lunedì 15 giugno 2015

Mediator Dei? Mai sentita nominare. Note sparite dal testo finale della Sacrosanctum Concilium

Dopo i recenti riferimenti del cardinal Sarah alla Costituzione Sacrosanctum Concilium, esaminati ieri, riprendo e traduco dal blog New Liturgical Movement.

L'idea che il concilio fosse una continuazione del lavoro già iniziato è stata oscurata da numerosi commenti che considerano la SC una presa di distanza dal passato, l'inizio di una "nuova" liturgia per la "nuova" chiesa postconciliare.
È quel che afferma Susan Benofy all'inizio del suo recente articolo «Note per una ermeneutica della continuità: citazioni sparite dalla Sacrosanctum Concilium» (Adoremus Bulletin 21.1 [2015], 8-9). Naturalmente, questa non è una dichiarazione particolarmente nuova o rivoluzionaria; i lettori di questo blog sono senza dubbio a conoscenza di vari commenti sulla SC dalla fine del 1960 e 1970 che hanno assunto un approccio di rottura e di discontinuità nei confronti della tradizione liturgica.[1]
Tuttavia, la Dr.sa Benofy lo sostiene con un'osservazione particolarmente interessante e unica, qualcosa di mai visto in alcun altro avviso o commento: le drastiche differenze nelle note tra il progetto definitivo della SC e il testo definitivo promulgato da Papa Paolo VI.
Nelle varie bozze della SC discusse dai Padri conciliari nella prima e nella seconda sessione del Concilio Vaticano II, sono stati citati spesso nelle note documenti come Tra le sollecitudini, Divini cultus, e soprattutto Mediator Dei; ma tutto di questi riferimenti ha finito per essere rimosso dal testo finale della SC. In effetti, quasi i due terzi delle note presenti nelle bozze precedenti (circa 115) sono stati tagliati fuori dal testo definitivo della SC (che consta di 42 note). Gli unici riferimenti lasciati sono: alla Bibbia (23), a testi liturgici (8), ai Padri della Chiesa primitiva (6), e ai concili precedenti (5).
Perché sono state rimosse così tante note dal testo finale? La Dr.sa Benofy cita Pierre-Marie Gy, OP, un liturgista influente e membro della Commissione del concilio per la Liturgia, il quale sostiene che fosse solo una questione di "stile proprio" per un documento di un Concilio ecumenico il fatto di citare solo citazioni bibliche, liturgiche e fonti patristiche - anche quando le altre fonti fossero quotate o autorevoli[2]. È curioso, però, che siano state rimosse dalla SC tutte le note si riferiscono a San Pio X, Pio XI e Pio XII quando le altre costituzioni dogmatiche del Concilio Vaticano II recano varie citazioni dal magistero pontificio recente e da testi curiali[3]. Tutto questo potrebbe in un primo momento apparire abbastanza irrilevante. Dopo tutto, qui stiamo parlando solo di note! Tuttavia, come la Dr.sa Benofy ci dice:
I lettori di SC che non hanno familiarità con gli insegnamenti liturgici dei papi precedenti il XX secolo e non sono guidati da note ai documenti che li spiegano, quasi certamente vedono SC come un documento senza alcun legame con il recente passato. Possono dunque [ingannevolmente] vedere SC - come hanno fatto i Padri del Concilio - come la continuazione della riforma iniziata da San Pio X.
