sabato 1 dicembre 2018

Miracolo eucaristico di Sokólka: l’ostia è tessuto cardiaco di una persona in agonia!

Le analisi di laboratorio confermano che la struttura della fibra del muscolo cardiaco e quella del pane erano legate in un modo impossibile per ingerenza umana 
Tutti i giorni, su tutti gli altari del mondo, si verifica il più grande miracolo che sia possibile: la trasformazione del pane e del vino nel vero Corpo e Sangue di Gesù Cristo.
Quando riceviamo la Comunione possiamo toccarlo solo per fede, perché ai nostri sensi è offerta solo la forma del pane e del vino fisicamente inalterata dalla consacrazione.
Cosa offre allora alla nostra fede l’evento eucaristico di Sokólka, in Polonia? Tutto è avvenuto domenica 12 ottobre 2008, subito dopo la beatificazione del servo di Dio padre Michele Sopocko.

Nella Santa Messa celebrata alle 8.30 nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Sokólka, un’ostia consacrata è caduta dalle mani di uno dei sacerdoti accanto all’altare durante la distribuzione della Comunione.
Il sacerdote ha interrotto la distribuzione, ha raccolto l’ostia e, in base alle norme liturgiche, l’ha collocata nel vasculum, un piccolo recipiente contenente acqua che in genere si trova accanto al tabernacolo e serve perché il sacerdote possa lavarsi le dita dopo la distribuzione della Comunione. L’ostia avrebbe dovuto dissolversi in quel recipiente.

Suor Julia Dubowska, delle congregazione delle Suore Eucaristiche, era in servizio in parrocchia come sagrestana. Alla fine della Messa, su richiesta del parroco, padre Stanisław Gniedziejko, ha versato il contenuto del vasculum in un altro recipiente, sapendo che ci sarebbe voluto un po’ di tempo perché l’ostia consacrata si dissolvesse, e ha collocato l’altro recipiente nella cassaforte della sagrestia della parrocchia, della quale solo lei e il parroco avevano le chiavi.

Una settimana dopo, il 19 ottobre, domenica dedicata alle Missioni, suor Julia, interpellata dal parroco sullo stato dell’ostia, è andata a verificare nella cassaforte. Aprendo la porta ha sentito un aroma delicato di pane azzimo. Quando ha aperto il recipiente ha visto l’acqua pulita con l’ostia che si stava dissolvendo, e in mezzo ad essa una macchia arcuata rosso intenso, che ricordava un coagulo di sangue. L’acqua era rimasta trasparente.

La suora ha informato immediatamente il sacerdote, che ha portato sul posto i presbiteri locali e il missionario padre Ryszard Górowski. Tutti sono rimasti attoniti per quello che hanno visto.

Hanno mantenuto discrezione e prudenza, ben consapevoli dell’importanza del fatto, visto che si trattava di pane consacrato che, per il potere delle parole di Cristo nel cenacolo, è davvero il Suo Corpo. Dal punto di vista umano è stato difficile definire se la forma alterata del frammento di ostia fosse il risultato di una reazione organica, chimica o di altro tipo.

È stato subito informato l’arcivescovo metropolita di Białystok, monsignor Edward Ozorowski, che si è recato a Sokólka insieme al cancelliere di curia, ai sacerdoti prelati e ad alcuni esperti. Tutti sono rimasti profondamente commossi da quanto hanno constatato, e l’arcivescovo ha ordinato di proteggere l’ostia, aspettare e osservare cosa sarebbe accaduto.

Il 29 ottobre il recipiente con l’ostia è stato trasportato nella cappella della Divina Misericordia, nella casa parrocchiale, e collocato nel tabernacolo. Il giorno dopo, per decisione dell’arcivescovo, l’ostia con la macchia visibile è stata tolta dall’acqua e collocata in un piccolo corporale e poi nel tabernacolo. In questo modo l’ostia è stata conservata per tre anni, fino ad essere portata solennemente in chiesa il 2 ottobre 2011. Durante il primo anno è stata custodita in segreto. È stato un periodo di riflessione sul da farsi, visto che si trattava di un segno di Dio che bisognava interpretare.

