martedì 23 giugno 2015

SUPPLICA FILIALE per il Sinodo. Una pesca miracolosa.

Ricevo da un carissimo lettore e pubblico per l'edificazione di tutti. Abbiamo avuto il dono e la gioia di incontrarci di persona al recente Convegno Summorum, del quale riferirò a breve. Ed ora ecco un frutto dell'impegno e della tenacia con cui vive anche lui questo tempo che ci chiama a spendere fino all'ultimo, e con il Suo aiuto, tutti i talenti ricevuti dal Signore.
Approfitto per riproporre il tema della supplica invitando chi non avesse ancora firmato a farlo o, meglio ancora, a servirsi di questa bella testimonianza per coglierne l'esemplarità e magari tentare l'iniziativa nel suo contesto. C'è ancora tempo fino ad  ottobre e, come ci ha ricordato Paolo Pasqualucci, non dobbiamo lasciar nulla di intentato per far sentire la nostra voce, che non è altro che il sensus fidelium

I lettori di questo bel blog non me ne vogliano se qui terrò riservato il nome delle località dove sono avvenuti i fatti che sto per descrivere, ed anche la mia identità, perché partendo da essa sarebbe un gioco da ragazzi risalire ai luoghi e di conseguenza ai relativi parroci coinvolti, cosa che potrebbe arrecare loro eventuali problemi facilmente intuibili da parte delle autorità preposte.

Ricorderete la “Supplica Filiale” che fu lanciata qualche mese fa seguendo il chiaro invito e l’illuminante esempio del cardinale Burke nonché del vescovo Athanasius Schneider per la salvaguardia della dottrina cattolica sul sacramento del Matrimonio.

Sul questo blog era stata proposta qui, mentre attualmente il sito ufficiale sul quale si può tuttora firmare, è questo oppure questo.

Nella mia parrocchia, come dappertutto, vi sono molte persone anziane che non sanno usare internet e che quindi rimangono emarginate dalla raccolta delle firme. Mi sono detto: bisogna fare qualcosa anche per loro. Così dopo aver stampato il pdf per la raccolta cartacea delle firme (scaricabile qui) l’ho presentata al mio parroco dicendogli: “Diamo a tutti parrocchiani una possibilità di esprimersi! E approfittiamone per sensibilizzare la comunità sulla necessità di mantenere intatta la retta dottrina, senza lasciarsi influenzare dalle sirene che vogliono adeguare la Chiesa Cattolica al “sentire” del mondo!”

Ci crederete? È stato d’accordo! Tengo a precisare: non è una parrocchia VO come quella di Vocogno (caso più unico che raro), neppure una gestita da una qualche fraternità sacerdotale Ecclesia Dei. Si tratta di una normalissima parrocchia come tante, dove, tanto per intenderci, dal punto di vista liturgico si celebra il NO, e ne capitano pure delle belle (con mio grande disappunto che non ho mai dissimulato nei confronti del diretto interessato)!

Questo a dimostrazione che ogni tanto giova ricordare l’invito fatto da Gesù a Pietro di gettare di nuovo le reti: la pesca che ne è derivata non ha certo rischiato di far rovesciare la barca o di rompere le reti, ma è stata davvero fruttuosa, come vedremo, da un punto di vista qualitativo, che è poi la cosa più importante.
Al termine della Messa il parroco aveva dunque fatto un bel fervorino, breve ma efficace, per motivare la gente ad accostarsi al tavolo di raccolta delle firme situato sul sagrato.

Buona parte svicolava con lo sguardo diritto davanti a sé, una parte si accostava e firmava volentieri e senza remore, qualcuno desiderava leggere il testo della supplica, altri ne chiedevano una copia da portare a casa; qualche volonteroso, soprattutto di appartenenza Opus Dei, ci dava perfino una mano motivando e stimolando qualche suo conoscente un po’ dubbioso: “Firma, te lo dico io! fidati, poi ti spiegherò.

E vi sono stati anche quelli che si sono avvicinati solo per esprimere il loro fermo disappunto sull’iniziativa, quasi che la Supplica Filiale fosse una plateale dimostrazione di mancanza di fiducia verso il Vicario di Cristo, o come se noi avessimo piuttosto fatto meglio a prendercela con la categoria dei giornalisti, i quali, brutti cattivacci, non fanno altro che stravolgere le sapienti parole del Papa, che instancabilmente non smette mai di richiamare i fedeli cattolici sulla retta via.

Avevano un denominatore comune costoro? Ebbene sì, erano tutti fieri seguaci dell’indomito don Carron (anche se vi è pur stato qualcuno di loro che ha firmato).

Quantificando i risultati eccovi le cifre: il comune conta ca 7.000 anime, circa un decimo sono cattolici all’anagrafe, cioè fanno parte del cosiddetto catalogo elettorale. Il 10% di questi, in quel fine settimana, hanno dato la loro adesione facendo lievitare di colpo di 70 unità il contatore online della Supplica filiale.

Pochino, direte. È vero, numericamente non è un gran ché. La “pesca di anime” evocata da nostro Signore è stata modesta rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare, ma comunque è stato molto, molto meglio di quanto si potrebbe ottenere contattando le persone ad una ad una.

Pensiamo piuttosto al fatto che tutti quel giorno in chiesa hanno ricevuto un chiaro messaggio controcorrente, che altrimenti durante la predicazione normale difficilmente li avrebbe sfiorati.

Quei relativamente pochi firmatari hanno certamente fatto un significativo passo avanti accrescendo la loro consapevolezza personale, e chissà che non abbiano magari discusso in famiglia o con qualche amico durante i pasti domenicali o nei giorni seguenti?

Nel frattempo ne avevamo parlato anche con un altro parroco di un paese vicino. Poi però non avevamo più proseguito, in quanto non potevamo assicurare la nostra presenza fattiva per la raccolta delle firme nel fine settimana successivo, a causa della nostra assenza.

Tornati a casa, il giorno dopo ecco arriva una telefonata: “Le firme sono pronte: te le invio per posta o vieni tu a ritirarle?”
E le cifre? identiche proporzioni: ca. 4.000 anime, 45 firme. In pratica viaggiamo intorno all'unopercento.
Ho voluto scrivervi questa testimonianza nel caso in cui tra i lettori vi sia qualcuno che voglia prendervi spunto e farci un pensierino. Ma attenzione! Occorre che la cosa rimanga riservata tra voi ed il parroco, senza coinvolgere altre persone se non per il giorno stesso in cui si ha bisogno di una mano dal punto di vista pratico; e che la cosa  rimanga circoscritta nei confini parrocchiali, senza previi proclami scritti. Tra i tanti don Abbondio si può trovare anche qualche parroco convinto e coraggioso, ma ci vuole comunque prudenza, per non esporlo inutilmente ad evitabili ritorsioni cui egli potrebbe andare incontro da parte di qualche Ordinario il cui cognome purtroppo non risponde a Burke, Brandmüller, Schneider, Caffarra o Negri...

Abbiamo anche degli amici in un certo movimento ecclesiale che, dopo aver superato le prime reticenze, hanno firmato, e si sono perfino eroicamente assunti il compito di chiedere il permesso ai loro leaders di procedere alla raccolta al loro interno: chissà? lo Spirito Santo soffia dove vuole!

Ma in tal caso la pesca dovrebbe essere davvero definita... miracolosa ;-)
Anonimo parrocchiano

65 commenti:

Anonimo ha detto...

C'è di che restare commossi. Però, questa vicenda, è un'ulteriore fonte di amaro in bocca. Il fatto stesso che sia stata concepita una supplica su tale tema è indice di come stiamo messi male. Poi, che si viaggi sul'1,50% (già è poco, ma non definiamolo ancora meno, l'1,50, non è l'uno) è un'altra fonte di sofferenza. Infine, cosa ne resterà di tanto zelo? Meriti per l'altra vita, certamente (ed allora, direste, che si vuole di più?). Però, per lo scopo per cui è stata lanciata, a cosa serve? A dare la spinta a rendere la presa in giro finale più "coperta", meno plateale? Meno esplicita? Già sarebbe qualche cosa. Già darebbe a chi è pro-famiglia un certo margine di manovra. Ma, paradossalmente, non sarebbe "meno peggio", una eresia manifesta? Non farebbe, forse, una conclusione esplicitamente negativa, ciò che serve per far cadere un po' di occhiali rosa dagli occhi di alcuni? Che mi dite? Cerco di far pubblicare il testo della supplica su qualche giornale? Penso che avete capite che NON la reputo una cosa buona. Da questi vertici vaticani, non mi attendo che doppio-giochismi. Certi valori, nei limiti di quel poco o nulla che possiamo, curiamoli presso le nostre famiglie. Poi sia ciò che Dio vorrà.

T. ha detto...

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-misericordia-e-verita-una-falsa-contrapposizione-13046.htm

T. ha detto...

http://www.tempi.it/madonna-a-civitavecchia-una-rara-intervista-a-fabio-gregori#.VYkHXBPtlHw

irina ha detto...

E' chiaro che dobbiamo prepararci, con serietà e umiltà, ad ottobre.
E' chiaro che sarebbe stato meglio essere guidati.Prendiamo atto che dobbiamo
amorevolmente guidare le guide.Come quei figli con genitori ragazzini o dissoluti o altro che diventano genitori seri dei loro genitori. Così noi ora,figli, nella prova che tutti ci accomuna.
Firmare certamente non risolverà il problema, nè illuminerà chi è nelle tenebre.
Per noi sarà solo un riscaldare i muscoli.Inezia.Ma tutto serve, tutto è visto e valutato dal Signore. Tutto purifica, rinforza e prepara anche alla scadenza d'autunno.
In alto i cuori.