A corredo dell'articolo è stato posto un pratico elenco di citazioni rimosse durante la revisione finale di SC[4]. Mantenendo alcuni di questi riferimenti a documenti quali Tra le sollecitudini e Mediator Dei, sicuramente sarebbe stato più difficile interpretare SC con una ermeneutica della rottura e discontinuità. Stando così le cose, la Commissione per la Liturgia del Vaticano II - inavvertitamente o di proposito [5] - ha reso molto più facile per varie persone interpretare la SC nel senso di una sorta di 'anno zero' della riforma liturgica, scollegata dalle riforme dei precedenti papi del 20° secolo. La Dr.sa Benofy merita le nostre congratulazioni per aver portato alla luce queste importanti informazioni. È ora di andare a leggere il suo articolo illuminante su Adoremus Bulletin! [pagine 8 e 9]
MATTHEW HAZELL
Perdonatemi se non ho fatto la traduzione dell'interessante articolo cui si rinvia; ma non posso contare sul nostro traduttore e se dedico tutto il mio tempo alle traduzioni mi blocco lì. Spero che, dopo aver colto il succo dal testo qui su, siate in molti a riuscire a leggere il seguito e rendervi conto appieno del serio vulnus per una effettiva 'continuità' che ne viene fuori.
____________________
NOTE
[1] Un buon esempio è quello di Joseph Gelineau, SJ, nel suo libro La liturgia: Oggi e Domani (New York: Paulist Press, 1978): "il rito romano, come lo conosciamo non esiste più. Si è andati oltre. Alcune pareti della struttura sono cadute, altre sono stati modificate; possiamo guardare ad esso come ad una rovina o come al fondamento parziale di un nuovo edificio... La liturgia è un laboratorio permanente"(p. 11).
[2] Per esempio, SC 22 dipende in larga misura da Mediator Dei 58-59 (per inciso, il ragionamento che sta dietro la condanna di Pio XII di archeologismo in materia liturgica si trova in MD 61-62). Tuttavia, a meno che non sia letta la MD, si potrebbe non necessariamente essere a conoscenza di questo, dal momento che non essendo MD una fonte biblica, liturgica e patristica, la nota in calce a SC 22 è stata rimossa dalla Commissione per la liturgia del Concilio.
[3 ] Ad esempio, la Dei Verbum cita Leone XIII, Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, e vari uffici curiali e commissioni; Gaudium et spes cita Leone XIII, Pio XI, Pio XII, San Giovanni XXIII e Paolo VI, Lumen gentium cita (anche se nelle "nota integrativa") Benedetto XIV, Pio IX, Leone XIII, San Pio X, Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, e Paolo VI. GS soprattutto non è parca di citazioni di san Giovanni XXIII, in particolare, - è così che la Commissione per la liturgia era preoccupata per "lo stile proprio"?
[4] Per coloro che non hanno accesso alla sinossi molto utile (ma piuttosto costosa!) di SC a cura di Francisco Gil Hellín (nella Concilii Vaticani II Synopsis serie pubblicata dalla Libreria Editrice Vaticana), che affianca le varie bozze lungo il testo finale, il primo progetto presentato ai Padri del Concilio con le sue note si trova negli Acta Synodalia della prima sessione del Concilio Vaticano II (Congregazione Generale IV, 22 ottobre 1962; cfr AS I/1, pp 262-303).. Disponibile per il download gratuito - si veda questo articolo su NLM per i collegamenti.
[5] Occorrerebbero molte ricerche per cominciare a scoprire le intenzioni dei singoli membri della Commissione. Immagino che, proprio come con il verbale del Consilium, c'è una montagna di nascosto, dietro le quinte del materiale che starà agli storici futuri scoprire!

