domenica 2 dicembre 2018

Se la Chiesa diventa un ricovero - Marcello Veneziani

Su questo argomento finora non ho scritto nulla; ma molte riflessioni sono venute fuori nella discussione di questo articolo. Di seguito riprendo la reazione di Marcello Veneziani, tanto più efficace in quanto ha tutta l'obiettività dei pensieri di un laico; il quale tra l'altro non è coinvolto nel nostro agone di difesa della retta fede.

Fa una certa impressione sentir dire dal Papa: “Molte chiese, fino a pochi anni fa necessarie, ora non lo sono più, per mancanza di fedeli e di clero”. È un segno dei tempi, ha aggiunto, la Chiesa deve adattarsi alla situazione. Fa una certa impressione sentire pure il Cardinal Ravasi che i cattolici sono ormai una minoranza in occidente. Nell’occidente cristiano; figuriamoci nel mondo.

Tutto questo non è accaduto con Papa Bergoglio. È una storia lunga, secolare, viene da lontano. Col suo papato il processo si sta però accelerando.

Papa Francesco ha auspicato di dismettere le chiese per aiutare i poveri, aggiungendo che “non ha valore assoluto il dovere di tutelare e conservare i beni culturali della Chiesa, perché in caso di necessità devono servire al maggior bene dell’essere umano e specialmente al servizio dei poveri”. Dunque, dismettiamo le Chiese e usiamole per ospitare poveri, in particolare migranti.

Cosa vuol dire in pratica? Che le Chiese diventano ricovero per i bisognosi o patrimonio immobiliare da vendere, affittare e il ricavato da destinare all’accoglienza dei migranti? Le ipotesi in campo sono di quattro tipi: a) che diventino luoghi di culto di altre religioni, per esempio islamica, come stava accadendo per la Chiesa dei Cappuccini di Bergamo. b) che diventino musei o luoghi di cultura, come auspica Ravasi. c) che vengano cedute o locate per le più svariate attività: ristorazione, alberghi, beauty farm. d) che vengano trasformate in ostelli e ricoveri per i migranti e i barboni.

Nel primo caso c’è un vago sapore di nemesi storico-religiosa. Molte chiese sorsero in luoghi sacri di religioni precristiane, nella convinzione che l’aura del sacro perdurasse. Ma suscita preoccupazione religiosa e civile pensare che oggi potrebbero diventare moschee e centri di raccolta islamica.

Nel secondo caso, sicuramente la destinazione è più sobria e neutrale, da luogo di culto a cultura, ma riduce la religione a museo. E poi se la fede cristiana lascia la sua eredità alla cultura, ha vinto l’illuminismo? E il cinema, ad esempio, è compatibile oppure no, e la musica fino a che punto? Insomma un grappolo di perplessità per un uso comunque secondario.

La terza ipotesi è la vendita o locazione commerciale per usare poi i ricavati in opere di carità. Già succede di vedere chiese sconsacrate diventate alberghi, trattorie, beauty farm. Dal Risorto al Resort. Soluzione più redditizia, ma simbolicamente la più sconfortante in assoluto.

Infine la trasformazione delle chiese in ricoveri per i poveri ha una motivazione umanitaria nobile. Ma si può liquidare un luogo di culto, un patrimonio di generazioni per soccorrere una quota di poveri del nostro presente? Se i papi avessero distribuito i soldi ai poveri del loro tempo, oggi non avremmo magnifiche cattedrali, capolavori d’arte, luoghi di preghiera per le generazioni in cui viene consacrata e affidata la vita, il matrimonio, la morte. In ogni chiesa c’è il respiro e l’affanno di generazioni, il sacrificio e la fede di chi l’ha edificata, frequentata, vissuta; c’è il ricordo dei santi e dei martiri, il legame sacro di una comunità, la sua anima, la sua storia, la sua identità. Capisco la desolazione di chiese vuote ma si può liquidare una fede cambiandole la destinazione d’uso, riducendola a pura assistenza sociale?