Anonimo parrocchiano ha detto...

@ anonimo delle 08.30
sull'analisi della situazione non è difficile concordare tra noi. Su come muoverci ognuno ha i suoi talenti, i suoi canali, le sue vie che gli appartengono per esperienza, educazione e contingenze particolari.
Fermo restando che la confidenza orante con NSGC è insostituibile, ognuno può mettere in atto le strategie che gli sono più confacenti.

A noi sta di seminare, non di raccogliere.

Come già descritto nell'articolo, cerchiamo di sensibilizzare e responsabilizzare le singole anime! affinché non rimangano irretite dalle sirene, o annichilite in una sfiducia pessimista solitaria, o, come dice Lei, lascino cadere gli occhiali rosa per saper guardare la realtà per quella che è senza però lasciarsi determinare dallo sconforto.
Ognuno ha il suo posto di combattimento ed il suo ruolo specifico. Comunichiamoci vicendevolmente le nostre esperienze e potremo trarre spunto l'uno dall'altro su aspetti che magari pur non avendoci mai pensato scopriamo congeniali.

Sulla eventualità di fare pubblicare il testo della supplica su un giornale consenziente, ammesso che lo si trovi, non la vedo male per principio: si tratta semplicemente di valutare caso per caso; nell'eventualità si conosca di persona un direttore o un capo-redattore collaborativo, perché no?

Anonimo ha detto...

Un parroco cattolico senza coraggio? Meglio cercare le firme senza chiedere il parroco, che ha paura del suo vescovo corrotto...così la cosa verrà avanti con più profitto, mi pare....

Ma, si deve capire che gli Italiani hanno paura di dare le firme perché non vogliano offendere ormai nessuno per niente...avendo perso totalmente il senso di dignità personale cristiano che riceviamo tutti noit in battesimo...

Romano

Anonimo ha detto...

E se gli unici risultati concreti fossero:
a) auto-iscriversi in una "lista di PROSCRIZIONE"?
b) fornire riferimenti di persone, verso le quali indirizzare campagne "proselitistiche" mirate, agli organizzatori? Personalità, come si vede da chi sono i primi firmatari, legate a gruppi "discutibili", come i seguaci di Plinio?

Paolo Pasqualucci ha detto...

@ Contro la politica del "tanto peggio tanto meglio"

La politica del "tanto peggio tanto meglio" non e' cristiana. In ogni caso, e' una pessima politica. A ben vedere, non la si trova nemmeno ne "Il Principe" di Machiavelli. La "supplica filiale" l'ho firmata gia' da tempo, con nome e cognome, come tanti altri. Dobbiamo star fermi nella fede e affrontare la situazione in modo aperto, leale, dicendo "pane al pane" (visto che non lo dicono piu' i pastori), chiedendo l'aiuto dello Spirito Santo per vincere i timori e i terrori che inevitabilmente ci assalgono, avendo contro praticamente quasi tutto il mondo, oggi. Se riusciremo a perseverare nella prova, il Signore potra' allora fare di noi la pietra d'inciampo sulla quale si sfracellera' la superbia dei Suoi nemici, oggi attivi (purtroppo) anche all'interno della Gerarchia.

RIC ha detto...

L'ideale sarebbe di farla pubblicare sul Foglio: sebbene si tratti di un quotidiano a "ridotta" circolazione la pubblicazione avrebbe comunque un impatto significativo. Proprio oggi il Foglio dedica tre articoli di prima pagina alla manifestazione del 20 giugno e temi connessi. I titoli sono eloquenti: "La fuffa del pensiero unico, dal sesso al riscaldamento globale", "La pietra tombale sulla stagione dei vescovi-pilota"; "San Giovanni non fa inganni"

Anonimo ha detto...

Scusatemi tanto, amici cari e fratelli in Cristo, ma se ci sgoliamo continuamente a commentare negativamente le iniziative e le esternazioni del VdR, come è possibile poi anche solo pensare che possa accogliere una nostra supplica? Se magari fosse mirata ad ottenere la scomunica degli amanti della Tradizione Cattolica bimillenaria, forse portremo avere delle chances, ma non certo per ciò a cui aspiriamo noi. Il fatto mi ricorda un'altra iniziativa simile, una supplica a papa Ratzinger affinché facesse la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria SS.ma, supplica promossa dalla'Associazione (italocanadese) Madonna di Fatima; anch'essa non ebbe alcun effetto pratico, rimanendo lettera morta (del resto, papa Benedetto aveva già affermato che non era intenzionato a rifare la consacrazione, ritenendo probabilmente valida quella fatta da GP II nel 1984).

mic ha detto...

Il fatto che ci sia chi "si sgola continuamente a commentare negativamente le iniziative e le esternazioni del vdr" non è un nuovo sport, ma una ineludibile parresia in questi tempi così oscuri e pieni di confusione e di inganni più o meno espliciti.
Premesso questo, se la Supplica non è rivolta solo da coloro che "si sgolano continuamente", ma soprattutto (così è in effetti) da una gran parte del "popolo di Dio", pur sempre discente ma che custodisce la fedeltà, qualcosa dovrebbe pur provocare... O
l'"odore delle pecore" è solo uno slogan?
Le ricordo quanto diceva dom Guéranger: "Di regola, senza dubbio, la dottrina discende dai Vescovi ai fedeli; e non devono i sudditi giudicare nel campo della fede i loro capi. Ma nel tesoro della Rivelazione vi sono dei punti essenziali, dei quali ogni cristiano, per il fatto stesso ch'è cristiano, deve avere la necessaria conoscenza e la dovuta custodia."

Le ricordo anche che GP II non fece nessun atto di consacrazione della Russia, ma un Atto di affidamento del mondo, se non ricordo male. Comunque fu un atto di affidamento e non una consacrazione.

edoardo malgarida ha detto...

Avete visto i commenti alla pubblicazione dell'Instrumentum Labori?
Mi sa che c'è proprio bisogno della supplica...

lister ha detto...

"I lettori di questo bel blog non me ne vogliano se qui terrò riservato il nome delle località dove sono avvenuti i fatti che sto per descrivere, ed anche la mia identità, perché partendo da essa sarebbe un gioco da ragazzi risalire ai luoghi e di conseguenza ai relativi parroci coinvolti, cosa che potrebbe arrecare loro eventuali problemi facilmente intuibili da parte delle autorità preposte."

Incredibile!
Ma siamo forse tornati alle persecuzioni dei Cristiani alla maniera di Diocleziano? Alla proscrizione sillana?
Ma basta con i Don Abbondio! Potrebbero ricevere qualche danno "da parte di autorità preposte"? E chissenefrega! Stanno lottando perché vinca Cristo, perché Maria Santissima schiacci il serpente: in alto i cuori!

"Chi se fa pecora er lupo se la magna" dice un vecchio proverbio romano.

mic ha detto...

"Chi se fa pecora er lupo se la magna" dice un vecchio proverbio romano.

Invito l'amico lister a distinguere tra il "farsi pecora" per viltà e la sana prudenza necessaria in questo delicato momento. Nessuno di noi si tirerà indietro, se e quando sarà il caso di azioni più mirate e definitive...

Luisa ha detto...

Vi segnalo l`ultimo articolo di Magister:


http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351074

Leggo:


"E questo nonostante l'ininterrotto fluire di severi giudizi papali su aborto, divorzio, omosessualità, contraccezione, tutti in perfetta continuità con il precedente magistero della Chiesa.
Forse, ciò che facilita l'oscuramento mediatico di questi giudizi del papa è anche la cura con cui egli evita di far coincidere temporalmente le sue prese di posizione con accadimenti di forte impatto politico, come un referendum o l'approvazione di una legge, oppure di grande mobilitazione sociale, come a Parigi un corteo della "Manif pour tous" o a Roma l'imponente "Family Day" del 20 giugno.
Su accadimenti del genere Francesco tace del tutto o quasi. Per dire a voce alta ciò che gli sta a cuore egli sceglie altri momenti, più distanziati dalla pressione dei fatti.
E infatti sul referendum dell'Irlanda, come s'è visto, a parlare non è stato lui ma il suo segretario di Stato, contro il quale – e non contro il papa – si sono poi concentrate le critiche.


Il fatto è che quelle sue prese di posizione lontane da avvenimenti precisi, come votazioni o progetti di legge, manifestazioni, come a Parigi o a Roma, sentenze, sono ignorate, potrebbero esserlo molto più difficilmente se arrivassero in concomitanza con temi che in quel momento focalizzano l`attenzione di media.
Troppo semplice dire che i suoi giudizi sono conformi al Magistero precedente, se nessuno ne parla, se non lo fanno nemmeno certi media cattolici, o i pastori dai loro amboni, quelle parole non arrivano alla base, più facile che arrivi il "chi sono io per giudicare" o i fatti, le azioni di Bergoglio che più di una volta hanno contradetto le sue parole.

Anonimo ha detto...

Che ne dite del documento preparatorio al prossimo sinodo reso noto oggi??? Teresa

Anonimo ha detto...