Fino a metà del gennaio 2009 il frammento di ostia alterata si è seccato in modo naturale ed è rimasto come coagulo di sangue. Da allora non ha mutato il suo aspetto.
Nel gennaio 2009 l’arcivescovo ha ordinato delle analisi pato-morfologiche dell’ostia, e il 30 marzo ha istituito una commissione ecclesiale per analizzare il fenomeno.

Il frammento raccolto di ostia in forma alterata è stato analizzato dalla professoressa Maria Sobaniec-Lotowska e dal professor Stanisław Sulkowski in modo indipendente l’uno dall’altra, per ottenere risultati della massima credibilità. Entrambi sono esperti di pato-morfologia della Facoltà di Medicina dell’Università di Białystok. Le analisi sono state realizzate nell’Istituto di Pato-Morfologia della stessa università. Il lavoro dei due esperti si è basato sulle norme degli scienziati per analizzare ogni problema scientifico secondo le direttive del Comitato di Etica della Scienza dell’Accademia delle Scienze Polacche. Le analisi sono state descritte e fotografate in modo esaustivo, e la documentazione completa è stata consegnata alla Curia Metropolitana di Białystok.

Quando sono stati raccolti i campioni per l’analisi, la parte non dissolta dell’ostia consacrata era già incorporata nel tessuto, ma la struttura di sangue scuro del frammento di ostia non ha perso nulla della sua chiarezza. Il frammento era secco e fragile, intimamente legato alla parte restante dell’ostia in forma di pane. Il campione raccolto è stato sufficiente a svolgere tutte le analisi indispensabili.

I risultati di entrambe le analisi indipendenti si sono sovrapposti completamente, e hanno concluso che la struttura del frammento di ostia analizzato è identica a quella del tessuto del muscolo cardiaco di una persona viva ma in stato di agonia. In base alle dichiarazioni della professoressa Sobaniec-Lotowska, la struttura della fibra del muscolo cardiaco e quella del pane erano legate in modo molto stretto, impossibile da realizzare per ingerenza umana.

Le analisi svolte hanno provato che non sono state aggiunte altre sostanze all’ostia consacrata, ma che il suo frammento ha assunto la forma del tessuto del muscolo cardiaco di una persona in stato di agonia. Questo tipo di fenomeno non è spiegabile in base alle scienze naturali. L’insegnamento della Chiesa ci dice che l’ostia è il Corpo di Cristo, per il potere delle parole che ha proferito durante l’Ultima Cena.

Il risultato delle analisi pato-morfologiche del 21 gennaio 2009 è stato incluso nel protocollo consegnato alla Curia Metropolitana di Białystok, che nel suo comunicato ufficiale ha affermato che “l’evento di Sokólka non si oppone alla fede della Chiesa, ma la conferma. La Chiesa professa che dopo le parole della consacrazione, per il potere dello Spirito Santo, il pane si trasforma nel Corpo di Cristo e il vino nel Suo Sangue. Oltre a questo, si tratta di un appello affinché i ministri dell’Eucaristia distribuiscano il Corpo del Signore con fede e cura e i fedeli Lo ricevano con adorazione”. - [Fonte]

30 commenti:

mary grimaldi ha detto...

Off topic, il papa e le chiese vuote da dare ai poveri https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_chiese_vuote_vendiamole_poveri-4140920.html

tralcio ha detto...

Dopo numerosi miracoli eucaristici scientificamente attestati, si vede accostare il Santissimo Sacramento ritenendolo al più simbolo (spesso nemmeno quello) e in modo indifferente alla Presenza Reale di Nostro Signore. La deriva liturgica dissacrante va in quella direzione.

Il pane è il Suo Sacro Cuore allo stremo, offerto in sacrificio, flagellato e crocifisso.
Il vino è il Suo Preziosissimo Sangue versato "per i molti che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello".