31 commenti:

viandante ha detto...

Ora anche la manomissione delle note della Sacrosanctum Concilium: il cerchio continua a stringersi e c'è ancora chi crede nella buona fede di chi operò la riforma conciliare!

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Ho fissato un limite, quando si inizierà ad avere nella gerarchia cattolica una donna a qualunque titolo ordinata mi sarà data conferma che a Roma non sono più davvero cattolici e allora sarà x me il segnale del liberi tutti

irina ha detto...

Altro argomnto: mi stupì non trovare nell'indice dei riferimenti, del Catechismo della Chiesa Cattolica(1992), il nome di San Pio X.

RAOUL DE GERRX ha detto...

"La Messe traditionnelle du Rite Romain constitue, ainsi que l’a exprimé le Père Faber, "la plus belle chose de ce côté-ci du ciel". L’idée même que des hommes de la seconde moitié du vingtième siècle pouvaient la remplacer par quelque chose de meilleur, est, ainsi que l’a souligné Dietrich von Hildebrand, une idée absolument ridicule" (Michael Davies).

RAOUL DE GERRX ha detto...

Michael Davies encore :

"L’héritage liturgique du Rite Romain pourrait bien être en fait le plus précieux trésor de toute notre Civilisation occidentale, quelque chose qu’il nous faut vénérer et préserver pour les futures générations. La Constitution Liturgique du Concile Vatican II a proclamé que : "Dans une obéissance fidèle à la tradition, le Sacré Concile déclare que l’Eglise, notre Sainte Mère, soutient que tous les rites légalement reconnus doivent être égaux en droit et en dignité, et qu’Elle désire les préserver pour le futur, et les promouvoir de toutes les manières".

"Comment ce commandement du Concile a-t-il été obéi ? La réponse peut être obtenue du Père Joseph Gelineau SJ, un peritus du Concile, et un partisan enthousiaste de la révolution post-conciliaire. Dans son livre "Demain la Liturgie", il déclare avec une honnêteté louable, à propos de la Messe que connaissent la plupart des Catholiques d’aujourd’hui : "A dire vrai, il s’agit d’une liturgie différente de la Messe. Cela doit être dit sans ambiguïté : le Rite Romain, tel que nous le connaissions, n’existe plus désormais. Il a été détruit."

Michele MAcIK Durighello ha detto...

E liberi tutti per me significherà forse (spero di no) sedevacantismo ma sicuramente messa tridentina e divieto d'accesso ai comunisti in chiesa..

Anonimo ha detto...

O.t. : guardate lo stepchild adoption del decreto legge Cirinna` sul sito del senatore Giovanardi,"i bambini non si comprano".

Rr ha detto...

OT: chi aveva promesso la moschea ai musulmani di Mestre, moschea in Venezia, e' stato trombato. Non vorrei sembrare blasfema, ma secondo me c'e' stato un intervento di S.Marco.
RR

edoardo malgarida ha detto...

OT.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/06/15/news/papa-bergoglio-e-la-lezione-di-francesco-d-assisi-in-anteprima-l-enciclica-sull-ambiente-laudato-si-mi-signore-1.216897?ref=fin

Anonimo ha detto...

Dunque mi sono sciroppato tutta la lettera enciclica, stranamente lunga, di colui che seguita a chiamare se stesso vescovo di Roma, ma tant'è, è chiaramente frutto di tante collaborazioni così da apparire una sorta di quei documentari pseudo scientifici alla Focus, tanto per intenderci, un elogio incondizionato alla Tdl, un notevole e robusto contributo di Algoriani doc, accenni in qua e in là di autori e padri della Chiesa, i passi più belli li ho riconosciuti al volo, erano tutti tratti da testi e catechesi di Benedetto XVI, c'è poi un invito alla fratellanza universale, poco, anzi pochissimo Cristianesimo, molte aperture a fratelli di varia genìa, hay gozo y lìo por todos.....la frase che mi ha colpito di più, in un mare di banalità politically correct, è la seguente :"Su molte questioni concrete la chiesa non ha motivo di proporre una parola definitiva e capisce che deve ascoltare il dibattito onesto fra gli scienziati, rispettando le diversità di opinione" tutto qui, come in un giardino vuoto Zen, 180 pagine per non dire nulla che vada contro il main stream.....avvilente per essere un punto di riferimento per i cattolici, vabbè che è indirizzata a tutti gli uomini di buona volontà, ma un tempo ormai lontano era solo per i cattolici da parte del Capo della CC. Ho finito, scusate il lungo. Anonymous.

Anonimo ha detto...