Per aiutare i poveri si potrebbe cominciare a cedere o usare il vasto patrimonio immobiliare della Chiesa, di cui l’Unione europea ha sollevato la questione dell’Ici non pagata. Non i luoghi di culto, ma le proprietà, i palazzi, le case. Non sarebbe più francescana una Chiesa povera, piuttosto che una Chiesa dei poveri? Cominciate dalle proprietà e dagli affitti, piuttosto che dalle Chiese e i luoghi sacri. E poi confidate nella Divina Provvidenza…
Marcello Veneziani, Il Tempo 1 dicembre 2018

31 commenti:

Anonimo ha detto...

E se vendessimo Bergoglio e ci tenessimo le chiese?

Anonimo ha detto...

" la Chiesa deve adattarsi alla situazione."
Quella che piu' mi agghiaccia e' la bandiera bianca , la resa !
Dove sono i soldati di Cristo , sono diventati tutti mammolette ?

Diego ha detto...

Chiese vuote ma non vi azzardate a chiederne una per farne una parrocchia per celebrare in rito antico. Ed è anche inutile che minacciate sua eccellenza di pagare voi le bollette, di fare le pulizie, di occuparvi dei fiori, etc... poi casualmente qualche parroco chiede aiuto per le pulizie o perché manca il sacrestano. Tu glielo offri ma quando gli si ricorda che neanche il cane muove la coda per niente, eccolo che piuttosto di rendersi disponibile ad accettare il vo in cambio di aiuto preferisce sperare in un improbabile soccorso dal secolo ..

Anonimo ha detto...

Guarda questo video e capirai cosa avviene nella Messa e perché essa non debba essere profanata da abusi, chitarre e tamburi.
http://itresentieri.it/guarda-questo-video-e-capirai-cosa-avviene-nella-messa-e-perche-essa-non-debba-essere-profanata-da-abusi-chitarre-e-tamburi/

Questo e' avvenuto in quelle Chiese e non si puo' far finta che niente sia successo !

CIESSE ha detto...

50 anni fa, il 30 novembre, I comincia di Avvento, veniva inaugurato il Novus Horror.

tralcio ha detto...

Questo tempo di Avvento va vissuto nel raccoglimento e il silenzio è un prezioso aiuto. Raccogliersi è il contrario di disperdersi e dissiparsi, ubriacati e affannati dalle cose mondane. Allora è possibile elevare il nostro cuore a Dio.
Dio non è fuori di noi... E' già lì: è il nostro cuore che sta altrove!
Il raccoglimento serve anche a non insuperbire: Dio è in noi, ma noi non siamo “dio”, anzi! Il prepararci a un incontro così speciale ed esigente abbisogna non solo del nostro “rientro”, ma anche di “buona volontà” nel vegliare su noi stessi al compimento dell'incontro così glorioso e potente da liberarci dal disordine e dalla sregolatezza.
Il tempo dell’attesa e un tempo di memoria -di ricordo- e insieme di speranza.
La pace e la felicità che avvolgono il cuore vengono proprio da questo raccogliersi e stare oltre il tempo presente, evitandone la dispersione e il disordine mondano che cozza contro l’ordine stabilito da Dio secondo il fine per il quale siamo stati pensati da Lui.
Il criterio della mia vita non sono io secondo le mie voglie.
Riceviamo un'eredità che è una scuola di regole che si ricevono e che chiedono di starci.
L’ordine abbisogna di competenza, mentre il disordine no.
Il vangelo abbonda di regole:
1) crescere e abbondare nell’amore tra noi e verso gli altri, come l’ha scritta Gesù con il sangue che ha versato.
2) vivere l’amore senza il bilancino; niente calcoli, la misura dell’amore è l’amore stesso: infinito. Gesù ha fatto così.
3) l’amore così prevede anche il dolore, non l’egoismo nè la esse-pi-a: si spende anche se non è corrisposto.
4) questo amore rende saldi e irreprensibili nella santità, senza tedio, senza amarezza, senza orgoglio, superbia, potere, permalosità, prevaricazione…
5) piacere a Dio è una cosa che si impara, non che si sa: l’umile impara, il superbo crede di saperlo già e non piace a Dio, non piace agli altri e in fondo non piace nemmeno a noi stessi.
Auguriamocelo, per l’Avvento e per tutta la vita.
Prepariamoci, nel ricordo di una scuola d’amore e nell’attesa di un incontro che potrebbe promuoverci secondo una regola di vita che ci norma .
L'omelia che ci richiama a questo silenzio sapiente, ci raccoglie attorno alla povertà della grotta di Betlemme.
Le ciance della city, della chiesa esse pi a, dello spreco di unguento profumato, tradiscono innanzitutto poco amore per chi attendiamo sapendolo, con Maria e Giuseppe in quella grotta. C'è pochissimo raccoglimento, poco ordine, tanto caos e un approccio secolare alle cose, brandendo il vangelo come un manuale di istruzioni di economia.
SE non amiamo Gesù, se non adoriamo Lui, se non c'è Dio al centro è normale.
Purtroppo non è più Natale, ma l'ennesima raccolta fondi alle porte del centro commerciale.
Siamo diventati un punto vendita, cercando di commuovere con sentimenti e psicologia.
La fede cristiana è un'altra cosa: prevede il sacrificio crocifisso. Muore d'amore per Lui.