Signore Gesù, Ti chiedo la grazia di adorarti nel Santissimo Sacramento e di riparare ai sacrilegi, agli oltraggi e all'indifferenza con cui vieni ancora offeso mentre ci salvi.
Signore Gesù, Ti prego di darmi l'umiltà di perseverare e di non preoccuparmi troppo di quello che combinano gli altri, ma di temere soprattutto di poterti offendere io stesso.

PS Leggo che i mercanti il tempio (in attesa di comperarlo in saldo) lo affittano dalla diocesi nottetempo, riconsegnandolo al mattino come se non fosse successo nulla: dopo la doppia vita di molti consacrati dovremo abituarci a quella dei "luoghi sacri"?

http://www.lanuovabq.it/it/duomo-nel-palinsesto-serale-il-volo-canta-per-la-banca

Anonimo ha detto...

"Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: «Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me." Gv 11, 3-8

Laudetur Jesus Christus! ha detto...

Tantum ergo Sacramentum:
https://youtu.be/esNb4FlSCW0

Bah ! ha detto...

Ho assistito a questo episodio :
Comunione in piedi in fila indiana "a passo di carica come in caserma ", ostinazione di alcune persone a ricevere l'Ostia consacrata sulla mano assecondata dai Sacerdoti ( e qui gia' si evince per chi ci sia piu' rispetto ) . Quel giorno il fedele uomo si sposta rapidamente e l'Ostia consacrata plana sul pavimento .

Risoluzione del fedele : Il fedele si china a raccogliere l'Ostia ci soffia sopra come a togliere la polvere , la assume e torna al suo posto.
Risoluzione del Sacerdote : Non si e' interrotto , non si e' spostato dalla sua mattonella , ha continuato a distribuire Comunioni come se non fosse successo niente , ha sorriso al fedele e ultimato quelli in fila .
Tutto cio' e' corretto ? Quali sono le norme ( se ci sono) che regolano tale disgraziato evento ?
Da ultimo : nonostante la distribuzione sulla mano sia un "indulto" , tanto e' piaciuto ai Sacerdoti che e' stato adottato come prassi senza piattino e senza niente altro .
Della serie :"e facimm'ampress…" ?!?

Anonimo ha detto...

Veramente interessante questo fatto, anche per la scrupolosa procedura seguita dalla suora, dai presbìteri e dal metropolita del luogo. Tuttavia permettetemi di manifestare la mia perplessità, pur senza volere escludere, in linea di principio, la possibilità del miracolo.
Infatti, se in base alle risultanze scientifiche, si proclamasse il miracolo, ne conseguirebbe, in via secondaria, ma molto importante oggi per la Chiesa, che la nuova messa (Novus Ordo) è valida ed efficace tanto quella antica (Vetus Ordo) che produsse il miracolo di Lanciano e tanti altri. Tante volte sono stati avanzati da più voci dubbi fondati non solo sulla liceità, ma anche sulla validità dei sacramenti riformati, soprattutto in quelle lingue in cui, per difetto di traduzione, come in italiano, la formula consacratoria è stata alterata e di molto. Es.: E' tradotto: "Questo è il mio sangue, versato.." anziché "Questo è il mio sangue che sarà versato...", per non parlare delle restanti parole. Non so se la traduzione polacca e quella spagnola (afferente al presunto miracolo eucaristico affine di Buenos Aires) siano rimaste fedeli all'originale a garanzia della validità ( bisognerebbe informarsi, perché è un problema non indifferente), ma certamente un miracolo di questo genere, se approvato, andrebbe a tutto vantaggio della riforma conciliare e quindi del Concilio stesso e dei papi che l'hanno promosso e lo hanno seguito. Non so se ciò corrisponda effettivamente al cuore di Dio, ma, tenendo presente che anche il diavolo è capacissimo di compiere prodigi per ingannare i fedeli, certamente il diavolo godrebbe immensamente di vedere così accreditata la nefasta riforma liturgica. Cui prodest? E' la domanda che con sana prudenza ci dobbiamo porre.
TEOFILATTO

Anonimo ha detto...