Cara Irina, non si deve stupire di "non trovare nell'indice dei riferimenti, del Catechismo della Chiesa Cattolica(1992), il nome di San Pio X", perché da Roncalli in poi Papa Sarto è stato messo all'indice. Deve sapere che quando, nel 1960, Roncalli concesse la prima intervista ad un giornalista non cattolico, Indro Montanelli, allorché il discorso cadde su Pio X, Montanelli esclamò "ha, il papa santo..". Al che Roncalli fece un salto sulla sedia, visibilmente irritato, e batté u il pugno sul tavolo, esclamando "ma quale santo!". Capisce quanta misericordia aveva il cd papa buono?

A lei, cara Rr, dico che ho pregato insistentemente e ripetutamente la Madonna, Regina delle Vittorie, per Gigi Brugnaro, avendolo anche sentito prendersi l'impegno di non consentire l'indotttrinamento del gender nelle scuole e la violazione dell'innocenza dei bambini dell'asilo. Saprà certamente dello scontro che l'ex asssessora all'istruzione della giunta Orsoni ebbe con un papà che protestava per i libretti sconci che l'assessora aveva introdotto negli asili infantili (educazione alla non discriminazione, la chiamava, poveri noi), come pure del fattaccio dell'asilo di Treviso: oggi due maestre sono state indagate per il reato di arti sessuali con i bambini (ma cose simili sono accadute anche a Trieste, bella regione governata dal PD della Serracchiani).

RR ha detto...

Anonymous,
BXVi si riconosce al volo, come purtroppo anche la fuffa onusiana, algoriana e non solo.
Ma se la Chiesa non ha motivo, ecc., PERCHE' ALLORA HA SCRITTO ( scritto? copia-incolla, parafrasando il tutto, e naturalmente NON di proprio di suo pugno) ' STA ROBA?
Rr

Franco ha detto...

Da Raoul De Gerrx vorrei indicazioni più precise sul fatto che Bergoglio avrebbe lasciato ballare il tango durante manifestazioni religiose ( dove, quando, come ): mi sembra ovvio che prima di sparare a zero occorra essere sicuri...

RR ha detto...

Sec. un articolo del " Messaggero" molti boyscouts, domenica, dopo essere stati in P.S.Pietro dal Papa, sono andati ad assistere alla sfilata del Gay Pride, tutti festanti e plaudenti.
Non commento, se non per dire: - carne fresca pronta pronta per tutti i capiscouts omo con benedizone religiosa?-
RR

Paolo Pasqualucci ha detto...

@ Lo spirito della SC sembra proprio quello di aprire verso una nuova liturgia.

Personalmente, mi ritrovo tra quelli cui la SC ha sempre fatto l'impressione di essere rivolta al futuro non al passato, verso una liturgia che ancora non c'era ma che si voleva fermamente far venire in essere e della quale si abbozzavano i principi. Basti pensare all'ossessiva insistenza verso la "semplificazione" dei riti, per renderli piu' adatti alla comprensione dell'uomo moderno, alle numerose aperture al volgare pur nel mantenimento del latino, all'introduzione (gravissima) del principio della sperimentazione liturgica e quindi della creativita' liturgica, anche se in teoria sotto il controllo della Santa Sede; alla definizione della Messa come "mistero pasquale", termine nuovo, mai usato prima in quel senso; all'idea stessa di fare "un'accurata riforma generale della liturgia" (art. 21), cosa mai fatta prima e addirittura pazzesca a pensarci bene. Tale riforma doveva coinvolgere, diceva l'art. 21, "parti suscettibili di cambiamento" senza toccare le "parti immutabili" del rito. Tuttavia, come noto' Amerio, non si disse mai quali fossero le "parti immutabili". L'elenco delle novita', evidenti o in gestazione nella SC, sarebbe ancora nutrito. Di fronte allo sfacelo attuale anche la SC sembra un buon testo. Ma i semi della dissoluzione gia' li contiene tutti, a mio avviso. In Concilio, nella fase iniziale, era lo schema piu' gradito ai modernisti, che erano riusciti a metterci le mani nella fase preparatoria. Lo schema fu demolito dai liturgisti piu' esperti della Curia e duramente attaccato dal cardinale Ottaviani.

