sabato 13 giugno 2015

S. Antonio da Padova, memoria del 13 giugno

Non potevo lasciar passare questa giornata, senza nemmeno un breve cenno ad un Grande Santo e Predicatore, cui sono devoto e che molto ha simboleggiato per me.
Di seguito, solo poche note, alcuni estratti minimi. Da notare, l'insolita immagine prima dell'iconografia successiva più diffusa del Santo, qui presentato con in mano il Vangelo, e nell'altra mano il Fuoco (dello Spirito Santo)

La Trinità e il suo corrispondente nell'uomo

Come nel denaro è impressa l'effigie del re, così nell'anima nostra è impressa l'immagine della Trinità. Dice il salmo: «È impressa su di noi, Signore, la luce del tuo volto» (Sal 4,7). E la Glossa commenta: O Signore, la luce del tuo volto, cioè la luce della grazia, con la quale viene reintegrata in noi la tua immagine, per la quale noi siamo simili a te, è impressa in noi, cioè è impressa nella ragione che è la potenza superiore dell'anima: è per essa che noi siamo simili a Dio; è in essa che è impressa quella luce, come un sigillo sulla cera.

Per volto di Dio s'intende la nostra ragione, perché come attraverso il volto uno viene riconosciuto, così per mezzo dello specchio della ragione si conosce Dio. Però questa ragione è stata deformata dal peccato dell'uomo, e quindi l'uomo ha perduto la somiglianza con Dio: ma poi con la grazia portata da Cristo la somiglianza è stata ripristinata. Infatti l'Apostolo dice: «Rinnovatevi nello spirito nella vostra mente» (Ef 4,23). Questa grazia per la cui opera viene rinnovata l'immagine che era stata creata, qui è chiamata luce.

Considera che l'immagine è triplice: l'immagine della creazione, nella quale l'uomo è stato creato, cioè la ragione; l'immagine della ricreazione (nuova creazione), con la quale viene ricostituita l'immagine creata, cioè la grazia di Dio che viene infusa nella mente da rinnovare; l'immagine della somiglianza, per la quale l'uomo è stato fatto ad immagine e somiglianza di tutta la Trinità: per la memoria è simile al Padre, per l'intelligenza al Figlio, per l'amore allo Spirito Santo. Dice infatti Agostino: «Che io ti ricordi, che io ti comprenda, che io ti ami». L'uomo è stato fatto ad immagine e somiglianza di Dio: immagine per la conoscenza della verità, somiglianza per l'amore alla virtù. Quindi la luce del volto di Dio è la grazia della giustificazione, di cui viene insignita l'immagine creata. Questa luce è tutto e il vero bene dell'uomo, con il quale viene come contrassegnato, come il denaro lo è con l'effigie del re.
(S.Antonio, Sermoni, Dom. XXIII post Pent.§10)

"A contatto con lo Spirito Santo l'anima perde via via le sue macchie, la freddezza, la durezza e si trasforma tutta nel fuoco che la brucia; lo Spirito Santo, infatti, è ispirato all'uomo per infondergli una sua somiglianza, per quanto è possibile. Sotto la sua azione l'uomo si purifica, si riscalda, arriva all'amore di Dio, come dice l'Apostolo: «L'Amore divino è stato riversato nei nostri cuori, per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5). Sì, l'anima del giusto, nella quale lo Spirito Santo abita con i suoi doni ineffabili, diviene fragrante di divinità come una stanza in cui si conserva un balsamo prezioso".

"O anima cristiana, se sarai fedele nella prova terrena, un giorno vedrai quel che mai occhio umano contemplò. Per te, infatti, è detto nella Scrittura: «Quelle cose che occhio non vide, ne orecchio udì, ne mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano» (1 Cor 2.9)... Allora sarà veramente sazio il tuo occhio, perché vedrai Colui che tutto vede. Allora sarai veramente regina tu, che ora sei schiava in esilio; sarai piena di delizia nel corpo e nell'anima glorificati. Il tuo cuore si dilaterà in una gioia indicibile. Ora, come pellegrini del Cielo, posiamo stanchi la testa sulla pietra che è la costanza nella fede... ma un giorno reclineremo il capo sul petto di Gesù, come Giovanni apostolo nell'ultima Cena.
Quanto grande è la tua dolcezza, o Signore! Tu la tieni nascosta per coloro che Ti onorano. Si, la tieni nascosta perché più ferventemente la cerchiamo, perché cercandola la troviamo, perché amandola la gustiamo in eterno!".

(per concessione del sito http://www.cantualeantonianum.com) con i canti gregoriani e i testi per l'officiatura secondo la forma "straordinaria" del rito romano. In appendice si trova il pio esercizio del Transito di Sant'Antonio (con il canto O lingua benedicta) e un'antologia di "alia cantica" in onore dello stesso Santo Taumaturgo (tra i quali il Si quaeris in tono solenne).

1 commento:

Anonimo ha detto...

S. Antonio, grande taumaturgo dei corpi e delle anime, intercedi per la Chiesa smarrita e disorientata, affinché i falsi pastori non la conducano sulla via senza ritorno, ingannando le pecore che a loro si affidano ciecamente. Dona coraggio e santa eloquenza a tutti quei pastori che tacciono, per viltà, paura o interesse personale, cosicché il popolo di Dio si renda conto del pericolo, e torni all'ovile prima che sia troppo tardi. Amen