DALLA BOCCA DEI BAMBINI TRAESTI LA TUA LODE
(Ps. 8, 4)

https://www.105.net/news/tutto-news/254424/nome-di-gesu-cancellato-dalla-recita-unalunna-si-ribella-e-vince.html

Anonimo ha detto...

In Polonia si usa correttamente la traduzione "za was i za wielu" (per voi e per molti). Non esiste la possibilità di ricevere la Comunione sulla mano e le donne non possono servire all'altare.
So per esperienza riferita.

Stephen Neville ha detto...

@Teofilatto: Interessante obiezione – o, per meglio definirla, perplessità. Per quanto riguarda la possibilità di un intervento diabolico, se è certo che il diavolo è capace persino di travestirsi da angelo di luce o da Nostro Signore, ben diverso – credo – è il caso in cui piuttosto che “travestirsi” dovrebbe *agire sul Corpo del Signore*, atto che sarebbe per lui – immagino – quel che rappresenterebbe per me il cercare di manipolare un metallo alla temperatura di fusione.

Per quanto riguarda la questione di Novus e Vetus Ordo e della traduzione della formula della consacrazione, è invece qualcosa che fa molto pensare e bisognerebbe in effetti indagare cosa recitano le formule N.O. in spagnolo e in polacco.

Per quanto mi risulta, la formula della consacrazione in spagnolo è stata corretta nel 2012 da Papa Benedetto XVI e recita quanto segue:

TOMAD Y BEBED TODOS DE ÉL, PORQUE ÉSTE ES EL CÁLIZ DE MI SANGRE, SANGRE DE LA ALIANZA NUEVA Y ETERNA, QUE *SERÁ DERRAMADA* POR VOSOTROS Y *POR MUCHOS* PARA EL PERDÓN DE LOS PECADOS. HACED ESTO EN CONMEMORACIÓN MÍA.

(Tra asterischi i cambiamenti fondamentali.)

Qui in Spagna partecipo solo alla messa V.O. e quindi non saprei dire se la formula sia stata effettivamente e uniformemente implementata, a maggior ragione in Argentina. Ma la correzione è stata fatta.

Rimane da esaminare il caso polacco e chissà che – qualora anche in tale idioma la formula rispetti almeno l’originale in latino – questo commovente miracolo (se dovesse confermarsi tale) non voglia mettere l’accento *anche* su questo punto.

Anonimo ha detto...

https://www.aldomariavalli.it/2018/12/01/quando-il-vescovo-morlino-difendeva-la-bellezza-nella-liturgia/

irina ha detto...

Credo che Teofilatto abbia ragione; in particolare là dove scrive: "... anche il diavolo è capacissimo di compiere prodigi per ingannare i fedeli,...".
E' l'intero rito chiamato in discussione, in fondo, quindi la stessa Fede. Può essere una voragine alla quale è opportuno dare uno sguardo. Non solo per la nostra Fede, cioè per i vivi ma, anche per la reale condizione dei defunti e i defunti da poco, quelli cioè che potrebbero non trovare o non aver trovato subito la strada.

mic ha detto...

Teofilatto,
La formula Consacratoria ha subito il cambiamento che ho più volte evidenziato; ma non è sovvertita nelle parole essenziali. Queste, se pronunciate da un Sacerdote che ha l'intenzione di fare ciò che è proprio della Chiesa per mandato divino, sono le parole del divin Verbo, da Lui consegnate e pronunciate in perdona Christi. E dunque si può immaginare che esse non realizzino ciò che significano, fosse pure nel NO? Certo la manomissione è pur sempre abominevole, e ha dei vizi più volte evidenziati... ma ciò che ho appena espresso resta.

viandante ha detto...

