lunedì 8 giugno 2015

Fino a quando verrò

Id quod habetis tenete donec veniam (Ap 2, 25).

Fino a che il Signore non ritorni, teniamo ben stretto ciò che abbiamo ricevuto: sono i mezzi della salvezza, anzi è la sua stessa vita già germogliata in noi, è Lui stesso vivente in noi: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2, 20); «Egli è il vero Dio e la vita eterna» (1 Gv 5, 20). Non lasciamoci rubare Cristo, non lasciamoci estromettere dalla Chiesa: Extra Ecclesiam nulla salus (cf. DS 802, 870, 1351). Parliamo della salvezza eterna, la cui sola alternativa è l’Inferno, non della lotta alla crisi o alla disoccupazione, che sono salutari castighi per una società che ha rigettato Dio e ricusa ostinatamente di ritornare sulla retta via. Non lasciamoci distogliere dalla vera speranza, quella celeste, che poggia sull’offerta redentrice del Verbo incarnato e sulle Sue infallibili promesse; quella di cui già possediamo la caparra nelle primizie dello Spirito Santo, grazie al quale «l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori» (Rm 5, 5; cf. Rm 8, 23; 2 Cor 1, 22; 5, 5).

«Se il nostro evangelo rimane velato, lo è per coloro che si perdono, ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso evangelo di Cristo, che è immagine di Dio» (2 Cor 4, 3-4). I ciechi, purtroppo, sono ormai innumerevoli, nella società e nella Chiesa stessa; chi non ha coltivato e custodito una fede retta e viva non ha difese dagli inganni di Satana, dio di questo mondo, e ingoia supinamente tutto ciò che i suoi scagnozzi gli propinano. La massa tumorale composta di questi poveretti – nonché di quanti l’hanno provocata spargendo le tossine di un falso insegnamento – ha ormai invaso con le sue metastasi tutta la componente terrena del Corpo mistico; l’unica soluzione è una conversione radicale, ma ci vorrà una terapia d’urto… Per decenni i sintomi della malattia, sebbene sempre più evidenti, sono stati non semplicemente ignorati o tollerati, ma molto spesso applauditi e incrementati come indice di buona salute, frutto di un indiscutibile progresso e rinnovamento.

Da questo punto di vista, sarebbe assurdo che le cellule sane si sentissero estranee al corpo perché quelle cancerose sembrano più forti e numerose. Le prime non possono avere nulla a che spartire con le seconde, pena l’essere a loro volta contagiate, ma non per questo sono fuori della Chiesa, nonostante il cancro sia arrivato fino alla sala-comandi, che per questo sta andando in tilt. È ovvio che questa situazione paradossale non possa essere indolore per la parte ancora immune, che soffre e geme nelle doglie del parto; ma quest’ultima non deve lasciarsi smuovere di un millimetro dalla certezza di fede – e dalla consolazione spirituale che ne deriva – di essere la vera Sposa di Cristo. Quel settore della Chiesa visibile che lo ha tradito e, come una belva indiavolata, ne sta dilaniando il Corpo, di fatto non vi appartiene più, se mai ne ha fatto parte realmente. Da quest’opera diabolica di demolizione dall’interno possiamo e dobbiamo difenderci rimanendo saldamente convinti che non siamo affatto “fuori”, ma dentro più che mai, dentro quel Gesù che, sulla terra, è in agonia sino alla fine del mondo, sia in senso temporale che in senso geografico.

Abbiamo tutti i mezzi necessari per conservare la vera fede e l’unione reale al Corpo mistico: l’Eucaristia, la Sacra Scrittura, la Tradizione vivente nei Padri, nei Concili, nella Liturgia, il Magistero autentico fino all’ultimo Papa eletto in modo certo (riguardo al successore, san Roberto Bellarmino sentenzia: Dubius papa habetur pro non papa). Ciò che ci è stato trasmesso è immutabile, in quanto dottrina rivelata di origine divina: «La verità è principio della tua Parola: resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia» (Sal 119 [118], 160). In ebraico il termine verità (’emet) appartiene all’ambito semantico della stabilità e della fedeltà, espresso dalla stessa radice della parola amen: Dio non può cambiare né venir meno alle Sue parole. La grazia o misericordia (ḥesed) è inseparabile dalla verità così intesa, al punto che i due termini ricorrono spessissimo associati in endiadi, specie per qualificare il Dio della Bibbia (cf. per es. Es 34, 6). Una reale – e non immaginaria – fruizione della misericordia divina suppone pertanto un’adesione incondizionata alla Rivelazione cristiana – un’adesione vitale, capace di trasfo rmare la coscienza individuale e di modificare l’esistenza concreta. Il resto è illusione, narcisismo, vanità… impuro e peccaminoso godere di sé.