Emanuele A. ha detto...

Giusto quello che dice Diego nel post delle 14:22!
Io chiedo che siano date ai sacerdoti della Fraternità di San Pio X, loro si che hanno sacerdoti in grado di riempire le chiese! Sono convinto che nel giro di qualche anno saranno di nuovo piene.
Abbiamo bisogno di chiese, oggi per il domani.

Timore di Dio . ha detto...

Dall'altra parte del mondo ci insegnano come si deve accogliere la Santa Eucarestia. Notate come si comporta il sacerdote con chi si vuole fondere con Gesù prendendolo con le mani...
Segnalato da Dario Maria Minotta
https://www.facebook.com/ENDTIMETRUTHNEWS/posts/1953331651414959

Anonimo ha detto...

http://www.asianews.it/notizie-it/Lettera-aperta-di-cattolici-di-Datong:-Non-possiamo-tacere-sull%E2%80%99oppressione-della-nostra-fede-45578.html

Scuola Parola ha detto...

Perdonami se sono OT, ma devo assolutamente sfogarmi...sono appena tornato dalla Messa e ho dovuto sorbirmi l'omelia del parroco che affermava che il futuro è il meticciato e che chi non ci crede è perchè non ha fede....davvero, non chiedo molto, solo parole che sanno di Dio...che noia

Luisa S. ha detto...

Una Domanda: se sono "costretti" a vendere le chiese antiche perché abbandonate dai fedeli, perché spendono decine e decine di milioni per costruirne di nuove e brutte?

C'hanno da fa' ha detto...

Un nuovo partito dei cattolici? No, grazie

La bomba la sgancia Repubblica, che oggi a pagina 10 titola: «”E’ tempo di un partito dei cattolici”. Così nella Chiesa si prepara la svolta». L’articolo, firmato da Paolo Rodari, riferisce di un nuovo progetto politico – che sarebbe in fase avanzata – pronto a sbocciare con la benedizione della Cei per riorganizzare, afferma il vescovo emerito di Prato, mons. Gastone Simoni, «un rinnovato impegno dei cattolici nella politica italiana». «Noi proporremo qualcosa di nostro», specifica il prelato, «un’aggregazione che al Partito popolare di sturziana memoria faccia diretto riferimento». A suffragio dell’esplosivo annuncio, Rodari aggiunge che dalle ultime parole di monsignor Bassetti e da quelle del cardinale Parolin, segretario di Stato Vaticano, si evincerebbe che il nuovo partito cattolico è davvero nell’aria. Dunque questione, se non di giorni, al massimo di settimane.

https://giulianoguzzo.com/2018/12/02/un-nuovo-partito-dei-cattolici-no-grazie/#more-15069

Per fondare un partito e lanciare una capillare campagna elettorale servono tanti euri .

Anonimo ha detto...

È un tempo singolare il nostro.
Drammatico e splendido.
Un tempo in cui non si può sopravvivere o vivacchiare, un tempo per uomini vivi.
Un tempo in cui piangere e costruire, istante per istante, ciò che, forse, non vedremo compiersi.
Un tempo da cattedrali e monasteri.
Franca Negri

Anonimo ha detto...