@Teofilatto

La grande obiezione rimane: come può Dio Onnipotente operare miracoli nel quadro del NOM, chiaramente progettato dai suoi creatori per avvelenare gradualmente la fede dei cattolici e distruggere così la Chiesa cattolica? La risposta deve essere che Dio non sta primariamente autenticando il NOM, ma sta mantenendo la sua validità per non abbandonare una massa di fedeli cattolici che ancora assistono al NOM con relativa innocenza e ignoranza del veleno, e quindi Egli sta principalmente avvertendo pecore e pastori perché ricordino che Egli è presente sotto le apparenze del pane e del vino. Quando si ricorda la dottrina cattolica in base alla quale il NOM può essere valido; quando ci si richiama a San Paolo che dice che chiunque partecipa indegnamente alla Santa Eucaristia è “reo del Corpo e del Sangue del Signore” (I Cor. XI, 27-39); e quando si vede quanto sia diffusa nella Neochiesa la mancanza di rispetto per la Presenza Reale, allora si capisce immediatamente quanto possa essere necessario per la salvezza di molte anime un avvertimento come il miracolo di Sokulka. Mons. Williamson

Articolo intero: http://www.unavox.it/Documenti/Doc1108_Williamson_9.12.2017.html

Dierre ha detto...



Si potrà discutere finché si vuole sulla ricchezza del Vetus Ordo e sul fatto che in tante situazioni insieme all'acqua sporca si sia rischiato di gettare via anche il bambino, tuttavia pensare che Dio, che nella sua infinita misericordia ha redento e salvato il mondo, sia 'schiavo' della forma in cui il sacramento viene celebrato, è qualcosa di spaventoso. Quasi che la forma sia una sorta di 'formula magica' che permetta l'incantesimo. Non si dimentichi che il Novus Ordo ha comunque l'avallo della Chiesa, cui è stato dato il potere di sciogliere e legare. Poi, con molta umiltà, mi permetterei di ricordare ai (buoni) fondamentalisti che il Vetus Ordo risale comunque al XVI secolo. Forse che prima (con la molteplicità di riti) la transustanziazione non avvenisse? Mi affascina l'antica liturgia. Ma mai ho pensato di essere stato ordinato invalidamente, tantomeno che l'Eucaristia che celebrò da quasi 20 anni sia inefficace. Forse che coloro i quali celebrano con la forma straordinaria siano stati ordinati da San Pio V?

irina ha detto...

https://www.aldomariavalli.it/2018/12/01/quando-il-vescovo-morlino-difendeva-la-bellezza-nella-liturgia/

E' nostro dovere non dimenticare i Pastori agli arresti cardiaci per sempre. Quelli che hanno testimoniato, che hanno parlato, che sono stati presenti, vicini alle loro pecore e a tutte quelle a cui è stata concessa la Grazia di ascoltarli.

Anonimo ha detto...

@viandante
Lo stesso Mons. Williamson tuttavia ha spesso posto il dubbio sulla validità di TUTTI i sacramenti riformati di recente e non solo dell'Eucaristia, in modo particolare dei riti dell'Ordine sacro, origine e causa dell'Eucaristia, per cui saremmo daccapo: se l'Ordine sacro dopo il 1968 fosse invalido, gli ordinati successivamente consacrerebbero un bel nulla. Williamson cade spesso in simili contraddizioni.
TEOFILATTO

mic ha detto...

Lo stesso mons Williamson si è lasciato interrogare dai miracoli eucaristici recenti...

Anonimo ha detto...

