloria dell'uomo quattro secoli prima.
Teilhard era nel contempo il loro battistrada ed eroe esposto al martirio... Ben pochi si rendevano conto che ...
Teilhard aveva fornito ai cristiani solo una targa fra il lungo autunno dell'Ottocento e l'inverno che dilagava ovunque
verso la fine del Novecento. Teilhard non fu nè un nutrimento sostanzioso per chi aveva fame nè una manna
celeste per una nuova Pentecoste. Fu semplicemente un "bicchiere della staffa" pieno di vino inebriante."
( H.t.D, traduz. italiana pagg. 118-119 ).
Significativo il titolo di un testo del filoteilhardiano Giancarlo Vigorelli: "Il Gesuita proibito".

"I Gesuiti" è dedicato alla Madonna di Fatima.

Franco ha detto...

Commento precedente da Franco.

Luisa ha detto...

"Luisa non dimentichiamoci però che noi cattolici dobbiamo essere anche il LIEVITO (portatori di Luce, che non è nostra propria, ma donata da Dio) che fa lievitare la pasta....e non come se fossimo quasi un circolo chiuso ed esclusivista e arroccato in se stesso:e questo naturalmente non vuol dire affatto annacquarsi o rinunciare alla verità tutta intera..."

Che cosa si intende oggi per cattolici?
Oggi sono detti cattolici anche coloro che vivono rifiutando la Dottrina della Chiesa, la sua Tradizione, coloro che scendono a compromessi o che sposano la battaglia di chi vuole annientare i valori della nostra fede.
Cattolici di ogni tipo pretendono essere quel levito.
Anche quelli che sono in stato di scisma di fatto.
Dalla più alta cattedra ci arrivano continui giudizi sprezzanti contro i cattolici fedeli alla Verità, come se fossero appunto arroccati in se stessi, sulle loro certezze, sono giudicati freddi, sterili, egoisti, statue da museo, incartapecoriti e capaci solo di quello, altri che calpestano la Verità, che la tradiscono, sono invece incensati, portati in esempio, vai a capirci qualcosa!
Io ho molta difficoltà a riconoscermi sorella di fede di chi partecipa attivamente allo scempio liturgico e dottrinale, mi sento estranea, e difficilmente posso mettere a tacere la rabbia, un misto di tristezza e collera, che mi provocano certe liturgie alle quali devo assistere, spettacoli osceni che osano chiamare messa, non mi sento, non sono sorella di fede di chi sostiene e fa sue certe battaglie, trovo al contrario un sentimento di incomprensione, ma se quelli sono cattolici, io che cosa sono?
La loro fede non è la mia.
Allora, di quali cattolici si parla? Di quale Lievito? Di quale Luce, se le parole stesse di Cristo oggi sono calpestate, tradite e piegate ai bisogni e alle voglie del mondo??

Rafminimi@infinito.it ha detto...

@Franco.
Oltre la metà del corposo volume "Miti e realtà", del Servo di DIO Mons. Pier Carlo Landucci (che oltre ad essere Canonico Capo del Primo Capitolo di San Giovanni in Laterano; oltre ad essere un grande predicatore, in materia di Novissimi, era anche una vocazione adulta, entrò in seminario dopo una laurea in Ingegneria ed una serie d pubblicazioni nel campo della fisica e della chimica, incluse alcune scoperte) è dedicato ad una analisi, disamina e CONFUTAZIONE PUNTO PER PUNTO, di T.d.Chardin. Non solo dai concetti di TdC, ma anche dei lavori "scientifici".
Basti dire che, dove fu rinvenuto il "Sinatropo", si stava a due passi da una discarica. Discarica dove, appunto, scaricavano i rifiuti diversi ristoranti. Il cervello di scimmia è una leccornia della cucina cinese.

Miserere ha detto...

Poco fa, un decreto del governo argentino stabilisce l'aborto libero in Argentina con punizione per i medici obbietori di coscienza! Si stava discutendo in parlamento una legge la quale, finora, era stata respinta, ma si vede che chi comanda in Argentina ubbidisce ai diktat delle lobby che contano! Ed, in tanto, il patrimonio personale del presidente Kirchner ed i suoi accoliti cresce e cresce!

Se volete dare una mano e firmare la petizione contro questo crimine si fa qui:

http://www.citizengo.org/es/25801-marcha-atras-guia-aborto-libre-argentina?tc=fb&tcid=13614055

Per questo motivo si sta già lavorando per indire una marcia nazionale per la vita il 2 luglio alle 18 davanti al parlamento di Buenos Aires.

Anonimo ha detto...

* Teilhard de Chardin sulla conoscenza e sul peccato originale

"Ogni realta' di questo mondo ha cessato per noi di essere una produzione intercalata istantaneamente: ad un tempo dato T, tra le diverse realta' del Mondo, non vediamo piu' l'inizio di niente. Ogni oggetto ci e' comprensibile scientificamente solo come il compiersi di una serie illimitata di stati antecedenti. La storia invade la Scienza e tende ad assorbirla completamente" (da: "Panteismo e Cristianesimo", conferenza inedita del 1923, in Teilhard de Chardin, "Comment je crois", Seuil, 1969, Paris, pp. 71-91; p. 80).