La Chiesa vicina ad un santuario visitato da migliaia di pellegrini è stata chiusa dalle autorità cinesi con una motivazione a cui i fedeli non credono. Secondo AsiaNews la vera ragione è la “sinicizzazione” della fede cattolica.

irina ha detto...

PRIMO COMANDAMENTO

IO SONO IL SIGNORE DIO TUO: NON AVRAI ALTRO DIO FUORI CHE ME

Il primo comandamento ci ordina:
di essere religiosi, cioè di credere in Dio e di amarlo,
di adorarlo e servirlo come l'unico e vero Dio,
Creatore e Signore di tutto.

Il primo comandamento ci proibisce l'empietà,
la superstizione,
l'irreligiosità;
inoltre l'apostasia,
l'eresia,
il dubbio volontario e
l'ignoranza colpevole delle verità della Fede.

Empietà è rifiuto a Dio d'ogni culto.

Superstizione è il culto divino o di latria reso a Chi non è Dio,
o anche a Dio ma in modo non conveniente:
perciò l'idolatria o culto di false divinità e di creature;
il ricorso al demonio,
agli spiriti ed ad ogni mezzo sospetto per ottenere cose umanamente impossibili;
l'uso di riti sconvenienti,
vani,
o proibiti dalla Chiesa.

Irreligiosità è l'irriverenza a Dio ed alle cose divine,
come la tentazione di Dio,
il sacrilegio o profanazione di persona o di cosa sacra,
la simonia o compra e vendita in cose spirituali o connesse con le spirituali.

Gli apostati sono i battezzati che rinnegano,con atto esterno, la fede cattolica già professata.

Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata da Dio ed insegnata dalla Chiesa, per esempio i protestanti.


(Primo Comandamento, questo sconosciuto)

Fatale connubio ha detto...

Ed ecco a voi Romana Vulneratus Curia:

Caro Tosatti, su Repubblica di oggi 3 dicembre a pagina 10 c’è un simpatico articolo dove si riconosce l’alleanza teologico-intellettuale tra Repubblica e la Conferenza Episcopale Italiana di Bassetti. Praticamente dicono la stessa cosa; prima la dicevano in modo diverso, ora invece è sempre più simile. Fino a poco tempo fa i Vescovi italiani, aiutati da un suggerimento-velina della Cei, invitavano i cosiddetti fedeli a vedere negli immigrati la Famiglia di Nazareth che,in fuga da Re Erode, cerca a Betlemme un albergo o una casa o una grotta dove Maria possa dare alla luce Gesù, il Salvatore del mondo. Il “respingimento” di allora alla Sacra Famiglia è stato opportunamente paragonato dai Vescovi al nostro respingimento di oggi verso gli immigrati. Poiché nel giro di un mese sentii ben tre vescovi dire esattamente la stessa cosa, in pratica con le stesse parole, direi che l’esistenza di una velina Cei potrebbe esser quasi certa. Bene, ma che c’entra Repubblica allora? Andate a leggere l’articolo citato ”Secondo Matteo” (di Luca Bottura). Racconta fedelmente la nascita di Gesù fino alla venuta dei Re Magi nella grotta e poi conclude dicendo: ”Infine arrivò Salvini, firmò il decreto sicurezza, e li sbatté in mezzo a una strada, perché erano stranieri, a morire di freddo”. Mi son chiesto, sarà la Cei di Bassetti ad ispirare queste curiose storielle a Repubblica o sarà Repubblica a ispirare le veline della Cei? Lei che ne pensa Tosatti?

pinco ha detto...

il connubio VERAMENTE fatale

si è avuto quando è <> Per questo motivo papa Giovanni XXIII il 5 giugno 1960 aveva deciso di creare il Segretariato per la promozione della Unità dei cristiani come organo di preparazione del concilio e la questione dell'ebraismo e dei suoi rapporti con la chiesa venne affidata al suo presidente, il card.Bea>>.

Tutte le successive camarille da questo discendono.