A DIERRE. Il suo commento di sacerdote stupisce, la forma con la materia e l'intenzione sono indispensabili al sacramento, o c'è sacramento o non c'è. Dio non è obbligato ai nostri limiti, ma il sacerdote è obbligato a rispettare i 3 requisiti, pena nullità. Il sacerdote NON è Dio. La superbia sta nel pensare di farne a meno e magicamente consacrare solo volendolo. Poi grazie a Paolo VI si sono avute modifiche in tutti i sacramenti….ed anche nella consacrazione episcopale, che alcuni dicono pure nulla. Senza vescovi nessun prete. In questo caso i nuovi non sarebbero sacerdoti per la nulla formula di un Ippolito….. che neppure si sa chi sia. Le linee valide andrebbero investigate perché gli anglicani non hanno conservato l'ordine e neppure Lutero e gli altri eretici. Noi ormai siam ridotti peggio di loro. Il problema è rilevante e da chiarire: è apparenza o è sacramento? Inoltre non è la Chiesa questa, perché predica un vangelo diverso, e quindi x san Paolo è anatema, separata, nulla. Quindi le decisioni degli antipapi non conta. Il VO risale al XVI secolo? Questo mi risulta falso, la sostanza risale agli Apostoli (i 12 ) ed è stata poi codificata, ma nulla di nuovo come dice lei.

viandante ha detto...

@Teofilatto

Capisco la difficoltà che si può incontrare in simili situazioni, ma, ed è quel che mons. Williamson sostiene, se vi é fondata ragionevolezza sull'accaduto, dobbiamo saperci aprire all'onnipotente e cercare di capire cosa ci vuole dire.
Da una genealogia che presentava anche personaggi non sempre brillanti è nato Gesù.
Da peccatori incalliti, la grazia di Dio ha saputo offrirci esempi di grandi santi.
Da un acerrimo persecutore della Chiesa, Dio ha tratto l'apostolo delle genti.
Da un rito calpestato, ma non neutralizzato, Dio sa ancora donare la sua grazia.

Se avviene un miracolo eucaristico è ovvio che la consacrazione è valida. Intuisco le possibili obiezioni, ma è più facile constatare il miracolo o la validità del sacramento? Non sempre la risposta è scontata ed è quello che indirettamente sostiene Mons. Williamson.

Non mi stupirebbe se in particolari circostanze fossero già avvenuti miracoli eucaristici, ad esempio in certi ambiti ortodossi. Anche quelle consacrazioni sono valide...
Il miracolo è normalmente e anzitutto un richiamo a Dio e al suo sacrificio salvifico, al suo Amore per noi, alla sua misericordia.

mic ha detto...

Poi, con molta umiltà, mi permetterei di ricordare ai (buoni) fondamentalisti che il Vetus Ordo risale comunque al XVI secolo. Forse che prima (con la molteplicità di riti)

Questo Anonimo si presenta come sacerdote ma inanella una serie di inesattezze frutto di superficialità se non di ignoranza.

Certo che Dio non è schiavo di formule né il culto può esser confuso con qualcosa di magico... Tuttavia la mirabile "forma" del Rito Antico (che non è un insieme di formule ma un "ordo" ben concatenato di una ricchezza inestimabile) non risale al XVI secolo, ma all'età apostolica (il Canone è attribuito allo stesso san Pietro).
San Pio V non ha fatto altro che snellire il rito romano diffondendolo in tutto il mondo, lasciando in piedi solo i riti più antichi di 200 anni.
E a Dio appartiene lo "ius divinum" ad un culto adeguato, mentre da cinquant’anni la Chiesa orante viene costretta dai suoi più alti Pastori a celebrare con meno dogmaticità, ossia, con meno garanzie di fedeltà alle verità rivelate, come rilevarono a Paolo VI (purtroppo senza esito) i cardinali Bacci e Ottaviani.
Leggendo il loro esame critico già potrà colmare molte lacune...
http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/p/breve-esame-critico-del-novus-ordo-miss.html

Io ci ho scritto un libro... per ora mon riesco a dire di più.

Con alcune parole chiave nel motore di ricerca può trovare una marea di articoli sulla liturgia vecchia e nuova.

mic ha detto...

Da un rito calpestato, ma non neutralizzato, Dio sa ancora donare la sua grazia.

È questo il punto, io credo. Nonostante l'evidente diminutio, e i rischi di protestantizzazione che porta con sè, è per questo che, quando non posso avere l'optimum del VO, vado a incontrare adorare e ricevere il Signore al NO in una parrocchia tra le più sane che io conosca

mic ha detto...