Il Papa e anche l'ala più sfacciatamente progressista della Chiesa hanno capito benissimo che cercare di dirottare il Sinodo è ormai una partita persa, almeno per adesso, ci riproveranno a tempo debito, del resto il loro signore e padrone non si comportò così con Cristo stesso dopo aver capito che non c'era trippa per gatti? Il nuovo cavallo di Troia che hanno in mente di portare all'interno di quel che rimane della Cittadella di Dio è il cosiddetto GIUBILEO DELLA MISERICORDIA, un evento che ha tanto il sapore di un informale ma, in questi tempi, quanto mai efficacie "TANA LIBERA TUTTI" oltre che un'occasione per danzare e brindare intorno al neo vitello d'oro Francesco. Questa supplica filiale è ormai carta straccia. Mi chiedo che senso abbia cercare ancora il dialogo con una Gerarchia tanto corrotta, mettendosi proni a supplicarla. No, se i generali hanno disertato e tradito Cristo non è più possibile che i soldati si appellino a loro. Occorre agire in coscienza e combattere dal di dentro e senza clamore i traditori del Sangue dell'Agnello, proprio come loro stessi(chi consapevolmente e chi inconsapevolmente ma comunque colpevolmente), in combutta con il potere massonico, stanno facendo da anni. Occorre dar vita ad una insubordinazione silenziosa ma capillare. E' Cristo che attira, la Verità incarnata testimoniata senza chiedere permessi(perché si dovrebbe?), innalzata sul vessillo regale della Santa Croce ancora una volta attirerà i lontani a Sé. Ripeto questa supplica è solo un modo per farsi notare, scoprire e rendere innocui. Agire nel nascondimento credo sia ormai l'unica soluzione possibile. Come fare? Innanzitutto togliere ogni sostegno economico alla Chiesa. Investire SOLO ed ESCLUSIVAMENTE sulla formazione. Se i genitori, ad esempio, invece di fare offerte usassero quei soldi per comprare libri con i quali insegnare la Sana Dottrina sarebbe già un passo avanti. Questo investimento non sarebbe per nulla egoistico ma anzi sarebbe una generosa pia opera in favore della Chiesa di Cristo.

Anonimo ha detto...

Notizia fresca. Le divisioni dei media, a distanza di quattro mesi, già danno annunci trionfalisticamente vittoriosi: SINODO APERTURE SIGNIFICATIVE AI DIVORZIATI, GAY E PERSINO LE DONNE IN SEMINARIO (Cfr. Mediadet TGCOM 24).

lister ha detto...

Mic,
finché non ci sarà un prete che avrà il "coraggio" di spiegare/criticare parole, opere, omissioni di un c.d. papa, quest'ultimo, agli occhi del popolo bue, avrà sempre detto, fatto, omesso per il bene della Chiesa.
Finché ci saranno preti che, per timore di rappresaglie, agiranno con "sana prudenza" saremo sempre ostaggi del "chi sono io per giudicare"
Io aspetto ancora un prete che, salito sull'Ambone, dica finalmente: " Allora, visto che non lo sai, te lo dico io chi sei..."

tralcio ha detto...

Battage mediatico "pro aperture".
Anno della misericordia contro le "chiusure".
Scuse a tutti, per chiedere perdono di secoli di "brutture".
Silenziatore a mistici e veggenti, profeti di "sventure".
La Chiesa 2.0 divide e impera, golosa il mondo, lobbies e massoneria "pure".

Paolo Pasqualucci ha detto...

@ L'instrumentum Laboris appena pubblicato - Kasper & Co. insistono

Il riassunto che ne da' Iacopo Scaramuzzi su La Stampa di oggi conferma le peggiori previsioni. La mens direttiva del Sinodo intende perseguire gli obiettivi a suo tempo dettati dalla "agenda Kasper & C.". Il linguaggio e' tipico. Espressioni sconfortanti nella loro dolciastra genericita', che permettono (appunto) interpretazioni diverse, addirittura discordanti o che fanno comunque vedere "aperture" del tutto inaccettabili.
1. Per i "divorziati risposati": "c'e' un comune accordo sulla ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale". Che vuol dire? E'comunque un "percorso" sul quale le interpretazioni divergono. E allora? Alcuni vorrebbero "un impegno alla comunione spirituale e decisione di vivere in continenza". Questi sembrano vicini alla Tradizione della Chiesa. Altri, invece: "un presbitero (un prete) che accompagni i penitenti il quale possa maturare una sua convinzione per poter far uso della potesta' di legare e di sciogliere in modo adeguato alla situazione". Che significa? Lo dovrebbe chiarire una "chiosa" di mons. Bruno Forte, celebre per il suo elogio dell'omosessualita' al Sinodo dell'anno scorso: "non c'e' un no pregiudiziale alla riammissione alla comunione ma si tratta di un processo aperto su cui bisogna discutere insieme". Al di la' di queste frasi fumose, indici di cattiva coscienza: istituire un prete che segua spiritualmente il divorziato risposato per vedere se sia il caso o no di ammetterlo alla Comunione sacram.!

2. Si insiste di nuovo sulla necessita' di una "presenza femminile nella formazione sacerdotale". Che vuol dire? Seminari "misti" come nella scuola mista? Siamo alla farsa.
Una farsa oscena. Impressione corroborata da quanto appare subito dopo, in stretta connessione, a quanto sembra: "I percorsi formativi della Chiesa dovranno offrire itinerari di educazione che aiutino le persone a esprimere adeguatamente il proprio desiderio di amore nel linguaggio della sessualita'". I "percorsi formativi" non sono quelli dei seminari? Bisogna insegnare ai seminaristi ad "esprimere il proprio desiderio di amore [sic] nel linguaggio della sessualita"? Cos'e', l'educazione sessuale per i seminaristi e sicuramente secondo le piu' attuali tendenze? Chi si sente la vocazione entra in Seminario forse per imparare ad esprimere il proprio "desiderio di amore nel linguaggio della sessualita"?
3. Circa l'omosessualita', il testo si preoccupa come al solito soprattutto che sia tutelata la "dignita'" delle persone omosessuali, ragion per cui bisogna studiare una pastorale "di accompagnamento delle famiglie in cui vivono omosessuali" e degli stessi omosessuali. E l'ammonizione paolina agli omo sulla gravita' del loro peccato affinche' si pentano, convertano e cambino vita, che fine ha fatto? La pastorale che li riguarda non dovrebbe mirare innanzitutto alla loro conversione, per la salvezza della loro anima?
4. Rimane allo studio, infine, la possibilita' di abbreviare e rendere piu' "agili" le procedure per la nullita' matrimoniale e di prendere in considerazione la fede degli sposi al momento del matrimonio, sempre ai fini della nullita', questione sollevata da Benedetto XVI [sic]. Si tratta di due ipotesi una peggiore dell'altra. Quella della mancanza di fede sembra addirittura ridicola: chiunque volesse uscire dal matrimonio potrebbe dire che, quando si e' sposato, non aveva la fede, tanto nessuno potrebbe mai smentirlo.
Sunt lacrimae rerum. Pero' non dobbiamo demoralizzarci, bensi' rafforzarci nella nostra determinazione a batterci all'estremo contro tutte queste deviazioni.

Anonimo parrocchiano ha detto...

@ "Questa supplica filiale è ormai carta straccia." (23 giugno 2015 14:51)

Non è carta straccia.
O almeno lo è solo per quelli che la considerano come di solito si fa con le petizioni politiche, cioè per ottenere un sicuro riscontro concreto in termini di risultati pubblici tangibili.
Come già sottolineato si tratta di aiutare le persone a prendere coscienza.
La maggior parte della gente, specialmente quella che non consulta i blog della Tradizione, cascano dal mirtillo e sono in balia degli eventi.
Mettere una firma è un espediente molto utile per riuscire a dire a se stessi: "io sto da questa parte", "io faccio questa scelta".
Non è roba da poco, ve l'assicuro.
In ogni caso è meglio abituare la gente a pronunciarsi per il matrimonio cattolico prima che debba drammaticamente accorgersi da che parte il papa starà.
In quel momento la decisione sarà molto più difficile, perché dovrà pronunciarsi non solo riguardo al matrimonio, ma contemporaneamente dovrà anche prendere posizione sul papa stesso.

Riassumendo, pedagogicamente parlando, una firma sulla supplica è uno step significativo che ne prepara e implicitamente ne prelude un altro più impegnativo.
Chi riesce nel primo ha più probabilità di saper affrontare il secondo.
Chi non affronta il primo sarà fregato del tutto.

Luisa ha detto...

Esatto anonimo, spiragli che inevitabilmente diventeranno brecce e poi porte spalancate sul terreno, ai media interessano sono la comunione ai divorziati risposati, gli omosessuali, le donne in seminario, non mi sembra che fossero quelli i temi del Sinodo ma che fosse un Sinodo sulla famiglia, possibile che le situazioni irregolari se non innaturali siano diventate il centro dell`attenzione e destinate a prendere il sopravvento?
Non solo possibile ma una certezza quando si leggono non i media che già si sa da che parte stanno, compresi quelli sedicenti cattolici, ma coloro che dovrebbro essere i fedeli custodi della Parola del Signore.
A leggere lo strumento di lavoro del Sinodo si osserva come e quanto siano state prese in considerazione le lamentele di Svizzeri, Belgi, Tedeschi che già sono in stato di scisma di fatto, altro che spirito di apertura, come titola un quotidiano, è una porta che nei fatti si sta aprendo.
Quando si osa scrivere che:

«il Vangelo della famiglia offre un ideale di vita che deve tener conto della sensibilità del nostro tempo e delle effettive difficoltà a mantenere gli impegni per sempre. Occorre qui un annuncio che dia speranza e che non schiacci...",

già si cede e si offre l`appiglio per tradire la Parola di Cristo , ancor più in questa chiesa dove la misericordia è messa a tutte le salse.