Anonimo ha detto...

https://campariedemaistre.blogspot.com/2018/12/non-dismettono-le-chiese-ma-il.html

Certo, queste parole messe nella bocca di un pontefice fanno accapponare la pelle; ma rientrano perfettamente nella linea perseguita dalla Chiesa Cattolica “riformata”: la gente non va a Messa? Le chiese sono vuote? Al posto di arginare in ogni modo possibile il dissolvimento del cattolicesimo dal mondo contemporaneo, si preferisce esultare e giubilare di fronte a questo «segno dei tempi». Segno che impone una riflessione, ovviamente seguita dall’adattamento alla nuova situazione. E nel mentre le chiese possono essere comodamente vendute (o, per meglio dire, svendute). Perché? Perché bisogna «dare priorità al tempo», e ciò «significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce». Garbuglio linguistico che, tradotto in parole povere, significa: “ritiriamoci con ordine e dignità”.....

irina ha detto...

La grande contraddizione:
se non avessero occupato il Vaticano (grazie al Mafiaclub San Gallo ed agli scribi di sostegno), cioè 'quello spazio' con 'quel significato', NESSUNO avrebbe preso in seria considerazione MAI i loro detti e/o scritti. Pastoral-dogmatici-in-permanente-evoluzione-rivoluzionaria.

Matteo 5:17-19

17 Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. 18 In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. 19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Anonimo ha detto...

L'annuncio di mettere in vendita le chiese mi irrita moltissimo per molti motivi. Intanto la ragione addotta da Bergoglio che "non servono più perché non ci sono fedeli" denota che l'attuale chiesa è caduta nell'utilitarismo di derivazione marxista. Un tempo molte chiese e santuari, anche vasti e ricchissimi, venivano costruiti non tanto per l'utilità dei fedeli, ma per soddisfare un voto o, gratuitamente per la gloria di Dio e l'affermazione pubblica della fede. Poi la ragione dei poveri è veramente ridicola, nonché tragica. Gesù stesso dice a Giuda che i poveri ci saranno anche domani. Infatti, se i popoli coi loro governi non si convertono e non cambiano le strutture sociali di ingiustizia, il giorno dopo la prima abbuffata, ricavata dalla svendita ecclesiastica, i poveri avranno ancora fame. Senza contare che l'ingiustizia e la diseguaglianza saranno aumentate, perché solo i ricchi potranno permettersi di comprare quei beni, diventando ancora più ricchi. Esattamente come avvenne dopo la campagna napoleonica e la svendita all'asta degli enti ecclesiastici soppressi: i poveri ancora più poveri. Ma questa chiesa postconciliare non vuole convertire i popoli e considera un'esplicita sciocchezza il proselitismo: firmando la propria autodistruzione. Sono pieno di sdegno anche al pensiero che saranno svendute e profanate pure quelle chiese legate alla mia infanzia, che furono oggetto di cura amorevole, di spese cospicue, di onesti sacrifici dei miei genitori, dei miei antenati e di tanti miei amici e conoscenti. Ulteriore conseguenza di ciò: la gente schifata smetterà di versare l'8 x mille e ogni altra offerta; un vero boomerang. Sono ulteriormente sdegnato al pensiero che l'amore ai poveri e ad altre categorie di sventurati è solo un pretesto massimamente ipocrita per realizzare quel denaro di cui le diocesi e il Vaticano hanno urgente fame per coprire i debiti di folli investimenti, risarcire ricatti e scandali e altro ancora di idolatrico.
Per mettere al sicuro le chiese e i conventi che al momento non ci si può permettere più di mantenere, senza ipotecare il futuro e compiendo un atto di fede nella divina Provvidenza, non c'è assolutamente bisogno di vendere. Basta cedere questi beni in comodato gratuito o semigratuito per 50 anni rinnovabili, mantenendo la proprietà nuda e sollevandosi dall'obbligo di manutenzione. Semplice: no? La scusa dei poveri è una povera foglia di fico.
TEOFILATTO

La maledizione di Montecitorio ha detto...