Il problema si pone in tutta la sua gravità qualora dovessero diffondersi riti sincretistici e le formule consacratorie imbastardite: l'abominio della desolazione...

Marisa ha detto...

"Sappi, o cristiano, che si merita di più ascoltando devotamente una S. Messa che col distribuire ai poveri le proprie sostanze e col girare pellegrinando tutta la terra".
(S. Bernardo)

irina ha detto...

Se questa ipotesi, che gli arresti cardiaci potrebbero essere indotti e vanno aumentando, ha qualche riscontro nella realtà potrebbe avere anche una valenza intimidatoria verso chi ha compreso o è sulla strada del comprendere.
Nello specifico per quanto riguarda la morte improvvisa del Vescovo Robert Morlino non solo potrebbe essere letta come avviso mafioso per il Vescovo Viganò ma, anche per ogni vescovo convenuto all'assemblea di Baltimora.

Col VO non sarebbe stato possibile ha detto...

La sobrietà e la sacralità del VO non lo avrebbero permesso.

Questa "Messa" celebrata (squallidamente e in un luogo squallido) da p. Maggi costituisce un' istantanea del rinco-babbionismo del pecorume "cattolico" fatto di cantanti giovinastre pacifiste-evangelico-no global e di signore e signori attempati che, pendenti dalle labbra dell'incantatore di serpenti, si fanno prendere per il culo e svaligiare della propria fede, con "gioia" e col "sorriso sulle labbra", del tutto privi del minimo sensum fidei e del minimo senso critico tanto che non ci sarebbe da meravigliarsi che passino da citare con indifferente enfasi p. Pio a p. Maggi. Mentre lui, nell'omelia, con beffarda non chalance, distrugge completamente il carattere sacrificale (minuto 3'-5'30) della Messa (trasformata in uno show costante nel quale esibire la propria oratoria), e con questa tutti i dogmi del cattolicesimo, guardate con quale "gaiezza" questi rincoglioniti si congedano dal "rito" edificati dall'ascolto dell'imbonitore (dal minuto 29).
https://m.youtube.com/watch?feature=share&v=73tfsmpj9vE

Anonimo ha detto...

Il fedele cristiano cattolico oggi si chiede cosa deve fare, cosa deve pensare, a cosa deve credere.

La risposta è una sola: occorre rimanere fedeli alla dottrina cattolica, bisogna rimanere fedeli alla Cattedra di San Pietro, bisogna continuare a credere in Gesù Cristo e alla sua presenza come corpo e sangue nel pane e nel vino.

Ecco perché inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento, presenza viva di Gesù Cristo, ecco perché non accettare che vengano cambiate le parole nella consacrazione del pane e del vino. Ma non solo. Occorre rispettare la Madre Santissima del Salvatore. Lei che è la Madre di tutti i figli del Padre, Lei che schiaccia la testa del serpente, Lei che è la Regina degli Angeli e dei Santi deve essere rispettata e non considerata una donna qualunque.
....
http://www.samuelcolombo.it/stateofplay/bergoglio-vuole-distruggere-la-figura-di-gesu-e-quella-della-vergine-maria-e-giunta-lora-dello-schieramento/

viandante ha detto...

@ Mic, sempre mons. Williamson a propopsito di NO Missae

Dire, sei mesi fa, che un sacerdote non è tenuto in ogni caso a vietare ad un cattolico di partecipare alla Nuova Messa (NOM), non aveva lo scopo, ovviamente, di affermare che sia del tutto giusto assistere al NOM. Il rito del NOM è, di per sé, l'atto di culto centrale della falsa religione omocentrica del Concilio Vaticano II, da cui esso scaturì nel 1969. In effetti l’obbligo di stare lontano dal NOM è proporzionale alla conoscenza che si ha di quanto esso sia erroneo. Quasi inavvertitamente, esso ha enormemente contribuito a far perdere la fede ad innumerevoli cattolici.