Non male amche il cammino penitenziale:

"il cammino penitenziale dovrebbe semplicemente portare "all'impegno alla comunione spirituale e - come gia' previsto dalle non molto applicate norme canoniche vigenti - alla decisione di vivere (il secondo matrimonio) in continenza".
La seconda e piu' realistica ipotesi riguarda invece la possibilita' che il cammino penitenziale "sotto la responsabilita' del vescovo diocesano" possa portare chi lo percorre con impegno e sincerita' d'animo all'accesso ai sacramenti con l'aiuto di "un presbitero a cio' deputato".
Sarebbe necessario dunque raggiungere "un giudizio onesto sulla propria condizione, in cui anche lo stesso presbitero possa maturare una sua valutazione per poter far uso della potesta' di legare e di sciogliere in modo adeguato alla situazione". In concreto l'ipotesi e' quella di "un'accoglienza non generalizzata alla mensa eucaristica, in alcune situazioni particolari, ed a condizioni ben precise, soprattutto quando si tratta di casi  irreversibili e legati ad obblighi morali verso i figli che verrebbero a  subire sofferenze ingiuste".


Spazzata via, invece, la via della comunione spirituale suggerita da Benedetto XVI all'Incontro Mondiale delle Famiglie tenutosi a Milano nel 2012, si pretende che non rappresenta un'alternativa perche' anche questa per realizzarsi - ricorda il documento presentato oggi - necessita delle stesse condizioni della comunione sacramentale, cioe' suppone di trovarsi "in stato di grazia".

Anonimo ha detto...

Commento letto sul web : gay, convivenze, divorziati risposati, il papa apre a tutti.
Ma non faceva prima a chiudere la Chiesa cattolica?

irina ha detto...

Pensate a Gesù come sta soffrendo.
Qui stanno deragliando scientemente i Suoi, Suoi.

RR ha detto...

eh, la mensa eucaristica...
aggiungi un posto a tavola, c' e' posto anche per te...
ma si, che mangino tutti, vorremmo forse escludere qualcuno ? chi siamo noi per...?
rr

RIC ha detto...

Il documento purtroppo conferma le peggiori previsioni, soprattutto laddove invece di dire apertamente parla in modo obliquo, con l'ambiguita' propria della chiesa postconciliare...eppure vorrei conservare ancora un barlume di speranza. Perche' confido in certi segnali che giungono gia' ora soprattutto dai vescovi africani e da quelli polacchi, oltre che da alcuni vescovi nord americani. Ci attende, credo, una battaglia campale resa ancor piu' difficile dall'invenzione (invero di bassissima lega) di indire un giubileo della misericordia con l'obbiettivo di indurre i padri sinodali a piu' miti consigli. Ma voglio sperare che, costi quel che costi, coloro che diranno no (anche se non saranno maggioranza) sapranno essere conseguenti con la loro Fede. Non uscendo dalla Chiesa ma continuando a dire no dall'interno ed opponendosi con tutti i mezzi alla deriva laicista. Certo sarebbe forse piu' facile lasciare Roma e rivolgersi altrove (anche il mio cuore spesso mi porta a guardare verso altri lidi..). Ma la battaglia, durissima, dovra' essere combattuta con ogni mezzo dentro la Chiesa, per riportarla sulla giusta strada. Certi, come siamo, che non prevalebunt.

Anonimo ha detto...

Quello che non si deve far sapere... Da far girare!
QUELLO CHE NON SI DEVE FAR SAPERE
18 giugno 2015 l’AUSTRIA respinge la proposta di legge per i matrimoni gay.
Con 110 voti contrari (tra cui quelli dei socialisti) e solo 26 a favore l’Assemblea Nazionale dell’Austria ha respinto quello che gli LGBT hanno definito “il diritto umano del matrimonio tra omosessuali uguale a quello tra uomo e donna”. Ciò che in Italia si continua a negare che voglia fare il Cirinnà. Gli austriaci, ad ogni buon conto hanno rinviato al mittente la proposta. [fonte: http://www.gaystarnews.com/article/austria-votes-against-gay-marriage190615]
18 giugno 2015 il BRASILE respinge il Gender fuori dalle scuole. Vince la famiglia ed il suo diritto a compiere le scelte educative per i figli, secondo il credo di papà e mamma, non secondo uno stato ostaggio delle lobby LGBT [fonte: https://www.facebook.com/1418622878421889/photos/a.1418628631754647.1073741828.1418622878421889/1626077607676414/?type=1&fref=nf]
20 giugno 2015 l’ITALIA scopre, grazie a piazza S.Giovanni a Roma gremita di un milione di persone, che milioni di suoi cittadini vogliono che il matrimonio rimanga solo quello tra uomo e donna, che i bimbi crescano con mamma e papà e che il Gender se ne stia lontano dalla scuola.

anonimo parrocchiano ha detto...

"Spazzata via, invece, la via della comunione spirituale suggerita da Benedetto XVI all'Incontro Mondiale delle Famiglie tenutosi a Milano nel 2012, si pretende che non rappresenta un'alternativa perche' anche questa per realizzarsi - ricorda il documento presentato oggi - necessita delle stesse condizioni della comunione sacramentale, cioe' suppone di trovarsi "in stato di grazia"."

Questa storia della Comunione Spirituale che si può fare solo in stato di grazia non la capisco proprio. Allora si vorrebbe far credere che BXVI abbia "toppato" alla grande? Era forse un superficiale che non teneva i conto tutti fattori?
A me sembra che francamente la superficialità sia attribuibile piuttosto ad un'altra firma.

Io non posso parlare da teologo perché non lo sono affatto, posso solo esprimere i miei pensieri secondo una logica di buon senso illuminato dalla fede.
Per il resto mi affido a chi ne sa più di me e attendo lumi.
Prof. Pasqualucci, potrebbe darmi Lei una delucidazione?

Ma intanto ragioniamo un attimo.
Io ricordo che la Comunione Spirituale è sempre stata denominata anche "Comunione di Desiderio".
Se una persona non è nello stato adatto per poter ricevere sacramentalmente il Signore, se ne astiene ma può esprimere nel contempo il desiderio di riceverlo spiritualmente.
Che male c'è?
Si può forse mettere un freno o addirittura un blocco all'intimo desiderio di Dio? Di Comunione con Lui?
Dal punto di vista logico ed esperienziale mi sembra una vera e propria assurdità.

Certo l'unico modo per ristabilire concretamente la comunione con Dio che si è rotta a causa del peccato grave è quello di confessarsi.
Ma certamente Dio, che legge nei nostri cuori come su un libro aperto, sa accogliere ed indirizzare in modo adeguato qualsiasi nostro anelito, preghiera e desiderio che gli rivolgiamo negli istanti più opportuni o importuni.

Può dunque una norma teologica contraddire una dinamica naturale e sincera che si esprime soltanto nel segreto di un cuore?

Alessandro Mirabelli ha detto...

Integrazione dei divorziati risposati civilmente nella comunità cristiana. Così parlo il buon Forte.
Ma a questo punto perché non integriamo nella comunità cattolica anche i testimoni di Geova ed i Mormoni, anche se non sono divorziati risposati?
Ma immaginate se codeste baggianate fossero state scritte dal grande Agostino? Integrazione dei donatisti, dei monoteliti, dei novaziani, degli ariani.
Forte ha perso una buona occasione per starsene nuovamente zitto.

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ Pasqualucci. La presenza femminile nella formazione sacerdotale significa ne' più ne' meno che libertà di fornicare per i seminaristi. In un seminario di una diocesi della regione ecclesiastica vercellese, alcuni anni fa i seminaristi potevano entrare ed uscire dal seminario a qualsiasi oradel giorno e della notte, il rettore era contrario ma il vescovo del tempo, ora defunto, acconsentì.

Anonimo ha detto...

NO COMMENT
Anzi, uno lo faccio. Mi dissocio dalle dichiarazioni atee delle ultime righe.
Il resto deve far pensare.

http://www.maurizioblondet.it/ma-la-protesta-antigender-non-puo-far-presa-sulle-sabbie-mobili/

Alessandro Mirabelli ha detto...

Una cosa non ho capito. Erdo ha affermato che c'è stata un'ampia convergenza nell'episcopato nel chiedere il superamento della doppia sentenza conforme nelle cause di nullità matrimoniale. Invece secondo me la doppia sentenza conforme e' indice di garanzia giuridica perché sei cervelli funzionano meglio di tre. Poi Erdo ha affermato che negli USA la doppia sentenza conforme era stata abolita negli anni settanta ma poi ripristinata perché aveva dato pessimi risultati. Ma allora se negli USA ha dato pessimi risultato (l'abolizione), perché estenderla a tutta la Chiesa? Nel ragionamento di Erdo, se è stato riportato correttamente dal sito del Vaticano, il principio di non contraddizione sembra inesistente. Mi meraviglierei perché lui è un canonista.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Ai vescovi africani e a quelli polacchi che parteciperanno al sinodo dico: A S F A L T A T E (dicesi asfaltate) Kasper e Forte. E i loro corifei. Vescovi del genere meritano di essere solo brutalizzati teologicamente.

Luisa ha detto...

Mi ricordo e vi ricordo la meditazione di Benedetto XVI al termine della processione eucaristica a Lourdes:

http://magisterobenedettoxvi.blogspot.ch/2008/09/il-papa-leucaristia-anche-ges-cristo.html

È tutta da leggere, ne estraggo solo questo passaggio:

"Alcuni tra noi non possono o non possono ancora riceverLo nel Sacramento, ma possono contemplarLo con fede e amore, ed esprimere il desiderio di potersi finalmente unire a Lui. E’ un desiderio che ha grande valore davanti a Dio: essi attendono con maggior ardore il suo ritorno; attendono Gesù Cristo che deve venire."