Anonimo ha detto...

"Da Raoul De Gerrx vorrei indicazioni più precise sul fatto che Bergoglio avrebbe lasciato ballare il tango durante manifestazioni religiose ( dove, quando, come ): mi sembra ovvio che prima di sparare a zero occorra essere sicuri..."

Foto e filmati dalla cattedrale di Baires. Chi trova per primo i link può indicarli. Io li ho visti.

irina ha detto...

E vescovo a Roma?

Anonimo ha detto...

https://youtu.be/ZiHQ2hnwwuM

RAOUL DE GERRX ha detto...

A Franco, qui veut faire croire que j'ai l'habitude de parler en l'air :

https://mundabor.wordpress.com/2013/11/12/francis-tango-mass/

Qu'il aille à la minute 26…

Mi sembra ovvio che prima di sparare a zero occorra essere sicuri...

Anonimo ha detto...

Per Franco ....


https://www.youtube.com/watch?v=P4VbUtZW7Os da 9.24 per vedere il tango durante la messa con Cardinale Bergolio


http://traditioninaction.org/RevolutionPhotos/A557-Tango.htm

Luisa ha detto...

Per essere onesti quel tango ha luogo a Messa finita, il che non toglie nulla all`oscenità di quella danza davanti all`altare in presenza dell`allora card. Bergoglio.
Gli Argentini danzano il tango davanti all`altare, i neocatecumenali fanno la loro danza ebrea attorno alla loro tavola-mensa, se non c `è quella danza la messa non è finita, lo fanno da decenni, insieme a tante altre aberrazioni liturgiche, eppure nessuno è intervenuto.
O, più esattamente, quando Benedetto XVI ha tentato di farlo è stato bypassato dal potere di quel gruppo di pressione che è riuscito a vanificare le NORME che egli aveva trasmesso attraverso il card. Arinze, quando è stato confrontato al nuovo colpo di forza dei neocatecumenali per far passare l`approvazione della loro liturgia (al quale aveva partecipato anche Canizarès allora a capo della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ), approvazione già data per certa e con tanto di cartoncini di invito per festeggiarla sulle scrivanie dei cardinali di Curia, Benedetto XVI all`ultimo momento ha potuto stoppare tutto e rinviare quella "liturgia" per analisi davanti ad una Commissione ad hoc.
Purtroppo la sua rinuncia e l`arrivo di Bergoglio ha sepolto quel tentativo di mettere fine agli abusi liturgici del cnc.

La Liturgia è da decenni la parente povera di cui nessuno ha preso cura, chi doveva farlo non si è preoccupato di rimetterla sui binari dell`ortodossia, anzi ha spesso incoraggiato e partecipato a quegli abusi, nel 2004 la Redemptionis Sacramentum ha tentato di farlo ma è stata ignorata, come del resto è restata lettera morta la Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI.
Quando per obbligo devo assistere a certe Messe dalle mie parti non posso che aderire a chi dice che la nostra fede è stata geneticamente modificata, una ben triste conferma del principio "lex orandi, lex credendi", una nuova, un`altra, forma di preghiera e di celebrazione, una nuova religione.
Se la Liturgia è fonte e apice della vita della Chiesa quando devo assistere a certe aberrazioni, che so tollerate e anche incoraggiate, come posso sentirmi sorella di fede di quelle persone? Doloroso è il sentimento di estraneità che provo in quei momenti.

RAOUL DE GERRX ha detto...

“Gli Argentini danzano il tango davanti all`altare…”

Faux, Luisa. Complètement faux.
Les Argentins ne dansent pas le tango devant l’autel.
Seuls quelques tarés le font.
Les Argentins, dans leur immense majorité, sont des gens honnêtes et dignes, qui réprouvent ce genre de pratique.