La parte malata della Chiesa militante, in fin dei conti, ha avuto dal buon Dio ciò che voleva: un capo che ne sancisse il tradimento e l’apostasia facendoli passare per sorprese dello spirito; rimane peraltro da chiarire a quale spirito ci si riferisca. La Provvidenza ha così avviato un’operazione-verità con cui sta distinguendo, nel Corpo mistico, le membra vive dalle membra morte, facendo venire allo scoperto chi, secondo l’efficace espressione agostiniana ripresa dal Vaticano II, è nella Chiesa con il corpo, ma non con il cuore (cf. PL 43, 197; LG 14). Secondo il grande Dottore non basta essere battezzati, se è vero che lo stesso Battesimo salva gli uni e danna gli altri: Eodem Baptismo et boni catholici salvi fiunt, et mali catholici vel haeretici pereunt (De Baptismo contra Donatistas, 5, 28: PL 43, 198). Anche questo passaggio al vaglio è espressione di misericordia: per i veri cattolici, perché riconoscano i falsi e ne prendano le distanze; per gli altri, perché si rendano conto che non tutti sono con loro e, quando verrà il castigo purificatore, si ricordino che c’è ancora una possibilità di salvezza: tornare sulla via di sempre, accessibile a chiunque si decida a seguirla con l’aiuto della grazia. [Fonte]

25 commenti:

RIC ha detto...

E' morto Padre Volpi RIP

http://www.riscossacristiana.it/e-morto-padre-fidenzio-volpi/

Luisa ha detto...

Anora un OT:

È morto padre Volpi:

http://blog.messainlatino.it/2015/06/frati-f-i-e-morto-il-commissario-p-volpi.html

Luisa ha detto...

Nessun annuncio ancora sul sito dei neo FFI, qui la reazione che non poteva mancare di Antonio Margheriti Mastino :

http://www.papalepapale.com/cucciamastino/mastinate-quotidiane/padre-volpi-era-morto-davvero/

Anonimo ha detto...

Ora invochiamo su di lui la Misericordia Divina, nella misura in cui egli è stato pilotato e pressato dai superiori a compiere le inique opere di commissariamento=persecuzione contro i FFI, sperando si sia pentito se ne aveva la piena avvertenza interiore.

Anonimo ha detto...

P. Fidenzio Volpi è tornato alla Casa del Padre

L’ Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata annuncia con profondo dolore il ritorno alla Casa del Padre del Commissario Apostolico Padre Fidenzio Volpi O.F.M. Capp, avvenuto Domenica 7 Giugno 2015.
Padre Volpi è spirato serenamente nel Policlinico Gemelli di Roma, dove veniva amorosamente assistito dal personale sanitario, dai familiari e dai Confratelli, dopo essere stato colto il 29 Aprile scorso da un’emorragia cerebrale.
In questo momento di grande tristezza, il nostro Istituto si unisce al lutto dell’Ordine dei Frati Cappuccini, di tutta la famiglia francescana, della Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori, autorevolmente guidata da Padre Volpi per oltre venti anni e della sua famiglia terrena.
Nel giorno in cui la Chiesa celebrava il Corpus Domini, come il chicco di grano che muore nella terra , siamo sicuri che simile sacrificio porterà abbondanza di frutti spirituali .
I Confratelli ed i fedeli potranno porgere l’estremo saluto al Commissario Apostolico Mercoledì 10 Giugno, alle ore 10, presso la Basilica di San Lorenzo al Verano in Roma.
Requiescat in Pace!

Padre Alfonso Maria Bruno F.I.
Segretario Generale dell’Istituto

Roma, 8 giugno 2015

http://www.immacolata.com/index.php/en/35-apostolato/ffi-news/326-notizia-della-morte-del-rev-mo-p-fidenzio-volpi

Luisa ha detto...

Lo so che non è questo il momento dei commenti, ma leggo il comunicato
dell` Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata e mi sia permesso di osservare che la morte di P. Volpi permette=obbliga che la verità, o parte della verità, si sveli, il religioso che secondo uno dei comunicati era stato "semplicemente colto da un malore" è stato in realtà colpito un`emorragia cerebrale che lo non gli ha permesso di lasciare l`Ospedale, che non poteva certo permettergli di riassumere "il pieno esercizio delle funzioni di governo" e di essere "in procinto di riprendere la normale attività lavorativa" come egli stesso o, piuttosto, chi per lui ha comunicato.
Davanti alla morte ci si inclina e si prega e spero che chi si è mosso durante le settimane passate, e durante quella lenta agonia, si faccia un esame di coscienza.