Anonimo ha detto...

La mia conclusione è triste ma ormai spero NULLA da questa chiesa che ha deragliato in toto.Qualcuno scrisse che seppure qualcuno fosse d'accordo su 99 cose e non su una, non avrebbe parte alla Comunione nella Chiesa e scrivo maiuscolo Comunione perchè si tratta di Corpo Mistico di Cristo Gesù. Qui direi che sono 99 le sbagliate ed una giusta (quella di turno perchè magari ieri era il contrario di oggi).Quando amara realtà i sacerdoti definiscono il popolo "tutti sacerdoti" ed intendono ministeriali, senza popolo non si celebra! Scrivono il corpo anzichè il Corpo di Gesù. Il peccato contro lo Spirito Santo è divenuto non accettare le novità (parole testuali di omelia). Non è più impugnare la Verità rivelata, anzi è da combattere la Verità rivelata. Superuomo, superchiesa. Scrivono che all'inizio il corpo mistico era l'Eucaristia mentre il corpo reale era la Chiesa mentre nel secondo millennio le definizioni si sono invertite (sic) ed ora l'Eucaristia non è più importante della Chiesa.Pensavo fosse il Cibo Divino della Chiesa senza QUAL CIBO non esiste alcuna Chiesa. Vabbè che questa è una chiesa grande dove ci stanno tutti dentro,porci capre e cavoli, ma tanto minuscola che il Signore l'annienterà col Fiato della Sua Bocca, quando viene l'ora e speriamo non tardi. Questi fanno messe protestanti ma ci siamo abituati poco per volta (tutto va bene se lo dice il don di turno): ecco come un intero popolo è diventato anglicano ed oggi in 50 anni è diventato protestante. Il problema è che si definisce cattolico autoconvicendosi pure di esserlo.Perversi meccanismi psicologici o coscienze non rette? Kasper è un "cardinale di santa madre chiesa (le maiuscole tolte da chi scrive), dicono, io dico che è uno scomunicato come altri tanti. Ormai ho rinunciato a partecipare a queste mense dove la consacrazione è sacrilega a tal punto per le loro mentalità eretiche nonchè per i sacrilegi che si commettono sotto gli occhi di tutti, ma ormai temo (e spero da un lato) inesistente ed invalida. Ormai è sotto la vista di tutti i frutti marci del Concilio, della mancata consacrazione della Russia. Quindi l'albero è marcio. Quindi inutile firmare. Quindi inutile chiedere a qualcuno che dice di essere, in numero doppio, ciò che non è. Quindi ho concluso che Fatima ha detto che verso il 1960 (prima) il segreto sarebbe stato chiaro (non certo con la presa in giro con quanto detto e non mi riferisco alla visione scritta da Suor Lucia, bensì quanto occultato) e cos'è successo prima del 1960? Il conclave, che ormai credo vero sia stato eletto un Papa altrettanto vero (poi prigioniero a Genova) ed un vescovo vestito di bianco e sia iniziato di lì l'ultimo gioco sporco sotto i nostri occhi foderati di salsiccia. Se anche ciò mi si dimostrasse falso (il che ormai lo ritengo quasi inpossibile) , resterebbe il fatto che non è solo il vertice ad aver apostatato ma anche la base ed allora, qualcuno mi spieghi perchè devo far parte di una chiesa protestante? Io non ci sto. Ormai il moto in discesa è quasi al fondo in alto come in basso. Nessuna firma ad un vescovo vestito di bianco ( pure doppio : uno che tace accosentendo ed uno che parla doppio, usando il ni, oggi sì e domani no) apostata ed eretico, nonchè vescovo se l'Ordine ricevuto è valido il che può anche non essere. Basta, questa chiesa protestante non è la Sposa di Gesù, io ne faccio a meno.Ma sappia che è scritto che resterà vedova ed orfana in un giorno solo.

Anonimo ha detto...

il instrumentum laboris per #Sinodo15 è un pozzo nero di errori e il linguaggio realizzato per ottenere l'accettazione di falsità , in particolare quella della tesi di Kasper...


Romano

Alessandro Mirabelli ha detto...

Abolire la doppia sentenza conforme nel processo canonico di dichiarazione di nullità e' andare a nozze con la corruzione la lotta alla quale sta tanto a cuore al vdr. Con l'abolizione della doppia sentenza conforme e' sufficiente comperare due giudici anziché quattro. I costi sono in discesa per il corrotto. Chapeau Eminenza Erdo. lei di questo non se ne era accorto?

Alessandro Mirabelli ha detto...

Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna. E che direi dei tanti, troppi tuoi vescovi che scarnificano, che tradiscono, che mistificano la Tua parola? Dobbiamo ascoltare Te o loro che si dicono tuoi pastori?

tralcio ha detto...

LA COMUNIONE SPIRITUALE, espulsa dal sinodo?

La comunione spirituale è stata dribblata tra gli olè dei "sinodali" più invasati, perchè sarebbe una soluzione troppo raffinata per i grossolani e appetiti di mondo di chi è incapace di morire a se stesso per fare comunione con il Signore (nel Suo santo sacrificio della croce e non nel mettere le gambe sotto il tavolo per la cena...) : "chi indulge al legalismo, ai diritti, o ama gli schematismi e gli automatismi o addirittura persegue il dissolvimento di tutto l'impianto dogmatico della Chiesa" (ben argomentò don Buzzi nel 2014).

Se ci fosse una pratica devota della comunione spirituale innanzitutto ci sarebbe più amore per l'Eucaristia anche da parte di chi, potendo accedere, la banalizza. E in chi vive il segno della distanza dal sacramento "fisico", il desiderio di parteciparvi spiritualmente sarebbe non solo una consolazione, ma un segno concreto di una pastorale che non si arroga l'ipocrisia di essere alternativa alla dottrina.

Il segno del sacramento visibile sarebbe ancora adorato, ma non fisicamente accostato, stante la non comunione oggettiva a motivo della condizione di vita nota e innegabile.
Chi però ne resta privato non lo vivrebbe come un'onta o un marchio di infamia, perchè farebbe per amore (e per verità e conoscenza) quel che altrimenti subirebbe per legge, un po' come il buon ladrone sulla croce, che ben lo seppe spiegare all'altro ladrone.
Infatti uno dei due andò in paradiso, il giorno stesso, pur essendo "ladrone".

La conversione di un peccatore non consiste solo e immediatamente nell'azzeramento del peccato, ma innanzitutto nell'esserne consapevole e confidare nel perdono del Signore, affidandosi a Lui (proprio quello che non fanno la gran parte di coloro che vogliono semplicemente "estinguere" il peccato, negandolo e vogliono un riconoscimento della Chiesa come istituzione mondana e non in relazione alla salvezza), anche nel momento di fragilità.

Il corpo mistico non è fatto solo di cellule "sane" (in grazia di Dio), ma anche di quelle malate e mentre sono malate. Le cellule malate non pretendono di essere considerate sane, ma legittimamente si aspettano una cura, anche se per la medicina al momento non c'è la soluzione definitiva. Questo è sano realismo cristiano, senza inficiare la dottrina, e senza scadere nella burocrazia; proteso nell'eterno, nella giustizia di Dio e non fermo nelle fioche luci del mondo, con le sue asfittiche misure e le pretese di una "pastorale secolarizzata" che finirebbe con il ridisegnare la dottrina credendosi più misericordiosa delle Parole di Gesù.

continua...

tralcio ha detto...

... e finisco

Mentre ciascuno di noi prega per la salvezza del fratello e della sorella, anche il più malcapitato (la comunione dei santi vale assai di più della "comunità", anche se oggi il popolo di Dio si sente sempre meno "mistico" e sempre più mondano), la "cellula più sana" (che è comunque portatrice di peccati) convive con la "cellula più malata": non c'è dualismo, non c'è separazione, non c'è diritto a separare grano buono e zizzania. Tutti adorano il Signore nel santissimo sacramento dell'altare. Chi può mangia, ma non per se stesso, ma a beneficio degli altri che non possono!

Perciò, in questo tempo di mezzo, Gesù stesso ammette un atteggiamento non rigorosamente deterministico, ma attento al malato per il quale Egli è venuto. I conti si faranno, ma alla fine. E li farà Lui. Quello che pare profilarsi è invece il disastro: semolino per tutti, sei politico, livellamento verso il basso, vietato vietare e tutto il campionario dei rottamatori. In effetti la comunione spirituale, che non è un "sacramento", sarebbe propedeutica a una "fame" capace di far fare le scelte più impossibili. Ma ci rendiamo conto di che cosa significhi: morire a noi stessi? Fare comunione con Gesù crocifisso? E' tutto il contrario dal sentirci "a posto" come siamo, lo dicesse persino il Papa! La comunione spirituale differisce da quella sacramentale: è evidente che essa non è un sacramento, ma tuttavia è chiamata "comunione", cioè eucaristia, ringraziamento, lode, adorazione e unione al sacrificio redentivo di Cristo.

Questo non è vietato/impedito al peccatore, proprio perchè la sua condizione è la più adatta a chiedere questa pietà, anche se resta inadatta al sacramento, in quanto il "segno" colliderebbe con la realtà che sta vivendo e che non è (ancora) in grado di sanare.