Ils savent ce qu'est le tango.
Le tango est une danse de bordel, destinée à faire patienter le client. Il consiste à s’exciter mutuellement en se frottant les organes sexuels, avec ou sans slip.
Quand le tango, dans les années 20, est sorti des bordels et a commencé à déborder sur les places publiques et dans certains salons paroissiaux (!), les évêques argentins l’ont immédiatement condamné et les catholiques sincères s’en sont, évidemment, toujours abstenu.
Un écrivain argentin disait que c’était une danse de chiens, ou de chiennes.
Qu’un cardinal ait pu l’admettre, de nos jours, dans une église en dit long sur la profondeur de ses sentiments religieux et sur l’objectif qu'il poursuivait en introduisant cette abomination dans la liturgie.
Par cette attitude, Jorge Bergoglio s'est à jamais disqualifié comme prêtre catholique.

T. ha detto...

" Il tango e' l'espressione verticale di un desiderio orizzontale " . Ho sentito questa battuta sul tango in una trasmissione di ballo su RAI 1 .
Da cui : prima durante o dopo la Messa , e' adatta ad un luogo sacro quale e' la Casa di Dio ? La Casa di Dio !

Padre perdona loro perche' " non sanno quello che fanno ".

Luisa ha detto...

Non ho mancato di dire che quella danza era oscena ho semplicemente rettificato dicendo che non era durante ma dopo la Messa, che sia stata fatta in una chiesa, davanti all`altare e in presenza dell`allora card. Bergoglio non fa che renderla ancor più oscena.
Non mancano i video di liturgie celebrate da Jorge Bergoglio quando era a Baires, molte sono degne di figurare nell`album degli orrori liturgici, non deve dunque stupire che la cura della Liturgia, la sua sacralità e la sua bellezza non siano fra le sue priorità, è uno degli aspetti più evidenti della rottura con Benedetto XVIl, ma rifiuto di spingermi sino a emettere giudizi perentori sulla "profondità dei suoi sentimenti religiosi".

T, ha detto...

Certamente , sono d'accordissimo . Lungi da noi emettere giudizi di qualsiasi tipo.
Ho riportato quella battuta solo per sottolineare che nella Casa di Dio , secondo me , dovrebbe entrare solo profumo di incenso, di preghiere e contrizioni . Ogni altra aggiunta sa di " recita a soggetto " . Soprattutto questo ballo , anche se eseguito in assoluta innocenza di pensiero , non mi sembra che susciti negli astanti la elevazione dell'anima . Per questo penso che non sia adatto ad abitare nella casa di Dio ( come tutte le altre liturgie " fai da te ")

RAOUL DE GERRX ha detto...

Ce n'est pas un jugement péremptoire que d'affirmer que la profondeur des sentiments religieux d'un individu se manifeste, notamment, par le respect qu'il a des choses saintes. Par sa piété aussi. Mais le mot "piété" a-t-il encore un sens, de nos jours ?
Oh ! je sais bien, il est à la mode de dire que certains athées manifestent parfois plus de sentiment religieux que certains croyants… Ah oui ? Et comment ? En profanant, en souillant, ce que les croyants tiennent pour sacré ? En vérité, il y a toujours des guignols (des Charlies) pour vouloir nous faire rire ; mais, justement, on ne rit pas avec ces choses-là. Surtout quand on est prêtre de l'Église catholique. Ou s'agirait-il d'une autre église ?

Franco ha detto...

@ Raoul De Gerrx. Temo di essermi espresso in modo da creare un equivoco non voluto. Non mi sono nemmeno sognato di insinuare che lei dice falsità con leggerezza; semplicemente, avendo sempre avuto un sacrosanto rispetto per l'autorità, prima di sparare ho bisogno di elementi oggettivi che mi rendano moralmente certo. Quando li ho, non esito a usare i grossi calibri; esattamente come per gli scrutini finali a scuola, situazione da torcimento di budella per ogni insegnante che abbia una coscienza: "in dubio pro reo", ma se c'è la certezza che il supposto lavativo è davvero tale, si stronca senza rimorsi.