Anonimo ha detto...

E' ritornato alla casa del Padre ?.....E' un errore in termini....nessuno ritorna, ma semplicemente si va alla casa del Padre...forse, si auspica, ma non si ritorna...
fr

RIC ha detto...

Sembra di rivivere i tempi dell'Unione Sovietica quando i ledaer, al massimo, prendevano in raffreddore. Anche se pochi giorni dopo veniva data la ferale notizia della dipartita

Anonimo ha detto...

@ Dire che chi muore "torna alla Casa del Padre" e' scorretto, non e' cattolico

Preghiamo per l'anima di P. Volpi e che riposi in pace. Ma bisogna stigmatizzare quest'uso ormai invalso di dire che tutti quelli che muoiono "vanno o tornano alla Casa del Padre". E come lo sappiamo, noi? Eravamo forse presenti quando l'anima del defunto, subito dopo la morte del corpo, e' stata giudicata da Nostro Signore? L'uso di quest'espressione dimostra che non si crede piu' al giudizio individuale dell'anima nostra subito dopo la morte del nostro corpo (e' dogma di fede) e questa falsa opinione e' coerente con l'altro incredibile errore diffusosi, quello della "salvezza universale" garantita (a priori) a tutti dall'Incarnazione del Verbo. Anzi ne e', a ben vedere, un corollario. A. R.

Giusi ha detto...

Ma insomma! Non sanno nemmeno dove è morto? Padre Rosario Sammarco dice che è morto in una clinica dove stava facendo la riabilitazione, il Comunicato Ufficiale al Gemelli! Ma non potrebbero telefonarsi prima di dare una notizia, mandarsi un piccione viaggiatore? Così giusto per dire tutti la stessa cosa! E come hanno fatto ad assisterlo se non sapevano nemmeno dove si trovava di preciso. Per telepatia?

Anonimo ha detto...

http://www.lastampa.it/2015/06/08/blogs/san-pietro-e-dintorni/ffi-morto-p-volpi-e-adesso-CpwZt08EWQyRhLgfkGLUwL/pagina.html

irina ha detto...

Non è la prima volta che scopro nei consacrati,ora di loro stiamo parlando,un'estesa aridità.Mi son sempre detta che forse dpende dalla formazione ricevuta. Non so. Certo è una vita, la loro in modo particolare, che non ammette problemi non risolti,incertezze, mezze misure. Dio è un Dio geloso. Bisognerebbe ricordarlo a tutti loro. Anche a tutti noi.

Luisa ha detto...

Trovo più che una coincidenza una forma di sincronicità che i commenti sulla morte di Padre Volpi siano proprio in questo post di Padre Elia, una riflessione, la sua, che sottoscrivo pur emettendo, una volta ancora, qualche riserva.

Anonimo ha detto...

Sono realmente addolorato per la dipartita del P. Volpi e prego per lui, nella certezza che Gesù lo ama più di chiunque altro e che, nella Sua Misericordia, avrà cercato in ogni modo di indurlo al pentimento, mosso dalle preghiere dei buoni FFI, P. Mantelli in primis.
Ciò premesso, ci sono alcuni dettagli che mi fanno riflettere:
1) non è strano che siano stati i Cappuccini a dare l'annuncio della morte e solo dopo i FFi? Certo, può darsi che sia solo una coincidenza, però, a naso, mi sembra che i primi a dover dare l'annuncio sarebbero dovuti essere i FFI, dei quali era Commissario. Poi mi permetto di avanzare una dietrologia, basata sulle affermazioni passate del Mastino: vuoi vedere che i Cappuccini, accortisi per vie a noi ignote che il loro Confratello era morto già da tempo, hanno deciso di rompere il silenzio? Non mi attendo una risposta, perché, ripeto, la mia è solo una congettura;
2) il comunicato attribuito a P. Volpi parlava di dimissione dal Gemelli finalizzato al trasferimento presso una struttura di riabilitazione; invece, esce fuori che è morto proprio al Gemelli, stando almeno al comunicato di P. Bruno. Ma vuoi vedere che non si è mai mosso da lì? Altra congettura.
3) lo stesso comunicato di P. Volpi era circoscritto da virgolette. Che vuol dire? È una citazione? Non è lui che lo ha scritto? Non ricordo infatti che i precedenti comunicati del Commissario fossero virgolettati.
Scusatemi per le congetture. Non voglio trarre conclusioni affrattate. Voglio solo condividere alcune anomalie che ho notato, nella speranza che, prima o poi, possano servire a ricostruire le dinamiche degli avvenimenti.