Perchè si vuol fare della comunione spirituale un sacramento quando non lo è, equiparando cose differenti? La comunione spirituale spaventa i modernisti, che la snobbano per non dover fare i conti con una soluzione già esistente, dato che mirano (mondanamente) a snaturare un paio di comandamenti e buone fette di dottrina. La Chiesa non "fa" la verità, perchè è la Verità a fare la Chiesa... La Chiesa oggi è sfidata in un modo davvero subdolo dal Nemico e deve reagire in modo ispirato, evitando il trabocchetto di incartarsi sulla legge che non salva e che renderebbe inutile la novità cristiana.
Sono i modernisti a inseguire condoni e leggine, amnistie e rivoluzioni con tutto l'armamentario degli azzeccagarbugli, compreso l'ignobile e ipocrita manfrina sulla pastorale che non sconfessa la dottrina, ma rivede le prassi... L'argomentazione che la comunione spirituale configura la stessa cosa di quella sacramentale, è proprio quella usata dal card. Kasper per dire "ma allora perchè non etc".

Una premessa sbagliata inficia tutto il resto, ma l'abilità del mistificatore consiste nel sorvolare abilmente su questa forzatura, per far sembrare "inevitabile" tutto il ragionar che ne consegue... Chi si mette a fare i conticini e si immagina Dio sospeso a metà tra la ragioneria e l'economia aziendale, è proprio quello che toglie dal mazzo la comunione spirituale... preferendo sminuire la comunione a cena, senza credere alla presenza reale, ma misurando il valore simbolico di una chiesa che accoglie e non giudica.
Partita dell'onestà intellettuale di Benedetto XVI vs Kasper... (ti piace vincere facile?)

Anonimo ha detto...

Spettacolare: il cosiddetto "popolo cattolico" ha manifestato pro famiglia solo pochi giorni fa e il Vertice della (ex) Chiesa Cattolica (che peraltro non ha aderito alla manifestazione...) apre completamente ed entusiasticamente al suo opposto.
Miles

RAOUL DE GERRX ha detto...

"il instrumentum laboris per #Sinodo15 è un pozzo nero di errori e il linguaggio realizzato per ottenere l'accettazione di falsità , in particolare quella della tesi di Kasper..."

Hé ! Vous croyiez peut-être que le sinistre Bergoglio et sa camarilla d'antichrists allaient renoncer à leurs sinistres objectifs ?
N'en doutez plus : le "meilleur" est encore à venir…

Paolo Pasqualucci ha detto...

@ Sulla comunione spirituale e altri aspetti (1)

1. Anonimo, sul tema. Grazie per la stima. Per quello che consentono le mie limitate conoscenze, cerchero' di fornire una valida documentazione della "comunione spirituale".
Il Concilio di Trento ne parla due volte. Sess. XIII, Decr. sull'Eucar. : "Quanto al retto e sapiente uso [di questo Sacramento], i nostri padri distinsero tre modi di ricevere questo santo sacramento. Dissero, infatti, che alcuni lo ricevono solo sacramentalmente, come i peccatori. Altri solo spiritualmente, quelli, cioe', che desiderano di mangiare quel pane celeste, loro proposto, "con fede viva, che agisce per mezzo dell'amore" [Gal 5,6], ne sentono il frutto e l'utilita'. Gli altri lo ricevono sacramentalmente e spiritualmente insieme,e sono quelli che si esaminano e si preparano talmente prima, da avvicinarsi a questa divina mensa vestiti della veste nuziale" (G. Alberigo, a cura di, "Decisioni dei Concili Ecumenici", tr. it. di R. Galligani, Utet, To, 1978, p. 582). Sess. XXII, Dottr. e canoni della Messa, cap. VI : "[...] E tuttavia, se cio' non sempre avviene [che chi assiste alla Messa si comunichi anche sacramentalmente, oltre che "con l'affetto del cuore"], non per questo esso [il Concilio] condanna come private e illecite quelle messe, nelle quali solo il sacerdote si comunica sacramentalmente, me le approva e quindi le raccomanda, dovendo ritenersi anche quelle, messe veramente comuni, sia perche' il popolo in esse si comunica spiritualmente, sia perche' vengono celebrate dal pubblico ministro della Chiesa, non solo per se', ma anche per tutti i fedeli, che appartengono al corpo di Cristo" (op. cit., p. 646).
S. Tommaso ne da' la giustificazione teologica della com. spirit. nella "Summa Theologiae": III, q. 72, a. 3 c e ad. 2; ivi, q. 80, a. 11,c. (Questi testi non li ho ancora letti, mi pare utile tuttavia darne le indicazioni per chi vuole approfondire). Passiamo ora alla pia pratica della comunione spirituale. Ecco una bella preghiera di S. Alfonso de Liguori che la invoca : " O mio Gesu', credo che voi siete presente nel Santissimo Sacramento. Vi amo sopra ogni cosa e la mia anima sospira presso di voi. Poiche' non posso attualmente ricevervi nel Santo Sacramento, venite almeno in modo spirituale nel mio cuore. Vi abbraccio come se foste in me e mi unisco interamente a voi: non permettete mai che io mi separi da voi. O Gesu', mio bene sovrano e mio dolce amore, benedite ed infiammate il mio cuore affinche' arda sempre del vostro amore". Ho tradotto da un testo francese. Leone XIII, il 30.6.1893, ha accordato 60 giorni d'indulgenza "une fois par jour"a questa preghiera, che si puo' recitare in ogni momento della giornata. [SEGUE]

Paolo Pasqualucci ha detto...

@ Sulla "comunione spirituale" e altri aspetti (2)

[Ancora sulla "comunione spirituale"]. Riporto anche la preghiera per la Comun. Spirit. consigliata dalla FSSPX a p. 51 del suo libretto ad uso interno, utilizzato per gli esercizi spirituali, intitolato: "Preghiere, Canti, Esercizi spirituali di S. Ignazio di Loyola".
Ci si mette spiritualmente di fronte a Dio e si recita l'atto di dolore perfetto per i propri peccati. Dopo di che si recita questa preghiera, che ricorda quella di S. Alfonso:
"Gesu' mio, credo che Voi state nel Santissimo Sacramento. Vi amo sopra ogni cosa e vi desidero nell'anima mia. Giacche' ora non posso ricevervi sacramentalmente, venite almeno spiritualmente nel mio cuore. [Figurati che Maria deponga Gesu' fra le tue braccia]. Come gia' venuto io vi abbraccio, e tutto mi unisco a Voi. Non permettete che io me ne separi mai piu'".
@ Mirabelli
1. In effetti l'eliminazione della doppia sentenza conforme sarebbe un fatto gravissimo. Contro di essa si sta battendo da tempo il cardinale Burke, che non per nulla ha una vasta esperienza in materia. Questo semplificare le procedure per accelerarle, per venire incontro alle supposte esigenze delle persone in difficolta' matrimoniali, mi ricorda l'ossessione del Vaticano II per la "semplificazione del rito", il suo volerlo rendere piu' adatto alla mentalita' dell'uomo moderno, piu' facile da comprendere. E tanto bene lo hanno "compreso" i fedeli, da disertare in massa le chiese.
2. Nei Seminari (certo non in tutti) si praticano gia' le "aperture" alla sensualita' "tutto orizzonte" che affligge la nostra societa'? Allora bisogna dire che, con le proposte illustrate da Forte, le "aperture" suddette riceverebbero un riconoscimento giuridico-pastorale da parte della Chiesa. Si potrebbe allora vedere se sia possibile formulare l'accusa di eresia (in senso sempre sostanziale o materiale) perche' la Chiesa non puo' insegnare il peccato.
@ [P.S. sulla comunione spirituale. Qualsiasi cosa dicano contro questo tipo di Comunione, noi fedeli dobbiamo stare tranquilli: risulta riconosciuta ed approvata dal Concilio di Trento, all'interno di un decreto dogmatico, come appartenente alla piu' solida Tradizione della Chiesa]. Grazie a tutti e buona notte.

viandante ha detto...

Chiaramente se proprio la cosa più importante è la semplificazione, non resta che dare a tutti la possibilità di fare quel che vogliono: divorziare, risposarsi, accedere ai sacramenti ecc.
Il problema è grave: c'è ancora fede nelle nostre chiese? ci sono ancora sacerdoti che pensano tremando al destino dei propri fedeli, oltre che al loro?
C'è una smania di voler dialogare con gli erranti che è semplicemente diabolica perché non porta a nulla. San Paolo diceva (Romani 14.1):"Quanto a colui che è debole nella fede, accoglietelo, senza discuterne le esitazioni".
Ora si fa esattamente il contrario, anzi le esitazioni sono messe all'ordine del giorno!

anonimo parrocchiano ha detto...

Grazie, professor Pasqualucci, per le sue preziose delucidazioni.
Ma mi permetta di sottoporLe a mo' di complemento ancora una tesi di un vescovo polacco, che fu riportata da Corrispondenza Romana:
http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/i-divorziati-risposati-non-possono-fare-la-comunione-spirituale-ribadisce-larcivescovo-stanislaw-gadecki-presidente-della-conferenza-episcopale-polacca/

Egli è certamente un vescovo che sta dalla parte giusta, che difende la Dottrina dagli attacchi della banda Kasper&CO. Però, pur essendo chiaramente ottemperante nei contenuti si esprime pure lui con quella terminologia che mi trova dissenziente per i motivi che ho già cercato di esprimere a livello soggettivo qui sopra al 23 giugno 2015 20:25.

In sintesi egli sostiene che una persona in stato di peccato non può fare Comunione Spirituale, o meglio, che il suo desiderio verso Dio deve essere definito al massimo come preghiera, ma che per fare la Comunione Spirituale propriamente detta bisogna essere in Grazia di Dio, perché essa secondo lui è valida per coloro che, a causa di un impedimento fisico (non un impedimento morale) come p.es il mancato digiuno eucaristico, non possono accedere alla Comunione Sacramentale.