Interpretazione: non comprendiamo piu' l'Oggetto come realta' che e' o accade in modo distinto e separato da tutto il resto, nell'istante di tempo dato. L'oggetto si dissolve nella serie illimitata degli "stati antecedenti". E' questo la visione del neo-atomismo affermatosi nella fisica contemporanea, con la scoperta del mondo quantico. La materia risulta composta di particelle di energia o stati quantici in continuo movimento, impossibile a seguirsi se non su base statistica e quindi senza poter ricostruire un preciso rapporto di causa ed effetto per ogni particella. Il moto delle particelle sembra dipendere dal caso, anche se segue leggi fisiche precise, niente affatto casuali. Si abolisce allora il concetto di sostanza, sostituendolo con la "relazione" delle particelle tra di loro nello stato quantico. La negazione della sostanza fu teorizzata dai fisici e matematici tedeschi (p.e. Hermann Weyl) proprio agli inizi degli annni venti del secolo scorso. Ancora oggi i Fisici dicono che non esistono in natura fatti ma solo "eventi" o "stati", anzi "interazioni" (C. Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi, 2014, p. 29). Teilhard si mostra del tutto tributario di questa visione del mondo, che rende la natura incomprensibile, in quanto priva di Creatore. Infatti, se la realta' altro non e' che "interazione" di stati quantici, ossia moto perenne dell'energia regolato dal caso, come ha potuto formarsi la materia e non a caso ma negli oggetti ben determinati che conosciamo, con le loro forme perfette, dalla cellula, alla molecola, al seme, alla foglia, all'uomo, sino alle stelle? Evidentemente deve aver operato una causa efficiente (Dio) con uno scopo, ovvero per una causa finale, quella di costituire proprio quelle determinate forme del vivente e del non vivente.

T. respinge l'idea del peccato originale: "..il Peccato originale (nella sua forma attuale) ostacola in ogni momento il fiorire naturale della nostra religione. Tarpa le ali alle nostre speranze. Noi che ci lanciamo ad ogni istante nello spazio delle conquiste dell'ottimismo, siamo ricondotti ogni volta inesorabilmente [dal P. O.] verso le ombre dominanti, costituite dalla riparazione e dall'espiazione. Piu' lo studio, sempre piu' mi convinco che il P.O., immaginato nei tratti che ancora gli si attribuiscono, e' la camicia di forza che soffoca sia i nostri pensieri che i nostri cuori. Perche' questa virtu' perniciosa? Chi ce ne liberera'?" ("Christologie et Evolution", in op. cit., pp. 95-113; pp. 98-99, inedito del 1933). PP








Anonimo ha detto...

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2015/06/podemos-cio-che-il-nuovo-corso-pote.html

Josh ha detto...

Caro PP, anche da solo l'ultimo spregevole paragrafo di Teilhard contro la concezione del peccato originale, ne fa un filosofo delinquente. Della camicia di forza ne aveva bisogno lui.

Pensa di salvarsi da sè, negando l'esistenza del peccato originale, perchè gli stanno scomode Riparazione ed Espiazione. Sappiamo come credenti che erano necessarie, perchè non c'è altro rimedio al peccato dell'uomo. Dio non poteva "perdonare da sè", o chiudere un occhio, e basta,
perchè nulla di impuro poteva e può stare al Suo cospetto, Dio eterno, infinito e perfetto, così ci ha purificati nella Riparazione ed Espiazione di Cristo, certo se ci lasciamo santificare e Gli obbediamo.

Teilhard, come tutti gli inconvertiti riprovati, questa dell'Espiazione proprio non la vuole sentire, perchè per entrare da quella porta bisogna ammettere di avere una natura ferita e bisognosa di Redenzione e nuova nascita.

E il suo io spropositato non glielo permetteva, lui andava già bene così, volteggiare "libero", nel senso che il peccato non c'è, e non c'è bisogno nè di Espiazione, nè di Riparazione, nè di Redenzione. Un comodo modo di farsi beffe anche dell'amore di Dio.

Perchè ammettendo che Cristo Espiazione e Redenzione le ha compiute, bisogna ammettere che nell'uomo è qualche colpa, e solo se siamo uniti a Lui beneficiamo della Grazia, ma dobbiamo anche cambiare vita. Quella di Teilhard è pura arroganza, mancanza di fede e hybris mal dissimulata. Larga è la via che porta alla perdizione.

Matteo 22,29

E Gesù rispose loro: "Voi vi ingannate, perchè non conoscete né le Scritture né la potenza di Dio."

Uno che blatera come Teilhard non ha appunto conosciuto la potenza di Dio, e non l'ha sperimentata nella propria vita, fondamentalmente perchè aveva troppa fiducia nel proprio finitissimo cervello, quello sì transeunte.

Josh ha detto...

@dal testo di Pp di Teilhard

"Noi che ci lanciamo ad ogni istante nello spazio delle conquiste dell'ottimismo, siamo ricondotti ogni volta inesorabilmente [dal Peccato Originale] verso le ombre dominanti, costituite dalla riparazione e dall'espiazione."

Al contrario, proprio la Riparazione e l'Espiazione compiute da NS Gesù Cristo sono la nostra luce e liberazione, perchè chiunque (se onesto) sa di non poter dare a Dio il contraccambio nè di una vita, nè di "pareggiare" davvero un peccato commesso.

Lo si sperimenta anche in sè, che c'era bisogno di una solzuione soprannaturale. Non siamo in grado di "comprarci" il cielo da soli. Non siamo in grado di riscattare la nostra anima da soli. Ecco perchè Riparazione ed Espiazione sono la nostra liberazione, il riscatto che mai avremmo potuto pagare davanti all'infinità santità di Dio.

E' del resto Parola di Cristo

Matteo 16,26

"O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?"


Marco 8,37

"E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?"