martedì 1 ottobre 2019

Lecce: riapre una chiesa e vi si celebrerà in rito antico. Laus Deo!

Chiesa di S. Anna in via Libertini,
sabato e festivi: S. Messa (V.O.) ore 11.00

(a breve indicazioni anche orari messe feriali).
per info: coetus.lupiensis@gmail.com

Domenica scorsa a Lecce è stata riaperta al culto la chiesa di Sant’Anna in via Libertini, splendida testimonianza del barocco leccese, dopo il completamento dei lavori di restauro voluti dall’amministrazione comunale, proprietaria del complesso monumentale, e finanziati dalla Regione Puglia.
A seguito di un accordo tra comune e diocesi, l’arcivescovo Michele Seccia ha concesso Sant’Anna quale sede delle celebrazioni in rito antico, finora ospitate in altre chiese del centro storico: mons. Seccia ha voluto così fissare un luogo dedicato ai fedeli che da oltre dieci anni a Lecce partecipano alla liturgia antica, affidati da circa un anno alle cure di un giovane sacerdote dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote.
Per l’occasione della riapertura, la messa solenne (con i ruoli liturgici di diacono e suddiacono) è stata celebrata da mons. Gilles Wach, priore generale dell’Istituto di Cristo Re, con l’assistenza di sacerdoti, diaconi e seminaristi.
Dopo anni di abbandono, sono risuonate - tra la cantoria e la navata - le melodie gregoriane, mentre sull’altare maggiore risplendeva nuovamente il magnifico tabernacolo dorato, tra candele e reliquiari; e l’incenso si innalzava sino alle grate del matroneo, ove era facile immaginare i volti fugaci delle claustrali che per secoli parteciparono a quelle identiche preghiere “Introibo ad altare Dei…”. - Fonte

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Laus Deo. C'è qualcuno che si rinfranca l'anima!

Anonimo ha detto...

Beati loro. Qua il deserto....

Anonimo ha detto...


Lode al vescovo, mons. Seccia. Speriamo che altri seguano il suo esempio.
PP

@per P.P. ha detto...

Certo, sempre meglio che niente, però:
a)se dopo 12 anni di SP, siamo ancora al :"Speriamo che altri seguano il suo esempio", vuol dire che siamo messi proprio male. Anzi, SIETE messi, voi che, nonostante tutto cercate l'approvazione delle Autorità;
b)mi sembra sempre più la logica della "riserva indiana". Lo sfascio è totale e con qualche Messa (pur stupenda) vi tengono buoni?
c) Perché volete la Messa Tridentina? Essenzialmente per (pienamente legittimi, per carità, sia chiaro) motivi estetico-cultural-identitari o perché le riconoscete un valore che il N.O. non ha?

mic ha detto...

Intanto le rispondo io. Evidentemente non ci segue altrimenti saprebbe cosa pensiamo. Può cominciare a documentarsi qui

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2018/06/il-rito-romano-antico-e-lapplicazione.html

mic ha detto...

Inoltre non cerchiamo l'approvazione delle autorità. Semplicemente non siamo noi a doverci dichiarare fuori da un contesto che non seguiamo ma patiamo....

Anonimo ha detto...

@Anonimo
1 ottobre 2019 21:11

Dipende tutto da come lei ha vissuto.
Parlo per me, ho sempre cercato di compiere ciò che era giusto, sapendo benissimo che non avrei potuto aspettarmi, dal prossimo con o senza autorità, che l'irrisione; è nella sua personale riserva indiana, resa da ognuno di noi salubre e santa, che il Signore andrà a far visita; sicuramente l'estetica ha avuto per me un ruolo decisivo, ancor prima di aver frequentato una Messa VO, vi erano accadimenti nella messa NO che proprio mi disturbavano e mi respingevano, lontani mille miglia da tutto ciò che possa dirsi, anche poco poco, sacro.

Anonimo ha detto...


All'anonimo provocatore, mal informato

A un vescovo che lascia celebrare la vera Messa cattolica, cosa dobbiamo dire,
che ha fatto male, che non merita di esser lodato per questo?
Ha fatto bene e speriamo continui così.
Considerare questa lode un atto di piaggeria nei confronti delle Autorità significa
esser fuori strada.
Quante volte su questo blog si è detto che la vera Messa cattolica è solo quella del
lo OV? Lei dovrebbe documentarsi prima di criticare.
PP

Anonimo ha detto...

El Nuevo Misal contiene elementos destructivos en su parte disciplinar. Lo dijo en su día el Cardenal Stickler: Pro opportunitate, ad libitum, vel, vel, vel (usque ad infinitum).
Además, constituye una ruptura con la Tradición disciplinar y dogmática: "se destruyó el antiguo edificio y se construyó otro nuevo" ( "La mia vita" Joseph Ratzinger ).
Como dice Santo Tomás de Aquino: Incurre en falsedad quien ofrece a Dios un culto contrario al que la Iglesia ha establecido y continúa observando. El Nuevo Misal incita continuamente a esa falsedad. Si bien es válido y aun lícito cuando se celebra dignamente, al encerrar en su propia normativa elementos destructivos, constituye un peligro para la Fe. Tanto que alguien ha podido afirmar, con razón, que un protestante puede usarlo indistintamente. Por ejemplo com el Canon II. "Sí, ha afirmado, teológicamente es posible"
Por tanto sólo el Misal gregoriano representa la autentica Tradición Apostólica.