[...]Ma c’è una maledizione aggiuntiva che coglie ormai gli ultimi presidenti: contraggono una malattia che definirei delirio di onnipresidenza, variante istituzionale del delirio di onnipotenza. E cominciano a sclerare, a sconfinare da una presidenza della Camera a una presidenza del consiglio fino a sfiorare la presidenza della repubblica, si buttano tutti regolarmente a sinistra della sinistra, ricevendo il plauso d’incoraggiamento dei Grossi Giornali che è sempre un viatico di malaugurio. E dopo la parabola di gloria e cotillons affondano.

Per restare agli ultimi, fu così per Fini, fu così per la Boldrini, è così per Fico. Si credono investiti da chissà quale carisma speciale, si sentono al di sopra delle parti, e si mettono a fare politica in proprio e a punzecchiare chi governa, anche se è del suo stesso versante, lo ha mandato alla Camera e lo ha eletto alla Presidenza. Di Fico c’è poco da dire e non solo perché è da poco presidente, ma perché poco è l’eufemismo che ci viene di usare a suo proposito, per non dire il Nulla. Ma in quel poco-niente che ha dimostrato, si è già rivelato quel che è: la caricatura grottesca del vecchio sinistrismo; eco-pacifista, tardo-antifascista, filo-migranti, fico-permissivo. Insomma un vecchio petardo del ’68 rimasto inesploso, come le mine della guerra mondiale. Ma l’effetto della sua esplosione non è niente di drammatico, produce solo un po’ di rintontimento, come si può ben vedere. Se penso che il primo presidente della Camera quando il Parlamento era ancora a Torino e non era ancora Stato italiano, fu Vincenzo Gioberti, gran filosofo, grande spirito risorgimentale e grande cattolico, poi vedo Fico e capisco che Darwin va letto a rovescio… Nel senso dell’involuzione della specie, naturalmente, non dell’avvento delle scimmie.[...]
Marcello Veneziani

Anonimo ha detto...

Ad uso dei vescovi, di papa Bergoglio e di Repubblica si rende noto che esiste un libro intitolato "I Vangeli" da cui si può apprendere che - diversamente da quanto si sente ripetere - Maria e Giuseppe non si recarono a Betlemme come migranti/profughi, ma come bravi cittadini per il censimento, in quanto Betlemme non era una terra straniera, ma era la terra natia, la patria di Giuseppe. Il loro ricovero improvvisato fu dovuto alle condizioni di partoriente di Maria che non poteva stare in un albergo collettivo (vedi "Vita di Gesù" del Ricciotti). A Betlemme dunque vissero. Molti mesi dopo dovettero fuggire in Egitto a causa della persecuzione religiosa e politica di Erode (come i cristiani perseguitati oggi ignorati dai clerico-progressisti). In Egitto Giuseppe faceva il suo lavoro (non c'era una migrazione di massa con campi e sussidi pubblici) e finita quella persecuzione di alcuni mesi la Sacra Famiglia se ne ritornò a casa propria dove visse sempre. ( A. Socci)

Anonimo ha detto...

Non sono gli scandali ecclesiali ad allontanare i giovani ( ma anche gli adulti), ma la mancanza di educatori che sappiano testimoniare perché ogni giorno scelgono di appartenere a Dio e non al mondo.

irina ha detto...

E'la mancanza di Fede. Quando non ti attacchi alla Croce, ti attacchi...ad altro.

Aloisius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Aloisius ha detto...

Sempre peggio, sempre più grave e sempre più evidente la grande apostasia dei vertici del clero.
Una conferma di come vadano presi con grande serietà i messaggi della Madonna, soprattutto a Fatima.

Per chiudere e svendere le chiese bisogna aver perso anche l'ultima briciola di fede e di amore per per il Signore Gesù, che in quelle chiese si e' fatto, e si fa, Corpo e Sangue, sacrificio d'amore divino.

Per chi ama il Signore e' semplicemente inconcepibile, soprattutto se si considerano i soldi e i beni immobili che ha il Vaticano, tanto che non e' riuscito nemmeno a censirli tutti.
Ha molta più sensibilità umana e religiosa un bravo pensatore laico come Veneziani, che leggo sempre volentieri.

Certo, chiudere le chiese vuote e' la soluzione più facile, perche' non devono fare l'esame di coscienza sui motivi dello svuotamento di fedeli.
Non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello il fatto che la loro guida pastorale sia sbagliata.