A mio modo di vedere, egli ha voluto sì riportare il campanile in mezzo al villaggio, ma in questo modo ha tagliato fuori tutti coloro che in cuor loro desiderano tornare a Dio.
L'appellativo di "Comunione di Desiderio" (che lui sembra non ricordare) mi sembra sia la chiave di volta per uscire da questa impasse, come Lei ha anche ben spiegato sottoponendo alla nostra attenzione le preghiere e i consigli dei santi Alfonso, Agostino e Tommaso.

In una parrocchia a me vicina una parrocchiana che viveva in una situazione di irregolarità voleva fare la Comunione Sacramentale come fanno tanti, ma presa da uno scrupolo ne aveva parlato col parroco, il quale la convinse ad astenersene per rimanere fedele alla Comunione Spirituale di Desiderio.
Ebbene, dopo qualche mese essa ruppe la relazione peccaminosa appositamente per potersi accostare nuovamente alla Comunione Sacramentale.
Possiamo immaginare la gioia di quell'anima per la ritrovata Grazia di Dio!

viandante ha detto...

Ritengo che stiamo dando troppo peso alla questione della comunione spirituale. Non voglio dire che questa sia inutile, ma ci sta sviando dal problema vero: essere in grazia di Dio!
Certamente se io non ho la possibilità di accedere alla comunione eucaristica e sono in grazia di Dio, la comunione spirituale mi è molto utile e mi procura meriti e grazie.
Se non sono in grazia di Dio, la comunione spirituale non è inutile, ma non mi apporta alcun merito. Mi può predisporre al pentimento, alla conversione (e non è poco), ma fino a quando non ritrovo la vita in Dio (col battesimo o con la confessione oppure con una perfetta contrizione dei propri peccati) la comunione spirituale rimane un gesto puramente umano che non mi apporta una vera comunione con Dio. Per essere in comunione con Dio devo essere in grazia di Dio.
Certo può essere utile, come detto, ma facciamo attenzione a non voler vendere qualcosa lasciando intendere che sia, ciò che invece non è. Il nome comunione potrebbe essere fuorviante e prestarsi a usi non molto cattolici come quello di tranquillizzare le coscienze, senza cercare di guarirle. E anche il nome, sia esso comunione di desiderio, spirituale o altro, rischia di confondere ancor più la situazione. Io semplificherei tutto ponendo l'accento sullo stato di grazia o meno in cui uno si ritrova chiarendo che il sacramento dell'Eucaristia presume che ci si trovi in stato di grazia. Punto.
Certamente, come qui sopra esposto dall'anonimo parrocchiano, certe forme di "comunione spirituale" potrebbe essere un modo per prendere coscienza della propria situazione di peccato, ma questo è ciò a cui dovrebbe e potrebbe portare qualsiasi altro accompagnamento spirituale di un buon sacerdote.

personalmente concordo pienamente con quanto sostiene il porporato polacco qui sopra citato.

Paolo Pasqualucci ha detto...

@ Sulla comunione spirituale - ulteriori riflessioni

Grazie della sua risposta. Mi sembra di aver letto quell'articolo. La posizione del presule polacco tende forse inconsapevolmente al "rigorismo"?
Analizziamo attentamente. La comunione spirituale varrebbe solo per chi non e' in stato di peccato mortale. E quand'e' che uno non e' in stato di peccato mortale? Quando non ha commesso alcun peccato mortale oppure si e' confessato (sacramentalmente) per il peccato mortale eventualmente commesso ed e' stato assolto. Mi si corregga se sbaglio, non mi esprimo con il linguaggio del teologo.
La comunione spirituale e' chiamata anche "comunione di desiderio", come lei ha giustamente ricordato. Si puo'fare un paragone con il "battesimo di desiderio"? Comunque, in quel (poco) che ho letto sulla "comunione spirituale" non mi sembra che l'esser in stato di Grazia fosse una condizione sine qua non. Facciamo allora un esempio. Uno non puo' andare alla Messa di rito OV, che sta a parecchi chilometri da casa sua o non ce la fa ad andarvi tutte le domeniche. La domenica in cui non ci va, gli vien detto che puo' leggere e meditare sul Vangelo del giorno, recitare delle preghiere in sostituzione della Messa e fare la comunione spirituale a casa sua, nella forma che ho descritto ieri. Se deve recitare l'atto di dolore per i propri peccati prima di comunicarsi "spiritualmente", cio' significa che non si richiede che sia in stato di Grazia. Non viene detto, infatti, che i peccati della settimana debbano esser stati solo veniali, per esser ammessi a questo tipo di comunione. Atto di dolore "perfetto" ossia incentrato il pentimento sull'offesa fatta a Dio piu' che sulla paura dell'Inferno. (L'atto di dolore dovrebbe esser in realta' sempre "perfetto").
Ma allora uno potrebbe esser perdonato e salvarsi solo con la "comunione spirituale"? Credo di no, in situazioni normali (penso alla Riv. Franc. e Russa, fedeli senza chiese e senza preti, senza Messa). Tuttavia questa "comunione" sembra qualcosa di piu' che una semplice "preghiera". Sembra un ulteriore mezzo con il quale la Grazia si degna di soccorrerci, non concedendoci la salvezza per suo tramite diretto ma fortificandoci enormemente nella lotta contro noi stessi, al fine di vincere certe inclinazioni o di uscire da situazioni di peccato. Praticando la "comunione spirituale" ci sentiamo ad un certo punto moralmente piu' forti, piu' decisi nel fare la volonta' di Dio. Come e' accaduto nel caso della parrocchiana da lei appena ricordato. Ma se uno si trova in una situazione di peccato permanente, come il divorziato risposato che si sia sinceramente pentito di quello che ha fatto, ma ormai l'ha fatto, allora? Il peccato come fatto isolato e' una cosa, la situazione di peccato un'altra, e per di piu' situazione irreversibile nel caso di specie. Irreversibile dal punto di vista istituzionale ma reversibile da quello della Grazia. In che senso? Cosi' ho capito, seguendo come ho potuto il dibattito in corso : il divorziato risposato pentitosi puo' salvarsi se innanzitutto pratica la via stretta della castita', cosa difficile: per riuscirvi e' assai utile anche il mezzo della "comunione spirituale", non potendo in nessun modo essergli amministrata quella sacramentale. La "comunione spirituale di desiderio" come mezzo dunque che si aggiunge alla preghiera per respingere le tentazioni, fortificarci nel pentimento, procurarci quella purezza di intenti che piace a Dio e ci fa compiere "l'opera" che Lui vuole da noi, aprendoci alla speranza della salvezza finale anche se ci troviamo nella "situazione" irregolare istituzionalmente immodificabile di cui sopra.

Silente ha detto...

Grazie di cuore, caro professor Pasqualucci, per queste sue puntuali riflessioni su di un tema centrale, che tutti ci tocca nel profondo, e che purtroppo è subdolamente malinteso dal nemico modernista.

irina ha detto...

Corrispondenza Romana, gay village...

viandante ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
anonimo parrocchiano ha detto...

Tutto questo interessante discorso sulla Comunione Spirituale era partito da un'acuta osservazione di Luisa quando più sopra rilevava che quanto aveva detto BXVI alla Giornata Mondiale delle famiglie di Milano era stato semplicemente spazzato via.

Perché è si è voluto così? Perché la Comunione Spirituale dà tanto fastidio?
Ricordo che questa curiosa tesi dell'equiparare le condizioni previe per la Comunione Spirituale a quella Sacramentale fu proprio di Bergoglio stesso in un intervista rilasciata in America latina qualche mese fa (per ora non riesco a rintracciarla).
La banda Kasper&Co la condivide in pieno e la adotta strumentalmente per stravolgere e impugnare la retta dottrina.

I Santi l'hanno invece particolarmente raccomandata. Ci sarà pure un motivo! Ciò che era valido e utile allora per la salvezza delle anime lo è tuttora più che mai.
BXVI aveva quindi visto giusto, ci aveva azzeccato!

Oltre agli esempi già portati dal prof. Pasqualucci, che ringrazio di cuore per la dedizione e la competenza, incollo qui qualche riga tratta da una pagina internet (non sono ancora dipendente dal web al punto di andare a cercare qualsiasi cosa, ma devo riconoscere che può essere molto utile, e in questo caso me n'ero scordato):

"Il Santo Curato d'Ars racconta due episodi significativi:
Il primo relativo ad una moglie disperata per la morte del marito, ma ancor più angosciata perché l'uomo non aveva mai voluto pregare con lei, né andare in Chiesa, non frequentava i Sacramenti da quando fece la Prima Comunione. Il Santo ebbe un sogno che gli rivelò che mentre la moglie diceva il rosario, spesse volte, il burbero marito, ripeteva mentalmente le Ave Maria, specialmente in quel "prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte, come esprimendo un desiderio inconscio, fino a farlo in modo abituale, ma senza mai dare a vederlo alla moglie. E per questo si era salvato l'anima!

Il secondo relativo ad un altro uomo che, lontano dalla vita sacramentale, aveva però un amore fanciullesco verso la Madre di Dio per la quale curava e portava i fiori all'edicola lungo la strada. Questo gli bastò per salvarsi l'anima.
E diceva allora il Curato: vedete quanto ci è utile coltivare i buoni pensieri e almeno desiderare di essere in qualche modo salvati?"

tratto da
http://www.cooperatoresveritatis.net/it/la-comunione-spirituale-usi-e-abusi

viandante ha detto...