Relativamente alla questione che ci interessa ho già iniziato ad usare le artiglierie leggere e medie con persone che cascano dalle nuvole; dunque si tratta di contraerea, come per Ratzinger.

@ Mic. Mi dispiace di averla fatta arrabbiare per l'ennesima volta; però mi riservo di presentarle un testo del prof. Umberto Veronesi che potrà chiarire i miei intenti, a mio parere non indegni e adottati con lunghissima ponderazione

Anonimo ha detto...

C'e' anche la messa-tango, oltre al tango nella messa (bergogliana):
http://www.kathluzern.ch/portal-schaufenster-detail/missa-tango.html

Rr ha detto...

Caro Raul,
pur senza conoscere bene i particolari che lei cita sull' origine del tango, e' noto a tutti quelli di una certa eta' e di una certa educazione in genere, e cattolica in particolare, che si tratta di un ballo molto erotico, nato appunto tra prostitute e clienti, nonché gigolo e criminali.
Infatti da ragazzini il valzer ci veniva insegnato, magari dal papa' o dalla maman, il tango, no." Quando sari più grande, magari sposata" ( a qui tempi un sacco di cose si sarebbero imparate o sperimentate " da sposate").
Sappiamo dell' aneddoto su S.Pio x, acui pero' pare si fosse fatto vedere una forma molto edulcorata di tango, quella più europeizzata, più signorile ed alla base dell' attuale ballo da sala, erotico, ma non volgare.
Ma certo nessuna danza e' da esibirsi in chiesa davanti al S.Sacramento.
Rr
PS: cher Raoul, je ne sais pas si vous connaissez le mot italien"tanghero" qui sonne comme "tanguero", mais avec l' accent sur la"a". Un perfect jeu de mot pour notre "ami"aRome

Luisa ha detto...



C'e' anche la messa-tango, oltre al tango nella messa (bergogliana):
http://www.kathluzern.ch/portal-schaufenster-detail/missa-tango.html

Siamo in Svizzera, amici, e in uno dei luoghi dove lo scisma di fatto è talmente palese che non servono molte parole per descriverlo, è la sedicente chiesa cattolica di Lucerna.

Anonimo ha detto...

Vero che in Svizzera c'e' lo "scisma di fatto". A Luzern poi le parrocchie avevano distribuito ai passanti i preservativi col logo diocesano:
http://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/standard/Katholische-Kondome-sorgen-in-Luzern-fuer-rote-Koepfe/story/11154292

Anche nella diocesi dell'ineffabile Schoenborn deve esserci qualche "problemino" se in questa parrocchia (Maria Enzersdorf) per anni hanno praticato la "consacrazione collettiva":
https://picasaweb.google.com/pfarre.suedstadt/Weihnachten2014#6104697980316467618
https://picasaweb.google.com/pfarre.suedstadt/KaplanEdwinReyesVorstellungInDerSudstadt2014#6056339595607406130
https://picasaweb.google.com/pfarre.suedstadt/ErstkommunionInDerSudstadt2012#5743523850423152914
https://picasaweb.google.com/pfarre.suedstadt/FronleichnamInDerSudstadtpfarre2013#5883773663452794034
https://picasaweb.google.com/pfarre.suedstadt/FronleichnamInDerSudstadt2012#5751343801091445618

In Brasile (Paróquia São José - Campo Grande/MS) la Comunione inizia cosi':
https://www.youtube.com/watch?v=bF5NiWPVDi8 (andare al minuto 42'15'')

...e poi la Diocesi di Milano ammonisce che NON deve inginocchiarsi chi vuol ricevere la Comunione sulla lingua!