Piuttosto e' sbagliato il Vangelo, anacronistico e non adeguato ai tempi, loro hanno sempre ragione, gonfi di superbia e senza fede.
Senza registratore c'è la parola loro contro quella dei millenni precedenti.

Chi perde la fede, tradisce come tradi' Giuda l'Iscariota, che perse la fede.

Ormai e' chiaro che ragionano secondo Satana e non secondo Dio.

Anonimo ha detto...

Leggete cosa dicono questi. Mic dovresti parlarne.
https://it.aleteia.org/2018/12/03/fare-la-comunione-se-non-condivido-pensiero-del-papa/

Anonimo ha detto...

Molti sono gli effetti del venir meno delle fondamenta di una sana dottrina cattolica che non sono tanto una somma di precetti o obblighi, quanto piuttosto quel "bagaglio" per l'apertura dell'anima all'infinito e la conseguente salvezza della propria anima.
Deriva abominevole di questo è l'essere arrivati a pensare che nel salvare gli altri io salvo me stesso. La strada insegnata da Cristo stesso è l'esatto opposto: nel salvare me stesso io salvo gli altri. Che non è una chiusura egoista in se stessi, ma il compimento del disegno di Dio su ciascuno; compimento da cui scaturiscono grazie e beni per gli altri.
Il dramma è che tanta parte dei cattolici, per cause culturali e storiche ben individuabili, sono intrisi del primo modello.

Aloisius ha detto...

Ciliegina sulla torta avvelenata che ci vogliono far mangiare.

Il giornale La Verità (l'unico a dare notizia e trattare temi in difesa del cristianesimo) riporta che un altro prete Iscariota, tale don Luca Favarin, ha detto che quest'anno non farà il presepe nella sua parrocchia per protesta contro il decreto sicurezza in favore degli immigrati.

https://www.laverita.info/un-prete-che-cancella-il-presepe-puo-ancora-essere-chiamato-prete-2622292006.html

Bergoglio e il suo vescovo, se non lo premieranno, di certo non interverranno, appoggiandolo con il metodo ambiguo e viscido insegnato dall'eresia modernista.

Sono segnali apocalittici, comunque di un tempo veramente cruciale, in cui siamo chiamati a resistere diventando più cristiani possibile.

Preghiera, Rosario, penitenza, pratiche religiose, testimonianza e denuncia, ognuno come può e sa, con rispetto ma con lo spirito dei martiri, perche' questi traditori senza fede ci perseguiteranno.

Da ricordare, sempre ha detto...

1971 il grande don Divo Barsotti, predicando gli esercizi spirituali a Paolo VI, spiegò:
“La Chiesa è l’unità nel tempo. Guai se rompiamo il legame che ci unisce alla Chiesa di sempre. Non posso riconoscere la Chiesa di oggi se questa non è la Chiesa del Concilio di Trento, se non è la Chiesa di san Francesco e di Tommaso, di Bernardo e di Agostino. Io non so che farmene di una Chiesa che nasca oggi. Se si rompe l’unità, la Chiesa è già morta. La Chiesa vive soltanto se, senza soluzione di continuità, io sono nella Chiesa uno con gli Apostoli per essere uno con Cristo”.
“Dobbiamo vivere della tradizione, sentirci fratelli e discepoli non solo di Dio, ma di un Dio che si comunica a noi attraverso i Padri, e i Padri sono, nell’ininterrotta successione dell’episcopato, del sacerdozio ministeriale, Basilio e Giovanni, Agostino e Gregorio, Bernardo e Tommaso fino ad Alfonso, a Newman, a Rosmini, a Pio XII; sono oggi i Vescovi del Concilio e, primo fra tutti, il Papa. Ma sono anche i Santi di tutte le epoche, di tutti i paesi. Nei confronti di tutti, io sono un figlio che riceve la vita. Non si vive nella Chiesa l’amore se si esclude questo rapporto, non soltanto di fraternità, ma di filiazione“.

Anonimo ha detto...

Fico e Martina fanno leggere Darwin a rovescio...verissimo.