Se deve recitare l'atto di dolore per i propri peccati prima di comunicarsi "spiritualmente", cio' significa che non si richiede che sia in stato di Grazia.

Come si arriva a fare questa deduzione? Anche prima della comunione eucaristica si recita il Confiteor! È semplicemente l'atteggiamento normale e che la Chiesa suggerisce al fedele che si avvicina a Dio.
Piuttosto come detto sopra la "comunione spirituale" di colui che non è in grazia, non gli porta meriti soprannaturali. Non è certo un delitto recitare delle preghiere, un atto di dolore e ed esprimere il desiderio di poter essere in comunione. Ma sebbene non inutile, non possiamo paragonarla alla comunione eucaristica e specialmente non la possiamo vendere come una semplice alternativa o addirittura elevarla a quasi-sacramento.

anonimo parrocchiano ha detto...

Dalla Supplica Filiale alla Comunione Spirituale

Si sta per concludere questo thread, che sarà travolto come è giusto da altri argomenti di attualità. Così vuole la logica intrinseca di questo media in rete.

È stato bello e produttivo confrontarci su questi temi.
La Supplica Filiale è servita come ottimo spunto di approfondimento non solo per coloro che hanno firmato sul sagrato della chiesa ma anche per tutti noi che ci siamo confrontati su cosa in modo più circostanziato dovremmo supplicare.

Supplicare il vdr?
Come opportunamente alcuni hanno fatto notare v'è poco da supplicare uno che delle suppliche e delle preghiere non sa che farsene (ricordate le battutacce sul numero dei Rosari?). È vero, noi dobbiamo supplicare Dio, su questo non ci piove.

Però, siccome -ci piaccia o no- egli è nostro superiore, questa è l'unica forma plausibile per rivolgersi a lui e far capire che esistiamo.
Insomma è pur sempre lui il capo, oltre che il pastore. E da umili pecorelle quali siamo gli diciamo: "Per favore ti supplichiamo, non guidarci verso il baratro, ma verso pascoli di erba verde!". Ma siccome siamo pecorelle umane, mentre parliamo di erba verde diventiamo consapevoli che questo verde pascolo cui aspiriamo è la retta dottrina consegnataci da Gesù nella Tradizione.

Le pecorelle non hanno altro linguaggio, anche se sono incavolate nere per gli scherzi da prete del loro pastore che, come un mercenario, non ama sentire il loro sgradevole odore.

Abbiamo degli amici, a cui abbiamo proposto la firma, che ci hanno detto:
"Ma come, non lo riconoscete come papa, come guida, e poi lo supplicate?"
È stata un'occasione propizia per puntualizzare che non siamo per nulla sedevacantisti, che fino a prova del contrario il papa è lui, che come cattolici riconosciamo l'istituzione del Papato e riconosciamo chi siede sulla cattedra di Pietro ed è per questo che ci rivolgiamo a lui secondo la modalità che gli si addice. Hanno firmato.

Deo gratias.

mic ha detto...

Carissimi,
avete espresso ognuno con sottolineature e approfondimenti specifici, quel che è il mio stesso sentire e ringrazio voi tutti per aver sopperito con grande efficacia alla mia momentanea minor disponibilità a causa di impegni più cogenti. E ringrazio il Signore per la vostra presenza e il vostro impegno, che davvero costruisce e permette l'arricchimento reciproco.
Non credo che l'argomento sia esaurito, anche se l'essenziale dell'esperienza è stato ben sintetizzato qua su. Torneremo su questa pagina finché ci sarà ancora qualcuno che vorrà dire la sua. Ma di certo fino ad ottobre dovremo (in molti modi anche con altre iniziative, come ben suggeriva Paolo Pasqualucci e _se non ora quando?_) tener desta l'attenzione e aperta la riflessione nonché gli approfondimenti su tutto il marasma che sta bollendo in pentola per non fare la fine della rana bollita...

Anonimo ha detto...

Chi va incontro al mondo (mondo in senso evangelico: voi non siete di questo mondo), viene sistematicamente gabbato.

anonimo parrocchiano ha detto...

ERRATA CORRIGE
Devo ancora fare una rettifica di ordine statistico su un particolare del mio thread. Scrivendo mi ero fidato della mia memoria e sono incorso in alcune imprecisioni affermando:

"il comune conta ca 7.000 anime, circa un decimo sono cattolici all’anagrafe, cioè fanno parte del cosiddetto catalogo elettorale. Il 10% di questi, in quel fine settimana, hanno dato la loro adesione facendo lievitare di colpo di 70 unità il contatore online della Supplica filiale."

Non è così importante, in quanto non è indicato il nome del luogo e quindi non si fa danno ad alcuno, ma ad onor del vero, dopo le opportune verifiche devo così precisare:

"il comune conta circa 6000 anime, di cui il 75% (ca. 4'500) sono cattolici all'anagrafe, cioè fanno parte del cosiddetto catalogo elettorale (della chiesa cattolica). Il 10% di questi (ca. 450) è stimato praticante in quanto frequenta le Messe domenicali. Il 16% dei praticanti ha dato la sua adesione facendo lievitare di colpo di 75 unità il contatore online della Supplica filiale."

Con un solo dato o due non si può certo generalizzare, ma ci dà la vaga idea che rispetto alla società civile i cattolici CONVINTI pesano come un misero unopercento (1.25%) o giù di lì, mentre rispetto alla Chiesa ufficiale il rapporto sale soltanto di qualche decimo.

Ragazzi, siamo veramente in pochi!
Ma il lievito che si mette nella massa non deve mai essere molto per farla fermentare!...
...DEO ADJUVANTE

Anonimo ha detto...

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ Pasqualucci. La presenza femminile nella formazione sacerdotale significa ne' più ne' meno che libertà di fornicare

-----

Perché forse la presenza solo maschile è garanzia certa e sicura di castità? Ma da quando in qua? Se la natura non trova uno sbocco finirà per trovarne un altro!

mic ha detto...

l'ultimo Anonimo parla secondo l'ordine della natura e non secondo quello della grazia, che interviene e rende possibile superare i limiti della natura.

anonimo parrocchiano ha detto...

Esatto Mic, l'ultimo anonimo sta parlando dei porcellini d'india, dette anche cavie, i quali, se sono privati delle femmine, si montano a vicenda e si regolano in questo modo nei loro rapporti di preminenza e sudditanza. Inoltre i minuscoli maschietti già appena svezzati ci provano con la loro madre.

Ma noi siamo esseri umani, che regrediscono a questi livelli solo se non vivono la specificità della nostra specie, cioè di essere fatti ad immagine e somiglianza del nostro Creatore. Il Redentore è morto per noi anche per redimerci da queste miserie umane, per tutte le miserie umane, anche le più abiette, conseguenza del peccato originale

Paolo Pasqualucci ha detto...

@ All'anonimo "naturalista"

E allora, per evitare che i seminaristi possano cadere nel peccato contro natura, dobbiamo mettere le donne in Seminario con loro? Cosi ne facciamo una bella "maison de passe" all'altezza delle esigenze dei tempi moderni? La castita' si puo' ottenere e mantenere se c'e' la fede, quella del "Bussate e vi sara' aperto": dalla fede la Grazia che sostiene la nostra volonta' e ci da' il retto discernimento intellettuale, la capacita' di far cose altrimenti impossibili alle sole nostre forze. Del resto, e' solo nella nostra societa' decadente che il sesso e' diventato una realta' abnorme ed esorbitante, un impulso cui si crede di non poter resistere. La colpa principale e' delle false credenze disseminate da tanti cattivi maestri, a cominciare dal molto sopravvalutato Freud, con la sua ridicola pretesa di ricavare concetti scientificamente validi dall'interpretazione (sua, unilaterale) degli antichi miti. Tutto dipende poi sempre dai capi. Quando i seminari sono retti da sacerdoti di vita specchiata, valida dottrina e grande fede, gli alunni sono trascinati in senso positivo dai loro maestri, il problema del sesso non si pone nemmeno, gli anni di Seminario passano velocemente e bene.

rr ha detto...

io non credero' mai che un uomo sano, normale, si dia all' omosessualita' , cioe' alla sodomia et aliis, solo perché non c' ha la femmina
a disposizione. Ma siamo ammattiti?
Se un seminarista non riesce a star casto, esca dal seminario, e faccia l' uomo qualunque.
Avete presente cos' e' successo nel corso dei decenni con le donne in fabbrica, prima, in ufficio, poi, nell' esercito ed in marina da ultimo(per non parlare degli ospedali?) Volete che citi le statistische degli stupri e dei figli "indesiderati" nell' esercito americano?
rr

anonimo parrocchiano ha detto...

Verissimo Rosa!
Il problema è che al giorno d'oggi si giunge a considerare normale ciò che è sempre stato, è tuttora, e sempre sarà assolutamente patologico (ora arrestatemi pure per omofobia).
Per arruffianarsi il mondo la Chiesa, prima inizia con proclami di accoglienza e di accompagnamento, per poi assumere ed applicare a volta di corriere la stessa logica perversa.
Chi va con lo zoppo impara a zoppicare (saggezza popolare)

T. ha detto...

Per qualcuno il colore dell'erba e' a tutt'oggi ancora verde :
http://www.tempi.it/brugnaro-via-i-libri-gender-dalle-scuole-comunali-educazione-in-questo-campo-compete-alle-famiglie#.VYuf-RPtlHw

Povera infanzia ! Poveri bambini !