Anonimo ha detto...

cara Giusi se conosci p. Sanmarco non vedo cosa può meravigliarti, non di meno per i comunicati degli attuali "superiori" e telecomandati dal vaticano....
fr

Luisa ha detto...

Quelle che l`anonimo definisce sue "congetture", Tosatti, molto diplomaticamente, le ha chiamate "perplessità", interessante osservare anche il silenzio dei vari Vatican Insider, Sismografo, NEWS.VA, Avvenire, forse sarà per domani.

Anonimo ha detto...
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piero vassallo ha detto...

magistrale articolo - una perfetta lezione di carità

Gederson ha detto...

Cerca S. Roberto Bellarmino, me vienne in mente la sua famosa distinzione tra l'eretico interno ed eretico esterno. Oggi possiamo vedere che qualcosa ha cambiato, perchè l'autorità oggi punisce il cattolico ortodosso esterno e se vuoi rimanere in piena comunione con la Chiesa conciliare, questo è possibile solo se il fedele diventa cattolico ortodosso interno. La Chiesa Cattolica che conosciamo possiede una libertà solo in foro interno, nel foro esterno la Chiesa nata con il Concilio, costringe la Chiesa di sempre al silenzio.

Franco ha detto...

Mi permetto di segnalare una sequenza cinematografica che rende in modo impressionante l'idea del Cavallo Rosso dell'Apocalisse, reperibile su YouTube. Si tratta della scena finale del film "Estate violenta" ( quella del 1943 ) interpretato da Eleonora Rossi Drago e Jean Louis Trintignant: una bellissima signora trentenne, vedova di un eroe di guerra, e il suo giovane amante viaggiano in treno per rifugiarsi segreatamente in una villa più a nord di Riccione, quando sopraggiunge un attacco aereo inglese. È la più terribile scena di bombardamento che ho visto in vita mia, perchè osservata dalla parte dei bombardati. Il film, diretto magistralmente dal grande Valerio Zurlini, mostra il contrasto fra l'illusione di vita spensierata di giovani volutamente inconsapevoli e la durezza terribile dei fatti che sopraggiungono. Apocalittico, davvero apocalittico, tremendamente apocalittico.

Josh ha detto...

@anonimo 2015 21:57

a che pro riportare i consueti singulti del mastino, che non ha esitato a definire tutto questo portale e chi ama la Tradizione con l'appellativo di "gente con una scopa su per il cxlo"?

Francamente di ramazze mal posizionate non abbiamo esperienza. Ma anche di certa "cristianità" vanesia e gonfia di io, che non porta da nessuna parte, ne facciamo a meno.

Gederson ha detto...

In ciò che dice rispetto al commento dell'Anonimo8 giugno 2015 21:57 dobbiamo ricordare che quando il profeta S. Elia ha pregato ha Dio chiedendo la pioggia, lei ha cominciato con una goccia.

Il Padre Nicholas Grunner poco prima di morire ha scritto una lettera in 12 marzo dove parla che Padre Amorth gli aveva detto che i castighi di Fatima avevano do cominciare in meno di 8 mesi. Nel periodo prossimo al Sinodo. Vediamo che cose accadrà.

Buono è ascoltare chi parla di primavera e rinascita della Chiesa con seminari vuoti, chiese vuoti, con una gerarchia incapace di diffendere quello che ha detto un concilio ecumenico e che offre a Dio una liturgia che cultua l'uomo. Buoni sono questi che guidano la Chiesa al razionalismo facendo degli opinioni e immaginazione dogma di fede.

mic ha detto...

Son d'accordo Josh.

Luisa ha detto...

Concordo con Josh, essere insultati da certe persone finisce con il diventare un onore, comunque grazie alle colorite espressioni di quel signore così amabile ho "arricchito" il mio vocabolario italiano, è solo peccato che non siano riutilizzabili.

Marius ha detto...

"Non ragioniam di lor, ma guarda e passa."
È l'unica soluzione ragionevole di fronte ad un'evidenza auto-conclamata di irragionevolezza.