E ancora:

Tuttavia, data la debolezza della natura umana e quindi il rischio di incoraggiare i cattolici a seguire la nuova facile religione, perché parlare a favore del suo centrale rito di culto, che equivale a parlare a favore di ogni caratteristica della neo-Chiesa? Per almeno due ragioni. In secondo luogo, per scongiurare il potenziale farisaico disprezzo di eventuali credenti al di fuori del movimento tradizionale, e in primo luogo per scongiurare ciò che sta finendo con l’essere chiamato “ecclesiavacantismo”, e cioè l’idea che la neo-Chiesa non abbia in sé più niente di cattolico. In teoria, la neo-Chiesa è puro marciume, ma in pratica tale marciume non potrebbe esistere senza qualcosa che non sia ancora decomposto al punto da essere marcio. Ogni parassita ha bisogno di un ospite. Peraltro, se questo particolare ospite, la vera Chiesa, fosse del tutto scomparsa, non ne deriverebbe che le porte dell’Inferno avrebbero prevalso contro di essa? Cosa impossibile (Mt. XVI, 18).

Tratti da: http://www.unavox.it/Documenti/Doc0901_Williamson_23.01.2016.html

Scusatemi queste citazioni di Mons. Williamson, ma è uno tra i pochi, secondo me, che ha il coraggio di affrontare questi temi apertamente e concretamente.

Anonimo ha detto...


Il rito OV non risale al XV secolo, è anteriore di molti secoli

Lo ha giustamente ricordato Mic. Siccome tale Messa viene chiamata "tridentina" molti erroneamente ritengono che sia "nata" in conseguenza del Concilio di Trento. Quel Concilio diede la direttiva di metter ordine nel caos liturgico che si era creato per colpa dello scisma protestante, caos in parte preesistente o meglio una certa pluralità nei riti, alcuni dei quali meno sicuri dal punto di vista dottrinale. I francescani avevano diffuso in particolare il rito Romano Antico, che veniva considerato il più autorevole perché celebrato a Roma e perché il canone, per ininterrotta tradizione dei Papi, veniva attribuito allo stsso san Pietro. San Pio V procedette nel senso voluto dal Concilio di Trento. Fu liberale, accettò i riti che potessero dimostrare almeno 200 anni di esercizio (poco, per la Chiesa), ne eliminò altri e fissò il rito Romano Antico come risultava dalla Tradizione. Non creò nessun rito nuovo. Anche dopo, i cambiamenti apportati dai Papi a quel rito furono minimi, irrilevanti.
Ho citato a memoria dagli scritti di mons. Gamber. Ma si possono consultare anche gli studi di Mic. Perché si continuano a ripetere sempre le stesse inesattezze, perché non ci si documenta?
IL problema sollevato da mons. Williamson circa la frequenza della Messa NO è reale. Bisogna comunque considerare lo stato di necessità nel quale si trovano tanti fedeli e non per colpa loro ma dei pastori che hanno deviato introducendo la Messa NO. Molti ritengono che sia peccato non andare a Messa NO e restare a casa a recitare preghiere in sostituzione, cercando di andare poniamo una volta al mese a una Messa OV. Ma non può essere peccato, mi sembra evidente. C'è lo stato di necessità, si tratta di come interpretarlo. In ogni caso, per chi continua ad andare (obtorto collo) alla Messa NO, non credo si possa parlare di "peccato mortale". Questo mi sembra assurdo, perché significherebbe attribuire a questi fedeli l'intenzione (cattiva) di contribuire a una cosa che considerano negativa per la Chiesa (mentre invece la fanno perché ritengono di non aver alternative). Ma questo non è sicuramente il caso.
B.

Anonimo ha detto...

Semper orat qui totam suam vitam in Deum ordinat

Anonimo ha detto...

Commissariata la Fraternità Familia Christi
E' notizia di poche ore fa che la Congregazione della Dottrina della Fede ha commissariato la Fraternità Opera Familia Christi.

http://blog.messainlatino.it/2018/12/commissariata-la-fraternita-familia.html